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giovedì 17 ottobre 2013

PER CONFAGRICOLTURA FERRARA LA LEGGE DI STABILITA’ E’ POCO INCISIVA

Fonte: Confagricoltura Ferrara

“Le idee sono buone ma serviva decisamente più coraggio”. Queste le prime parole del Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli dopo il via libera del Consiglio dei Ministri alla legge di stabilità. “Il taglio al cuneo fiscale, che secondo il Governo rappresenta il fulcro della manovra, è alquanto frazionato nel tempo e solo in minima parte riguarderà il settore agricolo. Questo perché sia gli sgravi sull’Irap che i premi alle imprese in caso di stabilizzazione dei rapporti di lavoro, riguardano esclusivamente i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, mentre nel settore agricolo, stante la propria peculiarità, la stragrande maggioranza dei rapporti di lavoro è a tempo determinato”. Il Presidente Scaramagli commenta anche il taglio all’Irpef, che si otterrà con l’innalzamento delle detrazioni d’imposta sul lavoro dipendente. “I redditi pari a 10 mila euro lordi annui avranno un vantaggio fiscale quantificabile in circa 60 euro annui, i redditi pari a 15 mila euro saranno quelli che beneficeranno del maggior vantaggio, pari a circa 170 euro; i redditi pari a 25 mila euro beneficeranno di una riduzione della tassazione annua di circa 100 euro, mentre a mano a mano che il reddito aumenta si riduce progressivamente anche il vantaggio fiscale, che si limita a pochi euro superati i 40 mila euro. Pur trattandosi di un importante segnale di discontinuità, ciò è troppo poco per pensare che possa contribuire a rilanciare i consumi. Si consideri inoltre che dal provvedimento rimangono esclusi sia i pensionati che i lavoratori autonomi”. Per quanto riguarda le altre misure, il Presidente Scaramagli si dice soddisfatto della decisione di stanziare un miliardo di decontribuzione sui contributi Inail a carico delle imprese, ma attende di capire come questa verrà attuata, mentre considera positivo per il settore il rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per 120 milioni di euro. “Auspico che dalla dismissione degli immobili pubblici possano essere reperite quelle risorse che consentano di limare il deficit/Pil 2013 e di tagliare il debito pubblico, - prosegue Scaramagli - ma soprattutto che la vendita di terreni del Demanio possa rappresentare un’opportunità per i giovani agricoltori, come da tempo richiede la nostra Organizzazione”. Preoccupazione viene manifestata in relazione alla Trise, il nuovo tributo immobiliare che sarà formato dalla tassa sui rifiuti e da quella sui servizi indivisibili: “Spero proprio che non si trasformi, come è avvenuto con l’Imu, in una tassa insostenibile per le aziende agricole, anche tenuto conto del generale quadro di difficoltà in cui versa il settore, ma attendo di conoscere i dettagli prima di esprimere un giudizio definitivo. Ora vedremo come andrà l’iter parlamentare –ha concluso il Presidente di Confagricoltura Ferrara – e se si verificherà anche in questa occasione il consueto “assalto alla diligenza” che determina sostanziali modifiche al disegno iniziale”.

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