Fonte: Fedagri/Confcooperative
Complessivamente le due Organizzazioni rappresentano oltre il 75% del raccolto regionale.
In diminuzione del 4,5% rispetto alla vendemmia 2013.
Si attesta sui 6.550.000 quintali la produzione 2014 di uva ottenuta dai soci del comparto vitivinicolo di Fedagri/Confcooperative e Legacoop Agroalimentare dell’Emilia Romagna, che complessivamente rappresentano oltre il 75% dell’intero raccolto regionale, stimato in 8,6 milioni di quintali. Un dato, questo, che pone l’Emilia Romagna al secondo posto tra le regioni vitivinicole più importanti del nostro Paese.
“A fronte di un andamento produttivo con differenze piuttosto significative tra le varie aree della regione, ed in particolare fra le province emiliane da un lato e il territorio romagnolo dall’altro, – dichiarano Davide Frascari, responsabile del settore vitivinicolo di Fedagri Emilia Romagna, e Ruenza Santandrea, responsabile del comparto per Legacoop Agroalimentare – il quantitativo di uva raccolto quest’anno risulta inferiore di circa il 4,5% a quello del 2013, che si era collocato sui 6.860.000 quintali”.
“In linea generale – proseguono Frascari e Santandrea – nell’area emiliana si è registrato un leggero incremento mentre in Romagna la produzione ha mostrato una sensibile diminuzione (in certe zone anche superiore al 20%) rispetto all’anno scorso, che però era stato caratterizzato da un raccolto decisamente più abbondante della media”.
“Particolarmente significativa – dichiarano i responsabili del settore vitivinicolo di Fedagri/Confcooperative e Legacoop Agroalimentare – la contrazione riscontrata in provincia di Forlì-Cesena, dove la produzione di uva dei nostri soci supera di poco i 500.000 quintali, con un calo del 22,3% sul 2013. Più contenuta (-11%) la diminuzione in provincia di Ravenna, con un raccolto attestatosi sui 3,2 milioni di quintali. Segno meno anche a Bologna, dove la produzione è diminuita del 10% sfiorando i 300.000 quintali”.
Andamento opposto invece nelle altre province vitivinicole emiliane, che hanno registrato un incremento produttivo, variabile dal 3% di Piacenza (dove sono stati prodotti circa 125.000 quintali di uva) al 7% di Reggio Emilia (oltre 1.630.000 quintali). Sostanzialmente stazionaria sui 715.000 quintali la produzione in provincia di Modena.
“L’uva conferita alle cantine sociali di Fedagri/Confcooperative e Legacoop Agroalimentare dell’Emilia Romagna – sottolineano Frascari e Santandrea – presenta un buon livello qualitativo. Nonostante l’anomalo andamento meteorologico registrato nella stagione estiva, infatti, il clima favorevole del mese di settembre ha aiutato la maturazione ed ha consentito di portare a termine positivamente la vendemmia. La campagna di commercializzazione si apre quindi all’insegna del cauto ottimismo nonostante la crisi economica globale che incide ancora sugli acquisti”.
“Alla luce di questa situazione – concludono Frascari e Santandrea – diventa indispensabile investire sempre più sull’export, in grado di garantire una remunerazione migliore ai produttori italiani. Questo canale negli ultimi anni ha registrato un significativo incremento, in particolare in Paesi come la Germania (dove i vini italiani hanno una quota di mercato del 36% - dati Nomisma), Svizzera (34%) e Stati Uniti (31%). Il 52% del vino italiano esportato nel mondo proviene da cooperative vitivinicole (dati Commissione Europea), che hanno una propensione all’export pari al 38%”.
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mercoledì 12 novembre 2014
lunedì 22 settembre 2014
VENDEMMIA, PRODUZIONE IN DIMINUZIONE E QUALITÀ ANCORA DA VALUTARE. LE PREVISIONI DI AGRINSIEME, UNIONE ITALIANA VINI E FEDERVINI
Fonte: AGRINSIEME – FEDERVINI – UNIONE ITALIANA VINI
Una produzione vicina ai 41 milioni di ettolitri, una diminuzione del 15% rispetto al dato diffuso dall’Istat per il 2013 e una qualità ancora tutta da valutare. Queste le previsioni sulle quali convergono le principali organizzazioni della filiera vitivinicola, Agrinsieme, Federvini e Unione Italiana Vini, che da anni collabora con Ismea per l’elaborazione delle previsioni attraverso un capillare monitoraggio del territorio vinicolo italiano con un dettaglio regionale. “E’ evidente il carattere di eccezionalità dell’andamento climatico – ha detto Giorgio Mercuri in rappresentanza di Agrinsieme (Confagricoltura, Cia, Alleanza delle cooperative) –. A oggi il sistema è in una situazione di fragilità a cui però i nostri viticoltori, che conoscono le avversità della natura, sanno ben reagire con la consueta competenza e saggezza”. Ne deriva un quadro conoscitivo dettagliato dell’andamento della campagna vitivinicola 2014/2015, con valutazioni molto accurate che sono state riportate in maniera congiunta dalle federazioni che rappresentano la produzione, il commercio e industria del settore vitivinicolo e che, per il secondo anno consecutivo, hanno scelto di diffondere le stime a voce congiunta. La produzione di questa campagna, in controtendenza rispetto all’anno scorso, risente delle difficili condizioni climatiche estive, caratterizzate da temperature sotto la media stagionale e dall’insistenza di fenomeni piovosi, in molte aree della penisola. Il quadro, tuttavia, è ancora lungi dal ritenersi definitivo, soprattutto se le piogge dovessero lasciare il posto a un clima più stabile e consentire, pertanto, alle uve ancora in vigna, di maturare adeguatamente. In