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venerdì 1 agosto 2014

FRUTTA ESTIVA, L'ASSESSORE RABBONI SCRIVE AL MINISTRO MARTINA: "BENE IL PRESSING SULLA UE. OCCORRONO PERÒ MODALITÀ DI RITIRO ULTRA VELOCI. NON RIPETIAMO L'ESPERIENZA ESCHERICHIA"

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“Apprezzamento e sostegno al ministro che assieme ai colleghi francesi e spagnoli sta sollecitando il commissario Ciolos a dare il via libera ad un intervento europeo straordinario di ritiro dal mercato di una parte della produzione sottopagata per riallineare offerta e domanda. Occorre però che il ritiro avvenga nei prossimi giorni. A fine campagna, come avvenne nel caso Escherichia coli, sarebbe del tutto inutile. Per questo proponiamo di usare sistemi operativi da subito e ampiamente collaudati. Ogni giorno perso provocherebbe ulteriori danni irreparabili”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni che allo scopo ha avanzato per iscritto una precisa proposta al ministro Maurizio Martina. “Confidando sull’accoglimento da parte dell’Unione europea della richiesta di utilizzo del fondo di riserva”, l’assessore ha chiesto al ministro di farsi promotore presso la Commissione europea di una modalità di intervento basata su meccanismi di immediata attuazione evitando, appunto, l’esperienza negativa delle misure che furono prese in occasione della crisi generata dall’“Escherichia coli”. Per questi motivi la proposta verte sull’utilizzo di misure di ritiro attualmente in uso nell’ambito della Ocm di comparto con le seguenti integrazioni: raddoppiare le risorse destinate alla gestione delle crisi, attualmente fissate allo 0,5% del fondo di esercizio e al 5% dei quantitativi prodotti; apertura del sistema di ritiro ai produttori non associati alle Op attraverso un fondo dedicato (almeno 20 milioni di euro a livello europeo); gestione dei ritiri dei produttori non associati attraverso le Op con funzione di centro di raccolta; conferma dei prezzi di intervento dei ritiri uguali per tutti i produttori, soci e non soci di Op, e negli importi definiti dall’Ocm di comparto.

martedì 20 settembre 2011

BRUNI (COGECA) AL CONSIGLIO AGRICOLO UE : “CRISI ORTOFRUTTA IMPONE MISURE IMMEDIATE”

Fonte: Segreteria Paolo Bruni

“Per impedire che la gravissima crisi che ha colpito la frutta estiva si estenda ad altri prodotti ortofrutticoli, in particolare le pere, chiediamo all’Unione Europea di adottare con la massima rapidità provvedimenti mirati » questo il messaggio trasmesso oggi da Paolo Bruni, Presidente della Cogeca al Presidente di turno dell’UE, il Ministro polacco Marek Sawicki, prima dell’inizio dei lavori del Consiglio agricoltura riunito a Bruxelles.

«In particolare - ha illustrato Bruni- è necessario rivisitare il meccanismo di ritiro dei prodotti, estendere la portata dell’assicurazione dal solo raccolto al reddito del produttore, consentire alle Organizzazioni di produttori più efficienti di spendere risorse non utilizzate da altre OP, creare un catasto europeo dei frutteti e un osservatorio di mercato per disporre tempestivamente di informazioni sull’evoluzione delle produzioni e introdurre elementi di flessibilità per rendere davvero fruibili ai produttori le misure di prevenzione e gestione delle crisi »

«Ci auspichiamo pertanto – ha concluso Bruni – che l’input dei principali Paesi produttori che hanno sollecitato la discussione odierna trovi ampio consenso all’interno del Consiglio dei ministri »

Da ultimo Bruni ha ricordato la posizione di Cogeca sul regolamento relativo all’aiuto agli indigenti : «Si tratta di un programma che testimonia la solidarietà dell’agricoltura nei confronti della Società nel suo complesso e che confidiamo sia approvato rapidamente, allargandone l’applicazione ad altri prodotti come l’olio d’oliva e le carni ».

martedì 19 luglio 2011

ORTOFRUTTA: LA COOPERAZIONE INDICA LA VIA PER USCIRE DALLA CRISI

Fonte: Confcooperative Ferrara

Il settore sta vivendo una delle campagne più difficili di tutti i tempi con prezzi,
per pesche e nettarine, pari a 0,20-0,25 centesimi di euro al chilo, inferiori alla metà dei costi di produzione


