Fonte: Confagricoltura
Essendosi venuto a delineare in maniera più completa il quadro della nuova PAC e del Piano di Sviluppo Rurale Regionale 2014-2020, Confagricoltura Ferrara ha ritenuto opportuno organizzare una serie di incontri sul territorio, al fine di fornire ogni informazione possibile alle aziende associate, affinché le stesse possano mettere in atto le strategie più congeniali alle loro realtà.
Il Presidente Scaramagli, accompagnato dal Direttore Cavalcoli e dal Responsabile del Servizio Tecnico Lorenzo Zibordi, cui è affidato il compito di illustrare nel dettaglio le varie novità su PAC e PSR, incontreranno gli associati nelle seguenti serate:
- Lunedì 28 luglio, ore 20.30, c/o Sala Comunale Sogni, Via del Lavoro – TRESIGALLO
- Martedì 29 luglio, ore 20.30, c/o Sala Conferenze Confagricoltura Ferrara, Via Bologna 637/b – FERRARA
- Mercoledì 30 luglio, ore 20.30, c/o Pinacoteca Civica "Galileo Cattabriga”, Piazza Garibaldi 9 - BONDENO
- Giovedì 31 luglio, ore 20.30, c/o Sala Comunale, P.zza Pertini 2 – CONSANDOLO
- Lunedì 4 agosto, ore 20.30, c/o Sala Torre , Via Roma - COPPARO
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giovedì 24 luglio 2014
sabato 24 agosto 2013
AVIARIA, PER SAPERNE DI PIÙ ATTIVA UNA PAGINA DI FAQ
Fonte: Regione Emilia - Romagna
Disponibile sui siti istituzionali di Regione, Usl e Enti locali e negli URP le principali domande/risposte sul virus
Ci sono problemi a mangiare alimenti che contengono uova crude? Devo usare qualche precauzione per le galline del pollaio domestico? Ma se non ci sono pericoli di contagio, perché vengono sequestrate le uova? Queste sono solo alcune delle domande più frequenti che i cittadini, all’indomani della scoperta di focolai di influenza aviaria in allevamenti nel ferrarese e sul confine tra le province di Bologna e Ravenna, hanno posto agli operatori degli uffici informazione dei Comuni e delle Aziende sanitarie locali. Per rispondere a queste ed ad altre domande, la Regione Emilia-Romagna e le Aziende Usl di Imola e Ferrara hanno raccolto le domande più frequenti arrivate in questi giorni e reso disponibili le relative risposte. Sui siti internet della Regione (www. http://www.saluter.it/influenza-aviaria-le-domande-e-le-risposte-piu-frequenti), della Usl di Imola (http://www.ausl.imola.bo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6415), della Usl di Ferrara (www.ausl.fe.it/home-page/news/allegati-news/2013/aviaria-le-risposte-alle-molte-domande-dei-cittadini) e del Comune di Mordano ( http://mordano.provincia.bologna.it/index.php/influenza-aviaria/) sono disponibili, sotto forma di Faq, le informazioni più richieste, che saranno implementate nei prossimi giorni. Le stesse informazioni, su depliant, sono disponibili anche presso gli Uffici Relazioni con il Pubblico degli stessi Enti. Le autorità sanitarie precisano che per gli allevamenti avicoli rurali, ossia per chi possiede pollame (galline, anatre, oche e altri volatili) per consumo personale, non esistono pericoli che possano derivare dal consumo delle loro carni o uova. Le precauzioni da adottare sono quelle che occorrono per evitare il contatto con animali selvatici, adottando alcuni accorgimenti, come ad esempio evitare che nel recinto scorrano fossi o canali o vi siano stagni. Per quanto riguarda la prevenzione della diffusione del virus, la raccomandazione che viene fatta, se si sospetta che sia comparsa la malattia (ad esempio la morte improvvisa e contemporanea di diversi animali), è di contattare il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di riferimento, che provvederà ad effettuare gli accertamenti del caso. I sanitari ribadiscono, ancora una volta, che non c’è nessun pericolo che possa derivare dal consumo di carni avicole e di uova, e che il ritiro di quest’ultime è stato disposto esclusivamente come misure di estrema cautela in quanto potenzialmente venute a contatto con il virus. L’eventuale contaminazione non è pericolosa per il consumatore, bensì per il possibile contatto delle uova o dei relativi scarti (gusci) con altri avicoli.
Disponibile sui siti istituzionali di Regione, Usl e Enti locali e negli URP le principali domande/risposte sul virus
Ci sono problemi a mangiare alimenti che contengono uova crude? Devo usare qualche precauzione per le galline del pollaio domestico? Ma se non ci sono pericoli di contagio, perché vengono sequestrate le uova? Queste sono solo alcune delle domande più frequenti che i cittadini, all’indomani della scoperta di focolai di influenza aviaria in allevamenti nel ferrarese e sul confine tra le province di Bologna e Ravenna, hanno posto agli operatori degli uffici informazione dei Comuni e delle Aziende sanitarie locali. Per rispondere a queste ed ad altre domande, la Regione Emilia-Romagna e le Aziende Usl di Imola e Ferrara hanno raccolto le domande più frequenti arrivate in questi giorni e reso disponibili le relative risposte. Sui siti internet della Regione (www. http://www.saluter.it/influenza-aviaria-le-domande-e-le-risposte-piu-frequenti), della Usl di Imola (http://www.ausl.imola.bo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6415), della Usl di Ferrara (www.ausl.fe.it/home-page/news/allegati-news/2013/aviaria-le-risposte-alle-molte-domande-dei-cittadini) e del Comune di Mordano ( http://mordano.provincia.bologna.it/index.php/influenza-aviaria/) sono disponibili, sotto forma di Faq, le informazioni più richieste, che saranno implementate nei prossimi giorni. Le stesse informazioni, su depliant, sono disponibili anche presso gli Uffici Relazioni con il Pubblico degli stessi Enti. Le autorità sanitarie precisano che per gli allevamenti avicoli rurali, ossia per chi possiede pollame (galline, anatre, oche e altri volatili) per consumo personale, non esistono pericoli che possano derivare dal consumo delle loro carni o uova. Le precauzioni da adottare sono quelle che occorrono per evitare il contatto con animali selvatici, adottando alcuni accorgimenti, come ad esempio evitare che nel recinto scorrano fossi o canali o vi siano stagni. Per quanto riguarda la prevenzione della diffusione del virus, la raccomandazione che viene fatta, se si sospetta che sia comparsa la malattia (ad esempio la morte improvvisa e contemporanea di diversi animali), è di contattare il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di riferimento, che provvederà ad effettuare gli accertamenti del caso. I sanitari ribadiscono, ancora una volta, che non c’è nessun pericolo che possa derivare dal consumo di carni avicole e di uova, e che il ritiro di quest’ultime è stato disposto esclusivamente come misure di estrema cautela in quanto potenzialmente venute a contatto con il virus. L’eventuale contaminazione non è pericolosa per il consumatore, bensì per il possibile contatto delle uova o dei relativi scarti (gusci) con altri avicoli.
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lunedì 27 maggio 2013
PAC, DE GIROLAMO: APPIATTIMENTO ECCESSIVO DEI PAGAMENTI PENALIZZEREBBE SETTORI AGRICOLI SPECIALIZZATI
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Sulla questione della convergenza interna sono convinta che la proposta del Consiglio e la controproposta del Parlamento europeo vadano nella giusta direzione. Per questo motivo chiediamo alla Commissione di tenerne conto. Credo che un appiattimento eccessivo dei pagamenti erogati ai nostri agricoltori, con l’obiettivo di pervenire a valori uniformi al 2019, penalizzerebbe settori specializzati e che hanno investito molto in termini strutturali e occupazionali”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, intervenendo a Dublino al Consiglio informale dei Ministri dell’agricoltura dell’Unione europea. “Sul tema dei pagamenti accoppiati – ha aggiunto il Ministro De Girolamo – ci troviamo davanti a una questione particolarmente delicata perché essi costituiscono un’opportunità di sostegno per questi settori che hanno problematiche specifiche, in determinate aree geografiche, e che sono prive di alternative produttive e occupazionali”. Il Ministro De Girolamo ha, inoltre, raccomandato sia al Parlamento, che alla Commissione che al Consiglio l’urgenza di un quadro normativo in materia di associazioni e interprofessioni. “È necessario un migliore quadro giuridico – ha spiegato – finalizzato al rafforzamento della figura dell’agricoltore e all’aggregazione dell’offerta” .
