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martedì 1 ottobre 2013

COLDIRETTI: CON AUMENTO IVA MAGGIORE FLESSIONE CONSUMI ALIMENTARI. TORNA L’IMU?


Fonte: Coldiretti Ferrara

“L’acuirsi di una instabilità politica che dura da troppo tempo non c’è la possiamo più permettere, né come imprese né come cittadini, poiché si rischia di bruciare nel Paese anche quel barlume di fiducia che ancora molti hanno di poter costruire un futuro migliore”. E’ quanto ha affermato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nel lanciare l'allarme sugli effetti insostenibili della crisi per l'Italia e per il settore agricolo, dove senza Legge di Stabilità sono in gioco 350 milioni di euro della seconda rata Imu, senza dimenticare un prevedibile ulteriore crollo dei consumi legati all'aumento dell'Iva. “Tutti i dati ci indicano – rileva il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli - una generale contrazione dei consumi, anche se ormai risparmiare è sempre più difficile, e così anche il dato relativo alla sostanziale stabilità dell’inflazione italiana, per alcuni prodotti addirittura in calo, in realtà nasconde il taglio alla spesa da parte di moltissimi cittadini. E dal primo ottobre, l’incremento di un punto percentuale di IVA non farà altro che acuire la situazione, con ricadute gravi su tutti, imprese e cittadini, soprattutto i meno abbienti”. Gulinelli evidenzia come l’effetto piu’ evidente dell’aumento dell’aliquota Iva si ha dall’immediato aumento del prezzo della benzina con il 43 per cento degli italiani che usa meno l’auto a dimostrazione del fatto che si compensano i rincari provocati dall’Iva con minori consumi.
Dato confermato una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Nielsen sugli effetti dell’aumento dell’aliquota Iva. L’inflazione a settembre è in calo secondo l’Istat anche perché il carrello della spesa si svuota con gli italiani hanno tagliato del 4 per cento gli acquisti alimentari. L’innalzamento dell’aliquota Iva dal 21 al 22 per cento sui carburanti avrebbe un effetto valanga sull’88 per cento della spesa degli italiani che viene trasportato su strada con il 68 per cento dei consumatori che taglia sull’abbigliamento, mentre il 57 per cento degli italiani per risparmiare sceglie prodotti piu’ economici nel largo consumo. Una tendenza confermata dall’andamento dell’inflazione con i prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche che a settembre su base congiunturale sono addirittura scesi (- 0,1 per cento) con cali fino al - 4,6 per cento per la frutta fresca e al - 2,5 per cento per i vegetali freschi. L’aumento dell’aliquota a tavola - sottolinea la Coldiretti - colpisce direttamente i bicchieri degli italiani con rincari dalle bevande gassate ai superalcolici, dai spumanti alla birra, dai succhi di frutta al vino, fino all’acqua minerale, mentre sono esclusi la maggioranza dei prodotti di largo consumo come frutta, verdura, carne, latte e pasta. In realtà per effetto della riduzione del potere di acquisto generale ad essere coinvolto - continua la Coldiretti - è l'intero sistema economico che si trova già in una fase recessiva. Se si vuole ripartire il primo punto da affrontare - conclude la Coldiretti - è quello di non penalizzare ulteriormente i consumi riducendo ulteriormente il potere di acquisto, compromesso dalla crisi. “In questo senso – a parere di Gulinelli – tutti coloro che hanno realmente a cuore il bene dell’Italia, è tempo che lo dimostrino, lavorando nella direzioni dei veri interessi nazionali, raccogliendo le sfide di questi tempi così difficili, mettendo a sistema i progetti, come quello Coldiretti, che si basa sulle produzioni italiane e sulle nuove filiere che non devono togliere valore a chi produce e scaricare costi sui cittadini, ma portare equità e qualità in un settore come quello agroalimentare in particolare, ancora in grado di essere un punto fermo per il nostro Paese”

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