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lunedì 14 aprile 2014

PREZZI AL CONSUMO, CONFAGRICOLTURA: “CALANO LE QUOTAZIONI DELLA VERDURA. RESTANO CRITICITÀ E DISEQUILIBRI DI FILIERA”

Fonte: Confagricoltura

Al rallentamento dell’inflazione - (+0,1%) a marzo rispetto al mese di febbraio - ha contribuito senz’altro il calo dei prezzi degli alimentari non lavorati (-0,7%) ed in particolare la diminuzione di vegetali freschi (-4,7%). In termini tendenziali, i prezzi dei vegetali freschi diminuiscono del 6% e quelli della frutta calano del 3,7% rispetto a marzo 2013. Lo ricorda il Centro Studi di Confagricoltura analizzando i dati definitivi sull’inflazione a febbraio, diffusi oggi dall’Istat. Confagricoltura evidenzia però come siano in discesa anche i prezzi all’origine (-5,6% a livello tendenziale) toccando, a febbraio, diminuzioni a due cifre per settori come il vino (-18,8%), i cereali (-13,2%), l’olio (-10,5%), i semi oleosi (-10,5%). “Restano criticità e disequilibri di filiera. Per questo Confagricoltura sollecita a Parlamento e Governo politiche di rilancio che vedano le imprese agricole come motore di sviluppo”.

martedì 27 agosto 2013

A GIUGNO LE FAMIGLIE ITALIANE HANNO SPESO 1,4 MILIARDI DI EURO PER FRUTTA E VERDURA

Fonte: Ufficio Stampa Macfrut

Secondo l’Osservatorio dei Consumi ortofrutticoli delle famiglie italiane di MACFRUT, nel mese di giugno 2013 i nuclei familiari del Belpaese hanno speso oltre 1,4 miliardi di Euro per frutta, verdura fresche e ortaggi surgelati, pari a 742.020 tonnellate. Per l’esattezza, 781,3 milioni di Euro per verdura fresca, 635,2 per frutta fresca e 59,8 per ortaggi surgelati. E’ la maggior quantità di soldi spesi –mensilmente- rispetto ai mesi precedenti: si consideri che a maggio per la frutta fresca le famiglie spesero 509 milioni di Euro e ad aprile per la sola verdura (fresca) si toccò appena 616,5 milioni di Euro. «Queste sole cifre –spiega Domenico Scarpellini, Presidente di Macfrut- fanno comprendere la rilevanza dell’Osservatorio che, mensilmente, ci fornisce l’andamento dei consumi sia rispetto ai mesi precedenti che allo stesso periodo dell’anno prima. E’ uno strumento –prosegue Scarpellini- che abbiamo voluto condividere con espositori ed operatori e lo stiamo facendo da oltre un decennio, perché siamo consapevoli che una rassegna non deve essere solo vetrina e luogo di business, ma deve fornire elementi di conoscenza dei mercati e strumenti per affrontare le prospettive del settore». Per esempio, l’Osservatorio di Macfrut –redatto da GFK- permette di registrare che il mercato della frutta fresca presenta a giugno 2013 un calo nel numero delle famiglie acquirenti (su giugno 2012), pari al -3,3%, mentre il volume si riduce del 3,4%, e il valore rimane stabile. (NB - I dati annuali, verranno resi noti in occasione di Macfrut 2013, Cesena 25-27 settembre). L’Osservatorio contiene anche i dati sui canali di acquisto e si nota come anche a giugno prosegua l’ascesa dei Discount, la cui quota –per la frutta- cresce sia a volume (+2,4%), che a valore (+8,5%). Oppure con L’Osservatorio si possono notare le oscillazioni stagionali negli acquisti. Nel trimestre aprile-giugno le arance consumate dalle famiglie italiane sono calate da 86.200 tonnellate a meno di 40mila a giugno, con le mele che sono rimaste pressoché stabili (74.900 tons in aprile e 72.300 in giugno) come le fragole (da 18mila di aprile a 17.900 di giugno). Da considerare un incremento dell’acquisto di banane che a fronte delle 38.700 tons di aprile fanno registrare 45.700 tons in giugno. Per quanto riguarda l’andamento della verdura fresca, l’Osservatorio di Macfrut registra che a giugno 2013 si perde sia a volume (-2,2%), che valore (-0,8%), scende lievemente anche il numero delle famiglie acquirenti, -0,8%, sempre rispetto a maggio 2012. Nelle fonti o canali d’acquisto continua ad aumentare la quota del Discount, che cresce a due cifre sia a volume che a valore. Anche Iper+Super fanno segnare un segno più (+9,6% sia per volume che per valore), in calo, invece, la quota del Fruttivendolo, che fa segnare un -6,1% a volume e un -8,4% a valore. Ancora un paio di curiosità tratte dall’Osservatorio: nel trimestre aprile giugno 2013 le quantità di carciofi sono diminuite dalle 12.900 tonnellate di aprile alle 3.000 di giugno, mentre le patate sono rimaste stabili: 50.000 tons ad aprile e 49.300 a giugno, a differenza dei pomodori che sono passati dalle 64.400 tonnellate di maggio a 68.100 in giugno.

