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venerdì 22 maggio 2015

CONFAGRICOLTURA: FAVOREVOLI AD UNA TRACCIABILITA' DIGITALE

Fonte: Confagricoltura nazionale

PROGETTO CISCO/BARILLA: FAVOREVOLI AD UNA TRACCIABILITA’ DIGITALE. LAVORIAMO PER UN’AGRICOLTURA 3.0 CHE CONIUGHI TECNOLOGIA AVANZATA E SOSTENIBILITA’

“Il nuovo sistema di tracciabilità fruibile su tablet e smartphone, semplicemente fotografando il QR Code, presentato da Barilla in occasione di Expo, su un’edizione limitata di Pasta e Sugo al basilico - va incontro alla sentita esigenza dei consumatori, ma anche della filiera agroalimentare, di informazioni esaustive sui prodotti in vendita. Abbiamo sempre sostenuto che le informazioni sulla provenienza dei prodotti e dei loro ingredienti vanno comunicate al consumatore finale”. Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, commentando il progetto “Safety for food”, intrapreso da Barilla, in collaborazione con Cisco, CTO Penelope e NNT Data. “La sicurezza alimentare (ovvero la tracciabilità e rintracciabilità in caso di necessità per bloccare i problemi sul nascere) deve coniugarsi all’informazione – ha proseguito il presidente Guidi - rispondendo alle richieste dei consumatori di sapere da dove vengono le materie prime del prodotto, quali sono le sue caratteristiche e la sua conformità ai criteri di sostenibilità ambientale. C’è tutta una mole di notizie utili che solo parzialmente possono essere divulgate in etichetta; da ciò la necessità di utilizzare le tecnologie e la rete web per un approccio innovativo e multimediale al ‘safety for food’”. “Va bene informare, ma bisogna stare attenti a come lo si fa - ha messo in guardia il presidente di Confagricoltura -. Si pensi all’opinabile iniziativa delle ‘etichette a semaforo’ inglesi. In nome della lotta all’obesità si sono demonizzati prodotti naturali e salubri come il latte e suoi derivati, la frutta ricca di zuccheri e i suoi succhi. Non è così che si fa informazione ed educazione alimentare corretta”. Guidi ha quindi evidenziato come l’iniziativa di Barilla si inserisca in un quadro più composito in cui l’innovazione gioca un ruolo decisivo, dal campo alla tavola. “Stiamo lavorando – ha detto - per la diffusione delle innovazioni in campagna, per concretizzare un’agricoltura 3.0. Già esiste un’agricoltura 2.0; basti pensare alle moderne stalle di produzione di latte, dove ogni fase del processo, dalla gestione igienico sanitaria dell’animale a quella di mungitura, sono controllate da potenti computer, gestite da personale qualificato con grado di scolarizzazione digitale avanzato; per non dimenticare come la conduzione di un trattore sia svolta da computer, da satelliti che integrano informazioni provenienti direttamente dal campo, fornite da nuovi strumenti di analisi. L’irrigazione stessa ormai è diventata selettiva, permettendo di lavorare lo stesso appezzamento con maggiori o minori dosi d’acqua e in maniera modulare”. “La nuova rivoluzione a cui siamo chiamati in campagna è – ha concluso il presidente di Confagricoltura - quella di unire tecnologie innovative all’utilizzo razionale delle risorse; ad esempio, con l’uso avanzato e sinergico dei satelliti, dei droni e delle sonde di misurazione dell’umidità e dello stadio vegetativo si potranno sconfiggere le fitopatologie al loro sorgere, seminare in modo corretto, evitando di passare più volte sullo stesso solco, irrorare la giusta quantità di fertilizzante a seconda dello stadio di crescita della pianta, nonché di recuperare il biocida nello stesso momento che lo si sta diffondendo. Con un’attenzione costante e continuativa alla sostenibilità, riducendo drasticamente l’impatto ambientale”.

