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Visualizzazione post con etichetta Pier Carlo Scaramagli. Mostra tutti i post
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lunedì 11 gennaio 2016

CONFAGRICOLTURA FERRARA: RITORNANO I LUNEDI’ DELL’AGRICOLTURA

Fonte: Confagricoltura Ferrara  

Confagricoltura Ferrara organizza seminari che avranno come temi la canapa, le coltivazioni erbacee e l’innovazione in frutticoltura.

Ritorna l’atteso appuntamento con I Lunedì dell’agricoltura, il ciclo di incontri promosso da gennaio a marzo da Confagricoltura Ferrara e rivolto a tutti gli addetti al settore. Come è stato per l’edizione 2015, anche quest’anno sono 3 le date individuate per i seminari di approfondimento dedicati rispettivamente a canapa, coltivazioni erbacee e frutticoltura. Il primo appuntamento è stato lunedì 11 gennaio 2016 dalle ore 10.00 alle 12.00 a Cento, presso la sede della Partecipanza Agraria (c.so Guercino 49/1) con l’incontro dal titolo “Canapa: nuove opportunità”. Sono intervenuti: Gian Paolo Borghi, etnografo e consulente del M.A.F. (Mondo Agricolo Ferrarese), Romano Giovanardi, agronomo e professore dell’Università degli studi di Udine, Simone Beda, ideatore e coordinatore di progetti su base partecipativa in ambito ambientale, agronomico ed ingegneristico, Filippo Borgato, consulente meccanico per numerose aziende del settore. “Visto l’importante riscontro avuto per l’edizione precedente sia in termini di partecipazione che di qualità degli interventi” dichiara Pier Carlo Scaramagli, Presidente di Confagricoltura Ferrara “abbiamo deciso con entusiasmo di riproporre anche quest’anno questi seminari, ideati con il preciso obiettivo di fornire spunti e informazioni utili all’attività agricola”. L’appuntamento successivo sarà l’1 febbraio a Codigoro (saletta sant’Eurosia, in via Riviera Cavallotti 77) per parlare di “Innovazioni nelle coltivazioni erbacee e prospettive di mercato delle principali commodities”, con gli interventi di Enrico Gambi (Presidente Sezione Cerealicola Provinciale, Regionale e Nazionale di Confagricoltura Ferrara), di Cristiano Salvagnin (Presidente delegazione di Comacchio di Confagricoltura) e di Massimo Salvagnin (Imprenditore Agricolo). Ultima data quella del 7 marzo a Ferrara, presso la sede di Confagricoltura Ferrara, nella quale saranno presentati i principali risultati delle sperimentazioni nel frutteto dimostrativo della Fondazione Navarra. Il convegno “Innovazione in frutticoltura” sarà infatti tenuto da alcuni rappresentanti della Fondazione Navarra tra cui il Presidente Luigi Fenati, Fabio Galli (responsabile del Coordinamento Attività Sperimentali e Divulgazione) e Michele Mariani (consulente tecnico scientifico Area Frutticola Fondazione Navarra e Consulente “Alimenta SRL”).

lunedì 2 marzo 2015

CONFAGRICOLTURA E ASCOM INSIEME PER LA GRANFONDO DEL PO

Fonte: Confagricoltura Ferrara  

Successo per la gara che ha saputo valorizzare le bellezze dei territori bagnati dal Grande Fiume

“La bellezza del nostro territorio risiede sicuramente nelle nostre radici artistico culturali, ma giocano un ruolo di assoluto prestigio anche il nostro ambiente agricolo e le aziende che ogni giorno producono eccellenze” commenta il Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli all’indomani del successo della “Granfondo del Po”, la gara ciclistica amatoriale organizzata dall’associazione sportiva dilettantistica Po River e da Link Tours, con il contributo di Ascom Confcommercio Ferrara e Confagricoltura Ferrara e con il patrocinio dei 16 comuni sui quali si sono sviluppati i 133 km di percorso tra Emilia Romagna e Veneto. 600 i corridori che hanno gareggiato durante la competizione che rientra all’interno dell’UNESCO Cycling Tour. Non si è trattato solo di una semplice gara, ma è stata un’occasione per promuovere il nostro territorio e farlo conoscere ed apprezzare a tutti i partecipanti, soprattutto a coloro che sono arrivati da fuori regione e dall’estero. “Abbiamo deciso di supportare questa manifestazione attraverso la partecipazione attiva di alcune nostre aziende agricole” prosegue il Presidente Scaramagli: Agriturismo i Due Laghi del Verginese (Gambulaga), Riso Cenacchi (Serravalle), Corte Madonnina (Pomposa), Sartorato Archimede (Mesola), Soc. Agr. Deltabio s.s. (Codigoro), Ferrini Marcello (Massa Fiscaglia) sono le aziende che hanno fornito i propri prodotti per il confezionamento dei pacchi gara, dei premi, per il rifornimento dei 3 punti ristoro dislocati lungo il percorso e per il “pasta party” presso il ristorante “Le Querce” del Cus Ferrara. Dal canto suo il Presidente provinciale di Ascom Confcommercio Ferrara Giulio Felloni spiega: “Nelle tante sfaccettature del suo lavoro Ascom è impegnata per promo valorizzare con eventi e partnership anche sportive tutta la provincia e le sue eccellenze turistiche ed enogastronomiche, considerando che il turismo è la risorsa autentica del nostro territorio”. Tra le attività associate Ascom coinvolte nelle attività di ristoro ai partecipanti, la storica Macelleria di Alberto Succi (Ferrara), consigliere Ascom e consigliere nazionale di Federcarni.

giovedì 15 gennaio 2015

L'AGRICOLTURA VERSO L'INNOVAZIONE: SUCCESSO PER IL SEMINARIO DI CONFAGRICOLTURA FERRARA SULL'APPLICAZIONE DI INNOVAZIONI TECNOLOGICHE IN AGRICOLTURA.

