...in onda su Telestense Ferrara e Lepida Tv [digitale terrestre] >> orari
Visualizzazione post con etichetta filiera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta filiera. Mostra tutti i post

giovedì 2 aprile 2015

OBBLIGO INDICAZIONE D’ORIGINE IN ETICHETTA, OI GRAN SUINO ITALIANO: “CHE TALE OBBLIGO SIA ESTESO IN FUTURO ANCHE AI PRODOTTI DI SALUMERIA”

Fonte: Organizzazione Interprofessionale Gran Suino Italiano

L’Organizzazione Interprofessionale del Gran Suino italiano, impegnata da tempo nel perseguimento delle strategie di valorizzazione delle carni suine d’origine nazionale, plaude all’introduzione dell’obbligo in etichetta del luogo di origine come indicato dal Regolamento europeo 1337/2013 in vigore dal 31 marzo 2015. Pur tuttavia evidenzia l’importanza di tenere alta la guardia sui controlli e sulla tracciabilità dei prodotti lungo la filiera, a garanzia della sicurezza alimentare e della salute dei consumatori. “È imprescindibile che specialmente nella fase iniziale – osservano i vertici dell’Interprofessione suinicola - siano dispiegate tutte le energie necessarie affinché vi sia la certezza dell’autenticità delle informazioni riportate in etichetta. Servono pertanto disciplinari chiari e dettagliati oltre a verifiche costanti da parte delle Autorità per la tutela dei consumatori”. L’Organizzazione interprofessionale ritiene che tale obbligo sia da estendere anche all’etichettatura dei prodotti da salumeria. “E’ altresì improrogabile - conclude l’OI Gran Suino italiano - siglare un patto con la Grande distribuzione per garantire una trasparente e certa tracciabilità e per evitare che cia sia qualcuno incline a spacciare per italiani i prodotti realizzati con carni estere”.

venerdì 13 febbraio 2015

LATTE, MIPAAF: INTERVENTO PER RIORGANIZZARE LA FILIERA MARTINA: AZIONI CON ANTITRUST, MAGGIORI GARANZIE CONTRATTUALI E COMMISSIONE INTERPROFESSIONE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si è tenuta mercoledì 11 Febbraio, presso la sede del Dicastero, una riunione del tavolo per il sostegno e la valorizzazione della filiera latte. All’incontro hanno partecipato, oltre al Ministro Maurizio Martina, gli assessori all’agricoltura delle Regioni Lombardia Gianni Fava, Lazio Sonia Ricci, Campania Daniela Nugnes, Puglia Fabrizio Nardoni, Friuli Venezia Giulia Sergio Bolzonello e dell’Emilia Romagna Simona Caselli. Erano presenti le delegazioni delle principali organizzazioni agricole e industriali del comparto. Nel corso della riunione il Ministro ha presentato le misure per rilanciare il rafforzamento dell’organizzazione economica della produzione agricola e dell’interprofessione nella filiera lattiero casearia. Il Ministro ha anche reso noto di aver scritto al Commissario all’Agricoltura Ue Phil Hogan chiedendo di prevedere la rateizzazione senza interessi delle eventuali multe per le quote latte dell’ultima campagna. “Dobbiamo dare una svolta ai rapporti nel settore del latte e superare degli ostacoli strutturali che da anni ci trasciniamo e che penalizzano soprattutto gli allevatori. Abbiamo proposto due scelte di fondo – ha detto Martina – per la filiera: vogliamo rafforzare l’organizzazione economica della produzione agricola e dell’interprofessionalità contrattuale e allo stesso tempo riformare il decreto ministeriale di applicazione del Pacchetto latte per affrontare la grave situazione attuale. Per questo intendiamo rafforzare la collaborazione tra Ministero e Antitrust per dare piena attuazione alle previsioni dell’art. 62 della legge 27/2012. Il Mipaaf, con la collaborazione tecnica di Ismea, provvederà a un monitoraggio periodico fatto delle principali classi di prodotti agricoli sull’andamento dei costi medi di produzione, dei prezzi dei prodotti pagati ai produttori agricoli e dei prezzi dei prodotti praticati al consumatore. Laddove si riscontrassero, anche nel settore del latte, delle pratiche sleali siamo pronti a procedere con le dovute segnalazioni all’Autorità garante per il mercato e la concorrenza. Nella riforma del decreto sul Pacchetto Latte inseriremo due novità principali relative a maggiori garanzie contrattuali per i produttori insieme all’istituzione di una Commissione interprofessionale Latte, con esperti indicati dalla filiera, alla quale affidare il compito di indicare le buone pratiche, le tendenze dei prezzi e dei costi di produzione. Sul fronte dell’etichettatura abbiamo proposto alla filiera di dare un’informazione chiara e omogenea ai consumatori sul luogo di mungitura. Il Ministero è pronto a supportare questa iniziativa con una specifica campagna di promozione”. Un prossimo Decreto Ministeriale, quindi, innoverà quello emanato nell’ottobre 2012 per il Pacchetto latte, con l’introduzione obbligatoria di clausole di garanzia nei contratti, con particolare riguardo alla loro durata e al rispetto del principio di buona prassi fondato su un equilibrato rapporto tra andamento dei prezzi ed andamento dei costi di produzione. Al contempo è previsto un intervento sul sistema sanzionatorio per i casi di inosservanza del nuovo decreto sulle relazioni contrattuali nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari. Punto di arrivo di questo percorso sarà un intervento normativo teso a introdurre un’interprofessione in cui siano chiaramente regolate gli ambiti d’intervento e le modalità di partecipazione e funzionamento. Sono stati informati i partecipanti alla riunione che il Ministero sta predisponendo il decreto ministeriale di attuazione Fondo latte di qualità che poi verrà presentato agli operatori della filiera. Specifica attenzione, quindi, è stata data al progetto “Latte nelle scuole” che partirà nel 2016. Il Ministero ha inoltre ribadito l’importanza del sostegno alle produzioni dei comuni di montagna, attraverso l’indicazione facoltativa di qualità “prodotto di montagna” sulle confezioni per una più completa informazione al consumatore.

sabato 13 luglio 2013

COLDIRETTI, AGLI OSCAR GREEN TRE PREMI A FERRARA PER L’INNOVAZIONE IN AGRICOLTURA

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Aziende ed esempi ferraresi primeggiano in tre categorie su sette alla fase regionale degli Oscar assegnati da Coldiretti e Coldiretti Giovani Impresa. Premi per il vino delle sabbie di Mirco Mariotti, per O.P. Chiara e per il Comune di Voghiera. Gulinelli “importante segnale per il vero made in Italy e la crescita della filiera agricola italiana”

