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lunedì 29 giugno 2015

MIPAAF, MARTINA: LATTE, DIFENDEREMO LE NOSTRE QUALITÀ. NO A PASSI INDIETRO

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Difenderemo fino in fondo la qualità del sistema lattiero caseario italiano e la trasparenza delle informazioni da dare ai consumatori. Ribadiremo alla Commissione europea la necessità di un intervento più approfondito sull'etichettatura del latte, che sappia rispondere meglio alle esigenze dei nostri produttori soprattutto dopo la fine del regime delle quote. Non siamo disposti a fare passi indietro su questi principi. È importante comunque ribadire che non sono interessati da questa vicenda i nostri grandi formaggi Dop, per i quali non sarà mai possibile l'utilizzo di materie prime diverse da quelle previste dai disciplinari. Nel frattempo continueremo a portare avanti un lavoro di confronto con le organizzazioni agricole e con la filiera e gli altri Ministeri interessati per evitare penalizzazioni da parte dell'Unione europea.” Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina in merito alla diffida da parte della Commissione europea sulla fine del divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere (per maggiorni informazioni:
http://www.corriere.it/economia/15_giugno_28/diktat-ue-italia-formaggi-latte-disidratato-6ad23ca4-1d65-11e5-8ee0-8912bb49d278.shtml)

venerdì 26 giugno 2015

QUOTE LATTE CONFAGRICOLTURA, ACCOLTO IL RICORSO DELL’ITALIA SULLA PROROGA RATEIZZAZIONE MULTE. ORA RECUPERARE LE SOMME DI CHI NON RISPETTA LE REGOLE.

Fonte: Confagricoltura

Confagricoltura considera giusto l’accoglimento del ricorso presentato al Tribunale europeo contro la decisione 2013/665/UE del 17 luglio 2013 della Commissione, che pretendeva il recupero delle somme, unitamente agli interessi, concesse ai produttori di latte che avevano usufruito della proroga di pagamento al 30 giugno 2011 degli importi della rata con scadenza al 31 dicembre 2010. “L’Italia - spiega Confagricoltura - ha sostenuto l’irragionevole sproporzione tra l’aiuto concesso con la proroga del pagamento della rata e la richiesta della Commissione di recuperare tutte le somme dovute oggetto della rateizzazione.” L’aiuto che l’Italia avrebbe dato ai suoi produttori con la proroga di sei mesi è rimasto inferiore a 100 euro per 1.187 dei 1.291 produttori interessati, e inferiore a 12 euro per 559 di essi. Confagricoltura, quindi, non può che esprimere soddisfazione per la decisione del tribunale ed anche per il lavoro svolto dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. Per quanto riguarda le somme ancora dovute da chi continua a non rispettare le regole, Confagricoltura chiede che si agisca quanto prima per recuperare l'indebito e per evitare altre future contestazioni da parte dell'Esecutivo comunitario.

giovedì 7 maggio 2015

LATTE: AGRINSIEME CHIEDE CHIAREZZA SUI RAPPORTI DI FILIERA

Fonte: Agrinsieme

LATTE, AGRINSIEME: “ANTITRUST FACCIA PRONTAMENTE CHIAREZZA SUI RAPPORTI DI FILIERA. C’È ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE”

Roma, 7 maggio 2015 - Bene indagare sul possibile squilibrio contrattuale tra allevatori ed industria del latte; è essenziale verificare come avviene la formazione dei prezzi e quali siano i ‘pesi’ nei rapporti all’interno della filiera. Diamo immediata disponibilità a collaborare a far chiarezza e confidiamo che l’indagine parta quanto prima e consenta di tarare ancora meglio le prime misure di urgenza che già sono state previste dal Governo la scorsa settimana”. È questo il commento di Agrinsieme in relazione alla decisione dell’Autorità Garante del Commercio e del Mercato di avviare un’indagine generale sui meccanismi di formazione del prezzo e sulle relazioni tra gli operatori della filiera lattiero casearia nazionale. “L’indagine dell’Antitrust – prosegue Agrinsieme - sarà utile per i provvedimenti in materia di relazioni commerciali (il cosiddetto “articolo 62” del DL n. 1/2012), nonché per il meccanismo di indicizzazione dei prezzi, che auspichiamo sia quanto prima concretizzato con modalità chiare ed efficaci, in maniera da potere davvero consentire una correlazione tra i prezzi riconosciuti agli allevamenti e quelli della vendita finale in un’ottica di mutuo vantaggio per la filiera e per i consumatori”. Agrinsieme cita quindi un passaggio del provvedimento dell’Antitrust in cui si sottolinea che “sembra assumere rilievo anche il basso livello di concentrazione strutturale dell’offerta di materia prima, che potrebbe generare uno squilibrio del potere di negoziazione nell’ambito delle relazioni commerciali tra agricoltori e latterie”. Sollecita una verifica da parte dell’Autorità Garante proprio su tale squilibrio. “A nostro avviso - osserva il Coordinamento di Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative Agroalimentari - è così evidente da configurare un vero e proprio abuso di posizione dominante da parte degli acquirenti del latte prodotto in Italia. Lo testimoniamo le lettere ricevute dai nostri allevatori, subito dopo la soppressione delle quote, con le quali si pretende un allineamento al ribasso del prezzo di acquisto in base alle condizioni del mercato europeo che ha ben altri parametri di riferimento in termini di costi e di competitività”. Agrinsieme pone in evidenza come il prezzo del latte alla stalla in Lombardia (la regione che rappresenta il 40% della produzione nazionale di latte), in base ai dati del Comune di Milano, fosse di 42 euro/100 litri a gennaio 2014, per poi stabilizzarsi a 44,5 a giugno 2014. Approssimandosi la data della cessazione del regime delle quote latte gli acquirenti hanno avviato una politica di riduzione del prezzo per il latte conferito che lo ha portato a 38 euro/100 litri a dicembre scorso. La progressiva caduta delle quotazioni si è registrata anche nel primo trimestre 2015 (37 euro/100 litri a gennaio, 36,5 a febbraio-marzo). Mentre il prezzo al consumo - che era 137 euro euro/100 litri a gennaio 2014 - a gennaio 2015 si è attestato a 149 euro/100 litri. “In questa fase cruciale – conclude Agrinsieme - tra soppressione del regime delle quote latte (che al di là delle anomalie di applicazione tutte italiane, garantiva equilibrio e stabilità di mercato a beneficio dei redditi degli allevatori) e maggiore concorrenza globale, non è assolutamente accettabile un allentamento delle garanzie di prezzo e di mercato a svantaggio dei produttori”.

