Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Contributi fino al 40% per l'ammodernamento degli impianti. Caselli: un'opportunità, frutto di precedenti economie, per sostenere la competitività.
In arrivo nuove risorse per l’acquacoltura. Si tratta di 500 mila euro stanziati dalla Regione Emilia-Romagna attraverso il Fep, il Fondo europeo per la pesca 2007-2013. Finanzieranno l’acquisto, da parte delle imprese del settore, di attrezzature per l’ampliamento e l’ammodernamento degli impianti di produzione.
“Questo bando coglie un'opportunità offerta da Ue e Ministero in chiusura della programmazione comunitaria 2007-2013 e in attesa di avviare quella relativa al settennato 20014-2020 – spiega l'assessore regionale all'agricoltura, caccia e pesca Simona Caselli – nonostante i tempi ristretti a disposizione la Regione Emilia-Romagna ha deciso di mettere a disposizione ulteriori risorse frutto di precedenti economie, a beneficio delle aziende che hanno realizzato investimenti per rendere più competitiva la propria attività”.
Il bando infatti permette di concedere contributi fino al 40% delle spese sostenute per attrezzature acquistate entro il 31 dicembre 2015. Le domande possono essere presentate da giovedì 7, fino al 27 gennaio. La modulistica è disponibile sul sito E-R Agricoltura e Pesca alla pagina:
http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/fep/temi/fep-fondo-europeo-per-la-pesca/documenti-fep/bando-2015-misura-2-1.1
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lunedì 11 gennaio 2016
ACQUACOLTURA - LA REGIONE STANZIA 500MILA EURO PER LE IMPRESE DEL SETTORE. DOMANDE FINO AL 27 GENNAIO
giovedì 11 dicembre 2014
COLDIRETTI: DOMENICA 14 DICEMBRE A COMACCHIO LA PRIMA EDIZIONE DELLA GIORNATA DEL RINGRAZIAMENTO DEI PESCATORI
Fonte: Coldiretti Ferrara
Si celebrerà al Santuario di Santa Maria in Aula Regia la prima giornata dedicata al mondo della pesca e dei pescatori organizzata da Coldiretti Pesca e Campagna Amica.
Anche il variegato mondo della pesca celebrerà domenica prossima, 14 dicembre 2014, la propria Giornata del Ringraziamento. La organizza Coldiretti Pesca Ferrara, insieme a Campagna Amica, a Comacchio, al santuario di Santa Maria in Aula Regia, e prevede a partire dalle 10.30 la celebrazione della santa messa del Ringraziamento, dedicata ai prodotti della pesca e dell’acquacoltura, di mare e di acqua dolce, con la successiva benedizione delle barche e dei pescatori nella vicina darsena di Santa Maria. Saranno per l’occasione esposte in porzione del loggiato dei Cappuccini barche tipiche ed attrezzature da pesca. La celebrazione, che ha avuto il patrocinio del Comune di Comacchio, prevede anche un momento di incontro con i vertici nazionali di Coldiretti Pesca, tra i quali Mauro Tonello, vice presidente nazionale di Coldiretti e Tonino Giardini, referente nazionale di Impresa Pesca, oltre che del presidente provinciale Sergio Gulinelli, di dirigenti e funzionari dell’organizzazione, delle autorità cittadine di Comacchio e di rappresentanti delle istituzioni civili e militari delle marinerie del territorio. Alla cerimonia liturgica prenderà parte anche l’assistente ecclesiastico nazionale di Coldiretti, Mons. Paolo Bonetti. La giornata si concluderà presso i locali parrocchiali con un pranzo comunitario per gli intervenuti. “E’ probabilmente la prima giornata dedicata esclusivamente alla pesca a livello nazionale – commenta Sergio Gulinelli, presidente di Coldiretti Ferrara – e ci fa piacere che ad ospitarla sia il nostro territorio, in una delle aree della provincia in cui si ritrovano le diverse tipologie di attività ittiche, dalla pesca in mare, all’acquacoltura di pesce, agli impianti di cozze, agli allevamenti di vongole, alla pesca nelle valli e nelle acque salmastre, alla pesca in acque interne dolci. L’auspicio di questa iniziativa è di vedere un momento di incontro e di conoscenza reciproca dei nostri soci pescatori perevidenziare la volontà di Coldiretti, attraverso le proprie articolazioni di settore, di essere al loro fianco in questi momenti così difficili e di porre in atto le attività utili a dare opportunità di futuro anche a questi imprenditori”.
Si celebrerà al Santuario di Santa Maria in Aula Regia la prima giornata dedicata al mondo della pesca e dei pescatori organizzata da Coldiretti Pesca e Campagna Amica.
Anche il variegato mondo della pesca celebrerà domenica prossima, 14 dicembre 2014, la propria Giornata del Ringraziamento. La organizza Coldiretti Pesca Ferrara, insieme a Campagna Amica, a Comacchio, al santuario di Santa Maria in Aula Regia, e prevede a partire dalle 10.30 la celebrazione della santa messa del Ringraziamento, dedicata ai prodotti della pesca e dell’acquacoltura, di mare e di acqua dolce, con la successiva benedizione delle barche e dei pescatori nella vicina darsena di Santa Maria. Saranno per l’occasione esposte in porzione del loggiato dei Cappuccini barche tipiche ed attrezzature da pesca. La celebrazione, che ha avuto il patrocinio del Comune di Comacchio, prevede anche un momento di incontro con i vertici nazionali di Coldiretti Pesca, tra i quali Mauro Tonello, vice presidente nazionale di Coldiretti e Tonino Giardini, referente nazionale di Impresa Pesca, oltre che del presidente provinciale Sergio Gulinelli, di dirigenti e funzionari dell’organizzazione, delle autorità cittadine di Comacchio e di rappresentanti delle istituzioni civili e militari delle marinerie del territorio. Alla cerimonia liturgica prenderà parte anche l’assistente ecclesiastico nazionale di Coldiretti, Mons. Paolo Bonetti. La giornata si concluderà presso i locali parrocchiali con un pranzo comunitario per gli intervenuti. “E’ probabilmente la prima giornata dedicata esclusivamente alla pesca a livello nazionale – commenta Sergio Gulinelli, presidente di Coldiretti Ferrara – e ci fa piacere che ad ospitarla sia il nostro territorio, in una delle aree della provincia in cui si ritrovano le diverse tipologie di attività ittiche, dalla pesca in mare, all’acquacoltura di pesce, agli impianti di cozze, agli allevamenti di vongole, alla pesca nelle valli e nelle acque salmastre, alla pesca in acque interne dolci. L’auspicio di questa iniziativa è di vedere un momento di incontro e di conoscenza reciproca dei nostri soci pescatori perevidenziare la volontà di Coldiretti, attraverso le proprie articolazioni di settore, di essere al loro fianco in questi momenti così difficili e di porre in atto le attività utili a dare opportunità di futuro anche a questi imprenditori”.
venerdì 31 ottobre 2014
EXPO, MIPAAF: PARTE CONCORSO START UP GIOVANI PER SETTORE AGRICOLO, ALIMENTARE E DELLA PESCA
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato indetto un concorso per la selezione nazionale dei “Nuovi Talenti Imprenditoriali” finalizzato alla valorizzazione e rappresentazione, in occasione di Expo 2015, delle migliori esperienze imprenditoriali realizzate nel settore agricolo e agroalimentare della pesca e dell’acquacoltura da aziende start up, aperte da meno di 48 mesi, condotte da giovani tra i 18 e 40 anni e provenienti da tutto il territorio nazionale. Alle prime 25 aziende classificate nella graduatoria finale sarà attribuito un premio da 30mila euro e la loro partecipazione a Expo 2015, in uno spazio dedicato. Il budget complessivo stanziato per sostenere queste iniziative è di 750mila euro. I progetti potranno essere presentati entro il 15 dicembre 2014 e saranno valutati da una giuria presieduta da Alessandra Poggiani, direttore dell'Agenzia per l'Italia digitale. “Le start up agricole e alimentari – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – avranno un ruolo importante nella rappresentazione del modello agricolo italiano in Expo. Questo bando si inserisce in un progetto più ampio di iniziative che riguardano le nuove imprese in vista dell’appuntamento di Milano. Puntiamo sull’innovazione per raccontare le storie dei giovani che investono in questo settore. Il ricambio generazionale è una priorità, vogliamo far crescere il numero di aziende condotte da giovani e proiettare davvero il comparto nel futuro. Ringrazio anche Alessandra Poggiani per aver accettato il nostro invito a presiedere la giuria e valutare così nel merito i progetti che arriveranno”.
Il bando di concorso è disponibile sul sito ufficiale del Mipaaf: www.politicheagricole.it.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato indetto un concorso per la selezione nazionale dei “Nuovi Talenti Imprenditoriali” finalizzato alla valorizzazione e rappresentazione, in occasione di Expo 2015, delle migliori esperienze imprenditoriali realizzate nel settore agricolo e agroalimentare della pesca e dell’acquacoltura da aziende start up, aperte da meno di 48 mesi, condotte da giovani tra i 18 e 40 anni e provenienti da tutto il territorio nazionale. Alle prime 25 aziende classificate nella graduatoria finale sarà attribuito un premio da 30mila euro e la loro partecipazione a Expo 2015, in uno spazio dedicato. Il budget complessivo stanziato per sostenere queste iniziative è di 750mila euro. I progetti potranno essere presentati entro il 15 dicembre 2014 e saranno valutati da una giuria presieduta da Alessandra Poggiani, direttore dell'Agenzia per l'Italia digitale. “Le start up agricole e alimentari – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – avranno un ruolo importante nella rappresentazione del modello agricolo italiano in Expo. Questo bando si inserisce in un progetto più ampio di iniziative che riguardano le nuove imprese in vista dell’appuntamento di Milano. Puntiamo sull’innovazione per raccontare le storie dei giovani che investono in questo settore. Il ricambio generazionale è una priorità, vogliamo far crescere il numero di aziende condotte da giovani e proiettare davvero il comparto nel futuro. Ringrazio anche Alessandra Poggiani per aver accettato il nostro invito a presiedere la giuria e valutare così nel merito i progetti che arriveranno”.
