Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
“La precisazione fornita dall’Anci alla mia precedente sollecitazione è molto importante perché riconosce la specificità dell’attività svolta dagli agriturismi rispetto alle altre attività di ristorazione e alberghiere, aprendo alla possibilità di regimi agevolati per il pagamento di Tari e Tasi. Ho trasmesso la risposta dell'Anci alle associazioni agricole e alle organizzazioni agrituristiche affinché informino i loro associati e si attivino presso i singoli Comuni che hanno la competenza in materia. La stessa Anci potrà svolgere un’importante funzione di coordinamento, per arrivare a scelte omogenee su tutto il territorio regionale”. Così l’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni che nei giorni scorsi aveva inviato una lettera all’Associazione emiliano-romagnola dei Comuni in merito all’applicazione dei nuovi tributi comunali sui rifiuti e sui servizi indivisibili, sollecitando il riconoscimento del fatto che gli agriturismi sono attività connesse all'impresa agricola e come tali non equiparabili alle attività ristorative o alberghiere vere e proprie e comunque, diversamente da questi ultimi, sono sottoposti a limitazioni di provenienza delle materie prime e di capacità massima ricettiva.
Nella sua lettera l’Anci ricorda che dal gennaio di quest’anno gli agriturismi, in quanto fabbricati strumentali all’attività agricola, sono esentati dall’Imu. Possono invece essere assoggettati alla Tasi, ma con un’aliquota massima dell’1 per mille. “Peraltro – si legge nella lettera - molti Comuni hanno deciso di non applicare tale tributo”.
Per quanto riguarda infine la Tari, secondo l’associazione dei Comuni, “un eventuale regime agevolativo, potrà essere collegato alla minor produzione di rifiuti di tale attività rispetto ad altre analoghe” o al fatto che “l’apertura è limitata ad alcuni giorni dell’anno o ad alcuni periodi dell’anno. Lo stesso risultato potrà essere ottenuto con l’approvazione di una specifica tariffa”.
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giovedì 28 agosto 2014
AGRITURISMI - ANCI: POSSIBILI LE AGEVOLAZIONI NELL'APPLICAZIONE DI TARI E TASI. RABBONI: UN RICONOSCIMENTO IMPORTANTE DELLA SPECIFICITÀ DELL'ATTIVITÀ AGRITURISTICA, CHE ORA VA PROPOSTO ALL'ATTENZIONE DEI COMUNI
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lunedì 28 luglio 2014
COLDIRETTI: AGRITURISMI A RISCHIO CON APPLICAZIONE INDIFFERENZIATA TARI E TASI
Fonte: Coldiretti Ferrara
Lettera di Terranostra, l’associazione per il turismo, il tempo libero e l’ambiente di Coldiretti, all’assessore regionale Rabboni per avviare con i Comuni un sistema di pagamento di TASI e TARI non penalizzante per le imprese agrituristiche regionali.
Non tarpare le ali al turismo in campagna e nelle aree rurali, che consente di scoprire le bellezze ambientali e culturali dell’entroterra dell’Emilia Romagna e di mantenere vivo il territorio. È questo il senso della lettera che Terranostra Emilia Romagna, associazione agrituristica di Coldiretti, ha scritto all’assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni, per evitare che, nell’applicazione della tassazione Tari e Tasi, le aziende agrituristiche fossero parificate in tutto e per tutto a imprese turistico-alberghiere e di ristorazione, nonostante i vincoli che limitano l’attività agrituristica. Con soddisfazione Terranostra regionale ha perciò accolto la lettera che l’assessore Rabboni, facendo proprie le sollecitazioni dell’associazione agrituristica di Coldiretti, ha scritto all’Anci dell’Emilia Romagna, esprimendo la preoccupazione che i Comuni (titolari delle due tasse) scegliessero una applicazione di Tari e Tasi “troppo semplicistica, che non tiene conto delle specificità dell’agriturismo”. Nella lettera – informa Terranostra – l’assessore ricorda che “l’attività agrituristica è regolamentata e limitata da numerosi vincoli legislativi che la differenziano dalle attività ristorative o alberghiere vere e proprie del settore commerciale: gli imprenditori agrituristici devono usare prodotti propri nella ristorazione, devono somministrare pranzi tipici del territorio, hanno limitazioni nell’uso dei fabbricati esistenti e nel volume di attività di ospitalità e ristorazione”. Paragonare l’agriturismo ad una normale attività alberghiera o di ristorazione – ribadisce Terranostra – significa ignorare che l’agriturismo, ad esempio nella ristorazione, fornisce agli ospiti prodotti aziendali e dell’agricoltura del territorio, riducendo o addirittura annullando la produzione di rifiuti come ad esempio le confezioni degli alimenti e gli imballaggi. Già in altre regioni i Comuni hanno riconosciuto la peculiarità dell’agriturismo, per cui – afferma Coldiretti – applicare ai 1.100 agriturismi dell’Emilia Romagna un’aliquota Tari e Tasi alla pari di altre attività turistiche rischia di frenare lo sviluppo di un turismo che richiama un numero crescente dei turisti alla ricerca di vacanze verdi, che della nostra regione vogliono riscoprire anche i parchi, le oasi, le bellezze architettoniche e i gioielli d’arte delle aree rurali. Occorre ricordare che l’agriturismo come attività multifunzionale è integrativa dell’attività agricola (che resta sempre prevalente) ed è importante per la permanenza di aziende agricole in zone molte volte disagiate. Questo contribuisce a mantenere la presenza degli agricoltori in zone dove svolgono un ruolo fondamentale di presidio del territorio, di manutenzione ambientale e idrogeologica e di salvaguardia di attività economiche che diversamente rischiano di sparire. L’auspicio – conclude Terranostra – è che i 348 Comuni emiliano romagnoli, come avvenuto già in altre regioni, siano sensibili alla nostra richiesta e alle sollecitazioni dell’assessore.
