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martedì 9 settembre 2014

EMBARGO RUSSO, MIPAAF: AGEA E ALTRI ORGANISMI PAGATORI PRONTI A RICEVERE DOMANDE DI AIUTO PER L’AMMASSO PRIVATO

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che, secondo quanto previsto dalla circolare del Mipaaf del 5 settembre scorso, Agea ha provveduto ad attivare le procedure necessarie per l’inoltro delle domande di aiuti per l’ammasso privato di 155mila tonnellate di formaggi per far fronte alle conseguenze derivanti dai divieti di importazione dei prodotti europei imposti dalla Federazione Russa. È stata pubblicata sul sito Agea (www.agea.gov.it) la circolare con la quale vengono indicati gli Organismi Pagatori competenti per territorio ai quali potranno essere inoltrate le domande. Sempre sul sito di Agea è stata pubblicata la circolare dell’Organismo Pagatore Agea, con la quale vengono stabilite le modalità di presentazione, altrettanto stanno facendo gli altri Organismi Pagatori affinché tutti gli interessati possano presentare quanto prima la domanda di aiuto.

venerdì 5 settembre 2014

EMBARGO RUSSO, MIPAAF: UE STABILISCE AIUTI PER AMMASSO PRIVATO DI 155.000 TONNELLATE DI FORMAGGI COMUNITARI

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato pubblicato oggi il regolamento Ue che prevede la concessione di aiuti per l'ammasso privato di 155.000 tonnellate di formaggi. La misura si inserisce tra le azioni per far fronte alle conseguenze derivanti dai divieti di importazione dei prodotti europei imposti dalla Federazione Russa. L'importo dell'aiuto è fissato a 15,57 euro per tonnellata, per le spese fisse di stoccaggio, e a 0,40 euro per tonnellata al giorno, per le spese di magazzinaggio e di immobilizzazione del capitale. I formaggi oggetto di ammasso dovranno avere un'età minima compatibile con l'immissione al consumo del prodotto che, per i formaggi a pasta dura, non potrà essere inferiore ai 60 giorni. Con circolare Mipaaf del 5 settembre, disponibile sul sito del Ministero, sono state definite le necessarie disposizioni applicative ed è stata individuata Agea quale soggetto attuatore. "Ho apprezzato - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina, a margine della riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri dell'agricoltura e della pesca dell'Ue in corso oggi a Bruxelles - lo sforzo della Commissione europea che ha accolto la nostra richiesta di innalzamento del contributo previsto per le spese di stoccaggio, in modo che fosse più vicino ai costi sostenuti dai nostri produttori di formaggi di qualità. È evidente che questo primo intervento non riuscirà a risolvere i problemi del mercato del latte e dei formaggi, sottoposto da tempo a notevoli pressioni, aggravate poi dalla vicenda russa. Per questo, già nel Consiglio di oggi, chiederemo alla Commissione di monitorare con molta attenzione l'evolversi della situazione e di attuare ulteriori e incisive misure d'intervento a favore del settore".

giovedì 21 agosto 2014

CRISI FRUTTA ESTIVA, RABBONI: PROCEDERE CON URGENZA AI RITIRI, MA SERVONO MODIFICHE AL PROVVEDIMENTO EUROPEO, CHE ALTRIMENTI RISCHIA DI ESSERE INEFFICACE. CONVOCATA PER IL 29 AGOSTO UNA RIUNIONE IN REGIONE CON I PRODUTTORI EMILIANO-ROMAGNOLI