Il recupero di un territorio marginale per coltivare piante officinali e dare occupazione a 20 persone; funghi coltivati in atmosfera e acqua controllate con l’impiego di 90 lavoratori di età media under 30; birra ottenuta con soli prodotti agricoli italiani; vini delle sabbie ottenuti con vitigni autoctoni; contenitori della frutta completamente riciclabili; frutta e derivati rintracciabili dal campo alla tavola. Sono queste le idee vincenti dei 6 imprenditori agricoli che hanno vinto in Emilia Romagna la selezione regionale di Oscar Green, il premio per l’innovazione in Agricoltura promosso da Coldiretti Giovani Impresa, con l’alto Patronato del Presidente della Repubblica e della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Le aziende Funghi Valentina di Minerbio (BO), Remedia di Sarsina (FC), Mariotti di Argenta (con vigneti a San Giuseppe di Comacchio) (FE), Coop Chiara di Ferrara, Frutta Più di Altedo (BO) e La Mata di Solarolo (RA), sono stati premiati a Bologna dalla delegata regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Valentina Bosco, dal presidente e dal direttore di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello e Gianluca Lelli, in un incontro cui sono intervenuti i vignettisti Zap & Ida e il giornalista della Rai, Luca Ponzi, autore insieme a Mara Monti del libro-inchiesta Cibo criminale, in cui vengono passati in rassegna le truffe e le sofisticazioni sul cibo messe in atto in Italia dalla criminalità organizzata. Insieme con le sei aziende vincitrici, che accedono alla fase finale nazionale che si svolgerà dopo l’estate, è stato premiato il Comune di Voghiera (Ferrara) per la sua attività a difesa dell’agricoltura italiana dagli Ogm e dalle truffe e per l’impegno nella promozione del consorzio dell’aglio di Voghiera, che ha ottenuto il riconoscimento di Denominazione d’Origine Protetta (D.O.P.) dall’Unione europea. “Mentre si moltiplicano le operazioni di acquisizioni di aziende italiane di alta qualità, dalla moda all’alimentare – sottolinea Sergio Gulinelli, presidente di Coldiretti Ferrara – ci sono giovani che continuano a credere nel made in Italy e realizzano imprese capaci di conquistare il mercato con idee e prodotti innovativi. Ed in occasione della premiazione di questa fase finale dei nostri Oscar, ne abbiamo avuto la conferma. Sono per lo più imprese giovani, ma non solo anagraficamente, anzi soprattutto in quanto ad idee e percorsi originali, taluni rivolti al futuro, altri a conservare origini e tradizioni… insomma la ricetta magica per il successo non esiste, ma esiste la possibilità, anche e soprattutto in agricoltura, di innovare e di essere competitivi, a prescindere dalle dimensioni aziendali e dalle indicazioni di quegli economisti, bravi a leggere solo il passato, ma molto incerti per il futuro e anche per il presente. Ciascuno di noi può sentirsi in grado di dire la sua, di trovare la propria nicchia che anche in tempi di crisi e di depressione, può rendere merito e giustizia a chi lavora bene e riesce a comunicarlo. Come giustamente ha detto qualcuno dei premiati – conclude Gulinelli – gestire con successo oggi un’impresa agricola non è facile, occorrerebbero più lauree e specializzazioni, tali e tanti sono i fattori da conoscere ed applicare. Ecco allora che il progetto di rete di Coldiretti, per la filiera tutta agricola e tutta italiana, può dare un supporto decisivo alle idee ed alle proposti di chi all’agricoltura crede e che affronta con spirito positivo la sfida. Noi ci siamo, siamo a fianco delle nostre imprese e siamo a fianco dei cittadini per continuare a far crescere il nostro autentico made in Italy, quello che si fa a partire dai campi, dalle stalle, dalle cantine”. Secondo Coldiretti, l’alta specializzazione dell’agricoltura in Emilia Romagna ha consentito una maggiore permanenza di giovani, che garantisce imprese più vitali. Le aziende con maggiore presenza giovanile, infatti, possiedono una superficie superiore del 70% rispetto alla media regionale rilevata dal censimento agricolo 2010 (23,44 ettari per le aziende con giovani, contro il 14,63 della media nazionale) e un fatturato più elevato del 79% della media e il 55% di occupati in più.  

LE AZIENDE FERRARESI VINCITRICI DELLA SELEZIONE EMILIA ROMAGNA DI OSCAR GREEN  

Sezione Esportare il territorio

Azienda Mariotti – San Giuseppe di Comacchio (Ferrara). Il cuore dell'azienda Mariotti è il fondo “Luogaccio” a San Giuseppe di Comacchio, nel cuore del territorio Doc dei vini del Bosco Eliceo, all'interno del Parco del Delta del Po. I suoli sabbiosi consentono di coltivare la vite "franco di piede", in quanto terreni esenti da fillossera, fattore che ha consentito di preservare il patrimonio genetico delle viti. L'obiettivo è salvaguardare, promuovere e consolidare la qualità di questo vitigno, preservando l’ambiente unico dei "Vini delle sabbie". L’azienda adotta pratiche enologiche a basso impatto sul prodotto finale, in modo da esaltare in particolare le caratteristiche del vitigno Fortana, dal quale si ottiene un vino che storicamente accompagna i piatti della gastronomia ferrarese. Il ricco patrimonio enogastronomico ferrarese, che affonda le proprie radici nella storia del Ducato Estense, è un importante veicolo per l’affermazione del “terroir”. L’azienda Mariotti, proprio partendo dal prodotto del territorio, ha avuto la capacità di crescere promuovendo il valore aggiunto del made in Italy collegato con la promozione turistica.  