tal caso, le stime potrebbero essere riviste al rialzo, con una produzione che si attesterebbe a 42,2 milioni di ettolitri. “E’ una vendemmia complicata e ancora di difficile interpretazione, dove sarà il lavoro dell’uomo a fare la differenza – ha sostenuto il presidente di Unione Italiana Vini Domenico Zonin –. Per questo, pur consapevoli delle residue incertezze climatiche, siamo fiduciosi del fatto che la vendemmia 2014 contribuirà a consolidare sui mercati l’immagine di qualità che il vino italiano ha saputo conquistarsi”. In linea generale, la vendemmia è in ritardo rispetto allo scorso anno di circa sette giorni, ripristinando così un calendario normale, dopo anni caratterizzati da forti anticipi. “Indubbiamente un'annata anomala e fino all'ultimo incerta – ha commentato il presidente di Federvini Sandro Boscaini –. Una caratteristica peraltro sin d'ora evidente: i vini saranno pressoché in tutta Italia più leggeri, meno pieni di sole e di forza, ci auguriamo più eleganti. In un mondo sempre più attento alle diversità e alle sfumature, questa sottolineatura dell'importanza della natura rappresenta un messaggio alternativo alle standardizzazioni e ancora una volta evidenzia il primato culturale e di sensibilità della Vecchia Europa”. Le difficili condizioni meteorologiche hanno spinto i produttori ad aumentare il numero di lavorazioni in vigna e trattamenti in campo, con un notevole innalzamento dei costi di produzione a loro carico. Se da un punto di vista quantitativo, la campagna 2014 sembra avvicinarsi alle annate 2011 e 2012, sulla qualità il giudizio resta ancora sospeso in attesa di verificare il vino in cantina. Al momento non esistono preoccupazioni per il Bilancio Ue visto che da una parte la Spagna prevede una vendemmia nettamente inferiore al 2013, mentre in Francia si segnala un possibile aumento quantitativo del 13%.
Una produzione vicina ai 41 milioni di ettolitri, una diminuzione del 15% rispetto al dato diffuso dall’Istat per il 2013 e una qualità ancora tutta da valutare. Queste le previsioni sulle quali convergono le principali organizzazioni della filiera vitivinicola, Agrinsieme, Federvini e Unione Italiana Vini, che da anni collabora con Ismea per l’elaborazione delle previsioni attraverso un capillare monitoraggio del territorio vinicolo italiano con un dettaglio regionale. “E’ evidente il carattere di eccezionalità dell’andamento climatico – ha detto Giorgio Mercuri in rappresentanza di Agrinsieme (Confagricoltura, Cia, Alleanza delle cooperative) –. A oggi il sistema è in una situazione di fragilità a cui però i nostri viticoltori, che conoscono le avversità della natura, sanno ben reagire con la consueta competenza e saggezza”. Ne deriva un quadro conoscitivo dettagliato dell’andamento della campagna vitivinicola 2014/2015, con valutazioni molto accurate che sono state riportate in maniera congiunta dalle federazioni che rappresentano la produzione, il commercio e industria del settore vitivinicolo e che, per il secondo anno consecutivo, hanno scelto di diffondere le stime a voce congiunta. La produzione di questa campagna, in controtendenza rispetto all’anno scorso, risente delle difficili condizioni climatiche estive, caratterizzate da temperature sotto la media stagionale e dall’insistenza di fenomeni piovosi, in molte aree della penisola. Il quadro, tuttavia, è ancora lungi dal ritenersi definitivo, soprattutto se le piogge dovessero lasciare il posto a un clima più stabile e consentire, pertanto, alle uve ancora in vigna, di maturare adeguatamente. In tal caso, le stime potrebbero essere riviste al rialzo, con una produzione che si attesterebbe a 42,2 milioni di ettolitri. “E’ una vendemmia complicata e ancora di difficile interpretazione, dove sarà il lavoro dell’uomo a fare la differenza – ha sostenuto il presidente di Unione Italiana Vini Domenico Zonin –. Per questo, pur consapevoli delle residue incertezze climatiche, siamo fiduciosi del fatto che la vendemmia 2014 contribuirà a consolidare sui mercati l’immagine di qualità che il vino italiano ha saputo conquistarsi”. In linea generale, la vendemmia è in ritardo rispetto allo scorso anno di circa sette giorni, ripristinando così un calendario normale, dopo anni caratterizzati da forti anticipi. “Indubbiamente un'annata anomala e fino all'ultimo incerta – ha commentato il presidente di Federvini Sandro Boscaini –. Una caratteristica peraltro sin d'ora evidente: i vini saranno pressoché in tutta Italia più leggeri, meno pieni di sole e di forza, ci auguriamo più eleganti. In un mondo sempre più attento alle diversità e alle sfumature, questa sottolineatura dell'importanza della natura rappresenta un messaggio alternativo alle standardizzazioni e ancora una volta evidenzia il primato culturale e di sensibilità della Vecchia Europa”. Le difficili condizioni meteorologiche hanno spinto i produttori ad aumentare il numero di lavorazioni in vigna e trattamenti in campo, con un notevole innalzamento dei costi di produzione a loro carico. Se da un punto di vista quantitativo, la campagna 2014 sembra avvicinarsi alle annate 2011 e 2012, sulla qualità il giudizio resta ancora sospeso in attesa di verificare il vino in cantina. Al momento non esistono preoccupazioni per il Bilancio Ue visto che da una parte la Spagna prevede una vendemmia nettamente inferiore al 2013, mentre in Francia si segnala un possibile aumento quantitativo del 13%.