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“In questo momento l'unico provvedimento utile a dare ristoro ai produttori e contribuire al rialzo dei prezzi all'origine é il ritiro indennizzato, con valenza retroattiva, di una quantità adeguata di frutta, in eccesso rispetto alla domanda di mercato. Per questo é urgente dare immediatamente corso al provvedimento europeo che ha destinato allo scopo 125 milioni di euro, accogliendo però le principali proposte di modifica formulate al ministro Maurizio Martina dalle rappresentanze nazionali dei produttori e dalle professionali agricole. Senza queste modifiche il provvedimento messo a punto dalla Commissione rischia di avere un’ efficacia molto bassa ed un impatto non significativo”. Lo ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni dopo l’incontro svoltosi ieri a Roma presso il ministero delle Politiche agricole sulla crisi dell’ortofrutta. In particolare, sottolinea Rabboni “bisogna che la retroattività dei ritiri inizi da metà dello scorso luglio, che la frutta ritirata sia destinata oltre che alle persone indigenti attraverso le associazioni no profit, anche ad altri impieghi di carattere non alimentare, che i prezzi di ritiro siano adeguati ai costi reali di produzione e trasporto”. Secondo Rabboni è anche necessario che le risorse per la promozione dei consumi confluiscano in un’unica campagna nazionale e che i 32,7 milioni già previsti vengano integrati sulla base delle effettive richieste di ritiro. "Il Ministro porterà queste proposte a Bruxelles – sottolinea l’Assessore emiliano-romagnolo - noi lo sosterremo assieme al mondo agricolo regionale. Per il 29 agosto abbiamo fissato un incontro con tutte le parti interessate per avviare gli interventi previsti per la gestione dei ritiri. Mi auguro che a quel momento ci siano tutti gli elementi per procedere operativamente.”

COLDIRETTI: AIUTI UE PER SANZIONI RUSSIA SONO INSUFFICIENTI

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Per il vice presidente nazionale dell’organizzazione, Mauro Tonello, sono gravi i ritardi per gli interventi su pesche e nettarine. Serve campagna nazionale di sostegno.

I 125 milioni complessivamente stanziati dalla Commissione per tutta l’Unione Europea a seguito del blocco delle importazioni in Russia di alcune categorie di prodotti alimentari non sono sufficienti a fronte dei danni diretti e indiretti che si stanno verificando. E’ quanto ha affermato il presidente di Coldiretti Emilia Romagna (che è anche vice-presidente nazionale dell’organizzazione) Mauro Tonello alla riunione operativa sul settore ortofrutticolo convocata dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina dopo le ritorsioni decise da Vladimir Putin che ha deciso per ultimo la chiusura di quattro MacDonald's nel centro di Mosca con la scusa di violazioni sanitarie. Molto dipenderà dalla tempestività e dalle modalità operative che devono ancora essere definite ma già ora si può dire – sottolinea Coldiretti – che dall’intervento restano esclusi alcuni prodotti ortofrutticoli (compresi solo pomodori, carote, cavolo bianco, peperoni, cavolfiori, cetrioli e cetriolini, funghi, mele, pere, piccoli frutti, uva da tavola e kiwi) ma anche i prodotti diversi dall’ortofrutta e comunque colpiti dal blocco come carni, pesce e latte e derivati tra i quali ci sono prodotti tipici Made in Italy, dal Grana Padano al Parmigiano Reggiano fino al prosciutto di Parma, fortemente danneggiati dall’embargo. Complessivamente si stima che solo per l’Italia – precisa Coldiretti – sono bloccate spedizioni di prodotti agroalimentari dall’Italia per un totale di circa 200 milioni di euro all’anno. Ed in particolare l’export di ortofrutta per un importo di 72 milioni di euro nel 2013, le carni per 61 milioni di euro, latte, formaggi e derivati per 45 milioni di euro e importi più limitati per il pesce. Tardivo, secondo Tonello l’intervento annunciato dal commissario Europeo Dacian Ciolos a sostegno delle pesche e nettarine in crisi per l’anomalo andamento stagionale che ne ha rallentato i consumi e accavallato i periodi di maturazione con l’aggravio del blocco delle importazioni da parte della Russia. A questo punto – sostiene Tonello – per accelerare i tempi per il prodotto in eccesso occorre individuare, oltre alla beneficenza, altre destinazioni come la distillazione e quella energetica. Occorre soprattutto – conclude Tonello – concentrare le risorse disponibili per la promozione a livello nazionale per aumentare l’efficacia di intervento ed evitarne la dispersione.

mercoledì 13 agosto 2014

AGRICOLTURA - TROMBA D'ARIA NEL MODENESE: RICONOSCIUTO L'EVENTO ECCEZIONALE. LE DOMANDE DI AIUTO ENTRO IL 22 SETTEMBRE. RABBONI: "UN PROVVEDIMENTO CHE SI AFFIANCA AGLI 80 MILIONI DI EURO GIÀ STANZIATI A LUGLIO E A UN SOSTEGNO IN SEGUITO ALLE GRANDINATE DEL 30 APRILE SCORSO"