Lettera di Terranostra, l’associazione per il turismo, il tempo libero e l’ambiente di Coldiretti, all’assessore regionale Rabboni per avviare con i Comuni un sistema di pagamento di TASI e TARI non penalizzante per le imprese agrituristiche regionali.
Non tarpare le ali al turismo in campagna e nelle aree rurali, che consente di scoprire le bellezze ambientali e culturali dell’entroterra dell’Emilia Romagna e di mantenere vivo il territorio. È questo il senso della lettera che Terranostra Emilia Romagna, associazione agrituristica di Coldiretti, ha scritto all’assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni, per evitare che, nell’applicazione della tassazione Tari e Tasi, le aziende agrituristiche fossero parificate in tutto e per tutto a imprese turistico-alberghiere e di ristorazione, nonostante i vincoli che limitano l’attività agrituristica. Con soddisfazione Terranostra regionale ha perciò accolto la lettera che l’assessore Rabboni, facendo proprie le sollecitazioni dell’associazione agrituristica di Coldiretti, ha scritto all’Anci dell’Emilia Romagna, esprimendo la preoccupazione che i Comuni (titolari delle due tasse) scegliessero una applicazione di Tari e Tasi “troppo semplicistica, che non tiene conto delle specificità dell’agriturismo”. Nella lettera – informa Terranostra – l’assessore ricorda che “l’attività agrituristica è regolamentata e limitata da numerosi vincoli legislativi che la differenziano dalle attività ristorative o alberghiere vere e proprie del settore commerciale: gli imprenditori agrituristici devono usare prodotti propri nella ristorazione, devono somministrare pranzi tipici del territorio, hanno limitazioni nell’uso dei fabbricati esistenti e nel volume di attività di ospitalità e ristorazione”. Paragonare l’agriturismo ad una normale attività alberghiera o di ristorazione – ribadisce Terranostra – significa ignorare che l’agriturismo, ad esempio nella ristorazione, fornisce agli ospiti prodotti aziendali e dell’agricoltura del territorio, riducendo o addirittura annullando la produzione di rifiuti come ad esempio le confezioni degli alimenti e gli imballaggi. Già in altre regioni i Comuni hanno riconosciuto la peculiarità dell’agriturismo, per cui – afferma Coldiretti – applicare ai 1.100 agriturismi dell’Emilia Romagna un’aliquota Tari e Tasi alla pari di altre attività turistiche rischia di frenare lo sviluppo di un turismo che richiama un numero crescente dei turisti alla ricerca di vacanze verdi, che della nostra regione vogliono riscoprire anche i parchi, le oasi, le bellezze architettoniche e i gioielli d’arte delle aree rurali. Occorre ricordare che l’agriturismo come attività multifunzionale è integrativa dell’attività agricola (che resta sempre prevalente) ed è importante per la permanenza di aziende agricole in zone molte volte disagiate. Questo contribuisce a mantenere la presenza degli agricoltori in zone dove svolgono un ruolo fondamentale di presidio del territorio, di manutenzione ambientale e idrogeologica e di salvaguardia di attività economiche che diversamente rischiano di sparire. L’auspicio – conclude Terranostra – è che i 348 Comuni emiliano romagnoli, come avvenuto già in altre regioni, siano sensibili alla nostra richiesta e alle sollecitazioni dell’assessore.
venerdì 7 marzo 2014
TARI, AGRINSIEME: POSITIVI CHIARIMENTI NEL D.L. SALVAROMA
Fonte: Agrinsieme
Il decreto legge rafforza l’esclusione dalla Tari delle superfici assoggettabili nel caso di rifiuti correttamente gestiti
Agrinsieme (il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative agroalimentari) commenta favorevolmente la modifica apportata alla Tari dal D.L. “Salva Roma” che interviene definitivamente per fare chiarezza sulla determinazione della superficie assoggettabile alla tassa. Positivo dunque l’intervento che, a nostro avviso, rafforza il principio secondo cui ad una corretta gestione dei rifiuti speciali (ancorché assimilati) a cui l’impresa provvede sostenendone i relativi costi, non si debbano aggiungere oneri economici ulteriori. “Proseguire dunque in questa direzione – commenta il coordinatore di Agrinsieme Mario Guidi - non trascurando al contempo la necessità di rivedere a livello nazionale i criteri per la commisurazione della tariffa, che fino ad oggi hanno penalizzato in particolar modo alcune tipologie di imprese agricole, quali ad esempio gli agriturismi”.
