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mercoledì 1 aprile 2015

QUOTE LATTE PER TRASFORMAZIONE IN FORMAGGIO DOP, AGRINSIEME EMILIA ROMAGNA: “GRANDE SEGNO DI MATURITÀ DEGLI ALLEVATORI DEL CONSORZIO PARMIGIANO REGGIANO. COMPRESE APPIENO LE POTENZIALITÀ DEL PACCHETTO LATTE”

Fonte: Agrinsieme

Bologna, 1 aprile 2015 – “E’ un grande segno di maturità degli allevatori del Consorzio del Parmigiano Reggiano. Nel giorno in cui cessa il regime europeo delle quote latte, sono state comprese appieno le potenzialità dello strumento di regolazione dell'offerta varato un anno e mezzo fa dall'Assemblea del Consorzio, ossia il Pacchetto Latte: una delle priorità nella programmazione dell’Ente di tutela che ha ottenuto l’approvazione dei caseifici e dei produttori di latte”. Commenta così Guglielmo Garagnani, coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna - il raggruppamento di Confagricoltura, Cia, Fedagri-Confcooperative, Agci-Agrital e Legacoop Agroalimentare con oltre 40mila imprese associate - la notizia che il 98% degli allevatori del Consorzio abbia aderito alle quote latte da destinare alla trasformazione in formaggio Dop, entro la scadenza fissata al 31 marzo 2015. “Per far fronte alla grave crisi di prezzo, è improrogabile – rimarca il coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna - la programmazione e regolazione dell’offerta e l’adesione “in massa” alle quote latte per il Parmigiano Reggiano significa che il mondo degli allevatori, unito, ha fatto proprio l’obiettivo del Pacchetto Latte teso a rafforzare il ruolo dei produttori all’interno della filiera”. “Oggi gli allevatori, il sistema produttivo e il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, ne escono rafforzati” conclude Garagnani.

sabato 21 marzo 2015

AGRINSIEME: UN SOS PER L’AGRICOLTURA LANCIATO DAL 1° FLASH MOB PER L’AGROALIMENTARE ITALIANO

Fonte: Agrinsieme Ferrara

Organizzato da Agrinsieme Emilia-Romagna, con la partecipazione di Agrinsieme Ferrara, una manifestazione unica per denunciare a crisi del settore dovuta a mancanza di reddito, burocrazia, tassazione e contributi Pac destinati a coprire i danni da calamità naturali

«Il 43-45% in media del reddito imponibile ai fini Irpef delle aziende agricole se ne va per l’IMU e un quarto dei fondi agricoli comunitari (Pac), pari a circa a circa 1000 milioni di euro, è stato usato nel 2014 per coprire i danni da calamità naturali e dissesto idrogeologico.» E’ questo l’allarme lanciato da Agrinsieme Emilia – Romagna e dal coordinamento ferrarese - che unisce le aziende di Confagricoltura, Cia, Fedagri-Confcooperative, Agci-Agrital e Legacoop Agroalimentare e che a Ferrara e rappresenta circa il 60% delle imprese agricole - nel corso del 1° Flash Mob per l’agroalimentare italiano. Centinaia di agricoltori provenienti da tutta la regione si sono dati appuntamento venerdì 20 marzo a Casalecchio di Reno presso l’azienda agricola Tizzano e si sono raccolti formando prima un disegno a forma di “albero da frutto” per poi passare a un disegno a forma di “SOS”. Un vero e proprio grido di aiuto “urlato” idealmente nel corso di questa originale manifestazione dal titolo inequivocabile: “Non esiste territorio senza agricoltura: cosa accade se i produttori abbandonano la terra?” Perché è proprio questo il nodo cruciale che deve affrontare ora il mondo agricolo, come sottolinea anche Agrinsieme Ferrara: «E’ allarmante vedere un settore così strategico per l’economia, capace di trainare turismo e artigianato, andare a fondo con aziende agricole che chiudono perché la loro redditività è ormai sotto il livello di sopravvivenza. Gli agricoltori subiscono da anni fiscalità iniqua, lentezza burocratica e forti gap strutturali. Basta pensare alla pressione dell’Imu che risucchia letteralmente il reddito; alla fetta dei fondi europei che andranno a coprire i danni da calamità subiti dalle aziende a causa del dissesto idrogeologico; alle penalità previste, sempre dalla Pac, per chi non rispetta il “greening”; alla diminuzione della quota di gasolio agevolato assegnato alle aziende e ad una burocrazia spesso inefficiente e troppo pesante.» Nel corso del Flash – Mob, al quale hanno partecipato anche i rappresentanti di Istituzioni, associazionismo e formazione – una prima risposta alla protesta è arrivata dall’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli. «Quella emiliano-romagnola – ha detto la Caselli ai manifestanti - è un’agricoltura importante che ha nella qualità, nella distintività e nell’innovazione le sue carte vincenti. L’annata 2014 è stata segnata dal maltempo e dalle conseguenze dell’embargo russo, ma da questi primi mesi del 2015 arrivano segnali economici incoraggianti. Dobbiamo saperli cogliere - ha concluso l’Assessore Caselli - utilizzando al meglio le risorse della nuova Pac e del nuovo Psr ormai prossimo all’approvazione finale che metterà a disposizione 1 miliardo 200 milioni di euro per l’innovazione, la competitività, la capacità di fare sistema della nostra agricoltura. Alleggerendo nel contempo gli adempimenti burocratici, ancora troppo pesanti. Lavoriamo in questa direzione tutti insieme».