mercoledì 1 aprile 2015

QUOTE LATTE PER TRASFORMAZIONE IN FORMAGGIO DOP, AGRINSIEME EMILIA ROMAGNA: “GRANDE SEGNO DI MATURITÀ DEGLI ALLEVATORI DEL CONSORZIO PARMIGIANO REGGIANO. COMPRESE APPIENO LE POTENZIALITÀ DEL PACCHETTO LATTE”

Fonte: Agrinsieme

Bologna, 1 aprile 2015 – “E’ un grande segno di maturità degli allevatori del Consorzio del Parmigiano Reggiano. Nel giorno in cui cessa il regime europeo delle quote latte, sono state comprese appieno le potenzialità dello strumento di regolazione dell'offerta varato un anno e mezzo fa dall'Assemblea del Consorzio, ossia il Pacchetto Latte: una delle priorità nella programmazione dell’Ente di tutela che ha ottenuto l’approvazione dei caseifici e dei produttori di latte”. Commenta così Guglielmo Garagnani, coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna - il raggruppamento di Confagricoltura, Cia, Fedagri-Confcooperative, Agci-Agrital e Legacoop Agroalimentare con oltre 40mila imprese associate - la notizia che il 98% degli allevatori del Consorzio abbia aderito alle quote latte da destinare alla trasformazione in formaggio Dop, entro la scadenza fissata al 31 marzo 2015. “Per far fronte alla grave crisi di prezzo, è improrogabile – rimarca il coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna - la programmazione e regolazione dell’offerta e l’adesione “in massa” alle quote latte per il Parmigiano Reggiano significa che il mondo degli allevatori, unito, ha fatto proprio l’obiettivo del Pacchetto Latte teso a rafforzare il ruolo dei produttori all’interno della filiera”. “Oggi gli allevatori, il sistema produttivo e il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, ne escono rafforzati” conclude Garagnani.

martedì 31 marzo 2015

LATTE, MARTINA: CON FINE QUOTE STAGIONE NUOVA, RIPARTIAMO DA QUALITA’ E TIPICITA’ DEL PRODOTTO ITALIANO

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il Ministro Maurizio Martina è intervenuto oggi a Roma alla manifestazione degli allevatori, organizzata dalla Coldiretti, in occasione della fine del regime delle quote latte. “Dobbiamo prepararci ad un cambio di fase – ha detto il Ministro Martina – e lo stiamo facendo in sinergia con le associazioni, le imprese e la grande distribuzione, mettendo in campo diversi strumenti. Mi riferisco ad esempio al logo unico per il latte italiano e al Fondo per la qualità del latte, previsto nell'ultima Legge di Stabilità, con una dotazione di 108 milioni di euro. Oggi – ha aggiunto Martina – entriamo in una stagione nuova che deve innanzitutto partire da una migliore strategia di posizionamento e di rafforzamento della nostra tipicità, dell'esperienza e del valore del latte fresco italiano, dei nostri formaggi Dop, della tracciabilità e della qualità dei nostri prodotti. Su queste partite abbiamo già aperto una serie di battaglie anche in sede europea, dove abbiamo già ottenuto la rateizzazione senza interessi per le multe della campagna 2014/2015. Andremo avanti su questa strada per tutelare il reddito dei nostri allevatori e promuovere al meglio il nostro latte”.

IL PIANO STRAORDINARIO PER IL LATTE ITALIANO

Per affrontare la fine del regime delle quote latte il Ministero delle politiche agricole ha messo a punto azioni strategiche per il comparto lattiero caseario. Il Piano straordinario poggia su due pilastri fondamentali: dare una risposta immediata agli oltre 35mila allevatori italiani nei mesi a ridosso della cessazione del regime delle quote latte e provvedere a un urgente riordino delle relazioni commerciali nella filiera.

I principali interventi:
• FONDO LATTE DI QUALITA’, istituito con la Legge di stabilità 2015
• LOGO “100% LATTE ITALIANO”
• INTERVENTO SUI RAPPORTI DI FILIERA E INTERPROFESSIONE
• CONTRASTO ALLE PRATICHE DI MERCATO SLEALI IN COLLABORAZIONE CON ANTITRUST
• PROMOZIONE E EDUCAZIONE ALIMENTARE CON LATTE NELLE SCUOLE NEL 2016
• SOSTEGNO ALL'EXPORT E TUTELA DALLA CONTRAFFAZIONE DEI GRANDI FORMAGGI DOP