“Sulla questione della convergenza interna sono convinta che la proposta del Consiglio e la controproposta del Parlamento europeo vadano nella giusta direzione. Per questo motivo chiediamo alla Commissione di tenerne conto. Credo che un appiattimento eccessivo dei pagamenti erogati ai nostri agricoltori, con l’obiettivo di pervenire a valori uniformi al 2019, penalizzerebbe settori specializzati e che hanno investito molto in termini strutturali e occupazionali”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, intervenendo a Dublino al Consiglio informale dei Ministri dell’agricoltura dell’Unione europea. “Sul tema dei pagamenti accoppiati – ha aggiunto il Ministro De Girolamo – ci troviamo davanti a una questione particolarmente delicata perché essi costituiscono un’opportunità di sostegno per questi settori che hanno problematiche specifiche, in determinate aree geografiche, e che sono prive di alternative produttive e occupazionali”. Il Ministro De Girolamo ha, inoltre, raccomandato sia al Parlamento, che alla Commissione che al Consiglio l’urgenza di un quadro normativo in materia di associazioni e interprofessioni. “È necessario un migliore quadro giuridico – ha spiegato – finalizzato al rafforzamento della figura dell’agricoltore e all’aggregazione dell’offerta” .
lunedì 21 gennaio 2013
Uno "sportello" on line per gli agricoltori dell'Emilia-Romagna: tutte le pratiche con un "clic" direttamente da casa.
FONTE: REGIONE EMILIA - ROMAGNA
Rabboni: "troppi oneri burocratici per le aziende agricole. Le nostre iniziative
per ridurli e liberare tempo e risorse". Nel 2013 un corso di formazione e la
consegna di una chiavetta digitale a 2400 agricoltori
Bologna - Pratiche “fai da te” per gli
imprenditori agricoli dell’Emilia-Romagna che, con un notevole risparmio di
tempo e di costi, già oggi possono presentare direttamente da casa tutte le
principali domande di finanziamento: per la Pac e il Psr, innanzi tutto, ma
anche per il carburante agevolato, le calamità naturali, le notifiche di
produzione biologica e florovivaistica, l’uso degli effluenti zootecnici e,
naturalmente, per verificare la propria posizione anagrafica e lo stato delle
pratiche in corso.
Il tutto è reso possibile da un progetto della Regione Emilia-Romagna per la gestione on line dei diversi adempimenti previsti dalla normativa nazionale ed europea, che, partito un anno fa, è ormai pienamente operativo.
Si tratta di un vero e proprio “sportello dell’agricoltore” accessibile dal portale della Regione (www.ermesagricoltura.it/Sportello-dell-agricoltore/Fai-da-te) e che rappresenta una delle novità messe a punto per alleggerire il carico burocratico che pesa sulle imprese agricole. Il punto è stato fatto oggi a Bologna nel corso del convegno, promosso dalla Regione “La semplificazione in campo”. “ La burocrazia in agricoltura è pesante – ha spiegato l’assessore regionale Tiberio Rabboni – si stima che 100 giorni di lavoro all’anno vengano spesi per le pratiche agricole. Ridurre gli oneri burocratici è dunque importante per liberare tempo e risorse che potranno così essere destinati all’attività agricola in senso stretto. E’ un percorso che la Regione ha intrapreso utilizzando le possibilità offerte dalle nuove tecnologie”.
Unica condizione per l’accesso allo sportello on line è essere iscritti all’anagrafe delle imprese agricole e il possesso di una smart card o chiavetta usb, contenente il proprio certificato digitale, che viene rilasciata da un’autorità di certificazione riconosciuta a livello nazionale (Poste italiane, Infocamere).
Proprio per favorire l’uso di questo strumento la Regione ha finanziato per il 2013 un’iniziativa formativa che prevede la consegna della chiavetta- affiancata da un corso di formazione della durata di 4 ore e per un anno da un servizio di assistenza telefonica - a 2400 agricoltori. I corsi sono già partiti con la consegna delle prime 200 chiavette.
Oltre allo “sportello fai da te” nel 2013 entreranno nel vivo altre due importanti novità per la sburocratizzazione dell’agricoltura emiliano-romagnola: il Registro unico dei controlli in azienda e la procedura del silenzio-assenso per alcuni adempimenti agricoli.
Il Ruc è un vero e proprio archivio informatizzato di tutte le ispezioni e i controlli compiuti dai diversi enti pubblici. Si tratta mediamente di 10 mila ispezioni all’anno da parte di Regione, Province, Comunità montane, Unioni di Comuni, Asl, Arpa, con il coinvolgimento di oltre 300 incaricati. L’obiettivo è ridurne il numero a vantaggio sia del controllore che del controllato, evitando sovrapposizioni e duplicazioni per i controlli che di fatto riguardano gli stessi aspetti.
Previsto da una legge regionale approvata un anno fa, il Registro è già operativo per quanto riguarda i requisiti di condizionalità (gli adempimenti previsti per il benessere animale) e le misure di investimento del Programma di sviluppo rurale. Fino al giugno prossimo, Regione, Agrea, Province, Comunità montane e Unione dei Comuni implementeranno il Registro con i controlli relativi all'Ocm vino, alle altre Misure del Psr, alla “Domanda unica”, ai prodotti fitosanitari, agli agriturismi e alla gestione degli effluenti zootecnici. Entro la fine del 2013 inizierà l’inserimento dei dati relativi anche ai controlli sanitari e dell’Arpa.
Per quanto riguarda il silenzio-assenso, infine, si partirà nel 2013 con il comparto vitivinicolo. In collaborazione con i centri di assistenza agricola, il meccanismo che permetterà di ridurre i tempi di risposta della pubblica amministrazione verrà applicato alle domande di correzione delle anomalie sulle superfici vitate e a quelle di espianto e reimpianto dei vigneti.
Il tutto è reso possibile da un progetto della Regione Emilia-Romagna per la gestione on line dei diversi adempimenti previsti dalla normativa nazionale ed europea, che, partito un anno fa, è ormai pienamente operativo.
Si tratta di un vero e proprio “sportello dell’agricoltore” accessibile dal portale della Regione (www.ermesagricoltura.it/Sportello-dell-agricoltore/Fai-da-te) e che rappresenta una delle novità messe a punto per alleggerire il carico burocratico che pesa sulle imprese agricole. Il punto è stato fatto oggi a Bologna nel corso del convegno, promosso dalla Regione “La semplificazione in campo”. “ La burocrazia in agricoltura è pesante – ha spiegato l’assessore regionale Tiberio Rabboni – si stima che 100 giorni di lavoro all’anno vengano spesi per le pratiche agricole. Ridurre gli oneri burocratici è dunque importante per liberare tempo e risorse che potranno così essere destinati all’attività agricola in senso stretto. E’ un percorso che la Regione ha intrapreso utilizzando le possibilità offerte dalle nuove tecnologie”.
Unica condizione per l’accesso allo sportello on line è essere iscritti all’anagrafe delle imprese agricole e il possesso di una smart card o chiavetta usb, contenente il proprio certificato digitale, che viene rilasciata da un’autorità di certificazione riconosciuta a livello nazionale (Poste italiane, Infocamere).
Proprio per favorire l’uso di questo strumento la Regione ha finanziato per il 2013 un’iniziativa formativa che prevede la consegna della chiavetta- affiancata da un corso di formazione della durata di 4 ore e per un anno da un servizio di assistenza telefonica - a 2400 agricoltori. I corsi sono già partiti con la consegna delle prime 200 chiavette.
Oltre allo “sportello fai da te” nel 2013 entreranno nel vivo altre due importanti novità per la sburocratizzazione dell’agricoltura emiliano-romagnola: il Registro unico dei controlli in azienda e la procedura del silenzio-assenso per alcuni adempimenti agricoli.
Il Ruc è un vero e proprio archivio informatizzato di tutte le ispezioni e i controlli compiuti dai diversi enti pubblici. Si tratta mediamente di 10 mila ispezioni all’anno da parte di Regione, Province, Comunità montane, Unioni di Comuni, Asl, Arpa, con il coinvolgimento di oltre 300 incaricati. L’obiettivo è ridurne il numero a vantaggio sia del controllore che del controllato, evitando sovrapposizioni e duplicazioni per i controlli che di fatto riguardano gli stessi aspetti.
Previsto da una legge regionale approvata un anno fa, il Registro è già operativo per quanto riguarda i requisiti di condizionalità (gli adempimenti previsti per il benessere animale) e le misure di investimento del Programma di sviluppo rurale. Fino al giugno prossimo, Regione, Agrea, Province, Comunità montane e Unione dei Comuni implementeranno il Registro con i controlli relativi all'Ocm vino, alle altre Misure del Psr, alla “Domanda unica”, ai prodotti fitosanitari, agli agriturismi e alla gestione degli effluenti zootecnici. Entro la fine del 2013 inizierà l’inserimento dei dati relativi anche ai controlli sanitari e dell’Arpa.
