Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Ammontano a 2 milioni 483 mila euro le risorse assegnate dall’assessorato regionale all’Agricoltura a 15 aziende agricole danneggiate dalla tromba d’aria che il 3 maggio 2013 ha colpito le province di Bologna e Modena (comuni di Argelato, Bentivoglio, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale in provincia di Bologna) e di Castelfranco Emilia in provincia di Modena. Le aziende interessate sono 10 nel Bolognese e riceveranno un contributo regionale per circa 1 milione 824 mila euro a fronte di una spesa ammissibile di 2 milioni 362 mila euro. Cinque le aziende nel Modenese alle quali andranno 659 mila euro per una spesa di 952 mila euro. Le risorse possono coprire spese già sostenute dalle aziende purché debitamente documentate.
I contributi sono in conto capitale, nella percentuale dell’80% della spesa massima ammissibile per singola azienda per un volume complessivo di investimenti di 3 milioni 314 mila euro. “Tra gli interventi finanziati - spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - il ripristino delle strutture aziendali distrutte o danneggiate, tra cui gli impianti frutticoli e i vigneti; l’acquisto di macchinari e attrezzature, i ricoveri temporanei, le scorte vive o morte, le reti antigrandine, gli impianti irrigui o altre strutture aziendali che abbiano subito danni.” La graduatoria è stata approvata il 4 settembre 2014 e gli interventi dovranno essere terminati entro il 30 aprile 2015. Il bando regionale è stato reso possibile da economie sul Psr 2007-2013 e si affianca agli 80 milioni di euro stanziati dall’ordinanza del Commissario Errani per il risarcimento dei danni alle attività economiche nei territori colpiti dall’alluvione del 2014, dagli eccezionali eventi atmosferici dello scorso aprile e appunto dalla tromba d’aria del 3 maggio 2013.
Visualizzazione post con etichetta Provincia di Modena. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Provincia di Modena. Mostra tutti i post
venerdì 5 settembre 2014
mercoledì 13 agosto 2014
AGRICOLTURA - TROMBA D'ARIA NEL MODENESE: RICONOSCIUTO L'EVENTO ECCEZIONALE. LE DOMANDE DI AIUTO ENTRO IL 22 SETTEMBRE. RABBONI: "UN PROVVEDIMENTO CHE SI AFFIANCA AGLI 80 MILIONI DI EURO GIÀ STANZIATI A LUGLIO E A UN SOSTEGNO IN SEGUITO ALLE GRANDINATE DEL 30 APRILE SCORSO"
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
E’ stata accolta la proposta della Regione Emilia-Romagna per il riconoscimento di evento eccezionale per la tromba d'aria che il 30 aprile 2014 ha interessato il modenese. Il relativo decreto del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 183 del 8 agosto 2014. Le aziende che hanno subito danni alle strutture agricole e che si trovano all’interno delle aree individuate nei singoli fogli di mappa indicati nella delibera della Regione n. 872 del 17 giugno 2014(parte del territorio del comune di Nonantola), possono presentare domanda per gli aiuti previsti entro il 22 settembre 2014. La domanda deve essere presentata all'amministrazione provinciale di Modena. Inoltre, a seguito delle forti grandinate verificatesi il 30 aprile 2014 per le quali non sussistono le condizioni per attivare interventi compensativi a parziale indennizzo dei danni subiti dalle coltivazioni in quanto assicurabili, è stata adottata su proposta della provincia di Modena una delibera di Giunta regionale (n. 874/2014). Con questa delibera si sono delimitate alcune aree del modenese relative ai comuni di Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Carpi, Cavezzo, Medolla, San Prospero e Soliera per l’attuazione di un trattamento di integrazione salariale dei lavoratori (legge 296/2006), valido anche per uno sgravio fiscale ai fini della produzione del reddito per le imprese agricole (Dpr n. 597/73). “Il provvedimento relativo alla tromba d’aria – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni - permetterà di accedere alle sia pur limitate risorse del Fondo di solidarietà nazionale. Si tratta di un ulteriore intervento a favore di un territorio particolarmente martoriato dalle avversità naturali e che, insieme a un sostegno in seguito alle forti grandinate di aprile, si aggiunge agli 80 milioni di euro già stanziati dalla Regione Emilia-Romagna con l’ordinanza del Commissario Errani di luglio, per il risarcimento dei danni alle attività economiche nei territori colpiti dall’alluvione del 2014, dalla tromba d’aria del 3 maggio 2013 e appunto dagli eccezionali eventi atmosferici dello scorso aprile”. Al momento della presentazione della richiesta di aiuto, l’azienda deve essere iscritta al Registro delle imprese della Camera di Commercio, nonché all´anagrafe delle aziende agricole della Regione Emilia-Romagna e avere il fascicolo aziendale validato, in modo da evitare di ripresentare la documentazione per i dati già presenti in anagrafe. Per la presentazione della domanda è stato predisposto un apposito programma informatico. La domanda potrà essere presentata direttamente dall’azienda agricola o dai centri di assistenza autorizzati, in forma digitale o cartacea, utilizzando la modulistica predisposta dalla Regione Emilia-Romagna.
Info:
http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/servizi-online/fai-da-te/sportello-agricoltore http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/servizi-online/servizi-per-gli-addetti
E’ stata accolta la proposta della Regione Emilia-Romagna per il riconoscimento di evento eccezionale per la tromba d'aria che il 30 aprile 2014 ha interessato il modenese. Il relativo decreto del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 183 del 8 agosto 2014. Le aziende che hanno subito danni alle strutture agricole e che si trovano all’interno delle aree individuate nei singoli fogli di mappa indicati nella delibera della Regione n. 872 del 17 giugno 2014(parte del territorio del comune di Nonantola), possono presentare domanda per gli aiuti previsti entro il 22 settembre 2014. La domanda deve essere presentata all'amministrazione provinciale di Modena. Inoltre, a seguito delle forti grandinate verificatesi il 30 aprile 2014 per le quali non sussistono le condizioni per attivare interventi compensativi a parziale indennizzo dei danni subiti dalle coltivazioni in quanto assicurabili, è stata adottata su proposta della provincia di Modena una delibera di Giunta regionale (n. 874/2014). Con questa delibera si sono delimitate alcune aree del modenese relative ai comuni di Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Carpi, Cavezzo, Medolla, San Prospero e Soliera per l’attuazione di un trattamento di integrazione salariale dei lavoratori (legge 296/2006), valido anche per uno sgravio fiscale ai fini della produzione del reddito per le imprese agricole (Dpr n. 597/73). “Il provvedimento relativo alla tromba d’aria – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni - permetterà di accedere alle sia pur limitate risorse del Fondo di solidarietà nazionale. Si tratta di un ulteriore intervento a favore di un territorio particolarmente martoriato dalle avversità naturali e che, insieme a un sostegno in seguito alle forti grandinate di aprile, si aggiunge agli 80 milioni di euro già stanziati dalla Regione Emilia-Romagna con l’ordinanza del Commissario Errani di luglio, per il risarcimento dei danni alle attività economiche nei territori colpiti dall’alluvione del 2014, dalla tromba d’aria del 3 maggio 2013 e appunto dagli eccezionali eventi atmosferici dello scorso aprile”. Al momento della presentazione della richiesta di aiuto, l’azienda deve essere iscritta al Registro delle imprese della Camera di Commercio, nonché all´anagrafe delle aziende agricole della Regione Emilia-Romagna e avere il fascicolo aziendale validato, in modo da evitare di ripresentare la documentazione per i dati già presenti in anagrafe. Per la presentazione della domanda è stato predisposto un apposito programma informatico. La domanda potrà essere presentata direttamente dall’azienda agricola o dai centri di assistenza autorizzati, in forma digitale o cartacea, utilizzando la modulistica predisposta dalla Regione Emilia-Romagna.
Info:
http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/servizi-online/fai-da-te/sportello-agricoltore http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/servizi-online/servizi-per-gli-addetti
lunedì 12 maggio 2014
"LET’S CLEAN UP MODENA E DINTORNI”. CONFAGRICOLTURA ADERISCE ALLA SETTIMANA EUROPEA CONTRO L’ABBANDONO DEI RIFIUTI. RACCOLTA STRAORDINARIA NELLE CAMPAGNE ALLUVIONATE
Fonte: Confagricoltura
Confagricoltura aderisce al progetto “Let’s clean up Europe”, la settimana promossa dalla Commissione Europea per contrastare il littering e l’abbandono di rifiuti che prende avvio oggi in tutta Europa. E lo fa con un’attenzione particolare per i comuni della provincia di Modena colpiti dall’alluvione nel gennaio scorso. “Insieme per l’alluvione: Let’s clean up Modena e dintorni”. Il 16 maggio la Confagricoltura provinciale insieme ai Giovani Agricoltori e Cascina pulita, leader in Italia nel recupero dei rifiuti agricoli e partner tecnico dell’iniziativa, organizzerà una raccolta straordinaria di rifiuti nei comuni di Modena, Bastiglia e Bomporto, che hanno concesso il loro patrocinio all’iniziativa. L’obiettivo non è solo quello di contribuire alla raccolta dei rifiuti abbandonati, ma anche di dare una mano alle imprese agricole danneggiate dall’alluvione, che oltre agli evidenti riflessi negativi in termini economici e sociali, ha lasciato un’ accumulo enorme di rifiuti. Tre i punti di raccolta, in altrettante aziende agricole della zona. La fase operativa, che durerà tutta la giornata, sarà accompagnata da un momento pubblico, presso la sede di Confagricoltura Modena, per illustrare l’evento e discutere della gestione sostenibile dei rifiuti. “Un piccolo ma significativo contributo - dice il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – alle aziende colpite dall’alluvione e un segnale importante di attenzione per i temi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. I rifiuti e la loro gestione sono uno degli aspetti dello sviluppo sostenibile su cui Confagricoltura è attivamente impegnata, anche attraverso il progetto Ecocloud, la rete delle imprese che portano avanti questo concetto, che comunicano e condividono esempi di buone pratiche.”.