martedì 30 aprile 2013

PREZZI AL CONSUMO, CONFAGRICOLTURA: “CALANO ULTERIORMENTE LE QUOTAZIONI DELLA VERDURA. RESTANO CRITICITÀ E DISEQUILIBRI DI FILIERA”

Fonte: Confagricoltura

All’ulteriore rallentamento dell’inflazione - (+0,1%) ad aprile rispetto al mese di marzo - ha contribuito senz’altro la battuta d’arresto dei prezzi degli alimentari non lavorati ed in particolare la diminuzione di verdura e ortaggi (-1,2% ed erano già diminuiti del 2,3% a marzo). In termini tendenziali i prezzi dei vegetali freschi aumentano del 6,6% (ma era +13,1% a gennaio). Lo ricorda il Centro Studi di Confagricoltura analizzando i dati provvisori sull’inflazione ad aprile, diffusi oggi dall’Istat. "Vanno monitorati attentamente i mercati – sottolinea Confagricoltura - Solo da marzo si sono avuti, in alcuni settori, incrementi dei prezzi alla produzione, dopo le ulteriori flessioni registrate in avvio di anno”. “Restano criticità e disequilibri di filiera. Per questo Confagricoltura sollecita, a Parlamento e Governo, politiche di rilancio che vedano le imprese come motore di sviluppo”.

venerdì 1 marzo 2013

COLDIRETTI: IL 6 MARZO UN INCONTRO SU “CORRETTA ALIMENTAZIONE E SANE RELAZIONI ALLA BASE DELLA SALUTE”

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Mercoledì 6 marzo, alle ore 17,00 presso la sala convegni di Via Bologna, 637, in collaborazione con il Policlinico S.Orsola-Malpighi, l’incontro rivolto a genitori e docenti delle scuole ferraresi che partecipano all’iniziativa “La Salute vien mangiando. Frutta e verdura tutto l’anno” promossa da Coldiretti.

 “Siamo quello che mangiamo” è molto più di un modo di dire, riflette invece intimamente la stretta correlazione tra alimenti e stile di vita ed il nostro benessere, a cominciare dall’età infantile. Nell’ambito del progetto 2012/2013 di Educazione a Campagna Amica di Coldiretti, ed in collaborazione con l’unità di neuropsichiatria infantile del S.Orsola-Malpighi di Bologna, centro regionale per i disturbi del comportamento alimentare in età evolutiva, il prossimo mercoledì, 6 marzo, con inizio alle ore 17,00, presso la sala convegni della sede provinciale di Coldiretti Ferrara a Chiesuol del Fosso, in via Bologna 637, si terrà un incontro con il professor Sacrato rivolto ad insegnanti e genitori di ragazzi in età scolare ed in particolare del primo ciclo. Scopo dell’incontro è un confronto sui principi base dell’alimentazione, intesa sia atto del nutrirsi, ma anche come momento di relazione e di socialità, di comportamento e di condivisione di riti ed usanze che connotano la stessa famiglia, lo stesso ambito relazionale scolastico ed extra scolastico. Particolare attenzione ovviamente al tema guida del progetto che anche in questo anno scolastico Coldiretti ha proposto alle scuole ferraresi, ovvero il consumo di frutta everdura durante tutto il corso dell’anno, rispettando la stagionalità e conoscendo i benefici di ciascun frutto a seconda del periodo dell’anno in cui viene prodotto ed è possibile disporne, riflettendo sulle produzioni di qualità del nostro territorio e sui prodotti a km zero come alternativa ad un modello alimentare “consumistico”. Il progetto 2012/2013 di Coldiretti, che si svilupperà in diverse scuole primarie della provincia, coinvolgendo direttamente i ragazzi ed i loro insegnanti, oltre che le famiglie, propone una elaborazione sul tema “la salute vien mangiando. Frutta e verdura tutto l’anno”, con approfondimenti sia in aula che in campo, sulla conoscenza dei nostri prodotti, sulle loro caratteristiche, sulle possibilitrasformazioni e tutto quanto sarà appreso e messo in evidenza con gli elaborati del concorso che premierà i migliori percorsi didattici e di coinvolgimento nel corso dell’anno.