(Ferrara, 19 Luglio 2011). Grande mobilitazione anche degli agricoltori ferraresi di fronte alla grave crisi che sta interessando l’ortofrutta estiva, in particolare pesche, nettarine e susine, ma anche albicocche, angurie e meloni con quotazioni in calo mediamente di oltre il 30% rispetto all’anno scorso.
Per fronteggiare questa situazione decisamente pesante e preoccupante, che rischia tra l’altro di mettere a repentaglio numerosi posti di lavoro, le centrali cooperative dell’Emilia Romagna hanno messo a punto un documento con alcune proposte concrete che sono state presentate questa mattina al Prefetto di Ferrara Dott.ssa Provvidenza Raimondo invitata a rendersi portavoce nei confronti delle autorità nazionali ed europee per superare l’attuale congiuntura negativa in maniera rapida e definitiva.
All’incontro hanno preso parte il Presidente di Confcooperative di Ferrara Roberto Crosara, il Presidente di Legacoop Ferrara Andrea Benini, il referente per AGCI Agrital Ferrara Giuliano Grandi, la vicepresidente e il direttore di Confagricoltura Ferrara Raffaella Cavicchi e Tiziano Artioli e il Presidente di CIA Ferrara Ferrari Mauro. Erano inoltre presenti Luciano Torreggini Presidente Patfrut, Roberto Cera Presidente Naturitalia, Mauro Grossi Presidente A.F.E. come rappresentanti delle principali cooperative ortofrutticole del territorio ferrarese.
Nel documento consegnato al Prefetto e condiviso anche dalle Organizzazioni Professionali presenti si chiede innanzitutto che l’Unione Europea porti al 10% la percentuale massima della produzione di pesche e nettarine ritirabile dal mercato, incentivando la destinazione del prodotto alla distribuzione gratuita a favore degli indigenti. Parallelamente, occorre anche adeguare i massimali di aiuto previsti dalla normativa comunitaria per questi ritiri. Le attuali misure di prevenzione e gestione delle crisi di mercato si sono infatti dimostrate inadeguate a tutelare i produttori e pertanto appare indispensabile modificare l’Organizzazione Comune di Mercato (OCM). Oltre a cambiare le regole sui ritiri, sarebbe opportuno anche favorire l’istituzione di un fondo destinato ad assicurare crediti derivanti da esportazioni verso Paesi terzi e la costituzione di fondi mutualistici cofinanziati dalle Ue e gestibili direttamente dalle Op o dalle Aop per sostenere i prezzi in caso di crisi, nonché valutare nuove forme assicurative per garantire ai produttori la salvaguardia del reddito. Infine, risulta indispensabile aprire un tavolo di confronto con la Grande Distribuzione che porti all’approvazione di un “codice etico” in grado di tutelare meglio i diversi protagonisti del settore ed in particolare i produttori, che oggi rappresentano l’anello debole della filiera. Tutto ciò attraverso il raggiungimento di obiettivi quali la trasparenza delle pratiche commerciali, la realizzazione di azioni promozionali concordate, la corretta informazione sui prodotti ortofrutticoli proposti nei punti vendita delle diverse catene commerciali.
Questo pacchetto di misure, urgenti ed improcrastinabili, rappresenta, secondo tutti i presenti, la via maestra da seguire per salvare il sistema ortofrutticolo da una gravissima crisi (la quinta in otto anni) in cui ai problemi oramai “storici” della peschicoltura emiliano-romagnola si sommano numerosi fattori congiunturali. Tra questi, innanzitutto la drastica contrazione dei consumi determinata dall’ingiustificato allarme Escherichia Coli che inizialmente ha interessato soltanto i prodotti orticoli, come cetrioli, pomodori e insalate, ma poi si è progressivamente allargato anche a molte produzioni frutticole. Un altro fenomeno alla base dell’attuale crisi dell’ortofrutta è da ricercare nell’anomalo andamento climatico, che da un lato non ha favorito i consumi (diminuiti anche a causa della crisi economica) e dall’altro ha accorciato i tempi di maturazione provocando una imprevedibile sovrapposizione della produzione di diverse aree (nord e sud Italia, Spagna, Francia e Grecia) arrivata contemporaneamente sul mercato. A complicare ulteriormente la già difficile situazione ha contribuito anche la politica commerciale adottata dalla GDO che, come testimonia la mancata firma dell’accordo interprofessionale per le pesche, si è mostrata insensibile alla straordinaria crisi vissuta dal comparto.

