Fonte: Coldiretti Ferrara
Con provvedimento della Regione Emilia-Romagna il termine originario del 31 dicembre 2015 è stato posticipato a fine giugno 2016. Da gennaio i nostri uffici a disposizione dei soci per gli adempimenti necessari.
Con provvedimento dell’Assemblea legislativa regionale, è stato dettato il nuovo termine per il rinnovo delle concessione di utilizzo delle acque pubbliche, sia superficiali (da fiume) che profonde (da pozzo) in scadenza originariamente al 31 dicembre 2015.
La nuova scadenza è stata fissata al 30 giugno 2016, data ultima utile per la piena applicazione delle norme sul demanio idrico, con la maggiore opportunità per tutti gli utenti,compresi quelli del Bacino Po di Volano, che interessano anche il territorio ferrarese. Da gennaio gli Uffici Coldiretti saranno a disposizione dei soci interessati per la predisposizione della necessaria documentazione.
Visualizzazione post con etichetta proroga. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta proroga. Mostra tutti i post
mercoledì 23 dicembre 2015
venerdì 26 giugno 2015
QUOTE LATTE CONFAGRICOLTURA, ACCOLTO IL RICORSO DELL’ITALIA SULLA PROROGA RATEIZZAZIONE MULTE. ORA RECUPERARE LE SOMME DI CHI NON RISPETTA LE REGOLE.
Fonte: Confagricoltura
Confagricoltura considera giusto l’accoglimento del ricorso presentato al Tribunale europeo contro la decisione 2013/665/UE del 17 luglio 2013 della Commissione, che pretendeva il recupero delle somme, unitamente agli interessi, concesse ai produttori di latte che avevano usufruito della proroga di pagamento al 30 giugno 2011 degli importi della rata con scadenza al 31 dicembre 2010. “L’Italia - spiega Confagricoltura - ha sostenuto l’irragionevole sproporzione tra l’aiuto concesso con la proroga del pagamento della rata e la richiesta della Commissione di recuperare tutte le somme dovute oggetto della rateizzazione.” L’aiuto che l’Italia avrebbe dato ai suoi produttori con la proroga di sei mesi è rimasto inferiore a 100 euro per 1.187 dei 1.291 produttori interessati, e inferiore a 12 euro per 559 di essi. Confagricoltura, quindi, non può che esprimere soddisfazione per la decisione del tribunale ed anche per il lavoro svolto dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. Per quanto riguarda le somme ancora dovute da chi continua a non rispettare le regole, Confagricoltura chiede che si agisca quanto prima per recuperare l'indebito e per evitare altre future contestazioni da parte dell'Esecutivo comunitario.
Confagricoltura considera giusto l’accoglimento del ricorso presentato al Tribunale europeo contro la decisione 2013/665/UE del 17 luglio 2013 della Commissione, che pretendeva il recupero delle somme, unitamente agli interessi, concesse ai produttori di latte che avevano usufruito della proroga di pagamento al 30 giugno 2011 degli importi della rata con scadenza al 31 dicembre 2010. “L’Italia - spiega Confagricoltura - ha sostenuto l’irragionevole sproporzione tra l’aiuto concesso con la proroga del pagamento della rata e la richiesta della Commissione di recuperare tutte le somme dovute oggetto della rateizzazione.” L’aiuto che l’Italia avrebbe dato ai suoi produttori con la proroga di sei mesi è rimasto inferiore a 100 euro per 1.187 dei 1.291 produttori interessati, e inferiore a 12 euro per 559 di essi. Confagricoltura, quindi, non può che esprimere soddisfazione per la decisione del tribunale ed anche per il lavoro svolto dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. Per quanto riguarda le somme ancora dovute da chi continua a non rispettare le regole, Confagricoltura chiede che si agisca quanto prima per recuperare l'indebito e per evitare altre future contestazioni da parte dell'Esecutivo comunitario.
Etichette:
confagricoltura,
multe,
proroga,
quote latte,
rateizzazione,
ricorso
lunedì 2 marzo 2015
IMU, AD AGRINSIEME NON PIACE IL PROVVEDIMENTO VARATO DAL SENATO. LA MOBILITAZIONE DEGLI AGRICOLTORI CONTINUA
Fonte: Agrinsieme
“Le modifiche apportate nel primo passaggio parlamentare al Senato sull’Imu agricola sono decisamente insufficienti”. Lo sottolinea Agrinsieme, che ritiene che la concessione della proroga al 31 marzo per i versamenti del 2014 e il riconoscimento di una detrazione di 200 euro, a decorrere dal 2015, per gli agricoltori professionali (IAP e CD) non cambino la sostanza del provvedimento, che perpetua l’ingiusta applicazione dell’imposta per i possessori dei terreni che non hanno queste qualifiche e che li concedono in affitto o in comodato ad agricoltori professionali. Restano, inoltre, ancora da risolvere le questioni più urgenti ed inique derivanti dalla classificazione Istat, che comporta l’assoggettamento al tributo di terreni marginali e con scarsa produttività o, peggio, interessati da eventi e calamità naturali. Il coordinamento tra Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative Agroalimentari ha chiesto – e lo ribadisce ora anche al Senato - di rivedere una scelta che si presenta, alla prova dei fatti, fonte di sperequazioni e che ha provocato legittime proteste da parte del mondo agricolo. Agrinsieme ha ribadito che proseguirà nella capillare mobilitazione sul territorio, con iniziative di sensibilizzazione di prefetti, sindaci, parlamentari, mass media ed opinione pubblica su un provvedimento che richiede profonde modifiche nel prossimo esame alla Camera, a cominciare dall’abrogazione del pagamento retroattivo per il 2014”.
“Le modifiche apportate nel primo passaggio parlamentare al Senato sull’Imu agricola sono decisamente insufficienti”. Lo sottolinea Agrinsieme, che ritiene che la concessione della proroga al 31 marzo per i versamenti del 2014 e il riconoscimento di una detrazione di 200 euro, a decorrere dal 2015, per gli agricoltori professionali (IAP e CD) non cambino la sostanza del provvedimento, che perpetua l’ingiusta applicazione dell’imposta per i possessori dei terreni che non hanno queste qualifiche e che li concedono in affitto o in comodato ad agricoltori professionali. Restano, inoltre, ancora da risolvere le questioni più urgenti ed inique derivanti dalla classificazione Istat, che comporta l’assoggettamento al tributo di terreni marginali e con scarsa produttività o, peggio, interessati da eventi e calamità naturali. Il coordinamento tra Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative Agroalimentari ha chiesto – e lo ribadisce ora anche al Senato - di rivedere una scelta che si presenta, alla prova dei fatti, fonte di sperequazioni e che ha provocato legittime proteste da parte del mondo agricolo. Agrinsieme ha ribadito che proseguirà nella capillare mobilitazione sul territorio, con iniziative di sensibilizzazione di prefetti, sindaci, parlamentari, mass media ed opinione pubblica su un provvedimento che richiede profonde modifiche nel prossimo esame alla Camera, a cominciare dall’abrogazione del pagamento retroattivo per il 2014”.
Etichette:
31 marzo,
agricoltori professionali,
agrinsieme,
detrazione,
Imu agricola,
mobilitazione,
proroga,
versamenti 2014
venerdì 20 febbraio 2015
COLDIRETTI: BENE DECRETO “MILLEPROROGHE” CON SLITTAMENTO A FINE ANNO I TERMINI PER IL PATENTINO E PER LA REVISIONE DELLE MACCHINE AGRICOLE
Fonte: Coldiretti Ferrara
Il testo approvato ieri conferma a fine anno l’emanazione dei decreti interministeriali per la revisione dei trattori agricoli e proroga dal 12 marzo al 31 dicembre il termine per i corsi di abilitazione all’utilizzo delle macchine operatrici, anche in agricoltura.
Positivo il giudizio di Coldiretti su alcuni dei provvedimenti contenuti nel decreto “milleproroghe” che riguardano anche il settore agricolo e sui quali l’organizzazione si era da tempo impegnata per un impatto sostenibile per le imprese. Il riferimento è in particolare alla revisione obbligatoria delle macchine agricole, che troverà compimento con decreti attuativi solo a fine anno 2015 e che avrà una gradualità di applicazione in ordine all’età delle macchine e di sostanziale semplificazione degli aspetti della revisione. Altro aspetto i cui termini vengono posticipati a fine anno 2015, riguarda il cosiddetto “patentino” per l’utilizzo delle macchine operatrici (nel settore agricolo piattaforme di lavoro mobili elevabili comprese quelle semoventi raccolta frutta, carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo o muletti, a braccio telescopico, industriali semoventi, carrelli, sollevatori, elevatori semoventi telescopici rotativi, trattori agricoli e trattori forestali), che prevede la conclusione dell’obbligo formativo anziché entro il 12 marzo 2015, al 31 dicembre 2015, (per chi alla data del 12 marzo 2013 era già addetto all’utilizzo di tali macchine) dando quindi più tempo alle aziende ed ai lavoratori di valutare le offerte formative senza l’affanno di termini stringenti e difficili da gestire. Per quest’ultimo adempimento – conclude Coldiretti – resta valida l’esenzione dall’obbligo per coloro che autocertifichino di avere esperienza nell’utilizzo di macchine agricole per almeno due anni nell’ultimo decennio, secondo un procedimento messo a punto proprio dalla nostra Federazione ed avvallato dalla AUSL, evitando costi e problematiche di gestione aziendale a molti associati, che dovranno seguire un successivo corso di aggiornamento di 4 ore entro il 12 marzo 2017.