Il bando di concorso è disponibile sul sito ufficiale del Mipaaf: www.politicheagricole.it.
venerdì 12 settembre 2014
API (CONFAGRICOLTURA) PRESENTA IL NUOVO SITO PER LA TRACCIABILITA' IN ACQUACOLTURA
Fonte: Confagricoltura
L’associazione piscicoltori di Confagricoltura (API), con l’obiettivo di dare al consumatore tutta la trasparenza possibile al momento dell’acquisto, ha realizzato un sito dedicato alla formazione continua degli operatori in materia di tracciabilità e rintracciabilità, il primo del suo genere in Italia: www.tracciabilitaacquacoltura.it. “Il pesce, si sa, fa bene alla salute e piace sempre più agli italiani. La rintracciabilità – spiega l’API - è importantissima per la sicurezza, perché permette di arrivare dal prodotto alla ‘fonte’, mentre attraverso la tracciabilità si fa conoscere al consumatore l’origine della materia prima impiegata. Sono diventati due termini fondamentali in campo agroalimentare e la nostra associazione ha voluto facilitare gli operatori offrendo uno strumento pratico, alla portata di tutti e di semplice consultazione”. Il portale ha una struttura intuitiva, suddivisa in poche aree di facile consultazione, per consentire un uso ottimale, molto agevole ed è stato realizzato nell’ambito del Progetto “Formazione degli operatori della filiera agroalimentare ittica in merito agli adempimenti connessi agli obblighi di tracciabilità nella commercializzazione dei prodotti della pesca”, finanziato dal Mipaaf. Per poter approfondire gli aspetti della tracciabilità in acquacoltura, aggiornati alle più recenti normative comunitarie basta cliccare su www.tracciabilitaacquacoltura.it . Nella sezione “formazione” vi sono una serie di filmati, in pratica un corso online sulla tracciabilità. Nell’obiettivo di semplificazione, le lezioni chiamate “pillole” e numerate da 0 a 6 non durano molto e possono essere seguite da un computer, tablet o smartphone. Con ciascuna, sono disponibili le dispense da sfogliare ed un test di autovalutazione. Tutta la normativa citata in queste pillole è disponibile per la consultazione nella sezione dedicata, che è suddivisa in due parti: normativa europea e nazionale di riferimento. La sezione “approfondimenti” ospita tutto il materiale di interesse che verrà prodotto nel corso del Progetto, ma fin d’ora si può inserire il proprio indirizzo mail per essere informati in tempo reale su tutte le novità. La sezione “FAQ”, infine, fornisce le risposte a tutte le domande più frequenti, permettendo anche a tutti i visitatori di poter chiedere ulteriori chiarimenti sull’argomento.
L’associazione piscicoltori di Confagricoltura (API), con l’obiettivo di dare al consumatore tutta la trasparenza possibile al momento dell’acquisto, ha realizzato un sito dedicato alla formazione continua degli operatori in materia di tracciabilità e rintracciabilità, il primo del suo genere in Italia: www.tracciabilitaacquacoltura.it. “Il pesce, si sa, fa bene alla salute e piace sempre più agli italiani. La rintracciabilità – spiega l’API - è importantissima per la sicurezza, perché permette di arrivare dal prodotto alla ‘fonte’, mentre attraverso la tracciabilità si fa conoscere al consumatore l’origine della materia prima impiegata. Sono diventati due termini fondamentali in campo agroalimentare e la nostra associazione ha voluto facilitare gli operatori offrendo uno strumento pratico, alla portata di tutti e di semplice consultazione”. Il portale ha una struttura intuitiva, suddivisa in poche aree di facile consultazione, per consentire un uso ottimale, molto agevole ed è stato realizzato nell’ambito del Progetto “Formazione degli operatori della filiera agroalimentare ittica in merito agli adempimenti connessi agli obblighi di tracciabilità nella commercializzazione dei prodotti della pesca”, finanziato dal Mipaaf. Per poter approfondire gli aspetti della tracciabilità in acquacoltura, aggiornati alle più recenti normative comunitarie basta cliccare su www.tracciabilitaacquacoltura.it . Nella sezione “formazione” vi sono una serie di filmati, in pratica un corso online sulla tracciabilità. Nell’obiettivo di semplificazione, le lezioni chiamate “pillole” e numerate da 0 a 6 non durano molto e possono essere seguite da un computer, tablet o smartphone. Con ciascuna, sono disponibili le dispense da sfogliare ed un test di autovalutazione. Tutta la normativa citata in queste pillole è disponibile per la consultazione nella sezione dedicata, che è suddivisa in due parti: normativa europea e nazionale di riferimento. La sezione “approfondimenti” ospita tutto il materiale di interesse che verrà prodotto nel corso del Progetto, ma fin d’ora si può inserire il proprio indirizzo mail per essere informati in tempo reale su tutte le novità. La sezione “FAQ”, infine, fornisce le risposte a tutte le domande più frequenti, permettendo anche a tutti i visitatori di poter chiedere ulteriori chiarimenti sull’argomento.
martedì 10 giugno 2014
ACQUACOLTURA, 460 MILA EURO PER MIGLIORARE LE CONDIZIONI DI LAVORO, LA QUALITÀ DEI PRODOTTI E RIDURRE L'IMPATTO SUL TERRITORIO. LE DOMANDE ENTRO IL 25 AGOSTO
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Nuove risorse dalla Regione per le imprese dell’acquacoltura. Si tratta di oltre 460 mila euro provenienti dal Fep, il Fondo europeo per la pesca, destinati alle piccole-medie imprese del settore per costruire nuovi impianti di produzione o ampliare quelli esistenti, comprese le imbarcazioni al servizio delle strutture di acquacoltura. “Con questo stanziamento - spiega l’assessore regionale all’agricoltura e pesca Tiberio Rabboni - la Regione punta a migliorare le condizioni di lavoro, d'igiene e sanitarie delle attività per la riproduzione e crescita di pesci e molluschi e a favorire la qualità dei prodotti.” In particolare, i finanziamenti sono destinati a progetti di ammodernamento per la diversificazione della produzione, all'applicazione di tecniche più rispettose dell'ambiente e al sostegno delle tradizionali attività dell'acquacoltura anche attraverso l’adozione di innovazioni tecnologiche. Le domande di contributo vanno presentate, entro lunedì 25 agosto 2014 al Servizio regionale Sviluppo dell’economia ittica e delle produzioni animali. Il contributo sarà nella misura massima del 40% della spesa ritenuta ammissibile.
Info: http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/
Nuove risorse dalla Regione per le imprese dell’acquacoltura. Si tratta di oltre 460 mila euro provenienti dal Fep, il Fondo europeo per la pesca, destinati alle piccole-medie imprese del settore per costruire nuovi impianti di produzione o ampliare quelli esistenti, comprese le imbarcazioni al servizio delle strutture di acquacoltura. “Con questo stanziamento - spiega l’assessore regionale all’agricoltura e pesca Tiberio Rabboni - la Regione punta a migliorare le condizioni di lavoro, d'igiene e sanitarie delle attività per la riproduzione e crescita di pesci e molluschi e a favorire la qualità dei prodotti.” In particolare, i finanziamenti sono destinati a progetti di ammodernamento per la diversificazione della produzione, all'applicazione di tecniche più rispettose dell'ambiente e al sostegno delle tradizionali attività dell'acquacoltura anche attraverso l’adozione di innovazioni tecnologiche. Le domande di contributo vanno presentate, entro lunedì 25 agosto 2014 al Servizio regionale Sviluppo dell’economia ittica e delle produzioni animali. Il contributo sarà nella misura massima del 40% della spesa ritenuta ammissibile.
Info: http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/
sabato 22 febbraio 2014
COLDIRETTI: INCONTRO SU TRACCIABILITA’ E INNOVAZIONE NELLA PESCA
Fonte: Coldiretti Ferrara
Lunedì 24 febbraio a Goro il primo incontro promosso da Coldiretti/Impresa Pesca nell’ambito dei progetti sul piano triennale della pesca e acquacoltura.
Rendere trasparente il luogo di provenienza del pesce e assicurare una lavorazione e una presentazione adeguata del prodotto alle richieste di mercato. Sono questi gli obiettivi di due appuntamenti promossi da Coldiretti Impresa Pesca sulla riviera emiliano romagnola nell’ambito dei progetti del Ministero delle Politiche agricole per il piano triennale della Pesca e Acquacoltura. Il primo si svolgerà a Goro (FE) lunedì 24 febbraio, alle ore 10.00, presso gli uffici distaccati della provincia, in via Darsena 6. All’incontro saranno approfondite le regole in materia di tracciabilità e identificazione del pesce sia pescato, sia di allevamento. Un secondo incontro sarà a Cesenatico (FC) martedì 25, alle ore 15.00, presso l’organizzazione dei produttori “Armatori e operatori della pesca”, in via Magrini 29/b. l’argomento verterà in particolare sulla necessità di individuare tecnologie da usare sia a bordo delle navi, sia a terra per presentare il pesce più rispondente alla domanda di mercato, riducendo il ricorso a prodotti di importazione. Ad entrambi gli incontri interverrà il responsabile nazionale di Coldiretti Impresa Pesca, Tonino Giardini.
Lunedì 24 febbraio a Goro il primo incontro promosso da Coldiretti/Impresa Pesca nell’ambito dei progetti sul piano triennale della pesca e acquacoltura.
Rendere trasparente il luogo di provenienza del pesce e assicurare una lavorazione e una presentazione adeguata del prodotto alle richieste di mercato. Sono questi gli obiettivi di due appuntamenti promossi da Coldiretti Impresa Pesca sulla riviera emiliano romagnola nell’ambito dei progetti del Ministero delle Politiche agricole per il piano triennale della Pesca e Acquacoltura. Il primo si svolgerà a Goro (FE) lunedì 24 febbraio, alle ore 10.00, presso gli uffici distaccati della provincia, in via Darsena 6. All’incontro saranno approfondite le regole in materia di tracciabilità e identificazione del pesce sia pescato, sia di allevamento. Un secondo incontro sarà a Cesenatico (FC) martedì 25, alle ore 15.00, presso l’organizzazione dei produttori “Armatori e operatori della pesca”, in via Magrini 29/b. l’argomento verterà in particolare sulla necessità di individuare tecnologie da usare sia a bordo delle navi, sia a terra per presentare il pesce più rispondente alla domanda di mercato, riducendo il ricorso a prodotti di importazione. Ad entrambi gli incontri interverrà il responsabile nazionale di Coldiretti Impresa Pesca, Tonino Giardini.