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

E’ stata accolta la proposta della Regione Emilia-Romagna per il riconoscimento di evento eccezionale per la tromba d'aria che il 30 aprile 2014 ha interessato il modenese. Il relativo decreto del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 183 del 8 agosto 2014. Le aziende che hanno subito danni alle strutture agricole e che si trovano all’interno delle aree individuate nei singoli fogli di mappa indicati nella delibera della Regione n. 872 del 17 giugno 2014(parte del territorio del comune di Nonantola), possono presentare domanda per gli aiuti previsti entro il 22 settembre 2014. La domanda deve essere presentata all'amministrazione provinciale di Modena. Inoltre, a seguito delle forti grandinate verificatesi il 30 aprile 2014 per le quali non sussistono le condizioni per attivare interventi compensativi a parziale indennizzo dei danni subiti dalle coltivazioni in quanto assicurabili, è stata adottata su proposta della provincia di Modena una delibera di Giunta regionale (n. 874/2014). Con questa delibera si sono delimitate alcune aree del modenese relative ai comuni di Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Carpi, Cavezzo, Medolla, San Prospero e Soliera per l’attuazione di un trattamento di integrazione salariale dei lavoratori (legge 296/2006), valido anche per uno sgravio fiscale ai fini della produzione del reddito per le imprese agricole (Dpr n. 597/73). “Il provvedimento relativo alla tromba d’aria – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni - permetterà di accedere alle sia pur limitate risorse del Fondo di solidarietà nazionale. Si tratta di un ulteriore intervento a favore di un territorio particolarmente martoriato dalle avversità naturali e che, insieme a un sostegno in seguito alle forti grandinate di aprile, si aggiunge agli 80 milioni di euro già stanziati dalla Regione Emilia-Romagna con l’ordinanza del Commissario Errani di luglio, per il risarcimento dei danni alle attività economiche nei territori colpiti dall’alluvione del 2014, dalla tromba d’aria del 3 maggio 2013 e appunto dagli eccezionali eventi atmosferici dello scorso aprile”. Al momento della presentazione della richiesta di aiuto, l’azienda deve essere iscritta al Registro delle imprese della Camera di Commercio, nonché all´anagrafe delle aziende agricole della Regione Emilia-Romagna e avere il fascicolo aziendale validato, in modo da evitare di ripresentare la documentazione per i dati già presenti in anagrafe. Per la presentazione della domanda è stato predisposto un apposito programma informatico. La domanda potrà essere presentata direttamente dall’azienda agricola o dai centri di assistenza autorizzati, in forma digitale o cartacea, utilizzando la modulistica predisposta dalla Regione Emilia-Romagna.

Info:
http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/servizi-online/fai-da-te/sportello-agricoltore http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/servizi-online/servizi-per-gli-addetti

lunedì 23 dicembre 2013

IL GOVERNO SBLOCCA GLI AIUTI DESTINATI ALLA FILIERA DELLO ZUCCHERO

Fonte: Coprob  

Stanziati 5 milioni di euro relativi alle campagne 2009 e 2010.  

COPROB plaude all’impegno del Ministro De Girolamo e chiede il massimo impegno di tutte le istituzioni.

COPROB plaude alla perseveranza del Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo che ha saputo sostenere e difendere la scelta di corrispondere almeno una parte delle risorse attese da anni dagli agricoltori e dalle industrie saccarifere. La legge di stabilità, infatti, stanzia “5 milioni di euro quale parte della competenza del quarto anno del quinquiennio previsto dalla normativa europea” e i lavori parlamentari confermano la necessità di programmare la completa erogazione della quota restante degli aiuti nazionali relativi al 2009 e al 2010. Il presidente di COPROB Claudio Gallerani ha accolto con soddisfazione la notizia e ha rilanciato la “volontà di COPROB di continuare a produrre zucchero 100% italiano così da valorizzare il ruolo della nostra agricoltura”. “È fondamentale che, nonostante gli ostacoli posti dalla UE e le difficoltà del mercato, l’impegno delle migliaia di agricoltori italiani che vogliono mantenere la coltivazione della barbabietola – ha puntualizzato Gallerani – sia sostenuto dal Governo ma anche dalle Regioni già dalle prossime settimane, utilizzando al meglio i finanziamenti comunitari disponibili per gli aiuti accoppiati e riconoscendo alla coltivazione delle barbabietole risorse adeguate alle esigenze del settore bieticolo”. COPROB, consapevole della rilevanza strategica della filiera italiana dello zucchero, è impegnata a garantire la massima efficienza e la sostenibilità economica, ambientale e sociale della propria produzione così da assicurarne il futuro anche dopo il 2017, quando verrà meno il sistema delle quote.