venerdì 3 aprile 2015

ETICHETTATURA, MIPAAF: 9 ITALIANI SU 10 VOGLIONO ORIGINE CHIARA E LEGGIBILE DI OGNI ALIMENTO

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali  

MARTINA: OLTRE 26MILA PARTECIPANTI ALLA NOSTRA CONSULTAZIONE PUBBLICA

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è conclusa la consultazione pubblica online tra i cittadini sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari. Sono stati oltre 26.500 i partecipanti che hanno espresso il proprio punto di vista, rispondendo ad un questionario con 11 domande sull'importanza della tracciabilità dei prodotti, della indicazione dell’origine e della trasparenza delle informazioni in etichetta. Oltre il 96% dei consumatori ha dichiarato che è molto importante che sull’etichetta sia scritta in modo chiaro e leggibile l’origine dell’alimento e per l’84% è fondamentale ci sia il luogo in cui è avvenuto il processo di trasformazione. Per 8 italiani su 10 assume un’importanza decisiva al momento dell’acquisto che il prodotto sia fatto con materie prime italiane e sia trasformato in Italia, a seguire il 54% controlla che sia tipico, il 45% verifica anche la presenza del marchio Dop e Igp, mentre per il 30% conta che il prodotto sia biologico. Per 9 su 10 è importante conoscere l’origine per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare, mentre per il 70% è utile per questione etiche, come il rispetto delle normative sul lavoro. Gli italiani quindi vogliono conoscere sempre l’origine delle materie prime in particolare su alcuni prodotti come le carni fresche e il latte fresco (95%), i prodotti lattiero-caseari come yogurt e formaggi (90%), la frutta e verdura fresca tagliata già pronta per l’uso (88%), le carni trasformate come salumi e insaccati, carne in scatola (87%) o il riso (81%). Per quanto riguarda il luogo dove avviene la trasformazione per oltre 18mila persone (70%) è sempre fondamentale che sia indicato in etichetta in modo chiaro, e per l’86% è molto importante avvenga al 100% in Italia. Quasi 22mila persone (82%) hanno poi dichiarato che sono disposte a spendere di più per avere la certezza dell’origine e provenienza italiana del prodotto, con quasi la metà pronta a pagare dal 5 al 20% in più. L'iniziativa fa parte delle misure di 'Campolibero' della Legge Competitività e ha avuto l'obiettivo di coinvolgere la collettività su una questione decisiva come la trasparenza delle informazioni in etichetta sugli alimenti. Un ulteriore effetto della consultazione è allinearsi ai principi generali dell'Unione europea, dove la condivisione dei contenuti delle decisioni pubbliche costituisce da tempo una prassi consolidata. "Abbiamo avuto una partecipazione straordinaria – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – con più di 26mila consumatori e operatori che ci hanno detto cosa vogliono leggere in etichetta. La risposta è stata univoca: l’indicazione chiara dell’origine della materia prima è un dato fondamentale per un’informazione trasparente e per la prevenzione delle frodi. Oggi siamo più forti, perché presenteremo a Bruxelles questi risultati insieme a delle proposte incisive per rendere le norme nazionali sull’etichetta ancora più efficaci, in linea con le nuove disposizioni dell'Unione Europea. Non si è trattato di un questionario puro e semplice, ma di uno strumento di condivisione con i consumatori degli indirizzi politici su una materia che incide sulla vita di ogni giorno. Per noi valorizzare l’origine è un tratto distintivo e l’etichettatura è il mezzo che consente al consumatore di scegliere in modo consapevole". “Allo stesso tempo siamo impegnati per il ripristino dell’obbligo di indicazione dello stabilimento di produzione in etichetta. Da un lato portiamo avanti una battaglia in Europa per la modifica del Regolamento e l’inserimento di questa informazione come obbligatoria, dall’altro stiamo lavorando con i tecnici della Commissione Ue per poter introdurre una norma nazionale che valga in Italia. La trasparenza e la correttezza delle informazioni al consumatore – ha concluso Martina – quando si parla di cibo è un diritto che dobbiamo assicurare in ogni modo ai cittadini e continueremo a lavorare sempre in questa direzione”.

Qui i risultati della consultazione pubblica:
https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/8531

giovedì 2 aprile 2015

OBBLIGO INDICAZIONE D’ORIGINE IN ETICHETTA, OI GRAN SUINO ITALIANO: “CHE TALE OBBLIGO SIA ESTESO IN FUTURO ANCHE AI PRODOTTI DI SALUMERIA”