mercoledì 6 febbraio 2013

INFLAZIONE, CONFAGRICOLTURA: “IL FREDDO FA LIEVITARE I PREZZI”

Fonte: Confagricoltura

“I prezzi della frutta e verdura al dettaglio sono cresciuti del 9,5% a gennaio rispetto a dicembre. E’ la conseguenza del maltempo, degli aumenti dei costi produttivi ma anche di una non corretta distribuzione dei ricavi nella filiera”. Lo sottolinea Confagricoltura in relazione ai dati provvisori sull’inflazione a gennaio diffusi oggi dall’Istat. Confagricoltura è preoccupata che le cose possano peggiorare nel mese in corso a causa del maltempo. “Non è la neve a preoccupare - avverte l’Organizzazione degli imprenditori agricoli -. Creano problemi le irregolarità dell’andamento climatico, quali gelate improvvise. E soprattutto si aggravano i costi produttivi”.

sabato 18 agosto 2012

COLDIRETTI: CON “LUCIFERO” MEGLIO VARIARE L’ALIMENTAZIONE, MENO CAFFE’ E PIU’ FRUTTA

Fonte: Coldiretti Ferrara

 Con il clima bollente cambia la spesa degli italiani, con incremento dell’acquisto di frutta di stagione. Le tecniche per difendersi dall’afa e dormire durante la notte.

Il clima bollente ha cambiato la spesa degli italiani con un calo negli acquisti di caffè, cioccolato e salatini ed un aumento medio stimato del 10 per cento degli acquisti di frutta rispetto allo scorso anno, che ha riguardato tutte le principali varietà, dalle pesche alle susine fino ai cocomeri. E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che a salire sono anche i consumi di gelato e di acqua minerale in una estate in cui il mese di luglio si è chiuso con 1,94 gradi in piu’ rispetto alla media classificandosi al sesto posto tra i piu’ caldi da oltre due secoli mentre quello di giugno con +2,6 gradi si era classificato al terzo posto. Con l’arrivo di Lucifero salgono a sette le ondate di calore che hanno attraversato il paese alterando la natura con - sottolinea la Coldiretti - oltre un miliardo di danni alle coltivazioni per la siccita' ma anche modificando i comportamenti degli italiani. Dai supermercati alle bancarelle nei mercati e nelle botteghe di campagna amica ma anche nei chioschi attrezzati si assiste ad un aumento consistente della domanda di frutta e verdura, con almeno 20 milioni di italiani che - stima la Coldiretti - la stanno consumando sia a pranzo che a cena. Mangiare frutta e verdura - continua la Coldiretti - è la miglior difesa nei confronti dell’afa, l’eccessiva sudorazione e il rischio di colpi di calore perché sono prodotti rinfrescanti e ricchi di vitamine e sali minerali, indispensabili per non affaticare troppo l'organismo. A beneficiare del caldo sono stati anche i consumi di gelato con una spesa stimata pari a 2,5 miliardi nel 2012 in cui si registra anche una crescita della richiesta dei gusti alla frutta tra i circa 600 disponibili. Cambiare l’alimentazione è un ottimo modo per difendersi dal caldo che durante la notte tiene svegli circa dodici milioni di italiani che soffrono di insonnia. Cibi come pane, pasta e riso, ma anche lattuga, radicchio, cipolla, aglio e formaggi freschi, uova bollite, latte fresco caldo e frutta dolce come pesche e nettarine possono venire in soccorso per superare le notti di passione. Sono invece gli alimenti conditi con molto pepe e sale, ma anche con curry, paprika in abbondanza ed anche patatine in sacchetto, salatini, alimenti in scatola e minestre con dado da cucina – continua la Coldiretti - i veri nemici del riposo che le alte temperature rendono più difficile. Attenzione però anche a caffè e superalcolici che spesso accompagnano le serate in compagnia nei luoghi di vacanza ed anche agli alimenti in scatola che garantiscono praticità ai turisti che non vogliono perdere tempo nella preparazione dei cibi ma che - precisa la Coldiretti - sono considerati a "rischio" per chi vuole trascorrere tranquillamente la notte nelle braccia di Morfeo mentre sono da privilegiare lattuga, radicchio e frutta dolce di stagione. L'attenzione all'alimentazione - conclude la Coldiretti - è particolarmente importante nei soggetti a rischio come gli anziani ed i bambini: ci si addormenta difficilmente a digiuno o comunque non sazi, ma anche nei casi di eccessi alimentari, in particolare con cibi pesanti o con sostanze eccitanti.