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giovedì 18 settembre 2014
VENDEMMIA IN ROMAGNA - RABBONI ALL'AZIENDA LONGANESI DI BAGNACAVALLO: "CI SONO LE CONDIZIONI PER UN BUON PRODOTTO FINALE". CONTINUA IL TREND DI CRESCITA DEL VINO EMILIANO-ROMAGNOLO SUI MERCATI, ANCHE GRAZIE ALLE POLITICHE DI INVESTIMENTO REGIONALI
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
E’ iniziata alla fine di agosto la vendemmia in Romagna con le uve precoci Pinot bianco e Chardonnay. Una partenza tardiva, ma solo rispetto alle due annate precedenti particolarmente calde e siccitose. Quella 2014 invece verrà ricordata come un’annata fortemente influenzata da un’estate particolarmente instabile e piovosa. Ma non tutto è perduto. Anzi. In campo resta ancora l’80% delle uve e dunque molto dipenderà da come sarà il tempo nelle prossime settimane. Lo ha ricordato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni che ha visitato oggi l’azienda agricola Longanesi a Bagnacavallo, famosa per il recupero del Burson, un antico rosso di pianura, per fare il punto sulla vendemmia 2014 e le prospettive del settore vitivinicolo. “Se il miglioramento meteo di questi giorni si confermerà anche nei prossimi giorni - ha detto Rabboni - avremo livelli qualitativi più che buoni. Un eventuale calo del grado alcolico potrà in ogni caso essere gestito con l’arricchimento. Le quantità attese sono in linea con quelle medie degli ultimi 5 anni mentre nel resto d’Italia rispetto allo stesso periodo si stima un calo del 7%. Questo significa per le nostre uve la possibilità di una buona remunerazione”. Secondo l’assessore Rabboni, che nei giorni scorsi ha assistito alla vendemmia nel Piacentino, il vino emiliano-romagnolo potrà insomma continuare a crescere in qualità e sui mercati. “Il valore delle esportazioni nel 2013, è stato di circa 390 milioni di euro, con un aumento, rispetto all'anno precedente, del 10%. Nel quinquennio 2008 - 2013 il nostro export è aumentato, in valore, di circa il 60% - ha ricordato – traguardi importanti che sono anche risultato delle politiche di sostegno della Regione.
50 milioni in arrivo nel biennio 2014-2015. Il 29 settembre scade un bando da 3,8 milioni Investimenti per il rinnovo dei vigneti, la modernizzazione delle cantine e la promozione sui mercati esteri. Questi gli obiettivi principali su cui dal 2008 al 2013 sono state convogliate risorse pubbliche superiori ai 200 milioni di euro. E altre risorse sono in arrivo grazie all’Ocm vino: si tratta di 50 milioni di euro per il biennio 2014-2015, mentre proprio in questi giorni si sta chiudendo (la scadenza è fissata al 29 settembre) un bando che stanzia 3,8 milioni di euro per sostenere progetti di sviluppo delle aziende agricole e vitivinicole con attività di trasformazione e commercializzazione. Timidi segnali di ripresa dei consumi si registrano anche sul fronte interno, dove l’acquisto di vino sale dell’1% , dato in controtendenza rispetto alla riduzione delle vendite di prodotti agroalimentari di circa lo 0,5% e tanto più interessante se si considera che l’aumento riguarda in particolare i vini di alta qualità Doc/Docg rispetto ai vini da tavola.
Quantità in calo del 10%, ma l’Emilia-Romagna si conferma seconda regione produttrice dopo il Veneto
Dal punto di vista delle quantità le previsioni di Assoenologi riallineano la vendemmia 2014 alle medie degli ultimi cinque anni con una produzione di 6 milioni 600 mila ettolitri di vini e mosti. Rispetto alla straordinaria annata 2013 si tratta di una riduzione del 10% come dato medio regionale. Le stesse previsioni prospettano sul piano nazionale un calo del 7% sulla media del periodo 2009-2013 e del 13,5% sul 2013. Per il Nord Italia si prevede una riduzione del 15% rispetto all’anno precedente con cali consistenti, attorno al 20%, in Veneto, Piemonte e Lombardia. L’Emilia-Romagna, per il terzo anno consecutivo, si conferma a livello nazionale come la seconda regione italiana più produttiva dopo il Veneto. La qualità potrà dunque essere buona se le condizioni climatiche terranno. Sembra invece ormai certo che i vini 2014 saranno caratterizzati da una gradazione alcolica inferiore alle annate precedenti. Per questo la Giunta regionale ha approvato una delibera che accoglie le richieste dei Consorzi di tutela per la riduzione di 0,5 gradi del titolo alcolico naturale delle uve Doc. E’stata anche concessa la possibilità di arricchire i prodotti di questa vendemmia fino a 1,5 gradi alcolici.