Per quanto riguarda il silenzio-assenso, infine, si partirà nel 2013 con il comparto vitivinicolo. In collaborazione con i centri di assistenza agricola, il meccanismo che permetterà di ridurre i tempi di risposta della pubblica amministrazione verrà applicato alle domande di correzione delle anomalie sulle superfici vitate e a quelle di espianto e reimpianto dei vigneti.
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lunedì 6 agosto 2012
MALTEMPO, THEODOLI PALLINI (CONFAGRICOLTURA): “LA FRAGILITA’ DEL TERRITORIO ACUITA DAL CLIMA ANOMALO. RICONOSCERE AGLI AGRICOLTORI IL RUOLO DI VIGILANTES DELL’AMBIENTE”
Fonte: Confagricoltura
“Abbiamo un territorio estremamente vulnerabile, la cui fragilità è acuita dal clima che sta cambiando. In un’ estate meteorologicamente anomala, con il caldo che batte ogni record al Sud e con nubifragi, piogge torrentizie, grandinate sulle Alpi e più in generale nel Nord Italia, i disastri ambientali, tornano di tragica attualità”. Lo sottolinea Diana Theodoli Pallini, componente della Giunta di Confagricoltura con delega sui temi del territorio, in relazione a quanto avvenuto in Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta con molte frane e smottamenti e la furia dell’acqua e del fango che, in Alta Val d’Isarco (BZ), ha tracimato e travolto abitazioni, masi, strutture agricole annesse e coltivazioni, con due vittime e danni, secondo le prime stime, di circa 10 milioni di euro. Ad avviso di Theodoli Pallini, “occorre riconoscere in maniera ferma e decisa agli agricoltori il ruolo di ‘vigilantes del territorio’, favorendo il ritorno alla terra ed alla cura dei boschi, attuando finalmente una tempestiva politica di presidio del territorio e prevenzione delle frane e delle inondazioni”. “La Comunità europea comincia ad intuire il ruolo dell’agricoltura per uno sviluppo sostenibile – ha concluso il rappresentante di Confagricoltura – ma prevede, nelle proposte di riforma della politica agricola comune, misure inefficaci. Devono restare prioritari gli interventi che favoriscono l’innovazione e la competitività, perché gli agricoltori restano sul territorio se è possibile un’attività economica che garantisce un reddito equo e stabile nel tempo. Solo così si possono evitare, o quanto meno limitare, i troppi episodi di frane, smottamenti, esondazioni, allagamenti che devastano l’Italia”.
“Abbiamo un territorio estremamente vulnerabile, la cui fragilità è acuita dal clima che sta cambiando. In un’ estate meteorologicamente anomala, con il caldo che batte ogni record al Sud e con nubifragi, piogge torrentizie, grandinate sulle Alpi e più in generale nel Nord Italia, i disastri ambientali, tornano di tragica attualità”. Lo sottolinea Diana Theodoli Pallini, componente della Giunta di Confagricoltura con delega sui temi del territorio, in relazione a quanto avvenuto in Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta con molte frane e smottamenti e la furia dell’acqua e del fango che, in Alta Val d’Isarco (BZ), ha tracimato e travolto abitazioni, masi, strutture agricole annesse e coltivazioni, con due vittime e danni, secondo le prime stime, di circa 10 milioni di euro. Ad avviso di Theodoli Pallini, “occorre riconoscere in maniera ferma e decisa agli agricoltori il ruolo di ‘vigilantes del territorio’, favorendo il ritorno alla terra ed alla cura dei boschi, attuando finalmente una tempestiva politica di presidio del territorio e prevenzione delle frane e delle inondazioni”. “La Comunità europea comincia ad intuire il ruolo dell’agricoltura per uno sviluppo sostenibile – ha concluso il rappresentante di Confagricoltura – ma prevede, nelle proposte di riforma della politica agricola comune, misure inefficaci. Devono restare prioritari gli interventi che favoriscono l’innovazione e la competitività, perché gli agricoltori restano sul territorio se è possibile un’attività economica che garantisce un reddito equo e stabile nel tempo. Solo così si possono evitare, o quanto meno limitare, i troppi episodi di frane, smottamenti, esondazioni, allagamenti che devastano l’Italia”.
mercoledì 25 luglio 2012
ALIMENTARE, CONFAGRICOLTURA: “PER RIEQUILIBRARE GLI UTILI DI FILIERA SONO URGENTI MISURE CHE PREMINO COMPETITIVITA’ E VOGLIA DI CRESCERE DELLE IMPRESE”
Fonte: Confagricoltura
“I dati dell’Ismea che accertano il dilatarsi della forbice degli utili nella filiera produttiva alimentare a sfavore della componente agricola confermano, purtroppo, i report di Confagricoltura degli ultimi mesi, in cui si denunciano il costante aumento delle difficoltà degli imprenditori del settore, schiacciati tra gli aumenti dei costi aziendali, i prezzi all’origine non remunerativi ed il nuovo accresciuto carico fiscale”, così l’organizzazione presieduta da Mario Guidi commenta a caldo i dati del rapporto dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, in cui si sottolinea la diminuzione di guadagni dell’agricoltura a favore delle componenti più a valle nella filiera produttiva alimentare. “I prezzi all’origine dei prodotti agricoli – prosegue Confagricoltura – sono diminuiti, nel confronto del giugno 2012 con lo stesso mese 2011, di un ulteriore valore complessivo dello 0,3%, con punte che hanno toccato il -31,2% per l’olio d’oliva e del 18,9% per i cereali. Nel contempo i prezzi al consumo degli alimenti non lavorati crescevano del 2,6%”. Tutto ciò mentre il valore aggiunto agricolo è diminuito del 13,5% nel periodo 2004-2011. “Se si aggiunge la forte diminuzione delle vendite di prodotti alimentari, che hanno toccato il record negativo degli ultimi 11 anni (-6,1% ad aprile) la situazione delle imprese agricole si delinea in tutta la sua gravissima realtà” aggiunge la nota di Palazzo Della Valle, per concludere: ”Confagricoltura ha chiesto più volte di riequilibrare i rapporti tra le varie componenti della filiera. Il settore primario ha bisogno di un volano per ripartire ed urgono misure che premino la voglia di crescere, la competitività e la propensione all’export delle aziende. Invece ci troviamo a confronto, a livello nazionale e comunitario, con politiche che tendono a far ristagnare ancora di più la situazione e ad allontanare la ripresa”.
“I dati dell’Ismea che accertano il dilatarsi della forbice degli utili nella filiera produttiva alimentare a sfavore della componente agricola confermano, purtroppo, i report di Confagricoltura degli ultimi mesi, in cui si denunciano il costante aumento delle difficoltà degli imprenditori del settore, schiacciati tra gli aumenti dei costi aziendali, i prezzi all’origine non remunerativi ed il nuovo accresciuto carico fiscale”, così l’organizzazione presieduta da Mario Guidi commenta a caldo i dati del rapporto dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, in cui si sottolinea la diminuzione di guadagni dell’agricoltura a favore delle componenti più a valle nella filiera produttiva alimentare. “I prezzi all’origine dei prodotti agricoli – prosegue Confagricoltura – sono diminuiti, nel confronto del giugno 2012 con lo stesso mese 2011, di un ulteriore valore complessivo dello 0,3%, con punte che hanno toccato il -31,2% per l’olio d’oliva e del 18,9% per i cereali. Nel contempo i prezzi al consumo degli alimenti non lavorati crescevano del 2,6%”. Tutto ciò mentre il valore aggiunto agricolo è diminuito del 13,5% nel periodo 2004-2011. “Se si aggiunge la forte diminuzione delle vendite di prodotti alimentari, che hanno toccato il record negativo degli ultimi 11 anni (-6,1% ad aprile) la situazione delle imprese agricole si delinea in tutta la sua gravissima realtà” aggiunge la nota di Palazzo Della Valle, per concludere: ”Confagricoltura ha chiesto più volte di riequilibrare i rapporti tra le varie componenti della filiera. Il settore primario ha bisogno di un volano per ripartire ed urgono misure che premino la voglia di crescere, la competitività e la propensione all’export delle aziende. Invece ci troviamo a confronto, a livello nazionale e comunitario, con politiche che tendono a far ristagnare ancora di più la situazione e ad allontanare la ripresa”.
giovedì 7 giugno 2012
CIA: VICINI AGLI AGRICOLTORI PER LA RIPRESA DELL’ATTIVITÀ
Fonte: Cia Ferrara
La Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara fa il punto, insieme alle imprese agricole, per decidere le misure e gli interventi dopo il terremoto che ha colpito la provincia di Ferrara.
