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venerdì 7 febbraio 2014

TAVOLO REGIONALE IN CASTELLO ESTENSE CON ASSESSORE RABBONI E SENATRICE BERTUZZI SUL TEMA CONCESSIONI IN ACQUACOLTURA

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

L’assessore all’Agricoltura e pesca dell’Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, ha convocato in Castello Estense un tavolo regionale sul tema acquacoltura, al quale hanno preso parte la senatrice Maria Teresa Bertuzzi e, per la Provincia, la presidente Marcella Zappaterra e l’assessore Davide Nardini, oltre agli amministratori dei Comuni della costa e alle associazioni in rappresentanza del settore. La ragione dell’incontro è stata la proroga delle concessioni per la produzione di cozze e vongole ottenuta fino al 2020 e inserita nella Legge di stabilità del governo. “Il risultato positivo – ha detto Rabboni – è merito soprattutto delle pressioni esercitate da istituzioni e rappresentanze locali”. Sul tappeto c’è il problema del sistema del rilascio e della gestione delle concessioni da qui al 2020, per evitare di incorrere nelle eventuali infrazioni comunitarie. Due i temi al centro della riflessione, come rilevato dalla senatrice Bertuzzi: la gestione dei piani di utilizzo delle aree, secondo criteri di competitività e redditività, e i limiti strutturali delle imprese. La situazione delle attuali 39 concessioni rilasciate in particolare per la Sacca di Goro, come è stato rilevato, non consentirebbe ulteriori sviluppi del quadro concessorio e la prospettiva indicata è quella di piani verso aggregazioni tra aziende, forme di consorzio e organizzazioni dei produttori, anche in prospettiva di una maggiore sostenibilità ambientale del comparto. “Il gioco di squadra per la proroga delle concessioni – ha detto in chiusura l’assessore regionale – ha funzionato e ora si deve continuare per giungere all’approdo di una legge quadro per regolamentare il sistema per il dopo 2020”. A questo proposito la Regione si impegna in una ricognizione sulle normative in materia vigenti nello spazio europeo. Infine, lo stesso Rabboni si è speso per un utilizzo nel frattempo dei fondi comunitari della pesca prioritariamente alle realtà produttive più organizzate, in considerazione della dimensione europea dei mercati, e per la costituzione, a breve, di una Consulta regionale dell’economia ittica quale strumento di concertazione dei vari temi del settore. “L’incontro di Ferrara – commenta la presidente della Provincia Marcella Zappaterra – è il riconoscimento dello sforzo compiuto innanzitutto dalle realtà di Goro e Comacchio nella partita del rinnovo delle concessioni. È positivo l’impegno della Regione – continua – nel mettere a punto gli strumenti più adeguati per una maggiore organizzazione del settore acquacoltura, affinché la politica del rilascio delle concessioni vada nella prospettiva della contingentazione e della salvaguardia dei prezzi dei prodotti sui mercati”.

giovedì 19 dicembre 2013

APPROVATO IL BILANCIO DI PREVISIONE 2014 DELLA PROVINCIA

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Con 17 sì, i sette voti contrari di Lega Nord, Per Noi e Forza Italia e tre astensioni di Liberi e Forti e di Paolo Matlì, confluito nel gruppo misto, il Consiglio ha approvato il bilancio di previsione 2014 della Provincia. Un solo emendamento è stato presentato a firma della Giunta. Il motivo lo ha spiegato la presidente Marcella Zappaterra. “La scuola è in grande difficoltà – ha detto – e in particolare abbiamo voluto dare ascolto al tema della mancanza di 62 insegnanti di sostegno”. Il tutto si è tradotto in un aiuto di 100mila euro che saranno devoluti ai Comuni, i cui bilanci sono in sofferenza, per sostenere progetti nell’area della disabilità. Risorse che sono finanziate ricorrendo ad un prelievo dal fondo di riserva. Una modifica approvata con 22 voti favorevoli e cinque astensioni: Lega Nord, escluso il sì di Alan Fabbri, e Forza Italia. Il bilancio preventivo, nonostante sia contabilmente proiettato al 2014, è stato letto da molti come un consuntivo dell’ultimo mandato, a soli sei mesi dallo svuotamento della Provincia, innanzitutto come ente direttamente eletto dai cittadini e ridisegnato per volere del governo con funzioni e compiti ridotti. “Ciononostante – ha detto Marcella Zappaterra nel corso del suo intervento conclusivo del dibattito – i sei mesi che ci restano come istituzione secondo l’attuale assetto, saranno all’insegna di immutati impegno e determinazione”. “Un lavoro – ha specificato – che al di là dei risultati materiali, vedi Idrovia, si è svolto sul piano immateriale per avere dato dignità all’ente di governo di area vasta; per una gestione unitaria del territorio; e per avere adattato il passo alle emergenze che hanno caratterizzato gli anni di questo mandato: la crisi economica, le numerose crisi aziendali e il terremoto su tutte”. Il bilancio 2014 dell’amministrazione che ha sede in Castello Estense è una manovra da 85 milioni complessivi. Fra i punti salienti, la riduzione del 4 per cento rispetto al 2012 delle spese correnti. In cifra assoluta, significa un taglio da 1,4 milioni di euro. In particolare, calano di 265mila le spese di funzionamento, tra utenze e manutenzioni ordinarie. Diminuisce pure la spesa per gli organi istituzionali, i costi della politica, di 422mila euro e di 600mila quella per il personale, tra pensionamenti, mobilità e blocco assunzioni. A 26 milioni, invece, ammonta il capitolo investimenti. Di questi, 13 milioni sono le risorse messe a disposizione dal commissario per la ricostruzione Vasco Errani, per guarire le ferite provocate dal sisma, fra cui quattro milioni destinati al Castello Estense. Altri 4,3 milioni sono fondi regionali destinati ai settori Agricoltura e caccia e pesca, mentre due milioni saranno destinati al capitolo viabilità e sicurezza stradale. Tutti i risparmi realizzati sulla spesa corrente, poi, saranno destinati ad investimenti per la valorizzazione e manutenzione del patrimonio dell’ente.

