Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che ieri si è tenuto presso il porto di Augusta (SR) il “Blue day”, l’evento internazionale sulla pesca, durante il quale sono stati trattati temi centrali per il settore, come la crescita sostenibile, l’innovazione e lo sviluppo delle potenzialità ancora inespresse del comparto. I lavori sono stati aperti dal Ministro Maurizio Martina e le conclusioni sono state affidate al Sottosegretario, con delega alla pesca, Giuseppe Castiglione.
“Abbiamo un miliardo di euro della nuova programmazione – ha affermato nel suo intervento il Ministro Martina - e con la riprogrammazione delle risorse residue vogliamo incidere per contrastare la crisi e dare un futuro concreto all'intera filiera ittica. Non possiamo più permetterci di disperdere i fondi che abbiamo a disposizione e per questo abbiamo attivato dallo scorso luglio un piano di azione specifico. Siamo a lavoro con una task force apposita del Ministero che collabora con le Regioni in ritardo per evitare il disimpegno dei fondi e gestire al meglio le risorse. È necessario semplificare le attività del settore sia dal punto di vista burocratico che amministrativo in modo tale da accompagnare le imprese ittiche in un percorso di crescita. Il nostro obiettivo principale è sostenere l’occupazione, il reddito e l’attività stessa dei nostri pescatori, rilanciando la pesca in termini strategici attraverso un progetto complessivo di medio e lungo periodo”.
“Proprio in quest’ottica e nel ruolo di Presidenza di turno del semestre Ue, abbiamo invitato – ha dichiarato il Ministro - la Commissione europea a promuovere un lavoro concreto di coordinamento con i Paesi rivieraschi e mediterranei, in Adriatico come al Sud, per migliorare i rapporti e attuare politiche coordinate che possano al contempo tutelare le risorse ittiche e correggere alcune problematiche di competitività che oggi si evidenziano”.
“Abbiamo voluto fortemente – ha aggiunto Martina – una giornata di riflessione, dibattito e dialogo sulle opportunità offerte dalla blue economy in Sicilia, perché è nostra intenzione puntare su una rinnovata centralità del Mediterraneo nelle politiche europee, a partire da quelle per il mare, tanto sotto il profilo della pesca, quanto sotto quello della sicurezza, della tutela della biodiversità e della sostenibilità”.
“La pesca marittima è per molti un argomento che difficilmente supera l’ambito degli addetti ai lavori, ma ricopre importanti aspetti economici. Dobbiamo fare – ha concluso Martina - un salto di qualità, pensando al ruolo che la pesca può giocare come laboratorio di attività condivise negli spazi marini. La crescita blu e la sicurezza alimentare si basano su diverse componenti, sia economiche che politiche. La chiave per avere successo è la sinergia tra tutte, puntando decisamente anche su tecnologie innovative e moderne. Il futuro passa per l’integrazione necessaria di tutti gli attori del mare in una visione unica, di politica e di strategia”.
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venerdì 31 ottobre 2014
lunedì 20 ottobre 2014
MIPAAF, MARTINA: PIANO DA 2 MILIARDI DI EURO PER INVESTIRE NELL'AGROALIMENTARE E ACCOMPAGNARE LE IMPRESE NEL FUTURO
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che sabato scorso il Ministro Maurizio Martina ha presentato il piano di investimenti per il settore agricolo e agroalimentare che vale oltre 2 miliardi di euro per il triennio 2015-2017. Gli obiettivi del Piano messo a punto dal Ministero sono: potenziare la produttività, aumentare la capacità produttiva, favorire l'internazionalizzazione, accrescere la competitività, far nascere start-up e creare nuova occupazione. Il piano, che coinvolge due enti controllati dal Mipaaf, Ismea e Isa, intende sfruttare la leva pubblica come moltiplicatore di quella privata. L'Iniziativa imprenditoriale è sempre nelle mani delle aziende che scelgono dove e come investire, lo Stato interviene solo a titolo di garanzia o di supporto. Otto gli strumenti che vengono messi in campo per promuovere i nuovi investimenti:
- CONTRATTI DI FILIERA Rivolto alle piccole e medie imprese, le coopertative agricole, le O.P., i consorzi di tutela e le grandi aziende che hanno quote partecipate del capitale di una società agricola, interviene attraverso un finanziamento pubblico agevolato fino a 15 anni. Questo strumento prevede nuovi investimenti per 264 milioni di euro.
- CONTRATTI DI DISTRETTO/FILIERA Rivolto anche alle reti di impresa, si basa sul finanziamento pubblico agevolato da 6 a 15 anni e su un contributo in conto capitale pari al 25% dell'investimento. Si prevede che possa generare nuovi investimenti per 384 milioni di euro.
- EQUITY A CONDIZIONE DI MERCATO Interventi finalizzati al sostegno di progetti di sviluppo industriale o commerciale e di internazionalizzazione. Prevede assunzione di quote di capitale e finanziamenti a medio-lungo termine. Può generare nuovi investimenti per 308 milioni di euro.
- FONDO DI GARANZIA A PRIMA RICHIESTA Copre fino al 70% (80% nel caso di un giovane imprenditore) dell'importo finanziato dalle banche entro 1 milione di euro di garanzia. Con questo strumento si hanno nuovi investimenti per 510 milioni di euro.
- FONDO DI CREDITO Le banche erogano mutui finanziando il 70% dell'investimento, per metà utilizzando provvista raccolta dai mercati e per l'altra metà utilizzando la provvista agevolata del Fondo credito Ismea. Con questo strumento si hanno nuovi investimenti per 411 milioni di euro.
- START-UP Acquisto di aziende agricole da parte di giovani neo-agricoltori. Prevede un contributo fino a 40.000 euro per l'abbattimento dei tassi si interesse sul leasing. Sono ipotizzabili nuovi investimenti per 183 milioni di euro.
- SUBENTRO E IMPRENDITORIA GIOVANILE Interventi per favorire il ricambio generazionale. Prevede per gli agricoltori under 40 mtui per investimenti di miglioramento. Può generare nuovi investimenti per 100 milioni di euro.
- FONDO INVESTIMENTI Destinato a supportare i programmi di investimento di piccole e medie imprese. Interviene attraverso l'acquisizione di quote di partecipazione minoritarie di fondi di investimento privati. Prevede nuovi investimenti per 41 milioni di euro. “Sosteniamo la filiera agricola e agroalimentare con interventi finanziari mirati e con risorse già certe e disponibili - ha commentato il Ministro Maurizio Martina - che ora dobbiamo mettere a disposizione delle imprese. Mettiamo in campo 8 strumenti idonei per accompagnare le imprese nel futuro e questo piano è la dimostrazione che è possibile investire nel settore agricolo e agroalimentare. Vogliamo dare un segnale forte alle imprese, in un momento di mercato difficile e con problemi anche sul fronte del credito. Puntiamo su queste risorse per dare un'iniezione di fiducia al sistema e contribuire al rilancio e alla competitività, anche internazionale. Spazio anche ai giovani, non solo quelli già impegnati nel settore, ma per tutti quelli che guardano con interesse all'agricoltura e alle sue potenzialità. Dopo il varo della Legge di stabilità – ha concluso il Ministro -, facciamo un ulteriore passo nella direzione della crescita e dello sviluppo. Con questo piano di investimenti lo Stato non intende fare l'imprenditore, ma vuole investire in progetti concreti e assicurare un'amministrazione amica al fianco dei produttori".
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che sabato scorso il Ministro Maurizio Martina ha presentato il piano di investimenti per il settore agricolo e agroalimentare che vale oltre 2 miliardi di euro per il triennio 2015-2017. Gli obiettivi del Piano messo a punto dal Ministero sono: potenziare la produttività, aumentare la capacità produttiva, favorire l'internazionalizzazione, accrescere la competitività, far nascere start-up e creare nuova occupazione. Il piano, che coinvolge due enti controllati dal Mipaaf, Ismea e Isa, intende sfruttare la leva pubblica come moltiplicatore di quella privata. L'Iniziativa imprenditoriale è sempre nelle mani delle aziende che scelgono dove e come investire, lo Stato interviene solo a titolo di garanzia o di supporto. Otto gli strumenti che vengono messi in campo per promuovere i nuovi investimenti:
- CONTRATTI DI FILIERA Rivolto alle piccole e medie imprese, le coopertative agricole, le O.P., i consorzi di tutela e le grandi aziende che hanno quote partecipate del capitale di una società agricola, interviene attraverso un finanziamento pubblico agevolato fino a 15 anni. Questo strumento prevede nuovi investimenti per 264 milioni di euro.
- CONTRATTI DI DISTRETTO/FILIERA Rivolto anche alle reti di impresa, si basa sul finanziamento pubblico agevolato da 6 a 15 anni e su un contributo in conto capitale pari al 25% dell'investimento. Si prevede che possa generare nuovi investimenti per 384 milioni di euro.
- EQUITY A CONDIZIONE DI MERCATO Interventi finalizzati al sostegno di progetti di sviluppo industriale o commerciale e di internazionalizzazione. Prevede assunzione di quote di capitale e finanziamenti a medio-lungo termine. Può generare nuovi investimenti per 308 milioni di euro.
- FONDO DI GARANZIA A PRIMA RICHIESTA Copre fino al 70% (80% nel caso di un giovane imprenditore) dell'importo finanziato dalle banche entro 1 milione di euro di garanzia. Con questo strumento si hanno nuovi investimenti per 510 milioni di euro.
- FONDO DI CREDITO Le banche erogano mutui finanziando il 70% dell'investimento, per metà utilizzando provvista raccolta dai mercati e per l'altra metà utilizzando la provvista agevolata del Fondo credito Ismea. Con questo strumento si hanno nuovi investimenti per 411 milioni di euro.
- START-UP Acquisto di aziende agricole da parte di giovani neo-agricoltori. Prevede un contributo fino a 40.000 euro per l'abbattimento dei tassi si interesse sul leasing. Sono ipotizzabili nuovi investimenti per 183 milioni di euro.
- SUBENTRO E IMPRENDITORIA GIOVANILE Interventi per favorire il ricambio generazionale. Prevede per gli agricoltori under 40 mtui per investimenti di miglioramento. Può generare nuovi investimenti per 100 milioni di euro.
- FONDO INVESTIMENTI Destinato a supportare i programmi di investimento di piccole e medie imprese. Interviene attraverso l'acquisizione di quote di partecipazione minoritarie di fondi di investimento privati. Prevede nuovi investimenti per 41 milioni di euro. “Sosteniamo la filiera agricola e agroalimentare con interventi finanziari mirati e con risorse già certe e disponibili - ha commentato il Ministro Maurizio Martina - che ora dobbiamo mettere a disposizione delle imprese. Mettiamo in campo 8 strumenti idonei per accompagnare le imprese nel futuro e questo piano è la dimostrazione che è possibile investire nel settore agricolo e agroalimentare. Vogliamo dare un segnale forte alle imprese, in un momento di mercato difficile e con problemi anche sul fronte del credito. Puntiamo su queste risorse per dare un'iniezione di fiducia al sistema e contribuire al rilancio e alla competitività, anche internazionale. Spazio anche ai giovani, non solo quelli già impegnati nel settore, ma per tutti quelli che guardano con interesse all'agricoltura e alle sue potenzialità. Dopo il varo della Legge di stabilità – ha concluso il Ministro -, facciamo un ulteriore passo nella direzione della crescita e dello sviluppo. Con questo piano di investimenti lo Stato non intende fare l'imprenditore, ma vuole investire in progetti concreti e assicurare un'amministrazione amica al fianco dei produttori".
lunedì 11 agosto 2014
FRUTTA ESTIVA, MARTINA: “BENE IMPEGNO UE. ITALIA IN PRIMA FILA PER DIFENDERE IL SETTORE”
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Accolgo con soddisfazione l'impegno del Commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Cioloş, con cui si annuncia l’attivazione di misure per fronteggiare la crisi di mercato delle pesche e nettarine, dovuta all’anomalo andamento stagionale che ne ha rallentato i consumi e accavallato i periodi di maturazione, aggravata anche dal blocco delle importazioni da parte della Russia. Attendiamo ora di conoscere nel dettaglio le misure che la Commissione ha intenzione di attivare, soprattutto per quanto concerne la possibilità di contare su risorse aggiuntive rispetto a quelle già previste dai Programmi operativi delle Organizzazioni dei produttori. A questo proposito, i nostri uffici sono costantemente in contatto con la Commissione europea. Questo risultato è il frutto di un’azione coordinata tra i Ministri dell’Agricoltura di Italia, Francia, Spagna e Grecia, con i quali ho condiviso ogni iniziativa volta a evidenziare l’esigenza di un intervento comune per affrontare un problema di portata europea, del lavoro costante della Comagri al Parlamento europeo e dell'impegno di tanti parlamentari italiani”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, sull'attivazione da parte della Commissione europea di misure urgenti e straordinarie a sostegno del comparto ortofrutticolo, in particolare del settore della frutta estiva come pesche e nettarine.
“Accolgo con soddisfazione l'impegno del Commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Cioloş, con cui si annuncia l’attivazione di misure per fronteggiare la crisi di mercato delle pesche e nettarine, dovuta all’anomalo andamento stagionale che ne ha rallentato i consumi e accavallato i periodi di maturazione, aggravata anche dal blocco delle importazioni da parte della Russia. Attendiamo ora di conoscere nel dettaglio le misure che la Commissione ha intenzione di attivare, soprattutto per quanto concerne la possibilità di contare su risorse aggiuntive rispetto a quelle già previste dai Programmi operativi delle Organizzazioni dei produttori. A questo proposito, i nostri uffici sono costantemente in contatto con la Commissione europea. Questo risultato è il frutto di un’azione coordinata tra i Ministri dell’Agricoltura di Italia, Francia, Spagna e Grecia, con i quali ho condiviso ogni iniziativa volta a evidenziare l’esigenza di un intervento comune per affrontare un problema di portata europea, del lavoro costante della Comagri al Parlamento europeo e dell'impegno di tanti parlamentari italiani”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, sull'attivazione da parte della Commissione europea di misure urgenti e straordinarie a sostegno del comparto ortofrutticolo, in particolare del settore della frutta estiva come pesche e nettarine.
RUSSIA, MARTINA: BENE TASK FORCE UE, VALUTARE SOSTEGNO ALLE IMPRESE CON FONDI EMERGENZA PAC
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Bene la decisione della Commissione di istituire una task force per stimare l'impatto della decisione russa di bloccare le importazioni agroalimentari dall'Unione europea. Abbiamo chiesto anche che si attivi subito un lavoro operativo per valutare come fornire sostegno concreto alle imprese interessate, anche utilizzando i fondi di emergenza previsti dalla Politica agricola comune. Con il Commissario Dacian Ciolos abbiamo condiviso questo passo nelle scorse ore e restiamo in costante contatto. Ho avuto modo ribadire al Commissario la necessità di un intervento in tempi rapidi e confido che già il 14 agosto nella riunione tecnica che ci sarà a livello comunitario si condivida una strategia comune e una tempistica per l’azione”. Così il Ministro delle politiche agricole e Presidente del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura e della Pesca dell’Unione europea, Maurizio Martina, ha commentato le decisioni prese in sede Ue sull’embargo russo sui prodotti agroalimentari comunitari.