Il testo approvato ieri conferma a fine anno l’emanazione dei decreti interministeriali per la revisione dei trattori agricoli e proroga dal 12 marzo al 31 dicembre il termine per i corsi di abilitazione all’utilizzo delle macchine operatrici, anche in agricoltura.
Positivo il giudizio di Coldiretti su alcuni dei provvedimenti contenuti nel decreto “milleproroghe” che riguardano anche il settore agricolo e sui quali l’organizzazione si era da tempo impegnata per un impatto sostenibile per le imprese. Il riferimento è in particolare alla revisione obbligatoria delle macchine agricole, che troverà compimento con decreti attuativi solo a fine anno 2015 e che avrà una gradualità di applicazione in ordine all’età delle macchine e di sostanziale semplificazione degli aspetti della revisione. Altro aspetto i cui termini vengono posticipati a fine anno 2015, riguarda il cosiddetto “patentino” per l’utilizzo delle macchine operatrici (nel settore agricolo piattaforme di lavoro mobili elevabili comprese quelle semoventi raccolta frutta, carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo o muletti, a braccio telescopico, industriali semoventi, carrelli, sollevatori, elevatori semoventi telescopici rotativi, trattori agricoli e trattori forestali), che prevede la conclusione dell’obbligo formativo anziché entro il 12 marzo 2015, al 31 dicembre 2015, (per chi alla data del 12 marzo 2013 era già addetto all’utilizzo di tali macchine) dando quindi più tempo alle aziende ed ai lavoratori di valutare le offerte formative senza l’affanno di termini stringenti e difficili da gestire. Per quest’ultimo adempimento – conclude Coldiretti – resta valida l’esenzione dall’obbligo per coloro che autocertifichino di avere esperienza nell’utilizzo di macchine agricole per almeno due anni nell’ultimo decennio, secondo un procedimento messo a punto proprio dalla nostra Federazione ed avvallato dalla AUSL, evitando costi e problematiche di gestione aziendale a molti associati, che dovranno seguire un successivo corso di aggiornamento di 4 ore entro il 12 marzo 2017.
Etichette:
coldiretti ferrara,
corsi di abilitazione,
patentino,
proroga,
revisione,
trattori agricoli
lunedì 12 gennaio 2015
COLDIRETTI: PROROGATO L’OBBLIGO DI REVISIONE PER LE MACCHINE AGRICOLE
Fonte: Coldiretti Ferrara
Con decreto milleproroghe differito a giugno 2015 il termine per l’emanazione del decreto interministeriale che detterà le norme per la revisione delle macchine agricole che dovrebbe partire dal 2016.
Coldiretti Ferrara comunica che con il decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192 (contenente “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative”) è stato differito al 30 giugno 2015 il termine per l’emanazione del Decreto Ministeriale con il quale dovranno essere regolamentate le modalità di effettuazione della revisione delle macchine agricole, prorogando altresì al 31 dicembre 2015 l’entrata in vigore dell’obbligo di sottoporre a revisione periodica tutte le macchine agricole già immatricolate. Viene quindi ulteriormente prorogata l’entrata in vigore dell’obbligo della revisione delle macchine agricole in considerazione della complessità delle procedure di accertamento dell’idoneità alla circolazione stradale del parco macchine esistente (quasi un milione e mezzo di macchine agricole ed operatrici), tenuto conto altresì della necessità per molti di essi di adeguamenti alle vigenti disposizioni del Codice della strada. Con questa proroga, che dovrà disciplinare le modalità di applicazione dell’obbligo di revisione delle macchine agricole, i Ministeri competenti (MIPAAF e Trasporti) potranno valutare in modo più attento, come sollecitato più volte da Coldiretti, la definizione dei criteri di controllo dell’idoneità alla circolazione su strada di detti veicoli. In particolare, per Coldiretti la revisione deve riguardare il controllo delle caratteristiche essenziali delle macchine agricole al pari delle altre tipologie di veicoli attualmente assoggettati a tale adempimento, senza estendere il controllo anche ad aspetti concernenti la sicurezza nei luoghi di lavoro, già disciplinati e resi operativi da altre normative ed altri Enti, evitando duplicazioni di competenze e di controlli.
Con decreto milleproroghe differito a giugno 2015 il termine per l’emanazione del decreto interministeriale che detterà le norme per la revisione delle macchine agricole che dovrebbe partire dal 2016.
Coldiretti Ferrara comunica che con il decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192 (contenente “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative”) è stato differito al 30 giugno 2015 il termine per l’emanazione del Decreto Ministeriale con il quale dovranno essere regolamentate le modalità di effettuazione della revisione delle macchine agricole, prorogando altresì al 31 dicembre 2015 l’entrata in vigore dell’obbligo di sottoporre a revisione periodica tutte le macchine agricole già immatricolate. Viene quindi ulteriormente prorogata l’entrata in vigore dell’obbligo della revisione delle macchine agricole in considerazione della complessità delle procedure di accertamento dell’idoneità alla circolazione stradale del parco macchine esistente (quasi un milione e mezzo di macchine agricole ed operatrici), tenuto conto altresì della necessità per molti di essi di adeguamenti alle vigenti disposizioni del Codice della strada. Con questa proroga, che dovrà disciplinare le modalità di applicazione dell’obbligo di revisione delle macchine agricole, i Ministeri competenti (MIPAAF e Trasporti) potranno valutare in modo più attento, come sollecitato più volte da Coldiretti, la definizione dei criteri di controllo dell’idoneità alla circolazione su strada di detti veicoli. In particolare, per Coldiretti la revisione deve riguardare il controllo delle caratteristiche essenziali delle macchine agricole al pari delle altre tipologie di veicoli attualmente assoggettati a tale adempimento, senza estendere il controllo anche ad aspetti concernenti la sicurezza nei luoghi di lavoro, già disciplinati e resi operativi da altre normative ed altri Enti, evitando duplicazioni di competenze e di controlli.
Etichette:
coldiretti ferrara,
decreto milleproroghe,
giugno 2015,
macchine agricole,
proroga,
revisione
lunedì 22 dicembre 2014
PSR 2007-2013: VIA LIBERA DALLA GIUNTA REGIONALE ALLA PROROGA DELLA FINE LAVORI PER ALCUNE TIPOLOGIE DI INTERVENTI NELLE AREE TERREMOTATE ED IN QUELLE APPENNINICHE
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
La Giunta regionale ha approvato oggi su proposta dell’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni la proroga della fine lavori di alcune misure del Psr 2007-2013. Si tratta degli interventi di ammodernamento delle aziende agricole (misura 121) e di ripristino del potenziale produttivo danneggiato (misura 126, azione 2) nelle strutture produttive agricole ed agroalimentari delle aree del terremoto del 20 e 29 maggio 2012. La proroga era stata richiesta dalle associazioni agricole provinciali e regionali per fare fronte ai ritardi nell'esecuzione degli interventi a seguito dei recenti e ripetuti fenomeni di maltempo, o a problematiche relative alle autorizzazioni edilizie. La nuova scadenza slitta dal 31 dicembre al 31 marzo 2015. Per le stesse motivazioni sono stati prorogati i termini di conclusione dei lavori di diversificazione dell’attività agricola e quelli misti pubblico-privato nelle zone rurali appenniniche (misure 311, 321 e 322 ed approccio Leader), in scadenza il 31 dicembre. Il nuovo termine è fissato al 27 febbraio 2015. In entrambi i casi le aziende e gli enti interessati dovranno presentare una richiesta, debitamente motivata, ai Servizi regionali.
La Giunta regionale ha approvato oggi su proposta dell’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni la proroga della fine lavori di alcune misure del Psr 2007-2013. Si tratta degli interventi di ammodernamento delle aziende agricole (misura 121) e di ripristino del potenziale produttivo danneggiato (misura 126, azione 2) nelle strutture produttive agricole ed agroalimentari delle aree del terremoto del 20 e 29 maggio 2012. La proroga era stata richiesta dalle associazioni agricole provinciali e regionali per fare fronte ai ritardi nell'esecuzione degli interventi a seguito dei recenti e ripetuti fenomeni di maltempo, o a problematiche relative alle autorizzazioni edilizie. La nuova scadenza slitta dal 31 dicembre al 31 marzo 2015. Per le stesse motivazioni sono stati prorogati i termini di conclusione dei lavori di diversificazione dell’attività agricola e quelli misti pubblico-privato nelle zone rurali appenniniche (misure 311, 321 e 322 ed approccio Leader), in scadenza il 31 dicembre. Il nuovo termine è fissato al 27 febbraio 2015. In entrambi i casi le aziende e gli enti interessati dovranno presentare una richiesta, debitamente motivata, ai Servizi regionali.
venerdì 5 dicembre 2014
IMU: AGRINSIEME CHIEDE L’APERTURA DI UN TAVOLO TECNICO. “LA PROROGA NON E’ LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA”
Fonte: Agrinsieme
Agrinsieme valuta positivamente l’azione del Parlamento, che ha chiesto ed ottenuto dal Governo l’impegno ad emanare un provvedimento urgente per bloccare la rata dell’Imu sui terreni agricoli in scadenza il prossimo 16 dicembre. “L’eventuale proroga non rappresenta tuttavia una soluzione del problema – sostiene il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari –. Si tratta di un provvedimento assolutamente iniquo sul quale occorre intervenire con misure correttive o alternative”. Per questo Agrinsieme si rende disponibile all’apertura di un tavolo tecnico tra i ministeri competenti, Economia e Politiche agricole, e le Organizzazioni agricole, professionali e cooperative per trovare una soluzione equilibrata.
