Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
La Giunta regionale ha approvato oggi su proposta dell’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni la proroga della fine lavori di alcune misure del Psr 2007-2013. Si tratta degli interventi di ammodernamento delle aziende agricole (misura 121) e di ripristino del potenziale produttivo danneggiato (misura 126, azione 2) nelle strutture produttive agricole ed agroalimentari delle aree del terremoto del 20 e 29 maggio 2012. La proroga era stata richiesta dalle associazioni agricole provinciali e regionali per fare fronte ai ritardi nell'esecuzione degli interventi a seguito dei recenti e ripetuti fenomeni di maltempo, o a problematiche relative alle autorizzazioni edilizie. La nuova scadenza slitta dal 31 dicembre al 31 marzo 2015. Per le stesse motivazioni sono stati prorogati i termini di conclusione dei lavori di diversificazione dell’attività agricola e quelli misti pubblico-privato nelle zone rurali appenniniche (misure 311, 321 e 322 ed approccio Leader), in scadenza il 31 dicembre. Il nuovo termine è fissato al 27 febbraio 2015. In entrambi i casi le aziende e gli enti interessati dovranno presentare una richiesta, debitamente motivata, ai Servizi regionali.
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lunedì 22 dicembre 2014
giovedì 16 ottobre 2014
CONFAGRICOLTURA FERRARA: CONTRIBUTI PER IL TERREMOTO 2012: NECESSARI INTERVENTI EQUI
Fonte: Confagricoltura Ferrara
Importante la conferma della proroga anche per il comparto agricolo
Più di 200 ordinanze, questa la mole dell’impianto normativo attualmente vigente per l’assegnazione dei contributi post terremoto: un’opera di tale complessità che oltre l’80% delle potenziali richieste non potrà essere presentata in tempo utile per la scadenza prefissata per il 31/12/2014. Davanti ad una così evidente difficoltà la Regione Emilia Romagna ha deciso per un provvedimento di proroga dei termini di presentazione delle domande e di attuazione degli interventi strutturali che potrebbe estendersi anche al settore agricolo, a smentita delle prime indicazioni che invece non tenevano in considerazione questo comparto. “È fondamentale che la proroga presentata dalla Regione Emilia Romagna sia ufficialmente confermata anche per il mondo dell’agricoltura” ammonisce il Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli “dopo le vicissitudini legate all’andamento climatico e dei mercati di questi ultimi mesi, le aziende agricole subirebbero un ulteriore durissimo colpo, venendo ulteriormente penalizzate. L’iniziale blocco rispetto al settore agricolo era da imputare al fatto che i fondi destinati al comparto agricolo provengono dall’UE e sono soggetti ad un iter di autorizzazione troppo lungo e non in grado di rispondere con prontezza alla situazione di reale e immediata necessità”. Ad oggi, dunque, pare che anche per il settore agricolo sia possibile poter presentare la domanda di incentivo fino a primavera (ma manca ancora l’ufficializzazione), anche se a scapito del tempo necessario per l’esecuzione effettiva dei lavori. “Gli immobili agricoli presentano delle strutture non estremamente complesse perciò permettono una fase dedicata agli interventi strutturali relativamente veloce” prosegue Scaramagli “quindi la soluzione individuata può essere sicuramente positiva”. Ma accanto alla necessità di un’azione tempestiva vi è un ulteriore imperativo: i criteri secondo cui verranno calcolati i contributi d’ora in poi non devono in alcun modo essere modificati rispetto alle domande già presentate, questo ovviamente per non rischiare di incorrere in situazioni di iniquità e differenze che non sarebbero assolutamente accettabili. “Nella provincia di Ferrara” conclude il Presidente di Confagricoltura Ferrara “si sa che la maggior parte dei danni si sono contati tra le strutture agricole, quindi è un imperativo agire, ma mantenendo fede alle indicazioni normative date fino ad oggi per garantire la giusta equità di intervento e non trovarsi ad affrontare disparità tra gli incentivi concessi”.
Importante la conferma della proroga anche per il comparto agricolo
Più di 200 ordinanze, questa la mole dell’impianto normativo attualmente vigente per l’assegnazione dei contributi post terremoto: un’opera di tale complessità che oltre l’80% delle potenziali richieste non potrà essere presentata in tempo utile per la scadenza prefissata per il 31/12/2014. Davanti ad una così evidente difficoltà la Regione Emilia Romagna ha deciso per un provvedimento di proroga dei termini di presentazione delle domande e di attuazione degli interventi strutturali che potrebbe estendersi anche al settore agricolo, a smentita delle prime indicazioni che invece non tenevano in considerazione questo comparto. “È fondamentale che la proroga presentata dalla Regione Emilia Romagna sia ufficialmente confermata anche per il mondo dell’agricoltura” ammonisce il Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli “dopo le vicissitudini legate all’andamento climatico e dei mercati di questi ultimi mesi, le aziende agricole subirebbero un ulteriore durissimo colpo, venendo ulteriormente penalizzate. L’iniziale blocco rispetto al settore agricolo era da imputare al fatto che i fondi destinati al comparto agricolo provengono dall’UE e sono soggetti ad un iter di autorizzazione troppo lungo e non in grado di rispondere con prontezza alla situazione di reale e immediata necessità”. Ad oggi, dunque, pare che anche per il settore agricolo sia possibile poter presentare la domanda di incentivo fino a primavera (ma manca ancora l’ufficializzazione), anche se a scapito del tempo necessario per l’esecuzione effettiva dei lavori. “Gli immobili agricoli presentano delle strutture non estremamente complesse perciò permettono una fase dedicata agli interventi strutturali relativamente veloce” prosegue Scaramagli “quindi la soluzione individuata può essere sicuramente positiva”. Ma accanto alla necessità di un’azione tempestiva vi è un ulteriore imperativo: i criteri secondo cui verranno calcolati i contributi d’ora in poi non devono in alcun modo essere modificati rispetto alle domande già presentate, questo ovviamente per non rischiare di incorrere in situazioni di iniquità e differenze che non sarebbero assolutamente accettabili. “Nella provincia di Ferrara” conclude il Presidente di Confagricoltura Ferrara “si sa che la maggior parte dei danni si sono contati tra le strutture agricole, quindi è un imperativo agire, ma mantenendo fede alle indicazioni normative date fino ad oggi per garantire la giusta equità di intervento e non trovarsi ad affrontare disparità tra gli incentivi concessi”.
lunedì 24 febbraio 2014
SISMA, ULTERIORI 14 MILIONI DI EURO DALLA REGIONE PER L'AMMODERNAMENTO DELLE IMPRESE AGRICOLE NELLE PROVINCE DEL CRATERE. RABBONI: "VOGLIAMO MIGLIORARE IL POTENZIALE PRODUTTIVO E SOSTENERE LA COMPETITIVITÀ. SALGONO COSÌ A 44 MILIONI LE RISORSE STANZIATE A FAVORE DI 695 IMPRESE "
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Quasi 14 milioni di euro dalla Regione per sostenere la ripresa economica e rilanciare la competitività delle aziende agricole nell’area del sisma. Il finanziamento (per la precisione si tratta di 13 milioni 943 mila euro) è stato approvato oggi dalla Giunta regionale e permetterà di dare una risposta a tutte le 293 domande ancora presenti nella graduatoria del bando per la misura 121 del Programma regionale di sviluppo rurale 2007-2013. In prima battuta la Regione aveva stanziato 30 milioni di euro, risorse che avevano consentito di concedere un contributo alle prime 402 imprese inserite nella graduatoria approvata il 10 febbraio scorso. “Questo nuovo finanziamento porta a quasi 44 milioni il plafond di contributi pubblici complessivo e a 695 le imprese beneficiarie, che investiranno complessivamente quasi 118 milioni di euro. In un periodo di stasi degli investimenti come quello attuale, si tratta di un volano di sviluppo importante per il territorio - sottolinea l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – In questo modo vogliamo incentivare la realizzazione di investimenti utili a migliorare il potenziale produttivo, per ripartire dopo il terremoto più forti e più attrezzati a competere nei mercati globali.” Le risorse della misura 121 sono destinate a sostenere progetti di innovazione tecnologica e ammodernamento delle imprese agricole. L’entità dell’aiuto è compresa tra il 20 e il 40% della spesa e tra gli interventi finanziabili vi sono l’acquisto e la ristrutturazione di immobili, l’acquisto di impianti e attrezzature, ma anche la creazione di siti Internet. Le province e i comuni interessati sono quelli dell’area del cratere.
Tabella con la ripartizione per province dei finanziamenti:
www.agrestetv.it/documenti/Misura_121_domande.doc
Quasi 14 milioni di euro dalla Regione per sostenere la ripresa economica e rilanciare la competitività delle aziende agricole nell’area del sisma. Il finanziamento (per la precisione si tratta di 13 milioni 943 mila euro) è stato approvato oggi dalla Giunta regionale e permetterà di dare una risposta a tutte le 293 domande ancora presenti nella graduatoria del bando per la misura 121 del Programma regionale di sviluppo rurale 2007-2013. In prima battuta la Regione aveva stanziato 30 milioni di euro, risorse che avevano consentito di concedere un contributo alle prime 402 imprese inserite nella graduatoria approvata il 10 febbraio scorso. “Questo nuovo finanziamento porta a quasi 44 milioni il plafond di contributi pubblici complessivo e a 695 le imprese beneficiarie, che investiranno complessivamente quasi 118 milioni di euro. In un periodo di stasi degli investimenti come quello attuale, si tratta di un volano di sviluppo importante per il territorio - sottolinea l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – In questo modo vogliamo incentivare la realizzazione di investimenti utili a migliorare il potenziale produttivo, per ripartire dopo il terremoto più forti e più attrezzati a competere nei mercati globali.” Le risorse della misura 121 sono destinate a sostenere progetti di innovazione tecnologica e ammodernamento delle imprese agricole. L’entità dell’aiuto è compresa tra il 20 e il 40% della spesa e tra gli interventi finanziabili vi sono l’acquisto e la ristrutturazione di immobili, l’acquisto di impianti e attrezzature, ma anche la creazione di siti Internet. Le province e i comuni interessati sono quelli dell’area del cratere.
Tabella con la ripartizione per province dei finanziamenti:
www.agrestetv.it/documenti/Misura_121_domande.doc
giovedì 2 gennaio 2014
TERREMOTO - DALLA REGIONE 5,8 MILIONI DI EURO PER LE AZIENDE VITIVINICOLE. LE DOMANDE FINO AL 15 MARZO. RABBONI: L'ULTIMO DI UNA SERIE DI BANDI PER SOSTENERE LA COMPETITIVITÀ DEL COMPARTO AGRICOLO NELL'AREA DEL SISMA. STANZIATI IN TUTTO 80 MILIONI DI EURO
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
In arrivo nuove risorse per i vini dell’Emilia-Romagna. Si tratta di 5 milioni 798 mila euro stanziati dalla Regione e destinati alle aziende agricole e di trasformazione del comparto vitivinicolo dei comuni colpiti dal sisma del 2012. Il bando per presentare le domande, approvato dalla Giunta nella seduta del 23 dicembre 2013 (delibera n. 2082), scade il 15 marzo 2014 e i contributi sono rivolti alla costruzione o ristrutturazione di immobili, all’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, alla realizzazione di punti vendita diretta o di siti di e-commerce. "Questo stanziamento di 5,8 milioni a sostegno di nuovi investimenti nel comparto vitivinicolo dei territori colpiti dal sisma - spiega l'assessore regionale all'Agricoltura Tiberio Rabboni - conclude la serie dei bandi regionali riservati al potenziamento delle aziende agricole e di trasformazione dei comuni terremotati, che hanno messo a disposizione complessivamente circa 80 milioni di euro. Risorse importanti con le quali abbiamo cercato di accompagnare lo sforzo di ricostruzione in agricoltura, che procede con i canali propri, dando un sostegno concreto all'ulteriore sviluppo della competitività e della redditività delle principali filiere agricole di un territorio che ha nell'agroalimentare uno dei suoi principali punti di forza." I precedenti quattro bandi hanno permesso di stanziare 30 milioni per le aziende agricole, 20 per quelle di trasformazione, 4 per progetti di innovazione, 20 per la messa in sicurezza antisismica dei prefabbricati agricoli.
Cosa prevede il nuovo bando
E’ rivolto a piccole, medie ma anche a microimprese (dunque con meno di 10 dipendenti e un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro ) i cui investimenti ricadono nei territori dei comuni colpiti dal sisma del maggio 2012 e prevede aiuti che vanno dal 20% al 40% della spesa ammissibile. Nell’assegnazione dei contributi verrà data priorità alle imprese che hanno subito danni dal sisma ed alle produzione di qualità (vini biologici, Docg, Doc e Igt ) e al possesso di certificazioni di qualità del processo produttivo. Tra i titoli prioritari anche le ricadute occupazionali dell’intervento. Le domande vanno presentate utilizzando il sistema operativo e la modulistica presenti sul sito di Agrea: http://agrea.regione.emilia-romagna.it
In arrivo nuove risorse per i vini dell’Emilia-Romagna. Si tratta di 5 milioni 798 mila euro stanziati dalla Regione e destinati alle aziende agricole e di trasformazione del comparto vitivinicolo dei comuni colpiti dal sisma del 2012. Il bando per presentare le domande, approvato dalla Giunta nella seduta del 23 dicembre 2013 (delibera n. 2082), scade il 15 marzo 2014 e i contributi sono rivolti alla costruzione o ristrutturazione di immobili, all’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, alla realizzazione di punti vendita diretta o di siti di e-commerce. "Questo stanziamento di 5,8 milioni a sostegno di nuovi investimenti nel comparto vitivinicolo dei territori colpiti dal sisma - spiega l'assessore regionale all'Agricoltura Tiberio Rabboni - conclude la serie dei bandi regionali riservati al potenziamento delle aziende agricole e di trasformazione dei comuni terremotati, che hanno messo a disposizione complessivamente circa 80 milioni di euro. Risorse importanti con le quali abbiamo cercato di accompagnare lo sforzo di ricostruzione in agricoltura, che procede con i canali propri, dando un sostegno concreto all'ulteriore sviluppo della competitività e della redditività delle principali filiere agricole di un territorio che ha nell'agroalimentare uno dei suoi principali punti di forza." I precedenti quattro bandi hanno permesso di stanziare 30 milioni per le aziende agricole, 20 per quelle di trasformazione, 4 per progetti di innovazione, 20 per la messa in sicurezza antisismica dei prefabbricati agricoli.
