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sabato 21 marzo 2015

COLDIRETTI: OGM, IN GAZZETTA UFFICIALE DELL’UNIONE EUROPEA LA LIBERTA’ DI VIETARLI

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale europea la direttiva che consente agli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati nei loro territori. In calo le superfici OGM in Europa, diffidenti i consumatori e pericoli di omologazione e danno per il nostro Made in Italy.

 L’Italia è libera di non coltivare Ogm come ha fatto fino ad ora e come chiedono quasi 8 cittadini su 10 (76 per cento) che si oppongono al biotech nei campi. E’ quanto afferma ila Coldiretti nel segnalare che sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 13 marzo è stato pubblicato il testo della direttiva 2015/412 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 marzo 2015 che modifica la direttiva 2001/18/CE per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati (Ogm) sul proprio territorio. Ora tocca al Parlamento italiano mettere a punto una normativa nazionale che – rileva la Coldiretti - possa dare continuità alla lungimirante scelta fatta dall’Italia di vietare gli Ogm dato che la nuova normativa che dovrebbe entrare in vigore gia' a marzo, dopo 20 giorni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Europea. Siamo di fronte – afferma Coldiretti - ad un importante e atteso riconoscimento della sovranità degli Stati nonostante il pressing e alle ripetute provocazioni delle multinazionali del biotech. L’Europa da un lato, le Alpi e il mare dall’altro, renderanno l’Italia finalmente sicura da ogni contaminazione da Ogm a tutela della straordinaria biodiversità e del patrimonio di distintività del Made in Italy. Per l’Italia gli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del Made in Italy. Secondo l’analisi della Coldiretti sono calati del 3 per cento i terreni seminati con organismi geneticamente modificati (ogm) in Europa nel 2014 a conferma della crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che non rispetta le promesse, secondo l’analisi del rapporto annuale 2014 dell’“International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications” (ISAAA). La superficie ogm in Europa nel 2014 si è ridotta ad appena 143.016 ettari di mais Bt coltivati in soli 5 Paesi sui 28 che fanno parte dell’Unione. Peraltro ben il 92 per cento di mais biotech europeo è coltivato in Spagna dove sono stati seminati 131.538 ettari mentre le superfici coltivate sono residuali in Portogallo, Romania, Slovacchia e Repubblica Ceca.

venerdì 23 gennaio 2015

OGM, CONFERMATO DIVIETO DI COLTIVAZIONE MON810 CON DECRETO LORENZIN, MARTINA E GALLETTI

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

 Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, il Ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina e quello dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, hanno firmato oggi il decreto che sancisce il divieto di coltivazione di mais Ogm MON810. Il provvedimento proroga, per un periodo di ulteriori 18 mesi dalla sua entrata in vigore, il divieto già emanato con il precedente decreto interministeriale del 12 luglio 2013. La decisione anticipa il recepimento in Italia della nuova Direttiva in materia di OGM che sancisce il diritto degli Stati Membri di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati (Ogm) sul territorio nazionale.

giovedì 22 gennaio 2015

OGM, MIPAAF: AL LAVORO CON MINISTERI AMBIENTE E SALUTE PER PROROGARE DIVIETO MAIS MON810

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica, come già confermato dal Ministro Martina, che sta proseguendo il lavoro, insieme al Ministero dell’Ambiente e al Ministero della Salute, per approvare un nuovo decreto interministeriale che proroghi il divieto di coltivazione sul territorio italiano del mais Mon810. Il nuovo provvedimento sarà approvato prima della scadenza della precedente disposizione, adottata nel luglio del 2013, nell’attesa dell’entrata in vigore della nuova direttiva in materia di Ogm recentemente approvata dal Parlamento europeo e frutto di un accordo raggiunto nelle scorse settimane con il Consiglio e la Commissione, che sancisce il diritto degli Stati Membri di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati sul territorio nazionale, anche se questi sono autorizzati a livello europeo, per motivi di natura economica ed agricola.

lunedì 19 gennaio 2015

OGM: LIBERTÀ NELL’UE, POSITIVA CHIUSURA SEMESTRE ITALIANO

Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna  

Coldiretti, salvi i 41 prodotti Dop e Igp e i 305 prodotti tipici dell’Emilia Romagna. Progetto dei Consorzi Agrari per una filiera mangimi certificata no-Ogm

La libertà di non coltivare Ogm, sancito definitivamente dall’Unione Europea al termine del semestre di presidenza italiana, è un fatto importante in particolare per l’Emilia Romagna e per i suoi 41 prodotti agroalimentari a denominazione d’origine e i 305 prodotti iscritto all’albo dei prodotti tradizionali. E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna nel commentare positivamente il via libera finale dell'Europarlamento alla direttiva che consentirà ai Paesi membri dell'Ue di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati (Ogm) sul territorio nazionale, anche se questi sono autorizzati a livello europeo. “E’ una decisione – ha commentato il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – che rispetta innanzitutto la volontà dei cittadini, il 76 per cento dei quali (in pratica 8 su 10) si oppongono al biotech nei campi. In secondo luogo tutela i prodotti tipici che sono la vera ricchezza della nostra agricoltura famosa in tutto il mondo, ma che viene spesso insidiata dalle multinazionali del biotech che vorrebbero la diffusione dei semi transgenici”. Per l’Italia gli organismi geneticamente modificati in agricoltura – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del Made in Italy. Secondo una analisi di Coldiretti, nell’Unione Europea, nonostante l’azione delle lobbies che producono Ogm, nel 2013 sono rimasti solo cinque Paesi, su ventotto, a coltivare Ogm (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania), con appena 148mila ettari di mais transgenico MON810 seminati nel 2013, la quasi totalità dei quali in Spagna (136.962 ettari). “Una agricoltura senza Ogm – afferma Tonello – è fondamentale per la nostra biodiversità e la distintività dei nostri prodotti che sono il vero patrimonio del made in Italy. Per questo i Consorzi Agrari dell’Emilia Romagna, in raccordo con quelli di tutta Italia – ha detto Tonello – stanno realizzando nel settore dei mangimi, uno dei più a rischio contaminazioni, una filiera certificata no-Ogm per aziende agricole e allevamenti. I Consorzi Agrari andranno anche oltre: da tre anni stanno infatti sperimentando un nuovo sistema per combattere le aflatossine del mais contro cui gli Ogm sono di fatto impotenti”.

