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venerdì 15 novembre 2013

PIL, CONFAGRICOLTURA: “IN DIMINUZIONE IL VALORE AGGIUNTO AGRICOLO PER LA CADUTA DELLE QUOTAZIONI DEI CEREALI”

Fonte: Confagricoltura

“L’agricoltura registra un ulteriore decremento congiunturale del valore aggiunto nel terzo trimestre del 2013. Praticamente si registra un calo costante dal 2008”. Lo sottolinea Confagricoltura commentando i dati preliminari Istat sul Pil nel terzo trimestre dell’anno. Ad avviso del Centro Studi di Confagricoltura, “i risultati negativi sono dovuti in particolare alla caduta delle quotazioni dei cereali all’origine che hanno segnato -20% (a settembre 2013 su settembre 2012) e -4% (settembre su agosto)”. Nonostante la situazione, il Centro Studi di Confagricoltura stima un calo più contenuto del VA dell’agricoltura, di -0,5% nel 2013 rispetto al 2012, grazie ad un recupero previsto nell’ultimo trimestre dell’anno. Confagricoltura è preoccupata anche per l’andamento complessivo del Pil (-0,1% nel terzo trimestre) che registra nove cali congiunturali consecutivi. Tutto ciò mentre l’Eurostat pone in luce che, nel terzo trimestre, il prodotto interno lordo dell' area euro ha registrato un incremento congiunturale dello 0,1% e dello 0,2% nell'Unione europea a 28.

Altri dati:
www.agrestetv.it/documenti/Confagricoltura_Pil.doc

sabato 13 luglio 2013

CIA FERRARA: SCARSA LA PRIMA CAMPAGNA DI RACCOLTA CEREALI

Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara  

Cali produttivi in tutto il territorio per frumento tenero. Malissimo il frumento duro con punte disastrose nell’ Alto ferrarese. Tiene la qualità dei frumenti tardivi

La campagna di raccolta dei cereali autunno-vernini è terminata in quasi tutto il territorio e già si contano i danni di un andamento produttivo in caduta libera. A fare il punto sulle produzioni di frumento tenero e duro sono i produttori di Cia Ferrara appartenenti al GIE seminativi - Gruppi di Interesse economico - che sono riusciti a delineare un quadro chiaro a livello qualitativo e quantitativo nelle diverse zone del ferrarese. Partendo dall’areale argentano fino ai confini della provincia di Ravenna – circa 1300 ettari investiti a seminativi – la media produttiva del tenero si aggira sui 54-55 q per Ha, contro i 65-68 di un’annata discreta, mentre il duro viaggia sui 49-50 q per Ha, circa 15 q in meno della media di produzione registrata negli anni scorsi. Tiene in questa zona la qualità a livello di peso specifico e contenuto proteico. Quasi le stesse medie registrare per il frumento tenero nell’area del Basso ferrarese fino al Delta, con rese di 50-55 q per Ha e pesi specifici che sono arrivati a 79-80 soprattutto per le varietà più tardive come il Bologna; peggio è andato il duro con 35-40 q per Ha e pesi specifici bassi, dai 76 ai 77, al di sotto dello standard richiesto dai pastifici industriali per pagare a prezzo pieno il prodotto. La zona più colpita dall’andamento climatico piovoso sembra essere quella dei comuni dell’Alto ferrarese. Qui gli agricoltori hanno avuto cali produttivi più consistenti raccogliendo 40-50 q per Ha di tenero e dai 25 ai 40 q per Ha di duro, una vera débacle con punte verso il basso di 15-20 q per Ha dove la falda del terreno era stata eccessivamente irrorata dalle piogge continue. A livello qualitativo hanno in parte tenuto le qualità tardive ma i pesi specifici sono stati in alcuni casi scadenti e al di sotto della media, così come i contenuti proteici. In generale si sono riscontrati problemi anche con le malattie su tutto il territorio, in particolare quelle fungine come la Fusariosi della spiga che, a fronte di un clima eccessivamente umido contrae le cariossidi, ne riduce il numero e abbassa dunque il peso specifico del grano. Riscontrati casi anche di septoriosi fogliare e ruggine che non compariva da molti anni sulle piante. C’è preoccupazione inoltre, tra gli agricoltori di Cia Ferrara, per i cereali primaverili come il mais, soprattutto per chi non potrà irrigarlo diffusamente in campo. La coltura è, infatti, stata seminata tardi su terreni grossolani che poi hanno subito forti fessurazioni a causa dello sbalzo termico da 10 a 30 gradi in 48 h ed è quasi ovunque in ritardo vegetativo. Problemi anche per il riso - anch’esso seminato in ritardo su terreni spesso dissestati e non livellati a causa dell’impossibilità di lavorarli per il maltempo - che rischia di non arrivare a maturazione. Non va meglio per la soia che, seminata tardivamente, sta accrescendo con temperature elevate che favoriscono le infestanti. In un quadro così fosco ora si spera nella pioggia per cercare di recuperare le perdite subite dalla raccolta dei frumenti.