Fonte: Confagricoltura Ferrara

"Riprendiamo una tradizione antica: i lunedì agricoli ferraresi" così Pier Carlo Scaramagli Presidente Confagricoltura Ferrara ha aperto il primo incontro dei Lunedì dell'agricoltura. "Questi incontri - ha continuato Scaramagli- vogliono essere concreti e pratici in modo da fornire ai nostri soci spunti utili alla loro attività". Giorgio Zaniboni, Presidente della sezione frutticola provinciale, ha presentato il primo seminario interamente dedicato alle innovazioni tecnologiche applicabili al settore frutticolo. L'intervento della Start up Fa.mo.sa, che ha illustrato come oggi sia possibile valutare, ad esempio, la maturazione della frutta semplicemente attraverso un "click", è solo uno degli esempi applicabili al settore agricolo per meglio soddisfare sia le necessità degli agricoltori che del mercato. Sulle nuove tendenze del mercato e sulle richieste sempre più esigenti dei consumatori anche la Prof.ssa Gabriella Marchetti dell'Università di Ferrara ha illustrato il progetto pilota del Lycomelon®, esempio vincente di collaborazione tra la ricerca universitaria e le imprese private, in questo caso rappresentate dall'Organizzazione Produttori Diamantina. Proprio da questo progetto pilota è nato I.DE.A.S., un sistema di tracciabilità volontaria che permette al Consumatore di conoscere immediatamente l'origine del prodotto e tutte le fasi che lo hanno portato sullo scaffale. Il secondo appuntamento dei lunedì dell'Agricoltura, previsto per il 9 febbraio, tratterà un altro tema molto sentito, ovvero quello della sostenibilità ambientale, con un approfondimento su una tecnica di coltivazione denominata Agricoltura blu.

giovedì 8 gennaio 2015

CONFAGRICOLTURA FERRARA: AL VIA I LUNEDì DELL’AGRICOLTURA

Fonte: Confagricoltura Ferrara  

Confagricoltura Ferrara organizza 3 seminari sui temi dell’innovazione tecnologica, agricoltura conservativa e mercati dei cereali.

Da gennaio a marzo l’appuntamento con Confagricoltura Ferrara sarà con i Lunedì dell’agricoltura, un ciclo di incontri promossi dall’Associazione provinciale dedicati al settore. Sono 3 le date individuate per questi seminari di approfondimento che verteranno su argomenti molto attuali e in linea con i temi strategici della stessa Confagricoltura Nazionale. Si partirà lunedì 12 gennaio 2015 con l’incontro dedicato alla “Innovazione tecnologica nell’ortofrutta” di cui si parlerà con Elisa Bonora e Massimo Noferini dell’azienda FA.MO.SA. SRL che fornisce soluzioni tecnologiche innovative, in grado di aiutare le scelte degli agricoltori a migliorare la qualità delle produzioni, sia in termini organolettici che di conservabilità. A seguire un focus sulla sperimentazione relativo ad un metodo innovativo nella tracciabilità di prodotti già attivo presso la Società Agricola Malavasi SS, grazie all’intervento della professoressa Gabriella Marchetti del Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Ferrara. Il secondo appuntamento è fissato per lunedì 9 febbraio per parlare di “Agricoltura Blu: la sfida della sostenibilità”. L’incontro sarà aperto da Alberto Cavallini, dirigente di Confagricoltura Ferrara, che da alcuni anni sta sperimentando questa tipologia di coltivazione. Interverranno poi Vincenzo Tabaglio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Mauro Grandi di AIGACOS (Associazione Italiana per la Gestione Agronomica e Conservativa del Suolo) e Giorgio Poggioli del Settore Agricoltura, ittica e attività faunistico-venatorie della Regione Emilia Romagna. Ultimo incontro dal titolo “Il mercato dei cereali: quali prospettive” in programma il 2 marzo con Mauro Bruni di Aretè, la società bolognese che si occupa di ricerca, analisi e consulenza economica. “Per una realtà sindacale come quella di Confagricoltura Ferrara” spiega il Presidente Pier Carlo Scaramagli “è quanto mai fondamentale dedicare ai nostri soci dei momenti di approfondimento per offrire un servizio sempre più specialistico che rappresenti un aiuto reale e concreto per affrontare in modo competente le evoluzioni del nostro comparto.” Tutti gli appuntamenti si terranno presso la Sala Riunioni di Confagricoltura Ferrara dalle ore 10.00 alle 11.30.

giovedì 4 dicembre 2014

CONFAGRICOLTURA FERRARA: QUALITÀ E SALUBRITÀ NEI PRODOTTI DOP E IGP

Fonte: Confagricoltura Ferrara  

"Terra&Salute” il titolo dell’incontro organizzato da Confagricoltura e Ascom Ferrara per parlare dell’Aglio di Voghiera DOP e del Riso del Delta del Po IGP

