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lunedì 22 dicembre 2014

PSR 2007-2013: VIA LIBERA DALLA GIUNTA REGIONALE ALLA PROROGA DELLA FINE LAVORI PER ALCUNE TIPOLOGIE DI INTERVENTI NELLE AREE TERREMOTATE ED IN QUELLE APPENNINICHE

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

La Giunta regionale ha approvato oggi su proposta dell’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni la proroga della fine lavori di alcune misure del Psr 2007-2013. Si tratta degli interventi di ammodernamento delle aziende agricole (misura 121) e di ripristino del potenziale produttivo danneggiato (misura 126, azione 2) nelle strutture produttive agricole ed agroalimentari delle aree del terremoto del 20 e 29 maggio 2012. La proroga era stata richiesta dalle associazioni agricole provinciali e regionali per fare fronte ai ritardi nell'esecuzione degli interventi a seguito dei recenti e ripetuti fenomeni di maltempo, o a problematiche relative alle autorizzazioni edilizie. La nuova scadenza slitta dal 31 dicembre al 31 marzo 2015. Per le stesse motivazioni sono stati prorogati i termini di conclusione dei lavori di diversificazione dell’attività agricola e quelli misti pubblico-privato nelle zone rurali appenniniche (misure 311, 321 e 322 ed approccio Leader), in scadenza il 31 dicembre. Il nuovo termine è fissato al 27 febbraio 2015. In entrambi i casi le aziende e gli enti interessati dovranno presentare una richiesta, debitamente motivata, ai Servizi regionali.

AGRICOLTURA EMILIA-ROMAGNA: SBLOCCATI 56,2 MILIONI DI PAGAMENTI AGREA. IN ARRIVO ALTRI 160 MILIONI PER IL SALDO DELLA DOMANDA UNICA

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

L’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura per l’Emilia-Romagna (Agrea) ha ripreso nei giorni scorsi il pagamento degli aiuti e dei premi comunitari alle aziende agricole regionali, rimasti fermi per il mancato trasferimento di 52,6 milioni da parte del ministero dell’Economia e delle Finanze. Lo rende noto la stessa Agrea, sottolineando che la situazione si è sbloccata grazie all’iniziativa dell’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, che all’inizio della scorsa settimana aveva sollecitato l’intervento del ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. Dopo l’arrivo dei fondi ministeriali, Agrea ha immediatamente inviato in banca i mandati di pagamento predisposti e già a partire da lunedì 15 dicembre le aziende agricole regionali si sono visti accreditare direttamente sul conto corrente i relativi importi. «Ringrazio il ministro Martina - ha affermato l’assessore regionale Rabboni - per il tempestivo intervento per la soluzione del blocco dei pagamenti dell’organismo pagatore». I pagamenti sbloccati riguardano l’Ocm ortofrutta (35,6 milioni), oltre alle misure “Investimenti” (6 milioni), “Forestazione” (1,5 milioni) e “Agrombiente” (14 milioni) del Programma di sviluppo rurale 2017-2013. Agrea si è vista assegnare nei giorni scorsi altri 160 milioni di euro, attesi in cassa per l’inizio della prossima settimana, che consentiranno di iniziare a breve a pagare il saldo del premio titoli della Domanda unica 2014.

giovedì 11 dicembre 2014

PROSCIUTTI DOP E IGP: NEL DECRETO PER LA REGOLAMENTAZIONE PRODUTTIVA CI SARÀ UN MAGGIOR COINVOLGIMENTO DEGLI ALLEVATORI E DELLE REGIONI. LO ANNUNCIA L'ASSESSORE RABBONI CHE HA INCONTRATO A ROMA IL MINISTRO MARTINA

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Il decreto per la regolamentazione della produzione di prosciutti Dop e Igp, varato nei giorni scorsi dal ministero delle Politiche agricole, verrà integrato per introdurre un maggior coinvolgimento degli allevatori e delle Regioni. Lo riferisce l’ assessore all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni che ieria Roma ha incontrato sul tema il ministro Maurizio Martina. Due in particolare le modifiche annunciate: i Piani produttivi dovranno prevedere l’accordo preventivo tra i trasformatori e gli allevatori, nonchè il parere delle Regioni. Proprio sullo scarso coinvolgimento degli allevatori si erano concentrate da subito le critiche del mondo agricolo al decreto ministeriale.

venerdì 5 dicembre 2014

VINO, DALLA REGIONE 3,8 MILIONI A 37 AZIENDE PER INTERVENTI DI MODERNIZZAZIONE DELLE CANTINE, PUNTI VENDITA DIRETTA, E-COMMERCE

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione  

Nuove risorse dalla Regione per continuare a far crescere il comparto vitivinicolo emiliano-romagnolo.

E’ stata infatti approvata la graduatoria per l’assegnazione di 3,8 milioni di euro (a fronte di un investimento di oltre 9 milioni) a 37 aziende che svolgono attività di trasformazione e commercializzazione. Tra le aziende 10 sono in provincia di Piacenza, 2 in quella di Parma, 5 nel Reggiano e 4 nel Modenese. A Bologna riceveranno finanziamenti 4 aziende, 2 in provincia di Ravenna, 7 Forlì-Cesena e 3 nel Riminese. “Sono risorse che andranno a sostenere gli investimenti di modernizzazione delle cantine; l’acquisto di macchinari e attrezzature, ma anche la creazione di punti vendita diretta e l’attività di e-commerce – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – l’export di vini emiliano-romagnoli è cresciuto in cinque anni di quasi il 60%. Vogliamo continuare a sostenere questo trend”. Le risorse, che arrivano dall’Ocm vino, sono valide per il 2015 e coprono tra il 20 e il 40% dell’investimento previsto. Gli interventi andranno realizzati entro il mese di luglio e l’assegnazione dei contributi avverrà entro ottobre. La graduatoria sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione del 17 dicembre.

mercoledì 3 dicembre 2014

ACCORDO DI FILIERA PER LA PASTA BARILLA. OGGI LA FIRMA A BOLOGNA PER 120 MILA TONNELLATE DI GRANO DURO MADE IN EMILIA-ROMAGNA (+30%). RABBONI: È IL SIMBOLO DI UN'AGRICOLTURA MODERNA E LA STRADA PER CONTRASTARE VOLATILITÀ DEI PREZZI E CRISI DI MERCATO

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione  

Dal seme alla tavola, una filiera tutta emiliano-romagnola per la pasta Barilla.

