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giovedì 21 agosto 2014

CRISI FRUTTA ESTIVA, RABBONI: PROCEDERE CON URGENZA AI RITIRI, MA SERVONO MODIFICHE AL PROVVEDIMENTO EUROPEO, CHE ALTRIMENTI RISCHIA DI ESSERE INEFFICACE. CONVOCATA PER IL 29 AGOSTO UNA RIUNIONE IN REGIONE CON I PRODUTTORI EMILIANO-ROMAGNOLI

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“In questo momento l'unico provvedimento utile a dare ristoro ai produttori e contribuire al rialzo dei prezzi all'origine é il ritiro indennizzato, con valenza retroattiva, di una quantità adeguata di frutta, in eccesso rispetto alla domanda di mercato. Per questo é urgente dare immediatamente corso al provvedimento europeo che ha destinato allo scopo 125 milioni di euro, accogliendo però le principali proposte di modifica formulate al ministro Maurizio Martina dalle rappresentanze nazionali dei produttori e dalle professionali agricole. Senza queste modifiche il provvedimento messo a punto dalla Commissione rischia di avere un’ efficacia molto bassa ed un impatto non significativo”. Lo ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni dopo l’incontro svoltosi ieri a Roma presso il ministero delle Politiche agricole sulla crisi dell’ortofrutta. In particolare, sottolinea Rabboni “bisogna che la retroattività dei ritiri inizi da metà dello scorso luglio, che la frutta ritirata sia destinata oltre che alle persone indigenti attraverso le associazioni no profit, anche ad altri impieghi di carattere non alimentare, che i prezzi di ritiro siano adeguati ai costi reali di produzione e trasporto”. Secondo Rabboni è anche necessario che le risorse per la promozione dei consumi confluiscano in un’unica campagna nazionale e che i 32,7 milioni già previsti vengano integrati sulla base delle effettive richieste di ritiro. "Il Ministro porterà queste proposte a Bruxelles – sottolinea l’Assessore emiliano-romagnolo - noi lo sosterremo assieme al mondo agricolo regionale. Per il 29 agosto abbiamo fissato un incontro con tutte le parti interessate per avviare gli interventi previsti per la gestione dei ritiri. Mi auguro che a quel momento ci siano tutti gli elementi per procedere operativamente.”

martedì 12 agosto 2014

CRISI FRUTTA ESTIVA - RABBONI: BENE PROVVEDIMENTO ANNUNCIATO DA CIOLOS, PUR SE TARDIVO. ORA PERÒ BISOGNA COMPRENDERE ANCHE LA PRODUZIONE DESTINATA ALLA RUSSIA E MECCANISMI DI RITIRO DIRETTI ED IMMEDIATI.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“Anche se tardivo il provvedimento di ritiro straordinario annunciato dal commissario europeo all’Agricoltura Ciolos va nella giusta direzione e riconosce l’ estrema eccezionalità e gravità della congiuntura che ha colpito il settore della frutta estiva. Da questo punto di vista l’onorevole de Castro e il ministro Martina hanno svolto un ottimo lavoro assieme ai loro colleghi francesi e spagnoli. Giovedì prossimo é convocata una riunione a Bruxelles per la definizione degli aspetti tecnici e gestionali del provvedimento. Chiediamo a tutti di includere nel provvedimento la produzione ortofrutticola già destinata e respinta dalla Russia a seguito della ritorsione anti Ucraina voluta da Putin.” Così l’assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni commenta le misure straordinarie decise dalla Ue per far fronte alla grave crisi dei prezzi che ha colpito il settore ortofrutticolo. “Centinaia di autotreni sono bloccati alle frontiere o sulla via del ritorno – ha spiegato Rabboni - quella produzione si riverserà sui mercati europei acuendo ulteriormente una crisi di mercato senza precedenti. Bisogna convincere Ciolos e i suoi collaboratori che non ha alcun senso rinviare ad un secondo eventuale provvedimento la soluzione per questa produzione.” Rabboni chiede anche di “definire meccanismi di ritiro diretti ed immediati. Le indiscrezioni parlano della possibilità di un raddoppio dei ritiri previsti dall'Ocm destinabili alle persone indigenti ed in difficoltà. E' un'ottima idea sia per i produttori soci delle Organizzazioni di produttori che vedrebbero indennizzato il 100% del valore della produzione, sia per la popolazione in difficoltà economiche che potrebbe ricevere gratuitamente importanti quantità di derrate ortofrutticole.” L’assessore regionale emiliano-romgnolo sottolinea tuttavia che “per far funzionare questa tipologia di ritiri occorre la certezza del destinatario finale, cioè la certezza di soggetti no profit con vaste reti di relazioni con persone indigenti in grado di prendersi la responsabilità della distribuzione non commerciale del prodotto ritirato. Attualmente in Europa e nella stessa Italia una delle poche realtà dove il ritiro per indigenti funziona è l'Emilia-Romagna, grazie alla collaborazione tra Regione, OP, Caritas e Banco Alimentare. Tant'è che nella nostra regione negli ultimi due mesi i ritiri di ortofrutta per indigenti sono aumentati del 350% rispetto alla media degli ultimi anni. In altri termini prima di accettare esclusivamente questa tipologia di ritiro é indispensabile valutare la effettiva capacità del sistema di collocare in pochi giorni grandi quantità di prodotto deperibile ad altrettante grandi quantità di persone economicamente in difficoltà o comunque è indispensabile contemplare un piano straordinario nazionale di collocazione del prodotto ritirabile.”

