Fonte: Ufficio Stampa SaporiDaMare
Al via dal 29 giugno la terza edizione del tour itinerante delle ’17 Perle del Ferrarese’
Fino al 7 ottobre oltre una quarantina di giornate di animazione fra Comacchio ed i Lidi.
E, per ogni partecipante ai momenti conviviali, 5 euro ai terremotati della nostra provincia
“Il Cibo e lo Spettacolo, anzi il Cibo è Spettacolo”. Così Mauro Spadoni, il promotore di SaporiDaMare, ha presentato la terza edizione del tour di valorizzazione delle 17 Perle enogastronomiche ferraresi, anche quest’anno reso possibile grazie al contributo di Comune di Comacchio, Provincia e Camera di Commercio di Ferrara, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna e la collaborazione di una vastissima platea di associazioni, consorzi, istituzioni e imprese operanti nel settore agroalimentare e della promozione turistica.
Da venerdì 29 giugno, con la ‘Cena-Evento’ ospitata nella suggestiva cornice della sala dei fuochi alla Manifattura dei Marinati di Comacchio – dove la musica del Tom Sheret e Luca di Luzio Quartett incontrerà le specialità agroalimentari locali (il menu prevede Bocconcini di Anguilla di Comacchio marinata; Polentina morbida con Acquadelle dell’Adriatico fritte; Zappetta di Vongole di Goro con fagioli cannellini; Risottino Carnaroli di Jolanda mantecato al Ghiozzo (Gò); Anguilla di Comacchio avvolta da filetto di branzino alle erbe aromatiche in ‘cartoccio’ di pasta Fillo; Zuppa inglese classica con confettura di visciole, accompagnati da vini e distillati delle aziende socie del Consorzio Tutela Vini Bosco Eliceo presentati dai sommelier Gabriella Rossi e Renzo Cervi – info 345 5684017) – la buona tavola ed il buon bere saranno in passerella. Con un susseguirsi di oltre una quarantina di giornate di iniziative ed appuntamenti che fino al 7 ottobre coinvolgeranno non soltanto la città dei Trepponti ed i sette Lidi ma anche i Comuni non solo limitrofi alla costa ferrarese.
“Una grande vetrina per il ‘made in Fe’ enogastronomico – ha sottolineato Spadoni – della quale, oltre all’estrema ampiezza nel patrimonio di prodotti e professionalità settoriali coinvolte, mi piace rimarcare l’impegno all’integrazione e sinergizzazione fra il nostro tour itinerante con molteplici e qualificatissime vetrine promozionali e di animazione turistica, non soltanto di ambito locale”. Ecco allora gli ormai consolidati e confermatissimi connubi con l’evento-contenitore regionale “Emilia Romagna è Un Mare di Sapori” e “Calici di Stelle”, kermesse nazionale di Città del Vino e Movimento Turismo del Vino nell’ambito del quale il 10 agosto Comacchio ospiterà il banco d’assaggio ai vini ‘di sabbia’ d’Italia, e quelli al debutto, come “CinemaDivino” – rassegna di film in cantina – Agri@tour, il salone nazionale dell’agriturismo di Arezzo al quale approderà la realtà vincitrice del “Festival della Cucina Contadina” e le escursioni serali in motonave promosse da Po Delta Tourism-Navi del Delta “Sogni d’Acqua”. E ancora, la collaborazione con la Condotta di Ferrara di Slow Food per le cena a tema “Prove Tecniche di Alleanza” dedicate ai Presidi Slow Food – locali e non – e l’abbinamento fra specialità tipiche e nuovi prodotti del ‘made in Fe’ agroalimentare. Che, dopo il fortunatissimo vernissage al Vinitaly di Verona, vedrà nelle “Divagazioni Culinarie Estensi” uno chef assolutamente d’eccezione come Andy Luotto cucinare il CousCous della Bia.