giovedì 31 gennaio 2013

FIRMATO IL PROTOCOLLO D’INTESA PER IL FINANZIAMENTO DELLE AZIENDE AGRICOLE

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara  

Ferrara primo esempio in Italia

Provincia, Ismea, Banca Popolare di Ravenna, Caricento, Carife, EmilBanca, UniCredit, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Confcooperative, Legacoop, Unione nazionale imprese di meccanizzazione e Camera di Commercio di Ferrara. È l’elenco di tutti i firmatari del protocollo d’intesa per il finanziamento delle aziende agricole ed agro meccaniche. Uno strumento innovativo, che fa di Ferrara la prima provincia in Italia a dotarsi di questo nuovo canale di credito per il mondo agricolo, hanno in sostanza detto la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, e l’assessore provinciale con delega al settore primario, Stefano Calderoni. In attesa che alcuni istituti bancari prendano le loro decisioni definitive rispetto all'operazione, già ora la rete del credito arriva ad un plafond di oltre 50 milioni. Qualcosa di più di una boccata d’ossigeno, dunque, per un settore che ha chiuso un 2012 certamente non da incorniciare, che ha sommato negativamente crisi economica, difficoltà di accesso al credito, terremoto e siccità. “Ora ci aspettiamo un 2013 – ha commentato Marcella Zappaterra – certamente difficile, ma non drammatico come l’anno appena concluso”. Il meccanismo di funzionamento del protocollo lo ha spiegato l’assessore Calderoni, che prima di passare in sequenza i punti salienti ha espresso parole di ringraziamento ad ogni sottoscrittore: banche, associazioni di categoria e istituzioni. Il tutto è partito dalla domanda su quale sarebbe stato lo strumento ideale per dare un aiuto concreto al mondo agricolo. La risposta non ha tardato a focalizzarsi su una linea di apertura di credito come quella che attualmente la Regione già apre alle aziende, però non a 12 mesi bensì a 36. Proprio sulla lunghezza d’onda dei tre anni si è da subito lavorato, con l’intento di contenere al massimo i tassi d’interesse sui quali restituire i prestiti. Anche qui obiettivo raggiunto con uno standard del 3%. In più si è aggiunto Ismea – l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, diretta emanazione del ministero dell’agricoltura –, che si è reso disponibile a garanzie fino al 70% per le imprese. Asticella che si può alzare all’80% per le giovani aziende del settore. Un impegno, è stato sottolineato, che avrà ripercussioni positive sul contenimento dei tassi d’interesse. Stessa destinazione avranno anche i 50mila euro messi a disposizione dalla locale Camera di Commercio. Ulteriore punto dell’accordo è l’impegno comune, ciascuno per il proprio ambito di competenza, per tagliare al minimo i tempi della burocrazia. Intento che concretamente si traduce nell’obiettivo di non oltrepassare un mese di tempo per la concessione di finanziamenti alle imprese. Per vedere, poi, se lo strumento funziona l’accordo prevede anche un tavolo di verifica, con il compito di verificare in concreto se lo strumento è effettivamente efficace e per correggere laddove risulti necessario farlo. “Lo spirito dell’operazione – ha ricordato Stefano Calderoni – è di mettere in circolo aiuti alle imprese per resistere, in un primo tempo, per poi rilanciare gli investimenti, in una fase successiva, rispetto a un settore chiave per l’economia locale”. “È un progetto di sistema – ha proseguito il presidente Ismea Arturo Semerari – che ha il pregio di ridurre i rischi e il compito di migliorare l’accesso al credito delle imprese a tassi vantaggiosi”. Proprio sull’aspetto di sistema ha chiuso la presidente della Provincia: “Il protocollo è un ennesimo esempio di come il nostro territorio sia capace di fare squadra – ha detto –, cosa che specialmente in questi tempi difficili per tutti rappresenta una marcia in più per uscire rafforzati dalla crisi e per rilanciare il nostro impegno su un settore da sempre centrale per tutta l’economia provinciale”.

Testo del Protocollo d’intesa per il finanziamento delle aziende agricole e agro meccaniche: www.agrestetv.it/documenti/finanaziamento_aziende_agricole.doc

sabato 22 settembre 2012

LA PRESIDENTE MARCELLA ZAPPATERRA INCONTRA RSU, PERSONALE E CONSIGLI COMUNALI SUL RIORDINO DELLE PROVINCE

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

La presidente della Provincia e del Consiglio delle autonomie locali (Cal), Marcella Zappaterra, ha voluto convocare una serie di incontri con il personale dipendente dell’amministrazione provinciale, al fine di rendere precise informazioni sul riordino istituzionale in atto secondo quanto stabilito dai provvedimenti del Governo Monti ( il “Salva Italia” del dicembre scorso e la più recente “Spending Review”). Tale riordino ha attribuito ai Cal un diritto di proposta, attraverso l’assunzione di formali delibere poi trasmesse alle Regioni, dei nuovi confini geografici delle Province, disegnati in conformità ai criteri stabiliti dal Governo: un’estensione non inferiore a 2.500 chilometri quadrati e una popolazione di almeno 350mila abitanti. Ferrara possiede entrambi i requisiti e potrà quindi veder confermati i suoi confini., soprattutto alla luce del confronto tra amministrazioni locali e con la Regione Emilia Romagna che ha riconosciuto questa ipotesi come la migliore per il territorio ferrarese. Ma non bisogna dimenticare che, anche a fronte della “salvezza” della dimensione provinciale, l’ente Provincia non sarà più quello conosciuto in questi anni. Per evitare che si potesse sottovalutare questa inevitabile trasformazione, la presidente ha voluto condividere tutte le conoscenze e le informazioni in suo possesso con i dipendenti dell’amministrazione che ha sede in castello Estense. La nuova Provincia sarà un ente di secondo livello, il cui presidente non sarà quindi più eletto dai cittadini, e che avrà come soli organi di governo il presidente stesso e un Consiglio. Non esisterà più una Giunta provinciale che, stando alla serrata tabella di marcia decisa dal Governo, già dal prossimo gennaio cesserà dalla carica. Inoltre, solo pochissime competenze saranno attribuite al nuovo ente: Territorio e Ambiente, Edilizia scolastica, Viabilità e Trasporti. Quelle oggi attribuite alle Province saranno riportate al livello regionale, qualora siano state assunte per delega regionale, o ai Comuni, per tutte quelle delegate dallo Stato. Il personale della Provincia, in coerenza con questa redistribuzione di funzioni, sarà per la maggior parte trasferito ai Comuni. Stando così le cose e sulla base di alcune stime fatte, la nuova Provincia estense potrebbe funzionare con meno di 150 dipendenti rispetto agli attuali 460. Nessuno dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato rischia il posto. Allo stato attuale, però, non essendo ancora stato varato il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che stabilirà con precisione i passaggi di competenze e funzioni, non è possibile ipotizzare un compiuto percorso di ricollocazione del personale. Questa incertezza è indipendente dalla volontà degli amministratori provinciali, e Marcella Zappaterra ne ha discusso sia con i sindacati regionali, in sede di Cal, che con quelli provinciali e con le Rsu della Provincia. Con i dipendenti, con i quali concluderà gli incontri il prossimo 27 settembre, la presidente si è impegnata a fornire aggiornamenti puntuali. Analogo impegno si è assunta nei confronti dei Consigli comunali, che le hanno chiesto di partecipare alle loro sedute per approfondire i contenuti del riordino di responsabilità del Cal. Il primo di questi appuntamenti sarà con il Consiglio di Argenta, il prossimo lunedì 24 settembre. L’assemblea del Cal si riunirà il prossimo 1 ottobre per deliberare la proposta da trasmettere alla Regione. Nel quadro che si sta delineando, Ferrara potrà mantenere la sua attuale configurazione geografica, il suo capoluogo, e tutti i servizi territoriali.