venerdì 20 luglio 2012

COLDIRETTI: CEREALI E SOIA, VOLANO I PREZZI, BOOM DEL MAIS, CON +42% IN UN MESE

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Forte incremento dei prezzi mondiali dei prodotti agricoli alla borsa di Chicago. Caldo e siccità riducono drasticamente i raccolti in molti Paesi, in Europa riduzione contenuta ma in Italia persi centinaia di migliaia di ettari di mais.

Volano le quotazioni mondiali delle materie prime agricole che fanno segnare aumenti che arrivano in soli 30 giorni fino al 42 per cento per il mais, che ha raggiunto così il record storico. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base delle quotazioni di chiusura settimanale di metà luglio al Chicago Board of Trade, punto di riferimento del mercato a livello internazionale che in un mese ha fatto registrare anche un balzo dei prezzi del 34 per cento per il grano e del 17 per cento per la soia, con consegne a settembre. Con la crisi sembrano tornare ad avere più valore i beni essenziali come il cibo anche se a beneficiarne al momento sono soprattutto i prodotti importati per la forte dipendenza dell'Italia dall'estero per le materie prime agricole. L’aumento dei prezzi registrato a livello mondiale è però fortemente atteso dagli agricoltori italiani costretti a fare i conti con l’aumento dei costi, il drastico taglio dei raccolti dovuto al caldo e alla siccità e quotazioni che a livello nazionale non hanno ancora recepito a pieno l’andamento mondiale e restano insoddisfacenti. In Italia alla borsa merci di Bologna il mais è stato quotato in settimana attorno ai 24 centesimi al chilo, la soia attorno ai 51 centesimi al chilo mentre il grano tra 24 a 25 centesimi al chilo, solo in lieve rialzo rispetto allo scorso anno che fu particolarmente difficile. L’aumento dei prezzi è giustificato sul piano congiunturale dal clima che ha colpito con il caldo e la siccità insieme all’Italia e all’Europa anche la “Corn Belt” nel Midwest degli Stati Uniti mentre un calo dei raccolti è previsto in Russia nella zona del mar nero per le alluvioni ed in Ucraina. In Italia centinaia di migliaia di ettari di mais non saranno raccolti. Una situazione che ha fatto rivedere al ribasso le stime produttive che in Europa erano già previste in calo. Dall’analisi di Coldiretti sui dati di Copa Cogeca sulla campagna cerealicola 2012/2013 nei ventisette Stati dell’Unione, la produzione totale di cereali diminuirà dell’1,4 per cento, passando da 286,1 milioni di tonnellate a 282,1, coltivati su 56,3 milioni di ettari. In calo il grano tenero. Secondo le previsioni, se ne produrranno 125,6 milioni di tonnellate, il 2,3 per cento rispetto alla campagna precedente e scendono anche il mais, con un calo del 2,2 per cento e 1,5 milioni di tonnellate in meno, e l’orzo (-0,8 per cento). Per quanto riguarda, invece, i semi oleosi, la produzione totale europea passerà da 28,7 milioni di tonnellate a 27,8 milioni. Nel dettaglio, la soia si mantiene sostanzialmente stabile con 1,2 milioni di tonnellate, mentre il girasole cala del 3,7 per cento (da 8,4 a 8,1 milioni/tonnellate) e la colza del 3,1 per cento (da 18,9 a 18,4 milioni/tonnellate). Ma a pesare sono anche i cambiamenti strutturali come ha evidenziato l’ultimo rapporto Ocse-Fao secondo il quale la produzione agricola deve crescere del 60 per cento nei prossimi 40 anni per far fronte all’aumento della domanda della maggiore popolazione mondiale, ai richiesta di biocarburanti e alla crescita dei redditi in paesi come la Cina che spinge al maggiore consumo di carne e quindi di mangime per gli allevamenti. Soia e mais sono infatti gli ingredienti di base per l’alimentazione degli animali negli allevamenti per la produzione di carne e latte sui quali i rincari sono destinati avere effetto. Una prospettiva che conferma l’importanza che l’Italia difenda il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile in una situazione in cui già adesso circa la metà dei prodotti alimentari sono importati, a cominciare appunto da grano, soia e mais. Non è un caso che si assista nel mondo alla corsa all’accaparramento delle materie prime agricole con pesanti investimenti nell’acquisto di terreni da parte di investitori istituzionali a partire dalla Cina e dai Paesi Arabi per garantirsi l’approvvigionamento alimentare. "Un nuovo colonialismo che - conclude la Coldiretti - ha portato ad essere oggetto di negoziazione nel mondo dai 50 agli 80 milioni di ettari, di cui oltre i due terzi nell'Africa sub sahariana, laddove Etiopia, Mozambico e Sudan hanno concesso le quantità di superficie più rilevanti"