“Bene la decisione della Commissione di istituire una task force per stimare l'impatto della decisione russa di bloccare le importazioni agroalimentari dall'Unione europea. Abbiamo chiesto anche che si attivi subito un lavoro operativo per valutare come fornire sostegno concreto alle imprese interessate, anche utilizzando i fondi di emergenza previsti dalla Politica agricola comune. Con il Commissario Dacian Ciolos abbiamo condiviso questo passo nelle scorse ore e restiamo in costante contatto. Ho avuto modo ribadire al Commissario la necessità di un intervento in tempi rapidi e confido che già il 14 agosto nella riunione tecnica che ci sarà a livello comunitario si condivida una strategia comune e una tempistica per l’azione”. Così il Ministro delle politiche agricole e Presidente del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura e della Pesca dell’Unione europea, Maurizio Martina, ha commentato le decisioni prese in sede Ue sull’embargo russo sui prodotti agroalimentari comunitari.
mercoledì 6 agosto 2014
TAVOLO NITRATI, MIPAAF: RAGGIUNTO ACCORDO SULL’UTILIZZO AGRONOMICO DEL DIGESTATO
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che, alla presenza del Ministro Maurizio Martina e del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, si è svolta ieri la riunione del tavolo di lavoro sui nitrati, cui hanno preso parte anche i rappresentanti delle Regioni maggiormente interessate all’attuazione della direttiva nitrati e delle organizzazioni di categoria. Durante l’incontro è stata presa in esame l’ultima versione del decreto interministeriale “Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue, nonché per la produzione e l’utilizzazione agronomica del digestato”. L’analisi si è in particolare soffermata su alcuni aspetti di particolare rilevanza, quali: la suddivisione del digestato in agrozootecnico e agroindustriale; le condizioni per la sua assimilazione ai fertilizzanti di origine chimica; l’uso delle produzioni agricole dedicate da immettere negli impianti di digestione anaerobica; la possibilità di utilizzare metodi alternativi al limite di spandimento di 340 kg/ha di azoto nelle zone non vulnerabili. Alla fine dell’incontro, il Ministro Martina, ringraziando il Ministro Galletti per la sensibilità dimostrata di fronte ad una problematica rimasta irrisolta da anni, si è impegnato a trasmettere al Ministero dell’Ambiente l’ultima versione del decreto “effluenti di allevamento-digestato”, sulla base delle intese raggiunte ieri, affinché possa essere condiviso ed inviato al più presto all’esame della Conferenza Stato Regioni per il previsto parere.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che, alla presenza del Ministro Maurizio Martina e del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, si è svolta ieri la riunione del tavolo di lavoro sui nitrati, cui hanno preso parte anche i rappresentanti delle Regioni maggiormente interessate all’attuazione della direttiva nitrati e delle organizzazioni di categoria. Durante l’incontro è stata presa in esame l’ultima versione del decreto interministeriale “Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue, nonché per la produzione e l’utilizzazione agronomica del digestato”. L’analisi si è in particolare soffermata su alcuni aspetti di particolare rilevanza, quali: la suddivisione del digestato in agrozootecnico e agroindustriale; le condizioni per la sua assimilazione ai fertilizzanti di origine chimica; l’uso delle produzioni agricole dedicate da immettere negli impianti di digestione anaerobica; la possibilità di utilizzare metodi alternativi al limite di spandimento di 340 kg/ha di azoto nelle zone non vulnerabili. Alla fine dell’incontro, il Ministro Martina, ringraziando il Ministro Galletti per la sensibilità dimostrata di fronte ad una problematica rimasta irrisolta da anni, si è impegnato a trasmettere al Ministero dell’Ambiente l’ultima versione del decreto “effluenti di allevamento-digestato”, sulla base delle intese raggiunte ieri, affinché possa essere condiviso ed inviato al più presto all’esame della Conferenza Stato Regioni per il previsto parere.
lunedì 4 agosto 2014
MIPAAF, PRESENTATO PIANO DI AZIONI PER LA PESCA MARTINA: 5 MOSSE PER IL RILANCIO DEL SETTORE
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il Ministro Maurizio Martina, insieme al Sottosegretario Giuseppe Castiglione, ha presentato il piano di azioni per il rilancio della pesca e dell’acquacoltura, in occasione della visita agli operatori della filiera ittica in Sicilia. “La tutela delle nostre risorse marine – dichiara il Ministro - passa anche attraverso una politica strategica per la pesca e l’acquacoltura. Parliamo di un settore che impiega circa 30mila persone e che dà vita ad un sistema come quello della trasformazione del pesce che fattura 2,2 miliardi di euro. In Italia con 12 mila imbarcazioni é presente circa il 14% della flotta europea. Per la salvaguardia e il rilancio della pesca abbiamo approntato un primo piano di 5 azioni principali che si sviluppa da quest’anno. L’obiettivo chiaro è quello di sostenere l’occupazione e il reddito dei nostri pescatori e di rilanciare un settore strategico del nostro Paese. Con i 537 milioni di euro della nuova programmazione e con la riprogrammazione delle risorse residue vogliamo incidere per contrastare la crisi e dare futuro all'intera filiera ittica”. “Il primo punto – prosegue Martina - è ottimizzare l’utilizzo delle risorse comunitarie e utilizzarle per il rilancio di medio lungo periodo del comparto, evitando gli sprechi. Sui fondi della programmazione 2007-2013, purtroppo, abbiamo rilevato il ritardo di alcune Regioni nella spesa delle risorse comunitarie. Vogliamo intervenire subito istituendo una task force ministeriale per supportare la gestione amministrativa, evitando il disimpegno automatico e la conseguente penalizzazione dei lavoratori e concentrando le risorse su misure condivise volte ad attenuare gli effetti della crisi e a supportare i comparti strategici. Con lo stesso intento abbiamo pensato ad una rimodulazione del cofinanziamento, così da liberare 45 milioni di euro di risorse nazionali da destinare a interventi per ammortizzatori sociali (con circa 15 milioni di euro) e ad altre misure immediatamente attivabili. Per stimolare un’operazione di semplificazione abbiamo reperito e sbloccato già nei giorni scorsi 400mila euro relativi alle Convezioni per lo sviluppo della filiera della pesca, dove lavoreremo in collaborazione con le Associazioni nazionali di categoria”. “Nel corso del Semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’Ue – aggiunge il Ministro - la pesca avrà un ruolo centrale. Intendiamo monitorare attivamente la fase di avvio della nuova Politica Comune della Pesca (PCP) e l’entrata in vigore del Fondo europeo per gli affari marittimi e della pesca (FEAMP). A questo proposito, sosterremo un’attuazione tempestiva ed efficace dei nuovi quadri normativi e siamo al lavoro per garantire lo sviluppo sostenibile del settore, tenendo conto degli aspetti ambientali, economici e sociali. Siamo convinti che l’Italia debba giocare quel ruolo importante nel Mediterraneo che deriva dalla sua posizione geoeconomica, sfruttando le straordinarie opportunità che si presentano in particolare su questi temi. Anche per questo, in concomitanza con il Semestre, abbiamo voluto organizzare due grandi appuntamenti di portata internazionale. Il primo si svolgerà il 30 ottobre a Catania e sarà dedicato alla “Blue Economy”, collegando le potenzialità dell'economia del Mare con il grande tema di Expo della sicurezza alimentare. Il secondo sarà la Conferenza sull’acquacoltura mediterranea con FAO e CGPM, che si terrà a Bari l’11 dicembre, che sarà utile per valorizzare un settore che ha ampi margini di crescita sui mercati mondiali”. “Voglio inoltre sottolineare – conclude Maurizio Martina - il ruolo delle Capitanerie di Porto nell'attuazione di questo piano di azioni e più in generale nel rispetto della legalità nella filiera ittica. Il lavoro quotidiano e l'alta professionalità della Guardia Costiera, infatti, ci consente di tutelare i consumatori, proteggere i tanti pescatori onesti che rispettano le regole e salvaguardare le risorse marine. Determinante, ad esempio, è stato anche il contributo delle Capitanerie di Porto nell'uscita dalla procedura d'infrazione per l'uso delle spadare, grazie a migliaia di controlli svolti in mare”.
LE AZIONI
1. “Task force” di sostegno alle Regioni per evitare il disimpegno automatico dei fondi europei Programmazione 2007-2013
Per scongiurare la perdita di fondi ed imprimere impulso alla spesa regionale è stata istituita un’apposita unità di supporto (“task force”) del Mipaaf che si occuperà a partire dal mese di settembre di supportare le Regioni nell’attuazione del programma. I ritardi accumulati da alcune Regioni, che secondo gli ultimi dati disponibili hanno speso meno del 40% delle risorse complessive del programma che dovrà chiudersi nel 2015, impongono una accelerazione delle procedure di spesa, evitando un rischio di perdita di fondi. La task force, oltre a garantire un maggior coordinamento degli interventi nazionali e regionali, contribuirà anche a suggerire le soluzioni più adatte per superare le criticità riscontrate dagli Organismi intermedi durante i controlli amministrativi e informatici svolti nell’ambito del Sistema di gestione e controllo. All’unità è assegnata la funzione propositiva, di stimolo, coordinamento, vigilanza e valorizzazione delle attività in atto a livello locale nonché il monitoraggio dell’attuazione. Avrà anche il compito di assistere l’Amministrazione nella gestione del programma con riferimento alle attività di controllo e monitoraggio dei compiti spettanti agli Organismi Intermedi. Un impegno importante del Ministero a supporto delle amministrazioni regionali volte e rafforzare la collaborazione istituzionale nell'interesse generale dell'efficientamento della spesa dei fondi europei, in coerenza con quanto sta avvenendo sugli altri fondi.
2. Rimodulazione dal 50% al 75% del tasso di cofinanziamento comunitario per le Regioni Obiettivo Convergenza
L’azione di rimodulazione effettuata sull’Asse prioritario 2 è finalizzata non solo a evitare di perdere risorse importanti, ma anche a finanziare un nuovo Piano di Azione per la Pesca con una dotazione di circa 45 milioni di euro di risorse nazionali, di cui circa 36 milioni di euro a valere sul Fondo di Rotazione ed i restanti a carico dei bilanci regionali. Le risorse nazionali, previo accordo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, manterranno la destinazione territoriale, in modo che nessuna regione perda le risorse che resteranno a disposizione dei territori per finanziare, con circa 16 milioni di euro, un intervento sugli ammortizzatori sociali, come ad esempio la Cassa integrazione guadagni in deroga, e altre misure immediatamente spendibili che saranno identificate con le Regioni interessate.
3. Semplificazioni
Il rilancio del settore avverrà non solo attraverso nuove risorse, ma anche attraverso una accelerazione del necessario processo di semplificazione. A tale fine sono stati sbloccati circa 400mila euro per operazioni di semplificazione, da realizzare attraverso Convenzioni per lo sviluppo della filiera pesca,che saranno svolte, attraverso una selezione con bandi, da parte delle Associazioni nazionali di categoria ovvero da Consorzi dalle stesse istituiti.
4. Nuova programmazione Politica Comune della Pesca 2014-2020
Con la nuova programmazione saranno disponibili risorse per 537 milioni di euro fino al 2020. Di queste, 424 milioni di euro saranno utilizzati per misure di sostenibilità della pesca e dell'acquacoltura, 61 milioni di euro saranno destinati ad attività di controllo, 47 milioni di euro per la raccolta di dati scientifici e 4,4 milioni di euro per la politica marittima integrata da coordinare con la parte gestita dalla Commissione Ue. E' già in fase di definizione il Programma operativo nazionale, che nelle prossime settimane sarà concordato con le Regioni e con gli operatori del settore, che consentirà con anticipo all'Italia di essere pronta per l'attuazione delle misure FEAMP fino al 2020. La grande occasione del prossimo ciclo di programmazione dovrà necessariamente concentrare le risorse, con un più forte ruolo nazionale, su un numero minore di priorità garantendo il raggiungimento dei target di spesa all'interno di una strategia condivisa con gli enti locali. 5.Semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’Unione europea
La pesca è uno dei temi sui quali la Presidenza italiana ha previsto un impegno importante. Si metteranno al centro le riforme aperte, dalle norme attuative della PCP al regolamento “Omnibus”, fino ai nuovi accordi sulle possibilità di pesca per il 2015 nelle acque UE e internazionali (TAC e quote: Regolamento generale, Mar Baltico, Mar Nero, specie da acque profonde), che dovranno essere pienamente coerenti con gli obiettivi della nuova Politica Comune della Pesca (sostenibilità, regionalizzazione, crescita). Nel corso del Semestre, poi, particolare attenzione sarà inoltre rivolta all’acquacoltura, valorizzando i fattori di: competitività e semplificazione; crescita e occupazione; ruolo di risorsa alimentare.
Eventi programmati nel semestre di Presidenza in collegamento con tematiche EXPO 2015
"Blue day” Convegno internazionale sulla Blue Economy - Organizzato il 30 ottobre a Catania, in accordo con il Ministero dei Trasporti e il Ministero della Difesa, vedrà la partecipazione dei Ministri europei del Mediterraneo, la Commissaria Europea agli affari marittimi e alla pesca, i rappresentanti FAO e tutti gli attori coinvolti nella crescita dell’economia del mare. Una giornata interamente dedicata alla Blue economy, attraverso focus di approfondimento e dialogo sulle principali questioni legate alla pesca. Nell’inquadramento di una governance globale degli oceani, l’iniziativa coordinerà i vari settori, con un focus sull’uso sostenibile delle risorse marine viventi soprattutto come fonte di cibo sano e di qualità per il pianeta, ma senza trascurare approfondimenti tecnici in campi quali: l’efficienza energetica (motori delle imbarcazioni); interazione fra turismo e altre attività economiche, come i trasporti; sorveglianza in mare e sicurezza per il mare.
Conferenza sull’acquacoltura mediterranea (FAO/CGPM) – Organizzata a Bari l’11 dicembre, con la Fao e la Commissione generale pesca nel Mediterraneo (CGPM), sarà un momento decisivo per la creazione di un percorso volto a valorizzare l’acquacoltura mediterranea ed il suo fondamentale contributo nell’ambito delle produzioni di cibo sano e di qualità per il pianeta.
I Controlli delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera
Le Capitanerie di Porto mettono in campo operazioni mirate su tutta la filiera ittica nell'attuazione del piano strategico di azioni e più in generale nel rispetto della legalità in mare e nelle fasi di commercializzazione. Nel 2013 i controlli effettuati dalla Guardia Costiera sono stati 82.836. Il lavoro quotidiano della Guardia Costiera consente di tutelare i consumatori, proteggere i tanti pescatori onesti che rispettano le regole e salvaguardare le risorse marine. Determinante, ad esempio, è stato anche il contributo delle Capitanerie di Porto nell'uscita dalla procedura d'infrazione per l'uso delle spadare, grazie a migliaia di controlli svolti in mare.
