Fonte: Agrinsieme
Roma, 31 marzo 2015 - Con tre partecipati sit-in a Roma, presso i luoghi simbolo dell’attività parlamentare e governativa (la Camera dei Deputati, il ministero dell’Economia e delle Finanze e quello delle Politiche agricole), e migliaia di agricoltori provenienti da ogni parte d’Italia, si è conclusa la mobilitazione sul territorio di Agrinsieme, diretta a sensibilizzare le forze politiche, le istituzioni, i media e l’opinione pubblica sul ruolo dell’agricoltura e dell’agroalimentare per la crescita e l’occupazione del Paese.
Al termine della mobilitazione i rappresentanti di Agrinsieme hanno incontrato la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina, il consigliere della presidente della Camera Carlo Leoni, il presidente della Commissione Agricoltura di Montecitorio Luca Sani, i rappresentanti della Commissione Agricoltura, della Conferenza delle Regioni e del ministero dell’Economia e delle Finanze, a cui è stato consegnato un articolato documento con proposte e priorità del mondo agricolo. Domani poi Agrinsieme incontrerà i rappresentanti della Commissione Agricoltura del Senato.
Per quanto riguarda la partita dell' Imu agricola, se, come ha detto il ministro Martina, è aperta, noi la vogliamo giocare – ha detto Agrinsieme - . Le misure tampone decise sono assolutamente insufficienti per lenire gli effetti di una tassazione che grava in maniera pesantissima sui fattori di produzione. Oltre tutto c’è stata una progressione che ha visto quasi triplicare il carico fiscale: la vecchia Ici era di 350 milioni di euro, oggi siamo a 900 milioni di euro. Ma soprattutto è stato sbagliato il modo con cui è stato fatto questo provvedimento, per questo occorre fermarsi subito”.
Al di là della questione Imu Agrinsieme ha quindi evidenziato tutta una serie di “priorità”: accelerare l’applicazione della riforma della PAC superando alcune recenti decisioni negative e non in linea con le aspettative delle imprese e garantire massima flessibilità e tolleranza per il non rispetto del “greening”; approvare rapidamente i PSR e partire quanto prima con i bandi; intervenire sui gap strutturali che minano la redditività agricola, inferiore al 2005; definire rapidamente le forme dell’organizzazione economica (le organizzazioni di prodotto e l’interprofessione); applicare le normative ambientali e sanitarie tenendo conto delle esigenze delle imprese, dei processi produttivi e della competitività; spingere con convinzione sulla diversificazione ed in particolare sulla produzione di energia da fonti rinnovabili; puntare sul “lavoro vero” in agricoltura (con misure specifiche per il settore e riducendo il cuneo fiscale); incentivare l’attività agricola come strumento di gestione del territorio per evitare il dissesto.
Il coordinamento tra Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative agroalimentari, infine, ha chiesto di intervenire sui mercati in crisi che subiscono i contraccolpi dovuti ai problemi produttivi, ma anche a quelli legati agli andamenti climatici, alle fitopatie, ai cali dei consumi ed all’export: ortofrutta, praticamente tutte le produzioni zootecniche, olio e vino. Ad avviso di Agrinsieme “occorre promuovere i consumi interni ed esteri, rinsaldare le filiere ‘dalla terra alla tavola’ e rilanciare l’aggregazione, come fattore di competitività e redditività”.
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martedì 31 marzo 2015
lunedì 2 marzo 2015
IMU, AD AGRINSIEME NON PIACE IL PROVVEDIMENTO VARATO DAL SENATO. LA MOBILITAZIONE DEGLI AGRICOLTORI CONTINUA
Fonte: Agrinsieme
“Le modifiche apportate nel primo passaggio parlamentare al Senato sull’Imu agricola sono decisamente insufficienti”. Lo sottolinea Agrinsieme, che ritiene che la concessione della proroga al 31 marzo per i versamenti del 2014 e il riconoscimento di una detrazione di 200 euro, a decorrere dal 2015, per gli agricoltori professionali (IAP e CD) non cambino la sostanza del provvedimento, che perpetua l’ingiusta applicazione dell’imposta per i possessori dei terreni che non hanno queste qualifiche e che li concedono in affitto o in comodato ad agricoltori professionali. Restano, inoltre, ancora da risolvere le questioni più urgenti ed inique derivanti dalla classificazione Istat, che comporta l’assoggettamento al tributo di terreni marginali e con scarsa produttività o, peggio, interessati da eventi e calamità naturali. Il coordinamento tra Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative Agroalimentari ha chiesto – e lo ribadisce ora anche al Senato - di rivedere una scelta che si presenta, alla prova dei fatti, fonte di sperequazioni e che ha provocato legittime proteste da parte del mondo agricolo. Agrinsieme ha ribadito che proseguirà nella capillare mobilitazione sul territorio, con iniziative di sensibilizzazione di prefetti, sindaci, parlamentari, mass media ed opinione pubblica su un provvedimento che richiede profonde modifiche nel prossimo esame alla Camera, a cominciare dall’abrogazione del pagamento retroattivo per il 2014”.
“Le modifiche apportate nel primo passaggio parlamentare al Senato sull’Imu agricola sono decisamente insufficienti”. Lo sottolinea Agrinsieme, che ritiene che la concessione della proroga al 31 marzo per i versamenti del 2014 e il riconoscimento di una detrazione di 200 euro, a decorrere dal 2015, per gli agricoltori professionali (IAP e CD) non cambino la sostanza del provvedimento, che perpetua l’ingiusta applicazione dell’imposta per i possessori dei terreni che non hanno queste qualifiche e che li concedono in affitto o in comodato ad agricoltori professionali. Restano, inoltre, ancora da risolvere le questioni più urgenti ed inique derivanti dalla classificazione Istat, che comporta l’assoggettamento al tributo di terreni marginali e con scarsa produttività o, peggio, interessati da eventi e calamità naturali. Il coordinamento tra Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative Agroalimentari ha chiesto – e lo ribadisce ora anche al Senato - di rivedere una scelta che si presenta, alla prova dei fatti, fonte di sperequazioni e che ha provocato legittime proteste da parte del mondo agricolo. Agrinsieme ha ribadito che proseguirà nella capillare mobilitazione sul territorio, con iniziative di sensibilizzazione di prefetti, sindaci, parlamentari, mass media ed opinione pubblica su un provvedimento che richiede profonde modifiche nel prossimo esame alla Camera, a cominciare dall’abrogazione del pagamento retroattivo per il 2014”.
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lunedì 16 febbraio 2015
CIA FERRARA - IMU: SERVE UNA REVISIONE TOTALE O SARÀ MOBILITAZIONE
Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara
Cia Ferrara, in accordo con Cia Nazionale, sconcertata per i criteri iniqui di applicazione dell’imposta che peserà, a livello nazionale, 300 milioni di euro sulle aziende agricole. Ed anche l’Istat se ne lava le mani.