Confagricoltura aderisce al progetto “Let’s clean up Europe”, la settimana promossa dalla Commissione Europea per contrastare il littering e l’abbandono di rifiuti che prende avvio oggi in tutta Europa. E lo fa con un’attenzione particolare per i comuni della provincia di Modena colpiti dall’alluvione nel gennaio scorso. “Insieme per l’alluvione: Let’s clean up Modena e dintorni”. Il 16 maggio la Confagricoltura provinciale insieme ai Giovani Agricoltori e Cascina pulita, leader in Italia nel recupero dei rifiuti agricoli e partner tecnico dell’iniziativa, organizzerà una raccolta straordinaria di rifiuti nei comuni di Modena, Bastiglia e Bomporto, che hanno concesso il loro patrocinio all’iniziativa. L’obiettivo non è solo quello di contribuire alla raccolta dei rifiuti abbandonati, ma anche di dare una mano alle imprese agricole danneggiate dall’alluvione, che oltre agli evidenti riflessi negativi in termini economici e sociali, ha lasciato un’ accumulo enorme di rifiuti. Tre i punti di raccolta, in altrettante aziende agricole della zona. La fase operativa, che durerà tutta la giornata, sarà accompagnata da un momento pubblico, presso la sede di Confagricoltura Modena, per illustrare l’evento e discutere della gestione sostenibile dei rifiuti. “Un piccolo ma significativo contributo - dice il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – alle aziende colpite dall’alluvione e un segnale importante di attenzione per i temi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. I rifiuti e la loro gestione sono uno degli aspetti dello sviluppo sostenibile su cui Confagricoltura è attivamente impegnata, anche attraverso il progetto Ecocloud, la rete delle imprese che portano avanti questo concetto, che comunicano e condividono esempi di buone pratiche.”.
martedì 6 maggio 2014
TORNADO NEL MODENESE - RABBONI: RISORSE DEL PSR PER LE AZIENDE AGRICOLE COLPITE. UNA POSSIBILITÀ CHE SI AFFIANCA A QUELLA DEL DL ALLUVIONE
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Risorse del Programma regionale di sviluppo rurale a favore delle aziende agricole del modenese colpite dal tornado del 30 aprile scorso. L’annuncio arriva dall’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni. “Ci stiamo attivando per intervenire con un bando simile a quello già emanato per la tromba d’aria che ha colpito il bolognese e il modenese nel maggio 2013 – spiega Rabboni – utilizzando precedenti economie sulla misure 126 del Psr 2007-2013. Si tratta di una possibilità concreta che si affianca a quella di utilizzare le risorse del decreto legge Alluvione approvato dal Governo lo scorso 18 aprile che stanzia 210 milioni di euro per la bassa modenese colpita dall’esondazione del fiume Secchia del gennaio scorso. E’ una decisione che prenderemo non appena avremo chiarito cosa prevede il decreto stesso per quanto riguarda i Comuni colpiti dal tornado.” Il bando del Psr permetterà di stanziare contributi dell’80% a favore delle imprese agricole colpite dal tornado nei comuni di Nonantola, San Cesario e Castelfranco, e comunque negli ambiti territoriali in fase di accertamento, per il ripristino delle strutture aziendali distrutte o danneggiate, compresi gli impianti frutticoli e i vigneti, l’acquisto di macchinari e attrezzature, di scorte vive o morte e di impianti antigrandine e di irrigazione danneggiati. “Il nostro impegno - spiega Rabboni - è intervenire laddove si siano verificati eventi catastrofici, come appunto il tornado del modenese, per i quali non è prevista l’obbligatorietà di assicurare le produzioni e le strutture per accedere agli aiuti del Fondo di Solidarietà Nazionale. I regolamenti nazionali ed europei non ci danno invece la possibilità di prevedere misure compensative a fronte di avversità atmosferiche come pioggia e grandine, proprio perché rispetto a queste è possibile assicurare le produzioni”. E’ invece estesa a tutte le aziende colpite dall’ondata di maltempo dei giorni scorsi la possibilità di usufruire degli sgravi fiscali e previdenziali previsti dal decreto legislativo 102 del 2004, qualora ci sia stato un danno alla Plv superiore al 30%. Tale possibilità potrà essere attivata dopo che le Province competenti avranno terminato la ricognizione dei danni e la delimitazione del territorio colpito.
Entro il 30 maggio le domande per la tromba d’aria di un anno fa.
Scade il prossimo 30 maggio il bando della Regione che stanzia 5 milioni di euro per la tromba d’aria che un anno fa, per la precisione il 3 maggio 2013, colpì i comuni di Argelato, Bentivoglio, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale in provincia di Bologna e quello di Castelfranco Emilia in provincia di Modena. Anche in questo caso il finanziamento regionale è stato reso possibile da economie su precedenti bandi e permetterà di coprire anche le spese già sostenute purché debitamente documentate. Le domande possono essere presentate oltre che dalle aziende agricole anche dalle imprese di trasformazione e commercializzazione e vanno inviate alle Province di Bologna e di Modena. Entro il 5 settembre il Servizio aiuti alle imprese della Regione provvederà ad emanare una graduatoria unica regionale.
Risorse del Programma regionale di sviluppo rurale a favore delle aziende agricole del modenese colpite dal tornado del 30 aprile scorso. L’annuncio arriva dall’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni. “Ci stiamo attivando per intervenire con un bando simile a quello già emanato per la tromba d’aria che ha colpito il bolognese e il modenese nel maggio 2013 – spiega Rabboni – utilizzando precedenti economie sulla misure 126 del Psr 2007-2013. Si tratta di una possibilità concreta che si affianca a quella di utilizzare le risorse del decreto legge Alluvione approvato dal Governo lo scorso 18 aprile che stanzia 210 milioni di euro per la bassa modenese colpita dall’esondazione del fiume Secchia del gennaio scorso. E’ una decisione che prenderemo non appena avremo chiarito cosa prevede il decreto stesso per quanto riguarda i Comuni colpiti dal tornado.” Il bando del Psr permetterà di stanziare contributi dell’80% a favore delle imprese agricole colpite dal tornado nei comuni di Nonantola, San Cesario e Castelfranco, e comunque negli ambiti territoriali in fase di accertamento, per il ripristino delle strutture aziendali distrutte o danneggiate, compresi gli impianti frutticoli e i vigneti, l’acquisto di macchinari e attrezzature, di scorte vive o morte e di impianti antigrandine e di irrigazione danneggiati. “Il nostro impegno - spiega Rabboni - è intervenire laddove si siano verificati eventi catastrofici, come appunto il tornado del modenese, per i quali non è prevista l’obbligatorietà di assicurare le produzioni e le strutture per accedere agli aiuti del Fondo di Solidarietà Nazionale. I regolamenti nazionali ed europei non ci danno invece la possibilità di prevedere misure compensative a fronte di avversità atmosferiche come pioggia e grandine, proprio perché rispetto a queste è possibile assicurare le produzioni”. E’ invece estesa a tutte le aziende colpite dall’ondata di maltempo dei giorni scorsi la possibilità di usufruire degli sgravi fiscali e previdenziali previsti dal decreto legislativo 102 del 2004, qualora ci sia stato un danno alla Plv superiore al 30%. Tale possibilità potrà essere attivata dopo che le Province competenti avranno terminato la ricognizione dei danni e la delimitazione del territorio colpito.
Entro il 30 maggio le domande per la tromba d’aria di un anno fa.
Scade il prossimo 30 maggio il bando della Regione che stanzia 5 milioni di euro per la tromba d’aria che un anno fa, per la precisione il 3 maggio 2013, colpì i comuni di Argelato, Bentivoglio, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale in provincia di Bologna e quello di Castelfranco Emilia in provincia di Modena. Anche in questo caso il finanziamento regionale è stato reso possibile da economie su precedenti bandi e permetterà di coprire anche le spese già sostenute purché debitamente documentate. Le domande possono essere presentate oltre che dalle aziende agricole anche dalle imprese di trasformazione e commercializzazione e vanno inviate alle Province di Bologna e di Modena. Entro il 5 settembre il Servizio aiuti alle imprese della Regione provvederà ad emanare una graduatoria unica regionale.
venerdì 21 marzo 2014
TROMBA D'ARIA MAGGIO 2013, DALLA REGIONE 5 MILIONI DI EURO PER I DANNI ALLE AZIENDE AGRICOLE IN PROVINCIA DI BOLOGNA E DI MODENA. LE DOMANDE DI CONTRIBUTO ENTRO IL 30 MAGGIO.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Cinque milioni di euro dalla Regione per le imprese agricole danneggiate dalla tromba d’aria che ha colpito il Bolognese e il Modenese il 3 maggio 2013. I territori interessati sono nei comuni di Argelato, Bentivoglio, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale in provincia di Bologna; Castelfranco Emilia in provincia di Modena. “Subito dopo la tromba d’aria che ha avuto pesanti conseguenze sulle aziende e sulla produzione – spiega l’assessore regionale all'agricoltura Tiberio Rabboni - la Regione si è attivata per il riconoscimento da parte del Governo dello stato di evento eccezionale, condizione che permette alle aziende danneggiate di accedere alle risorse del Fondo di solidarietà nazionale. Come ben sanno gli imprenditori agricoli tuttavia, queste risorse sono destinate a coprire solo una minima parte dei danni documentati e in grave ritardo rispetto alle necessità e ai tempi di ripristino aziendale. Per questo, grazie ad economie su precedenti bandi dello sviluppo rurale, abbiamo deciso di mettere in campo questo specifico finanziamento, che potrà coprire le spese anche già sostenute dalle aziende, se debitamente documentate”. Le risorse provengono dalla misura 126 del Psr 2007-2013. I contributi saranno in conto capitale, nella misura dell’80% della spesa massima ammissibile per singola azienda. Tra gli interventi che possono essere finanziati il ripristino delle strutture aziendali distrutte o danneggiate, compresi gli impianti frutticoli e i vigneti; l’acquisto di macchinari e attrezzature, i ricoveri temporanei, le scorte vive o morte, le reti antigrandine, gli impianti irrigui o altre strutture aziendali che abbiano subito danni. Le domande possono essere presentate oltre che dalle aziende agricole anche dalle imprese di trasformazione e commercializzazione; vanno inviate alle Province di Bologna e di Modena ed il termine ultimo è il 30 maggio prossimo. Entro il 5 settembre il Servizio aiuti alle imprese della Regione provvederà ad emanare una graduatoria unica regionale.