Agrinsieme valuta positivamente l’azione del Parlamento, che ha chiesto ed ottenuto dal Governo l’impegno ad emanare un provvedimento urgente per bloccare la rata dell’Imu sui terreni agricoli in scadenza il prossimo 16 dicembre. “L’eventuale proroga non rappresenta tuttavia una soluzione del problema – sostiene il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari –. Si tratta di un provvedimento assolutamente iniquo sul quale occorre intervenire con misure correttive o alternative”. Per questo Agrinsieme si rende disponibile all’apertura di un tavolo tecnico tra i ministeri competenti, Economia e Politiche agricole, e le Organizzazioni agricole, professionali e cooperative per trovare una soluzione equilibrata.
Etichette:
agrinsieme,
Imu agricola,
proroga
IMU AGRICOLA, AGRINSIEME EMILIA ROMAGNA: “L’ANNUNCIATA PROROGA DELL’IMU SUI TERRENI DELLE AREE PIÙ SVANTAGGIATE, È UN GRANDE RISULTATO DEL NOSTRO PRESSING SINDACALE. VIGILEREMO AFFINCHÉ I 350 MILIONI MANCANTI, SCRITTI NEL DECRETO SUL BONUS IRPEF, NON SIANO PIÙ RICERCATI NELLE TASCHE DEGLI AGRICOLTORI”
Fonte: Agrinsieme Emilia - Romagna
“L’annunciata proroga dell’Imu sui terreni delle aree più svantaggiate, è un grande risultato del nostro pressing sindacale. Vigileremo affinché i 350 milioni mancanti, già scritti nel decreto sul bonus Irpef, non siano più ricercati nelle tasche degli agricoltori”. Così Guglielmo Garagnani, coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna - raggruppamento che riunisce Confagricoltura, Cia, Fedagri-Confcooperative, Agci-Agrital e Legacoop Agroalimentare e conta oltre 40mila imprese associate – commenta la notizia dell’annunciata proroga al decreto Imu sui terreni agricoli delle zone montane, sul quale si era espresso nei giorni scorsi anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, chiedendone l’immediato ritiro. “Un’imposta assurda e priva di logica – rimarca Garagnani – nata peraltro da un’esigenza puramente contabile dello Stato, quella di trovare in tempi stretti la copertura finanziaria agli ammanchi di bilancio”. “Continueremo la nostra battaglia - conclude il coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna – per arrivare alla definitiva eliminazione di questa norma destinata a penalizzare di fatto proprio l’agricoltura più svantaggiata e meno produttiva del territorio emiliano romagnolo e che, per la prima volta nella storia, tassa gli agricoltori nelle aree maggiormente vulnerabili. Auspichiamo pertanto azioni future più ponderate e intelligenti, atte a favorire lo sviluppo di attività agricole nelle zone collinari-montane e non il suo contrario, senza perdere di vista l’obiettivo prioritario tante volte espresso dal Governo ma poi presto dimenticato, ossia il contrasto al dissesto idrogeologico in aree sensibili, bisognose e soggette a spopolamento”.
“L’annunciata proroga dell’Imu sui terreni delle aree più svantaggiate, è un grande risultato del nostro pressing sindacale. Vigileremo affinché i 350 milioni mancanti, già scritti nel decreto sul bonus Irpef, non siano più ricercati nelle tasche degli agricoltori”. Così Guglielmo Garagnani, coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna - raggruppamento che riunisce Confagricoltura, Cia, Fedagri-Confcooperative, Agci-Agrital e Legacoop Agroalimentare e conta oltre 40mila imprese associate – commenta la notizia dell’annunciata proroga al decreto Imu sui terreni agricoli delle zone montane, sul quale si era espresso nei giorni scorsi anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, chiedendone l’immediato ritiro. “Un’imposta assurda e priva di logica – rimarca Garagnani – nata peraltro da un’esigenza puramente contabile dello Stato, quella di trovare in tempi stretti la copertura finanziaria agli ammanchi di bilancio”. “Continueremo la nostra battaglia - conclude il coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna – per arrivare alla definitiva eliminazione di questa norma destinata a penalizzare di fatto proprio l’agricoltura più svantaggiata e meno produttiva del territorio emiliano romagnolo e che, per la prima volta nella storia, tassa gli agricoltori nelle aree maggiormente vulnerabili. Auspichiamo pertanto azioni future più ponderate e intelligenti, atte a favorire lo sviluppo di attività agricole nelle zone collinari-montane e non il suo contrario, senza perdere di vista l’obiettivo prioritario tante volte espresso dal Governo ma poi presto dimenticato, ossia il contrasto al dissesto idrogeologico in aree sensibili, bisognose e soggette a spopolamento”.
Etichette:
agrinsieme emilia-romagna,
aree svantaggiate,
Imu agricola,
proroga
mercoledì 3 dicembre 2014
AGRINSIEME FERRARA: SUL GREENING SERVE UNA PROROGA
Fonte: Agrinsieme Ferrara
“Molta strada è stata fatta per la definizione puntuale della Riforma della PAC 2014-2020, ma molta deve essere ancora percorsa”. Lo afferma Pier Carlo Scaramagli, Coordinatore di Agrinsieme Ferrara, che aggiunge “Se si considera che l'annata agraria è già avviata, con le semine dei cereali invernali pressoché completata, sussiste la possibilità che i ritardi accumulati siano ormai tali da rendere complicata la definizione precisa e corretta del restante piano colturale da parte delle aziende agricole”. In particolare il dito viene puntato sull'applicazione del greening, un complesso di norme che obbligano le aziende alla diversificazione delle colture, alla conservazione dei pascoli e dei prati, all'introduzione o alla conservazione di elementi naturali. In considerazione dei notevoli ritardi nella predisposizione della normativa e dei provvedimenti applicativi, nonché della eccessiva complicazione nelle modalità di applicazione del greening, tali da pregiudicare seriamente l'avvio della riforma della Pac "verso il 2020", Agrinsieme, il coordinamento nazionale di Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative, ha ritenuto opportuno richiedere ufficialmente al Ministro Martina un differimento degli impegni di "inverdimento" o quanto meno una non applicazione delle relative sanzioni. Ciò in analogia con l'attività svolta in ambito Copa-Cogeca e con quanto richiesto dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. In particolare si accoglie con grande favore l'iniziativa portata avanti da tutti i gruppi parlamentari presenti nella Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, che con una lettera inviata al Commissario all'Agricoltura Phil Hogan, hanno chiesto il rinvio di un anno dell'applicazione del greening previsto dalla nuova PAC. “In tutti, sia a livello nazionale che comunitario - sottolinea Scaramagli - è forte il timore dell'impatto sulle aziende agricole dall'attuazione del greening, ed in particolare dal rischio di effetti negativi conseguenti ad una erronea attuazione. E' opinione di diversi Stati che il greening possa comportare un aumento del tasso di errore e di contenzioso. Opinione questa condivisa anche dalla stessa Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea. In considerazione dell’attuale stato di attuazione della Riforma in Italia – conclude il Coordinatore Provinciale di Agrinsieme - e nello specifico, delle enormi difficoltà di definizione di tutto il quadro normativo e attuativo del greening, è auspicabile che la richiesta venga tenuta in attenta considerazione da parte della Commissione Europea”.
“Molta strada è stata fatta per la definizione puntuale della Riforma della PAC 2014-2020, ma molta deve essere ancora percorsa”. Lo afferma Pier Carlo Scaramagli, Coordinatore di Agrinsieme Ferrara, che aggiunge “Se si considera che l'annata agraria è già avviata, con le semine dei cereali invernali pressoché completata, sussiste la possibilità che i ritardi accumulati siano ormai tali da rendere complicata la definizione precisa e corretta del restante piano colturale da parte delle aziende agricole”. In particolare il dito viene puntato sull'applicazione del greening, un complesso di norme che obbligano le aziende alla diversificazione delle colture, alla conservazione dei pascoli e dei prati, all'introduzione o alla conservazione di elementi naturali. In considerazione dei notevoli ritardi nella predisposizione della normativa e dei provvedimenti applicativi, nonché della eccessiva complicazione nelle modalità di applicazione del greening, tali da pregiudicare seriamente l'avvio della riforma della Pac "verso il 2020", Agrinsieme, il coordinamento nazionale di Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative, ha ritenuto opportuno richiedere ufficialmente al Ministro Martina un differimento degli impegni di "inverdimento" o quanto meno una non applicazione delle relative sanzioni. Ciò in analogia con l'attività svolta in ambito Copa-Cogeca e con quanto richiesto dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. In particolare si accoglie con grande favore l'iniziativa portata avanti da tutti i gruppi parlamentari presenti nella Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, che con una lettera inviata al Commissario all'Agricoltura Phil Hogan, hanno chiesto il rinvio di un anno dell'applicazione del greening previsto dalla nuova PAC. “In tutti, sia a livello nazionale che comunitario - sottolinea Scaramagli - è forte il timore dell'impatto sulle aziende agricole dall'attuazione del greening, ed in particolare dal rischio di effetti negativi conseguenti ad una erronea attuazione. E' opinione di diversi Stati che il greening possa comportare un aumento del tasso di errore e di contenzioso. Opinione questa condivisa anche dalla stessa Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea. In considerazione dell’attuale stato di attuazione della Riforma in Italia – conclude il Coordinatore Provinciale di Agrinsieme - e nello specifico, delle enormi difficoltà di definizione di tutto il quadro normativo e attuativo del greening, è auspicabile che la richiesta venga tenuta in attenta considerazione da parte della Commissione Europea”.