Cosa prevede il nuovo bando
E’ rivolto a piccole, medie ma anche a microimprese (dunque con meno di 10 dipendenti e un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro ) i cui investimenti ricadono nei territori dei comuni colpiti dal sisma del maggio 2012 e prevede aiuti che vanno dal 20% al 40% della spesa ammissibile. Nell’assegnazione dei contributi verrà data priorità alle imprese che hanno subito danni dal sisma ed alle produzione di qualità (vini biologici, Docg, Doc e Igt ) e al possesso di certificazioni di qualità del processo produttivo. Tra i titoli prioritari anche le ricadute occupazionali dell’intervento. Le domande vanno presentate utilizzando il sistema operativo e la modulistica presenti sul sito di Agrea: http://agrea.regione.emilia-romagna.it
martedì 17 dicembre 2013
COLDIRETTI: TERREMOTO, CI SONO ANCORA PROBLEMI DA RISOLVERE
Fonte: Coldiretti Ferrara
Sta prendendo la via giusta in Emilia Romagna il processo di ricostruzione nelle aree colpite dal terremoto un anno e mezzo fa. E’ quanto emerso all’incontro dei dirigenti di Coldiretti Emilia Romagna e l’assessore regionale alle Attività Produttive Gian Carlo Muzzarelli per fare il punto sulla ricostruzione del dopo sisma. “La regione ha fatto un importante lavoro sul piano normativo – a detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – anche se permangono dei problemi a livello comunale. Per questo guardiamo con favore all’impegno dell’assessore di convocare i sindaci prima di Natale per cercare di varare le linee guida per uniformare i comportamenti dei singoli Comuni”. All’incontro, i dirigenti di Coldiretti hanno ribadito all’assessore la necessità di risolvere il problema dei versamenti fiscali che scadono al 31 dicembre in quanto è impossibile che le aziende colpite abbiano recuperato la perdita di reddito in un solo anno e mezzo. Pertanto Coldiretti ha espresso il suo appoggio all’impegno della Regione Emilia Romagna di rinviare le imposte e contributi indicativamente di cinque anni. Per la ripartenza economica – ha sottolineato Coldiretti – è necessaria la disponibilità di finanziamenti agli investimenti e per questo i dirigenti della maggiore organizzazione agricola regionale hanno espresso interesse per il progetto di legge sull’”attrattività”, che, secondo le intenzioni espresse da Muzzarelli conterrà provvedimenti per agevolare il credito e sostenere le aziende che vogliono investire in Emilia Romagna.
Sta prendendo la via giusta in Emilia Romagna il processo di ricostruzione nelle aree colpite dal terremoto un anno e mezzo fa. E’ quanto emerso all’incontro dei dirigenti di Coldiretti Emilia Romagna e l’assessore regionale alle Attività Produttive Gian Carlo Muzzarelli per fare il punto sulla ricostruzione del dopo sisma. “La regione ha fatto un importante lavoro sul piano normativo – a detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – anche se permangono dei problemi a livello comunale. Per questo guardiamo con favore all’impegno dell’assessore di convocare i sindaci prima di Natale per cercare di varare le linee guida per uniformare i comportamenti dei singoli Comuni”. All’incontro, i dirigenti di Coldiretti hanno ribadito all’assessore la necessità di risolvere il problema dei versamenti fiscali che scadono al 31 dicembre in quanto è impossibile che le aziende colpite abbiano recuperato la perdita di reddito in un solo anno e mezzo. Pertanto Coldiretti ha espresso il suo appoggio all’impegno della Regione Emilia Romagna di rinviare le imposte e contributi indicativamente di cinque anni. Per la ripartenza economica – ha sottolineato Coldiretti – è necessaria la disponibilità di finanziamenti agli investimenti e per questo i dirigenti della maggiore organizzazione agricola regionale hanno espresso interesse per il progetto di legge sull’”attrattività”, che, secondo le intenzioni espresse da Muzzarelli conterrà provvedimenti per agevolare il credito e sostenere le aziende che vogliono investire in Emilia Romagna.
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lunedì 16 dicembre 2013
UNA STORIA DI RICOSTRUZIONE L’AZIENDA AGRICOLA CARLO FINI DI POGGIO RENATICO HA ULTIMATO I LAVORI DI RICOSTRUZIONE DOPO IL SISMA DEL 2012. UN LUNGO ITER TRA BUROCRAZIA E VOGLIA DI RICOMINCIARE
Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara
Poco più di un anno e mezzo è passato dal sisma che ha colpito la provincia di Ferrara da un punto di vista sia umano che economico. Molte aziende agricole hanno subito danni a fabbricati e terreni che hanno reso difficoltosa la ripresa delle attività produttive. Proprio in questi giorni, l’azienda di Carlo Fini associata a Cia Ferrara – una delle più colpite della zona di Poggio Renatico con circa 400 mila euro di danni stimati – ha ultimato i lavori di costruzione di un nuovo e moderno fabbricato antisismico che ha sostituito quelli danneggiati. Una delle prime a terminare in questa zona e ad iniziare così un nuovo ciclo che chiude un periodo lungo e pieno di ostacoli da superare. «La nostra corte rurale – spiega Carlo Fini – era composta da una casa e un fienile adibiti a magazzino; un capannone in mattoni utilizzato principalmente per le attrezzature e una tipica casella. In seguito al sisma il capannone è collassato e tutti i fabbricati sono diventati inagibili, con pericolo reale di crollo. Un grosso danno, considerando soprattutto l’investimento in pannelli fotovoltaici montati da poco tempo che, in seguito al sisma, abbiamo dovuto rimuovere totalmente. Vedere la propria azienda ridotta in quella maniera, letteralmente da demolire, è stato un colpo bruttissimo. Dopo lo shock iniziale e la voglia di rimediare fin da subito ci siamo però resi conto che il danno subito era al di là delle nostre forze. E abbiamo così deciso di chiedere aiuto: prima pubblicamente nel corso di un’intervista televisiva andata in onda pochi giorni dopo il terremoto per sensibilizzare tutti sui danni subiti dalle aziende agricole poi concretamente iniziando un lunghissimo iter burocratico. Il risultato è un capannone di 300 metri quadri in cemento armato, fondamentale per il ricovero delle attrezzature e dove abbiamo ripristinato l’impianto di pannelli fotovoltaici. La struttura sarà finanziata al 100% dai contributi per la ricostruzione. Sono moltissime le persone da ringraziare oggi che questo percorso è finito, persone che hanno lavorato sulla fiducia, in attesa dell’arrivo dei soldi che la Regione metterà a disposizione tra circa due mesi, a seguito della dichiarazione di fine lavori. Tra loro voglio citare ovviamente la Regione Emilia – Romagna che ci ha riconosciuto il danno, l’assessore Stefano Calderoni che è rimasto sempre in prima linea accanto alle aziende, la Cia Ferrara che ci hanno aiutato con le tantissime pratiche da presentare e i tecnici di riferimento. Tutti – conclude Carlo Fini – ci hanno sostenuto e supportato in ogni fase della ricostruzione e posso dire che solo oggi siamo usciti davvero dalla brutta pagina del terremoto.»
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mercoledì 4 dicembre 2013
SISMA: EDIFICI RURALI COLLABENTI PRIMA DEL TERREMOTO. RABBONI: IL FINANZIAMENTO DELLA RICOSTRUZIONE A CHI PUÒ DIMOSTRARE UN PRECEDENTE UTILIZZO DEI FABBRICATI AD USO PRODUTTIVO ANCHE SENZA FRUIZIONE DI ACQUA ED ELETTRICITÀ.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
I finanziamenti per la ricostruzione possono andare a fienili, magazzini e altri edifici rurali utilizzati dall’impresa agricola, anche senza allacciamento ad acqua ed elettricità, purchè con requisito di sicurezza statica. L’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni sgombra il campo dai dubbi di interpretazione delle ordinanza commissariali in materia. “Innanzitutto devo ribadire – spiega Rabboni - che la norma nazionale che disciplina gli aiuti alle strutture produttive si propone esclusivamente la ricostituzione delle condizioni preesistenti al terremoto. Pertanto tutte le ordinanze commissariali hanno puntato a garantire il contributo per la riparazione o la ricostruzione dei fabbricati strumentali alle attività produttive che erano tali alla data del sisma o nei 36 mesi precedenti. Se gli immobili erano accatastati come collabenti prima del sisma, oppure fatiscenti, insicuri e degradati per mancata o carente manutenzione, e quindi non utilizzabili a fini produttivi, non possono essere ammessi a contributo. Sono esclusi dal contributo quindi gli immobili che alla data del sisma non erano di fatto agibili in quanto non in possesso di requisiti di sicurezza statica o di condizioni igienico-sanitarie per ospitare i lavoratori. Nel caso invece dei fabbricati rurali, utilizzati dall’impresa agricola (quali ad esempio fienili, magazzini, casello, ecc.) è evidente che l’utilizzabilità è assicurata dalla presenza del solo requisito della sicurezza statica. Il che significa che anche senza connessioni con le reti idropotabili o elettriche il finanziamento è dovuto.” Diverso il caso degli edifici non utilizzati dall’impresa agricola e destinati ad usi diversi da quelli produttivi. “In questo caso – spiega ancora Rabboni - il finanziamento è subordinato alla dimostrazione di fornitura elettrica o idrica. L’agibilità e l’utilizzabilità di tali edifici dovrà essere dichiarata dal tecnico con perizia, debitamente documentata, asseverata se non produttiva e invece giurata se produttiva.”
I finanziamenti per la ricostruzione possono andare a fienili, magazzini e altri edifici rurali utilizzati dall’impresa agricola, anche senza allacciamento ad acqua ed elettricità, purchè con requisito di sicurezza statica. L’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni sgombra il campo dai dubbi di interpretazione delle ordinanza commissariali in materia. “Innanzitutto devo ribadire – spiega Rabboni - che la norma nazionale che disciplina gli aiuti alle strutture produttive si propone esclusivamente la ricostituzione delle condizioni preesistenti al terremoto. Pertanto tutte le ordinanze commissariali hanno puntato a garantire il contributo per la riparazione o la ricostruzione dei fabbricati strumentali alle attività produttive che erano tali alla data del sisma o nei 36 mesi precedenti. Se gli immobili erano accatastati come collabenti prima del sisma, oppure fatiscenti, insicuri e degradati per mancata o carente manutenzione, e quindi non utilizzabili a fini produttivi, non possono essere ammessi a contributo. Sono esclusi dal contributo quindi gli immobili che alla data del sisma non erano di fatto agibili in quanto non in possesso di requisiti di sicurezza statica o di condizioni igienico-sanitarie per ospitare i lavoratori. Nel caso invece dei fabbricati rurali, utilizzati dall’impresa agricola (quali ad esempio fienili, magazzini, casello, ecc.) è evidente che l’utilizzabilità è assicurata dalla presenza del solo requisito della sicurezza statica. Il che significa che anche senza connessioni con le reti idropotabili o elettriche il finanziamento è dovuto.” Diverso il caso degli edifici non utilizzati dall’impresa agricola e destinati ad usi diversi da quelli produttivi. “In questo caso – spiega ancora Rabboni - il finanziamento è subordinato alla dimostrazione di fornitura elettrica o idrica. L’agibilità e l’utilizzabilità di tali edifici dovrà essere dichiarata dal tecnico con perizia, debitamente documentata, asseverata se non produttiva e invece giurata se produttiva.”
giovedì 30 maggio 2013
INCONTRO IN REGIONE CON LETTA, GARAGNANI: “BENE LA NUOVA LEGGE QUADRO NAZIONALE SULLE EMERGENZE, PROPOSTA DA LETTA, CHE SAPPIA REGOLARE, IN DUE FASI BEN DISTINTE, EMERGENZA E RICOSTRUZIONE.