lunedì 18 luglio 2011

CRISI PESCHE E NETTARINE - ERRANI: IL GOVERNO CONVOCHI UN TAVOLO NAZIONALE PER LA FIRMA DI UN ACCORDO CON LA GRANDE DISTRIBUZIONE


Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

Bologna - “E’ fondamentale che il Governo convochi un tavolo nazionale per arrivare alla firma di un accordo con la grande distribuzione, che permetta di non immettere nel mercato prodotto di scarsa qualità e sottocosto. Lo abbiamo già chiesto come Conferenza delle Regioni, tornerò ad impegnarmi in questa direzione nelle prossime ore. La Regione Emilia-Romagna c’è.”
Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani che è intervenuto questa mattina alla manifestazione organizzata a Bologna dalla Coldiretti regionale per fare il punto sulle gravi difficoltà che sta attraversando il comparto dell’ortofrutta estiva e in particolare delle pesche e nettarine.
“Quattro crisi in sette anni – ha aggiunto Errani – ci dicono che il problema della frutta estiva è ormai un problema strutturale e che dobbiamo lavorare per riorganizzare l’intera filiera, garantendo innanzi tutto un’ equa remunerazione ai produttori. E’ questo il punto strategico su cui è necessario unire il nostro impegno e lavorare insieme.”
Oltre che da parte del Presidente Errani la manifestazione della Coldiretti ha ottenuto il sostegno anche dell’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni che ha ricordato le misure da adottare nell’immediato. Due in particolare: il ritiro dal mercato di una quota di invenduto da destinare agli indigenti e agli impianti a biogas, così come previsto dall’Ocm frutta, per favorire un sia pur minimo rialzo dei prezzi e, da parte dell’Europa, un provvedimento di sostegno economico analogo a quello varato, per sole cinque varietà vegetali, dopo la crisi dell’Escherichia Coli. “L’Europa – ha aggiunto Rabboni - deve inoltre capire che la frutta estiva è un prodotto altamente deperibile e che richiede particolari reti protettive da adottare su scala transnazionale, per un corretto governo del’offerta. Di tutto questo ho parlato nei giorni scorsi a Bruxelles con lo staff del commissario all’ agricoltura Ciolos, con i parlamentari italiani e il presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, De Castro. Nei prossimi giorni anche la Commissione agricoltura del Senato italiano presenterà una risoluzione in questa direzione.”

giovedì 14 luglio 2011

CRISI SETTORE PESCHICOLO: TERREMERSE E O.P. PEMPACORER PROSEGUONO CON GLI INTERVENTI PER SALVAGUARDARE IL LAVORO DEI PRODUTTORI

Fonte: Terremerse - Op Pempa Corer

Dopo la beneficenza dei giorni scorsi, altri prodotti sono stati ritirati dal mercato e il 14 luglio sono stati indirizzati alla produzione di energia e al compostaggio

Nei giorni scorsi la Cooperativa Terremerse e l’Organizzazione di Produttori Pempacorer avevano destinato in beneficenza una parte di produzione peschicola ritirata dal mercato. Nella mattinata di giovedì 14 luglio altre pesche e nettarine sono state ritirate e “sacrificate” in biodigestore per la produzione di energia e di compost.
Si tratta dei primi interventi attuati da Terremerse e O.P. Pempacorer, nel rispetto delle normative vigenti, per cercare di fronteggiare lo stato di forte crisi che sta attraversando il comparto peschicolo.
La distruzione del prodotto, dati gli attuali prezzi di ritiro consentiti dal regolamento, non è la soluzione del problema; un problema nato sommando ad antiche carenze strutturali e al calo dei consumi, una serie di sfavorevoli e pesanti fattori congiunturali, fino a determinare l’attuale situazione di insostenibilità del mercato.
«Nelle opportune sedi stiamo cercando di ottenere da parte della UE un adeguamento del prezzo di ritiro e dei volumi ammissibili, altre che nuove regole per avere maggior trasparenza nel rapporto con la distribuzione – fanno sapere da Terremerse e O.P. Pempacorer – Attualmente il ricorso al ritiro dei prodotti dal mercato è in gran parte a carico dei produttori e delle loro organizzazioni, che si accollano questo ulteriore sacrificio per tentare in extremis di contribuire a tonificare un mercato altrimenti non più sostenibile».
Oltre a Terremerse e Pempacorer anche tutte le altre Organizzazioni di Produttori hanno ritirato pesche e nettarine dal mercato, per lanciare un segnale unitario nei confronti di tutti i protagonisti che hanno la possibilità di invertire questo trend negativo, dalla Grande Distribuzione alle Istituzioni preposte a livello provinciale, regionale, nazionale e comunitario.