Qui le slide sul piano di azione per la pesca:
http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7883
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il Ministro Maurizio Martina, insieme al Sottosegretario Giuseppe Castiglione, ha presentato il piano di azioni per il rilancio della pesca e dell’acquacoltura, in occasione della visita agli operatori della filiera ittica in Sicilia. “La tutela delle nostre risorse marine – dichiara il Ministro - passa anche attraverso una politica strategica per la pesca e l’acquacoltura. Parliamo di un settore che impiega circa 30mila persone e che dà vita ad un sistema come quello della trasformazione del pesce che fattura 2,2 miliardi di euro. In Italia con 12 mila imbarcazioni é presente circa il 14% della flotta europea. Per la salvaguardia e il rilancio della pesca abbiamo approntato un primo piano di 5 azioni principali che si sviluppa da quest’anno. L’obiettivo chiaro è quello di sostenere l’occupazione e il reddito dei nostri pescatori e di rilanciare un settore strategico del nostro Paese. Con i 537 milioni di euro della nuova programmazione e con la riprogrammazione delle risorse residue vogliamo incidere per contrastare la crisi e dare futuro all'intera filiera ittica”. “Il primo punto – prosegue Martina - è ottimizzare l’utilizzo delle risorse comunitarie e utilizzarle per il rilancio di medio lungo periodo del comparto, evitando gli sprechi. Sui fondi della programmazione 2007-2013, purtroppo, abbiamo rilevato il ritardo di alcune Regioni nella spesa delle risorse comunitarie. Vogliamo intervenire subito istituendo una task force ministeriale per supportare la gestione amministrativa, evitando il disimpegno automatico e la conseguente penalizzazione dei lavoratori e concentrando le risorse su misure condivise volte ad attenuare gli effetti della crisi e a supportare i comparti strategici. Con lo stesso intento abbiamo pensato ad una rimodulazione del cofinanziamento, così da liberare 45 milioni di euro di risorse nazionali da destinare a interventi per ammortizzatori sociali (con circa 15 milioni di euro) e ad altre misure immediatamente attivabili. Per stimolare un’operazione di semplificazione abbiamo reperito e sbloccato già nei giorni scorsi 400mila euro relativi alle Convezioni per lo sviluppo della filiera della pesca, dove lavoreremo in collaborazione con le Associazioni nazionali di categoria”. “Nel corso del Semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’Ue – aggiunge il Ministro - la pesca avrà un ruolo centrale. Intendiamo monitorare attivamente la fase di avvio della nuova Politica Comune della Pesca (PCP) e l’entrata in vigore del Fondo europeo per gli affari marittimi e della pesca (FEAMP). A questo proposito, sosterremo un’attuazione tempestiva ed efficace dei nuovi quadri normativi e siamo al lavoro per garantire lo sviluppo sostenibile del settore, tenendo conto degli aspetti ambientali, economici e sociali. Siamo convinti che l’Italia debba giocare quel ruolo importante nel Mediterraneo che deriva dalla sua posizione geoeconomica, sfruttando le straordinarie opportunità che si presentano in particolare su questi temi. Anche per questo, in concomitanza con il Semestre, abbiamo voluto organizzare due grandi appuntamenti di portata internazionale. Il primo si svolgerà il 30 ottobre a Catania e sarà dedicato alla “Blue Economy”, collegando le potenzialità dell'economia del Mare con il grande tema di Expo della sicurezza alimentare. Il secondo sarà la Conferenza sull’acquacoltura mediterranea con FAO e CGPM, che si terrà a Bari l’11 dicembre, che sarà utile per valorizzare un settore che ha ampi margini di crescita sui mercati mondiali”. “Voglio inoltre sottolineare – conclude Maurizio Martina - il ruolo delle Capitanerie di Porto nell'attuazione di questo piano di azioni e più in generale nel rispetto della legalità nella filiera ittica. Il lavoro quotidiano e l'alta professionalità della Guardia Costiera, infatti, ci consente di tutelare i consumatori, proteggere i tanti pescatori onesti che rispettano le regole e salvaguardare le risorse marine. Determinante, ad esempio, è stato anche il contributo delle Capitanerie di Porto nell'uscita dalla procedura d'infrazione per l'uso delle spadare, grazie a migliaia di controlli svolti in mare”.
LE AZIONI
1. “Task force” di sostegno alle Regioni per evitare il disimpegno automatico dei fondi europei Programmazione 2007-2013
Per scongiurare la perdita di fondi ed imprimere impulso alla spesa regionale è stata istituita un’apposita unità di supporto (“task force”) del Mipaaf che si occuperà a partire dal mese di settembre di supportare le Regioni nell’attuazione del programma. I ritardi accumulati da alcune Regioni, che secondo gli ultimi dati disponibili hanno speso meno del 40% delle risorse complessive del programma che dovrà chiudersi nel 2015, impongono una accelerazione delle procedure di spesa, evitando un rischio di perdita di fondi. La task force, oltre a garantire un maggior coordinamento degli interventi nazionali e regionali, contribuirà anche a suggerire le soluzioni più adatte per superare le criticità riscontrate dagli Organismi intermedi durante i controlli amministrativi e informatici svolti nell’ambito del Sistema di gestione e controllo. All’unità è assegnata la funzione propositiva, di stimolo, coordinamento, vigilanza e valorizzazione delle attività in atto a livello locale nonché il monitoraggio dell’attuazione. Avrà anche il compito di assistere l’Amministrazione nella gestione del programma con riferimento alle attività di controllo e monitoraggio dei compiti spettanti agli Organismi Intermedi. Un impegno importante del Ministero a supporto delle amministrazioni regionali volte e rafforzare la collaborazione istituzionale nell'interesse generale dell'efficientamento della spesa dei fondi europei, in coerenza con quanto sta avvenendo sugli altri fondi.
2. Rimodulazione dal 50% al 75% del tasso di cofinanziamento comunitario per le Regioni Obiettivo Convergenza
L’azione di rimodulazione effettuata sull’Asse prioritario 2 è finalizzata non solo a evitare di perdere risorse importanti, ma anche a finanziare un nuovo Piano di Azione per la Pesca con una dotazione di circa 45 milioni di euro di risorse nazionali, di cui circa 36 milioni di euro a valere sul Fondo di Rotazione ed i restanti a carico dei bilanci regionali. Le risorse nazionali, previo accordo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, manterranno la destinazione territoriale, in modo che nessuna regione perda le risorse che resteranno a disposizione dei territori per finanziare, con circa 16 milioni di euro, un intervento sugli ammortizzatori sociali, come ad esempio la Cassa integrazione guadagni in deroga, e altre misure immediatamente spendibili che saranno identificate con le Regioni interessate.
3. Semplificazioni
Il rilancio del settore avverrà non solo attraverso nuove risorse, ma anche attraverso una accelerazione del necessario processo di semplificazione. A tale fine sono stati sbloccati circa 400mila euro per operazioni di semplificazione, da realizzare attraverso Convenzioni per lo sviluppo della filiera pesca,che saranno svolte, attraverso una selezione con bandi, da parte delle Associazioni nazionali di categoria ovvero da Consorzi dalle stesse istituiti.
4. Nuova programmazione Politica Comune della Pesca 2014-2020
Con la nuova programmazione saranno disponibili risorse per 537 milioni di euro fino al 2020. Di queste, 424 milioni di euro saranno utilizzati per misure di sostenibilità della pesca e dell'acquacoltura, 61 milioni di euro saranno destinati ad attività di controllo, 47 milioni di euro per la raccolta di dati scientifici e 4,4 milioni di euro per la politica marittima integrata da coordinare con la parte gestita dalla Commissione Ue. E' già in fase di definizione il Programma operativo nazionale, che nelle prossime settimane sarà concordato con le Regioni e con gli operatori del settore, che consentirà con anticipo all'Italia di essere pronta per l'attuazione delle misure FEAMP fino al 2020. La grande occasione del prossimo ciclo di programmazione dovrà necessariamente concentrare le risorse, con un più forte ruolo nazionale, su un numero minore di priorità garantendo il raggiungimento dei target di spesa all'interno di una strategia condivisa con gli enti locali. 5.Semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’Unione europea
La pesca è uno dei temi sui quali la Presidenza italiana ha previsto un impegno importante. Si metteranno al centro le riforme aperte, dalle norme attuative della PCP al regolamento “Omnibus”, fino ai nuovi accordi sulle possibilità di pesca per il 2015 nelle acque UE e internazionali (TAC e quote: Regolamento generale, Mar Baltico, Mar Nero, specie da acque profonde), che dovranno essere pienamente coerenti con gli obiettivi della nuova Politica Comune della Pesca (sostenibilità, regionalizzazione, crescita). Nel corso del Semestre, poi, particolare attenzione sarà inoltre rivolta all’acquacoltura, valorizzando i fattori di: competitività e semplificazione; crescita e occupazione; ruolo di risorsa alimentare.
Eventi programmati nel semestre di Presidenza in collegamento con tematiche EXPO 2015
"Blue day” Convegno internazionale sulla Blue Economy - Organizzato il 30 ottobre a Catania, in accordo con il Ministero dei Trasporti e il Ministero della Difesa, vedrà la partecipazione dei Ministri europei del Mediterraneo, la Commissaria Europea agli affari marittimi e alla pesca, i rappresentanti FAO e tutti gli attori coinvolti nella crescita dell’economia del mare. Una giornata interamente dedicata alla Blue economy, attraverso focus di approfondimento e dialogo sulle principali questioni legate alla pesca. Nell’inquadramento di una governance globale degli oceani, l’iniziativa coordinerà i vari settori, con un focus sull’uso sostenibile delle risorse marine viventi soprattutto come fonte di cibo sano e di qualità per il pianeta, ma senza trascurare approfondimenti tecnici in campi quali: l’efficienza energetica (motori delle imbarcazioni); interazione fra turismo e altre attività economiche, come i trasporti; sorveglianza in mare e sicurezza per il mare.
Conferenza sull’acquacoltura mediterranea (FAO/CGPM) – Organizzata a Bari l’11 dicembre, con la Fao e la Commissione generale pesca nel Mediterraneo (CGPM), sarà un momento decisivo per la creazione di un percorso volto a valorizzare l’acquacoltura mediterranea ed il suo fondamentale contributo nell’ambito delle produzioni di cibo sano e di qualità per il pianeta.
I Controlli delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera
Le Capitanerie di Porto mettono in campo operazioni mirate su tutta la filiera ittica nell'attuazione del piano strategico di azioni e più in generale nel rispetto della legalità in mare e nelle fasi di commercializzazione. Nel 2013 i controlli effettuati dalla Guardia Costiera sono stati 82.836. Il lavoro quotidiano della Guardia Costiera consente di tutelare i consumatori, proteggere i tanti pescatori onesti che rispettano le regole e salvaguardare le risorse marine. Determinante, ad esempio, è stato anche il contributo delle Capitanerie di Porto nell'uscita dalla procedura d'infrazione per l'uso delle spadare, grazie a migliaia di controlli svolti in mare.
Qui le slide sul piano di azione per la pesca:
http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7883
venerdì 1 agosto 2014
LAVORO, MARTINA: SEGNALE POSITIVO INCREMENTO OCCUPAZIONE IN AGRICOLTURA, DA GOVERNO IMPEGNO PER CRESCITA
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Le previsioni che danno in crescita gli occupati nell’agroalimentare sono un segnale positivo della vitalità del settore, l'unico che continua a crescere e che nel suo complesso vale il 17% del Pil nazionale. Il Governo è impegnato nell’attuazione di un piano strategico nazionale che consenta alle aziende del comparto di continuare a crescere e a creare posti di lavoro. Nel dl competitività abbiamo inserito le misure di “Campolibero” con operazioni importanti come ad esempio la deduzione Irap, lo sgravio di 1/3 della retribuzione lorda per le assunzioni di giovani e tre crediti d’imposta al 40% per investimenti in innovazione, sviluppo, reti d’impresa ed e-commerce. A questo si affianca il grande lavoro fatto anche con le Regioni per le scelte attuative della nuova Politica agricola comune che complessivamente vale 52 miliardi di euro fino al 2020”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina ha commentato i dati di oggi del Sistema Informativo Excelsior, di Unioncamere e Ministero del Lavoro.
“Le previsioni che danno in crescita gli occupati nell’agroalimentare sono un segnale positivo della vitalità del settore, l'unico che continua a crescere e che nel suo complesso vale il 17% del Pil nazionale. Il Governo è impegnato nell’attuazione di un piano strategico nazionale che consenta alle aziende del comparto di continuare a crescere e a creare posti di lavoro. Nel dl competitività abbiamo inserito le misure di “Campolibero” con operazioni importanti come ad esempio la deduzione Irap, lo sgravio di 1/3 della retribuzione lorda per le assunzioni di giovani e tre crediti d’imposta al 40% per investimenti in innovazione, sviluppo, reti d’impresa ed e-commerce. A questo si affianca il grande lavoro fatto anche con le Regioni per le scelte attuative della nuova Politica agricola comune che complessivamente vale 52 miliardi di euro fino al 2020”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina ha commentato i dati di oggi del Sistema Informativo Excelsior, di Unioncamere e Ministero del Lavoro.
MIPAAF: CDM APPROVA DOCUMENTO SU RIFORMA DELLA PAC
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che è stato approvato il documento “La nuova PAC: le scelte nazionali – Regolamento (UE) n. 1307/2013” nel corso del Consiglio dei Ministri che si è tenuto ieri a Palazzo Chigi. La decisione presa dal Cdm consente al Ministro Maurizio Martina di comunicare all’Unione europea, entro il termine stabilito del 1 agosto, le scelte nazionali relative all’applicazione della riforma della nuova PAC fino al 2020. “Nei prossimi sette anni – ha dichiarato il Ministro Martina – abbiamo a disposizione 52 miliardi di euro da investire per il rilancio e il futuro dell’agroalimentare nazionale. Abbiamo fatto scelte non banali come destinare 80 milioni di euro all’anno alle imprese agricole condotte da giovani, con la maggiorazione del 25% degli aiuti diretti per 5 anni. Così come abbiamo deciso che non percepiranno più aiuti soggetti come le banche, le assicurazioni, le società immobiliari e finanziarie. Non è la Pac che avremmo voluto, ma abbiamo lavorato intensamente in questi mesi con le Regioni per trovare una sintesi delle esigenze particolari dei vari territori. Ora i nostri imprenditori agricoli hanno un anno per adeguarsi alla riforma in vista della prima domanda unica che sarà nel 2015”. Nella seduta di oggi è stata anche autorizzata la ripartizione degli aiuti destinati al sostegno accoppiato, per una dotazione annua di circa 426 milioni di euro. Tali risorse saranno concentrate nei seguenti settori: zootecnia da carne e da latte, con oltre 210 milioni di euro l’anno, seminativi con circa 146 milioni di euro l’anno, di cui circa 95 milioni di euro per il piano proteico e il grano duro, e olivicoltura, alla quale sono destinati 70 milioni di euro l’anno.
Le risorse complessive della PAC
Circa 27 miliardi di euro totali saranno a disposizione dell’Italia per gli aiuti diretti del I° Pilastro (Pagamenti diretti), completamente finanziati dall’Europa. Circa 21 miliardi di euro saranno a disposizione per finanziare le misure del II° Pilastro (Sviluppo rurale). Queste risorse sono stanziate per la metà da Fondi europei e per la metà da una quota nazionale. Ai fondi destinati al finanziamento delle misure dei due pilastri (48 miliardi) va aggiunta una quota relativa ai finanziamenti dell’OCM (Organizzazione comune di mercato) di circa 4 miliardi di euro (per l’OCM non vi sono spese pre-allocate tranne per il settore vitivinicolo e l’olio di oliva).