giovedì 2 febbraio 2012

MALTEMPO, CONFAGRICOLTURA: “PER IL GRANDE FREDDO E’ ALLARME PER GLI APPROVVIGIONAMENTI DI CEREALI”

Fonte: Confagricoltura

“Il grande freddo che viene dall’Artico e sta colpendo l’Europa preoccupa anche per le ripercussioni internazionali sui mercati, perché rischia di aumentare la volatilità dei prezzi delle materie prime, in particolare di grano tenero e orzo”. Lo afferma Confagricoltura, che aggiunge: “I mercati sono già in allarme rosso. Il freddo polare in Russia ed Ucraina, con la colonnina di mercurio scesa fino a -33 gradi, uniti ad un autunno senza pioggia, potrebbe portare ad una riduzione del 30% dei raccolti di cereali in un’area che va dal Baltico al Mar Nero”.

“La situazione sta rendendo molto nervosi i mercati internazionali, con un’accentuarsi della volatilità dei futures per il grano - dice Confagricoltura -. Tutto ciò si va ad aggiungere ai contraccolpi sui prezzi dei cereali dovuti alle incertezze sui raccolti nel Nord America e Sud America penalizzati dall’andamento climatico particolarmente siccitoso”.

giovedì 10 novembre 2011

AGRICOLTURA, CRESCE DEL 3% IL VALORE DELLA PRODUZIONE. RABBONI: "CONFERMATO IL RUOLO ANTICICLICO DEL SETTORE. SERVONO PERÒ NUOVI STRUMENTI PER CRISI"

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

Diffuse le prime anticipazioni sull'andamento dell'annata agraria 2011, che si chiude l'11 novembre, giorno di San Martino. Bene cereali, allevamenti e vino. Male l'ortofrutta.