Mentre si contano i danni provocati dagli allagamenti nelle campagne a causa delle piogge cadute nei giorni scorsi e la preoccupazione delle aziende agricole è ai massimi livelli, non si placano le polemiche per l’applicazione dell’IMU. In un momento così difficile per l’agricoltura, il problema della tassazione sugli immobili sembra lontano dall’essere risolto, soprattutto per le zone di pianura, ed aggrava ulteriormente la situazione. Cia Ferrara, in accordo con Cia Nazionale, sta pensando in questi giorni a una mobilitazione per chiedere al Governo di rivedere completamente la tassazione e i criteri di esenzione al pagamento. Secondo l’associazione, infatti, non basta la parziale modifica - approvata con un Decreto Legge il 24 gennaio – ma è necessario cancellare o modificare totalmente la norma che esclude dall’esenzione al pagamento dell’Imu i territori di pianura. Sul piatto c’è il destino di molte aziende medio-piccole e familiari ed anche il ricambio generazionale. La tassazione eccessiva, i bassi prezzi pagati ai produttori e la conseguente fatica a generare un reddito dignitoso allontanano i giovani dalle campagne, anche se possiedono già terreni di famiglia. Davvero amareggiato Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia Ferrara che, in pieno accordo con Secondo Scanavino presidente nazionale, sta valutando una mobilitazione anche sui territorio di Ferrara. «L’Imu vale per lo stato 300 milioni di euro, una cifra letteralmente “sottratta” alle aziende agricole, attraverso un mero calcolo finanziario, che non tiene conto delle difficoltà del settore e della forte necessità di puntare proprio sul primario per uscire dalla crisi. Non discuto che le zone di montagna siano considerate “svantaggiate” e quindi esenti dal pagamento, ma quale vantaggio c’è a condurre, di questi tempi, un’azienda nella pianura ferrarese? Servirebbe una revisione profonda, a livello strutturale, del tributo – continua Calderoni – per uscire da questo “Caos Imu” che pesa sulle tasche degli agricoltori. Fatto ancor più grave è la posizione dell’Istat che sta negando ogni responsabilità sui dati utilizzati dal Governo per l’applicazione della tassa. Siamo dunque nella situazione in cui l’Istituto Nazionale di Statistica nega la validità dei dati da lui stesso forniti. Un paradosso che rende ovvia la necessità di rivedere totalmente e in maniera tempestiva, l’intera tassazione. Per sollecitare tale azione anche Cia Ferrara – conclude Calderoni – aderirà al percorso di mobilitazione indetto a livello nazionale per chiedere che sull’Imu si ricominci, davvero, dall’inizio. E l’inizio, per noi, sono le esigenze del settore e delle imprese agricole dalle quali bisogna partire e delle quali bisogna tenere fortemente conto per evitare iniquità e favorire il rilancio, temi su cui abbiamo apprezzato la sensibilità dei nostri rappresentanti istituzionali territoriali e che auspichiamo si adoperino, ad ogni livello, per favorire un processo di profonda revisione dell’imposta.»
Cia Ferrara, in accordo con Cia Nazionale, sconcertata per i criteri iniqui di applicazione dell’imposta che peserà, a livello nazionale, 300 milioni di euro sulle aziende agricole. Ed anche l’Istat se ne lava le mani.
Mentre si contano i danni provocati dagli allagamenti nelle campagne a causa delle piogge cadute nei giorni scorsi e la preoccupazione delle aziende agricole è ai massimi livelli, non si placano le polemiche per l’applicazione dell’IMU. In un momento così difficile per l’agricoltura, il problema della tassazione sugli immobili sembra lontano dall’essere risolto, soprattutto per le zone di pianura, ed aggrava ulteriormente la situazione. Cia Ferrara, in accordo con Cia Nazionale, sta pensando in questi giorni a una mobilitazione per chiedere al Governo di rivedere completamente la tassazione e i criteri di esenzione al pagamento. Secondo l’associazione, infatti, non basta la parziale modifica - approvata con un Decreto Legge il 24 gennaio – ma è necessario cancellare o modificare totalmente la norma che esclude dall’esenzione al pagamento dell’Imu i territori di pianura. Sul piatto c’è il destino di molte aziende medio-piccole e familiari ed anche il ricambio generazionale. La tassazione eccessiva, i bassi prezzi pagati ai produttori e la conseguente fatica a generare un reddito dignitoso allontanano i giovani dalle campagne, anche se possiedono già terreni di famiglia. Davvero amareggiato Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia Ferrara che, in pieno accordo con Secondo Scanavino presidente nazionale, sta valutando una mobilitazione anche sui territorio di Ferrara. «L’Imu vale per lo stato 300 milioni di euro, una cifra letteralmente “sottratta” alle aziende agricole, attraverso un mero calcolo finanziario, che non tiene conto delle difficoltà del settore e della forte necessità di puntare proprio sul primario per uscire dalla crisi. Non discuto che le zone di montagna siano considerate “svantaggiate” e quindi esenti dal pagamento, ma quale vantaggio c’è a condurre, di questi tempi, un’azienda nella pianura ferrarese? Servirebbe una revisione profonda, a livello strutturale, del tributo – continua Calderoni – per uscire da questo “Caos Imu” che pesa sulle tasche degli agricoltori. Fatto ancor più grave è la posizione dell’Istat che sta negando ogni responsabilità sui dati utilizzati dal Governo per l’applicazione della tassa. Siamo dunque nella situazione in cui l’Istituto Nazionale di Statistica nega la validità dei dati da lui stesso forniti. Un paradosso che rende ovvia la necessità di rivedere totalmente e in maniera tempestiva, l’intera tassazione. Per sollecitare tale azione anche Cia Ferrara – conclude Calderoni – aderirà al percorso di mobilitazione indetto a livello nazionale per chiedere che sull’Imu si ricominci, davvero, dall’inizio. E l’inizio, per noi, sono le esigenze del settore e delle imprese agricole dalle quali bisogna partire e delle quali bisogna tenere fortemente conto per evitare iniquità e favorire il rilancio, temi su cui abbiamo apprezzato la sensibilità dei nostri rappresentanti istituzionali territoriali e che auspichiamo si adoperino, ad ogni livello, per favorire un processo di profonda revisione dell’imposta.»
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martedì 9 dicembre 2014
L’ANP - CIA FERRARA ADERISCE ALLA MOBILITAZIONE INTERREGIONALE DEI PENSIONATI DEL CENTRO – NORD
Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara
I pensionati della Confederazione Italiana Agricoltori a Bologna, oggi 9 dicembre, per chiedere alle istituzioni cambiamento, solidarietà e soprattutto un’esistenza dignitosa e libera
Sono 8 milioni i pensionati italiani che vivono con pensioni sotto i mille euro e ben 2,2 quelli che arrivano a stento ai 500 euro, in particolare nelle aree rurali. Condizioni di semi-povertà o povertà assoluta che le manovre la Legge di Stabilità del 2015 rischia di peggiorare ulteriormente. Parte proprio da questa preoccupante fotografia della condizione economica dei pensionati italiani, la mobilitazione indetta dall’Associazione Nazionale Pensionati Cia, che si sta tenendo a Bologna oggi 9 dicembre - al Teatro Testoni, dalle ore 11.00 - e coinvolgerà i pensionati di tutto il Centro - Nord. Una giornata di protesta per chiedere alle istituzioni un cambiamento reale, equità e meno tasse per garantire alla popolazione anziana un’esistenza dignitosa e una vita attiva. «I pensionati della Cia di Ferrara – spiega il presidente Valentino Calderoni – saranno a Bologna per esprimere la loro reale preoccupazione sulla situazione economica e soprattutto sociale che riguarda i pensionati agricoli e di tutti i gli altri settori. A livello locale, dati Istat alla mano, le addizionali regionali e comunali sono aumentate del 180% in dieci anni, a causa anche dei fondi tolti alle amministrazioni locali dal governo nazionale. Situazione che ci sembra destinata a peggiorare, in primo luogo perché non è chiaro – continua Calderoni – l’impatto che avrà la riorganizzazione regionale della sanità e quindi quali servizi saranno ancora garantiti e quali saranno eliminati o ridotti. Inoltre con la Legge di Stabilità si ridurranno ulteriormente - si parla di 4 miliardi - i fondi nazionali per le Regioni e di circa un miliardo per i Comuni e temiamo che i tagli possano andare ad incidere ulteriormente sui servizi. L’Anp di Ferrara ha sempre lottato non solo per i diritti essenziali, come quello alla salute e alle cure, ma anche per la possibilità dei pensionati di condurre una vita dignitosa, attiva e piena. Per andare in questa direzione, occorre una pensione che non venga continuamente erosa da tasse e inflazione ma sia sufficiente per rendere gli anni del ritiro dal lavoro anni comunque produttivi, per la persona e la comunità.» Tra le richieste che verranno fatte alle istituzioni nel corso della mobilitazione: l’estensione del bonus di 80 euro mensili e l’adeguamento progressivo dei minimi di pensione al 40% del reddito medio nazionale (€ 640 mensili); il recupero del potere d’acquisto delle pensioni (già eroso del 30%) attraverso una più puntuale indicizzazione e la riduzione del drenaggio fiscale nazionale e locale; una riforma sanitaria con moderne protezioni, presidi e servizi nei centri rurali; l’eliminazione delle liste d’attesa e la riduzione selettiva dei ticket; risorse economiche adeguate per il sociale e la non autosufficienza e il ripristino pieno del fondo Patronati. Alla mobilitazione saranno presenti Vincenzo Brocco, presidente nazionale ANP, Valter Manfredi, vicepresidente nazionale e Dino Scanavino, presidente nazionale Cia.