mercoledì 14 gennaio 2015

OGM, PARLAMENTO UE APPROVA NORMA SU LIBERA SCELTA MARTINA: “UN SUCCESSO DELLA PRESIDENZA ITALIANA”

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il Parlamento europeo ha dato il via libera oggi al testo di accordo raggiunto nelle scorse settimane tra Consiglio, Commissione e Parlamento europeo sulla riforma della Direttiva in materia di OGM che sancisce il diritto degli Stati Membri di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati (ogm) sul territorio nazionale, anche se questi sono autorizzati a livello europeo, per motivi di natura economica ed agricola. “È un successo della Presidenza italiana – ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina – del ministro Galletti, con cui abbiamo lavorato a stretto contatto, che ha presieduto in questi mesi il Consiglio dei Ministri dell'Ambiente competente sulla materia OGM. Un risultato che non era scontato e sul quale si lavorava da più di 4 anni. Molto importante è stato anche il dialogo e il lavoro fatto dal Parlamento europeo e in particolare dalla delegazione italiana. È una scelta che risponde alle attese degli agricoltori, dei territori e di tutti gli italiani che hanno a cuore la qualità, la tipicità dei nostri prodotti alimentari e la distintività del nostro modello agricolo. Bene quindi che ora sia data libertà di scelta ai singoli Paesi dell’Ue. In Italia rinnoveremo il divieto di coltivazione del mais Mon810 e proprio nei prossimi giorni ci confronteremo con i Ministri Lorenzin e Galletti per procedere”. L'accordo raggiunto con il Parlamento Europeo ha migliorato il testo approvato in prima lettura dal Consiglio europeo nel giugno scorso sotto tre aspetti rilevanti: 1- le valutazioni sui rischi ambientali e sanitari, di competenza dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, dovranno essere aggiornate ogni due anni per tener conto del progresso scientifico e del principio di precauzione che è un pilastro del diritto ambientale internazionale; 2- gli Stati Membri possono chiedere, tramite la Commissione europea, alle imprese produttrici di OGM, di escludere i loro territori dal novero dei Paesi nei quali intendono chiedere l'autorizzazione europea alla coltivazione; ma questa fase di "negoziato" con le imprese non è più obbligatoria, e gli Stati Membri potranno decidere di passare direttamente al divieto di coltivazione per le motivazioni indicate nella Direttiva; 3- gli Stati Membri, prima di introdurre il divieto di coltivazione, dovranno comunicare il relativo provvedimento alla Commissione europea ed attendere 75 giorni per il parere, ma durante questo periodo di attesa gli agricoltori non potranno comunque procedere alla semina dei prodotti interessati dall'ipotesi di divieto.

venerdì 5 dicembre 2014

OGM: OGNI PAESE UE POTRÀ DECIDERE SE COLTIVARLI O NO

Fonte: Ansa

Presidenza italiana spunta prima intesa dopo anni di negoziati

"E' a portata di mano la decisione finale sulla libertà degli Stati di coltivare o meno Ogm nell'Ue". Il twitter del Presidente italiano e ministro per l'ambiente Gian Luca Galletti, é giunto all'1,37 nella notte tra mercoledì e giovedì, annunciando l'accordo di principio raggiunto dopo oltre sei ore ininterrotte di trattative, con i negoziatori del Parlamento e della Commissione europea. Accordo, che se otterrà il via libera definitivo, potrà essere applicato dalla primavera del 2015. Poche righe, per un'intesa che la maggioranza dei cittadini italiani attende da anni (il 76% sono per la libertà di vietare gli Ogm), frutto di un lavoro portato avanti da Galletti insieme al ministro per le politiche agricole e alimentari, Maurizio Martina, che si é detto soddisfatto del compromesso raggiunto. L'intesa - se approvata definitivamente - permetterà di giungere ad una decisione che alcuni definiscono già 'salomonica': ogni Stato membro infatti deciderà se coltivarli o meno, su parte o su tutto il loro territorio nazionale; non verrà chiusa la porta alla coltivazione degli Ogm negli Paesi Ue che invece desiderano farlo; e non si andrà a incidere sulla valutazione scientifica del rischio, da parte dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, (Efsa). Galletti ne é convinto: il compromesso "é equo e bilanciato, attento a valorizzare la realtà dei singoli Stati e a garantire la libertà di scelta". Convinto "dell'importate passo avanti realizzato" anche il negoziatore per il Parlamento, il presidente della commissione ambiente, salute e sicurezza alimentare, Giovanni La Via (Ncd/Ppe). L'Italia tuttavia, non può ancora abbassare la guardia se vuole che siano i singoli governi Ue ad avere l'ultima parola in materia di Ogm: é necessario che ora l'intesa di principio ottenga l'accordo degli ambasciatori dei 28 Stati membri Ue (il prossimo 10 dicembre), quindi l'avvallo del Consiglio ambiente dell'Ue (il 17 dicembre) e a metà gennaio il voto in plenaria all'Europarlamento. Novità giungeranno anche dalla Commissione europea: ci sarà infatti, una revisione della procedura di autorizzazione degli Ogm da parte di Bruxelles". Restano in vigore le norme di commercializzazione di prodotti transgenici autorizzati dall'Ue, per la produzione di alimenti e di mangimi. L'intesa di principio ha provocato una vera e propria alzata di scudi. Si sono rallegrati il commissario Ue alla salute Vytenis Andriukaitis, il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo, Dino Scanavino della Cia, il gruppo dei Socialisti e Democratici del Parlamento europeo. Dal Parlamento italiano il presidente della commissione ambiente Luca Sani(Pd) e Nicodemo Oliverio (Pd), capogruppo in commissione Agricoltura. Corposo anche il fronte di coloro che sono critici: dagli ambientalisti di Greenpeace all'eurodeputata Eleonora Evi (M5s), secondo cui il Parlamento ha fatto un passo indietro su quasi tutti i fronti, da Confeuro a EuropaBio. Al momento però, l'unica certezza é che dopo otto presidenze Ue che hanno fallito, il percorso pragmatico scelto dalla Presidenza italiana e dal Parlamento dovrebbe portare ad ogni Stato la libertà di scelta.