Sezione Oltre la filiera  

Raffaele Chiossi, coop. Chiara – Ferrara

Scopo principale di Coop Chiara è valorizzare il prodotto dei soci, in Italia e all'estero, con imballaggi: di cartone, per la raccolta differenziata, o di legno per il riutilizzo, riducendo così l’inquinamento e i costi. Per i supermercati vengono utilizzati anche mini bins, con all'interno alveoli di plastica per contenere la frutta, riducendo gli imballaggi da smaltire. Dal 2012, Coop Chiara è fornitrice del Consorzio Produttori Campagna Amica ed è partner di Fai (Firmato agricoltori italiani). La cooperativa incentiva le aziende socie alla certificazione volontaria del Global Gap sul rispetto delle normative sanitarie e della sicurezza negli ambienti di lavoro. In sinergia con Coldiretti Ferrara, la cooperativa svolge un programma poliennale denominato "io mangio sano con la frutta di Chiara", per portare frutta nelle scuole e incentivarne il consumo sin da bambini. Rivolto ai giovanissimi è anche il progetto sperimentale di educazione alimentare con la scuola materna di Poggio Renatico. Gli amministratori di Coop Chiara non percepiscono stipendio, ma solo un rimborso simbolico per le spese sostenute, affinché tutti i benefici economici vengano ripartiti tra i soci.  

Sezione Paese Amico

Comune di Voghiera (Ferrara)

 Il Comune di Voghiera è impegnato da anni nei progetti promossi da Coldiretti per la "Filiera agricola tutta italiana". E’ stato il primo Comune della provincia di Ferrara ad adottare la delibera in Consiglio Comunale contro gli Ogm. Il sindaco Claudio Fioresi ha partecipato alla manifestazione a Roma per denunciare lo scandalo Simest, società partecipata dal ministero dell’Economia che produceva all’estero formaggi italiani tarocchi. Il Comune ha anche contribuito fattivamente alla creazione del consorzio Aglio di Voghiera, che ha ottenuto il riconoscimento Europeo della Dop (Denominazione d’origine protetta) per questo importante prodotto dell’agricoltura locale, perseguendo un progetto di valorizzazione e di conoscenza del territorio comunale, che attraverso il proprio aglio oggi e conosciuto e frequentato anche per motivi turistici e di svago (fiere, sagre e manifestazioni si affiancano alle testimonianze storiche della necropoli romana di Voghenza, alla delizia del Belriguardo (la Versailles degli Estensi), a musei ed iniziative culturali eccezionali per un piccolo paese alla periferia di Ferrara.

martedì 30 aprile 2013

PREZZI AL CONSUMO, CONFAGRICOLTURA: “CALANO ULTERIORMENTE LE QUOTAZIONI DELLA VERDURA. RESTANO CRITICITÀ E DISEQUILIBRI DI FILIERA”

Fonte: Confagricoltura

All’ulteriore rallentamento dell’inflazione - (+0,1%) ad aprile rispetto al mese di marzo - ha contribuito senz’altro la battuta d’arresto dei prezzi degli alimentari non lavorati ed in particolare la diminuzione di verdura e ortaggi (-1,2% ed erano già diminuiti del 2,3% a marzo). In termini tendenziali i prezzi dei vegetali freschi aumentano del 6,6% (ma era +13,1% a gennaio). Lo ricorda il Centro Studi di Confagricoltura analizzando i dati provvisori sull’inflazione ad aprile, diffusi oggi dall’Istat. "Vanno monitorati attentamente i mercati – sottolinea Confagricoltura - Solo da marzo si sono avuti, in alcuni settori, incrementi dei prezzi alla produzione, dopo le ulteriori flessioni registrate in avvio di anno”. “Restano criticità e disequilibri di filiera. Per questo Confagricoltura sollecita, a Parlamento e Governo, politiche di rilancio che vedano le imprese come motore di sviluppo”.

venerdì 15 marzo 2013

Sementi - Rabboni: soddisfazione per l'intesa di filiera firmata oggi a Roma. L'Emilia-Romagna ha fatto da apripista

FONTE: REGIONE EMILIA - ROMAGNA

Bologna - “L’Emilia-Romagna ha fatto da apripista  mettendo in campo per prima un nuovo modello di relazioni per sviluppare il  comparto delle sementi di qualità. E’ dunque per noi motivo di grande soddisfazione che oggi quell’intesa sia stata estesa anche  a livello nazionale." Così l’assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni ha commentato l'intesa di filiera sottoscritta ieri a Roma presso la sede del Ministero dell’agricoltura tra organizzazioni sindacali agricole,  organizzazioni di produttori e industrie sementiere. Firmato nel gennaio 2012 l’accordo emiliano-romagnolo  era stata  portata dall’assessore Rabboni all’attenzione  della Conferenza delle Regioni  che aveva  sollecitato il  Ministero delle politiche agricole ad una sua estensione a livello nazionale.  “Le intese e gli accordi  di filiera  sono uno strumento importante in campo agricolo perché responsabilizzano tutti gli attori del processo produttivo favorendo relazioni di mercato più eque e trasparenti – ha aggiunto Rabboni – In Emilia-Romagna siamo impegnati ormai da anni in questa direzione. Estendere tali accordi  a livello nazionale, come è accaduto a Roma, non può che ampliarne le ricadute positive, specie in un settore come quello sementiero. La disponibilità di sementi di buona qualità è infatti alla base dello sviluppo di tutte le filiere agricole e agroindustriali.”

giovedì 28 febbraio 2013

CARNE DI CAVALLO, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “LA TRACCIABILITÀ DELLE CARNI FUNZIONA, MA VA APPLICATA LUNGO TUTTA LA FILIERA”

FONTE: CONFAGRICOLTURA

"Gli agricoltori non hanno avuto nulla a che fare con la vicenda della carne di cavallo nelle preparazioni alimentari; ne sono semmai le vittime, che rischiano di subire ripercussioni enormi sull'attività di allevamento e produttiva. Non avevamo bisogno di nuovi ‘mostri mediatici’, che disaffezionano i consumatori ed anche i buyer e rischiano di penalizzare i produttori onesti che portano nel mondo il made in Italy di qualità". Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi commentando le notizie di preparati agroalimentari tolti dal circuito di vendita in Europa e nel mondo perché contenenti carne equina non segnalata in etichetta.

Confagricoltura concorda con quanto ha dichiarato il commissario europeo alla Salute e Consumatori Borg che ha chiesto “sanzioni penali più dure” e che siano “dissuasive e appropriate” in caso di frode alimentare.