E’ stato firmato oggi a Bologna il nuovo accordo quadro, valido per la campagna cerealicola 2014-2015, per fornire al Gruppo di Parma, leader nel mondo per la produzione di pasta, 120 mila tonnellate di grano duro di alta qualità che andranno ad alimentare il mulino più grande d’Europa, realizzato dalla Barilla in provincia di Parma. La superficie agricola interessata sarà di circa 20 mila ettari. Rispetto agli scorsi anni l’aumento supera il 30%. “Questo accordo , giunto ormai al nono anno di applicazione, è un esempio da promuovere anche in altri comparti – ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – il simbolo di come deve essere un’agricoltura moderna: capace di programmare le produzioni, fare accordi con l’industria, investire in innovazione. Solo così è possibile contrastare volatilità dei prezzi e crisi di mercato”. L’intesa, promossa dall’Assessorato regionale all’Agricoltura, coinvolge oltre al Gruppo Barilla, la Società Produttori Sementi di Bologna, le organizzazioni dei produttori OP Cereali, OP Grandi Colture Italiane, OP Capa Ferrara e CerealCap. “Le aspettative dei consumatori nei confronti di un’azienda di marca oggi sono altissime sia sotto il profilo della qualità e che della distintività del prodotto – ha sottolineato per Barilla Luigi Ganazzoli - Questo accordo si è rivelato strategico per crescere anche in questa direzione”. La pasta, prodotto simbolo del made in Italy, sta riscuotendo un successo crescente sui mercati mondiali, con un export che si aggira sui 2,2 miliardi di euro e una domanda in crescita. Purtroppo la produzione italiana di frumento duro è deficitaria e il prodotto viene importato in gran parte dal Canada, principale produttore mondiale insieme all’Italia. Questa situazione determina forti tensioni sui mercati globali e una forte volatilità dei prezzi. Anche per questo va sostenuta questa coltura che sempre più si sta rivelando un asset importante dell’agroalimentare italiano. Emilia-Romagna sempre più polo d’eccellenza del grano duro Il progetto, che rappresenta un modello di organizzazione della filiera - dalla coltivazione alla trasformazione in pasta - ha permesso di creare in regione un bacino produttivo di eccellenza, competitivo rispetto ai grani di alta qualità di importazione e di offrire alle aziende agricole uno sbocco produttivo economicamente e tecnicamente valido. Grazie a questo progetto Barilla può contare su varietà appositamente selezionate particolarmente adatte all’industria pastaria, per ottenere un prodotto di alta qualità; gli agricoltori possono programmare la produzione e avvalersi di un prezzo di vendita vantaggioso (in base alla Borsa merci di Bologna o fisso fino a una quota del 30%) che include anche specifiche premialità legate alla qualità (qualità prodotto, adesione al disciplinare di produzione, assistenza tecnica prestata, durata e modalità di stoccaggio). Tra i punti qualificanti vi è anche l’impegno dei contraenti a rispettare uno specifico disciplinare tecnico per una produzione altamente sostenibile da un punto di vista ambientale (riduzione delle emissioni di carbonio, dell’uso dell’acqua, razionalizzazione delle concimazioni e dell’impiego di prodotti fitosanitari ecc.).

Le novità dell’accordo 2014-2015 

L’Accordo 2014-2015 prevede l’incremento del prezzo garantito a 270 euro/t a cui si aggiunge il premio proteine (il contenuto in proteine e glutine è fondamentale per la qualità della pasta). Viene anche esteso a tutta la superficie il premio legato alla possibilità di avvalersi di un apposito sistema informatico (granoduro.net), che supporta i produttori nell’individuazione delle scelte tecniche per ottenere un prodotto di alta qualità, ma anche pienamente sostenibile da un punto di vista ambientale. Nel dettaglio, il contratto quadro si articola in singoli accordi firmati dal Gruppo Barilla e dai fornitori. A loro volta questi ultimi – OP Cereali, OP Grandi Colture Italiane, Capa Ferrara OP e CerealCap – stipulano con i singoli agricoltori soci gli impegni di coltivazione, con le specifiche tecniche e le opzioni di valorizzazione del grano duro. Società Produttori Sementi S.p.A. selezionatrice e costitutrice delle principali varietà identificate dal disciplinare, sviluppate con un’attività di ricerca e sperimentazione in parte sostenuta anche dalla Regione, fornisce il seme necessario alla maggior parte delle coltivazioni.

lunedì 22 settembre 2014

AGRICOLTURA - AL VIA IL REGISTRO UNICO DEI CONTROLLI. RABBONI: UNA RISPOSTA CONCRETA ALLE ISTANZE DI SEMPLIFICAZIONE DEL MONDO AGRICOLO. MARTINA: IL RUC EMILIANO-ROMAGNOLO SARÀ UNO DEI PILASTRI DI QUELLO NAZIONALE

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Meno burocrazia in campagna grazie al Ruc, il Registro unico dei controlli voluto dall’assessorato regionale all’Agricoltura, che è stato presentato oggi a Bologna. “Si tratta di una risposta concreta che la Regione ha voluto dare alle istanze di semplificazione che venivano dal mondo agricolo - ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – con il Ruc riduciamo il numero dei controlli e dunque alleggeriamo il peso della burocrazia sulle aziende, senza però rinunciare a quella capacità di vigilanza che costituisce la garanzia della qualità dell’agroalimentare italiano”. Il Ruc è stato tenuto a battesimo dal ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina che ha parlato di un’iniziativa “utile e concreta che si pone realisticamente il tema dello snellimento della burocrazia” e che è stata inserita dal Governo nel provvedimento di rilancio dell’agroalimentare italiano “Campo Libero”. “Il Ruc emiliano-romagnolo - ha detto Martina – sarà uno dei pilastri di quello che faremo a livello nazionale”. Apprezzamento per l’iniziativa anche da Guglielmo Garagnani coordinatore di Agrinsieme Emilia-Romagna e Mauro Tonello presidente di Coldiretti regionale. Alla presentazione del Ruc è intervenuto anche il presidente di Unioncamere Emilia-Romagna Maurizio Torreggiani.  

Come funziona il Ruc
Operativo dal mese di agosto, il Ruc permette di semplificare e velocizzare la complessa macchina delle ispezioni che riguardano il mondo agricolo, evitare doppioni e sovrapposizioni e far risparmiare tempo e denaro, sia ai controllori che ai controllati. Il Registro è un archivio informatico in cui vengono inseriti i risultati di tutti i controlli in azienda compiuti dai diversi Enti: Uffici regionali, Agrea, Province, Comunità montane, Unioni di Comuni, Arpa, Aziende Usl. Prima di procedere a una nuova ispezione, ogni ente ha l’obbligo di verificare se esistono già esiti di precedenti, analoghi controlli utilizzabili, e, in caso contrario, di concordare con gli altri uffici un’unica visita in azienda. A loro volta le aziende agricole possono accedere al Ruc (direttamente con un’apposita smart card o attraverso i Centri di assistenza agricola) e conoscere risultati e relativa documentazione dei controlli ricevuti. Attualmente nel Ruc sono inseriti oltre 51 mila controlli eseguiti da 55 enti diversi operanti sul territorio emiliano-romagnolo, relativamente a 128 tipologie diverse (ma il sistema è costruito per contenere fino a 172 tipi diversi di ispezioni). Ogni controllo ha una sua “data di scadenza” stabilita in 180 giorni. Entro tale termine l’esito del controllo è valido, non solo per l’amministrazione che l’ha effettuato ma anche per le altre, grazie a specifici accordi di mutuo riconoscimento. Il Ruc è solo la più importante delle iniziative realizzate in questa legislatura dall’assessorato regionale all’Agricoltura per tagliare i costi della burocrazia in campagna. E’ infatti in via di completamento il trasferimento su supporto digitale dell’Anagrafe delle aziende agricole e in attivazione la procedura del silenzio-assenso nel comparto vitivinicolo. E’ stata anche realizzata la possibilità di firma digitale per la presentazione online delle domande di contributo. Si calcola che le ispezioni che vengono realizzate in Emilia-Romagna in campo agricolo siano circa 10 mila ogni anno: dai controlli sulla consistenza aziendale, al rispetto della normativa ambientale e sanitaria; dalle domande per la concessioni di aiuti regionali, nazionali e comunitari, alle certificazioni delle produzioni, per fare solo alcuni esempi. Una macchina organizzativa estremamente complessa che ora con il Ruc potrà guadagnare in efficienza e trasparenza.

giovedì 18 settembre 2014

VENDEMMIA IN ROMAGNA - RABBONI ALL'AZIENDA LONGANESI DI BAGNACAVALLO: "CI SONO LE CONDIZIONI PER UN BUON PRODOTTO FINALE". CONTINUA IL TREND DI CRESCITA DEL VINO EMILIANO-ROMAGNOLO SUI MERCATI, ANCHE GRAZIE ALLE POLITICHE DI INVESTIMENTO REGIONALI