sabato 13 settembre 2014

OGM, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “CHIUDERE SUL BIOTECH SIGNIFICA BLOCCARE SVILUPPO E INNOVAZIONE IN AGRICOLTURA. INTANTO BRUXELLES, IN MODO PILATESCO, NON DECIDE”

Fonte: Confagricoltura

“Gli Ogm sono una delle tante opzioni da utilizzare nelle politiche di sviluppo dei Paesi Terzi e per combattere la fame nel mondo”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo oggi al Mantova al convegno “La ricerca italiana rilancia la genetica in agricoltura”. Guidi ha ricordato che, tra il 1961 e il 2005, mentre la popolazione mondiale cresceva del 111%, la produzione agricola è aumentata del 162%. Nel 1950 sulla Terra un miliardo di persone su un totale di due miliardi e mezzo soffriva la fame, mentre oggi lo stesso pianeta fornisce cibo a sufficienza per più di sei miliardi di persone, su un totale di sette miliardi. In circa sessanta anni la popolazione mondiale che soffriva di fame e malnutrizione è scesa dal 40 al 15%. “Ciò grazie ad una sola cosa: l’innovazione – ha detto Guidi- . E gli Ogm fanno parte di progresso tecnologico. Tutte le varietà e le specie che vengono utilizzate in agricoltura sono frutto dell’intervento di miglioramento genetico dell’uomo ed è difficile sostenere scientificamente che l’uso di un’ulteriore tecnica quale quella utilizzata per produrre Ogm, sia meno ‘naturale’ di quelle usate finora”. Guidi ha fatto quindi l’esempio del mais. La piralide è uno dei maggiori fattori di rischio di contaminazione anche per le aflatossine, dopo caldo e siccità. Le aflatossine, classificate come sicuramente cancerogene, sono più rare ma molto più tossiche delle fumonisine ed hanno la caratteristica di passare nel latte e quindi nei formaggi. Ad oggi le varietà di mais geneticamente modificate per resistere alla piralide sono il mezzo di gran lunga più efficiente per il suo controllo e sono stati ritenute sicure per l’uomo e l’ambiente dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dalle più credibili istituzioni internazionali. Da un punto di vista ambientale, inoltre, andrebbe considerato che il mais resistente alla piralide non solo riduce la distribuzione nell’ambiente di insetticidi non selettivi, ma richiede meno acqua, energia, concimi e agrofarmaci per essere prodotto, dal momento che a parità di input si ottiene il 10 percento in più di produzione. Per ottenere lo stesso quantitativo di mais prodotto oggi in Friuli si potrebbero risparmiare 50 milioni di metri cubi d’acqua, 9.000 TEP di energia, 45.000 kg di agrofarmaci e 8.000 tonnellate di concimi o, a parità di superfici investite, assorbire 260.000 tonnellate di CO2 in più dall’atmosfera. “Buone norme di coesistenza permetterebbero ai produttori di scegliere cosa produrre e ai consumatori cosa consumare – ha detto ancora il presidente di Confagricoltura -. Certamente l’uso di questa libertà e del progresso tecnologico devono essere responsabili, e come tali in qualche modo regolamentati, ma senza che principi non negoziabili, quali la libertà imprenditoriale, siano cancellati. Che è invece quello che stiamo vedendo in questi anni”. Guidi si è quindi soffermato sulla proposta di regolamento sulla libertà di coltivazione di Ogm che è in discussione a Bruxelles, che in pratica prevede di lasciare a ciascuno Stato membro la possibilità di vietare la coltivazione di Ogm sul proprio territorio, a prescindere da qualsiasi autorizzazione. “Un modo singolare di intendere il mercato unico europeo e l’idea stessa di Unione Europea – ha concluso il presidente di Confagricoltura -. Quello spazio dove condividiamo tutto, almeno a parole, sarebbe invece lo stesso in cui ci dividiamo sulle possibili scelte in materia di innovazione in agricoltura. Abbiamo la politica agricola comune, le norme di commercializzazione per i fagiolini, le regole tecniche anche per le prese elettriche e la moneta unica che sono uguali in (quasi) tutta Europa e ci dividiamo sul futuro della nostra agricoltura”.

lunedì 14 luglio 2014

CONFAGRICOLTURA: “NON FACCIAMO DEGLI OGM UNA BATTAGLIA IDEOLOGICA, PERCHÉ CI SONO PROBLEMI ENORMI, COME QUELLI DELLA PIRALIDE DEL MAIS E DELL’USO DI 100 MILA LITRI DI PRODOTTI CHIMICI, CHE VANNO AFFRONTATI CON RISPOSTE SCIENTIFICHE”

Fonte: Confagricoltura  

Il “Manifesto” sottoscritto dai presidenti regionali di Confagricoltura Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Campania e Puglia