“Un’attenzione assolutamente centrale, come da consolidata tradizione – ha continuato il promotore di SaporiDaMare – grazie anche alla collaborazione con Campagna Amica Coldiretti sarà riservata al turismo familiare, da sempre pilastro della nostra industria dell’ospitalità, ed in particolare ai più piccoli: con i laboratori “La mia Merenda Sana, Locale e Stagionale” e “Mani in Pasta”, gli aperitivi di “Comacchio Forever: i Turisti raccontano” e le animazioni e preparazioni gustose del “Teatro di Fattoria”. Come pure – ha insistito Spadoni – ribadiremo l’impegno a sostenere la tradizione, senza però trascurare ricerca e sviluppo di nuovi accostamenti e abbinamenti”. Ecco allora, accanto alla conferma del gioco-concorso fra esercizi ristorativi “La Nostra Cucina e i Suoi Vini” e delle “Cene con Delitto…Gastronomico” nelle quali i commensali debbono indovinare – fra le pietanze – l’ingrediente ‘intruso’, la calendarizzazione di nuovi appuntamenti come “Jazz&Food a tutta birra” nel quale si mixeranno musica, cucina e birra, tutti rigorosamente ‘made in Fe’; “Riso&Risate: Il Cibo è Magia”, che fonderanno il cereale d’acqua alla comicità e “Fascino, Emozioni&Sapori del Delta”, durante il quale si abbineranno fotografia, prodotti alimentari e vini provenienti dal Parco del Delta del Po. Mentre, per gli appassionati della bicicletta, accanto alle mini-escursioni con agriaperitivo di Spiaggia&Sapori, Bici&…., fittissimo è il cartellone di appuntamenti con le CicloScampagnate dei Sapori. Che – in concomitanza con le principali sagre e feste enogastronomiche dell’estate (dalla Vongola di Goro alle Giornate del Riso di Jolanda di Savoia dalla fiera dell’Aglio di Voghiera e del Vino di Bosco a San Giuseppe, fino alle autunnali Sagre del Radicchio di Bosco Mesola e dell’Anguilla di Comacchio) – proporranno ciclopasseggiate a ritmo slow alla scoperta dell’arte, dell’ambiente ma – anche e soprattutto – dei luoghi di produzione, trasformazione e, naturalmente, degustazione dei principali prodotti tipici e stagionali delle nostre campagne e valli.
“Ma quest’anno – ha concluso Mauro Spadoni – accanto all’animazione ed intrattenimento delle vacanze nei confronti dei graditissimi ospiti della nostra costa, non potevamo trascurare l’esigenza – anzi l’urgenza – di qualche gesto d’attenzione e solidarietà nei confronti di quanti, in questo momento, sono alle prese con mille problemi e difficoltà. Perciò, oltre a destinare – insieme ai nostri partner – cinque euro a partecipante sull’incasso dei momenti conviviali organizzati direttamente, per il 9 agosto abbiamo calendarizzato, nell’ambito delle cene dedicate ai Presidi Slow Food, una ‘serata speciale’ nel corso della quale - in cucina - mi piacerebbe poter avere l’onore di ospitare e lavorare fianco a fianco con colleghi-chef della nostra provincia che hanno subito danni dal terremoto”.
Il programma completo delle iniziative di SaporiDaMare 2012 – contenuto in una cartoguida dai prossimi giorni in distribuzione gratuita in uffici di informazione turistica, strutture ricettive e stabilimenti balneari di tutta la costa ferrarese – è consultabile sul sito ufficiale della manifestazione www.saporidamare.it, dove sono anche pubblicati i pacchetti-vacanze ‘Sorriso Tipico’ Speciale SaporiDaMare appositamente predisposti dalla Link Tours di Ferrara.
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mercoledì 27 giugno 2012
CON SAPORIDAMARE IL CIBO E’ SPETTACOLO, MA ANCHE SOLIDARIETA’
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giovedì 14 giugno 2012
PARMIGIANO-REGGIANO: 225.000 KG GIA’ RICHIESTI AL CONSORZIO
Fonte: Consorzio del Formaggio Parmigiano - Reggiano
Cittadini e famiglie si aggregano donando 1euro/kg. 18.000 punte richieste da una sola impresa.