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venerdì 7 febbraio 2014
TAVOLO REGIONALE IN CASTELLO ESTENSE CON ASSESSORE RABBONI E SENATRICE BERTUZZI SUL TEMA CONCESSIONI IN ACQUACOLTURA
Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara
L’assessore all’Agricoltura e pesca dell’Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, ha convocato in Castello Estense un tavolo regionale sul tema acquacoltura, al quale hanno preso parte la senatrice Maria Teresa Bertuzzi e, per la Provincia, la presidente Marcella Zappaterra e l’assessore Davide Nardini, oltre agli amministratori dei Comuni della costa e alle associazioni in rappresentanza del settore. La ragione dell’incontro è stata la proroga delle concessioni per la produzione di cozze e vongole ottenuta fino al 2020 e inserita nella Legge di stabilità del governo. “Il risultato positivo – ha detto Rabboni – è merito soprattutto delle pressioni esercitate da istituzioni e rappresentanze locali”. Sul tappeto c’è il problema del sistema del rilascio e della gestione delle concessioni da qui al 2020, per evitare di incorrere nelle eventuali infrazioni comunitarie. Due i temi al centro della riflessione, come rilevato dalla senatrice Bertuzzi: la gestione dei piani di utilizzo delle aree, secondo criteri di competitività e redditività, e i limiti strutturali delle imprese. La situazione delle attuali 39 concessioni rilasciate in particolare per la Sacca di Goro, come è stato rilevato, non consentirebbe ulteriori sviluppi del quadro concessorio e la prospettiva indicata è quella di piani verso aggregazioni tra aziende, forme di consorzio e organizzazioni dei produttori, anche in prospettiva di una maggiore sostenibilità ambientale del comparto. “Il gioco di squadra per la proroga delle concessioni – ha detto in chiusura l’assessore regionale – ha funzionato e ora si deve continuare per giungere all’approdo di una legge quadro per regolamentare il sistema per il dopo 2020”. A questo proposito la Regione si impegna in una ricognizione sulle normative in materia vigenti nello spazio europeo. Infine, lo stesso Rabboni si è speso per un utilizzo nel frattempo dei fondi comunitari della pesca prioritariamente alle realtà produttive più organizzate, in considerazione della dimensione europea dei mercati, e per la costituzione, a breve, di una Consulta regionale dell’economia ittica quale strumento di concertazione dei vari temi del settore. “L’incontro di Ferrara – commenta la presidente della Provincia Marcella Zappaterra – è il riconoscimento dello sforzo compiuto innanzitutto dalle realtà di Goro e Comacchio nella partita del rinnovo delle concessioni. È positivo l’impegno della Regione – continua – nel mettere a punto gli strumenti più adeguati per una maggiore organizzazione del settore acquacoltura, affinché la politica del rilascio delle concessioni vada nella prospettiva della contingentazione e della salvaguardia dei prezzi dei prodotti sui mercati”.
L’assessore all’Agricoltura e pesca dell’Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, ha convocato in Castello Estense un tavolo regionale sul tema acquacoltura, al quale hanno preso parte la senatrice Maria Teresa Bertuzzi e, per la Provincia, la presidente Marcella Zappaterra e l’assessore Davide Nardini, oltre agli amministratori dei Comuni della costa e alle associazioni in rappresentanza del settore. La ragione dell’incontro è stata la proroga delle concessioni per la produzione di cozze e vongole ottenuta fino al 2020 e inserita nella Legge di stabilità del governo. “Il risultato positivo – ha detto Rabboni – è merito soprattutto delle pressioni esercitate da istituzioni e rappresentanze locali”. Sul tappeto c’è il problema del sistema del rilascio e della gestione delle concessioni da qui al 2020, per evitare di incorrere nelle eventuali infrazioni comunitarie. Due i temi al centro della riflessione, come rilevato dalla senatrice Bertuzzi: la gestione dei piani di utilizzo delle aree, secondo criteri di competitività e redditività, e i limiti strutturali delle imprese. La situazione delle attuali 39 concessioni rilasciate in particolare per la Sacca di Goro, come è stato rilevato, non consentirebbe ulteriori sviluppi del quadro concessorio e la prospettiva indicata è quella di piani verso aggregazioni tra aziende, forme di consorzio e organizzazioni dei produttori, anche in prospettiva di una maggiore sostenibilità ambientale del comparto. “Il gioco di squadra per la proroga delle concessioni – ha detto in chiusura l’assessore regionale – ha funzionato e ora si deve continuare per giungere all’approdo di una legge quadro per regolamentare il sistema per il dopo 2020”. A questo proposito la Regione si impegna in una ricognizione sulle normative in materia vigenti nello spazio europeo. Infine, lo stesso Rabboni si è speso per un utilizzo nel frattempo dei fondi comunitari della pesca prioritariamente alle realtà produttive più organizzate, in considerazione della dimensione europea dei mercati, e per la costituzione, a breve, di una Consulta regionale dell’economia ittica quale strumento di concertazione dei vari temi del settore. “L’incontro di Ferrara – commenta la presidente della Provincia Marcella Zappaterra – è il riconoscimento dello sforzo compiuto innanzitutto dalle realtà di Goro e Comacchio nella partita del rinnovo delle concessioni. È positivo l’impegno della Regione – continua – nel mettere a punto gli strumenti più adeguati per una maggiore organizzazione del settore acquacoltura, affinché la politica del rilascio delle concessioni vada nella prospettiva della contingentazione e della salvaguardia dei prezzi dei prodotti sui mercati”.
mercoledì 8 gennaio 2014
ACQUACOLTURA. RABBONI: SODDISFAZIONE PER LA PROROGA DELLE CONCESSIONI. ORA COMINCIAMO A RAGIONARE SULLE PROSPETTIVE DEL SETTORE. ENTRO IL MESE DI GENNAIO UN INCONTRO PROMOSSO DALLA REGIONE.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
“L’accoglimento della proroga al 2020 delle concessioni demaniali per l’acquacoltura e la mitilicoltura è un risultato molto importante, frutto dell’impegno anche di questa Regione, che salutiamo con soddisfazione. Alla luce di questo punto fermo ora, Istituzioni e operatori, possiamo ragionare insieme con serenità sulle prospettive di un settore rilevante per l’economia emiliano-romagnola”. Così l’assessore regionale all’agricoltura e pesca Tiberio Rabboni ha commentato il via libera nell’ambito della legge di Stabilità all’allineamento della scadenza delle concessioni per l’acquacoltura a quelle turistico-balneari. Proprio per avviare il confronto sul futuro di un comparto che tra le province di Ravenna e Ferrara dà lavoro a oltre 2mila imprese, Rabboni ha annunciato un incontro già entro la fine di gennaio, aperto agli operatori del settore, ai sindacati e al quale è prevista la partecipazione della senatrice Maria Teresa Bertuzzi tra le promotrici della richiesta di proroga. “Sarà l’occasione - ha detto l'assessore - per esaminare la fase applicativa della proroga, ma anche per avviare la discussione sulle linee guida nazionali che dovranno essere messe a punto per armonizzare in tutto il Paese le procedure di assegnazione delle aree”.
“L’accoglimento della proroga al 2020 delle concessioni demaniali per l’acquacoltura e la mitilicoltura è un risultato molto importante, frutto dell’impegno anche di questa Regione, che salutiamo con soddisfazione. Alla luce di questo punto fermo ora, Istituzioni e operatori, possiamo ragionare insieme con serenità sulle prospettive di un settore rilevante per l’economia emiliano-romagnola”. Così l’assessore regionale all’agricoltura e pesca Tiberio Rabboni ha commentato il via libera nell’ambito della legge di Stabilità all’allineamento della scadenza delle concessioni per l’acquacoltura a quelle turistico-balneari. Proprio per avviare il confronto sul futuro di un comparto che tra le province di Ravenna e Ferrara dà lavoro a oltre 2mila imprese, Rabboni ha annunciato un incontro già entro la fine di gennaio, aperto agli operatori del settore, ai sindacati e al quale è prevista la partecipazione della senatrice Maria Teresa Bertuzzi tra le promotrici della richiesta di proroga. “Sarà l’occasione - ha detto l'assessore - per esaminare la fase applicativa della proroga, ma anche per avviare la discussione sulle linee guida nazionali che dovranno essere messe a punto per armonizzare in tutto il Paese le procedure di assegnazione delle aree”.
venerdì 13 dicembre 2013
PESCA - RABBONI RICEVE IL NUOVO COMANDANTE DELLA CAPITANERIA DI PORTO DI RAVENNA GIUSEPPE MELI: COLLABORAZIONE E UN PIANO DI LAVORO COMUNE A SOSTEGNO DI UN SETTORE IMPORTANTE DELL'ECONOMIA REGIONALE. NUOVI BANDI DALLA REGIONE PER L' ACQUACOLTURA E I PORTI
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
L’assessore regionale all’Agricoltura e pesca Tiberio Rabboni ha ricevuto oggi il nuovo comandante della Capitaneria di porto di Ravenna, il capitano di Vascello Giuseppe Meli. Al centro dell’incontro le problematiche della pesca marittima, un settore molto importante per l’economia regionale, che dà lavoro a 5 mila addetti considerando anche l’indotto, per un fatturato di oltre 100 milioni di euro e che contribuisce per il 10% al pescato nazionale. Rabboni e Meli hanno espresso la volontà di collaborare e impostare un piano di lavoro comune a sostegno di tale comparto, che, anche in Emilia-Romagna sta attraversando una fase di difficoltà complessiva. Rabboni ha tra l’altro annunciato l’arrivo nel 2014 di nuovi bandi regionali nell’ambito del Fondo europeo per la pesca, tra i quali in particolare uno per l’attività di acquacoltura e uno per la dotazioni infrastrutturale dei porti per la pesca gestiti da privati. Un bando analogo, rivolto invece all’adeguamento dei porti pubblici, è attualmente aperto e prevede uno stanziamento di 1,2 milioni di euro. Tra i temi affrontati anche quello della proroga delle concessioni per l’attività acquacoltura provvedimento sollecitato anche dall’assessore Rabboni e che è stato inserito nell’ambito della legge di Stabilità. Giuseppe Meli proviene dal Comando generale del corpo delle Capitanerie di Roma dove negli ultimi anni ha diretto il Nucleo investigativo per il coordinamento nazionale delle attività di Polizia giudiziaria.
