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mercoledì 18 febbraio 2015

POMODORO: ACCORDO 2015 AFFONDA LA CONTRATTAZIONE INTERPROFESSIONALE

Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna  

COLDIRETTI: COSÌ SI Dà IL VIA LIBERA ALLA CONTRATTAZIONE PRIVATA 

Con l’accordo del pomodoro 2015 ha preso il via una vera e propria delegittimazione delle organizzazioni di prodotto e della contrattazione all’interno della organizzazione interprofessionale. E’ questo il giudizio di Coldiretti Emilia Romagna sull’accordo interprofessionale firmato tra industrie, cooperative e organizzazioni di prodotto per la campagna 2015. Le critiche di Coldiretti sono puntate non tanto sul prezzo, quanto sui principi dell’accordo. “Il prezzo bloccato su quello del 2014, nonostante l’industria abbia chiesto di aumentare la produzione, contraddice una regola fondamentale del mercato per cui con l’aumento della domanda dovrebbe aumentare anche il prezzo – afferma il presidente regionale di Coldiretti, Mauro Tonello – ma ciò che è veramente devastante è la possibilità dell’industria di contrattare l’acquisto di pomodoro fuori dal territorio e al di fuori del contratto interprofessionale. In pratica si dà il via libera a contratti privati tra singole industrie e singoli produttori senza che questi quantitativi rientrino nel conteggio della produzione prevista dall’accordo. Non riusciamo a capire l’esultanza dei tanti sostenitori dell’interprofessione, compreso qualche luminare universitario – commenta Tonello – quando è chiaro che questi contenuti denotano una sola cosa: l’affossamento degli accordi interprofessionali e la negazione di qualsiasi possibilità di raccordare domanda e offerta”. Secondo Tonello, “A questo punto è necessaria una serie riflessione sugli strumenti dell’interprofessione e lasciare che i produttori agricoli possano scegliere i sistemi di rappresentanza che preferiscono, adottando come prima regola la trasparenza e i veri contenuti degli accordi e delle richieste industriali”.

“Il timore – commenta anche il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli – è che accordi di questo tipo, che rappresentano un deciso passo indietro nella contrattazione tra produttori e trasformatori, possano contribuire alla riduzione ulteriore delle superfici investite a pomodoro anche nella nostra provincia”. Una produzione che nel corso degli anni si è assestata attorno ai 6.000 ettari, un po’ in tutta la provincia, anche se le zone di elezione sono i comuni del basso ferrarese. “Lo scorso anno le superfici investite nel ferrarese – aggiunge Gulinelli – hanno toccato i 6.600 ettari, con un incremento rispetto al 2013 di circa il 12%, con una PLV stimata complessivamente in oltre 37 milioni di euro, interessando sia le aziende agricole, sia le imprese di trasformazione. E’ evidente che si tratta di una coltura importante per il territorio e quindi gli elementi di destabilizzazione e di contrazione del prezzo alla produzione non possono che preoccupare per le potenziali ricadute negative sull’economia provinciale. Per questo non possiamo non criticare accordi che non riescono ad intercettare le potenzialità di sviluppo di determinati comparti, deprimendo regolarmente, vuoi per un aspetto, vuoi per un altro, la redditività e la capacità di programmazione anche economica delle imprese agricole: giusto quindi dare la possibilità di arrivare ad una contrattazione diversa, più trasparente ed in linea con il potenziale collocamento del prodotto verso le industrie di trasformazione”.  

L’ACCORDO IN SINTESI
Le condizioni per i prossimi trapianti prevedono una sostanziale conferma delle griglie qualitative, con una modifica, in riduzione, del moltiplicatore per i difetti minori, che passa da 0,4 a 0,3, mentre il valore base cento dei gradi Brix resta fissato a 5.00 ed inalterata rimane anche la scaletta per i difetti maggiori. Il prezzo indicativo oscillerebbe attorno ai 92€/T, lo stesso dello scorso anno, quando era previsto un premio di un euro alla tonnellata se non si fossero superati, come è stato, gli obiettivi diproduzione individuati in 2,4 milioni di tonnellate. Per il 2015 è stato ripreso questo meccanismo di penalizzazione legato al superamento dell’ obiettivo complessivo di produzione, introducendo anche una premialità nel caso di una produzione inferiore. Pertanto, nel caso che il raccolto dell’area nord rimanga tra i 2,65 e 2,45 milioni di tonnellate, non vi saranno scostamenti dal prezzo che sarà indicato sui contratti. Perconsegne superiori a 2,65 milioni di tonnellate vi sarà una penalità di 0,5€/tonnellata ogni 50.000 tonnellate in più, fino ad una decurtazione massima di 3€/T, applicata su tutti i quantitativi, non solo sulla parte eccedente. Se il raccolto dovesse essere inferiore a 2,45 milioni di tonnellate, scatterebbero i premi. Per consegne inferiori a 2,45 milioni ditonnellate vi sarebbe un premio di 0,5€/tonnellata ogni 50.000 tonnellate in meno, fino ad un valore massimo di 3€/T, applicato su tutti i quantitativi. La resa per ettaro, nei contratti di fornitura, dovrà essere compresa tra 69 e 71 tonnellate (si ricorda che la resa media del 2014 è stata pari a 65,02T/ha, mentre la media triennale si colloca sui 69,19€/T) ed il quantitativo previsto in ogni singolo contratto sarà soggetto ad una variabilità tra -4% e +4%.