mercoledì 13 giugno 2012

INFLAZIONE, CONFAGRICOLTURA: “FRUTTA E VERDURA RAFFREDDANO IL CAROVITA MENTRE I COSTI PENALIZZANO LE AZIENDE AGRICOLE”

Fonte: Confagricoltura

Nel "carrello della spesa" (cioè l’insieme dei prodotti acquistati con maggiore frequenza nell'ultimo mese, che registra + 4,2%) restano a buon mercato la frutta (-3,9% in termini tendenziali), la verdura (-1,8%) e gli altri prodotti agricoli. Lo sottolinea Confagricoltura sulla base dei dati Istat definitivi dell’inflazione a maggio. Gli alimentari non lavorati nel loro complesso aumentano – osserva Confagricoltura – dello 0,8% su base annua a fronte di un incremento dell’indice generale del 3,2%. Ci sono degli aumenti congiunturali per la frutta (+5,6% a maggio su aprile) dovuti al cambio dei prodotti stagionali sui banchi di vendita ed alle primizie, ma la tendenza su base annua è di una diminuzione dei prezzi. “In questa situazione, i produttori agricoli – osserva Confagricoltura - non riescono a far quadrare i conti perché i costi aziendali aumentano, in primo luogo quelli dei prodotti energetici (+15,3% su base annua), dei concimi e dei mangimi, allo stesso tempo i prezzi all’origine diminuiscono (-3,1% a maggio 2012 su maggio 2011 in base alle rilevazioni Ismea)”. “L’agricoltura - conclude Confagricoltura - continua a dare un consistente aiuto ai consumatori, in un momento di grandi difficoltà per l’economia e le famiglie, ma deve poter recuperare redditività e riposizionarsi nell’ambito della filiera agroalimentare”.

venerdì 13 aprile 2012

INFLAZIONE, CONFAGRICOLTURA: “NEL CARRELLO DELLA SPESA SOLO LA VERDURA E’ A BUON MERCATO”

Fonte: Confagricoltura

“Mentre i prezzi al consumo nel loro complesso registrano un aumento record del 3,3% a marzo 2012 su marzo 2011, quelli della verdura restano praticamente immutati (+0,1% a marzo 2012 su marzo 2011 ed una diminuzione del 2,4% a marzo rispetto a febbraio)”. Lo sottolinea Confagricoltura sulla base dei dati ISTAT definitivi dell’inflazione a marzo.

Nel loro complesso i prodotti alimentari a livello tendenziale, sono aumentati del 2,5%, ma quelli non lavorati dell’1,5%.

Nel "carrello della spesa" (cioè l’insieme dei prodotti acquistati con maggiore frequenza nell'ultimo mese, che registra + 4,6%), la verdura e gli altri prodotti agricoli – osserva Confagricoltura - restano a buon mercato, nonostante che i produttori vedano aumentare notevolmente i costi produttivi, in primo luogo quelli del gasolio, e non riescano a far quadrare i conti aziendali”.

martedì 13 marzo 2012

INFLAZIONE, CONFAGRICOLTURA: A FAR RINCARARE FRUTTA E VERDURA SONO STATI MALTEMPO E CRISI DEI TRASPORTI, NON GLI AGRICOLTORI

Fonte: Confagricoltura

In base ai dati definitivi Istat, i prezzi al consumo di verdura e frutta a febbraio, rispetto a gennaio, sono aumentati rispettivamente dell’8,7% e dell’1,4%, a fronte di un aumento generale dell’inflazione dello 0,3%, nonostante il trend dei prezzi dell’ortofrutta fosse in calo.

“I rincari al consumo sono frutto di fattori esterni alle aziende agricole, non certo dell’aumento dei prezzi all’origine – rileva Confagricoltura -. A causa del blocco dei Tir prima e dell’ondata di maltempo poi che hanno paralizzato i trasporti (con una pesante battuta d’arresto costata almeno 500 milioni di euro), molta produzione ortofrutticola, nelle prime settimane di febbraio, non è arrivata sui banchi di vendita”.

