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venerdì 25 gennaio 2013

IMPRESE, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “LA CHIUSURA DELLE AZIENDE AGRICOLE E’ SEGNALE DI SOFFERENZA, MA ANCHE DI RIORGANIZZAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE”

Fonte: Confagricoltura

L’agricoltura è il settore produttivo che ha il saldo negativo maggiore (-16.791 unità). Lo sottolinea Confagricoltura commentando i dati del Rapporto Unioncamere relativi alla nati-mortalità delle imprese italiane nel 2012. “Che la crisi faccia sentire i suoi effetti e aggravi la situazione è fuori discussione, il dato Unioncamere sulla nascita e sulla chiusura delle aziende agricole lo conferma: è il segno di una sofferenza in cui si trovano ad operare tante imprese agricole che non trovano margini di redditività”, osserva il presidente di Confagricoltura. “Non vorrei però che emergesse dalle analisi sulla crisi l’immagine di un’agricoltura che si arrende. Ci sono imprese agricole strutturate, moderne e competitive che hanno messo in atto, già da tempo, precise strategie per fronteggiare le criticità. Il dato è da leggere, dunque, come segnale di sofferenza ma al tempo stesso di razionalizzazione e riorganizzazione da parte di imprese del settore. Come rivelato dal recente sondaggio che abbiamo svolto con il Censis, infatti, le imprese più evolute hanno adeguato gli impianti e le strutture produttive (75%), ridefinito le politiche di vendita (59%), riorganizzato le procedure di lavoro (57,3%), individuato nuove produzioni e colture (51,7%), ridefinito le funzioni di vertice (30,3%). Solo il 3,7% del campione intervistato non ha apportato alcun cambiamento” “È chiaro allora che la trasformazione delle imprese ha una forte incidenza sul dato che riguarda la chiusura di molte di loro”, conclude Mario Guidi. “Molti ettari che queste chiusure libereranno resteranno ad attività agricole e c’è da interrogarsi sull’ordine di grandezza di questa trasformazione, potendo essa rivelarsi significativa in ottica di crescita e di rafforzamento per le aziende agricole esistenti”.

"Agricoltura", nel numero di gennaio: un'intervista a Lester Brown sul tema della scarsità alimentare nel mondo

FONTE: REGIONE EMILIA - ROMAGNA

Le nuove iniziative della Regione per alleggerire il carico burocratico che pesa sulle aziende agricole; cosa fare contro il rischio aflatossine. Il dossier del mese è dedicato al comparto bieticolo-saccarifero
Bologna - «Stiamo passando da un’idea di società basata sul surplus economico ed alimentare ad una situazione in cui a dominare è la scarsità di risorse». «Il problema fondamentale è la distribuzione e l’allocazione delle risorse e l’uso perverso che se ne fa». Sono alcuni dei passaggi più significativi di un’intervista all’economista e ambientalista americano Lester Brown, fondatore dell’Earth Policy Institute, pubblicata sul numero 1 (gennaio) del 2013 di “Agricoltura”, il mensile della Regione Emilia-Romagna fresco di stampa.
Nell’intervista, Brown, uno dei più autorevoli esperti al mondo, lancia un forte allarme sulla scarsità alimentare e critica aspramente la miopia dei governi e dei leader politici mondiali, il cui atteggiamento - a suo giudizio - è del tutto inadeguato a fronteggiare la gravità del problema. Ciò che serve, oggi, per salvare il pianeta –   conclude Brown - è una «grande mobilitazione simile a quella messa in atto dal presidente americano Roosevelt», all’indomani dello scoppio della seconda guerra mondiale.
Il nuovo numero di “Agricoltura” si apre con un’editoriale in cui l’assessore Tiberio Rabboni fa il punto sulle più recenti iniziative della Regione per alleggerire il carico burocratico delle imprese, a partire dalla ormai completa operatività dello sportello “fai da te” per le domande di finanziamento Pac. Nel corso del 2013, ricorda Rabboni, andrà anche a regime il “Registro unico dei controlli” e sarà avviata la procedura del silenzio-assenso per alcuni adempimenti in campo vitivinicolo.
In sommario, tra gli altri servizi di attualità, un articolo che spiega cosa si sta facendo in Emilia-Romagna per ridurre i rischi legati alla presenza delle aflatossine nel mais, oltre al bilancio dell’annata agraria 2012 e un approfondimento sui risultati dell’ultimo censimento agricolo. Per la parte tecnica spazio alla rivoluzione informatica delle mietitrebbie e alla produzione di oli vegetali ad uso energetico. Il dossier del mese è dedicato al comparto bieticolo-saccarifero.
“Agricoltura” di gennaio 2013, oltre che in versione cartacea, è consultabile online, sia nel formato tradizionale che in quello sfogliabile, all’indirizzo www.ermesagricoltura.it/Informazioni/Agricoltura           

