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mercoledì 27 aprile 2011

NECESSARIO RIVEDERE LA DIRETTIVA NITRATI - FERRARA DEFINITA INTEGRALMENTE ZONA VULNERABILE

Fonte: Confagricoltura Ferrara

“La direttiva nitrati sta entrando nel pieno dell’attuazione e, come previsto, i problemi per le aziende agricole si confermano notevoli sotto molti punti di vista e la situazione rischia di esasperarsi per l’obbligo delle Regioni, ai fini della deroga dei limiti previsti per l’azoto, di adeguare i loro programmi ad ulteriori vincoli amministrativi e tecnici. Per questo motivo occorre ripensare alla validità di una direttiva che è stata scritta circa 20 anni fa” – afferma il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi.
“La nostra richiesta della necessità di procedere alla revisione delle disposizioni europee deriva anche dalle novità introdotte da un’altra direttiva, la 2000/60, sul buono stato di qualità delle acque. Problematica che si riflette su tutta la normativa d’attuazione italiana, che necessita di una grande semplificazione”.
“Come è stato ribadito in varie occasioni da Confagricoltura - ricorda il Presidente dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli - occorre garantire un sistema di rilevazione idoneo a quantificare il peso delle altre fonti di inquinamento, come quella civile, al fine di evitare che le cause dell’eutrofizzazione siano attribuite ingiustamente e totalmente al settore agricolo e si concentrino solo su di esso tutti gli aggravi normativi e tecnici”.
“La provincia di Ferrara, nella sua totalità, è stata definita integralmente come Zona Vulnerabile – evidenzia Gherardi - il che ha comportato un penalizzante quantitativo massimo di azoto distribuibile per ciascuna coltura e per tipologia di fertilizzante. Tale imposizione ha comportato preoccupazioni ed un forte disagio fra i produttori, per il timore di vedere compromessa la redditività di tutte le colture praticate, in particolare quelle specializzate. Di fatto, la dichiarazione di vulnerabilità per l’intera Provincia ha interessato indistintamente un territorio caratterizzato da elevata variabilità pedologica ed idrogeologica, al punto che si è sentita l’esigenza di acquisire nuove e più dettagliate informazioni scientifiche in tema di dinamiche dell’azoto, affidando all’Università di Ferrara, tramite il Parco Scientifico per le Tecnologie Agroindustriali (ParcAgri) un’intensa attività di ricerca i cui dati finali, molto interessanti, saranno presto divulgati e che comunque hanno evidenziato la necessità di riconsiderare l’attuale attribuzione di vulnerabilità, estesa all’intero territorio. In tal senso, temi di particolare interesse sono l’individuazione di Zone non Vulnerabili e la ridefinizione degli attuali limiti di utilizzo degli effluenti zootecnici.
“In conclusione - evidenzia Confagricoltura - la questione relativa alla gestione degli effluenti zootecnici ed al digestato proveniente dagli impianti di biogas, merita una maggiore attenzione al fine di evitare che una risorsa per l’agricoltura italiana, si trasformi in un problema, attraverso normative restrittive che ne ostacolano la utilizzazione agronomica e quindi la possibilità di restituire al terreno la sostanza organica”.

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