“Ogm significa anche meno chimica”. Lo si sottolinea in un ‘manifesto’ firmato dai presidenti di varie strutture regionali di Confagricoltura, del Nord ma anche del Sud, in vista della stagione del trattamento antipiralide del mais – sui 900 mila ettari investiti a tale coltivazione - per contrastare la diffusione del lepidottero”. “Gli Ogm non sono contro la biodiversità – rilevano i sottoscrittori del manifesto - possono favorire un’attività produttiva maidicola più rispettosa dell’ambiente. Altrimenti è inevitabile il trattamento chimico: le ferite provocate dalle larve dell'insetto sulla coltura causano perdite di produzione, ma soprattutto creano l'habitat ideale per lo sviluppo di funghi. Il risultato è che la granella rischia di essere contaminata da micotossine, altamente tossiche per uomo e animali d'allevamento”. Il mais è un prodotto indispensabile che serve per l’alimentazione umana e animale; poiché non ne produciamo abbastanza, lo importiamo in parte dall’estero dove si produce avvalendosi dell’ingegneria genetica che ‘insegna’ alle piante a difendersi da sole dai parassiti. “Il problema della piralide interessa anche la Spagna – osservano i firmatari del ‘manifesto’ – dove è stato risolto consentendo le semine di mais Bt, la soluzione più semplice, più economica e più rispettosa dell'ambiente e della salute dei consumatori”. La cronaca di questi giorni porta notizie di sequestri di prodotti alimentari in cui si sono registrati livelli di tossine superiori al minimo consentivo per legge. “Confagricoltura – si legge in una nota dell’Organizzazione - denuncia da anni il problema, invitando tutti gli attori della filiera del mais a mettere in atto ogni misura necessaria a ridurre la presenza di tali sostanze”. “Non vogliamo gli Ogm a tutti i costi – conclude Confagricoltura– vogliamo però che venga data fiducia alla scienza, alla ricerca nel valutare i pro e i contro dell’ingegneria genetica in maniera rigorosa, non emotiva. Soprattutto non facciamo degli Ogm una battaglia ideologica, perché ci sono problemi enormi, come quelli della piralide del mais e dell’uso di 100 mila litri di prodotti chimici, che vanno affrontati con risposte scientifiche”.

A questo indirizzo il “Manifesto” sottoscritto dai presidenti regionali di Confagricoltura Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Campania e Puglia:
www.agrestetv.it/documenti/manifesto.doc

venerdì 27 giugno 2014

COLDIRETTI: SANZIONI DI 30MILA EURO CONTRO I CAMPI ILLEGALI O.G.M.

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Basta con le scuse: con il decreto legge 91, sono state introdotte le sanzioni per i trasgressori alle norme che vietano le coltivazioni OGM in pieno campo.

Non ci sono più scuse: il decreto legge del 24 giugno 2014, n. 91 ha finalmente previsto le sanzioni a carico dei trasgressori. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che da ora in poi, chi intende seminare OGM in violazione delle norme che ne vietano la coltivazione, deve sapere che potrà andare incontro alla reclusione da sei mesi a tre anni e potrà essere sanzionato con una multa che può arrivare anche a trentamila euro. Alle Regioni - precisa la Coldiretti - spetterà di definire, nell’ambito del proprio territorio, e sulla base dei rilievi effettuati dagli organi di polizia giudiziaria, modalità e tempi delle misure che il trasgressore dovrà adottare, a proprie spese, per rimuovere le coltivazioni vietate. La disposizione contenuta nel decreto legge chiude finalmente il cerchio intorno ad una vicenda allarmante che tante preoccupazioni ha sollevato negli ultimi tempi tra i numerosi agricoltori contrari agli Ogm: si tratta di un risultato importante, che si aggiunge a quelli conseguiti di recente nelle aule giudiziarie davanti al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato. E anche in quelle occasioni Coldiretti c’era, insieme con altre organizzazioni della Task force per un’Italia libera da Ogm, per difendere le produzioni agroalimentari tipiche italiane.

giovedì 26 giugno 2014

OGM: LA POLITICA CI DEVE DELLE RISPOSTE I PRESIDENTI REGIONALI DI CONFAGRICOLTURA SONO CON LA SEN. CATTANEO E RIBADISCONO: È ORA CHE LA QUESTIONE OGM VENGA AFFRONTATA SENZA PREGIUDIZI IDEOLOGICI MA SECONDO UNA LOGICA SCIENTIFICA E IMPRENDITORIALE