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

E’ iniziata alla fine di agosto la vendemmia in Romagna con le uve precoci Pinot bianco e Chardonnay. Una partenza tardiva, ma solo rispetto alle due annate precedenti particolarmente calde e siccitose. Quella 2014 invece verrà ricordata come un’annata fortemente influenzata da un’estate particolarmente instabile e piovosa. Ma non tutto è perduto. Anzi. In campo resta ancora l’80% delle uve e dunque molto dipenderà da come sarà il tempo nelle prossime settimane. Lo ha ricordato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni che ha visitato oggi l’azienda agricola Longanesi a Bagnacavallo, famosa per il recupero del Burson, un antico rosso di pianura, per fare il punto sulla vendemmia 2014 e le prospettive del settore vitivinicolo. “Se il miglioramento meteo di questi giorni si confermerà anche nei prossimi giorni - ha detto Rabboni - avremo livelli qualitativi più che buoni. Un eventuale calo del grado alcolico potrà in ogni caso essere gestito con l’arricchimento. Le quantità attese sono in linea con quelle medie degli ultimi 5 anni mentre nel resto d’Italia rispetto allo stesso periodo si stima un calo del 7%. Questo significa per le nostre uve la possibilità di una buona remunerazione”. Secondo l’assessore Rabboni, che nei giorni scorsi ha assistito alla vendemmia nel Piacentino, il vino emiliano-romagnolo potrà insomma continuare a crescere in qualità e sui mercati. “Il valore delle esportazioni nel 2013, è stato di circa 390 milioni di euro, con un aumento, rispetto all'anno precedente, del 10%. Nel quinquennio 2008 - 2013 il nostro export è aumentato, in valore, di circa il 60% - ha ricordato – traguardi importanti che sono anche risultato delle politiche di sostegno della Regione.  

50 milioni in arrivo nel biennio 2014-2015. Il 29 settembre scade un bando da 3,8 milioni Investimenti per il rinnovo dei vigneti, la modernizzazione delle cantine e la promozione sui mercati esteri. Questi gli obiettivi principali su cui dal 2008 al 2013 sono state convogliate risorse pubbliche superiori ai 200 milioni di euro. E altre risorse sono in arrivo grazie all’Ocm vino: si tratta di 50 milioni di euro per il biennio 2014-2015, mentre proprio in questi giorni si sta chiudendo (la scadenza è fissata al 29 settembre) un bando che stanzia 3,8 milioni di euro per sostenere progetti di sviluppo delle aziende agricole e vitivinicole con attività di trasformazione e commercializzazione. Timidi segnali di ripresa dei consumi si registrano anche sul fronte interno, dove l’acquisto di vino sale dell’1% , dato in controtendenza rispetto alla riduzione delle vendite di prodotti agroalimentari di circa lo 0,5% e tanto più interessante se si considera che l’aumento riguarda in particolare i vini di alta qualità Doc/Docg rispetto ai vini da tavola.  

Quantità in calo del 10%, ma l’Emilia-Romagna si conferma seconda regione produttrice dopo il Veneto
Dal punto di vista delle quantità le previsioni di Assoenologi riallineano la vendemmia 2014 alle medie degli ultimi cinque anni con una produzione di 6 milioni 600 mila ettolitri di vini e mosti. Rispetto alla straordinaria annata 2013 si tratta di una riduzione del 10% come dato medio regionale. Le stesse previsioni prospettano sul piano nazionale un calo del 7% sulla media del periodo 2009-2013 e del 13,5% sul 2013. Per il Nord Italia si prevede una riduzione del 15% rispetto all’anno precedente con cali consistenti, attorno al 20%, in Veneto, Piemonte e Lombardia. L’Emilia-Romagna, per il terzo anno consecutivo, si conferma a livello nazionale come la seconda regione italiana più produttiva dopo il Veneto. La qualità potrà dunque essere buona se le condizioni climatiche terranno. Sembra invece ormai certo che i vini 2014 saranno caratterizzati da una gradazione alcolica inferiore alle annate precedenti. Per questo la Giunta regionale ha approvato una delibera che accoglie le richieste dei Consorzi di tutela per la riduzione di 0,5 gradi del titolo alcolico naturale delle uve Doc. E’stata anche concessa la possibilità di arricchire i prodotti di questa vendemmia fino a 1,5 gradi alcolici.  

La vendemmia 2014 in Romagna
In Romagna la vendemmia è iniziata nell’ultima decade di agosto con le uve precoci “base spumante” (Pinot bianco e Chardonnay) che, a causa dell’abbondante disponibilità idrica, hanno evidenziato grappoli molto compatti e spesso con rottura di acini. Diversa la situazione per i vitigni storici della Romagna: per il Trebbiano e l’Albana è previsto un ulteriore slittamento del grosso della raccolta intorno al 20-25 di settembre . Lo stato sanitario dei grappoli è abbastanza buono, ottimo invece per il Pignoletto. Per il Sangiovese, che presenta grappoli in genere di elevate dimensioni e ben nutriti, i conferimenti inizieranno a fine settembre.  

Nuovi disciplinari di produzione
“E’ fondamentale rafforzare il legame tra il prodotto e il territorio. Anche in campo vitivinicolo. Solo così potremo valorizzare appieno i nostri vini a qualità regolamentata. Per questo – ha spiegato Rabboni – abbiamo fortemente sostenuto il rafforzamento delle Doc e Igt territoriali come la Doc Gutturnio, la Doc Romagna, la Igt Emilia, la nuova Doc Pignoletto”. In particolare si è concluso positivamente il complesso iter di revisione della IGT Emilia che ha consentito di limitare l’elaborazione e la presa di spuma delle tipologie frizzante e spumante ai soli territori emiliani e alle province di Ravenna, Forlì - Cesena, Mantova e Cremona. Attualmente il disciplinare è al vaglio dei competenti uffici dell'Unione Europea; i produttori sono comunque già in grado di utilizzare, con le modifiche apportate a livello nazionale, la nuova regolamentazione per tutelare i propri vini. Il Comitato nazionale Vini Dop e Igp ha approvato, lo scorso 16 aprile, la proposta aggiornata del disciplinare di produzione della Doc Pignoletto e di modifica del disciplinare della Docg Colli Bolognesi Pignoletto che, a conclusione dell’esame comunitario attualmente in corso, consentiranno di trasformare quello che oggi è un vitigno coltivabile ovunque in Europa in una denominazione tutelata ammessa nelle sole province di Bologna, Modena e Ravenna.

lunedì 15 settembre 2014

MIELE, IN ARRIVO 470 MILA EURO PER GLI APICOLTORI DELLA REGIONE. DOMANDE ENTRO IL 14 NOVEMBRE. IN ARRIVO LINEE GUIDA PER TAGLIARE L'USO DEI PESTICIDI NELLE AREE VERDI URBANE