Etichette:
agrinsieme ferrara,
coordinatore,
greening,
pac 2015 - 2020,
Pier Carlo Scaramagli,
proroga
giovedì 16 ottobre 2014
CONFAGRICOLTURA FERRARA: CONTRIBUTI PER IL TERREMOTO 2012: NECESSARI INTERVENTI EQUI
Fonte: Confagricoltura Ferrara
Importante la conferma della proroga anche per il comparto agricolo
Più di 200 ordinanze, questa la mole dell’impianto normativo attualmente vigente per l’assegnazione dei contributi post terremoto: un’opera di tale complessità che oltre l’80% delle potenziali richieste non potrà essere presentata in tempo utile per la scadenza prefissata per il 31/12/2014. Davanti ad una così evidente difficoltà la Regione Emilia Romagna ha deciso per un provvedimento di proroga dei termini di presentazione delle domande e di attuazione degli interventi strutturali che potrebbe estendersi anche al settore agricolo, a smentita delle prime indicazioni che invece non tenevano in considerazione questo comparto. “È fondamentale che la proroga presentata dalla Regione Emilia Romagna sia ufficialmente confermata anche per il mondo dell’agricoltura” ammonisce il Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli “dopo le vicissitudini legate all’andamento climatico e dei mercati di questi ultimi mesi, le aziende agricole subirebbero un ulteriore durissimo colpo, venendo ulteriormente penalizzate. L’iniziale blocco rispetto al settore agricolo era da imputare al fatto che i fondi destinati al comparto agricolo provengono dall’UE e sono soggetti ad un iter di autorizzazione troppo lungo e non in grado di rispondere con prontezza alla situazione di reale e immediata necessità”. Ad oggi, dunque, pare che anche per il settore agricolo sia possibile poter presentare la domanda di incentivo fino a primavera (ma manca ancora l’ufficializzazione), anche se a scapito del tempo necessario per l’esecuzione effettiva dei lavori. “Gli immobili agricoli presentano delle strutture non estremamente complesse perciò permettono una fase dedicata agli interventi strutturali relativamente veloce” prosegue Scaramagli “quindi la soluzione individuata può essere sicuramente positiva”. Ma accanto alla necessità di un’azione tempestiva vi è un ulteriore imperativo: i criteri secondo cui verranno calcolati i contributi d’ora in poi non devono in alcun modo essere modificati rispetto alle domande già presentate, questo ovviamente per non rischiare di incorrere in situazioni di iniquità e differenze che non sarebbero assolutamente accettabili. “Nella provincia di Ferrara” conclude il Presidente di Confagricoltura Ferrara “si sa che la maggior parte dei danni si sono contati tra le strutture agricole, quindi è un imperativo agire, ma mantenendo fede alle indicazioni normative date fino ad oggi per garantire la giusta equità di intervento e non trovarsi ad affrontare disparità tra gli incentivi concessi”.
Importante la conferma della proroga anche per il comparto agricolo
Più di 200 ordinanze, questa la mole dell’impianto normativo attualmente vigente per l’assegnazione dei contributi post terremoto: un’opera di tale complessità che oltre l’80% delle potenziali richieste non potrà essere presentata in tempo utile per la scadenza prefissata per il 31/12/2014. Davanti ad una così evidente difficoltà la Regione Emilia Romagna ha deciso per un provvedimento di proroga dei termini di presentazione delle domande e di attuazione degli interventi strutturali che potrebbe estendersi anche al settore agricolo, a smentita delle prime indicazioni che invece non tenevano in considerazione questo comparto. “È fondamentale che la proroga presentata dalla Regione Emilia Romagna sia ufficialmente confermata anche per il mondo dell’agricoltura” ammonisce il Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli “dopo le vicissitudini legate all’andamento climatico e dei mercati di questi ultimi mesi, le aziende agricole subirebbero un ulteriore durissimo colpo, venendo ulteriormente penalizzate. L’iniziale blocco rispetto al settore agricolo era da imputare al fatto che i fondi destinati al comparto agricolo provengono dall’UE e sono soggetti ad un iter di autorizzazione troppo lungo e non in grado di rispondere con prontezza alla situazione di reale e immediata necessità”. Ad oggi, dunque, pare che anche per il settore agricolo sia possibile poter presentare la domanda di incentivo fino a primavera (ma manca ancora l’ufficializzazione), anche se a scapito del tempo necessario per l’esecuzione effettiva dei lavori. “Gli immobili agricoli presentano delle strutture non estremamente complesse perciò permettono una fase dedicata agli interventi strutturali relativamente veloce” prosegue Scaramagli “quindi la soluzione individuata può essere sicuramente positiva”. Ma accanto alla necessità di un’azione tempestiva vi è un ulteriore imperativo: i criteri secondo cui verranno calcolati i contributi d’ora in poi non devono in alcun modo essere modificati rispetto alle domande già presentate, questo ovviamente per non rischiare di incorrere in situazioni di iniquità e differenze che non sarebbero assolutamente accettabili. “Nella provincia di Ferrara” conclude il Presidente di Confagricoltura Ferrara “si sa che la maggior parte dei danni si sono contati tra le strutture agricole, quindi è un imperativo agire, ma mantenendo fede alle indicazioni normative date fino ad oggi per garantire la giusta equità di intervento e non trovarsi ad affrontare disparità tra gli incentivi concessi”.
martedì 10 giugno 2014
TASI: CONFAGRICOLTURA FERRARA CHIEDE AI COMUNI LA PROROGA DELLA SCADENZA DEL 16 GIUGNO
Fonte: Confagricoltura Ferrara
“Ormai a pochi giorni dalla scadenza prevista per il pagamento della prima rata della TASI, fissata al prossimo 16 giugno, regna ancora una grande confusione circa i criteri per stabilire gli importi da pagare”. Ad affermarlo è il Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli, che precisa: “la fissazione al 31 maggio scorso della pubblicazione delle delibere dei Comuni sulla Tasi ed il ritardo con il quale il Governo ha approvato i decreti attuativi, ultimo quello del 6 giugno scorso sul rinvio della scadenza per i Comuni che non hanno deliberato, hanno determinato una situazione di grande incertezza e difficoltà, tale da non consentire a chi si occupa della predisposizione dei conteggi Tasi per i propri associati o clienti, l’organizzazione di un servizio adeguato”. Secondo il Presidente di Confagricoltura Ferrara sono soprattutto le detrazioni a generare le maggiori complessità. “Il fatto che ogni Amministrazione comunale della nostra Provincia si sia data regole proprie, deliberando in modo differente non solo le aliquote ma soprattutto le detrazioni, ha creato difficoltà interpretative e reso praticamente impossibile, per le software house, implementare i programmi applicativi. Oggi i nostri uffici stanno effettuando i conteggi manualmente, praticamente senza nessun supporto informatico; per sbrigare le migliaia di pratiche ci vorranno settimane, i pochi giorni a disposizione non sono certo sufficienti. E’ per tale motivo – prosegue Scaramagli – che ieri abbiamo inviato una richiesta a tutte le Amministrazioni Comunali interessate, con la quale chiediamo di accordare una proroga alla scadenza relativa al pagamento dell’acconto, sulla base di un’autonomia impositiva sancita dall’art. 52 del D.lgs. 446/1997, la quale non è stata in alcun modo limitata dalle regole sulla Tasi, non precludendo quindi la possibilità di deliberare decisioni favorevoli ai contribuenti. In subordine abbiamo chiesto di rinunciare alle sanzioni per i ritardati pagamenti che inevitabilmente si verificheranno, come hanno già fatto ad oggi i Comuni di Ferrara e di Bondeno. L’auspicio – conclude il Presidente dell’organizzazione agricola ferrarese – è che tutte le amministrazioni interessate dimostrino sensibilità rispetto alle problematiche sollevate dai professionisti delle organizzazioni (dai quali non è legittimo pretendere miracoli) e dai cittadini, chiamati ancora una volta a fare i salti mortali per pagare nei termini le imposte dovute”.