FONDO LATTE DI QUALITÀ
Con la Legge di stabilità 2015 è stato istituito un Fondo Latte di Qualità per gli investimenti nel settore lattiero caseario, attraverso il sostegno alla produzione, con una dotazione finanziaria di 108 milioni di euro nel triennio 2015-2017. Gli obiettivi: incremento della longevità; miglioramento degli aspetti relativi al benessere animale; studio della resistenza genetica alle malattie; rafforzamento della sicurezza alimentare; riduzione dei trattamenti antibiotici. Agli allevamenti e alle imprese che aderiscono al piano verrà concesso un contributo per gli investimenti secondo le regole del de minimis, quindi fino ad un massimo di 15.000 euro per le aziende agricole e fino ad un massimo di 200.000 euro per le aziende che, oltre alla produzione primaria, operano anche nella trasformazione e commercializzazione. I contributi sono destinati a coprire le garanzie concesse da ISMEA e/o parte della quota interessi per prestiti finalizzati al miglioramento della qualità del latte. Il mix tra le due componenti (garanzia o abbattimento interessi) è lasciato alla scelta di ciascun beneficiario. Il decreto attuativo è stato già condiviso con la filiera e le Regioni ed è in via di emanazione.
LOGO 100% LATTE ITALIANO
Il nuovo logo “Latte 100% italiano” è un marchio chiaro e omogeneo per indicare la zona di mungitura del latte fresco con un’informazione semplice e ben identificabile da parte del consumatore. Sarà utilizzabile anche per il prodotto UHT italiano. Il simbolo è promosso dal Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina, che lo ha inserito tra le azioni strategiche per accompagnare il settore dopo la fine del regime delle quote latte prevista per fine mese. Un logo che sarà privato e facoltativo, ma che ha già trovato il favore delle aziende lattiere e dei rappresentanti della grande distribuzione organizzata e che si troverà sul mercato nelle prossime settimane.
INTERVENTO SUI RAPPORTI DI FILIERA E INTERPROFESSIONE I
l Governo è al lavoro per introdurre un meccanismo di interprofessione in cui siano chiaramente regolate gli ambiti d'intervento e le modalità di partecipazione e funzionamento. La mancanza dell’interprofessione, infatti, rappresenta uno dei punti più deboli del sistema lattiero italiano. In Spagna e Francia, invece, esistono già modelli simili che consentono un intervento più strutturato sulla filiera, anche in merito alla formazione del prezzo. Per questo si sta lavorando sul riordino delle relazioni commerciali nel settore del latte, attraverso l’adeguamento della normativa interna a quella europea in materia di organizzazioni interprofessionali, rafforzando anche le ipotesi di estensione erga omnes delle regole.
CONTRASTO ALLE PRATICHE DI MERCATO SLEALI IN COLLABORAZIONE CON ANTITRUST
Per il rafforzamento dell’equilibrio nelle relazioni contrattuali, si prevede un intervento attraverso norme più stringenti per l’attuazione dell’obbligo della forma scritta, con la previsione espressa di una durata minima di un anno e la previsione di un monitoraggio dei costi di produzione. Il Mipaaf, infatti, provvederà a un monitoraggio periodico sull'andamento dei costi medi di produzione, dei prezzi dei prodotti pagati ai produttori agricoli e dei prezzi dei prodotti praticati al consumatore. Laddove si riscontrassero, anche nel settore del latte, delle pratiche sleali verranno attivate le dovute segnalazioni all'Autorità garante per il mercato e la concorrenza. Il Ministero delle politiche agricole quindi rafforzerà l’applicazione dell’art. 62 legge 27/2012 che prevede l’obbligo di pagamento a 30 giorni dei prodotti agroalimentari deperibili, in modo da poter tutelare gli allevatori, anello debole della filiera.
PROMOZIONE E EDUCAZIONE ALIMENTARE CON LATTE NELLE SCUOLE NEL 2016
Per invertire la tendenza che vede i consumi di latte e formaggi in calo nel nostro Paese, il Governo sta studiando una campagna di comunicazione istituzionale sul latte fresco, per far crescere la conoscenza delle qualità nutrizionali del prodotto. Allo stesso tempo il Ministero delle politiche agricole ha già previsto di avviare il progetto "Latte nelle scuole" nel 2016, che coinvolgerà oltre 1 milione di bambini.
SOSTEGNO ALL'EXPORT E TUTELA DALLA CONTRAFFAZIONE DEI GRANDI FORMAGGI DOP
Il 50% del latte italiano si trasforma in grandi formaggi Dop. Questi prodotti saranno centrali, nel Piano internazionalizzazione del Made in Italy che il Ministero dello Sviluppo economico e il Ministero delle politiche agricole stanno portando avanti per la prima volta insieme. L’obiettivo è la promozione dell'origine e la riconoscibilità dei formaggi di qualità italiani, così come è prevista una forte azione di contrasto alla contraffazione anche a livello internazionale. In Europa l’Italia ha saputo attuare meglio di altri la protezione “ex officio” che consente di proteggere i prodotti a denominazione e indicazione geografica protette, facendo togliere dal mercato, anche internet, cheese kit, falso parmigiano e grana e tante altre imitazioni.

QUOTE LATTE : OGGI ULTIMO GIORNO, IN EMILIA ROMAGNA SOPRAVVISSUTA 1 STALLA SU 4

Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna

Oggi è l’ultimo giorno delle quote latte, il sistema che per trent’anni ha regolamentato la produzione delle stalle in Emilia Romagna, in Italia ed Europa. In Emila Romagna solo 1 stalla su 4 è sopravvissuta al sistema delle quote. Lo ricorda Coldiretti Emilia Romagna in occasione della mobilitazione degli allevatori di Coldiretti presenti a Roma in piazza del Foro di Traiana.
Nel 1984, anno dell’inizio del regolamento europeo - sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – le stalle da latte nella nostra regione erano 16 mila con 380 mila capi, mentre oggi ne restano 4.200 con 240 mila capi. Sono le stalle degli allevatori onesti che hanno resistito a disattenzioni, errori, ritardi e compiacenze che si sono ripetuti in questi decenni. All’inizio delle regime delle quote latte nel 1984 il latte veniva pagato in media agli allevatori 0,245 euro al litro mentre i consumatori lo pagavano 0,40 euro al litro (780 lire), con un ricarico quindi del 63 per cento dalla stalla alla tavola. Nel 2000 agli allevatori il latte veniva pagato 0,32 euro al litro mentre i consumatori lo pagavano un euro al litro (1.930 lire), con un aumento del 213 per cento dalla stalla alla tavola. Oggi la forbice si è ulteriormente allargata e – continua Coldiretti Emilia Romagna – il prezzo del latte fresco moltiplica più di quattro volte dalla stalla allo scaffale, con un ricarico del 317 per cento con il latte che viene pagato agli allevatori in media 0,36 centesimi al litro mentre al consumo il costo medio per il latte di alta qualità è di 1,5 euro al litro.
In altre parole il prezzo pagato agli allevatori è aumentato di poco più 10 centesimi mentre il costo per i consumatori è cresciuto di 1,1 euro al litro, a valori correnti. In altre parole – commenta Coldiretti Emilia Romagna – oggi gli allevatori devono vendere tre litri di latte per bersi un caffè al bar, quattro litri per un pacchetto di caramelle, quattro litri per una bottiglietta di acqua al bar mentre quasi 15 litri per un pacchetto di sigarette. Ma soprattutto il prezzo riconosciuto agli allevatori – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – non copre neanche i costi per l’alimentazione degli animali con effetti sull’occupazione, sull’economia, sull’ambiente e sulla sicurezza alimentare degli italiani. “Questa situazione è determinata dal fatto che in Italia esiste un evidente squilibrio contrattuale tra le parti lungo la filiera che determina un abuso, da parte dei trasformatori, della loro posizione economica sul mercato, dalla quale gli allevatori dipendono” ha affermato il presidente di Coldiretti Emilia Romagna nel denunciare che “questa situazione rischia di aggravarsi con la fine del regime delle quote latte e non è un caso che nel mese di marzo comportamenti scorretti nel pagamento del latte agli allevatori hanno portato prima in Spagna e poi in Francia alla condanna da parte dell’Antitrust delle principali industrie lattiero casearie, molte delle quali, peraltro, operano anche sul territorio nazionale dove invece c’è un “silenzio assordante” da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato”. In Francia l’Antitrust il 12 marzo ha multato per un importo di 193 milioni di euro 11 industrie lattiero casearie tra le quali Lactalis, Laita, Senagral e Andros’s Novandie per pratiche anticoncorrenziali dopo che il 5 marzo scorso – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – era intervenuto anche l’Antitrust iberico che aveva annunciato multe per un totale di 88 milioni di euro a gruppi come Danone (23,2 milioni), Corporation Alimentaria (21,8 milioni), Gruppo Lactalis Iberica (11,6 milioni). Per questo la Coldiretti e il Codacons – conclude Tonello – hanno chiesto con un esposto di fare luce sugli abusi di dipendenza economica a danno dei produttori di latte fresco all’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm).
Nell’ultimo anno di attuazione del regime delle quote latte – rileva Coldiretti Emilia Romagna – c’è il rischio concreto dell’arrivo di nuove multe, stimate attorno ai 40 milioni in Italia. Multe che in Emilia Romagna riguardano una ottantina di allevamenti sui 4.200 che producono latte a livello regionale. E’ una multa che arriva dopo quattro anni in cui nessuna sanzione è stata dovuta dagli allevatori italiani. Il superamento delle quote assegnate nella campagna 2014/2015 è dimostrato – sottolinea Coldiretti – dal trend di aumento del 3 per cento rispetto allo scorso anno registrato dall’Agea tra aprile 2014 e gennaio 2015. Quello che si preannuncia – precisa Coldiretti – è quindi il primo sforamento dopo l’introduzione della legge 33 del 2009 la quale prevede la possibilità di compensazione solo agli allevamenti di montagna e delle zone svantaggiate, a quegli allevamenti che non hanno superato il livello produttivo 2007-2008 e, ultimi in ordine prioritario, a quegli allevamenti che producono entro e non oltre il 6 per cento della quota loro assegnata. Dopo la mobilitazione degli allevatori di Coldiretti è arrivato il regolamento comunitario per permettere di rateizzare le multe di quest'anno a carico degli allevatori per un massimo di tre anni e senza interessi, pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, serie l numero 82 del 27 marzo 2015. Occorre però – precisa Coldiretti – individuare soluzioni a livello nazionale di carattere strutturale per recuperare i ritardi accumulati e introdurre l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte a lunga conservazione e di quello impiegato nei formaggi e latticini.