Il documento integrale è disponibile sul sito istituzionale del Ministero www.politicheagricole.it.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che è stato approvato il documento “La nuova PAC: le scelte nazionali – Regolamento (UE) n. 1307/2013” nel corso del Consiglio dei Ministri che si è tenuto ieri a Palazzo Chigi. La decisione presa dal Cdm consente al Ministro Maurizio Martina di comunicare all’Unione europea, entro il termine stabilito del 1 agosto, le scelte nazionali relative all’applicazione della riforma della nuova PAC fino al 2020. “Nei prossimi sette anni – ha dichiarato il Ministro Martina – abbiamo a disposizione 52 miliardi di euro da investire per il rilancio e il futuro dell’agroalimentare nazionale. Abbiamo fatto scelte non banali come destinare 80 milioni di euro all’anno alle imprese agricole condotte da giovani, con la maggiorazione del 25% degli aiuti diretti per 5 anni. Così come abbiamo deciso che non percepiranno più aiuti soggetti come le banche, le assicurazioni, le società immobiliari e finanziarie. Non è la Pac che avremmo voluto, ma abbiamo lavorato intensamente in questi mesi con le Regioni per trovare una sintesi delle esigenze particolari dei vari territori. Ora i nostri imprenditori agricoli hanno un anno per adeguarsi alla riforma in vista della prima domanda unica che sarà nel 2015”. Nella seduta di oggi è stata anche autorizzata la ripartizione degli aiuti destinati al sostegno accoppiato, per una dotazione annua di circa 426 milioni di euro. Tali risorse saranno concentrate nei seguenti settori: zootecnia da carne e da latte, con oltre 210 milioni di euro l’anno, seminativi con circa 146 milioni di euro l’anno, di cui circa 95 milioni di euro per il piano proteico e il grano duro, e olivicoltura, alla quale sono destinati 70 milioni di euro l’anno.
Le risorse complessive della PAC
Circa 27 miliardi di euro totali saranno a disposizione dell’Italia per gli aiuti diretti del I° Pilastro (Pagamenti diretti), completamente finanziati dall’Europa. Circa 21 miliardi di euro saranno a disposizione per finanziare le misure del II° Pilastro (Sviluppo rurale). Queste risorse sono stanziate per la metà da Fondi europei e per la metà da una quota nazionale. Ai fondi destinati al finanziamento delle misure dei due pilastri (48 miliardi) va aggiunta una quota relativa ai finanziamenti dell’OCM (Organizzazione comune di mercato) di circa 4 miliardi di euro (per l’OCM non vi sono spese pre-allocate tranne per il settore vitivinicolo e l’olio di oliva).
Il documento integrale è disponibile sul sito istituzionale del Ministero www.politicheagricole.it.
mercoledì 30 luglio 2014
ORTOFRUTTA, MARTINA: AL FIANCO DEI NOSTRI PRODUTTORI, COMMISSIONE UE DIA RISPOSTE
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il Ministro Maurizio Martina ha incontrato i partecipanti alla manifestazione sulla crisi del settore della frutta estiva, organizzata questa mattina dal coordinamento di Agrinsieme in Piazza Montecitorio a Roma. “Sono giuste le istanze dei produttori – ha detto il Ministro – e proprio per questo l’Italia è in prima fila nel chiedere alla Commissione europea un intervento urgente e tempestivo a favore del settore. Abbiamo già da tempo espresso e continuiamo a ribadire con forza la nostra posizione al Commissario Cioloş, coinvolgendo anche altri Stati membri come la Francia e la Spagna. Credo sia doverosa una risposta concreta da parte della Commissione, fino ad oggi ancora non arrivata, a una vera emergenza che merita attenzione”. Lo scorso 18 luglio, in particolare, il Ministro Maurizio Martina ha inviato una lettera al Commissario europeo all’Agricoltura e allo sviluppo rurale, Dacian Cioloş, nel quale ha chiesto che la Commissione valuti, con estrema urgenza, la possibilità di attivare adeguate misure, eccezionali e transitorie per fronteggiare la crisi del mercato italiano delle pesche e nettarine.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il Ministro Maurizio Martina ha incontrato i partecipanti alla manifestazione sulla crisi del settore della frutta estiva, organizzata questa mattina dal coordinamento di Agrinsieme in Piazza Montecitorio a Roma. “Sono giuste le istanze dei produttori – ha detto il Ministro – e proprio per questo l’Italia è in prima fila nel chiedere alla Commissione europea un intervento urgente e tempestivo a favore del settore. Abbiamo già da tempo espresso e continuiamo a ribadire con forza la nostra posizione al Commissario Cioloş, coinvolgendo anche altri Stati membri come la Francia e la Spagna. Credo sia doverosa una risposta concreta da parte della Commissione, fino ad oggi ancora non arrivata, a una vera emergenza che merita attenzione”. Lo scorso 18 luglio, in particolare, il Ministro Maurizio Martina ha inviato una lettera al Commissario europeo all’Agricoltura e allo sviluppo rurale, Dacian Cioloş, nel quale ha chiesto che la Commissione valuti, con estrema urgenza, la possibilità di attivare adeguate misure, eccezionali e transitorie per fronteggiare la crisi del mercato italiano delle pesche e nettarine.
martedì 29 luglio 2014
EXPO2015: PRESENTATO A ROMA IL PADIGLIONE DEL VINO ITALIANO. MARTINA: ATTRAVERSO IL VINO RACCONTEREMO L’ITALIA
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si è tenuta ieri a Roma, presso lo Spazio Open Colonna – Palazzo delle Esposizioni, la conferenza stampa di presentazione del Padiglione del Vino Italiano ad Expo 2015, “Vino - A Taste Of Italy”. Il Padiglione “Vino - A Taste Of Italy” occuperà uno spazio di circa 2.000 metri quadrati nell’ambito di Padiglione Italia e avrà come obiettivo quello di raccontare la storia del rapporto tra uomo, natura e territorio nella produzione vitivinicola. Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, il Commissario generale per il Padiglione Italia, Diana Bracco, il presidente di Veronafiere, Ettore Riello, il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, il presidente del Comitato Scientifico del Ministero delle Politiche Agricole per il Padiglione Vino, Riccardo Cotarella, l’architetto Italo Rota. A introdurre i lavori il critico d’arte Philippe Daverio, mentre il Direttore Affari Istituzionali di Expo 2015, Roberto Arditti, ha moderato gli interventi. “Il vino è una delle chiavi di racconto più importanti che l'Italia può presentare al mondo – ha detto il Ministro Martina nel suo intervento – . Ad Expo noi non parleremo solo a un settore o a una filiera, ma proveremo a usare l'esperienza vitivinicola italiana per dimostrare le potenzialità del nostro Paese. Parliamo di un settore che vale oltre 14 miliardi di euro nel nostro Paese e per il quale siamo intervenuti anche con la sezione ‘Campolibero’ del decreto competitività, introducendo semplificazioni molto importanti richieste dalle aziende vitivinicole per sostenere meglio il comparto. Nel vino c’è il passato e c’è il futuro, c'è innovazione, bellezza, cura. Questo è solo il primo tempo, oggi mettiamo un punto fermo forte in questo nostro percorso. Di fatto, oggi Expo è già iniziato”. Il Commissario generale per il Padiglione Italia, Diana Bracco, ha sottolineato: “Stiamo presentando una grande eccellenza trainante del Paese. Siamo grati di avere il padiglione del vino all’interno del Padiglione Italia”. Bracco ha quindi ricordato la recente iscrizione dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato nella lista dei patrimoni UNESCO “per il rapporto tra uomo e territorio. Rapporto – ha aggiunto – su cui è articolato il nostro intero Padiglione”. “Tutto quello che realizzeremo – ha spiegato il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani – non sarà ‘consumato’ tutto resterà e sarà riutilizzato. Coinvolgeremo tutti i protagonisti del vino italiano, portando i visitatori alla scoperta della grande cultura presente in questo settore”. Ettore Riello, presidente di Veronafiere, ha parlato di Expo 2015 come una “grande occasione, che non sarà solo una vetrina. Questo Paese deve ripartire, il vino ne costituisca il traino nel mondo”. Riccardo Cotarella, presidente del Comitato Scientifico del Ministero delle Politiche Agricole per il Padiglione Vino, ha aggiunto: “Se Italia è un giardino pieno di vigne lo dobbiamo ai giovani. Abbiamo un patrimonio ineguagliabile e inestimabile di vitigni, legati a territori e a popoli. Se mettiamo insieme gli altri Paesi del mondo non potranno mai raggiungerci da questo punto di vista”.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si è tenuta ieri a Roma, presso lo Spazio Open Colonna – Palazzo delle Esposizioni, la conferenza stampa di presentazione del Padiglione del Vino Italiano ad Expo 2015, “Vino - A Taste Of Italy”. Il Padiglione “Vino - A Taste Of Italy” occuperà uno spazio di circa 2.000 metri quadrati nell’ambito di Padiglione Italia e avrà come obiettivo quello di raccontare la storia del rapporto tra uomo, natura e territorio nella produzione vitivinicola. Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, il Commissario generale per il Padiglione Italia, Diana Bracco, il presidente di Veronafiere, Ettore Riello, il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, il presidente del Comitato Scientifico del Ministero delle Politiche Agricole per il Padiglione Vino, Riccardo Cotarella, l’architetto Italo Rota. A introdurre i lavori il critico d’arte Philippe Daverio, mentre il Direttore Affari Istituzionali di Expo 2015, Roberto Arditti, ha moderato gli interventi. “Il vino è una delle chiavi di racconto più importanti che l'Italia può presentare al mondo – ha detto il Ministro Martina nel suo intervento – . Ad Expo noi non parleremo solo a un settore o a una filiera, ma proveremo a usare l'esperienza vitivinicola italiana per dimostrare le potenzialità del nostro Paese. Parliamo di un settore che vale oltre 14 miliardi di euro nel nostro Paese e per il quale siamo intervenuti anche con la sezione ‘Campolibero’ del decreto competitività, introducendo semplificazioni molto importanti richieste dalle aziende vitivinicole per sostenere meglio il comparto. Nel vino c’è il passato e c’è il futuro, c'è innovazione, bellezza, cura. Questo è solo il primo tempo, oggi mettiamo un punto fermo forte in questo nostro percorso. Di fatto, oggi Expo è già iniziato”. Il Commissario generale per il Padiglione Italia, Diana Bracco, ha sottolineato: “Stiamo presentando una grande eccellenza trainante del Paese. Siamo grati di avere il padiglione del vino all’interno del Padiglione Italia”. Bracco ha quindi ricordato la recente iscrizione dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato nella lista dei patrimoni UNESCO “per il rapporto tra uomo e territorio. Rapporto – ha aggiunto – su cui è articolato il nostro intero Padiglione”. “Tutto quello che realizzeremo – ha spiegato il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani – non sarà ‘consumato’ tutto resterà e sarà riutilizzato. Coinvolgeremo tutti i protagonisti del vino italiano, portando i visitatori alla scoperta della grande cultura presente in questo settore”. Ettore Riello, presidente di Veronafiere, ha parlato di Expo 2015 come una “grande occasione, che non sarà solo una vetrina. Questo Paese deve ripartire, il vino ne costituisca il traino nel mondo”. Riccardo Cotarella, presidente del Comitato Scientifico del Ministero delle Politiche Agricole per il Padiglione Vino, ha aggiunto: “Se Italia è un giardino pieno di vigne lo dobbiamo ai giovani. Abbiamo un patrimonio ineguagliabile e inestimabile di vitigni, legati a territori e a popoli. Se mettiamo insieme gli altri Paesi del mondo non potranno mai raggiungerci da questo punto di vista”.