“Ormai a pochi giorni dalla scadenza prevista per il pagamento della prima rata della TASI, fissata al prossimo 16 giugno, regna ancora una grande confusione circa i criteri per stabilire gli importi da pagare”. Ad affermarlo è il Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli, che precisa: “la fissazione al 31 maggio scorso della pubblicazione delle delibere dei Comuni sulla Tasi ed il ritardo con il quale il Governo ha approvato i decreti attuativi, ultimo quello del 6 giugno scorso sul rinvio della scadenza per i Comuni che non hanno deliberato, hanno determinato una situazione di grande incertezza e difficoltà, tale da non consentire a chi si occupa della predisposizione dei conteggi Tasi per i propri associati o clienti, l’organizzazione di un servizio adeguato”. Secondo il Presidente di Confagricoltura Ferrara sono soprattutto le detrazioni a generare le maggiori complessità. “Il fatto che ogni Amministrazione comunale della nostra Provincia si sia data regole proprie, deliberando in modo differente non solo le aliquote ma soprattutto le detrazioni, ha creato difficoltà interpretative e reso praticamente impossibile, per le software house, implementare i programmi applicativi. Oggi i nostri uffici stanno effettuando i conteggi manualmente, praticamente senza nessun supporto informatico; per sbrigare le migliaia di pratiche ci vorranno settimane, i pochi giorni a disposizione non sono certo sufficienti. E’ per tale motivo – prosegue Scaramagli – che ieri abbiamo inviato una richiesta a tutte le Amministrazioni Comunali interessate, con la quale chiediamo di accordare una proroga alla scadenza relativa al pagamento dell’acconto, sulla base di un’autonomia impositiva sancita dall’art. 52 del D.lgs. 446/1997, la quale non è stata in alcun modo limitata dalle regole sulla Tasi, non precludendo quindi la possibilità di deliberare decisioni favorevoli ai contribuenti. In subordine abbiamo chiesto di rinunciare alle sanzioni per i ritardati pagamenti che inevitabilmente si verificheranno, come hanno già fatto ad oggi i Comuni di Ferrara e di Bondeno. L’auspicio – conclude il Presidente dell’organizzazione agricola ferrarese – è che tutte le amministrazioni interessate dimostrino sensibilità rispetto alle problematiche sollevate dai professionisti delle organizzazioni (dai quali non è legittimo pretendere miracoli) e dai cittadini, chiamati ancora una volta a fare i salti mortali per pagare nei termini le imposte dovute”.
Etichette:
Confagricoltura Ferrara,
Pier Carlo Scaramagli,
presidente,
proroga,
Tasi
venerdì 28 marzo 2014
ASSICURAZIONI: AGRINSIEME SODDISFATTA PER LA PROROGA DELLA SCADENZA PER LA SOTTOSCRIZIONE DELLE POLIZZE SULLE COLTURE AUTUNNO-PRIMAVERILI
Fonte: Agrinsieme
Accolta la richiesta del Coordinamento di Cia, Confagricoltura e Alleanza Cooperative Agroalimentari al ministro Martina per uno slittamento dei termini
Agrinsieme, il coordinamento di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, ha accolto con soddisfazione la proroga al 30 aprile 2014 per la stipula delle polizze assicurative agevolate sulle colture autunno-primaverili e quelle permanenti. Lo spostamento della data di scadenza, precedentemente fissata al 31 marzo 2014, era stata sollecitata con una lettera al ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina, dal coordinatore di Agrinsieme Mario Guidi. La richiesta nasceva dal fatto che molte imprese agricole si trovavano in forti difficoltà a rispettare le date fissate dal piano assicurativo 2014, soprattutto quella del 31 marzo, che interessa tutto il comparto della frutta, l’uva da vino e i seminativi, a causa dei tempi ristrettissimi disponibili. “E’ da considerare – evidenzia Agrinsieme - che l’inizio della campagna assicurativa di quest’anno non è stato in linea con le attese. Ci sono stati, infatti, ritardi nelle definizioni finali delle tariffe fra compagnie e consorzi di difesa e vi sono ancora diverse importanti aree del Paese dove non vi è un quadro completo e definito delle tariffe e condizioni assicurative da applicare ai contratti”. “ La proroga concessa – conclude Agrinsieme – consentirà di certo alle imprese di procedere con maggiore serenità alla scelta dei prodotti assicurativi per la copertura delle produzioni e allo stesso tempo permetterà una definizione completa dei contratti assicurativi su tutto il Paese”.
Accolta la richiesta del Coordinamento di Cia, Confagricoltura e Alleanza Cooperative Agroalimentari al ministro Martina per uno slittamento dei termini
Agrinsieme, il coordinamento di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, ha accolto con soddisfazione la proroga al 30 aprile 2014 per la stipula delle polizze assicurative agevolate sulle colture autunno-primaverili e quelle permanenti. Lo spostamento della data di scadenza, precedentemente fissata al 31 marzo 2014, era stata sollecitata con una lettera al ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina, dal coordinatore di Agrinsieme Mario Guidi. La richiesta nasceva dal fatto che molte imprese agricole si trovavano in forti difficoltà a rispettare le date fissate dal piano assicurativo 2014, soprattutto quella del 31 marzo, che interessa tutto il comparto della frutta, l’uva da vino e i seminativi, a causa dei tempi ristrettissimi disponibili. “E’ da considerare – evidenzia Agrinsieme - che l’inizio della campagna assicurativa di quest’anno non è stato in linea con le attese. Ci sono stati, infatti, ritardi nelle definizioni finali delle tariffe fra compagnie e consorzi di difesa e vi sono ancora diverse importanti aree del Paese dove non vi è un quadro completo e definito delle tariffe e condizioni assicurative da applicare ai contratti”. “ La proroga concessa – conclude Agrinsieme – consentirà di certo alle imprese di procedere con maggiore serenità alla scelta dei prodotti assicurativi per la copertura delle produzioni e allo stesso tempo permetterà una definizione completa dei contratti assicurativi su tutto il Paese”.
ASSICURAZIONI, PROROGATO AL 30 APRILE TERMINE PER STIPULA POLIZZE AGEVOLATE SU COLTURE AUTUNNO-PRIMAVERILI
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il termine del 31 marzo 2014 fissato dal piano assicurativo 2014 per la stipula delle polizze assicurative agevolate sulle colture autunno-primaverili è stato prorogato al 30 aprile. Il Ministro, Maurizio Martina, ha dichiarato che “la proroga consentirà uno svolgimento sereno della campagna assicurativa agricola, in considerazione delle difficoltà segnalate dagli agricoltori nella fase di avvio della campagna”. In questo modo sarà consentito un adeguato rodaggio delle nuove regole che si dovranno adottare, in vista dell’imminente passaggio degli interventi di sostegno economico al settore nel nuovo programma di gestione dei rischi finanziato dai fondi Pac/Feasr per il periodo 2015/2020.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il termine del 31 marzo 2014 fissato dal piano assicurativo 2014 per la stipula delle polizze assicurative agevolate sulle colture autunno-primaverili è stato prorogato al 30 aprile. Il Ministro, Maurizio Martina, ha dichiarato che “la proroga consentirà uno svolgimento sereno della campagna assicurativa agricola, in considerazione delle difficoltà segnalate dagli agricoltori nella fase di avvio della campagna”. In questo modo sarà consentito un adeguato rodaggio delle nuove regole che si dovranno adottare, in vista dell’imminente passaggio degli interventi di sostegno economico al settore nel nuovo programma di gestione dei rischi finanziato dai fondi Pac/Feasr per il periodo 2015/2020.
venerdì 7 febbraio 2014
TAVOLO REGIONALE IN CASTELLO ESTENSE CON ASSESSORE RABBONI E SENATRICE BERTUZZI SUL TEMA CONCESSIONI IN ACQUACOLTURA
Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara
L’assessore all’Agricoltura e pesca dell’Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, ha convocato in Castello Estense un tavolo regionale sul tema acquacoltura, al quale hanno preso parte la senatrice Maria Teresa Bertuzzi e, per la Provincia, la presidente Marcella Zappaterra e l’assessore Davide Nardini, oltre agli amministratori dei Comuni della costa e alle associazioni in rappresentanza del settore. La ragione dell’incontro è stata la proroga delle concessioni per la produzione di cozze e vongole ottenuta fino al 2020 e inserita nella Legge di stabilità del governo. “Il risultato positivo – ha detto Rabboni – è merito soprattutto delle pressioni esercitate da istituzioni e rappresentanze locali”. Sul tappeto c’è il problema del sistema del rilascio e della gestione delle concessioni da qui al 2020, per evitare di incorrere nelle eventuali infrazioni comunitarie. Due i temi al centro della riflessione, come rilevato dalla senatrice Bertuzzi: la gestione dei piani di utilizzo delle aree, secondo criteri di competitività e redditività, e i limiti strutturali delle imprese. La situazione delle attuali 39 concessioni rilasciate in particolare per la Sacca di Goro, come è stato rilevato, non consentirebbe ulteriori sviluppi del quadro concessorio e la prospettiva indicata è quella di piani verso aggregazioni tra aziende, forme di consorzio e organizzazioni dei produttori, anche in prospettiva di una maggiore sostenibilità ambientale del comparto. “Il gioco di squadra per la proroga delle concessioni – ha detto in chiusura l’assessore regionale – ha funzionato e ora si deve continuare per giungere all’approdo di una legge quadro per regolamentare il sistema per il dopo 2020”. A questo proposito la Regione si impegna in una ricognizione sulle normative in materia vigenti nello spazio europeo. Infine, lo stesso Rabboni si è speso per un utilizzo nel frattempo dei fondi comunitari della pesca prioritariamente alle realtà produttive più organizzate, in considerazione della dimensione europea dei mercati, e per la costituzione, a breve, di una Consulta regionale dell’economia ittica quale strumento di concertazione dei vari temi del settore. “L’incontro di Ferrara – commenta la presidente della Provincia Marcella Zappaterra – è il riconoscimento dello sforzo compiuto innanzitutto dalle realtà di Goro e Comacchio nella partita del rinnovo delle concessioni. È positivo l’impegno della Regione – continua – nel mettere a punto gli strumenti più adeguati per una maggiore organizzazione del settore acquacoltura, affinché la politica del rilascio delle concessioni vada nella prospettiva della contingentazione e della salvaguardia dei prezzi dei prodotti sui mercati”.