“Gli agricoltori – conclude Confagricoltura - sono stati doppiamente penalizzati: dalle mancate consegne di prodotto e dai rincari dei costi dei carburanti di cui è aumentato il consumo per riscaldare serre e stalle nei giorni del grande freddo; senza contare gli aumenti di spesa per trasporti e consegne. Dai dati Istat sull’inflazione a febbraio si rileva che il gasolio per mezzi di trasporto, rispetto a un anno fa, costa ben il 25,5% in più e quello per il riscaldamento il 14,4%”.

lunedì 16 gennaio 2012

INFLAZIONE 2011, CONFAGRICOLTURA: “NELL’ANNO DEGLI AUMENTI RECORD, I PREZZI DI FRUTTA E VERDURA CALANO DEL 2,3%”

Fonte: Confagricoltura

“I peperoni i produttori li hanno venduti ad una quotazione che è la metà dell’anno scorso, le zucchine (tante volte in passato prese ad esempio di rincari selvaggi al consumo) hanno un prezzo all’origine che è sceso del 71%. Nell’anno degli aumenti record per il carrello della spesa degli Italiani l’agricoltura registra solo minori entrate e maggiori costi produttivi”. Questo il commento di Confagricoltura ai dati Istat sull’inflazione nel 2011.

Per il carrello della spesa gli Italiani nel 2011 hanno speso il 3,5% in più, un aumento che non si registrava così pesante dal 2008. Sui portafogli dei consumatori hanno pesato notevolmente gli aumenti della benzina (+15,8%), ma hanno dato un grande sollievo le riduzioni dei prezzi della frutta fresca (-2,3%). Sottolinea ancora Confagricoltura e prosegue: “E’ un dato importante che conferma il contributo anti-inflattivo del settore agricolo che però non riesce a far quadrare i conti. Le aziende si dibattono tra quotazioni all’origine in calo e aumenti dei costi”.

Confagricoltura, pone in evidenza i dati dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe del Ministero dello Sviluppo Economico con le quotazioni all’origine dei prodotti ortofrutticoli rilevate nella terza settimana di dicembre. Quella settimana, nonostante l’imminenza del Natale, rispetto all’anno prima, i prezzi al produttore, dei kiwi sono calati del 19%, dei mandarini del 15%, delle mele del 5%, delle pere del 37%, dei carciofi 13%, dei cavolfiori del 29%, delle cipolle del 35%.

“A fronte di ciò gli aumenti dei costi di produzione, come il gasolio (+24,3% su base annua, in base ai dati Istat) che incide fortemente sulla spesa energetica e dei trasporti delle aziende agricole”.

venerdì 25 novembre 2011

APOFRUIT ITALIA PROTAGONISTA NEL PROGETTO EUROPEO “FRUTTA NELLE SCUOLE” ANCHE PER L’ANNO SCOLASTICO 2011/2012

Fonte: Apofruit Italia

La grande cooperativa ortofrutticola si occuperà della distribuzione di frutta e verdura a 220.000 alunni di 6 Regioni italiane - In sei mesi verranno consegnati alle 1.340 scuole selezionate circa 1.500 tonnellate di prodotti, pari a oltre 7 milioni di confezioni