lunedì 28 luglio 2014
TERRA DEI FUOCHI: SI È SVOLTA OGGI AL MIPAAF RIUNIONE COMITATO INTERMINISTERIALE
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si è svolta questa mattina al Mipaaf una riunione del Comitato interministeriale sulla Terra dei fuochi. Erano presenti alla riunione tecnico-operativa, coordinata dal Capo del Corpo forestale dello Stato, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, oltre alle presenze istituzionali della Regione Campania. "Quella di oggi è un'altra tappa utile del lavoro del Comitato interministeriale per la Terra dei Fuochi che non abbassa la guardia e, con il passaggio del coordinamento operativo al Corpo forestale dello Stato, rafforza i controlli sul territorio. Abbiamo constatato l'avanzamento di questi interventi e ragionato sulle ulteriori fasi di sviluppo delle operatività necessarie. Nella sezione ‘Campolibero’ del Decreto Competitività in approvazione alla Camera abbiamo intanto ridefinito i termini delle indagini dirette, prevedendone una rimodulazione in base al livello di rischio e introducendo la possibilità di ulteriori analisi in caso di emersione di nuovi elementi. Inoltre, al fine di favorire l’allacciamento alla rete idrica pubblica, è stata attribuita priorità assoluta nella concessione di finanziamenti comunitari da fondi strutturali agli investimenti in infrastrutture irrigue e di bonifica al fine di limitare il prelievo privato di acque da falde superficiali e profonde nella provincia di Napoli e Caserta e favorire l'uso collettivo della risorsa idrica. Sempre nel decreto - conclude Martina - al fine di contrastare le attività illecite nella gestione dei rifiuti nel territorio campano, è stato infine previsto che tutte le forze di polizia possano operare anche tramite interconnessione con il Sistema di tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), secondo le modalità che saranno stabilite da un decreto del Ministro dell’Ambiente". "L'attività del gruppo di lavoro sta rispettando i tempi previsti - ha dichiarato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin - Stiamo procedendo in modo serio e veloce, confermando che questo Governo vuole innanzitutto verità sulla Terra dei Fuochi e, lì dove sarà necessario, vuole intervenire in modo mirato e rapido. E sulla trasparenza ho proposto l'attivazione di un sito internet proprio per dare il massimo della trasparenza a tutti i dati e all'azione quotidiana che tutte le forze in campo stanno realizzando. Per quanto riguarda la salute dei cittadini campani - ha specificato il Ministro - nei colloqui avuti con la Regione ho sollecitato soprattutto l'accelerazione dell'inizio degli screening. L'Istituto superiore di sanità ha trasmesso la proposta che contiene la tipologia degli accertamenti sanitari da effettuare sulla popolazione, i soldi sono stati stanziati, i cittadini campani devono potere avere accesso immediato e gratuito a tutti quegli accertamenti stabiliti dal protocollo. Con l'Istituto superiore di sanità stiamo anche proseguendo con un'azione ancora più forte per il controllo degli alimenti". "Il lavoro congiunto del governo e di tutte le istituzioni impegnate nel patto per la cosiddetta Terra dei Fuochi - osserva il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - sta dando risultati importanti. Il monitoraggio prosegue nella totale trasparenza verso i cittadini campani: la sicurezza ambientale è il nostro primo obiettivo ed elemento irrinunciabile per la difesa della salute. Ricordo, inoltre, come detto da Martina, che siamo intervenuti nel Decreto Competitività con una norma che estende i controlli ai terreni agricoli non oggetto d'indagine perché coperti da segreto giudiziario e oggetto di sversamenti resi noti a conclusione delle indagini. Un ulteriore strumento per indagini sempre più approfondite in grado di definire un quadro completo della situazione". Prima della riunione, i Ministri hanno incontrato Don Maurizio Patriciello, con il quale si sono soffermati a valutare lo stato di attuazione di tutte le azioni intraprese dal Governo a tutela del territorio e dei cittadini.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si è svolta questa mattina al Mipaaf una riunione del Comitato interministeriale sulla Terra dei fuochi. Erano presenti alla riunione tecnico-operativa, coordinata dal Capo del Corpo forestale dello Stato, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, oltre alle presenze istituzionali della Regione Campania. "Quella di oggi è un'altra tappa utile del lavoro del Comitato interministeriale per la Terra dei Fuochi che non abbassa la guardia e, con il passaggio del coordinamento operativo al Corpo forestale dello Stato, rafforza i controlli sul territorio. Abbiamo constatato l'avanzamento di questi interventi e ragionato sulle ulteriori fasi di sviluppo delle operatività necessarie. Nella sezione ‘Campolibero’ del Decreto Competitività in approvazione alla Camera abbiamo intanto ridefinito i termini delle indagini dirette, prevedendone una rimodulazione in base al livello di rischio e introducendo la possibilità di ulteriori analisi in caso di emersione di nuovi elementi. Inoltre, al fine di favorire l’allacciamento alla rete idrica pubblica, è stata attribuita priorità assoluta nella concessione di finanziamenti comunitari da fondi strutturali agli investimenti in infrastrutture irrigue e di bonifica al fine di limitare il prelievo privato di acque da falde superficiali e profonde nella provincia di Napoli e Caserta e favorire l'uso collettivo della risorsa idrica. Sempre nel decreto - conclude Martina - al fine di contrastare le attività illecite nella gestione dei rifiuti nel territorio campano, è stato infine previsto che tutte le forze di polizia possano operare anche tramite interconnessione con il Sistema di tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), secondo le modalità che saranno stabilite da un decreto del Ministro dell’Ambiente". "L'attività del gruppo di lavoro sta rispettando i tempi previsti - ha dichiarato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin - Stiamo procedendo in modo serio e veloce, confermando che questo Governo vuole innanzitutto verità sulla Terra dei Fuochi e, lì dove sarà necessario, vuole intervenire in modo mirato e rapido. E sulla trasparenza ho proposto l'attivazione di un sito internet proprio per dare il massimo della trasparenza a tutti i dati e all'azione quotidiana che tutte le forze in campo stanno realizzando. Per quanto riguarda la salute dei cittadini campani - ha specificato il Ministro - nei colloqui avuti con la Regione ho sollecitato soprattutto l'accelerazione dell'inizio degli screening. L'Istituto superiore di sanità ha trasmesso la proposta che contiene la tipologia degli accertamenti sanitari da effettuare sulla popolazione, i soldi sono stati stanziati, i cittadini campani devono potere avere accesso immediato e gratuito a tutti quegli accertamenti stabiliti dal protocollo. Con l'Istituto superiore di sanità stiamo anche proseguendo con un'azione ancora più forte per il controllo degli alimenti". "Il lavoro congiunto del governo e di tutte le istituzioni impegnate nel patto per la cosiddetta Terra dei Fuochi - osserva il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - sta dando risultati importanti. Il monitoraggio prosegue nella totale trasparenza verso i cittadini campani: la sicurezza ambientale è il nostro primo obiettivo ed elemento irrinunciabile per la difesa della salute. Ricordo, inoltre, come detto da Martina, che siamo intervenuti nel Decreto Competitività con una norma che estende i controlli ai terreni agricoli non oggetto d'indagine perché coperti da segreto giudiziario e oggetto di sversamenti resi noti a conclusione delle indagini. Un ulteriore strumento per indagini sempre più approfondite in grado di definire un quadro completo della situazione". Prima della riunione, i Ministri hanno incontrato Don Maurizio Patriciello, con il quale si sono soffermati a valutare lo stato di attuazione di tutte le azioni intraprese dal Governo a tutela del territorio e dei cittadini.
TERREVIVE, MIPAAF: 5.500 ETTARI DI TERRENI AGRICOLI PUBBLICI IN VENDITA E LOCAZIONE MARTINA: PRELAZIONE AI GIOVANI UNDER 40 PER RICAMBIO GENERAZIONALE
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha firmato il decreto “terrevive”, che consente la messa in vendita o in locazione di 5.500 ettari di terreni agricoli pubblici, con prelazione agli under 40, in attuazione dell’art. 66, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Il provvedimento, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, individua i terreni coinvolti che appartengono nello specifico al Demanio (per 2480 ettari), al Corpo forestale dello Stato (2148), al Cra - Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura (882). Ai terreni alienati o locati non potrà essere attribuita una destinazione urbanistica diversa da quella agricola prima di 20 anni dalla trascrizione dei contratti nei pubblici registri immobiliari. “È la prima volta in assoluto – ha dichiarato il Ministro Martina – che terreni pubblici statali vengono coinvolti in un progetto di questa portata per incentivare il ricambio generazionale e l’imprenditorialità giovanile in campo agricolo. Nei prossimi mesi proseguiremo questo lavoro anche con le Regioni e i Comuni, che potranno dare nuova vita al loro patrimonio di terre agricole incolte. Vogliamo rendere di nuovo produttive tante terre, troppo spesso frazionate, che potranno contribuire al rilancio del settore. Il decreto “terrevive” si inserisce nel piano che questo Governo sta portando avanti nell’agroalimentare e si coordina con le azioni di “Campolibero”, approvato la scorsa settimana al Senato, come i mutui a tasso zero per i giovani e soprattutto la detrazione del 19% per affitto di terreni da parte degli under 35". Le terre, equivalenti a circa 7 mila campi da calcio, saranno concesse in affitto o cedute da settembre, con prelazione per i giovani e con procedure trasparenti. Per la vendita di terreni che hanno un valore superiore ai 100 mila euro si procederà tramite asta pubblica. Al di sotto dei 100.000 euro, come previsto dalla legge emanata dal Governo Monti, si farà ricorso a procedure negoziate, con pubblicazione dell’elenco dei terreni sulla stampa e sul sito dell’Agenzia del Demanio e aggiudicazione alla migliore offerta rispetto alla base di partenza. Alla locazione è destinata una quota minima del 20% del totale delle aree individuate più i lotti che rimarranno eventualmente invenduti, con una prelazione sempre per i giovani. Sia in caso di locazione che in caso di vendita è riconosciuta una prelazione per gli eventuali conduttori dei terreni.
Qui le slide: http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7867
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha firmato il decreto “terrevive”, che consente la messa in vendita o in locazione di 5.500 ettari di terreni agricoli pubblici, con prelazione agli under 40, in attuazione dell’art. 66, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Il provvedimento, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, individua i terreni coinvolti che appartengono nello specifico al Demanio (per 2480 ettari), al Corpo forestale dello Stato (2148), al Cra - Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura (882). Ai terreni alienati o locati non potrà essere attribuita una destinazione urbanistica diversa da quella agricola prima di 20 anni dalla trascrizione dei contratti nei pubblici registri immobiliari. “È la prima volta in assoluto – ha dichiarato il Ministro Martina – che terreni pubblici statali vengono coinvolti in un progetto di questa portata per incentivare il ricambio generazionale e l’imprenditorialità giovanile in campo agricolo. Nei prossimi mesi proseguiremo questo lavoro anche con le Regioni e i Comuni, che potranno dare nuova vita al loro patrimonio di terre agricole incolte. Vogliamo rendere di nuovo produttive tante terre, troppo spesso frazionate, che potranno contribuire al rilancio del settore. Il decreto “terrevive” si inserisce nel piano che questo Governo sta portando avanti nell’agroalimentare e si coordina con le azioni di “Campolibero”, approvato la scorsa settimana al Senato, come i mutui a tasso zero per i giovani e soprattutto la detrazione del 19% per affitto di terreni da parte degli under 35". Le terre, equivalenti a circa 7 mila campi da calcio, saranno concesse in affitto o cedute da settembre, con prelazione per i giovani e con procedure trasparenti. Per la vendita di terreni che hanno un valore superiore ai 100 mila euro si procederà tramite asta pubblica. Al di sotto dei 100.000 euro, come previsto dalla legge emanata dal Governo Monti, si farà ricorso a procedure negoziate, con pubblicazione dell’elenco dei terreni sulla stampa e sul sito dell’Agenzia del Demanio e aggiudicazione alla migliore offerta rispetto alla base di partenza. Alla locazione è destinata una quota minima del 20% del totale delle aree individuate più i lotti che rimarranno eventualmente invenduti, con una prelazione sempre per i giovani. Sia in caso di locazione che in caso di vendita è riconosciuta una prelazione per gli eventuali conduttori dei terreni.
Qui le slide: http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7867
CAMPOLIBERO, MIPAAF: SENATO APPROVA DL COMPETITIVITÁ MARTINA: SVOLTA STORICA PER AGROALIMENTARE GRAZIE A LAVORO GOVERNO E PARLAMENTO
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è tenuta il 25 mattina, presso la Sala Nassiriya del Senato, una conferenza stampa di presentazione degli emendamenti relativi alle misure di “Campolibero” contenuti nel Dl Competitività, approvato oggi dal Senato. Erano presenti il Ministro Maurizio Martina, il Viceministro Andrea Olivero, il Presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Roberto Formigoni, e i capigruppo della Commissione. Il Ministro Martina ha sottolineato che “Campolibero rappresenta una svolta storica per l’agricoltura, perché erano anni che non veniva approvato un pacchetto di azioni coordinato e così consistente per il settore. È stata fondamentale la collaborazione tra Governo e Parlamento, che si è tradotta rapidamente in atti concreti a sostegno di un settore strategico. Sono molto orgoglioso di quanto fatto da quando lanciammo la proposta a Verona fino all'approvazione di oggi. Grazie al grande lavoro congiunto di Ministero e Commissione Agricoltura del Senato possono diventare realtà alcune scelte forti sia sulla semplificazione che sul sostegno all’occupazione, all'impresa e all'innovazione. Abbiamo mandato – ha aggiunto Martina – un segnale politico positivo, dando vita a una buona pratica. Abbiamo tenuto uniti due concetti fondamentali: fare quello che serve all’agricoltura e farlo nel più breve tempo possibile. Questa è la conferma che l’agroalimentare è tra i grandi temi e le priorità di questo Paese”. Queste le principali misure di “Campolibero”:
GIOVANI
- Detrazione per affitto dei terreni al 19% per giovani coltivatori diretti e imprenditori agricoli fino a 35 anni; - Incentivi all'assunzione di giovani con contratto a tempo indeterminato o determinato di minimo 3 anni, con sgravio di 1/3 della retribuzione lorda;
LAVORO
- Deduzioni Irap per ogni lavoratore assunto con contratto a tempo determinato di almeno 3 anni e per almeno 150 giornate all'anno: 1) un importo pari a 3.750 euro, su base annua, per ogni lavoratore dipendente impiegato nel periodo di imposta, aumentato a 6.750 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni; 2) un importo fino a 7.500 euro, su base annua, per ogni lavoratore dipendente impiegato nel periodo d'imposta nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, aumentato a 10.500 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni; tale deduzione è alternativa a quella di cui al numero 1), e può essere fruita nel rispetto dei limiti derivanti dall'applicazione della regola de minimis di cui al regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, e successive modificazioni; 3) il 50 per cento dei contributi assistenziali e previdenziali relativi ai lavoratori assunti con il contratto a tempo determinato avente le caratteristiche indicate sopra. - Rete del lavoro agricolo di qualità contro il sommerso e per promuovere la regolarità delle imprese agricole, certificandone l'attività;
SEMPLIFICAZIONI
- Registro unico dei controlli; - Estensione della diffida prima delle sanzioni amministrative pecuniarie; - Semplificazioni nel settore vitivinicolo;
INNOVAZIONI D'IMPRESA
- Credito d'imposta per innovazione e sviluppo di prodotti e tecnologie al 40% degli investimenti fino a 400mila euro; - Credito d'imposta per nuove reti d'impresa di produzione alimentare al 40% degli investimenti e fino a 400mila euro; - Credito d'imposta per l'e-commerce di prodotti agroalimentari al 40% degli investimenti e fino a 50mila euro;
SICUREZZA
- Rafforzamento azioni nella Terra dei fuochi con possibilità di ampliare i controlli;
OGM - Introduzione di sanzioni per chi coltiva Ogm in Italia e rafforzamento degli strumenti per assicurare l'effettività del divieto sul territorio nazionale.
Le principali novità degli emendamenti in Senato:
- Mutui a tasso zero per nuove imprese agricole under 40 per produzione, trasformazione e commercio di prodotti agricoli (fino al 75% della spesa ammissibile con durata massima di 10 anni , 15 anni per produzione) - Dematerializzazione dei registri aziendali - Semplificazioni per contratti di rete e in molti settori tra i quali olio, formaggio e latte, biologico e per agricoltura e zootecnia di montagna - Istituzione del Sistema di consulenza aziendale in agricoltura - Semplificazione nella gestione e immatricolazione delle macchine agricole attraverso le organizzazioni professionali agricole - Apertura società agricola in 60 giorni - Sostegno a investimenti in ricerca e innovazione di aziende in contratti di rete - Interdizione attività per il reato di contraffazione agroalimentare di prodotti Dop e Igp - Estensione dei crediti d’imposta per innovazione, reti di impresa e e-commerce al settore pesca e acquacoltura.