I pensionati della Confederazione Italiana Agricoltori a Bologna, oggi 9 dicembre, per chiedere alle istituzioni cambiamento, solidarietà e soprattutto un’esistenza dignitosa e libera
Sono 8 milioni i pensionati italiani che vivono con pensioni sotto i mille euro e ben 2,2 quelli che arrivano a stento ai 500 euro, in particolare nelle aree rurali. Condizioni di semi-povertà o povertà assoluta che le manovre la Legge di Stabilità del 2015 rischia di peggiorare ulteriormente. Parte proprio da questa preoccupante fotografia della condizione economica dei pensionati italiani, la mobilitazione indetta dall’Associazione Nazionale Pensionati Cia, che si sta tenendo a Bologna oggi 9 dicembre - al Teatro Testoni, dalle ore 11.00 - e coinvolgerà i pensionati di tutto il Centro - Nord. Una giornata di protesta per chiedere alle istituzioni un cambiamento reale, equità e meno tasse per garantire alla popolazione anziana un’esistenza dignitosa e una vita attiva. «I pensionati della Cia di Ferrara – spiega il presidente Valentino Calderoni – saranno a Bologna per esprimere la loro reale preoccupazione sulla situazione economica e soprattutto sociale che riguarda i pensionati agricoli e di tutti i gli altri settori. A livello locale, dati Istat alla mano, le addizionali regionali e comunali sono aumentate del 180% in dieci anni, a causa anche dei fondi tolti alle amministrazioni locali dal governo nazionale. Situazione che ci sembra destinata a peggiorare, in primo luogo perché non è chiaro – continua Calderoni – l’impatto che avrà la riorganizzazione regionale della sanità e quindi quali servizi saranno ancora garantiti e quali saranno eliminati o ridotti. Inoltre con la Legge di Stabilità si ridurranno ulteriormente - si parla di 4 miliardi - i fondi nazionali per le Regioni e di circa un miliardo per i Comuni e temiamo che i tagli possano andare ad incidere ulteriormente sui servizi. L’Anp di Ferrara ha sempre lottato non solo per i diritti essenziali, come quello alla salute e alle cure, ma anche per la possibilità dei pensionati di condurre una vita dignitosa, attiva e piena. Per andare in questa direzione, occorre una pensione che non venga continuamente erosa da tasse e inflazione ma sia sufficiente per rendere gli anni del ritiro dal lavoro anni comunque produttivi, per la persona e la comunità.» Tra le richieste che verranno fatte alle istituzioni nel corso della mobilitazione: l’estensione del bonus di 80 euro mensili e l’adeguamento progressivo dei minimi di pensione al 40% del reddito medio nazionale (€ 640 mensili); il recupero del potere d’acquisto delle pensioni (già eroso del 30%) attraverso una più puntuale indicizzazione e la riduzione del drenaggio fiscale nazionale e locale; una riforma sanitaria con moderne protezioni, presidi e servizi nei centri rurali; l’eliminazione delle liste d’attesa e la riduzione selettiva dei ticket; risorse economiche adeguate per il sociale e la non autosufficienza e il ripristino pieno del fondo Patronati. Alla mobilitazione saranno presenti Vincenzo Brocco, presidente nazionale ANP, Valter Manfredi, vicepresidente nazionale e Dino Scanavino, presidente nazionale Cia.
lunedì 2 dicembre 2013
COLDIRETTI: E’ MOBILITAZIONE! MIGLIAIA DI IMPRENDITORI ED ALLEVATORI SCENDONO IN PIAZZA PER IL MADE IN ITALY
Fonte: Coldiretti Ferrara
Mercoledì 4 dicembre dalle 9.00 a Reggio Emilia, migliaia di soci Coldiretti in difesa del vero prosciutto italiano che rischia di sparire e delle eccellenze italiane che ogni giorno vengono imitate ed impoverite. E’ partita la “Battaglia di Natale del vero Made in Italy”.
Mercoledì 4 dicembre alle ore 9,00 migliaia di allevatori e imprenditori agricoli, con un centinaio di trattori, scenderanno in piazza San Prospero a Reggio Emilia, in appoggio ai diecimila coltivatori che presidieranno nella stessa giornata il valico del Brennero nell’ambito della mobilitazione “La battaglia di Natale: scegli l’Italia” per difendere l’economia e il lavoro dalle importazioni di bassa qualità che varcano le frontiere per essere spacciate come italiane. A Reggio Emilia, uno dei principali centri italiani di produzione di carni di maiale e di salumi, oltre che dall’Emilia Romagna, arriveranno allevatori da Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, per denunciare il “finto made in Italy”. La denuncia riguarderà in particolare i milioni di cosce di maiale che arrivano da oltre frontiera e che in vista del Natale arrivano sulle nostre tavole all’insaputa dei consumatori per la mancanza di una normativa chiara sull’obbligo di indicare l’origine degli alimenti. Dalle scelte di acquisto in queste festività dipendono il posto di lavoro e la sopravvivenza di moltissime imprese e per questo Coldiretti sarà ancora una volta a presidiare il valico del Brennero, per smascherare il "finto Made in Italy" diretto sulle tavole in vista del Natale, per aiutare i consumatori a fare scelte di acquisto consapevoli per se stessi e per sostenere il lavoro e leimprese italiane, ma anche per sollecitare le Istituzioni verso l'obbligo di prevedere l'etichetta con l'origine degli alimenti. “Se non difendiamo i nostri prodotti e la nostra identità non ci sarà futuro per i giovani in questo Paese” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo che guiderà ilpresidio che si svolgerà in stretta collaborazione con le forze dell’ordine presenti in frontiera. Attraverso il valico Brennero giungono in Italia miliardi di litri di latte, cagliate e polveri, ma anche milioni di cosce di maiale per fare i prosciutti, conserve di pomodoro, succhi di frutta concentrati e altri prodotti che, come dimostra il dossierelaborato dalla Coldiretti per l’occasione, stanno provocando la chiusura delle stalle e delle aziende agricole con la perdita di migliaia di posti di lavoro. In collegamento diretto con il Brennero, a Reggio Emilia gli allevatori delle varie regioni, guidate dal presidente di Coldiretti Emilia Romagna e vice-presidente nazionale, Mauro Tonello, manifesteranno per salvare il vero prosciutto italiano e salvaguardare il futuro di un settore che dà lavoro a 105 mila addetti.
Mercoledì 4 dicembre dalle 9.00 a Reggio Emilia, migliaia di soci Coldiretti in difesa del vero prosciutto italiano che rischia di sparire e delle eccellenze italiane che ogni giorno vengono imitate ed impoverite. E’ partita la “Battaglia di Natale del vero Made in Italy”.