“Va poi chiarito all’opinione pubblica - ha concluso il presidente di Confagricoltura - che si tratta di casi di frode lungo la filiera alimentare e non a livello di aziende agricole. Gli agricoltori hanno lavorato duramente per garantire un efficace sistema di tracciabilità delle carni bovine. Per questo sollecitiamo che la Commissione Europea faccia in modo che il sistema di tracciabilità sia applicato capillarmente lungo tutta la filiera, per tutte le carni ed ingredienti”.

martedì 24 gennaio 2012

AGRICOLTURA E GRANDE DISTRIBUZIONE, RABBONI ESPRIME APPREZZAMENTO PER LE PROPOSTE CONTENUTE NEL DECRETO LIBERALIZZAZIONI.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

"Accolte alcune proposte che questa Regione da tempo sostiene".

Bologna - Forte apprezzamento e sostegno al ministro dell'agricoltura Mario Catania che nel corso di una conferenza stampa ha illustrato le norme sui rapporti commerciali nelle filiere agroalimentari contenute nel DL liberalizzazioni, sono stati espressi dall'assessore regionale all'agricoltura Tiberio Rabboni. "Vediamo accolte alcune delle proposte che come Regione Emilia-Romagna da tempo sosteniamo in tema di rapporti con la moderna distribuzione - ha detto Rabboni - e che ancora la settimana scorsa abbiamo illustrato alla Commissione Agricoltura. Come ha giustamente sottolineato il Ministro non si tratta di misure contro la Grande Distribuzione, ma di norme che fissano regole di trasparenza ed equità indispensabili per una crescita comune delle diverse componenti della filiera e a garanzia del consumatore." Tra i punti illustrati dal ministro Catania, Rabboni considera di particolare interesse quelli relativi all'obbligo della forma scritta per i contratti che abbiano ad oggetto la cessione di beni agricoli ed alimentari; il divieto di comportamenti sleali nei rapporti di filiera; la fissazione del termine di pagamento a 60 giorni per le cessioni di prodotti alimentari non deteriorabili, ridotto a 30 giorni per quelli deteriorabili; la previsione di sanzioni amministrative fino a 500mila euro nel caso di non rispetto delle norme previste. "Finalmente un Governo e un Ministro che affrontano una delle principali criticità dell'agroalimentare italiano, fonte di ricorrenti difficoltà per le aziende agricole, tradizionale anello debole della filiera. Naturalmente non faremo mancare in sede di Conferenza Stato-Regioni le nostre osservazioni e proposte integrative. E' comunque importante che il tema sia stato posto".

venerdì 18 novembre 2011

IN ARRIVO LA SECONDA EDIZIONE DEL BANDO PER LA VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI E DELL’OSPITALITÀ TIPICA

Fonte: Camera di Commercio di Ferrara

Roncarati: “Le eccellenze, i sapori e la storia della Provincia di Ferrara a portata di turista”.
L’obiettivo della Camera di Commercio: integrare la filiera e valorizzare prodotti e turismo


Una rete di produttori, ristoratori, albergatori e commercianti, un sito web promozionale aggiornato in tempo reale, settimane durante le quali sarà possibile degustare le specialità ferraresi a prezzo concordato, e tanto altro ancora... Questi alcuni degli obiettivi della seconda edizione del “Bando per la valorizzazione dei prodotti e dell’ospitalità tipica”, promosso dalla Camera di Commercio per favorire, anche attraverso contributi a fondo perduto, l’integrazione tra la rete commerciale e le imprese dell’agricoltura, artigianali e manifatturiere caratterizzate da produzioni tipiche e di qualità.

Un progetto articolato, quello pensato dall’Ente di Largo Castello, che si avvale del contributo delle associazioni di categoria e che prevede, tra le varie iniziative, la presentazione dei prodotti tipici su un apposito portale internet, l’organizzazione di seminari e di percorsi formativi per le imprese dell’agro-alimentare, dell’artigianato, della ristorazione e del turismo legate alla promozione e alla commercializzazione dei prodotti tradizionali locali. Una rete, insomma, di scambi commerciali ma anche di servizi, di conoscenze e di promozione reciproca volta a valorizzare l’immagine di Ferrara nel suo complesso, tanto come meta turistica che come terra di origine di produzioni di qualità agroalimentari e non solo.

“Veicolare i valori dello “stile ferrarese” di accoglienza attraverso la tutela della qualità delle nostre produzioni, del saper fare legato alla tradizione locale e ai luoghi di origine della nostra gastronomia costituisce la peculiarità di questo importante progetto, che trova nella partecipazione degli imprenditori un valore aggiunto insostituibile – ha sottolineato Carlo Alberto Roncarati, presidente della Camera di Commercio di Ferrara. Le imprese che aderiscono alla Rete - ha proseguito Roncarati - sottoscrivono un preciso disciplinare e fanno delle produzioni tipiche di qualità l’elemento caratterizzante del proprio assortimento, riscoprendone gli originari legami con il territorio di appartenenza e con la stagionalità delle sue colture, ragione prima della straordinaria ricchezza della cucina ferrarese, apprezzata in tutto il mondo”.

Tornando al bando, all’ordine del giorno della Giunta camerale il 13 dicembre prossimo, esso prevederà contributi a fondo perduto alle strutture ricettive, agli esercizi di vicinato, alle botteghe alimentari, ai bar e ai ristoranti che:
o destinino una parte dei propri spazi espositivi ad ospitare un “angolo del turismo e dei prodotti tipici”;
o offrano un “menù di degustazione” completo (oppure una colazione), redatto in almeno due lingue, relativo alla tradizione gastronomica locale e realizzato con prevalenza di prodotti tipici della provincia di Ferrara.
Saranno sostenute, in particolare, le spese per l’acquisto di attrezzature e di scaffali espositivi, la realizzazione di materiale promozionale e pubblicitario (sito internet, depliants, brochure, video, menu, ecc.), l’acquisto di prodotti tipici agroalimentari ed artigianali di qualità. E in caso di progetti che prevedano la stipulazione di specifici accordi di filiera o di contratti pluriennali di fornitura della durata minima di 3 anni, il contributo della Camera di Commercio passerà dal 50 al 60% del totale.

Per informazioni è possibile rivolgersi agli uffici della Camera di Commercio (tel. 0532/783.813-820) o consultare il sito www.fe.camcom.it.

venerdì 30 settembre 2011

INFLAZIONE, CONFAGRICOLTURA: “VA RIEQUILIBRATA LA CATENA DEL VALORE NELLA FILIERA ALIMENTARE.

