Fonte: Coldiretti Ferrara
E’ dedicato a twitter ed ai visual social il terzo ed ultimo appuntamento organizzato dai Giovani di Coldiretti sul mondo digitale al servizio delle imprese. Mercoledì 18 febbraio a partire dalle 15.00 con gli ospiti speciali: gli INSTAGRAMERS Ferrara.
Proseguono con un ottimo indice di gradimento gli incontri dedicati al mondo digitale organizzati da Coldiretti Giovani Impresa di Ferrara nell’ambito del progetto della Camera di Commercio di Ferrara, Unioncamere e Google “eccellenze in digitale” per il made in Italy.
L’ultimo appuntamento di questa serie, sempre presso la Sala Convegni della sede provinciale di Coldiretti in Via Bologna 637 a Chiesuol del Fosso, è in programma mercoledì 18 febbraio, dalle 15.00 alle 17.00, per parlare di Twitter e dei cosiddetti visual social, ovvero You Tube, Instagram e Pinterest.
Per l’occasione ci saranno anche ospiti eccezionali, ovvero gli INSTAGRAMERS di Ferrara, che racconteranno le esperienze e le attività della community ferrarese degli utilizzatori di questa applicazione fotografica utilizzabile su smartphone e tablet.
Per ulteriori informazioni e per partecipare (gli incontri sono aperti a tutti gli associati di qualunque età, purchè interessati all’argomento) rivolgersi agli uffici di zona di Coldiretti.
lunedì 16 febbraio 2015
COLDIRETTI GIOVANI IMPRESA FERRARA: MERCOLEDI’ 18 FEBBRAIO L’ULTIMO APPUNTAMENTO CON #ECCEDIGIT
COLDIRETTI: RIPARTE CON GIOVANI IMPRESA IL CONCORSO PER LE ECCELLENZE VERDI ITALIANE. ENTRO IL 5 APRILE LE DOMANDE DI PARTECIPAZIONE AD OSCAR GREEN 2015
Fonte: Coldiretti Ferrara
Al via la nona edizione del Premio Oscar Green, il concorso che premia l’agricoltura giovane ed innovativa. Iscrizioni sul sito www.oscargreen.it, oppure tramite i nostri uffici. Cinque categorie per mettere in luce “la nuova agricoltura” italiana che batte la crisi.
E’ stato pubblicato il regolamento per l’edizione 2015 di Oscar Green, il concorso organizzato da Coldiretti Giovani Impresa e giunto alla sua nona edizione, rivolto ad imprenditori under 40, singoli o associati, siano essi agricoltori ma anche artigiani, operatori turistici, designer, ricercatori purché in rete con aziende agricole. Requisito indispensabile è quello dello sviluppo all’interno del proprio percorso imprenditoriale, di una idea innovativa che si rispecchi una delle categorie previste dal regolamento 2015. Ogni candidato potrà partecipare ad una sola categoria del concorso, scegliendo tra Impresa 2.Terra, Campagna Amica, Paese Amico, We Green ed infine Fare Rete. Nella prima categoria potranno candidarsi le idee più creative sotto il profilo dell’innovazione e delle nuove tecnologie, coniugando tradizione agro alimentare ed innovazione; in Campagna Amica il fulcro della categoria è la valorizzazione dei prodotti Made in Italy, premiando l’originalità e l’innovazione delle imprese che nel raggiungere il consumatore finale rispondono alle condizioni di sicurezza alimentare, qualità dei prodotti e tutela dell’ambiente, adottando un processo di trasparenza nei confronti delle scelte di consumo consapevole dei propri clienti. Paese Amico si rivolge alle istituzioni pubbliche (comuni, province, Asl, scuole) che condividono e sostengono in maniera partecipativa i progetti di Coldiretti. We Green è la categoria particolarmente dedicata alla tematica dell’attenzione all’ambiente ed all’agricoltura sociale, nel rispetto di un modello di sviluppo sostenibile. Infine Fare Rete è la categoria dove si vuole riconoscere il valore della scelta di uno sviluppo