mercoledì 18 luglio 2012

I SINDACI DEI COMUNI TERREMOTATI IN CASTELLO CONVOCATI DALLA PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

Fonte: Ufficio Stampa della Provincia di Ferrara

 Tutti presenti tranne Mirabello, perché impegnato in una seduta di Giunta, i Comuni colpiti dal sisma, convocati in Castello Estense dalla presidente della Provincia, Marcella Zappaterra: Ferrara (sindaco Tiziano Tagliani e assessore Aldo Modonesi), Bondeno (vicesindaco Luca Pancaldi), Sant’Agostino (sindaco Fabrizio Toselli), Poggio Renatico (sindaco Paolo Pavani), Vigarano (assessore Giulia Massari) e Cento (assessore Massimo Manderioli). Motivo dell’incontro è stata la condivisione con i singoli territori di una tabella di marcia per la progressiva chiusura delle tre strutture che tuttora danno accoglienza alle persone dopo il terremoto del 20 maggio scorso. I numeri della situazione arrivano dal Centro di coordinamento provinciale. Sono 1.084 le persone tuttora fuori casa, di cui 350 ospitate nella tendopoli di Santa Liberata a Cento, 20 nelle scuole medie di Bondeno e 71 nel campo di San Carlo nel territorio di Sant’Agostino. Il resto sta trovando alloggio negli alberghi. Va aggiunto che i cittadini extracomunitari sono una percentuale decisamente elevata rispetto al totale di coloro che sono attualmente in tenda. La ragione di accelerare i tempi per la chiusura delle strutture è favorire il prima possibile il ritorno delle famiglie nelle loro abitazioni, anche in considerazione del fatto che sono esauriti da settimane i 50 milioni di euro in dotazione alla Protezione civile per far fronte a queste spese. Contestualmente la presidente ha chiesto ai Comuni di innestare la quarta anche per quanto riguarda il numero di schede Aedes, cioè i sopralluoghi tecnici per la definizione dell’agibilità delle abitazioni. Sul primo punto tutti i Comuni si sono impegnati ad una chiusura dei centri di accoglienza entro la fine di luglio e laddove il problema è più complicato, vedi Cento, si può procedere nel frattempo a smontare le tende non occupate e quelle che lo sono solamente in parte, ottimizzandone l’utilizzo. Anche Ferrara si è impegnata a chiudere il prima possibile la Casa senza frontiere che attualmente dà ospitalità a sole quattro persone. Sul secondo tema, 160 sono risultate le schede Aedes ancora da evadere a Bondeno, 74 a Cento, un centinaio a Sant’Agostino e circa 350 a Ferrara. Tutti, tranne la città, hanno dato rassicurazioni che il lavoro sarà portato a termine entro la fine dello stesso mese di luglio. Visto che servirà fino alla prima decina di agosto al Comune capoluogo, come affermato dall’assessore Modonesi, la proposta è di mettere a disposizione degli altri territori le squadre tecniche necessarie per stare dentro i tempi programmati. In sostanza due buone notizie che la presidente Marcella Zappaterra può portare a Bologna, dove la prossima settimana è convocato dal commissario Vasco Errani un vertice proprio su questi temi a livello regionale, in attesa del Piano casa che dovrebbe essere pronto prima dell’autunno. Durante l’incontro c’è stato tempo anche per alcuni numeri. Si tratta delle spese per soli servizi alle persone fatte da Comuni e Provincia nelle prime 72 ore e nei giorni successivi al sisma, per un totale di 3.172.970 euro.

martedì 26 giugno 2012

IL COMITATO DI COORDINAMENTO PROVINCIALE FORNISCE I DATI DELLA SITUAZIONE POST SISMA DEI SETTE COMUNI MAGGIORMENTE COLPITI AGGIORNATI AL 25 GIUGNO

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

 I numeri sono aggiornati al 25 giugno e il Comitato di Coordinamento Provinciale li ha comunicati alla Direzione del Dipartimento comando e controllo della Protezione civile di Bologna. Si tratta delle cifre relative al numero delle persone tuttora ospitate nei campi di accoglienza allestiti dopo le due scosse di terremoto del 20 e 29 maggio scorsi, a quanti alloggiano negli alberghi messi a disposizione e alla quantità dei sopralluoghi chiesti ed eseguiti nelle abitazioni. Partendo dal primo dato, 41 persone sono ospitate nel campo sportivo di Alberone e 549 nel Centro Santa Liberata nel territorio centese. Nel comune di Sant’Agostino sono 45 gli ospiti del Pala Reno e 186 nel Centro sportivo San Carlo. Passando a Vigarano Mainarda, si contano alla data del 25 giugno 63 persone nel Pala Vigarano. Sono inoltre 30 le persone ospitate alla scuola media di Bondeno, 27 nel campo sportivo di Pilastri e 19 nei vagoni allestiti nello scalo merci della stessa località matildea. Nel comune capoluogo sono tre le strutture allestite per accogliere coloro che hanno dovuto lasciare la casa per motivi di sicurezza: il complesso di Darsena City, che conta 133 persone, la casa senza frontiere, con 8 ospiti, e l’Ostello di Ferrara con 4 persone. In tutto, quindi, 1.105 le persone che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni e attualmente ospitate nei campi allestiti. Il secondo dato, quello delle persone ospiti nelle strutture alberghiere del territorio, racconta di 81 persone provenienti dal Centese, 59 di Mirabello, 124 di Bondeno, 44 di Sant’Agostino, 31 di Poggio Renatico, 5 di Vigarano e 58 di Ferrara, per un totale di 402. Venendo ai sopralluoghi, a 23.889 ammontano le domande presentate nei sette comuni maggiormente colpiti dal sisma: Bondeno (4.124), Cento (6.314), Ferrara (7.576), Mirabello (1.364), Poggio Renatico (1.481), Sant’Agostino (1.683) e Vigarano (1.347). Di queste, sono complessivamente 7.058 le istanze con scheda AeDES, ossia le abitazioni che hanno riportato danni seri e certificati. Rispetto alle domande, poi, 4.115 sono i sopralluoghi nel frattempo eseguiti nei sette comuni (1.024 a Bondeno, 537 a Cento, 716 a Ferrara, 385 a Mirabello, 421 a Poggio Renatico, 626 a Sant’Agostino e 406 a Vigarano) e 2.943 sono quelli ancora da effettuare (640 a Bondeno, 733 a Cento, 1.220 a Ferrara, 88 a Mirabello, 28 a Poggio Renatico, 119 a Sant’Agostino e 115 a Vigarano). La Provincia, inoltre ha chiesto al Dipartimento comando e controllo della Protezione civile regionale 323mila euro, che l’amministrazione ha già speso subito dopo le scosse sismiche di maggio in lavori di messa in sicurezza del Castello Estense (uffici e percorso museale), viabilità provinciale, scuole e il Cup. “Naturalmente – precisa la presidente della Provincia Marcella Zappaterra – si tratta di numeri in continua evoluzione, perché nel frattempo stiamo producendo ogni sforzo per ridurre al minimo indispensabile la permanenza nei campi e favorire il più possibile il ritorno delle famiglie nelle loro abitazioni o, in subordine, una sistemazione più confortevole negli alberghi. Sarà nostra cura tenere aggiornati i dati del Centro Provinciale e comunicarli in modo regolare per un’informazione completa e trasparente sulla complessa fase di gestione del dopo sisma”.