Fonte: Confagricoltura

Confagricoltura Veneto, Lombardia, Friuli, Piemonte, Emilia Romagna, Campania e Puglia si uniscono all’appello dei 700 agricoltori che hanno scritto alla Senatrice Prof.ssa Elena Cattaneo, manifestando il loro desiderio di vedere riaperta la ricerca sugli organismi geneticamente modificati in Italia e di poterli coltivare. “Chiediamo da tempo che non si abbandoni la ricerca in questo settore,” dichiarano i vertici regionali di Confagricoltura. “L’Italia vanta una scuola di genetica di caratura mondiale, è assurdo non lasciarla lavorare perché ci dia delle risposte certe, calate nel nostro contesto rurale.” L’associazione degli agricoltori concorda con le parole della Senatrice: gli appezzamenti coltivati a mais Ogm in Friuli sono un’occasione preziosa, agli istituti di ricerca deve venir data la possibilità di verificare in quei campi coesistenza, sanità della granella Ogm, rispetto della biodiversità. Inoltre tali coltivazioni Ogm potrebbero essere utilizzate per fare della corretta divulgazione fra gli addetti ai lavori e dell’informazione scevra da pregiudizi rivolta ai consumatori e ai cittadini. “La Sen. Cattaneo ha scritto in questi giorni a tutti i suoi colleghi parlamentari, per coinvolgerli affinché venga affrontata la questione. Chiediamo che la politica approfitti di questo momento in cui le ideologie sono state finalmente messe da parte per avvicinarsi alle richieste dei maiscoltori e dei ricercatori con serenità.” La coesistenza fra coltivazioni convenzionali e Ogm è possibile e rispettata nei Paesi che si avvalgono di questa tecnologia, come per es. la Spagna. “Non dimentichiamoci,” dichiarano, "che più Ogm significa meno chimica. Noi italiani, come gli spagnoli, siamo infestati dalla piralide che causa cali produttivi e granella di scarsa qualità, talvolta invendibile. E’ un problema che il resto d’Europa non ha. La politica non può continuare a ignorarlo.” “Confagricoltura è il sindacato delle imprese e le imprese devono essere lasciate libere di scegliere come produrre. Non è affatto complicato far sì che Ogm, biologico e tradizionale possano coesistere nel rispetto l’uno dell’altro.” D’altra parte, ricordano i presidenti, l’agroalimentare italiano, con i suoi prestigiosi prodotti come prosciutti e formaggi, dipende già fortemente dalle importazioni in gran parte Ogm per la produzione di mangimi. Avvicinarsi a Expo nascondendo questo fatto sarebbe ipocrita. L'appuntamento che l'Italia ha con il resto del mondo nel 2015 è la vetrina perfetta per dimostrare come il prodotto tipico italiano possa trarre vantaggio da un sapiente connubio tra tradizione e innovazione, tra qualità del made in Italy e progresso scientifico, biotecnologie comprese. In quest'ottica l'accordo siglato tra Confagricoltura e CNR in vista di Expo dimostra la volontà degli agricoltori di lavorare in stretto rapporto con la ricerca scientifica. La dipendenza italiana dall'import di mais aumenta ogni anno. Siamo passati dall'importare il 10% del nostro fabbisogno di mais nel 2004, a quasi il 40% attuale. Nel 2013 quasi un miliardo di euro è stato speso per questo. Il motivo? Basta guardare le medie produttive, in continuo calo dal 2001: l'anno scorso scese a 78,1 quintali per ettaro. In Spagna, dove il mais Ogm è coltivato da anni, si superano ormai stabilmente i 110 quintali. E non è nemmeno vero che il nostro prodotto sia migliore perché' non Ogm, e' vero piuttosto il contrario: nel 2013, secondo dati del Ministero per le Politiche Agricole, il 62% del mais italiano non era adatto al consumo umano perché' contaminato di micotossine. Il sistema agroalimentare del nostro Paese deve pertanto importare mais estero Ogm sia perché è più sano, sia perché' le nostre produzioni continuano a calare. “Non si vede perché alle nostre aziende non venga concesso di produrli e debbano continuare a tollerare di vedere mangimi Ogm entrare dall’estero. La politica ci deve delle risposte.”
Firmato:
Lorenzo Nicoli Presidente Confagricoltura Veneto
Matteo Lasagna Presidente Confagricoltura Lombardia
Gian Paolo Coscia Presidente Confagricoltura Piemonte
Guglielmo Garagnani Presidente Confagricoltura Emilia Romagna
Claudio Cressati Presidente Confagricoltura Friuli Venezia Giulia
Michele Pannullo Presidente Confagricoltura Campania
Umberto Bucci Presidente Confagricoltura Puglia

giovedì 12 giugno 2014

OGM, MIPAAF: MARTINA, “BENE INTESA RAGGIUNTA, INTRODUCE NECESSARIA FLESSIBILITÀ”

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha espresso piena soddisfazione per l’accordo raggiunto oggi, in seno al Consiglio dei Ministri europei dell’Ambiente, in merito al nuovo testo elaborato dalla Presidenza greca che modifica la Direttiva 2001/18/CE sugli OGM. “L'intesa raggiunta – ha sottolineato il Ministro – introduce la necessaria flessibilità che consente agli Stati membri di decidere in merito alla gestione della propria agricoltura, permettendo di vietare o limitare la coltivazione degli OGM nel proprio Paese. Il compromesso evidenzia, nonostante il diverso approccio di alcuni Stati Membri, la volontà generale di superare i problemi legati al sistema vigente. Ribadisco – ha aggiunto il Ministro Martina – l’importanza di un’adozione rapida della Direttiva, auspicando che il relativo iter possa concludersi durante il semestre di Presidenza italiana, quantomeno con il raggiungimento dell’accordo politico nella fase della co-decisione con il nuovo Parlamento europeo”. Più in dettaglio, la nuova Direttiva approvata oggi prevede che, durante la fase istruttoria coordinata dall’EFSA sulla richiesta di introduzione sul mercato europeo di un prodotto OGM da parte di una impresa, lo Stato membro possa chiedere all’impresa l’esclusione del proprio territorio dalla fase della “coltivazione”. Nel caso in cui nessun accordo fosse raggiungibile con l’impresa su detta limitazione geografica, lo Stato Membro è autorizzato ad assumere un proprio provvedimento di divieto o limitazione della coltivazione, motivandolo anche con ragioni di politica agricola. È previsto, in tal caso, un esame da parte della Commissione europea sul contenuto del provvedimento, esame che dovrà comunque esaurirsi in un periodo di 75 giorni, cessato il quale lo Stato Membro potrà procedere unilateralmente, recependo o no le osservazioni della Commissione. Lo Stato Membro può attivare analoga procedura anche per i prodotti OGM già autorizzati a livello comunitario (come ad esempio il mais MON810), entro il termine di sei mesi dall’entrata in vigore della nuova Direttiva. Il Ministro Martina, infine, ha espresso apprezzamento per la decisione del Consiglio di Stato, arrivata nella stessa giornata di oggi 12 giugno, che ha rigettato la domanda di sospensiva del decreto Interministeriale 12 luglio 2013, dei Ministri della Salute, dell’Ambiente e dell’Agricoltura, che ha stabilito il divieto di coltivare il mais MON810 sul territorio italiano sino al gennaio 2015. In questo modo, il Governo attua pienamente la strategia di difesa delle produzioni agricole di qualità italiane richiesta tra l’altro con mozioni unanimi anche dal Senato e dalla Camera dei Deputati.

COLDIRETTI, SODDISFAZIONE PER GLI ULTIMI PROVVEDIMENTI A FAVORE DELL’AGRICOLTURA

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Da sblocco dei fondi UE per i contributi PAC, all’aumento della percentuale di succo nelle bibite alla frutta, allo stop alle oliere truccate, significativi segnali di attenzione al mondo agricolo. Gulinelli: “Resta ovviamente molto da fare ma vediamo passi avanti per il mondo agricolo. Ora procedere con il decreto #campolibero per semplificare e rilanciare il settore”.