Fonte: Confagricoltura Emilia - Romagna
Plauso a Errani per la lotta contro le infiltrazioni mafiose e a sostegno delle richieste del mondo imprenditoriale
Bologna, 30 maggio 2013 - “Siamo soddisfatti per l'impegno assunto stamani dal Presidente del Consiglio Enrico Letta di promulgare una nuova legge quadro nazionale sulle emergenze che sappia regolare distintamente, nei tempi e nei modi, la fase emergenziale e quella della ricostruzione” commenta il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna Guglielmo Garagnani che proprio in questi giorni ha riconosciuto al Presidente della Regione Vasco Errani lo sforzo nella difficile gestione del post-terremoto, attraverso la puntuale emanazione di decine e decine di ordinanze. “Plaudiamo inoltre – aggiunge Garagnani - all'intervento del Presidente Errani che ha portato all'attenzione del Presidente del Consiglio Letta quelle che sono anche le priorità del mondo agricolo per la piena ripresa nelle aree colpite dal sisma: contrastare le infiltrazioni mafiose (a costo di perdere un giorno in più pur di avere le necessarie garanzie); sbloccare le risorse ferme al Cipe oltre alla richiesta di alcuni emendamenti al decreto 26 aprile n.43, tra cui la deroga al patto di stabilità e alle assunzioni, il credito d'imposta per chi investe e l'estensione a tutto il 2013 della copertura del prestito per il pagamento dei tributi, contributi e premi assicurativi obbligatori. Resta da mantenere viva l'attenzione, come segnalato dal Tavolo Regionale dell'Imprenditoria, sulla richiesta di proroga alla normativa che consente la detrazione fiscale del 50% sulle ristrutturazioni edilizie ed estende agli interventi di miglioramento sismico la detrazione fiscale del 55% prevista per quelli di riqualificazione energetica”
Plauso a Errani per la lotta contro le infiltrazioni mafiose e a sostegno delle richieste del mondo imprenditoriale
Bologna, 30 maggio 2013 - “Siamo soddisfatti per l'impegno assunto stamani dal Presidente del Consiglio Enrico Letta di promulgare una nuova legge quadro nazionale sulle emergenze che sappia regolare distintamente, nei tempi e nei modi, la fase emergenziale e quella della ricostruzione” commenta il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna Guglielmo Garagnani che proprio in questi giorni ha riconosciuto al Presidente della Regione Vasco Errani lo sforzo nella difficile gestione del post-terremoto, attraverso la puntuale emanazione di decine e decine di ordinanze. “Plaudiamo inoltre – aggiunge Garagnani - all'intervento del Presidente Errani che ha portato all'attenzione del Presidente del Consiglio Letta quelle che sono anche le priorità del mondo agricolo per la piena ripresa nelle aree colpite dal sisma: contrastare le infiltrazioni mafiose (a costo di perdere un giorno in più pur di avere le necessarie garanzie); sbloccare le risorse ferme al Cipe oltre alla richiesta di alcuni emendamenti al decreto 26 aprile n.43, tra cui la deroga al patto di stabilità e alle assunzioni, il credito d'imposta per chi investe e l'estensione a tutto il 2013 della copertura del prestito per il pagamento dei tributi, contributi e premi assicurativi obbligatori. Resta da mantenere viva l'attenzione, come segnalato dal Tavolo Regionale dell'Imprenditoria, sulla richiesta di proroga alla normativa che consente la detrazione fiscale del 50% sulle ristrutturazioni edilizie ed estende agli interventi di miglioramento sismico la detrazione fiscale del 55% prevista per quelli di riqualificazione energetica”
lunedì 27 maggio 2013
TERREMOTO, IN ARRIVO LE LINEE GUIDA REGIONALI PER L'APPLICAZIONE UNIFORME DELLE NORME URBANISTICHE E UN' ORDINANZA CHE DISPONE LA DECADENZA DEI VINCOLI ARCHITETTONICI PER I FABBRICATI RURALI CON DANNI SUPERIORI AL 50%
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Rabboni: "due novità per accelerare la ricostruzione". Per le filiere agroalimentari 133 milioni di euro, di cui 65 nei territori colpiti dal sisma. Presentato oggi a Bologna il Rapporto agroalimentare 2012: +3,4% la produzione lorda vendibile
In arrivo linee guida regionali per l’applicazione uniforme delle norme urbanistiche nei territori colpiti dal sisma e un’ordinanza del Commissario Vasco Errani che dispone la decadenza dei vincoli architettonici, fissati dalla pianificazione comunale, per i fabbricati rurali con danni superiori al 50%. Lo ha annunciato oggi a Bologna l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni in occasione della Presentazione del Rapporto agroalimentare 2012, promosso da Regione e Unioncamere.” “Due novità che credo contribuiranno ad accelerare il rilascio delle autorizzazioni, ma anche la presentazione delle domande. Il meccanismo della ricostruzione - ha sottolineato Rabboni – è pienamente operativo. Abbiamo risorse certe e procedure trasparenti”. Allo stesso tempo, ha aggiunto l’assessore emiliano-romagnolo, la Regione sta lavorando per incrementare la redditività delle filiere agroalimentari e per questo tra luglio e ottobre è in arrivo “un’iniezione importante di risorse per sostenere progetti di innovazione e sviluppo”. Si tratta di 133 milioni di euro, di cui 65 dedicati espressamente alle aziende dei territori colpiti dal sisma. Le risorse verranno assegnate attraverso una serie di bandi e comprendono anche 20 milioni di euro per la messa in sicurezza antisismica dei fabbricati rurali che non hanno subito danni. Ad oggi la Regione, attraverso due avvisi del Piano regionale di sviluppo rurale, ha stanziato 28 milioni a favore di 386 aziende agricole per l’acquisto o il ripristino di attrezzature, macchinari, ricoveri provvisori. Ulteriori 10 milioni arriveranno con un terzo avviso pubblico che si chiuderà a novembre. Già operative anche le prime domande sull’ordinanza per le attività produttive, tra cui quella del caseificio Razionale Novese che ha ricevuto un finanziamento pari a 12 milioni 200 mila euro. Anche Carlo Alberto Roncarati, presidente di Unioncamere regionale ha sottolineato la necessità di sostenere un settore centrale come quello agroalimentare, ma sempre più esposto alla concorrenza internazionale “con politiche incisive e coordinate per assicurare stabilità dei prezzi e effettivo potere contrattuale agli agricoltori. Per questo, occorre puntare sulla capacità di innovazione, promuovere il ricambio generazionale, migliorare le attività di servizio, anche con strumenti nuovi come i contratti di rete, e, infine, sostenere la promozione coordinata sui mercati esteri, specialmente dei prodotti di qualità.”
L’ annata agraria 2012, in aumento plv ed export, ma in flessione i redditi aziendali
Il 2012 si è chiuso con un aumento del 3,4% della Produzione lorda vendibile, pari a un valore di 4 miliardi 450 milioni di euro, confermando, nonostante due eventi straordinari come il sisma e la siccità estiva (che ha determinato un calo medio delle produzioni vegetali del 20%), l’ andamento positivo in atto ormai da alcuni anni. Non altrettanto bene però è andata per i redditi aziendali che a causa dell’aumento dei costi di produzione anche nel 2012 sono stati in flessione, con una diminuzione netta del 2%. Bene l’andamento dell’export (+4%), mentre il lavoro dipendente cresce del 24%, un dato riconducibile alla maggiore attrattività che in tempi di crisi può avere il lavoro agricolo. In riduzione del 10% i lavoratori autonomi a conferma di un generale invecchiamento dell’imprenditoria agricola. I danni provocati dal sisma al settore agricolo e agroindustriale sono stati quantificati in circa 2,3 miliardi di euro, ma più che la produzione agricola hanno interessato i caseifici e i magazzini di stagionatura; le cantine e le acetaie, le strutture per la lavorazione e la conservazione dell’ortofrutta e dei cereali. Consistenti anche i danni a macchine, attrezzature e scorte. La provincia più colpita è stata quella di Modena con oltre il 91% dei danni totali. Quella del sisma è una delle aree a più forte vocazione agricola e agroindustriale del Paese, con oltre 14 mila aziende agricole e oltre 1.200 allevamenti, oltre a produzioni di eccellenza come il Parmigiano reggiano, il Prosciutto di Parma e i Salumi di Modena e Reggio, l’Aceto Balsamico di Modena, il Lambrusco.
Le produzioni: bene il vino. In crescita anche frutta, grano e orzo. In calo: pomodoro da industria, mais, soia e girasole
Tra le produzione che sono andate meglio nel 2012 vi è sicuramente il vino che ha messo a segno un aumento della Plv addirittura del 40%, un risultato questo reso possibile da una riduzione delle quantità più contenuta del previsto (nonostante il cattivo andamento climatico) e da una ottimo andamento delle quotazioni. Il vino d’altra parte costituisce anche una delle voci più importanti dell’export agroalimentare dell’Emilia-Romagna con un aumento di quasi il 15%. Bene anche la frutta (+ 26% le pesche e +34% le ciliegie) e il comparto delle carni (+6,5% le bovine, +6% le avicunicole). Tra i cereali in forte crescita in particolare grano tenero e orzo (rispettivamente +39 e +36%) mentre tra le colture che più hanno risentito della siccità estiva vi sono mais (- 30%) , soia e girasole (entrambe con una riduzione della Plv del 40%) . Negativo anche l’andamento del pomodoro da industria (-20,5%). Una riduzione dei valori produttivi intorno al 7,5% ha interessato il comparto lattiero – caseario.
Crescono gli agriturismi, tiene il biologico
Anche in Emilia-Romagna il turismo in campagna è sempre più apprezzato. Nel 2012 infatti il numero degli agriturismi è cresciuto del 2% per un totale di 1.042 aziende, con un aumento delle presenze del 4,5%. Bene anche il biologico che tiene attestandosi su un +1,3% rispetto all’anno precedente. Il numero delle aziende bio, considerando anche quelle miste e in conversione, è di 2.759, cui vanno aggiunte 902 aziende di trasformazione per un totale di 3.661 operatori.
L’andamento per provincia
La provincia che “pesa” di più in termini di Plv è quella di Ferrara con un valore di 619 milioni di euro. Seguono quelle di Forlì-Cesena (617 milioni) e Modena (600 milioni). Per quanto riguarda il comparto biologico Forlì-Cesena si conferma la provincia più “verde” sia per numero di operatori bio (672) che per numero di aziende agricole bio: ben 545
Rabboni: "due novità per accelerare la ricostruzione". Per le filiere agroalimentari 133 milioni di euro, di cui 65 nei territori colpiti dal sisma. Presentato oggi a Bologna il Rapporto agroalimentare 2012: +3,4% la produzione lorda vendibile
In arrivo linee guida regionali per l’applicazione uniforme delle norme urbanistiche nei territori colpiti dal sisma e un’ordinanza del Commissario Vasco Errani che dispone la decadenza dei vincoli architettonici, fissati dalla pianificazione comunale, per i fabbricati rurali con danni superiori al 50%. Lo ha annunciato oggi a Bologna l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni in occasione della Presentazione del Rapporto agroalimentare 2012, promosso da Regione e Unioncamere.” “Due novità che credo contribuiranno ad accelerare il rilascio delle autorizzazioni, ma anche la presentazione delle domande. Il meccanismo della ricostruzione - ha sottolineato Rabboni – è pienamente operativo. Abbiamo risorse certe e procedure trasparenti”. Allo stesso tempo, ha aggiunto l’assessore emiliano-romagnolo, la Regione sta lavorando per incrementare la redditività delle filiere agroalimentari e per questo tra luglio e ottobre è in arrivo “un’iniezione importante di risorse per sostenere progetti di innovazione e sviluppo”. Si tratta di 133 milioni di euro, di cui 65 dedicati espressamente alle aziende dei territori colpiti dal sisma. Le risorse verranno assegnate attraverso una serie di bandi e comprendono anche 20 milioni di euro per la messa in sicurezza antisismica dei fabbricati rurali che non hanno subito danni. Ad oggi la Regione, attraverso due avvisi del Piano regionale di sviluppo rurale, ha stanziato 28 milioni a favore di 386 aziende agricole per l’acquisto o il ripristino di attrezzature, macchinari, ricoveri provvisori. Ulteriori 10 milioni arriveranno con un terzo avviso pubblico che si chiuderà a novembre. Già operative anche le prime domande sull’ordinanza per le attività produttive, tra cui quella del caseificio Razionale Novese che ha ricevuto un finanziamento pari a 12 milioni 200 mila euro. Anche Carlo Alberto Roncarati, presidente di Unioncamere regionale ha sottolineato la necessità di sostenere un settore centrale come quello agroalimentare, ma sempre più esposto alla concorrenza internazionale “con politiche incisive e coordinate per assicurare stabilità dei prezzi e effettivo potere contrattuale agli agricoltori. Per questo, occorre puntare sulla capacità di innovazione, promuovere il ricambio generazionale, migliorare le attività di servizio, anche con strumenti nuovi come i contratti di rete, e, infine, sostenere la promozione coordinata sui mercati esteri, specialmente dei prodotti di qualità.”
L’ annata agraria 2012, in aumento plv ed export, ma in flessione i redditi aziendali
Il 2012 si è chiuso con un aumento del 3,4% della Produzione lorda vendibile, pari a un valore di 4 miliardi 450 milioni di euro, confermando, nonostante due eventi straordinari come il sisma e la siccità estiva (che ha determinato un calo medio delle produzioni vegetali del 20%), l’ andamento positivo in atto ormai da alcuni anni. Non altrettanto bene però è andata per i redditi aziendali che a causa dell’aumento dei costi di produzione anche nel 2012 sono stati in flessione, con una diminuzione netta del 2%. Bene l’andamento dell’export (+4%), mentre il lavoro dipendente cresce del 24%, un dato riconducibile alla maggiore attrattività che in tempi di crisi può avere il lavoro agricolo. In riduzione del 10% i lavoratori autonomi a conferma di un generale invecchiamento dell’imprenditoria agricola. I danni provocati dal sisma al settore agricolo e agroindustriale sono stati quantificati in circa 2,3 miliardi di euro, ma più che la produzione agricola hanno interessato i caseifici e i magazzini di stagionatura; le cantine e le acetaie, le strutture per la lavorazione e la conservazione dell’ortofrutta e dei cereali. Consistenti anche i danni a macchine, attrezzature e scorte. La provincia più colpita è stata quella di Modena con oltre il 91% dei danni totali. Quella del sisma è una delle aree a più forte vocazione agricola e agroindustriale del Paese, con oltre 14 mila aziende agricole e oltre 1.200 allevamenti, oltre a produzioni di eccellenza come il Parmigiano reggiano, il Prosciutto di Parma e i Salumi di Modena e Reggio, l’Aceto Balsamico di Modena, il Lambrusco.