Non solo assoluta vicinanza umana e solidarietà ma un supporto concreto per consentire alle imprese agricole colpite dal sisma di riprendere al più presto la propria attività, ripristinando i fabbricati rurali e le strutture necessarie per la produzione. La Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara ha incontrato le imprese agricole associate che hanno subito, in diversa misura, danni alle aziende e alle colture in seguito al sisma che ha colpito duramente la provincia il 20 e 29 maggio. Sono diverse le azioni di supporto immediato che una delle più importanti associazioni di categoria del territorio ha messo in campo per supportare la ripresa dell’attività dei suoi associati. La Cia ha già iniziato, infatti, a raccogliere i dati e le richieste di risarcimento per i danni subiti dalle aziende a prodotti e strutture che saranno inoltrati immediatamente alle istituzioni competenti. In attesa dei fondi che dovrebbero arrivare a livello governativo inoltre, l’associazione ha messo a disposizione delle imprese un servizio di consulenza per il credito finalizzata ad ottenere un finanziamento a tasso agevolato e con garanzie a costo zero. L’accesso al credito è, infatti, uno dei nodi principali in questa situazione di emergenza perché la ricostruzione sarà possibile solo se agli agricoltori verrà concesso di investire, ricostruire e ripartire immediatamente. Rimane sul tavolo – e verrà risolta probabilmente nei prossimi giorni - la questione della Circolare della Protezione Civile emessa il 2 giugno che richiede alle aziende, in sostanza, il certificato anti-sismico per consentire la ripresa dell’attività. Un provvedimento che da un lato è giustamente votato a garantire la sicurezza ai lavoratori ma dall’altro, se dovesse riguardare anche le strutture rurali adibite al ricovero di prodotti o macchinari, ritarderebbe la ripresa del lavoro agricolo. Dal punto di vista della solidarietà, invece, la Cia di Ferrara sta comprando diverse forme di Parmigiano Reggiano da quei produttori modenesi gravemente danneggiati ed impossibilitati a conservare il formaggio nei capannoni crollati. Una atto di vicinanza tra due territori entrambi provati dal terremoto. Per dare un piccolo segnale ai propri associati poi, tutti i dipendenti Cia – anche a livello regionale – devolveranno un’ora del loro stipendio per la ricostruzione ed il ripristino delle imprese agricole. «E’ naturale esprimere la nostra massima solidarietà alle aziende associate - ha spiegato Lorenzo Boldrini, presidente di Cia Ferrara durante l’incontro – ed in generale a tutto il settore agricolo ferrarese. Ma, al di là del giusto supporto umano e professionale, la Cia vuole essere il vero e concreto punto di riferimento per garantire la ripresa del lavoro quotidiano nelle aziende. Stiamo chiedendo da diversi giorni che ci sia lo snellimento delle pratiche burocratiche per la ricostruzione dei fabbricati rurali distrutti e la loro messa in sicurezza. Vorrei inoltre segnalare - ha continuato il presidente Cia – che, insieme ai tetti dei capannoni e dei fabbricati, sono caduti anche molti impianti fotovoltaici, diventati ovviamente improduttivi. Chiediamo quindi che sia autorizzata al più presto la costruzione di tettoie per ricollocarli e salvare così gli investimenti, spesso ingenti, sostenuti dalle imprese nel settore dell’energia pulita. La Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara – ha concluso Boldrini – ha preso atto degli stanziamenti previsti a livello governativo e regionale che sicuramente non saranno sufficienti. Occorre però tenere alto il livello di guardia e attenzione per capire come avverrà la contabilizzazione dei danni e la destinazione delle risorse che dovranno necessariamente riguardare anche le imprese agricole danneggiate dal sisma». A condividere le parole e soprattutto le azioni definite dal presidente Cia anche il direttore dell’associazione ferrarese Cristiano Bulgarelli. «Concordo pienamente su tutta la linea espressa dal presidente – ha detto Bulgarelli – ed al tempo stesso voglio lanciare un monito alla Provincia di Ferrara. Pur essendo consapevole, infatti, dello sforzo e dell’impegno delle istituzioni in questa grave situazione, penso che la Provincia dovrebbe tenere aperto un tavolo tecnico di confronto con le associazioni per definire il quadro dei provvedimenti presi a livello regionale e provinciale. La Provincia dovrebbe diventare il punto di riferimento, un garante ed un interlocutore per favorire la ripresa delle attività agricole ed imprenditoriali. Questo è il momento di rimanere uniti per superare in modo puntuale e concreto la ricostruzione e dare una nuova possibilità di sviluppo al settore agricolo del nostro territorio». Per tutte le imprese agricole che volessero informazioni o consulenze legate alla ripresa delle attività dopo il sisma può contattare la Cia di Ferrara allo 0532-978550 oppure inviare una mail a fe.ferrara@cia.it
La Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara fa il punto, insieme alle imprese agricole, per decidere le misure e gli interventi dopo il terremoto che ha colpito la provincia di Ferrara.
Non solo assoluta vicinanza umana e solidarietà ma un supporto concreto per consentire alle imprese agricole colpite dal sisma di riprendere al più presto la propria attività, ripristinando i fabbricati rurali e le strutture necessarie per la produzione. La Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara ha incontrato le imprese agricole associate che hanno subito, in diversa misura, danni alle aziende e alle colture in seguito al sisma che ha colpito duramente la provincia il 20 e 29 maggio. Sono diverse le azioni di supporto immediato che una delle più importanti associazioni di categoria del territorio ha messo in campo per supportare la ripresa dell’attività dei suoi associati. La Cia ha già iniziato, infatti, a raccogliere i dati e le richieste di risarcimento per i danni subiti dalle aziende a prodotti e strutture che saranno inoltrati immediatamente alle istituzioni competenti. In attesa dei fondi che dovrebbero arrivare a livello governativo inoltre, l’associazione ha messo a disposizione delle imprese un servizio di consulenza per il credito finalizzata ad ottenere un finanziamento a tasso agevolato e con garanzie a costo zero. L’accesso al credito è, infatti, uno dei nodi principali in questa situazione di emergenza perché la ricostruzione sarà possibile solo se agli agricoltori verrà concesso di investire, ricostruire e ripartire immediatamente. Rimane sul tavolo – e verrà risolta probabilmente nei prossimi giorni - la questione della Circolare della Protezione Civile emessa il 2 giugno che richiede alle aziende, in sostanza, il certificato anti-sismico per consentire la ripresa dell’attività. Un provvedimento che da un lato è giustamente votato a garantire la sicurezza ai lavoratori ma dall’altro, se dovesse riguardare anche le strutture rurali adibite al ricovero di prodotti o macchinari, ritarderebbe la ripresa del lavoro agricolo. Dal punto di vista della solidarietà, invece, la Cia di Ferrara sta comprando diverse forme di Parmigiano Reggiano da quei produttori modenesi gravemente danneggiati ed impossibilitati a conservare il formaggio nei capannoni crollati. Una atto di vicinanza tra due territori entrambi provati dal terremoto. Per dare un piccolo segnale ai propri associati poi, tutti i dipendenti Cia – anche a livello regionale – devolveranno un’ora del loro stipendio per la ricostruzione ed il ripristino delle imprese agricole. «E’ naturale esprimere la nostra massima solidarietà alle aziende associate - ha spiegato Lorenzo Boldrini, presidente di Cia Ferrara durante l’incontro – ed in generale a tutto il settore agricolo ferrarese. Ma, al di là del giusto supporto umano e professionale, la Cia vuole essere il vero e concreto punto di riferimento per garantire la ripresa del lavoro quotidiano nelle aziende. Stiamo chiedendo da diversi giorni che ci sia lo snellimento delle pratiche burocratiche per la ricostruzione dei fabbricati rurali distrutti e la loro messa in sicurezza. Vorrei inoltre segnalare - ha continuato il presidente Cia – che, insieme ai tetti dei capannoni e dei fabbricati, sono caduti anche molti impianti fotovoltaici, diventati ovviamente improduttivi. Chiediamo quindi che sia autorizzata al più presto la costruzione di tettoie per ricollocarli e salvare così gli investimenti, spesso ingenti, sostenuti dalle imprese nel settore dell’energia pulita. La Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara – ha concluso Boldrini – ha preso atto degli stanziamenti previsti a livello governativo e regionale che sicuramente non saranno sufficienti. Occorre però tenere alto il livello di guardia e attenzione per capire come avverrà la contabilizzazione dei danni e la destinazione delle risorse che dovranno necessariamente riguardare anche le imprese agricole danneggiate dal sisma». A condividere le parole e soprattutto le azioni definite dal presidente Cia anche il direttore dell’associazione ferrarese Cristiano Bulgarelli. «Concordo pienamente su tutta la linea espressa dal presidente – ha detto Bulgarelli – ed al tempo stesso voglio lanciare un monito alla Provincia di Ferrara. Pur essendo consapevole, infatti, dello sforzo e dell’impegno delle istituzioni in questa grave situazione, penso che la Provincia dovrebbe tenere aperto un tavolo tecnico di confronto con le associazioni per definire il quadro dei provvedimenti presi a livello regionale e provinciale. La Provincia dovrebbe diventare il punto di riferimento, un garante ed un interlocutore per favorire la ripresa delle attività agricole ed imprenditoriali. Questo è il momento di rimanere uniti per superare in modo puntuale e concreto la ricostruzione e dare una nuova possibilità di sviluppo al settore agricolo del nostro territorio». Per tutte le imprese agricole che volessero informazioni o consulenze legate alla ripresa delle attività dopo il sisma può contattare la Cia di Ferrara allo 0532-978550 oppure inviare una mail a fe.ferrara@cia.it
venerdì 20 aprile 2012
INVENTARIO FORESTE, CONFAGRICOLTURA: “DUE BOSCHI ITALIANI SU TRE SONO PRIVATI, VA VALORIZZATO E INCENTIVATO IL RUOLO DEGLI AGRICOLTORI”
Fonte: Confagricoltura
“La selvicoltura è il settore che più contribuisce ad attenuare il cambiamento climatico. A dimostrarlo c’è il fatto che ogni albero assorbe, nel corso della sua vita, circa 0,700 tonnellate di CO2 atmosferica”. Lo dice Confagricoltura in occasione della presentazione dell’Inventario nazionale delle foreste del Corpo forestale dello Stato.
