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venerdì 7 febbraio 2014

TAVOLO REGIONALE IN CASTELLO ESTENSE CON ASSESSORE RABBONI E SENATRICE BERTUZZI SUL TEMA CONCESSIONI IN ACQUACOLTURA

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

L’assessore all’Agricoltura e pesca dell’Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, ha convocato in Castello Estense un tavolo regionale sul tema acquacoltura, al quale hanno preso parte la senatrice Maria Teresa Bertuzzi e, per la Provincia, la presidente Marcella Zappaterra e l’assessore Davide Nardini, oltre agli amministratori dei Comuni della costa e alle associazioni in rappresentanza del settore. La ragione dell’incontro è stata la proroga delle concessioni per la produzione di cozze e vongole ottenuta fino al 2020 e inserita nella Legge di stabilità del governo. “Il risultato positivo – ha detto Rabboni – è merito soprattutto delle pressioni esercitate da istituzioni e rappresentanze locali”. Sul tappeto c’è il problema del sistema del rilascio e della gestione delle concessioni da qui al 2020, per evitare di incorrere nelle eventuali infrazioni comunitarie. Due i temi al centro della riflessione, come rilevato dalla senatrice Bertuzzi: la gestione dei piani di utilizzo delle aree, secondo criteri di competitività e redditività, e i limiti strutturali delle imprese. La situazione delle attuali 39 concessioni rilasciate in particolare per la Sacca di Goro, come è stato rilevato, non consentirebbe ulteriori sviluppi del quadro concessorio e la prospettiva indicata è quella di piani verso aggregazioni tra aziende, forme di consorzio e organizzazioni dei produttori, anche in prospettiva di una maggiore sostenibilità ambientale del comparto. “Il gioco di squadra per la proroga delle concessioni – ha detto in chiusura l’assessore regionale – ha funzionato e ora si deve continuare per giungere all’approdo di una legge quadro per regolamentare il sistema per il dopo 2020”. A questo proposito la Regione si impegna in una ricognizione sulle normative in materia vigenti nello spazio europeo. Infine, lo stesso Rabboni si è speso per un utilizzo nel frattempo dei fondi comunitari della pesca prioritariamente alle realtà produttive più organizzate, in considerazione della dimensione europea dei mercati, e per la costituzione, a breve, di una Consulta regionale dell’economia ittica quale strumento di concertazione dei vari temi del settore. “L’incontro di Ferrara – commenta la presidente della Provincia Marcella Zappaterra – è il riconoscimento dello sforzo compiuto innanzitutto dalle realtà di Goro e Comacchio nella partita del rinnovo delle concessioni. È positivo l’impegno della Regione – continua – nel mettere a punto gli strumenti più adeguati per una maggiore organizzazione del settore acquacoltura, affinché la politica del rilascio delle concessioni vada nella prospettiva della contingentazione e della salvaguardia dei prezzi dei prodotti sui mercati”.

mercoledì 7 dicembre 2011

CONFERENZE STAMPA DELLA PROVINCIA: Mancano sei milioni di euro per chiudere il bilancio 2012