giovedì 7 giugno 2012

DISCORSO DELLA PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI FERRARA, MARCELLA ZAPPATERRA, IN OCCASIONE DELLA VISITA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO ALLE ZONE TERREMOTATE DELL'EMILIA ROMAGNA

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Sig. Presidente, i Presidenti delle Province colpite (del veneto, della lombardia e dell'emilia romagna) per prima cosa vogliono che Lei sappia che in questi giorni terribili l’abbiamo sentita vicina. Le parole da Lei pronunciate, quando ormai si stavano spegnendo i riflettori sul dramma dell’Emilia, ci sono state di grande conforto e ci hanno fatto capire che non saremmo stati soli. Le siamo grati per questo e La ringraziamo per aver voluto, oggi, con la Sua presenza, confermare questa vicinanza. Lei sa quanto orgogliosi siano gli abitanti di queste terre e quanto vorremmo poter dire, di fronte alla tragedia che ci ha colpito: ci pensiamo noi! D’altra parte molte di queste zone erano povere, coperte di paludi, devastate dalla malaria ed è solo grazie alla laboriosità e all’intraprendenza di chi le abita che sono state trasformate in uno dei luoghi più ricchi, dinamici e moderni d’Italia. Un luogo che ha rapporti col mondo intero e nel quale persone da ogni parte del mondo vivono e lavorano, integrate nel contesto sociale come da poche altre parti si è riusciti a fare. Ma questa volta, sig. Presidente, non siamo in grado di dire: ci pensiamo noi, facciamo da soli con le nostre forze. Le devastazioni che abbiamo subito sono troppo grandi anche per spalle robuste come le nostre. La triste realtà è quella di un territorio profondamente ferito, con morti da piangere e grandi distruzioni. Sono, infatti, centinaia le fabbriche e le case che sono andate distrutte, trascinando con sé le certezze e le speranze che tanti lavoratori, artigiani e imprenditori locali avevano costruito in decine di anni di lavoro. Senza dimenticare, poi, la devastazione di una parte rilevante del nostro patrimonio storico e culturale, che abbiamo ricevuto in eredità dagli Estensi, dai Gonzaga, dai Pico della Mirandola, testimonianza di un passato intellettuale unico e che rappresenta l’orgoglio, il simbolo e un forte elemento di attrazione delle nostre città. E’ doloroso percorrere le nostre campagne e non ritrovare più il paesaggio che le ha fin qui caratterizzate, punteggiato da casolari e fienili bellissimi al servizio di un’agricoltura che in queste zone è all’avanguardia; o non ritrovare più le sagome familiari dei nostri sottili campanili e delle chiese che, insieme alle rocche, ai castelli e ai municipi rappresentano il perno attorno al quale si sono sviluppati centri storici affascinanti, saturi di un’atmosfera densa di quei tratti che definiscono l’Emilia, i suoi colori, i suoi sapori, i suoni di una lingua che testimonia la cordialità e la forza dei suoi abitanti. Non possiamo rassegnarci a vederli senza vita, vogliamo farli rinascere. Il dolore che proviamo, infatti, non annulla la nostra voglia di ricostruire tutto, di recuperare ogni angolo di strada, ogni bottega, ogni piazza, e di vedere di nuovo vive e vitali le nostre città e i nostri borghi. Non credo Sig. Presidente che sentirà persone non convinte di ciò. Anche quelle più duramente colpite dal sisma sono lucide e consapevoli, forti di una determinazione che si posa sulle fondamenta solidissime del legame con la loro terra e del forte sentimento di coesione che contraddistingue queste comunità. Penso di poter dire che sono anche ben consapevoli di come le Istituzioni non siano distanti da loro e di quanto la solidarietà sia un sentimento ancora vivo, come dimostra la presenza di tanti volontari da tutta Italia e l’impegno encomiabile della Protezione Civile. Questa fiducia, che si percepisce dalla compostezza e dalla grande dignità manifestate anche da chi ha perso tutto, ovviamente richiede di essere confermata e sostanziata da azioni chiare e concrete. Stiamo avendo, da questo punto di vista, buone prove: mi riferisco in particolare al decreto predisposto dal Governo, che coglie le sollecitazioni che abbiamo affidato al Presidente Monti e ai diversi Ministri che sono venuti. Voglio, però, Sig. Presidente, riportare l’attenzione di tutti su quello che non potrà essere ricostruito, rimpiazzato o restituito alla comunità. Penso alla vita delle 26 persone uccise dal terremoto e strappate all’affetto delle loro famiglie, degli amici, dei compagni di lavoro. E’ proprio nei confronti di chi ha pagato un tributo così elevato che oggi avvertiamo ancora di più la responsabilità di ricostruire le nostre città con la cura e la sicurezza indispensabili per evitare che queste tragedie possano ripetersi. Sappiamo che servirà tempo, che ci vorrà gradualità per rimettere in sicurezza quel sistema produttivo che rappresenta l’eccellenza di queste zone, ma abbiamo fiducia nel lavoro, nel senso di responsabilità, nelle capacità che le istituzioni avranno di snellire la burocrazia, nello sforzo che le forze sociali ed i cittadini riusciranno a mettere in campo. Oggi siamo ancora in emergenza, giustamente concentrati a dare assistenza alle persone, a trovare un tetto a chi non ce l’ha, per fa ripartire le aziende, le scuole e la vita normale di tutti. Ma già dai prossimi giorni dovremo iniziare a guardare questo territorio con occhi diversi dal passato. Le politiche urbanistiche, la classificazione sismica, le norme costruttive, non potranno più essere come prima. Siamo consapevoli dei problemi che questo potrà comportare, ma dovremmo comprendere anche le grandi opportunità che ne potrebbero derivare. Questa tragedia può rappresentare l’occasione per avviare un grande piano di adeguamento antisismico del paese. Se si mettessero in campo risorse pubbliche dedicate sia alla sicurezza che al risparmio energetico, si potrebbero attivare ingenti risorse private e dare così un contributo anche alla ripresa economica del nostro Paese. Con questo auspicio, che noi assumiamo come un vero e proprio impegno, La ringraziamo nuovamente Sig. Presidente per essere qui a sostenerci in questo difficile momento.