IL LATTE IN ITALIA NEL TEMPO DELLE QUOTE LATTE - Euro/Litro
                                                           1984            2000           2015
Prezzo pagato agli allevatori                 0,245             0,32           0,36
Prezzo pagato dai consumatori             0,4                1                1,5
RICARICO                                           +63%           +213%        +317%
Fonte: Elaborazioni Coldiretti



NELLA FOTO: L’ORIGINALE MUCCA ONESTINA AD UNA MANIFESTAZIONE COLDIRETTI A BRESCIA

sabato 21 marzo 2015

COLDIRETTI: IL 31 MARZO FINISCONO LE “QUOTE LATTE”: IN VISTA NUOVE MULTE PER L’ITALIA?

Fonte: Coldiretti Ferrara

Si profila un termine “salato” per la chiusura del regime delle quote latte in Italia a fine marzo. E mentre si registra un silenzio assordante sui comportamenti scorretti nel pagamento del latte agli allevatori, l’aumento della produzione nazionale rischia di farci sforare e venire sanzionati sommando nuove multe a quelle vecchie che ancora ci condizionano.

Nell’ultimo anno di attuazione del regime delle quote latte che terminerà il 31 marzo 2015 c’è il rischio concreto dell’arrivo di nuove multe per il superamento da parte dell’Italia del proprio livello quantitativo di produzione assegnato dall’Unione Europea, dopo quattro anni in cui nessuna multa è stata dovuta dagli allevatori italiani. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento al Consiglio dei Ministri agricoli dell’Unione Europea che ha all’ordine del giorno anche l’andamento del mercato del latte dopo che nel mese di marzo comportamenti scorretti nel pagamento del latte agli allevatori hanno portato prima in Spagna e poi in Francia alla condanna da parte dell’Antitrust delle principali industrie lattiero casearie, molte delle quali, peraltro, operano anche sul territorio nazionale dove invece c’è un “silenzio assordante” da parte dell’Autorità Garante delle Concorrenza e del mercato. In Francia l’Antitrust il 12 marzo ha multato per un importo di 193 milioni di euro 11 industrie lattiero casearie tra le quali Lactalis, Laita, Senagral e Andros’s Novandie per pratiche anticoncorrenziali dopo che il 5 marzo scorso era intervenuto anche l’Antitrust iberico che aveva annunciato multe per un totale di 88 milioni di euro a gruppi come Danone (23,2 milioni), Corporation Alimentaria (21,8 milioni), Grupo Lactalis Iberica (11,6 milioni). Anche in Italia esiste - sostiene la Coldiretti - un evidente squilibrio contrattuale tra le parti che determina un abuso, da parte dei trasformatori, della loro posizione economica sul mercato, dalla quale gli allevatori dipendono. I prezzi praticati dagli intermediari della filiera del latte fresco sono iniqui e gli allevatori manifestano ormai evidenti segni di difficoltà perché non riescono a coprire neanche i costi di produzione. Per questo la Coldiretti e il Codacons hanno chiesto con un esposto di fare luce sugli abusi di dipendenza economica a danno dei produttori di latte fresco all’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). Alle difficoltà determinate dai bassi prezzi corrisposti agli allevatori si aggiunge il rischio concreto dell’arrivo di nuove multe sulla base dell’ultimo aggiornamento dei dati Agea dai quali si evidenzia un aumento della produzione del 3,24 per cento rispetto allo scorso anno, con un incremento in valori assoluti di 2,561 milioni di quintali, sulla base dei primi nove mesi della campagna relativa al periodo che va dal 1 aprile 2014 al 31 marzo 2015. Quello che si preannuncia è quindi il primo splafonamento dopo l’introduzione della legge 33 del 2009 la quale prevede la possibilità di compensazione solo agli allevamenti di montagna e delle zone svantaggiate, a quegli che non hanno superato il livello produttivo 2007-2008 e ultimi, in ordine prioritario, a quegli allevamenti che producono entro e non oltre il 6 per cento della quota loro assegnata. Dopo la mobilitazione degli allevatori della Coldiretti è stato arrivato un provvedimento per permettere di rateizzare le multe di quest'anno a carico dei loro allevatori per un massimo di tre anni e senza interessi ma occorre individuare soluzioni a livello nazionale che permettano un atterraggio morbido nell’uscita da un regime che ha condizionato il settore per decenni. La questione quote latte è iniziata 30 anni fa nel 1984 con l’assegnazione ad ogni Stato membro dell’Unione di una quota nazionale che poi doveva essere divisa tra i propri produttori. All’Italia fu assegnata una quota molto inferiore al consumo interno di latte. Il 1992, con la legge 468, poi il 2003, con la legge 119, e infine il 2009, con la legge 33, sono state le tappe principali del difficile iter legislativo per l’applicazione delle quote latte che ha consentito alla stragrande maggioranza dei 36mila allevatori di mettersi in regola acquistando o affittato quote per un valore complessivo di 2,42 miliardi di euro mentre solo una sparuta minoranza è responsabile delle pesanti pendenze con l’Unione Europea.