“L’appuntamento di oggi rappresenta un ulteriore tassello del progetto che Confagricoltura Ferrara sta portando avanti con Ascom Confcommercio Ferrara rivolto alla difesa dei valori della tipicità e del consumo consapevole dei prodotti.” Queste le parole di Pier Carlo Scaramagli, Presidente di Confagricoltura Ferrara all’apertura dei lavori dell’incontro organizzato presso la Camera di Commercio di Ferrara giovedì 4 dicembre 2014. “Dalla sensibilizzazione dei giovani all’educazione sui rischi economici e sanitari della contraffazione, dall’esaltazione del gusto (grazie anche all’iniziativa “Spiagge del Gusto”) all’importanza nutrizionale e di benessere dei prodotti di eccellenza, dalla produzione sottoposta a severi controlli alla corretta promozione delle tipicità: di tutto questo abbiamo parlato fino ad ora e parleremo anche oggi – prosegue il Presidente Scaramagli – perché le eccellenze rappresentano un’opportunità anche per le nostre aziende.” I saluti sono affidati a Paolo Govoni, Presidente CCIAA Ferrara e Roberta Monti Dirigente Polo Scolastico Agroalimentare Estense "Vergani-Navarra". Gli interventi tecnici si aprono con il contributo scientifico del prof. Michele Rubbini, Direttore Programma Aziendale di Chirurgia Coloproctologica AUSL di Ferrara e Membro dell’International Committee dell’American Society of Colon & Rectal Surgeons, sui vantaggi di un’alimentazione sana e di qualità. Ulteriore punto di vista tecnico-scientifico quello fornito da Mirella Giuberti, nutrizionista e docente del "Vergani-Navarra", che incentra il proprio intervento sulle caratteristiche nutrizionali ed organolettiche di due prodotti di pregio territoriale: il riso, contraddistinto da un buon tenore proteico, un’elevata tenuta alla cottura ed una particolare sapidità, e l’aglio, ricco di ingredienti salutari e “marcatore” gastronomico di tipiche preparazioni ferraresi. Gli interventi successivi sono affidati a Neda Barbieri e Eugenio Bolognesi, presidenti rispettivamente dell’Aglio di Voghiera DOP e del Riso del Delta del Po IGP per parlare di due prodotti dell’eccellenza del territorio e dei disciplinari e normativa di produzione che garantiscono l’altissima qualità di queste due perle gastronomiche del territorio. Il Consorzio Produttori Aglio di Voghiera in modo particolare ha condotto, in collaborazione con il Prof. Vincenzo Brandolini del dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Ferrara, specifici studi e ricerche sulle caratteristiche biomolecolari che ne hanno attestato scientificamente le caratteristiche di qualità e che l’hanno portato ad ottenere il riconoscimento DOP nel 2010. Riconoscimento che ha ottenuto anche il Riso del Delta del Po IGP coltivato su un territorio di produzione particolarmente salubre grazie ad un’elevata fertilità naturale data dalla ricchezza di elementi tra cui il potassio, che rende superflui ulteriori apporti di concimazione. Si aggiunga a questo anche il peculiare e tipico clima della pianura ferrarese e della zona del delta del Po che, grazie alla caratteristica ubicazione geografica, limitrofa al mare, determina un microclima particolarmente adatto alla coltivazione dei due prodotti a denominazione. L’ultimo intervento è affidato ad Arianna Ruzza, di Relazioni Cosmiche, per approfondire l’aspetto legato al marketing e alla promozione dei marchi a denominazione a livello nazionale ed europeo. Oggi i consumatori sono sempre più attenti a ciò che comprano e a ciò che mangiano, per questo motivo è fondamentale comunicare correttamente ed in modo puntuale le proprietà e le caratteristiche dei prodotti e questa modalità di comunicazione può rappresentare già di per sé una forte leva promozionale. A chiusura dei lavori i saluti di Giulio Felloni, Presidente provinciale di Ascom Confcommercio Ferrara: “Il cibo, per parafrasare lo spot di Expo 2015, è davvero vita, energia, dialogo, scoperta, conoscenza di culture - spiega in sintesi il presidente Giulio Felloni - attraverso le competenze e le eccellenze che questo nostro territorio ha proprio nel cibo, nell'enogastronomia, un'energia importante da sfruttare in chiave turistica. In questo senso è opportuno realizzare eventi mirati di degustazione e promozione commerciale dell'intero sistema Ferrara e Provincia che dovranno avere come palcoscenico sia gli ambiti propri dell'Esposizione universale su Milano che il nostro territorio, dando continuità alla promo-valorizzazione”.

mercoledì 3 dicembre 2014

AGRINSIEME FERRARA: SUL GREENING SERVE UNA PROROGA

Fonte: Agrinsieme Ferrara

“Molta strada è stata fatta per la definizione puntuale della Riforma della PAC 2014-2020, ma molta deve essere ancora percorsa”. Lo afferma Pier Carlo Scaramagli, Coordinatore di Agrinsieme Ferrara, che aggiunge “Se si considera che l'annata agraria è già avviata, con le semine dei cereali invernali pressoché completata, sussiste la possibilità che i ritardi accumulati siano ormai tali da rendere complicata la definizione precisa e corretta del restante piano colturale da parte delle aziende agricole”. In particolare il dito viene puntato sull'applicazione del greening, un complesso di norme che obbligano le aziende alla diversificazione delle colture, alla conservazione dei pascoli e dei prati, all'introduzione o alla conservazione di elementi naturali. In considerazione dei notevoli ritardi nella predisposizione della normativa e dei provvedimenti applicativi, nonché della eccessiva complicazione nelle modalità di applicazione del greening, tali da pregiudicare seriamente l'avvio della riforma della Pac "verso il 2020", Agrinsieme, il coordinamento nazionale di Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative, ha ritenuto opportuno richiedere ufficialmente al Ministro Martina un differimento degli impegni di "inverdimento" o quanto meno una non applicazione delle relative sanzioni. Ciò in analogia con l'attività svolta in ambito Copa-Cogeca e con quanto richiesto dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. In particolare si accoglie con grande favore l'iniziativa portata avanti da tutti i gruppi parlamentari presenti nella Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, che con una lettera inviata al Commissario all'Agricoltura Phil Hogan, hanno chiesto il rinvio di un anno dell'applicazione del greening previsto dalla nuova PAC. “In tutti, sia a livello nazionale che comunitario - sottolinea Scaramagli - è forte il timore dell'impatto sulle aziende agricole dall'attuazione del greening, ed in particolare dal rischio di effetti negativi conseguenti ad una erronea attuazione. E' opinione di diversi Stati che il greening possa comportare un aumento del tasso di errore e di contenzioso. Opinione questa condivisa anche dalla stessa Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea. In considerazione dell’attuale stato di attuazione della Riforma in Italia – conclude il Coordinatore Provinciale di Agrinsieme - e nello specifico, delle enormi difficoltà di definizione di tutto il quadro normativo e attuativo del greening, è auspicabile che la richiesta venga tenuta in attenta considerazione da parte della Commissione Europea”.