Sono già a quota 225.000 chilogrammi le vendite di Parmigiano-Reggiano coordinate dal Consorzio di tutela attraverso l’indirizzo e-mail terremoto©parmigiano-reggiano.it. E’ qui che, ogni ora, confluiscono richieste che corrispondono alla vendita di 900 Kg di Parmigiano-Reggiano, dirottate poi sui tanti caseifici del comprensorio che hanno aderito all’iniziativa “Un euro per rinascere”, destinando un contributo (un euro/kg, appunto) alle latterie che hanno subito gravi danni a seguito del terremoto in Emilia. “Siamo di fronte sottolinea il presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, Giuseppe Alai - ad una solidarietà straordinaria da parte di famiglie, gruppi organizzati o spontanei, GAS, imprese ed enti che hanno deciso di seguire le vie proposte direttamente dal Consorzio (cui si associano quelle concordate e già in essere in diverse realtà della GDO, quali Coop Italia e Sigma, e quelle programmate in luglio con altre catene, tra le quali Auchan) per acquistare il nostro prodotto direttamente dai caseifici protagonisti dell’iniziativa “Un euro per rinascere”, che in tal modo creano risorse per affrontare i problemi legati alle emergenze determinate dal sisma, ma anche quei processi di ricostruzione che si rendono necessari per assicurare lavoro e rinascita nel territorio”. In pochi giorni, sulla mail attivata dal Consorzio così giunti ordini di acquisto per oltre 225.000 chilogrammi. “Abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare - spiega Alai – sulle drammatiche urgenze legate allo svuotamento dei magazzini, al reperimento di nuovi locali nei quali collocare il prodotto, agli accordi con le industrie per lo smaltimento di quello non più idoneo alla commercializzazione sui tradizionali canali, agli incontri con gli esponenti del Governo e del sistema bancario (l’ultimo, sicuramente costruttivo, risale a martedì) per evitare il precipitare della situazione sul fronte del credito; a questo primario lavoro si poi sono associate le vendite solidali a favore di quelle latterie danneggiate dal sima che non sempre sono in condizione di effettuare la vendita diretta”. I risultati, dunque, oggi si misurano con 3.000 ordini, alcuni dei quali superano i 1000 chilogrammi, con una punta di 18.000 pezzi richiesti da una sola grande impresa; “ciò che colpisce maggiormente –sottolinea Alai – sono i modi in cui tanti cittadini si aggregano spontaneamente, con ordini che giungono da condomini, cral, vicini di casa, piccole comunità di paese, insieme a realtà già maggiormente organizzate”. L’acquisto di prodotto dai caseifici che partecipano all’operazione “1 euro per rinascere” può avvenire in automatico compilando il modulo di pre-ordine che il Consorzio provvede ad inoltrare ad uno dei caseifici che ha aderito al fondo di solidarietà (il modulo è disponibile all’indirizzo http://www.parmigiano-reggiano.it/comunicazione/ext/filodirettoev/default.aspx, oppure scrivendo a terremoto@parmigiano-reggiano.it. I contributi raccolti sono destinati a confluire nel Fondo di solidarietà (appositamente costituito) del "Comitato Gruppo Caseifici Terremotati" del Parmigiano-Reggiano, a cui è possibile fare donazioni attraverso versamenti al codice IBAN è: IT 07 A 07058 12803 000000057000. Per i versamenti e bonifici dall'estero, il codice bic o swift è: ICRAITRRTE0
Cittadini e famiglie si aggregano donando 1euro/kg. 18.000 punte richieste da una sola impresa.