Bologna - Cresce anche nel 2011 il valore della produzione agricola regionale che, con un +3% rispetto all’anno precedente, porta il comparto a superare la soglia dei 4.300 milioni di euro. “Si tratta di una stima prudenziale, che non comprende ancora il valore di produzioni che vengono commercializzate nei mesi autunnali e invernali – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni, commentando le prime anticipazioni relative all’andamento dell’annata agraria 2011 che si chiude tradizionalmente l’11 novembre, giorno di San Martino - Tuttavia il dato è già indicativo di un’annata complessivamente positiva. Dopo un 2010 che aveva fatto registrare un + 11%, questa ulteriore crescita conferma il ruolo anticiclico e di traino alla ripresa del settore agricolo, che, come è noto, alimenta un indotto che concorre per circa il 20% alla ricchezza regionale e nazionale.” “In questo quadro spicca – ha sottolineato Rabboni – il pesante andamento dell’ortofrutta e della frutta in particolare, colpita sia dalla psicosi della Eschirichia Coli che da un’offerta congestionata di prodotto italiano ed europeo nel ristretto periodo del consumo estivo. E’ una situazione non nuova, che reclama cambiamenti urgenti nella capacità dei produttori di regolare l'offerta e la qualità del prodotto immesso sul mercato, ma che chiama in causa anche l’Europa, cui chiediamo di mettere in campo nuovi e più efficaci strumenti di prevenzione delle crisi e di stabilizzazione dei redditi.”
Tra i comparti con un andamento positivo, quello dei cereali (+14%), trainato in particolare dalla buona performance del mais e dall’aumento dei prezzi del grano duro, ma anche quello degli allevamenti con una crescita generalizzata del valore delle produzioni intorno al 10%. Più ombre che luci invece per ortaggi (-11%) e frutta (-22%), due settori che più di altri hanno dovuto scontare gli effetti negativi della difficile congiuntura dei prezzi. Positive anche le prime previsioni relative al vino, per il quale si stima un +9%. I migliori andamenti di prezzo all'origine si sono verificati per frumento duro, barbabietola, vino, carni e latte; i peggiori per patate, cipolle, cocomeri, fragole, pesche, nettarine, susine e pere

L’andamento dei principali settori: bene cereali, allevamenti e vino. Male la frutta
I cereali hanno registrato un aumento dei ricavi su base annua all’incirca del 14%. Un risultato originato principalmente dall’ottima performance produttiva del mais (+27% circa) dovuta al favorevole andamento climatico, ma anche alla forte ripresa dei prezzi del grano duro (+50%). Positivo anche l’andamento del grano tenero che presenta un incremento del valore delle produzioni attorno al 10%.
In lieve flessione (-8,7% circa) rispetto al 2010 il valore delle colture industriali. Ad incidere negativamente è stato soprattutto il ridimensionamento degli investimenti a barbabietola da zucchero, stimato attorno al 20%, che ha portato ad una contrazione media dei ricavi dei bieticoltori attorno al -7%, nonostante il buon andamento qualitativo e quantitativo della produzione e l’aumento del prezzo di liquidazione da parte dell’industria saccarifera. Negativo è risultato anche l’andamento della produzione lorda vendibile della soia (-13%), da imputare principalmente al calo delle rese unitarie per ettaro.
Decisamente pesante poi l’andamento del settore orto-frutta, fortemente penalizzato dalla considerevole contrazione delle quotazioni registrata nel corso del 2011 rispetto al 2010.
Alla perdita di valore degli ortaggi (-11%) hanno contribuito principalmente le forti diminuzioni di prezzo registrate da patate, cipolle, cocomeri, fragole. Stabile sui medesimi livelli dello scorso anno è, invece, il valore della produzione del pomodoro da industria, che si conferma la coltura più rilevante del comparto.
Annata tutta da dimenticare per la frutta, il comparto più duramente colpito (oltre -22%) dalla negativa congiuntura dei prezzi. Archiviate ormai le pesanti perdite subite dalla frutta estiva, con particolare riferimento a pesche e nettarine, non rimane che confidare in un recupero degli andamenti di mercato della frutta autunno-invernale (pere, mele, actinidia) rispetto ai livelli attuali scarsamente remunerativi per gli agricoltori.
I dati relativi alla produzione di vino evidenziano una flessione dei quantitativi attorno al 13%. Per quanto riguarda gli andamenti di mercato, si può ipotizzare sulla base delle prime informazioni raccolte un aumento dei prezzi medi di circa il 25%, che porterebbe ad una crescita su base annua del valore complessivo della produzione di vino di quasi il 9%.
L’andamento del settore allevamenti è positivo, con un aumento dei ricavi stimato attorno al 10%, per il contemporaneo incrementarsi di quantità prodotte e prezzi di mercato. Sul dato pesano comunque le difficoltà determinate dai crescenti livelli di spesa per l’acquisto di mangimi e le incertezze sul prezzo del latte da Parmigiano-Reggiano, un valore che verrà definito soltanto a fine 2012, ad avvenuta commercializzazione di gran parte del formaggio prodotto nel 2011 che ha visto un aumento della produzione e la crescita delle scorte.

venerdì 2 settembre 2011

RIPARTE IL SERVIZIO DI INFORMAZIONE DI MERCATO E DI APPROFONDIMENTI TECNICI DI ANB E DELLE SOCIETA' CONTROLLATE, SADA E AGRIBROKER.