giovedì 16 ottobre 2014

CONFAGRICOLTURA FERRARA: CONTRIBUTI PER IL TERREMOTO 2012: NECESSARI INTERVENTI EQUI

Fonte: Confagricoltura Ferrara  

Importante la conferma della proroga anche per il comparto agricolo

Più di 200 ordinanze, questa la mole dell’impianto normativo attualmente vigente per l’assegnazione dei contributi post terremoto: un’opera di tale complessità che oltre l’80% delle potenziali richieste non potrà essere presentata in tempo utile per la scadenza prefissata per il 31/12/2014. Davanti ad una così evidente difficoltà la Regione Emilia Romagna ha deciso per un provvedimento di proroga dei termini di presentazione delle domande e di attuazione degli interventi strutturali che potrebbe estendersi anche al settore agricolo, a smentita delle prime indicazioni che invece non tenevano in considerazione questo comparto. “È fondamentale che la proroga presentata dalla Regione Emilia Romagna sia ufficialmente confermata anche per il mondo dell’agricoltura” ammonisce il Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli “dopo le vicissitudini legate all’andamento climatico e dei mercati di questi ultimi mesi, le aziende agricole subirebbero un ulteriore durissimo colpo, venendo ulteriormente penalizzate. L’iniziale blocco rispetto al settore agricolo era da imputare al fatto che i fondi destinati al comparto agricolo provengono dall’UE e sono soggetti ad un iter di autorizzazione troppo lungo e non in grado di rispondere con prontezza alla situazione di reale e immediata necessità”. Ad oggi, dunque, pare che anche per il settore agricolo sia possibile poter presentare la domanda di incentivo fino a primavera (ma manca ancora l’ufficializzazione), anche se a scapito del tempo necessario per l’esecuzione effettiva dei lavori. “Gli immobili agricoli presentano delle strutture non estremamente complesse perciò permettono una fase dedicata agli interventi strutturali relativamente veloce” prosegue Scaramagli “quindi la soluzione individuata può essere sicuramente positiva”. Ma accanto alla necessità di un’azione tempestiva vi è un ulteriore imperativo: i criteri secondo cui verranno calcolati i contributi d’ora in poi non devono in alcun modo essere modificati rispetto alle domande già presentate, questo ovviamente per non rischiare di incorrere in situazioni di iniquità e differenze che non sarebbero assolutamente accettabili. “Nella provincia di Ferrara” conclude il Presidente di Confagricoltura Ferrara “si sa che la maggior parte dei danni si sono contati tra le strutture agricole, quindi è un imperativo agire, ma mantenendo fede alle indicazioni normative date fino ad oggi per garantire la giusta equità di intervento e non trovarsi ad affrontare disparità tra gli incentivi concessi”.

venerdì 12 settembre 2014

CONFAGRICOLTURA FERRARA: IL PRESIDENTE SCARAMAGLI COMMENTA IL NUOVO STOP DELLA COMMISSIONE EUROPEA AI SOSTEGNI AL COMPARTO ORTOFRUTTICOLO

Fonte: Confagricoltura Ferrara

Mercoledì scorso la Commissione Europea ha sospeso le misure straordinarie stabilite a metà agosto a sostegno del comparto ortofrutticolo e finalizzate a fronteggiare le conseguenze negative dell’embargo russo. Come comunicato nella nota diffusa da Confagricoltura nazionale, il Presidente nazionale Mario Guidi ha già espresso grande apprensione per questo stop determinato da un eccesso di richieste ‘fuori standard’, concentrate in alcuni Paesi. Pare, infatti, che la Polonia abbia intercettato l’87% del totale dei fondi destinati a tutta Europa. “Questa sospensione dei finanziamenti segna un’ulteriore battuta d’arresto che va ad incidere su una situazione già gravemente compromessa” commenta Pier Carlo Scaramagli, Presidente di Confagricoltura Ferrara “tuttavia, alla luce dei fatti, sembra quanto mai opportuna per evitare che Paesi come il nostro rischino di non poter accedere a nessun tipo di sostegno a causa dell’esaurimento delle risorse a disposizione”. Riprendendo poi quanto dichiarato anche dal Presidente nazionale, Pier Carlo Scaramagli si augura che “la Commissione Europea avanzi quanto prima ulteriori proposte e misure, che siano più efficaci, incisive e calibrate a salvaguardia dei vari prodotti e che tengano conto delle reali esigenze e diverse situazioni dei singoli Paesi”. Naturalmente si auspica che venga compiuta una valutazione su quanto è successo, per fare in modo di evitare l’emanazione di successivi provvedimenti altrettanto scarsamente efficaci: “È importante capire le ragioni che hanno portato ad una situazione in cui si è assistito ad un esaurimento così rapido delle risorse. I nostri produttori non possono continuare a subire un mercato così penalizzante, per questo auspichiamo una risoluzione rapida di questo impedimento” conclude il Presidente Scaramagli.

martedì 12 agosto 2014

AGRINSIEME FERRARA: SIAMO VERAMENTE ALLA FRUTTA?

Fonte: Agrinsieme Ferrara  

L’appello di Agrinsieme Ferrara per il preoccupante momento di crisi del settore ortofrutticolo