Cinque milioni di euro dalla Regione per le imprese agricole danneggiate dalla tromba d’aria che ha colpito il Bolognese e il Modenese il 3 maggio 2013. I territori interessati sono nei comuni di Argelato, Bentivoglio, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale in provincia di Bologna; Castelfranco Emilia in provincia di Modena. “Subito dopo la tromba d’aria che ha avuto pesanti conseguenze sulle aziende e sulla produzione – spiega l’assessore regionale all'agricoltura Tiberio Rabboni - la Regione si è attivata per il riconoscimento da parte del Governo dello stato di evento eccezionale, condizione che permette alle aziende danneggiate di accedere alle risorse del Fondo di solidarietà nazionale. Come ben sanno gli imprenditori agricoli tuttavia, queste risorse sono destinate a coprire solo una minima parte dei danni documentati e in grave ritardo rispetto alle necessità e ai tempi di ripristino aziendale. Per questo, grazie ad economie su precedenti bandi dello sviluppo rurale, abbiamo deciso di mettere in campo questo specifico finanziamento, che potrà coprire le spese anche già sostenute dalle aziende, se debitamente documentate”. Le risorse provengono dalla misura 126 del Psr 2007-2013. I contributi saranno in conto capitale, nella misura dell’80% della spesa massima ammissibile per singola azienda. Tra gli interventi che possono essere finanziati il ripristino delle strutture aziendali distrutte o danneggiate, compresi gli impianti frutticoli e i vigneti; l’acquisto di macchinari e attrezzature, i ricoveri temporanei, le scorte vive o morte, le reti antigrandine, gli impianti irrigui o altre strutture aziendali che abbiano subito danni. Le domande possono essere presentate oltre che dalle aziende agricole anche dalle imprese di trasformazione e commercializzazione; vanno inviate alle Province di Bologna e di Modena ed il termine ultimo è il 30 maggio prossimo. Entro il 5 settembre il Servizio aiuti alle imprese della Regione provvederà ad emanare una graduatoria unica regionale.
lunedì 3 febbraio 2014
ALLUVIONE, INCONTRO A MODENA CON IL SOTTOSEGRETARIO MAURIZIO MARTINA. RABBONI: BENE IL RICONOSCIMENTO DELLA SPECIFICITÀ NAZIONALE DEL CASO MODENESE. DANNI AL COMPARTO AGRICOLO: SECONDO UNA PRIMA STIMA AMMONTANO A 54 MILIONI DI EURO.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
“Il sottosegretario Martina ha riconosciuto oggi la specificità nazionale dell’emergenza che stanno vivendo i territori modenesi, colpiti dall’alluvione, dopo il terremoto del 2012. Questo riconoscimento è per noi un punto di partenza molto importante. Proprio in ragione di questa peculiarità il sottosegretario ha confermato l’impegno del Governo per arrivare a una soluzione condivisa per il riconoscimento di tutti i danni, così come richiesto dal presidente della Regione Vasco Errani”. Questo il commento dell’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni che oggi ha partecipato a Modena a un incontro con il sottosegretario alle politiche agricole Maurizio Martina per fare il punto insieme alle Istituzioni locali, ai Parlamentari e alle organizzazioni agricole, sui danni all’agricoltura che la grave ondata di maltempo ha provocato nei territori della bassa modenese. “Senza nulla togliere alla gravità della situazione che, a causa delle avversità climatiche, si è verificata in altre parti del Paese – spiega Rabboni – è evidente che quello modenese è una caso che presenta caratteristiche di assoluta unicità. Ciò vale in particolare proprio per il comparto agricolo, il settore produttivo più colpito dall’alluvione. Una prima stima dei danni, si aggira, considerando sia le perdite produttive sia i danni ai fabbricati rurali residenziali e produttivi, intorno ai 54 milioni di euro”.
“Il sottosegretario Martina ha riconosciuto oggi la specificità nazionale dell’emergenza che stanno vivendo i territori modenesi, colpiti dall’alluvione, dopo il terremoto del 2012. Questo riconoscimento è per noi un punto di partenza molto importante. Proprio in ragione di questa peculiarità il sottosegretario ha confermato l’impegno del Governo per arrivare a una soluzione condivisa per il riconoscimento di tutti i danni, così come richiesto dal presidente della Regione Vasco Errani”. Questo il commento dell’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni che oggi ha partecipato a Modena a un incontro con il sottosegretario alle politiche agricole Maurizio Martina per fare il punto insieme alle Istituzioni locali, ai Parlamentari e alle organizzazioni agricole, sui danni all’agricoltura che la grave ondata di maltempo ha provocato nei territori della bassa modenese. “Senza nulla togliere alla gravità della situazione che, a causa delle avversità climatiche, si è verificata in altre parti del Paese – spiega Rabboni – è evidente che quello modenese è una caso che presenta caratteristiche di assoluta unicità. Ciò vale in particolare proprio per il comparto agricolo, il settore produttivo più colpito dall’alluvione. Una prima stima dei danni, si aggira, considerando sia le perdite produttive sia i danni ai fabbricati rurali residenziali e produttivi, intorno ai 54 milioni di euro”.
giovedì 30 gennaio 2014
ALLUVIONE: BENE REGIONE, MA OCCORRE ACCELERARE SU CAUSE DISASTRO
Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna
E’ necessario costituire e rendere operativa al più presto la commissione scientifica per individuare le ragioni di quanto è successo nella rottura dell’argine del Secchia. Lo chiede alla Regione Emilia Romagna Coldiretti regionale, preoccupata dal maltempo e dalla pioggia che continua a flagellare l’Emilia, il modenese in modo particolare. “Esprimiamo apprezzamento per i solleciti interventi delle istituzioni regionali, che consentono di far fronte alle prime immediate esigenze dei cittadini e delle imprese delle zone alluvionate– ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – e ribadiamo la richiesta una norma speciale che consenta un intervento in deroga al decreto sulle calamità naturali, privo di risorse, per approvare uno stanziamento ad hoc per ripristinare strutture, attrezzature, frutteti, vigneti e colture distrutte o danneggiate. Tuttavia, la particolarità della rottura dell’argine, avvenuta su un tratto rettilineo, ha diffuso il timore che la stessa situazione possa avvenire in altri punti. Di fronte ad un simile disastro – ha detto ancora Tonello – è necessario accelerare la ricerca della cause anche per verificare eventuali responsabilità e mancanze, , in modo che si possano predisporre tutti gli interventi necessari per mettere in sicurezza gli argini, salvaguardare le imprese e i territori e ridare un minimo di tranquillità ai cittadini che qui vivono e lavorano”.
E’ necessario costituire e rendere operativa al più presto la commissione scientifica per individuare le ragioni di quanto è successo nella rottura dell’argine del Secchia. Lo chiede alla Regione Emilia Romagna Coldiretti regionale, preoccupata dal maltempo e dalla pioggia che continua a flagellare l’Emilia, il modenese in modo particolare. “Esprimiamo apprezzamento per i solleciti interventi delle istituzioni regionali, che consentono di far fronte alle prime immediate esigenze dei cittadini e delle imprese delle zone alluvionate– ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – e ribadiamo la richiesta una norma speciale che consenta un intervento in deroga al decreto sulle calamità naturali, privo di risorse, per approvare uno stanziamento ad hoc per ripristinare strutture, attrezzature, frutteti, vigneti e colture distrutte o danneggiate. Tuttavia, la particolarità della rottura dell’argine, avvenuta su un tratto rettilineo, ha diffuso il timore che la stessa situazione possa avvenire in altri punti. Di fronte ad un simile disastro – ha detto ancora Tonello – è necessario accelerare la ricerca della cause anche per verificare eventuali responsabilità e mancanze, , in modo che si possano predisporre tutti gli interventi necessari per mettere in sicurezza gli argini, salvaguardare le imprese e i territori e ridare un minimo di tranquillità ai cittadini che qui vivono e lavorano”.
lunedì 27 gennaio 2014
MALTEMPO - RABBONI: COLPITO PESANTEMENTE IL COMPARTO AGRICOLO. PERSI I SEMINATIVI, COMPROMESSA LA PRODUZIONE DEL LAMBRUSCO. SERVONO RISORSE PER RISARCIRE TUTTI I DANNI E PROCEDURE PIÙ SNELLE
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
“Servono risorse per ristorare tutti i danni mobili e immobili, con procedure più snelle rispetto a quelle del terremoto. Si tratta di una tragedia che si è abbattuta su un territorio già duramente provato dal sisma e che ha colpito in modo particolare il settore agricolo.” Lo ha detto oggi a Bologna l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni. Una richiesta avanzata dal presidente della Regione Vasco Errani e che Rabboni ha voluto ricordare in apertura del convegno sul nuovo Psr 2014-2020. Frumento, orzo, segale sono andati persi; compromessa la produzione del Lambrusco di Sorbara, in difficoltà anche la frutticoltura e gli allevamenti. Questa la sintetica stima dei danni fatta da Rabboni, che ha sottolineato: “se il terremoto aveva parzialmente risparmiato colture e campi, l’alluvione ha invece pesantemente compromesso un’agricoltura di eccellenza.” E mentre il Governo ha riconosciuto all’Emilia-Romagna 19 milioni di euro per la messa in sicurezza del nodo idraulico Secchia-Panaro, Rabboni - nel fare il punto sulle iniziative in corso - ha ricordato in particolare il decreto con cui Errani ha dato il via alla ricognizione dei danni e del relativo fabbisogno economico e alla costituzione di una Commissione scientifica composta da esperti universitari di comprovata esperienza e competenza per analizzare le cause della rottura dell’argine del fiume Secchia.