La crescita del patrimonio boschivo italiano negli ultimi venti anni dimostra che occorre rilanciare il ruolo delle foreste in tutte le loro funzioni: dal sequestro del carbonio, alla tutela della biodiversità, dalla conservazione della qualità del paesaggio, al contenimento del dissesto del territorio.
“Aver completato il registro delle foreste e dei serbatoi di carbonio da parte del Corpo Forestale dello Stato è importante per la ridefinizione del Protocollo di Kyoto. – sottolinea l’Organizzazione degli imprenditori agricoli -. Bisogna tenere in adeguato conto il contributo ambientale dato dalle attività agricole e forestali, prevedendo la possibilità per gli Stati aderenti di classificarle come “carbon sink” (pozzi di assorbimento del carbonio) e ‘contabilizzando’ tutte le aree boschive e le coltivazioni di piante produttive ai fini dell’assorbimento di CO2.”
Confagricoltura ricorda che quasi i due terzi dei boschi italiani sono privati, soprattutto degli agricoltori, che assolvono con continuità a precisi compiti di manutenzione, pulizia e selvicoltura. “Andrà soprattutto approfondito l’aspetto legato al riconoscimento del ruolo svolto dai gestori forestali – conclude l’Organizzazione -. Si tratta di un servizio di grande valore ambientale reso alla collettività, da valorizzare ed incentivare adeguatamente nel nuovo Quadro strategico di sostegno allo sviluppo rurale”.
“La selvicoltura è il settore che più contribuisce ad attenuare il cambiamento climatico. A dimostrarlo c’è il fatto che ogni albero assorbe, nel corso della sua vita, circa 0,700 tonnellate di CO2 atmosferica”. Lo dice Confagricoltura in occasione della presentazione dell’Inventario nazionale delle foreste del Corpo forestale dello Stato.
La crescita del patrimonio boschivo italiano negli ultimi venti anni dimostra che occorre rilanciare il ruolo delle foreste in tutte le loro funzioni: dal sequestro del carbonio, alla tutela della biodiversità, dalla conservazione della qualità del paesaggio, al contenimento del dissesto del territorio.
“Aver completato il registro delle foreste e dei serbatoi di carbonio da parte del Corpo Forestale dello Stato è importante per la ridefinizione del Protocollo di Kyoto. – sottolinea l’Organizzazione degli imprenditori agricoli -. Bisogna tenere in adeguato conto il contributo ambientale dato dalle attività agricole e forestali, prevedendo la possibilità per gli Stati aderenti di classificarle come “carbon sink” (pozzi di assorbimento del carbonio) e ‘contabilizzando’ tutte le aree boschive e le coltivazioni di piante produttive ai fini dell’assorbimento di CO2.”
Confagricoltura ricorda che quasi i due terzi dei boschi italiani sono privati, soprattutto degli agricoltori, che assolvono con continuità a precisi compiti di manutenzione, pulizia e selvicoltura. “Andrà soprattutto approfondito l’aspetto legato al riconoscimento del ruolo svolto dai gestori forestali – conclude l’Organizzazione -. Si tratta di un servizio di grande valore ambientale reso alla collettività, da valorizzare ed incentivare adeguatamente nel nuovo Quadro strategico di sostegno allo sviluppo rurale”.
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martedì 13 marzo 2012
INFLAZIONE, CONFAGRICOLTURA: A FAR RINCARARE FRUTTA E VERDURA SONO STATI MALTEMPO E CRISI DEI TRASPORTI, NON GLI AGRICOLTORI
Fonte: Confagricoltura
In base ai dati definitivi Istat, i prezzi al consumo di verdura e frutta a febbraio, rispetto a gennaio, sono aumentati rispettivamente dell’8,7% e dell’1,4%, a fronte di un aumento generale dell’inflazione dello 0,3%, nonostante il trend dei prezzi dell’ortofrutta fosse in calo.
“I rincari al consumo sono frutto di fattori esterni alle aziende agricole, non certo dell’aumento dei prezzi all’origine – rileva Confagricoltura -. A causa del blocco dei Tir prima e dell’ondata di maltempo poi che hanno paralizzato i trasporti (con una pesante battuta d’arresto costata almeno 500 milioni di euro), molta produzione ortofrutticola, nelle prime settimane di febbraio, non è arrivata sui banchi di vendita”.
“Gli agricoltori – conclude Confagricoltura - sono stati doppiamente penalizzati: dalle mancate consegne di prodotto e dai rincari dei costi dei carburanti di cui è aumentato il consumo per riscaldare serre e stalle nei giorni del grande freddo; senza contare gli aumenti di spesa per trasporti e consegne. Dai dati Istat sull’inflazione a febbraio si rileva che il gasolio per mezzi di trasporto, rispetto a un anno fa, costa ben il 25,5% in più e quello per il riscaldamento il 14,4%”.
In base ai dati definitivi Istat, i prezzi al consumo di verdura e frutta a febbraio, rispetto a gennaio, sono aumentati rispettivamente dell’8,7% e dell’1,4%, a fronte di un aumento generale dell’inflazione dello 0,3%, nonostante il trend dei prezzi dell’ortofrutta fosse in calo.
“I rincari al consumo sono frutto di fattori esterni alle aziende agricole, non certo dell’aumento dei prezzi all’origine – rileva Confagricoltura -. A causa del blocco dei Tir prima e dell’ondata di maltempo poi che hanno paralizzato i trasporti (con una pesante battuta d’arresto costata almeno 500 milioni di euro), molta produzione ortofrutticola, nelle prime settimane di febbraio, non è arrivata sui banchi di vendita”.
“Gli agricoltori – conclude Confagricoltura - sono stati doppiamente penalizzati: dalle mancate consegne di prodotto e dai rincari dei costi dei carburanti di cui è aumentato il consumo per riscaldare serre e stalle nei giorni del grande freddo; senza contare gli aumenti di spesa per trasporti e consegne. Dai dati Istat sull’inflazione a febbraio si rileva che il gasolio per mezzi di trasporto, rispetto a un anno fa, costa ben il 25,5% in più e quello per il riscaldamento il 14,4%”.
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giovedì 26 gennaio 2012
BLOCCO TIR, CONFAGRICOLTURA: “CROLLATE DEL 40% LE CONSEGNE DI PRODOTTI DEPERIBILI"
Fonte: Confagricoltura
I LAVORATORI AGRICOLI HANNO GIA’ PERSO RETRIBUZIONI PER 30 MILIONI DI EURO”.