“È necessario intervenire per risolvere questa gravissima situazione che è diventata ormai insostenibile per le aziende” questo l’appello lanciato da Pier Carlo Scaramagli che, alla guida del Coordinamento Agrinsieme Ferrara (che riunisce Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative Agroalimentari), esprime la grande preoccupazione per la grave situazione che attanaglia il comparto ortofrutticolo. Dallo scorso mese di giugno si è assistito ad una progressiva ma incalzante diminuzione delle quotazioni per tutte le tipologie di frutta raggiungendo quote allarmanti. “La contrazione dei prezzi medi settimanali rispetto all’anno scorso è del 37% per le pesche, raggiunge quota 40% per albicocche, susine e nettarine, per i meloni segna un valore al di sotto del 35%, mentre per i cocomeri si assiste ad una riduzione superiore addirittura al 50%” chiarisce Scaramagli. Con un crollo di questa portata, con quotazioni di gran lunga inferiori ai 30 centesimi nelle ultime settimane per pesche e nettarine, i produttori si trovano nell’insostenibile situazione di non riuscire neppure a coprire i costi di produzione. Infatti Ismea calcola che, per una resa media di 25-30 tonnellate per ettaro, sia necessario un prezzo all’azienda che sia compreso tra i 30 e i 38 centesimi al chilogrammo. A determinare questa crisi è stata una concomitanza di fattori che ha coinvolto molti Paesi. “A livello europeo” incalza Pier Carlo Scaramagli “nei principali Paesi produttori di pesche, nettarine e percoche (Italia, Francia, Spagna e Grecia), la produzione 2014 è incrementata dell’11% rispetto al 2013 toccando il tetto massimo di 3mila e 800 tonnellate. Questo dato indica un trend decisamente positivo. Purtroppo, in concomitanza, si sono verificate tre condizioni che hanno determinato la pesante ricaduta negativa a cui stiamo assistendo oggi: la sovrapposizione dei calendari di raccolta e commercializzazione dei Paesi europei interessati, la riduzione della richiesta di mercato a causa delle miti condizioni climatiche di questa estate, e una qualità del prodotto leggermente inferiore con difficoltà di conservazione e quindi di esportazione.” La simultaneità di queste condizioni ha causato la profonda crisi che si sta vivendo e per la quale il Ministro dell’Agricoltura Martina ha richiesto un tempestivo intervento europeo a favore del comparto e per il quale il Coordinamento Agrinsieme nazionale ha organizzato, lo scorso 30 luglio, una manifestazione in Piazza Montecitorio a Roma con l’obiettivo di sensibilizzare anche l’opinione pubblica. Tuttavia, ad oggi, si rischia pesantemente il contagio della crisi anche su altre tipologie di frutta, come si rileva dai primi dati della campagna di raccolta di pere Carmen e William anche se, in via teorica, il contagio sulle pomacee sarebbe ingiustificato visti i tempi abbastanza lunghi di commercializzazione e la scarsa produzione di alcune varietà di pere. In più va considerato che da uno studio recentemente effettuato dalla Fondazione Navarra, risulta che la qualità della pera Abate, quest’anno, è particolarmente elevata grazie all’eccezionale pezzatura e alla particolare “ruggionosità” che ne migliora sicuramente l’estetica. Come tentare di risolvere, dunque, la situazione attuale? Si è chiesto all’Unione Europea di attivare misure di crisi per ridurre la quantità di prodotto da immettere sul mercato e, contemporaneamente, per promuovere l’export e creare un maggiore equilibrio di mercato. Agrinsieme, contestualmente, a livello nazionale sostiene il progetto di valorizzazione promosso dall’Organismo Interprofessionale e volto alla sensibilizzazione ancora più attenta del consumatore a valori cardini del consumo italiano: stagionalità, territorialità e qualità. Attuando queste misure si vuole riuscire a regolamentare sempre di più, per quanto possibile, la presenza del prodotto sul mercato senza svalutarne prezzo e qualità. Se l’intervento della Commissione europea dovesse ancora tardare, il coordinamento Agrinsieme Ferrara sollecita una risoluzione del problema quanto mai necessaria e tempestiva per non rischiare di mettere ulteriormente a repentaglio le imprese agricole del territorio e la conseguente occupazione già duramente provata dalla crisi economica. “Purtroppo ai tanti problemi si è aggiunto quello dell’embargo a molti prodotti agroalimentari, tra cui l’ortofrutta, provenienti dall’Unione Europea emanato dalla Russia – conclude il Coordinatore di Agrinsieme Ferrara - siamo molto preoccupati per l'evoluzione della situazione e per le ripercussioni che tale decisione potrà avere per gli equilibri di mercato e per il settore ortofrutticolo, dato che l’Italia è leader europeo nell’esportazione di tali prodotti verso la Russia. Sono in corso a Bruxelles incontri tra le Organizzazioni Agricole e la Commissione Europea per discutere di eventuali rimedi alla difficile situazione. E’ urgente che l’Unione Europea faccia sentire con forza la propria voce”.

mercoledì 16 luglio 2014

CAMPAGNA GRANARIA 2014 CONFAGRICOLTURA FERRARA: BENE LE RESE NONOSTANTE LE BIZZE DEL CLIMA

Fonte: Confagricoltura Ferrara

Al termine della campagna granaria 2014 si tirano le prime somme di un’annata all’insegna dell’incremento produttivo. Lo ricorda Confagricoltura Ferrara, segnalando che il raccolto del frumento è stato caratterizzato da un trend positivo rispetto all’anno scorso, con rese sul tenero pari a 55-60 quintali per ettaro contro i 50 del 2013; le rese produttive dei bianchi sono state mediamente inferiori rispetto ai rossi. Le rese del grano duro si sono invece attestate sui 60-65 quintali per ettaro contro i 38 del 2013. Il Presidente della Sezione Cerealicola di Confagricoltura Ferrara, Enrico Gambi, evidenzia che “le temperature elevate registrate lo scorso inverno, largamente al di sopra delle media del periodo, hanno determinato una maggiore sensibilità delle coltivazioni (in particolare per la qualità “Bologna”) che le ha rese più vulnerabili agli attacchi fungini. Per quanto riguarda le proteine si sono attestate intorno al 13% in lieve calo rispetto al 2013, mentre stabile, sempre rispetto al 2013, il peso specifico con valori intorno agli 80 gr/hl”. Il Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli sottolinea come “le abbondanti precipitazioni abbiano determinato una forte asfissia radicale, che ha colpito meno i grani duri grazie ad un apparato radicale più sviluppato. Particolarmente penalizzate le semine precoci, mentre chi ha avuto la possibilità di provvedere alla adeguata sistemazione dei propri terreni ha ottenuto risultati certamente più positivi”. Dai dati del Sevizio Agricoltura della Provincia le superfici dedicate alla coltivazione di grani risultano in leggera flessione per quanto riguarda il grano tenero (dai 37.000 ettari del 2013 ai 32.000 stimati per il 2014) ed in crescita per il grano duro (dai 13.000 del 2013 ai 14.000 stimati per il 2014).