di impresa intersettoriale tra agricoltori ed altri imprenditori o soggetti attivi nella rete agroalimentare che possano vantare caratteristiche innovative e di sinergia tra imprese (anche non agricole). Ci sarà tempo sino al 5 aprile per presentare le domande (esclusivamente in via telematica) per poi avviare le fasi regionali di preselezione e di valutazione delle candidature, con l’ammissione alla fase finale delle tre canditure che avranno il miglior punteggio, sino ad arrivare alla selezione nazionale che determinerà le aziende finaliste per ogni categoria entro il mese di maggio 2015. I cinque vincitori nazionali di categoria saranno proclamati in occasione di un evento pubblico conclusivo che si terrà in autunno a Roma e riceveranno appunto l’”Oscar Green”. Tutti i partecipanti avranno comunque un attestato di partecipazione, mentre i 15 finalisti nazionali avranno spazi di promozione pubblica sui media nazionali e la pubblicazione delle loro idee di impresa sul sito internet Oscar Green e nel DVD dell’Oscar 2015. “E’ una bella occasione – evidenzia Alessandro Beltrami, delegato provinciale di Giovani Impresa Ferrara – per far conoscere storie positive, di giovani che hanno saputo fare impresa e riscuotere successo nella loro attività, in grado ci auguriamo, di far scaturire qualche ulteriore idea anche ad altri giovani e quindi dare un segnale di speranza in questo tempo di crisi complessiva, anche di volontà e di saper fare impresa uscendo dai soliti binari. Attendiamo tutti i giovani che vorranno mettere in luce anche esperienze della nostra realtà provinciale per confrontarci con il resto della regione e poi, chissà, anche oltre!”.
Al via la nona edizione del Premio Oscar Green, il concorso che premia l’agricoltura giovane ed innovativa. Iscrizioni sul sito www.oscargreen.it, oppure tramite i nostri uffici. Cinque categorie per mettere in luce “la nuova agricoltura” italiana che batte la crisi.
E’ stato pubblicato il regolamento per l’edizione 2015 di Oscar Green, il concorso organizzato da Coldiretti Giovani Impresa e giunto alla sua nona edizione, rivolto ad imprenditori under 40, singoli o associati, siano essi agricoltori ma anche artigiani, operatori turistici, designer, ricercatori purché in rete con aziende agricole. Requisito indispensabile è quello dello sviluppo all’interno del proprio percorso imprenditoriale, di una idea innovativa che si rispecchi una delle categorie previste dal regolamento 2015. Ogni candidato potrà partecipare ad una sola categoria del concorso, scegliendo tra Impresa 2.Terra, Campagna Amica, Paese Amico, We Green ed infine Fare Rete. Nella prima categoria potranno candidarsi le idee più creative sotto il profilo dell’innovazione e delle nuove tecnologie, coniugando tradizione agro alimentare ed innovazione; in Campagna Amica il fulcro della categoria è la valorizzazione dei prodotti Made in Italy, premiando l’originalità e l’innovazione delle imprese che nel raggiungere il consumatore finale rispondono alle condizioni di sicurezza alimentare, qualità dei prodotti e tutela dell’ambiente, adottando un processo di trasparenza nei confronti delle scelte di consumo consapevole dei propri clienti. Paese Amico si rivolge alle istituzioni pubbliche (comuni, province, Asl, scuole) che condividono e sostengono in maniera partecipativa i progetti di Coldiretti. We Green è la categoria particolarmente dedicata alla tematica dell’attenzione all’ambiente ed all’agricoltura sociale, nel rispetto di un modello di sviluppo sostenibile. Infine Fare Rete