La vendemmia 2014 in Romagna
In Romagna la vendemmia è iniziata nell’ultima decade di agosto con le uve precoci “base spumante” (Pinot bianco e Chardonnay) che, a causa dell’abbondante disponibilità idrica, hanno evidenziato grappoli molto compatti e spesso con rottura di acini. Diversa la situazione per i vitigni storici della Romagna: per il Trebbiano e l’Albana è previsto un ulteriore slittamento del grosso della raccolta intorno al 20-25 di settembre . Lo stato sanitario dei grappoli è abbastanza buono, ottimo invece per il Pignoletto. Per il Sangiovese, che presenta grappoli in genere di elevate dimensioni e ben nutriti, i conferimenti inizieranno a fine settembre.
Nuovi disciplinari di produzione
“E’ fondamentale rafforzare il legame tra il prodotto e il territorio. Anche in campo vitivinicolo. Solo così potremo valorizzare appieno i nostri vini a qualità regolamentata. Per questo – ha spiegato Rabboni – abbiamo fortemente sostenuto il rafforzamento delle Doc e Igt territoriali come la Doc Gutturnio, la Doc Romagna, la Igt Emilia, la nuova Doc Pignoletto”. In particolare si è concluso positivamente il complesso iter di revisione della IGT Emilia che ha consentito di limitare l’elaborazione e la presa di spuma delle tipologie frizzante e spumante ai soli territori emiliani e alle province di Ravenna, Forlì - Cesena, Mantova e Cremona. Attualmente il disciplinare è al vaglio dei competenti uffici dell'Unione Europea; i produttori sono comunque già in grado di utilizzare, con le modifiche apportate a livello nazionale, la nuova regolamentazione per tutelare i propri vini. Il Comitato nazionale Vini Dop e Igp ha approvato, lo scorso 16 aprile, la proposta aggiornata del disciplinare di produzione della Doc Pignoletto e di modifica del disciplinare della Docg Colli Bolognesi Pignoletto che, a conclusione dell’esame comunitario attualmente in corso, consentiranno di trasformare quello che oggi è un vitigno coltivabile ovunque in Europa in una denominazione tutelata ammessa nelle sole province di Bologna, Modena e Ravenna.
E’ iniziata alla fine di agosto la vendemmia in Romagna con le uve precoci Pinot bianco e Chardonnay. Una partenza tardiva, ma solo rispetto alle due annate precedenti particolarmente calde e siccitose. Quella 2014 invece verrà ricordata come un’annata fortemente influenzata da un’estate particolarmente instabile e piovosa. Ma non tutto è perduto. Anzi. In campo resta ancora l’80% delle uve e dunque molto dipenderà da come sarà il tempo nelle prossime settimane. Lo ha ricordato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni che ha visitato oggi l’azienda agricola Longanesi a Bagnacavallo, famosa per il recupero del Burson, un antico rosso di pianura, per fare il punto sulla vendemmia 2014 e le prospettive del settore vitivinicolo. “Se il miglioramento meteo di questi giorni si confermerà anche nei prossimi giorni - ha detto Rabboni - avremo livelli qualitativi più che buoni. Un eventuale calo del grado alcolico potrà in ogni caso essere gestito con l’arricchimento. Le quantità attese sono in linea con quelle medie degli ultimi 5 anni mentre nel resto d’Italia rispetto allo stesso periodo si stima un calo del 7%. Questo significa per le nostre uve la possibilità di una buona remunerazione”. Secondo l’assessore Rabboni, che nei giorni scorsi ha assistito alla vendemmia nel Piacentino, il vino emiliano-romagnolo potrà insomma continuare a crescere in qualità e sui mercati. “Il valore delle esportazioni nel 2013, è stato di circa 390 milioni di euro, con un aumento, rispetto all'anno precedente, del 10%. Nel quinquennio 2008 - 2013 il nostro export è aumentato, in valore, di circa il 60% - ha ricordato – traguardi importanti che sono anche risultato delle politiche di sostegno della Regione.