“Lo sblocco dei finanziamenti dovuti agli agricoltori rappresenta un risposta adeguata alle nostre continue sollecitazioni nei ripetuti incontri con il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina al quale va un sincero ringraziamento”. E’ quanto afferma il presidente nazionale della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel commentare l’annuncio del completamento delle attività di controllo sulle domande grazie al quale Agea ha disposto il pagamento agli agricoltori di 81.5 milioni di euro di fondi della Politica agricola comune, dei quali 65 milioni andranno a 6.000 aziende per il pagamento della Domanda Unica 2013 e 16,5 milioni a 2.550 aziende che hanno presentato domanda per lo sviluppo rurale. A meno di una settimana dalla nomina - sottolinea Moncalvo - si tratta di un ottimo inizio per il neo Commissario dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) Stefano Antonio Sernia con il quale siamo pronti a collaborare anche in vista degli importanti appuntamenti che ci attendono con la riforma della Politica Agricola Comune(Pac). E sempre in queste ore arriva anche notizia della sconfitta della “lobby delle bibite alla frutta senza frutta”, su tutte le aranciate, grazieall’azione del Governo che si è dimostrato vicino agli interessi reali delle imprese agricole e dei consumatori. Lo sottolinea Coldiretti, commentando positivamente il voto dell’aula della Camera all’emendamento del Pd alla legge comunitaria che alza il contenuto minimo di succo di frutta nelle bibite gassate dal 12 al 20 per cento. Finalmente – come Coldiretti ha più volte chiesto – ci sono le condizioni per cambiare una norma che attualmente permette di vendere acquacome se fosse succo. Quando la legge sarà approvata, duecento milioni di chili di arance all'anno in più saranno “bevute” dai 23 milioni di italiani che consumano bibite gassate, il che significa cinquantamila chili di vitamina C in più. Una decisione che concorre a migliorare concretamente la qualità dell'alimentazione e a ridurre le spese sanitarie dovute alle malattie connesse all'obesità in forte aumento. Non va peraltro dimenticato - conclude la Coldiretti - l'impatto economico sulle imprese agricole poiché l'aumento della percentuale di frutta nelle bibite potrebbe salvare ettari ed ettari di frutteti. Stesso effetto positivo ci si attende dall’emendamento alla legge comunitaria che prevede lo stop alle oliere truccate nei ristoranti che potranno servire l’extravergine solo in bottiglie dotate di tappo antirabbocco, per evitare che possano essere “allungate” o addirittura riempite ex novo con prodotti che non hanno nulla a che vedere con quello originario. “Nel rispetto della normativa comunitaria l’Italia non ha rinunciato questa volta a svolgere il ruolo di leader nella tutela della qualità e della sicurezza alimentare in Europa” ha affermato il presidente della Coldiretti nell’apprezzare “la decisa svolta dell’Esecutivo che si è dimostrato vicino agli interessi reali delle imprese agricole e dei consumatori”. Si tratta di salvaguardare prodotti base della dieta mediterranea come l’olio di oliva e la frutta che offrono un contributo determinante alla salute dei cittadini e sono realtà produttive da primato nazionale. La norma approvata prevede che gli oli di oliva vergini proposti in confezioni nei pubblici esercizi, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, devono essere presentati in contenitori etichettaticonformemente alla normativa vigente, forniti di idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata e provvisti di un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo l’esaurimento del contenuto originale indicato in etichetta. “E attesa c’è anche per il decreto #campo libero – evidenzia il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli – nel ricordare che il prossimo 13 giugno il consiglio dei ministri esaminerà l’insieme di provvedimenti che puntano al rilancio del settore agro alimentare attraverso la leva di sgravi e agevolazioni fiscali, favorendo in particolare l'occupazione giovanile ma anche semplificando la vita delle imprese sul fronte burocrazia e controlli.” Per quanto riguarda l'occupazione giovanile, secondo una bozza del decreto, si prevedono mutui a tasso zero per gli imprenditori under 40, detrazioni al 19 per cento sull'affitto terreni a coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali under 35 e incentivi alle assunzioni (sgravi di 1/3 della retribuzione lorda). Novità anche sul piano sanzionatorio: si introducono disposizioni volte a sanzionare la coltivazione di prodotti Ogm e a contrastare il fenomeno della contraffazione alimentare. Inoltre si estende l'istituto della diffida a tutti gli illeciti agroalimentari di lieve entità puniti con la sola sanzione amministrativa pecuniaria. Come richiesto da Coldiretti, il dl si propone anche di facilitare la vita delle imprese favorendo la sburocratizzazione e per questo si istituisce un registro unico dei controlli, venendo incontro alle richiestedelle imprese del settore che lamentavano l'oppressione di troppi controlli, anche sovrapposti, a cui sottostare. Diverse misure di semplificazione riguardano in particolare il settore vitivinicolo. Vengono poi introdotti due crediti di imposta (per l'e-commerce e per la creazione reti di imprese o lo sviluppo di quelle esistenti). Inoltre, al fine di favorire l'emersione dal lavoro sommerso si prevede una deduzione ai fini Irap di una parte dei costi relativi a contratti a tempo determinato caratterizzati da particolari requisiti di stabilità (150 giornate e durata triennale). Un capitolo del decreto riguarda, infine, la riorganizzazione e riduzione dei costi degli enti e società controllate dal ministero. In particolare si prevede, in luogo del consiglio di amministrazione, la figura dell'amministratore unico per tutte le società controllate, stabilendo comunque la riduzione dei compensi e procedure selettive per l'individuazione degli amministratori.

mercoledì 4 giugno 2014

MIPAAF, MARTINA: “SINTONIA CON GERMANIA. BENE POSIZIONI CONDIVISE SU OGM E CONTRASTO ALL’ETICHETTATURA A SEMAFORO”