è la categoria dove si vuole riconoscere il valore della scelta di uno sviluppo di impresa intersettoriale tra agricoltori ed altri imprenditori o soggetti attivi nella rete agroalimentare che possano vantare caratteristiche innovative e di sinergia tra imprese (anche non agricole). Ci sarà tempo sino al 5 aprile per presentare le domande (esclusivamente in via telematica) per poi avviare le fasi regionali di preselezione e di valutazione delle candidature, con l’ammissione alla fase finale delle tre canditure che avranno il miglior punteggio, sino ad arrivare alla selezione nazionale che determinerà le aziende finaliste per ogni categoria entro il mese di maggio 2015. I cinque vincitori nazionali di categoria saranno proclamati in occasione di un evento pubblico conclusivo che si terrà in autunno a Roma e riceveranno appunto l’”Oscar Green”. Tutti i partecipanti avranno comunque un attestato di partecipazione, mentre i 15 finalisti nazionali avranno spazi di promozione pubblica sui media nazionali e la pubblicazione delle loro idee di impresa sul sito internet Oscar Green e nel DVD dell’Oscar 2015. “E’ una bella occasione – evidenzia Alessandro Beltrami, delegato provinciale di Giovani Impresa Ferrara – per far conoscere storie positive, di giovani che hanno saputo fare impresa e riscuotere successo nella loro attività, in grado ci auguriamo, di far scaturire qualche ulteriore idea anche ad altri giovani e quindi dare un segnale di speranza in questo tempo di crisi complessiva, anche di volontà e di saper fare impresa uscendo dai soliti binari. Attendiamo tutti i giovani che vorranno mettere in luce anche esperienze della nostra realtà provinciale per confrontarci con il resto della regione e poi, chissà, anche oltre!”.
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venerdì 13 febbraio 2015
OCCUPAZIONE, GUIDI (CONFAGRICOLTURA) A ROSARNO: “CONDANNIAMO IL LAVORO NERO E FAVORIAMO QUELLO VERO”
Fonte: Confagricoltura
Confagricoltura è per il lavoro “vero” e contrasta quello “nero”, quello “fittizio”, il caporalato, l’evasione contributiva. Lo ha sottolineato senza mezzi termini il presidente dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli, Mario Guidi, intervenendo a Rosarno al congresso indetto dai sindacati dei lavoratori. Ha detto di più Guidi: “Non penso che un’azienda vada premiata se sta nelle regole, ma debba essere punita se non lo fa”. Insomma, Confagricoltura e le sue imprese sono rigorosamente per la legalità. Non ci possono essere alibi per chi infrange. Chi è fuori dalle regole fa un danno inaccettabile e penalizza chi invece le leggi le rispetta, cioè le decine di migliaia di imprese agricole che operano alla luce del sole e che occupano regolarmente manodopera dipendente. È a queste imprese che Confagricoltura intende dare voce. “La piaga del lavoro nero – ha poi proseguito Guidi - si combatte non solo con le sanzioni, ma ricostruendo un’economia competitiva ed economicamente soddisfacente. Gli agricoltori devono puntare ai mercati aggregandosi per essere competitivi e la Regione deve accompagnare questo processo con grandi interventi infrastrutturali e logistici, sfruttando i fondi europei e sostenendo gli investimenti agricoli. Anche la Piana di Gioia Tauro va riprogettata attraverso i PSR”. “Il governo, dal canto suo, deve intervenire non elevando il carico fiscale come sta succedendo invece con l’Imu – ha concluso il presidente di Confagricoltura -. Tutti devono lavorare di più, velocemente, con soddisfazione reciproca delle aziende e dei lavoratori”.