venerdì 13 marzo 2015

QUOTE LATTE: IN EMILIA ROMAGNA, CARTELLE FISCO A MINORANZA ALLEVATORI

Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna

Le cartelle esattoriali riguardano una esigua minoranza dei 4.200 allevatori dell’Emilia Romagna che nel tempo si sono messi in regola ed hanno rispettato le norme acquistando o affittato quote. E’ quanto afferma la Coldiretti Emilia Romagna nel commentare l’annuncio del ministro delle politiche agricole Maurizio Martina sul fatto che Agea ed Equitalia hanno già predisposto a livello nazionale 1405 cartelle esattoriali con interessi aggiornati al 31 dicembre 2014 che sono attualmente in fase di notifica agli interessati. Nella nostra regione – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – il numero degli allevatori non in regola con le quote è sempre stato marginale, attestandosi attorno al 2 per cento, pari a circa 80 allevamenti non in regola. Quella del ministro – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – è un atto dovuto dopo la decisione della Commissione europea di deferire l'Italia alla Corte di Giustizia Ue per il mancato recupero dei prelievi dovuti dagli allevatori che hanno superato le quote latte individuali. La questione quote latte – ricorda Coldiretti – è iniziata 30 anni or sono nel 1983 con l’assegnazione ad ogni Stato membro dell’Unione di una quota nazionale che poi doveva essere divisa tra i propri produttori ma all’Italia fu assegnata una quota molto inferiore al consumo interno di latte. Una disattenzione nei confronti delle politiche comunitarie sulla quale si sono accumulati errori, ritardi e compiacenze che – continua Coldiretti – hanno danneggiato la stragrande maggioranza degli agricoltori italiani. Nell’ultimo anno di attuazione del regime delle quote latte che terminerà il 31 marzo 2015 c’è il rischio concreto – precisa Coldiretti – dell’arrivo di nuove multe per il superamento da parte dell’Italia del proprio livello quantitativo di produzione assegnato dall’Unione Europea, dopo quattro anni in cui nessuna multa è stata dovuta dagli allevatori italiani. Dopo la mobilitazione degli allevatori – conclude la Coldiretti - è stato annunciato dal Commissario Europeo all’agricoltura Phil Hogan un provvedimento per permettere di rateizzare le multe di quest'anno a carico dei loro allevatori - per un massimo di tre anni e senza interessi.

giovedì 26 febbraio 2015

DEFERIMENTO QUOTE LATTE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA. CONFAGRICOLTURA: “SONO ANNI CHE INASCOLTATI RIBADIAMO L’URGENZA DI CHIUDERE DEFINITIVAMENTE QUESTA PARTITA”

Fonte: Confagricoltura

“Da ultimo martedì scorso, il presidente della Federazione degli allevatori di bovini da latte di Confagricoltura Luigi Barbieri, aveva ammonito sulla necessità di chiudere definitivamente i “conti” pregressi sulla vicenda delle quote latte. Ed oggi arriva da Bruxelles la notizia del deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia dell’UE ‘per non aver assolto adeguatamente al proprio compito di gestione del recupero dei prelievi per la sovrapproduzione di latte’. “Una vicenda che si trascina da troppo tempo – ha commentato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi - nonostante avessimo messo in luce tutta l’urgenza di intervenire con fermezza. C’è una responsabilità di quegli allevatori che ripetutamente ed impunemente hanno sforato i loro quantitativi assegnati, ma una responsabilità gravissima anche delle autorità del nostro Paese che non hanno agito ed anzi hanno agevolato il trascinarsi di questa situazione. Con grave danno per gli allevatori che si sono messi in regola ed ora con un pregiudizio per tutto il sistema agricolo e per i contribuenti italiani.” “Quello che sottolinea oggi la Commissione europea è esattamente quanto Confagricoltura e la Corte dei Conti italiana ribadiscono da anni. Affermare oggi ‘l’avevamo detto’ è una magra consolazione – ha concluso Guidi -. Paghi chi deve, a questo punto, tutto e subito; e si regolarizzi quanto prima la situazione; nell’interesse degli allevatori onesti e dei contribuenti. Poniamo rimedio ai tanti errori del passato ed evitiamo conseguenze negative al settore agricolo nazionale ed al comparto lattiero-caseario. Non ne abbiamo certo bisogno.”

QUOTE LATTE: EREDITÀ PASSATO COLPISCE ITALIA A FINE REGIME

Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna

E’ una pesante eredità delle troppe incertezze e disattenzioni del passato nel confronti dell’Europa nell’attuazione del regime delle quote latte che terminerà il 31 marzo 2015 peraltro con il rischio concreto dell’arrivo di nuove multe quest’anno per il superamento da parte dell’Italia del proprio livello quantitativo di produzione assegnato dall’Unione Europea, dopo quattro anni in cui nessuna multa è stata dovuta dagli allevatori italiani. E’ quanto afferma la Coldiretti Emilia Romagna nel commentare la decisione della Commissione europea di deferire l'Italia alla Corte di Giustizia Ue per il mancato recupero dei prelievi dovuti dagli allevatori che hanno superato le quote latte individuali per il periodo compreso fra il 1995 e il 2009. La questione quote latte - ricorda Coldiretti Emilia Romagna – è iniziata 30 anni or sono nel 1983 con l’assegnazione ad ogni Stato membro dell’Unione di una quota nazionale che poi doveva essere divisa tra i propri produttori ma all’Italia fu assegnata una quota molto inferiore al consumo interno di latte. Una disattenzione nei confronti delle politiche comunitarie sulla quale si sono accumulati errori, ritardi e compiacenze che – sottolinea la Coldiretti - hanno danneggiato la stragrande maggioranza degli agricoltori italiani che si sono messi in regola ed hanno rispettato le norme negli anni acquistando o affittato quote per un valore complessivo di 2,42 miliardi di euro. Le pendenze a cui fa riferimento l’Unione Europea riguardano appena duemila produttori con 600 di loro che devono pagare somme superiori a 300.000 euro, cioè la gran parte del debito. Un comportamento che - conclude la Coldiretti - fa concorrenza sleale alla stragrande maggioranza dei 36mila allevatori italiani e mette a rischio le casse dello Stato. Nella nostra regione – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – il numero degli allevatori non in regola con le quote è sempre stato marginale. Secondo i dati del ministero delle Politiche agricole, infatti, su 4.200 allevatori che in Emilia Romagna producono latte in piena legalità, sono 80 quelli non in regola con le quote.

martedì 24 febbraio 2015

QUOTE LATTE, CONFAGRICOLTURA: “BENE LA POSSIBILITÀ DI POTER RATEIZZARE LE PROSSIME MULTE, MA SI DEVE PROCEDERE ALLA CHIUSURA DELLE SITUAZIONI PASSATE”