martedì 10 giugno 2014

TASI: CONFAGRICOLTURA FERRARA CHIEDE AI COMUNI LA PROROGA DELLA SCADENZA DEL 16 GIUGNO

Fonte: Confagricoltura Ferrara

“Ormai a pochi giorni dalla scadenza prevista per il pagamento della prima rata della TASI, fissata al prossimo 16 giugno, regna ancora una grande confusione circa i criteri per stabilire gli importi da pagare”. Ad affermarlo è il Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli, che precisa: “la fissazione al 31 maggio scorso della pubblicazione delle delibere dei Comuni sulla Tasi ed il ritardo con il quale il Governo ha approvato i decreti attuativi, ultimo quello del 6 giugno scorso sul rinvio della scadenza per i Comuni che non hanno deliberato, hanno determinato una situazione di grande incertezza e difficoltà, tale da non consentire a chi si occupa della predisposizione dei conteggi Tasi per i propri associati o clienti, l’organizzazione di un servizio adeguato”. Secondo il Presidente di Confagricoltura Ferrara sono soprattutto le detrazioni a generare le maggiori complessità. “Il fatto che ogni Amministrazione comunale della nostra Provincia si sia data regole proprie, deliberando in modo differente non solo le aliquote ma soprattutto le detrazioni, ha creato difficoltà interpretative e reso praticamente impossibile, per le software house, implementare i programmi applicativi. Oggi i nostri uffici stanno effettuando i conteggi manualmente, praticamente senza nessun supporto informatico; per sbrigare le migliaia di pratiche ci vorranno settimane, i pochi giorni a disposizione non sono certo sufficienti. E’ per tale motivo – prosegue Scaramagli – che ieri abbiamo inviato una richiesta a tutte le Amministrazioni Comunali interessate, con la quale chiediamo di accordare una proroga alla scadenza relativa al pagamento dell’acconto, sulla base di un’autonomia impositiva sancita dall’art. 52 del D.lgs. 446/1997, la quale non è stata in alcun modo limitata dalle regole sulla Tasi, non precludendo quindi la possibilità di deliberare decisioni favorevoli ai contribuenti. In subordine abbiamo chiesto di rinunciare alle sanzioni per i ritardati pagamenti che inevitabilmente si verificheranno, come hanno già fatto ad oggi i Comuni di Ferrara e di Bondeno. L’auspicio – conclude il Presidente dell’organizzazione agricola ferrarese – è che tutte le amministrazioni interessate dimostrino sensibilità rispetto alle problematiche sollevate dai professionisti delle organizzazioni (dai quali non è legittimo pretendere miracoli) e dai cittadini, chiamati ancora una volta a fare i salti mortali per pagare nei termini le imposte dovute”.

venerdì 4 aprile 2014

SULL'UTILIZZO DI EMERGENZA DEL FUMIGANTE 1,3 DICLOROPROPENE SULLE PRINCIPALI ORTICOLE FERRARESI

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Dopo un lungo lavoro condotto dalla filiera istituzionale del territorio ferrarese, in primis Provincia di Ferrara e Fondazione F.lli Navarra, è stato approvato dal Ministero della Salute l'uso di emergenza dell'1,3 Dicloropropene, un fumigante impiegato per la lotta ai nematodi. Sarà quindi possibile utilizzare nel 2014 questo principio attivo in pieno campo su carota, fragola, melone e tabacco, ed in serra per la sola carota. Il provvedimento, valido per tutta la Regione Emilia-Romagna, prevede una finestra temporale di 120 giorni, con inizio e fine di utilizzo diversi in funzione della coltura. In pieno campo, l'1,3 Dicloropropene si può impiegare su melone dal 28 marzo al 26 luglio, su carota e fragola dal 1 giugno al 28 settembre e per carota in serra, il periodo è il medesimo del pieno campo. Il prodotto ha quindi subito una nuova registrazione e nuove etichette rispetto al precedente formulato, che ricordiamo non può più essere utilizzato. Sono pertanto cambiate anche le modalità applicative riportate in etichetta, a cui bisogna fare sempre riferimento prima di qualsiasi utilizzo. Per questo, Provincia di Ferrara e Fondazione F.lli Navarra stanno programmando un incontro che si terrà a breve a Mesola, dove verrà presentato il provvedimento e verranno illustrate, in collaborazione con le ditte produttrici del principio attivo, le nuove modalità applicative. La trattativa per ottenere l'uso di emergenza è stata lunga e laboriosa, ma grazie anche al supporto del Servizio Fitosanitario Regionale, è stato possibile affermare la visione strategica dell'azione intrapresa nei mesi scorsi. Il tutto a salvaguardia di carota e melone, due produzioni particolarmente diffuse nel territorio ferrarese e fortemente soggette all'attacco dei nematodi. Inoltre è stato scongiurato il rischio di una possibile riduzione degli oltre 13.000 ettari di colture orticole coltivate in Provincia di Ferrara, che avrebbe comportato gravi conseguenze per tutta la filiera, con ricadute pesantissime per un settore che genera molti occupati ed ha un forte indotto economico. Si citano ad esempio le PLV della carota, che nel quadriennio 2009-2012 ha avuto una forbice compresa fra i 14.000,00 ed i 25.000,00 euro/ha, della patata dai 6.000,00 ai 12.000,00 euro/ha e della barbabietola da seme dai 6.500,00 ai 7.000,00 euro/ha. Provincia di Ferrara e Fondazione F.lli Navarra esprimono quindi piena soddisfazione per il risultato ottenuto, in quanto la mancata concessione del provvedimento avrebbe creato una situazione di grave svantaggio competitivo delle produzioni italiane rispetto agli altri competitors europei, dove in alcuni Paesi l'uso di emergenza del fumigante era già stato concesso. Tuttavia questo non esclude la necessità di trovare tecniche alternative, peraltro già possibili, all'1,3 Dicloropropene proseguendo nell'implementazione di nuove linee di ricerca, con un approccio che rispetti le legittime esigenze agronomiche delle aziende ferraresi e la necessità di adottare tecniche in linea con la produzione integrata. Anche questi temi saranno oggetto dell'incontro che si terrà a Mesola, dove le Istituzioni, assieme alla Fondazione F.lli Navarra, al Servizio Fitosanitario della Regione Emilia-Romagna ed alla Coop. CASA Mesola, presenteranno le linee di sperimentazione che già da questo anno verranno attivate nei terreni sabbiosi della costa ferrarese.  

Stefano Calderoni, Assessore provinciale all’Agricoltura  
 Pier Carlo Scaramagli, Presidente Fondazione F.lli Navarra

martedì 21 gennaio 2014

MANCATO IMPIEGO DELL’1.3 DICLOROPROPENE NELLA DIFESA DAI NEMATODI DELLE COLTURE ORTICOLE: ASSESSORE CALDERONI E PRESIDENTE FONDAZIONE NAVARRA SCRIVONO AL MINISTERO