L’assessore regionale all’Agricoltura e pesca Tiberio Rabboni ha ricevuto oggi il nuovo comandante della Capitaneria di porto di Ravenna, il capitano di Vascello Giuseppe Meli. Al centro dell’incontro le problematiche della pesca marittima, un settore molto importante per l’economia regionale, che dà lavoro a 5 mila addetti considerando anche l’indotto, per un fatturato di oltre 100 milioni di euro e che contribuisce per il 10% al pescato nazionale. Rabboni e Meli hanno espresso la volontà di collaborare e impostare un piano di lavoro comune a sostegno di tale comparto, che, anche in Emilia-Romagna sta attraversando una fase di difficoltà complessiva. Rabboni ha tra l’altro annunciato l’arrivo nel 2014 di nuovi bandi regionali nell’ambito del Fondo europeo per la pesca, tra i quali in particolare uno per l’attività di acquacoltura e uno per la dotazioni infrastrutturale dei porti per la pesca gestiti da privati. Un bando analogo, rivolto invece all’adeguamento dei porti pubblici, è attualmente aperto e prevede uno stanziamento di 1,2 milioni di euro. Tra i temi affrontati anche quello della proroga delle concessioni per l’attività acquacoltura provvedimento sollecitato anche dall’assessore Rabboni e che è stato inserito nell’ambito della legge di Stabilità. Giuseppe Meli proviene dal Comando generale del corpo delle Capitanerie di Roma dove negli ultimi anni ha diretto il Nucleo investigativo per il coordinamento nazionale delle attività di Polizia giudiziaria.
martedì 29 ottobre 2013
PESCA, RABBONI CHIEDE LA PROROGA AL 2020 DELLE CONCESSIONI PER L'ACQUACOLTURA E LA MITILICOLTURA: "L'ALTERNATIVA È IL COLLASSO DI UN INTERO COMPARTO". DAL MINISTRO DE GIROLAMO L'IMPEGNO A EMANARE UN TESTO ENTRO LA FINE DELL'ANNO.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Prorogare al 2020 le concessioni demaniali marittime per l’acquacoltura e la mitilicoltura, analogamente a quanto si è già fatto per quelle turistico-balneari. E’ la richiesta avanzata dall’assessore regionale all’agricoltura e pesca Tiberio Rabboni al ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo e al sottosegretario Giuseppe Castiglione, nell’incontro svoltosi la scorsa settimana a Roma con le Regioni. “Il Ministro e il Sottosegretario – commenta Rabboni – hanno detto di condividere le ragioni della mia richiesta e mi hanno assicurato che presenteranno un testo specifico da inserire nel provvedimento omnibus di fine anno”. La necessità di una proroga delle concessioni per i pescatori che svolgono attività di acquacoltura e mitilicoltura era già stato posta da Rabboni al precedente e attuale Ministro delle politiche agricole e tramite la senatrice Maria Teresa Bertuzzi al sottosegretario Castiglione, dopo che l’Unione europea aveva deciso di sottoporre il rilascio di nuove concessioni ad aste con offerte comparative. “Se da un lato è evidente l’imprescindibilità di assoggettare le concessioni pubbliche ai principi generali di concorrenza – spiega Rabboni – è altrettanto chiaro che va assicurato agli imprenditori un periodo transitorio, come quello riconosciuto ai titolari di concessioni turistico-balneari, per ammortizzare gli investimenti fatti e organizzarsi per affrontare il nuovo regime concessorio. L’alternativa è il collasso di un intero settore. Tale periodo è indispensabile anche per mettere a punto le linee guida nazionali che dovranno armonizzare nel Paese le nuove procedure di assegnazione delle aeree, salvaguardare l’occupazione e il legame con il territorio di tali attività”. Nella sola Emilia-Romagna il problema riguarda più di 2 mila imprese, concentrate in particolare in provincia di Ferrara nei comuni di Goro e Comacchio.
Prorogare al 2020 le concessioni demaniali marittime per l’acquacoltura e la mitilicoltura, analogamente a quanto si è già fatto per quelle turistico-balneari. E’ la richiesta avanzata dall’assessore regionale all’agricoltura e pesca Tiberio Rabboni al ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo e al sottosegretario Giuseppe Castiglione, nell’incontro svoltosi la scorsa settimana a Roma con le Regioni. “Il Ministro e il Sottosegretario – commenta Rabboni – hanno detto di condividere le ragioni della mia richiesta e mi hanno assicurato che presenteranno un testo specifico da inserire nel provvedimento omnibus di fine anno”. La necessità di una proroga delle concessioni per i pescatori che svolgono attività di acquacoltura e mitilicoltura era già stato posta da Rabboni al precedente e attuale Ministro delle politiche agricole e tramite la senatrice Maria Teresa Bertuzzi al sottosegretario Castiglione, dopo che l’Unione europea aveva deciso di sottoporre il rilascio di nuove concessioni ad aste con offerte comparative. “Se da un lato è evidente l’imprescindibilità di assoggettare le concessioni pubbliche ai principi generali di concorrenza – spiega Rabboni – è altrettanto chiaro che va assicurato agli imprenditori un periodo transitorio, come quello riconosciuto ai titolari di concessioni turistico-balneari, per ammortizzare gli investimenti fatti e organizzarsi per affrontare il nuovo regime concessorio. L’alternativa è il collasso di un intero settore. Tale periodo è indispensabile anche per mettere a punto le linee guida nazionali che dovranno armonizzare nel Paese le nuove procedure di assegnazione delle aeree, salvaguardare l’occupazione e il legame con il territorio di tali attività”. Nella sola Emilia-Romagna il problema riguarda più di 2 mila imprese, concentrate in particolare in provincia di Ferrara nei comuni di Goro e Comacchio.
mercoledì 7 agosto 2013
ACQUACOLTURA, API (CONFAGRICOLTURA): LA PRODUZIONE DI PESCE D’ALLEVAMENTO SUPERA QUELLA DELLA CARNE ROSSA
Fonte: Confagricoltura
“L'acquacoltura è sulla cresta dell'onda, con la produzione di pesce di allevamento che ha superato, nel mondo, quella di carne bovina: 66 milioni di tonnellate di pesce, contro 63 milioni di tonnellate di carne rossa. Le prospettive per gli allevatori ittici sono buone. Le ‘fish farm’ sono cresciute, a livello globale, sei volte negli ultimi venti anni. Entro il 2015 si consumerà più pesce d'allevamento che pescato”. Ne dà notizia l’Api, l’associazione che riunisce i piscicoltori di Confagricoltura sulla base dei dati diffusi da un rapporto dell'Earth Policy Institute e uno studio dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Per l’Api è questo il miglior riconoscimento dell’importanza dell’acquacoltura all’interno del settore agroalimentare. “In Italia questa è tra le attività più vitali del settore primario – sottolineano i piscicoltori di Confagricoltura – nonostante ciò non si è sviluppata quanto avrebbe dovuto, malgrado le ottime caratteristiche del nostro prodotto nazionale che, dal punto di vista nutrizionale, ha qualità paragonabili e, in molti casi, addirittura superiori a quelle del prodotto selvatico, perché contiene elevati quantitativi di elementi nutritivi, come gli acidi grassi e gli omega 3, ottimi per la salute umana”. Il settore, oggi, sfiora 525milioni di euro di giro d’affari, la filiera occupa 15.000 addetti, produce 195.000 tonnellate tra pesci e molluschi, distribuiti in ottocento siti produttivi concentrati per il 60% al nord, il 18% al centro e il 22% al sud. Il primato, tra i pesci, spetta alla trota, che con 38.000 tonnellate ha raggiunto un valore di 138.000 euro, seguita dall’orata e dalla spigola, con circa 20.000 tonnellate, pari a 133.400 euro. I piscicoltori italiani sono impegnati da sempre per garantire ai consumatori prodotti di altissima qualità, sani e nutrienti, fondamentali anche nelle diete dei più piccoli e a prezzi decisamente accessibili. Per i piscicoltori di Confagricoltura è giunto il momento di attribuire all’acquacoltura il suo rilievo all’interno del settore agroalimentare. Gli appuntamenti più urgenti sono la riforma della politica comune della pesca e la revisione dell’Organizzazione comune di mercato (OCM) del settore. “Fondamentale – ricorda l’Api – è anche la definizione dei nuovi strumenti di sostegno 2014/2020 del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMP). E’ urgente avviare, a livello nazionale, le procedure attuative e definire gli obiettivi strategici per gli allevamenti ittici italiani”.
“L'acquacoltura è sulla cresta dell'onda, con la produzione di pesce di allevamento che ha superato, nel mondo, quella di carne bovina: 66 milioni di tonnellate di pesce, contro 63 milioni di tonnellate di carne rossa. Le prospettive per gli allevatori ittici sono buone. Le ‘fish farm’ sono cresciute, a livello globale, sei volte negli ultimi venti anni. Entro il 2015 si consumerà più pesce d'allevamento che pescato”. Ne dà notizia l’Api, l’associazione che riunisce i piscicoltori di Confagricoltura sulla base dei dati diffusi da un rapporto dell'Earth Policy Institute e uno studio dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Per l’Api è questo il miglior riconoscimento dell’importanza dell’acquacoltura all’interno del settore agroalimentare. “In Italia questa è tra le attività più vitali del settore primario – sottolineano i piscicoltori di Confagricoltura – nonostante ciò non si è sviluppata quanto avrebbe dovuto, malgrado le ottime caratteristiche del nostro prodotto nazionale che, dal punto di vista nutrizionale, ha qualità paragonabili e, in molti casi, addirittura superiori a quelle del prodotto selvatico, perché contiene elevati quantitativi di elementi nutritivi, come gli acidi grassi e gli omega 3, ottimi per la salute umana”. Il settore, oggi, sfiora 525milioni di euro di giro d’affari, la filiera occupa 15.000 addetti, produce 195.000 tonnellate tra pesci e molluschi, distribuiti in ottocento siti produttivi concentrati per il 60% al nord, il 18% al centro e il 22% al sud. Il primato, tra i pesci, spetta alla trota, che con 38.000 tonnellate ha raggiunto un valore di 138.000 euro, seguita dall’orata e dalla spigola, con circa 20.000 tonnellate, pari a 133.400 euro. I piscicoltori italiani sono impegnati da sempre per garantire ai consumatori prodotti di altissima qualità, sani e nutrienti, fondamentali anche nelle diete dei più piccoli e a prezzi decisamente accessibili. Per i piscicoltori di Confagricoltura è giunto il momento di attribuire all’acquacoltura il suo rilievo all’interno del settore agroalimentare. Gli appuntamenti più urgenti sono la riforma della politica comune della pesca e la revisione dell’Organizzazione comune di mercato (OCM) del settore. “Fondamentale – ricorda l’Api – è anche la definizione dei nuovi strumenti di sostegno 2014/2020 del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMP). E’ urgente avviare, a livello nazionale, le procedure attuative e definire gli obiettivi strategici per gli allevamenti ittici italiani”.