Fonte: Confagricoltura

Il commissario Ue all’Agricoltura Phil Hogan, in occasione del Salone dell'Agricoltura a Parigi, ha anticipato l’idea della Commissione di permettere agli Stati membri di rateizzare le eventuali multe a carico degli allevatori che hanno superato la propria quota di produzione nella campagna lattiero casearia in corso (2014-2015). La rateizzazione sarebbe per un massimo di tre anni e senza interessi. Confagricoltura, in attesa di valutare i dettagli tecnici di tale ipotesi – in particolare per quanto concerne l’applicazione della normativa in materia di aiuti di Stato – e di considerare alternative alla rateizzazione, esprime un parere favorevole a tale proposta, a cui l’Italia ha contribuito, con il ministro Martina, essendo uno dei Paesi richiedenti di tale possibile intervento. “Bene che si conceda, per quest’ultima campagna, alle aziende di poter accedere ad una rateizzazione delle eventuali future multe, in un momento molto difficile per le finanze dei produttori nazionali – dichiara Luigi Barbieri, presidente della Federazione Nazionale di Prodotto Lattiero Casearia di Confagricoltura –. Ora il ministro faccia il dovuto passo per chiudere definitivamente i ‘conti’ pregressi su una vicenda che si è trascinata per troppo tempo. Si proceda tempestivamente al recupero delle passate multe che l’Italia ha già versato alla Comunità europea e che hanno gravato sugli allevatori in regola e sui cittadini italiani”.

mercoledì 11 febbraio 2015

QUOTE LATTE: SÌ DELLE REGIONI ALLA PROPOSTA DELL'EMILIA-ROMAGNA DI ESTENDERE PER I PRODUTTORI IN REGOLA LA POSSIBILITÀ DI COMPENSAZIONE NAZIONALE. ORA LA RICHIESTA AL MINISTRO MARTINA DI RECEPIRE L'EMENDAMENTO. CASELLI: CORRETTIVI CHE VENGONO INCONTRO ALLE ESIGENZE DEL MONDO PRODUTTIVO

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Sì della Commissione politiche agricole delle Regioni alla proposta dell’ Emilia-Romagna di estendere la possibilità di compensazione nazionale fino al 20% anche alle aziende che hanno prodotto oltre il 6% della loro quota e a quelle che hanno superato il livello produttivo 2007 – 2008. L' annuncia l’assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Simona Caselli. “Fabrizio Nardoni coordinatore degli assessori regionali all’agricoltura - spiega Caselli - chiederà al ministro Martina di recepire in un decreto legge urgente il nostro emendamento, che punta ad utilizzare al meglio la quota latte nazionale assegnata all’Italia, prevedendo, per i produttori in regola, una modifica degli attuali criteri di compensazione”. Il 31 marzo terminerà il regime delle quote latte e i dati indicano che ci sarà un surplus produttivo, rispetto alla quota nazionale assegnata all’Italia, fatto questo che farà scattare per i produttori il versamento del prelievo supplementare all’Unione europea. “I correttivi che abbiamo proposto – spiega Caselli – permetteranno di limitare l’impatto sui produttori e di utilizzare al meglio la quota nazionale, senza modificare quanto già previsto per i produttori delle aree di montagna e svantaggiate”. La proposta dell’assessore Caselli viene incontro alle esigenze del mondo produttivo prevedendo dunque la possibilità di estendere la compensazione nazionale anche alle aziende che hanno prodotto oltre il 6% della quota loro assegnata e a quelle che hanno superato il livello produttivo 2007 – 2008. Due categorie finora non contemplate nei criteri di priorità nazionali.

mercoledì 4 febbraio 2015

LATTE - LA PROPOSTA DELL'ASSESSORE CASELLI A SOSTEGNO DEGLI ALLEVATORI ITALIANI: MODIFICARE PER CHI È IN REGOLA GLI ATTUALI CRITERI DI COMPENSAZIONE DEL REGIME DELLE QUOTE LATTE

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“Utilizzare al meglio la quota latte nazionale assegnata all’Italia, prevedendo, per i produttori in regola, una modifica degli attuali criteri di compensazione”. E’ quanto chiede l’assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Simona Caselli nell’anno conclusivo dell’applicazione del regime delle quote latte, che termineranno il 31 marzo. “I dati attualmente disponibili - spiega Caselli - ci dicono che molto probabilmente ci sarà un surplus produttivo rispetto alla quota nazionale assegnata al nostro Paese. In questo caso scatterà per i produttori il versamento del prelievo supplementare all’Unione europea.” La proposta avanzata da Caselli, anche in risposta alle richieste arrivate dal mondo produttivo, prevede di estendere la possibilità di compensazione nazionale anche alle aziende che hanno prodotto oltre il 6% della quota loro assegnata e a quelle che hanno superato il livello produttivo 2007 – 2008. Due categorie fin’ora non contemplate nei criteri di priorità nazionali. “Questi correttivi permetterebbero – spiega Caselli - di limitare l’impatto sui produttori e di utilizzare al meglio la quota nazionale, senza modificare quanto già previsto per i produttori delle aree di montagna e svantaggiate”. La proposta è stata illustrata nei giorni scorsi a Soragna (Pr) in occasione dell’ottantesimo anniversario del Consorzio del Parmigiano Reggiano. “Auspico che su questo tema si possa lavorare - conclude Caselli - l’interesse manifestato dal ministro Martina è la migliore premessa per arrivare ad un risultato positivo nell’interesse dei nostri produttori”.

mercoledì 17 dicembre 2014

LATTE, MIPAAF: PROPOSTO FONDO LATTE DI QUALITÀ, 110 MILIONI DI EURO NEL TRIENNO 2015-2017

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Governo, in vista della fine del regime delle quote latte prevista per marzo 2015, ha presentato un emendamento alla legge di stabilità che prevede l’istituzione del Fondo per gli investimenti nel settore lattiero caseario. “Diamo un segnale importante ai produttori di latte, anche in vista della conclusione del regime delle quote – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – con l’istituzione del Fondo Latte di Qualità. Proponiamo lo stanziamento di circa 110 milioni di euro per il triennio 2015-2017, che serviranno per supportare investimenti mirati al miglioramento qualitativo del latte italiano”.  

LE PRINCIPALI NOVITÀ
Fondo Latte di Qualità

Viene prevista l’istituzione di un Fondo per gli investimenti nel settore lattiero caseario, attraverso il sostegno alla produzione con una dotazione finanziaria di 108 milioni di euro (8 milioni per il 2015, 50 milioni di euro all’anno per il 2016 e 2017). Gli obiettivi: · incremento della longevità; · miglioramento degli aspetti relativi al benessere animale; · studio della resistenza genetica alle malattie; · rafforzamento della sicurezza alimentare; · riduzione dei trattamenti antibiotici. Agli allevamenti e alle imprese che aderiscono al piano verrà concesso un contributo per gli investimenti secondo le regole del de minimis, quindi fino ad un massimo di 15.000 euro per le aziende agricole e fino ad un massimo di 200.000 euro per le aziende che, oltre alla produzione primaria, operano anche nella trasformazione e commercializzazione. Nell’attuazione saranno previsti criteri favorevoli alle imprese condotte da giovani e a quelle nelle zone montane.  