Fonte: Organizzazione Interprofessionale Gran Suino Italiano

L’Organizzazione Interprofessionale del Gran Suino italiano, impegnata da tempo nel perseguimento delle strategie di valorizzazione delle carni suine d’origine nazionale, plaude all’introduzione dell’obbligo in etichetta del luogo di origine come indicato dal Regolamento europeo 1337/2013 in vigore dal 31 marzo 2015. Pur tuttavia evidenzia l’importanza di tenere alta la guardia sui controlli e sulla tracciabilità dei prodotti lungo la filiera, a garanzia della sicurezza alimentare e della salute dei consumatori. “È imprescindibile che specialmente nella fase iniziale – osservano i vertici dell’Interprofessione suinicola - siano dispiegate tutte le energie necessarie affinché vi sia la certezza dell’autenticità delle informazioni riportate in etichetta. Servono pertanto disciplinari chiari e dettagliati oltre a verifiche costanti da parte delle Autorità per la tutela dei consumatori”. L’Organizzazione interprofessionale ritiene che tale obbligo sia da estendere anche all’etichettatura dei prodotti da salumeria. “E’ altresì improrogabile - conclude l’OI Gran Suino italiano - siglare un patto con la Grande distribuzione per garantire una trasparente e certa tracciabilità e per evitare che cia sia qualcuno incline a spacciare per italiani i prodotti realizzati con carni estere”.

venerdì 12 settembre 2014

API (CONFAGRICOLTURA) PRESENTA IL NUOVO SITO PER LA TRACCIABILITA' IN ACQUACOLTURA

Fonte: Confagricoltura

L’associazione piscicoltori di Confagricoltura (API), con l’obiettivo di dare al consumatore tutta la trasparenza possibile al momento dell’acquisto, ha realizzato un sito dedicato alla formazione continua degli operatori in materia di tracciabilità e rintracciabilità, il primo del suo genere in Italia: www.tracciabilitaacquacoltura.it. “Il pesce, si sa, fa bene alla salute e piace sempre più agli italiani. La rintracciabilità – spiega l’API - è importantissima per la sicurezza, perché permette di arrivare dal prodotto alla ‘fonte’, mentre attraverso la tracciabilità si fa conoscere al consumatore l’origine della materia prima impiegata. Sono diventati due termini fondamentali in campo agroalimentare e la nostra associazione ha voluto facilitare gli operatori offrendo uno strumento pratico, alla portata di tutti e di semplice consultazione”. Il portale ha una struttura intuitiva, suddivisa in poche aree di facile consultazione, per consentire un uso ottimale, molto agevole ed è stato realizzato nell’ambito del Progetto “Formazione degli operatori della filiera agroalimentare ittica in merito agli adempimenti connessi agli obblighi di tracciabilità nella commercializzazione dei prodotti della pesca”, finanziato dal Mipaaf. Per poter approfondire gli aspetti della tracciabilità in acquacoltura, aggiornati alle più recenti normative comunitarie basta cliccare su www.tracciabilitaacquacoltura.it . Nella sezione “formazione” vi sono una serie di filmati, in pratica un corso online sulla tracciabilità. Nell’obiettivo di semplificazione, le lezioni chiamate “pillole” e numerate da 0 a 6 non durano molto e possono essere seguite da un computer, tablet o smartphone. Con ciascuna, sono disponibili le dispense da sfogliare ed un test di autovalutazione. Tutta la normativa citata in queste pillole è disponibile per la consultazione nella sezione dedicata, che è suddivisa in due parti: normativa europea e nazionale di riferimento. La sezione “approfondimenti” ospita tutto il materiale di interesse che verrà prodotto nel corso del Progetto, ma fin d’ora si può inserire il proprio indirizzo mail per essere informati in tempo reale su tutte le novità. La sezione “FAQ”, infine, fornisce le risposte a tutte le domande più frequenti, permettendo anche a tutti i visitatori di poter chiedere ulteriori chiarimenti sull’argomento.

EMBARGO RUSSO ORTOFRUTTA - RABBONI SU STOP AIUTI UE: DEVE ESSERE AIUTATO CHI HA VERAMENTE IL PRODOTTO E NON PEZZI DI CARTA. SERVONO TRASPARENZA E TRACCIABILITÀ DELLE OPERAZIONI.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“Il meccanismo adottato dalla Ue non ha retto alla prova dei fatti. C’è bisogno di trasparenza, certezza dei dati, tracciabilità delle operazioni. Deve essere aiutato chi ha veramente il prodotto e non dei pezzi di carta.” Questo il commento dell’assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni alla decisione della Commissione europea di sospendere gli aiuti per il ritiro dei prodotti ortofrutticoli colpiti dall’embargo russo. “In Emilia-Romagna la macchina dei ritiri funziona bene - spiega Rabboni - proprio perché esiste un controllo pubblico di tutte le operazioni svolte fino alla consegna del prodotto all’ente benefico, che è la modalità di ritiro prevalente da noi scelta”

lunedì 16 giugno 2014

MIPAAF, MADE IN ITALY: I NAC SEQUESTRANO 36 MILA ETICHETTE IRREGOLARI NELL’OPERAZIONE ‘ESTATE SICURA’