Le produzioni: bene il vino. In crescita anche frutta, grano e orzo. In calo: pomodoro da industria, mais, soia e girasole
Tra le produzione che sono andate meglio nel 2012 vi è sicuramente il vino che ha messo a segno un aumento della Plv addirittura del 40%, un risultato questo reso possibile da una riduzione delle quantità più contenuta del previsto (nonostante il cattivo andamento climatico) e da una ottimo andamento delle quotazioni. Il vino d’altra parte costituisce anche una delle voci più importanti dell’export agroalimentare dell’Emilia-Romagna con un aumento di quasi il 15%. Bene anche la frutta (+ 26% le pesche e +34% le ciliegie) e il comparto delle carni (+6,5% le bovine, +6% le avicunicole). Tra i cereali in forte crescita in particolare grano tenero e orzo (rispettivamente +39 e +36%) mentre tra le colture che più hanno risentito della siccità estiva vi sono mais (- 30%) , soia e girasole (entrambe con una riduzione della Plv del 40%) . Negativo anche l’andamento del pomodoro da industria (-20,5%). Una riduzione dei valori produttivi intorno al 7,5% ha interessato il comparto lattiero – caseario.
Crescono gli agriturismi, tiene il biologico
Anche in Emilia-Romagna il turismo in campagna è sempre più apprezzato. Nel 2012 infatti il numero degli agriturismi è cresciuto del 2% per un totale di 1.042 aziende, con un aumento delle presenze del 4,5%. Bene anche il biologico che tiene attestandosi su un +1,3% rispetto all’anno precedente. Il numero delle aziende bio, considerando anche quelle miste e in conversione, è di 2.759, cui vanno aggiunte 902 aziende di trasformazione per un totale di 3.661 operatori.
L’andamento per provincia
La provincia che “pesa” di più in termini di Plv è quella di Ferrara con un valore di 619 milioni di euro. Seguono quelle di Forlì-Cesena (617 milioni) e Modena (600 milioni). Per quanto riguarda il comparto biologico Forlì-Cesena si conferma la provincia più “verde” sia per numero di operatori bio (672) che per numero di aziende agricole bio: ben 545
giovedì 23 maggio 2013
CASEIFICIO NOVESE, RABBONI: LA SUA RIPARTENZA UNA BELLA NOTIZIA PER TUTTI NOI. DALLA STRUTTURA COMMISSARIALE RISORSE PER 12 MILIONI E 200 MILA EURO
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
“Il Parmigiano Reggiano è stato uno dei simboli di questo terremoto. Le immagini delle forme cadute dalle scalere hanno fatto il giro del mondo e hanno raccontato il dramma dell’Emilia. Per questo voglio congratularmi con il caseificio Novese, che al momento delle scosse conservava oltre 74 mila forme, per la forza e la determinazione con cui ha saputo reagire. La sua ripartenza è una bella notizia per tutti noi”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni nel giorno dell’Assemblea di bilancio del caseificio Razionale Novese. Proprio in questi giorni al caseificio è stata rilasciata dalla struttura commissariale una concessione di contributo per l’indennizzo del prodotto e i costi di evacuazione e di gestione delle forme danneggiate pari a 12 milioni e 200 mila euro, nell’ambito dell’ordinanza per le attività produttive. A questi si aggiungono oltre 1 milione di euro per le scalere grazie alla misura 126 del Piano regionale di sviluppo rurale. Oltre al Caseificio Novese sono molte altre le imprese agricole e agroalimentari che stanno ricevendo concessioni di pagamento, grazie alle risorse straordinarie del Piano regionale di sviluppo rurale. Il primo avviso pubblico del PSR per l’acquisto di attrezzature, macchinari e ricoveri provvisori ha permesso di finanziare 246 domande per 18 milioni di contributo. Entro giugno arriveranno le concessioni di pagamento relative a ulteriori 10 milioni per altre 140 aziende danneggiate, mentre un terzo avviso pubblico, sempre per la stessa tipologia di danni, è previsto a settembre. “C’è stata una fase iniziale inevitabilmente più difficoltosa – spiega Rabboni - Ma ora i dati ci dicono che il meccanismo sta funzionando e le imprese agricole cominciano a ricevere gli indennizzi”.
“Il Parmigiano Reggiano è stato uno dei simboli di questo terremoto. Le immagini delle forme cadute dalle scalere hanno fatto il giro del mondo e hanno raccontato il dramma dell’Emilia. Per questo voglio congratularmi con il caseificio Novese, che al momento delle scosse conservava oltre 74 mila forme, per la forza e la determinazione con cui ha saputo reagire. La sua ripartenza è una bella notizia per tutti noi”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni nel giorno dell’Assemblea di bilancio del caseificio Razionale Novese. Proprio in questi giorni al caseificio è stata rilasciata dalla struttura commissariale una concessione di contributo per l’indennizzo del prodotto e i costi di evacuazione e di gestione delle forme danneggiate pari a 12 milioni e 200 mila euro, nell’ambito dell’ordinanza per le attività produttive. A questi si aggiungono oltre 1 milione di euro per le scalere grazie alla misura 126 del Piano regionale di sviluppo rurale. Oltre al Caseificio Novese sono molte altre le imprese agricole e agroalimentari che stanno ricevendo concessioni di pagamento, grazie alle risorse straordinarie del Piano regionale di sviluppo rurale. Il primo avviso pubblico del PSR per l’acquisto di attrezzature, macchinari e ricoveri provvisori ha permesso di finanziare 246 domande per 18 milioni di contributo. Entro giugno arriveranno le concessioni di pagamento relative a ulteriori 10 milioni per altre 140 aziende danneggiate, mentre un terzo avviso pubblico, sempre per la stessa tipologia di danni, è previsto a settembre. “C’è stata una fase iniziale inevitabilmente più difficoltosa – spiega Rabboni - Ma ora i dati ci dicono che il meccanismo sta funzionando e le imprese agricole cominciano a ricevere gli indennizzi”.
RICOSTRUZIONE POST TERREMOTO, GARAGNANI: “LE MODALITA' OPERATIVE DELLA LEGGE REGIONALE 16 SONO INADEGUATE E INSUFFICENTI E INTRALCIANO L'OPERA DI RICOSTRUZIONE: AD OGGI SONO SOLO 6 LE PRATICHE AVVIATE PER IL MONDO AGRICOLO”
Fonte: Confagricoltura Emilia - Romagna
“La ricostruzione post terremoto degli immobili, sia ad uso abitativo ma soprattutto ad uso produttivo, è ferma al palo, bloccata dalla Legge Regionale 16 che di fatto non ha saputo fornire gli strumenti necessari a rendere agevole l'avvio dei lavori. Lo stallo è generato in primis dagli uffici tecnici dei vari comuni colpiti dal sisma che hanno palesato disomogeneità di comportamento nell'istruire le istanze di concessione edilizia, esigendo un “normale” rispetto dei vincoli ed imponendo massima rigidità nell'opera di ricostruzione. Risultato: ad oggi sono state presentate in totale 109 domande, di cui solo 6 per il settore agricolo”. E' netto il giudizio del presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Guglielmo Garagnani, nel constatare il fallimento legislativo della Legge Regionale 16. “Quella normativa – precisa - avrebbe dovuto segnare il passo verso la piena ripresa sociale ed economico-produttiva nelle aree devastate dal terremoto, invece si è dimostrata inadeguata e insufficiente. L'attenzione e l'impegno dimostrati dall'Assessorato regionale all'Agricoltura, che ha tempestivamente attivato misure ad hoc e reperito risorse finanziarie, sono stati purtroppo messi in discussione da una macchina burocratico legislativa che non ha funzionato”. “Confagricoltura Emilia Romagna – chiosa il presidente Garagnani - chiede al Presidente della Regione e Commissario per la Ricostruzione Vasco Errani di intervenire subito affinché sia trovata una soluzione condivisa anche dalle amministrazioni comunali per far fronte al momento di difficoltà e di eccezionalità che il nostro territorio sta vivendo”.
“La ricostruzione post terremoto degli immobili, sia ad uso abitativo ma soprattutto ad uso produttivo, è ferma al palo, bloccata dalla Legge Regionale 16 che di fatto non ha saputo fornire gli strumenti necessari a rendere agevole l'avvio dei lavori. Lo stallo è generato in primis dagli uffici tecnici dei vari comuni colpiti dal sisma che hanno palesato disomogeneità di comportamento nell'istruire le istanze di concessione edilizia, esigendo un “normale” rispetto dei vincoli ed imponendo massima rigidità nell'opera di ricostruzione. Risultato: ad oggi sono state presentate in totale 109 domande, di cui solo 6 per il settore agricolo”. E' netto il giudizio del presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Guglielmo Garagnani, nel constatare il fallimento legislativo della Legge Regionale 16. “Quella normativa – precisa - avrebbe dovuto segnare il passo verso la piena ripresa sociale ed economico-produttiva nelle aree devastate dal terremoto, invece si è dimostrata inadeguata e insufficiente. L'attenzione e l'impegno dimostrati dall'Assessorato regionale all'Agricoltura, che ha tempestivamente attivato misure ad hoc e reperito risorse finanziarie, sono stati purtroppo messi in discussione da una macchina burocratico legislativa che non ha funzionato”. “Confagricoltura Emilia Romagna – chiosa il presidente Garagnani - chiede al Presidente della Regione e Commissario per la Ricostruzione Vasco Errani di intervenire subito affinché sia trovata una soluzione condivisa anche dalle amministrazioni comunali per far fronte al momento di difficoltà e di eccezionalità che il nostro territorio sta vivendo”.
lunedì 20 maggio 2013
TERREMOTO, RABBONI RISPONDE A COLDIRETTI: GIÀ RILASCIATE CONCESSIONI DI CONTRIBUTO TRA CUI QUELLA AL CASEIFICIO NOVESE PER 12 MILIONI DI EURO
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Dal PSR circa 38 milioni di euro. Il meccanismo sta funzionando
Sono già state rilasciate concessioni di contributo a favore delle imprese agricole e agroindustriali per la ricostruzione di edifici produttivi e l’indennizzo del formaggio danneggiato. Una di queste è quella che assegna oltre 12 milioni di euro al caseificio Razionale Novese che al momento del sisma conservava 74.600 forme di Parmigiano Reggiano. Per quanto riguarda le attrezzature agricole, i macchinari, i ricoveri per scorte e bestiame e le altre tipologie di danni coperti dal Piano regionale di sviluppo rurale, abbiamo concluso il primo avviso pubblico relativo a 18 milioni di euro per il quale ci sono già richieste di pagamento in corso come acconto o saldo. Entro giugno arriveranno le concessioni relative al secondo avviso per ulteriori 10 milioni di euro, mentre a settembre si chiuderanno i termini per usufruire di altri 10 milioni di euro. Come per tutti i Bandi del PSR anche in questi casi le risorse vengono materialmente saldate dietro presentazione di fattura. In alternativa però l’azienda può chiedere subito un anticipo del 50%. Tengo a sottolineare che fino ad ora tutte le domande sul PSR sono state accolte. Tutto questo dimostra che il meccanismo sta funzionando”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni in risposta a quanto dichiarato dalla Coldiretti regionale. “Mi fa piacere che Coldiretti riconosca il lavoro puntuale e tempestivo fatto dalla Regione per quanto riguarda il rilevamento dei danni e lo stanziamento dei fondi – sottolinea Rabboni – voglio però ricordare che quella che viene chiamata burocrazia è uno strumento fondamentale per garantire, nell’erogazione del denaro pubblico, correttezza, equità e trasparenza. C’è stata una fase iniziale durante la quale gli agricoltori non hanno ricevuto soldi perché dovevano documentare in modo rigoroso la spesa necessaria alla ricostruzione o al ripristino dei danni. Ma ora quella fase è finita. Chi ha presentato le perizie può senza indugi aprire i cantieri o, a seconda dei casi, incassare gli indennizzi. “ Che la “macchina” stia girando lo confermano anche altri dati. Ad esempio i 200 alloggi temporanei costruiti per permettere agli agricoltori di rimanere in azienda vicino alla propria terra e al proprio bestiame, ma anche – sottolinea ancora Rabboni - l’importante lavoro fatto per riparare le idrovore, le arginature e le altre opere di bonifica danneggiate, così da garantire la sicurezza idraulica in campagna: oltre 89 gli interventi realizzati per 22 milioni di euro.”
Dal PSR circa 38 milioni di euro. Il meccanismo sta funzionando
Sono già state rilasciate concessioni di contributo a favore delle imprese agricole e agroindustriali per la ricostruzione di edifici produttivi e l’indennizzo del formaggio danneggiato. Una di queste è quella che assegna oltre 12 milioni di euro al caseificio Razionale Novese che al momento del sisma conservava 74.600 forme di Parmigiano Reggiano. Per quanto riguarda le attrezzature agricole, i macchinari, i ricoveri per scorte e bestiame e le altre tipologie di danni coperti dal Piano regionale di sviluppo rurale, abbiamo concluso il primo avviso pubblico relativo a 18 milioni di euro per il quale ci sono già richieste di pagamento in corso come acconto o saldo. Entro giugno arriveranno le concessioni relative al secondo avviso per ulteriori 10 milioni di euro, mentre a settembre si chiuderanno i termini per usufruire di altri 10 milioni di euro. Come per tutti i Bandi del PSR anche in questi casi le risorse vengono materialmente saldate dietro presentazione di fattura. In alternativa però l’azienda può chiedere subito un anticipo del 50%. Tengo a sottolineare che fino ad ora tutte le domande sul PSR sono state accolte. Tutto questo dimostra che il meccanismo sta funzionando”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni in risposta a quanto dichiarato dalla Coldiretti regionale. “Mi fa piacere che Coldiretti riconosca il lavoro puntuale e tempestivo fatto dalla Regione per quanto riguarda il rilevamento dei danni e lo stanziamento dei fondi – sottolinea Rabboni – voglio però ricordare che quella che viene chiamata burocrazia è uno strumento fondamentale per garantire, nell’erogazione del denaro pubblico, correttezza, equità e trasparenza. C’è stata una fase iniziale durante la quale gli agricoltori non hanno ricevuto soldi perché dovevano documentare in modo rigoroso la spesa necessaria alla ricostruzione o al ripristino dei danni. Ma ora quella fase è finita. Chi ha presentato le perizie può senza indugi aprire i cantieri o, a seconda dei casi, incassare gli indennizzi. “ Che la “macchina” stia girando lo confermano anche altri dati. Ad esempio i 200 alloggi temporanei costruiti per permettere agli agricoltori di rimanere in azienda vicino alla propria terra e al proprio bestiame, ma anche – sottolinea ancora Rabboni - l’importante lavoro fatto per riparare le idrovore, le arginature e le altre opere di bonifica danneggiate, così da garantire la sicurezza idraulica in campagna: oltre 89 gli interventi realizzati per 22 milioni di euro.”