IL PIANO STRAORDINARIO PER IL LATTE ITALIANO

La proposta di istituzione del Fondo Latte di Qualità rientra in un più ampio quadro di azioni strategiche per il comparto lattiero caseario messo a punto dal Ministero delle politiche agricole. Il piano straordinario è stato presentato dal Ministro Martina ai rappresentanti della filiera agricola e industriale del latte e si basa su 5 aree principali: 1. Miglioramento della qualità del latte; 2. Campagna di educazione alimentare per invertire il calo dei consumi del fresco; 3. Promozione su mercati esteri dei grandi formaggi italiani; 4. Revisione della normativa sui prodotti trasformati in modo da valorizzare la qualità dei prodotti italiani; 5. Richiesta alla Commissione europea di accelerare l'attuazione del regolamento sull'etichettatura, in modo da indicare il luogo di trasformazione e quello di mungitura del latte commercializzato.  

I NUMERI DEL SETTORE LATTIERO CASEARIO IN ITALIA  

FASE AGRICOLA
Aziende: 35.544 (Agea 2012) Vacche da latte: 1.862.000 Produzione di latte vaccino: circa 11 milioni di tonnellate Valore: 4,8 miliardi di euro Il 50% del latte prodotto in Italia viene trasformato in formaggi DOP.  

FASE TRASFORMAZIONE
Fatturato industria: 14,9 miliardi di euro pari a circa l’11% del fatturato dell’industria alimentare italiana.

venerdì 11 luglio 2014

QUOTE LATTE, IL PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA GUIDI ALL’ASSEMBLEA DEGLI AGRICOLTORI DI CUNEO: “CI SONO RESPONSABILITÀ GRAVISSIME DI UN GRUPPO DI SPLAFONATORI MA ANCHE DELLA POLITICA E DELLE ISTITUZIONI. BISOGNA SMETTERE DI LEGIFERARE CONTRO L’EUROPA”

Fonte: Confagricoltura  

BEN 114 LE PROCEDURE DI INFRAZIONE DELL’UE CONTRO IL NOSTRO PAESE, LA PIÙ ECLATANTE QUELLA DELLE QUOTE LATTE COSTATA 4,5 MILIARDI, NONOSTANTE LE PROTESTE DEI PRODUTTORI ONESTI

“Troppo spesso, negli anni, la gestione titubante ed incerta, a livello nazionale, di regole europee, invece chiare, ha consentito ad uno sparuto gruppo di produttori di latte (circa 700 su di un panorama complessivo di 30 mila stalle, ma che all’epoca erano 60 mila) di ignorare le norme europee, costringendo la Commissione a dar corso a procedure d'infrazione nei confronti del nostro Paese. E obbligando, tra l’altro, gli allevatori ad operare in un mercato quantitativamente drogato da produzioni ottenute al di fuori delle norme. Oggi viene presentato il conto finale, salato, a tutto il Paese”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, intervenendo a Cuneo all’assemblea degli agricoltori, in relazione all’annosa questione del recupero dei prelievi arretrati sulle quote latte, costata circa 4,5 miliardi di euro. “Abbiamo sempre stigmatizzato questa situazione e siamo scesi in piazza, spesso da soli - ha osservato Mario Guidi – . Ci sono responsabilità gravissime della politica e delle istituzioni e non solo sul fronte del latte. Sono ben 114 le procedure di infrazione (e le sanzioni) mosse dall’Unione europea all’Italia. Più in dettaglio, 21 attengono all’ambiente, 16 al settore dei trasporti, 13 al fisco vessatorio e alle dogane, 7 al lavoro e 5 alla giustizia e non poche di esse, direttamente o indirettamente, riguardano il settore agricolo”. “Bisogna smettere – ha concluso il presidente di Confagricoltura - di legiferare al di fuori o contro l’Europa, a effettuare, come nel caso dell’etichettatura, forzature nazionali che poi rimangono lettera morta e che si tramutano in ulteriori procedure di infrazione ed inadempienze a carico dell’Italia. E’ un modo questo che fa perdere credibilità al Paese e che danneggia tutti, agricoltori e cittadini”.

MIPAAF, QUOTE LATTE: MASSIMO IMPEGNO PER EVITARE PENALIZZAZIONI ITALIA

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che, in relazione al parere motivato adottato oggi dalla Commissione europea nei confronti del nostro Paese, per il ritardo e l’inefficienza nel recupero dei prelievi dovuti dagli allevatori per il superamento delle quote latte, l’Amministrazione continuerà nel suo impegno per assicurare il recupero dei prelievi dovuti in modo di evitare ogni forma di penalizzazione per l’Italia. Si precisa che il ritardo nel recupero dei prelievi è stato causato essenzialmente dai numerosi ricorsi presentati dai debitori e che l’Amministrazione aveva già accelerato la definizione dei procedimenti giurisdizionali, a seguito dell’apertura del progetto pilota avviato nel 2010 e dal quale deriva il parere motivato della Commissione Ue. Le somme non recuperate ammontano a circa 1,4 miliardi di euro, di cui 597 milioni non ancora esigibili per sospensive giurisdizionali e 795 milioni esigibili. L’Agenzia per le erogazioni in agricoltura – AGEA – procederà al più presto a consegnare alla Guardia di Finanza le cartelle esattoriali da notificare.

Nel link di seguito il video delle dichiarazioni del Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina sulla vicenda delle quote latte e del parere motivato espresso dalla Commissione europea:

