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mercoledì 9 ottobre 2013

Valcárcel e Barroso: è urgente adottare il bilancio UE e le norme sulla coesione

Fonte: Comitato delle Regioni

Il CdR valuta l'ipotesi di ricorrere presso la Corte di giustizia dell'UE riguardo alle norme sulla condizionalità e il livellamento

All'inaugurazione degli Open Days 2013 il Presidente del Comitato delle regioni (CdR) Ramon Luis Valcárcel Siso e il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso hanno esortato il Consiglio europeo e il Parlamento a completare al più presto l'adozione del bilancio UE 2014-2020 e la nuova regolamentazione sui fondi strutturali.
Riferendosi alla tempistica dei negoziati in corso, il Presidente del CdR Valcárcel ha sottolineato che "l'attuale situazione economica e sociale non consente alcun ritardo nel lancio del nuovo piano regionale di investimenti per la crescita e l'occupazione. Non possiamo permetterci di restare arenati in un negoziato che rischia di diventare sempre meno comprensibile per la maggior parte dei cittadini. Qualsiasi ulteriore indugio nel raggiungere un accordo esporrà le regioni al rischio di dover aspettare un anno prima di lanciare nuovi programmi".
Riguardo al possibile risultato finale, il Presidente del CdR ha osservato che "negli ultimi quattro anni il Comitato delle regioni ha lavorato sodo, insieme con il Parlamento europeo, per far sentire la voce delle regioni e delle città e per dare forma alla nuova politica di coesione. Alcuni nuovi elementi potrebbero rendere più efficaci le strategie regionali per la crescita e migliorare la qualità dei progetti finanziati." Ciò nonostante, vi sono ancora delle questioni irrisolte che suscitano profonda preoccupazione nelle regioni e città dell'UE:
  • la sospensione o cancellazione dei finanziamenti della politica regionale qualora lo Stato membro non rispetti le raccomandazioni di carattere economico formulate dalla Commissione;
  • la creazione di una "riserva di efficacia ed efficienza";
  • le regole sui massimali per le dotazioni nazionali dei fondi strutturali.
Il Presidente Valcárcel ha ricordato che queste misure sono collegate ad ambiti politici in cui la consultazione del CdR è obbligatoria. Il Comitato sta monitorando e valutando attentamente gli sviluppi in atto ed è pronto ad esaminare l'ipotesi di ricorrere alle opzioni giuridiche previste dal Trattato di Lisbona qualora le sue prerogative non vengano rispettate.
Il Presidente Barroso, da parte sua, ha sottolineato il contributo fondamentale apportato dalle regioni. Rivolgendosi ai membri del Comitato, ha dichiarato: "Voi siete i leader europei. In quanto politici eletti a livello locale, contribuite a costruire l'Europa giorno per giorno, dato che il progetto europeo non è una struttura verticale. Siamo qui per analizzare insieme la situazione e capire come possiamo rafforzare l'Europa. Prima dell'estate abbiamo concordato di investire 325 miliardi di euro nella coesione, e ora dobbiamo assicurare che ogni euro speso produca dei risultati effettivi, percepiti anche sul territorio". Il Presidente Barroso ha poi invitato le regioni e le città a "pensare fuori dagli schemi, compiendo ulteriori sforzi innovativi", per poi osservare che una nuova politica di coesione, per essere efficace, non può rientrare "nell'ordinaria amministrazione".
Anche il commissario europeo per la Politica regionale Johannes Hahn ha posto l'accento sull'innovazione, richiamando l'attenzione sul contributo che una politica di coesione riformata apporterà alla competitività dell'UE. Per quanto riguarda i negoziati relativi al pacchetto dei regolamenti sulla coesione, il commissario Hahn si è detto convinto che i principali ostacoli rimasti sulla via dell'adozione finale verranno superati: "il 99 % delle questioni è già deciso, adesso dobbiamo soltanto concludere l'accordo. Siamo tutti d'accordo sulla necessità di avviare al più presto l'attuazione della nuova politica di coesione. Notevoli progressi sono già stati compiuti nei negoziati sugli accordi di partenariato e sui programmi operativi".
"Spero fortemente che l'ottimismo del commissario in merito all'esito dei negoziati sia fondato. Tuttavia, anche in questo caso avremmo almeno sei mesi di ritardo", ha dichiarato il presidente del gruppo PPE del CdR Michael Schneider, aggiungendo: "Esamineremo in profondità le modalità di applicazione della nuova normativa, così da evitare quella complessità burocratica che ostacola i programmi e sovraccarica i beneficiari. Propongo che la Commissione europea effettui un regolare monitoraggio dei processi di attuazione dei nuovi regolamenti, in collaborazione con il Comitato delle regioni."
Secondo il presidente del gruppo PSE del CdR Karl-Heinz Lambertz "la situazione di stallo sulla condizionalità macroeconomica attiene ora più all'ideologia che al buon senso, mentre i negoziati si svolgono a porte chiuse dando così luogo a una nuova cultura dell'opacità in relazione ai fondi strutturali. L'Europa ha urgente bisogno di un dibattito aperto e trasparente sulle regole applicabili agli aiuti di Stato per i progetti di infrastrutture cofinanziati tramite i fondi strutturali. Si tratta una questione veramente cruciale."
Nel suo intervento Uno Silberg, presidente del gruppo Alleanza europea del CdR, ha sottolineato che "la sostenibilità e la stessa sopravvivenza delle zone rurali in Europa dovrebbero essere al centro della politica di coesione, dato che il declino di queste aree comporterebbe conseguenze devastanti a lungo termine per l'intera società. Il gruppo Alleanza europea crede fermamente che un approccio dal basso verso l'alto, insieme alla diversificazione e alla modernizzazione dell'economia rurale tramite partenariati territoriali funzionali con le zone urbane limitrofe, siano la chiave per realizzare una vera coesione."
Il ruolo delle nuove fonti di finanziamento nella politica di coesione riformata è stato messo in risalto dal presidente del gruppo ALDE del CdR Bas Verkerk: "Sosteniamo con forza l'idea di utilizzare strumenti di ingegneria finanziaria come mezzo per rendere la politica di coesione più efficace e sostenibile. Questi strumenti sono fondamentali in una fase di crescita economica lenta, e chiederò alla Commissione europea di spiegare chiaramente quali modifiche sono state introdotte per garantirne un impiego più ampio ed efficace possibile".
L'impatto della politica di coesione sulle economie dell'UE è stato messo in evidenza da Gordon Keymer, presidente del gruppo ECR del CdR, il quale ha affermato che: "la politica di coesione 2014-2020 ci offre un'altra opportunità per accendere il motore dell'economia dell'UE e innescare un meccanismo di crescita e di maggiore occupazione".

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