martedì 28 giugno 2011

PESCHE E NETTARINE - IN CALO LA DOMANDA INTERNA ED INTERNAZIONALE, PARTE IN SALITA LA CAMPAGNA 2011.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

Rabboni chiede al ministro Romano un vertice urgente per un accordo con la grande distribuzione, il ritiro coordinato del prodotto di bassa qualità e l'inserimento delle pesche e nettarine tra le varietà che possono accedere agli aiuti UE per l'Escherichia coli.

Bologna - Inserire pesche e nettarine tra le specie ortofrutticole che possono accedere ai contributi straordinari stanziati dalla UE per far fronte ai danni provocati dall’allarme Escherichia coli, ma anche la convocazione della grande distribuzione organizzata per sollecitarla a superare il diniego alla firma dell'accordo con i produttori di pesche e nettarine per evitare l'immissione sul mercato di prodotti di bassa qualità e pratiche commerciali scorrette. Infine la richiesta di un coordinamento nazionale delle azioni di ritiro di prodotto invenduto già previste e finanziate dall'Unione europea con l'organizzazione comune di mercato ortofrutticola.
Sono queste le richieste che l’Emilia-Romagna rivolge al Governo, di fronte alle difficoltà che sta registrando il mercato della frutta estiva, caratterizzato da un forte calo della domanda e da prezzi che non riescono nemmeno a coprire i costi di produzione sostenuti dagli agricoltori. A questo proposito l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - che ieri a Bologna ha incontrato le organizzazioni agricole, cooperative e i rappresentanti dei produttori - ha scritto oggi al Ministro delle politiche agricole Saverio Romano chiedendo un incontro urgente.
Per l'assessore Rabboni “si rischia il paradosso: buona produzione e prezzi non remunerativi”. “Le difficoltà – prosegue l’assessore - nascono soprattutto dal calo della domanda che è determinato da tre concause: psicosi da batterio, calo dei redditi e brutta stagione nei paesi d'esportazione. In più il ritardo di maturazione del prodotto spagnolo lo sovrappone a quello italiano, “ingolfando” e sovraccaricando il mercato europeo".
"Se vogliamo strappare qualche risultato utile per i produttori - ha aggiunto Rabboni -dobbiamo utilizzare in modo sinergico tutte le possibilità di intervento in grado di ridurre l’immissione sul mercato di prodotto eccedente e soprattutto di bassa qualità. Per questo chiediamo al Ministro di intervenire direttamente in tre direzioni: verso la grande distribuzione perchè si responsabilizzi sulle conseguenze irreversibili che questa situazione può avere sul comparto e sottoscriva senza ulteriori indugi l'accordo interprofessionale per la qualità del prodotto commercializzabile; verso le organizzazioni di prodotto di tutte le Regioni italiane perchè utilizzino tutte le risorse europee disponibili per ritirare dal mercato il prodotto destinabile agli indigenti o alle produzioni agroenergetiche; verso il Commissario europeo all'Agricoltura, Dacian Ciolos, perché includa le pesche e le nettarine tra le produzioni indennizzabili attraverso lo stanziamento europeo dei 210 milioni per l'Escherichia Coli."

lunedì 20 giugno 2011

E.COLI: ATTIVATE LE MISURE URGENTI CONTRO LA CRISI DI MERCATO DEI PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI

Fonte: Confagricoltura Ferrara

Confagricoltura Ferrara informa che sono in corso di pubblicazione i provvedimenti amministrativi, nazionali e regionali, che daranno attuazione al Regolamento comunitario relativo alle misure di sostegno delle aziende agricole produttrici di ortaggi entrati in crisi di mercato in conseguenza dei casi di contaminazione da E.Coli.