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mercoledì 31 luglio 2013
PESCA, DE GIROLAMO INCONTRA ORGANIZZAZIONI PROFESSIONALI
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“È necessario avere una visione strategica delle prospettive del settore al di là delle emergenze e dello stato di crisi che è in atto da tempo. Dobbiamo valorizzare il pescato italiano confrontandoci in modo intelligente con il mercato e favorendo la corretta informazione dei consumatori. È inoltre fondamentale non sottovalutare la questione del ricambio generazionale e quindi mettere in opera tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per favorire una redditività adeguata che consenta ai giovani di intraprendere questa importante attività. Inoltre dobbiamo proseguire il dialogo con gli altri Ministeri competenti per rafforzare il sistema degli ammortizzatori sociali che riguardano il comparto, il quale ha anche la necessità di aprirsi a una semplificazione normativa che ne faciliti il rilancio”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, che oggi ha ricevuto i rappresentanti delle organizzazioni Professionali della pesca e dell’acquacoltura. Al centro dell’incontro sono state le principali problematiche e sfide che il comparto dovrà affrontare anche alla luce delle recenti decisioni in ambito comunitario. Le organizzazioni di categoria hanno sottoposto al Ministro De Girolamo alcune questioni da trattare con priorità. Il Ministro ha proposto alle organizzazioni un tavolo permanente di consultazione che consenta di mantenere sempre aperto un dialogo e di avere contezza delle proposte e delle aspettative degli operatori.
“È necessario avere una visione strategica delle prospettive del settore al di là delle emergenze e dello stato di crisi che è in atto da tempo. Dobbiamo valorizzare il pescato italiano confrontandoci in modo intelligente con il mercato e favorendo la corretta informazione dei consumatori. È inoltre fondamentale non sottovalutare la questione del ricambio generazionale e quindi mettere in opera tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per favorire una redditività adeguata che consenta ai giovani di intraprendere questa importante attività. Inoltre dobbiamo proseguire il dialogo con gli altri Ministeri competenti per rafforzare il sistema degli ammortizzatori sociali che riguardano il comparto, il quale ha anche la necessità di aprirsi a una semplificazione normativa che ne faciliti il rilancio”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, che oggi ha ricevuto i rappresentanti delle organizzazioni Professionali della pesca e dell’acquacoltura. Al centro dell’incontro sono state le principali problematiche e sfide che il comparto dovrà affrontare anche alla luce delle recenti decisioni in ambito comunitario. Le organizzazioni di categoria hanno sottoposto al Ministro De Girolamo alcune questioni da trattare con priorità. Il Ministro ha proposto alle organizzazioni un tavolo permanente di consultazione che consenta di mantenere sempre aperto un dialogo e di avere contezza delle proposte e delle aspettative degli operatori.
lunedì 22 luglio 2013
LAVORO: FIRMATO ACCORDO TRA ASSOCIAZIONE PISCICOLTORI DI CONFAGRICOLTURA E SINDACATI
Fonte: Confagricoltura
“Il Protocollo d’intesa firmato tra l’Associazione Piscicoltori di Confagricoltura la Flai-Cgil, la Fai- Cisl e la Uila-Uil è un passo importante per l’acquacoltura italiana”. Questo il commento dell’Api all’accordo firmato tra l’associazione e le sigle sindacali con l’obiettivo di favorire la salvaguardia e lo sviluppo delle imprese di acquacoltura e dei lavoratori occupati. L’accordo tra Api e Flai-Cgil, Fai- Cisl e Uila-Uil prevede di costituire un Tavolo tecnico nazionale per effettuare studi e ricerche sul mercato del lavoro in acquacoltura, con l’obiettivo di favorire la piena e completa applicazione della contrattazione collettiva agricola, nazionale e territoriale, ai rapporti di lavoro tra le imprese del comparto e i rispettivi lavoratori dipendenti, individuando le eventuali specificità contrattuali utili al confronto delle Parti firmatarie i contratti collettivi agricoli, nazionali e territoriali. Promuoverà l’adesione delle imprese associate all’Api e dei lavoratori dipendenti, agli Enti e Organismi bilaterali agricoli previsti dalla contrattazione collettiva nazionale e provinciale di settore. Sono in corso la riforma della Politica comune della pesca (PCP), la revisione dell’Organizzazione comune di mercato (OCM) e la ridefinizione di nuovi strumenti di sostegno europei per la pesca e l’acquacoltura dal 2014 al 2020 (Regolamento FEAMP). E, a livello nazionale, è imminente avviarne le procedure applicative. “Sono misure che incidono sulla operatività e sulla competitività delle imprese di questo importante comparto – osserva l’Associazione Piscicoltori di Confagricoltura – per questo è indispensabile creare e strutturare un confronto per favorire la salvaguardia e lo sviluppo delle imprese di acquacoltura e dei circa 4.000 addetti del settore”. “Abbiamo inteso tracciare un percorso comune con i Sindacati - conclude l’Api di Confagricoltura, che associa il 90% della produzione nazionale di acquacoltura - perché è importante condividere gli obiettivi per superare le difficoltà e rilanciare questa filiera così importante nel contesto agricolo italiano”.
“Il Protocollo d’intesa firmato tra l’Associazione Piscicoltori di Confagricoltura la Flai-Cgil, la Fai- Cisl e la Uila-Uil è un passo importante per l’acquacoltura italiana”. Questo il commento dell’Api all’accordo firmato tra l’associazione e le sigle sindacali con l’obiettivo di favorire la salvaguardia e lo sviluppo delle imprese di acquacoltura e dei lavoratori occupati. L’accordo tra Api e Flai-Cgil, Fai- Cisl e Uila-Uil prevede di costituire un Tavolo tecnico nazionale per effettuare studi e ricerche sul mercato del lavoro in acquacoltura, con l’obiettivo di favorire la piena e completa applicazione della contrattazione collettiva agricola, nazionale e territoriale, ai rapporti di lavoro tra le imprese del comparto e i rispettivi lavoratori dipendenti, individuando le eventuali specificità contrattuali utili al confronto delle Parti firmatarie i contratti collettivi agricoli, nazionali e territoriali. Promuoverà l’adesione delle imprese associate all’Api e dei lavoratori dipendenti, agli Enti e Organismi bilaterali agricoli previsti dalla contrattazione collettiva nazionale e provinciale di settore. Sono in corso la riforma della Politica comune della pesca (PCP), la revisione dell’Organizzazione comune di mercato (OCM) e la ridefinizione di nuovi strumenti di sostegno europei per la pesca e l’acquacoltura dal 2014 al 2020 (Regolamento FEAMP). E, a livello nazionale, è imminente avviarne le procedure applicative. “Sono misure che incidono sulla operatività e sulla competitività delle imprese di questo importante comparto – osserva l’Associazione Piscicoltori di Confagricoltura – per questo è indispensabile creare e strutturare un confronto per favorire la salvaguardia e lo sviluppo delle imprese di acquacoltura e dei circa 4.000 addetti del settore”. “Abbiamo inteso tracciare un percorso comune con i Sindacati - conclude l’Api di Confagricoltura, che associa il 90% della produzione nazionale di acquacoltura - perché è importante condividere gli obiettivi per superare le difficoltà e rilanciare questa filiera così importante nel contesto agricolo italiano”.
venerdì 21 giugno 2013
ACQUACOLTURA. GUIDI (CONFAGRICOLTURA) ALL’ASSEMBLEA DELLA ASSOCIAZIONE PISCICOLTORI: RUOLO PREZIOSO DELL’ALLEVAMENTO ITTICO PER LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE, ECONOMICA E SOCIALE
Fonte: Confagricoltura
“Stiamo lavorando per l’attuazione del piano strategico nazionale del settore dell’itticoltura, perché sia data al comparto tutta l’attenzione necessaria per invertire la congiuntura economica negativa, continuare a mantenere occupazione e creare nuovi posti di lavoro”. Lo ha sottolineato oggi il presidente dell’API, Pier Antonio Salvador, aprendo a Verona i lavori dell’assemblea annuale dell’associazione che riunisce i piscicoltori aderenti a Confagricoltura. “I nostri allevamenti garantiscono freschezza, qualità, sostenibilità e sicurezza alimentare, contribuendo ad una sana, corretta ed equilibrata alimentazione a prezzi più contenuti. E’ per questo – ricorda Salvador - che, nonostante la crisi, è tra le attività più vitali del settore primario, un comparto strategico per l’economia che ha un grosso potenziale di crescita, a patto che vengano prontamente attivati gli strumenti europei per il comparto”. “Va finalmente riconosciuta all’acquacoltura italiana la sua importanza all’interno del settore agroalimentare. L’allevamento ittico ha un ruolo prezioso in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale soprattutto nelle aree marginali” – ha detto il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, concludendo l’assemblea. “L’import ha ormai raggiunto il 50% della produzione interna; siamo fortemente deficitari e dobbiamo incentivare le produzioni nazionali – ha osservato Guidi -. Il prodotto italiano, rispetto agli altri Paesi europei, è nettamente superiore a livello qualitativo e Confagricoltura punta molto sulla crescita dell’itticoltura nazionale”.