Una selezione pubblica per la nuova gestione dell’ostello di Gorino



FONTE: PROVINCIA DI FERRARA

Una selezione per l’affidamento in locazione dell’Ostello di Gorino. La Provincia, con l’approvazione della relativa delibera di Giunta, ha stabilito di individuare un nuovo gestore per la struttura ricettiva di proprietà dell’amministrazione.
Prima di essere trasformato in ostello per la gioventù, il fabbricato era sede della scuola materna del centro abitato di Gorino.
Il contratto di locazione alberghiera avrà una durata di nove anni rinnovabili ed un canone di affitto, posto come importo a base della gara, di 6.790 euro all’anno.
Le manifestazioni di interesse vanno presentate entro le 13 del 12 febbraio 2013 e per ulteriori informazioni è a disposizione l’ufficio patrimonio della Provincia (tel. 0532.299408).
Tutto il materiale di gara è scaricabile dal sito www.provincia.fe.it sezione appalti e gare.

SETTIMANA DELLA BONIFICA E DELL’IRRIGAZIONE 2013: DATE E TEMA



FONTE: ANBI

Come deliberato dal Consiglio Nazionale ANBI si terrà, dal 18 al 26 maggio, l’edizione 2013 della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, interessa gli enti consorziali di tutta Italia. E’ stato individuato anche il tema: “RISORSE NATURALI: E-NERGIA PER IL TERRITORIO”, volendo ricomprendere prioritariamente l’impegno dei Consorzi di bonifica sia nel campo della tutela e valorizzazione delle risorse acqua e suolo sia in quello per la produzione di energie rinnovabili.

giovedì 24 gennaio 2013

Da sabato 26 gennaio andrà in onda la quindicesima puntata di “Emilia-Romagna Agricoltura”

Emilia - Romagna Agricoltura, puntata 15

Da sabato 26 gennaio andrà in onda la quindicesima puntata di
“Emilia-Romagna Agricoltura”.


L’approfondimento, curato da Tania Droghetti, sarà dedicato all’oro rosso, ovvero il
pomodoro. La puntata sarà ambientata all’interno del Museo del Pomodoro che si
trova nel comune di Collecchio, in provincia di Parma: con un produttore, un
rappresentante dell’Organizzazione Interprofessionale Distretto del Pomodoro da
Industria Nord Italia e un trasformatore cercheremo di capire come è andata la
campagna 2012 e che prospettive ci sono per quella del 2013.

Tutti i servizi della trasmissione si possono rivedere sul
  Canale Youtube: “Emilia – Romagna Agricoltura”
La trasmissione è realizzata da Centro Ricerche Produzioni Vegetali di Cesena e Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia con il contributo del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Emilia - Romagna.

Per contattare la redazione: 0532-299 771, E-mail: eragricoltura@gmail.com

Emilia-Romagna Agricoltura va in onda su una piattaforma di emittenti suddivise in tutte le province emiliano romagnole.
Qui il link al prospetto completo con le giornate e gli orari di programmazione della quindicesima puntata.

Ad Agriturist non piace il Piano Strategico per il Turismo, presentato recentemente dal ministro Gnudi al Consiglio dei Ministri.

FONTE: CONFAGRICOLTURA

AGRITURIST: IL PIANO STRATEGICO PER IL TURISMO E’ GIA’ VECCHIO PRIMA DI NASCERE

La presidente, Vittoria Brancaccio: “Ignorato l’agriturismo e le potenzialità del turismo diffuso. La logica dei poli prioritari è l’esatto contrario di quello che l’Italia deve fare per rilanciare il turismo”.

Ad Agriturist non piace il Piano Strategico per il Turismo, presentato recentemente dal ministro Gnudi al Consiglio dei Ministri.

“Non va bene  - dichiara Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist - perché guarda soltanto a pochi grandi progetti e non a come valorizzare l’insieme delle attività e delle risorse turistiche, piccole e grandi, di cui è ricchissimo il nostro Paese. Parlare di poli prioritari e dimenticare il turismo diffuso, di cui l’agriturismo è importante espressione, è l’esatto contrario di quello che serve per rilanciare il turismo italiano”.

A nostro avviso - premette Agriturist - il Piano è una ricerca accademica e non un progetto politico. Tratta astrattamente tutto quello che non va del turismo in Italia, prospettando soluzioni per lo più teoriche, con uno scadenzario temporale del tutto irrealistico.

Ma soprattutto sostiene tesi inaccettabili, come quella secondo cui in Italia esisterebbero 150 poli turistici, solo 40 dei quali con “un potenziale di crescita ancora significativo” e quindi degni di intervento prioritario. In Italia, al contrario, abbiamo un enorme patrimonio di attrattive turistiche diffuse e sconosciute, ad altissimo potenziale di crescita, dalla valorizzazione delle quali può davvero arrivare la ripresa del turismo.