FONTE: PROVINCIA DI FERRARA

Mancano sei milioni di euro per chiudere il bilancio 2012. È questo il risultato della manovra del governo sulla Provincia di Ferrara.
A lanciare l’allarme ci hanno pensato la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, e l’assessore al Bilancio, Davide Nardini, durante la conferenza stampa di metà mandato, con l’intera giunta schierata.
“Questa è la novità vera – ha esordito Marcella Zappaterra – al di là dei nostri impegni annunciati e contabilizzati sul bilancio per l’anno venturo dei dieci milioni per l’ammodernamento del patrimonio scolastico, degli investimenti in infrastrutture e della messa in sicurezza della rete viaria”.
Un programma investimenti basato proprio sull’uso di entrate e spese correnti, che tradotto significa utilizzo degli introiti da tutor, velox e incremento Rc Auto, nonché dei risparmi sulle spese di funzionamento, per mettere a posto gli edifici scolastici e da impiegare sul capitolo infrastrutture.
Ora invece, dopo il decreto legge del governo presieduto da Mario Monti, arriva la mazzata che costringe a capovolgere il discorso.
Sta, o meglio stava, tutto scritto in una riga dell’articolo 28 del decreto di Palazzo Chigi, laddove in pratica si decide la fine della compartecipazione all’Irpef, che finora le Province hanno percepito a titolo compensativo per l’incameramento a Roma dell’addizionale Enel, che gli stessi enti prima percepivano.
In altri termini, nel nome del federalismo fiscale, prima le Province potevano autonomamente contare sull’addizionale Enel, poi è arrivato lo Stato a prendersi gli incassi e risarcire le Province con la compartecipazione all’Irpef e infine è stata tolta loro pure questa entrata.
Morale della favola, questa riga cancellata e altri 400 milioni di tagli alle 107 Province d’Italia costano al solo Castello Estense un buco di sei milioni sul 2012.
Da qui non è più possibile il ragionamento entrate e spese correnti su investimenti, sempre nel rispetto del patto di stabilità.
A questo punto il Consiglio provinciale previsto per il 14 dicembre per la discussione e approvazione del bilancio viene messo in discussione e ora la nuova mission impossible diventa trovare una montagna di soldi da qui alla fine dell’anno.
“Una manovra – ha commentato Marcella Zappaterra – per sacrificare gli enti locali e ancora una volta non per valorizzarli come il vero volano di crescita per il Paese. Per questo – ha continuato – il 14 dicembre abbiamo invitato i Comuni, i sindacati e le forze sociali, per condividere il senso e le proporzioni delle difficoltà nelle quali improvvisamente ci troviamo, dopo che per due anni abbiamo responsabilmente perseguito la strada dei conti in regola”.
Complessivamente ammonta ad 1,5 miliardi la nuova scure che si è abbattuta sul sistema degli enti locali, la quale si aggiunge alle altre manovre già piovute su Comuni, Province e Regioni, “Con il risultato – ha precisato Nardini – di compromettere seriamente l’erogazione dei servizi”.
Parole che declinate nella realtà ferrarese significano sentire la responsabilità di garantire la sicurezza di locali (le scuole) frequentati complessivamente da circa 50mila persone all’anno e di un sistema viario di quasi 900 chilometri, di cui 300 costeggiati da alberti ed altrettanti da corsi d’acqua.
“Se si fosse agito nei confronti degli enti locali non come controparti – ha proseguito la presidente –si sarebbe potuto agire con ben maggiori risparmi su altre situazioni ed enti”.
Si stima infatti che il decreto Monti realizzerà sulle Province un risparmio di 65 milioni, mentre autorevoli commentatori già sostengono che se si fosse tagliato su altri enti, agenzie ed autorità d’ambito, il risparmio sarebbe stato di 2,5 miliardi.
A questo punto lo scenario futuro si trasforma in un punto di domanda. “Se non sarò in grado – ha scandito Marcella Zappaterra – di portare a termine il programma di mandato, io non sarò un semplice liquidatore della Provincia; per questo possono pure mandare un commissario governativo”.
Il riferimento chiaro è stato alla parte del decreto legge che ha tagliato, oltre alle risorse, la stessa ragione d’essere dell’istituzione Provincia, intesa come anticamera della sua definitiva cancellazione dalla Costituzione.
Nel frattempo per far fronte alle necessità di investimento e in assenza delle coperture, pure fino ad oggi costruite, non è escluso il ricorso a nuovi mutui. “Devo rispettare il patto con i cittadini - ha detto a questo proposito la presidente – e dopo anni di bilanci in salute potremmo fare diversamente per dare ai cittadini scuole e strade, che sono fra i punti più qualificanti del nostro programma amministrativo”.

È stato così che le nuove e drastiche misure adottate da Palazzo Chigi hanno finito per mettere in ombra le cose che pure il Castello Estense ha condotto durante l’anno che volge al termine.
Solo sul fronte dei lavori pubblici, infatti, sono stati fatti appalti per quasi 50 milioni, di cui 15,1 milioni su viabilità e sicurezza stradale, 30,8 milioni per la realizzazione dell’Idrovia, e 2,65 milioni nell’edilizia scolastica ed istituzionale.
Il tutto perché il vento dell’abbattimento dei costi della politica ha deciso di eleggere come capro espiatorio l’anello debole della catena istituzionale: le Province.