Fonte: Confagricoltura

IL PREZZO DELLE ZUCCHINE PIU’ CHE QUINTUPLICATO DAL CAMPO ALLA TAVOLA

“A settembre, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, gli ortofrutticoli e gli altri prodotti agricoli non lavorati, sono costati alle famiglie italiane lo 0,9% in più, un valore molto al di sotto dell’indice generale dei prezzi che si è attestato al 3,1%. L’agricoltura sta dando un aiuto ai consumatori, in un momento di grandi difficoltà per l’economia e le famiglie, ma chi dà una mano ai produttori?”. Lo sottolinea Confagricoltura riguardo alla rilevazione dei prezzi provvisori al consumo di settembre, diffusa oggi dall’Istat.

“Da tempo – ribadisce Confagricoltura - stiamo sollecitando interventi che puntino al recupero di redditività per le aziende agricole, al riequilibrio della catena del valore della filiera alimentare, al rilancio della competitività”.

Confagricoltura pone quindi in evidenza un esempio concreto. In base alle rilevazioni di ieri (29 settembre) di SMS Consumatori - il servizio di pubblica utilità promosso dal ministero delle Politiche agricole - le zucchine sono pagate alle imprese agricole 36 centesimi al kg, mentre sui banchi di vendita vengono quotate mediamente 1,95 euro, quindi oltre cinque volte in più. “E’ un esempio che fa comprendere l’evidente squilibrio all’interno della filiera. Guardiamo con attenzione al confronto tra grande distribuzione e produttori ortofrutticoli, al tavolo istituito dal ministero, che nasce proprio con l’obiettivo di migliorare la situazione in atto”.

giovedì 1 settembre 2011

COLDIRETTI, SABATO E DOMENICA CON CAMPAGNA AMICA ED I SAPORI TRA TERRA E MARE DI LIDO DEGLI ESTENSI

Fonte: Coldiretti Ferrara

I prodotti della filiera agricola italiana in rassegna a Lido degli Estensi sabato 3 e domenica 4 settembre. Taglio del nastro sabato alle 18,00 in viale Carducci.

Pere, mele, susine, pesche, uva, zucche e zucchette, e poi pomodori, insalate, zucchini, cetrioli, patate. E ancora miele, riso, confetture, vino, formaggi, salumi, olio… la lista dei prodotti che arrivano direttamente dalle imprese agricole è lunga e nel fine settimana i turisti del Lido degli Estensi avranno l’occasione per trovarli proposti direttamente nel viale principale grazie all’iniziativa di “Sapori tra Terra e Mare”, che si inaugura sabato 3 settembre alle 18 e che continua nella serata ed il giorno dopo, riprendendo domenica mattina dalle 10 sino alle 20.
Nel corso della due giorni oltre a trovare i prodotti della filiera agricola italiana dei produttori della nostra provincia, saranno presenti anche aziende agricole di altri territori, sempre con produzioni dalla terra alla tavola, che arricchiranno l’offerta delle cose buone e belle che si potranno acquistare, ma anche assaggiare, scoprendo qualche curiosità e qualche consiglio per un buon acquisto ed un buon consumo. Tra l’altro segnaliamo la possibilità di assaggiare “l’Agrigelato” con latte fresco e frutta.
Saranno presenti anche i pescatori di Coldiretti Pesca per una raccolta di firme a sostegno del settore, per un nuovo “Patto tra pescatori e consumatori”.
Infine sabato dalle 18,30 e domenica dalle 17,30 giochi per bambini.

venerdì 6 maggio 2011

ANNATA CON MOLTE INCOGNITE PER LA FILIERA DEL GRANO DURO

Fonte: Confagricoltura Ferrara

"La coltivazione del grano duro è fondamentale e le imprese agricole italiane ne detengono la leadership produttiva su scala mondiale. Il vero problema resta la volatilità delle quotazioni internazionali che condiziona la produzione. L'altalena dei prezzi ha impedito programmazioni sul lungo periodo e genera un preoccupante stato di indecisione e disaffezione" - rileva il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi.
"Per effetto anche dell'OCM Zucchero che ha drasticamente ridotto in Italia la coltivazione della barbabietola da zucchero, riduzione particolarmente sentita a Ferrara tradizionalmente bieticola, nell'arco di un quinquennio la superficie a grano duro è aumentata di circa il 185%, raggiungendo i 28.200 ettari, con una produzione complessiva di 1.325.400 quintali".
"Dopo un inverno piovoso, ma nella norma, si è registrato un periodo tardo-invernale e d'inizio primavera particolarmente caldo e siccitoso, tale da creare apprensione per la tenuta della coltura. A tal proposito, solo l'andamento meteorologico di maggio confermerà o meno l'effettiva presenza di danni. Certamente la pioggia caduta nella nottata di martedì e nella mattinata di mercoledì scorsi è stata opportuna".
Il Presidente degli imprenditori agricoli ferraresi sottolinea come non ci siano certezze su come andrà il mercato nella prossima campagna. Le stime attuali indicano che la produzione di grano duro diminuirà di circa l'8% in Europa, in particolare in Italia, dove si prospetta un raccolto di 3,5 milioni di tonnellate, mentre potrebbe aumentare del 20% nel Nord America.
"L'incertezza - rimarca Gherardi - genera sfiducia e provoca una minore propensione a investire nella coltivazione, temendo di non recuperare neppure i costi vivi che ammontano a circa 800/900 euro per ettaro. Il pericolo per tutta la filiera del grano duro è quello di perdere zone coltivate, soprattutto nelle aree dove le alternative colturali non ci sono, scendendo così sotto quella quota produttiva e di mercato necessaria al nostro Paese per mantenere il ruolo di riferimento che gli spetta in questo specifico settore della cerealicoltura. E gli effetti di questa 'perdita di terra' non si fermano all'ambito economico, ma incidono anche sul piano ambientale, sociale e culturale, danneggiando inoltre l'immagine dell'intero comparto agroalimentare".
"Nel 2007 il prezzo del grano era di soli 150 euro a tonnellata, così basso da spingere i cerealicoltori italiani ad abbandonare la coltivazione di 300 mila ettari dedicati a questa produzione. L'anno successivo - prosegue Nicola Gherardi - il prezzo è salito a 500 euro a tonnellata, ma se per le due campagne consecutive la quotazione si fosse stabilizzata a 250 euro la filiera nazionale non avrebbe dovuto rinunciare a quei 300mila ettari su scala nazionale".
"Da Bruxelles e dalla politica agricola comune rinnovata dopo il 2013 - conclude il Presidente di Confagricoltura Ferrara - ci attendiamo la difesa dell'autoapprovvigionamento nazionale. L'industria non può strutturalmente dipendere per oltre il 50% dalle importazioni. C'è quindi la necessità di fare sistema, c'è l'esigenza di rafforzare la filiera, con rapporti trasparenti per un comune obiettivo: quello di rilanciare un prodotto come la pasta, made in Italy per eccellenza, che è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo".

mercoledì 15 dicembre 2010

SERVE PIU’ FRUTTA E VERDURA SULLE TAVOLE ITALIANE


Fonte: Cso

La filiera si confronta al workshop CSO per individuare strategie a favore del consumo di frutta e verdura.