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Oltre 470 mila euro dalla Regione per sostenere l’apicoltura. Si tratta della seconda annualità del Programma triennale 2014-2016, cofinanziato dalla Ue e dello Stato italiano nell’ambito dell’Organizzazione comune di mercato, e che stanzia complessivamente circa 1 milione 500 mila euro per migliorare la produzione e la commercializzazione del miele e degli altri prodotti dell’apicoltura. “Le cattive condizioni meteo di questa estate hanno influenzato la produzione di miele che registra perdite significative anche intorno al 50% - spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – per questo le risorse in arrivo sono oltremodo importanti. Purtroppo però non c'è solo il clima impazzito a danneggiare la vita dell'ape, insetto fondamentale per l'impollinazione e la riproduzione dei principali vegetali. Gli apicoltori italiani hanno denunciato nuovi fenomeni di spopolamento e di moria in conseguenza di un uso non corretto dei pesticidi. In Emilia-Romagna il fenomeno è molto contenuto. Tuttavia attiveremo in chiave preventiva un programma di controlli mirati e, come già deciso, aumenteremo le risorse del nuovo Psr destinate agli agricoltori che riducono i trattamenti chimici. A breve, inoltre, pubblicheremo le linee guida per l'eliminazione o la forte riduzione dei pesticidi nelle aree verdi urbane e nei parchi pubblici". Il bando scade il 14 novembre 2014 e le domande vanno presentate attraverso la piattaforma informatica di Agrea. Potranno presentare domanda: gli apicoltori, singoli o associati, comprese le Associazioni dei produttori, l’Osservatorio nazionale miele e il Cra-Api-Unità di ricerca di apicoltura e bachicoltura. I contributi saranno variabili nella misura dal 20 al 100% in relazione alla tipologia di intervento. Verranno finanziati l'acquisto di arnie anti varroa (un acaro che provoca la distruzione delle famiglie di api) e di arnie ed attrezzature per la transumanza (lo spostamento delle arnie sul territorio per seguire le fioriture). Risorse anche per l’assistenza tecnica e l’ aggiornamento, l’acquisto di sciami per il ripopolamento del patrimonio apistico, le analisi chimico-fisiche del miele, la ricerca.

venerdì 12 settembre 2014

VENDEMMIA IN EMILIA 2014, RABBONI NEL PIACENTINO ALLA TENUTA PERNICE: "CI SONO LE CONDIZIONI PER UNA BUONA ANNATA. MOLTO DIPENDERÀ DALL'ANDAMENTO METEO DI QUESTE ULTIME SETTIMANE". IN CRESCITA L'EXPORT DI VINI EMILIANO-ROMAGNOLI. IL 29 SETTEMBRE SI CHIUDE UN BANDO CHE STANZIA 3,8 MILIONI DI EURO PER PROGETTI DI SVILUPPO AZIENDALE

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

 “Quella del 2014, nonostante le piogge e le basse temperature che hanno caratterizzato l’estate, potrà essere una buona vendemmia, in particolare sotto il profilo qualitativo. Molto dipenderà dall’andamento meteo delle prossime settimane, che inciderà su oltre l’80% delle uve ancora in campo. Condizioni climatiche positive con sole, assenza di precipitazioni significative, elevata escursione termica giorno/notte, potranno infatti favorire un concreto miglioramento della qualità delle uve e garantire un buon prodotto”. E’ quanto ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni,che ha assistito oggi nell’azienda agricola Tenuta Pernice di Borgonovo Val Tidone (provincia di Piacenza) alle fasi iniziali della raccolta delle uve. La settimana prossima, l’assessore andrà invece in Romagna. “Ci sono le condizioni, insomma, perché continui il trend di crescita qualitativo dei nostri vini e del processo di affermazione sui mercati internazionali – ha aggiunto Rabboni – . Due obiettivi che in questi anni abbiamo perseguito, sostenendo investimenti per il rinnovo dei vigneti, la modernizzazione delle cantine e la promozione sui mercati esteri. Dal 2008 al 2013 le risorse pubbliche per il comparto vitivinicolo sono state superiori ai 200 milioni di euro. Nonostante le avversità climatiche del 2014, il sistema in Emilia-Romagna ha retto meglio che altrove, proprio grazie a questo sforzo di qualificazione e modernizzazione che continuerà nei prossimi anni. Circa 50 milioni di risorse Ocm sono infatti in arrivo per il biennio 2014-2015, oltre ai finanziamenti del nuovo Psr. Proprio in questi giorni – ha concluso l’assessore è aperto un bando – , con scadenza il 29 settembre, che stanzia ulteriori 3,8 milioni di euro per sostenere progetti di sviluppo delle aziende agricole e vitivinicole con attività di trasformazione e commercializzazione”.  
La vendemmia 2014 in Emilia
Dal punto di vista delle quantità le previsioni di Assoenologi riallineano la vendemmia 2014 alle medie degli ultimi cinque anni con una produzione di 6 milioni 600 mila ettolitri di vini e mosti. Rispetto alla straordinaria annata 2013 si tratta di una riduzione del 10% come dato medio regionale, più contenuta in Emilia. Le stesse previsioni prospettano sul piano nazionale un calo del 7% sulla media del periodo 2009-2013 e del 13,5% sul 2013. Per il Nord Italia si prevede una riduzione del 15% rispetto all’anno precedente con cali consistenti, attorno al 20%, in Veneto, Piemonte e Lombardia. L’Emilia-Romagna, per il terzo anno consecutivo, si conferma a livello nazionale come la seconda regione italiana più produttiva dopo il Veneto. Lo slittamento in avanti della raccolta ha riguardato anche il piacentino, una delle zone produttive più interessanti, e le altre aree dell’Emilia. Nella parte occidentale della regione la vendemmia è iniziata nell’ultima decade di agosto con la raccolta delle uve bianche precoci e basi spumante (Pinot e Chardonnay). Tra il 5 e il 10 di settembre si è partiti con il conferimento delle uve di Trebbiano, Pignoletto, Malvasia, Ortrugo e Ancellotta, mentre dal 20 di settembre sarà la volta del Lambrusco Marani e Lambrusco Salamino nel modenese. Dalla fine di settembre partirà la raccolta delle uve di Croatina e Barbera, uve utilizzate per la produzione del Gutturnio. Dal 10 ottobre verranno staccati i grappoli di Lambrusco di Sorbara, mentre dal 20 dello stesso mese quelli di Lambrusco Grasparossa. Per quanto riguarda la qualità,se il mese di settembre sarà favorevole si otterranno buoni risultati, anche se i vini saranno probabilmente caratterizzati da una gradazione alcolica inferiore alle annate precedenti. Per questo la giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore Rabboni, una delibera che accoglie le richieste dei Consorzi di tutela per la riduzione di 0,5 gradi del titolo alcolico naturale delle uve Doc. E’stata anche concessa la possibilità di arricchire i prodotti di questa vendemmia fino a 1,5 gradi alcolici.  
Cresce l’export di vini e primi segnali di ripresa dei consumi interni
Il valore delle esportazioni nel 2013, è stato di circa 390 milioni di euro, con un aumento, rispetto all'anno precedente, del 10%. Nel quinquennio 2008 – 2013 il nostro export è aumentato, in valore, di circa il 60%. Tra le novità di questa prima metà del 2014 la ripresa dei consumi interni di vino dell'1%, un dato in controtendenza rispetto alla riduzione delle vendite di prodotti agroalimentari di circa lo 0,5% e tanto più interessante se si considera che l’aumento riguarda in particolare i vini di alta qualità DOC/DOCG rispetto ai vini da tavola.  
Nuovi disciplinari di produzione
“E’ fondamentale rafforzare il legame tra il prodotto e il territorio. Anche in campo vitivinicolo. Solo così potremo valorizzare appieno i nostri vini a qualità regolamentata. Per questo – spiega Rabboni – abbiamo fortemente sostenuto il rafforzamento delle Doc e Igt territoriali come la Doc Gutturnio, la Doc Romagna, la Igt Emilia, la nuova Doc Pignoletto”. In particolare si è concluso positivamente il complesso iter di revisione della IGT Emilia che ha consentito di limitare l’elaborazione e la presa di spuma delle tipologie frizzante e spumante ai soli territori emiliani e alle province di Ravenna, Forlì - Cesena, Mantova e Cremona. Attualmente il disciplinare è al vaglio dei competenti uffici dell'Unione Europea; i produttori sono comunque già in grado di utilizzare, con le modifiche apportate a livello nazionale, la nuova regolamentazione per tutelare i propri vini.