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

L’assessore provinciale all’Agricoltura, Stefano Calderoni, e il presidente della fondazione Navarra, Pier Carlo Scaramagli, hanno scritto al ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per chiedere che venga autorizzato l’uso d'emergenza dell’1,3 Dicloropropene. Utilizzo almeno fino a quando saranno definite e diffuse linee tecniche in grado di garantire e salvaguardare le produzioni orticole italiane, in primis la carota. Il fitofarmaco, in sigla 1.3 D, è l’unico finora conosciuto in grado di contrastare in modo efficace l’aggressione dei nematodi, ossia parassiti a forma di piccoli vermi, che infestano le radici delle colture orticole compromettendone la produzione. Il problema è che una direttiva Ue ne ha revocato l’utilizzo. Mentre il Ministero della Salute ha concesso proroghe solo per le coltivazioni di tabacco e fragole, in altri paesi – come Portogallo, Spagna, Francia, Grecia e Cipro – è stato esteso l’uso anche per la carota. “Da qui una situazione di chiaro svantaggio competitivo – dice Stefano Calderoni – per una coltura orticola locale che ha avuto il riconoscimento della certificazione di qualità, coltivata su quasi 1.900 ettari specie nella zona del Delta e che rappresenta una fonte di reddito ed occupazione importante per l’agricoltura provinciale”. La società produttrice dell’1.3 D sta nel frattempo lavorando per ripresentare all’Ue una richiesta di autorizzazione all’impiego della stessa molecola purificata dalle impurità che ne hanno determinato la revoca, ma occorreranno alcuni anni prima che i produttori possano averne la disponibilità. Contestualmente, agli agricoltori vengono oggi proposte soluzioni tecniche che però non costituiscono una soluzione soddisfacente. Le stesse sperimentazioni fatte finora non hanno dato risposte sostitutive all’1.3 D, come risulta dai dati presentati nell’ultimo congresso organizzato nel novembre 2013 a Celano (L’Aquila) dalla Società di nematologia italiana. Da parte sua, la Provincia di Ferrara ha promosso una serie di sperimentazioni in collaborazione con il servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna e con la fondazione Navarra, per trovare soluzioni tecniche affidabili ed in linea con le normative europee. Lo conferma anche il presidente della fondazione Navarra: “Un anno di ricerche sul campo – spiega Scaramagli - non hanno finora dato risposte definitive, anche se stiamo continuando lo studio per individuare un valido sostituto”. In provincia sono 13.301 gli ettari di colture orticole fortemente penalizzati dalla revoca dell’1.3 D, che corrispondono al sette per cento della superficie agricola utile. Fra le più penalizzate risulta la carota, proprio per la scarsa qualità delle radici deformate dall’attacco dei nematodi. Una produzione che, da sola, significa oltre 16mila giornate lavorative all’anno, senza contare la presenza nel Delta di Conserve Italia, fra i più grandi stabilimenti europei per la lavorazione di prodotti della filiera agricola.

giovedì 17 ottobre 2013

PER CONFAGRICOLTURA FERRARA LA LEGGE DI STABILITA’ E’ POCO INCISIVA

Fonte: Confagricoltura Ferrara

“Le idee sono buone ma serviva decisamente più coraggio”. Queste le prime parole del Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli dopo il via libera del Consiglio dei Ministri alla legge di stabilità. “Il taglio al cuneo fiscale, che secondo il Governo rappresenta il fulcro della manovra, è alquanto frazionato nel tempo e solo in minima parte riguarderà il settore agricolo. Questo perché sia gli sgravi sull’Irap che i premi alle imprese in caso di stabilizzazione dei rapporti di lavoro, riguardano esclusivamente i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, mentre nel settore agricolo, stante la propria peculiarità, la stragrande maggioranza dei rapporti di lavoro è a tempo determinato”. Il Presidente Scaramagli commenta anche il taglio all’Irpef, che si otterrà con l’innalzamento delle detrazioni d’imposta sul lavoro dipendente. “I redditi pari a 10 mila euro lordi annui avranno un vantaggio fiscale quantificabile in circa 60 euro annui, i redditi pari a 15 mila euro saranno quelli che beneficeranno del maggior vantaggio, pari a circa 170 euro; i redditi pari a 25 mila euro beneficeranno di una riduzione della tassazione annua di circa 100 euro, mentre a mano a mano che il reddito aumenta si riduce progressivamente anche il vantaggio fiscale, che si limita a pochi euro superati i 40 mila euro. Pur trattandosi di un importante segnale di discontinuità, ciò è troppo poco per pensare che possa contribuire a rilanciare i consumi. Si consideri inoltre che dal provvedimento rimangono esclusi sia i pensionati che i lavoratori autonomi”. Per quanto riguarda le altre misure, il Presidente Scaramagli si dice soddisfatto della decisione di stanziare un miliardo di decontribuzione sui contributi Inail a carico delle imprese, ma attende di capire come questa verrà attuata, mentre considera positivo per il settore il rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per 120 milioni di euro. “Auspico che dalla dismissione degli immobili pubblici possano essere reperite quelle risorse che consentano di limare il deficit/Pil 2013 e di tagliare il debito pubblico, - prosegue Scaramagli - ma soprattutto che la vendita di terreni del Demanio possa rappresentare un’opportunità per i giovani agricoltori, come da tempo richiede la nostra Organizzazione”. Preoccupazione viene manifestata in relazione alla Trise, il nuovo tributo immobiliare che sarà formato dalla tassa sui rifiuti e da quella sui servizi indivisibili: “Spero proprio che non si trasformi, come è avvenuto con l’Imu, in una tassa insostenibile per le aziende agricole, anche tenuto conto del generale quadro di difficoltà in cui versa il settore, ma attendo di conoscere i dettagli prima di esprimere un giudizio definitivo. Ora vedremo come andrà l’iter parlamentare –ha concluso il Presidente di Confagricoltura Ferrara – e se si verificherà anche in questa occasione il consueto “assalto alla diligenza” che determina sostanziali modifiche al disegno iniziale”.