Qui potete scaricare il video della manifestazione e le interviste ai protagonisti

 


lunedì 16 marzo 2015

1° FLASH MOB PER L’AGROALIMENTARE ITALIANO, LA RABBIA DEGLI AGRICOLTORI IL 20 MARZO SULLE COLLINE BOLOGNESI

Fonte: Agrinsieme Emilia - Romagna  

La protesta-provocazione: “Non esiste territorio senza agricoltura: cosa accade se i produttori abbandonano la terra?”

Hanno scelto di denunciare i gravi problemi che stanno soffocando il comparto con un affollato Flash Mob, manifestazione-lampo, dandosi appuntamento sulle colline bolognesi, proprio su quei terreni dove l’agricoltura, oggi, è sempre più difficile e meno competitiva. Sono coltivatori, allevatori, frutticoltori ma anche esportatori di vini, salumi e formaggi, di eccellenze Dop e Igp. Esasperati da provvedimenti che finiranno per uccidere le campagne, invocano sostegno al settore primario e all’agroalimentare italiano, uniti da un grido di protesta-provocazione: “Non esiste territorio senza agricoltura: cosa accade se i produttori abbandonano la terra?”. Un’eventualità sempre più probabile alla luce delle scelte politiche sbagliate e delle troppe e ingiuste tasse (in primis l’IMU, applicata anche in maniera retroattiva), che rischiano di affossare l’agricoltura. Il 1° Flash Mob per l’agroalimentare italiano, promosso da Agrinsieme Emilia Romagna - il coordinamento di Confagricoltura, Cia, Fedagri-Confcooperative, Agci-Agrital e Legacoop Agroalimentare che conta in regione oltre 40mila imprese associate - si terrà venerdì 20 marzo, alle ore 12, presso l’azienda agricola Tizzano (via Antonio Marescalchi 6, Casalecchio di Reno – Bo). Sarà ripreso con telecamere da terra e su drone e poi trasmesso in streaming su: www.confagricoltura.it / www.emiliaromagna.cia.it / www.emiliaromagna.confcooperative.it. Si potrà seguire l’evento in diretta streaming anche da alcune città dell’Emilia Romagna, tra cui Rimini e Reggio Emilia dove saranno organizzate iniziative collaterali.

lunedì 29 dicembre 2014

VERSO IL 2015, AGRINSIEME EMILIA ROMAGNA ALLA NUOVA GIUNTA REGIONALE: “CHIUSE 1.900 AZIENDE AGRICOLE NELL’ULTIMO ANNO. DALLA ZOOTECNIA ALLA FRUTTICOLTURA ALLA BARBABIETOLA, BISOGNA CONVERGERE SU STRATEGIE DI VALORIZZAZIONE DEGLI AREALI PRODUTTIVI; GOVERNARE L’OFFERTA; OPERARE SU MODALITÀ DI DIFFERENZIAZIONE DEL PRODOTTO E ANDARE VERSO UNA MAGGIORE AGGREGAZIONE DEL SISTEMA”