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il Ministro Maurizio Martina ha incontrato ieri mattina a Berlino il Ministro dell'Agricoltura tedesco Christian Schmidt. Durante il colloquio i due ministri hanno manifestato l'intenzione di rafforzare i rapporti e impostare una collaborazione stabile tra i due Paesi, anche in ragione dei risultati elettorali delle consultazioni europee e in vista del semestre italiano di presidenza UE. Tra i principali dossier su cui si concentrerà il lavoro, la riforma della Politica agricola comune e la sfida generazionale nell'agricoltura europea, che rappresenta un problema strutturale in tutto il continente. “Sono molto soddisfatto per la comune posizione in materia di OGM. Per noi è fondamentale che il 12 giugno, in sede europea, si chiuda la prima fase di questa discussione e avanzi la proposta della Presidenza greca – ha affermato il Ministro Martina – Condividiamo un’agenda di temi fondamentali su cui vogliamo agire in sintonia e collaborazione, a partire dall’importanza di fare fronte comune contro la cosiddetta etichettatura a semaforo proposta dal Regno Unito. Lo stesso vale per gli atti della nuova Politica agricola comune 2014-2020, per il nuovo regolamento per l’agricoltura biologica che, proprio durante la Presidenza italiana, dovrà essere sviluppato e definito; per la questione della fine delle quote latte nel 2015 che necessiterà di nuovi strumenti per gestire la fase di transizione e infine per il negoziato per il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti tra Stati Uniti ed Europa dove dovremo dare maggiore rilevanza ai dossier agroalimentari e garantire la massima trasparenza nel confronto". Il Ministro Martina, che ieri ha presenziato all'incontro di promozione per Expo 2015 presso l'ambasciata italiana a Berlino, ha espresso al Ministro Schmidt grande apprezzamento per il protagonismo e l'investimento che la Germania ha sviluppato in vista dell'Esposizione universale.

mercoledì 30 aprile 2014

MIPAAF, MARTINA INCONTRA IL COMMISSARIO EUROPEO ALLA SALUTE BORG

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina ha incontrato oggi a Roma, presso il Palazzo dell’Agricoltura, il Commissario europeo alla Salute, Tonio Borg. Al centro dell’incontro le principali questioni di politica comunitaria con particolare riferimento agli Ogm e all’etichettatura. Il Ministro Martina ha ribadito di essere favorevole all’iniziativa della Presidenza greca per una revisione della normativa europea sugli Ogm, che preveda per gli Stati Membri maggiore autonomia sul tema. In merito all’indicazione nell’etichettatura del Paese di origine dei prodotti e della carne utilizzata come ingrediente il Ministro ha ricordato forte sensibilità italiana su questo tema e evidenziato l’opportunità di un esame approfondito di tali questioni a livello della UE. È stato anche dibattuto il sistema di “etichettatura a semaforo”, introdotto dal Regno Unito. Martina ha ribadito la contrarietà italiana a tale sistema, ritenuto non adatto allo scopo di tutelare la salute, poiché l’informazione fornita da questo tipo di etichette appare superficiale e fuorviante. Il Ministro ha assicurato il pieno impegno italiano durante la prossima presidenza di turno a coordinare i lavori relativi alle bozze di regolamento sulla protezione delle piante, sui materiali di riproduzione e sui controlli ufficiali. Infine, sono state discusse le iniziative avviate a livello nazionale e comunitario per contrastare le malattie delle piante diffuse in alcune regioni italiane.

giovedì 24 aprile 2014

OGM, MARTINA: SODDISFAZIONE PER SENTENZA TAR, ORA CONTINUIAMO IMPEGNO IN EUROPA

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

 “Apprendiamo con soddisfazione il pronunciamento del Tar che conferma nella sostanza le ragioni del decreto promosso dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con i Ministeri della Salute e dell’Ambiente in relazione allo stop delle semine Ogm in Italia”. “Proseguiamo ora con tenacia la battaglia che stiamo portando avanti anche con altri Paesi in ambito europeo. Il nostro obiettivo è dare più autonomia di scelta ai singoli Stati sul tema Ogm. Se non riusciremo a trovare un accordo entro giugno, questo sarà uno dei dossier più importanti del semestre italiano di Presidenza dell’Ue. Sono convinto che il modello agricolo italiano debba valorizzare le sue peculiari caratteristiche per rafforzarsi anche sui mercati internazionali”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha commentato il rigetto da parte del Tar del Lazio del ricorso contro il decreto del 12 luglio adottato dal Ministro della Salute di concerto con il Ministro della Politiche Agricole Alimentari e Forestali e con il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare recante "Adozione delle misure d'urgenza si sensi dell'art. 54 del Regolamento CE n.178/2002 concernenti la coltivazione di varietà di mais geneticamente modificato MON 810".

giovedì 10 aprile 2014

MINISTRO MARTINA INCONTRA ASSESSORI REGIONALI PER DISCUTERE DI OGM E PRIMO PILASTRO PAC

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è tenuta oggi nel pomeriggio presso il Palazzo dell’Agricoltura a Roma la riunione tra il Ministro Martina e gli assessori all’agricoltura delle Regioni italiane. In apertura si è trattato il tema della coltivazione di Ogm in Italia, in attesa della sentenza del Tar sul caso Friuli. Il Ministro Martina ha ribadito l’intenzione del Governo di intervenire con ogni azione che si dovesse rendere necessaria e condiviso con le Regioni un programma di lavoro, in modo da non lasciare spazio a dubbi e ambiguità. Il Ministro ha ribadito anche che l’Italia è favorevole alla proposta della Presidenza greca dell’Unione europea, che prevede una maggiore autonomia decisionale degli Stati membri sul tema Ogm. Il confronto è poi proseguito sulle questioni relative al primo pilastro della Politica agricola comune. La riunione ha visto progressi nel confronto sui punti principali trattati ed un primo accordo sul calcolo del valore unitario iniziale dei titoli per il quale si prenderanno a riferimento i pagamenti percepiti per il 2014. È stata illustrata anche una prima ipotesi di riparto degli aiuti accoppiati, che servirà come base per il confronto con le Regioni e con le organizzazioni di categoria. Il Ministro Martina ha ribadito la volontà di proseguire con un metodo di confronto e dialogo con le Regioni e la necessità di chiudere entro il 15 maggio sul primo pilastro, per dare risposte tempestive agli agricoltori su questioni come la convergenza, il greening, l’agricoltore attivo e l’ammissibilità al contributo delle superfici. A tale scopo sono stati convocati un tavolo tecnico per il 16 aprile ed una nuova riunione istituzionale, tra assessori e Ministro, il 24 aprile a Roma.