mercoledì 30 maggio 2012

LA PROVINCIA APRE UN CONTO CORRENTE BANCARIO PER I TERRITORI COLPITI DAL TERREMOTO

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

La Provincia ha attivato un conto corrente bancario alla Cassa di Risparmio di Ferrara per raccogliere risorse da devolvere ai territori colpiti dal terremoto. L’intestazione del conto è “Provincia di Ferrara per interventi di solidarietà” e il codice: IBAN IT 67 Z 06155 13015 000003204155, con la causale: “terremoto maggio 2012”. “È un gesto concreto – dice la presidente della Provincia Marcella Zappaterra – per far sentire la vicinanza della Provincia e delle istituzioni alle persone, famiglie e imprese del territorio, così duramente colpite dal sisma. Per questo stiamo facendo ogni sforzo perché le difficoltà siano al più presto superate e perché riparta il prima possibile la ricostruzione”.

venerdì 17 febbraio 2012

A Ferrara è nata la Consulta provinciale del mondo agricolo

FONTE: PROVINCIA DI FERRARA

È praticamente nata la Consulta provinciale dedicata ai temi del mondo agricolo. Presenti le associazioni agricole, le rappresentanze sindacali di categoria, i sindaci, la Camera di Commercio e la Provincia.
Convocato da quest’ultima, su iniziativa della presidente Marcella Zappaterra e dell’assessore con delega all’Agricoltura Stefano Calderoni, il primo incontro si è aperto in Castello Estense con una relazione introduttiva dello stesso Calderoni, che ha tracciato un quadro dei problemi che riguardano il settore agricolo territoriale.
Tre i temi, in sintesi, messi a fuoco dall’assessore: l’applicazione dell’Imu sui fabbricati agricoli cosiddetti strumentali (capannoni e immobili per il ricovero mezzi ed attrezzature), l’ipotesi di un marchio unico provinciale dei prodotti agroalimentari di qualità del territorio e l’eventuale consenso attorno alla nascita della nuova Consulta.
Sul versante Imu la strada proposta dalla Provincia è duplice. Da una parte chiedere ai Comuni una riduzione dell’aliquota sui fabbricati dallo 0,2 allo 0,1% e, parallelamente, appoggiare l’iniziativa già intrapresa dalla Regione Emilia-Romagna per chiedere al Governo di azzerare del tutto il prelievo. Una richiesta la quale poggia sul fatto che i rincari Imu contenuti nel decreto “Salva Italia” fino al 700% graverebbero sulle aziende agricole, in una congiuntura economica che non sta per nulla risparmiando il settore primario. Aumenti ai quali occorrerebbe poi aggiungere anche le spese professionali di accatastamento degli immobili,valutabili in diverse migliaia di euro.
La proposta fatta da Calderoni sul punto è di condividere un ordine del giorno comune a tutto il territorio provinciale che “chieda al Parlamento e al Governo – scrive l’assessore – di trovare la copertura economica per rivedere il provvedimento”.
Per quanto riguarda il marchio territoriale unico, la proposta è stata lanciata per identificare più chiaramente i prodotti di qualità del territorio; perché possa essere un valore aggiunto per chi fa vendita diretta; per promuovere la ristorazione e, in primis, avviare una più stretta e strutturata collaborazione tra aziende e grande distribuzione. L’obiettivo è chiaramente di connotare i vari prodotti della terra ad un’unica zona di produzione e, con un peso accresciuto, allargare gli spazi di vendita sui mercati.
Proposte, nel loro insieme, che hanno incontrato il consenso dei Comuni (Copparo, Voghiera e Portomaggiore, in particolare, hanno espresso il loro placet) e delle associazioni del mondo agricolo (Cia, Coldiretti, Unione agricoltori e Confcooperative).
Unanime anche il consenso espresso sull’utilità della Consulta che, a questo punto, stabilirà per il tramite dell’assessore Calderoni un calendario di appuntamenti e di temi da mettere all’ordine del giorno.
La presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, ha infine risposto ad alcune sollecitazioni espresse, nello specifico, dal presidente Cia, Lorenzo Boldrini, e da quello di Unione agricoltori, Nicola Gherardi, sul trasferimento imminente del servizio Agricoltura dall’attuale sede di via Bologna.
“Sono due anni – ha detto la presidente - che scriviamo alla Regione per chiedere una revisione delle condizioni di affitto dei locali nei quali attualmente il nostro servizio lavora e tutto è stato inutile. Abbiamo fatto tutti i tentativi possibili – ha proseguito - e ora la decisione è diventata inevitabile proprio per un problema di costi che non possiamo più sostenere, oltre al problema dell’agibilità per manutenzioni e messe a norma di spazi e locali che vengono sempre ritardate”.

giovedì 12 gennaio 2012

PROVINCIA DI FERRARA: NEL 2012 REVISIONE DEL PIANO DI GESTIONE DEI RIFIUTI, COMPRESI QUELLI AGRICOLI

Fonte: Redazione di Agreste e Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

In occasione della conferenza stampa indetta dall’amministrazione provinciale per questa mattina in Castello Estense ed avente come tema centrale la questione rifiuti speciali provenienti da Napoli nelle discariche ferraresi, la presidente Marcella Zappaterra, l’assessore all’Ambiente Giorgio Bellini e la responsabile del Settore Ambiente e Agricoltura Paola Magri hanno ricordato che entro il 2012 andrà rivisto il piano provinciale per la gestione dei rifiuti e quindi anche il protocollo per lo smaltimento di quelli agricoli, si spera quindi di riuscire al più presto a dare risposte agli agricoltori anche in merito all’annosa questione del sistema Sistri.