Il Comitato nazionale Vini DOP e IGP ha approvato, lo scorso 16 aprile, la proposta aggiornata del disciplinare di produzione della DOC “Pignoletto” e di modifica del disciplinare della DOCG “Colli Bolognesi Pignoletto” che, a conclusione dell’esame comunitario attualmente in corso, consentiranno di trasformare quello che oggi è un vitigno coltivabile ovunque in Europa in una denominazione tutelata ammessa nelle sole province di Bologna, Modena e Ravenna.

EMBARGO RUSSO ORTOFRUTTA - RABBONI SU STOP AIUTI UE: DEVE ESSERE AIUTATO CHI HA VERAMENTE IL PRODOTTO E NON PEZZI DI CARTA. SERVONO TRASPARENZA E TRACCIABILITÀ DELLE OPERAZIONI.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“Il meccanismo adottato dalla Ue non ha retto alla prova dei fatti. C’è bisogno di trasparenza, certezza dei dati, tracciabilità delle operazioni. Deve essere aiutato chi ha veramente il prodotto e non dei pezzi di carta.” Questo il commento dell’assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni alla decisione della Commissione europea di sospendere gli aiuti per il ritiro dei prodotti ortofrutticoli colpiti dall’embargo russo. “In Emilia-Romagna la macchina dei ritiri funziona bene - spiega Rabboni - proprio perché esiste un controllo pubblico di tutte le operazioni svolte fino alla consegna del prodotto all’ente benefico, che è la modalità di ritiro prevalente da noi scelta”

venerdì 5 settembre 2014

TROMBA D'ARIA MAGGIO 2013: ASSEGNATE LE RISORSE ALLE AZIENDE AGRICOLE COLPITE NEL BOLOGNESE E NEL MODENESE. RABBONI: FINANZIAMO LA RICOSTRUZIONE DELLE STRUTTURE AZIENDALI DISTRUTTE E DANNEGGIATE

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Ammontano a 2 milioni 483 mila euro le risorse assegnate dall’assessorato regionale all’Agricoltura a 15 aziende agricole danneggiate dalla tromba d’aria che il 3 maggio 2013 ha colpito le province di Bologna e Modena (comuni di Argelato, Bentivoglio, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale in provincia di Bologna) e di Castelfranco Emilia in provincia di Modena. Le aziende interessate sono 10 nel Bolognese e riceveranno un contributo regionale per circa 1 milione 824 mila euro a fronte di una spesa ammissibile di 2 milioni 362 mila euro. Cinque le aziende nel Modenese alle quali andranno 659 mila euro per una spesa di 952 mila euro. Le risorse possono coprire spese già sostenute dalle aziende purché debitamente documentate. I contributi sono in conto capitale, nella percentuale dell’80% della spesa massima ammissibile per singola azienda per un volume complessivo di investimenti di 3 milioni 314 mila euro. “Tra gli interventi finanziati - spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - il ripristino delle strutture aziendali distrutte o danneggiate, tra cui gli impianti frutticoli e i vigneti; l’acquisto di macchinari e attrezzature, i ricoveri temporanei, le scorte vive o morte, le reti antigrandine, gli impianti irrigui o altre strutture aziendali che abbiano subito danni.” La graduatoria è stata approvata il 4 settembre 2014 e gli interventi dovranno essere terminati entro il 30 aprile 2015. Il bando regionale è stato reso possibile da economie sul Psr 2007-2013 e si affianca agli 80 milioni di euro stanziati dall’ordinanza del Commissario Errani per il risarcimento dei danni alle attività economiche nei territori colpiti dall’alluvione del 2014, dagli eccezionali eventi atmosferici dello scorso aprile e appunto dalla tromba d’aria del 3 maggio 2013.

giovedì 4 settembre 2014

SANA 2014 - NEL 2013, 3771 AZIENDE BIO (+ 1,4%). EMILIA-ROMAGNA PRIMA PER TRASFORMAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE. RABBONI: "POSSIAMO E DOBBIAMO CRESCERE ANCORA. CON IL NUOVO PSR 100 MILIONI PER GLI AIUTI A SUPERFICIE E SOSTEGNO ALLA NASCITA DI FILIERE 100% BIO." TRA IL 2007 E IL 2013 IL 30% DEI FONDI PSR 2007-2013 È ANDATO AL BIOLOGICO.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

L'Emilia-Romagna é regione leader nel biologico ma può crescere ancora. Alla fine del 2013 erano 3771 le imprese di produzione e trasformazione bio (+ 1,4% sull'anno precedente). Di queste 798 sono imprese di trasformazione e commercializzazione, il numero più alto a livello nazionale. Un primato amplificato dalla leadership esercitata da molte di queste imprese sui mercati nazionale ed internazionale. L'Emilia-Romagna è inoltre la prima regione del nord Italia per superfici coltivate con tecniche biologiche. Le aziende agricole biologiche sono 2.973, in aumento dell’1,7%. Nel 2013 sono cresciuti anche gli allevamenti biologici: sono 624 le imprese che conducono l'allevamento di almeno una specie con il metodo biologico. L'allevamento per le uova biologiche è il più importante a livello nazionale con 15 imprese di allevamento per una consistenza produttiva di circa 500 mila ovaiole biologiche. Sono i dati illustrati oggi a Bologna, in occasione della presentazione dell’edizione 2014 di Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale, dall’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni. “"L'agricoltura biologica in Emilia-Romagna è cresciuta grazie soprattutto alle scelte compiute dalla Regione – ha sottolineato Rabboni - il Programma di sviluppo rurale che si sta concludendo ha destinato alle produzioni biologiche il 30% di tutte le risorse disponibili a fronte di un'incidenza delle superfici agricole biologiche dell’ 8% e ad una percentuale di imprese bio sul totale del 4%. Una priorità dettata dalla volontà di ridurre gli impatti dell'agricoltura sull'ambiente e promuovere modelli di produzione effettivamente sostenibili. Per i prossimi anni ci poniamo l'obiettivo di un’ulteriore crescita delle superfici e dei volumi di produzione. Lo faremo aumentando gli aiuti diretti a superficie, che passeranno da 12 a 15 milioni all’anno per una cifra complessiva superiore ai 100 milioni di euro e soprattutto incentivando gli agricoltori a partecipare a filiere produttive e commerciali per soddisfare la crescente domanda di prodotti biologici certificati. Nei primi 5 mesi del 2014 gli acquisti di prodotti biologici in Italia sono aumentati del 17%. Purtroppo parte di questa produzione è oggi importata dall'estero. Ecco allora che il bio italiano può e deve crescere. Per questo il nostro nuovo Psr 2014-2020 finanzierà le reti di impresa bio, gli investimenti e i progetti di filiera dell'agroalimentare biologico, le iniziative commerciali e la promozione dei prodotti, l'abbattimento dei costi di certificazione, i gruppi per la vendita diretta.” “Fondamentale - ha aggiunto Rabboni - sarà anche l’esito del confronto sul nuovo Regolamento europeo del biologico, che dovrà entrare in vigore nel 2017 e che attualmente presenta un quadro di luci e ombre. Come Emilia-Romagna solleciteremo l’impegno delle altre Regioni oltre che del Ministero per introdurre modifiche che lo rendono uno strumento di crescita reale del settore. ”  

Emilia-Romagna prima per produzione di uova biologiche. Nel 2013 +18% le aziende in conversione. Forlì-Cesena si conferma la provincia più bio