AGRINSIEME FERRARA: SIAMO VERAMENTE ALLA FRUTTA?

Fonte: Agrinsieme Ferrara  

L’appello di Agrinsieme Ferrara per il preoccupante momento di crisi del settore ortofrutticolo

“È necessario intervenire per risolvere questa gravissima situazione che è diventata ormai insostenibile per le aziende” questo l’appello lanciato da Pier Carlo Scaramagli che, alla guida del Coordinamento Agrinsieme Ferrara (che riunisce Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative Agroalimentari), esprime la grande preoccupazione per la grave situazione che attanaglia il comparto ortofrutticolo. Dallo scorso mese di giugno si è assistito ad una progressiva ma incalzante diminuzione delle quotazioni per tutte le tipologie di frutta raggiungendo quote allarmanti. “La contrazione dei prezzi medi settimanali rispetto all’anno scorso è del 37% per le pesche, raggiunge quota 40% per albicocche, susine e nettarine, per i meloni segna un valore al di sotto del 35%, mentre per i cocomeri si assiste ad una riduzione superiore addirittura al 50%” chiarisce Scaramagli. Con un crollo di questa portata, con quotazioni di gran lunga inferiori ai 30 centesimi nelle ultime settimane per pesche e nettarine, i produttori si trovano nell’insostenibile situazione di non riuscire neppure a coprire i costi di produzione. Infatti Ismea calcola che, per una resa media di 25-30 tonnellate per ettaro, sia necessario un prezzo all’azienda che sia compreso tra i 30 e i 38 centesimi al chilogrammo. A determinare questa crisi è stata una concomitanza di fattori che ha coinvolto molti Paesi. “A livello europeo” incalza Pier Carlo Scaramagli “nei principali Paesi produttori di pesche, nettarine e percoche (Italia, Francia, Spagna e Grecia), la produzione 2014 è incrementata dell’11% rispetto al 2013 toccando il tetto massimo di 3mila e 800 tonnellate. Questo dato indica un trend decisamente positivo. Purtroppo, in concomitanza, si sono verificate tre condizioni che hanno determinato la pesante ricaduta negativa a cui stiamo assistendo oggi: la sovrapposizione dei calendari di raccolta e commercializzazione dei Paesi europei interessati, la riduzione della richiesta di mercato a causa delle miti condizioni climatiche di questa estate, e una qualità del prodotto leggermente inferiore con difficoltà di conservazione e quindi di esportazione.” La simultaneità di queste condizioni ha causato la profonda crisi che si sta vivendo e per la quale il Ministro dell’Agricoltura Martina ha richiesto un tempestivo intervento europeo a favore del comparto e per il quale il Coordinamento Agrinsieme nazionale ha organizzato, lo scorso 30 luglio, una manifestazione in Piazza Montecitorio a Roma