Qui si possono vedere e scaricare le slide:
http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7866
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è tenuta il 25 mattina, presso la Sala Nassiriya del Senato, una conferenza stampa di presentazione degli emendamenti relativi alle misure di “Campolibero” contenuti nel Dl Competitività, approvato oggi dal Senato. Erano presenti il Ministro Maurizio Martina, il Viceministro Andrea Olivero, il Presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Roberto Formigoni, e i capigruppo della Commissione. Il Ministro Martina ha sottolineato che “Campolibero rappresenta una svolta storica per l’agricoltura, perché erano anni che non veniva approvato un pacchetto di azioni coordinato e così consistente per il settore. È stata fondamentale la collaborazione tra Governo e Parlamento, che si è tradotta rapidamente in atti concreti a sostegno di un settore strategico. Sono molto orgoglioso di quanto fatto da quando lanciammo la proposta a Verona fino all'approvazione di oggi. Grazie al grande lavoro congiunto di Ministero e Commissione Agricoltura del Senato possono diventare realtà alcune scelte forti sia sulla semplificazione che sul sostegno all’occupazione, all'impresa e all'innovazione. Abbiamo mandato – ha aggiunto Martina – un segnale politico positivo, dando vita a una buona pratica. Abbiamo tenuto uniti due concetti fondamentali: fare quello che serve all’agricoltura e farlo nel più breve tempo possibile. Questa è la conferma che l’agroalimentare è tra i grandi temi e le priorità di questo Paese”. Queste le principali misure di “Campolibero”:
GIOVANI
- Detrazione per affitto dei terreni al 19% per giovani coltivatori diretti e imprenditori agricoli fino a 35 anni; - Incentivi all'assunzione di giovani con contratto a tempo indeterminato o determinato di minimo 3 anni, con sgravio di 1/3 della retribuzione lorda;
LAVORO
- Deduzioni Irap per ogni lavoratore assunto con contratto a tempo determinato di almeno 3 anni e per almeno 150 giornate all'anno: 1) un importo pari a 3.750 euro, su base annua, per ogni lavoratore dipendente impiegato nel periodo di imposta, aumentato a 6.750 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni; 2) un importo fino a 7.500 euro, su base annua, per ogni lavoratore dipendente impiegato nel periodo d'imposta nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, aumentato a 10.500 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni; tale deduzione è alternativa a quella di cui al numero 1), e può essere fruita nel rispetto dei limiti derivanti dall'applicazione della regola de minimis di cui al regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, e successive modificazioni; 3) il 50 per cento dei contributi assistenziali e previdenziali relativi ai lavoratori assunti con il contratto a tempo determinato avente le caratteristiche indicate sopra. - Rete del lavoro agricolo di qualità contro il sommerso e per promuovere la regolarità delle imprese agricole, certificandone l'attività;
SEMPLIFICAZIONI
- Registro unico dei controlli; - Estensione della diffida prima delle sanzioni amministrative pecuniarie; - Semplificazioni nel settore vitivinicolo;
INNOVAZIONI D'IMPRESA
- Credito d'imposta per innovazione e sviluppo di prodotti e tecnologie al 40% degli investimenti fino a 400mila euro; - Credito d'imposta per nuove reti d'impresa di produzione alimentare al 40% degli investimenti e fino a 400mila euro; - Credito d'imposta per l'e-commerce di prodotti agroalimentari al 40% degli investimenti e fino a 50mila euro;
SICUREZZA
- Rafforzamento azioni nella Terra dei fuochi con possibilità di ampliare i controlli;
OGM - Introduzione di sanzioni per chi coltiva Ogm in Italia e rafforzamento degli strumenti per assicurare l'effettività del divieto sul territorio nazionale.
Le principali novità degli emendamenti in Senato:
- Mutui a tasso zero per nuove imprese agricole under 40 per produzione, trasformazione e commercio di prodotti agricoli (fino al 75% della spesa ammissibile con durata massima di 10 anni , 15 anni per produzione) - Dematerializzazione dei registri aziendali - Semplificazioni per contratti di rete e in molti settori tra i quali olio, formaggio e latte, biologico e per agricoltura e zootecnia di montagna - Istituzione del Sistema di consulenza aziendale in agricoltura - Semplificazione nella gestione e immatricolazione delle macchine agricole attraverso le organizzazioni professionali agricole - Apertura società agricola in 60 giorni - Sostegno a investimenti in ricerca e innovazione di aziende in contratti di rete - Interdizione attività per il reato di contraffazione agroalimentare di prodotti Dop e Igp - Estensione dei crediti d’imposta per innovazione, reti di impresa e e-commerce al settore pesca e acquacoltura.
Qui si possono vedere e scaricare le slide:
http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7866
giovedì 24 luglio 2014
OLIO, MIPAAF: 16 ARRESTI E 400 TONNELLATE DI PRODOTTO SEQUESTRATO TRA PUGLIA E CALABRIA
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che nell’ambito di un’operazione antifrode nel settore della commercializzazione dell’olio di oliva sono state sequestrate circa 400 tonnellate di prodotto riconducibile a diverse imprese attive in Puglia e Calabria. Nel corso dell’operazione sono state emanate 16 ordinanze di custodia cautelare e 16 sequestri hanno coinvolto le aziende. L’operazione è stata condotta attraverso una collaborazione tra il Comando Provinciale Guardia di Finanza di Bari - Tenenza di Andria, l’Ispettorato Repressione Frodi del Mipaaf di Roma e Bari e l’Agenzia delle Dogane - Ufficio di Bari. Le imprese fornivano fatture false relative ad approvvigionamenti di olio extravergine di oliva prodotto in Italia, ma in realtà proveniente dalla Spagna. Le indagini hanno confermato che veniva trasformato, mediante sovrapposizione documentale, olio di produzione comunitaria in “olio 100% italiano biologico” con l’intento di veicolarlo nei confronti di altri soggetti partecipi all’organizzazione (confezionatori/commercianti all’ingrosso di olio) al fine di collocarlo sul mercato del consumatore finale, sfruttando il valore aggiunto delle menzioni riservate ai prodotti Made in Italy e biologici. “Voglio ringraziare – ha commentato il Ministro Maurizio Martina – tutto l'Icqrf, il nostro Ispettorato repressione frodi, per il grande lavoro fatto a protezione di un prodotto simbolo del Made in Italy come l'olio d'oliva. L'operazione di oggi, condotta dalla Procura di Trani e in collaborazione con la Guardia di Finanza, dimostra l'efficacia del sistema dei controlli e il concreto rafforzamento del coordinamento che abbiamo voluto con decisione. Azioni di contrasto come quella di oggi si inseriscono in un piano di azione contro l'illegalità, a tutela della sicurezza degli alimenti, della fiducia del consumatore e dei tantissimi produttori che con fatica e passione portano avanti il proprio lavoro rispettando le regole. Proprio sul settore dell'olio – ha concluso il Ministro Martina – stiamo portando avanti un lavoro importante di controlli e di analisi, tanto nella fase d'ingresso dall'estero quanto negli stabilimenti di lavorazione in Italia, per proteggere una filiera che vale quasi un miliardo e mezzo di euro solo di export”.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che nell’ambito di un’operazione antifrode nel settore della commercializzazione dell’olio di oliva sono state sequestrate circa 400 tonnellate di prodotto riconducibile a diverse imprese attive in Puglia e Calabria. Nel corso dell’operazione sono state emanate 16 ordinanze di custodia cautelare e 16 sequestri hanno coinvolto le aziende. L’operazione è stata condotta attraverso una collaborazione tra il Comando Provinciale Guardia di Finanza di Bari - Tenenza di Andria, l’Ispettorato Repressione Frodi del Mipaaf di Roma e Bari e l’Agenzia delle Dogane - Ufficio di Bari. Le imprese fornivano fatture false relative ad approvvigionamenti di olio extravergine di oliva prodotto in Italia, ma in realtà proveniente dalla Spagna. Le indagini hanno confermato che veniva trasformato, mediante sovrapposizione documentale, olio di produzione comunitaria in “olio 100% italiano biologico” con l’intento di veicolarlo nei confronti di altri soggetti partecipi all’organizzazione (confezionatori/commercianti all’ingrosso di olio) al fine di collocarlo sul mercato del consumatore finale, sfruttando il valore aggiunto delle menzioni riservate ai prodotti Made in Italy e biologici. “Voglio ringraziare – ha commentato il Ministro Maurizio Martina – tutto l'Icqrf, il nostro Ispettorato repressione frodi, per il grande lavoro fatto a protezione di un prodotto simbolo del Made in Italy come l'olio d'oliva. L'operazione di oggi, condotta dalla Procura di Trani e in collaborazione con la Guardia di Finanza, dimostra l'efficacia del sistema dei controlli e il concreto rafforzamento del coordinamento che abbiamo voluto con decisione. Azioni di contrasto come quella di oggi si inseriscono in un piano di azione contro l'illegalità, a tutela della sicurezza degli alimenti, della fiducia del consumatore e dei tantissimi produttori che con fatica e passione portano avanti il proprio lavoro rispettando le regole. Proprio sul settore dell'olio – ha concluso il Ministro Martina – stiamo portando avanti un lavoro importante di controlli e di analisi, tanto nella fase d'ingresso dall'estero quanto negli stabilimenti di lavorazione in Italia, per proteggere una filiera che vale quasi un miliardo e mezzo di euro solo di export”.
mercoledì 23 luglio 2014
MIPAAF, SEMESTRE ITALIANO DI PRESIDENZA UE: INTERVENTO DEL MINISTRO MARTINA IN COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è svolta ieri, presso la Commissione agricoltura della Camera dei Deputati, l’audizione del Ministro Maurizio Martina sulle priorità per i settori dell’agricoltura e della pesca del semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’Unione europea Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro: “Colgo questa occasione per presentare il programma che abbiamo annunciato lunedì scorso, quando per la prima volta abbiamo presieduto il Consiglio del Ministri dell’Agricoltura a Bruxelles. Abbiamo iniziato a lavorare su alcuni dossier fondamentali, su cui poi tornerò brevemente, e abbiamo profilato il piano che l’Italia intende perseguire nei prossimi sei mesi. Innanzitutto abbiamo cercato di rappresentare anche ai colleghi Ministri dell’Agricoltura europei la necessità di una riflessione strategica sulla prospettiva dell’agricoltura europea da qui ai prossimi anni. Dobbiamo sicuramente presidiare i dossier di carattere tecnico molto importanti e cruciali che abbiamo da gestire nei prossimi mesi, ma questo non può esimerci da una valutazione di carattere più ampio rispetto allo sviluppo dell’agricoltura europea, soprattutto dopo la nuova Pac 2014-2020. Capire quindi quali scenari competitivi, quale modello l’Europa voglia costruire rispetto ai grandi attori globali che stanno emergendo con tutta la loro forza e efficacia. Qui i richiami al grande tema della nuova economia europea, della green economy, della blu economy, dell’occupazione, dell’innovazione delle imprese che si possono sostenere. Abbiamo bisogno di disegnare una cornice strategica di medio-lungo periodo. Di conseguenza è necessario lavorare nella connessione tra il semestre di Presidenza e l’Esposizione Universale che l’Italia ospiterà da maggio 2015. A questo proposito, il ponte ideale che abbiamo costruito è quello del Consiglio dei Ministri informale che ospiteremo a Milano dal 28 al 30 settembre dove la discussione sarà tutta incentrata proprio sul titolo di Expo, “Nutrire il Pianeta, energie per la vita”. Ci confronteremo sulle prospettive politiche per la sicurezza alimentare, sul ruolo dell’Europa su questo grande tema globale. Abbiamo cercato di sviluppare anche un’agenda abbastanza precisa di dossier che intendiamo gestire in questi mesi. In primo luogo certamente forte attenzione sarà data agli atti delegati della riforma Pac, sui pagamenti diretti, sull’organizzazione comune di mercato e su tutta la fase applicativa. Qui il riferimento, in primo luogo, va allo schema di autorizzazioni per l’impianto dei vigneti, che per noi riveste carattere prioritario ed essenziale. Ci poniamo l’obiettivo di costruire anche con i colleghi Ministri dell’Agricoltura un confronto sull’allineamento al Trattato di Lisbona, un altro capitolo strategico che dobbiamo presidiare così come ovviamente ci poniamo l’obiettivo di completare l’iter di adozione della proposta di regolamento sulle azioni di informazione e promozione dei prodotti agricoli sul mercato interno e nei Paesi terzi. Abbiamo da gestire la proposta di regolamento sulla produzione e l’etichettatura dei prodotti biologici. Su questo abbiamo già lavorato perché nel nostro primo Consiglio del 14 luglio abbiamo avviato la discussione con i colleghi, in particolare ponendo dei quesiti che hanno portato a una positiva discussione: quali regole per la produzione biologica, quali sistemi di controllo e anche in questo caso allineamento al Trattato di Lisbona. Altro capitolo che abbiamo posto al centro dell’agenda è la revisione dei regimi di aiuti per la distribuzione di ortofrutticoli, banane e latte negli istituti scolastici. Proseguiremo con l’esame della proposta che c’è stata fatta e contiamo di definirla nei prossimi mesi. Abbiamo cercato di far emergere in tutta la sua importanza il tema cruciale del lavoro come punto centrale di coordinamento di tutte le attività e di tutte le iniziative che il semestre deve cercare di sviluppare anche in campo agricolo. In particolare, come sapete, abbiamo cercato di impostare una discussione sugli strumenti legati al ricambio generazionale in campo agricolo. Dobbiamo provare a capire quali nuovi interventi, quali nuove interazioni possiamo utilizzare tra misure europee e nazionali. Si è già aperta una discussione non indifferente tra due visioni oggettivamente non proprio collimanti tra chi chiede ai governi nazionali di elaborare strategie di interventi dentro i propri confini per provare a rispondere a queste esigenze e chi - io mi schiero tra questi - immagina che non ci possa essere un salto di qualità, anche su questo fronte, se non si fa un’operazione nuova di interazione tra le misure nazionali e nuove misure in ambito europeo. Non c’è alcun dubbio che su questo la Pac ha aperto alcuni scenari sulla carta potenzialmente interessanti, ma a mio giudizio abbiamo bisogno di costruire anche altri strumenti. Su questo si è aperta la discussione e noi vorremmo andare avanti e vorremmo porla nei cinque Consigli che abbiamo calendarizzato per provare a fare un salto di qualità proprio su questo punto. Altro ambito strategico sul quale voglio richiamare la vostra attenzione, la necessità che anche il fronte agricolo europeo contribuisca all’aggiornamento delle prospettive della Strategia 2020. Su questo l’ambizione, che abbiamo condiviso anche con il Commissario Cioloş è di fare in modo che in particolare il Consiglio agricolo discuta nell’ambito della revisione della Strategia 2020 soprattutto su due fronti: innovazione in campo agricolo e occupazione in campo agricolo. Altro focus centrale è la delicata questione del confronto che si deve in qualche modo rafforzare in ambito europeo sui grandi internazionali. Parlo in particolare dei negoziati di libero scambio con gli Stati Uniti d’America. Abbiamo alzato l’attenzione su due punti fondamentali. Il primo sul fronte della tutela e del rafforzamento dei meccanismi di tutela delle indicazioni geografiche. Su questo non c’è alcun dubbio che ci siano visioni diverse in particolare tra Europa e Stati Uniti. Ė un fronte delicatissimo per noi. Il secondo punto che abbiamo posto al centro dell’attenzione in questo grande capitolo è ovviamente la lotta alla contraffazione e quindi, dal punto di vista italiano, tutto ciò che ha a che vedere con quello che noi chiamiamo Italian sounding. Particolare attenzione anche nei prossimi mesi al pacchetto legislativo sulla salute animale, sulla salute delle piante, le sementi, i controlli ufficiali in particolare in campo zootecnico. Sulla pesca contiamo di monitorare attivamente l’avvio della nuova Politica comune della pesca in particolare