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venerdì 23 dicembre 2011

MILLEPROROGHE, CONFAGRICOLTURA: “OTTENUTA LA PROROGA PER L’ACCATASTAMENTO DI 4 MILIONI DI FABBRICATI RURALI”

Fonte: Confagricoltura

Il Milleproroghe ha prorogato al 31 marzo 2012 l’accatastamento dei fabbricati rurali. Confagricoltura valuta positivamente la disposizione contenuta nel decreto legge varato oggi da Palazzo Chigi. “E’ il primo, importante, gesto di attenzione del governo nei confronti dell’agricoltura”, è il commento di Palazzo della Valle.

Le stime dell’Ufficio Studi di Confagricoltura rilevano quasi 4 milioni di fabbricati rurali, di cui 1.100.000 abitazioni occupate, 350 mila case non occupate, 1.100.000 stalle e ricoveri per animali, 1.380.000 fabbricati adibiti a vari usi (tra cui 950 mila a depositi di macchine ed attrezzi).

“Va comunque rivisto l’impianto della manovra – ribadisce con forza l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – dal momento che c’è una duplicazione d’imposta sui fabbricati rurali, il cui reddito era già ricompreso in quello dei terreni; la gran parte di tali immobili per gli agricoltori sono mezzi di produzione. Le dimensioni economiche del prelievo, peraltro, sono importantissime, visto che si stima 1 miliardo e 200 mila euro di ulteriori tasse”.

mercoledì 21 dicembre 2011

MANOVRA, CONFAGRICOLTURA CHIEDE LA PROROGA PER L’ACCATASTAMENTO DEI FABBRICATI RURALI: “TERMINI TROPPO ESIGUI PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE”

Fonte: Confagricoltura

Confagricoltura, torna a richiedere la proroga per l’accatastamento dei fabbricati rurali che, in base alla manovra, è stato fissato a fine anno, termine troppo esiguo per la presentazione delle domande di variazione delle categorie catastali dei fabbricati.

“Serve - ad avviso di Confagricoltura - una congrua proroga, dal momento che la gran parte degli agricoltori non è in grado di assolvere, data la ristrettezza dei termini, all’obbligo di legge. Ci auguriamo che il tavolo tecnico sugli estimi catastali previsto dal sottosegretario alle Finanze Ceriani possa portare ad utili indicazioni di cui il governo tenga conto”.

“Va comunque rivisto l’impianto della manovra - ribadisce con forza l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - dal momento che c’è una duplicazione d’imposta sui fabbricati rurali, il cui reddito era già ricompreso in quello dei terreni e che per gli agricoltori costituiscono mezzi di produzione. Le dimensioni economiche del prelievo peraltro sono importantissime, visto che si stimano vicine al miliardo di euro di ulteriori tasse”.

martedì 4 ottobre 2011

FABBRICATI RURALI: A MIGLIAIA DI AGRICOLTORI NON E' STATO CONCESSO DI PROCEDERE AL NUOVO ACCATASTAMENTO

Fonte: Confagricoltura Ferrara

"Anche nella nostra provincia migliaia di agricoltori non hanno potuto rispettare il termine del 30 settembre per la presentazione delle domande di variazione delle categorie catastali dei fabbricati rurali, perché non sono stati messi nelle condizioni di adempiere alle disposizioni di legge". Lo sottolinea Nicola Gherardi, Presidente di Confagricoltura Ferrara, che, pur prendendo atto con soddisfazione di tutte le iniziative parlamentari dirette a risolvere il problema dei fabbricati rurali ed in particolare la risoluzione approvata dalla commissione Agricoltura del Senato, rimarca le conseguenze della mancata proroga del termine ultimo, fissato al 30 settembre.
Nei giorni scorsi Confagricoltura aveva sollecitato più volte il governo a prorogare il termine ultimo, considerati i soli nove giorni concessi agli agricoltori. "La richiesta urgente non è stata presa in considerazione e così la totalità degli agricoltori non ha potuto assolvere ad un preciso dettato normativo.
Il decreto ministeriale di attuazione, con la complessa ed inadeguata modulistica, infatti, è stato pubblicato solo il 22 settembre. "Ricordo, evidenzia il Presidente degli imprenditori agricoli ferraresi che le procedure di garanzia fissate dallo Statuto del contribuente prevedono un intervallo temporale di 60 giorni prima dell'applicazione dei provvedimenti di attuazione previsti dalla legislazione tributaria".
L'unico risultato della mancata proroga è di avviare un contenzioso con la Pubblica Amministrazione, che non fa bene allo Stato e aggrava il già pesante carico burocratico che opprime le imprese.
"La nostra Organizzazione - conclude Nicola Gherardi - se il Governo non interverrà al più presto per assumere le necessarie ed urgenti iniziative legislative per riaprire i termini della presentazione delle domande, si impegna sin d'ora ad assistere gli agricoltori che dalla violazione dello Statuto del contribuente, subiranno un danno ingiustificato, anche promuovendo azioni collettive (class action) per contrastare ingiustificate richieste di pagamento da parte delle Amministrazioni competenti".

