Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Il Parmigiano Reggiano e le altre eccellenze enogastronomiche dell’Emilia-Romagna sono stati protagonisti a Bruxelles di un evento dedicato alla valorizzazione dei prodotti alimentari di qualità. L’iniziativa, rivolta ad oltre 400 parlamentari europei, ha visto la partecipazione dei rappresentanti di 40 regioni europee e per l’Emilia-Romagna dell’assessore all’agricoltura Simona Caselli, con l'intervento del Commissario europeo all’agricoltura Phil Hogan, che ha visitato per primo lo spazio della Regione Emilia-Romagna dove ha anche potuto assistere all'apertura di una forma di Parmigiano Reggiano.
Tra le Dop e le Igp made in Emilia-Romagna in degustazione oltre al “re dei formaggi” anche il Prosciutto di Parma, l’Aceto balsamico tradizionale di Modena, la Pera Abate Fetel e tra i vini i Lambruschi Doc.
Caselli ha ricordato che l’Emilia-Romagna, con 41 Dop e Igp, è la regione ledaer in Europa per prodotti a indicazione d’origine. “Si tratta di produzioni straordinarie che in tutto il mondo significano qualità, genuinità, rigorosi disciplinari di produzione – ha sottolineato – prodotti che rappresentano anche uno straordinario fattore di competizione sui mercati globali. L’Europa deve lavorare compatta per valorizzare le proprie eccellenze e contrastare la piaga delle contraffazioni, a partire dalle trattative per il Trattato di libero scambio con gli Usa”. All’iniziativa , promossa da Arepo (l’associazione europea delle Regioni con prodotti Dop e Igp) e Areflh (che riunisce invece le Regioni dell’ortofrutta) è intervenuto anche Paolo De Castro, relatore permanente sul Ttip per la Commissione agricoltura del Parlamento europeo.
In Europa i prodotti Dop e Igp parlano italiano ed emiliano-romagnolo. Su un totale di 1.249 produzioni certificate infatti, 269 sono italiane e 41 emiliano-romagnole. Un comparto che in Italia vale 6,6 miliardi alla produzione, 13 miliardi al consumo e 2,4 sui mercati esteri (Rapporto Qualivita-Ismea). La presenza emiliano-romagnola è importante non solo per numero di prodotti, ma anche in valore: il 46% del fatturato complessivo delle prime dieci denominazioni italiane viene realizzato tra Rimini e Piacenza.
Nella foto: da sx il commissario europeo all’agricoltura Phil Hogan e al suo
fianco l’assessore Simona Caselli durante la degustazione del Parmigiano
Reggiano
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venerdì 27 marzo 2015
lunedì 23 marzo 2015
REGIONE EMILIA-ROMAGNA E CASA ARTUSI INSIEME PER LA VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI TIPICI E DEL TERRITORIO RURALE.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna e Casa Artusi: tre anni insieme(2015-2017) all’insegna del “buono” e del “bello”. Sarebbe di certo piaciuto al padre della cucina italiana, Pellegrino Artusi, il Protocollo d’intesa firmato questa mattina in Regione, dall’assessore all’Agricoltura caccia e pesca Simona Caselli e dal presidente di Casa Artusi Giordano Conti, alla presenza del consigliere regionale Paolo Zoffoli, già Sindaco della cittadina artusiana, da sempre attento alla valorizzazione delle eccellenze del territorio in nome dell’illustre cittadino di Forlimpopoli. Sarebbe piaciuto, al gastronomo di Forlimpopoli, soprattutto per un motivo: il documento delinea comuni azioni per la “valorizzazione del territorio rurale, la promozione delle produzioni tipiche di qualità, la ricerca di un sistema integrato d’impresa e di risorse unitamente all’affermazione di valori umani e solidali volti al riconoscimento di uno sviluppo sostenibile sia in senso economico che sociale”. In altre parole, la buona cultura del cibo non può prescindere dalla valorizzazione delle produzioni di qualità, quindi della nostra agricoltura e dell'intera filiera, associata naturalmente al concetto di crescita sostenibile. In questa direzione va il Protocollo d’intesa firmato oggi. “Qualità, tipicità, capacità di innovare, mantenendo tuttavia forte il legame con la tradizione sono i punti forti del nostro agroalimentare – ha dichiarato l’Assessore Simona Caselli – che può vantare il più alto numero di prodotti Dop e Igp d’Europa: ben 41. La collaborazione con Casa Artusi è dunque un’opportunità importante per mettere ulteriormente in valore le nostre eccellenze enogastronomiche e con esse il territorio, la storia, la cultura dell’Emilia-Romagna. Tanto più in vista di Expo 2015, un appuntamento per cui questa Regione sta lavorando con determinazione, certa che potrà diventare un’occasione straordinaria per promuovere nel mondo la nostra magnifica regione e i suoi prodotti”. “Non si tratta di un documento solo sulla carta – afferma il Presidente di Casa Artusi, Giordano Conti – bensì di un Protocollo che consolida la collaborazione su cui si fonda la nascita del centro e che sostiene il reciproco lavoro in ambito promozionale e comunicazionale per lo sviluppo del settore agroalimentare regionale. Casa Artusi, sin dalla nascita, ha messo al centro il cibo come cultura e riflessione, lontano da forme di spettacolarizzazione imperanti in questi ultimi anni. Mettere al centro la cucina di casa e i prodotti del territorio, la conoscenza dei rapporti tra cibo alimentazione e cultura, e promuovere le produzioni di qualità sono la sfide che ci attendono nei prossimi anni. E che c'è di meglio che farlo in nome del padre della cucina italiana, il cui ricettario è tradotto in tante lingue del mondo?”.
Assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna e Casa Artusi: tre anni insieme(2015-2017) all’insegna del “buono” e del “bello”. Sarebbe di certo piaciuto al padre della cucina italiana, Pellegrino Artusi, il Protocollo d’intesa firmato questa mattina in Regione, dall’assessore all’Agricoltura caccia e pesca Simona Caselli e dal presidente di Casa Artusi Giordano Conti, alla presenza del consigliere regionale Paolo Zoffoli, già Sindaco della cittadina artusiana, da sempre attento alla valorizzazione delle eccellenze del territorio in nome dell’illustre cittadino di Forlimpopoli. Sarebbe piaciuto, al gastronomo di Forlimpopoli, soprattutto per un motivo: il documento delinea comuni azioni per la “valorizzazione del territorio rurale, la promozione delle produzioni tipiche di qualità, la ricerca di un sistema integrato d’impresa e di risorse unitamente all’affermazione di valori umani e solidali volti al riconoscimento di uno sviluppo sostenibile sia in senso economico che sociale”. In altre parole, la buona cultura del cibo non può prescindere dalla valorizzazione delle produzioni di qualità, quindi della nostra agricoltura e dell'intera filiera, associata naturalmente al concetto di crescita sostenibile. In questa direzione va il Protocollo d’intesa firmato oggi. “Qualità, tipicità, capacità di innovare, mantenendo tuttavia forte il legame con la tradizione sono i punti forti del nostro agroalimentare – ha dichiarato l’Assessore Simona Caselli – che può vantare il più alto numero di prodotti Dop e Igp d’Europa: ben 41. La collaborazione con Casa Artusi è dunque un’opportunità importante per mettere ulteriormente in valore le nostre eccellenze enogastronomiche e con esse il territorio, la storia, la cultura dell’Emilia-Romagna. Tanto più in vista di Expo 2015, un appuntamento per cui questa Regione sta lavorando con determinazione, certa che potrà diventare un’occasione straordinaria per promuovere nel mondo la nostra magnifica regione e i suoi prodotti”. “Non si tratta di un documento solo sulla carta – afferma il Presidente di Casa Artusi, Giordano Conti – bensì di un Protocollo che consolida la collaborazione su cui si fonda la nascita del centro e che sostiene il reciproco lavoro in ambito promozionale e comunicazionale per lo sviluppo del settore agroalimentare regionale. Casa Artusi, sin dalla nascita, ha messo al centro il cibo come cultura e riflessione, lontano da forme di spettacolarizzazione imperanti in questi ultimi anni. Mettere al centro la cucina di casa e i prodotti del territorio, la conoscenza dei rapporti tra cibo alimentazione e cultura, e promuovere le produzioni di qualità sono la sfide che ci attendono nei prossimi anni. E che c'è di meglio che farlo in nome del padre della cucina italiana, il cui ricettario è tradotto in tante lingue del mondo?”.
MIPAAF: FIRMATO PROTOCOLLO PER VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE SETTORE VITIVINICOLO SU EBAY
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Martina: Italia unico paese ad avere modello di contrasto alla contraffazione sul web
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che questa mattina, presso l'area Mipaaf all'interno di Vinitaly, è stato siglato il Protocollo d'intesa per la realizzazione di attività di promozione, valorizzazione, informazione e tutela delle produzioni nel settore vitivinicolo sulla piattaforma online eBay. Il documento è stato sottoscritto dal Ministro Maurizio Martina, dal responsabile affari legali di eBay Andrea Moretti, dal Presidente della Confederazione nazionale dei consorzi volontari per la tutela delle denominazioni dei vini italiani (Federdoc) Riccardo Ricci Curbastro e dal Capo Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf) Stefano Vaccari. Con il protocollo eBay si impegna a rimuovere gli annunci quando vengono riscontrate violazioni relative ai vini DOP e IGP. Inoltre l’Ispettorato repressione frodi (ICQRF) attiva le procedure di protezione ex officio dei prodotti su tutto il territorio dell’Unione europea per il blocco della commercializzazione dei prodotti rilevati. "La firma di oggi è un tassello importante della strategia che abbiamo messo in campo - ha affermato il Ministro Martina - per tutelare lo straordinario patrimonio del Made in Italy. Con grande orgoglio voglio sottolineare che siamo l'unico Paese al ad aver stipulato un accordo del genere con una piattaforma online della portata di eBay, con 800 milioni di inserzioni nel mondo. E i numeri ci danno ragione: finora sono stati 160 i falsi Made in Italy segnalati, per un controvalore di circa 50 milioni di euro. L'Italia, sul versante della lotta alla contraffazione, può fare scuola. Lo abbiamo dimostrato anche nei giorni scorsi in occasione del Forum internazionale di Lodi, dove i 60 delegati stranieri hanno voluto studiare il nostro modello. Oggi completiamo il lavoro proteggendo anche le nostre eccellenze del vino. La nuova frontiera di presidio è quella web e l'Italia c'è".