Confagricoltura è per il lavoro “vero” e contrasta quello “nero”, quello “fittizio”, il caporalato, l’evasione contributiva. Lo ha sottolineato senza mezzi termini il presidente dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli, Mario Guidi, intervenendo a Rosarno al congresso indetto dai sindacati dei lavoratori. Ha detto di più Guidi: “Non penso che un’azienda vada premiata se sta nelle regole, ma debba essere punita se non lo fa”. Insomma, Confagricoltura e le sue imprese sono rigorosamente per la legalità. Non ci possono essere alibi per chi infrange. Chi è fuori dalle regole fa un danno inaccettabile e penalizza chi invece le leggi le rispetta, cioè le decine di migliaia di imprese agricole che operano alla luce del sole e che occupano regolarmente manodopera dipendente. È a queste imprese che Confagricoltura intende dare voce. “La piaga del lavoro nero – ha poi proseguito Guidi - si combatte non solo con le sanzioni, ma ricostruendo un’economia competitiva ed economicamente soddisfacente. Gli agricoltori devono puntare ai mercati aggregandosi per essere competitivi e la Regione deve accompagnare questo processo con grandi interventi infrastrutturali e logistici, sfruttando i fondi europei e sostenendo gli investimenti agricoli. Anche la Piana di Gioia Tauro va riprogettata attraverso i PSR”. “Il governo, dal canto suo, deve intervenire non elevando il carico fiscale come sta succedendo invece con l’Imu – ha concluso il presidente di Confagricoltura -. Tutti devono lavorare di più, velocemente, con soddisfazione reciproca delle aziende e dei lavoratori”.
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MARTINA A ROSARNO: LUNEDÌ 16 FEBBRAIO SI INSEDIA ALL’INPS CABINA DI REGIA DELLA RETE PER IL LAVORO AGRICOLO DI QUALITÀ
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Da Rosarno parte un messaggio di fiducia e di speranza. Abbiamo voluto presentare qui l'avvio del lavoro della Rete del lavoro agricolo di qualità, prevista da ‘Campolibero’. Lunedì prossimo partiamo con la cabina di regia presso l'Inps, con l’obiettivo di certificare la qualità dell'occupazione nelle imprese agricole. Questo strumento potrà essere utile anche nei rapporti con la grande distribuzione organizzata, soprattutto sotto il profilo della certificazione etica del lavoro. Bisogna dirlo in modo chiaro: il rispetto e la dignità del lavoro sono principi non trattabili”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, partecipando all’iniziativa “Legalità, diritti, dignità. Da Rosarno si può”, promossa, nella città calabrese, da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil contro il lavoro nero in agricoltura. “Dobbiamo creare, soprattutto qui in Calabria ma in generale in tutto il Paese, le condizioni perché – ha aggiunto Martina – non si assista più allo sfruttamento di immigrati irregolari: non c'è giustificazione per le aziende che sfruttano la disperazione di chi lavora in nero per cercare margini nell'attività produttiva”. Il Ministro ha proseguito: “Per troppi anni in Italia abbiamo accantonato i problemi, ora è il momento di affrontare alcuni nodi cruciali per l’agricoltura italiana. Dobbiamo occuparci della tutela del reddito degli agricoltori e restituire la dignità del lavoro nei campi. Per farlo è fondamentale utilizzare al meglio i fondi europei senza sprecare nemmeno un centesimo. Servono due leve fondamentali: qualità e organizzazione. Due pilastri che devono stare insieme”. Sul fronte organizzazione, ha aggiunto Martina, “siamo ancora troppo indietro. La media nazionale è al 40%, in Calabria siamo fermi al 20%. Una terra straordinaria come questa merita di sfruttare al meglio le occasioni che ha, mettendo in risalto la qualità delle produzioni. Il produttore da solo, in qualsiasi zona d'Italia, non ce la fa. Davanti a noi abbiamo gli strumenti per intervenire che ci offrono grandi potenzialità: mi riferisco, ad esempio, al miliardo di euro a disposizione da qui al 2020 attraverso i fondi dello sviluppo rurale. È il momento di fare un salto di qualità concentrando le risorse su progetti innovativi, concreti, di prospettiva. C'è bisogno di una strategia, che metta insieme i produttori e permette di affrontare il mercato con più forza”. “So che qui – ha proseguito il Ministro – abbiamo il cuore di alcune nostre produzioni importanti, come gli agrumi. Sono pronto a dare avvio a un ‘Piano agrumi’ che però non potrà prescindere da un lavoro di squadra tra produttori e istituzioni. Convocherò anche i grandi soggetti industriali, tra cui Coca Cola, per avviare un percorso insieme sulle arance, che coinvolgerà naturalmente anche le produzioni calabresi. Dobbiamo utilizzare tutti il 2015 per il rilancio dell'agricoltura e dell'Italia. Le premesse sono favorevoli e c’è un grande lavoro da fare. Il Governo – ha concluso Martina – è pronto a fare la sua parte”.