“Servono risorse per ristorare tutti i danni mobili e immobili, con procedure più snelle rispetto a quelle del terremoto. Si tratta di una tragedia che si è abbattuta su un territorio già duramente provato dal sisma e che ha colpito in modo particolare il settore agricolo.” Lo ha detto oggi a Bologna l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni. Una richiesta avanzata dal presidente della Regione Vasco Errani e che Rabboni ha voluto ricordare in apertura del convegno sul nuovo Psr 2014-2020. Frumento, orzo, segale sono andati persi; compromessa la produzione del Lambrusco di Sorbara, in difficoltà anche la frutticoltura e gli allevamenti. Questa la sintetica stima dei danni fatta da Rabboni, che ha sottolineato: “se il terremoto aveva parzialmente risparmiato colture e campi, l’alluvione ha invece pesantemente compromesso un’agricoltura di eccellenza.” E mentre il Governo ha riconosciuto all’Emilia-Romagna 19 milioni di euro per la messa in sicurezza del nodo idraulico Secchia-Panaro, Rabboni - nel fare il punto sulle iniziative in corso - ha ricordato in particolare il decreto con cui Errani ha dato il via alla ricognizione dei danni e del relativo fabbisogno economico e alla costituzione di una Commissione scientifica composta da esperti universitari di comprovata esperienza e competenza per analizzare le cause della rottura dell’argine del fiume Secchia.
venerdì 24 gennaio 2014
ALLUVIONE COLDIRETTI, COMMISSARIO UNICO CON TERREMOTO PER SALVARE AGRICOLTURA
Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna
RAGGIUNTO DOPO 5 GIORNI ALLEVAMENTO CON TREMILA POLLI SOTT’ACQUA
Ridurre i tempi di intervento per le aziende alluvionate della provincia di Modena affidandosi al commissario straordinario per il terremoto. Lo ha chiesto alla Regione Emilia Romagna Coldiretti regionale, per evitare che il sovrapporsi di competenze porti ad una dispersione di risorse e ad un rallentamento di tempi. Poiché i Comuni della zona alluvionata sono anche comuni colpiti dal terremoto – spiega Coldiretti – affidarsi ad un unico commissario che conosca bene la situazione può razionalizzare e rendere più efficaci gli interventi. Secondo Coldiretti gli interventi più urgenti sono sospensione dei pagamenti fiscali, assicurativi e previdenziali nonché di tutti i pagamenti legati a bollette, canoni di affitto e iscrizione alla Camera di Commercio. Coldiretti ritiene inoltre indispensabile una norma speciale per intervenire in deroga al decreto sulle calamità naturali, privo di risorse, per l’introduzione di uno stanziamento ad hoc per ripristinare strutture, attrezzature, frutteti, vigneti e colture distrutte o danneggiate. Intanto anche gli allevamenti sono stati duramente colpiti dall’alluvione. Coldiretti segnala il caso dell’allevamento di polli per la produzione di pulcini di Tonino Conti, che a Bastiglia ha perso per annegamento la stragrande maggioranza degli animali e tutte le attrezzature: incubatoio, motori elettrici e mezzi aziendali usati per la pulizia e l'alimentazione. Pochi gli animali che si sono salvati e di cui bisognerà verificare le condizioni sanitarie. I capi sopravvissuti – comunica Coldiretti – a causa dello stress dovuto alla mancanza della giuste condizioni di temperatura e luce, hanno già smesso di fare le uova e per il prossimo anno non ci sarà produzione. Il centro aziendale, completamente allagato, è stato raggiungibile via terra solo oggi, dopo cinque giorni dall'inizio dell'inondazione. Situazione difficile anche per gli allevamenti di mucche da latte, dove l’allagamento ha creato stress agli animali, con conseguente calo di produzione, e in più l’impossibilità a circolare sulle strade ha determinato la perdita della produzione di latte giornaliera che non è stato possibile avviare alle latterie
RAGGIUNTO DOPO 5 GIORNI ALLEVAMENTO CON TREMILA POLLI SOTT’ACQUA
Ridurre i tempi di intervento per le aziende alluvionate della provincia di Modena affidandosi al commissario straordinario per il terremoto. Lo ha chiesto alla Regione Emilia Romagna Coldiretti regionale, per evitare che il sovrapporsi di competenze porti ad una dispersione di risorse e ad un rallentamento di tempi. Poiché i Comuni della zona alluvionata sono anche comuni colpiti dal terremoto – spiega Coldiretti – affidarsi ad un unico commissario che conosca bene la situazione può razionalizzare e rendere più efficaci gli interventi. Secondo Coldiretti gli interventi più urgenti sono sospensione dei pagamenti fiscali, assicurativi e previdenziali nonché di tutti i pagamenti legati a bollette, canoni di affitto e iscrizione alla Camera di Commercio. Coldiretti ritiene inoltre indispensabile una norma speciale per intervenire in deroga al decreto sulle calamità naturali, privo di risorse, per l’introduzione di uno stanziamento ad hoc per ripristinare strutture, attrezzature, frutteti, vigneti e colture distrutte o danneggiate. Intanto anche gli allevamenti sono stati duramente colpiti dall’alluvione. Coldiretti segnala il caso dell’allevamento di polli per la produzione di pulcini di Tonino Conti, che a Bastiglia ha perso per annegamento la stragrande maggioranza degli animali e tutte le attrezzature: incubatoio, motori elettrici e mezzi aziendali usati per la pulizia e l'alimentazione. Pochi gli animali che si sono salvati e di cui bisognerà verificare le condizioni sanitarie. I capi sopravvissuti – comunica Coldiretti – a causa dello stress dovuto alla mancanza della giuste condizioni di temperatura e luce, hanno già smesso di fare le uova e per il prossimo anno non ci sarà produzione. Il centro aziendale, completamente allagato, è stato raggiungibile via terra solo oggi, dopo cinque giorni dall'inizio dell'inondazione. Situazione difficile anche per gli allevamenti di mucche da latte, dove l’allagamento ha creato stress agli animali, con conseguente calo di produzione, e in più l’impossibilità a circolare sulle strade ha determinato la perdita della produzione di latte giornaliera che non è stato possibile avviare alle latterie
mercoledì 22 gennaio 2014
ALLUVIONE: 10 MILA ETTARI AGRICOLI SOTT’ACQUA, 600 AZIENDE ALLAGATE
Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna
E’ salito a 10 mila ettari la superficie agricola allagata dalla rotta del Secchia in provincia di Modena e oltre 600 le aziende agricole coinvolte, con danni ai terreni, alle attrezzature e ai centri aziendali. Il dato è di Coldiretti Emilia Romagna, che ricorda come la superficie agricola dei comuni colpiti (Bastiglia, Bomporto, Camposanto, Finale Emilia, Medolla, San Felice sul Panaro, San Prospero e parte di Modena) è in totale di 24 mila ettari. Sott’acqua sono finiti soprattutto seminativi, ma anche un migliaio di ettari di vigneto e altrettanti di frutteto. Secondo Coldiretti sono andati completamente perduti i seminativi più vicini alla zona di rottura dell’argine, mentre nelle altre zone la salvezza delle produzioni dipenderà dalla velocità con cui verrà allontanata l’acqua dalle campagne, in modo da scongiurare l’asfissia delle radici. Anche la sopravvivenza degli alberi da frutta e delle viti di pendono dalla velocità con cui si riuscirà a riportare i terreni all’asciutto. Per salvare i vigneti di Lambrusco Doc e delle pere Igp, secondo Coldiretti, i terreni dovrebbero esser riportati all’asciutto nell’arco di una settimana. “I Consorzi di Bonifica – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – hanno messo a disposizione tutti i loro mezzi e stanno facendo una corsa contro il tempo per cercare di pompare l’acqua via dai campi. Purtroppo c’è da rilevare che l’aumentata impermeabilizzazione del terreno rende tutte le operazioni più lente.”. In provincia di Modena, secondo elaborazioni Coldiretti sui dati Istat, sono stati sottratti all’agricoltura 41 mila ettari negli ultimi 20 anni, in pratica il 20 per cento di tutta la superficie agricola. “Per salvare le imprese di queste zone – ha detto Tonello – è indispensabile dichiarare al più presto lo stato di emergenza per avere risorse ad hoc per interventi immediati per la ripartenza delle imprese messe in ginocchio da due calamità, l’alluvione e il terremoto. Inoltre bisogna cominciare a pensare in termini di prevenzione a partire dal problema delle nutrie. Prive di predatori, questi animali si sono moltiplicati a dismisura e stanno mettendo a rischio la tutela dell’ambiente e la sicurezza di tutti i cittadini, oltre alle attività agricole. Non si può continuare solo a parlarne ma occorrono piani per liberare fiumi e canali dalla loro presenza”.