Fonte: Anb

DOPO IL SUCCESSO DELLO SCORSO ANNO, L'INFORMAZIONE DI ANB "SI FA IN TRE" PER SUPPORTARE LE SCELTE DELLE AZIENDE AGRICOLE E GLI OPERATORI DEL MERCATO.

In questi ultimi due anni l’ANB, dopo la riforma dell’OCM zucchero, ha intrapreso un nuovo percorso per diventare una realtà di riferimento anche in comparti diversi dalla barbabietola da zucchero. I nuovi itinerari di valorizzazione che l’Associazione Nazionale Bieticoltori propone, attraverso i contratti messi a disposizione dalla propria controllata SADA Srl, hanno lo scopo di aggregare le produzioni agricole per recuperare margini di efficienza all'interno delle filiere. Il sistema si completa con la società di brokeraggio Agribroker Europa Srl che ha il compito di offrire ogni giorno opportunità commerciali agli operatori del mercato.
"Credo fortemente - dichiara Mario Guidi, Presidente di ANB - che per raggiungere i nostri scopi sia fondamentale poter disporre di informazioni concrete e affidabili per orientare al meglio le scelte imprenditoriali. Ecco perché, già da un anno, abbiamo realizzato una newsletter settimanale per fornire indicazioni di mercato sulle principali produzioni che sono oggetto delle nostre attività (barbabietole, semi oleosi, cereali). Il successo dell'iniziativa - prosegue Guidi - ci ha stimolati a implementare la nostra proposta sempre con la medesima ambizione di rivolgersi contemporaneamente agli operatori specializzati così come alle aziende agricole di tutte le dimensioni."
Dal 1° settembre, come si legge in una lettera inviata ieri dal presidente Guidi a tutti gli iscritti alla newsletter, l'informazione per le aziende agricole e gli operatori di mercato "si fa in tre", con tre proposte distinte ma coordinate tra di loro:
1. Una newsletter giornaliera con lo scopo di fornire le quotazioni dei principali prodotti agricoli dei più importanti mercati nazionali e internazionali.
2. Una newsletter quindicinale per spiegare, analizzare e commentare le tendenze e gli scenari in atto.
3. Il tradizionale “bollettino” settimanale di ANB per raccontare le principali iniziative organizzative/sindacali dell'associazione e per gli approfondimenti sulle tecniche colturali.

I soci di ANB e i clienti/fornitori di SADA - Agribroker riceveranno automaticamente tutte e tre le newsletter.