l’entrata in vigore del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca. Vogliamo impostare uno sviluppo sostenibile del settore che tenga in considerazione tutti gli aspetti su questi fronti (ambientale, economico e sociale). Sul Mediterraneo, al di là della Presidenza, abbiamo un ruolo strategico da esercitare e vogliamo provare a giocarcelo. Andrà sottolineata la strategicità del settore dell’acquacoltura. Qui si tratta davvero di provare a costruire nei prossimi mesi un’operazione che metta a fuoco il potenziale che l’acquacoltura può determinare per noi in particolare se si lavora su determinati fronti. Contiamo di costruire una iniziativa di alto livello sull’acquacoltura mediterranea insieme alla Commissione della Fao e ovviamente non vorremmo dimenticare di monitorare bene tutta la fase degli accordi sulle opportunità di pesca 2015 nelle acque interne e internazionali. Ovviamente tutto ciò deve essere coerente con gli obiettivi della nuova Politica comune della pesca, quindi con il tema sostenibilità, tenendo in considerazione i dati disponibili e le valutazioni del mondo scientifico, regionalizzazione, crescita. Aggiungo a questo che seguiamo con grandissima attenzione il dossier Ogm. Abbiamo iniziato anche a presidiare alcuni dei più importanti dossier che hanno impatto sulla vicenda agricola italiana. Mi riferisco all’importazione del riso a dazi zero dai Paesi asiatici. L’Italia per prima, nella primavera 2013, iniziò a porre la questione. Servono risposte in tempi rapidi. La filiera è in grandissima difficoltà, non solo in Italia. Ci aspettiamo nei prossimi giorni una risposta dalla Commissione sul caso specifico che abbiamo avanzato, primi in Europa, anche sul tema pesche e nettarine. Sulla vicenda ICANN ribadisco che la stiamo seguendo. Anche qui rivendico il fatto che siamo gli unici ad aver posto la questione in ambito comunitario mettendo all’ordine del giorno del primo Consiglio che abbiamo presieduto il punto da discutere con i colleghi. Abbiamo provocato un’attenzione positiva da parte del Commissario Ciolos. La Commissione si è mossa, sta cercando il dialogo in qualche modo con ICANN. Chiudo dicendovi che accompagnamo i Consigli dei Ministri formali, che si svolgeranno a Bruxelles, con alcune grandi iniziative che si svolgeranno in Italia. Oltre al Consiglio informale di fine settembre, ospiteremo il 10 e 11 settembre a Bari il Congresso europeo dell’Agricoltura Biologica. Sempre a Bari ci sarà un evento di alto livello sull’acquacoltura a dicembre. A Genova organizzeremo l’evento sulla pesca del tonno e a Palermo, il 27 e 28 novembre, la grande iniziativa agricola euro-mediterranea. Tutto questo perché siamo assolutamente convinti che l’Italia debba tornare ad essere un soggetto forte nell’area del Mediterraneo”.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è svolta ieri, presso la Commissione agricoltura della Camera dei Deputati, l’audizione del Ministro Maurizio Martina sulle priorità per i settori dell’agricoltura e della pesca del semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’Unione europea Di seguito il testo integrale dell’intervento del Ministro: “Colgo questa occasione per presentare il programma che abbiamo annunciato lunedì scorso, quando per la prima volta abbiamo presieduto il Consiglio del Ministri dell’Agricoltura a Bruxelles. Abbiamo iniziato a lavorare su alcuni dossier fondamentali, su cui poi tornerò brevemente, e abbiamo profilato il piano che l’Italia intende perseguire nei prossimi sei mesi. Innanzitutto abbiamo cercato di rappresentare anche ai colleghi Ministri dell’Agricoltura europei la necessità di una riflessione strategica sulla prospettiva dell’agricoltura europea da qui ai prossimi anni. Dobbiamo sicuramente presidiare i dossier di carattere tecnico molto importanti e cruciali che abbiamo da gestire nei prossimi mesi, ma questo non può esimerci da una valutazione di carattere più ampio rispetto allo sviluppo dell’agricoltura europea, soprattutto dopo la nuova Pac 2014-2020. Capire quindi quali scenari competitivi, quale modello l’Europa voglia costruire rispetto ai grandi attori globali che stanno emergendo con tutta la loro forza e efficacia. Qui i richiami al grande tema della nuova economia europea, della green economy, della blu economy, dell’occupazione, dell’innovazione delle imprese che si possono sostenere. Abbiamo bisogno di disegnare una cornice strategica di medio-lungo periodo. Di conseguenza è necessario lavorare nella connessione tra il semestre di Presidenza e l’Esposizione Universale che l’Italia ospiterà da maggio 2015. A questo proposito, il ponte ideale che abbiamo costruito è quello del Consiglio dei Ministri informale che ospiteremo a Milano dal 28 al 30 settembre dove la discussione sarà tutta incentrata proprio sul titolo di Expo, “Nutrire il Pianeta, energie per la vita”. Ci confronteremo sulle prospettive politiche per la sicurezza alimentare, sul ruolo dell’Europa su questo grande tema globale. Abbiamo cercato di sviluppare anche un’agenda abbastanza precisa di dossier che intendiamo gestire in questi mesi. In primo luogo certamente forte attenzione sarà data agli atti delegati della riforma Pac, sui pagamenti diretti, sull’organizzazione comune di mercato e su tutta la fase applicativa. Qui il riferimento, in primo luogo, va allo schema di autorizzazioni per l’impianto dei vigneti, che per noi riveste carattere prioritario ed essenziale. Ci poniamo l’obiettivo di costruire anche con i colleghi Ministri dell’Agricoltura un confronto sull’allineamento al Trattato di Lisbona, un altro capitolo strategico che dobbiamo presidiare così come ovviamente ci poniamo l’obiettivo di completare l’iter di adozione della proposta di regolamento sulle azioni di informazione e promozione dei prodotti agricoli sul mercato interno e nei Paesi terzi. Abbiamo da gestire la proposta di regolamento sulla produzione e l’etichettatura dei prodotti biologici. Su questo abbiamo già lavorato perché nel nostro primo Consiglio del 14 luglio abbiamo avviato la discussione con i colleghi, in particolare ponendo dei quesiti che hanno portato a una positiva discussione: quali regole per la produzione biologica, quali sistemi di controllo e anche in questo caso allineamento al Trattato di Lisbona. Altro capitolo che abbiamo posto al centro dell’agenda è la revisione dei regimi di aiuti per la distribuzione di ortofrutticoli, banane e latte negli istituti scolastici. Proseguiremo con l’esame della proposta che c’è stata fatta e contiamo di definirla nei prossimi mesi. Abbiamo cercato di far emergere in tutta la sua importanza il tema cruciale del lavoro come punto centrale di coordinamento di tutte le attività e di tutte le iniziative che il semestre deve cercare di sviluppare anche in campo agricolo. In particolare, come sapete, abbiamo cercato di impostare una discussione sugli strumenti legati al ricambio generazionale in campo agricolo. Dobbiamo provare a capire quali nuovi interventi, quali nuove interazioni possiamo utilizzare tra misure europee e nazionali. Si è già aperta una discussione non indifferente tra due visioni oggettivamente non proprio collimanti tra chi chiede ai governi nazionali di elaborare strategie di interventi dentro i propri confini per provare a rispondere a queste esigenze e chi - io mi schiero tra questi - immagina che non ci possa essere un salto di qualità, anche su questo fronte, se non si fa un’operazione nuova di interazione tra le misure nazionali e nuove misure in ambito europeo. Non c’è alcun dubbio che su questo la Pac ha aperto alcuni scenari sulla carta potenzialmente interessanti, ma a mio giudizio abbiamo bisogno di costruire anche altri strumenti. Su questo si è aperta la discussione e noi vorremmo andare avanti e vorremmo porla nei cinque Consigli che abbiamo calendarizzato per provare a fare un salto di qualità proprio su questo punto. Altro ambito strategico sul quale voglio richiamare la vostra attenzione, la necessità che anche il fronte agricolo europeo contribuisca all’aggiornamento delle prospettive della Strategia 2020. Su questo l’ambizione, che abbiamo condiviso anche con il Commissario Cioloş è di fare in modo che in particolare il Consiglio agricolo discuta nell’ambito della revisione della Strategia 2020 soprattutto su due fronti: innovazione in campo agricolo e occupazione in campo agricolo. Altro focus centrale è la delicata questione del confronto che si deve in qualche modo rafforzare in ambito europeo sui grandi internazionali. Parlo in particolare dei negoziati di libero scambio con gli Stati Uniti d’America. Abbiamo alzato l’attenzione su due punti fondamentali. Il primo sul fronte della tutela e del rafforzamento dei meccanismi di tutela delle indicazioni geografiche. Su questo non c’è alcun dubbio che ci siano visioni diverse in particolare tra Europa e Stati Uniti. Ė un fronte delicatissimo per noi. Il secondo punto che abbiamo posto al centro dell’attenzione in questo grande capitolo è ovviamente la lotta alla contraffazione e quindi, dal punto di vista italiano, tutto ciò che ha a che vedere con quello che noi chiamiamo Italian sounding. Particolare attenzione anche nei prossimi mesi al pacchetto legislativo sulla salute animale, sulla salute delle piante, le sementi, i controlli ufficiali in particolare in campo zootecnico. Sulla pesca contiamo di monitorare attivamente l’avvio della nuova Politica comune della pesca in particolare l’entrata in vigore del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca. Vogliamo impostare uno sviluppo sostenibile del settore che tenga in considerazione tutti gli aspetti su questi fronti (ambientale, economico e sociale). Sul Mediterraneo, al di là della Presidenza, abbiamo un ruolo strategico da esercitare e vogliamo provare a giocarcelo. Andrà sottolineata la strategicità del settore dell’acquacoltura. Qui si tratta davvero di provare a costruire nei prossimi mesi un’operazione che metta a fuoco il potenziale che l’acquacoltura può determinare per noi in particolare se si lavora su determinati fronti. Contiamo di costruire una iniziativa di alto livello sull’acquacoltura mediterranea insieme alla Commissione della Fao e ovviamente non vorremmo dimenticare di monitorare bene tutta la fase degli accordi sulle opportunità di pesca 2015 nelle acque interne e internazionali. Ovviamente tutto ciò deve essere coerente con gli obiettivi della nuova Politica comune della pesca, quindi con il tema sostenibilità, tenendo in considerazione i dati disponibili e le valutazioni del mondo scientifico, regionalizzazione, crescita. Aggiungo a questo che seguiamo con grandissima attenzione il dossier Ogm. Abbiamo iniziato anche a presidiare alcuni dei più importanti dossier che hanno impatto sulla vicenda agricola italiana. Mi riferisco all’importazione del riso a dazi zero dai Paesi asiatici. L’Italia per prima, nella primavera 2013, iniziò a porre la questione. Servono risposte in tempi rapidi. La filiera è in grandissima difficoltà, non solo in Italia. Ci aspettiamo nei prossimi giorni una risposta dalla Commissione sul caso specifico che abbiamo avanzato, primi in Europa, anche sul tema pesche e nettarine. Sulla vicenda ICANN ribadisco che la stiamo seguendo. Anche qui rivendico il fatto che siamo gli unici ad aver posto la questione in ambito comunitario mettendo all’ordine del giorno del primo Consiglio che abbiamo presieduto il punto da discutere con i colleghi. Abbiamo provocato un’attenzione positiva da parte del Commissario Ciolos. La Commissione si è mossa, sta cercando il dialogo in qualche modo con ICANN. Chiudo dicendovi che accompagnamo i Consigli dei Ministri formali, che si svolgeranno a Bruxelles, con alcune grandi iniziative che si svolgeranno in Italia. Oltre al Consiglio informale di fine settembre, ospiteremo il 10 e 11 settembre a Bari il Congresso europeo dell’Agricoltura Biologica. Sempre a Bari ci sarà un evento di alto livello sull’acquacoltura a dicembre. A Genova organizzeremo l’evento sulla pesca del tonno e a Palermo, il 27 e 28 novembre, la grande iniziativa agricola euro-mediterranea. Tutto questo perché siamo assolutamente convinti che l’Italia debba tornare ad essere un soggetto forte nell’area del Mediterraneo”.
venerdì 18 luglio 2014
PESCHE, MARTINA SCRIVE A DACIAN CIOLOŞ: SERVONO MISURE STRAORDINARIE PER FRONTEGGIARE CRISI
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha inviato una lettera al Commissario europeo all’Agricoltura e allo sviluppo rurale, Dacian Cioloş, nel quale chiede che la Commissione “valuti, con estrema urgenza, la possibilità di attivare adeguate misure, eccezionali e transitorie” per fronteggiare la crisi del mercato italiano delle pesche e nettarine. Il Ministro ha richiamato l’attenzione del Commissario Cioloş sulla “pesante crisi del mercato di questi prodotti, che sta interessando l’Italia e altri Paesi produttori. Si tratta – ha scritto il Ministro –, a nostro avviso, di un contesto che prelude alle criticità già vissute negli anni 2009 e 2011. Tale situazione, determinata da una serie di cause concatenate che hanno provocato un forte abbassamento dei prezzi all’origine tali da non coprire nemmeno i costi di produzione sta generando uno stato di forte preoccupazione e tensione tra i produttori che, peraltro, hanno già intrapreso diverse azioni per manifestare l’urgenza di soluzioni adeguate”. “In particolare – ha proseguito il Ministro –, si evidenzia che le anomalie climatiche hanno anzitutto provocato la sovrapposizione dei calendari di commercializzazione. Le piogge persistenti e l’abbassamento delle temperature hanno quindi generato una contrazione della domanda da parte dei consumatori, associata a un peggioramento delle caratteristiche di qualità e conservabilità del prodotto. In aggiunta a ciò, va rilevato anche che alcuni areali produttivi europei sono stati caratterizzati da produzioni quantitativamente eccezionali e che la persistente crisi politica in Ucraina e Russia, mercati tradizionalmente di sbocco per le produzioni ortofrutticole europee, sta di fatto impedendo le nostre esportazioni”. Il Ministro Martina ha, pertanto, invitato il Commissario a valutare con estrema attenzione e con ogni urgenza l’attivazione delle misure eccezionali in caso di crisi a sostegno del comparto previste nel quadro della recente riforma dell’OCM.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha inviato una lettera al Commissario europeo all’Agricoltura e allo sviluppo rurale, Dacian Cioloş, nel quale chiede che la Commissione “valuti, con estrema urgenza, la possibilità di attivare adeguate misure, eccezionali e transitorie” per fronteggiare la crisi del mercato italiano delle pesche e nettarine. Il Ministro ha richiamato l’attenzione del Commissario Cioloş sulla “pesante crisi del mercato di questi prodotti, che sta interessando l’Italia e altri Paesi produttori. Si tratta – ha scritto il Ministro –, a nostro avviso, di un contesto che prelude alle criticità già vissute negli anni 2009 e 2011. Tale situazione, determinata da una serie di cause concatenate che hanno provocato un forte abbassamento dei prezzi all’origine tali da non coprire nemmeno i costi di produzione sta generando uno stato di forte preoccupazione e tensione tra i produttori che, peraltro, hanno già intrapreso diverse azioni per manifestare l’urgenza di soluzioni adeguate”. “In particolare – ha proseguito il Ministro –, si evidenzia che le anomalie climatiche hanno anzitutto provocato la sovrapposizione dei calendari di commercializzazione. Le piogge persistenti e l’abbassamento delle temperature hanno quindi generato una contrazione della domanda da parte dei consumatori, associata a un peggioramento delle caratteristiche di qualità e conservabilità del prodotto. In aggiunta a ciò, va rilevato anche che alcuni areali produttivi europei sono stati caratterizzati da produzioni quantitativamente eccezionali e che la persistente crisi politica in Ucraina e Russia, mercati tradizionalmente di sbocco per le produzioni ortofrutticole europee, sta di fatto impedendo le nostre esportazioni”. Il Ministro Martina ha, pertanto, invitato il Commissario a valutare con estrema attenzione e con ogni urgenza l’attivazione delle misure eccezionali in caso di crisi a sostegno del comparto previste nel quadro della recente riforma dell’OCM.