TERREMOTO, CONFAGRICOLTURA: “IL RITORNO ALLA NORMALITA’ E’ ANCORA LONTANO. LA VERA NUOVA EMERGENZA ORA E’ LA BUROCRAZIA.”
Fonte: Confagricoltura
Ad un anno di distanza dal terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna, Confagricoltura richiama l’attenzione sui territori sconvolti dal sisma, ad alta densità imprenditoriale, dove il ritorno alla normalità è ancora lontano e cresce la voglia di voltare pagina. Anche perché proprio le stesse aree sono state nuovamente colpite dalle trombe d’aria del 3 maggio, aggiungendo criticità su criticità. “La vera nuova emergenza è la burocrazia – denuncia Confagricoltura – che sta facendo quasi più danni del sisma, impedendo il rapido accesso ai contributi e agli sgravi fiscali per agevolare una pronta ricostruzione e ristrutturazione dei fabbricati rurali e rallentando gli interventi sulle strutture produttive a causa delle difficoltà del rilascio delle certificazioni di agibilità sismica”. Ma non solo. Ci sono ancora problemi di finanziamenti da parte delle banche, di accesso al credito agevolato; di ammortizzatori sociali; di agevolazioni procedurali per le delocalizzazioni temporanee e definitive; oltre alla sospensione di versamenti e adempimenti fiscali; ai rinvii delle scadenze normative, alle deroghe per la costruzione e ricostruzione degli impianti per le energie rinnovabili. “Avevamo chiesto – ha detto Mario Guidi - che fosse fatto ogni sforzo, attivando le opportune corsie di emergenza, perché il ritorno alla normalità in tempi rapidi non fosse solo una chimera. Invece la macchina burocratica sta rallentando ogni cosa, mettendo a dura prova la voglia di ricostruire dei nostri imprenditori.” Per tale motivo Confagricoltura ha aderito alla manifestazione di protesta che vedrà in piazza, giovedì 23 maggio a Mirandola, le Organizzazioni di categoria (oltre a Confagricoltura, Confcommercio, Cna, Confartigianato Lapam, Fam, Coldiretti, Cia, Confcooperative, Legacoop) per portare all’attenzione delle Istituzioni i problemi vissuti dagli imprenditori in questo primo anno di ricostruzione”.
Ad un anno di distanza dal terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna, Confagricoltura richiama l’attenzione sui territori sconvolti dal sisma, ad alta densità imprenditoriale, dove il ritorno alla normalità è ancora lontano e cresce la voglia di voltare pagina. Anche perché proprio le stesse aree sono state nuovamente colpite dalle trombe d’aria del 3 maggio, aggiungendo criticità su criticità. “La vera nuova emergenza è la burocrazia – denuncia Confagricoltura – che sta facendo quasi più danni del sisma, impedendo il rapido accesso ai contributi e agli sgravi fiscali per agevolare una pronta ricostruzione e ristrutturazione dei fabbricati rurali e rallentando gli interventi sulle strutture produttive a causa delle difficoltà del rilascio delle certificazioni di agibilità sismica”. Ma non solo. Ci sono ancora problemi di finanziamenti da parte delle banche, di accesso al credito agevolato; di ammortizzatori sociali; di agevolazioni procedurali per le delocalizzazioni temporanee e definitive; oltre alla sospensione di versamenti e adempimenti fiscali; ai rinvii delle scadenze normative, alle deroghe per la costruzione e ricostruzione degli impianti per le energie rinnovabili. “Avevamo chiesto – ha detto Mario Guidi - che fosse fatto ogni sforzo, attivando le opportune corsie di emergenza, perché il ritorno alla normalità in tempi rapidi non fosse solo una chimera. Invece la macchina burocratica sta rallentando ogni cosa, mettendo a dura prova la voglia di ricostruire dei nostri imprenditori.” Per tale motivo Confagricoltura ha aderito alla manifestazione di protesta che vedrà in piazza, giovedì 23 maggio a Mirandola, le Organizzazioni di categoria (oltre a Confagricoltura, Confcommercio, Cna, Confartigianato Lapam, Fam, Coldiretti, Cia, Confcooperative, Legacoop) per portare all’attenzione delle Istituzioni i problemi vissuti dagli imprenditori in questo primo anno di ricostruzione”.
COLDIRETTI: AD UN ANNO DAL TERREMOTO ANCORA NESSUN EURO ALLE IMPRESE; IL NEMICO E’ LA BUROCRAZIA.
Fonte: Coldiretti Ferrara
Fondi stanziati ma praticamente inutilizzabili, le aziende avanti con risorse proprie è la denuncia di Coldiretti Emilia-Romagna. In sofferenza una delle aree agricole più produttive d’Italia.
Rilevamento dei danni e stanziamenti dei fondi in tempi sufficientemente veloci, ma una burocrazia,estremamente complessa frammentata tra regole e pubblica amministrazione, che ha impedito che i finanziamenti, pur disponibili, raggiungessero cittadini e imprenditori in tempi adeguati alla gravità dell’evento. E’ questo il giudizio di Coldiretti Emilia Romagna nel primo anniversario di un terremoto che il 20 e 29 maggio del 2012 ha devastato l’Emilia Romagna. E’ stato un terremoto senza precedenti perché ha colpito un’area ad alta concentrazione di imprese. Senza precedenti per il valore dei danni complessivi che hanno raggiunto i 12,3 miliardi di euro. Senza precedenti perché ad un anno dal sisma si sa esattamente quanti soldi sono stanziati e disponibili. Senza precedenti perché in un anno neanche un euro è arrivato ai cittadini che pure sono riusciti a far ripartire le loro attività. In una delle agricolture più produttive d’Italia il sisma ha provocato danni per mille milioni di euro, colpendo abitazioni, stalle, magazzini, attrezzature di circa 6.000 aziende. Ammontano a circa 550 milioni di euro i danni provocati alle strutture agricole (fienili, stalle, magazzini), con il Parmigiano Reggiano che è in testa alla triste classifica del prodotto più danneggiato con 200 milioni di euro, seguito da vicino dal Grana Padano che accusa un colpo da 70 milioni di euro e dall’aceto balsamico che conta perdite per 15 milioni di euro. A questi si aggiungono 120 milioni per i danni agli impianti dei consorzi di bonifica necessari per garantire la sicurezza del territorio. In quest’area, secondo stime di Coldiretti, solo le aziende agricole occupano circa 12 mila dipendenti mentre 25 mila sono i titolari delle aziende e i familiari ai quali vanno aggiunte le migliaia di posti di lavoro nell’agroindustria, dai caseifici alla trasformazione della frutta. In questo anno – commenta Coldiretti – è indiscutibile l’impegno della Regione Emilia Romagna e degli stessi commissari (prima Franco Gabrielli e poi Vasco Errani) che sin dall’inizio hanno fronteggiato efficacemente l’emergenza di sfollati e strutture pubbliche che occorreva rimettere subito in funzione, in particolare scuole, ospedali e consegna, nelle campagne di moduli abitativi provvisori per affrontare l’inverno. In pochi mesi, rilevati danni, sono stati trovati i soldi per la ricostruzione: 12 miliardi, di cui 6 da proroghe fiscali e previdenziali e altri 6 miliardi con la Cassa Depositi e Prestiti. A questi vanno aggiunti 100 milioni di anticipo mutui per partire con la ricostruzione, 50 milioni per la ricerca, 80 milioni all’anno per tre anni da parte dell’Inail per la messa in sicurezza degli edifici non danneggiati nel cratere. Per le imprese agricole, grazie alla solidarietà delle regioni non terremotate, si sono subito resi disponibili 100 milioni di euro per il ripristino dei mezzi agricoli danneggiati, delle attrezzature e delle scorte vive e morte Proprio da quest’ultimo finanziamento a tutt’oggi sono stati stanziati – informa Coldiretti – 33 milioni di euro. Ma si tratta di una goccia nel mare magnum dei danni, per di più poco interessante perché finanzia l’80 per cento della spesa, contrariamente alla più appetibile Cassa Depositi e Prestiti che finanzia il cento per cento. Per il resto, le circa seimila aziende agricole danneggiate (il 25% delle 23.500 imprese totali danneggiate rilevate dalla Protezione Civile) in dodici mesi non hanno ricevuto neanche un euro. Si tratta di una situazione paradossale – sottolineaColdiretti Emilia Romagna – in quanto i soldi sono stati stanziati ma non riescono ad arrivare ai cittadini. Si è creata una situazione di stallo – spiega Coldiretti – soprattutto a causa di rimpalli di responsabilità tra professionisti, Comuni, struttura commissariale e Regione, prigionieri di regole e norme urbanistiche non chiare e molto frammentate, con l’aggravante delle banche che procedono molto lentamente nella concessione del credito, anche se c’è la garanzia della Cassa Depositi e Prestiti. Il freno maggiore è costituito dalle normative urbanistiche, che in Emilia Romagna sono appannaggio esclusivo dei Comuni, ognuno dei quali con le sue regole e i suoi tempi. Coldiretti Emilia Romagna aveva chiesto alla Regione la costituzione di unasorta di corsia privilegiata per la ricostruzione, con norme uniche valide per tutte le amministrazioni comunali. Questo non è stato fatto e così il piano di ricostruzione è diventato una variante dei piani strutturali (come si chiamano oggi i piani regolatori comunali), con tutte le tempistiche del caso: di fatto c’è tempo fino al 31 dicembre prossimo per approvarli, con la conseguenza che molti imprenditori non sanno come presentare le domande e quindi non possono utilizzare i finanziamenti che pure sono disponibili. Oggi ci troviamo di fronte a Comuni, come Medolla, che ha fatto un piano per le aree rurali produttivemolto efficace, a basso contenuto di vincoli, che mette a disposizione di chi vuole ristrutturare o ricostruire gli strumenti necessari per partire. Comuni limitrofi invece stanno lavorando con regole estremamente vincolanti. Addirittura per le aree rurali, dove non esistono vincoli per particolari caratteristiche architettoniche o particolarità paesaggistiche, c’è qualche amministrazione che già in passato avevano vincolato edifici e costruzioni non per la loro qualità o eccellenza architettonica, ma semplicemente perché era stato costruito “prima del…”. Perciò un edificio, anche se brutto e senza particolare valore, è vincolato e i Comuni ne pretendono la ricostruzione tale e quale, anche se magari non risponde più alle esigenze dell’impresa. E’ il caso di vecchie stalle dismesse, che erano state adibite a capannoni ricovero attrezzi, anche se di fatto erano sovradimensionati. Oggi potrebbe essere ricostruito un capannone di dimensioni più contenute, ma le norme di cui sisono dotate le amministrazioni comunali lo impediscono. A sostenere i produttori è stata la solidarietà dei cittadini che hanno acquistato i prodotti delle aziende delle aree danneggiate nei mercati organizzati da Coldiretti e Campagna Amica. Solo per il Parmigiano Reggiano sono stati acquistati oltre un milione di chili del prestigioso formaggio duramente colpito dal sisma, che ha causato la caduta a terra di quasi 600.000 forme, danneggiato gravemente 37 caseifici di Modena, Reggio Emilia, Mantova e Bologna e oltre 600 allevamenti. Nei mesi successivi al sisma si è generata una enorme catena di solidarietà che ha coinvolto cittadini italiani e stranieri che attraverso l’acquisto hanno contribuito a far ripartire un comparto determinante per l’economia locale e nazionale. Per il resto, gli imprenditori agricoli sono ripartiti mettendo mano ai loro risparmi per acquistare macchine, mettere in sicurezza edifici e lavorare i loro prodotti, assicurando continuità sul mercato
Fondi stanziati ma praticamente inutilizzabili, le aziende avanti con risorse proprie è la denuncia di Coldiretti Emilia-Romagna. In sofferenza una delle aree agricole più produttive d’Italia.