Mercoledì 4 dicembre alle ore 9,00 migliaia di allevatori e imprenditori agricoli, con un centinaio di trattori, scenderanno in piazza San Prospero a Reggio Emilia, in appoggio ai diecimila coltivatori che presidieranno nella stessa giornata il valico del Brennero nell’ambito della mobilitazione “La battaglia di Natale: scegli l’Italia” per difendere l’economia e il lavoro dalle importazioni di bassa qualità che varcano le frontiere per essere spacciate come italiane. A Reggio Emilia, uno dei principali centri italiani di produzione di carni di maiale e di salumi, oltre che dall’Emilia Romagna, arriveranno allevatori da Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, per denunciare il “finto made in Italy”. La denuncia riguarderà in particolare i milioni di cosce di maiale che arrivano da oltre frontiera e che in vista del Natale arrivano sulle nostre tavole all’insaputa dei consumatori per la mancanza di una normativa chiara sull’obbligo di indicare l’origine degli alimenti. Dalle scelte di acquisto in queste festività dipendono il posto di lavoro e la sopravvivenza di moltissime imprese e per questo Coldiretti sarà ancora una volta a presidiare il valico del Brennero, per smascherare il "finto Made in Italy" diretto sulle tavole in vista del Natale, per aiutare i consumatori a fare scelte di acquisto consapevoli per se stessi e per sostenere il lavoro e leimprese italiane, ma anche per sollecitare le Istituzioni verso l'obbligo di prevedere l'etichetta con l'origine degli alimenti. “Se non difendiamo i nostri prodotti e la nostra identità non ci sarà futuro per i giovani in questo Paese” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo che guiderà ilpresidio che si svolgerà in stretta collaborazione con le forze dell’ordine presenti in frontiera. Attraverso il valico Brennero giungono in Italia miliardi di litri di latte, cagliate e polveri, ma anche milioni di cosce di maiale per fare i prosciutti, conserve di pomodoro, succhi di frutta concentrati e altri prodotti che, come dimostra il dossierelaborato dalla Coldiretti per l’occasione, stanno provocando la chiusura delle stalle e delle aziende agricole con la perdita di migliaia di posti di lavoro. In collegamento diretto con il Brennero, a Reggio Emilia gli allevatori delle varie regioni, guidate dal presidente di Coldiretti Emilia Romagna e vice-presidente nazionale, Mauro Tonello, manifesteranno per salvare il vero prosciutto italiano e salvaguardare il futuro di un settore che dà lavoro a 105 mila addetti.
martedì 13 marzo 2012
COLDIRETTI: AL VIA MOBILITAZIONE PER UN NUOVO PROTAGONISMO DELL’AGRICOLTURA
Fonte: Coldiretti Ferrara
Giovedì 15 marzo 2012 a Piazza Montecitorio, al Ministero dello Sviluppo Economico ed alla sede di SIMEST la protesta degli agricoltori contro i falsi agroalimentari di Stato. Folta delegazione da Ferrara per difendere il ruolo dell’agricoltura italiane e le nostre imprese. Basta con i finanziamenti al falso made in Italy e no a questa IMU.
Migliaia di agricoltori, cittadini, ambientalisti, associazioni dei consumatori, insieme a Sindaci e rappresentanti delle Istituzioni a livello nazionale, regionale e locale provenienti dalle diverse Regioni italiane si mobilitano nella capitale contro il falso Made in Italy di Stato in questa occasione rappresentato dal “Pecorino” prodotto completamente in Romania con i soldi dello Stato italiano, che sarà portato per la prima volta in piazza “in bella vista” a disposizione delle Autorità e dei cittadini. Un caso emblematico in cui lo Stato favorisce la delocalizzazione e fa concorrenza agli italiani sfruttando il valore evocativo del Made in Italy. Quel made in Italy tanto abusato e “taroccato” all’estero, come il servizio di ieri di Striscia la Notizia da New York con il responsabile qualità di Coldiretti, Manfredini, ha ben rappresantato con quattro prodotti su cinque che sono autentici falsi, vere bufale che di italiano non hanno nulla, se non il richiamo alla nostra qualità ed al nostro territorio.
Per il presidente di Coldiretti Ferrara, Mauro Tonello, “sarà l’occasione per affermare la centralità del settore agroalimentare quale una delle poche leve competitive di cui il Paese dispone per ricominciare a crescere, ma anche un modo per denunciare gli ormai troppi casi di disattenzione e sottovalutazione nei confronti di un settore che è patrimonio del Paese. Ci chiediamo infatti:
• perché dopo tante denunce il Ministero dello Sviluppo Economico non vieta per legge il finanziamento di prodotti realizzati all’estero che imitando il vero Made in Italy uccidono il futuro delle nostre imprese ?
• perché chi con la terra ci lavora e ci vive si è visto aumentare l’IMU in maniera maggiore di chi la terra la usa per divertirsi o speculare ?
• perché al tavolo del lavoro tra Governo e forze sociali, il nostro settore che occupa 1,2 milioni di lavoratori dipendenti oltre agli autonomi è l’unico a non essere stato invitato ?
• perché dopo due leggi nazionali sull’etichettatura per fare sapere agli italiani quello che mangiano nessuno si è preso la responsabilità di applicarle ?
Sono domande semplici, alle quali sarebbe logico e giusto fosse data risposta, ma forse le risposte non sono altrettanto semplici da dare, anche da parte di questo Governo”
La nostra agricoltura è la prima a livello mondiale per valore aggiunto ad ettaro, il nostro cibo è il piu’ apprezzato e imitato nel mondo, il nostro export agroalimentare cresce a due cifre. Agricoltura e cibo sono un patrimonio economico, sociale, ambientale, paesaggistico e culturale che il mondo ci invidia. Sono un patrimonio di tutti gli italiani ! Tutto questo la gente lo sa ed è ora che anche la politica ne prenda atto. Le ragioni della mobilitazione saranno illustrate dal presidente della Coldiretti Sergio Marini a partire dalle ore 9,30 il 15 marzo 2012 in piazza Montecitorio a Roma con migliaia di manifestanti che presidieranno anche il Ministero dello Sviluppo Economico in via Veneto 33 e la sede della Simest in Largo Ottavio Tassoni.
CHI APPOGGIA LA DIFESA DEL VERO MADE IN ITALY
Sono 12 le Regioni italiane che hanno approvato documenti a favore dell’iniziativa Coldiretti contro il falso made in Italy di stato (compresa l’Emilia-Romagna), 27 le province (anche quella estense), 41 le Camere di Commercio (ad oggi non quella della nostra provincia), oltre 2.200 i Comuni. A Ferrara i Comuni che ad oggi hanno approvato delibere oppure ordini del giorno a difesa del made in Italy sono 21 su 26 (80% circa) e prossimamente, alla prima convocazione utile, altri tre dovrebbero prendere posizione (Migliarino, Poggio Renatico e Ostellato), portando così il totale a 24. Nessuna volontà è per il momento stata espressa da Argenta e Mirabello. A favore anche Federconsumatori ed il Consorzio Produttori Aglio di Voghiera DOP.
venerdì 9 marzo 2012
COLDIRETTI: AL VIA MOBILITAZIONE PER UN NUOVO PROTAGONISMO DELL’AGRICOLTURA
Fonte: Coldiretti Ferrara
Giovedì 15 marzo 2012 a Piazza Montecitorio, al Ministero dello Sviluppo Economico ed alla sede di SIMEST la protesta degli agricoltori contro i falsi agroalimentari di Stato. Folta delegazione da Ferrara per difendere il ruolo dell’agricoltura italiane e le nostre imprese. Basta con i finanziamenti al falso made in Italy e no a questa IMU.
Migliaia di agricoltori, cittadini, ambientalisti, associazioni dei consumatori, insieme a Sindaci e rappresentanti delle Istituzioni a livello nazionale, regionale e locale provenienti dalle diverse Regioni italiane si mobilitano nella capitale contro il falso Made in Italy di Stato in questa occasione rappresentato dal “Pecorino” prodotto completamente in Romania con i soldi dello Stato italiano, che sarà portato per la prima volta in piazza “in bella vista” a disposizione delle Autorità e dei cittadini. Un caso emblematico in cui lo Stato favorisce la delocalizzazione e fa concorrenza agli italiani sfruttando il valore evocativo del Made in Italy.