mercoledì 16 novembre 2011

PRESENTATO ALLA STAMPA IL BILANCIO 2012 DELLA PROVINCIA DI FERRARA

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara e Redazione di Agreste

I tagli del governo sono, fra 2010 (1,4 milioni) e quest’anno (due milioni), pari a 3,4 milioni, le minori entrate raggiungono quota 900mila e le maggiori spese fanno 4,2 milioni (2,2 in edilizia scolastica e altri due sulla sicurezza stradale). Questo per quanto riguarda la parte dei maggiori oneri. Sul fronte delle coperture, invece, l’amministrazione spende di meno per 1,8 milioni (fra cui 600mila di solo risparmio spesa del personale) e ha più entrate per 6,5 milioni, di cui 3,2 vengono dall’aumento dell’Rc Auto, 2,4 dalle sanzioni stradali (velox e tutor) e ulteriori 900mila sono incassi extra dall’imposta provinciale di trascrizione dei veicoli (Ipt).
In soldoni questo è il succo del bilancio preventivo per l’anno 2012 della Provincia, presentato in Consiglio il 17 novembre e poi discusso e approvato dalla stessa assemblea nella successiva seduta di mercoledì 14 dicembre che, se si renderà necessario, avrà una coda il giorno successivo.
Nel presentare il documento economico e finanziario l’assessore con pari delega, Davide Nardini, ha insistito sull’importanza del decreto 68 del maggio 2011, col quale l’Rc Auto diventa un vero e proprio tributo provinciale, con la possibilità di applicarlo non più in termini rigidi, ma agendo fra una forbice di aliquote. Esattamente come ha fatto l’amministrazione del Castello Estense con la decisione del maggio scorso di aumentare l’aliquota del 3,5%.
Un bilancio più flessibile, dunque, che si può maggiormente adattare alle domande del territorio.
E infatti lo spirito del bilancio 2012 sta nella decisione di usare le entrate di parte corrente (Rc Auto, Tutor e Ipt) per investimenti. Una mossa che consente di agire sulla leva spese senza ricorrere all’indebitamento e stando dentro i criteri del patto di stabilità.
E gli investimenti su cui punta la Provincia non sono roba da poco, tanto da additare il Castello Estense come la più importante stazione appaltante per i prossimi anni a Ferrara.
A 130 milioni ammontano infatti le risorse che saranno destinate agli appalti fra il 2012 e il 2014, di cui 110 milioni per l’Idrovia, dieci milioni per l’edilizia scolastica e otto milioni sul capitolo della mobilità e della sicurezza stradale.
Per l’asta fluviale destinata a rendere navigabili i 70 chilometri del Po di Volano, saranno appaltati entro il 2011 i lotti di Tresigallo e Ostellato: in tutto 34 milioni di euro. A seguire, e fino al 2014, sarà la volta dei lavori di risanamento del Boicelli e di riqualificazione di quadranti della città capoluogo per ulteriori 80 milioni. Il tutto senza perdere di vista i 23 milioni già appaltati per l’allargamento del portocanale di Porto Garibaldi e per il nuovo ponte di Valle Lepri.
Ferma resta, poi, la volontà di alienazione di parte del patrimonio immobiliare dell’ente, con 13,6 milioni di euro di valore da mettere sul mercato, fra cui i pezzi dell’ex caserma Vigili del fuoco e palazzo Strozzi. Un introito che, se realizzato, sarà principalmente usato per la diminuzione del debito dell’ente.
Per il capitolo scuola i dieci milioni messi a disposizione saranno spesi per la creazione principalmente del polo tecnico e di quello dei licei.
“Un bilancio in sicurezza – ha detto la presidente Marcella Zappaterra – rispetto al quadro nazionale attuale, che sappiamo impegnato a trovare ulteriori 25 miliardi che mancano all’appello delle manovre fin qui varate”.
Filo conduttore dei bilanci degli ultimi anni, ha poi ricordato la presidente, è quello della costante riduzione della spesa pubblica. La diminuzione da 19 a 15 del numero dei dirigenti, con la prospettiva di chiudere il mandato a quota 12, è un esempio di questo impegno.
“Saremo la principale stazione appaltante nei prossimi anni – ha confermato – grazie ai finanziamenti che giungono da Stato e Regione e vogliamo utilizzare le risorse a disposizione per le funzioni proprie della Provincia: strade, sicurezza stradale, infrastrutture”.
A questo si aggiungerà anche la novità del Pacchetto giovani; 150mila euro che dal bilancio del Castello Estense sono messi a disposizione per sostenere l’occupazione giovanile: dalla formazione di nuove imprese alla stabilizzazione di posti di lavoro, fino al sostegno all’occupazione tramite la leva della formazione. Uno sforzo che la Provincia vuole compiere per l’anno venturo in filiera con la Regione e con la Camera di Commercio.

IL SETTORE AGRICOLO:
L’assessore Davide Nardini ha confermato che per questo settore verrà riproposto l’investimento del 2011, la Provincia metterà gli stessi fondi, circa 500mila euro comprendenti le spese di personale e anche la trasmissione Agreste. Nardini ha poi voluto sottolineare che a febbraio 2012 tutte le imprese agricole che hanno presentato domande sul Psr (Piano Regionale di Sviluppo Rurale, fondi che non rientrano nel budget provinciale) verranno finanziate.
La presidente Marcella Zappaterra, ha confermato l’impegno della Provincia per la valorizzazione di un settore ancora così importante per il territorio.