50 milioni in arrivo nel biennio 2014-2015. Il 29 settembre scade un bando da 3,8 milioni Investimenti per il rinnovo dei vigneti, la modernizzazione delle cantine e la promozione sui mercati esteri. Questi gli obiettivi principali su cui dal 2008 al 2013 sono state convogliate risorse pubbliche superiori ai 200 milioni di euro. E altre risorse sono in arrivo grazie all’Ocm vino: si tratta di 50 milioni di euro per il biennio 2014-2015, mentre proprio in questi giorni si sta chiudendo (la scadenza è fissata al 29 settembre) un bando che stanzia 3,8 milioni di euro per sostenere progetti di sviluppo delle aziende agricole e vitivinicole con attività di trasformazione e commercializzazione. Timidi segnali di ripresa dei consumi si registrano anche sul fronte interno, dove l’acquisto di vino sale dell’1% , dato in controtendenza rispetto alla riduzione delle vendite di prodotti agroalimentari di circa lo 0,5% e tanto più interessante se si considera che l’aumento riguarda in particolare i vini di alta qualità Doc/Docg rispetto ai vini da tavola.
Quantità in calo del 10%, ma l’Emilia-Romagna si conferma seconda regione produttrice dopo il Veneto
Dal punto di vista delle quantità le previsioni di Assoenologi riallineano la vendemmia 2014 alle medie degli ultimi cinque anni con una produzione di 6 milioni 600 mila ettolitri di vini e mosti. Rispetto alla straordinaria annata 2013 si tratta di una riduzione del 10% come dato medio regionale. Le stesse previsioni prospettano sul piano nazionale un calo del 7% sulla media del periodo 2009-2013 e del 13,5% sul 2013. Per il Nord Italia si prevede una riduzione del 15% rispetto all’anno precedente con cali consistenti, attorno al 20%, in Veneto, Piemonte e Lombardia. L’Emilia-Romagna, per il terzo anno consecutivo, si conferma a livello nazionale come la seconda regione italiana più produttiva dopo il Veneto. La qualità potrà dunque essere buona se le condizioni climatiche terranno. Sembra invece ormai certo che i vini 2014 saranno caratterizzati da una gradazione alcolica inferiore alle annate precedenti. Per questo la Giunta regionale ha approvato una delibera che accoglie le richieste dei Consorzi di tutela per la riduzione di 0,5 gradi del titolo alcolico naturale delle uve Doc. E’stata anche concessa la possibilità di arricchire i prodotti di questa vendemmia fino a 1,5 gradi alcolici.
La vendemmia 2014 in Romagna
In Romagna la vendemmia è iniziata nell’ultima decade di agosto con le uve precoci “base spumante” (Pinot bianco e Chardonnay) che, a causa dell’abbondante disponibilità idrica, hanno evidenziato grappoli molto compatti e spesso con rottura di acini. Diversa la situazione per i vitigni storici della Romagna: per il Trebbiano e l’Albana è previsto un ulteriore slittamento del grosso della raccolta intorno al 20-25 di settembre . Lo stato sanitario dei grappoli è abbastanza buono, ottimo invece per il Pignoletto. Per il Sangiovese, che presenta grappoli in genere di elevate dimensioni e ben nutriti, i conferimenti inizieranno a fine settembre.
Nuovi disciplinari di produzione
“E’ fondamentale rafforzare il legame tra il prodotto e il territorio. Anche in campo vitivinicolo. Solo così potremo valorizzare appieno i nostri vini a qualità regolamentata. Per questo – ha spiegato Rabboni – abbiamo fortemente sostenuto il rafforzamento delle Doc e Igt territoriali come la Doc Gutturnio, la Doc Romagna, la Igt Emilia, la nuova Doc Pignoletto”. In particolare si è concluso positivamente il complesso iter di revisione della IGT Emilia che ha consentito di limitare l’elaborazione e la presa di spuma delle tipologie frizzante e spumante ai soli territori emiliani e alle province di Ravenna, Forlì - Cesena, Mantova e Cremona. Attualmente il disciplinare è al vaglio dei competenti uffici dell'Unione Europea; i produttori sono comunque già in grado di utilizzare, con le modifiche apportate a livello nazionale, la nuova regolamentazione per tutelare i propri vini. Il Comitato nazionale Vini Dop e Igp ha approvato, lo scorso 16 aprile, la proposta aggiornata del disciplinare di produzione della Doc Pignoletto e di modifica del disciplinare della Docg Colli Bolognesi Pignoletto che, a conclusione dell’esame comunitario attualmente in corso, consentiranno di trasformare quello che oggi è un vitigno coltivabile ovunque in Europa in una denominazione tutelata ammessa nelle sole province di Bologna, Modena e Ravenna.