Tali misure consistono in un aiuto per le operazioni di ritiro dal mercato, di raccolta prima della maturazione e di mancata raccolta, effettuati nel periodo dal 26 maggio 2011 al 30 giugno, di pomodori, lattughe,indivie ricce e scarole, cetrioli, peperoni dolci, zucchine.

L’aiuto si quantifica nel pagamento di un indennizzo per unità di prodotto, nel caso di ritiro dal mercato, o per unità di superficie per le operazioni di mancato raccolto o di raccolto prima della maturazione.

Per quanto riguarda le operazioni eseguite da produttori aderenti a Organizzazioni di Produttori, tutti gli adempimenti amministrativi sono affidati a queste ultime.

Per le operazioni effettuate dai aziende non aderenti a organizzazioni dei produttori, gli adempimenti amministrativi sono posti in carico alle aziende stesse e verranno meglio dettagliati in una attesa circolare dell’Organismo pagatore dell’Emilia Romagna, a cui spetterà il ruolo di ricezione, controllo e liquidazione delle domande.

I produttori ferraresi non aderenti a Organizzazioni di Produttori devono presentare ad AGREA la domanda di pagamento delle misure entro l’11 luglio 2011, anche se è previsto l’obbligo di segnalare preventivamente l’esecuzione delle operazioni soggette ad aiuto, secondo modulistiche e modalità prefissate. Lo stesso organismo pagatore dovrà provvedere al pagamento delle domande entro il prossimo 15 ottobre.

Il Servizio Tecnico-Economico di Confagricoltura Ferrara è a disposizione di tutti gli ortofrutticoltori interessati per il calcolo dell’indennizzo e per la presentazione delle domande.

lunedì 8 novembre 2010

l’agricoltura offre correttezza ma vuole semplicità amministrativa

FONTE: CIA FERRARA

Si è tenuto un incontro con l’assessore Rita Pareschi, presso il comune di Poggio Renatico, per l’amministrazione e le associazioni agricole, per dare risposte chiare alle richieste degli agricoltori, ripetutamente espresse dalla Cia di Ferrara, di avere uno spazio adeguato per il ritiro di rifiuti cosiddetti pericolosi come oli usati e filtri.
Dopo la manifestazione che la Cia ha organizzato, quest’estate, per sollevare il problema di una corretta gestione, a fronte di una esplicita volontà agricola di voler smaltire tenendo nella massima considerazione sia il rispetto per l’ambiente che la possibilità di una filiera seria ed accessibile, l’assessore Pareschi, della quale va rimarcato l’impegno, ha lavorato per mettere in piedi un tavolo che potesse dare risposte concrete anche davanti all’indisponibilità manifestata da CMV.
Vista la perdurante latitanza della CMV, il comune ha sbloccato la situazione trovando la disponibilità della Società Agraria del Gallo, che una volta ottenuta l’autorizzazione dalla provincia, inizierà a dare il servizio di raccolta rifiuti a tutti gli agricoltori senza distinzioni, sia di territorio che di tipo commerciale.
Sul fronte rifiuti, la Cia in questi ultimi giorni, ha espresso anche una chiara presa di posizione sul nuovo sistema di controllo e tracciabilità dei rifiuti agricoli denominato sistri.
“Il problema dei rifiuti prodotti nell'esercizio dell'attività agricola - spiega Il presidente Cia, Mauro Ferrari – è rilevante, considerati gli impatti negativi che possono causare sull'ambiente, se non correttamente smaltiti. Siamo per la serietà nella gestione, invece - sottolinea Ferrari - gli adempimenti burocratici amministrativi che il produttore dovrebbe rispettare sono eccessivamente onerosi e complicati, ed anche poco comprensibili.”
"La Cia negli anni – ricorda il presidente - si e' impegnata per costruire accordi di programma utili a semplificare le modalità di conferimento dei rifiuti ed evitare inutili e costosi adempimenti burocratici amministrativi, che hanno avuto risultati ottimi e grande collaborazione degli agricoltori. Ora il ministero dell'ambiente vorrebbe estendere a tutti gli agricoltori l'obbligo di iscrizione al sistri, vanificando l'esperienza positiva degli accordi di programma e caricando di ulteriori oneri burocratici e economici le aziende agricole".