Fonte: Agrinsieme Emilia - Romagna

Salutato Babbo Natale, gli agricoltori si apprestano ad archiviare l’orribile 2014 e a disegnare le linee guida del nuovo anno. Con un’incognita di nome Russia destinata ad influire in maniera sempre più decisiva sull’agricoltura dell’Emilia Romagna. “Chiuse 1.900 aziende agricole nell’ultimo anno. Dalla zootecnia alla frutticoltura finanche alla barbabietola, bisogna convergere su strategie di valorizzazione degli areali produttivi; governare l’offerta giocando un ruolo importante nella programmazione, organizzazione e commercializzazione; operare su modalità di differenziazione e innovazione del prodotto e andare verso una maggiore aggregazione del sistema”. E’ questa, in sintesi, la road map per il 2015 indirizzata alla nuova giunta regionale da Agrinsieme Emilia Romagna. Il raggruppamento che riunisce Confagricoltura, Cia, Fedagri-Confcooperative, Agci-Agrital e Legacoop Agroalimentare e conta in regione oltre 40mila imprese associate, fa il punto e chiude l’annata agraria soffermandosi su alcuni settori strategici dell’agroalimentare emiliano romagnolo:  
Pomodoro da industria: Netto incremento della produzione regionale del pomodoro da industria (+26 per cento rispetto all’anno precedente) su una superficie coltivata di 24.533 ettari complessivi, tuttavia la campagna 2014 si è chiusa con un andamento stagionale altalenante che ha portato una parte del distretto ad avere basse produzioni e prezzi ancora troppo volatili. “Un’annata condizionata da maltempo e problematiche fitosanitarie e flagellata dal calo delle rese e dall’applicazione dei parametri qualitativi” – commenta Guglielmo Garagnani, presidente regionale di Confagricoltura e coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna. Risultato: resa media per ettaro inferiore alla media triennale 2011-2013 (65,07 t/ha rispetto a 69,19 t/ha) e drastica riduzione degli introiti delle imprese agricole pari al 20%. “La trattativa con l’industria per il 2015 – incalza Garagnani - dovrà pertanto mettere al centro la scaletta dei parametri qualitativi per permettere all'agricoltore di avere un prezzo del prodotto più stabile”.  
Barbabietola da zucchero: La fase estiva della campagna bieticolo-saccarifera è stata caratterizzata da incessanti precipitazioni e da temperature al di sotto della media stagionale. Tali condizioni hanno indotto livelli polarimetrici medio bassi, accompagnati da buone performance in relazione alla resa in radici. Complessivamente, sono stati registrati in Emilia Romagna ottimi livelli produttivi: oltre 10 t/ha su una superficie coltivata di 27mila ettari. “Le frequenti piogge durante le fasi di raccolta e di conferimento del prodotto hanno purtroppo indotto rallentamenti nei programmi di consegna ed una conseguente maggiorazione dei costi per le aziende agricole. Nonostante queste criticità e avversità, il risultato è eccezionale: la barbabietola si dimostra una coltura insostituibile in Emilia Romagna e lo è ancora di più alla luce delle norme sul greening previste dalla nuova Politica Agricola Comunitaria che richiedono l’avvicendamento colturale” – precisa il coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna, Garagnani.
Frutticoltura e Vino: Raccolta frutticola in crescita (pesche, +3,6%; nettarine, + 21,7%; albicocche, +54,7%) rispetto ad un’annata 2013 assai scarsa ma prezzi pagati agli agricoltori di gran lunga inferiori ai costi di produzione (le pesche hanno toccato 16 centesimi al chilo; le pere, 20 centesimi). Produzione in caduta libera, invece, per i vini bianchi e rossi con indici negativi soprattutto in Romagna: il 2014 ha segnato una flessione complessiva del 6 per cento rispetto all’anno precedente. Sul fronte dei prezzi, si è evidenziato un drastico calo delle quotazioni, ben oltre il 10 per cento, con i vini di fascia medio bassa che hanno mostrato maggiori segni di sofferenza. Ad incidere sul trend negativo dell’annata vitivinicola anche l’aumento dei costi di produzione dovuto al protrarsi dell’estate “pazza” che ha richiesto interventi sanitari e agronomici extra. “Nel 2015 la produzione frutticola e vitivinicola dovrà concentrarsi – afferma Carlo Piccinini, presidente di Fedagri-Confcooperative Emilia Romagna - sulla valorizzazione dei prodotti e su una commercializzazione più strutturata capace di competere con gli altri paesi del bacino del Mediterraneo. Tra i nodi chiave, la distribuzione, i rapporti con la GDO e la promozione dell’export: nel settore ortofrutticolo in particolare, la fase di lavorazione e trasformazione è troppo onerosa se paragonata a quella della Spagna, causa l’alto costo del lavoro e dell’energia; servono inoltre misure concrete e coordinate come l’assicurazione del credito all’esportazione. Con una variabile da non sottovalutare: il crollo dell’export verso la Russia ha innescato effetti immediati e drammatici sull’agricoltura regionale e la crisi del rublo che si sta profilando – conclude Piccinini - renderà sempre più difficile il commercio con quell’area”.  
Zootecnia: L'intero aggregato zootecnico in Emilia Romagna ha ceduto in un anno il 7,4%: un risultato che ha comportato una flessione del 5,7% dei prezzi del bestiame vivo e le riduzioni del 9,2% dei prodotti lattiero caseari, oltre che dell'8% delle uova. I costi di allevamento hanno consentito di ridurre in parte le perdite soprattutto grazie alla flessione dei prezzi dei mangimi. Per quanto riguarda il comparto del latte ed i suoi derivati, prosegue la crisi di mercato con un calo delle quotazioni all’origine: -3,7% su base congiunturale e -0,7% su base tendenziale, principalmente a causa della debolezza persistente delle quotazioni del Parmigiano Reggiano pari ad un 15,8% in meno rispetto all’anno precedente. “Nel 2014 c’è stato solo un lieve incremento della produzione di forme (+0,7%), ma occorre – dichiara Antonio Dosi, presidente Cia Emilia Romagna - riequilibrare l’offerta di formaggio sul mercato attuando con velocità e rigore il trasferimento di latte ad altre destinazioni e puntando a recuperare l’insufficiente valorizzazione del prodotto oggetto di importanti flussi di esportazione”. Il settore suinicolo si sta disallineando dalle dinamiche dell’industria di trasformazione. Ciò penalizza la produzione agricola a livello dei prezzi dei suini da macellazione rispetto al 2013 (- 11,8%) ed in termini di produzione nazionale. “Occorre ricreare – continua Dosi - l’interesse della filiera ad uno sviluppo omogeneo della stessa, mantenendo le relazioni con gli altri mercati di importazione di prodotti integrativi e ricercando mercati esteri per la valorizzazione delle carni e dei trasformati realizzati secondo i percorsi di qualità tipici della tradizione suinicola regionale”. Il settore avicunicolo, quello con il maggior grado di integrazione produttiva e con il più alto tasso di autoapprovvigionamento, risente delle dinamiche dei consumi e del peso della distribuzione organizzata con cali significativi delle quotazioni di mercato (polli -10,1%; tacchini – 2,8%; uova -6,6%; conigli -20,3% rispetto all’anno precedente). Si reputa pertanto indispensabile mettere a valore l’attuale dimensione di filiera per costruire condizioni di maggiore stabilità dei redditi integrando gli attuali sbocchi interni con azioni mirate sui mercati esteri, al fine di mantenere vivaci le quotazioni nazionali trasferendo offerte eccedenti di prodotto. Persiste, infine, l’esigenza di ridare redditività all’allevamento bovino a fronte della perdita di valore del mercato per i capi nati all’estero ed allevati in Italia, caratterizzato da un calo delle macellazioni (-5,6% nei primi nove mesi del 2014), un calo medio delle quotazioni all'origine del 3% su base annua con punte molto negative per le vacche (-10%) e i vitelli (-7%). Tra gli obiettivi: rafforzare le due maggiori industrie di macellazione di carne bovina su territorio regionale e le loro filiere di trasformazione e commercializzazione, al fine di ricreare condizioni di convenienza per l’allevamento bovino da carne. Sul trend dei consumi, “la vendita delle carni bovine in Emilia Romagna - osserva Giovanni Luppi, presidente del Distretto Nord Italia Legacoop Agroalimentare - ha subito nel 2014 una flessione del 2-3% dovuta soprattutto al consolidarsi di una dieta alimentare alternativa. Si confermano invece segnali di stabilità nei consumi di salumi e insaccati, dove soccombe però il comparto più tradizionale a vantaggio di prodotti innovativi poveri di grassi”.