E’ salito a 10 mila ettari la superficie agricola allagata dalla rotta del Secchia in provincia di Modena e oltre 600 le aziende agricole coinvolte, con danni ai terreni, alle attrezzature e ai centri aziendali. Il dato è di Coldiretti Emilia Romagna, che ricorda come la superficie agricola dei comuni colpiti (Bastiglia, Bomporto, Camposanto, Finale Emilia, Medolla, San Felice sul Panaro, San Prospero e parte di Modena) è in totale di 24 mila ettari. Sott’acqua sono finiti soprattutto seminativi, ma anche un migliaio di ettari di vigneto e altrettanti di frutteto. Secondo Coldiretti sono andati completamente perduti i seminativi più vicini alla zona di rottura dell’argine, mentre nelle altre zone la salvezza delle produzioni dipenderà dalla velocità con cui verrà allontanata l’acqua dalle campagne, in modo da scongiurare l’asfissia delle radici. Anche la sopravvivenza degli alberi da frutta e delle viti di pendono dalla velocità con cui si riuscirà a riportare i terreni all’asciutto. Per salvare i vigneti di Lambrusco Doc e delle pere Igp, secondo Coldiretti, i terreni dovrebbero esser riportati all’asciutto nell’arco di una settimana. “I Consorzi di Bonifica – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – hanno messo a disposizione tutti i loro mezzi e stanno facendo una corsa contro il tempo per cercare di pompare l’acqua via dai campi. Purtroppo c’è da rilevare che l’aumentata impermeabilizzazione del terreno rende tutte le operazioni più lente.”. In provincia di Modena, secondo elaborazioni Coldiretti sui dati Istat, sono stati sottratti all’agricoltura 41 mila ettari negli ultimi 20 anni, in pratica il 20 per cento di tutta la superficie agricola. “Per salvare le imprese di queste zone – ha detto Tonello – è indispensabile dichiarare al più presto lo stato di emergenza per avere risorse ad hoc per interventi immediati per la ripartenza delle imprese messe in ginocchio da due calamità, l’alluvione e il terremoto. Inoltre bisogna cominciare a pensare in termini di prevenzione a partire dal problema delle nutrie. Prive di predatori, questi animali si sono moltiplicati a dismisura e stanno mettendo a rischio la tutela dell’ambiente e la sicurezza di tutti i cittadini, oltre alle attività agricole. Non si può continuare solo a parlarne ma occorrono piani per liberare fiumi e canali dalla loro presenza”.
martedì 21 gennaio 2014
MALTEMPO: E’ NUOVA EMERGENZA IN PROVINCIA DI MODENA A MENO DI DUE ANNI DAL SISMA. LA PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA MODENA EUGENIA BERGAMASCHI: ”DISASTRO ANNUNCIATO”.
Fonte: Confagricoltura
L’ondata di acqua e fango che ha colpito la provincia di Modena, domenica 19 gennaio, in seguito alla rottura dell’argine destro del fiume Secchia in località S. Matteo, ha coperto gran parte dei terreni agricoli dei comuni di Bastiglia, Sorbara, Bomporto, San Prospero, Camposanto, San Felice e Medolla, territori che erano già stati colpiti duramente dal Sisma del 20 e 29 maggio 2012. Da una prima analisi di Confagricoltura si stimano danni ingentissimi alle colture, ma anche ai fabbricati e alle attrezzature. Le acque stanno iniziando solo in alcune aree a ritirarsi e al momento non è possibile verificare direttamente i danni e i quantitativi di fango e detriti depositati, in particolare sui cereali. C’è grande preoccupazione anche per le colture arboree, in particolare vite e pero. Ed è grave la situazione per alcuni allevamenti bovini e suini situati nelle aree coinvolte. Dalla prime stime effettuate da Confagricoltura Modena sono state direttamente coinvolte dall’accaduto circa 110 aziende associate, per un totale di circa 2.600 ettari e una decina di allevamenti di suini e di bovini da carne e da latte e di equini, senza contare tutti gli animali di bassa corte. I dati sono tuttavia ancora provvisori a causa dell’avanzare del fronte dell’esondazione. Ad oggi solo poche aziende hanno provveduto a spostare i capi giovani perchè più vulnerabili all’arrivo dell’acqua. Altri allevamenti hanno dovuto attendere impotenti di fronte all’avanzata dell’acqua non riuscendo, a causa dell’interruzione della viabilità, a spostare gli animali. Nella zona sono infatti presenti allevamenti di tori da carne di circa 1.400 capi, allevamenti suinicoli con circa 8.200 capi ad oggi tutt’ora isolati, allevamenti di vacche da latte che contano 400 capi in lattazione ed un maneggio con una decina di cavalli. Molte aziende inoltre segnalano danni a concimi, fitofarmaci, attrezzature e macchine agricole, scorte di foraggi, mangimi, cereali, ed in alcuni casi anche ad acetaie che erano temporaneamente delocalizzate a seguito del terremoto in locali al pian terreno. Si segnalano, inoltre, danni ad alcune cantine tra cui quella di Sorbara, da due giorni coperta da 30 cm d’acqua. “Siamo di fronte ad un disastro annunciato – dice la presidente di Confagricoltura Modena Eugenia Bergamaschi, la cui azienda situata a 200 metri dalla falla del fiume è stata una delle prime ad essere coinvolta -. Da anni denunciamo una forte preoccupazione sulla gestione degli argini e del letto del fiume Secchia, ma i nostri proclami non sono stati ascoltati e ora ci troviamo ad affrontare una situazione drammatica. In primo luogo come cittadina, ma anche come presidente di Confagricoltura Modena, voglio avere risposte da chi in tutti questi anni non ha lavorato per prevenire un incidente di questa portata. I controlli e la manutenzione sono scarsi, superficiali o inesistenti. Dopo le piene il letto del fiume non viene pulito e nutrie e volpi costruiscono le loro tane all’interno dell’argine stesso, rendendolo più debole. Mi chiedo cosa abbia fatto l’Aipo in tutti questi anni. Così oggi ci troviamo ad affrontare una nuova emergenza, a 20 mesi dal terremoto, con nuovi problemi e danni economici ingenti, in un contesto già complicato”. Non più tardi di giovedì 16 gennaio la stessa presidente Bergamaschi aveva ribadito le proprie preoccupazioni all’assessore Regionale Tiberio Rabboni di fronte ad una platea di tecnici impegnati nella discussione del nuovo PSR, sottolineando l’importanza di tutelare il territorio di pianura, anch’esso fragile e vulnerabile al pari di quello della montagna.
L’ondata di acqua e fango che ha colpito la provincia di Modena, domenica 19 gennaio, in seguito alla rottura dell’argine destro del fiume Secchia in località S. Matteo, ha coperto gran parte dei terreni agricoli dei comuni di Bastiglia, Sorbara, Bomporto, San Prospero, Camposanto, San Felice e Medolla, territori che erano già stati colpiti duramente dal Sisma del 20 e 29 maggio 2012. Da una prima analisi di Confagricoltura si stimano danni ingentissimi alle colture, ma anche ai fabbricati e alle attrezzature. Le acque stanno iniziando solo in alcune aree a ritirarsi e al momento non è possibile verificare direttamente i danni e i quantitativi di fango e detriti depositati, in particolare sui cereali. C’è grande preoccupazione anche per le colture arboree, in particolare vite e pero. Ed è grave la situazione per alcuni allevamenti bovini e suini situati nelle aree coinvolte. Dalla prime stime effettuate da Confagricoltura Modena sono state direttamente coinvolte dall’accaduto circa 110 aziende associate, per un totale di circa 2.600 ettari e una decina di allevamenti di suini e di bovini da carne e da latte e di equini, senza contare tutti gli animali di bassa corte. I dati sono tuttavia ancora provvisori a causa dell’avanzare del fronte dell’esondazione. Ad oggi solo poche aziende hanno provveduto a spostare i capi giovani perchè più vulnerabili all’arrivo dell’acqua. Altri allevamenti hanno dovuto attendere impotenti di fronte all’avanzata dell’acqua non riuscendo, a causa dell’interruzione della viabilità, a spostare gli animali. Nella zona sono infatti presenti allevamenti di tori da carne di circa 1.400 capi, allevamenti suinicoli con circa 8.200 capi ad oggi tutt’ora isolati, allevamenti di vacche da latte che contano 400 capi in lattazione ed un maneggio con una decina di cavalli. Molte aziende inoltre segnalano danni a concimi, fitofarmaci, attrezzature e macchine agricole, scorte di foraggi, mangimi, cereali, ed in alcuni casi anche ad acetaie che erano temporaneamente delocalizzate a seguito del terremoto in locali al pian terreno. Si segnalano, inoltre, danni ad alcune cantine tra cui quella di Sorbara, da due giorni coperta da 30 cm d’acqua. “Siamo di fronte ad un disastro annunciato – dice la presidente di Confagricoltura Modena Eugenia Bergamaschi, la cui azienda situata a 200 metri dalla falla del fiume è stata una delle prime ad essere coinvolta -. Da anni denunciamo una forte preoccupazione sulla gestione degli argini e del letto del fiume Secchia, ma i nostri proclami non sono stati ascoltati e ora ci troviamo ad affrontare una situazione drammatica. In primo luogo come cittadina, ma anche come presidente di Confagricoltura Modena, voglio avere risposte da chi in tutti questi anni non ha lavorato per prevenire un incidente di questa portata. I controlli e la manutenzione sono scarsi, superficiali o inesistenti. Dopo le piene il letto del fiume non viene pulito e nutrie e volpi costruiscono le loro tane all’interno dell’argine stesso, rendendolo più debole. Mi chiedo cosa abbia fatto l’Aipo in tutti questi anni. Così oggi ci troviamo ad affrontare una nuova emergenza, a 20 mesi dal terremoto, con nuovi problemi e danni economici ingenti, in un contesto già complicato”. Non più tardi di giovedì 16 gennaio la stessa presidente Bergamaschi aveva ribadito le proprie preoccupazioni all’assessore Regionale Tiberio Rabboni di fronte ad una platea di tecnici impegnati nella discussione del nuovo PSR, sottolineando l’importanza di tutelare il territorio di pianura, anch’esso fragile e vulnerabile al pari di quello della montagna.