Il tema dei consumi di frutta e verdura è quanto mai attuale e non riguarda solo aspetti prettamente commerciali ma va a toccare importanti questioni legate alla salute pubblica.
Lo conferma il dibattito scaturito dal workshop organizzato da CSO sul tema consumi e che ha visto confrontarsi in una approfondita discussione operatori, produttori e distributori.
“Il tema è quanto mai attuale - dichiara Paolo Bruni Presidente di CSO e coordinatore del workshop - e i dati sono sotto gli occhi di tutti. Sono in crescita esponenziale i problemi legati ad una alimentazione troppo ricca di grassi saturi, zuccheri e sodio che determinano sovrappeso e obesità ed in stretta correlazione malattie cardiovascolari, tumori, diabete. I costi sociali di questo problema sono difficilmente quantificabili ma certamente stanno creando allarme in tutti i Paesi occidentali.
Mai come oggi - continua Bruni - emerge l’esigenza di sostenere i consumi di frutta e verdura fresca che, come più volte evidenziato da istituzioni scientifiche internazionali come l’OMS
(Organizzazione Mondiale della Sanità), rappresentano uno degli strumenti più efficaci per combattere le malattie di cui sopra”.
La situazione italiana vede nel 2010 un dato globale di acquisto per le famiglie di 6,4milioni di tonnellate di ortofrutta, ( Fonte: GFK) quantitativo identico all’anno precedente. Modesto è stato l’incremento relativo alla frutta, +1%, mentre per la verdura si è registrato lo stesso valore dell’anno scorso.
E’ interessante verificare l’andamento temporale degli acquisti che, per la frutta raggiungono i segni di maggiore incremento nei mesi invernali, novembre, dicembre, gennaio, febbraio e naturalmente in piena estate mentre risultano in decremento in marzo, aprile,agosto, settembre e ottobre. Per le verdure gli acquisti sono più costanti nell’anno con il solo segno negativo in aprile, agosto e ottobre.
C’è una ripresa dei consumi di alcuni prodotti tradizionali che dal 2000 al 2005 avevano subito un vero e proprio crollo come è il caso delle pesche scese nel 2005 a -17% rispetto al 2000 e oggi in ripresa.
Sono in crescita inoltre i consumi di kiwi, clementine e nettarine. Rispetto anche al 2008 poi si rileva una ripresa dei consumi di fragole, ananas, susine, albicocche e meloni e pere mentre perdono quota le mele, banane, arance e uva.
Per quanto riguarda le verdure va evidenziata una crescita degli acquisti dal 2000 al 2009 per le insalate (+18), i finocchi (+15), cetrioli (+27%), asparagi ( +14%) .
Il quadro dei consumi mostra una sostanziale stabilità ma è evidente che negli ultimi 10 anni si sono perse importanti quote parzialmente bilanciate da un andamento dei prezzi al consumo in crescita ed oggi stabili rispetto ad esempio al 2008.
Sul versante della produzione le posizioni concordano nello sforzo di riqualificazione dei prodotti che in questi ultimi anni si presentano con una gamma variata ( nuove varietà,nuovi imballi, presenza di varietà club, tentativi di affermazione delle marche, diversificazione per provenienza ( Dop e IGP) qualificazione salutistica ( biologico), prodotti equo solidali ecc.
“La differenziazione sta cominciando a dare frutti come conferma Renzo Piraccini Direttore di Apofruit – i progetti di differenziazione e segmentazione sono in atto e solo per quelle specie dove si è attuata una politica di questo tipo si possono apprezzare risultati molto positivi. E’ chiaro dai dati sui consumi che la politica delle promozioni sottocosto non ha contribuito ad incentivare gli acquisti ma ha solo abbassato il valore aggiunto e ridotto le marginalità.”
Stefano Soli di Alegra evidenzia come la frutta stia tornando pericolosamente ad essere relegata alla logica delle commodities con un forte danno per i produttori. Il brand – continua Soli è una delle poche scelte che i produttori hanno per comunicare ai consumatori.”
“ Dello stesso parere anche – Cesare Bellò – Direttore di OPO Veneto che parla dello straordinario successo del radicchio tardivo di Treviso come di una eccezionale congiuntura di fattori positivi primo tra tutti la qualità eccellente del prodotto e il suo legame con il territorio che lo caratterizza”.
“ E’ evidente – dichiara Gino Peviani Presidente di Fruitimprese che dobbiamo aumentare la propensione all’export delle aziende italiane che dovranno sempre più confrontarsi con interlocutori e mercati difficili e questo soprattutto rivolgendosi a mercati extra europei perché l’Europa è ormai un mercato maturo e occorre spingersi verso paesi emergenti come quelli nord africani, Russia, Medio Oriente”.
Andrea Segrè, Preside della Facoltà di Agraria di Bologna individua una dicotomia sostanziale nel sistema alimentare mondiale che da una parte porta ai problemi di obesità e dall’altra alla malnutrizione. Oggi – continua Segrè – dobbiamo parlare di filiera “colta” una filiera che deve dare delle risposte ad un sistema fortemente contraddittorio .
A tirare le somme di un difficile confronto tra realtà produttive e distributive in Italia ci prova l’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna Tiberio Rabboni che annuncia per il prossimo 31 Gennaio un importante incontro a Bologna sull’ortofrutta , alla presenza del Presidente UE De Castro, del Ministero delle Politiche Agricole e di tutte le autorità del settore per definire una posizione italiana sul tema ortofrutta nella Riforma della PAC che si sta discutendo e andrà in vigore dopo il 2013.