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali comunica che i Nuclei Antifrodi Carabinieri del Comando Carabinieri Politiche agricole e alimentari hanno avviato i controlli straordinari a tutela dei consumatori per l’Operazione ‘Estate Sicura’. Nel corso dei primi accertamenti i Nac hanno riscontrato violazioni alle normative su etichettatura e tracciabilità. Sono state 58 le linee produttive e di commercializzazione controllate, che hanno portato al sequestro di 36.800 etichette irregolari. In particolare, i controlli hanno interessato i prodotti Made in Italy, Dop, Igp e biologico e hanno individuato indebite evocazioni delle Dop Prosciutto di Parma, Mozzarella di bufala campana, Zafferano di Sardegna e degli Oli ‘Terre di Siena’ e ‘Colline Salernitane’. Sul fronte della tutela del Made in Italy all’estero, in collaborazione con il Consorzio di Tutela della Mortadella di Bologna Igp, inoltre, i Nuclei Antifrodi Carabinieri hanno riscontrato in Spagna un circuito di commercializzazione di “Mortadela Bolonia”, chiaramente evocante il prodotto Igp italiano. I controlli proseguiranno per tutto il periodo estivo e saranno sviluppati anche in stretta collaborazione con gli agenti vigilatori dei Consorzi di Tutela, con i quali i Nac hanno consolidato i rapporti di collaborazione per la tutela dei consumatori. “Il Made in Italy è il nostro biglietto da visita di qualità sui mercati internazionali.– afferma il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina – Per questo è sempre più spesso imitato e al centro di frodi ai danni dei consumatori. Non abbassiamo la guardia e proseguiamo nel contrasto all’italian sounding e a tutti quei prodotti contraffatti che ledono la nostra economia e il lavoro delle imprese oneste. Bene i controlli messi in campo dai Nac che dimostrano come sia necessario operare sinergicamente per proteggere e valorizzare i nostri prodotti”.

lunedì 26 maggio 2014

DOP MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA, CONFAGRICOLTURA SOLLECITA LA MODIFICA DELLA BOZZA DI DL ‘#CAMPOLIBERO’: “NON SI PUÒ PERDERE LA PARTITA SUL PERCORSO DI CHIAREZZA E TRACCIABILITÀ”

Fonte: Confagricoltura

“Condividiamo e facciamo nostro il forte grido d’allarme lanciato da tutte le Organizzazioni agricole ed industriali provinciali del territorio casertano – dove insiste il 70% della filiera Dop della ‘Mozzarella di Bufala Campana’ - sui rischi derivanti da quanto sarebbe previsto dalle disposizioni specifiche per il settore, incluse nella bozza di decreto legge governativo per il rilancio del comparto agricolo”. Lo sottolinea Confagricoltura in vista dell’approvazione del DL “#campolibero” da parte del Consiglio dei Ministri. “Il comparto non intende e non può più accettare cambiali in bianco – commenta Confagricoltura - c’è bisogno subito di una chiara assunzione di responsabilità da parte della politica. Per salvare la filiera è necessario voltare pagina, abbracciando un percorso di chiarezza, trasparenza e tracciabilità del latte munto e del prodotto trasformato a garanzia del consumatore. “Sollecitiamo – conclude Confagricoltura - un riesame di quanto proposto, riformulando il testo in maniera da attuare definitivamente la norma già in vigore, che prevede la lavorazione della mozzarella Dop in appositi stabilimenti separati e la immediata applicazione del sistema di tracciabilità sul modello approvato dalla Regione Campania”.

giovedì 17 aprile 2014

MIPAAF: CONTROLLI STRAORDINARI SULLE PRODUZIONI AGROALIMENTARI DEI CARABINIERI DELLE POLITICHE AGRICOLE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali  