Di seguito pubblichiamo il comunicato ricevuto dall’Ufficio Stampa della Provincia relativo ai rifiuti speciali provenienti da Napoli:

“C’è bisogno di un momentaneo stop al conferimento dei rifiuti nelle discariche aperte sul territorio, il tempo necessario per condividere fra livelli istituzionali e gestori una comune pratica di azione e strategia di comportamento”.
Lo ha detto l’assessore provinciale all’Ambiente, Giorgio Bellini, facendo il punto della situazione che riguarda l’arrivo dei rifiuti speciali da Napoli.
“Intanto una precisazione sul termine speciali – ha tenuto a dire la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra – che non significa che lo siano in termini di pericolosità per la salute e l’ambiente”.
In effetti si tratta dei rifiuti urbani indifferenziati prodotti comunemente dai cittadini, questi rifiuti subiscono il cosiddetto trattamento Stir, cioè la separazione della frazione secca da quella umida. Questa seconda assume la denominazione, appunto, di rifiuto speciale ed è a libero mercato, il che vuol dire che la si può vendere e comprare sul territorio nazionale. Una denominazione che però ha dovuto subire ben due istanze giudiziarie amministrative. Una sentenza del Tar del Lazio, infatti, ha in un primo tempo inibito questa accezione, parlando di rifiuti urbani, una successiva sentenza di secondo grado del Consiglio di Stato li ha ritrasformati in rifiuti speciali.
La storia dei rifiuti speciali provenienti da Napoli risale al decreto legislativo 94 del 2011, come ha ricordato Marcella Zappaterra. Con quel provvedimento si intese rispondere all’emergenza del capoluogo campano e la Regione Emilia-Romagna, su richiesta della stessa regione Campania, concluse un accordo operativo per lo smaltimento di 5mila tonnellate nell’impianto Hera di Ostellato, dietro accordo con il gestore partenopeo Sapna.
Ora si tratta di una seconda partita di rifiuti speciali napoletani che arrivano nel Ferrarese.
Per la precisione, ha ricordato l’assessore Bellini, al 31 dicembre 2011 si tratta di 16.100 tonnellate alla discarica Crispa targata Area, altre 11.300 stoccate all’impianto di compostaggio Hera di Ostellato e ulteriori 611 all’impianto Sicura di Comacchio.
In atto c’è poi un ulteriore contratto per 5mila tonnellate attese entro il 30 gennaio sempre alla Crispa, “Dopodiché – ha confermato Bellini – chiediamo una pausa di riflessione”.
Lo stesso assessore provinciale ha anche ricordato che fin qui la situazione è sotto il costante controllo della Provincia: a fine anno i soggetti gestori locali mandano obbligatoriamente in Castello Estense un report, contenente provenienza e caratteristiche dei rifiuti smaltiti in provincia.
Trattandosi di rifiuti provenienti da fuori territorio (in questi anni prevalentemente dal Nord Italia, ad eccezione di un conferimento minimo dal Lazio), essi subiscono una prima analisi alla partenza e una all’arrivo. In più Arpa svolge obbligatoriamente controlli durante l’anno, cinque alla sola discarica della Crispa, oltre ad altri controlli straordinari.
Su altre discariche provinciali non sono in arrivo rifiuti speciali napoletani: non ad Argenta (gestore Soelia), né a quella di Cmv perché già esaurita.
Sulla questione dello stop momentaneo in attesa della condivisione con i vari gestori di un unico metodo, la presidente ha anche precisato che ciò avviene in una sfera di compiti e poteri che non sono giuridicamente disciplinati dalla legge per la Provincia. In altri termini, il Castello Estense non può imporre limiti giuridici ad alcuno ed impedire di conseguenza alle aziende di ricevere rifiuti purché rispondenti alla categoria di speciali.
“Ciononostante – ha poi precisato la presidente – vogliamo svolgere un ruolo istituzionale, perché ad ogni livello ci sia il massimo di garanzia e perché la vicenda di Napoli non diventi l’ordinario”.
Un ordinario che è contenuto nel piano provinciale rifiuti in vigore fino al 2016 e che prevede la sostanziale autarchia in tema di urbani, la sostituzione delle discariche con l’incenerimento ed il progressivo incremento della raccolta differenziata, con l’obiettivo del 65%.
Un piano che prevede un momento di verifica nel 2012, nel corso del quale già si pensa ad alcuni ragionamenti, come ad esempio la questione di quale discarica conservare dopo il 2016, quella del completamento delle esistenti e di usare i margini ancora presenti per potenziare, e sostenere economicamente, il porta a porta per centrare gli obiettivi della differenziata e di favorire impianti per il recupero materiali. Obiettivo, quest’ultimo, che consentirebbe la realizzazione a Ferrara della filiera corta in termini di raccolta, trattamento, riciclaggio e smaltimento dei rifiuti provinciali.

mercoledì 7 dicembre 2011

CONFERENZE STAMPA DELLA PROVINCIA: Mancano sei milioni di euro per chiudere il bilancio 2012

