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venerdì 21 dicembre 2012

FESTE DI FINE ANNO: GLI ITALIANI NON RINUNCIANO AL BRINDISI.

FONTE. CONFAGRICOLTURA

OGNI FAMIGLIA STAPPERA’ DUE, TRE BOTTIGLIE DI BOLLICINE MADE IN ITALY

Nonostante la crisi, gli italiani non rinunceranno al tradizionale brindisi di fine anno e più che mai la scelta ricadrà sullo spumante italiano. Lo afferma Confagricoltura sulla base dei dati forniti dai principali Consorzi di tutela e da Assoenologi. Cinquanta milioni di bottiglie stappate tra dicembre e l’Epifania, l’1,5% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Due, tre bottiglie a famiglia.

Le previsioni sono ottimistiche. Nell’ultimo mese dell’anno, evidenzia Confagricoltura, i consumi del famoso Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene sono raddoppiate, sfiorando i 7 milioni di bottiglie. Una dimostrazione dello straordinario successo di questo prodotto che, dal 2003 al 2011, ha segnato una crescita in volume  del 74%, raggiungendo un mercato di 70 milioni di bottiglie, per un giro d’affari di oltre 420 milioni di euro.

Stesso ottimismo nel Consorzio delle nobili bollicine italiane, il Franciacorta, che ha di recente annunciato una crescita, nel 2012, del 10% delle vendite, con oltre un milione di bottiglie in più rispetto agli 11 dello scorso anno. Due milioni e mezzo, invece, saranno le bottiglie Trento Doc che gli italiani stapperanno durante le feste di fine di anno. E’ in questo periodo, infatti, che si concentra il 30% delle vendite di questa storica denominazione.

Nelle famiglie italiane - aggiunge l’Organizzazione degli imprenditori agricoli -non mancherà neppure il tradizionale “dolce” brindisi con l’Asti spumante o con l’Oltrepo’ Pavese Moscato spumante, che accompagneranno panettoni e torroni nelle tavole imbandite per le feste. Il Consorzio di tutela dell’Asti stima 7 milioni di bottiglie e quello dei vini dell’Oltrepo’ Pavese 2 milioni e mezzo.

Brindisi delle feste sempre più all’insegna del “made in Italy” non solo sul mercato nazionale, ma anche all’estero, che per il Prosecco rappresenta il 42% del mercato, per il Franciacorta il 10% e per l’Asti addirittura l’80%, con un trend in continua crescita negli ultimi anni.

“Merito - conclude Confagricoltura - di un’offerta estremamente variegata, più articolata e suggestiva di qualsiasi altro Paese del mondo, che si arricchisce ogni anno, con l’ingresso sul mercato di nuovi prodotti, ciascuno con caratteristiche  peculiari, ma tutti accomunati dal fascino dell’effervescenza”. 

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