martedì 1 ottobre 2013

LE CONSEGUENZE DI UNA CRISI DI GOVERNO PER IL SETTORE AGRICOLO


Fonte: Confagricoltura Ferrara

“Se questa crisi di Governo che si è aperta con le dimissioni dei Ministri del PDL dovesse portare alla paralisi se non addirittura alla caduta del Governo, le conseguenze che ne deriverebbero per il settore agricolo potrebbero essere davvero gravissime”. Ad affermarlo è il Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli, che aggiunge: “il 15 ottobre è il termine fissato per l’emanazione della legge di stabilità, che dovrebbe rappresentare lo strumento per effettuare il tanto sospirato taglio al cuneo fiscale, che potrebbe liberare risorse per le imprese da destinare agli investimenti, oltre che sgravare le buste paga dei lavoratori di una parte di trattenute destinate allo Stato. Ma a questo punto è molto difficile che si arrivi ad un accordo nella maggioranza. Oltre all’aumento dell’Iva dal 21 al 22%, che inciderà pesantemente sulle imprese agricole per quanto concerne in particolare l’acquisto di macchinari ed attrezzature, si profila a questo punto anche il pagamento, a metà dicembre, della seconda rata dell’IMU sui terreni agricoli e sui fabbricati rurali, oltre che sulla prima casa. Le risorse per evitarne il pagamento, pari a 2,4 miliardi, dovrebbero essere trovate entro il 15 ottobre ma l’eventuale situazione di stallo ne renderebbe di fatto impossibile il reperimento. Ma in pericolo potrebbe essere addirittura anche la prima rata dell’IMU – aggiunge il Presidente di Confagricoltura Ferrara- perché il decreto legge che il 31 agosto scorso ne ha previsto la soppressione deve essere convertito in legge entro la fine di ottobre, ed ipoteticamente potrebbe finire ostaggio della crisi politica. Inoltre le dimissioni del Ministro delle Politiche Agricole appaiono particolarmente preoccupanti, considerando che si è avviata la fase di recepimento delle nuove diposizioni comunitarie sulla rifora della PAC, una fase estremamente delicata perchè lascia alla discrezionalità degli Stati membri ambiti di applicazione della riforma che per il nostro Paese possono rivelarsi determinanti. E’ ineludibile – ha concluso Scaramagli - che una crisi politica porterebbe, in questo particolare momento, un impatto fortemente negativo sull’aggancio della ripresa e della crescita ed il settore agricolo potrebbe essere uno di quelli chiamato a pagarne maggiormente le conseguenze”.

martedì 28 maggio 2013

PIER CARLO SCARAMAGLI PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA FERRARA

Fonte: Confagricoltura Ferrara

L’assemblea dei Delegati di Confagricoltura Ferrara ha eletto il 27 maggio scorso Pier Carlo Scaramagli Presidente di Confagricoltura Ferrara per il triennio 2013/2015. Scaramagli succede a Nicola Gherardi giunto al termine del suo secondo ed ultimo mandato, così come previsto dallo statuto dell’Organizzazione agricola ferrarese. Pier Carlo Scaramagli 58 anni. Si è laureato con lode in Scienze Agrarie all’Università di Bologna. E’ stato dal 2004 al 2009 Presidente della sezione economica cerealicola provinciale di Confagricoltura Ferrara e sino al 2009 Presidente della sezione economica cerealicola regionale. E’ stato Presidente di Agriturist Ferrara. Nel 2010 viene eletto nella giunta esecutiva di Confagricoltura Ferrara con la carica di Vice Presidente. E’ conduttore a San Bartolomeo in Bosco (FE) dell’ ”Agriturismo La Torretta” e di una azienda agricola di ettari 135 circa, in proprietà ed affitto, nei comuni di Argenta e Ferrara, a coltivazione estensiva. E’ Presidente dell’associazione M.A.F. (Mondo Agricolo Ferrarese) che gestisce il Centro di Documentazione Mondo Agricolo Ferrarese. Dal 2010 è Presidente della Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra e socio dell’Accademia Nazionale dell’Agricoltura. Aprendo i lavori dell’Assemblea, Nicola Gherardi ha rivendicato l’orgoglio d’appartenenza alla Confagricoltura, unica organizzazione di rappresentanza del mondo agricolo che ha al centro esclusivamente gli interessi dell’impresa agricola. Gherardi, dopo aver ringraziato i dirigenti tutti di Confagricoltura Ferrara del supporto e dell’impegno offerto nel corso del suo mandato, ha esortato gli associati a stringersi ancora di più all’Organizzazione, perché in momenti così difficili, nel pieno di una crisi economica imponente serve ancora più sindacato. “La nostra attività imprenditoriale si fonda sull’affidamento di beni universali, gestiti dall’imprenditore con la consapevolezza che si sta operando non solo a proprio vantaggio ma anche per il bene comune” ha concluso Gherardi. L’Assemblea, con un scrosciante e prolungato applauso, ha ringraziato Nicola Gherardi per l’attività svolta ed i risultati ottenuti alla guida Organizzazione. Ringraziando l’Assemblea per la fiducia accordata, Pier Carlo Scaramagli, che eredita un’Organizzazione in piena salute ed espansione, ha sottolineato come la sua presidenza si caratterizzerà per l’affermazione di un’agricoltura fatta di imprese forti, efficienti, orientate al mercato e che producono e generano reddito. Un lavoro impegnativo dovrà essere svolto perché la sperimentazione, la ricerca, le indagini scientifiche abbiano a prevalere, contrariamente ad oggi, sulle esigenze della politica, delle ideologie, del populismo in economia. Altro tema strategico sarà coniugare produzione e sostenibilità ambientale. Scaramagli ha infine esortato tutti i dirigenti, in ragione delle tante sfide da affrontare, a “vivere” la vita dell’Organizzazione, contribuendo alle sue attività con idee e proposte. Successivamente l’Assemblea ha provveduto ad eleggere i sei componenti la Giunta Esecutiva nelle persone di Bergami Albano, Cavallari Silvia, Mantovani Luca, Mesini Claudio, Muraro Domenico, Vertuani Gian Luca; l’Assemblea ha eletto, altresì, il Collegio dei Revisori dei Conti e dei Probiviri nelle Persone di: Luigi Argentini, Presidente e Paolo Mezzogori ed Enrico Boari Componenti. Presente all’Assemblea, il Presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi ha chiuso i lavori ponendo l’accento sui temi politici e sindacali di attualità. Dal produttivo incontro con il neo-ministro Nunzia Girolamo al riassetto di Confagricoltura. “E’ tempo di ridare credibilità e fiducia alla rappresentanza – ha esortato Guidi - affiancando all’idea difensiva di lobby della nostra organizzazione anche l’idea di sviluppo dell’agricoltura senza tagliare spazi all’azione sindacale”. Dopo aver accennato alle nuove strategie per rilanciare l’agroalimentare italiano, Guidi ha voluto diffusamente illustrare i diciassette progetti in campo economico ed organizzativo che verranno discussi nell’Assemblea di Confagricoltura già convocata per il 12 giugno prossimo, per il rilancio dell’organizzazione e dell’agricoltura italiana.