giovedì 14 febbraio 2013

AIUTI AGLI INDIGENTI, MINISTRO CATANIA INCONTRA ENTI CARITATIVI

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha incontrato i principali enti caritativi accreditati presso Agea per l’attuazione in Italia del Programma europeo di aiuti agli indigenti. Lo scopo dell’incontro è stato quello di aggiornare gli enti sulle prospettive future degli aiuti, in un contesto che vede la povertà in deciso aumento in Europa, con una richiesta di assistenza sempre maggiore. Durante la riunione si sono ripercorse le tappe che hanno portato l’Italia, ad ottenere già a dicembre 2011 il prolungamento del vecchio programma fino a tutto il 2013. Per il periodo post 2013, nell’ambito del recentissimo negoziato sul bilancio dell’Unione europea, il Governo italiano ha ottenuto l’istituzione di un Fondo europeo che erogherà aiuti fino al 2020 con una dotazione complessiva di 2,5 miliardi di euro. Per la prima volta quindi l’Unione europea sarà dotata di un Fondo dedicato agli indigenti, vincendo la resistenza di alcuni Paesi che ritengono che il tema della povertà debba essere affrontato dai singoli Stati. Nell’ambito dell’incontro si è esaminato anche il Fondo nazionale di distribuzione delle derrate alimentari agli indigenti, strumento di cui l’Italia si è dotata già nel giugno 2012 con il Decreto Sviluppo, poiché, fino alla scorsa settimana, non era esclusa la possibilità dell’azzeramento dei fondi comunitari a sostegno dei poveri. Due i cardini fondamentali della norma: da un lato la creazione di un fondo per la gestione delle risorse finanziarie pubbliche, nazionali e comunitarie, e delle erogazioni liberali da donatori privati, dall’altro l’incentivo del recupero delle eccedenze alimentari all’interno della filiera alimentare, con il conseguente effetto di diminuire gli sprechi. Nell’incontro il Ministro ha anche potuto illustrare i principali punti del decreto interministeriale adottato di concerto con il Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione, in attuazione della legge Sviluppo, che fissa le modalità di applicazione della norma. In particolare è stata evidenziata l’importante istituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra i Ministeri interessati, le Regioni, le Province, l’Anci, le organizzazioni economiche della filiera agroalimentare e gli enti caritativi accreditati presso Agea. Il tavolo di coordinamento ha l’obiettivo di formulare proposte e pareri relativi alla gestione del Fondo e delle erogazioni liberali di derrate alimentari, di beni e servizi, nonché agli specifici strumenti previsti dal decreto; formulare proposte per lo sviluppo di iniziative di informazione e sensibilizzazione alla donazione, al recupero di eccedenze alimentari e per la promozione e conoscenza degli strumenti, anche di natura fiscale, in tema di erogazioni liberali; formulare proposte per la definizione di provvedimenti relativi a specifici incentivi per i soggetti coinvolti nella donazione, nel recupero e nella distribuzione di derrate alimentari e nella donazione di denaro, beni e servizi.