lunedì 20 gennaio 2014
MALTEMPO, CONFAGRICOLTURA: PESANTI DANNI NELLE CAMPAGNE IN LIGURIA, VERSILIA E IN PROVINCIA DI MODENA. METTERE IN SICUREZZA IL TERRITORIO
Fonte: Confagricoltura
L'ondata di maltempo abbattutasi con particolare violenza sulla Liguria, sulla Toscana e sull’Emilia Romagna ha causato danni molto ingenti anche all'agricoltura.”. Lo afferma una nota di Confagricoltura, che in queste ore sta monitorando, attraverso le sue sedi territoriali, l'evoluzione della situazione e purtroppo dei danni. Ad Albenga hanno ceduto gli argini del Rio Carenda, allagando tutte le serre delle zone di Baffico, San Giorgio, Prato del Vescovo, Pratogrande e la zona di Campochiesa. Confagricoltura Liguria sottolinea come in più punti della regione siano caduti oltre 330 millimetri di acqua in pochissime ore. A Ponente, nella zona di Ceriana e di Badalucco, movimenti franosi hanno portato via interi uliveti, senza dimenticare i danni alla raccolta delle olive in corso in questi giorni. In Toscana particolarmente colpite sono state la Versilia e la provincia di Lucca, con danni importanti alle serre e alle strutture. Una frana ha colpito il comune di Serravezza e continua a destare preoccupazione il livello del lago di Massaciuccoli, intorno al quale migliaia di ettari di oliveti, vigneti, frutteti e seminativi sono completamente sott’acqua. Particolarmente critica la situazione in provincia di Modena, dove a un anno e mezzo dal sisma, è nuovamente emergenza dopo la rottura di un argine che avrebbe dovuto contenere le acque del fiume Secchia. Centinaia di persone sfollate, strade bloccate, evacuati i comuni di Bastiglia, Bomporto, San Prospero, Medolla. Abitazioni e campi allagati, con gravissimi danni ai vigneti e ai frutteti. L’incapacità di fronteggiare il maltempo, al di là dell’eccezionalità degli eventi, ormai purtroppo sempre più frequenti, dimostra ancora una volta la necessità di mettere in sicurezza il territorio e di avviare il riassetto idrogeologico del nostro Paese, rivalutando il ruolo che le imprese agricole svolgono nella salvaguardia dell’ambiente e nella tutela dell’ecosistema.
L'ondata di maltempo abbattutasi con particolare violenza sulla Liguria, sulla Toscana e sull’Emilia Romagna ha causato danni molto ingenti anche all'agricoltura.”. Lo afferma una nota di Confagricoltura, che in queste ore sta monitorando, attraverso le sue sedi territoriali, l'evoluzione della situazione e purtroppo dei danni. Ad Albenga hanno ceduto gli argini del Rio Carenda, allagando tutte le serre delle zone di Baffico, San Giorgio, Prato del Vescovo, Pratogrande e la zona di Campochiesa. Confagricoltura Liguria sottolinea come in più punti della regione siano caduti oltre 330 millimetri di acqua in pochissime ore. A Ponente, nella zona di Ceriana e di Badalucco, movimenti franosi hanno portato via interi uliveti, senza dimenticare i danni alla raccolta delle olive in corso in questi giorni. In Toscana particolarmente colpite sono state la Versilia e la provincia di Lucca, con danni importanti alle serre e alle strutture. Una frana ha colpito il comune di Serravezza e continua a destare preoccupazione il livello del lago di Massaciuccoli, intorno al quale migliaia di ettari di oliveti, vigneti, frutteti e seminativi sono completamente sott’acqua. Particolarmente critica la situazione in provincia di Modena, dove a un anno e mezzo dal sisma, è nuovamente emergenza dopo la rottura di un argine che avrebbe dovuto contenere le acque del fiume Secchia. Centinaia di persone sfollate, strade bloccate, evacuati i comuni di Bastiglia, Bomporto, San Prospero, Medolla. Abitazioni e campi allagati, con gravissimi danni ai vigneti e ai frutteti. L’incapacità di fronteggiare il maltempo, al di là dell’eccezionalità degli eventi, ormai purtroppo sempre più frequenti, dimostra ancora una volta la necessità di mettere in sicurezza il territorio e di avviare il riassetto idrogeologico del nostro Paese, rivalutando il ruolo che le imprese agricole svolgono nella salvaguardia dell’ambiente e nella tutela dell’ecosistema.
Etichette:
alluvione,
Bastiglia,
Bomporto,
confagricoltura,
danni da maltempo,
Medolla,
Provincia di Modena,
San Prospero,
Secchia
ALLUVIONE: COLDIRETTI, AUMENTA LA CONTA DEI DANNI NELLE CAMPAGNE
Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna
Distrutte le coltivazioni di grano, stalle allagate, impianti fuori uso
Aumenta in campagna la conta dei danni dell’inondazione che da ieri mattina ha colpito la provincia di Modena nella zona di Bastiglia e Bomporto. Lo rende noto Coldiretti Emilia Romagna nell’informare che alla falla nell’argine del fiume Secchia che si è aperta ieri e che tutt’ora rimane aperta, si aggiunge la rottura nelle ultime ore del Canale Naviglio che sta provocando l’allagamento di un’ulteriore porzione del territorio modenese. Al momento sono più di 2.000 gli ettari sommersi – informa Coldiretti: le abitazioni sono sommerse; le coltivazioni di grano e degli altri cereali invernali sono state spazzate via dalla forza dell’acqua, nelle stalle sono impedite le operazioni di mungitura e le vacche sono ferme nell’acqua con conseguenza dannose per la salute; gli impianti fotovoltaici sono fermi come anche le strutture di refrigerazione del vino nelle cantine (cisterne e autoclavi) e quelle per la conservazione della frutta; trattori e attrezzature sono fuori uso; le operazioni colturali tipiche del periodo sono ferme e, anche quando l’acqua si ritirerà, sui campi rimarrà uno strato di melma e detriti che renderà impossibile le lavorazioni per tempi lunghissimi tempi. L’alluvione – sottolinea Coldiretti – ha colpito la culla del Lambrusco di Sorbara DOC e delle Pere dell'Emilia Romagna IGP, una delle zone della provincia dove si ottengono le produzioni di maggior pregio dell'agricoltura locale e regionale. Le strutture della Coldiretti si sono attivate per le richieste di soccorso e il monitoraggio dei danni. Per far fronte a questo nuovo disastro che ha colpito una zona già martoriata dal terremoto, Coldiretti chiede la dichiarazione dello stato di calamità per far fronte agli interventi necessari per sostenere la ripartenza dell'agricoltura di queste zone.
Distrutte le coltivazioni di grano, stalle allagate, impianti fuori uso
Aumenta in campagna la conta dei danni dell’inondazione che da ieri mattina ha colpito la provincia di Modena nella zona di Bastiglia e Bomporto. Lo rende noto Coldiretti Emilia Romagna nell’informare che alla falla nell’argine del fiume Secchia che si è aperta ieri e che tutt’ora rimane aperta, si aggiunge la rottura nelle ultime ore del Canale Naviglio che sta provocando l’allagamento di un’ulteriore porzione del territorio modenese. Al momento sono più di 2.000 gli ettari sommersi – informa Coldiretti: le abitazioni sono sommerse; le coltivazioni di grano e degli altri cereali invernali sono state spazzate via dalla forza dell’acqua, nelle stalle sono impedite le operazioni di mungitura e le vacche sono ferme nell’acqua con conseguenza dannose per la salute; gli impianti fotovoltaici sono fermi come anche le strutture di refrigerazione del vino nelle cantine (cisterne e autoclavi) e quelle per la conservazione della frutta; trattori e attrezzature sono fuori uso; le operazioni colturali tipiche del periodo sono ferme e, anche quando l’acqua si ritirerà, sui campi rimarrà uno strato di melma e detriti che renderà impossibile le lavorazioni per tempi lunghissimi tempi. L’alluvione – sottolinea Coldiretti – ha colpito la culla del Lambrusco di Sorbara DOC e delle Pere dell'Emilia Romagna IGP, una delle zone della provincia dove si ottengono le produzioni di maggior pregio dell'agricoltura locale e regionale. Le strutture della Coldiretti si sono attivate per le richieste di soccorso e il monitoraggio dei danni. Per far fronte a questo nuovo disastro che ha colpito una zona già martoriata dal terremoto, Coldiretti chiede la dichiarazione dello stato di calamità per far fronte agli interventi necessari per sostenere la ripartenza dell'agricoltura di queste zone.
lunedì 9 settembre 2013
FUSIONE PER I CONSORZI FIDI DEL SETTORE AGRICOLO
Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara
Accorpate le realtà operative a Ferrara, Modena e Reggio Emilia che fanno riferimento alle principali associazioni agricole
Soddisfazione alla Cia di Ferrara per l’accordo, raggiunto dopo diversi mesi di analisi e valutazioni, che prevede l’accorpamento dei Consorzi fidi agricoli di Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Grazie all’impegno congiunto di Cia, Confagricoltura, Coldiretti e Copagri è stata creata una struttura forte – che avrà sede amministrativa e direttiva a Modena – nella quale sono confluite le diverse realtà territoriali delle provincie coinvolte. Il neonato consorzio continuerà ad occuparsi di garantire i prestiti ed agevolare le imprese nell’accesso ai finanziamenti e al credito ed avrà un ufficio di riferimento a Ferrara, per mantenere la continuità dei servizi agli associati sul territorio. «La fusione dei Confidi agricoli – ha commentato Lorenzo Boldrini, presidente provinciale di Cia Ferrara – è un’operazione davvero importante, alla quale Cia Ferrara ha creduto fino in fondo, per ridurre finalmente la frammentazione e la dispersione di risorse in un settore chiave dell’economia agricola: quello dell’accesso al credito per le aziende agricole. La decisione di accorpare i consorzi è stata presa, infatti - in accordo con le altre associazioni di categoria - per alcune ragioni di rilevanza strategica. In primo luogo per accedere ai finanziamenti pubblici in maniera unitaria, con una ricaduta positiva nei confronti degli associati. Poi, non meno importante, per il miglioramento e l’ampliamento dei servizi offerti ai soci sempre finalizzato all’accesso al credito. La fusione vedrà inoltre una significativa riduzione dei costi di mantenimento, sia a livello direttivo che amministrativo, pur mantenendo la presenza sul territorio. Da un punto di vista pratico, dunque, continueremo a garantire un servizio di consulenza di alta qualità agli imprenditori agricoli di Ferrara interessati ad accedere ai finanziamenti, potendo però contare su una struttura più forte e coesa alle nostre spalle.»