“Stiamo lavorando per l’attuazione del piano strategico nazionale del settore dell’itticoltura, perché sia data al comparto tutta l’attenzione necessaria per invertire la congiuntura economica negativa, continuare a mantenere occupazione e creare nuovi posti di lavoro”. Lo ha sottolineato oggi il presidente dell’API, Pier Antonio Salvador, aprendo a Verona i lavori dell’assemblea annuale dell’associazione che riunisce i piscicoltori aderenti a Confagricoltura. “I nostri allevamenti garantiscono freschezza, qualità, sostenibilità e sicurezza alimentare, contribuendo ad una sana, corretta ed equilibrata alimentazione a prezzi più contenuti. E’ per questo – ricorda Salvador - che, nonostante la crisi, è tra le attività più vitali del settore primario, un comparto strategico per l’economia che ha un grosso potenziale di crescita, a patto che vengano prontamente attivati gli strumenti europei per il comparto”. “Va finalmente riconosciuta all’acquacoltura italiana la sua importanza all’interno del settore agroalimentare. L’allevamento ittico ha un ruolo prezioso in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale soprattutto nelle aree marginali” – ha detto il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, concludendo l’assemblea. “L’import ha ormai raggiunto il 50% della produzione interna; siamo fortemente deficitari e dobbiamo incentivare le produzioni nazionali – ha osservato Guidi -. Il prodotto italiano, rispetto agli altri Paesi europei, è nettamente superiore a livello qualitativo e Confagricoltura punta molto sulla crescita dell’itticoltura nazionale”.
lunedì 29 aprile 2013
ASSOCIAZIONE PISCICOLTORI (CONFAGRICOLTURA) AL MINISTRO DE GIROLAMO: “LA RIUNIONE DEL 9 MAGGIO OCCASIONE PER APPROFONDIRE LE TEMATICHE DELL’ACQUACOLTURA, SETTORE DA VALORIZZARE E RILANCIARE”
Fonte: Confagricoltura
L’Associazione Piscicoltori italiani (API) di Confagricoltura formula al ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, nel giorno del suo insediamento, i migliori auguri di buon lavoro. “Dopo anni di crescita costante del comparto del pesce d’allevamento – afferma l’API – il 2012 ha segnato una battuta d’arresto nella produzione. E’ un segnale d’allarme che va colto. Molte sono le scadenze che attendono i piscicoltori e la convocazione al ministero, il prossimo 9 maggio, per il piano triennale 2013/2015 è l’occasione per riconoscere l’importante ruolo dell’acquacoltura nazionale”. Per i piscicoltori di Confagricoltura va finalmente riconosciuto all’acquacoltura la sua importanza all’interno del settore agroalimentare. I produttori ricordano gli appuntamenti più urgenti che attendono il ministro, a partire dalla riforma della politica comune della pesca alla revisione dell’Organizzazione comune di mercato (OCM) del settore: “Fondamentale e urgente è la definizione dei nuovi strumenti di sostegno 2014/2020 del Fondo europeo per gli affari marittimi e per la pesca (FEAMP), la cui dotazione è ripartita tra gli Stati membri in funzione del rilievo del settore della pesca di ciascun paese e per il quale vanno avviate le procedure attuative per l’Italia”. “L’allevamento ittico ha un ruolo prezioso in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale soprattutto nelle aree marginali. Siamo fiduciosi che il ministro De Girolamo, a cui offriamo la nostra piena collaborazione – conclude l’Api – saprà dare all’acquacoltura, settore trainante all’interno del comparto ittico nazionale, tutta l’attenzione necessaria perché possa riuscire ad invertire la congiuntura economica negativa, continuare a mantenere occupazione e creare nuovi posti di lavoro”.
L’Associazione Piscicoltori italiani (API) di Confagricoltura formula al ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, nel giorno del suo insediamento, i migliori auguri di buon lavoro. “Dopo anni di crescita costante del comparto del pesce d’allevamento – afferma l’API – il 2012 ha segnato una battuta d’arresto nella produzione. E’ un segnale d’allarme che va colto. Molte sono le scadenze che attendono i piscicoltori e la convocazione al ministero, il prossimo 9 maggio, per il piano triennale 2013/2015 è l’occasione per riconoscere l’importante ruolo dell’acquacoltura nazionale”. Per i piscicoltori di Confagricoltura va finalmente riconosciuto all’acquacoltura la sua importanza all’interno del settore agroalimentare. I produttori ricordano gli appuntamenti più urgenti che attendono il ministro, a partire dalla riforma della politica comune della pesca alla revisione dell’Organizzazione comune di mercato (OCM) del settore: “Fondamentale e urgente è la definizione dei nuovi strumenti di sostegno 2014/2020 del Fondo europeo per gli affari marittimi e per la pesca (FEAMP), la cui dotazione è ripartita tra gli Stati membri in funzione del rilievo del settore della pesca di ciascun paese e per il quale vanno avviate le procedure attuative per l’Italia”. “L’allevamento ittico ha un ruolo prezioso in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale soprattutto nelle aree marginali. Siamo fiduciosi che il ministro De Girolamo, a cui offriamo la nostra piena collaborazione – conclude l’Api – saprà dare all’acquacoltura, settore trainante all’interno del comparto ittico nazionale, tutta l’attenzione necessaria perché possa riuscire ad invertire la congiuntura economica negativa, continuare a mantenere occupazione e creare nuovi posti di lavoro”.
giovedì 21 marzo 2013
COLDIRETTI: FARE CHIAREZZA SULLA DIRETTIVA BOLKESTEIN E RAPPRESENTARE IN MODO DIVERSO IL MONDO DELLA PESCA E DELL’ACQUACOLTURA DEL NOSTRO DELTA DEL PO
Fonte: Coldiretti Ferrara
Dopo il workshop della scorsa settimana organizzato da Coldiretti Impresa Pesca a Goro, continua il lavoro dell’associazione per mettere al centro i problemi delle imprese di pesca e proporre percorsi innovativi per dare una svolta positiva al settore.
Rivoluzione in vista per uno dei maggiori centri italiani di produzione di vongole? La direttiva europea 123 del 2006 (nota come direttiva Bolkestein), potrebbe applicarsi secondo alcune intrepretazioni anche alle concessioni di zone di mare demaniali per la produzione di vongole. Ma i motivi per confutare questa lettura della norma esistono e poggiano su solide considerazioni di norma e di diritto, come è emerso chiaramente al workshop promosso da Coldiretti al teatro comunale di Goro nei giorni scorsi, dove è stato ricordato che la Bolkestein, nell’ottica di fare chiarezza e trasparenza, stabilisce l’obbligo di bandi di concorso e il divieto del rinnovo automatico delle concessioni demaniali. Un tema che può provocare, se non correttamente applicato per il settore della pesca e soprattutto dell’acquacoltura (attività non di servizi, cui la direttiva principalmente è rivolta), un forte cambiamento in tutto il sistema della produzione di vongole. Per questo motivo Coldiretti ritiene fondamentale che le istituzioni chiariscano in tempi strettissimi se la direttiva va applicata o no all’acquacoltura e soprattutto in che modo, mettendo mano anche ai criteri di assegnazione delle aree demaniali, che oggi vedono contrapposte cooperative che possono utilizzare aree più produttive con altre che hanno in uso porzioni più povere. Prima di tutto, secondo Coldiretti, stante anche la carenza di un Governo nazionale nel pieno delle sue funzioni, occorre una proroga fino al2020, come è già avvenuto per il settore balneare. “Il sistema può cambiare profondamente – ha detto il vicepresidente nazionale e presidente regionale di Coldiretti, Mauro Tonello – ed è importante capire come cambierà, dando ai pescatori il tempo di affrontare meglio il futuro. Coldiretti è per la trasparenza e proprio per questo è necessario, nell’attesa dell’eventuale applicazione della normativa, fare chiarezza in tutto il sistema delle concessioni di acquacoltura per consentire certezze negli investimenti degli operatori”. Secondo Coldiretti andranno definiti modalità e tempi delle assegnazioni per consentire una gestione più imprenditoriale. “Siamo favorevoli – ha detto Tonello – alla corretta concorrenza, per questo le istituzioni devono chiarire se e come va applicata la Bolkestein e, in caso affermativo, prevedere la proroga e nel frattempo definire le regole per la realizzazione di bandi con tempi e comunicazioni adatti a consentire la partecipazione di tutti gli imprenditori interessati, introducendo una durata delle assegnazioni adeguata ad ammortizzare gli investimenti”. Bisogna inoltre sostenere il rinnovamenti di tutto il sistema – afferma Coldiretti – assicurando un’ampia partecipazione, eliminando gli ostacoli che condizionano e scoraggiano gli imprenditori dall’effettuare gli investimenti necessari per la salvaguardia dell’ambiente e della produzione nella Sacca. La coltivazione delle vongole nella sacca di Goro – ricorda Coldiretti – viene svolta da 37 cooperative con quasi 1.400 soci. Le concessioni riguardano un’area di 1.400 ettari che producono 15 mila tonnellate di prodotto destinato per il 60% al mercato interno e il 40% alle esportazioni, per un valore complessivo di quasi 60 milioni di euro. Un sistema economico e sociale di assoluto rilievo, che anche a parere di Sergio Gulinelli, presidente provinciale di Coldiretti Ferrara, deve trovare una diversa rappresentatività, rispetto alla quale Coldiretti è disponibile a mettere in campo tutta la sua potenzialità e progettualità. “Quello che possiamo e desideriamo mettere in campo per questo settore, per questi produttori, è di mettere al loro servizio tutta la gamma dei nostri servizi, in particolare quelli di tipo previdenziale, tecnico e finanziario per l’accesso al credito con convenzioni particolari per investimenti nell’attività di produzione, e naturalmente un tipo di rappresentanza che sulla base delle obiettive difficoltà che incontra oggi il settore, disegni un percorso positivo, sia nei confronti dei consumatori, sia per gli aspetti economici e di redditività, visto che si tratta di produzioni di eccellenza”. Coldiretti, attraverso il sistema Impresa Pesca, attivo a livello nazionale in tutte le regioni, può dare un contributo rilevante per innescare un processo simile a quanto fatto nel settore agricolo, che ha recuperato nel corso degli anni credibilità, sostenibilità ed opportunità per il futuro. “chiaramente – chiude Gulinelli – cambiando pelle, lasciando alle spalle un certo modo di fare rappresentanza che per noi appartiene al passato e che rischia di non dare spazio autentico e sano a quelle imprese che vogliono il cambiamento, pur nelle difficoltà, perché lasciare le cose come stanno equivale a non dare risposte e ripetere i modelli associativi esistenti a nostro avviso, è perdente. Coldiretti è disponibile a confronti e percorsi su progetti concreti che abbiano incidenza sul territorio, ma a condizione di esplorarenuove vie e nuove opportunità, mettendo in primo piano le richieste direttedegli imprenditori ittici e dando loro voce e possibilità di ascolto nelle istituzioni e tra i consumatori”.