Martina: Italia unico paese ad avere modello di contrasto alla contraffazione sul web
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che questa mattina, presso l'area Mipaaf all'interno di Vinitaly, è stato siglato il Protocollo d'intesa per la realizzazione di attività di promozione, valorizzazione, informazione e tutela delle produzioni nel settore vitivinicolo sulla piattaforma online eBay. Il documento è stato sottoscritto dal Ministro Maurizio Martina, dal responsabile affari legali di eBay Andrea Moretti, dal Presidente della Confederazione nazionale dei consorzi volontari per la tutela delle denominazioni dei vini italiani (Federdoc) Riccardo Ricci Curbastro e dal Capo Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf) Stefano Vaccari. Con il protocollo eBay si impegna a rimuovere gli annunci quando vengono riscontrate violazioni relative ai vini DOP e IGP. Inoltre l’Ispettorato repressione frodi (ICQRF) attiva le procedure di protezione ex officio dei prodotti su tutto il territorio dell’Unione europea per il blocco della commercializzazione dei prodotti rilevati. "La firma di oggi è un tassello importante della strategia che abbiamo messo in campo - ha affermato il Ministro Martina - per tutelare lo straordinario patrimonio del Made in Italy. Con grande orgoglio voglio sottolineare che siamo l'unico Paese al ad aver stipulato un accordo del genere con una piattaforma online della portata di eBay, con 800 milioni di inserzioni nel mondo. E i numeri ci danno ragione: finora sono stati 160 i falsi Made in Italy segnalati, per un controvalore di circa 50 milioni di euro. L'Italia, sul versante della lotta alla contraffazione, può fare scuola. Lo abbiamo dimostrato anche nei giorni scorsi in occasione del Forum internazionale di Lodi, dove i 60 delegati stranieri hanno voluto studiare il nostro modello. Oggi completiamo il lavoro proteggendo anche le nostre eccellenze del vino. La nuova frontiera di presidio è quella web e l'Italia c'è".
giovedì 8 gennaio 2015
MIPAAF, PASTA: ISTITUITA CABINA DI REGIA PER PROMUOVERE E SOSTENERE L’INTERA FILIERA
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che per promuovere l’intera filiera e definire un programma di valorizzazione e rilancio del settore è stata istituita la ‘Cabina di Regia sulla Pasta’, grazie a un apposito decreto firmato dal Ministro Maurizio Martina e dal Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. In particolare, la Cabina di Regia ha tra le sue principali finalità promuovere e sostenere la competitività dell’intera filiera, dalla produzione primaria del frumento fino alla trasformazione industriale della pasta attraverso l’incentivazione, lo stimolo e il supporto ad accordi di filiera tra coltivatori di grano e produttori di pasta per il sostegno alle coltivazioni di grano duro di qualità; favorire i processi di aggregazione dell’offerta della materia prima; individuare percorsi di valorizzazione e di incentivazione di frumento duro di qualità; individuare strategie di attrazione dei fondi comunitari destinati al settore nella programmazione 2014-2020 e di ulteriori fondi nazionali e comunitari per iniziative promozionali a supporto della produzione e dell’esportazione; incentivare l’investimento in innovazione e ricerca nell’intera filiera produttiva. “Abbiamo voluto fortemente questa azione in sinergia con il Ministero dello sviluppo economico – commenta il Ministro Martina - per andare incontro alle esigenze di un settore simbolo del Made in Italy come la pasta. Siamo leader mondiali con una produzione annua da 3,4 milioni di tonnellate, un fatturato di più di 4,6 miliardi di euro con oltre 7.500 addetti impiegati. Negli ultimi dieci anni il trend delle esportazioni ha registrato tassi di crescita importanti, arrivando a 2 miliardi di euro. Con la Cabina di regia potremo supportare meglio le aziende sul fronte dell’export, organizzare una promozione integrata in ambito Expo e favorire una migliore distribuzione del valore lungo la filiera”. La Cabina di Regia sulla Pasta, composta da rappresentanti del Mipaaf e del Mise, riserva infatti un’attenzione specifica anche al tema dell’Esposizione universale di Milano in quanto mira a promuovere la filiera grano-pasta all’interno di Expo 2015 e sostenere in questo ambito iniziative di promozione culturale del modello agroalimentare italiano. “L’Italia è il primo produttore europeo anche di grano duro e proprio per questo – prosegue Martina - abbiamo inserito questa coltura tra quelle a cui destinare parte degli oltre 146 milioni di euro annui che abbiamo stanziato per il piano seminativi all’interno delle risorse relative agli aiuti accoppiati”. Le attività della Cabina di Regia saranno svolte attraverso l’istituzione di Gruppi di Lavoro tematici, formati da rappresentanti delle principali associazioni industriali di settore e delle organizzazioni professionali e delle cooperative.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che per promuovere l’intera filiera e definire un programma di valorizzazione e rilancio del settore è stata istituita la ‘Cabina di Regia sulla Pasta’, grazie a un apposito decreto firmato dal Ministro Maurizio Martina e dal Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. In particolare, la Cabina di Regia ha tra le sue principali finalità promuovere e sostenere la competitività dell’intera filiera, dalla produzione primaria del frumento fino alla trasformazione industriale della pasta attraverso l’incentivazione, lo stimolo e il supporto ad accordi di filiera tra coltivatori di grano e produttori di pasta per il sostegno alle coltivazioni di grano duro di qualità; favorire i processi di aggregazione dell’offerta della materia prima; individuare percorsi di valorizzazione e di incentivazione di frumento duro di qualità; individuare strategie di attrazione dei fondi comunitari destinati al settore nella programmazione 2014-2020 e di ulteriori fondi nazionali e comunitari per iniziative promozionali a supporto della produzione e dell’esportazione; incentivare l’investimento in innovazione e ricerca nell’intera filiera produttiva. “Abbiamo voluto fortemente questa azione in sinergia con il Ministero dello sviluppo economico – commenta il Ministro Martina - per andare incontro alle esigenze di un settore simbolo del Made in Italy come la pasta. Siamo leader mondiali con una produzione annua da 3,4 milioni di tonnellate, un fatturato di più di 4,6 miliardi di euro con oltre 7.500 addetti impiegati. Negli ultimi dieci anni il trend delle esportazioni ha registrato tassi di crescita importanti, arrivando a 2 miliardi di euro. Con la Cabina di regia potremo supportare meglio le aziende sul fronte dell’export, organizzare una promozione integrata in ambito Expo e favorire una migliore distribuzione del valore lungo la filiera”. La Cabina di Regia sulla Pasta, composta da rappresentanti del Mipaaf e del Mise, riserva infatti un’attenzione specifica anche al tema dell’Esposizione universale di Milano in quanto mira a promuovere la filiera grano-pasta all’interno di Expo 2015 e sostenere in questo ambito iniziative di promozione culturale del modello agroalimentare italiano. “L’Italia è il primo produttore europeo anche di grano duro e proprio per questo – prosegue Martina - abbiamo inserito questa coltura tra quelle a cui destinare parte degli oltre 146 milioni di euro annui che abbiamo stanziato per il piano seminativi all’interno delle risorse relative agli aiuti accoppiati”. Le attività della Cabina di Regia saranno svolte attraverso l’istituzione di Gruppi di Lavoro tematici, formati da rappresentanti delle principali associazioni industriali di settore e delle organizzazioni professionali e delle cooperative.