mercoledì 19 dicembre 2012

TERREMOTO: CONFAGRICOLTURA, DALLA UE UN SOSTEGNO CONCRETO PER LA RIPRESA

Fonte: Confagricoltura

“Un passo concreto della Commissione europea favore dell’agricoltura italiana”. Così Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, commenta l’autorizzazione all’Italia che dà il via ad un regime di aiuti di Stato per 2,66 miliardi di euro a sostegno della ripresa dell’agricoltura italiana dai danni provocati dai terremoti che hanno colpito, lo scorso maggio, Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Gli aiuti, fortemente voluti da Confagricoltura, serviranno a consentire il recupero dell’attività produttiva. Un migliaio di imprese agricole attive nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli potranno così permettersi di ripartire. ”Servono le risorse necessarie per una completa ripresa – ha detto Mario Guidi – ecco perché abbiamo mantenuto, in tutti i modi, i riflettori accesi su queste terre così duramente colpite, così importanti per il made in Italy e per il contributo che danno al Pil nazionale”. “Sarà ora fondamentale che gli aiuti possano arrivare velocemente alle aziende e non trovino intoppi, né ostacoli burocratici per essere completamente fruibili secondo le effettive necessità – conclude il presidente di Confagricoltura –. Non è possibile, nelle aree colpite dal sisma, continuare a far conto solo sulla forza e sulla volontà di ripresa della popolazione”.

martedì 6 novembre 2012

AIUTI AGLI INDIGENTI, CATANIA: TUTTO IL NOSTRO IMPEGNO PER FAR PROSEGUIRE IL PROGRAMMA EUROPEO OLTRE IL 2013

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Il sostegno agli indigenti è un tema su cui si misura la capacità del Paese di dare risposte esaurienti a un dramma sociale, che si è fatto ancora più acuto negli ultimi anni. Il programma europeo di aiuti è un ottimo esempio di come si può intervenire nella società attraverso, peraltro, un efficace incontro tra pubblico e privato. Purtroppo, alcuni Paesi dell’Europa non vogliono che questa misura venga rifinanziata oltre il 2013, ma da parte nostra c’è l’assoluto impegno per evitare che ciò accada. Non rinunceremo mai all’idea di un Paese diverso, sogniamo una società inclusiva dove ci sia posto per tutti”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, partecipando – insieme al Ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera – alla conferenza stampa di presentazione della relazione sul “Piano di distribuzione degli alimenti agli indigenti 2012”, realizzata dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA), che si è tenuta nella Sala Cavour, al Mipaaf. “Il programma europeo di aiuti agli indigenti – ha spiegato Catania – è nato all’interno della Politica agricola comune, per fare da ponte tra l’attività dell’agricoltura europea e il mondo della sofferenza. Si è rivelato essere un sistema davvero efficace: ai poveri, negli ultimi anni, sono stati consegnati oltre 100 milioni di euro l’anno in pasti e pacchi alimentari. Ciò è stato possibile grazie all’impegno delle associazioni caritative, che si sono occupate materialmente della distribuzione degli aiuti sul territorio e che voglio ringraziare per l’impegno e la passione che hanno messo in questo lavoro. Solo nel 2012, con il programma, è stato possibile assistere circa 3.600.000 persone. Di questi, circa il 10% sono bambini sotto i 5 anni e il 14% sono anziani sopra i 65 anni”. “Voglio sottolineare – ha proseguito il Ministro – come il piano di aiuti sia una misura indispensabile per il nostro Paese, che non è dotato di una sistema di welfare che copra anche questi aspetti. L’Italia non ha strumenti per contrastare l’indigenza assoluta, il programma è l’unico mezzo forte che abbiamo a disposizione e purtroppo in sede europea viene messo in discussione. La sua prosecuzione è per ora garantita ma, allo stato attuale, dovrebbe terminare alla fine del 2013. Noi, quindi, ci muoveremo per negoziare a Bruxelles con l’obiettivo di salvare il programma. In secondo luogo proveremo ad avere un altro strumento all’interno della politica sociale; in ultima ipotesi, nel caso in cui l’Europa deciderà di non mantenere in piedi il programma, siamo pronti a far partire uno strumento nazionale per sopperire alla mancanza delle risorse comunitarie. Per fare ciò esistono già norme che prevedono l’istituzione di un fondo nazionale per gli aiuti agli indigenti. A quel punto dovremo solo trovarne una copertura finanziaria con nostri fondi, che si aggirerà sempre sui 100 milioni di euro l’anno. In quel caso, nel 2013, – ha aggiunto Catania – faremo partire la macchina per proseguire con gli aiuti, attivando risorse nazionali e interventi privati”. “Alla luce di tutto ciò – ha concluso il Ministro –, non possiamo non affrontare la questione relativa agli sprechi alimentari. Il nostro Paese spreca molto, parliamo di milioni di tonnellate di cibo. E lo spreco recuperabile avviene soprattutto nelle fasi a monte della catena produttiva, nell'industria e nella Grande distribuzione organizzata, con una quantità enorme di prodotti accantonati e non commercializzati”.