giovedì 2 dicembre 2010

RISO: FIRMATO L’ACCORDO PER UNA PIU’ STRETTA INTEGRAZIONE DELLA FILIERA

Fonte: Confagricoltura

Confagricoltura, assieme alle altre Organizzazioni professionali ed industriali (Cia, Copagri e Airi - Associazione degli industriali del riso) ha sottoscritto a Roma, presso il ministero delle Politiche Agricole, l’accordo triennale che punta a rendere più stretta l’integrazione tra le diverse fasi della filiera del riso, dalla produzione alla commercializzazione.
L’accordo - informa Confagricoltura - prevede una serie di impegni e di iniziative da realizzare nell’arco dei prossimi tre anni, partendo dall’istituzione presso l’Ente Risi di un tavolo permanente di coordinamento della filiera del riso che avrà il compito di monitorare il mercato e di fornire indicazioni e proposte per una più efficace programmazione e gestione delle diverse fasi della campagna di coltivazione e commercializzazione.
In particolare l’obiettivo dell’accordo è quello di confrontare le scelte produttive dei risicoltori con le esigenze di mercato dell’industria risiera. “In questo senso - dichiara Giuseppe Ferraris, presidente dei risicoltori associati a Confagricoltura - occorrerà intraprendere con decisione la strada dell’integrazione dei produttori in strutture economiche con ampia capacità di stoccaggio, che sappiano gestire direttamente la contrattazione con l’industria”.

mercoledì 17 novembre 2010

FAO, PREZZI DEI CEREALI AI MASSIMI DAL 2008. CONFAGRICOLTURA: RILANCIARE LA PRODUZIONE DI MATERIE PRIME PER GARANTIRE LA FILIERA AGROINDUSTRIALE

Fonte: Confagricoltura

“Gli alti livelli dei prezzi e le tensioni sui mercati mondiali debbono richiamare ad una rinnovata attenzione al settore agricolo e alle politiche per rilanciare le produzioni e assicurare maggiore equilibrio ai listini.” Queste le valutazioni di Confagricoltura in merito alla situazione dei corsi globali delle commodity, con particolare riferimento al rapporto della Fao diffuso oggi.

“Da alcune settimane - prosegue il commento dell’organizzazione guidata da Federico Vecchioni – assistiamo, sui mercati mondiali, ad un aumento dei prezzi delle materie prime agricole, specie quelli dei cereali, che sono ormai arrivati, come evidenzia il Food Price Index della Fao, ai livelli del 2008, picco massimo della recente crisi alimentare mondiale. Le scorte cerealicole, tuttavia, seppur previste in calo rispetto alla scorsa campagna, sono a livelli ancora rassicuranti, poiché del 20 per cento superiori a due anni fa”.

“In ogni caso - avverte Confagricoltura - in questa situazione è opportuno vigilare. La volatilità dei prezzi può, infatti, provocare raid finanziari sui mercati a termine e restrizioni all’export, tutti fenomeni che potrebbero amplificare le tendenze rialziste, aumentando ancora di più la volatilità dei listini”.

“Purtroppo - fa rilevare l’organizzazione agricola - non esiste un forum globale dove prendere decisioni su questi temi, ed anche il G20 di Seoul non ha fornito indicazioni per intervenire sull’escalation dell’attività finanziaria collegata al commercio di commodity”.


“E’ arrivato invece il momento - conclude Confagricoltura - di una presa di posizione decisa dei Governi, a livello mondiale, per puntare sulla produzione agricola ed anche per quanto riguarda il nostro Paese è essenziale riservare un percorso preferenziale al rilancio della filiera agroindustriale, partendo dalla produzione agricola, fondamentale punto di sicurezza per soddisfare i consumi nazionali e garantire la sopravvivenza di quel Made in Italy alimentare che, per qualità e unicità, costituisce una voce essenziale per il nostro export”.

BRUNI (COGECA) AL GRUPPO DI ALTO LIVELLO DELLA COMMISSIONE EUROPEA: RIEQUILIBRIO DELLA FILIERA E COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE GLI OBIETTIVI PRINCIPALI

Fonte: Segreteria Paolo Bruni

(Bruxelles 17 novembre 2010) “Ci aspettiamo un significativo salto di qualità dai lavori di questo nuovo Gruppo di Alto Livello: dopo aver correttamente inquadrato le problematiche principali nella precedente edizione, dobbiamo adesso mettere a punto iniziative concrete per riequilibrare la ripartizione dei profitti lungo la filiera alimentare e per incrementare la competitività delle imprese agro-industriali europee” lo ha dichiarato ieri a Bruxelles Paolo Bruni, presidente della Confederazione europea delle cooperative agricole COGECA in occasione dell’insediamento del Gruppo di Alto Livello sul migliore funzionamento della catena alimentare, istituito dal vice-presidente della Commissione Europea e Commissario all’Industria Antonio Tajani.
Il gruppo di alto livello, che comprende anche i Commissari Barnier (mercato interno), Ciolos (agricoltura) e Dalli (sicurezza alimentare) oltre che 13 ministri in rappresentanza degli Stati membri ed un numero limitato di rappresentanti del settore, è chiamato a proseguire i lavori avviati dalla Commissione nel 2007 che avevano portato all’approvazione di 30 raccomandazioni nella primavera dello scorso anno.
Nel suo intervento Bruni ha ricordato l’iniquità attuale della distribuzione del valore all’interno della catena alimentare: “su 100 euro di spesa alimentare del consumatore, solo il 16-17% in media finisce nelle tasche del produttore agricolo” una sperequazione intollerabile che dobbiamo affrontare con decisione ed urgenza. “Registriamo alcuni segnali positivi – ha proseguito Bruni – come la modifica della direttiva sui tempi di pagamento recentemente approvata dal Parlamento Europeo, ma dobbiamo innanzitutto garantire maggiore trasparenza, individuare e combattere le pratiche abusive ma anche assicurare il rispetto delle clausole contrattuali tramite puntuali verifiche da parte di organi terzi, ad esempio tramite la creazione di un ombudsman europeo per dirimere le controversie tra le parti”
“Ma questo Gruppo – ha sottolineato Bruni - deve anche occuparsi più in generale della competitività della nostra industria agroalimentare e per essere competitivi rispetto ai partner commerciali del resto del mondo, la messa a punto di accordi equilibrati da parte dell’Unione Europea è pre-condizione indispensabile. Cogeca condivide a tal proposito le preoccupazioni espresse in questi giorni dal Commissario Ciolos sul recente progetto per una politica commerciale dell’UE che sembra voler privilegiare negoziati bilaterali: in tale contesto – ha concluso Bruni - è sempre il settore agricolo a essere sacrificato e a pagare il conto delle progressive liberalizzazioni dei mercati”.

giovedì 29 aprile 2010

COLDIRETTI: IL PROGETTO DELLA FILIERA TUTTA AGRICOLA E TUTTA ITALIANA ARRIVA A MESOLA.