giovedì 11 dicembre 2014

BLOCCO PAGAMENTI IN AGREA, AGRINSIEME EMILIA ROMAGNA: “E’ VERGOGNOSO E INTOLLERABILE: AGREA NON PUO’ EROGARE 44 MILIONI AGLI AGRICOLTORI EMILIANO ROMAGNOLI PER IL MANCATO TRASFERIMENTO DEI FONDI DAL MINISTERO DELLE FINANZE. CHIEDIAMO INTERVENTO VELOCE E RISOLUTIVO”

Fonte: Agrinsieme Emilia - Romagna

 “E’ vergognoso e intollerabile ciò che sta succedendo in un momento così delicato per le aziende agricole, penalizzate da crisi, mancanza di liquidità e difficoltà di accesso al credito: 44 milioni di euro non possono essere erogati dall'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (Agrea) per il mancato trasferimento dei fondi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Invitiamo pertanto le autorità ministeriali ad attivarsi subito per permettere ad Agrea di avviare in tempi stretti l’esecuzione dei bonifici agli agricoltori emiliano romagnoli – osserva indignato Guglielmo Garagnani, coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna, raggruppamento che riunisce Confagricoltura, Cia, Fedagri-Confcooperative, Agci-Agrital e Legacoop Agroalimentari e conta oltre 40mila imprese associate. “In più, come già sottolineato dall’Assessore Rabboni in una nota alla stampa – continua amareggiato Garagnani – saranno così rinviate anche le procedure di pagamento per il saldo delle domande uniche 2014 per oltre 210 milioni di euro, nonostante siano già pronte le autorizzazioni alla liquidazione”. “Auspichiamo l’intervento rapido e risolutivo del Ministero dell’Economia e delle Finanze - conclude il coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna - per evitare un’altra insostenibile mazzata al settore agricolo dell’Emilia Romagna alle prese con la conta dei danni di un’annata agraria disastrosa”.

sabato 15 novembre 2014

EIMA, AGRINSIEME EMILIA ROMAGNA AGLI AGRICOLTORI: “PIÙ INVESTIMENTI IN TECNOLOGIA FINALIZZATI A INTEGRARE INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ, UTILIZZANDO AL MEGLIO LE RISORSE MESSE A DISPOSIZIONE DAL NUOVO PIANO REGIONALE DI SVILUPPO RURALE”