venerdì 4 aprile 2014

OGM: MARTINA INFORMA CDM, PRONTI PER EVENTUALI NUOVI PROVVEDIMENTI

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero della Politiche agricole, alimentari e forestali comunica che oggi il Ministro, Maurizio Martina, ha informato il Consiglio dei Ministri dell’eventualità che, dopo il pronunciamento del Tar del 9 aprile sulla legittimità del decreto che dispone il divieto di coltivazione in Italia per 18 mesi del mais geneticamente modificato, si debba intervenire con eventuali nuovi provvedimenti, d’intesa con le Regioni. E’ stata concordata la possibilità, con i colleghi Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute, e Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente, di un intervento comune atto a impedire eventuali coltivazioni qualora la sentenza annullasse il decreto in essere. Il Ministro Martina ha comunicato, inoltre, al Cdm di aver già convocato le Regioni per giovedì 10 aprile al fine di trattare il tema.

giovedì 20 marzo 2014

ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI, RABBONI AI CONSIGLIERI LEGHISTI: QUESTA REGIONE DA TEMPO OGM FREE

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“L’Emilia-Romagna ha adottato 10 anni fa una legge che vieta sul proprio territorio la coltivazione di Organismi geneticamente modificati e da allora partecipa alla rete europea delle Regioni contrarie all’uso degli Ogm. Vorrei dunque rassicurare i consiglieri regionali del gruppo Lega Nord: quello che chiedono c'è già, da almeno 10 anni”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni risponde ai consiglieri leghisti Mauro Manfredini, Manes Bernardini, Stefano Cavalli e Roberto Corradi, che in una risoluzione chiedono che la Regione Emilia-Romagna si dichiari Ogm free. “La nostra contrarietà all’introduzione di organismi geneticamente modificati in agricoltura – spiega Rabboni - non è solo dovuta alla necessità di tutelare, nel nome del principio di precauzione, ambiente e salute umana, ma anche alla convinzione che l'eventuale coltivazione degli organismi geneticamente modificati in prossimità delle colture agricole tradizionali che forniscono le materie prime alle filiere delle nostre produzioni agroalimentari Dop e Igp , biologiche, tipiche e tradizionali, faccia correre a queste seconde rischi enormi di contaminazione con la conseguenza di ibridare produzioni che hanno invece nella unicità, naturalità e nella conservazione della biodiversita il loro indiscusso valore aggiunto”.

lunedì 3 marzo 2014

OGM, MARTINA: BENE PROPOSTA PRESIDENZA GRECA UE SU LIBERTÀ DI SCELTA PER GLI STATI MEMBRI

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Sul tema degli Ogm c’è un pronunciamento molto chiaro del Parlamento italiano, che fissa quella che è la posizione dell’Italia. Per questo auspico, come il Ministro Galletti, che ci sia quanto prima un’intesa in sede comunitaria per dare libertà di scelta ai singoli Stati Membri e credo che la proposta elaborata dalla Presidenza greca dell’Ue sia una buona base di partenza. Conosciamo anche il lavoro fatto in questo senso dal Commissario alla Salute Borg e crediamo che in questo momento si possa lavorare a un’intesa che faccia superare le controversie degli scorsi anni. In questo modo si potranno rispettare meglio le esigenze e le caratteristiche delle agricolture dei vari Paesi”. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha così commentato la proposta elaborata dalla Presidenza greca dell’Ue sul rivedere la normativa comunitaria sugli organismi geneticamente modificati, di cui si è discusso oggi a Bruxelles nell’ambito del Consiglio dei Ministri dell’Ambiente dell’Unione europea.

martedì 25 febbraio 2014

GUIDI (CONFAGRICOLTURA) A LE ROTONDE DI GARLASCO (PV): “L’AGRICOLTURA CHE IMMAGINIAMO NON DEVE INIBIRE LA RICERCA SCIENTIFICA”

Fonte: Confagricoltura

“L’agricoltura che immaginiamo è un settore che sia posto al centro delle politiche di ripresa del Paese, che si veda pienamente riconosciuto il suo ruolo, in termini occupazionali, produttivi, ambientali e di traino del made in Italy sui mercati esteri”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo a Le Rotonde di Garlasco, al convegno promosso dagli agricoltori di Pavia “L’agricoltura tra immagine e realtà”. “L’agricoltura che immaginiamo – ha aggiunto Guidi - è un comparto libero di sperimentare, di affidarsi al mondo scientifico per le soluzioni più appropriate di rinnovamento e di adeguamento ai nuovi bisogni dei produttori e della società. Non vogliamo a tutti i costi gli Ogm, vogliamo però che la scienza sia libera di studiare. Perché un Paese che inibisce la ricerca è un Paese che non ha civiltà e futuro”. Il presidente dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli si è quindi soffermato sul nuovo governo Renzi e sulla nomina del ministro per le Politiche agricole: “Con Maurizio Martina già in veste di sottosegretario – ha ricordato - abbiamo attivamente collaborato sul Collegato all’Agricoltura e sulla preparazione di Expo 2015, per ricordare il ruolo dell’agricoltura mondiale, ma anche italiana, per nutrire il pianeta”. “Expo 2015 dovrà essere, almeno così la immaginiamo – ha concluso il presidente di Confagricoltura - una importante vetrina del libero confronto (scientifico, non ideologico) su tutte le modalità per accrescere le disponibilità di cibo”.