Rilevamento dei danni e stanziamenti dei fondi in tempi sufficientemente veloci, ma una burocrazia,estremamente complessa frammentata tra regole e pubblica amministrazione, che ha impedito che i finanziamenti, pur disponibili, raggiungessero cittadini e imprenditori in tempi adeguati alla gravità dell’evento. E’ questo il giudizio di Coldiretti Emilia Romagna nel primo anniversario di un terremoto che il 20 e 29 maggio del 2012 ha devastato l’Emilia Romagna. E’ stato un terremoto senza precedenti perché ha colpito un’area ad alta concentrazione di imprese. Senza precedenti per il valore dei danni complessivi che hanno raggiunto i 12,3 miliardi di euro. Senza precedenti perché ad un anno dal sisma si sa esattamente quanti soldi sono stanziati e disponibili. Senza precedenti perché in un anno neanche un euro è arrivato ai cittadini che pure sono riusciti a far ripartire le loro attività. In una delle agricolture più produttive d’Italia il sisma ha provocato danni per mille milioni di euro, colpendo abitazioni, stalle, magazzini, attrezzature di circa 6.000 aziende. Ammontano a circa 550 milioni di euro i danni provocati alle strutture agricole (fienili, stalle, magazzini), con il Parmigiano Reggiano che è in testa alla triste classifica del prodotto più danneggiato con 200 milioni di euro, seguito da vicino dal Grana Padano che accusa un colpo da 70 milioni di euro e dall’aceto balsamico che conta perdite per 15 milioni di euro. A questi si aggiungono 120 milioni per i danni agli impianti dei consorzi di bonifica necessari per garantire la sicurezza del territorio. In quest’area, secondo stime di Coldiretti, solo le aziende agricole occupano circa 12 mila dipendenti mentre 25 mila sono i titolari delle aziende e i familiari ai quali vanno aggiunte le migliaia di posti di lavoro nell’agroindustria, dai caseifici alla trasformazione della frutta. In questo anno – commenta Coldiretti – è indiscutibile l’impegno della Regione Emilia Romagna e degli stessi commissari (prima Franco Gabrielli e poi Vasco Errani) che sin dall’inizio hanno fronteggiato efficacemente l’emergenza di sfollati e strutture pubbliche che occorreva rimettere subito in funzione, in particolare scuole, ospedali e consegna, nelle campagne di moduli abitativi provvisori per affrontare l’inverno. In pochi mesi, rilevati danni, sono stati trovati i soldi per la ricostruzione: 12 miliardi, di cui 6 da proroghe fiscali e previdenziali e altri 6 miliardi con la Cassa Depositi e Prestiti. A questi vanno aggiunti 100 milioni di anticipo mutui per partire con la ricostruzione, 50 milioni per la ricerca, 80 milioni all’anno per tre anni da parte dell’Inail per la messa in sicurezza degli edifici non danneggiati nel cratere. Per le imprese agricole, grazie alla solidarietà delle regioni non terremotate, si sono subito resi disponibili 100 milioni di euro per il ripristino dei mezzi agricoli danneggiati, delle attrezzature e delle scorte vive e morte Proprio da quest’ultimo finanziamento a tutt’oggi sono stati stanziati – informa Coldiretti – 33 milioni di euro. Ma si tratta di una goccia nel mare magnum dei danni, per di più poco interessante perché finanzia l’80 per cento della spesa, contrariamente alla più appetibile Cassa Depositi e Prestiti che finanzia il cento per cento. Per il resto, le circa seimila aziende agricole danneggiate (il 25% delle 23.500 imprese totali danneggiate rilevate dalla Protezione Civile) in dodici mesi non hanno ricevuto neanche un euro. Si tratta di una situazione paradossale – sottolineaColdiretti Emilia Romagna – in quanto i soldi sono stati stanziati ma non riescono ad arrivare ai cittadini. Si è creata una situazione di stallo – spiega Coldiretti – soprattutto a causa di rimpalli di responsabilità tra professionisti, Comuni, struttura commissariale e Regione, prigionieri di regole e norme urbanistiche non chiare e molto frammentate, con l’aggravante delle banche che procedono molto lentamente nella concessione del credito, anche se c’è la garanzia della Cassa Depositi e Prestiti. Il freno maggiore è costituito dalle normative urbanistiche, che in Emilia Romagna sono appannaggio esclusivo dei Comuni, ognuno dei quali con le sue regole e i suoi tempi. Coldiretti Emilia Romagna aveva chiesto alla Regione la costituzione di unasorta di corsia privilegiata per la ricostruzione, con norme uniche valide per tutte le amministrazioni comunali. Questo non è stato fatto e così il piano di ricostruzione è diventato una variante dei piani strutturali (come si chiamano oggi i piani regolatori comunali), con tutte le tempistiche del caso: di fatto c’è tempo fino al 31 dicembre prossimo per approvarli, con la conseguenza che molti imprenditori non sanno come presentare le domande e quindi non possono utilizzare i finanziamenti che pure sono disponibili. Oggi ci troviamo di fronte a Comuni, come Medolla, che ha fatto un piano per le aree rurali produttivemolto efficace, a basso contenuto di vincoli, che mette a disposizione di chi vuole ristrutturare o ricostruire gli strumenti necessari per partire. Comuni limitrofi invece stanno lavorando con regole estremamente vincolanti. Addirittura per le aree rurali, dove non esistono vincoli per particolari caratteristiche architettoniche o particolarità paesaggistiche, c’è qualche amministrazione che già in passato avevano vincolato edifici e costruzioni non per la loro qualità o eccellenza architettonica, ma semplicemente perché era stato costruito “prima del…”. Perciò un edificio, anche se brutto e senza particolare valore, è vincolato e i Comuni ne pretendono la ricostruzione tale e quale, anche se magari non risponde più alle esigenze dell’impresa. E’ il caso di vecchie stalle dismesse, che erano state adibite a capannoni ricovero attrezzi, anche se di fatto erano sovradimensionati. Oggi potrebbe essere ricostruito un capannone di dimensioni più contenute, ma le norme di cui sisono dotate le amministrazioni comunali lo impediscono. A sostenere i produttori è stata la solidarietà dei cittadini che hanno acquistato i prodotti delle aziende delle aree danneggiate nei mercati organizzati da Coldiretti e Campagna Amica. Solo per il Parmigiano Reggiano sono stati acquistati oltre un milione di chili del prestigioso formaggio duramente colpito dal sisma, che ha causato la caduta a terra di quasi 600.000 forme, danneggiato gravemente 37 caseifici di Modena, Reggio Emilia, Mantova e Bologna e oltre 600 allevamenti. Nei mesi successivi al sisma si è generata una enorme catena di solidarietà che ha coinvolto cittadini italiani e stranieri che attraverso l’acquisto hanno contribuito a far ripartire un comparto determinante per l’economia locale e nazionale. Per il resto, gli imprenditori agricoli sono ripartiti mettendo mano ai loro risparmi per acquistare macchine, mettere in sicurezza edifici e lavorare i loro prodotti, assicurando continuità sul mercato
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lunedì 15 aprile 2013
TERREMOTO, DALLA REGIONE ULTERIORI 10 MILIONI DI EURO A 140 AZIENDE PER LE ATTREZZATURE AGRICOLE DANNEGGIATE
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Rabboni: è la seconda tappa di un percorso che ci porterà ad assegnare quasi 100 milioni di euro agli agricoltori del cratere. Previsti anche interventi per la messa in sicurezza antisismica dei fabbricati rurali e progetti di sviluppo delle colture tipiche dell'area.
Ulteriori 10 milioni di euro per 140 aziende agricole danneggiate dal terremoto che potranno in questo modo riacquistare o riparare attrezzature e macchinari danneggiati, ripristinare pozzi ed impianti irrigui o acquistare ricoveri provvisori - i cosiddetti “hangar” – per mezzi, scorte, bestiame. Li ha stanziati la Regione Emilia-Romagna, grazie al secondo avviso di un bando del Piano regionale di sviluppo rurale espressamente dedicato alle imprese agricole ed agroalimentari del cratere. Salgono così a 28 milioni di euro le risorse al momento assegnate e a 386 le imprese beneficiarie. Di queste 12 sono della provincia di Reggio Emilia, 308 di quella di Modena, 14 di Bologna e 52 di Ferrara. “Sono le prime due tappe di un percorso che ci porterà entro l’anno – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni - a destinare all’area finanziamenti per circa 100 milioni di euro, così da coprire le diverse necessità degli operatori agricoli colpiti dal sisma. Oltre a un terzo bando per l'indennizzo delle attrezzature, che vedrà la luce a breve, stiamo lavorando ad altri due bandi per la messa in sicurezza antisismica dei fabbricati rurali non danneggiati e per finanziare nuovi progetti di sviluppo delle produzioni di qualità della zona, come ad esempio il parmigiano reggiano, i lambruschi, la pericoltura, la salumeria”. Con la modifica del PSR 2007-2013, ed in particolare della scheda relativa alla Misura 126 “Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali ed introduzione di adeguate misure di prevenzione”, la Regione si è dotata di uno strumento per poter dare celermente risposta alle aziende agricole danneggiate dal sisma del 20 e 29 maggio 2012. I quasi 100 milioni di euro sono stati resi disponibili anche grazie ad uno stanziamento straordinario del Ministero dell’Agricoltura e alla solidarietà delle altre Regioni e servono ad erogare contributi in conto capitale ad imprese agricole e di trasformazione nella misura dell’80% della spesa considerata ammissibile. Il primo avviso pubblico ha consentito di raccogliere entro il 10 gennaio 2013 una prima tranche di 246 domande per l’acquisto di attrezzature, per un importo di spesa prevista pari a circa 24 milioni di euro e un contributo concedibile complessivo di poco superiore a 18 milioni di euro. Durante la fase istruttoria 15 domande sono state ritirate dai richiedenti al fine di ricandidarle con il secondo avviso del bando, la cui scadenza è avvenuta lo scorso 5 aprile e con il quale sono state assegnate ulteriori risorse per circa 10 milioni di euro a fronte di una spesa ammissibile intorno agli 11 milioni.
Rabboni: è la seconda tappa di un percorso che ci porterà ad assegnare quasi 100 milioni di euro agli agricoltori del cratere. Previsti anche interventi per la messa in sicurezza antisismica dei fabbricati rurali e progetti di sviluppo delle colture tipiche dell'area.
Ulteriori 10 milioni di euro per 140 aziende agricole danneggiate dal terremoto che potranno in questo modo riacquistare o riparare attrezzature e macchinari danneggiati, ripristinare pozzi ed impianti irrigui o acquistare ricoveri provvisori - i cosiddetti “hangar” – per mezzi, scorte, bestiame. Li ha stanziati la Regione Emilia-Romagna, grazie al secondo avviso di un bando del Piano regionale di sviluppo rurale espressamente dedicato alle imprese agricole ed agroalimentari del cratere. Salgono così a 28 milioni di euro le risorse al momento assegnate e a 386 le imprese beneficiarie. Di queste 12 sono della provincia di Reggio Emilia, 308 di quella di Modena, 14 di Bologna e 52 di Ferrara. “Sono le prime due tappe di un percorso che ci porterà entro l’anno – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni - a destinare all’area finanziamenti per circa 100 milioni di euro, così da coprire le diverse necessità degli operatori agricoli colpiti dal sisma. Oltre a un terzo bando per l'indennizzo delle attrezzature, che vedrà la luce a breve, stiamo lavorando ad altri due bandi per la messa in sicurezza antisismica dei fabbricati rurali non danneggiati e per finanziare nuovi progetti di sviluppo delle produzioni di qualità della zona, come ad esempio il parmigiano reggiano, i lambruschi, la pericoltura, la salumeria”. Con la modifica del PSR 2007-2013, ed in particolare della scheda relativa alla Misura 126 “Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali ed introduzione di adeguate misure di prevenzione”, la Regione si è dotata di uno strumento per poter dare celermente risposta alle aziende agricole danneggiate dal sisma del 20 e 29 maggio 2012. I quasi 100 milioni di euro sono stati resi disponibili anche grazie ad uno stanziamento straordinario del Ministero dell’Agricoltura e alla solidarietà delle altre Regioni e servono ad erogare contributi in conto capitale ad imprese agricole e di trasformazione nella misura dell’80% della spesa considerata ammissibile. Il primo avviso pubblico ha consentito di raccogliere entro il 10 gennaio 2013 una prima tranche di 246 domande per l’acquisto di attrezzature, per un importo di spesa prevista pari a circa 24 milioni di euro e un contributo concedibile complessivo di poco superiore a 18 milioni di euro. Durante la fase istruttoria 15 domande sono state ritirate dai richiedenti al fine di ricandidarle con il secondo avviso del bando, la cui scadenza è avvenuta lo scorso 5 aprile e con il quale sono state assegnate ulteriori risorse per circa 10 milioni di euro a fronte di una spesa ammissibile intorno agli 11 milioni.