Fonte: Agrinsieme

 “Più investimenti in tecnologia finalizzati a integrare innovazione e competitività, utilizzando al meglio le risorse messe a disposizione dal nuovo Piano regionale di Sviluppo Rurale. Il futuro del settore agricolo sta nella capacità di innovarsi e il progetto che presentiamo oggi va in questa direzione”. Lo ha detto Guido Zama intervenendo al convegno “Impiego della tecnologia satellitare in agricoltura, esperienze nel settore vitivinicolo e cerealicolo” in qualità di coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna, la realtà che riunisce Confagricoltura, Cia e l’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e rappresenta oltre 40mila aziende associate. Al centro dell’incontro svoltosi alla 41ma edizione di Eima International, il progetto “RTK (Real Time Kinematic) miglioramento delle performance ambientali e di sicurezza degli operatori nei processi produttivi attraverso la realizzazione di una rete rtk comprensoriale”. In sintesi: partendo dalla realizzazione di uno studio cartografico e di un sistema informativo territoriale delle superfici oggetto di sperimentazione, RTK ha previsto l’ottimizzazione della rete regionale di 12 stazioni permanenti Gps/Gnss - per rilevare le macchine agricole che operano sul territorio con estrema precisione ed efficienza - e l’impiego di impianti di controllo dinamico delle prassi agronomiche con la segnalazione in tempo reale di eventuali criticità operative e gestionali. Tra gli obiettivi raggiunti: maggiore sicurezza e meno stress per gli operatori; riduzione dei consumi di carburante; tempi di lavorazione ridotti; impiego razionale dei mezzi agricoli e riduzione degli input chimici. Inoltre, l’iniziativa ha fatto “rete” con altre attività finanziate dalla stessa misura e finalizzate alla sostenibilità ambientale nel settore vitivinicolo e cerealicolo. Agrinsieme Emilia Romagna intende promuovere e valorizzare le progettualità che puntano sull’innovazione applicata alle produzioni agricole affinché le imprese e le aziende cooperative acquisiscano piena consapevolezza dei benefici economici indotti - dovuti in primis all’abbattimento dei costi – che significano maggior reddito e competitività per l’agricoltore.

venerdì 31 ottobre 2014

ACCOLTA OGGI DALLA REGIONE LA RICHIESTA DI AGRINSIEME EMILIA ROMAGNA: “LO STOP ALLO SPANDIMENTO DEI LIQUAMI SARÀ POSTICIPATO DALL’1 ALL’11 NOVEMBRE. UN PROVVEDIMENTO RESPONSABILE E NECESSARIO CHE CONSENTIRÀ AGLI AGRICOLTORI DI EFFETTUARE LE LAVORAZIONI DEI TERRENI ANCORA NECESSARIE”

Fonte: Agrinsieme

“Accolta oggi la nostra richiesta: con un provvedimento fortemente voluto dagli agricoltori, la Regione posticipa l’inizio del divieto di spandimento dei liquami dall’1 all’11 novembre con termine l’8 febbraio 2015 – ai sensi della determina n.1192/2014 – al fine di rendere possibili le lavorazioni e le concimazioni necessarie in vista della semina dei cereali autunno-vernini”. E’ il commento di Guglielmo Garagnani, coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna, la realtà che riunisce Confagricoltura, Cia e l’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e che, nei giorni scorsi, si era fatta promotrice di tale istanza con una lettera inviata agli Assessori all’Agricoltura e all’Ambiente, Tiberio Rabboni e Alfredo Bertelli. “Un atto responsabile e assolutamente necessario per gli agricoltori e gli allevatori in questa difficile annata agraria” – osserva Agrinsieme Emilia Romagna. Infatti, con le abbondanti piogge del periodo primaverile ed estivo, gli agricoltori hanno riscontrato serie difficoltà d’accesso ai terreni per espletare le operazioni colturali come quelle dell’utilizzo agronomico dei reflui zootecnici. In più, le condizioni atmosferiche anomale e sempre più frequenti, caratterizzate da primavere piovose e autunni caldi, hanno reso assai complesso e difficile lo stoccaggio degli effluenti zootecnici, imponendo l’applicazione di tutte le deroghe previste dalla normativa vigente così da consentire una corretta e sostenibile gestione delle deiezioni degli animali.

venerdì 17 ottobre 2014

SUL PAGAMENTO ANTICIPATO DELLE DOMANDE PAC, AGRINSIEME EMILIA ROMAGNA: “FINALMENTE UNA BOCCATA D’OSSIGENO PER LE NOSTRE AZIENDE OBBLIGATE A UNA SCELTA UMILIANTE: OTTEMPERARE AGLI ADEMPIMENTI FISCALI OPPURE FAR FRONTE AL PAGAMENTO DEI FORNITORI”