Per il presidente di Coldiretti Ferrara, Mauro Tonello, “sarà l’occasione per affermare la centralità del settore agroalimentare quale una delle poche leve competitive di cui il Paese dispone per ricominciare a crescere, ma anche un modo per denunciare gli ormai troppi casi di disattenzione e sottovalutazione nei confronti di un settore che è patrimonio del Paese. Ci chiediamo infatti:
• perché dopo tante denunce il Ministero dello Sviluppo Economico non vieta per legge il finanziamento di prodotti realizzati all’estero che imitando il vero Made in Italy uccidono il futuro delle nostre imprese ?
• perché chi con la terra ci lavora e ci vive si è visto aumentare l’IMU in maniera maggiore di chi la terra la usa per divertirsi o speculare ?
• perché al tavolo del lavoro tra Governo e forze sociali, il nostro settore che occupa 1,2 milioni di lavoratori dipendenti oltre agli autonomi è l’unico a non essere stato invitato ?
• perché dopo due leggi nazionali sull’etichettatura per fare sapere agli italiani quello che mangiano nessuno si è preso la responsabilità di applicarle ?
Sono domande semplici, alle quali sarebbe logico e giusto fosse data risposta, ma forse le risposte non sono altrettanto semplici da dare, anche da parte di questo Governo”
La nostra agricoltura è la prima a livello mondiale per valore aggiunto ad ettaro, il nostro cibo è il piu’ apprezzato e imitato nel mondo, il nostro export agroalimentare cresce a due cifre. Agricoltura e cibo sono un patrimonio economico, sociale, ambientale, paesaggistico e culturale che il mondo ci invidia. Sono un patrimonio di tutti gli italiani ! Tutto questo la gente lo sa ed è ora che anche la politica ne prenda atto. Le ragioni della mobilitazione saranno illustrate dal presidente della Coldiretti Sergio Marini a partire dalle ore 9,30 il 15 marzo 2012 in piazza Montecitorio a Roma con migliaia di manifestanti che presidieranno anche il Ministero dello Sviluppo Economico in via Veneto 33 e la sede della Simest in Largo Ottavio Tassoni.
venerdì 23 luglio 2010
GRANDE PARTECIPAZIONE DEGLI IMPRENDITORI FERRARESI ALLA MANIFESTAZIONE DI CONFAGRICOLTURA A CREMONA
Fonte: Confagricoltura Ferrara
Trecento soci di Confagricoltura Ferrara hanno preso parte nella serata di ieri a Cremona alla manifestazione di mobilitazione promossa da Confagricoltura ed alla quale hanno preso parte diecimila agricoltori di tutte le regioni del Nord Italia (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia) ma con delegazioni provenienti da tutto il resto d’Italia. Presenti una folta delegazione di Sindaci ed un nutrito numero di esponenti politici di ogni orientamento.
“La mobilitazione degli agricoltori onesti, che rispettano le leggi dello Stato, di quell’imprenditoria agricola che fa crescere il Paese, che non vuole sussidi o cambiali in bianco ma che chiede gli strumenti per competere”, ha osservato il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi.
La platea ha espresso con forza il malcontento per la gravissima situazione in cui si trova il settore primario, denunciando come nessuna delle richieste avanzate abbia trovato risposta nella manovra economica varata dal Governo. Dalle quote latte alla previdenza, alle bietole, dalle agevolazioni per il gasolio ai certificati verdi.
“Le migliaia di agricoltori che hanno protestato a Cremona – ha detto il Presidente degli imprenditori agricoli ferraresi - sono una piccola rappresentanza di tutti quegli imprenditori che non chiedono sussidi, ma la stessa cosa di cui ha goduto larga parte del Paese, cioè di una politica economica che tenga conto del valore del comparto coniugando contenimento del deficit con misure per lo sviluppo. La motivazione di questa nostra mobilitazione sta in una manovra finanziaria che Confagricoltura giudica complessivamente necessaria e efficace, tranne che per il settore agricolo”.
“O le risorse ci sono, o non ci sono – ha evidenziato Nicola Gherardi – a proposito dell’emendamento che proroga il pagamento delle multe perr chi ha prodotto latte oltre le quote fissate. Questa vicenda, oltre ad essere un premio ai “furbi”, ha del paradossale perché, in una finanziaria in cui non ci sono soldi per niente e nessuno ma solo tagli, stabilisce il rinvio di un pagamento che costerà parecchi milioni di euro all’erario, quindi a tutti noi cittadini”.
“La tensione tra gli imprenditori agricoli è allo stremo – ha sottolineato il Presidente di Confagricoltura Ferrara – e queste manifestazioni hanno anche l’obiettivo di evidenziare alla classe politica il criticissimo stato di un settore che rappresenta il 15,7% del Pil nazionale e che ha mostrato una tenuta significativa dell’occupazione anche nel pieno della crisi”.
“Noi non abbiamo la tracotanza – Ha concluso Nicola Gherardi – di asserire che siamo l’agricoltura, ma certamente la forza nei numeri e del prodotto rappresentato ci fa dire a buon titolo che non c’è agricoltura senza di noi”.
Trecento soci di Confagricoltura Ferrara hanno preso parte nella serata di ieri a Cremona alla manifestazione di mobilitazione promossa da Confagricoltura ed alla quale hanno preso parte diecimila agricoltori di tutte le regioni del Nord Italia (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia) ma con delegazioni provenienti da tutto il resto d’Italia. Presenti una folta delegazione di Sindaci ed un nutrito numero di esponenti politici di ogni orientamento.
“La mobilitazione degli agricoltori onesti, che rispettano le leggi dello Stato, di quell’imprenditoria agricola che fa crescere il Paese, che non vuole sussidi o cambiali in bianco ma che chiede gli strumenti per competere”, ha osservato il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi.
La platea ha espresso con forza il malcontento per la gravissima situazione in cui si trova il settore primario, denunciando come nessuna delle richieste avanzate abbia trovato risposta nella manovra economica varata dal Governo. Dalle quote latte alla previdenza, alle bietole, dalle agevolazioni per il gasolio ai certificati verdi.
“Le migliaia di agricoltori che hanno protestato a Cremona – ha detto il Presidente degli imprenditori agricoli ferraresi - sono una piccola rappresentanza di tutti quegli imprenditori che non chiedono sussidi, ma la stessa cosa di cui ha goduto larga parte del Paese, cioè di una politica economica che tenga conto del valore del comparto coniugando contenimento del deficit con misure per lo sviluppo. La motivazione di questa nostra mobilitazione sta in una manovra finanziaria che Confagricoltura giudica complessivamente necessaria e efficace, tranne che per il settore agricolo”.
“O le risorse ci sono, o non ci sono – ha evidenziato Nicola Gherardi – a proposito dell’emendamento che proroga il pagamento delle multe perr chi ha prodotto latte oltre le quote fissate. Questa vicenda, oltre ad essere un premio ai “furbi”, ha del paradossale perché, in una finanziaria in cui non ci sono soldi per niente e nessuno ma solo tagli, stabilisce il rinvio di un pagamento che costerà parecchi milioni di euro all’erario, quindi a tutti noi cittadini”.
“La tensione tra gli imprenditori agricoli è allo stremo – ha sottolineato il Presidente di Confagricoltura Ferrara – e queste manifestazioni hanno anche l’obiettivo di evidenziare alla classe politica il criticissimo stato di un settore che rappresenta il 15,7% del Pil nazionale e che ha mostrato una tenuta significativa dell’occupazione anche nel pieno della crisi”.
“Noi non abbiamo la tracotanza – Ha concluso Nicola Gherardi – di asserire che siamo l’agricoltura, ma certamente la forza nei numeri e del prodotto rappresentato ci fa dire a buon titolo che non c’è agricoltura senza di noi”.