L’assessore all’Agricoltura e pesca dell’Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, ha convocato in Castello Estense un tavolo regionale sul tema acquacoltura, al quale hanno preso parte la senatrice Maria Teresa Bertuzzi e, per la Provincia, la presidente Marcella Zappaterra e l’assessore Davide Nardini, oltre agli amministratori dei Comuni della costa e alle associazioni in rappresentanza del settore. La ragione dell’incontro è stata la proroga delle concessioni per la produzione di cozze e vongole ottenuta fino al 2020 e inserita nella Legge di stabilità del governo. “Il risultato positivo – ha detto Rabboni – è merito soprattutto delle pressioni esercitate da istituzioni e rappresentanze locali”. Sul tappeto c’è il problema del sistema del rilascio e della gestione delle concessioni da qui al 2020, per evitare di incorrere nelle eventuali infrazioni comunitarie. Due i temi al centro della riflessione, come rilevato dalla senatrice Bertuzzi: la gestione dei piani di utilizzo delle aree, secondo criteri di competitività e redditività, e i limiti strutturali delle imprese. La situazione delle attuali 39 concessioni rilasciate in particolare per la Sacca di Goro, come è stato rilevato, non consentirebbe ulteriori sviluppi del quadro concessorio e la prospettiva indicata è quella di piani verso aggregazioni tra aziende, forme di consorzio e organizzazioni dei produttori, anche in prospettiva di una maggiore sostenibilità ambientale del comparto. “Il gioco di squadra per la proroga delle concessioni – ha detto in chiusura l’assessore regionale – ha funzionato e ora si deve continuare per giungere all’approdo di una legge quadro per regolamentare il sistema per il dopo 2020”. A questo proposito la Regione si impegna in una ricognizione sulle normative in materia vigenti nello spazio europeo. Infine, lo stesso Rabboni si è speso per un utilizzo nel frattempo dei fondi comunitari della pesca prioritariamente alle realtà produttive più organizzate, in considerazione della dimensione europea dei mercati, e per la costituzione, a breve, di una Consulta regionale dell’economia ittica quale strumento di concertazione dei vari temi del settore. “L’incontro di Ferrara – commenta la presidente della Provincia Marcella Zappaterra – è il riconoscimento dello sforzo compiuto innanzitutto dalle realtà di Goro e Comacchio nella partita del rinnovo delle concessioni. È positivo l’impegno della Regione – continua – nel mettere a punto gli strumenti più adeguati per una maggiore organizzazione del settore acquacoltura, affinché la politica del rilascio delle concessioni vada nella prospettiva della contingentazione e della salvaguardia dei prezzi dei prodotti sui mercati”.
mercoledì 8 gennaio 2014
ACQUACOLTURA. RABBONI: SODDISFAZIONE PER LA PROROGA DELLE CONCESSIONI. ORA COMINCIAMO A RAGIONARE SULLE PROSPETTIVE DEL SETTORE. ENTRO IL MESE DI GENNAIO UN INCONTRO PROMOSSO DALLA REGIONE.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
“L’accoglimento della proroga al 2020 delle concessioni demaniali per l’acquacoltura e la mitilicoltura è un risultato molto importante, frutto dell’impegno anche di questa Regione, che salutiamo con soddisfazione. Alla luce di questo punto fermo ora, Istituzioni e operatori, possiamo ragionare insieme con serenità sulle prospettive di un settore rilevante per l’economia emiliano-romagnola”. Così l’assessore regionale all’agricoltura e pesca Tiberio Rabboni ha commentato il via libera nell’ambito della legge di Stabilità all’allineamento della scadenza delle concessioni per l’acquacoltura a quelle turistico-balneari. Proprio per avviare il confronto sul futuro di un comparto che tra le province di Ravenna e Ferrara dà lavoro a oltre 2mila imprese, Rabboni ha annunciato un incontro già entro la fine di gennaio, aperto agli operatori del settore, ai sindacati e al quale è prevista la partecipazione della senatrice Maria Teresa Bertuzzi tra le promotrici della richiesta di proroga. “Sarà l’occasione - ha detto l'assessore - per esaminare la fase applicativa della proroga, ma anche per avviare la discussione sulle linee guida nazionali che dovranno essere messe a punto per armonizzare in tutto il Paese le procedure di assegnazione delle aree”.
“L’accoglimento della proroga al 2020 delle concessioni demaniali per l’acquacoltura e la mitilicoltura è un risultato molto importante, frutto dell’impegno anche di questa Regione, che salutiamo con soddisfazione. Alla luce di questo punto fermo ora, Istituzioni e operatori, possiamo ragionare insieme con serenità sulle prospettive di un settore rilevante per l’economia emiliano-romagnola”. Così l’assessore regionale all’agricoltura e pesca Tiberio Rabboni ha commentato il via libera nell’ambito della legge di Stabilità all’allineamento della scadenza delle concessioni per l’acquacoltura a quelle turistico-balneari. Proprio per avviare il confronto sul futuro di un comparto che tra le province di Ravenna e Ferrara dà lavoro a oltre 2mila imprese, Rabboni ha annunciato un incontro già entro la fine di gennaio, aperto agli operatori del settore, ai sindacati e al quale è prevista la partecipazione della senatrice Maria Teresa Bertuzzi tra le promotrici della richiesta di proroga. “Sarà l’occasione - ha detto l'assessore - per esaminare la fase applicativa della proroga, ma anche per avviare la discussione sulle linee guida nazionali che dovranno essere messe a punto per armonizzare in tutto il Paese le procedure di assegnazione delle aree”.
martedì 29 ottobre 2013
PESCA, RABBONI CHIEDE LA PROROGA AL 2020 DELLE CONCESSIONI PER L'ACQUACOLTURA E LA MITILICOLTURA: "L'ALTERNATIVA È IL COLLASSO DI UN INTERO COMPARTO". DAL MINISTRO DE GIROLAMO L'IMPEGNO A EMANARE UN TESTO ENTRO LA FINE DELL'ANNO.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Prorogare al 2020 le concessioni demaniali marittime per l’acquacoltura e la mitilicoltura, analogamente a quanto si è già fatto per quelle turistico-balneari. E’ la richiesta avanzata dall’assessore regionale all’agricoltura e pesca Tiberio Rabboni al ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo e al sottosegretario Giuseppe Castiglione, nell’incontro svoltosi la scorsa settimana a Roma con le Regioni. “Il Ministro e il Sottosegretario – commenta Rabboni – hanno detto di condividere le ragioni della mia richiesta e mi hanno assicurato che presenteranno un testo specifico da inserire nel provvedimento omnibus di fine anno”. La necessità di una proroga delle concessioni per i pescatori che svolgono attività di acquacoltura e mitilicoltura era già stato posta da Rabboni al precedente e attuale Ministro delle politiche agricole e tramite la senatrice Maria Teresa Bertuzzi al sottosegretario Castiglione, dopo che l’Unione europea aveva deciso di sottoporre il rilascio di nuove concessioni ad aste con offerte comparative. “Se da un lato è evidente l’imprescindibilità di assoggettare le concessioni pubbliche ai principi generali di concorrenza – spiega Rabboni – è altrettanto chiaro che va assicurato agli imprenditori un periodo transitorio, come quello riconosciuto ai titolari di concessioni turistico-balneari, per ammortizzare gli investimenti fatti e organizzarsi per affrontare il nuovo regime concessorio. L’alternativa è il collasso di un intero settore. Tale periodo è indispensabile anche per mettere a punto le linee guida nazionali che dovranno armonizzare nel Paese le nuove procedure di assegnazione delle aeree, salvaguardare l’occupazione e il legame con il territorio di tali attività”. Nella sola Emilia-Romagna il problema riguarda più di 2 mila imprese, concentrate in particolare in provincia di Ferrara nei comuni di Goro e Comacchio.
Prorogare al 2020 le concessioni demaniali marittime per l’acquacoltura e la mitilicoltura, analogamente a quanto si è già fatto per quelle turistico-balneari. E’ la richiesta avanzata dall’assessore regionale all’agricoltura e pesca Tiberio Rabboni al ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo e al sottosegretario Giuseppe Castiglione, nell’incontro svoltosi la scorsa settimana a Roma con le Regioni. “Il Ministro e il Sottosegretario – commenta Rabboni – hanno detto di condividere le ragioni della mia richiesta e mi hanno assicurato che presenteranno un testo specifico da inserire nel provvedimento omnibus di fine anno”. La necessità di una proroga delle concessioni per i pescatori che svolgono attività di acquacoltura e mitilicoltura era già stato posta da Rabboni al precedente e attuale Ministro delle politiche agricole e tramite la senatrice Maria Teresa Bertuzzi al sottosegretario Castiglione, dopo che l’Unione europea aveva deciso di sottoporre il rilascio di nuove concessioni ad aste con offerte comparative. “Se da un lato è evidente l’imprescindibilità di assoggettare le concessioni pubbliche ai principi generali di concorrenza – spiega Rabboni – è altrettanto chiaro che va assicurato agli imprenditori un periodo transitorio, come quello riconosciuto ai titolari di concessioni turistico-balneari, per ammortizzare gli investimenti fatti e organizzarsi per affrontare il nuovo regime concessorio. L’alternativa è il collasso di un intero settore. Tale periodo è indispensabile anche per mettere a punto le linee guida nazionali che dovranno armonizzare nel Paese le nuove procedure di assegnazione delle aeree, salvaguardare l’occupazione e il legame con il territorio di tali attività”. Nella sola Emilia-Romagna il problema riguarda più di 2 mila imprese, concentrate in particolare in provincia di Ferrara nei comuni di Goro e Comacchio.
