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martedì 1 ottobre 2013

LE CONSEGUENZE DI UNA CRISI DI GOVERNO PER IL SETTORE AGRICOLO


Fonte: Confagricoltura Ferrara

“Se questa crisi di Governo che si è aperta con le dimissioni dei Ministri del PDL dovesse portare alla paralisi se non addirittura alla caduta del Governo, le conseguenze che ne deriverebbero per il settore agricolo potrebbero essere davvero gravissime”. Ad affermarlo è il Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli, che aggiunge: “il 15 ottobre è il termine fissato per l’emanazione della legge di stabilità, che dovrebbe rappresentare lo strumento per effettuare il tanto sospirato taglio al cuneo fiscale, che potrebbe liberare risorse per le imprese da destinare agli investimenti, oltre che sgravare le buste paga dei lavoratori di una parte di trattenute destinate allo Stato. Ma a questo punto è molto difficile che si arrivi ad un accordo nella maggioranza. Oltre all’aumento dell’Iva dal 21 al 22%, che inciderà pesantemente sulle imprese agricole per quanto concerne in particolare l’acquisto di macchinari ed attrezzature, si profila a questo punto anche il pagamento, a metà dicembre, della seconda rata dell’IMU sui terreni agricoli e sui fabbricati rurali, oltre che sulla prima casa. Le risorse per evitarne il pagamento, pari a 2,4 miliardi, dovrebbero essere trovate entro il 15 ottobre ma l’eventuale situazione di stallo ne renderebbe di fatto impossibile il reperimento. Ma in pericolo potrebbe essere addirittura anche la prima rata dell’IMU – aggiunge il Presidente di Confagricoltura Ferrara- perché il decreto legge che il 31 agosto scorso ne ha previsto la soppressione deve essere convertito in legge entro la fine di ottobre, ed ipoteticamente potrebbe finire ostaggio della crisi politica. Inoltre le dimissioni del Ministro delle Politiche Agricole appaiono particolarmente preoccupanti, considerando che si è avviata la fase di recepimento delle nuove diposizioni comunitarie sulla rifora della PAC, una fase estremamente delicata perchè lascia alla discrezionalità degli Stati membri ambiti di applicazione della riforma che per il nostro Paese possono rivelarsi determinanti. E’ ineludibile – ha concluso Scaramagli - che una crisi politica porterebbe, in questo particolare momento, un impatto fortemente negativo sull’aggancio della ripresa e della crescita ed il settore agricolo potrebbe essere uno di quelli chiamato a pagarne maggiormente le conseguenze”.

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