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mercoledì 21 luglio 2010
CIA: GIOVEDI' 22 LUGLIO UN SIT IN A ROMA PER CHIEDERE MAGGIORE ATTENZIONE VERSO I PROBLEMI DEL MONDO AGRICOLO
Fonte: Cia Ferrara
Ferrara: Per le imprese agricole è “allarme rosso”, i costi produttivi, contributivi e burocratici sono alle stelle, i prezzi praticati sui campi sono minimi, i redditi in questo modo risultano falcidiati. C’è l’impellente necessità di interventi urgenti e concreti in grado di garantire una “boccata d’ossigeno” ai tanti agricoltori che oggi operano in grave affanno.
Per questa ragione che la Cia scende in piazza giovedì 22 luglio a Roma, davanti alla Camera dei Deputati, organizzando un grande sit-in di protesta per reclamare una maggiore attenzione verso i loro problemi dal governo e dal mondo politico, anche da Ferrara una delegazione partecipa per manifestare il grande disagio che proviene dalle campagne locali.
“Non si tratta -afferma Ferrari, presidente Cia- di una scelta causale. La manifestazione si tiene infatti, in concomitanza della discussione alla Camera della manovra finanziaria, appena approvata dal Senato.”
“Abbiamo richieste – prosegue Ferrari – importanti che sono trascurate da tempo: la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali che deve essere propedeutica ad una riforma tesa a ridurre i costi contributivi alle aziende agricole; la reintroduzione del “bonus gasolio” per le serre e che deve essere esteso a tutta l’imprenditoria agricola; il rispetto delle legalità e la salvaguardia degli allevatori che sono stati alle regole nel contesto delle quote latte.”
“Il settore vive una delle crisi più difficili degli ultimi trent’anni. – conclude Ferrari – e non ha avuto molto senso dividersi nella protesta. In futuro servirebbe un impegno unitario di tutte le rappresentanze dell’intero mondo agricolo. Solo in questo modo si possono superare in maniera adeguata i complessi problemi e le grandi sfide del settore. Occorre, quindi, adoperarsi per aggregare il più possibile una rappresentanza sempre più frammentata e, dunque, sempre più debole.”
Ferrara: Per le imprese agricole è “allarme rosso”, i costi produttivi, contributivi e burocratici sono alle stelle, i prezzi praticati sui campi sono minimi, i redditi in questo modo risultano falcidiati. C’è l’impellente necessità di interventi urgenti e concreti in grado di garantire una “boccata d’ossigeno” ai tanti agricoltori che oggi operano in grave affanno.
Per questa ragione che la Cia scende in piazza giovedì 22 luglio a Roma, davanti alla Camera dei Deputati, organizzando un grande sit-in di protesta per reclamare una maggiore attenzione verso i loro problemi dal governo e dal mondo politico, anche da Ferrara una delegazione partecipa per manifestare il grande disagio che proviene dalle campagne locali.
“Non si tratta -afferma Ferrari, presidente Cia- di una scelta causale. La manifestazione si tiene infatti, in concomitanza della discussione alla Camera della manovra finanziaria, appena approvata dal Senato.”
“Abbiamo richieste – prosegue Ferrari – importanti che sono trascurate da tempo: la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali che deve essere propedeutica ad una riforma tesa a ridurre i costi contributivi alle aziende agricole; la reintroduzione del “bonus gasolio” per le serre e che deve essere esteso a tutta l’imprenditoria agricola; il rispetto delle legalità e la salvaguardia degli allevatori che sono stati alle regole nel contesto delle quote latte.”
“Il settore vive una delle crisi più difficili degli ultimi trent’anni. – conclude Ferrari – e non ha avuto molto senso dividersi nella protesta. In futuro servirebbe un impegno unitario di tutte le rappresentanze dell’intero mondo agricolo. Solo in questo modo si possono superare in maniera adeguata i complessi problemi e le grandi sfide del settore. Occorre, quindi, adoperarsi per aggregare il più possibile una rappresentanza sempre più frammentata e, dunque, sempre più debole.”
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martedì 20 luglio 2010
CONFAGRICOLTURA DICHIARA LA MOBILITAZIONE NAZIONALE. IL 22 LUGLIO 300 SOCI DI CONFAGRICOLTURA FERRARA A CREMONA
Fonte: Confagricoltura Ferrara
Confagricoltura ha dichiarato la mobilitazione nazionale. La decisione è stata presa dall’Assemblea generale dell’organizzazione degli imprenditori agricoli, che ha fatto il punto sulla situazione in atto ed, in particolare, sulla manovra economica all’esame del Parlamento. La prima grande manifestazione per il Nord Italia per ribadire i temi caldi che dalla manovra non hanno ricevuto nessuna risposta si terrà giovedì 22 luglio a Cremona. La manifestazione vedrà la partecipazione di circa 300 associati a Confagricoltura Ferrara.
“Gli avvenimenti delle ultime ore rendono inevitabili le azioni di forza che ci prepariamo ad intraprendere – ha detto il Presidente dell’Organizzazione agricola ferrarese, Nicola Gherardi -. Sosteniamo le posizioni espresse, anche a Ferrara in occasione della nostra Assemblea Generale dei Soci del 6 luglio, dal Ministro Giancarlo Galan: rispetto delle regole, innovazione, fondi per l’agricoltura. Ci corre l’obbligo di ringraziarlo per come e quanto si è speso in questa vicenda che, oltre ad essere il trionfo dei “furbi”, ha del paradossale, poiché, in una finanziaria in cui non ci sono soldi per niente e nessuno, esce come dal cilindro di un prestigiatore il rinvio di un pagamento (quote latte) che costa parecchi milioni all’erario, che va a beneficio di quei pochissimi che non hanno rispettato le regole a discapito di tutti gli altri”.
“Chiediamo – ha proseguito Nicola Gherardi - che quanto atteso dal sistema agricolo in un momento tanto grave sia accolto con il rispetto dovuto ad un settore strategico per l’economia del Paese: non vogliamo sussidi, ma le stesse forme di incentivo ottenute dalle altre Pmi. I punti chiave sono: fondi per il comparto bieticolo saccarifero, fondo di solidarietà nazionale, fiscalizzazione degli oneri e latte. Ci aspettiamo che quanti nel Governo condividono queste posizioni esprimano il loro appoggio all’impegno del ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan, e che l’opposizione sappia con forza sostenere la necessità di urgenti risposte alle richieste degli agricoltori”.
“La tensione tra gli imprenditori agricoli onesti e rispettosi delle leggi è allo spasimo – ha concluso il Presidente di Confagricoltura Ferrara e la mobilitazione lanciata a livello nazionale è aperta a tutti quelli a cui sta a cuore la sopravvivenza e il futuro dell’agricoltura italiana. Noi non abbiamo la tracotanza di asserire che siamo l’agricoltura, ma certamente possiamo dire a buon titolo che non c’è agricoltura senza di noi”.
Confagricoltura ha dichiarato la mobilitazione nazionale. La decisione è stata presa dall’Assemblea generale dell’organizzazione degli imprenditori agricoli, che ha fatto il punto sulla situazione in atto ed, in particolare, sulla manovra economica all’esame del Parlamento. La prima grande manifestazione per il Nord Italia per ribadire i temi caldi che dalla manovra non hanno ricevuto nessuna risposta si terrà giovedì 22 luglio a Cremona. La manifestazione vedrà la partecipazione di circa 300 associati a Confagricoltura Ferrara.
“Gli avvenimenti delle ultime ore rendono inevitabili le azioni di forza che ci prepariamo ad intraprendere – ha detto il Presidente dell’Organizzazione agricola ferrarese, Nicola Gherardi -. Sosteniamo le posizioni espresse, anche a Ferrara in occasione della nostra Assemblea Generale dei Soci del 6 luglio, dal Ministro Giancarlo Galan: rispetto delle regole, innovazione, fondi per l’agricoltura. Ci corre l’obbligo di ringraziarlo per come e quanto si è speso in questa vicenda che, oltre ad essere il trionfo dei “furbi”, ha del paradossale, poiché, in una finanziaria in cui non ci sono soldi per niente e nessuno, esce come dal cilindro di un prestigiatore il rinvio di un pagamento (quote latte) che costa parecchi milioni all’erario, che va a beneficio di quei pochissimi che non hanno rispettato le regole a discapito di tutti gli altri”.