Dopo il workshop della scorsa settimana organizzato da Coldiretti Impresa Pesca a Goro, continua il lavoro dell’associazione per mettere al centro i problemi delle imprese di pesca e proporre percorsi innovativi per dare una svolta positiva al settore.
Rivoluzione in vista per uno dei maggiori centri italiani di produzione di vongole? La direttiva europea 123 del 2006 (nota come direttiva Bolkestein), potrebbe applicarsi secondo alcune intrepretazioni anche alle concessioni di zone di mare demaniali per la produzione di vongole. Ma i motivi per confutare questa lettura della norma esistono e poggiano su solide considerazioni di norma e di diritto, come è emerso chiaramente al workshop promosso da Coldiretti al teatro comunale di Goro nei giorni scorsi, dove è stato ricordato che la Bolkestein, nell’ottica di fare chiarezza e trasparenza, stabilisce l’obbligo di bandi di concorso e il divieto del rinnovo automatico delle concessioni demaniali. Un tema che può provocare, se non correttamente applicato per il settore della pesca e soprattutto dell’acquacoltura (attività non di servizi, cui la direttiva principalmente è rivolta), un forte cambiamento in tutto il sistema della produzione di vongole. Per questo motivo Coldiretti ritiene fondamentale che le istituzioni chiariscano in tempi strettissimi se la direttiva va applicata o no all’acquacoltura e soprattutto in che modo, mettendo mano anche ai criteri di assegnazione delle aree demaniali, che oggi vedono contrapposte cooperative che possono utilizzare aree più produttive con altre che hanno in uso porzioni più povere. Prima di tutto, secondo Coldiretti, stante anche la carenza di un Governo nazionale nel pieno delle sue funzioni, occorre una proroga fino al2020, come è già avvenuto per il settore balneare. “Il sistema può cambiare profondamente – ha detto il vicepresidente nazionale e presidente regionale di Coldiretti, Mauro Tonello – ed è importante capire come cambierà, dando ai pescatori il tempo di affrontare meglio il futuro. Coldiretti è per la trasparenza e proprio per questo è necessario, nell’attesa dell’eventuale applicazione della normativa, fare chiarezza in tutto il sistema delle concessioni di acquacoltura per consentire certezze negli investimenti degli operatori”. Secondo Coldiretti andranno definiti modalità e tempi delle assegnazioni per consentire una gestione più imprenditoriale. “Siamo favorevoli – ha detto Tonello – alla corretta concorrenza, per questo le istituzioni devono chiarire se e come va applicata la Bolkestein e, in caso affermativo, prevedere la proroga e nel frattempo definire le regole per la realizzazione di bandi con tempi e comunicazioni adatti a consentire la partecipazione di tutti gli imprenditori interessati, introducendo una durata delle assegnazioni adeguata ad ammortizzare gli investimenti”. Bisogna inoltre sostenere il rinnovamenti di tutto il sistema – afferma Coldiretti – assicurando un’ampia partecipazione, eliminando gli ostacoli che condizionano e scoraggiano gli imprenditori dall’effettuare gli investimenti necessari per la salvaguardia dell’ambiente e della produzione nella Sacca. La coltivazione delle vongole nella sacca di Goro – ricorda Coldiretti – viene svolta da 37 cooperative con quasi 1.400 soci. Le concessioni riguardano un’area di 1.400 ettari che producono 15 mila tonnellate di prodotto destinato per il 60% al mercato interno e il 40% alle esportazioni, per un valore complessivo di quasi 60 milioni di euro. Un sistema economico e sociale di assoluto rilievo, che anche a parere di Sergio Gulinelli, presidente provinciale di Coldiretti Ferrara, deve trovare una diversa rappresentatività, rispetto alla quale Coldiretti è disponibile a mettere in campo tutta la sua potenzialità e progettualità. “Quello che possiamo e desideriamo mettere in campo per questo settore, per questi produttori, è di mettere al loro servizio tutta la gamma dei nostri servizi, in particolare quelli di tipo previdenziale, tecnico e finanziario per l’accesso al credito con convenzioni particolari per investimenti nell’attività di produzione, e naturalmente un tipo di rappresentanza che sulla base delle obiettive difficoltà che incontra oggi il settore, disegni un percorso positivo, sia nei confronti dei consumatori, sia per gli aspetti economici e di redditività, visto che si tratta di produzioni di eccellenza”. Coldiretti, attraverso il sistema Impresa Pesca, attivo a livello nazionale in tutte le regioni, può dare un contributo rilevante per innescare un processo simile a quanto fatto nel settore agricolo, che ha recuperato nel corso degli anni credibilità, sostenibilità ed opportunità per il futuro. “chiaramente – chiude Gulinelli – cambiando pelle, lasciando alle spalle un certo modo di fare rappresentanza che per noi appartiene al passato e che rischia di non dare spazio autentico e sano a quelle imprese che vogliono il cambiamento, pur nelle difficoltà, perché lasciare le cose come stanno equivale a non dare risposte e ripetere i modelli associativi esistenti a nostro avviso, è perdente. Coldiretti è disponibile a confronti e percorsi su progetti concreti che abbiano incidenza sul territorio, ma a condizione di esplorarenuove vie e nuove opportunità, mettendo in primo piano le richieste direttedegli imprenditori ittici e dando loro voce e possibilità di ascolto nelle istituzioni e tra i consumatori”.
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martedì 12 marzo 2013
Concessioni per l'acquacoltura e la pesca: un workshop di Coldiretti
COLDIRETTI: ACQUACOLTURA, LE
CONCESSIONI DEMANIALI
E LE PROBLEMATICHE DELLA DIRETTIVA
BOLKESTAIN NEL DELTA
Coldiretti
organizza a Goro, venerdì 15 marzo alle 10, un workshop per riflettere sulle
conseguenze della direttiva europea sulle concessioni e sulle problematiche
dell’attività ittica nel nostro Delta. Presenti il vice presidente nazionale di
Coldiretti e gli assessori Rabboni e Nardini.
Con la direttiva europea
2006/123, la “Bolkestain”, sono state introdotte novità per tutte le attività
che si basano sull’utilizzo di concessioni dal demanio pubblico, in particolare
per quanto riguarda durata e modalità di accesso a tali beni. Inoltre nel delta
del Po non sono poche le problematiche legate all’ambiente, in continua
mutazione ed al clima che ha provocato in diverse aree ingenti danni per moria
delle vongole e scarso accrescimento. Una serie di eventi che ha provocato uno
stato di crisi del comparto ed un clima di sfiducia ed incertezza, anche dal
punto di vista legislativo e della continuità dell’attività di acquacoltura e
pesca che preoccupa notevolmente i pescatori e le loro
cooperative.
Nell’intento di dare una
chiave di lettura di queste problematiche, Coldiretti, in particolare Coldiretti
Impresa Pesca, ha organizzato un momento di riflessione e di ragionamento,
rivolto agli operatori, nel cuore del Delta del Po, a Goro, presso il
recentemente rinnovato Teatro, venerdì 15 marzo a partire dalle 9,30, con la
registrazione dei partecipanti ed a seguire con i saluti del Sindaco di Goro, e
gli interventi di Tonino Giardini, responsabile nazionale di Impresa Pesca
Coldiretti, di Stefano Zunarelli, professore ordinario di diritto
dell’Università di Bologna, di Davide Nardini, assessore provinciale ai lavori
pubblici ed alle attività ittiche di Ferrara, cui seguirà il
dibattito.
Le conclusioni saranno
tratte dall’assessore regionale all’agricoltura ed all’economia ittica
dell’Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni e dal vice presidente nazionale di
Coldiretti, oltre che presidente regionale dell’organizzazione, Mauro
Tonello.
Al termine dei lavori ci si
potrà recare presso i gazebo allestiti da Coldiretti per un aperitivo con
prodotti del nostro territorio.
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martedì 19 febbraio 2013
AQUAMED, API (CONFAGRICOLTURA) “2013 ANNO CRUCIALE PER LO SVILUPPO DELL’ACQUACOLTURA”
Fonte: Confagricoltura
L’acquacoltura è tra le attività più vitali del settore primario. Solo dagli allevamenti ittici, infatti, può arrivare il pesce di cui c’è bisogno e la crescita a livello mondiale di questo comparto lo conferma. Lo sottolinea Confagricoltura in occasione dell’inaugurazione, a Milano, di AquaMed 2013, l'evento italiano dell'industria dell'acquacoltura sostenibile. “Il 2013 è un anno cruciale per i pesci d’allevamento italiani. Aumentano i consumi e la metà riguarda proprio il prodotto allevato. La qualità del nostro prodotto è riconosciuta, ma nonostante questo la nostra dipendenza dall’estero è ancora troppo forte e importiamo sempre di più dai Paesi Terzi. I nuovi strumenti comunitari in corso di definizione a Bruxelles e la capacità di utilizzarli saranno fondamentali per lo sviluppo nazionale di questo comparto, che ha un’importanza strategica anche nella gestione sostenibile della risorse” - ha detto Pier Antonio Salvador, presidente dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API) di Confagricoltura, intervenendo ad AquaMed. “Non è pensabile – denuncia il presidente dell’API di Confagricoltura - che una mastodontica e inutile burocrazia continui ad impedire, come è successo in questi anni, la crescita del settore, costringendo l’Italia addirittura a restituire i finanziamenti europei che non è stata in grado di utilizzare. Gli allevamenti italiani hanno un sistema di tracciabilità e controlli che, oltre alla qualità del prodotto, permettono di garantire tutto il ciclo produttivo. Il pesce è una delle fonti di proteine ad uso alimentare umano più ecocompatibili e sostenibile anche a livello sociale, economico e culturale”. L'Associazione di Confagricoltura rappresenta oltre il 90% della produzione ittica dell’acquacoltura italiana, circa 73.000 tonnellate nel 2011 compresa la vallicoltura, con una PLV di oltre 355 milioni di euro.