“Da Rosarno parte un messaggio di fiducia e di speranza. Abbiamo voluto presentare qui l'avvio del lavoro della Rete del lavoro agricolo di qualità, prevista da ‘Campolibero’. Lunedì prossimo partiamo con la cabina di regia presso l'Inps, con l’obiettivo di certificare la qualità dell'occupazione nelle imprese agricole. Questo strumento potrà essere utile anche nei rapporti con la grande distribuzione organizzata, soprattutto sotto il profilo della certificazione etica del lavoro. Bisogna dirlo in modo chiaro: il rispetto e la dignità del lavoro sono principi non trattabili”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, partecipando all’iniziativa “Legalità, diritti, dignità. Da Rosarno si può”, promossa, nella città calabrese, da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil contro il lavoro nero in agricoltura. “Dobbiamo creare, soprattutto qui in Calabria ma in generale in tutto il Paese, le condizioni perché – ha aggiunto Martina – non si assista più allo sfruttamento di immigrati irregolari: non c'è giustificazione per le aziende che sfruttano la disperazione di chi lavora in nero per cercare margini nell'attività produttiva”. Il Ministro ha proseguito: “Per troppi anni in Italia abbiamo accantonato i problemi, ora è il momento di affrontare alcuni nodi cruciali per l’agricoltura italiana. Dobbiamo occuparci della tutela del reddito degli agricoltori e restituire la dignità del lavoro nei campi. Per farlo è fondamentale utilizzare al meglio i fondi europei senza sprecare nemmeno un centesimo. Servono due leve fondamentali: qualità e organizzazione. Due pilastri che devono stare insieme”. Sul fronte organizzazione, ha aggiunto Martina, “siamo ancora troppo indietro. La media nazionale è al 40%, in Calabria siamo fermi al 20%. Una terra straordinaria come questa merita di sfruttare al meglio le occasioni che ha, mettendo in risalto la qualità delle produzioni. Il produttore da solo, in qualsiasi zona d'Italia, non ce la fa. Davanti a noi abbiamo gli strumenti per intervenire che ci offrono grandi potenzialità: mi riferisco, ad esempio, al miliardo di euro a disposizione da qui al 2020 attraverso i fondi dello sviluppo rurale. È il momento di fare un salto di qualità concentrando le risorse su progetti innovativi, concreti, di prospettiva. C'è bisogno di una strategia, che metta insieme i produttori e permette di affrontare il mercato con più forza”. “So che qui – ha proseguito il Ministro – abbiamo il cuore di alcune nostre produzioni importanti, come gli agrumi. Sono pronto a dare avvio a un ‘Piano agrumi’ che però non potrà prescindere da un lavoro di squadra tra produttori e istituzioni. Convocherò anche i grandi soggetti industriali, tra cui Coca Cola, per avviare un percorso insieme sulle arance, che coinvolgerà naturalmente anche le produzioni calabresi. Dobbiamo utilizzare tutti il 2015 per il rilancio dell'agricoltura e dell'Italia. Le premesse sono favorevoli e c’è un grande lavoro da fare. Il Governo – ha concluso Martina – è pronto a fare la sua parte”.