Fonte: Coldiretti Ferrara

Venerdì 30 aprile alle 20.30 alla Sala Civica di Bosco Mesola le aziende agricole Coldiretti in assemblea.

Il vero made in Italy agro alimentare nasce nelle nostre campagne e deve diventare sempre più un valore aggiunto per lo sviluppo delle imprese agricole in tutto il territorio, anche a Ferrara e nel basso ferrarese, uno dei contesti comunque più attivi e dinamici della nostra provincia per quanto riguarda il comparto agricolo.
Non a caso produzioni orticole di pregio (ed un tempo anche redditizie) sono ormai tipiche di questi territori, come asparagi, carote, radicchio, ma anche pomodoro da industria e altri ortaggi che trovano un clima adatto ed un terreno che si presta a produzioni di qualità.
Un binomio quello della qualità e della italianità che sta alla base del progetto Coldiretti per la costruzione di filiere tutte agricole e tutte italiane e di cui si discuterà anche nell’ultimo appuntamento con i soci che chiude il ciclo di incontri sviluppati in tutta la provincia, caratterizzati da una grande partecipazione e da notevole interesse.
Alla presenza del Presidente provinciale, Mauro Tonello e del Direttore, Luigi Zepponi, venerdì sera alla sala civica di Bosco Mesola, dalle 20,30, saranno quindi affrontate le tappe di questo progetto e lo stato dell’arte, con evidenza per il ruolo fondamentale delle singole imprese nel divenire partecipi del loro futuro insieme ai sistemi organizzati e strutturati che sono indispensabili per dare gambe e concretezza ad un’idea che raccoglie consensi a tutti i livelli, in particolare dai cittadini e dai consumatori.
Non mancherà lo spazio per un’analisi ed un confronto sulla scorsa annata e su quella presente, con i riflessi delle azioni necessarie per invertire quel segno “meno” che preoccupa imprese e cittadini anche nella nostra realtà ferrarese.

venerdì 26 marzo 2010

“CRESCERE NEL TERRITORIO”: INCONTRO CON I SOCI DELLA ZONA DI PORTOMAGGIORE

FONTE: Coldiretti Ferrara (0532 979723)

Il progetto Coldiretti sulla filiera agricola tutta italiana e le ricadute nel nostro territorio

Appuntamento alle 20,30 di lunedì 29 marzo al teatro Smeraldo di Portomaggiore per tutti i soci della Zona di Portomaggiore, che comprende i comuni di Portomaggiore, Masi Torello, Ostellato e Voghiera, per discutere insieme al presidente provinciale Mauro Tonello, ed al direttore Luigi Zepponi, le linee sindacali di Coldiretti in riferimento alle vicende della scorsa annata e soprattutto a quello che sarà il futuro immediato in conseguenza di ciò che sapremo fare nel nostro territorio per dare corpo al progetto della filiera tutta agricola e tutta italiana.
Un progetto che punta anche nei diversi territori locali a restituire competitività alle imprese agricole ed a tagliare tutto ciò che separa dalla relazione diretta con il mercato, valorizzando l’autentico made in Italy e le specificità dei nostri prodotti, costruendo una filiera più corta, che faccia sia l’interesse dei produttori che dei consumatori.Un progetto che avrà respiro con il coinvolgimento attivo dei soci, degli imprenditori agricoli e di tutte quelle strutture che vorranno rimettersi in gioco e portare la loro esperienza al servizio reale delle imprese agricole italiane: dalle cooperative ai consorzi agrari.

giovedì 18 marzo 2010

COLDIRETTI: “CRESCERE NEL TERRITORIO”, IL PROGETTO DELLA FILIERA TUTTA ITALIANA E TUTTA AGRICOLA IN DISCUSSIONE CON I SOCI DI ARGENTA IL 19 MARZO

FONTE: Coldiretti Ferrara (0532 979723)

Venerdì 19 marzo, alle 20,30 presso la sala del centro culturale anziani ex bocciofila di Argenta l’incontro per la zona di Argenta con tutti i soci e con la partecipazione del presidente provinciale Mauro Tonello e del direttore Luigi Zepponi. In discussione la situazione del settore e le ricadute del progetto Coldiretti sulle filiere agricole italiane per il nostro territorio.

Approda ad Argenta alle 20,30 il ciclo di assemblee zonali organizzate da Coldiretti Ferrara per confrontarsi con i soci sulla situazione del settore agricolo, sulle prospettive per il futuro e le ricadute sul territorio del progetto per le filiere tutte agricole e tutte italiane che Coldiretti ha varato nei mesi scorsi e che vede un intenso lavoro per costruire una nuova rete strutturata per i servizi e la commercializzazione degli autentici prodotti made in Italy con al centro l’obiettivo di sostenere le singole imprese agricole nel confronto con il mercato.
L’incontro è aperto a tutti gli interessati.

venerdì 12 marzo 2010

COLDIRETTI: INCONTRI CON I SOCI DI BONDENO E DI FERRARA

FONTE: Coldiretti Ferrara (Ufficio Stampa: 0532 979723)

Convocate le Assemblee dei soci delle zone di Bondeno e di Ferrara sulla situazione del settore agricolo e sul progetto Coldiretti delle filiere agricole e gli effetti sul territorio.

Lunedì 15 marzo e martedì 16 marzo Coldiretti incontra i soci nel corso delle Assemblee convocate rispettivamente presso la Sala 2000 di Bondeno alle 20,30 per la Zona di Bondeno e presso la Sala Conferenze Coldiretti di Via Bologna, 637 per la Zona di Ferrara 2, sempre alle 20,30.
Nel corso degli incontri, con la presenza anche del Presidente provinciale, Mauro Tonello e del direttore Luigi Zapponi, si affronteranno i temi dello stato del settore agricolo che esce da una annata difficile e di quale possa e debba essere l’effetto sul nostro territorio del progetto Coldiretti della filiera tutta agricola e tutta italiana, ed il ruolo delle cooperative agricole e dei consorzi agrari nella costruzione di quella rete indispensabile per dare maggiore forza e capacità di azione alle imprese agricole.