Accorpate le realtà operative a Ferrara, Modena e Reggio Emilia che fanno riferimento alle principali associazioni agricole
Soddisfazione alla Cia di Ferrara per l’accordo, raggiunto dopo diversi mesi di analisi e valutazioni, che prevede l’accorpamento dei Consorzi fidi agricoli di Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Grazie all’impegno congiunto di Cia, Confagricoltura, Coldiretti e Copagri è stata creata una struttura forte – che avrà sede amministrativa e direttiva a Modena – nella quale sono confluite le diverse realtà territoriali delle provincie coinvolte. Il neonato consorzio continuerà ad occuparsi di garantire i prestiti ed agevolare le imprese nell’accesso ai finanziamenti e al credito ed avrà un ufficio di riferimento a Ferrara, per mantenere la continuità dei servizi agli associati sul territorio. «La fusione dei Confidi agricoli – ha commentato Lorenzo Boldrini, presidente provinciale di Cia Ferrara – è un’operazione davvero importante, alla quale Cia Ferrara ha creduto fino in fondo, per ridurre finalmente la frammentazione e la dispersione di risorse in un settore chiave dell’economia agricola: quello dell’accesso al credito per le aziende agricole. La decisione di accorpare i consorzi è stata presa, infatti - in accordo con le altre associazioni di categoria - per alcune ragioni di rilevanza strategica. In primo luogo per accedere ai finanziamenti pubblici in maniera unitaria, con una ricaduta positiva nei confronti degli associati. Poi, non meno importante, per il miglioramento e l’ampliamento dei servizi offerti ai soci sempre finalizzato all’accesso al credito. La fusione vedrà inoltre una significativa riduzione dei costi di mantenimento, sia a livello direttivo che amministrativo, pur mantenendo la presenza sul territorio. Da un punto di vista pratico, dunque, continueremo a garantire un servizio di consulenza di alta qualità agli imprenditori agricoli di Ferrara interessati ad accedere ai finanziamenti, potendo però contare su una struttura più forte e coesa alle nostre spalle.»
mercoledì 30 maggio 2012
TERREMOTO, CONFAGRICOLTURA: “MISURE CERTE E SUBITO PERCHE’ LE IMPRESE POSSANO RIPARTIRE, NELLE PROVINCE DI MODENA E FERRARA LA PRODUZIONE AGRICOLA VALE 1,2 MILIARDI DI EURO”
Fonte: Confagricoltura
“Le 41 nuove scosse sismiche che si sono susseguite durante la notte non piegano lo spirito degli agricoltori emiliani che chiedono una cosa sopra tutte: poter riprendere al più presto il lavoro nelle loro imprese”, questo il bollettino del day after che arriva dalle sedi di Confagricoltura delle province di Modena e Ferrara. Quasi una sfida al terremoto che ha squassato le loro case, stalle, magazzini devastandoli. I danni appaiono di ora in ora più gravi e per quantificarli in maniera corretta bisognerà effettuare una puntuale ricognizione degli edifici distrutti, delle aree coltivate inghiottite dalle gigantesche fenditure che si sono aperte improvvisamente nel terreno. “Ma quel che non può aspettare – sottolinea Confagricoltura – è la ripresa delle attività agricole che devono seguire il loro corso, pena ulteriori danni a quella terra che viene identificata come il cuore del sistema agroalimentare italiano”. Basta qualche cifra per rendersene conto: nelle sole province di Ferrara e Modena il valore della produzione lorda vendibile agricola tocca 1,2 miliardi di euro (pari ad oltre un quarto di quella di tutta la regione) ed il settore impiega circa 30.000 addetti. Per quanto riguarda la filiera agroindustriale, sempre nel territorio delle due province più colpite dal sisma, il fatturato sfiora i 6,3 miliardi di euro (anche qui poco meno di un quarto del settore a livello regionale), mentre l’occupazione si avvicina ai 14.000 addetti. Una macchina che non si può inceppare perché si metterebbe a rischio, oltre le produzioni, una grossa fetta dell’export made in Italy, di cui l’agroalimentare è una delle principali locomotive. “Quel che serve va fatto subito – dice il presidente di Confagricoltura Guidi – l’agricoltura non può essere dimenticata. Oltre allo slittamento dell’Imu va congelata ogni forma di onere fiscale e contributivo, ma soprattutto non bisogna affliggere chi sta combattendo coraggiosamente contro la fatalità del terremoto con modulistiche e assurdità burocratiche. Vogliamo vedere uno Stato vicino ed amico, occorre subito dare respiro e certezze a chi è stato colpito, non seppellire sotto le scartoffie chi non è stato sepolto dalle rovine della propria casa”. Intanto l’aggiornamento del disastro continua: si contano oltre 400.000 forme di Parmigiano e Grana Padano danneggiate, in molti allevamenti suinicoli centinaia di animali che non possono più essere ricoverati nelle strutture inagibili vengono venduti anticipatamente (e in molte zone cresce l’urgenza di bonificare le aree terremotate dalle carcasse di altre centinaia di animali morti nei crolli). Per l’allevamento i problemi non finiscono qui, nelle aree più a rischio i mangimifici sono chiusi, come quello di Ostiglia, presso Mantova, così pure lo Stabilimento della Granarolo. Senza contare che nelle aziende manca l’elettricità e le operazioni di mungitura possono spessa essere eseguite solo grazie a gruppi elettrogeni d’emergenza”.
“Le 41 nuove scosse sismiche che si sono susseguite durante la notte non piegano lo spirito degli agricoltori emiliani che chiedono una cosa sopra tutte: poter riprendere al più presto il lavoro nelle loro imprese”, questo il bollettino del day after che arriva dalle sedi di Confagricoltura delle province di Modena e Ferrara. Quasi una sfida al terremoto che ha squassato le loro case, stalle, magazzini devastandoli. I danni appaiono di ora in ora più gravi e per quantificarli in maniera corretta bisognerà effettuare una puntuale ricognizione degli edifici distrutti, delle aree coltivate inghiottite dalle gigantesche fenditure che si sono aperte improvvisamente nel terreno. “Ma quel che non può aspettare – sottolinea Confagricoltura – è la ripresa delle attività agricole che devono seguire il loro corso, pena ulteriori danni a quella terra che viene identificata come il cuore del sistema agroalimentare italiano”. Basta qualche cifra per rendersene conto: nelle sole province di Ferrara e Modena il valore della produzione lorda vendibile agricola tocca 1,2 miliardi di euro (pari ad oltre un quarto di quella di tutta la regione) ed il settore impiega circa 30.000 addetti. Per quanto riguarda la filiera agroindustriale, sempre nel territorio delle due province più colpite dal sisma, il fatturato sfiora i 6,3 miliardi di euro (anche qui poco meno di un quarto del settore a livello regionale), mentre l’occupazione si avvicina ai 14.000 addetti. Una macchina che non si può inceppare perché si metterebbe a rischio, oltre le produzioni, una grossa fetta dell’export made in Italy, di cui l’agroalimentare è una delle principali locomotive. “Quel che serve va fatto subito – dice il presidente di Confagricoltura Guidi – l’agricoltura non può essere dimenticata. Oltre allo slittamento dell’Imu va congelata ogni forma di onere fiscale e contributivo, ma soprattutto non bisogna affliggere chi sta combattendo coraggiosamente contro la fatalità del terremoto con modulistiche e assurdità burocratiche. Vogliamo vedere uno Stato vicino ed amico, occorre subito dare respiro e certezze a chi è stato colpito, non seppellire sotto le scartoffie chi non è stato sepolto dalle rovine della propria casa”. Intanto l’aggiornamento del disastro continua: si contano oltre 400.000 forme di Parmigiano e Grana Padano danneggiate, in molti allevamenti suinicoli centinaia di animali che non possono più essere ricoverati nelle strutture inagibili vengono venduti anticipatamente (e in molte zone cresce l’urgenza di bonificare le aree terremotate dalle carcasse di altre centinaia di animali morti nei crolli). Per l’allevamento i problemi non finiscono qui, nelle aree più a rischio i mangimifici sono chiusi, come quello di Ostiglia, presso Mantova, così pure lo Stabilimento della Granarolo. Senza contare che nelle aziende manca l’elettricità e le operazioni di mungitura possono spessa essere eseguite solo grazie a gruppi elettrogeni d’emergenza”.