giovedì 11 ottobre 2012

CATANIA: DA UE PER L’ANNO 2013 500 MILIONI DI EURO PER AIUTI AGLI INDIGENTI DI CUI 100 SOLO PER L’ITALIA

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“L’Italia è riuscita ad ottenere un plafond di circa 100 milioni di euro per l’acquisto di prodotti agricoli da distribuire nel corso del prossimo anno ai cittadini più bisognosi. Si tratta di un ottimo risultato, soprattutto considerando che l’Italia si è battuta a lungo in sede comunitaria per difendere non solo la stessa sopravvivenza del programma, ma anche la sua entità in termini economici”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania commenta l’informativa sul progetto di regolamento di esecuzione della Commissione europea che riguarda l’assegnazione delle risorse comunitarie per il programma di distribuzione di derrate alimentari agli indigenti. La Commissione europea ha infatti presentato oggi, nel corso del Comitato di Gestione OCM UNICA, il progetto di regolamento di esecuzione (UE) relativo alla ripartizione tra gli Stati membri del plafond comunitario di 500 milioni di euro, riservato ai programmi di ‘aiuto alimentare’ per soddisfare le esigenze delle persone più bisognose che vivono in Europa. La ripartizione proposta assegna all’Italia un plafond pari a circa il 20% di quello comunitario. “Le risorse assegnate al nostro Paese verranno utilizzate – spiega il Ministro - per l’acquisto di derrate alimentari che, attraverso l’opera delle organizzazioni caritative, verranno distribuite sul territorio nazionale. Questa misura risulta ancora più preziosa se pensiamo al fatto che la crisi internazionale ha purtroppo ampliato quelle fasce di popolazione che sono in difficoltà economica. Mi batterò con tutte le mie forze – conclude Catania - affinché il programma possa continuare in futuro, anche affrontando le resistenze, che so già che incontrerò, da parte di quei Paesi membri che sono invece per l’abolizione del programma”.

venerdì 29 giugno 2012

Da Inail 80 milioni per ricostruzione e sicurezza. Il commissario delegato Vasco Errani ha incontrato il presidente del consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Istituto, Franco Lotito


FONTE: PROVINCIA DI FERRARA

Ottanta milioni per aiutare la ricostruzione nei territori colpiti dal terremoto e destinati alla sicurezza sul lavoro e quella sismica.
E’ il sostegno che Inail svilupperà in stretto raccordo con il commissario delegato Vasco Errani, anche in attuazione del decreto sviluppo, il quale prevede che il 35% delle risorse destinate dall’Istituto nazionale per gli infortuni sul lavoro a progetti di investimento e formazione per la messa in sicurezza nei luoghi di lavoro, vada alla ricostruzione dei capannoni e degli impianti industriali delle zone dell’Emilia colpite dal sisma.
Il presidente del Consiglio di indirizzo e di vigilanza di Inail, Franco Lotito, ha incontrato nel palazzo della Regione Emilia-Romagna il commissario alla ricostruzione Vasco Errani, alla presenza dell’assessore regionale alle Attività produttive, Giancarlo Muzzarelli, e dei segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Vincenzo Colla, Giorgio Graziani e Gianfranco Martelli.
 “Questi fondi – ha ringraziato Errani - saranno prontamente impegnati sul fronte della sicurezza, che è l’obiettivo fondamentale che ci proponiamo di perseguire nella fase della ricostruzione”.

giovedì 7 giugno 2012

DISCORSO DELLA PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI FERRARA, MARCELLA ZAPPATERRA, IN OCCASIONE DELLA VISITA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO ALLE ZONE TERREMOTATE DELL'EMILIA ROMAGNA