“Chiediamo – ha proseguito Nicola Gherardi - che quanto atteso dal sistema agricolo in un momento tanto grave sia accolto con il rispetto dovuto ad un settore strategico per l’economia del Paese: non vogliamo sussidi, ma le stesse forme di incentivo ottenute dalle altre Pmi. I punti chiave sono: fondi per il comparto bieticolo saccarifero, fondo di solidarietà nazionale, fiscalizzazione degli oneri e latte. Ci aspettiamo che quanti nel Governo condividono queste posizioni esprimano il loro appoggio all’impegno del ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan, e che l’opposizione sappia con forza sostenere la necessità di urgenti risposte alle richieste degli agricoltori”.
“La tensione tra gli imprenditori agricoli onesti e rispettosi delle leggi è allo spasimo – ha concluso il Presidente di Confagricoltura Ferrara e la mobilitazione lanciata a livello nazionale è aperta a tutti quelli a cui sta a cuore la sopravvivenza e il futuro dell’agricoltura italiana. Noi non abbiamo la tracotanza di asserire che siamo l’agricoltura, ma certamente possiamo dire a buon titolo che non c’è agricoltura senza di noi”.
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venerdì 16 luglio 2010
QUOTE LATTE: INIZIA MARTEDI DA PIAZZA MONTECITORIO LA MOBILITAZIONE COLDIRETTI
Fonte: Coldiretti Ferrara
Coldiretti: intanto ridateci i soldi! Intollerabile presa in giro per i produttori onesti che hanno pagato per produrre nella legalità.
Il Consiglio Nazionale della Coldiretti ha deciso l’avvio della mobilitazione della piu’ grande organizzazione agricola italiana a partire da martedì 20 luglio alle ore 10,00 in piazza Montecitorio a Roma con migliaia di allevatori dalle diverse Regioni insieme al presidente Sergio Marini, durante la discussione della manovra alla Camera dei deputati. “Noi rispettiamo sempre la legge ma la legge rispetta noi - ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini - nell’annunciare la mobilitazione. Se gli accertamenti in corso sono cosi’ “importanti” da determinare nella manovra la sospensione delle rate delle multe sulle quote latte, allora lo Stato rifaccia per l’ennesima volta i suoi conti ma visto che venti anni non gli sono ancora bastati, intanto restituisca i soldi a tutti gli allevatori che hanno versato multe non dovute e acquistato quote non necessarie calcolate su dati che lo stesso Stato oggi con tanto di legge ritiene non ancora certi”.
Se - conclude Marini - sono ancora da rifare i conti “chi sbaglia paga” deve valere per i produttori ma anche per lo Stato. In queste ore la tensione tra gli allevatori che nel corso degli anni hanno pagato le eventuali produzioni eccedenti o che si sono anche indebitati per acquisire altre quote per poter produrre rispettando le norme di legge, è palpabile e non è tollerabile quello cui si sta assistendo, costruito in spregio sia alle norme ed agli impegni europei, sia al rispetto del lavoro e degli impegni di decine di migliaia di allevatori onesti.“Per questo – aggiunge il presidente di Coldiretti Ferrara, Mauro Tonello – non resteremo alla finestra a guardare ma già da martedì la nostra mobilitazione, con migliaia di allevatori, proprio in quelle piazze antistanti i “palazzi della politica” renderà ben visibile e tangibile il malcontento dei nostri produttori. Siamo sconcertati che in una situazione così pesante per tutti i settori economici, senza eccezioni per il settore del latte, si torni a parlare di vecchie vicende, si cerchino soluzioni che già sappiamo non reggere al vaglio europeo e che non fanno altro che riaprire ferite molto dolorose, mentre rimangono inevasi i motivi e le possibili soluzioni alle vertenze per un prezzo più remunerativo, per una etichettatura completa su tutti i prodotti lattiero caseari, su un sistema di qualità che risponda alle richieste dei consumatori e che tuteli il prodotto italiano”.
Coldiretti: intanto ridateci i soldi! Intollerabile presa in giro per i produttori onesti che hanno pagato per produrre nella legalità.
Il Consiglio Nazionale della Coldiretti ha deciso l’avvio della mobilitazione della piu’ grande organizzazione agricola italiana a partire da martedì 20 luglio alle ore 10,00 in piazza Montecitorio a Roma con migliaia di allevatori dalle diverse Regioni insieme al presidente Sergio Marini, durante la discussione della manovra alla Camera dei deputati. “Noi rispettiamo sempre la legge ma la legge rispetta noi - ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini - nell’annunciare la mobilitazione. Se gli accertamenti in corso sono cosi’ “importanti” da determinare nella manovra la sospensione delle rate delle multe sulle quote latte, allora lo Stato rifaccia per l’ennesima volta i suoi conti ma visto che venti anni non gli sono ancora bastati, intanto restituisca i soldi a tutti gli allevatori che hanno versato multe non dovute e acquistato quote non necessarie calcolate su dati che lo stesso Stato oggi con tanto di legge ritiene non ancora certi”.
Se - conclude Marini - sono ancora da rifare i conti “chi sbaglia paga” deve valere per i produttori ma anche per lo Stato. In queste ore la tensione tra gli allevatori che nel corso degli anni hanno pagato le eventuali produzioni eccedenti o che si sono anche indebitati per acquisire altre quote per poter produrre rispettando le norme di legge, è palpabile e non è tollerabile quello cui si sta assistendo, costruito in spregio sia alle norme ed agli impegni europei, sia al rispetto del lavoro e degli impegni di decine di migliaia di allevatori onesti.“Per questo – aggiunge il presidente di Coldiretti Ferrara, Mauro Tonello – non resteremo alla finestra a guardare ma già da martedì la nostra mobilitazione, con migliaia di allevatori, proprio in quelle piazze antistanti i “palazzi della politica” renderà ben visibile e tangibile il malcontento dei nostri produttori. Siamo sconcertati che in una situazione così pesante per tutti i settori economici, senza eccezioni per il settore del latte, si torni a parlare di vecchie vicende, si cerchino soluzioni che già sappiamo non reggere al vaglio europeo e che non fanno altro che riaprire ferite molto dolorose, mentre rimangono inevasi i motivi e le possibili soluzioni alle vertenze per un prezzo più remunerativo, per una etichettatura completa su tutti i prodotti lattiero caseari, su un sistema di qualità che risponda alle richieste dei consumatori e che tuteli il prodotto italiano”.
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giovedì 15 luglio 2010
I BIETICOLTORI ITALIANI CHIEDONO IL RISPETTO DEGLI IMPEGNI. ANB ADERISCE ALLA MOBILITAZIONE LANCIATA DA CONFAGRICOLTURA
Fonte: Anb (Associazione Nazionale Bieticoltori)
"La mancata previsione nella manovra economica delle risorse già previste per il settore bieticolo-saccarifero è inaccettabile - dichiara Mario Guidi, Presidente dell'Associazione Nazionale Bieticoltori, la più rappresentativa del settore – perché è da troppo tempo che attendiamo il rispetto degli accordi per gli anni 2009 e 2010. E' molto grave che in un periodo di crisi, di incertezza sulle scelte produttive per la prossima campagna - prosegue Guidi - non esistano certezze per il passato già definito. Accettiamo l'invito di Confagricoltura alla mobilitazione, aperta a tutti quelli che, come noi, hanno a cuore la sopravvivenza e il futuro dell'agricoltura italiana.
I bieticoltori di ANB parteciperanno alla manifestazione di Cremona la sera del 22 luglio e a quella di Napoli il 26, ed esprimono il loro sostegno all'impegno del Ministro Galan che aveva già iniziato a reperire le prime risorse destinate al settore.
I bieticoltori auspicano - conclude Guidi - che tutti gli attori della filiera bieticola-saccarifera siano solidali con le nostre iniziative."