venerdì 12 settembre 2014
VENDEMMIA IN EMILIA 2014, RABBONI NEL PIACENTINO ALLA TENUTA PERNICE: "CI SONO LE CONDIZIONI PER UNA BUONA ANNATA. MOLTO DIPENDERÀ DALL'ANDAMENTO METEO DI QUESTE ULTIME SETTIMANE". IN CRESCITA L'EXPORT DI VINI EMILIANO-ROMAGNOLI. IL 29 SETTEMBRE SI CHIUDE UN BANDO CHE STANZIA 3,8 MILIONI DI EURO PER PROGETTI DI SVILUPPO AZIENDALE
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
“Quella del 2014, nonostante le piogge e le basse temperature che hanno caratterizzato l’estate, potrà essere una buona vendemmia, in particolare sotto il profilo qualitativo. Molto dipenderà dall’andamento meteo delle prossime settimane, che inciderà su oltre l’80% delle uve ancora in campo. Condizioni climatiche positive con sole, assenza di precipitazioni significative, elevata escursione termica giorno/notte, potranno infatti favorire un concreto miglioramento della qualità delle uve e garantire un buon prodotto”. E’ quanto ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni,che ha assistito oggi nell’azienda agricola Tenuta Pernice di Borgonovo Val Tidone (provincia di Piacenza) alle fasi iniziali della raccolta delle uve. La settimana prossima, l’assessore andrà invece in Romagna. “Ci sono le condizioni, insomma, perché continui il trend di crescita qualitativo dei nostri vini e del processo di affermazione sui mercati internazionali – ha aggiunto Rabboni – . Due obiettivi che in questi anni abbiamo perseguito, sostenendo investimenti per il rinnovo dei vigneti, la modernizzazione delle cantine e la promozione sui mercati esteri. Dal 2008 al 2013 le risorse pubbliche per il comparto vitivinicolo sono state superiori ai 200 milioni di euro. Nonostante le avversità climatiche del 2014, il sistema in Emilia-Romagna ha retto meglio che altrove, proprio grazie a questo sforzo di qualificazione e modernizzazione che continuerà nei prossimi anni. Circa 50 milioni di risorse Ocm sono infatti in arrivo per il biennio 2014-2015, oltre ai finanziamenti del nuovo Psr. Proprio in questi giorni – ha concluso l’assessore è aperto un bando – , con scadenza il 29 settembre, che stanzia ulteriori 3,8 milioni di euro per sostenere progetti di sviluppo delle aziende agricole e vitivinicole con attività di trasformazione e commercializzazione”.
La vendemmia 2014 in Emilia
Dal punto di vista delle quantità le previsioni di Assoenologi riallineano la vendemmia 2014 alle medie degli ultimi cinque anni con una produzione di 6 milioni 600 mila ettolitri di vini e mosti. Rispetto alla straordinaria annata 2013 si tratta di una riduzione del 10% come dato medio regionale, più contenuta in Emilia. Le stesse previsioni prospettano sul piano nazionale un calo del 7% sulla media del periodo 2009-2013 e del 13,5% sul 2013. Per il Nord Italia si prevede una riduzione del 15% rispetto all’anno precedente con cali consistenti, attorno al 20%, in Veneto, Piemonte e Lombardia. L’Emilia-Romagna, per il terzo anno consecutivo, si conferma a livello nazionale come la seconda regione italiana più produttiva dopo il Veneto. Lo slittamento in avanti della raccolta ha riguardato anche il piacentino, una delle zone produttive più interessanti, e le altre aree dell’Emilia. Nella parte occidentale della regione la vendemmia è iniziata nell’ultima decade di agosto con la raccolta delle uve bianche precoci e basi spumante (Pinot e Chardonnay). Tra il 5 e il 10 di settembre si è partiti con il conferimento delle uve di Trebbiano, Pignoletto, Malvasia, Ortrugo e Ancellotta, mentre dal 20 di settembre sarà la volta del Lambrusco Marani e Lambrusco Salamino nel modenese. Dalla fine di settembre partirà la raccolta delle uve di Croatina e Barbera, uve utilizzate per la produzione del Gutturnio. Dal 10 ottobre verranno staccati i grappoli di Lambrusco di Sorbara, mentre dal 20 dello stesso mese quelli di Lambrusco Grasparossa. Per quanto riguarda la qualità,se il mese di settembre sarà favorevole si otterranno buoni risultati, anche se i vini saranno probabilmente caratterizzati da una gradazione alcolica inferiore alle annate precedenti. Per questo la giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore Rabboni, una delibera che accoglie le richieste dei Consorzi di tutela per la riduzione di 0,5 gradi del titolo alcolico naturale delle uve Doc. E’stata anche concessa la possibilità di arricchire i prodotti di questa vendemmia fino a 1,5 gradi alcolici.
Cresce l’export di vini e primi segnali di ripresa dei consumi interni
Il valore delle esportazioni nel 2013, è stato di circa 390 milioni di euro, con un aumento, rispetto all'anno precedente, del 10%. Nel quinquennio 2008 – 2013 il nostro export è aumentato, in valore, di circa il 60%. Tra le novità di questa prima metà del 2014 la ripresa dei consumi interni di vino dell'1%, un dato in controtendenza rispetto alla riduzione delle vendite di prodotti agroalimentari di circa lo 0,5% e tanto più interessante se si considera che l’aumento riguarda in particolare i vini di alta qualità DOC/DOCG rispetto ai vini da tavola.
Nuovi disciplinari di produzione
“E’ fondamentale rafforzare il legame tra il prodotto e il territorio. Anche in campo vitivinicolo. Solo così potremo valorizzare appieno i nostri vini a qualità regolamentata. Per questo – spiega Rabboni – abbiamo fortemente sostenuto il rafforzamento delle Doc e Igt territoriali come la Doc Gutturnio, la Doc Romagna, la Igt Emilia, la nuova Doc Pignoletto”. In particolare si è concluso positivamente il complesso iter di revisione della IGT Emilia che ha consentito di limitare l’elaborazione e la presa di spuma delle tipologie frizzante e spumante ai soli territori emiliani e alle province di Ravenna, Forlì - Cesena, Mantova e Cremona. Attualmente il disciplinare è al vaglio dei competenti uffici dell'Unione Europea; i produttori sono comunque già in grado di utilizzare, con le modifiche apportate a livello nazionale, la nuova regolamentazione per tutelare i propri vini.