Il Vademecum per una Pasqua sicura

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che, in vista delle festività pasquali, sono stati intensificati su tutto il territorio i controlli sulle produzioni agroalimentari. Nello specifico le verifiche ispettive dei NAC hanno riguardato 165 aziende ed attività commerciali. Sono state 20.500 le etichette irregolari ritirate dal mercato che hanno riguardato prodotti e ingredienti non corrispondenti alle etichette, con indebite evocazioni ad esempio del “Pistacchio di Bronte Dop”, del “Sale marino di Trapani Igp”, del “Grana Padano Dop”, del “Parmigiano Reggiano Dop”, del “Prosciutto Toscano Dop”, del “Pecorino Romano Dop” e della “Mozzarella di bufala campana Dop”. L’attenzione dei Carabinieri delle politiche agricole è stata puntata sulla tracciabilità e sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari tradizionalmente presenti sulla tavola degli italiani in questo periodo. I Nac, che hanno operato in stretta collaborazione con l’Ispettorato centrale per la Tutela Qualità e la Repressione Frodi del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e con la rete degli Organismi di vigilanza dei principali Consorzi di Tutela, hanno verificato le norme sulla comunicazione commerciale ingannevole, in attuazione della normativa europea che vieta l’evocazione di marchi di qualità DOP e l’utilizzo di indicazioni fuorvianti, specie con riferimento a contenuti nutrizionali inappropriati o a denominazioni e indicazioni non corrispondenti ai luoghi di origine, agli ingredienti, alla scadenza e ai disciplinari di produzione. Nei primi mesi del 2014 sono stati operati sequestri su quasi 22 mila kg di prodotti alimentari irregolari, e su 219.300 etichette/packaging irregolari. Il vademecum dei Nac per una Pasqua sicura - Non guardare solo le confezioni dei prodotti, dal momento che possono recare immagini accattivanti non sempre corrispondenti al prodotto reale; - Leggere attentamente le etichette, in modo da scegliere i prodotti che recano con chiarezza le indicazioni sulla lista degli ingredienti, origine, scadenza, stabilimento di lavorazione, tracciabilità, recapiti dell’azienda produttrice. - Verificare i prezzi, la convenienza di un prodotto si può constatare confrontando la lista degli ingredienti. Alcune indicazioni utili:  
1) Le uova di cioccolato
I migliori prodotti di qualità sono quelli che contengono, nell’ordine: - cacao in polvere, - burro di cacao (pasta di cacao), - zucchero, - latte in polvere, - aromatizzanti naturali. Solo il cioccolato “puro” non contiene oli tropicali o altri grassi vegetali. Il cioccolato fondente va valutato in relazione al contenuto di cacao ( il migliore è superiore al 50%).
 2) Le colombe pasquali
Quelle di migliore qualità contengono nell’ordine: - farina; - zucchero; - uova; - burro; - canditi. Anche in questo caso è importante leggere l’etichetta, per verificare la lista degli ingredienti e compiere delle scelte “consapevoli”: è importante perciò conoscere se al posto del burro vi è margarina, se il prodotto è confezionato con alimenti”biologici” e “ogm- free”, con latte in polvere e se vi sono conservanti. Così come è importante sapere che sono state impiegate uova di categoria A (oppure se vi è albume in polvere). La qualità del prodotto si delinea anche dalla crosta e dalla lievitazione: la superficie non deve essere molto scura, l’impasto deve risultare dorato, il prodotto non deve risultare piatto. I canditi devono essere morbidi e, per i prodotti di migliore qualità, sono grandi.  
3) Le carni ovine
La carne di agnello è ottenuta dall’animale fino ad un anno di età. Per le carni ovine non è ancora prevista l’obbligatorietà dell’indicazione di origine alla vendita, stabilita invece per le carni bovine, per cui sui banchi di vendita possono essere commercializzati anche prodotti provenienti dall’estero senza indicazioni sull’origine. Il consumatore può trovare, in ogni caso, indicazioni volontarie sulla provenienza del prodotto. Per scelte più mirate sulle modalità di allevamento, zone di produzione e tracciabilità, è possibile orientarsi sui principali prodotti tipici nazionali, garantiti da disciplinari di produzione IGP quali l’Agnello di Sardegna IGP, l’Abbacchio Romano IGP, l’Agnello dell’ Appennino di Centro Italia IGP, ed altri prodotti tipici quali l’Agnello Lucano, l’Agnello Nero Toscano e l’Agnello di Pomarance (PI). In linea generale, le tradizioni e i disciplinari di produzione di tali prodotti nazionali prevedono l’allevamento allo stato brado, il ricovero in strutture adeguate per i ricambi d’aria e l’illuminazione naturale, gli interventi sanitari ed i controlli, l’assenza di forzature alimentari e stress ambientali, con un processo naturale per la nutrizione con latte materno ed essenze di pascolo dell’habitat regionale di riferimento.  
4) Gli agriturismi
Molti agriturismi sono associati ad importanti Associazioni agricole e di categoria. Sono inoltre consigliati da Tour operator riconosciuti a livello internazionale che, in linea generale, possono garantire sulla validità delle strutture. In ogni caso può essere utile, prima di prenotare, verificare l’affidabilità dell’agriturismo informandosi sui seguenti aspetti essenziali: - l’affidabilità “ambientale”: la tranquillità e la salubrità dell’aria possono essere verificate accertando se nelle vicinanze sono situate autostrade, grandi agglomerati urbani, industrie e opifici; - l'estensione della azienda: un agriturismo deve avere sufficienti ettari di terra per le proprie produzioni; - le materie prime prodotte dall’agriturismo: la presenza di coltivazioni di ortaggi, frutteti e eventuali allevamenti di animali offrono sufficienti garanzie di affidabilità ed economicità dell’azienda.