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Sig. Presidente, i Presidenti delle Province colpite (del veneto, della lombardia e dell'emilia romagna) per prima cosa vogliono che Lei sappia che in questi giorni terribili l’abbiamo sentita vicina. Le parole da Lei pronunciate, quando ormai si stavano spegnendo i riflettori sul dramma dell’Emilia, ci sono state di grande conforto e ci hanno fatto capire che non saremmo stati soli. Le siamo grati per questo e La ringraziamo per aver voluto, oggi, con la Sua presenza, confermare questa vicinanza. Lei sa quanto orgogliosi siano gli abitanti di queste terre e quanto vorremmo poter dire, di fronte alla tragedia che ci ha colpito: ci pensiamo noi! D’altra parte molte di queste zone erano povere, coperte di paludi, devastate dalla malaria ed è solo grazie alla laboriosità e all’intraprendenza di chi le abita che sono state trasformate in uno dei luoghi più ricchi, dinamici e moderni d’Italia. Un luogo che ha rapporti col mondo intero e nel quale persone da ogni parte del mondo vivono e lavorano, integrate nel contesto sociale come da poche altre parti si è riusciti a fare. Ma questa volta, sig. Presidente, non siamo in grado di dire: ci pensiamo noi, facciamo da soli con le nostre forze. Le devastazioni che abbiamo subito sono troppo grandi anche per spalle robuste come le nostre. La triste realtà è quella di un territorio profondamente ferito, con morti da piangere e grandi distruzioni. Sono, infatti, centinaia le fabbriche e le case che sono andate distrutte, trascinando con sé le certezze e le speranze che tanti lavoratori, artigiani e imprenditori locali avevano costruito in decine di anni di lavoro. Senza dimenticare, poi, la devastazione di una parte rilevante del nostro patrimonio storico e culturale, che abbiamo ricevuto in eredità dagli Estensi, dai Gonzaga, dai Pico della Mirandola, testimonianza di un passato intellettuale unico e che rappresenta l’orgoglio, il simbolo e un forte elemento di attrazione delle nostre città. E’ doloroso percorrere le nostre campagne e non ritrovare più il paesaggio che le ha fin qui caratterizzate, punteggiato da casolari e fienili bellissimi al servizio di un’agricoltura che in queste zone è all’avanguardia; o non ritrovare più le sagome familiari dei nostri sottili campanili e delle chiese che, insieme alle rocche, ai castelli e ai municipi rappresentano il perno attorno al quale si sono sviluppati centri storici affascinanti, saturi di un’atmosfera densa di quei tratti che definiscono l’Emilia, i suoi colori, i suoi sapori, i suoni di una lingua che testimonia la cordialità e la forza dei suoi abitanti. Non possiamo rassegnarci a vederli senza vita, vogliamo farli rinascere. Il dolore che proviamo, infatti, non annulla la nostra voglia di ricostruire tutto, di recuperare ogni angolo di strada, ogni bottega, ogni piazza, e di vedere di nuovo vive e vitali le nostre città e i nostri borghi. Non credo Sig. Presidente che sentirà persone non convinte di ciò. Anche quelle più duramente colpite dal sisma sono lucide e consapevoli, forti di una determinazione che si posa sulle fondamenta solidissime del legame con la loro terra e del forte sentimento di coesione che contraddistingue queste comunità. Penso di poter dire che sono anche ben consapevoli di come le Istituzioni non siano distanti da loro e di quanto la solidarietà sia un sentimento ancora vivo, come dimostra la presenza di tanti volontari da tutta Italia e l’impegno encomiabile della Protezione Civile. Questa fiducia, che si percepisce dalla compostezza e dalla grande dignità manifestate anche da chi ha perso tutto, ovviamente richiede di essere confermata e sostanziata da azioni chiare e concrete. Stiamo avendo, da questo punto di vista, buone prove: mi riferisco in particolare al decreto predisposto dal Governo, che coglie le sollecitazioni che abbiamo affidato al Presidente Monti e ai diversi Ministri che sono venuti. Voglio, però, Sig. Presidente, riportare l’attenzione di tutti su quello che non potrà essere ricostruito, rimpiazzato o restituito alla comunità. Penso alla vita delle 26 persone uccise dal terremoto e strappate all’affetto delle loro famiglie, degli amici, dei compagni di lavoro. E’ proprio nei confronti di chi ha pagato un tributo così elevato che oggi avvertiamo ancora di più la responsabilità di ricostruire le nostre città con la cura e la sicurezza indispensabili per evitare che queste tragedie possano ripetersi. Sappiamo che servirà tempo, che ci vorrà gradualità per rimettere in sicurezza quel sistema produttivo che rappresenta l’eccellenza di queste zone, ma abbiamo fiducia nel lavoro, nel senso di responsabilità, nelle capacità che le istituzioni avranno di snellire la burocrazia, nello sforzo che le forze sociali ed i cittadini riusciranno a mettere in campo. Oggi siamo ancora in emergenza, giustamente concentrati a dare assistenza alle persone, a trovare un tetto a chi non ce l’ha, per fa ripartire le aziende, le scuole e la vita normale di tutti. Ma già dai prossimi giorni dovremo iniziare a guardare questo territorio con occhi diversi dal passato. Le politiche urbanistiche, la classificazione sismica, le norme costruttive, non potranno più essere come prima. Siamo consapevoli dei problemi che questo potrà comportare, ma dovremmo comprendere anche le grandi opportunità che ne potrebbero derivare. Questa tragedia può rappresentare l’occasione per avviare un grande piano di adeguamento antisismico del paese. Se si mettessero in campo risorse pubbliche dedicate sia alla sicurezza che al risparmio energetico, si potrebbero attivare ingenti risorse private e dare così un contributo anche alla ripresa economica del nostro Paese. Con questo auspicio, che noi assumiamo come un vero e proprio impegno, La ringraziamo nuovamente Sig. Presidente per essere qui a sostenerci in questo difficile momento.