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giovedì 18 dicembre 2014
MIPAAF, OLIVERO: CON LEGGE BIODIVERSITÁ AGRICOLA TUTELIAMO NOSTRO PATRIMONIO
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che è stata approvata oggi alla Camera la Legge per la tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare. Con questa legge si istituisce un sistema nazionale di tutela e valorizzazione che prevede, insieme all’istituzione dell’anagrafe nazionale, la definizione di una rete e di un portale e di un comitato permanente per la biodiversità agraria e alimentare. L’obiettivo è costruire un circolo virtuoso che, partendo dal riconoscimento della figura dell’agricoltore e dell’allevatore custode, attraverso la creazione di comunità del cibo, mette in campo azioni concrete per la tutela delle risorse, l’educazione e la sostenibilità ambientale. “Ritengo che con questa legge siamo in grado di connettere la qualità intrinseca dei prodotti con il territorio e la sua storia agraria- ha dichiarato il Vice Ministro Andrea Olivero- in questo modo riconosciamo il valore del nostro patrimonio e lo tuteliamo in un percorso che, arricchito anche degli strumenti dell’agricoltura sociale, dà valore alle specificità locali, alle produzioni tipiche e al paesaggio. Credo sia un altro importante tassello in vista del confronto che apriremo sul tema del cibo a Expo Milano 2015.”
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che è stata approvata oggi alla Camera la Legge per la tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare. Con questa legge si istituisce un sistema nazionale di tutela e valorizzazione che prevede, insieme all’istituzione dell’anagrafe nazionale, la definizione di una rete e di un portale e di un comitato permanente per la biodiversità agraria e alimentare. L’obiettivo è costruire un circolo virtuoso che, partendo dal riconoscimento della figura dell’agricoltore e dell’allevatore custode, attraverso la creazione di comunità del cibo, mette in campo azioni concrete per la tutela delle risorse, l’educazione e la sostenibilità ambientale. “Ritengo che con questa legge siamo in grado di connettere la qualità intrinseca dei prodotti con il territorio e la sua storia agraria- ha dichiarato il Vice Ministro Andrea Olivero- in questo modo riconosciamo il valore del nostro patrimonio e lo tuteliamo in un percorso che, arricchito anche degli strumenti dell’agricoltura sociale, dà valore alle specificità locali, alle produzioni tipiche e al paesaggio. Credo sia un altro importante tassello in vista del confronto che apriremo sul tema del cibo a Expo Milano 2015.”