La conferma delle gravissime perdite che l’agricoltura sta subendo dallo sciopero degli autotrasportatori arriva dai dati raccolti da Confagricoltura nel settore della distribuzione: si stima che, a livello nazionale, venga consegnato ai punti vendita della GDO circa il 60% del quantitativo medio abituale di prodotti deperibili, come carne, ortofrutta, formaggi.
In altre parole un calo del 40% dovuto ai blocchi stradali di questi giorni, che impedivano agli agricoltori di trasferire le loro produzioni dalle aziende ai mercati e, in molti casi, anche alle aree di stoccaggio dotate di celle frigorifere.
Mancate vendite e mancati guadagni che si ripercuotono direttamente sulle imprese agricole, la cui produzione sta deperendo fino a dover essere distrutta, oltretutto con gravi problemi e costi di smaltimento.
Inoltre, a causa di questa situazione, sono sospese molte attività che impegnano manodopera stagionale, come la maggior parte delle operazioni di raccolta. Un fatto che ha gravi ripercussioni sui lavoratori: Confagricoltura infatti stima che, dall’inizio dei blocco dei Tir, la perdita complessiva superi le 500 mila giornate di lavoro, pari a 30 milioni di euro di retribuzione, più di 3 milioni al giorno.
I LAVORATORI AGRICOLI HANNO GIA’ PERSO RETRIBUZIONI PER 30 MILIONI DI EURO”.
La conferma delle gravissime perdite che l’agricoltura sta subendo dallo sciopero degli autotrasportatori arriva dai dati raccolti da Confagricoltura nel settore della distribuzione: si stima che, a livello nazionale, venga consegnato ai punti vendita della GDO circa il 60% del quantitativo medio abituale di prodotti deperibili, come carne, ortofrutta, formaggi.
In altre parole un calo del 40% dovuto ai blocchi stradali di questi giorni, che impedivano agli agricoltori di trasferire le loro produzioni dalle aziende ai mercati e, in molti casi, anche alle aree di stoccaggio dotate di celle frigorifere.
Mancate vendite e mancati guadagni che si ripercuotono direttamente sulle imprese agricole, la cui produzione sta deperendo fino a dover essere distrutta, oltretutto con gravi problemi e costi di smaltimento.
Inoltre, a causa di questa situazione, sono sospese molte attività che impegnano manodopera stagionale, come la maggior parte delle operazioni di raccolta. Un fatto che ha gravi ripercussioni sui lavoratori: Confagricoltura infatti stima che, dall’inizio dei blocco dei Tir, la perdita complessiva superi le 500 mila giornate di lavoro, pari a 30 milioni di euro di retribuzione, più di 3 milioni al giorno.
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venerdì 18 novembre 2011
IN ARRIVO LA SECONDA EDIZIONE DEL BANDO PER LA VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI E DELL’OSPITALITÀ TIPICA
Fonte: Camera di Commercio di Ferrara
Roncarati: “Le eccellenze, i sapori e la storia della Provincia di Ferrara a portata di turista”.
L’obiettivo della Camera di Commercio: integrare la filiera e valorizzare prodotti e turismo
Una rete di produttori, ristoratori, albergatori e commercianti, un sito web promozionale aggiornato in tempo reale, settimane durante le quali sarà possibile degustare le specialità ferraresi a prezzo concordato, e tanto altro ancora... Questi alcuni degli obiettivi della seconda edizione del “Bando per la valorizzazione dei prodotti e dell’ospitalità tipica”, promosso dalla Camera di Commercio per favorire, anche attraverso contributi a fondo perduto, l’integrazione tra la rete commerciale e le imprese dell’agricoltura, artigianali e manifatturiere caratterizzate da produzioni tipiche e di qualità.
Un progetto articolato, quello pensato dall’Ente di Largo Castello, che si avvale del contributo delle associazioni di categoria e che prevede, tra le varie iniziative, la presentazione dei prodotti tipici su un apposito portale internet, l’organizzazione di seminari e di percorsi formativi per le imprese dell’agro-alimentare, dell’artigianato, della ristorazione e del turismo legate alla promozione e alla commercializzazione dei prodotti tradizionali locali. Una rete, insomma, di scambi commerciali ma anche di servizi, di conoscenze e di promozione reciproca volta a valorizzare l’immagine di Ferrara nel suo complesso, tanto come meta turistica che come terra di origine di produzioni di qualità agroalimentari e non solo.
“Veicolare i valori dello “stile ferrarese” di accoglienza attraverso la tutela della qualità delle nostre produzioni, del saper fare legato alla tradizione locale e ai luoghi di origine della nostra gastronomia costituisce la peculiarità di questo importante progetto, che trova nella partecipazione degli imprenditori un valore aggiunto insostituibile – ha sottolineato Carlo Alberto Roncarati, presidente della Camera di Commercio di Ferrara. Le imprese che aderiscono alla Rete - ha proseguito Roncarati - sottoscrivono un preciso disciplinare e fanno delle produzioni tipiche di qualità l’elemento caratterizzante del proprio assortimento, riscoprendone gli originari legami con il territorio di appartenenza e con la stagionalità delle sue colture, ragione prima della straordinaria ricchezza della cucina ferrarese, apprezzata in tutto il mondo”.
Tornando al bando, all’ordine del giorno della Giunta camerale il 13 dicembre prossimo, esso prevederà contributi a fondo perduto alle strutture ricettive, agli esercizi di vicinato, alle botteghe alimentari, ai bar e ai ristoranti che:
o destinino una parte dei propri spazi espositivi ad ospitare un “angolo del turismo e dei prodotti tipici”;
o offrano un “menù di degustazione” completo (oppure una colazione), redatto in almeno due lingue, relativo alla tradizione gastronomica locale e realizzato con prevalenza di prodotti tipici della provincia di Ferrara.
Saranno sostenute, in particolare, le spese per l’acquisto di attrezzature e di scaffali espositivi, la realizzazione di materiale promozionale e pubblicitario (sito internet, depliants, brochure, video, menu, ecc.), l’acquisto di prodotti tipici agroalimentari ed artigianali di qualità. E in caso di progetti che prevedano la stipulazione di specifici accordi di filiera o di contratti pluriennali di fornitura della durata minima di 3 anni, il contributo della Camera di Commercio passerà dal 50 al 60% del totale.
Per informazioni è possibile rivolgersi agli uffici della Camera di Commercio (tel. 0532/783.813-820) o consultare il sito www.fe.camcom.it.
Roncarati: “Le eccellenze, i sapori e la storia della Provincia di Ferrara a portata di turista”.
L’obiettivo della Camera di Commercio: integrare la filiera e valorizzare prodotti e turismo
Una rete di produttori, ristoratori, albergatori e commercianti, un sito web promozionale aggiornato in tempo reale, settimane durante le quali sarà possibile degustare le specialità ferraresi a prezzo concordato, e tanto altro ancora... Questi alcuni degli obiettivi della seconda edizione del “Bando per la valorizzazione dei prodotti e dell’ospitalità tipica”, promosso dalla Camera di Commercio per favorire, anche attraverso contributi a fondo perduto, l’integrazione tra la rete commerciale e le imprese dell’agricoltura, artigianali e manifatturiere caratterizzate da produzioni tipiche e di qualità.
Un progetto articolato, quello pensato dall’Ente di Largo Castello, che si avvale del contributo delle associazioni di categoria e che prevede, tra le varie iniziative, la presentazione dei prodotti tipici su un apposito portale internet, l’organizzazione di seminari e di percorsi formativi per le imprese dell’agro-alimentare, dell’artigianato, della ristorazione e del turismo legate alla promozione e alla commercializzazione dei prodotti tradizionali locali. Una rete, insomma, di scambi commerciali ma anche di servizi, di conoscenze e di promozione reciproca volta a valorizzare l’immagine di Ferrara nel suo complesso, tanto come meta turistica che come terra di origine di produzioni di qualità agroalimentari e non solo.
“Veicolare i valori dello “stile ferrarese” di accoglienza attraverso la tutela della qualità delle nostre produzioni, del saper fare legato alla tradizione locale e ai luoghi di origine della nostra gastronomia costituisce la peculiarità di questo importante progetto, che trova nella partecipazione degli imprenditori un valore aggiunto insostituibile – ha sottolineato Carlo Alberto Roncarati, presidente della Camera di Commercio di Ferrara. Le imprese che aderiscono alla Rete - ha proseguito Roncarati - sottoscrivono un preciso disciplinare e fanno delle produzioni tipiche di qualità l’elemento caratterizzante del proprio assortimento, riscoprendone gli originari legami con il territorio di appartenenza e con la stagionalità delle sue colture, ragione prima della straordinaria ricchezza della cucina ferrarese, apprezzata in tutto il mondo”.