Anche nell’anno scolastico 2011/2012 la grande cooperativa ortofrutticola Apofruit Italia (oltre 3.500 soci, 12 stabilimenti ubicati in varie regioni italiane, una produzione annua pari a 290.000 tonnellate ) è in prima fila nella realizzazione del progetto europeo “Frutta nelle Scuole”, come è stato spiegato dai suoi dirigenti nell’incontro stampa di mercoledì 23 novembre, tenutosi nello stabilimento di Cesena.
Si tratta, com’è noto, del più ampio ed organico progetto di educazione alimentare - attuato su così vasta scala solo negli ultimi tre anni - rivolto ai ragazzi delle scuole primarie italiane ma anche di tutti i Paesi della Comunità Europea. L’obiettivo è lo stimolo ad un più accentuato consumo di frutta e verdura tra i bambini e i giovani per l’adozione di una dieta corretta, portatrice di importanti valori salutistici.
Apofruit Italia quest’anno, attraverso la costituzione di una R.T.I. che ha visto la partecipazione di Alegra, Apoconerpo, Apot, Naturitalia, Orogel Fresco e Vog Products, si è aggiudicata due degli otto lotti dell’Invito Mipaaf attraverso il quale il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha selezionato le aziende produttrici che hanno il compito di distribuire frutta, verdura e spremute agli alunni coinvolti nel progetto.
Tra il 28 novembre e la fine dell’anno scolastico Apofruit Italia coinvolgerà 220.000 alunni di sei regioni: Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Sardegna.
Frutta, verdura e spremute verranno consegnate direttamente alle 1.340 scuole selezionate e somministrate a metà mattina, nell’orario corrispondente all’ora di ricreazione. Ogni alunno usufruirà di 33 somministrazioni (quasi 7 chili procapite) distribuite nei sei mesi del progetto, per un totale di oltre 1.500 tonnellate di buona frutta (mele, albicocche, arance, clementine, fragole, cachi mela, mandarini, uva da tavola, susine, pere e pesche, carote). Verranno distribuite, in totale, oltre 7 milioni di confezioni monodose, del peso di almeno 150 grammi, in contenitori biodegradabili e compostabili, custoditi in cassette in cartone completamente riciclabili.
«Si tratta di prodotti rigorosamente italiani -sottolinea il Presidente di Apofruit Italia, Mirco Zanotti- a produzione certificata, altamente rispettosa dell’ambiente e della salute, proveniente dai campi dei nostri Soci produttori, nel rispetto delle vocazioni territoriali e della stagionalità».
«Il progetto -aggiunge il direttore di Apofruit Italia, Mario Tamanti - non si limita alla sola distribuzione, ma vuole essere un strumento di educazione al gusto, alla conoscenza dei valori nutrizionali e di sanità della frutta. L’obiettivo è anche quello di far conoscere le diverse caratteristiche di ciascun frutto e la stagionalità delle produzioni, di favorire il consumo di frutta e verdura tra i ragazzi e nelle famiglie e contribuire ad una nuova mentalità, più attenta ai prodotti del territorio ed ai valori dell’alimentazione. Una vita sana passa attraverso una dieta sana. Questi elementi educativi potranno essere condivisi anche dai genitori, oltreché dagli insegnanti, attraverso alcuni facili strumenti divulgativi come Internet. Apofruit Italia elaborerà alcuni filmati che mostreranno l’intero processo di produzione della frutta e della verdura e lo svolgimento del progetto ‘Frutta nelle Scuole’. I filmati saranno visibili su YouTube».
Per rendere più efficace l’azione educativa sono stati predisposti anche specifici materiali formativi-informativi-educativi di accompagnamento messi a punto e gestiti da Alimos Soc. Coop., organismo che già da anni tiene le fila di un intenso programma, condotto nelle scuole italiane, di promozione di un maggior consumo di frutta e verdura tra i ragazzi. Tra le misure di accompagnamento previste ci sono giornate a tema, visite in fattorie didattiche e creazione di orti presso le scuole.
L’intero progetto “Frutta nelle Scuole” sarà anche un’opportunità dal punto di vista occupazionale e per far conoscere i propri marchi aziendali.

venerdì 12 agosto 2011

INFLAZIONE, CONFAGRICOLTURA: “L’UNICO ARGINE AL CAROVITA VIENE DAI CAMPI. MA PER GLI AGRICOLTORI E’ CURA DIMAGRANTE”

Fonte: Confagricoltura

“I generi alimentari freschi, il cui prezzo è sceso a luglio, rispetto a giugno, del 2,5% ha fatto da parziale ammortizzatore ad un’inflazione stabile al 2,7% su base annua. Ma questo ruolo di salvagente contro il carovita i produttori agricoli lo hanno assunto a proprie spese”. Lo sottolinea Confagricoltura, in relazione alla rilevazione sui prezzi definitivi al consumo di luglio, diffusa oggi dall’Istat. Dall’analisi dell’Istituto di statistiche si rileva che il calo congiunturale dei prezzi degli alimentari non lavorati è dovuto soprattutto alla diminuzione dei prezzi della frutta fresca (-10,9%), della verdura (-5,6%), delle patate (-3,2%).

“Non va dimenticato - ricorda Confagricoltura - che i prezzi pagati ai produttori sono in caduta libera da sette mesi e che la crisi si è particolarmente acuita quest’estate. A luglio, come attestano i dati Ismea, i prezzi all’origine della frutta fresca sono diminuiti di quasi il 32% rispetto a giugno e quello degli ortaggi del 9%”.

“La frutta – osserva Confagricoltura – viene svenduta dai produttori a prezzi inferiori del 29% rispetto all’anno scorso e la verdura di poco meno del 22%, mentre i costi di produzione aumentano; molte aziende hanno rinunciato a raccogliere il prodotto. La situazione è drammatica, per questo, assieme alle altre Organizzazioni agricole, abbiamo chiesto al ministro Romano misure idonee a favorire i produttori nell’ambito delle filiere ma anche interventi che permettano la concentrazione dell’offerta e l’aggregazione del prodotto”.