Il Comitato nazionale Vini DOP e IGP ha approvato, lo scorso 16 aprile, la proposta aggiornata del disciplinare di produzione della DOC “Pignoletto” e di modifica del disciplinare della DOCG “Colli Bolognesi Pignoletto” che, a conclusione dell’esame comunitario attualmente in corso, consentiranno di trasformare quello che oggi è un vitigno coltivabile ovunque in Europa in una denominazione tutelata ammessa nelle sole province di Bologna, Modena e Ravenna.
“Quella del 2014, nonostante le piogge e le basse temperature che hanno caratterizzato l’estate, potrà essere una buona vendemmia, in particolare sotto il profilo qualitativo. Molto dipenderà dall’andamento meteo delle prossime settimane, che inciderà su oltre l’80% delle uve ancora in campo. Condizioni climatiche positive con sole, assenza di precipitazioni significative, elevata escursione termica giorno/notte, potranno infatti favorire un concreto miglioramento della qualità delle uve e garantire un buon prodotto”. E’ quanto ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni,che ha assistito oggi nell’azienda agricola Tenuta Pernice di Borgonovo Val Tidone (provincia di Piacenza) alle fasi iniziali della raccolta delle uve. La settimana prossima, l’assessore andrà invece in Romagna. “Ci sono le condizioni, insomma, perché continui il trend di crescita qualitativo dei nostri vini e del processo di affermazione sui mercati internazionali – ha aggiunto Rabboni – . Due obiettivi che in questi anni abbiamo perseguito, sostenendo investimenti per il rinnovo dei vigneti, la modernizzazione delle cantine e la promozione sui mercati esteri. Dal 2008 al 2013 le risorse pubbliche per il comparto vitivinicolo sono state superiori ai 200 milioni di euro. Nonostante le avversità climatiche del 2014, il sistema in Emilia-Romagna ha retto meglio che altrove, proprio grazie a questo sforzo di qualificazione e modernizzazione che continuerà nei prossimi anni. Circa 50 milioni di risorse Ocm sono infatti in arrivo per il biennio 2014-2015, oltre ai finanziamenti del nuovo Psr. Proprio in questi giorni – ha concluso l’assessore è aperto un bando – , con scadenza il 29 settembre, che stanzia ulteriori 3,8 milioni di euro per sostenere progetti di sviluppo delle aziende agricole e vitivinicole con attività di trasformazione e commercializzazione”.
La vendemmia 2014 in Emilia
Dal punto di vista delle quantità le previsioni di Assoenologi riallineano la vendemmia 2014 alle medie degli ultimi cinque anni con una produzione di 6 milioni 600 mila ettolitri di vini e mosti. Rispetto alla straordinaria annata 2013 si tratta di una riduzione del 10% come dato medio regionale, più contenuta in Emilia. Le stesse previsioni prospettano sul piano nazionale un calo del 7% sulla media del periodo 2009-2013 e del 13,5% sul 2013. Per il Nord Italia si prevede una riduzione del 15% rispetto all’anno precedente con cali consistenti, attorno al 20%, in Veneto, Piemonte e Lombardia. L’Emilia-Romagna, per il terzo anno consecutivo, si conferma a livello nazionale come la seconda regione italiana più produttiva dopo il Veneto. Lo slittamento in avanti della raccolta ha riguardato anche il piacentino, una delle zone produttive più interessanti, e le altre aree dell’Emilia. Nella parte occidentale della regione la vendemmia è iniziata nell’ultima decade di agosto con la raccolta delle uve bianche precoci e basi spumante (Pinot e Chardonnay). Tra il 5 e il 10 di settembre si è partiti con il conferimento delle uve di Trebbiano, Pignoletto, Malvasia, Ortrugo e Ancellotta, mentre dal 20 di settembre sarà la volta del Lambrusco Marani e Lambrusco Salamino nel modenese. Dalla fine di settembre partirà la raccolta delle uve di Croatina e Barbera, uve utilizzate per la produzione del Gutturnio. Dal 10 ottobre verranno staccati i grappoli di Lambrusco di Sorbara, mentre dal 20 dello stesso mese quelli di Lambrusco Grasparossa. Per quanto riguarda la qualità,se il mese di settembre sarà favorevole si otterranno buoni risultati, anche se i vini saranno probabilmente caratterizzati da una gradazione alcolica inferiore alle annate precedenti. Per questo la giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore Rabboni, una delibera che accoglie le richieste dei Consorzi di tutela per la riduzione di 0,5 gradi del titolo alcolico naturale delle uve Doc. E’stata anche concessa la possibilità di arricchire i prodotti di questa vendemmia fino a 1,5 gradi alcolici.