E’ il caso, ad esempio - osserva Agriturist - delle attrattive culturali, paesaggistiche, naturalistiche, enogastronomiche, artigianali, di tradizione contadina, promosse dall’agriturismo, che, pur mai considerato dalla promozione pubblica, riceve tre milioni di ospiti l’anno, il 40% dei quali stranieri. Un risultato straordinario, maturato negli ultimi vent’anni, grazie alle capacità e allo spirito di iniziativa di oltre 21 mila imprenditori agricoli, in ogni parte d’Italia.

Trascinate dall’agriturismo - prosegue la nota di Agriturist - stanno crescendo migliaia di piccole imprese di turismo rurale, e si sta formando nelle campagne una rete di micropoli del turismo esperienziale, ecologico, escursionistico, salutistico, suscettibili di raddoppiare in pochi anni, se opportunamente promossi, ricettività e ospiti. Tutto questo il Piano lo ignora, puntando piuttosto sulla creazione di una “nuova Costa Smeralda”.

Il Piano - conclude Agriturist - è “vecchio”, pensa solo ad turismo “in grande” fuori dal tempo; le piccole strutture ricettive (che pure rappresentano la maggior parte della ricettività italiana) sono considerate un punto di debolezza, in quanto non idonee per i grandi tour operator; poi si contraddice “ammettendo” che le prenotazioni effettuate tramite internet, senza intermediari, sono in enorme aumento… Il successo dell’agriturismo, fatto di tanti “piccoli” che solo in quanto tali offrono una apprezzatissima e poco costosa accoglienza “di charme”, dimostra che un Piano ben fatto dovrebbe sostenere la “meta Italia” nel suo complesso.

COLDIRETTI: MARINI GUIDERA’ COLDIRETTI PER I PROSSIMI QUATTRO ANNI. CONFERMATO TONELLO ALLA VICE PRESIDENZA

FONTE: COLDIRETTI

Gulinelli: “La vice presidenza nazionale di Tonello elemento importante per rendere attivo e vitale il progetto Coldiretti anche nel nostro territorio”.

Sergio Marini è stato confermato per il secondo mandato alla guida della Coldiretti per altri quattro anni dall’Assemblea elettiva cui hanno preso parte i presidenti regionali e provinciali ed i rappresentanti dei movimenti, che lo ha eletto all’unanimità, con scrutinio segreto.
Nato a Terni il 27 luglio 1964 è laureato in Scienze Agrarie presso l’Università di Perugia. Vicepresidente nazionale è stato eletto il ferrarese Mauro Tonello, nato a Codigoro (Ferrara) il 9 aprile 1960, recentemente confermato Presidente della Federazione Regionale dell’Emilia Romagna e per vent’anni alla guida anche di Coldiretti Ferrara.
Il presidente della federazione ferrarese, Sergio Gulinelli, che ha preso parte all’assemblea, ritiene “importante e significativa la conferma di Tonello alla vice presidenza nazionale. Da un lato è la conferma e la fiducia ad una persona che ha datomoltissimo all’organizzazione, contribuendo in modo determinante a costruire la Coldiretti che conosciamo oggi, e dall’altro l’opportunità di un collegamento diretto tra il nostro territorio, la nostra provincia, ed il livello nazionale, e dunque con tutti gli elementi per poter compiere anche qui i passaggi necessari a far decollare il progetto di Coldiretti a beneficio delle nostre imprese e dell’economia complessiva. A Marini, Tonello ed a tutta la nuova dirigenza nazionale i migliori auspici per l’impegnativo lavoro che li attende, certi che sapranno fare il massimo per il settore agricolo ed il Paese”.
Fanno parte della nuova Giunta esecutiva Gabriele Calliari, nato a Romeno (Trento) il 2 gennaio 1959, Presidente della Federazione Regionale del Trentino Alto Adige, Tulio Marcelli, nato a Firenze il 14 settembre 1972, Presidente della Federazione Regionaledella Toscana, Gennarino Masiello, nato a Benevento il 1 luglio 1972, Presidente della Federazione Regionale della Campania, Pietro Santo Molinaro, nato a Marano Marchesato (Cosenza) il 1° novembre 1958, Presidente della Federazione Regionale della Calabria, Roberto Moncalvo, nato a Chivasso (Torino) l’8 agosto 1980, Presidente della Federazione Regionale del Piemonte, Ettore Prandini, nato a Leno (Brescia) il 27 luglio 1972, Presidente della Federazione Regionale della Lombardia e Piergiorgio Quarto, nato a Carbonara di Bari il 7 gennaio 1970, Presidente della Federazione
Regionale della Basilicata.

Nella foto: Mauro Tonello e Sergio Marini in occasione della Assemblea provinciale di Coldiretti Ferrara a novembre 2012.