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PESCA VONGOLE - CASELLI: LE DIFFICOLTÀ DEL COMPARTO VANNO RISOLTE CON TEMPESTIVITÀ. IL MINISTERO CI AFFIANCHI NELLA NOSTRA RICHIESTA DI REVISIONE DEL REGOLAMENTO EUROPEO
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
“Le difficoltà che i pescatori di vongole stanno vivendo vanno risolte con tempestività, nell’interesse di un intero comparto, importante dal punto di vista economico e sociale. Per questo è fondamentale che il ministero delle Politiche agricole ci affianchi nella nostra proposta di revisione dell’attuale Regolamento”. Così l’assessore regionale all’agricoltura, caccia e pesca dell’Emilia Romagna Simona Caselli interviene di nuovo sulle regole che attualmente governano il comparto della pesca delle vongole. “Regole non solo troppo restrittive e penalizzanti - sottolinea Caselli – ma che non centrano l’obiettivo di tutelare efficacemente il prodotto”. L’attuale Regolamento europeo prevede infatti una taglia minima di 2,5 cm, non giustificata dal raggiungimento della maturità sessuale; la totale mancanza di flessibilità per percentuali anche molto basse di prodotto fuori norma e pesanti sanzioni, non solo per i pescatori ma anche per supermercati e negozi, in caso di molluschi fuori regola. “So che il tema è all’attenzione anche degli europarlamentari italiani della Commissione pesca del Parlamento europeo – spiega Caselli - ben vengano i contributi che da questa e altre parti possono aiutarci a risolvere il problema”. Tra le richieste già avanzate dalla Regione Emilia-Romagna, oltre alla revisione del Regolamento europeo, una fase transitoria che permetta da subito la pesca delle vongole, accompagnata da un’attività di monitoraggio per garantire l’equilibrio e la riproduttività degli stock.
“Le difficoltà che i pescatori di vongole stanno vivendo vanno risolte con tempestività, nell’interesse di un intero comparto, importante dal punto di vista economico e sociale. Per questo è fondamentale che il ministero delle Politiche agricole ci affianchi nella nostra proposta di revisione dell’attuale Regolamento”. Così l’assessore regionale all’agricoltura, caccia e pesca dell’Emilia Romagna Simona Caselli interviene di nuovo sulle regole che attualmente governano il comparto della pesca delle vongole. “Regole non solo troppo restrittive e penalizzanti - sottolinea Caselli – ma che non centrano l’obiettivo di tutelare efficacemente il prodotto”. L’attuale Regolamento europeo prevede infatti una taglia minima di 2,5 cm, non giustificata dal raggiungimento della maturità sessuale; la totale mancanza di flessibilità per percentuali anche molto basse di prodotto fuori norma e pesanti sanzioni, non solo per i pescatori ma anche per supermercati e negozi, in caso di molluschi fuori regola. “So che il tema è all’attenzione anche degli europarlamentari italiani della Commissione pesca del Parlamento europeo – spiega Caselli - ben vengano i contributi che da questa e altre parti possono aiutarci a risolvere il problema”. Tra le richieste già avanzate dalla Regione Emilia-Romagna, oltre alla revisione del Regolamento europeo, una fase transitoria che permetta da subito la pesca delle vongole, accompagnata da un’attività di monitoraggio per garantire l’equilibrio e la riproduttività degli stock.