giovedì 23 giugno 2011

BUONE PROSPETTIVE PER LA CAMPAGNA CEREALICOLA 2011

Fonte: Confagricoltura Ferrara

Trebbiatura in pieno svolgimento ed aiutata dal buon andamento meteorologico. Ad oggi, comunica Confagricoltura Ferrara, si stima che sia stato raccolto circa il 60% del frumento, tenero e duro, coltivato in Provincia.
"I primi dati lasciano ben sperare - evidenzia il Presidente, Nicola Gherardi - anche se dobbiamo nettamente distinguere tra le aziende che lo scorso autunno hanno potuto preparare con cura i terreni e chi invece è stato costretto a seminare il terreno su sodo, con presenza di ristagni d'acqua nel corso dell'inverno e successiva siccità da marzo a maggio".
"Relativamente al grano tenero, la superficie investita è di circa 28 mila ettari, con un incremento di oltre il 20% rispetto all'anno scorso, a detrimento del duro fortemente penalizzato dal cattivo risultato conseguito nel 2010; la superficie si attesta intorno ai 15 mila ettari, oltre il 45% in meno rispetto alla precedente annata".
"Di particolare rilievo - prosegue il Presidente dell'Organizzazione agricola ferrarese - è che quest'anno, a differenza del 2010, tutta la produzione, almeno per quella fino ad ora trebbiata, per le sue caratteristiche qualitative sarà destinata agli usi per alimentazione umana, mentre la produzione 2010 causa la non elevata qualità è stata destinata alla produzione di mangimi animali".
"Segnatamente al grano tenero la media provinciale per le superfici sulle quali non era stato possibile preparare con cura il terreno si attesta attorno ai 50 q.li/ettaro mentre per gli altri circa 70 q.li/ettaro, con punte nei terreni di medio impasto fino a 80 q.li/ettaro con peso specifico superiore agli 80 e proteine superiore a 13%; per il frumento duro, la media è tra i 65-70 q.li/ettaro, con ottimi risultati sia per peso specifico che proteine".
"Quello che allarma il mercato dei cereali - conclude Nicola Gherardi - è la volatilità dei prezzi sui mercati mondiali, rimarcato anche dal Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nel corso dell'ultima Assemblea dell'Istituto, che espone i produttori agricoli anche a flessioni delle quotazioni e del reddito, come dimostrano i dati dei prezzi all'origine dei prodotti agricoli nel nostro Paese (-3,3% ad aprile sul mese precedente) e dei redditi (-19,6% nel 2011 rispetto al 2010). Per riportare l'evoluzione dei prezzi ad un più equilibrato rapporto domanda/offerta, è necessario intervenire con adeguate politiche per migliorare il posizionamento degli agricoltori all'interno della filiera; occorre altresì frenare talune dinamiche sui mercati a termine delle commodities realizzate da operatori non del settore, ad esempio tramite fondi di investimento, e incentivando invece l'utilizzo dei contratti derivati da parte degli operatori professionali (cooperative, consorzi, importatori, esportatori, ecc.) per coprirsi dalle eccessive oscillazioni dei prezzi".

mercoledì 5 gennaio 2011

CONFAGRICOLTURA SU COMMODITIES: LA DOMANDA SUPERA L’OFFERTA DI CEREALI, GRANO, LATTE E ZUCCHERO.

FONTE: CONFAGRICOLTURA

IL PREZZO LO FA IL MERCATO MONDIALE CON VARIAZIONI DEL 20%

L’aumento della domanda mondiale di beni alimentari sta superando l’offerta. Per molte commodities, in cui in Italia si è deficitari, sarà inevitabile una volatilità dei prezzi (con variazioni dei prezzi all’origine anche del 20% in aumento o in diminuzione) che metterà in difficoltà i produttori ma anche i consumatori. Lo sottolinea Confagricoltura che evidenzia come gli unici comparti alimentari in cui si è autosufficienti nel nostro Paese siano quelli di ortofrutta e vino che, guarda caso, sono quelli che fanno da traino dell’export del made in Italy alimentare (affermando lo “style Italia”).

Per le principali commodities (cereali, carni, latte, zucchero) in Italia si è dipendenti dal mercato globale. Rapportando la produzione nazionale al consumo nazionale emerge che il 20% dei cereali manca all’appello facendo così lievitare l’import (il 50% del grano che si consuma). Cosi come manca circa il 10% del latte alimentare (ed il 25-35% di burro e formaggi), il 30% della carne suina, il 40% della carne bovina e ben il 70% dello zucchero e della soia. Ma c’è anche la produzione di olio di oliva che non arriva all’80% dei consumi.

“Si profila uno scenario che potrebbe scoraggiare invece che incentivare gli investimenti in agricoltura perché non ci sarebbero certezze, ma solo volatilità – commenta Confagricoltura -. Quindi, per non perdere l’appuntamento col mercato e riuscire a soddisfare i maggiori consumi occorre invece sostenere il settore agricolo in uno sforzo di crescita”.