con l’obiettivo di sensibilizzare anche l’opinione pubblica. Tuttavia, ad oggi, si rischia pesantemente il contagio della crisi anche su altre tipologie di frutta, come si rileva dai primi dati della campagna di raccolta di pere Carmen e William anche se, in via teorica, il contagio sulle pomacee sarebbe ingiustificato visti i tempi abbastanza lunghi di commercializzazione e la scarsa produzione di alcune varietà di pere. In più va considerato che da uno studio recentemente effettuato dalla Fondazione Navarra, risulta che la qualità della pera Abate, quest’anno, è particolarmente elevata grazie all’eccezionale pezzatura e alla particolare “ruggionosità” che ne migliora sicuramente l’estetica. Come tentare di risolvere, dunque, la situazione attuale? Si è chiesto all’Unione Europea di attivare misure di crisi per ridurre la quantità di prodotto da immettere sul mercato e, contemporaneamente, per promuovere l’export e creare un maggiore equilibrio di mercato. Agrinsieme, contestualmente, a livello nazionale sostiene il progetto di valorizzazione promosso dall’Organismo Interprofessionale e volto alla sensibilizzazione ancora più attenta del consumatore a valori cardini del consumo italiano: stagionalità, territorialità e qualità. Attuando queste misure si vuole riuscire a regolamentare sempre di più, per quanto possibile, la presenza del prodotto sul mercato senza svalutarne prezzo e qualità. Se l’intervento della Commissione europea dovesse ancora tardare, il coordinamento Agrinsieme Ferrara sollecita una risoluzione del problema quanto mai necessaria e tempestiva per non rischiare di mettere ulteriormente a repentaglio le imprese agricole del territorio e la conseguente occupazione già duramente provata dalla crisi economica. “Purtroppo ai tanti problemi si è aggiunto quello dell’embargo a molti prodotti agroalimentari, tra cui l’ortofrutta, provenienti dall’Unione Europea emanato dalla Russia – conclude il Coordinatore di Agrinsieme Ferrara - siamo molto preoccupati per l'evoluzione della situazione e per le ripercussioni che tale decisione potrà avere per gli equilibri di mercato e per il settore ortofrutticolo, dato che l’Italia è leader europeo nell’esportazione di tali prodotti verso la Russia. Sono in corso a Bruxelles incontri tra le Organizzazioni Agricole e la Commissione Europea per discutere di eventuali rimedi alla difficile situazione. E’ urgente che l’Unione Europea faccia sentire con forza la propria voce”.

lunedì 11 agosto 2014

RIUNIONE A BRUXELLES SULLA CRISI DELLA FRUTTA ESTIVA E SULL’EMBARGO DELLA RUSSIA, AGRINSIEME: “PER L’ORTOFRUTTA CI ATTENDIAMO PROVVEDIMENTI URGENTI E ADEGUATI GIÀ DALLA PROSSIMA SETTIMANA”