VITICOLTURA, CONFAGRICOLTURA: “BENE IL DECRETO SUL TRASFERIMENTO DEI DIRITTI DI IMPIANTO CHE PERMETTERÀ DI NON PERDERE GLI ETTARI VITATI POTENZIALI”
Fonte: Confagricoltura
Confagricoltura accoglie con favore l’approvazione del Consiglio dei Ministri che dà il via libera alla firma del decreto sul trasferimento dei diritti di impianto per il settore vitivinicolo. Più volte - afferma Confagricoltura - avevamo sollecitato il ministero su questo tema che consentirà alle aziende di modulare e organizzare per tempo la crescita in superficie e sfruttare al massimo il sistema dei diritti prima dell’entrata in vigore del nuovo sistema di autorizzazioni previsto per il 1° gennaio 2016. Il Ministro firmi quanto prima il decreto – asserisce Confagricoltura – che nel dettaglio, elimina i blocchi regionali alla circolazione dei diritti di impianto e, al contempo, uniforma le scelte italiane in materia di validità dei diritti di reimpianto. Grazie al provvedimento i nostri produttori non avranno vincoli all’acquisto di diritti in tutte le regioni italiane e potranno godere di un mercato contenuto nei prezzi e della maggiore disponibilità di diritti a livello nazionale. Sono, infatti, 47 mila gli ettari detenuti dai produttori e non ancora utilizzati che potrebbero essere trasferiti ad altri produttori fino al 31 dicembre 2015. Confagricoltura ricorda che ad ogni modo, in caso non venga trasferito, il diritto ancora valido potrà essere convertito in autorizzazione e utilizzato in via esclusiva dal produttore che lo detiene. “L’auspicio è che nessun ettaro vitato potenziale venga perduto perché non utilizzato. Il settore vitivinicolo è fra i più importanti della nostra economia e la prima voce dell’export alimentare italiano con 4.7 miliardi di euro e un fatturato di circa 12 miliardi di euro e 1,2 milioni di addetti”.
Confagricoltura accoglie con favore l’approvazione del Consiglio dei Ministri che dà il via libera alla firma del decreto sul trasferimento dei diritti di impianto per il settore vitivinicolo. Più volte - afferma Confagricoltura - avevamo sollecitato il ministero su questo tema che consentirà alle aziende di modulare e organizzare per tempo la crescita in superficie e sfruttare al massimo il sistema dei diritti prima dell’entrata in vigore del nuovo sistema di autorizzazioni previsto per il 1° gennaio 2016. Il Ministro firmi quanto prima il decreto – asserisce Confagricoltura – che nel dettaglio, elimina i blocchi regionali alla circolazione dei diritti di impianto e, al contempo, uniforma le scelte italiane in materia di validità dei diritti di reimpianto. Grazie al provvedimento i nostri produttori non avranno vincoli all’acquisto di diritti in tutte le regioni italiane e potranno godere di un mercato contenuto nei prezzi e della maggiore disponibilità di diritti a livello nazionale. Sono, infatti, 47 mila gli ettari detenuti dai produttori e non ancora utilizzati che potrebbero essere trasferiti ad altri produttori fino al 31 dicembre 2015. Confagricoltura ricorda che ad ogni modo, in caso non venga trasferito, il diritto ancora valido potrà essere convertito in autorizzazione e utilizzato in via esclusiva dal produttore che lo detiene. “L’auspicio è che nessun ettaro vitato potenziale venga perduto perché non utilizzato. Il settore vitivinicolo è fra i più importanti della nostra economia e la prima voce dell’export alimentare italiano con 4.7 miliardi di euro e un fatturato di circa 12 miliardi di euro e 1,2 milioni di addetti”.
PAC 2014, MIPAAF: PAGATI 510 MILIONI DI EURO A 441MILA BENEFICIARI
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che sono state completate dall’Agea le procedure di pagamento per il saldo della domanda unica Pac 2014 per un importo di 510 milioni di euro a favore di 441mila beneficiari, che entro la fine della prossima settimana troveranno gli importi spettanti sui propri conti correnti. Inoltre è in fase di elaborazione un ulteriore pagamento per un importo di 111 milioni di euro a favore di 132mila beneficiari, che verrà autorizzato nei primi giorni della prossima settimana. Gli importi saranno disponibili per i beneficiari entro la fine del mese di febbraio.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che sono state completate dall’Agea le procedure di pagamento per il saldo della domanda unica Pac 2014 per un importo di 510 milioni di euro a favore di 441mila beneficiari, che entro la fine della prossima settimana troveranno gli importi spettanti sui propri conti correnti. Inoltre è in fase di elaborazione un ulteriore pagamento per un importo di 111 milioni di euro a favore di 132mila beneficiari, che verrà autorizzato nei primi giorni della prossima settimana. Gli importi saranno disponibili per i beneficiari entro la fine del mese di febbraio.
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