mercoledì 27 marzo 2013
TERREMOTO, AL VIA L'EROGAZIONE DI OLTRE 18 MILIONI DI EURO PER L'ACQUISTO O IL RIPRISTINO DI ATTREZZATURE DANNEGGIATE A 246 AZIENDE AGRICOLE E AGROALIMENTARI. IL SECONDO AVVISO DEL BANDO PER LA MISURA 126 SI CHIUDERÀ IL 5 APRILE. A DISPOSIZIONE ANCORA RISORSE PER OLTRE 80 MILIONI DI EURO.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
La Regione Emilia-Romagna ha concesso oltre 18 milioni di euro a 246 aziende agricole e agroalimentari per l’acquisto o il ripristino di macchine, attrezzature e impianti danneggiati dal terremoto. Si tratta delle aziende che hanno presentato regolare domanda entro il 10 gennaio 2013 a chiusura del primo avviso dell’apposito bando del Piano regionale di sviluppo rurale. Le risorse assegnate ammontano a 18 milioni e 300 mila euro a fronte di una spesa ammissibile di circa 24 milioni 317 mila euro. In particolare 200 sono le aziende del territorio modenese cui andranno contributi per circa 14 milioni 483 mila euro, 29 quelle ferraresi che riceveranno circa 2 milioni 60 mila euro, mentre alle 12 imprese della provincia di Bologna e alle 5 della provincia di Reggio Emilia andranno rispettivamente circa 633 mila e 1 milione e 103 mila euro. Per quanto riguarda le tipologie di intervento al primo posto si colloca l’acquisto di ricoveri temporanei ed attrezzature agricole. Tra le voci significative anche l’acquisto delle scalere ed attrezzature per caseificio. Il secondo avviso del bando si chiuderà il 5 aprile, a disposizione ci sono ancora risorse significative pari a oltre 80 milioni di euro e le aziende interessate possono dunque presentare domanda di contributo alle Province competenti per territorio, secondo le modalità fissate da AGREA, utilizzando il Sistema Operativo Pratiche (SOP) e la specifica modulistica disponibile sul sito http://agrea.regione.emilia-romagna.it/. “Abbiamo accolto le istanze delle prime 246 aziende che hanno presentato domanda per macchine e attrezzature entro il 10 gennaio – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - molte di loro avevano la necessità di iscrivere l’eventuale concessione regionale nei bilanci consuntivi 2012 entro il 31 marzo. Siamo riusciti a rispettare le loro esigenze grazie soprattutto all’impegno dei dirigenti e dei funzionari provinciali e regionali che desidero ringraziare. Il secondo bando vedrà sicuramente una partecipazione assai più numerosa di imprese e proposte. Anche diverse domande presentate entro il 10 gennaio che alla verifica di ammissibilità richiedevano perfezionamenti ed integrazioni verranno ripresentate sul secondo bando. Le 246 imprese che hanno avuto la concessione potranno immediatamente richiedere, previa fidejussione, l’erogazione di un anticipo del 50% sull’importo accordato; mentre il saldo finale avverrà ad interventi collaudati.” Cosa prevede il bando e quali interventi possono essere finanziati Con la modifica del Piano regionale di sviluppo rurale 2007- 2013, ed in particolare della misura 126 per il “Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali ed introduzione di adeguate misure di prevenzione”, la Regione si è dotata di uno strumento per poter dare celermente risposta alle aziende agricole e agroalimentari danneggiate dal sisma nelle province di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara. Circa 99 milioni di euro le risorse complessivamente a disposizione, grazie ad uno stanziamento straordinario del Ministero dell’Agricoltura e alla solidarietà delle altre Regioni. La misura 126 prevede la concessione di contributi in conto capitale nella misura dell’80% della spesa considerata ammissibile, per finanziare il ripristino di macchinari, attrezzature ed impianti danneggiati dal sisma o il riacquisto di beni nuovi equivalenti a quelli distrutti o comunque non riparabili; il ripristino di miglioramenti fondiari (quali ad es. pozzi, impianti irrigui, impianti di drenaggio, ecc.) ed infine l’acquisto di ricoveri provvisori - i cosiddetti “hangar” - per ricoverare mezzi, scorte, bestiame nell’attesa del ripristino degli immobili danneggiati. Sono stati invece esclusi da tale misura gli interventi di tipo edilizio, le attrezzature di stalla fisse e gli impianti specifici da installarsi nei ricoveri zootecnici, che rientrano nell’ordinanza regionale per le attività produttive. Tale scelta è stata dettata principalmente dalla necessità di snellire le procedure e consentire che l’istruttoria delle domande e la successiva concessione dei contributi potessero avere luogo in tempi brevi.
La Regione Emilia-Romagna ha concesso oltre 18 milioni di euro a 246 aziende agricole e agroalimentari per l’acquisto o il ripristino di macchine, attrezzature e impianti danneggiati dal terremoto. Si tratta delle aziende che hanno presentato regolare domanda entro il 10 gennaio 2013 a chiusura del primo avviso dell’apposito bando del Piano regionale di sviluppo rurale. Le risorse assegnate ammontano a 18 milioni e 300 mila euro a fronte di una spesa ammissibile di circa 24 milioni 317 mila euro. In particolare 200 sono le aziende del territorio modenese cui andranno contributi per circa 14 milioni 483 mila euro, 29 quelle ferraresi che riceveranno circa 2 milioni 60 mila euro, mentre alle 12 imprese della provincia di Bologna e alle 5 della provincia di Reggio Emilia andranno rispettivamente circa 633 mila e 1 milione e 103 mila euro. Per quanto riguarda le tipologie di intervento al primo posto si colloca l’acquisto di ricoveri temporanei ed attrezzature agricole. Tra le voci significative anche l’acquisto delle scalere ed attrezzature per caseificio. Il secondo avviso del bando si chiuderà il 5 aprile, a disposizione ci sono ancora risorse significative pari a oltre 80 milioni di euro e le aziende interessate possono dunque presentare domanda di contributo alle Province competenti per territorio, secondo le modalità fissate da AGREA, utilizzando il Sistema Operativo Pratiche (SOP) e la specifica modulistica disponibile sul sito http://agrea.regione.emilia-romagna.it/. “Abbiamo accolto le istanze delle prime 246 aziende che hanno presentato domanda per macchine e attrezzature entro il 10 gennaio – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - molte di loro avevano la necessità di iscrivere l’eventuale concessione regionale nei bilanci consuntivi 2012 entro il 31 marzo. Siamo riusciti a rispettare le loro esigenze grazie soprattutto all’impegno dei dirigenti e dei funzionari provinciali e regionali che desidero ringraziare. Il secondo bando vedrà sicuramente una partecipazione assai più numerosa di imprese e proposte. Anche diverse domande presentate entro il 10 gennaio che alla verifica di ammissibilità richiedevano perfezionamenti ed integrazioni verranno ripresentate sul secondo bando. Le 246 imprese che hanno avuto la concessione potranno immediatamente richiedere, previa fidejussione, l’erogazione di un anticipo del 50% sull’importo accordato; mentre il saldo finale avverrà ad interventi collaudati.” Cosa prevede il bando e quali interventi possono essere finanziati Con la modifica del Piano regionale di sviluppo rurale 2007- 2013, ed in particolare della misura 126 per il “Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali ed introduzione di adeguate misure di prevenzione”, la Regione si è dotata di uno strumento per poter dare celermente risposta alle aziende agricole e agroalimentari danneggiate dal sisma nelle province di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara. Circa 99 milioni di euro le risorse complessivamente a disposizione, grazie ad uno stanziamento straordinario del Ministero dell’Agricoltura e alla solidarietà delle altre Regioni. La misura 126 prevede la concessione di contributi in conto capitale nella misura dell’80% della spesa considerata ammissibile, per finanziare il ripristino di macchinari, attrezzature ed impianti danneggiati dal sisma o il riacquisto di beni nuovi equivalenti a quelli distrutti o comunque non riparabili; il ripristino di miglioramenti fondiari (quali ad es. pozzi, impianti irrigui, impianti di drenaggio, ecc.) ed infine l’acquisto di ricoveri provvisori - i cosiddetti “hangar” - per ricoverare mezzi, scorte, bestiame nell’attesa del ripristino degli immobili danneggiati. Sono stati invece esclusi da tale misura gli interventi di tipo edilizio, le attrezzature di stalla fisse e gli impianti specifici da installarsi nei ricoveri zootecnici, che rientrano nell’ordinanza regionale per le attività produttive. Tale scelta è stata dettata principalmente dalla necessità di snellire le procedure e consentire che l’istruttoria delle domande e la successiva concessione dei contributi potessero avere luogo in tempi brevi.
venerdì 11 gennaio 2013
TERREMOTO, 269 LE DOMANDE DI RISARCIMENTO PER OLTRE 24 MILIONI DI EURO. CONCLUSA LA PRIMA FASE DEL BANDO PSR PER LE ATTREZZATURE AGRICOLE ED AGROALIMENTARI DANNEGGIATE.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Rabboni: entro marzo le concessioni di finanziamento, in tempo utile per la chiusura dei bilanci delle aziende con contabilità ordinaria. Dal 21 gennaio riapertura del bando per le altre.
Sono 269 per un importo complessivo di oltre 24 milioni di euro le domande di risarcimento presentate dalle aziende agricole e agroindustriali danneggiate dal terremoto, che hanno risposto al bando del Piano Regionale di Sviluppo Rurale che si è chiuso ieri. La provincia con il maggiore numero di domande e' Modena con 212; seguono Ferrara con 34, Bologna con 12 e Reggio Emilia con 11. "Le domande presentate corrispondono alle aspettative della vigilia poichè riguardano prevalentemente aziende e cooperative con contabilità ordinaria che hanno la necessità di iscrivere il risarcimento nel bilancio 2012 che normalmente deve essere approvato entro il mese di marzo 2013 – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - per tutte le altre aziende riapriremo il bando il 21 gennaio per chiuderlo alla fine di marzo. Questo ci consentirà di concludere rapidamente le verifiche di congruità delle domande presentate e di rilasciare le concessioni di finanziamento nei tempi utili per poi procedere, in fase successiva, all'esame delle domande presentate da aziende senza obblighi formali di bilancio.” Rabboni sottoliena anche che “tale bando è complementare a quello dell'ordinanza per le attività produttive emanato dal Commissario alla ricostruzione Vasco Errani e pertanto prevede le medesima percentuale di indennizzo dell’80% e le stesse modalità di accesso attraverso le perizie giurate. Quest'ultime per quanto possano apparire impegnative costituiscono in realtà la condizione per velocizzare le istruttorie e l’ erogazione di denaro pubblico ai potenziali beneficiari privati. Eliminarle significherebbe semplicemente ampliare a dismisura tempi e controlli puntuali sulle richieste di indennizzo con un impegno diretto del personale delle pubbliche amministrazioni."
Le spese previste
Le spese ammissibili previste dal bando regionale riguardano: l’acquisto (o il ripristino) di impianti, macchinari, attrezzature in sostituzione di quelli danneggiati o distrutti (comprese le scalere dei caseifici); l’acquisto di ricoveri temporanei (es. “hangar”), funzionali alla prosecuzione dell’attività produttiva in attesa del completo ripristino delle strutture produttive danneggiate o distrutte; il ripristino delle scorte vive e morte, danneggiate o distrutte; il ripristino di pozzi, impianti irrigui fissi, sistemi di drenaggio, sistemazione dei terreni fessurati e di altri “miglioramenti fondiari”. Non rientrano nel bando ma nell’ordinanza regionale per le attività produttive, le spese per la ricostruzione e la riparazione degli immobili aziendali, comprese stalle e porcilaie – con correlati impianti di rimozione effluenti, di mungitura, di ventilazione, di riscaldamento e di alimentazione –, agriturismi, impianti fotovoltaici, fabbricati rurali di servizio all’attività agricola e agroindustriale. Nell’ordinanza per le attività produttive rientrano anche l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature usati e i risarcimenti per le forme di Parmigiano-Reggiano e i prodotti a denominazione certificata, in corso di maturazione o stagionatura, come gli aceti e i vini.
Rabboni: entro marzo le concessioni di finanziamento, in tempo utile per la chiusura dei bilanci delle aziende con contabilità ordinaria. Dal 21 gennaio riapertura del bando per le altre.
Sono 269 per un importo complessivo di oltre 24 milioni di euro le domande di risarcimento presentate dalle aziende agricole e agroindustriali danneggiate dal terremoto, che hanno risposto al bando del Piano Regionale di Sviluppo Rurale che si è chiuso ieri. La provincia con il maggiore numero di domande e' Modena con 212; seguono Ferrara con 34, Bologna con 12 e Reggio Emilia con 11. "Le domande presentate corrispondono alle aspettative della vigilia poichè riguardano prevalentemente aziende e cooperative con contabilità ordinaria che hanno la necessità di iscrivere il risarcimento nel bilancio 2012 che normalmente deve essere approvato entro il mese di marzo 2013 – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - per tutte le altre aziende riapriremo il bando il 21 gennaio per chiuderlo alla fine di marzo. Questo ci consentirà di concludere rapidamente le verifiche di congruità delle domande presentate e di rilasciare le concessioni di finanziamento nei tempi utili per poi procedere, in fase successiva, all'esame delle domande presentate da aziende senza obblighi formali di bilancio.” Rabboni sottoliena anche che “tale bando è complementare a quello dell'ordinanza per le attività produttive emanato dal Commissario alla ricostruzione Vasco Errani e pertanto prevede le medesima percentuale di indennizzo dell’80% e le stesse modalità di accesso attraverso le perizie giurate. Quest'ultime per quanto possano apparire impegnative costituiscono in realtà la condizione per velocizzare le istruttorie e l’ erogazione di denaro pubblico ai potenziali beneficiari privati. Eliminarle significherebbe semplicemente ampliare a dismisura tempi e controlli puntuali sulle richieste di indennizzo con un impegno diretto del personale delle pubbliche amministrazioni."
Le spese previste
Le spese ammissibili previste dal bando regionale riguardano: l’acquisto (o il ripristino) di impianti, macchinari, attrezzature in sostituzione di quelli danneggiati o distrutti (comprese le scalere dei caseifici); l’acquisto di ricoveri temporanei (es. “hangar”), funzionali alla prosecuzione dell’attività produttiva in attesa del completo ripristino delle strutture produttive danneggiate o distrutte; il ripristino delle scorte vive e morte, danneggiate o distrutte; il ripristino di pozzi, impianti irrigui fissi, sistemi di drenaggio, sistemazione dei terreni fessurati e di altri “miglioramenti fondiari”. Non rientrano nel bando ma nell’ordinanza regionale per le attività produttive, le spese per la ricostruzione e la riparazione degli immobili aziendali, comprese stalle e porcilaie – con correlati impianti di rimozione effluenti, di mungitura, di ventilazione, di riscaldamento e di alimentazione –, agriturismi, impianti fotovoltaici, fabbricati rurali di servizio all’attività agricola e agroindustriale. Nell’ordinanza per le attività produttive rientrano anche l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature usati e i risarcimenti per le forme di Parmigiano-Reggiano e i prodotti a denominazione certificata, in corso di maturazione o stagionatura, come gli aceti e i vini.
mercoledì 19 dicembre 2012
TERREMOTO: CONFAGRICOLTURA, DALLA UE UN SOSTEGNO CONCRETO PER LA RIPRESA
Fonte: Confagricoltura
“Un passo concreto della Commissione europea favore dell’agricoltura italiana”. Così Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, commenta l’autorizzazione all’Italia che dà il via ad un regime di aiuti di Stato per 2,66 miliardi di euro a sostegno della ripresa dell’agricoltura italiana dai danni provocati dai terremoti che hanno colpito, lo scorso maggio, Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Gli aiuti, fortemente voluti da Confagricoltura, serviranno a consentire il recupero dell’attività produttiva. Un migliaio di imprese agricole attive nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli potranno così permettersi di ripartire. ”Servono le risorse necessarie per una completa ripresa – ha detto Mario Guidi – ecco perché abbiamo mantenuto, in tutti i modi, i riflettori accesi su queste terre così duramente colpite, così importanti per il made in Italy e per il contributo che danno al Pil nazionale”. “Sarà ora fondamentale che gli aiuti possano arrivare velocemente alle aziende e non trovino intoppi, né ostacoli burocratici per essere completamente fruibili secondo le effettive necessità – conclude il presidente di Confagricoltura –. Non è possibile, nelle aree colpite dal sisma, continuare a far conto solo sulla forza e sulla volontà di ripresa della popolazione”.