FONTE: PROVINCIA DI FERRARA

Mancano sei milioni di euro per chiudere il bilancio 2012. È questo il risultato della manovra del governo sulla Provincia di Ferrara.
A lanciare l’allarme ci hanno pensato la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, e l’assessore al Bilancio, Davide Nardini, durante la conferenza stampa di metà mandato, con l’intera giunta schierata.
“Questa è la novità vera – ha esordito Marcella Zappaterra – al di là dei nostri impegni annunciati e contabilizzati sul bilancio per l’anno venturo dei dieci milioni per l’ammodernamento del patrimonio scolastico, degli investimenti in infrastrutture e della messa in sicurezza della rete viaria”.
Un programma investimenti basato proprio sull’uso di entrate e spese correnti, che tradotto significa utilizzo degli introiti da tutor, velox e incremento Rc Auto, nonché dei risparmi sulle spese di funzionamento, per mettere a posto gli edifici scolastici e da impiegare sul capitolo infrastrutture.
Ora invece, dopo il decreto legge del governo presieduto da Mario Monti, arriva la mazzata che costringe a capovolgere il discorso.
Sta, o meglio stava, tutto scritto in una riga dell’articolo 28 del decreto di Palazzo Chigi, laddove in pratica si decide la fine della compartecipazione all’Irpef, che finora le Province hanno percepito a titolo compensativo per l’incameramento a Roma dell’addizionale Enel, che gli stessi enti prima percepivano.
In altri termini, nel nome del federalismo fiscale, prima le Province potevano autonomamente contare sull’addizionale Enel, poi è arrivato lo Stato a prendersi gli incassi e risarcire le Province con la compartecipazione all’Irpef e infine è stata tolta loro pure questa entrata.
Morale della favola, questa riga cancellata e altri 400 milioni di tagli alle 107 Province d’Italia costano al solo Castello Estense un buco di sei milioni sul 2012.
Da qui non è più possibile il ragionamento entrate e spese correnti su investimenti, sempre nel rispetto del patto di stabilità.
A questo punto il Consiglio provinciale previsto per il 14 dicembre per la discussione e approvazione del bilancio viene messo in discussione e ora la nuova mission impossible diventa trovare una montagna di soldi da qui alla fine dell’anno.
“Una manovra – ha commentato Marcella Zappaterra – per sacrificare gli enti locali e ancora una volta non per valorizzarli come il vero volano di crescita per il Paese. Per questo – ha continuato – il 14 dicembre abbiamo invitato i Comuni, i sindacati e le forze sociali, per condividere il senso e le proporzioni delle difficoltà nelle quali improvvisamente ci troviamo, dopo che per due anni abbiamo responsabilmente perseguito la strada dei conti in regola”.
Complessivamente ammonta ad 1,5 miliardi la nuova scure che si è abbattuta sul sistema degli enti locali, la quale si aggiunge alle altre manovre già piovute su Comuni, Province e Regioni, “Con il risultato – ha precisato Nardini – di compromettere seriamente l’erogazione dei servizi”.
Parole che declinate nella realtà ferrarese significano sentire la responsabilità di garantire la sicurezza di locali (le scuole) frequentati complessivamente da circa 50mila persone all’anno e di un sistema viario di quasi 900 chilometri, di cui 300 costeggiati da alberti ed altrettanti da corsi d’acqua.
“Se si fosse agito nei confronti degli enti locali non come controparti – ha proseguito la presidente –si sarebbe potuto agire con ben maggiori risparmi su altre situazioni ed enti”.
Si stima infatti che il decreto Monti realizzerà sulle Province un risparmio di 65 milioni, mentre autorevoli commentatori già sostengono che se si fosse tagliato su altri enti, agenzie ed autorità d’ambito, il risparmio sarebbe stato di 2,5 miliardi.
A questo punto lo scenario futuro si trasforma in un punto di domanda. “Se non sarò in grado – ha scandito Marcella Zappaterra – di portare a termine il programma di mandato, io non sarò un semplice liquidatore della Provincia; per questo possono pure mandare un commissario governativo”.
Il riferimento chiaro è stato alla parte del decreto legge che ha tagliato, oltre alle risorse, la stessa ragione d’essere dell’istituzione Provincia, intesa come anticamera della sua definitiva cancellazione dalla Costituzione.
Nel frattempo per far fronte alle necessità di investimento e in assenza delle coperture, pure fino ad oggi costruite, non è escluso il ricorso a nuovi mutui. “Devo rispettare il patto con i cittadini - ha detto a questo proposito la presidente – e dopo anni di bilanci in salute potremmo fare diversamente per dare ai cittadini scuole e strade, che sono fra i punti più qualificanti del nostro programma amministrativo”.

È stato così che le nuove e drastiche misure adottate da Palazzo Chigi hanno finito per mettere in ombra le cose che pure il Castello Estense ha condotto durante l’anno che volge al termine.
Solo sul fronte dei lavori pubblici, infatti, sono stati fatti appalti per quasi 50 milioni, di cui 15,1 milioni su viabilità e sicurezza stradale, 30,8 milioni per la realizzazione dell’Idrovia, e 2,65 milioni nell’edilizia scolastica ed istituzionale.
Il tutto perché il vento dell’abbattimento dei costi della politica ha deciso di eleggere come capro espiatorio l’anello debole della catena istituzionale: le Province.