http://bit.ly/1q1MQCk

venerdì 23 maggio 2014

LATTE, MIPAAF: PRODUTTORI ITALIANI RISPETTANO LE QUOTE PER LA CAMPAGNA 2013/2014

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che con la scadenza dell’ultimo termine del 21 maggio, stabilito per la registrazione degli accertamenti mensili mancanti, l’Agea ha reso noti i dati relativi alla campagna lattiero casearia 2013/2014, chiusa il 31 marzo scorso, che confermano, anche per quest’anno, il rispetto della quota di produzione assegnata al nostro Paese, determinata in 10,923 milioni di tonnellate. Le consegne rettificate, infatti, sono calcolate in 10,759 milioni di tonnellate, inferiori rispetto al quantitativo di riferimento nazionale adeguato pari a 10,874 milioni di tonnellate, rendendo, quindi, non necessario trattenere il prelievo da parte degli acquirenti, sulla produzione dello scorso mese di marzo. La prossima campagna sarà l’ultima sulla quale verranno applicate le quote, prima della liberalizzazione che avverrà dal 1° aprile 2015. “Anche quest’anno i nostri produttori – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – hanno rispettato le quote assegnate, confermando il trend delle ultime annate. In vista della fine del regime nel 2015, stiamo lavorando per dare risposte concrete agli allevatori, considerata la strategicità del settore latte. Stiamo elaborando un piano d’azione con le Regioni e i rappresentanti professionali per attivare misure di sostegno economico alle nostre imprese lattiere, operando sul primo e sul secondo pilastro della Pac, con un’attenzione particolare per gli allevatori delle zone di montagna. È un’occasione che non vogliamo perdere e su questo mi auguro che riusciremo a trovare un accordo al più presto”. “Vogliamo portare il futuro del settore del latte – ha proseguito il Ministro – al centro del dibattito europeo durante il semestre italiano di presidenza dell’Ue, perché serve un confronto approfondito. Dobbiamo valutare il tema delle misure di accompagnamento e quello del rafforzamento di altre, come la gestione del rischio e delle crisi di mercato. Ovviamente centrale sarà la questione dell’etichettatura, sulla quale siamo particolarmente sensibili, e su cui ci confronteremo immediatamente con le istituzioni comunitarie. “Entro il prossimo mese di giugno, poi, sarà presentata la relazione della Commissione sul settore lattiero caseario; aspettiamo il documento per valutare ulteriori iniziative per il miglioramento del funzionamento della filiera, in particolare per continuare nelle azioni di rafforzamento della posizione degli allevatori. Non mancherà il nostro impegno – ha concluso Martina – mi auguro sostenuto dai nostri produttori”.

martedì 19 novembre 2013

QUOTE LATTE: AGRINSIEME, SERVE UN’IMMEDIATA VERIFICA PER METTERE LA PAROLA FINE AD UNA QUESTIONE PER LA QUALE SI È PAGATO GIÀ TROPPO

Fonte: Agrinsieme

“Le notizie apparse oggi (18/11/2013) sulla stampa riguardanti i presunti errori nei calcoli relativi alla passata gestione delle quote latte esigono, come in più occasioni abbiamo affermato, un’immediata verifica che porti, dopo anni, a mettere la parola fine a questa vicenda, per la quale abbiamo già pagato troppo”. Lo afferma Giuseppe Politi, coordinatore di Agrinsieme (il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane), che denuncia per l’ennesima volta una situazione intollerabile e mai chiarita. “Dobbiamo ricordare - aggiunge il coordinatore di Agrinsieme - che per la cattiva gestione delle quote latte stiamo ancora pagando in sede europea gli errori di chi ‘nel pubblico’ ha governato la questione e di chi non ha rispettato il sistema. A questo riguardo, se gli errori di calcolo dovessero essere confermati, andrà valutata la posizione degli allevatori, in particolare quelli in regola che in passato hanno investito per acquistare le quote di produzione”. “Senza contare che rinviare ancora - ha concluso Politi – accresce peraltro il rischio, una volta appurati i fatti, di non poter più riscuotere le somme dovute dagli allevatori che in passato hanno splafonato. Paradossalmente potremmo ritrovarci nel 2015, terminato il regime delle quote latte, ad interrogarci ancora su chi e come debba pagare il superprelievo.”

giovedì 8 agosto 2013

QUOTE LATTE, CONFAGRICOLTURA E CIA: NON PRIVILEGIARE 650 SOGGETTI CHE HANNO OPERATO A DISPETTO DELLE REGOLE

Fonte: Confagricoltura

La proposta avanzata dagli assessori all’Agricoltura di Lombardia, Veneto e Piemonte di rivedere la normativa in materia di quote latte, riducendo l’entità del prelievo mensile in caso di ‘fuori quota’, lascia fortemente perplessi gli allevatori di Confagricoltura e Cia, che trovano inaccettabile usare la situazione di crisi economico-finanziaria generalizzata come scusa per continuare a tutelare situazioni di illegalità. “L’iniziativa degli Assessori - è il secco commento di Confagricoltura e Cia - è intempestiva e inopportuna. La deroga prevista dalla legge del 2009, infatti, serviva per agevolare il progressivo riequilibrio tra quote assegnate e produzione. Intempestiva perché, in quel preciso momento storico e non più attuale, veniva prevista una nuova assegnazione di quote ai produttori. Inopportuna in quanto chiaramente indirizzata a una precisa categoria di allevatori. Sono solo 650 che hanno operato, sinora, a dispetto delle norme, non hanno colto le opportunità di regolarizzare le loro posizioni con le rateizzazioni e che oggi, magari anche a causa della revoca delle quote aggiuntive loro assegnate, rischiano di ‘splafonare’ e di vedersi imporre nuovi oneri finanziari relativi alle trattenute mensili.” “I problemi di liquidità degli agricoltori -proseguono Confagricoltura e Cia- vanno affrontati con provvedimenti generali che facilitino l’accesso al credito. Certamente non possono essere risolti cambiando le regole per la gestione delle quote. Questa partita è già costata tanto, troppo, all’Erario, con un esborso complessivo che la Corte dei Conti valuta in 4,4 miliardi di euro”. “Pur comprendendo le ragioni di chi intende interpretare la spinta delle imprese a produrre -concludono Confagricoltura e Cia- non possiamo sostenere un intervento che penalizzerebbe, ancora una volta, gli allevatori che hanno operato rispettando le regole comunitarie ed il regime delle quote, provocando così, a loro danno, inaccettabili distorsioni di concorrenza”.

giovedì 20 giugno 2013

QUOTE LATTE: PER CONFAGRICOLTURA “UN BRUTTO CAPITOLO CHE SI DEVE PER SEMPRE ED AL PIÙ PRESTO CHIUDERE”

Fonte: Confagricoltura

Non stupisce Confagricoltura, la lettera della Commissione europea che intima all’Italia di riscuotere 1,42 miliardi di euro di “multe” per il superamento delle quote latte negli ultimi quindici anni. “È un brutto capitolo – commenta il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – che conferma quanto già evidenziato dalla Corte dei Conti con la relazione di fine 2012, che il quadro dei mancati pagamenti ha determinato un notevole danno all’Erario e pesanti distorsioni della concorrenza; a danno degli allevatori onesti che hanno rispettato le quote di produzione o pagato i prelievi sulle eccedenze in caso di superamento dei limiti. Un brutto capitolo che si deve per sempre ed al più presto, chiudere”. “Condividiamo – ha proseguito Guidi– le affermazioni del ministro delle Politiche Agricole De Girolamo che esprime la sua ferma volontà politica di far rispettare le regole e risolvere al più presto una vicenda negativa anche per tutti i cittadini italiani”. “Certo – ha concluso il presidente di Confagricoltura - induce a riflettere il tempismo della Commissione che ‘bacchetta’ l’Italia proprio in concomitanza di un momento delicatissimo per le decisioni in corso sul futuro della Politica Agricola Comune e del budget europeo per il settore. Ma siamo certi che tutto ciò non inciderà sul peso del nostro Paese nel negoziato”.