mercoledì 7 maggio 2014
DOP E IGP SUL WEB, NUOVI STRUMENTI PER TUTELARE E PROMUOVERE LE ECCELLENZE ITALIANE
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato firmato oggi il Protocollo d’intesa per la tutela e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari DOP e IGP sulla piattaforma online eBay. L’accordo è stato siglato tra il Mipaaf, eBay e l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (AICIG). L’obiettivo del Protocollo è rafforzare la tutela, la promozione, la valorizzazione e l’informazione delle produzioni italiane Dop e Igp anche tra i consumatori che si avvalgono della piattaforma eBay, favorendo la presenza nel mercato online dei prodotti italiani autentici e di qualità. I prodotti DOP e IGP italiani, infatti, rappresentano il 40% dell’intera produzione a denominazione comunitaria, con un fatturato complessivo alla produzione di circa 7 miliardi di euro. Si tratta di un patrimonio che istituzioni, associazioni e imprenditori intendono garantire ulteriormente anche su eBay, uno dei più grandi marketplace online del mondo e il primo in Italia, con oltre 4,5 milioni di utenti attivi. Sul web, infatti, sono sempre più frequenti i fenomeni di contraffazione e di vendita di falso Made in Italy agroalimentare, soprattutto di prodotti DOP e IGP. Il protocollo assegna un ruolo centrale al Programma di verifica dei diritti di proprietà (Verified Rights Owner - VeRO), un sistema che può contare su oltre 37mila utenti attivi e che consente ai titolari di diritti di proprietà intellettuale (come copyright, marchi registrati o brevetti) di segnalare eventuali violazioni. Tramite il Programma VeRO, il Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, insieme all’AICIG, si impegnano a inviare a eBay “notifiche di violazione di diritti di proprietà intellettuale in relazione alle produzioni DOP e IGP”. eBay si impegna a rimuovere gli annunci dove vengono riscontrate violazioni relative ai prodotti DOP e IGP. Contestualmente l’Ispettorato repressione frodi (ICQRF) attiva le procedure di protezione ex officio dei prodotti su tutto il territorio dell’Unione europea per il blocco della commercializzazione dei prodotti rilevati. “Questo Protocollo – ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina – si inserisce nel più ampio contesto di azioni strategiche che stiamo mettendo in campo per la tutela e la valorizzazione del Made in Italy agroalimentare. Con l’intesa con eBay interveniamo su due fronti: fermare i falsi e promuovere le eccellenze autentiche. Avremo la possibilità di segnalare tempestivamente le violazioni sulle indicazioni geografiche, lottando anche contro l’Italian sounding. Allo stesso tempo promuoviamo la conoscenza da parte degli utenti della Rete dei nostri prodotti di qualità e la presenza commerciale delle nostre vere Dop e Igp. Non dimentichiamo che l’Italia è leader in Europa con 264 prodotti riconosciuti, con un fatturato al consumo nazionale di quasi 9 miliardi di euro. Queste cifre possono crescere ancora se recuperiamo gli spazi occupati ora dai falsi”.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato firmato oggi il Protocollo d’intesa per la tutela e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari DOP e IGP sulla piattaforma online eBay. L’accordo è stato siglato tra il Mipaaf, eBay e l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (AICIG). L’obiettivo del Protocollo è rafforzare la tutela, la promozione, la valorizzazione e l’informazione delle produzioni italiane Dop e Igp anche tra i consumatori che si avvalgono della piattaforma eBay, favorendo la presenza nel mercato online dei prodotti italiani autentici e di qualità. I prodotti DOP e IGP italiani, infatti, rappresentano il 40% dell’intera produzione a denominazione comunitaria, con un fatturato complessivo alla produzione di circa 7 miliardi di euro. Si tratta di un patrimonio che istituzioni, associazioni e imprenditori intendono garantire ulteriormente anche su eBay, uno dei più grandi marketplace online del mondo e il primo in Italia, con oltre 4,5 milioni di utenti attivi. Sul web, infatti, sono sempre più frequenti i fenomeni di contraffazione e di vendita di falso Made in Italy agroalimentare, soprattutto di prodotti DOP e IGP. Il protocollo assegna un ruolo centrale al Programma di verifica dei diritti di proprietà (Verified Rights Owner - VeRO), un sistema che può contare su oltre 37mila utenti attivi e che consente ai titolari di diritti di proprietà intellettuale (come copyright, marchi registrati o brevetti) di segnalare eventuali violazioni. Tramite il Programma VeRO, il Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, insieme all’AICIG, si impegnano a inviare a eBay “notifiche di violazione di diritti di proprietà intellettuale in relazione alle produzioni DOP e IGP”. eBay si impegna a rimuovere gli annunci dove vengono riscontrate violazioni relative ai prodotti DOP e IGP. Contestualmente l’Ispettorato repressione frodi (ICQRF) attiva le procedure di protezione ex officio dei prodotti su tutto il territorio dell’Unione europea per il blocco della commercializzazione dei prodotti rilevati. “Questo Protocollo – ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina – si inserisce nel più ampio contesto di azioni strategiche che stiamo mettendo in campo per la tutela e la valorizzazione del Made in Italy agroalimentare. Con l’intesa con eBay interveniamo su due fronti: fermare i falsi e promuovere le eccellenze autentiche. Avremo la possibilità di segnalare tempestivamente le violazioni sulle indicazioni geografiche, lottando anche contro l’Italian sounding. Allo stesso tempo promuoviamo la conoscenza da parte degli utenti della Rete dei nostri prodotti di qualità e la presenza commerciale delle nostre vere Dop e Igp. Non dimentichiamo che l’Italia è leader in Europa con 264 prodotti riconosciuti, con un fatturato al consumo nazionale di quasi 9 miliardi di euro. Queste cifre possono crescere ancora se recuperiamo gli spazi occupati ora dai falsi”.
lunedì 24 giugno 2013
AL CAAB – CENTRO AGROALIMENTARE DI BOLOGNA UN GRANDE PARCO PER LA VALORIZZAZIONE DELLE ECCELLENZE AGROALIMENTARI ITALIANE (FABBRICA ITALIANA CONTADINA).