giovedì 24 maggio 2012
TERREMOTO, DOMANI IL SOTTOSEGRETARIO BRAGA E L'ASSESSORE RABBONI IN VISITA ALLE AZIENDE AGRICOLE DEL MODENESE. RABBONI: PRIORITARI IL RITIRO DA PARTE DI AGEA DELLE FORME DI PARMIGIANO DANNEGGIATE E IL RAPIDO RIPRISTINO DELLE STRUTTURE DANNEGGIATE
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Domani, venerdì 25 maggio l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni accompagnerà il sottosegretario alle politiche agricole Franco Braga in un sopralluogo alle strutture agricole modenesi colpite dal terremoto. La visita di Braga, su invito del presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini , toccherà in particolare la Cooperativa Italfrutta a San Felice sul Panaro, l’azienda agricola La Mortara a Medolla, la Cooperativa casearia La Cappelletta di San Posidonio, il caseificio Albareto della cooperativa Albalat a Modena. I danni maggiori provocati dal terremoto riguardano, per quanto riguarda l'agricoltura, caseifici, magazzini di stagionatura del parmigiano-reggiano, strutture di conservazione delle produzioni ortofrutticole e cerealicole, stalle, acetaie, cantine, fienili, ma anche abitazioni rurali e ad alcuni impianti di sollevamento delle acque irrigue dei Consorzi di bonifica. “Al momento – sottolinea Rabboni - appaiono prioritari due interventi, oltre naturalmente alla messa in sicurezza degli edifici, alla sospensione dei pagamenti fiscali e previdenziali e all'attivazione degli ammortizzatori per i dipendenti, compresi quelli stagionali: il ritiro da parte di Agea della produzione di parmigiano-reggiano caduta dalle scalere per destinarlo successivamente e tramite le necessarie lavorazioni alle popolazioni indigenti in Italia e nei paesi in via di sviluppo e il rapido ripristino e ricostruzione delle strutture danneggiate per poter riprendere lì’attività”. L'Assessorato regionale all’agricoltura ha attivato un tavolo tecnico con le Associazioni agricole per individuare le sospensioni e le deroghe ai procedimenti in corso nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale per le aziende agricole colpite dal terremoto.
Domani, venerdì 25 maggio l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni accompagnerà il sottosegretario alle politiche agricole Franco Braga in un sopralluogo alle strutture agricole modenesi colpite dal terremoto. La visita di Braga, su invito del presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini , toccherà in particolare la Cooperativa Italfrutta a San Felice sul Panaro, l’azienda agricola La Mortara a Medolla, la Cooperativa casearia La Cappelletta di San Posidonio, il caseificio Albareto della cooperativa Albalat a Modena. I danni maggiori provocati dal terremoto riguardano, per quanto riguarda l'agricoltura, caseifici, magazzini di stagionatura del parmigiano-reggiano, strutture di conservazione delle produzioni ortofrutticole e cerealicole, stalle, acetaie, cantine, fienili, ma anche abitazioni rurali e ad alcuni impianti di sollevamento delle acque irrigue dei Consorzi di bonifica. “Al momento – sottolinea Rabboni - appaiono prioritari due interventi, oltre naturalmente alla messa in sicurezza degli edifici, alla sospensione dei pagamenti fiscali e previdenziali e all'attivazione degli ammortizzatori per i dipendenti, compresi quelli stagionali: il ritiro da parte di Agea della produzione di parmigiano-reggiano caduta dalle scalere per destinarlo successivamente e tramite le necessarie lavorazioni alle popolazioni indigenti in Italia e nei paesi in via di sviluppo e il rapido ripristino e ricostruzione delle strutture danneggiate per poter riprendere lì’attività”. L'Assessorato regionale all’agricoltura ha attivato un tavolo tecnico con le Associazioni agricole per individuare le sospensioni e le deroghe ai procedimenti in corso nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale per le aziende agricole colpite dal terremoto.
venerdì 20 aprile 2012
ENERGIE PULITE: PROVINCIA DI MODENA DÀ IL VIA LIBERA A COPROB PER REALIZZARE UN IMPIANTO A BIOGAS DI 1 MWH NELL’EX ZUCCHERIFICIO DI FINALE EMILIA
Fonte: Coprobi
Bologna, 19 aprile 2012 – La Provincia di Modena ha autorizzato la costruzione di un impianto a biogas della potenza elettrica di 0,999 MWh nell’area dell’ex zuccherificio di Finale Emilia; si conclude così il procedimento amministrativo intrapreso da COPROB il 18 agosto 2011.
I lavori, che prevedono un investimento di circa 5 milioni di euro, sono stati prontamente avviati al fine di poter immettere in rete l’energia elettrica prodotta entro il 31 dicembre 2012. L’impianto verrà realizzato all’interno dell’area dell’ex zuccherificio, costituendo la prima fase del complessivo piano di riconversione industriale avviato dal Gruppo COPROB, su una superficie di circa 4 ettari.
L’impianto a biogas di Finale Emilia rientra nel più ampio progetto di COPROB di valorizzare i sottoprodotti della lavorazione delle barbabietole da zucchero locali – le cosiddette polpe surpressate – attraverso il loro utilizzo massivo negli impianti di biogas di dimensioni contenute (non superiori ad 1 MWh); progetto che prevede la costruzione, nei siti industriali del Gruppo, di almeno 3 impianti. L’impianto a biogas di Finale Emilia sarà infatti costantemente alimentato, a livello annuale, con 20.000 tonnellate di polpe e, residualmente, con 3.000 tonnellate di mais; le polpe, prodotte presso lo zuccherificio di Minerbio (BO) durante la campagna saccarifera, saranno trasportate a Finale Emilia con gli stessi mezzi adibiti al trasporto delle barbabietole, sfruttando la loro disponibilità di carico dopo la consegna allo zuccherificio delle radici provenienti dalla provincia di Modena. In questo modo sarà fortemente ridotto l’impatto ambientale nella zona, con un incremento contenuto di mezzi di trasporto. Il mais sarà invece prodotto dalle aziende agricole locali socie di COPROB, più vicine quindi all’impianto a biogas; alle medesime saranno poi forniti i residui organici, post produzione del biogas, che costituiscono un valido ammendante per i terreni agricoli. In questo modo si costituirà un circolo produttivo virtuoso, contenendo l’uso dei terreni agricoli destinati a colture dedicate all’energia e sfruttando sottoprodotti della coltivazione delle barbabietole locali.
“Il progetto consentirà a COPROB di valorizzare i sottoprodotti della lavorazione delle bietole per produrre energia elettrica in modo ecologico e contribuendo a ridurre la dipendenza dalle fonti di natura fossile come il petrolio. – ricorda Piero Cavrini, vice presidente COPROB – La valorizzazione dei sottoprodotti delle barbabietole garantisce margini economici che, grazie alla Cooperativa, possono sostenere ulteriormente la bieticoltura dei nostri territori e la produzione di zucchero italiano: un valore per gli agricoltori, per le industrie alimentari italiane e per i consumatori”.
Bologna, 19 aprile 2012 – La Provincia di Modena ha autorizzato la costruzione di un impianto a biogas della potenza elettrica di 0,999 MWh nell’area dell’ex zuccherificio di Finale Emilia; si conclude così il procedimento amministrativo intrapreso da COPROB il 18 agosto 2011.
I lavori, che prevedono un investimento di circa 5 milioni di euro, sono stati prontamente avviati al fine di poter immettere in rete l’energia elettrica prodotta entro il 31 dicembre 2012. L’impianto verrà realizzato all’interno dell’area dell’ex zuccherificio, costituendo la prima fase del complessivo piano di riconversione industriale avviato dal Gruppo COPROB, su una superficie di circa 4 ettari.
L’impianto a biogas di Finale Emilia rientra nel più ampio progetto di COPROB di valorizzare i sottoprodotti della lavorazione delle barbabietole da zucchero locali – le cosiddette polpe surpressate – attraverso il loro utilizzo massivo negli impianti di biogas di dimensioni contenute (non superiori ad 1 MWh); progetto che prevede la costruzione, nei siti industriali del Gruppo, di almeno 3 impianti. L’impianto a biogas di Finale Emilia sarà infatti costantemente alimentato, a livello annuale, con 20.000 tonnellate di polpe e, residualmente, con 3.000 tonnellate di mais; le polpe, prodotte presso lo zuccherificio di Minerbio (BO) durante la campagna saccarifera, saranno trasportate a Finale Emilia con gli stessi mezzi adibiti al trasporto delle barbabietole, sfruttando la loro disponibilità di carico dopo la consegna allo zuccherificio delle radici provenienti dalla provincia di Modena. In questo modo sarà fortemente ridotto l’impatto ambientale nella zona, con un incremento contenuto di mezzi di trasporto. Il mais sarà invece prodotto dalle aziende agricole locali socie di COPROB, più vicine quindi all’impianto a biogas; alle medesime saranno poi forniti i residui organici, post produzione del biogas, che costituiscono un valido ammendante per i terreni agricoli. In questo modo si costituirà un circolo produttivo virtuoso, contenendo l’uso dei terreni agricoli destinati a colture dedicate all’energia e sfruttando sottoprodotti della coltivazione delle barbabietole locali.
“Il progetto consentirà a COPROB di valorizzare i sottoprodotti della lavorazione delle bietole per produrre energia elettrica in modo ecologico e contribuendo a ridurre la dipendenza dalle fonti di natura fossile come il petrolio. – ricorda Piero Cavrini, vice presidente COPROB – La valorizzazione dei sottoprodotti delle barbabietole garantisce margini economici che, grazie alla Cooperativa, possono sostenere ulteriormente la bieticoltura dei nostri territori e la produzione di zucchero italiano: un valore per gli agricoltori, per le industrie alimentari italiane e per i consumatori”.
Etichette:
biogas,
Coprob,
ex zuccherifici,
Finale Emilia,
impianto,
Provincia di Modena
Iscriviti a:
Post (Atom)