A fine 2013 sono 3771 le imprese che producono e trasformano prodotti biologici in Emilia-Romagna, con una crescita dell'1,4%. Di queste 798 sono imprese di trasformazione e commercializzazione, il numero più alto a livello nazionale, in sostanziale consolidamento rispetto al 2012 (+0,5%) e tra le quali figurano grandi marchi di livello nazionale. Le aziende agricole biologiche sono 2.973, in aumento dell’1,7%. E’ rilevante la quota di quelle che si trovano oggi nella fase di conversione (+18%) perché entrate recentemente nel settore dell'agricoltura biologica, grazie soprattutto ai recenti bandi del Psr 2007-2013. Il 10 % delle aziende agricole svolge anche l'attività di trasformazione, a riprova della particolare dinamicità delle aziende biologiche rispetto alle tradizionali. L'allevamento avicolo regionale per la produzione di uova biologiche è il più importante a livello nazionale: in regione sono presenti 15 imprese di allevamento per una consistenza produttiva di circa 500 mila ovaiole biologiche. Forlì-Cesena si conferma anche nel 2013 la provincia più bio della regione con 645 aziende di produzione, trasformazione e commercializzazione, seguita da quella di Parma con 585 , Modena con 524, Bologna con 502. I quasi 3000 agricoltori biologici conducono una superficie biologica complessiva che supera gli 85.000 ettari, in aumento del 4% rispetto al 2012 pari a quasi l'8% della superficie agricola totale regionale. Il numero di aziende agricole condotte con il metodo biologico rappresentano circa il 4% delle aziende agricole totali. La zona collinare è quella più vocata (44% del totale della superficie agricola biologica). Le produzioni ortofrutticole biologiche interessano l'8% del totale delle superfici coltivate. Le colture agricole biologiche più importanti si confermano ancora le foraggere ed i prati pascoli (più del 70% del totale) che insieme ai cereali (16%) costituiscono la base alimentare per le produzioni zootecniche regionali. In crescita anche gli allevamenti biologici: sono 624 le imprese che conducono l'allevamento di almeno una specie con il metodo biologico: più di un'azienda agricola biologica su 5 alleva almeno una specie animale con il metodo biologico. L'allevamento più importante è quello bovino, con circa 380 imprese; importante anche l'allevamento apistico biologico (più di 100 imprese); sono 6 le imprese di acquacoltura bio (vallicoltura per la produzione di pesci e impianti off-shore per la produzione di mitili), un settore con interessanti prospettive di sviluppo.
Tutti i dati delle province qui: www.agrestetv.it/documenti/bio.doc

ANTICIPO CONTRIBUTI PAC, AGRINSIEME EMILIA ROMAGNA: “RINGRAZIAMO L'ASSESSORE RABBONI CHE HA RICHIESTO AL MINISTRO MARTINA L’ANTICIPO DEI PAGAMENTI PAC 2014 PER DARE SOSTEGNO ALLE AZIENDE AGRICOLE IN DIFFICOLTÀ.

Fonte: Agrinsieme Emilia - Romagna  

ORA PERÒ È NECESSARIO FARE UN PASSO IN PIÙ: INTERCEDERE PRESSO IL GOVERNO AFFINCHÈ TALE ANTICIPAZIONE FINANZIARIA VENGA PRESTO CODIFICATA A LIVELLO NAZIONALE COME PROCEDURA STANDARD NEI CASI DI EMERGENZA E NECESSITÀ”

“Ringraziamo l'Assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, che ha prontamente richiesto al Ministro Martina l’anticipo dei pagamenti Pac 2014 già dal prossimo 16 ottobre, così da dare un sostegno finanziario alle aziende agricole in difficoltà causa crisi di settore ed effetti dell’embargo russo” – è il commento di Guglielmo Garagnani, coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna che raggruppa Cia, Confagricoltura e le Centrali Cooperative. “Ora però – ha aggiunto Garagnani – è necessario fare un passo in più: auspichiamo che l’Assessore Rabboni interceda presso il Governo affinché tale anticipazione finanziaria venga presto codificata a livello nazionale come procedura standard in tutti i casi di emergenza e necessità, con l’eventuale erogazione delle risorse anche molto tempo prima della data consentita da Bruxelles, il 16 ottobre. Tale esborso verrebbe peraltro solamente anticipato dallo Stato italiano e permetterebbe di rispondere in maniera tempestiva, e non occasionale, alle esigenze finanziarie delle aziende agricole che sempre più spesso sono attanagliate da gravi crisi di settore” “In questo modo – conclude il coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna – si potrebbe disporre, in tempi rapidi e sull’intero territorio nazionale, di risorse vitali per le aziende agricole in carenza di liquidità, indispensabili per far fronte al pagamento di beni e servizi”.

mercoledì 3 settembre 2014

CRISI PESCHE E NETTARINE ED EMBARGO RUSSO - RABBONI SCRIVE AL MINISTRO MARTINA E CHIEDE L'ANTICIPO DEI PAGAMENTI PAC: "PER NUMEROSE AZIENDE UNA SITUAZIONE FINANZIARIA ESTREMAMENTE PROBLEMATICA"

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

L’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni ha scritto oggi al ministro delle politiche agricole Maurizio Martina per chiedere che venga autorizzato l’anticipo dei pagamenti Pac 2014, già dal prossimo 16 ottobre, così da dare un sostegno finanziario alle aziende agricole che si trovano a fronteggiare le difficoltà legate sia al difficile andamento stagionale che alle conseguenze dell’embargo russo. “L’annata agraria 2014 - scrive Rabboni – è stata caratterizzata da una situazione climatica particolarmente negativa che ha ridotto produzioni di grande rilievo per il territorio emiliano-romagnolo, quali pesche, nettarine, angurie, meloni, pomodoro da industria”. Ai danni provocati dal cambiamento climatico “si sono sommati gli effetti del blocco delle importazioni di diversi prodotti agroalimentari deciso dal Governo russo”. Il risultato - sottolinea Rabboni - è che “numerose aziende agricole anche in relazione all’assoluta inadeguatezza degli interventi di sostegno al reddito da attivare in presenza di crisi di mercato, previsti a livello comunitario, si troveranno a fronteggiare nelle prossime settimane una situazione finanziaria estremamente problematica”. Da qui la richiesta di attivare le procedure per autorizzare gli Organismi pagatori a versare anche per il 2014, anticipi dei pagamenti a partire dal 16 ottobre, pari al 50% del Pagamento unico.

venerdì 29 agosto 2014

CRISI PESCHE E NETTARINE - RABBONI: "PRONTI AD ATTIVARE I RITIRI STRAORDINARI DECISI DALLA UE. PREVISTO ANCHE UN CONTRATTO TIPO PER VELOCIZZARE LE OPERAZIONI. MA LA GESTIONE DELLE CRISI DI MERCATO VA RIPENSATA A LIVELLO EUROPEO". EMBARGO RUSSO: "L'INTERESSE DI MOLTI PAESI EUROPEI È ALTO, ESSENZIALE SARANNO TEMPESTIVITÀ E CAPACITÀ ORGANIZZATIVA." RIUNIONE OGGI IN REGIONE CON PRODUTTORI E ASSOCIAZIONI AGRICOLE