Tornando al bando, all’ordine del giorno della Giunta camerale il 13 dicembre prossimo, esso prevederà contributi a fondo perduto alle strutture ricettive, agli esercizi di vicinato, alle botteghe alimentari, ai bar e ai ristoranti che:
o destinino una parte dei propri spazi espositivi ad ospitare un “angolo del turismo e dei prodotti tipici”;
o offrano un “menù di degustazione” completo (oppure una colazione), redatto in almeno due lingue, relativo alla tradizione gastronomica locale e realizzato con prevalenza di prodotti tipici della provincia di Ferrara.
Saranno sostenute, in particolare, le spese per l’acquisto di attrezzature e di scaffali espositivi, la realizzazione di materiale promozionale e pubblicitario (sito internet, depliants, brochure, video, menu, ecc.), l’acquisto di prodotti tipici agroalimentari ed artigianali di qualità. E in caso di progetti che prevedano la stipulazione di specifici accordi di filiera o di contratti pluriennali di fornitura della durata minima di 3 anni, il contributo della Camera di Commercio passerà dal 50 al 60% del totale.
Per informazioni è possibile rivolgersi agli uffici della Camera di Commercio (tel. 0532/783.813-820) o consultare il sito www.fe.camcom.it.
venerdì 12 agosto 2011
INFLAZIONE, CONFAGRICOLTURA: “L’UNICO ARGINE AL CAROVITA VIENE DAI CAMPI. MA PER GLI AGRICOLTORI E’ CURA DIMAGRANTE”
Fonte: Confagricoltura
“I generi alimentari freschi, il cui prezzo è sceso a luglio, rispetto a giugno, del 2,5% ha fatto da parziale ammortizzatore ad un’inflazione stabile al 2,7% su base annua. Ma questo ruolo di salvagente contro il carovita i produttori agricoli lo hanno assunto a proprie spese”. Lo sottolinea Confagricoltura, in relazione alla rilevazione sui prezzi definitivi al consumo di luglio, diffusa oggi dall’Istat. Dall’analisi dell’Istituto di statistiche si rileva che il calo congiunturale dei prezzi degli alimentari non lavorati è dovuto soprattutto alla diminuzione dei prezzi della frutta fresca (-10,9%), della verdura (-5,6%), delle patate (-3,2%).
“Non va dimenticato - ricorda Confagricoltura - che i prezzi pagati ai produttori sono in caduta libera da sette mesi e che la crisi si è particolarmente acuita quest’estate. A luglio, come attestano i dati Ismea, i prezzi all’origine della frutta fresca sono diminuiti di quasi il 32% rispetto a giugno e quello degli ortaggi del 9%”.
“La frutta – osserva Confagricoltura – viene svenduta dai produttori a prezzi inferiori del 29% rispetto all’anno scorso e la verdura di poco meno del 22%, mentre i costi di produzione aumentano; molte aziende hanno rinunciato a raccogliere il prodotto. La situazione è drammatica, per questo, assieme alle altre Organizzazioni agricole, abbiamo chiesto al ministro Romano misure idonee a favorire i produttori nell’ambito delle filiere ma anche interventi che permettano la concentrazione dell’offerta e l’aggregazione del prodotto”.
“I generi alimentari freschi, il cui prezzo è sceso a luglio, rispetto a giugno, del 2,5% ha fatto da parziale ammortizzatore ad un’inflazione stabile al 2,7% su base annua. Ma questo ruolo di salvagente contro il carovita i produttori agricoli lo hanno assunto a proprie spese”. Lo sottolinea Confagricoltura, in relazione alla rilevazione sui prezzi definitivi al consumo di luglio, diffusa oggi dall’Istat. Dall’analisi dell’Istituto di statistiche si rileva che il calo congiunturale dei prezzi degli alimentari non lavorati è dovuto soprattutto alla diminuzione dei prezzi della frutta fresca (-10,9%), della verdura (-5,6%), delle patate (-3,2%).
“Non va dimenticato - ricorda Confagricoltura - che i prezzi pagati ai produttori sono in caduta libera da sette mesi e che la crisi si è particolarmente acuita quest’estate. A luglio, come attestano i dati Ismea, i prezzi all’origine della frutta fresca sono diminuiti di quasi il 32% rispetto a giugno e quello degli ortaggi del 9%”.
“La frutta – osserva Confagricoltura – viene svenduta dai produttori a prezzi inferiori del 29% rispetto all’anno scorso e la verdura di poco meno del 22%, mentre i costi di produzione aumentano; molte aziende hanno rinunciato a raccogliere il prodotto. La situazione è drammatica, per questo, assieme alle altre Organizzazioni agricole, abbiamo chiesto al ministro Romano misure idonee a favorire i produttori nell’ambito delle filiere ma anche interventi che permettano la concentrazione dell’offerta e l’aggregazione del prodotto”.
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venerdì 22 luglio 2011
CONSUMI. GLI AGRICOLTORI SCHIACCIATI DA COSTI E RINCARI: SONO 980 MILA LE AZIENDE A RISCHIO DI CHIUSURA
Fonte: Confagricoltura
Le famiglie, per far fronte alle esigenze, stanno intaccando i risparmi, assediati da tariffe e bollette; gli aumenti maggiori, a cui devono far fronte, riguardano i generi alimentari, oltre che benzina, parcheggi, spese scolastiche e cure mediche. E’ quanto emerge dall’indagine Censis-Confcommercio.
Confagricoltura sottolinea che la situazione economica in atto è una tenaglia micidiale anche per gli imprenditori agricoli, che vedono i prezzi dei loro prodotti diminuire del 20% per la frutta, del 22% per ortaggi e legumi, mentre il carovita aumenta.
C’è poi il problema della volatilità dei prezzi delle commodity, come i cereali di cui il nostro Paese è deficitario, che si riflette sulle tasche dei consumatori ma anche degli agricoltori. “La zootecnia è in difficoltà perché – commenta Confagricoltura - i lievi aumenti dei prezzi alla produzione, non coprono i costi per gli alimenti per il bestiame che sono più che raddoppiati. Il ministero ha calcolato che sono 980 mila le aziende agricole a rischio di chiusura”.
Le famiglie, per far fronte alle esigenze, stanno intaccando i risparmi, assediati da tariffe e bollette; gli aumenti maggiori, a cui devono far fronte, riguardano i generi alimentari, oltre che benzina, parcheggi, spese scolastiche e cure mediche. E’ quanto emerge dall’indagine Censis-Confcommercio.
Confagricoltura sottolinea che la situazione economica in atto è una tenaglia micidiale anche per gli imprenditori agricoli, che vedono i prezzi dei loro prodotti diminuire del 20% per la frutta, del 22% per ortaggi e legumi, mentre il carovita aumenta.
C’è poi il problema della volatilità dei prezzi delle commodity, come i cereali di cui il nostro Paese è deficitario, che si riflette sulle tasche dei consumatori ma anche degli agricoltori. “La zootecnia è in difficoltà perché – commenta Confagricoltura - i lievi aumenti dei prezzi alla produzione, non coprono i costi per gli alimenti per il bestiame che sono più che raddoppiati. Il ministero ha calcolato che sono 980 mila le aziende agricole a rischio di chiusura”.
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lunedì 20 giugno 2011
E.COLI: ATTIVATE LE MISURE URGENTI CONTRO LA CRISI DI MERCATO DEI PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI
Fonte: Confagricoltura Ferrara
Confagricoltura Ferrara informa che sono in corso di pubblicazione i provvedimenti amministrativi, nazionali e regionali, che daranno attuazione al Regolamento comunitario relativo alle misure di sostegno delle aziende agricole produttrici di ortaggi entrati in crisi di mercato in conseguenza dei casi di contaminazione da E.Coli.
Tali misure consistono in un aiuto per le operazioni di ritiro dal mercato, di raccolta prima della maturazione e di mancata raccolta, effettuati nel periodo dal 26 maggio 2011 al 30 giugno, di pomodori, lattughe,indivie ricce e scarole, cetrioli, peperoni dolci, zucchine.
L’aiuto si quantifica nel pagamento di un indennizzo per unità di prodotto, nel caso di ritiro dal mercato, o per unità di superficie per le operazioni di mancato raccolto o di raccolto prima della maturazione.
Per quanto riguarda le operazioni eseguite da produttori aderenti a Organizzazioni di Produttori, tutti gli adempimenti amministrativi sono affidati a queste ultime.