lunedì 13 maggio 2013
RIFORMA DELLA PAC, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “NON È UN TABÙ PARLARE DI PROROGA DEL REGIME DELLE QUOTE LATTE”
Fonte: Confagricoltura
“Nella riforma della politica agricola comune si sta ipotizzando di prorogare le quote zucchero ed i diritti di impianto vitivinicoli. In questa situazione è proprio un tabù parlare anche di una proroga del regime delle quote latte? Forse occorrerebbe un po’ di coerenza. Anche perché la proposta del Parlamento Europeo che interverrebbe per ‘temperare’ la liberalizzazione dal 2015, a nostro avviso, rischia di non essere efficace a fronteggiare gli squilibri del mercato interno ed è anche incoerente con la logica del ‘pacchetto latte’. E allora perché superare un regime che, bene o male, ha consentito negli ultimi trent’anni della sua applicazione una razionalizzazione degli allevamenti da latte italiani? Lo chiede il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, intervenendo ad una Tavola rotonda, nell’ambito dell’incontro promosso dalla sede di Piacenza su ‘Il dopo quote latte: proposte per il futuro del settore’. “Le quote - ha commentato Guidi - non hanno certo impedito che i nostri allevamenti si rafforzassero aumentando di dimensione economica: oggi di fatto produciamo lo stesso latte di trent’anni fa con l’80 per cento di allevamenti e 40 per cento di vacche in meno (v. tabella). E sono uno strumento che al tempo stesso ha consentito il mantenimento del potenziale produttivo nazionale”. “Abbiamo sollecitato – ha aggiunto - un ripensamento da parte della Commissione sulla scelta di abolire il regime delle quote latte che è pur sempre un sistema che favorisce l’equilibrio tra le aree produttive degli Stati membri della Comunità. Nutriamo forti preoccupazioni per il futuro delle produzioni italiane, se prevalesse la logica della piena liberalizzazione della produzione europea. Peraltro, per i nostri produttori non sarebbe prevista alcuna forma di compensazione come invece è stato per altri settori”. Ad avviso del presidente di Confagricoltura, “la strada che appare più percorribile è comunque quella dell’aggregazione dei produttori, in modo da poter competere con le altre grosse realtà europee. Non dimentichiamoci che negli altri Paesi c’è molta più adesione alle forme aggregate di produzione che peraltro sono in numero molto inferiore e di dimensioni molto maggiori rispetto all’ampia frammentazione sul nostro territorio”.
“Nella riforma della politica agricola comune si sta ipotizzando di prorogare le quote zucchero ed i diritti di impianto vitivinicoli. In questa situazione è proprio un tabù parlare anche di una proroga del regime delle quote latte? Forse occorrerebbe un po’ di coerenza. Anche perché la proposta del Parlamento Europeo che interverrebbe per ‘temperare’ la liberalizzazione dal 2015, a nostro avviso, rischia di non essere efficace a fronteggiare gli squilibri del mercato interno ed è anche incoerente con la logica del ‘pacchetto latte’. E allora perché superare un regime che, bene o male, ha consentito negli ultimi trent’anni della sua applicazione una razionalizzazione degli allevamenti da latte italiani? Lo chiede il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, intervenendo ad una Tavola rotonda, nell’ambito dell’incontro promosso dalla sede di Piacenza su ‘Il dopo quote latte: proposte per il futuro del settore’. “Le quote - ha commentato Guidi - non hanno certo impedito che i nostri allevamenti si rafforzassero aumentando di dimensione economica: oggi di fatto produciamo lo stesso latte di trent’anni fa con l’80 per cento di allevamenti e 40 per cento di vacche in meno (v. tabella). E sono uno strumento che al tempo stesso ha consentito il mantenimento del potenziale produttivo nazionale”. “Abbiamo sollecitato – ha aggiunto - un ripensamento da parte della Commissione sulla scelta di abolire il regime delle quote latte che è pur sempre un sistema che favorisce l’equilibrio tra le aree produttive degli Stati membri della Comunità. Nutriamo forti preoccupazioni per il futuro delle produzioni italiane, se prevalesse la logica della piena liberalizzazione della produzione europea. Peraltro, per i nostri produttori non sarebbe prevista alcuna forma di compensazione come invece è stato per altri settori”. Ad avviso del presidente di Confagricoltura, “la strada che appare più percorribile è comunque quella dell’aggregazione dei produttori, in modo da poter competere con le altre grosse realtà europee. Non dimentichiamoci che negli altri Paesi c’è molta più adesione alle forme aggregate di produzione che peraltro sono in numero molto inferiore e di dimensioni molto maggiori rispetto all’ampia frammentazione sul nostro territorio”.
Etichette:
confagricoltura,
Mario Guidi,
PAC 2014-2020,
presidente nazionale,
proroga,
quote latte
martedì 29 maggio 2012
COLDIRETTI: CONTINUA IL DRAMMA DELLA TERRA CHE TREMA, LE NUOVE TERRIBILI SCOSSE PORTANO DOLORE E ALTRI DANNI
Fonte: Coldiretti Ferrara
Nelle zone già colpite nei giorni scorsi nuovi danni per abitazioni e fabbricati. Coldiretti continua la rilevazione dei danni, ma si dovranno verificare di nuovo le aziende già viste che con le nuove scosse hanno subito altri problemi. Cordoglio per i morti e vicinanza a chi ha perso casa e lavoro. Bene le rassicurazioni per roulotte, tende e prefabbricati ad agricoltori in campagna ma da Cdm, oltre all’Imu, serve proroga di Iva, Irap, Inps Irpef o Ires in scadenza
Salgono ad almeno mezzo miliardo i danni stimati nell’agroalimentare dalla Coldiretti per il terremoto in Emilia Romagna tra nuovi crolli e lesioni degli edifici rurali (case, stalle, fienili), di capannoni e stabilimenti di trasformazione, danni ai macchinari e un totale di circa un milione di forme di Parmigiano Reggiano e Grana Padano rovinate a terra dopo le ultime scosse che hanno provocato ulteriori crolli delle “scalere”, le grandi scaffalature di stagionatura. E’ quanto emerge da un primo monitoraggio della Coldiretti che esprime il cordoglio per le vittime e ha attivato una azione di verifica e di assistenza nelle aree rurali dove si moltiplicano le segnalazioni nonostante le difficoltà di comunicazione. Coldiretti Ferrara da una settimana sta visitando azienda per azienda i propri soci per constatare l’entità dei danni ed i problemi derivati dal sisma del 20 maggio, ma da oggi si sta mettendo in conto di dover riverificare tutto quanto vista la potenza delle nuove scosse. Tutto il personale della zona di Bondeno e Ferrara, supportato dai tecnici delle altre zone della provincia di Ferrara, è impegnato giorno per giorno per sostenere i soci delle aree più colpite e provvedere insieme a loro a fare le segnalazioni ed attivare le procedure d’urgenza, in attesa di conoscere cosa poter fare per dare concretezza alle enunciazioni di aiuto e di sostegno che sono giunte da tutti i livelli istituzionali. Sono importanti, dopo le nuove scosse di oggi - sottolinea la Coldiretti - le rassicurazioni giunte dal capo della protezione civile Franco Gabrielli che ha indicato tra le priorità dell'emergenza terremoto in Emilia gli agricoltori ai quali saranno destinate roulotte, tende e prefabbricati perché non si possono allontanare dalle loro fattorie e abbandonare la terra e gli allevamenti, dove è necessario garantire la custodia e l’alimentazione degli animali. Insieme alla necessaria azione di assistenza però il Consiglio dei Ministri convocato dal presidente Mario Monti deve fare presto nel varare provvedimenti di sostegno alle imprese poiché – continua la Coldiretti - ci sono almeno 150 milioni di euro stimati di tasse in scadenza entro il mese giugno per le aziende agricole delle aree colpite dal sisma. Oltre alla prima rata dell’Imu occorre intervenire sull’Iva, l’acconto 2012 e il saldo dell’Irpef o dell’Ires, l’Irap e i contributi Inps in scadenza entro giugno, senza dimenticare - sottolinea la Coldiretti - le rate di mutui e prestiti che ci aspettiamo vengano prorogate. Continua intanto l’iniziativa della vendita straordinaria di Parmigiano Reggiano caduto a terra nei magazzini colpiti dal sisma e per far fronte alle migliaia di richieste di chi vuole sostenere la ripresa acquistando Parmigiano Reggiano “terremotato” ed altri prodotti agroalimentari è stata istituita la e-mail terremoto@coldiretti.it, alla quale indirizzare richieste, specificando nome, indirizzo, telefono, prodotto e quantitativo cui si è interessati, alle quali sarà data risposta sulla base delle disponibilità e della situazione di emergenza. E’ infatti difficile per i caseifici interessati poter recuperare le forme cadute a terra, con i magazzini già lesionati e che oggi avranno avuto ulteriori problemi, ritardando ulteriormente la disponibilità di prodotto da poter consegnare nei punti Campagna Amica per la vendita. L’attivazione della mail, dimostrazione della volontà di ricominciare delle imprese colpite da sisma, è stata sollecitata dalle richieste dei cittadini con una media di cento richieste all’ora tra telefonate ed e-mail.
