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venerdì 21 settembre 2012

VINO, CONFAGRICOLTURA: SI RAFFORZA LA POSIZIONE ITALIANA SUI DIRITTI DI IMPIANTO, MA LA COMMISSIONE RESTA FERMA SULLA GESTIONE DIFFERENZIATA

Fonte: Confagricoltura

 “Mantenere i diritti di impianto gestiti dagli Stati membri a livello nazionale o regionale, con un sistema di riserve, e con la facoltà di definire regole di gestione più restrittive nel principio della sussidiarietà”. E’ questa la posizione di 11 Stati membri (Italia, Francia e Spagna in primis) sulla gestione del potenziale vitivinicolo, ribadita oggi a Palermo, con un documento ufficiale presentato nel corso dei lavori del Gruppo di Alto livello. Posizione che Confagricoltura ha accolto con molto favore. Non altrettanto favorevole è il giudizio dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli sul documento presentato dalla Commissione europea, che conferma le proposte anticipate dal commissario Ciolos a Cipro su un sistema differenziato. Ad avviso di Confagricoltura la diversa regolamentazione delle superfici, affidata alle interprofessioni per i vini DOP e IGP e alle organizzazioni dei produttori per quelli comuni, sarebbe gravissima. “La gestione del potenziale – ribadisce Confagricoltura - deve rimanere a livello centrale e non può essere demandata alle organizzazioni dei produttori o alle organizzazioni professionali. E’ fondamentale avere strumenti omogenei”. “Il vino – ricorda Confagricoltura – è il fiore all’occhiello del commercio agroalimentare italiano (4,4 miliardi di euro) e che con un fatturato di 10,7 miliardi di euro e 1,2 milioni di addetti, riveste un ruolo strategico dal punto di vista economico ed occupazionale in molte aree del Paese. Il nostro territorio, storicamente vocato, il nostro patrimonio ampelografico e il loro sistema di gestione sono un valore aggiunto per i nostri vini e debbono essere assolutamente difesi.”

DIRITTI DI IMPIANTO, OGGI A PALERMO RIUNIONE DEL GRUPPO ALTO LIVELLO UE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Si è tenuta oggi a Palermo la riunione del gruppo alto livello (HGL) sui diritti di impianto delle superfici a vigneto. L’HGL è stato voluto dal Commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos, allo scopo di dibattere sulle problematiche e di fornire delle raccomandazioni alla Commissione sul controllo del potenziale vitivinicolo nella UE al termine dell'attuale sistema. All’incontro di Palermo hanno partecipato le delegazioni degli Stati membri, della Commissione europea e rappresentanti del mondo produttivo. Il dibattito è stato preceduto da una serie di presentazioni relative ai diversi scenari che si possono prospettare a seguito del mantenimento dell’attuale regime o di una possibile liberalizzazione. Le presentazioni sono state effettuate dall’Arev, dal Moisa, dall’Inea, dall’Inra, dal Cirve, dal DGagri. Al termine delle presentazioni sono stati tenuti dei gruppi di lavoro, animati dalla Commissione, che hanno trattato specifiche tematiche, quali la competitività e la ristrutturazione del settore vino in Europa e l’impatto sulla produzione del vino, dei prezzi e della produzione della terra. Un momento importante del dibattito ha riguardato la proposta avanzata da 11 Paesi produttori (Italia, Francia, Germania, Austria, Portogallo, Spagna, Grecia, Bulgaria, Rep. Ceca, Slovacchia, Ungheria) relativa ad un sistema più flessibile rispetto all’attuale sistema ed ispirata ai seguenti principi: - mantenimento del quadro regolatorio per l'impianto di vigneti con nuovi elementi di flessibilità; - applicabilità del sistema a tutti i segmenti produttivi ( DO, IG e non IG) - armonizzazione di alcune regole di gestione a livello europeo prendendo a riferimento il principio di sussidiarietà degli Stati membri. Dal canto suo la Commissione ha ipotizzato, invece, una possibile soluzione alla problematica attraverso un sistema basato sulla gestione del controllo della produzione assegnato alle organizzazioni professionali dei produttori con la responsabilità complessiva in capo agli Stati membri. Resta, pertanto, aperto il dibattito e l'approfondimento delle proposte sul tavolo che presentano alcune marcate differenze. Le discussioni proseguiranno nel corso della prossima ed ultima riunione dell’HGL previsto a Bruxelles in novembre.

mercoledì 17 novembre 2010

BRUNI (COGECA) AL GRUPPO DI ALTO LIVELLO DELLA COMMISSIONE EUROPEA: RIEQUILIBRIO DELLA FILIERA E COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE GLI OBIETTIVI PRINCIPALI

Fonte: Segreteria Paolo Bruni

(Bruxelles 17 novembre 2010) “Ci aspettiamo un significativo salto di qualità dai lavori di questo nuovo Gruppo di Alto Livello: dopo aver correttamente inquadrato le problematiche principali nella precedente edizione, dobbiamo adesso mettere a punto iniziative concrete per riequilibrare la ripartizione dei profitti lungo la filiera alimentare e per incrementare la competitività delle imprese agro-industriali europee” lo ha dichiarato ieri a Bruxelles Paolo Bruni, presidente della Confederazione europea delle cooperative agricole COGECA in occasione dell’insediamento del Gruppo di Alto Livello sul migliore funzionamento della catena alimentare, istituito dal vice-presidente della Commissione Europea e Commissario all’Industria Antonio Tajani.
Il gruppo di alto livello, che comprende anche i Commissari Barnier (mercato interno), Ciolos (agricoltura) e Dalli (sicurezza alimentare) oltre che 13 ministri in rappresentanza degli Stati membri ed un numero limitato di rappresentanti del settore, è chiamato a proseguire i lavori avviati dalla Commissione nel 2007 che avevano portato all’approvazione di 30 raccomandazioni nella primavera dello scorso anno.
Nel suo intervento Bruni ha ricordato l’iniquità attuale della distribuzione del valore all’interno della catena alimentare: “su 100 euro di spesa alimentare del consumatore, solo il 16-17% in media finisce nelle tasche del produttore agricolo” una sperequazione intollerabile che dobbiamo affrontare con decisione ed urgenza. “Registriamo alcuni segnali positivi – ha proseguito Bruni – come la modifica della direttiva sui tempi di pagamento recentemente approvata dal Parlamento Europeo, ma dobbiamo innanzitutto garantire maggiore trasparenza, individuare e combattere le pratiche abusive ma anche assicurare il rispetto delle clausole contrattuali tramite puntuali verifiche da parte di organi terzi, ad esempio tramite la creazione di un ombudsman europeo per dirimere le controversie tra le parti”
“Ma questo Gruppo – ha sottolineato Bruni - deve anche occuparsi più in generale della competitività della nostra industria agroalimentare e per essere competitivi rispetto ai partner commerciali del resto del mondo, la messa a punto di accordi equilibrati da parte dell’Unione Europea è pre-condizione indispensabile. Cogeca condivide a tal proposito le preoccupazioni espresse in questi giorni dal Commissario Ciolos sul recente progetto per una politica commerciale dell’UE che sembra voler privilegiare negoziati bilaterali: in tale contesto – ha concluso Bruni - è sempre il settore agricolo a essere sacrificato e a pagare il conto delle progressive liberalizzazioni dei mercati”.