Cresce l’export di vini e primi segnali di ripresa dei consumi interni
Il valore delle esportazioni nel 2013, è stato di circa 390 milioni di euro, con un aumento, rispetto all'anno precedente, del 10%. Nel quinquennio 2008 – 2013 il nostro export è aumentato, in valore, di circa il 60%. Tra le novità di questa prima metà del 2014 la ripresa dei consumi interni di vino dell'1%, un dato in controtendenza rispetto alla riduzione delle vendite di prodotti agroalimentari di circa lo 0,5% e tanto più interessante se si considera che l’aumento riguarda in particolare i vini di alta qualità DOC/DOCG rispetto ai vini da tavola.
Nuovi disciplinari di produzione
“E’ fondamentale rafforzare il legame tra il prodotto e il territorio. Anche in campo vitivinicolo. Solo così potremo valorizzare appieno i nostri vini a qualità regolamentata. Per questo – spiega Rabboni – abbiamo fortemente sostenuto il rafforzamento delle Doc e Igt territoriali come la Doc Gutturnio, la Doc Romagna, la Igt Emilia, la nuova Doc Pignoletto”. In particolare si è concluso positivamente il complesso iter di revisione della IGT Emilia che ha consentito di limitare l’elaborazione e la presa di spuma delle tipologie frizzante e spumante ai soli territori emiliani e alle province di Ravenna, Forlì - Cesena, Mantova e Cremona. Attualmente il disciplinare è al vaglio dei competenti uffici dell'Unione Europea; i produttori sono comunque già in grado di utilizzare, con le modifiche apportate a livello nazionale, la nuova regolamentazione per tutelare i propri vini.
Il Comitato nazionale Vini DOP e IGP ha approvato, lo scorso 16 aprile, la proposta aggiornata del disciplinare di produzione della DOC “Pignoletto” e di modifica del disciplinare della DOCG “Colli Bolognesi Pignoletto” che, a conclusione dell’esame comunitario attualmente in corso, consentiranno di trasformare quello che oggi è un vitigno coltivabile ovunque in Europa in una denominazione tutelata ammessa nelle sole province di Bologna, Modena e Ravenna.
lunedì 11 agosto 2014
VINO, MIPAAF: AL VIA I CONTROLLI ICQRF PER LA VENDEMMIA 2014
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che circa 400 ispettori dell’Icqrf sono già da oggi impegnati sul territorio nazionale nel garantire la regolarità della vendemmia 2014 e salvaguardare l’eccellenza della produzione vitivinicola italiana. L’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, infatti, ha dato indicazioni a tutti i 29 Uffici sul territorio italiano e ai 6 laboratori per i controlli da effettuare nel periodo di campagna vendemmiale riguardo la raccolta e la movimentazione delle uve nonché le operazioni di trasformazione delle stesse e la circolazione dei prodotti e dei sottoprodotti vitivinicoli ottenuti. Particolare attenzione nei controlli, già partiti, è data al monitoraggio dei trasporti delle uve da tavola, per impedire che vengano immesse nel circuito della vinificazione, alla circolazione dei sottoprodotti vitivinicoli (vinacce e fecce in particolare) e delle sostanze zuccherine. Verifiche di giacenza nelle cantine saranno operate diffusamente, insieme agli accertamenti sulle pratiche enologiche svolte in cantina. I controlli sono effettuati sia sulla base di parametri di “rischio” a livello nazionale, sia su parametri sviluppati direttamente sui singoli territori, per mirare al meglio le verifiche e aumentare la loro efficacia a tutela dei produttori in regola e dei consumatori. Nel corso dei controlli, l’Icqrf applicherà in tutti i casi previsti lo strumento della diffida, per non penalizzare i produttori per le violazioni formali e sanabili, mentre massima attenzione sarà data alle violazioni in frode della qualità e della sicurezza alimentare.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che circa 400 ispettori dell’Icqrf sono già da oggi impegnati sul territorio nazionale nel garantire la regolarità della vendemmia 2014 e salvaguardare l’eccellenza della produzione vitivinicola italiana. L’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, infatti, ha dato indicazioni a tutti i 29 Uffici sul territorio italiano e ai 6 laboratori per i controlli da effettuare nel periodo di campagna vendemmiale riguardo la raccolta e la movimentazione delle uve nonché le operazioni di trasformazione delle stesse e la circolazione dei prodotti e dei sottoprodotti vitivinicoli ottenuti. Particolare attenzione nei controlli, già partiti, è data al monitoraggio dei trasporti delle uve da tavola, per impedire che vengano immesse nel circuito della vinificazione, alla circolazione dei sottoprodotti vitivinicoli (vinacce e fecce in particolare) e delle sostanze zuccherine. Verifiche di giacenza nelle cantine saranno operate diffusamente, insieme agli accertamenti sulle pratiche enologiche svolte in cantina. I controlli sono effettuati sia sulla base di parametri di “rischio” a livello nazionale, sia su parametri sviluppati direttamente sui singoli territori, per mirare al meglio le verifiche e aumentare la loro efficacia a tutela dei produttori in regola e dei consumatori. Nel corso dei controlli, l’Icqrf applicherà in tutti i casi previsti lo strumento della diffida, per non penalizzare i produttori per le violazioni formali e sanabili, mentre massima attenzione sarà data alle violazioni in frode della qualità e della sicurezza alimentare.
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