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sabato 29 marzo 2014

UN SALTO DI QUALITÀ DELLA POLITICA NAZIONALE PER INCENTIVARE IL SETTORE

Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara  

Lorenzo Boldrini di Cia Ferrara, nel corso del Convegno “Terra è Futuro”, ha chiesto al neo Ministro delle Politiche Agricole Martina di favorire al massimo gli investimenti in agricoltura a medio e lungo termine

«Il settore agricolo è quello che ha tenuto di più in questi anni di crisi. Si tratta però di una “macchina” che gira in maniera costante ma lenta e faticherà, forse più di altri comparti, a ripartire con slancio. Quali sono le azioni che il Governo e il Ministero delle Politiche Agricole attuerà per incentivare il settore e dargli forza propulsiva?». Una domanda che Lorenzo Boldrini, presidente Provinciale di Cia Ferrara, ha sottoposto al neo ministro Maurizio Martina, in città per intervenire al convegno “Terra è Futuro - Una nuova Agricoltura, volano per lo sviluppo in Emilia Romagna”. Un quesito che ha voluto sottolineare l’emergenza che stanno vivendo gli agricoltori: avere soldi da investire per rinnovare le aziende, facendo miglioramenti strutturali e produttivi. Fattori non da poco che, soprattutto nei prossimi anni, potrebbero fare la differenza tra l’avere un reddito agricolo soddisfacente e non essere più in grado di fare agricoltura in maniera remunerativa. «Ho voluto attirare l’attenzione – spiega Boldrini – sul bisogno di fare investimenti delle aziende e sugli incentivi rivolti al settore agricolo per favorirli, che attualmente provengono dall’Europa, con la Pac, e dalla Regione attraverso i Piani di Sviluppo Rurale. Fin qui parliamo di “storia” nota dell’incentivazione all’agricoltura. Sappiamo che i Piani di Sviluppo Rurale sono in via di definizione e saranno certamente una fonte preziosa a sostegno agli investimenti aziendali, anche per favorire l’ammodernamento delle imprese e l’insediamento di giovani e donne. Sappiamo che la nuova Politica Agricola Comune sarà meno remunerativa e i contributi pagati per ettaro saranno gradualmente diminuiti, rispetto a prima. Quello che vorremmo capire – continua Boldrini – è quale impegno il Governo si assumerà e quanto sarà forte e coerente nell’applicare le regole per una giusta distribuzione della Pac. Non sappiamo, inoltre, se saranno previste ulteriori forme di incentivazione e semplificazione burocratica. I rappresentanti politici nazionali - continua Boldrini – dovrebbero prendere due decisioni importanti per favorire gli investimenti: istituire un fondo bancario a garanzia del credito alle imprese e abbattere i tassi di interesse per la concessione di mutui. Il tutto finalizzato, appunto, al miglioramento dell’azienda in maniera globale, dal punto di vista fondiario, meccanico, tecnico e produttivo. Con le banche che già da diversi anni non concedono mutui e i tassi di interesse così alti, sta diventando impossibile per un’azienda fare investimenti a medio e lungo termine. E quelle che ci riescono lo fanno con fatica, rinunciando a buona parte del reddito per molti anni. Mi auguro – conclude Boldrini – che questo ministro giovane e pieno di voglia di fare, abbia più tempo davanti a sé, rispetto ai precedenti, per attuare la sua politica. Perché l’agricoltura ha davvero molto bisogno di una politica attenta, veloce nell’agire e molto concreta.»

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