Il mercato italiano del pesce d’allevamento
Gli acquisti del mercato ittico (fresco più decongelato), registrati tra dicembre 2011 e novembre 2012, sono pari ad un volume di 215.100 tonnellate per un valore al consumo di 2,2 miliardi di euro. Il mercato del pesce di acqua dolce, che pesa in termini di volume il 15,7% sul totale mercato ittico (fresco più decongelato), è cresciuto su base annua. Nel periodo novembre/dicembre 2012 si registrano, in particolare, performance positive per la trota salmonata e quella bianca, trainate dai filetti (+23%) e dal prodotto pronto per la cottura.
L’acquacoltura è tra le attività più vitali del settore primario. Solo dagli allevamenti ittici, infatti, può arrivare il pesce di cui c’è bisogno e la crescita a livello mondiale di questo comparto lo conferma. Lo sottolinea Confagricoltura in occasione dell’inaugurazione, a Milano, di AquaMed 2013, l'evento italiano dell'industria dell'acquacoltura sostenibile. “Il 2013 è un anno cruciale per i pesci d’allevamento italiani. Aumentano i consumi e la metà riguarda proprio il prodotto allevato. La qualità del nostro prodotto è riconosciuta, ma nonostante questo la nostra dipendenza dall’estero è ancora troppo forte e importiamo sempre di più dai Paesi Terzi. I nuovi strumenti comunitari in corso di definizione a Bruxelles e la capacità di utilizzarli saranno fondamentali per lo sviluppo nazionale di questo comparto, che ha un’importanza strategica anche nella gestione sostenibile della risorse” - ha detto Pier Antonio Salvador, presidente dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API) di Confagricoltura, intervenendo ad AquaMed. “Non è pensabile – denuncia il presidente dell’API di Confagricoltura - che una mastodontica e inutile burocrazia continui ad impedire, come è successo in questi anni, la crescita del settore, costringendo l’Italia addirittura a restituire i finanziamenti europei che non è stata in grado di utilizzare. Gli allevamenti italiani hanno un sistema di tracciabilità e controlli che, oltre alla qualità del prodotto, permettono di garantire tutto il ciclo produttivo. Il pesce è una delle fonti di proteine ad uso alimentare umano più ecocompatibili e sostenibile anche a livello sociale, economico e culturale”. L'Associazione di Confagricoltura rappresenta oltre il 90% della produzione ittica dell’acquacoltura italiana, circa 73.000 tonnellate nel 2011 compresa la vallicoltura, con una PLV di oltre 355 milioni di euro.
Il mercato italiano del pesce d’allevamento
Gli acquisti del mercato ittico (fresco più decongelato), registrati tra dicembre 2011 e novembre 2012, sono pari ad un volume di 215.100 tonnellate per un valore al consumo di 2,2 miliardi di euro. Il mercato del pesce di acqua dolce, che pesa in termini di volume il 15,7% sul totale mercato ittico (fresco più decongelato), è cresciuto su base annua. Nel periodo novembre/dicembre 2012 si registrano, in particolare, performance positive per la trota salmonata e quella bianca, trainate dai filetti (+23%) e dal prodotto pronto per la cottura.
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mercoledì 10 ottobre 2012
ACQUACOLTURA, L’IMPEGNO DEL PARLAMENTO EUROPEO IN VISITA AGLI ALLEVAMENTI API/CONFAGRICOLTURA: “PIU’ SOSTEGNO ALLA PRODUZIONE PER AUMENTARE LA COMPETITIVITA’ DELLE IMPRESE COMUNITARIE”
Fonte: Confagricoltura
“Dal momento che il nuovo Fondo europeo Politiche Marittime, che andrà in vigore nel 2014, ha dato all’acquacoltura un ruolo importante nell’ottica dello sviluppo delle risorse ittiche, in un’Europa deficitaria di prodotti della pesca e dell’allevamento, ci sono fondi adeguati a sostenere questa attività e renderla quindi in grado di rispondere ad una richiesta di mercato già oggi ampiamente superiore all’offerta comunitaria?” Questa la domanda che il presidente dell’Associazione piscicoltori italiani/Confagricoltura, Pier Antonio Salvador, ha rivolto a Guido Milana, Vicepresidente della Commissione Pesca del Parlamento europeo, nel corso della visita di una delegazione di parlamentari all’impianto e all’avannotteria di Valle Ca’Zuliani, in provincia di Rovigo. “La definizione delle risorse dovrà assolutamente tener conto – ha risposto l’onorevole Milana – della propensione del Parlamento europeo a valorizzare l’acquacoltura ed aumentare il livello di produzione in Europa. Non si può mantenere una situazione in cui si consumano a livello comunitario 5,5 milioni di tonnellate di pesce all’anno e se ne producono circa 1,2 milioni di tonnellate. Questo vuol dire che l’Europa deve porsi il problema di incrementare la sua produzione, rendendola competitiva con la concorrenza aggressiva di altri Paesi”. “La risorse quindi – ha continuato Milana – saranno calcolabili in una importante parte degli 8 miliardi complessivi a disposizione del Fondo. Strumenti finanziari che andranno indirizzati ad interventi strutturali. E su questo concentreremo la giusta attenzione”.
“Dal momento che il nuovo Fondo europeo Politiche Marittime, che andrà in vigore nel 2014, ha dato all’acquacoltura un ruolo importante nell’ottica dello sviluppo delle risorse ittiche, in un’Europa deficitaria di prodotti della pesca e dell’allevamento, ci sono fondi adeguati a sostenere questa attività e renderla quindi in grado di rispondere ad una richiesta di mercato già oggi ampiamente superiore all’offerta comunitaria?” Questa la domanda che il presidente dell’Associazione piscicoltori italiani/Confagricoltura, Pier Antonio Salvador, ha rivolto a Guido Milana, Vicepresidente della Commissione Pesca del Parlamento europeo, nel corso della visita di una delegazione di parlamentari all’impianto e all’avannotteria di Valle Ca’Zuliani, in provincia di Rovigo. “La definizione delle risorse dovrà assolutamente tener conto – ha risposto l’onorevole Milana – della propensione del Parlamento europeo a valorizzare l’acquacoltura ed aumentare il livello di produzione in Europa. Non si può mantenere una situazione in cui si consumano a livello comunitario 5,5 milioni di tonnellate di pesce all’anno e se ne producono circa 1,2 milioni di tonnellate. Questo vuol dire che l’Europa deve porsi il problema di incrementare la sua produzione, rendendola competitiva con la concorrenza aggressiva di altri Paesi”. “La risorse quindi – ha continuato Milana – saranno calcolabili in una importante parte degli 8 miliardi complessivi a disposizione del Fondo. Strumenti finanziari che andranno indirizzati ad interventi strutturali. E su questo concentreremo la giusta attenzione”.
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giovedì 26 luglio 2012
DECRETO SVILUPPO, API (CONFAGRICOLTURA): “RICONOSCIUTO IL RUOLO DELL’ACQUACOLTURA, INSISTERE SULLA SEMPLIFICAZIONE BUROCRATICA”
Fonte: Confagricoltura
“Con le misure per semplificare le procedure di concessione e di rinnovo per gli impianti di acquacoltura è stato riconosciuto il ruolo vitale che svolge il nostro settore”. Questo il commento dell’Associazione italiana piscicoltori di Confagricoltura all’approvazione della Camera del testo del disegno di legge di conversione del D.L. 22 giugno 2012, n.83, sulle misure urgenti per la crescita del Paese. Con l’inserimento nel DDL sviluppo delle misure per superare i principali problemi che hanno impedito lo sviluppo all’acquacoltura italiana, sono state accolte le istanze dei maricoltori italiani rappresentati dall’API-Confagricoltura. “Con il contenimento della pesca in mare con un’autosufficienza nazionale di prodotti ittici pari ad appena il 35%, cresce la necessità di sviluppare gli allevamenti ittici italiani, che garantiscono prodotti di qualità superiore a quella degli altri Paesi - osserva l’API -. I nostri piscicoltori sono, infatti, da anni impegnati per garantire ai consumatori un prodotto di altissima qualità, sano e nutriente, fondamentale nella dieta, anche dei più piccoli”. “Occorre ora proseguire sulla strada della semplificazione, rendendo più facile svolgere questa attività strategica nel comparto ittico nazionale – conclude l’associazione piscicoltori di Confagricoltura -. Con 800 allevamenti, 15.000 addetti, compreso l’indotto, e una PLV di 350 milioni di euro, l’acquacoltura è un settore fondamentale nell’economia agricola del nostro Paese”.
“Con le misure per semplificare le procedure di concessione e di rinnovo per gli impianti di acquacoltura è stato riconosciuto il ruolo vitale che svolge il nostro settore”. Questo il commento dell’Associazione italiana piscicoltori di Confagricoltura all’approvazione della Camera del testo del disegno di legge di conversione del D.L. 22 giugno 2012, n.83, sulle misure urgenti per la crescita del Paese. Con l’inserimento nel DDL sviluppo delle misure per superare i principali problemi che hanno impedito lo sviluppo all’acquacoltura italiana, sono state accolte le istanze dei maricoltori italiani rappresentati dall’API-Confagricoltura. “Con il contenimento della pesca in mare con un’autosufficienza nazionale di prodotti ittici pari ad appena il 35%, cresce la necessità di sviluppare gli allevamenti ittici italiani, che garantiscono prodotti di qualità superiore a quella degli altri Paesi - osserva l’API -. I nostri piscicoltori sono, infatti, da anni impegnati per garantire ai consumatori un prodotto di altissima qualità, sano e nutriente, fondamentale nella dieta, anche dei più piccoli”. “Occorre ora proseguire sulla strada della semplificazione, rendendo più facile svolgere questa attività strategica nel comparto ittico nazionale – conclude l’associazione piscicoltori di Confagricoltura -. Con 800 allevamenti, 15.000 addetti, compreso l’indotto, e una PLV di 350 milioni di euro, l’acquacoltura è un settore fondamentale nell’economia agricola del nostro Paese”.
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