Fonte: Agrinsieme Emilia - Romagna

Nelle ore in cui Agrea avvia l’erogazione dei pagamenti anticipati della Domanda Pac 2014 alle oltre 44.500 aziende agricole emiliano romagnole danneggiate dalle avversità climatiche e dagli effetti dell’embargo russo, Agrinsieme Emilia Romagna manifesta il suo apprezzamento. “Un plauso alla Regione e al Ministero delle Politiche Agricole per il risultato raggiunto, finalmente una boccata d’ossigeno. Sono troppe le aziende al collasso e in carenza di liquidità, obbligate a una scelta umiliante: ottemperare agli adempimenti fiscali oppure far fronte al pagamento dei fornitori” ha dichiarato Guglielmo Garagnani, coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna, la realtà che riunisce Confagricoltura, Cia e l’Alleanza delle Cooperative agroalimentari e raggruppa oltre 40mila imprese associate. “Ci aspettiamo ora ciò che abbiamo richiesto più volte: che tale anticipazione finanziaria – continua il coordinatore Garagnani - venga presto codificata a livello nazionale come procedura standard in tutti i casi di emergenza e necessità - con l’eventuale erogazione delle risorse anche molto tempo prima della data consentita da Bruxelles, il 16 ottobre”. “Nella fattispecie sarebbe lo Stato italiano ad accollarsi il costo di tale esborso anticipando direttamente il pagamento dei contributi Pac. Ciò permetterebbe di rispondere in maniera tempestiva, e non occasionale, alle esigenze finanziarie delle aziende agricole che sempre più spesso sono attanagliate da gravi crisi di settore” – è la conclusione del coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna.

lunedì 22 settembre 2014

AL VIA IL RUC, AGRINSIEME EMILIA ROMAGNA: “PIENA SODDISFAZIONE PER UN PROGETTO DELL’EMILIA ROMAGNA CHE DIVENTERÀ PRESTO NAZIONALE”

Fonte: Agrinsieme Emilia - Romagna  

"Auspichiamo ora una vera semplificazione: ridurre le tipologie di controlli (oggi il sistema contiene fino a 172 tipi diversi di ispezioni); codificare una check list che non permetta libere interpretazioni da parte del controllore; evitare il ripetersi di verifiche su elementi già rilevati dalla P.A. e diminuire i soggetti preposti ai controlli"

 “Esprimiamo piena soddisfazione: l’Emilia Romagna è artefice di un progetto unico in Italia che diventerà presto nazionale. L’avvio del Registro Unico dei Controlli agricoli, istituito con legge regionale n.19/2011, è senz’altro un buon inizio tuttavia ora auspichiamo e attendiamo una vera semplificazione” ha dichiarato Guglielmo Garagnani, coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna - la realtà che riunisce Confagricoltura, Cia e l’Alleanza delle Cooperative agroalimentari e raggruppa in regione oltre 40mila imprese associate e più di 90mila occupati – nel corso della cerimonia di inaugurazione del Registro Unico dei Controlli Agricoli (Ruc) svoltasi oggi a Bologna alla presenza del Ministro alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina. “Per dare un’idea della mole di lavoro e degli oneri che gravano attualmente sulle imprese – ha spiegato il coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna – sono 128 le tipologie di controlli ma il sistema può contenere fino a 172 tipi diversi di ispezioni: decisamente troppe”. “E’ necessario, inoltre, codificare una check list puntuale che non permetta libere interpretazioni da parte del controllore; evitare il ripetersi di verifiche su elementi già rilevati dalla P.A. e ridurre i soggetti preposti ai controlli, qualificandoli e rendendoli più professionali”. “Sarebbe opportuno – rimarca ancora Garagnani - che le check list diventassero anche uno strumento da mettere a disposizione delle aziende per consentire loro, tramite una sorta di auto analisi, un importante percorso di crescita”. Rivolgendosi poi al Ministro Martina, Agrinsieme Emilia Romagna ha infine sottolineato “quanto sia essenziale, adesso, collegare il sistema regionale con il costituendo RUC nazionale (ICQRF, Corpo Forestale dello Stato, ecc.) nell’ottica di valorizzare e favorire le finalità di semplificazione, razionalizzazione e coordinamento dei controlli”.

giovedì 4 settembre 2014

ANTICIPO CONTRIBUTI PAC, AGRINSIEME EMILIA ROMAGNA: “RINGRAZIAMO L'ASSESSORE RABBONI CHE HA RICHIESTO AL MINISTRO MARTINA L’ANTICIPO DEI PAGAMENTI PAC 2014 PER DARE SOSTEGNO ALLE AZIENDE AGRICOLE IN DIFFICOLTÀ.

Fonte: Agrinsieme Emilia - Romagna  

ORA PERÒ È NECESSARIO FARE UN PASSO IN PIÙ: INTERCEDERE PRESSO IL GOVERNO AFFINCHÈ TALE ANTICIPAZIONE FINANZIARIA VENGA PRESTO CODIFICATA A LIVELLO NAZIONALE COME PROCEDURA STANDARD NEI CASI DI EMERGENZA E NECESSITÀ”