Per le operazioni effettuate dai aziende non aderenti a organizzazioni dei produttori, gli adempimenti amministrativi sono posti in carico alle aziende stesse e verranno meglio dettagliati in una attesa circolare dell’Organismo pagatore dell’Emilia Romagna, a cui spetterà il ruolo di ricezione, controllo e liquidazione delle domande.
I produttori ferraresi non aderenti a Organizzazioni di Produttori devono presentare ad AGREA la domanda di pagamento delle misure entro l’11 luglio 2011, anche se è previsto l’obbligo di segnalare preventivamente l’esecuzione delle operazioni soggette ad aiuto, secondo modulistiche e modalità prefissate. Lo stesso organismo pagatore dovrà provvedere al pagamento delle domande entro il prossimo 15 ottobre.
Il Servizio Tecnico-Economico di Confagricoltura Ferrara è a disposizione di tutti gli ortofrutticoltori interessati per il calcolo dell’indennizzo e per la presentazione delle domande.
Confagricoltura Ferrara informa che sono in corso di pubblicazione i provvedimenti amministrativi, nazionali e regionali, che daranno attuazione al Regolamento comunitario relativo alle misure di sostegno delle aziende agricole produttrici di ortaggi entrati in crisi di mercato in conseguenza dei casi di contaminazione da E.Coli.
Tali misure consistono in un aiuto per le operazioni di ritiro dal mercato, di raccolta prima della maturazione e di mancata raccolta, effettuati nel periodo dal 26 maggio 2011 al 30 giugno, di pomodori, lattughe,indivie ricce e scarole, cetrioli, peperoni dolci, zucchine.
L’aiuto si quantifica nel pagamento di un indennizzo per unità di prodotto, nel caso di ritiro dal mercato, o per unità di superficie per le operazioni di mancato raccolto o di raccolto prima della maturazione.
Per quanto riguarda le operazioni eseguite da produttori aderenti a Organizzazioni di Produttori, tutti gli adempimenti amministrativi sono affidati a queste ultime.
Per le operazioni effettuate dai aziende non aderenti a organizzazioni dei produttori, gli adempimenti amministrativi sono posti in carico alle aziende stesse e verranno meglio dettagliati in una attesa circolare dell’Organismo pagatore dell’Emilia Romagna, a cui spetterà il ruolo di ricezione, controllo e liquidazione delle domande.
I produttori ferraresi non aderenti a Organizzazioni di Produttori devono presentare ad AGREA la domanda di pagamento delle misure entro l’11 luglio 2011, anche se è previsto l’obbligo di segnalare preventivamente l’esecuzione delle operazioni soggette ad aiuto, secondo modulistiche e modalità prefissate. Lo stesso organismo pagatore dovrà provvedere al pagamento delle domande entro il prossimo 15 ottobre.
Il Servizio Tecnico-Economico di Confagricoltura Ferrara è a disposizione di tutti gli ortofrutticoltori interessati per il calcolo dell’indennizzo e per la presentazione delle domande.
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mercoledì 25 maggio 2011
SI PRESENTA L'ASSOCIAZIONE FIERA DI MERCI E BESTIAME
Fonte: Comune di Poggio Renatico
Gli agricoltori poggesi sono invitati venerdì 27 Maggio, alle ore 21, nella sala CCC di Castello Lambertini, alla presentazione della neo costituita Associazione Fiera di Merci e Bestiame. La nuova realtà, unitamente al Comune, organizzerà domenica 12 giugno la 7ª edizione dell’evento. Nel corso della serata verrà dunque illustrato anche il programma della fiera che si propone di valorizzare i prodotti tipici locali.
Gli agricoltori poggesi sono invitati venerdì 27 Maggio, alle ore 21, nella sala CCC di Castello Lambertini, alla presentazione della neo costituita Associazione Fiera di Merci e Bestiame. La nuova realtà, unitamente al Comune, organizzerà domenica 12 giugno la 7ª edizione dell’evento. Nel corso della serata verrà dunque illustrato anche il programma della fiera che si propone di valorizzare i prodotti tipici locali.
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venerdì 12 novembre 2010
BRUNI (COGECA): SENZA REDDITO AD AGRICOLTORI CROLLA SISTEMA INTEGRATO CON SOCIETÀ E AMBIENTE
Fonte: Segreteria Paolo Bruni
"Per un'agricoltura sostenibile dobbiamo riuscire ad integrare i tre concetti di ambiente, società ed economia in un triangolo che immagino essere equilatero e la cui base, inevitabilmente, deve essere l'economia". Lo ha affermato il presidente della Cogeca, Paolo Bruni nel corso di un incontro organizzato in data odierna dalla BASF sulla sostenibilità del settore agricolo.
"Ambiente e società devono poggiare sull'economia per un motivo semplice - prosegue Bruni - basti pensare che in Europa, un addetto su 6 dipende direttamente o indirettamente dall'agricoltura o dal settore della trasformazione agricola. Se si dà a questi agricoltori l'opportunità di continuare a ricavare un reddito dal loro lavoro allora l'intero sistema continuerà a reggere, altrimenti il sistema non starà più in piedi".
"Tra il rispetto dell'ecologia e lo sviluppo della tecnologia, secondo Bruni, occorre considerare che "non investire sull'innovazione e sulla ricerca è come fermare l'orologio avendo l'illusione di aver fermato il tempo, chi non vi investe è destinato a fermarsi".
Inoltre, anche di fronte alle previsioni più pessimistiche, per il Presidente della Cogeca, non bisogna indulgere nel "catastrofismo apocalittico" che, nei fatti, "non si è mai verificato".
"Un esempio è l'allarme che la Fao aveva lanciato nel 2008, durante la crisi dei cereali che aveva fatto schizzare i prezzi alle stelle - afferma Bruni - e l'agenzia Onu prevedeva che sarebbero rimasti alti per l'intero decennio. Sei mesi dopo, invece, sono crollati. Tutto questo perchè non si era considerato il fattore, cruciale, delle speculazioni. vero problema con cui dovremo fare i conti".
Infine, per immaginare uno sviluppo sostenibile dell'agricoltura europea occorre "che la Comunità non rinunci alla Pac, che deve essere anche economicamente forte e deve premiare gli agricoltori che adottano, più di altri, comportamenti virtuosi, così come si deve monitorare il fenomeno degli sprechi alimentari. Nella sola Italia l'impatto degli sprechi è stato stimato in 37miliardi di euro. Una cifra che forse sovrastima il fenomeno ma richiama comunque alla necessità di puntare sull'educazione alimentare".
"Per un'agricoltura sostenibile dobbiamo riuscire ad integrare i tre concetti di ambiente, società ed economia in un triangolo che immagino essere equilatero e la cui base, inevitabilmente, deve essere l'economia". Lo ha affermato il presidente della Cogeca, Paolo Bruni nel corso di un incontro organizzato in data odierna dalla BASF sulla sostenibilità del settore agricolo.
"Ambiente e società devono poggiare sull'economia per un motivo semplice - prosegue Bruni - basti pensare che in Europa, un addetto su 6 dipende direttamente o indirettamente dall'agricoltura o dal settore della trasformazione agricola. Se si dà a questi agricoltori l'opportunità di continuare a ricavare un reddito dal loro lavoro allora l'intero sistema continuerà a reggere, altrimenti il sistema non starà più in piedi".
"Tra il rispetto dell'ecologia e lo sviluppo della tecnologia, secondo Bruni, occorre considerare che "non investire sull'innovazione e sulla ricerca è come fermare l'orologio avendo l'illusione di aver fermato il tempo, chi non vi investe è destinato a fermarsi".
Inoltre, anche di fronte alle previsioni più pessimistiche, per il Presidente della Cogeca, non bisogna indulgere nel "catastrofismo apocalittico" che, nei fatti, "non si è mai verificato".
"Un esempio è l'allarme che la Fao aveva lanciato nel 2008, durante la crisi dei cereali che aveva fatto schizzare i prezzi alle stelle - afferma Bruni - e l'agenzia Onu prevedeva che sarebbero rimasti alti per l'intero decennio. Sei mesi dopo, invece, sono crollati. Tutto questo perchè non si era considerato il fattore, cruciale, delle speculazioni. vero problema con cui dovremo fare i conti".
Infine, per immaginare uno sviluppo sostenibile dell'agricoltura europea occorre "che la Comunità non rinunci alla Pac, che deve essere anche economicamente forte e deve premiare gli agricoltori che adottano, più di altri, comportamenti virtuosi, così come si deve monitorare il fenomeno degli sprechi alimentari. Nella sola Italia l'impatto degli sprechi è stato stimato in 37miliardi di euro. Una cifra che forse sovrastima il fenomeno ma richiama comunque alla necessità di puntare sull'educazione alimentare".
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