Fonte: Agrinsieme

“La crisi del settore della frutta estiva, con quotazioni all’origine ai minimi storici, è davvero drammatica ed ora acuita dall’embargo della Russia, importante mercato di sbocco”. Lo ha ribadito Agrinsieme che ha partecipato (nell’ambito della delegazione del Copa-Cogeca, la sigla che rappresenta le Organizzazioni agricole e cooperative europee) alla riunione indetta l'8 Agosto a Bruxelles dalla DG Agricoltura della Commissione europea per discutere della crisi di mercato del comparto della frutta estiva e del blocco delle importazioni di prodotti ortofrutticoli in Russia (che colpisce anche altri prodotti agricoli e agroalimentari). “Le cause della situazione in atto – ha posto in evidenza Agrinsieme – sono molteplici: il sovrapporsi dei calendari, il calo dei consumi legato all’andamento meteo ed ora anche la chiusura delle frontiere russe al prodotto europeo. La Commissione deve far sentire la sua voce tenendo conto anche delle ripercussioni che la crisi comporta. La situazione è diventata talmente pesante da mettere a rischio la vita delle imprese e cooperative agricole, centinaia di migliaia di posti di lavoro e la coesione sociale di molte regioni”. “Sono momenti veramente difficili per le nostre produzioni e non c'è più tempo da perdere – ha posto in evidenza a Bruxelles il coordinamento di Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative agroalimentari -. La politica agricola europea prevede azioni e risorse economiche specifiche in caso di crisi e queste devono essere rese disponibili agli agricoltori europei in difficoltà. È necessario trovare gli strumenti per ritirare almeno 100 mila tonnellate di prodotto così da permettere al mercato di ritornare ad una situazione di equilibrio”. Agrinsieme ha quindi sollecitato l’immediata attivazione delle misure eccezionali di emergenza previste nel reg. (UE) 1308/2013. “La Commissione ha promesso di agire già dalla prossima settimana. Ci attendiamo ora interventi urgenti ed adeguati. Per quanto riguarda la questione dell’embargo della Russia va trovata una soluzione politica al problema e diventa imprescindibile il via libera della Commissione all'attivazione delle misure previste nell'OCM”.

Altri dati qui: www.agrestetv.it/documenti/frutta.doc

venerdì 11 luglio 2014

CRISI PESCHE E NETTARINE: AGRINSIEME PROPONE INTERVENTI URGENTI ALLA UE

Fonte: Agrinsieme

Nel corso della riunione odierna del gruppo di contatto pesche e nettarine tra Italia, Francia e Spagna, convocato con urgenza a seguito del preoccupante andamento della campagna di commercializzazione sul mercato europeo, le rappresentanze della filiera dei tre Paesi produttori hanno confermato e riconosciuto la gravità della situazione che nelle ultime settimane ha portato ad un vero e proprio crollo dei prezzi di vendita, che attualmente non permettono di coprire i costi di produzione. Le cause sono molteplici: la sovrapposizione delle raccolte in alcune aree produttive europee, ma in particolare l’andamento climatico sfavorevole che ha depresso i consumi sul mercato interno ma soprattutto sui mercati di destinazione del nord-europa. Per questo Agrinsieme ha chiesto di attivare urgentemente alcune misure - già previste nella nuova OCM unica - per mitigare gli effetti della crisi e tentare di attivare un “rimbalzo” delle quotazioni per il resto della campagna. E’ necessario ottenere dalla Ue il riconoscimento di “grave turbativa di mercato” che consentirebbe di adottare misure tempestive di intervento di ritiro del prodotto di calibro più piccolo e di minor qualità, per un limitato periodo, a favore di tutti i produttori. “ Riteniamo che la crisi in corso della frutta estiva e la proposta di intervento condivisa oggi nel gruppo di contatto e supportata dalle Amministrazioni nazionali - sostiene il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative agroalimentari - debba esser portata all’attenzione del Consiglio dei Ministri UE in programma lunedi prossimo, con l’obiettivo di coinvolgere anche altri Paesi Produttori, ad iniziare dalla Grecia, per poi esser presentata alla Commissione UE in occasione del Comitato di gestione di mercoledi 16 luglio”. Questa è certamente un’ azione concreta che può dare, se applicata a livello europeo, risposte immediate ai produttori. Tuttavia è indispensabile tornare a riflettere, una volta superata la campagna, anche su altre e possibili iniziative per strutturare al meglio la filiera, attraverso la programmazione produttiva ed elevando la concentrazione dell’offerta. È stato fissata per il prossimo venerdì 18 luglio a Roma un’ulteriore riunione del gruppo di contatto pesche e nettarine di Italia, Francia e Spagna.