Nelle zone già colpite nei giorni scorsi nuovi danni per abitazioni e fabbricati. Coldiretti continua la rilevazione dei danni, ma si dovranno verificare di nuovo le aziende già viste che con le nuove scosse hanno subito altri problemi. Cordoglio per i morti e vicinanza a chi ha perso casa e lavoro. Bene le rassicurazioni per roulotte, tende e prefabbricati ad agricoltori in campagna ma da Cdm, oltre all’Imu, serve proroga di Iva, Irap, Inps Irpef o Ires in scadenza
Salgono ad almeno mezzo miliardo i danni stimati nell’agroalimentare dalla Coldiretti per il terremoto in Emilia Romagna tra nuovi crolli e lesioni degli edifici rurali (case, stalle, fienili), di capannoni e stabilimenti di trasformazione, danni ai macchinari e un totale di circa un milione di forme di Parmigiano Reggiano e Grana Padano rovinate a terra dopo le ultime scosse che hanno provocato ulteriori crolli delle “scalere”, le grandi scaffalature di stagionatura. E’ quanto emerge da un primo monitoraggio della Coldiretti che esprime il cordoglio per le vittime e ha attivato una azione di verifica e di assistenza nelle aree rurali dove si moltiplicano le segnalazioni nonostante le difficoltà di comunicazione. Coldiretti Ferrara da una settimana sta visitando azienda per azienda i propri soci per constatare l’entità dei danni ed i problemi derivati dal sisma del 20 maggio, ma da oggi si sta mettendo in conto di dover riverificare tutto quanto vista la potenza delle nuove scosse. Tutto il personale della zona di Bondeno e Ferrara, supportato dai tecnici delle altre zone della provincia di Ferrara, è impegnato giorno per giorno per sostenere i soci delle aree più colpite e provvedere insieme a loro a fare le segnalazioni ed attivare le procedure d’urgenza, in attesa di conoscere cosa poter fare per dare concretezza alle enunciazioni di aiuto e di sostegno che sono giunte da tutti i livelli istituzionali. Sono importanti, dopo le nuove scosse di oggi - sottolinea la Coldiretti - le rassicurazioni giunte dal capo della protezione civile Franco Gabrielli che ha indicato tra le priorità dell'emergenza terremoto in Emilia gli agricoltori ai quali saranno destinate roulotte, tende e prefabbricati perché non si possono allontanare dalle loro fattorie e abbandonare la terra e gli allevamenti, dove è necessario garantire la custodia e l’alimentazione degli animali. Insieme alla necessaria azione di assistenza però il Consiglio dei Ministri convocato dal presidente Mario Monti deve fare presto nel varare provvedimenti di sostegno alle imprese poiché – continua la Coldiretti - ci sono almeno 150 milioni di euro stimati di tasse in scadenza entro il mese giugno per le aziende agricole delle aree colpite dal sisma. Oltre alla prima rata dell’Imu occorre intervenire sull’Iva, l’acconto 2012 e il saldo dell’Irpef o dell’Ires, l’Irap e i contributi Inps in scadenza entro giugno, senza dimenticare - sottolinea la Coldiretti - le rate di mutui e prestiti che ci aspettiamo vengano prorogate. Continua intanto l’iniziativa della vendita straordinaria di Parmigiano Reggiano caduto a terra nei magazzini colpiti dal sisma e per far fronte alle migliaia di richieste di chi vuole sostenere la ripresa acquistando Parmigiano Reggiano “terremotato” ed altri prodotti agroalimentari è stata istituita la e-mail terremoto@coldiretti.it, alla quale indirizzare richieste, specificando nome, indirizzo, telefono, prodotto e quantitativo cui si è interessati, alle quali sarà data risposta sulla base delle disponibilità e della situazione di emergenza. E’ infatti difficile per i caseifici interessati poter recuperare le forme cadute a terra, con i magazzini già lesionati e che oggi avranno avuto ulteriori problemi, ritardando ulteriormente la disponibilità di prodotto da poter consegnare nei punti Campagna Amica per la vendita. L’attivazione della mail, dimostrazione della volontà di ricominciare delle imprese colpite da sisma, è stata sollecitata dalle richieste dei cittadini con una media di cento richieste all’ora tra telefonate ed e-mail.
Etichette:
coldiretti ferrara,
danni da terremoto,
Imu,
Inps,
Irap,
Ires,
Irpef,
Iva,
proroga
venerdì 23 dicembre 2011
MILLEPROROGHE, CONFAGRICOLTURA: “OTTENUTA LA PROROGA PER L’ACCATASTAMENTO DI 4 MILIONI DI FABBRICATI RURALI”
Fonte: Confagricoltura
Il Milleproroghe ha prorogato al 31 marzo 2012 l’accatastamento dei fabbricati rurali. Confagricoltura valuta positivamente la disposizione contenuta nel decreto legge varato oggi da Palazzo Chigi. “E’ il primo, importante, gesto di attenzione del governo nei confronti dell’agricoltura”, è il commento di Palazzo della Valle.
Le stime dell’Ufficio Studi di Confagricoltura rilevano quasi 4 milioni di fabbricati rurali, di cui 1.100.000 abitazioni occupate, 350 mila case non occupate, 1.100.000 stalle e ricoveri per animali, 1.380.000 fabbricati adibiti a vari usi (tra cui 950 mila a depositi di macchine ed attrezzi).
“Va comunque rivisto l’impianto della manovra – ribadisce con forza l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – dal momento che c’è una duplicazione d’imposta sui fabbricati rurali, il cui reddito era già ricompreso in quello dei terreni; la gran parte di tali immobili per gli agricoltori sono mezzi di produzione. Le dimensioni economiche del prelievo, peraltro, sono importantissime, visto che si stima 1 miliardo e 200 mila euro di ulteriori tasse”.
Il Milleproroghe ha prorogato al 31 marzo 2012 l’accatastamento dei fabbricati rurali. Confagricoltura valuta positivamente la disposizione contenuta nel decreto legge varato oggi da Palazzo Chigi. “E’ il primo, importante, gesto di attenzione del governo nei confronti dell’agricoltura”, è il commento di Palazzo della Valle.
Le stime dell’Ufficio Studi di Confagricoltura rilevano quasi 4 milioni di fabbricati rurali, di cui 1.100.000 abitazioni occupate, 350 mila case non occupate, 1.100.000 stalle e ricoveri per animali, 1.380.000 fabbricati adibiti a vari usi (tra cui 950 mila a depositi di macchine ed attrezzi).
“Va comunque rivisto l’impianto della manovra – ribadisce con forza l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – dal momento che c’è una duplicazione d’imposta sui fabbricati rurali, il cui reddito era già ricompreso in quello dei terreni; la gran parte di tali immobili per gli agricoltori sono mezzi di produzione. Le dimensioni economiche del prelievo, peraltro, sono importantissime, visto che si stima 1 miliardo e 200 mila euro di ulteriori tasse”.
Etichette:
accatastamento,
confagricoltura,
fabbricati rurali,
milleproroghe,
proroga
mercoledì 21 dicembre 2011
MANOVRA, CONFAGRICOLTURA CHIEDE LA PROROGA PER L’ACCATASTAMENTO DEI FABBRICATI RURALI: “TERMINI TROPPO ESIGUI PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE”
Fonte: Confagricoltura
Confagricoltura, torna a richiedere la proroga per l’accatastamento dei fabbricati rurali che, in base alla manovra, è stato fissato a fine anno, termine troppo esiguo per la presentazione delle domande di variazione delle categorie catastali dei fabbricati.
“Serve - ad avviso di Confagricoltura - una congrua proroga, dal momento che la gran parte degli agricoltori non è in grado di assolvere, data la ristrettezza dei termini, all’obbligo di legge. Ci auguriamo che il tavolo tecnico sugli estimi catastali previsto dal sottosegretario alle Finanze Ceriani possa portare ad utili indicazioni di cui il governo tenga conto”.
“Va comunque rivisto l’impianto della manovra - ribadisce con forza l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - dal momento che c’è una duplicazione d’imposta sui fabbricati rurali, il cui reddito era già ricompreso in quello dei terreni e che per gli agricoltori costituiscono mezzi di produzione. Le dimensioni economiche del prelievo peraltro sono importantissime, visto che si stimano vicine al miliardo di euro di ulteriori tasse”.
Confagricoltura, torna a richiedere la proroga per l’accatastamento dei fabbricati rurali che, in base alla manovra, è stato fissato a fine anno, termine troppo esiguo per la presentazione delle domande di variazione delle categorie catastali dei fabbricati.
“Serve - ad avviso di Confagricoltura - una congrua proroga, dal momento che la gran parte degli agricoltori non è in grado di assolvere, data la ristrettezza dei termini, all’obbligo di legge. Ci auguriamo che il tavolo tecnico sugli estimi catastali previsto dal sottosegretario alle Finanze Ceriani possa portare ad utili indicazioni di cui il governo tenga conto”.
“Va comunque rivisto l’impianto della manovra - ribadisce con forza l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - dal momento che c’è una duplicazione d’imposta sui fabbricati rurali, il cui reddito era già ricompreso in quello dei terreni e che per gli agricoltori costituiscono mezzi di produzione. Le dimensioni economiche del prelievo peraltro sono importantissime, visto che si stimano vicine al miliardo di euro di ulteriori tasse”.
Etichette:
accatastamento,
confagricoltura,
fabbricati rurali,
proroga
Iscriviti a:
Post (Atom)