martedì 2 agosto 2011

INFLAZIONE: 3,5 KG DI PERE WILLIAM O 4 KG DI MELE GALA PER PAGARSI UN CAPPUCCINO

Fonte: Confagricoltura Ferrara

“I generi alimentari freschi, il cui prezzo è sceso a luglio del 2,6%, continuano a fare da parziale ammortizzatore ad un’inflazione calcolata dall’Istat al 2,7% su base annua, il livello più alto registrato dal novembre 2008. Ma questo ruolo di salvagente contro il carovita i produttori agricoli lo hanno assunto a proprie spese”. Lo sottolinea Confagricoltura Ferrara in relazione alla rilevazione sui prezzi al consumo provvisori di luglio diffusa nei giorni scorsi dall’Istat, ricordando le rilevanti diminuzioni delle quotazioni delle patate (-3,4%), dei vegetali freschi (-5,5% rispetto al mese precedente), e della frutta (-11,4% su base congiunturale).
Sono molte le cause del crollo delle quotazioni all’origine della frutta e della verdura: l’allarme E.Coli, le anomalie meteorologiche, l’import massiccio. “Abbiamo constatato ancora una volta - commenta il Presidente Nicola Gherardi - che alla buona produzione in campo non corrisponde automaticamente una buona annata per il reddito dei produttori”.
E manca un’equa distribuzione del reddito nell’intera filiera ortofrutticola. “All’agricoltore - pone in evidenza il Presidente dell’Organizzazione agricola ferrarese - occorre il ricavato di oltre tre kg di pere William per prendere un cappuccino al bar. Un chilo di pere William per il mercato fresco, di calibro sostenuto, assenza di difetti, buccia non rugginosa, nella nostra provincia nell’attuale campagna commerciale tutt’ora in corso, dopo un’iniziale partenza riguardante poche partite con prezzi medi attorno a 0,44 euro/kg, le successive trattative sono scese fino a 0,35 euro/kg. Il costo medio si aggira attorno a 0,46 euro/kg, con una perdita secca per il frutticoltore di 10 centesimi. Per quanto riguarda il prezzo al consumo, questo ovviamente dipende dalle varie politiche commerciali adottate. Possiamo però tranquillamente affermare che dal produttore al consumatore mediamente il costo lievita del 400/500%”. “Tipologie ed esigenze qualitative diverse si hanno invece per le pere destinate alla trasformazione. Per partite con calibro inferiore e successivamente cubettate per macedonie, il prezzo medio per il produttore si aggira attorno ai 0,27 euro/kg. Dall’attuale campagna, poi, non è più previsto l’abbinamento al contributo comunitario”.
“Relativamente al mercato delle mele Gala, il maggior numero di partite nel ferrarese riguarda l’esportazione e la commercializzazione attraverso i canali della Grande Distribuzione Organizzata – prosegue Nicola Gherardi. In questo caso alle mele viene richiesta una colorazione minima del 35-40% di superficie, sono raccolte in bins senza particolari tempistiche ed attualmente il prezzo di realizzo mediamente si aggira attorno a 0,30 euro/kg. Più pregiate sono le partite destinate al mercato interno, quelle che troviamo cioè nei negozi. In tale caso le mele Gala debbono avere un calibro superiore, con colorazione precoce ed estesa, cioè una superficie rossa non inferiore al 60-70% e la cui raccolta termina a metà agosto. Il prezzo medio pagato dagli operatori commerciali al produttore si aggira attorno ai 0,40 euro/kg”.
“I costi di produzione si aggirano sui 0,37 euro/kg – evidenzia il Presidente di Confagricoltura - appena sufficienti a ripagare il produttore per le mele di maggior qualità, con una perdita secca invece di 0,7 centesimi al kg. per la maggior parte delle mele. Stesso discorso delle pere relativamente all’aumento di costo per il consumatore”.
“Siamo di fronte ad una dinamica complessiva che sta mettendo a serio rischio la redditività e la tenuta di molte imprese agricole – conclude Nicola Gherardi. Da una parte vi è la necessità di trovare nuovi equilibri all’interno della filiera e dall’altra serve un’azione decisa del governo in favore del settore agricolo che si dimostra non solo strategico, ma anche un vero e proprio salvagente contro l’effetto del carovita sui conti delle famiglie italiane. Se la politica non avverte la necessità di porre l’agricoltura vera e produttiva tra le sue priorità vuol dire che ha davvero perso di vista la società e l’economia reale”.

venerdì 22 luglio 2011

“VENDITE ALIMENTARI IN CALO SOPRATTUTTO DELLA GDO. LE FAMIGLIE RINUNCIANO AI RIFORNIMENTI SETTIMANALI”

Confagricoltura

Sono diminuite le vendite dei prodotti alimentari (-0,5% a maggio 2011 su maggio 2010), soprattutto della grande distribuzione organizzata (-0,8%); solo le vendite dei discount non calano ma neanche aumentano sempre rispetto a maggio dell’anno scorso. In aumento invece le vendite delle imprese operanti su piccole superfici (+ 0,3%). Questa la situazione registrata dall’Istat sul commercio al dettaglio a maggio.