martedì 27 settembre 2011

ACCATASTAMENTO FABBRICATI: CONFAGRICOLTURA SOLLECITA UNA CONGRUA PROROGA

Fonte: Confagricoltura Ferrara

Il Decreto Legge n. 70/2011 approvato in luglio dal legislatore, il cosiddetto Decreto Sviluppo, ha disposto che il riconoscimento della ruralità dei fabbricati rurali iscritti nel Catasto Fabbricati è riservato a quelli iscritti nelle categorie catastali A/6 classe R (classe istituita per l'occasione) e D/10, ancorché la legge istitutiva non lo prevedesse affatto.
I proprietari di fabbricati rurali iscritti nel Catasto Fabbricati in categorie catastali diverse da quelle sopra citate, per vedere riconosciuta l'efficacia della loro ruralità, sono tenuti a presentare all'Agenzia del Territorio una domanda di variazione per il passaggio alla categoria A/6 classe R per gli immobili rurali ad uso abitativo e alla categoria D/10 per quelli a uso strumentale.
Secondo il Parlamento, infatti, solo queste due classificazioni catastali assicurano al fabbricato l'esenzione dall'ICI e dalle altre imposte.
La domanda deve essere corredata da una apposita autocertificazione nella quale deve essere dichiarato il possesso, a decorrere dal quinto anno antecedente a quello di presentazione della domanda stessa, dei requisiti di ruralità di cui all'art. 9 del D.L. n. 557/93.
Il modello di domanda e le autocertificazioni da produrre stabilite dal Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze del 14 settembre 2011 prevedono che i fabbricati interessati alla procedura sopra citata sono tutti i fabbricati in possesso dei requisiti di ruralità, previsti dall'art. 9 del D.L. n. 557/93, iscritti nel Catasto Fabbricati con l'attribuzione di una categoria catastale diversa da D/10.
Non sono interessati alle nuove disposizioni: tutti i fabbricati iscritti solo nel Catasto Terreni; tutti i Fabbricati, iscritti nel Catasto Fabbricati, che non posseggono i requisiti di ruralità previsti dall'art. 9 del D.L. n. 557/93; tutti i fabbricati strumentali in possesso dei requisiti di ruralità, previsti dall'art. 9 del D.L. n. 557/93, iscritti nel Catasto Fabbricati nella categoria catastale D/10.
Il tutto entro il prossimo 30 settembre e tale termine appare tassativo!
"Il decreto applicativo recante anche i modelli utili per presentare le domande - evidenzia il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi - è stato però reso efficace solamente con la Gazzetta Ufficiale del 21 settembre, cioè solo nove giorni prima della scadenza del termine ultimo di presentazione delle domande stesse, rendendo di fatto impossibile per i proprietari dei fabbricati rurali essere adeguatamente informati e soddisfare i termini stabiliti, nella considerazione della complessità della materia, dei numerosi casi incerti e della documentazione da produrre. Per questo motivo Confagricoltura ha chiesto ai Ministri competenti ed ai Presidenti delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato una congrua proroga del termine di presentazione, nella considerazione che a Ferrara, come in tutte le altre province, sono migliaia i fabbricati per i quali si dovrà procedere al riaccatastamento. Confagricoltura Ferrara ha segnalato ai parlamentari locali che se questa non sarà concessa, la stragrande maggioranza dei contribuenti non sarà in condizione di presentare la propria istanza o verrà presentata incompleta o inesatta, con la conseguente apertura di numerosi contenziosi, il che non servirebbe certo a sanare i conti pubblici né gioverebbe ai rapporti tra i cittadini e le istituzioni".