sabato 22 febbraio 2014

COLDIRETTI: INCONTRO SU TRACCIABILITA’ E INNOVAZIONE NELLA PESCA

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Lunedì 24 febbraio a Goro il primo incontro promosso da Coldiretti/Impresa Pesca nell’ambito dei progetti sul piano triennale della pesca e acquacoltura.

Rendere trasparente il luogo di provenienza del pesce e assicurare una lavorazione e una presentazione adeguata del prodotto alle richieste di mercato. Sono questi gli obiettivi di due appuntamenti promossi da Coldiretti Impresa Pesca sulla riviera emiliano romagnola nell’ambito dei progetti del Ministero delle Politiche agricole per il piano triennale della Pesca e Acquacoltura. Il primo si svolgerà a Goro (FE) lunedì 24 febbraio, alle ore 10.00, presso gli uffici distaccati della provincia, in via Darsena 6. All’incontro saranno approfondite le regole in materia di tracciabilità e identificazione del pesce sia pescato, sia di allevamento. Un secondo incontro sarà a Cesenatico (FC) martedì 25, alle ore 15.00, presso l’organizzazione dei produttori “Armatori e operatori della pesca”, in via Magrini 29/b. l’argomento verterà in particolare sulla necessità di individuare tecnologie da usare sia a bordo delle navi, sia a terra per presentare il pesce più rispondente alla domanda di mercato, riducendo il ricorso a prodotti di importazione. Ad entrambi gli incontri interverrà il responsabile nazionale di Coldiretti Impresa Pesca, Tonino Giardini.

giovedì 28 febbraio 2013

CARNE DI CAVALLO, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “LA TRACCIABILITÀ DELLE CARNI FUNZIONA, MA VA APPLICATA LUNGO TUTTA LA FILIERA”

FONTE: CONFAGRICOLTURA

"Gli agricoltori non hanno avuto nulla a che fare con la vicenda della carne di cavallo nelle preparazioni alimentari; ne sono semmai le vittime, che rischiano di subire ripercussioni enormi sull'attività di allevamento e produttiva. Non avevamo bisogno di nuovi ‘mostri mediatici’, che disaffezionano i consumatori ed anche i buyer e rischiano di penalizzare i produttori onesti che portano nel mondo il made in Italy di qualità". Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi commentando le notizie di preparati agroalimentari tolti dal circuito di vendita in Europa e nel mondo perché contenenti carne equina non segnalata in etichetta.

Confagricoltura concorda con quanto ha dichiarato il commissario europeo alla Salute e Consumatori Borg che ha chiesto “sanzioni penali più dure” e che siano “dissuasive e appropriate” in caso di frode alimentare.

“Va poi chiarito all’opinione pubblica - ha concluso il presidente di Confagricoltura - che si tratta di casi di frode lungo la filiera alimentare e non a livello di aziende agricole. Gli agricoltori hanno lavorato duramente per garantire un efficace sistema di tracciabilità delle carni bovine. Per questo sollecitiamo che la Commissione Europea faccia in modo che il sistema di tracciabilità sia applicato capillarmente lungo tutta la filiera, per tutte le carni ed ingredienti”.