“Ieri la notizia che le famiglie stanno intaccando i risparmi oggi quella che si preferiscono i piccoli acquisti giornalieri più che i rifornimenti settimanali. Sono tutti segnali – commenta Confagricoltura - che la crisi fa sentire ancora i suoi effetti”.

“Il calo delle vendite alimentari – sottolinea l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – si riflette immancabilmente sui redditi degli agricoltori, compressi tra un progressivo aumento dei costi di produzione e la diminuzione dei prezzi”.

venerdì 15 luglio 2011

COLDIRETTI, INFLAZIONE: VOLA PREZZO FRUTTA (+14%) AL CONSUMO MA CROLLA IN CAMPAGNA (-20%)

Fonte: Coldiretti Ferrara

La moltiplicazione dei prezzi della frutta dal campo alla tavola spinge gli alimentari al top degli aumenti. Ma in campo si rischia di non raccogliere per prezzi al di sotto dei costi di produzione.

Volano i prezzi della frutta fresca sugli scaffali con un aumento del 14 per cento rispetto allo scorso anno, superiore a quello della benzina, ma nei campi è crisi profonda con una diminuzione dei compensi riconosciuti agli agricoltori del 20 per cento con conseguenze drammatiche sui redditi delle imprese agricole. E’ quanto denuncia Coldiretti Emilia Romagna sulla base dei dati Istat relativi al mese di giugno che evidenziano un aumento dell’inflazione con gli alimentari al top da 2 anni (+3,0 per cento) che è dovuto anche alle distorsioni e alle speculazioni che si verificano nel passaggio della frutta dal campo alla tavola. A causa delle distorsioni, delle inefficienze e delle eccessive intermediazioni nel passaggio della frutta dall’azienda agricola al carrello della spesa - sottolinea la Coldiretti - i prezzi triplicano, ma possono aumentare anche di 5 o 6 volte. Quest’estate si è allargata senza giustificazioni - sottolinea la Coldiretti - la forbice dei prezzi della frutta fresca tra produzione e consumo. Una situazione che danneggia gli agricoltori costretti a lavorare in perdita ma - precisa la Coldiretti - anche i consumatori che potrebbero acquistare maggiori quantità e a condizioni più vantaggiose. Una situazione aggravata dalla mancata firma da parte della Grande Distribuzione Organizzata dell’accordo interprofessionale per la campagna di raccolta 2011 alla quale la Coldiretti chiede un forte atto di responsabilità. Gli esempi non mancano: secondo le elaborazioni Coldiretti su dati del servizio Sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole. Le pesche gialle - conclude la Coldiretti - subiscono un ricarico del 442 per cento (più di cinque volte), le albicocche del 224 per cento (più di tre volte) mentre i cocomeri fanno registrare un aumento del 268 per cento (oltre tre volte e mezzo) ed i meloni del 288 per cento (quasi il triplo).

INFLAZIONE, CONFAGRICOLTURA: “I PRODUTTORI DI FRUTTA E VERDURA PAGANO IL CONTO DELL’ALLARME E.COLI”

Fonte: Confagricoltura

“I generi alimentari freschi, il cui prezzo è sceso a giugno dello 0,3% hanno fatto da parziale ammortizzatore ad un’inflazione calcolata dall’Istat al 2,7% su base annua, il livello più alto registrato dal novembre 2008. Ma questo ruolo di salvagente contro il carovita i produttori agricoli lo hanno assunto a proprie spese”. Lo sottolinea Confagricoltura - in relazione alla rilevazione sui prezzi definitivi al consumo di giugno diffusa oggi dall’Istat - che ricorda come l’allarme E.Coli scatenato in Germania abbia scoraggiato i consumi di tutti gli ortaggi e della frutta e bloccato le esportazioni. Il risultato è stata una diminuzione dei prezzi al consumo dei vegetali freschi pari al 5,6% su base mensile ed al 2,5% rispetto all’anno scorso, come rileva l’Istat.

“A giugno, come attestano i dati Ismea, i prezzi all’origine della frutta fresca sono diminuiti di quasi il 20% e degli ortaggi del 22% rispetto a un anno fa. E le cose – osserva Confagricoltura - non stanno andando meglio a luglio: le quotazioni della frutta fresca sono in caduta libera, i mercati sono ingolfati da pesche e nettarine provenienti dall’estero, il caldo eccezionale ha fatto maturare in anticipo i raccolti facendo saltare i calendari.