“Ringraziamo l'Assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, che ha prontamente richiesto al Ministro Martina l’anticipo dei pagamenti Pac 2014 già dal prossimo 16 ottobre, così da dare un sostegno finanziario alle aziende agricole in difficoltà causa crisi di settore ed effetti dell’embargo russo” – è il commento di Guglielmo Garagnani, coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna che raggruppa Cia, Confagricoltura e le Centrali Cooperative. “Ora però – ha aggiunto Garagnani – è necessario fare un passo in più: auspichiamo che l’Assessore Rabboni interceda presso il Governo affinché tale anticipazione finanziaria venga presto codificata a livello nazionale come procedura standard in tutti i casi di emergenza e necessità, con l’eventuale erogazione delle risorse anche molto tempo prima della data consentita da Bruxelles, il 16 ottobre. Tale esborso verrebbe peraltro solamente anticipato dallo Stato italiano e permetterebbe di rispondere in maniera tempestiva, e non occasionale, alle esigenze finanziarie delle aziende agricole che sempre più spesso sono attanagliate da gravi crisi di settore” “In questo modo – conclude il coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna – si potrebbe disporre, in tempi rapidi e sull’intero territorio nazionale, di risorse vitali per le aziende agricole in carenza di liquidità, indispensabili per far fronte al pagamento di beni e servizi”.

venerdì 11 luglio 2014

GUGLIELMO GARAGNANI (PRESIDENTE REGIONALE CONFAGRICOLTURA ) NUOVO COORDINATORE DI AGRINSIEME EMILIA ROMAGNA SUCCEDE AD ANTONIO DOSI (PRESIDENTE CIA REGIONALE)

Fonte: Agrinsieme

Cambio di guida in Agrinsieme Emilia Romagna: ad Antonio Dosi, presidente della Cia emiliano romagnola, succede Guglielmo Garagnani, al vertice di Confagricoltura regionale. Garagnani resterà in carica per la durata di un anno, come previsto dal documento congiunto siglato un anno fa al momento della costituzione dell’organismo che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane (che a sua volta ricomprende Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare). Si tratta di oltre 40.000 imprese associate alle organizzazioni agricole con oltre 92.000 persone impiegate, un sistema che rappresenta la quasi totalità delle imprese cooperative per un fatturato di 13,6 miliardi di euro, pari al triplo della Plv regionale. “Dopo un anno dalla costituzione si va al cambio nel coordinamento di Agrinsieme Emilia Romagna – ha spiegato Dosi nel corso di una conferenza stampa – ed il bilancio che se ne può trarre è sicuramente positivo. E’ stato un anno di ‘rodaggio’ nel quale si dovevano verificare e armonizzare le differenti modalità di approccio ai temi del settore, come metodo di lavoro e come approccio alle strategie. Abbiamo trovato posizioni e strategie condivise sulla quasi totalità dei temi di attualità come, ad esempio, la necessità di giungere ad indirizzi comuni su credito e assicurazioni, ma anche per la questione dei siti di Natura 2000 con la conseguente opposizione alle politiche ‘di parte’ dell’ex assessore all’Ambiente Sabrina Freda. Inoltre - ha proseguito Dosi - abbiamo inciso sulla determinazione dell’Imu sui terreni agricoli, mentre c’è stata una sostanziale condivisione della nuova Politica agricola comunitaria, con sostegno accoppiato alle varie produzioni agricole. L’intesa è stata forte anche nel documento programmatico e di proposta sulla impostazione del Piano di sviluppo rurale 2015 – 2020, la ‘carta’ che disciplina il settore primario regionale. Riguardo ai prodotti di eccellenza, ricordo la nostra difesa del ‘valore’ intrinseco’ alla attività del Consorzio del parmigiano reggiano. Per il futuro – ha sottolineato ancora Dosi - occorrerà, per quanto riguarda la parte operativa, semplificare le procedure di condivisione, anche nell’ottica della affermata reciproca fiducia”. Dosi ha quindi ricordato la necessità di lanciare, con un ‘manifesto’ ad hoc, comune e condiviso, il tema di una nuova politica agraria, comunitaria e nazionale. Nell’augurare un buon lavoro al nuovo coordinatore, Dosi ha infine rimarcato che “si dovrà proseguire nel lavoro di progettazione e costruzione di tutti gli strumenti necessari al pieno supporto degli imprenditori agricoli”. “Tra gli obiettivi che ci attendono - ha detto il neo coordinatore di Agrinsieme Garagnani dopo aver ringraziato Dosi per il lavoro portato avanti nel primo anno di vita del coordinamento - ci sono: il Programma regionale di Sviluppo Rurale 2014-2020 che è in attesa di approvazione da parte dell’assemblea legislativa, nel quale sono state recepite molte delle richieste e delle osservazioni contenute nel documento di posizione elaborato da Agrinsieme Emilia Romagna; il successivo confronto con la Regione per ottenere gli elementi richiesti nelle misure applicative del Psr, tra cui la semplificazione burocratica, la valorizzazione delle produzioni agricole con particolare attenzione al settore della trasformazione oltre all’accento sui nuovi strumenti di aggregazione tra imprese come i contratti di rete, affinché il nostro impegno sia rivolto in primis alla tutela degli interessi delle imprese e delle cooperative agricole e sappia fornire risposte innovative alle esigenze di un mercato globale in continuo mutamento; infine, anche in raccordo con il Tavolo regionale dell’imprenditoria – ha aggiunto - il monitoraggio di una serie di provvedimenti legislativi trasversali destinati ad avere un forte impatto sul territorio e sulla gestione delle aziende, come il piano regionale integrato per la qualità dell’aria; il piano tutela delle acque; il piano rifiuti; la modifica alla direttiva sui nitrati; il progetto di legge sul consumo di suolo”. “Lavoreremo insieme - ha rimarcato il nuovo coordinatore - per proseguire l’attività di consolidamento di Agrinsieme in tutte le province e per farla conoscere nelle varie sedi istituzionali, convinti della scelta fatta un anno fa al punto di voler investire proprio su questo nuovo modello di rappresentanza agricola. Tra le iniziative messe in cantiere, infatti, c’è anche la prima borsa di studio di Agrinsieme Emilia Romagna finalizzata allo svolgimento di una ricerca sui sistemi di rappresentanza agricola che includano più realtà, attraverso l’analisi e il confronto con altri Paesi europei per arrivare a definire un nuovo modello per l’Italia”. “Nonostante alcune diversità interne – ha concluso Garagnani - i risultati raggiunti dal nostro coordinamento confermano la direzione da intraprendere anche per il futuro e la necessità improrogabile di superare il vecchio modello di rappresentanza agricola e le logiche di frammentazione per andare verso un sistema organizzativo aggregato”. L’Assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni è intervenuto in chiusura rassicurando dapprima gli agricoltori: “Le dimissioni di Errani non avranno alcuna ripercussione sull’iter del nuovo PSR 2014- 2020”. In merito al bilancio del primo anno di attività di Agrinsieme Emilia Romagna ha sottolineato come “la nuova realtà sia stata di fatto un beneficio per l’intera Amministrazione regionale sul piano della velocità e della coesione delle decisioni”. “Agrinsieme – ha dichiarato - si è sempre presentata con una posizione unica a tutti i tavoli amministrativi e ci ha permesso di rilanciare il tema della concertazione”