Fonte: Caab
BOLOGNA – Ottantamila metri quadrati per un grande Parco a valenza nazionale e internazionale dedicato alla valorizzazione delle eccellenze delle filiere agro-alimentari italiane: dalla produzione orticola e frutticola all’olio d’oliva a riso e cereali, passando attraverso gli allevamenti, i sapori ‘liquidi’ - vino, birra, grappe … - e quelli ‘dolci’ (miele, nocciole, castagne, cioccolato …) fino alla tostatura del caffè: parco agroalimentare, laboratori, vendita di prodotti, ristorazione, visite didattiche, divulgazione, eventi. E’ la nuova frontiera del Caab – Centro Agroalimentare di Bologna, risultato della strategia di riposizionamento competitivo e diversificazione delle attività insediate che, da luglio 2012 ad oggi, ha già consentito il turnaround economico finanziario, e nel medio-lungo periodo punta a garantire l’uso ottimale degli assets e a creare valore per gli azionisti e il territorio. Proprio in questa prospettiva è stato sottoposto all’approvazione dei soci un progetto di razionalizzazione delle strutture attualmente destinate al commercio all’ingrosso dei prodotti ortofrutticoli: contestualmente, è al vaglio il progetto di allestimento del Parco tematico – unico nel suo genere - che potrebbe avere un importante impatto positivo sulle prospettive reddituali del CAAB, per gli operatori all’ingrosso e i produttori agricoli insediati così come per la filiera agroalimentare, regionale e nazionale. Ma anche e soprattutto per la città di Bologna, in termini di flussi commerciali e turistici che si prevedono assai rilevanti: il progetto dovrebbe infatti coinvolgere da 5 a 10 milioni annui di visitatori , un terzo dei quali stranieri, con imponenti flussi didattici e naturalmente con le visite dei residenti in città e in regione. Stime ulteriori prevedono la creazione di un migliaio circa di nuovi posti di lavoro diretti e 5mila nuovi posti di lavoro nell’indotto, a fronte dell’utilizzo di strutture gia’ esistenti con costi di territorio/cementificazione pari a zero, e con sostenibilità pari al 100% grazie all’impianto fotovoltaico del Caab (16.000.000 Kwh), il più vasto su tetto attualmente esistente in Europa. Sono solo alcune cifre del progetto che potrebbe consacrare e rilanciare Bologna quale “capitale” del food italiano: lo hanno illustrato, questa mattina nel corso di un incontro stampa a Palazzo D’Accursio, il Sindaco di Bologna Virginio Merola, il presidente del Caab Andrea Segre’ e il presidente di Eataly Oscar Farinetti. Due le condizioni ineludibili alle quali è tuttavia subordinata la realizzazione effettiva del Parco: il reperimento delle risorse economiche entro la conclusione del 2013 e la definizione degli accordi contrattuali collegati al progetto, con Eataly e con le aziende attualmente insediate al Caab, che si trasferirebbero in una nuova area caratterizzata da migliori costi di gestione (un risparmio stimato fra il 15 e il 30%) e dal rifornimento km 0 di prodotti deperibili direttamente dal mercato ortofrutticolo. Il Parco tematico del Caab potrebbe diventare la struttura di riferimento per la divulgazione e la conoscenza dell’eccellenza agroalimentare made in Italy mediante la ricostruzione delle filiere produttive ma anche elemento catalizzatore per gli acquisti enogastronomici nel segno della ‘qualità’ e dei prodotti tipici e a denominazione e indicazione protetta da parte di un bacino di utenza molto vasto in Italia e in Europa: dai turisti internazionali, che guardano all’Italia come al cuore pulsante dell'eccellenza agro-alimentare nel mondo, al pubblico italiano che potrà coniugare alla gita turistica l’obiettivo di un itinerario fra i gusti e le tipicità regionali, agli studenti delle scuole primarie e secondarie, che si troveranno a disposizione un ‘atlante tridimensionale’ dal quale attingere per una appassionante full immersion nell’educazione alimentare. L’enogastronomia italiana sarà rappresentata dalla sua genesi in una logica sequenza: stalle, acquari, campi, orti, officine di produzione, laboratori, banchi serviti, grocery, ristoranti. Un vero e proprio ‘itinerario della produzione e del gusto’ per apprezzare le caratteristiche del cibo italiano in tutto il loro splendore, e nella loro inarrivabile eccellenza. Un percorso naturalmente attrezzato con adeguata cartellonistica, audio guide e accompagnatori didattici. Il Parco tematico del Caab si propone, sin dall’inizio della sua progettazione, in dialogo costante con i soci e le realtà interne, ma anche con le realtà e istituzioni economiche, culturali, sociali e didattiche di riferimento della città: con l’obiettivo di un ottimale inserimento nel tessuto produttivo, commerciale e turistico, e con il valore aggiunto di un’iniziativa che, negli auspici di tutti, potrebbe diventare effettivo volano di sviluppo nel sistema economico di Bologna e dell’intera Emilia-Romagna.