Sono già a quota 225.000 chilogrammi le vendite di Parmigiano-Reggiano coordinate dal Consorzio di tutela attraverso l’indirizzo e-mail terremoto©parmigiano-reggiano.it. E’ qui che, ogni ora, confluiscono richieste che corrispondono alla vendita di 900 Kg di Parmigiano-Reggiano, dirottate poi sui tanti caseifici del comprensorio che hanno aderito all’iniziativa “Un euro per rinascere”, destinando un contributo (un euro/kg, appunto) alle latterie che hanno subito gravi danni a seguito del terremoto in Emilia. “Siamo di fronte sottolinea il presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, Giuseppe Alai - ad una solidarietà straordinaria da parte di famiglie, gruppi organizzati o spontanei, GAS, imprese ed enti che hanno deciso di seguire le vie proposte direttamente dal Consorzio (cui si associano quelle concordate e già in essere in diverse realtà della GDO, quali Coop Italia e Sigma, e quelle programmate in luglio con altre catene, tra le quali Auchan) per acquistare il nostro prodotto direttamente dai caseifici protagonisti dell’iniziativa “Un euro per rinascere”, che in tal modo creano risorse per affrontare i problemi legati alle emergenze determinate dal sisma, ma anche quei processi di ricostruzione che si rendono necessari per assicurare lavoro e rinascita nel territorio”. In pochi giorni, sulla mail attivata dal Consorzio così giunti ordini di acquisto per oltre 225.000 chilogrammi. “Abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare - spiega Alai – sulle drammatiche urgenze legate allo svuotamento dei magazzini, al reperimento di nuovi locali nei quali collocare il prodotto, agli accordi con le industrie per lo smaltimento di quello non più idoneo alla commercializzazione sui tradizionali canali, agli incontri con gli esponenti del Governo e del sistema bancario (l’ultimo, sicuramente costruttivo, risale a martedì) per evitare il precipitare della situazione sul fronte del credito; a questo primario lavoro si poi sono associate le vendite solidali a favore di quelle latterie danneggiate dal sima che non sempre sono in condizione di effettuare la vendita diretta”. I risultati, dunque, oggi si misurano con 3.000 ordini, alcuni dei quali superano i 1000 chilogrammi, con una punta di 18.000 pezzi richiesti da una sola grande impresa; “ciò che colpisce maggiormente –sottolinea Alai – sono i modi in cui tanti cittadini si aggregano spontaneamente, con ordini che giungono da condomini, cral, vicini di casa, piccole comunità di paese, insieme a realtà già maggiormente organizzate”. L’acquisto di prodotto dai caseifici che partecipano all’operazione “1 euro per rinascere” può avvenire in automatico compilando il modulo di pre-ordine che il Consorzio provvede ad inoltrare ad uno dei caseifici che ha aderito al fondo di solidarietà (il modulo è disponibile all’indirizzo http://www.parmigiano-reggiano.it/comunicazione/ext/filodirettoev/default.aspx, oppure scrivendo a terremoto@parmigiano-reggiano.it. I contributi raccolti sono destinati a confluire nel Fondo di solidarietà (appositamente costituito) del "Comitato Gruppo Caseifici Terremotati" del Parmigiano-Reggiano, a cui è possibile fare donazioni attraverso versamenti al codice IBAN è: IT 07 A 07058 12803 000000057000. Per i versamenti e bonifici dall'estero, il codice bic o swift è: ICRAITRRTE0
giovedì 7 giugno 2012
CIA: VICINI AGLI AGRICOLTORI PER LA RIPRESA DELL’ATTIVITÀ
Fonte: Cia Ferrara
La Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara fa il punto, insieme alle imprese agricole, per decidere le misure e gli interventi dopo il terremoto che ha colpito la provincia di Ferrara.