mercoledì 16 novembre 2011

PRESENTATO ALLA STAMPA IL BILANCIO 2012 DELLA PROVINCIA DI FERRARA

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara e Redazione di Agreste

I tagli del governo sono, fra 2010 (1,4 milioni) e quest’anno (due milioni), pari a 3,4 milioni, le minori entrate raggiungono quota 900mila e le maggiori spese fanno 4,2 milioni (2,2 in edilizia scolastica e altri due sulla sicurezza stradale). Questo per quanto riguarda la parte dei maggiori oneri. Sul fronte delle coperture, invece, l’amministrazione spende di meno per 1,8 milioni (fra cui 600mila di solo risparmio spesa del personale) e ha più entrate per 6,5 milioni, di cui 3,2 vengono dall’aumento dell’Rc Auto, 2,4 dalle sanzioni stradali (velox e tutor) e ulteriori 900mila sono incassi extra dall’imposta provinciale di trascrizione dei veicoli (Ipt).
In soldoni questo è il succo del bilancio preventivo per l’anno 2012 della Provincia, presentato in Consiglio il 17 novembre e poi discusso e approvato dalla stessa assemblea nella successiva seduta di mercoledì 14 dicembre che, se si renderà necessario, avrà una coda il giorno successivo.
Nel presentare il documento economico e finanziario l’assessore con pari delega, Davide Nardini, ha insistito sull’importanza del decreto 68 del maggio 2011, col quale l’Rc Auto diventa un vero e proprio tributo provinciale, con la possibilità di applicarlo non più in termini rigidi, ma agendo fra una forbice di aliquote. Esattamente come ha fatto l’amministrazione del Castello Estense con la decisione del maggio scorso di aumentare l’aliquota del 3,5%.
Un bilancio più flessibile, dunque, che si può maggiormente adattare alle domande del territorio.
E infatti lo spirito del bilancio 2012 sta nella decisione di usare le entrate di parte corrente (Rc Auto, Tutor e Ipt) per investimenti. Una mossa che consente di agire sulla leva spese senza ricorrere all’indebitamento e stando dentro i criteri del patto di stabilità.
E gli investimenti su cui punta la Provincia non sono roba da poco, tanto da additare il Castello Estense come la più importante stazione appaltante per i prossimi anni a Ferrara.
A 130 milioni ammontano infatti le risorse che saranno destinate agli appalti fra il 2012 e il 2014, di cui 110 milioni per l’Idrovia, dieci milioni per l’edilizia scolastica e otto milioni sul capitolo della mobilità e della sicurezza stradale.
Per l’asta fluviale destinata a rendere navigabili i 70 chilometri del Po di Volano, saranno appaltati entro il 2011 i lotti di Tresigallo e Ostellato: in tutto 34 milioni di euro. A seguire, e fino al 2014, sarà la volta dei lavori di risanamento del Boicelli e di riqualificazione di quadranti della città capoluogo per ulteriori 80 milioni. Il tutto senza perdere di vista i 23 milioni già appaltati per l’allargamento del portocanale di Porto Garibaldi e per il nuovo ponte di Valle Lepri.
Ferma resta, poi, la volontà di alienazione di parte del patrimonio immobiliare dell’ente, con 13,6 milioni di euro di valore da mettere sul mercato, fra cui i pezzi dell’ex caserma Vigili del fuoco e palazzo Strozzi. Un introito che, se realizzato, sarà principalmente usato per la diminuzione del debito dell’ente.
Per il capitolo scuola i dieci milioni messi a disposizione saranno spesi per la creazione principalmente del polo tecnico e di quello dei licei.
“Un bilancio in sicurezza – ha detto la presidente Marcella Zappaterra – rispetto al quadro nazionale attuale, che sappiamo impegnato a trovare ulteriori 25 miliardi che mancano all’appello delle manovre fin qui varate”.
Filo conduttore dei bilanci degli ultimi anni, ha poi ricordato la presidente, è quello della costante riduzione della spesa pubblica. La diminuzione da 19 a 15 del numero dei dirigenti, con la prospettiva di chiudere il mandato a quota 12, è un esempio di questo impegno.
“Saremo la principale stazione appaltante nei prossimi anni – ha confermato – grazie ai finanziamenti che giungono da Stato e Regione e vogliamo utilizzare le risorse a disposizione per le funzioni proprie della Provincia: strade, sicurezza stradale, infrastrutture”.
A questo si aggiungerà anche la novità del Pacchetto giovani; 150mila euro che dal bilancio del Castello Estense sono messi a disposizione per sostenere l’occupazione giovanile: dalla formazione di nuove imprese alla stabilizzazione di posti di lavoro, fino al sostegno all’occupazione tramite la leva della formazione. Uno sforzo che la Provincia vuole compiere per l’anno venturo in filiera con la Regione e con la Camera di Commercio.

IL SETTORE AGRICOLO:
L’assessore Davide Nardini ha confermato che per questo settore verrà riproposto l’investimento del 2011, la Provincia metterà gli stessi fondi, circa 500mila euro comprendenti le spese di personale e anche la trasmissione Agreste. Nardini ha poi voluto sottolineare che a febbraio 2012 tutte le imprese agricole che hanno presentato domande sul Psr (Piano Regionale di Sviluppo Rurale, fondi che non rientrano nel budget provinciale) verranno finanziate.
La presidente Marcella Zappaterra, ha confermato l’impegno della Provincia per la valorizzazione di un settore ancora così importante per il territorio.

venerdì 29 luglio 2011

I problemi del mercato del lavoro in agricoltura: un incontro in Provincia per una strategia condivisa

FONTE: PROVINCIA DI FERRARA

Mercoledì 27 luglio si è svolto in Provincia, promosso dalla Presidente Marcella Zappaterra e dall’assessore alle Politiche del lavoro Caterina Ferri, un primo incontro con la parti sociali del settore agricolo, sui temi del mercato del lavoro in agricoltura.
Dando seguito ad un convegno organizzato ad aprile da Flai-Cgil, le organizzazioni sindacali hanno sollecitato la ripresa di un confronto con tutti gli attori; sollecitazione prontamente raccolta dall’amministrazione di piazza Castello.
Infatti, sebbene il comparto manifesti una sostanziale tenuta occupazionale nonostante il periodo di crisi, non sono assenti i rischi di infiltrazioni di irregolarità nei meccanismi di avviamento al lavoro, né le difficoltà ad un incrocio immediato ed efficace tra la domanda e l’offerta di lavoro, soprattutto nei periodi dei picchi di raccolta.
Negli ultimi anni si è infatti significativamente ridimensionata la domanda di personale rivolta dalle imprese ai Centri per l’Impiego provinciali, sebbene questi continuino a raccogliere gli elenchi delle disponibilità dei lavoratori per l’avviamento in agricoltura.
Per verificare interventi condivisi di miglioramento della situazione, si è deciso di insediare un tavolo tecnico composto da esperti espressi da tutti gli attori presenti, che consegni organizzazioni datoriali, sindacali ed alla Provincia, ipotesi di intervento operative.

venerdì 28 gennaio 2011

EX ZUCCHERIFICIO DI BONDENO, SIGLATO L'ACCORDO PER LA REALIZZAZIONE DEL PASTIFICIO.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

L'assessore Rabboni: "Una nuova azienda che darà occupazione ai lavoratori dell'ex zuccherificio e creerà nuove prospettive per il territorio".

Bologna – E’ stato siglato oggi in Regione l’accordo per la riconversione dell’ex zuccherificio di Bondeno, in provincia di Ferrara. Il testo conferma le indicazioni emerse nella riunione dello scorso 18 gennaio: sarà realizzato uno stabilimento per la produzione di pasta fresca, piatti pronti e pizza.

L’accordo puntualizza gli impegni di tutte le parti, e in particolare prevede che i lavoratori dell’ex zuccherificio restino alle dipendenze di Finbieticola fino all’avvio delle attività nel nuovo impianto produttivo. Per l’avvio dei lavori si prevede di ottenere le autorizzazioni entro il 31 agosto, e saranno necessari circa 24 mesi di cantiere.

“Con la firma dell’accordo – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni - parte il conto alla rovescia per la realizzazione di questa nuova attività manifatturiera, che darà uno sbocco occupazionale ai lavoratori dell’ex zuccherificio ma non solo, perché si daranno prospettive certe di lavoro a giovani e adulti del territorio. Vigileremo sullo stato di avanzamento dei lavori, l’accordo prevede che ogni sei mesi la Regione convochi una riunione verificare lo stato di attuazione”.

All’incontro odierno erano presenti, oltre all’assessore Rabboni, il presidente di Finbieticola Guido Vivarelli Colonna, la presidente della Provincia di Ferrara Marcella Zappaterra, il sindaco di Bondeno Alan Fabbri, il presidente di Sipro Gianluca Vitarelli, i rappresentanti dei lavoratori e i sindacati di categoria.