giovedì 22 dicembre 2011

BARBABIETOLA, DALLA REGIONE 1 MILIONE 475 MILA EURO A 2.451 AZIENDE AGRICOLE, PER FRENARE IL CALO DELLE SUPERFICI.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

Rabboni: un impegno straordinario a sostegno di questo importante comparto, ma mancano ancora gli aiuti nazionali per il 2009 e il 2010


Bologna - Dalla Regione 1 milione 475 mila euro per sostenere la coltivazione della barbabietola da zucchero e arginare il calo delle superfici. A tanto ammontano gli aiuti erogati alle 2.451 aziende agricole che nel 2011 si sono impegnate a mantenere nei propri avvicendamenti colturali questa importante coltura. “Anche in una situazione particolarmente problematica per il bilancio regionale, abbiamo ritenuto necessario un impegno straordinario per salvaguardare e rilanciare ciò che resta di questo settore fondamentale per la nostra regione e per il paese – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni - La Regione Emilia-Romagna ha puntualmente mantenuto gli impegni assunti con i produttori. Il Governo nazionale non ha sicuramente fatto altrettanto. Dopo oltre due anni di promesse non sono ancora stati erogati gli aiuti nazionali, pari a circa 86 milioni di euro, autorizzati dall’Unione europea per le campagne 2009 e 2010; mi auguro quindi che il nuovo Ministro delle politiche agricole sia in grado di risolvere una situazione che sta provocando gravissimi problemi all’intero comparto”.
L’iniziativa della Regione ha consentito di erogare un contributo sotto forma di aiuto "de minimis” pari ad 82,61 euro ad ettaro, per un totale di 17.865 ettari coltivati a barbabietola da zucchero.
Nel 2011 sono cessati, come stabilito dalla riforma dell’Organizzazione Comune di mercato dello zucchero, gli aiuti accoppiati, ovvero parzialmente legati alla produzione. “Quello che si sta chiudendo – ha concluso Rabboni – è stato certamente un anno problematico. Tuttavia sono convinto che i prezzi elevati dello zucchero sui mercati mondiali, l’aumento della produttività della filiera e l’incremento dei contributi previsti dall’Europa- dai 14,7 milioni del 2011 ai 19,7 milioni previsti per il 2012 e il 2013 - ottenuto grazie al rilevante impegno della Regione Emilia – Romagna e delle Organizzazioni di categoria, consentano ai bieticoltori di guardare al futuro con maggiore serenità”.