BOLOGNA – Ottantamila metri quadrati per un grande Parco a valenza nazionale e internazionale dedicato alla valorizzazione delle eccellenze delle filiere agro-alimentari italiane: dalla produzione orticola e frutticola all’olio d’oliva a riso e cereali, passando attraverso gli allevamenti, i sapori ‘liquidi’ - vino, birra, grappe … - e quelli ‘dolci’ (miele, nocciole, castagne, cioccolato …) fino alla tostatura del caffè: parco agroalimentare, laboratori, vendita di prodotti, ristorazione, visite didattiche, divulgazione, eventi. E’ la nuova frontiera del Caab – Centro Agroalimentare di Bologna, risultato della strategia di riposizionamento competitivo e diversificazione delle attività insediate che, da luglio 2012 ad oggi, ha già consentito il turnaround economico finanziario, e nel medio-lungo periodo punta a garantire l’uso ottimale degli assets e a creare valore per gli azionisti e il territorio. Proprio in questa prospettiva è stato sottoposto all’approvazione dei soci un progetto di razionalizzazione delle strutture attualmente destinate al commercio all’ingrosso dei prodotti ortofrutticoli: contestualmente, è al vaglio il progetto di allestimento del Parco tematico – unico nel suo genere - che potrebbe avere un importante impatto positivo sulle prospettive reddituali del CAAB, per gli operatori all’ingrosso e i produttori agricoli insediati così come per la filiera agroalimentare, regionale e nazionale. Ma anche e soprattutto per la città di Bologna, in termini di flussi commerciali e turistici che si prevedono assai rilevanti: il progetto dovrebbe infatti coinvolgere da 5 a 10 milioni annui di visitatori , un terzo dei quali stranieri, con imponenti flussi didattici e naturalmente con le visite dei residenti in città e in regione. Stime ulteriori prevedono la creazione di un migliaio circa di nuovi posti di lavoro diretti e 5mila nuovi posti di lavoro nell’indotto, a fronte dell’utilizzo di strutture gia’ esistenti con costi di territorio/cementificazione pari a zero, e con sostenibilità pari al 100% grazie all’impianto fotovoltaico del Caab (16.000.000 Kwh), il più vasto su tetto attualmente esistente in Europa. Sono solo alcune cifre del progetto che potrebbe consacrare e rilanciare Bologna quale “capitale” del food italiano: lo hanno illustrato, questa mattina nel corso di un incontro stampa a Palazzo D’Accursio, il Sindaco di Bologna Virginio Merola, il presidente del Caab Andrea Segre’ e il presidente di Eataly Oscar Farinetti. Due le condizioni ineludibili alle quali è tuttavia subordinata la realizzazione effettiva del Parco: il reperimento delle risorse economiche entro la conclusione del 2013 e la definizione degli accordi contrattuali collegati al progetto, con Eataly e con le aziende attualmente insediate al Caab, che si trasferirebbero in una nuova area caratterizzata da migliori costi di gestione (un risparmio stimato fra il 15 e il 30%) e dal rifornimento km 0 di prodotti deperibili direttamente dal mercato ortofrutticolo. Il Parco tematico del Caab potrebbe diventare la struttura di riferimento per la divulgazione e la conoscenza dell’eccellenza agroalimentare made in Italy mediante la ricostruzione delle filiere produttive ma anche elemento catalizzatore per gli acquisti enogastronomici nel segno della ‘qualità’ e dei prodotti tipici e a denominazione e indicazione protetta da parte di un bacino di utenza molto vasto in Italia e in Europa: dai turisti internazionali, che guardano all’Italia come al cuore pulsante dell'eccellenza agro-alimentare nel mondo, al pubblico italiano che potrà coniugare alla gita turistica l’obiettivo di un itinerario fra i gusti e le tipicità regionali, agli studenti delle scuole primarie e secondarie, che si troveranno a disposizione un ‘atlante tridimensionale’ dal quale attingere per una appassionante full immersion nell’educazione alimentare. L’enogastronomia italiana sarà rappresentata dalla sua genesi in una logica sequenza: stalle, acquari, campi, orti, officine di produzione, laboratori, banchi serviti, grocery, ristoranti. Un vero e proprio ‘itinerario della produzione e del gusto’ per apprezzare le caratteristiche del cibo italiano in tutto il loro splendore, e nella loro inarrivabile eccellenza. Un percorso naturalmente attrezzato con adeguata cartellonistica, audio guide e accompagnatori didattici. Il Parco tematico del Caab si propone, sin dall’inizio della sua progettazione, in dialogo costante con i soci e le realtà interne, ma anche con le realtà e istituzioni economiche, culturali, sociali e didattiche di riferimento della città: con l’obiettivo di un ottimale inserimento nel tessuto produttivo, commerciale e turistico, e con il valore aggiunto di un’iniziativa che, negli auspici di tutti, potrebbe diventare effettivo volano di sviluppo nel sistema economico di Bologna e dell’intera Emilia-Romagna.
venerdì 18 novembre 2011
IN ARRIVO LA SECONDA EDIZIONE DEL BANDO PER LA VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI E DELL’OSPITALITÀ TIPICA
Fonte: Camera di Commercio di Ferrara
Roncarati: “Le eccellenze, i sapori e la storia della Provincia di Ferrara a portata di turista”.
L’obiettivo della Camera di Commercio: integrare la filiera e valorizzare prodotti e turismo
Una rete di produttori, ristoratori, albergatori e commercianti, un sito web promozionale aggiornato in tempo reale, settimane durante le quali sarà possibile degustare le specialità ferraresi a prezzo concordato, e tanto altro ancora... Questi alcuni degli obiettivi della seconda edizione del “Bando per la valorizzazione dei prodotti e dell’ospitalità tipica”, promosso dalla Camera di Commercio per favorire, anche attraverso contributi a fondo perduto, l’integrazione tra la rete commerciale e le imprese dell’agricoltura, artigianali e manifatturiere caratterizzate da produzioni tipiche e di qualità.
Un progetto articolato, quello pensato dall’Ente di Largo Castello, che si avvale del contributo delle associazioni di categoria e che prevede, tra le varie iniziative, la presentazione dei prodotti tipici su un apposito portale internet, l’organizzazione di seminari e di percorsi formativi per le imprese dell’agro-alimentare, dell’artigianato, della ristorazione e del turismo legate alla promozione e alla commercializzazione dei prodotti tradizionali locali. Una rete, insomma, di scambi commerciali ma anche di servizi, di conoscenze e di promozione reciproca volta a valorizzare l’immagine di Ferrara nel suo complesso, tanto come meta turistica che come terra di origine di produzioni di qualità agroalimentari e non solo.