Il decreto legge rafforza l’esclusione dalla Tari delle superfici assoggettabili nel caso di rifiuti correttamente gestiti
Agrinsieme (il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative agroalimentari) commenta favorevolmente la modifica apportata alla Tari dal D.L. “Salva Roma” che interviene definitivamente per fare chiarezza sulla determinazione della superficie assoggettabile alla tassa. Positivo dunque l’intervento che, a nostro avviso, rafforza il principio secondo cui ad una corretta gestione dei rifiuti speciali (ancorché assimilati) a cui l’impresa provvede sostenendone i relativi costi, non si debbano aggiungere oneri economici ulteriori. “Proseguire dunque in questa direzione – commenta il coordinatore di Agrinsieme Mario Guidi - non trascurando al contempo la necessità di rivedere a livello nazionale i criteri per la commisurazione della tariffa, che fino ad oggi hanno penalizzato in particolar modo alcune tipologie di imprese agricole, quali ad esempio gli agriturismi”.
mercoledì 6 novembre 2013
NUOVA TARES O TARI, CONFAGRICOLTURA EMILIA ROMAGNA SI APPELLA ALL'AGENZIA TERRITORIALE DELL'EMILIA ROMAGNA PER I SERVIZI: E' IMPROROGABILE LA PREDISPOSIZIONE DI UNA BOZZA DI REGOLAMENTO AL FINE DI RAGGIUNGERE UN EQUO SISTEMA DI DISTRIBUZIONE DELL'IMPOSIZIONE TRA LE DIVERSE CATEGORIE ECONOMICHE, ATTRAVERSO LA MODULAZIONE DELLE TARIFFE
Fonte: Confagricoltura Emilia - Romagna
“Non possiamo più attendere, i nostri appelli all'Agenzia Territoriale dell'Emilia Romagna per i servizi (ATESIR) sono rimasti ad oggi senza risposta. Chiediamo che venga predisposta con urgenza una bozza di regolamento al fine di raggiungere un equo sistema di distribuzione della nuova Tares o Tari attraverso la modulazione delle tariffe. Queste linee guida dovranno poi essere adottate dalle singole Amministrazioni Comunali. In particolare si richiama l'attenzione sulle attività agrituristiche che di fatto si concretizzano in iniziative turistiche assai diverse”. E' questo l'appello del presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Guglielmo Garagnani, che precisa: “Proprio per la variabilità della proposta turistica, non è corretto applicare al settore agrituristico una sola generica tariffa, né si ritiene parimenti corretto assimilare l'agriturismo ad altre categorie quali ad esempio gli alberghi e i ristoranti”. “Inoltre l'agriturismo – aggiunge – è soggetto a condizioni di esercizio che impongono da un lato l'uso di edifici e locali preesistenti, dall'altro limiti alla capacità ricettiva”. “Si ritiene quindi indispensabile – conclude Garagnani – ai fini dell'equa ripartizione della tassa, che all'agriturismo siano applicate tariffe differenziate per genere di attività o riduzioni percentuali di tariffa sulle diverse attività ricettive che ciascuna azienda agrituristica svolge rispetto alle tariffe previste”.
“Non possiamo più attendere, i nostri appelli all'Agenzia Territoriale dell'Emilia Romagna per i servizi (ATESIR) sono rimasti ad oggi senza risposta. Chiediamo che venga predisposta con urgenza una bozza di regolamento al fine di raggiungere un equo sistema di distribuzione della nuova Tares o Tari attraverso la modulazione delle tariffe. Queste linee guida dovranno poi essere adottate dalle singole Amministrazioni Comunali. In particolare si richiama l'attenzione sulle attività agrituristiche che di fatto si concretizzano in iniziative turistiche assai diverse”. E' questo l'appello del presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Guglielmo Garagnani, che precisa: “Proprio per la variabilità della proposta turistica, non è corretto applicare al settore agrituristico una sola generica tariffa, né si ritiene parimenti corretto assimilare l'agriturismo ad altre categorie quali ad esempio gli alberghi e i ristoranti”. “Inoltre l'agriturismo – aggiunge – è soggetto a condizioni di esercizio che impongono da un lato l'uso di edifici e locali preesistenti, dall'altro limiti alla capacità ricettiva”. “Si ritiene quindi indispensabile – conclude Garagnani – ai fini dell'equa ripartizione della tassa, che all'agriturismo siano applicate tariffe differenziate per genere di attività o riduzioni percentuali di tariffa sulle diverse attività ricettive che ciascuna azienda agrituristica svolge rispetto alle tariffe previste”.
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