venerdì 13 febbraio 2015

LATTE, MIPAAF: INTERVENTO PER RIORGANIZZARE LA FILIERA MARTINA: AZIONI CON ANTITRUST, MAGGIORI GARANZIE CONTRATTUALI E COMMISSIONE INTERPROFESSIONE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si è tenuta mercoledì 11 Febbraio, presso la sede del Dicastero, una riunione del tavolo per il sostegno e la valorizzazione della filiera latte. All’incontro hanno partecipato, oltre al Ministro Maurizio Martina, gli assessori all’agricoltura delle Regioni Lombardia Gianni Fava, Lazio Sonia Ricci, Campania Daniela Nugnes, Puglia Fabrizio Nardoni, Friuli Venezia Giulia Sergio Bolzonello e dell’Emilia Romagna Simona Caselli. Erano presenti le delegazioni delle principali organizzazioni agricole e industriali del comparto. Nel corso della riunione il Ministro ha presentato le misure per rilanciare il rafforzamento dell’organizzazione economica della produzione agricola e dell’interprofessione nella filiera lattiero casearia. Il Ministro ha anche reso noto di aver scritto al Commissario all’Agricoltura Ue Phil Hogan chiedendo di prevedere la rateizzazione senza interessi delle eventuali multe per le quote latte dell’ultima campagna. “Dobbiamo dare una svolta ai rapporti nel settore del latte e superare degli ostacoli strutturali che da anni ci trasciniamo e che penalizzano soprattutto gli allevatori. Abbiamo proposto due scelte di fondo – ha detto Martina – per la filiera: vogliamo rafforzare l’organizzazione economica della produzione agricola e dell’interprofessionalità contrattuale e allo stesso tempo riformare il decreto ministeriale di applicazione del Pacchetto latte per affrontare la grave situazione attuale. Per questo intendiamo rafforzare la collaborazione tra Ministero e Antitrust per dare piena attuazione alle previsioni dell’art. 62 della legge 27/2012. Il Mipaaf, con la collaborazione tecnica di Ismea, provvederà a un monitoraggio periodico fatto delle principali classi di prodotti agricoli sull’andamento dei costi medi di produzione, dei prezzi dei prodotti pagati ai produttori agricoli e dei prezzi dei prodotti praticati al consumatore. Laddove si riscontrassero, anche nel settore del latte, delle pratiche sleali siamo pronti a procedere con le dovute segnalazioni all’Autorità garante per il mercato e la concorrenza. Nella riforma del decreto sul Pacchetto Latte inseriremo due novità principali relative a maggiori garanzie contrattuali per i produttori insieme all’istituzione di una Commissione interprofessionale Latte, con esperti indicati dalla filiera, alla quale affidare il compito di indicare le buone pratiche, le tendenze dei prezzi e dei costi di produzione. Sul fronte dell’etichettatura abbiamo proposto alla filiera di dare un’informazione chiara e omogenea ai consumatori sul luogo di mungitura. Il Ministero è pronto a supportare questa iniziativa con una specifica campagna di promozione”. Un prossimo Decreto Ministeriale, quindi, innoverà quello emanato nell’ottobre 2012 per il Pacchetto latte, con l’introduzione obbligatoria di clausole di garanzia nei contratti, con particolare riguardo alla loro durata e al rispetto del principio di buona prassi fondato su un equilibrato rapporto tra andamento dei prezzi ed andamento dei costi di produzione. Al contempo è previsto un intervento sul sistema sanzionatorio per i casi di inosservanza del nuovo decreto sulle relazioni contrattuali nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari. Punto di arrivo di questo percorso sarà un intervento normativo teso a introdurre un’interprofessione in cui siano chiaramente regolate gli ambiti d’intervento e le modalità di partecipazione e funzionamento. Sono stati informati i partecipanti alla riunione che il Ministero sta predisponendo il decreto ministeriale di attuazione Fondo latte di qualità che poi verrà presentato agli operatori della filiera. Specifica attenzione, quindi, è stata data al progetto “Latte nelle scuole” che partirà nel 2016. Il Ministero ha inoltre ribadito l’importanza del sostegno alle produzioni dei comuni di montagna, attraverso l’indicazione facoltativa di qualità “prodotto di montagna” sulle confezioni per una più completa informazione al consumatore.

lunedì 27 maggio 2013

PAC, DE GIROLAMO: APPIATTIMENTO ECCESSIVO DEI PAGAMENTI PENALIZZEREBBE SETTORI AGRICOLI SPECIALIZZATI

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Sulla questione della convergenza interna sono convinta che la proposta del Consiglio e la controproposta del Parlamento europeo vadano nella giusta direzione. Per questo motivo chiediamo alla Commissione di tenerne conto. Credo che un appiattimento eccessivo dei pagamenti erogati ai nostri agricoltori, con l’obiettivo di pervenire a valori uniformi al 2019, penalizzerebbe settori specializzati e che hanno investito molto in termini strutturali e occupazionali”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, intervenendo a Dublino al Consiglio informale dei Ministri dell’agricoltura dell’Unione europea. “Sul tema dei pagamenti accoppiati – ha aggiunto il Ministro De Girolamo – ci troviamo davanti a una questione particolarmente delicata perché essi costituiscono un’opportunità di sostegno per questi settori che hanno problematiche specifiche, in determinate aree geografiche, e che sono prive di alternative produttive e occupazionali”. Il Ministro De Girolamo ha, inoltre, raccomandato sia al Parlamento, che alla Commissione che al Consiglio l’urgenza di un quadro normativo in materia di associazioni e interprofessioni. “È necessario un migliore quadro giuridico – ha spiegato – finalizzato al rafforzamento della figura dell’agricoltore e all’aggregazione dell’offerta” .