“Veicolare i valori dello “stile ferrarese” di accoglienza attraverso la tutela della qualità delle nostre produzioni, del saper fare legato alla tradizione locale e ai luoghi di origine della nostra gastronomia costituisce la peculiarità di questo importante progetto, che trova nella partecipazione degli imprenditori un valore aggiunto insostituibile – ha sottolineato Carlo Alberto Roncarati, presidente della Camera di Commercio di Ferrara. Le imprese che aderiscono alla Rete - ha proseguito Roncarati - sottoscrivono un preciso disciplinare e fanno delle produzioni tipiche di qualità l’elemento caratterizzante del proprio assortimento, riscoprendone gli originari legami con il territorio di appartenenza e con la stagionalità delle sue colture, ragione prima della straordinaria ricchezza della cucina ferrarese, apprezzata in tutto il mondo”.
Tornando al bando, all’ordine del giorno della Giunta camerale il 13 dicembre prossimo, esso prevederà contributi a fondo perduto alle strutture ricettive, agli esercizi di vicinato, alle botteghe alimentari, ai bar e ai ristoranti che:
o destinino una parte dei propri spazi espositivi ad ospitare un “angolo del turismo e dei prodotti tipici”;
o offrano un “menù di degustazione” completo (oppure una colazione), redatto in almeno due lingue, relativo alla tradizione gastronomica locale e realizzato con prevalenza di prodotti tipici della provincia di Ferrara.
Saranno sostenute, in particolare, le spese per l’acquisto di attrezzature e di scaffali espositivi, la realizzazione di materiale promozionale e pubblicitario (sito internet, depliants, brochure, video, menu, ecc.), l’acquisto di prodotti tipici agroalimentari ed artigianali di qualità. E in caso di progetti che prevedano la stipulazione di specifici accordi di filiera o di contratti pluriennali di fornitura della durata minima di 3 anni, il contributo della Camera di Commercio passerà dal 50 al 60% del totale.
Per informazioni è possibile rivolgersi agli uffici della Camera di Commercio (tel. 0532/783.813-820) o consultare il sito www.fe.camcom.it.
Roncarati: “Le eccellenze, i sapori e la storia della Provincia di Ferrara a portata di turista”.
L’obiettivo della Camera di Commercio: integrare la filiera e valorizzare prodotti e turismo
Una rete di produttori, ristoratori, albergatori e commercianti, un sito web promozionale aggiornato in tempo reale, settimane durante le quali sarà possibile degustare le specialità ferraresi a prezzo concordato, e tanto altro ancora... Questi alcuni degli obiettivi della seconda edizione del “Bando per la valorizzazione dei prodotti e dell’ospitalità tipica”, promosso dalla Camera di Commercio per favorire, anche attraverso contributi a fondo perduto, l’integrazione tra la rete commerciale e le imprese dell’agricoltura, artigianali e manifatturiere caratterizzate da produzioni tipiche e di qualità.
Un progetto articolato, quello pensato dall’Ente di Largo Castello, che si avvale del contributo delle associazioni di categoria e che prevede, tra le varie iniziative, la presentazione dei prodotti tipici su un apposito portale internet, l’organizzazione di seminari e di percorsi formativi per le imprese dell’agro-alimentare, dell’artigianato, della ristorazione e del turismo legate alla promozione e alla commercializzazione dei prodotti tradizionali locali. Una rete, insomma, di scambi commerciali ma anche di servizi, di conoscenze e di promozione reciproca volta a valorizzare l’immagine di Ferrara nel suo complesso, tanto come meta turistica che come terra di origine di produzioni di qualità agroalimentari e non solo.
“Veicolare i valori dello “stile ferrarese” di accoglienza attraverso la tutela della qualità delle nostre produzioni, del saper fare legato alla tradizione locale e ai luoghi di origine della nostra gastronomia costituisce la peculiarità di questo importante progetto, che trova nella partecipazione degli imprenditori un valore aggiunto insostituibile – ha sottolineato Carlo Alberto Roncarati, presidente della Camera di Commercio di Ferrara. Le imprese che aderiscono alla Rete - ha proseguito Roncarati - sottoscrivono un preciso disciplinare e fanno delle produzioni tipiche di qualità l’elemento caratterizzante del proprio assortimento, riscoprendone gli originari legami con il territorio di appartenenza e con la stagionalità delle sue colture, ragione prima della straordinaria ricchezza della cucina ferrarese, apprezzata in tutto il mondo”.
Tornando al bando, all’ordine del giorno della Giunta camerale il 13 dicembre prossimo, esso prevederà contributi a fondo perduto alle strutture ricettive, agli esercizi di vicinato, alle botteghe alimentari, ai bar e ai ristoranti che:
o destinino una parte dei propri spazi espositivi ad ospitare un “angolo del turismo e dei prodotti tipici”;
o offrano un “menù di degustazione” completo (oppure una colazione), redatto in almeno due lingue, relativo alla tradizione gastronomica locale e realizzato con prevalenza di prodotti tipici della provincia di Ferrara.
Saranno sostenute, in particolare, le spese per l’acquisto di attrezzature e di scaffali espositivi, la realizzazione di materiale promozionale e pubblicitario (sito internet, depliants, brochure, video, menu, ecc.), l’acquisto di prodotti tipici agroalimentari ed artigianali di qualità. E in caso di progetti che prevedano la stipulazione di specifici accordi di filiera o di contratti pluriennali di fornitura della durata minima di 3 anni, il contributo della Camera di Commercio passerà dal 50 al 60% del totale.
Per informazioni è possibile rivolgersi agli uffici della Camera di Commercio (tel. 0532/783.813-820) o consultare il sito www.fe.camcom.it.
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