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lunedì 26 agosto 2013

L’ASSESSORE REGIONALE DELL’EMILIA-ROMAGNA RABBONI VISITA IL DISTRETTO DEL POMODORO: “L’OI HA UN RUOLO FONDAMENTALE PER LA FILIERA” E NELLA DIFFICILE CAMPAGNA IN CORSO IL DISTRETTO INIZIA L’ATTIVITA’ DI VERIFICA COME ENTE TERZO

Fonte: Distretto del Pomodoro da Industria del Nord Italia



Serve un’integrazione sempre maggiore per sostenere la filiera del pomodoro da industria. E la strada per perseguirla è quella di una costante valorizzazione del ruolo dell’Organizzazione interprofessionale Distretto del Pomodoro da Industria del Nord Italia che, proprio nel corso della campagna 2013, ha iniziato a svolgere l’attività di verifica come ente terzo per un monitoraggio della corretta applicazione delle direttive tecniche stabilite all’interno della stessa filiera.

E’ questo il messaggio che ha accompagnato la giornata di incontro con il Distretto del Pomodoro del Nord Italia da parte dell’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia Romagna Tiberio Rabboni che ha visitato due aziende di trasformazione del Piacentino: la Steriltom srl di Casaliggio  di Gragnano che trasforma 150mila tonnellate di pomodoro all’anno e la cooperativa ARP di Gariga di Podenzano che ne trasforma 195mila.

Rabboni: “La Regione crede in questo comparto e sta investendo”
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Una campagna che – come spiega il Distretto – è stata fortemente condizionata dal maltempo primaverile che ha fatto slittare i trapianti di un mese. Ora ci si prepara alla fase decisiva, nelle prossime settimane, visto che al momento attuale è stato raccolto soltanto all’incirca il 20% del pomodoro. Determinanti saranno le condizioni climatiche di settembre. .
Poi Rabboni si è rivolto ai rappresentanti della filiera. la Regione ha dimostrato di credere nella coltura del pomodoro stanziando, tramite i bandi di sviluppo rurale 25 milioni di euro per sostenere l’innovazione e la ricerca. Proprio per l’innovazione, tra l’altro, abbiamo ottenuto il finanziamento del progetto Life per analizzare azioni che possano adeguare la filiera al cambiamento climatico, mentre in stretta sinergia con il Distretto stiamo per autorizzare un progetto con il Centro Ricerche Produzioni Vegetali per ottenere varietà che siano sempre più produttive>.

Tanti i temi affrontati da Rabboni nel corso dell’incontro con i vertici di Steriltom e Arp, alla presenza di alcuni rappresentanti delle O.P. (Organizzazioni Produttori) Tra gli argomenti caldi quello dell’approvvigionamento dell’acqua.
<La Regione sta lavorando – ha aggiornato Rabboni – per stabilizzare la disponibilità irrigua in relazione ai fabbisogni della coltura del pomodoro. Per questo stiamo operando in tre direzioni che potrebbero far recuperare circa 200 milioni di metri cubi d’acqua. La prima è quella che porta ad un uso plurimo delle acque che già sono disponibili, la seconda intende favorire la realizzazione di invasi d’acqua tramite due azioni come lo stanziamento di 10 milioni di euro con i Psr per realizzare invasi interaziendali e la possibilità di creare invasi nelle cave di estrazione delle ghiaie. Terza strada è quella di rendere efficienti gli impianti e le reti irrigue. Per questo obiettivo ci sono 200milioni di euro, finanziati dal Ministero, per l’ammodernamento degli impianti di bonifica, un progetto regionale come Irrinet che già oggi consente un risparmio idrico del 20% e l’intenzione di favorire il ricorso all’uso delle nuove tecnologie irrigue>. Tra le questioni poste dalla Steriltom anche quella dell’uso dei sottoprodotti della trasformazione del pomodoro per la produzione di energia negli impianti a biogas.

Il ruolo fondamentale del Distretto
Rabboni ha poi speso parole di elogio per il Distretto: .
Un messaggio condiviso dal presidente del Distretto Pier Luigi Ferrari: . Anche Ferrari ha poi trattato il tema dell’acqua: .

Il nuovo ruolo del Distretto come ente terzo di controllo
A testimoniare l’importanza del ruolo del Distretto del Pomodoro da Industria del Nord Italia, dall’avvio della campagna 2013 l’Oi ha iniziato a svolgere l’attività di verifica come ente terzo per l’applicazione delle direttive tecniche come stabilito dal Contratto quadro d’area per la gestione del conferimento e delle modalità di determinazione delle caratteristiche qualitative della materia prima conferita negli stabilimenti.
Le verifiche sono eseguite, senza necessità di preavviso, direttamente nei centri di controllo di tutte le imprese di trasformazione, seguendo una check list predefinita. Si svolgono verifiche anche su segnalazione e si interviene su richiesta di una delle parti. L’organismo di controllo riferisce al Comitato di coordinamento dell’Oi le eventuali problematiche riscontrate per i conseguenti provvedimenti, senza citare la denominazione dell’impresa di trasformazione, in maniera da garantire trasparenza e imparzialità di valutazione.
A fine campagna verrà presentata una relazione sull’andamento delle verifiche e verranno forniti suggerimenti per il miglioramento della gestione della campagna successiva. Ad oggi sono state effettuate 15 visite in stabilimenti pari a circa la metà degli impianti presenti nel Nord Italia.
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