"La mancata previsione nella manovra economica delle risorse già previste per il settore bieticolo-saccarifero è inaccettabile - dichiara Mario Guidi, Presidente dell'Associazione Nazionale Bieticoltori, la più rappresentativa del settore – perché è da troppo tempo che attendiamo il rispetto degli accordi per gli anni 2009 e 2010. E' molto grave che in un periodo di crisi, di incertezza sulle scelte produttive per la prossima campagna - prosegue Guidi - non esistano certezze per il passato già definito. Accettiamo l'invito di Confagricoltura alla mobilitazione, aperta a tutti quelli che, come noi, hanno a cuore la sopravvivenza e il futuro dell'agricoltura italiana.
I bieticoltori di ANB parteciperanno alla manifestazione di Cremona la sera del 22 luglio e a quella di Napoli il 26, ed esprimono il loro sostegno all'impegno del Ministro Galan che aveva già iniziato a reperire le prime risorse destinate al settore.
I bieticoltori auspicano - conclude Guidi - che tutti gli attori della filiera bieticola-saccarifera siano solidali con le nostre iniziative."
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martedì 6 luglio 2010
IN DIRETTA DAL BRENNERO. MOZZARELLA BLU: COLDIRETTI, LA META’ E’ SENZA LATTE


Fonte: Coldiretti Ferrara - in diretta dal Brennero
Dalle prove effettuate su un totale di 13 campioni di mozzarelle provenienti da diversi caseifici ben 6, e cioè quasi la metà (46 per cento), sono risultate non ottenute esclusivamente con il latte fresco. Lo ha reso noto la Coldiretti nel corso della mobilitazione al valico del Brennero dove migliaia di allevatori e coltivatori provenienti dalle diverse regioni stanno manifestando a difesa del Made in Italy dopo lo scandalo della mozzarella blu prodotta in uno stabilimento tedesco e venduta con nomi italiani come “Fattoria Paradiso”, Fattorie Torresina e Monteverdi.
I risultati sono stati ottenuti grazie alle analisi effettuate con una nuova tecnologia che - ha spiegato la Coldiretti - si basa sulla evidenziazione di un “marcatore” che si trova nelle mozzarelle non prodotte con solo latte fresco ed è stata messa a punto con la collaborazione della facoltà di Agraria della Università di Bari. Si tratta del primo sistema di analisi che consente di rilevare se una mozzarella vaccina è stata realmente prodotta con latte fresco o se, invece, è stata realizzata utilizzando cagliate congelate o cagliate refrigerate vecchie.
Gli italiani consumano in un anno ben 164 milioni di chili di mozzarelle acquistate nel 39 per cento dei casi nei supermercati, per il 26 per cento negli ipermercati, per il 14 per cento nei discount e per il 21 per cento nel dettaglio tradizionale o nelle superette, sulla base di una analisi della Coldiretti su dati Ismea che evidenzia nel 2009 un aumento negli acquisti familiari del 5 per cento rispetto all’anno precedente nonostante la crisi. La mozzarella è il formaggio piu’ acquistato in quantità ed è presente - stima la Coldiretti - sulle tavole di quasi sei italiani su dieci.
La mozzarella è il simbolo del Made in Italy all’estero dove viene destinato ben il 18 per cento della produzione nazionale per una quantità di quasi 50 milioni di chili e un valore di 208 milioni di euro nel 2009. Ma all’estero – conclude la Coldiretti - proliferano però le imitazioni come negli Stati Uniti dove la mozzarella è il formaggio di tipo italiano piu’ imitato con una produzione di quasi 2 miliardi di chili all'anno.
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lunedì 5 luglio 2010
DA MARTEDI 6 LUGLIO MIGLIAIA DI ALLEVATORI E COLTIVATORI AL PRESIDIO DEL VALICO DEL BRENNERO
Fonte: Coldiretti Ferrara
Anche i soci di Ferrara impegnati per smascherare il fiume di latte e di prodotti “senza identità” che dall’estero arrivano in Italia e che troviamo nei punti vendita senza poterlo sapere.
Lo scandalo della mozzarella blu contaminata prodotta in Germania e venduta in tutta Europa con nomi italiani è la goccia che ha fatto traboccare un vaso pieno di prodotti alimentari stranieri di scarsa qualità spacciati come Made in Italy, a danno dei consumatori e dei coltivatori.
Di fronte ai ritardi dell’Unione Europea nel rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti e a sostegno delle iniziative di legge nazionali, a partire dalla prima mattina di domani, martedì 6 luglio, migliaia di allevatori e coltivatori di Coldiretti provenienti da tutta Italia iniziano dal Brennero la mobilitazione in difesa del Made in Italy minacciato dalle importazioni di “schifezze” vendute come italiane. L’obiettivo è scoprire il "finto Made in Italy" trasportato sui camion che, passate le frontiere, saranno poi seguiti con auto “civetta” fino a destinazione.
La delegazione ferrarese sarà presente al presidio del valico e pronta a mobilitarsi per verificare il percorso e la destinazione in quegli stabilimenti da cui i prodotti “strani” troppo spesso poi escono con nomi e confezioni che richiamano l’Italia e le sue produzioni di eccellenza.
Solo in Emilia-Romagna vengono importati 10,5 milioni di quintali di latte su una produzione regionale di quasi 18 milioni di quintali. I primi 600 allevatori e produttori arriveranno domattina da Bologna, Ferrara, Parma e Piacenza e si daranno il cambio con colleghi provenienti dalle altre province e da tutta Italia per presidiare il valico del Brennero, principale punto di accesso degli 88 milioni di quintali di latte e prodotti lattiero caseari importati nel nostro Paese.
Attraverso il valico Brennero giungono in Italia miliardi di litri di latte, cagliate e polveri all'anno ma anche decine di migliaia di cosce di maiale per fare i prosciutti, pomodori e altri prodotti destinati a finire in tavola senza alcuna informazione ai consumatori.
Anche i soci di Ferrara impegnati per smascherare il fiume di latte e di prodotti “senza identità” che dall’estero arrivano in Italia e che troviamo nei punti vendita senza poterlo sapere.
Lo scandalo della mozzarella blu contaminata prodotta in Germania e venduta in tutta Europa con nomi italiani è la goccia che ha fatto traboccare un vaso pieno di prodotti alimentari stranieri di scarsa qualità spacciati come Made in Italy, a danno dei consumatori e dei coltivatori.
Di fronte ai ritardi dell’Unione Europea nel rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti e a sostegno delle iniziative di legge nazionali, a partire dalla prima mattina di domani, martedì 6 luglio, migliaia di allevatori e coltivatori di Coldiretti provenienti da tutta Italia iniziano dal Brennero la mobilitazione in difesa del Made in Italy minacciato dalle importazioni di “schifezze” vendute come italiane. L’obiettivo è scoprire il "finto Made in Italy" trasportato sui camion che, passate le frontiere, saranno poi seguiti con auto “civetta” fino a destinazione.
La delegazione ferrarese sarà presente al presidio del valico e pronta a mobilitarsi per verificare il percorso e la destinazione in quegli stabilimenti da cui i prodotti “strani” troppo spesso poi escono con nomi e confezioni che richiamano l’Italia e le sue produzioni di eccellenza.
Solo in Emilia-Romagna vengono importati 10,5 milioni di quintali di latte su una produzione regionale di quasi 18 milioni di quintali. I primi 600 allevatori e produttori arriveranno domattina da Bologna, Ferrara, Parma e Piacenza e si daranno il cambio con colleghi provenienti dalle altre province e da tutta Italia per presidiare il valico del Brennero, principale punto di accesso degli 88 milioni di quintali di latte e prodotti lattiero caseari importati nel nostro Paese.
Attraverso il valico Brennero giungono in Italia miliardi di litri di latte, cagliate e polveri all'anno ma anche decine di migliaia di cosce di maiale per fare i prosciutti, pomodori e altri prodotti destinati a finire in tavola senza alcuna informazione ai consumatori.
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