sabato 27 luglio 2013

AGRINSIEME DIVENTA REGIONALE

Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara  

E’ nato Agrinsieme Emilia-Romagna il coordinamento di Cia, Confagricoltura e Alleanza cooperative agroalimentari. A Ferrara si è costituito ufficialmente lo scorso febbraio

«Un coordinamento forte, rappresentativo e di grande importanza per il settore». Lorenzo Boldrini, coordinatore ferrarese di Agrinsieme ha commentato così la costituzione di Agrinsieme Emilia-Romagna che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane (Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare). «I lavori di Agrinsieme a Ferrara sono iniziati ufficialmente lo scorso febbraio – ha continuato Boldrini – e la nostra provincia è stata la prima ad aprire questo importante tavolo di lavoro e confronto, ponendosi delle finalità ben precise e di rilevanza strategica fondamentale per il settore. Insieme ai colleghi di Confagricoltura e delle più importanti cooperative agroalimentari abbiamo stilato una serie di obiettivi comuni per andare oltre la logica della frammentazione, pur mantenendo intatte le singole identità e il rapporto diretto con gli associati. Credo che la nascita di un rapporto interassociativo a livello regionale – ha continuato il coordinatore – non possa che rafforzare e ampliare il raggio delle azioni che andremo a rendere presto operative nella nostra provincia. Parliamo innanzitutto di un sensibile miglioramento nei rapporti di collaborazione e di rete tra imprese agricole e i diversi attori della filiera agroalimentare, dell’industria e della distribuzione. Un punto determinante per il comparto che va, tra l’altro, nella stessa direzione del nuovo Piano di Sviluppo Rurale – presentato nei giorni scorsi da Tiberio Rabboni, assessore regionale all’Agricoltura, e che sarà operativo dal 2014 - fortemente orientato a incentivare, con misure e azioni mirate, l’aggregazione tra imprese per favorire i rapporti con i mercati. Sia a livello regionale che nel ferrarese – spiega Boldrini – si punterà inoltre: sulla semplificazione della burocrazia a livello dell’intero sistema, cercando di migliorare anche il meccanismo di Agea, l’ente governativo che eroga i fondi della Pac; sulle politiche di gestione del suolo e delle acque puntando su un rapporto più equilibrato e sostenibile tra produttività e ambiente e poi su un aggiornamento del quadro normativo del settore agricolo a tutti i livelli, partendo proprio da quello regionale. Un compito importante – conclude Boldrini – che Agrinsieme di Ferrara si impegna ad assolvere mantenendo un rapporto diretto con le istituzioni da un lato e con le realtà produttive associate dall’altro.» A livello regionale Agrinsieme rappresenta oltre 40.000 imprese associate alle diverse associazioni agricole aderenti e impiega 92.000 persone. Il sistema coinvolge le imprese cooperative per un fatturato di 13,6 miliardi di euro, pari al triplo della Plv regionale e rappresenta il 37% del sistema cooperativo nazionale. E’ stato indicato coordinatore di Agrinsieme Emilia-Romagna Antonio Dosi, presidente di Cia Emilia-Romagna che rimarrà in carica, in una logica di forte alternanza tra le diverse anime del coordinamento, un solo anno come lo stesso Lorenzo Boldrini per Agrinsieme Ferrara.