martedì 15 luglio 2014
COLDIRETTI, PATTO DEL RISO CON MARTINA, ORA BATTAGLIA IN UE
Fonte: Coldiretti Ferrara
Moncalvo: bene documento su impatto import del Governo entro la settimana
“La giusta battaglia per sostenere la produzione italiana di riso si sposta ora nell’Unione Europea dopo che il Ministro Maurizio Martina ha dimostrato di condividere pienamente le richieste che abbiamo presentato”. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo al termine dell’incontro con il titolare del dicastero delle Politiche Agricole dove si è svolta una la manifestazione di produttori di riso e mondine della Coldiretti provenienti da Lombardia, Veneto, Emilia, Sardegna e Piemonte. “Con un click sono stati cancellati dall’Unione Europea i dazi per le importazioni di riso mentre L’Unione Europea impiega mesi per prendere coscienza delle disastrose conseguenze che questa scelta ha causato per il lavoro e il reddito degli agricoltori e per i rischi per la salite dei cittadini” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell’apprezzare l’impegno per dare “una accelerazione delle procedure per la clausola di salvaguardia nell’ambito della presidenza del semestre italiano annunciato dal Ministro Martina” che in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico, predisporrà un documento tecnico sull’impatto delle importazioni a dazio zero entro la fine della prossima settimana che poi sarà presentato alla Commissione europea.”Da parte nostra - ha sottolineato Moncalvo - siamo pronti a sostenere alleanze con le associazione degli agricoli dei Paesi Europei produttori di riso come Grecia, Francia, Bulgaria e Spagna per supportare le iniziative delle istituzioni. Dobbiamo lavorare a livello comunitario per l’applicazione della clausola di salvaguarda nei confronti delle importazioni incontrollate ma - ha aggiunto Moncalvo - a livello nazionale occorre introdurre l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza, dare pubblicità ai nomi delle industrie che utilizzano riso straniero ma anche l’istituzione di una unica borsa merci e la rivisitazione dell’attività dell’Ente Nazionale Risi. Dall’inizio della crisi ha chiuso quasi una azienda di riso su cinque e la situazione sta precipitando nel 2014 con la perdita di posti di lavoro e pericoli per la sicurezza alimentare dei consumatori a causa dell’invasione di riso proveniente dall’Asia, secondo le analisi della Coldiretti. Le importazioni agevolate a dazio zero dalla Cambogia e dalla Birmania hanno fatto segnare un aumento del 754 per cento nei primi tre mesi del 2014 rispetto allo scorso anno e a rischio c’è anche la salute dei consumatori con il sistema di allerta rapido Europeo (RASFF) che ha effettuato quasi una notifica a settimana per riso e prodotti derivati di provenienza asiatica per la presenza di pesticidi non autorizzati e assenza di certificazioni sanitarie, nel primo semestre dell’anno. L'accordo Everything But Arms (Tutto tranne le armi) che ha portato all’azzeramento dei dazi ha favorito – denuncia la Coldiretti - l’insediamento di multinazionali in Paesi meno avanzati dove hanno fatto incetta di terreni e si coltiva riso senza adeguate tutele del lavoro e con l’utilizzo di prodotti chimici vietati da decenni nelle campagne italiane ed europee. Dallo sfruttamento in Asia alle speculazioni in Europa dove il riso indica lavorato cambogiano arriva in Italia ad un prezzo riferito al grezzo inferiore ai 200 euro a tonnellata, pari a circa la metà di quanto costa produrlo in Italia nel rispetto delle norme sulla salute, sulla sicurezza alimentare e ambientale e dei diritti dei lavoratori, secondo il Dossier della Coldiretti. Con rischi anche per i consumatori perché la produzione straniera puo’ essere spacciata come nazionale non essendo obbligatorio indicare in etichetta l’origine nelle confezioni in vendita. L’Italia è ancora il primo produttore europeo di riso su un territorio di 216mila ettari con un ruolo ambientale insostituibile e opportunità di lavoro nell’intera filiera per oltre diecimila famiglie tra dipendenti ed imprenditori, secondo il Dossier della Coldiretti.
Moncalvo: bene documento su impatto import del Governo entro la settimana
“La giusta battaglia per sostenere la produzione italiana di riso si sposta ora nell’Unione Europea dopo che il Ministro Maurizio Martina ha dimostrato di condividere pienamente le richieste che abbiamo presentato”. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo al termine dell’incontro con il titolare del dicastero delle Politiche Agricole dove si è svolta una la manifestazione di produttori di riso e mondine della Coldiretti provenienti da Lombardia, Veneto, Emilia, Sardegna e Piemonte. “Con un click sono stati cancellati dall’Unione Europea i dazi per le importazioni di riso mentre L’Unione Europea impiega mesi per prendere coscienza delle disastrose conseguenze che questa scelta ha causato per il lavoro e il reddito degli agricoltori e per i rischi per la salite dei cittadini” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell’apprezzare l’impegno per dare “una accelerazione delle procedure per la clausola di salvaguardia nell’ambito della presidenza del semestre italiano annunciato dal Ministro Martina” che in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico, predisporrà un documento tecnico sull’impatto delle importazioni a dazio zero entro la fine della prossima settimana che poi sarà presentato alla Commissione europea.”Da parte nostra - ha sottolineato Moncalvo - siamo pronti a sostenere alleanze con le associazione degli agricoli dei Paesi Europei produttori di riso come Grecia, Francia, Bulgaria e Spagna per supportare le iniziative delle istituzioni. Dobbiamo lavorare a livello comunitario per l’applicazione della clausola di salvaguarda nei confronti delle importazioni incontrollate ma - ha aggiunto Moncalvo - a livello nazionale occorre introdurre l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza, dare pubblicità ai nomi delle industrie che utilizzano riso straniero ma anche l’istituzione di una unica borsa merci e la rivisitazione dell’attività dell’Ente Nazionale Risi. Dall’inizio della crisi ha chiuso quasi una azienda di riso su cinque e la situazione sta precipitando nel 2014 con la perdita di posti di lavoro e pericoli per la sicurezza alimentare dei consumatori a causa dell’invasione di riso proveniente dall’Asia, secondo le analisi della Coldiretti. Le importazioni agevolate a dazio zero dalla Cambogia e dalla Birmania hanno fatto segnare un aumento del 754 per cento nei primi tre mesi del 2014 rispetto allo scorso anno e a rischio c’è anche la salute dei consumatori con il sistema di allerta rapido Europeo (RASFF) che ha effettuato quasi una notifica a settimana per riso e prodotti derivati di provenienza asiatica per la presenza di pesticidi non autorizzati e assenza di certificazioni sanitarie, nel primo semestre dell’anno. L'accordo Everything But Arms (Tutto tranne le armi) che ha portato all’azzeramento dei dazi ha favorito – denuncia la Coldiretti - l’insediamento di multinazionali in Paesi meno avanzati dove hanno fatto incetta di terreni e si coltiva riso senza adeguate tutele del lavoro e con l’utilizzo di prodotti chimici vietati da decenni nelle campagne italiane ed europee. Dallo sfruttamento in Asia alle speculazioni in Europa dove il riso indica lavorato cambogiano arriva in Italia ad un prezzo riferito al grezzo inferiore ai 200 euro a tonnellata, pari a circa la metà di quanto costa produrlo in Italia nel rispetto delle norme sulla salute, sulla sicurezza alimentare e ambientale e dei diritti dei lavoratori, secondo il Dossier della Coldiretti. Con rischi anche per i consumatori perché la produzione straniera puo’ essere spacciata come nazionale non essendo obbligatorio indicare in etichetta l’origine nelle confezioni in vendita. L’Italia è ancora il primo produttore europeo di riso su un territorio di 216mila ettari con un ruolo ambientale insostituibile e opportunità di lavoro nell’intera filiera per oltre diecimila famiglie tra dipendenti ed imprenditori, secondo il Dossier della Coldiretti.
lunedì 14 luglio 2014
POVERTÀ, MARTINA: PROGRAMMA OPERATIVO PER IL SOSTEGNO ALIMENTARE AGLI INDIGENTI
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Il Ministero è attivo nel dare sostegno ai 4 milioni di italiani che soffrono di povertà alimentare. Abbiamo sbloccato 10 milioni di euro per la fornitura di pasta e farina per rifornire gli Enti caritativi, dopo la chiusura del programma europeo di aiuti agli indigenti. Con il Ministero del Lavoro abbiamo elaborato un programma operativo di oltre 450 milioni di euro fino al 2020, perché l’assistenza alimentare è una priorità assoluta. In Campolibero abbiamo inserito anche interventi sul piano dell’efficienza della filiera alimentare per creare un circuito virtuoso che abbini due risultati, da un lato l’abbattimento degli sprechi alimentari, dall’altro il sostegno concreto alle persone indigenti. Siamo in campo con decisione, perché i numeri che anche oggi l’Istat ha presentato, certificano un trend negativo ed in crescita”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha commentato i dati Istat sulla povertà in Italia.
“Il Ministero è attivo nel dare sostegno ai 4 milioni di italiani che soffrono di povertà alimentare. Abbiamo sbloccato 10 milioni di euro per la fornitura di pasta e farina per rifornire gli Enti caritativi, dopo la chiusura del programma europeo di aiuti agli indigenti. Con il Ministero del Lavoro abbiamo elaborato un programma operativo di oltre 450 milioni di euro fino al 2020, perché l’assistenza alimentare è una priorità assoluta. In Campolibero abbiamo inserito anche interventi sul piano dell’efficienza della filiera alimentare per creare un circuito virtuoso che abbini due risultati, da un lato l’abbattimento degli sprechi alimentari, dall’altro il sostegno concreto alle persone indigenti. Siamo in campo con decisione, perché i numeri che anche oggi l’Istat ha presentato, certificano un trend negativo ed in crescita”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha commentato i dati Istat sulla povertà in Italia.
COLDIRETTI: ANCHE DA FERRARA AGRICOLTORI A ROMA PER DIFENDERE IL RISO ITALIANO
Fonte: Coldiretti Ferrara
Domani, 15 luglio, al Ministero delle Politiche Agricole la battaglia del riso si sposta a Roma per chiedere intervento immediato in difesa del riso “made in Italy”. Per il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli, necessario fare ogni atto utile per scongiurare un’ulteriore danno ai produttori italiani.
La battaglia del riso si sposta a Roma dove agricoltori e mondine arriveranno dalle campagne delle principali regioni di produzione per manifestare davanti al Ministero delle Politiche Agricole portando con se il vero riso italiano che verrà distribuito gratuitamente per farne conoscere la bontà e la genuinità L’appuntamento per salvare il riso italiano è per le ore 10,00 di martedì 15 luglio davanti al Ministero delle Politiche Agricole a Roma in via XX Settembre, 20 dove durante la manifestazione una delegazione di produttori rappresentativa di tutte le regioni guidata dal presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo incontrerà il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, al ritorno dal Consiglio dei Ministri a Bruxelles, al quale verrà consegnato un campione di riso importato dalla Cambogia per chiedere che vengano fatti controlli qualitativi dopo che nel primo semestre 2014 si sono moltiplicati i pericoli per la salute con il sistema di allerta rapido Europeo (RASFF) che ha effettuato quasi una notifica a settimana per riso e prodotti derivati di provenienza asiatica per la presenza di pesticidi non autorizzati e assenza di certificazioni sanitarie. Nel corso dell’iniziativa i produttori, tra i quali anche una delegazione ferrarese, che è la principale area di produzione della nostra regione, cappeggiata dal presidente provinciale Sergio Gulinelli, spiegheranno l’importanza della coltivazione di riso per l’Italia ma anche i rischi anche per i consumatori con l’acquisto di prodotto straniero insieme ai consigli per scegliere al meglio e non cadere nell’inganno del falso Made in Italy. Nel documento che sarà consegnato al Ministro la Coldiretti chiede l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del riso in vendita, che vengano resi pubblici i nomi delle industrie che utilizzano riso straniero, l’applicazione della clausola di salvaguarda nei confronti delle importazioni incontrollate, ma anche l’istituzione di una unica borsa merci e la rivisitazione dell’attività di promozione dell’Ente Nazionale Risi.
Domani, 15 luglio, al Ministero delle Politiche Agricole la battaglia del riso si sposta a Roma per chiedere intervento immediato in difesa del riso “made in Italy”. Per il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli, necessario fare ogni atto utile per scongiurare un’ulteriore danno ai produttori italiani.
La battaglia del riso si sposta a Roma dove agricoltori e mondine arriveranno dalle campagne delle principali regioni di produzione per manifestare davanti al Ministero delle Politiche Agricole portando con se il vero riso italiano che verrà distribuito gratuitamente per farne conoscere la bontà e la genuinità L’appuntamento per salvare il riso italiano è per le ore 10,00 di martedì 15 luglio davanti al Ministero delle Politiche Agricole a Roma in via XX Settembre, 20 dove durante la manifestazione una delegazione di produttori rappresentativa di tutte le regioni guidata dal presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo incontrerà il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, al ritorno dal Consiglio dei Ministri a Bruxelles, al quale verrà consegnato un campione di riso importato dalla Cambogia per chiedere che vengano fatti controlli qualitativi dopo che nel primo semestre 2014 si sono moltiplicati i pericoli per la salute con il sistema di allerta rapido Europeo (RASFF) che ha effettuato quasi una notifica a settimana per riso e prodotti derivati di provenienza asiatica per la presenza di pesticidi non autorizzati e assenza di certificazioni sanitarie. Nel corso dell’iniziativa i produttori, tra i quali anche una delegazione ferrarese, che è la principale area di produzione della nostra regione, cappeggiata dal presidente provinciale Sergio Gulinelli, spiegheranno l’importanza della coltivazione di riso per l’Italia ma anche i rischi anche per i consumatori con l’acquisto di prodotto straniero insieme ai consigli per scegliere al meglio e non cadere nell’inganno del falso Made in Italy. Nel documento che sarà consegnato al Ministro la Coldiretti chiede l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del riso in vendita, che vengano resi pubblici i nomi delle industrie che utilizzano riso straniero, l’applicazione della clausola di salvaguarda nei confronti delle importazioni incontrollate, ma anche l’istituzione di una unica borsa merci e la rivisitazione dell’attività di promozione dell’Ente Nazionale Risi.
MIPAAF: L’INTERVENTO DEL MINISTRO MARTINA AL PRIMO CONSIGLIO AGRICOLTURA DEL SEMESTRE ITALIANO DI PRESIDENZA
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è in corso da questa mattina a Bruxelles il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura e della Pesca dell’Unione europea, il primo del Semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’Unione europea. All'indirizzo che segue è possibile leggere l’intervento integrale del Ministro Maurizio Martina che ha presentato il programma e le linee strategiche della Presidenza italiana in campo agroalimentare:
http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7840
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è in corso da questa mattina a Bruxelles il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura e della Pesca dell’Unione europea, il primo del Semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’Unione europea. All'indirizzo che segue è possibile leggere l’intervento integrale del Ministro Maurizio Martina che ha presentato il programma e le linee strategiche della Presidenza italiana in campo agroalimentare:
http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7840
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