Sottolinea l’Organizzazione degli imprenditori agricoli: “L’agricoltura deve poter investire di più, aumentare il potenziale produttivo anche con misure finalizzate ad accrescere la dimensione economica dell’impresa, con la ricerca, l’innovazione di processo e di prodotto; deve riuscire a ridurre i costi a favore degli operatori. E bisogna creare le condizioni per un mercato ordinato e con regole certe. In questo panorama la politica agricola, comunitaria e nazionale, è essenziale”.

mercoledì 17 novembre 2010

FAO, PREZZI DEI CEREALI AI MASSIMI DAL 2008. CONFAGRICOLTURA: RILANCIARE LA PRODUZIONE DI MATERIE PRIME PER GARANTIRE LA FILIERA AGROINDUSTRIALE

Fonte: Confagricoltura

“Gli alti livelli dei prezzi e le tensioni sui mercati mondiali debbono richiamare ad una rinnovata attenzione al settore agricolo e alle politiche per rilanciare le produzioni e assicurare maggiore equilibrio ai listini.” Queste le valutazioni di Confagricoltura in merito alla situazione dei corsi globali delle commodity, con particolare riferimento al rapporto della Fao diffuso oggi.

“Da alcune settimane - prosegue il commento dell’organizzazione guidata da Federico Vecchioni – assistiamo, sui mercati mondiali, ad un aumento dei prezzi delle materie prime agricole, specie quelli dei cereali, che sono ormai arrivati, come evidenzia il Food Price Index della Fao, ai livelli del 2008, picco massimo della recente crisi alimentare mondiale. Le scorte cerealicole, tuttavia, seppur previste in calo rispetto alla scorsa campagna, sono a livelli ancora rassicuranti, poiché del 20 per cento superiori a due anni fa”.

“In ogni caso - avverte Confagricoltura - in questa situazione è opportuno vigilare. La volatilità dei prezzi può, infatti, provocare raid finanziari sui mercati a termine e restrizioni all’export, tutti fenomeni che potrebbero amplificare le tendenze rialziste, aumentando ancora di più la volatilità dei listini”.

“Purtroppo - fa rilevare l’organizzazione agricola - non esiste un forum globale dove prendere decisioni su questi temi, ed anche il G20 di Seoul non ha fornito indicazioni per intervenire sull’escalation dell’attività finanziaria collegata al commercio di commodity”.


“E’ arrivato invece il momento - conclude Confagricoltura - di una presa di posizione decisa dei Governi, a livello mondiale, per puntare sulla produzione agricola ed anche per quanto riguarda il nostro Paese è essenziale riservare un percorso preferenziale al rilancio della filiera agroindustriale, partendo dalla produzione agricola, fondamentale punto di sicurezza per soddisfare i consumi nazionali e garantire la sopravvivenza di quel Made in Italy alimentare che, per qualità e unicità, costituisce una voce essenziale per il nostro export”.

venerdì 5 novembre 2010

COLDIRETTI: AL PUNTO CAMPAGNA AMICA DI FERRARA CONTINUANO GLI INCONTRI GUSTOSI DEL SABATO

Fonte: Coldiretti Ferrara

Nuovo appuntamento con il gusto genuino dei nostri prodotti alla “Castellina”, presso il Punto Campagna Amica. Sabato 6 novembre scopriamo i segreti della salamina da sugo e dei cereali.

Continuano al Punto Campagna Amica di Via Canapa, 72 a Ferrara le iniziative di promozione e conoscenza dei prodotti della filiera agricola italiana.
Sabato 6 novembre a partire dalle 10 preparazione e segreti della salamina da sugo ferrarese presentata da un produttore che lavora ancora secondo l’autentica tradizione ferrarese.
Nel pomeriggio spazio all’azienda Barbarighe, che presenterà i propri prodotti a base di cereali (bocconcini, pani, stuzzichini).

Presso il punto vendita si potranno trovare tutti i prodotti di stagione provenienti dalle aziende agricole associate, della nostra provincia e di altri territori che assicurano il rispetto dell’autentico made in Italy a partire dalle aziende agricole di produzione secondo il concetto della filiera tutta agricola e tutta italiana: frutta, verdura, riso, vino, miele, confetture, salumi, formaggi, latticini, olio, passate e succhi di frutta.