“Un passo concreto della Commissione europea favore dell’agricoltura italiana”. Così Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, commenta l’autorizzazione all’Italia che dà il via ad un regime di aiuti di Stato per 2,66 miliardi di euro a sostegno della ripresa dell’agricoltura italiana dai danni provocati dai terremoti che hanno colpito, lo scorso maggio, Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Gli aiuti, fortemente voluti da Confagricoltura, serviranno a consentire il recupero dell’attività produttiva. Un migliaio di imprese agricole attive nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli potranno così permettersi di ripartire. ”Servono le risorse necessarie per una completa ripresa – ha detto Mario Guidi – ecco perché abbiamo mantenuto, in tutti i modi, i riflettori accesi su queste terre così duramente colpite, così importanti per il made in Italy e per il contributo che danno al Pil nazionale”. “Sarà ora fondamentale che gli aiuti possano arrivare velocemente alle aziende e non trovino intoppi, né ostacoli burocratici per essere completamente fruibili secondo le effettive necessità – conclude il presidente di Confagricoltura –. Non è possibile, nelle aree colpite dal sisma, continuare a far conto solo sulla forza e sulla volontà di ripresa della popolazione”.
martedì 18 dicembre 2012
SISMA, FINO AL 10 GENNAIO È POSSIBILE PRESENTARE DOMANDA DI CONTRIBUTO PER LE ATTREZZATURE AGRICOLE DANNEGGIATE. A DISPOSIZIONE QUASI 100 MILIONI DI EURO.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Rabboni: i finanziamenti in tempo utile per l'approvazione dei bilanci aziendali
Scade il 10 gennaio 2013 il bando della Regione, rivolto alle aziende agricole e agroindustriali dei 54 Comuni del “cratere” sismico più il Comune di Argenta (FE), per finanziare l’acquisto di attrezzature, macchinari, impianti agricoli distrutti o danneggiati dal terremoto. A disposizione ci sono risorse per 99.256.818 euro che permetteranno di coprire, attraverso un contributo in conto capitale, l’80% della spesa. “Rivolgo un invito alle aziende agricole e agroalimentari interessate a presentare le domande di contributo entro la scadenza del 10 gennaio – ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - Il rispetto di tale data infatti garantisce la possibilità alla Regione di autorizzare i finanziamenti entro il mese di marzo 2013 in tempo utile dunque per l'approvazione dei bilanci aziendali, nei quali queste risorse potranno essere inserite tra le voci in attivo." Il provvedimento (a valere sulla misura 126 del Piano regionale di sviluppo rurale) è reso possibile dalla solidarietà delle altre Regioni che all’indomani del sisma hanno deciso di far confluire su un apposito Fondo destinato all’Emilia-Romagna (e per una piccola parte anche all’Abruzzo) il 4 % della propria quota, relativa all’anno 2013, del Piano regionale di sviluppo rurale. A sua volta il Ministero dell’agricoltura ha garantito, oltre alla propria parte di cofinanziamento, anche quella che avrebbe dovuto essere in capo all’Emilia-Romagna.
Cosa può essere finanziato e come presentare la domanda
Le spese ammissibili riguardano l’acquisto (o il ripristino) di impianti, macchinari, attrezzature in sostituzione di quelli danneggiati o distrutti (comprese le scalere dei caseifici); l’acquisto di ricoveri temporanei (es. “hangar”), funzionali alla prosecuzione dell’attività produttiva in attesa del completo ripristino delle strutture produttive danneggiate o distrutte; il ripristino delle scorte vive e morte, danneggiate o distrutte; il ripristino di pozzi, impianti irrigui fissi, sistemi di drenaggio, sistemazione dei terreni fessurati e di altri “miglioramenti fondiari”. Per poter partecipare al bando è sufficiente che le aziende abbiano delle strutture nella zona del cratere sismico. Le domande vanno presentate alla Provincia competente per territorio secondo le modalità fissate da Agrea, utilizzando il Sistema Operativo Pratiche (SOP) e la specifica modulistica disponibile sul sito http://agrea.regione.emilia-romagna.it/. Ciascuna impresa può presentare un’unica domanda, per la quale è fissato un limite minimo di spesa ammissibile pari a 10.000 euro e uno massimo di 5 milioni. Il contributo riconosciuto è cumulabile con altre forme di sostegno pubblico, con esclusione degli aiuti derivanti dall'ordinanza per le attività produttive, nonché con eventuali indennizzi assicurativi fino alla concorrenza del 100% della spesa ammissibile. Oltre alla documentazione di norma prevista per gli investimenti realizzati tramite il PSR, alla domanda dovrà essere allegata una perizia giurata redatta dai tecnici abilitati. Gli investimenti dovranno essere realizzati entro 12 mesi dalla data di concessione del contributo.
Quali interventi non rientrano in questo bando
Non rientrano in questo bando ma nell’ordinanza regionale per le attività produttive le spese per la ricostruzione e la riparazione degli immobili aziendali, comprese stalle e porcilaie - con correlati impianti di rimozione effluenti, di mungitura, di ventilazione, di riscaldamento e di alimentazione -, agriturismi, impianti fotovoltaici, fabbricati rurali di servizio all’attività agricola e agroindustriale. Nell’ordinanza per le attività produttive rientrano anche l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature usati e i risarcimenti per le forme di Parmigiano e i prodotti a denominazione in corso di maturazione o stagionatura, come gli aceti e i vini. La delibera regionale 1448 è pubblicata sul Bollettino telematico della Regione del 24 ottobre 2012 Info: Servizio Aiuti alle imprese, Regione Emilia-Romagna - agriterremoto@regione.emilia-romagna.it
Rabboni: i finanziamenti in tempo utile per l'approvazione dei bilanci aziendali
Scade il 10 gennaio 2013 il bando della Regione, rivolto alle aziende agricole e agroindustriali dei 54 Comuni del “cratere” sismico più il Comune di Argenta (FE), per finanziare l’acquisto di attrezzature, macchinari, impianti agricoli distrutti o danneggiati dal terremoto. A disposizione ci sono risorse per 99.256.818 euro che permetteranno di coprire, attraverso un contributo in conto capitale, l’80% della spesa. “Rivolgo un invito alle aziende agricole e agroalimentari interessate a presentare le domande di contributo entro la scadenza del 10 gennaio – ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - Il rispetto di tale data infatti garantisce la possibilità alla Regione di autorizzare i finanziamenti entro il mese di marzo 2013 in tempo utile dunque per l'approvazione dei bilanci aziendali, nei quali queste risorse potranno essere inserite tra le voci in attivo." Il provvedimento (a valere sulla misura 126 del Piano regionale di sviluppo rurale) è reso possibile dalla solidarietà delle altre Regioni che all’indomani del sisma hanno deciso di far confluire su un apposito Fondo destinato all’Emilia-Romagna (e per una piccola parte anche all’Abruzzo) il 4 % della propria quota, relativa all’anno 2013, del Piano regionale di sviluppo rurale. A sua volta il Ministero dell’agricoltura ha garantito, oltre alla propria parte di cofinanziamento, anche quella che avrebbe dovuto essere in capo all’Emilia-Romagna.
Cosa può essere finanziato e come presentare la domanda
Le spese ammissibili riguardano l’acquisto (o il ripristino) di impianti, macchinari, attrezzature in sostituzione di quelli danneggiati o distrutti (comprese le scalere dei caseifici); l’acquisto di ricoveri temporanei (es. “hangar”), funzionali alla prosecuzione dell’attività produttiva in attesa del completo ripristino delle strutture produttive danneggiate o distrutte; il ripristino delle scorte vive e morte, danneggiate o distrutte; il ripristino di pozzi, impianti irrigui fissi, sistemi di drenaggio, sistemazione dei terreni fessurati e di altri “miglioramenti fondiari”. Per poter partecipare al bando è sufficiente che le aziende abbiano delle strutture nella zona del cratere sismico. Le domande vanno presentate alla Provincia competente per territorio secondo le modalità fissate da Agrea, utilizzando il Sistema Operativo Pratiche (SOP) e la specifica modulistica disponibile sul sito http://agrea.regione.emilia-romagna.it/. Ciascuna impresa può presentare un’unica domanda, per la quale è fissato un limite minimo di spesa ammissibile pari a 10.000 euro e uno massimo di 5 milioni. Il contributo riconosciuto è cumulabile con altre forme di sostegno pubblico, con esclusione degli aiuti derivanti dall'ordinanza per le attività produttive, nonché con eventuali indennizzi assicurativi fino alla concorrenza del 100% della spesa ammissibile. Oltre alla documentazione di norma prevista per gli investimenti realizzati tramite il PSR, alla domanda dovrà essere allegata una perizia giurata redatta dai tecnici abilitati. Gli investimenti dovranno essere realizzati entro 12 mesi dalla data di concessione del contributo.
Quali interventi non rientrano in questo bando
Non rientrano in questo bando ma nell’ordinanza regionale per le attività produttive le spese per la ricostruzione e la riparazione degli immobili aziendali, comprese stalle e porcilaie - con correlati impianti di rimozione effluenti, di mungitura, di ventilazione, di riscaldamento e di alimentazione -, agriturismi, impianti fotovoltaici, fabbricati rurali di servizio all’attività agricola e agroindustriale. Nell’ordinanza per le attività produttive rientrano anche l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature usati e i risarcimenti per le forme di Parmigiano e i prodotti a denominazione in corso di maturazione o stagionatura, come gli aceti e i vini. La delibera regionale 1448 è pubblicata sul Bollettino telematico della Regione del 24 ottobre 2012 Info: Servizio Aiuti alle imprese, Regione Emilia-Romagna - agriterremoto@regione.emilia-romagna.it
lunedì 12 novembre 2012
SISMA, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “APPREZZAMENTO PER LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA E PER L’IMPEGNO DEL PREMIER MONTI. ORA OCCORRONO RISPOSTE ADEGUATE IN VISTA DELLE IMMINENTI SCADENZE FISCALI”
Fonte: Confagricoltura
Confagricoltura ha apprezzato le parole del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, che ha confermato lo stanziamento di un fondo di solidarietà per le aree del terremoto dell’Emilia di 670 milioni di euro. “Ringrazio il presidente Monti per l’impegno profuso, così come il presidente della Commissione Barroso, che ha assicurato che le aree terremotate avranno a disposizione i fondi – ha commentato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi - ; mi auguro che i problemi tecnici che ancora sussistono vengano celermente superati, perché la ricostruzione non può attendere”. Guidi ha quindi ricordato come agli agricoltori delle zone terremotate non siano pervenute risposte normative adeguate per fronteggiare l’emergenza e favorire la ripresa. E la situazione rischia di aggravarsi con l’avvicinarsi delle prossime scadenze. Nel mirino il DL 174/2012 all’esame della Camera per la sua conversione in legge. “Il testo va profondamente modificato – ha chiesto il presidente di Confagricoltura -. Si è ancora in attesa di ricevere indicazioni precise sull’accatastamento dei fabbricati rurali fortemente danneggiati dal sisma che, ad oggi, deve essere fatto entro il 30 novembre. E non è ancora chiaro se il meccanismo del versamento di tasse e contributi, dal prossimo 16 dicembre, valga anche per le aziende agricole. Gli agricoltori non sono nelle condizioni di adempiere agli obblighi di legge. Andrebbero sostenuti negli sforzi di ripresa e di ricostruzione, e invece sono costretti a procedure farraginose per rispettare scadenze fiscali e contributive”.
Confagricoltura ha apprezzato le parole del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, che ha confermato lo stanziamento di un fondo di solidarietà per le aree del terremoto dell’Emilia di 670 milioni di euro. “Ringrazio il presidente Monti per l’impegno profuso, così come il presidente della Commissione Barroso, che ha assicurato che le aree terremotate avranno a disposizione i fondi – ha commentato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi - ; mi auguro che i problemi tecnici che ancora sussistono vengano celermente superati, perché la ricostruzione non può attendere”. Guidi ha quindi ricordato come agli agricoltori delle zone terremotate non siano pervenute risposte normative adeguate per fronteggiare l’emergenza e favorire la ripresa. E la situazione rischia di aggravarsi con l’avvicinarsi delle prossime scadenze. Nel mirino il DL 174/2012 all’esame della Camera per la sua conversione in legge. “Il testo va profondamente modificato – ha chiesto il presidente di Confagricoltura -. Si è ancora in attesa di ricevere indicazioni precise sull’accatastamento dei fabbricati rurali fortemente danneggiati dal sisma che, ad oggi, deve essere fatto entro il 30 novembre. E non è ancora chiaro se il meccanismo del versamento di tasse e contributi, dal prossimo 16 dicembre, valga anche per le aziende agricole. Gli agricoltori non sono nelle condizioni di adempiere agli obblighi di legge. Andrebbero sostenuti negli sforzi di ripresa e di ricostruzione, e invece sono costretti a procedure farraginose per rispettare scadenze fiscali e contributive”.
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