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Il regolamento europeo per la crisi di mercato di pesche e nettarine che stanzia complessivamente 29 milioni di euro per i ritiri e 3 per la promozione, è stato al centro di due incontri oggi a Bologna convocati dalla assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni per fare il punto con le Organizzazioni di produttori e le rappresentanze regionali del mondo agricolo. “L’Emilia-Romagna – ha detto Rabboni – è pronta a cogliere al meglio questa opportunità anche perché è una delle poche regioni europee che vanta nel settore esperienze, risultati e sistemi operativi funzionanti. Nella riunione odierna abbiamo deciso di stilare un contratto tipo regionale per garantire un’applicazione veloce e facilitata del provvedimento europeo anche per le aziende agricole che non fanno parte di Organizzazioni di produttori. Resta il rammarico per una gestione delle crisi di mercato ancora una volta inadeguata rispetto a necessità, tempi e risorse. Superata questa emergenza occorrerà ripensare tutta la materia. Chiederemo al Ministero di attivarsi in questo senso presso la Commissione europea. Come Emilia-Romagna siamo pronti a dare il nostro contributo.” Il provvedimento europeo per la crisi di mercato di pesche e nettarine prevede risorse sia per i ritiri a scopo benefico (distribuzione agli indigenti) sia per altre destinazioni (energia rinnovabile e distillazione); si rivolge sia alle Organizzazioni dei produttori, che alle aziende agricole non socie e stabilisce una retroattività dall’11 agosto. Per il prodotto destinato agli enti benefici è prevista la concessione di un aiuto del 100% sia alle Op che alle aziende non socie; per gli altri tipi di destinazione l’importo sarà pari al 75% per le imprese socie Op e al 50% per quelle non socie. L’incontro è servito anche per affrontare il tema del provvedimento europeo che stanzia 125 milioni di euro a fronte del blocco delle importazioni di diversi prodotti agroalimentari deciso dal Governo Russo. “Il regolamento sarà operativo nei prossimi giorni – ha sottolineato Rabboni - ed essenziale sarà la tempestività con cui i produttori si attiveranno. Mentre il provvedimento sulle pesche e nettarine riguarda poche regioni italiane e spagnole, quello sull’embargo della Russia interesse molti Paesi europei. A fronte di un interesse così vasto e di risorse comunque inadeguate essere organizzati e operativi farà la differenza. Per questo abbiamo già previsto una riunione ad hoc all’inizio della prossima settimana.” Il Regolamento europeo sull’embargo russo stanzia 125 milioni di euro per 14 prodotti ortofrutticoli, comprese le susine. Nel settore lattiero-caseario anche i formaggi Dop a pasta dura come il Parmigiano Reggiano attraverso il finanziamento dello stoccaggio privato, per i quali al momento non sono però state rese note risorse ufficiali. Il tutto con retroattività dal 18 agosto.

giovedì 28 agosto 2014

AGRITURISMI - ANCI: POSSIBILI LE AGEVOLAZIONI NELL'APPLICAZIONE DI TARI E TASI. RABBONI: UN RICONOSCIMENTO IMPORTANTE DELLA SPECIFICITÀ DELL'ATTIVITÀ AGRITURISTICA, CHE ORA VA PROPOSTO ALL'ATTENZIONE DEI COMUNI

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“La precisazione fornita dall’Anci alla mia precedente sollecitazione è molto importante perché riconosce la specificità dell’attività svolta dagli agriturismi rispetto alle altre attività di ristorazione e alberghiere, aprendo alla possibilità di regimi agevolati per il pagamento di Tari e Tasi. Ho trasmesso la risposta dell'Anci alle associazioni agricole e alle organizzazioni agrituristiche affinché informino i loro associati e si attivino presso i singoli Comuni che hanno la competenza in materia. La stessa Anci potrà svolgere un’importante funzione di coordinamento, per arrivare a scelte omogenee su tutto il territorio regionale”. Così l’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni che nei giorni scorsi aveva inviato una lettera all’Associazione emiliano-romagnola dei Comuni in merito all’applicazione dei nuovi tributi comunali sui rifiuti e sui servizi indivisibili, sollecitando il riconoscimento del fatto che gli agriturismi sono attività connesse all'impresa agricola e come tali non equiparabili alle attività ristorative o alberghiere vere e proprie e comunque, diversamente da questi ultimi, sono sottoposti a limitazioni di provenienza delle materie prime e di capacità massima ricettiva. Nella sua lettera l’Anci ricorda che dal gennaio di quest’anno gli agriturismi, in quanto fabbricati strumentali all’attività agricola, sono esentati dall’Imu. Possono invece essere assoggettati alla Tasi, ma con un’aliquota massima dell’1 per mille. “Peraltro – si legge nella lettera - molti Comuni hanno deciso di non applicare tale tributo”. Per quanto riguarda infine la Tari, secondo l’associazione dei Comuni, “un eventuale regime agevolativo, potrà essere collegato alla minor produzione di rifiuti di tale attività rispetto ad altre analoghe” o al fatto che “l’apertura è limitata ad alcuni giorni dell’anno o ad alcuni periodi dell’anno. Lo stesso risultato potrà essere ottenuto con l’approvazione di una specifica tariffa”.

giovedì 21 agosto 2014

CRISI FRUTTA ESTIVA, RABBONI: PROCEDERE CON URGENZA AI RITIRI, MA SERVONO MODIFICHE AL PROVVEDIMENTO EUROPEO, CHE ALTRIMENTI RISCHIA DI ESSERE INEFFICACE. CONVOCATA PER IL 29 AGOSTO UNA RIUNIONE IN REGIONE CON I PRODUTTORI EMILIANO-ROMAGNOLI

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“In questo momento l'unico provvedimento utile a dare ristoro ai produttori e contribuire al rialzo dei prezzi all'origine é il ritiro indennizzato, con valenza retroattiva, di una quantità adeguata di frutta, in eccesso rispetto alla domanda di mercato. Per questo é urgente dare immediatamente corso al provvedimento europeo che ha destinato allo scopo 125 milioni di euro, accogliendo però le principali proposte di modifica formulate al ministro Maurizio Martina dalle rappresentanze nazionali dei produttori e dalle professionali agricole. Senza queste modifiche il provvedimento messo a punto dalla Commissione rischia di avere un’ efficacia molto bassa ed un impatto non significativo”. Lo ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni dopo l’incontro svoltosi ieri a Roma presso il ministero delle Politiche agricole sulla crisi dell’ortofrutta. In particolare, sottolinea Rabboni “bisogna che la retroattività dei ritiri inizi da metà dello scorso luglio, che la frutta ritirata sia destinata oltre che alle persone indigenti attraverso le associazioni no profit, anche ad altri impieghi di carattere non alimentare, che i prezzi di ritiro siano adeguati ai costi reali di produzione e trasporto”. Secondo Rabboni è anche necessario che le risorse per la promozione dei consumi confluiscano in un’unica campagna nazionale e che i 32,7 milioni già previsti vengano integrati sulla base delle effettive richieste di ritiro. "Il Ministro porterà queste proposte a Bruxelles – sottolinea l’Assessore emiliano-romagnolo - noi lo sosterremo assieme al mondo agricolo regionale. Per il 29 agosto abbiamo fissato un incontro con tutte le parti interessate per avviare gli interventi previsti per la gestione dei ritiri. Mi auguro che a quel momento ci siano tutti gli elementi per procedere operativamente.”

mercoledì 13 agosto 2014

AGRICOLTURA - TROMBA D'ARIA NEL MODENESE: RICONOSCIUTO L'EVENTO ECCEZIONALE. LE DOMANDE DI AIUTO ENTRO IL 22 SETTEMBRE. RABBONI: "UN PROVVEDIMENTO CHE SI AFFIANCA AGLI 80 MILIONI DI EURO GIÀ STANZIATI A LUGLIO E A UN SOSTEGNO IN SEGUITO ALLE GRANDINATE DEL 30 APRILE SCORSO"

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

E’ stata accolta la proposta della Regione Emilia-Romagna per il riconoscimento di evento eccezionale per la tromba d'aria che il 30 aprile 2014 ha interessato il modenese. Il relativo decreto del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 183 del 8 agosto 2014. Le aziende che hanno subito danni alle strutture agricole e che si trovano all’interno delle aree individuate nei singoli fogli di mappa indicati nella delibera della Regione n. 872 del 17 giugno 2014(parte del territorio del comune di Nonantola), possono presentare domanda per gli aiuti previsti entro il 22 settembre 2014. La domanda deve essere presentata all'amministrazione provinciale di Modena. Inoltre, a seguito delle forti grandinate verificatesi il 30 aprile 2014 per le quali non sussistono le condizioni per attivare interventi compensativi a parziale indennizzo dei danni subiti dalle coltivazioni in quanto assicurabili, è stata adottata su proposta della provincia di Modena una delibera di Giunta regionale (n. 874/2014). Con questa delibera si sono delimitate alcune aree del modenese relative ai comuni di Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Carpi, Cavezzo, Medolla, San Prospero e Soliera per l’attuazione di un trattamento di integrazione salariale dei lavoratori (legge 296/2006), valido anche per uno sgravio fiscale ai fini della produzione del reddito per le imprese agricole (Dpr n. 597/73). “Il provvedimento relativo alla tromba d’aria – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni - permetterà di accedere alle sia pur limitate risorse del Fondo di solidarietà nazionale. Si tratta di un ulteriore intervento a favore di un territorio particolarmente martoriato dalle avversità naturali e che, insieme a un sostegno in seguito alle forti grandinate di aprile, si aggiunge agli 80 milioni di euro già stanziati dalla Regione Emilia-Romagna con l’ordinanza del Commissario Errani di luglio, per il risarcimento dei danni alle attività economiche nei territori colpiti dall’alluvione del 2014, dalla tromba d’aria del 3 maggio 2013 e appunto dagli eccezionali eventi atmosferici dello scorso aprile”. Al momento della presentazione della richiesta di aiuto, l’azienda deve essere iscritta al Registro delle imprese della Camera di Commercio, nonché all´anagrafe delle aziende agricole della Regione Emilia-Romagna e avere il fascicolo aziendale validato, in modo da evitare di ripresentare la documentazione per i dati già presenti in anagrafe. Per la presentazione della domanda è stato predisposto un apposito programma informatico. La domanda potrà essere presentata direttamente dall’azienda agricola o dai centri di assistenza autorizzati, in forma digitale o cartacea, utilizzando la modulistica predisposta dalla Regione Emilia-Romagna.

Info:
http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/servizi-online/fai-da-te/sportello-agricoltore http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/servizi-online/servizi-per-gli-addetti

martedì 12 agosto 2014

CRISI FRUTTA ESTIVA - RABBONI: BENE PROVVEDIMENTO ANNUNCIATO DA CIOLOS, PUR SE TARDIVO. ORA PERÒ BISOGNA COMPRENDERE ANCHE LA PRODUZIONE DESTINATA ALLA RUSSIA E MECCANISMI DI RITIRO DIRETTI ED IMMEDIATI.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“Anche se tardivo il provvedimento di ritiro straordinario annunciato dal commissario europeo all’Agricoltura Ciolos va nella giusta direzione e riconosce l’ estrema eccezionalità e gravità della congiuntura che ha colpito il settore della frutta estiva. Da questo punto di vista l’onorevole de Castro e il ministro Martina hanno svolto un ottimo lavoro assieme ai loro colleghi francesi e spagnoli. Giovedì prossimo é convocata una riunione a Bruxelles per la definizione degli aspetti tecnici e gestionali del provvedimento. Chiediamo a tutti di includere nel provvedimento la produzione ortofrutticola già destinata e respinta dalla Russia a seguito della ritorsione anti Ucraina voluta da Putin.” Così l’assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni commenta le misure straordinarie decise dalla Ue per far fronte alla grave crisi dei prezzi che ha colpito il settore ortofrutticolo. “Centinaia di autotreni sono bloccati alle frontiere o sulla via del ritorno – ha spiegato Rabboni - quella produzione si riverserà sui mercati europei acuendo ulteriormente una crisi di mercato senza precedenti. Bisogna convincere Ciolos e i suoi collaboratori che non ha alcun senso rinviare ad un secondo eventuale provvedimento la soluzione per questa produzione.” Rabboni chiede anche di “definire meccanismi di ritiro diretti ed immediati. Le indiscrezioni parlano della possibilità di un raddoppio dei ritiri previsti dall'Ocm destinabili alle persone indigenti ed in difficoltà. E' un'ottima idea sia per i produttori soci delle Organizzazioni di produttori che vedrebbero indennizzato il 100% del valore della produzione, sia per la popolazione in difficoltà economiche che potrebbe ricevere gratuitamente importanti quantità di derrate ortofrutticole.” L’assessore regionale emiliano-romgnolo sottolinea tuttavia che “per far funzionare questa tipologia di ritiri occorre la certezza del destinatario finale, cioè la certezza di soggetti no profit con vaste reti di relazioni con persone indigenti in grado di prendersi la responsabilità della distribuzione non commerciale del prodotto ritirato. Attualmente in Europa e nella stessa Italia una delle poche realtà dove il ritiro per indigenti funziona è l'Emilia-Romagna, grazie alla collaborazione tra Regione, OP, Caritas e Banco Alimentare. Tant'è che nella nostra regione negli ultimi due mesi i ritiri di ortofrutta per indigenti sono aumentati del 350% rispetto alla media degli ultimi anni. In altri termini prima di accettare esclusivamente questa tipologia di ritiro é indispensabile valutare la effettiva capacità del sistema di collocare in pochi giorni grandi quantità di prodotto deperibile ad altrettante grandi quantità di persone economicamente in difficoltà o comunque è indispensabile contemplare un piano straordinario nazionale di collocazione del prodotto ritirabile.”

venerdì 1 agosto 2014

FRUTTA ESTIVA, L'ASSESSORE RABBONI SCRIVE AL MINISTRO MARTINA: "BENE IL PRESSING SULLA UE. OCCORRONO PERÒ MODALITÀ DI RITIRO ULTRA VELOCI. NON RIPETIAMO L'ESPERIENZA ESCHERICHIA"

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“Apprezzamento e sostegno al ministro che assieme ai colleghi francesi e spagnoli sta sollecitando il commissario Ciolos a dare il via libera ad un intervento europeo straordinario di ritiro dal mercato di una parte della produzione sottopagata per riallineare offerta e domanda. Occorre però che il ritiro avvenga nei prossimi giorni. A fine campagna, come avvenne nel caso Escherichia coli, sarebbe del tutto inutile. Per questo proponiamo di usare sistemi operativi da subito e ampiamente collaudati. Ogni giorno perso provocherebbe ulteriori danni irreparabili”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni che allo scopo ha avanzato per iscritto una precisa proposta al ministro Maurizio Martina. “Confidando sull’accoglimento da parte dell’Unione europea della richiesta di utilizzo del fondo di riserva”, l’assessore ha chiesto al ministro di farsi promotore presso la Commissione europea di una modalità di intervento basata su meccanismi di immediata attuazione evitando, appunto, l’esperienza negativa delle misure che furono prese in occasione della crisi generata dall’“Escherichia coli”. Per questi motivi la proposta verte sull’utilizzo di misure di ritiro attualmente in uso nell’ambito della Ocm di comparto con le seguenti integrazioni: raddoppiare le risorse destinate alla gestione delle crisi, attualmente fissate allo 0,5% del fondo di esercizio e al 5% dei quantitativi prodotti; apertura del sistema di ritiro ai produttori non associati alle Op attraverso un fondo dedicato (almeno 20 milioni di euro a livello europeo); gestione dei ritiri dei produttori non associati attraverso le Op con funzione di centro di raccolta; conferma dei prezzi di intervento dei ritiri uguali per tutti i produttori, soci e non soci di Op, e negli importi definiti dall’Ocm di comparto.