Non solo assoluta vicinanza umana e solidarietà ma un supporto concreto per consentire alle imprese agricole colpite dal sisma di riprendere al più presto la propria attività, ripristinando i fabbricati rurali e le strutture necessarie per la produzione. La Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara ha incontrato le imprese agricole associate che hanno subito, in diversa misura, danni alle aziende e alle colture in seguito al sisma che ha colpito duramente la provincia il 20 e 29 maggio. Sono diverse le azioni di supporto immediato che una delle più importanti associazioni di categoria del territorio ha messo in campo per supportare la ripresa dell’attività dei suoi associati. La Cia ha già iniziato, infatti, a raccogliere i dati e le richieste di risarcimento per i danni subiti dalle aziende a prodotti e strutture che saranno inoltrati immediatamente alle istituzioni competenti. In attesa dei fondi che dovrebbero arrivare a livello governativo inoltre, l’associazione ha messo a disposizione delle imprese un servizio di consulenza per il credito finalizzata ad ottenere un finanziamento a tasso agevolato e con garanzie a costo zero. L’accesso al credito è, infatti, uno dei nodi principali in questa situazione di emergenza perché la ricostruzione sarà possibile solo se agli agricoltori verrà concesso di investire, ricostruire e ripartire immediatamente. Rimane sul tavolo – e verrà risolta probabilmente nei prossimi giorni - la questione della Circolare della Protezione Civile emessa il 2 giugno che richiede alle aziende, in sostanza, il certificato anti-sismico per consentire la ripresa dell’attività. Un provvedimento che da un lato è giustamente votato a garantire la sicurezza ai lavoratori ma dall’altro, se dovesse riguardare anche le strutture rurali adibite al ricovero di prodotti o macchinari, ritarderebbe la ripresa del lavoro agricolo. Dal punto di vista della solidarietà, invece, la Cia di Ferrara sta comprando diverse forme di Parmigiano Reggiano da quei produttori modenesi gravemente danneggiati ed impossibilitati a conservare il formaggio nei capannoni crollati. Una atto di vicinanza tra due territori entrambi provati dal terremoto. Per dare un piccolo segnale ai propri associati poi, tutti i dipendenti Cia – anche a livello regionale – devolveranno un’ora del loro stipendio per la ricostruzione ed il ripristino delle imprese agricole. «E’ naturale esprimere la nostra massima solidarietà alle aziende associate - ha spiegato Lorenzo Boldrini, presidente di Cia Ferrara durante l’incontro – ed in generale a tutto il settore agricolo ferrarese. Ma, al di là del giusto supporto umano e professionale, la Cia vuole essere il vero e concreto punto di riferimento per garantire la ripresa del lavoro quotidiano nelle aziende. Stiamo chiedendo da diversi giorni che ci sia lo snellimento delle pratiche burocratiche per la ricostruzione dei fabbricati rurali distrutti e la loro messa in sicurezza. Vorrei inoltre segnalare - ha continuato il presidente Cia – che, insieme ai tetti dei capannoni e dei fabbricati, sono caduti anche molti impianti fotovoltaici, diventati ovviamente improduttivi. Chiediamo quindi che sia autorizzata al più presto la costruzione di tettoie per ricollocarli e salvare così gli investimenti, spesso ingenti, sostenuti dalle imprese nel settore dell’energia pulita. La Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara – ha concluso Boldrini – ha preso atto degli stanziamenti previsti a livello governativo e regionale che sicuramente non saranno sufficienti. Occorre però tenere alto il livello di guardia e attenzione per capire come avverrà la contabilizzazione dei danni e la destinazione delle risorse che dovranno necessariamente riguardare anche le imprese agricole danneggiate dal sisma». A condividere le parole e soprattutto le azioni definite dal presidente Cia anche il direttore dell’associazione ferrarese Cristiano Bulgarelli. «Concordo pienamente su tutta la linea espressa dal presidente – ha detto Bulgarelli – ed al tempo stesso voglio lanciare un monito alla Provincia di Ferrara. Pur essendo consapevole, infatti, dello sforzo e dell’impegno delle istituzioni in questa grave situazione, penso che la Provincia dovrebbe tenere aperto un tavolo tecnico di confronto con le associazioni per definire il quadro dei provvedimenti presi a livello regionale e provinciale. La Provincia dovrebbe diventare il punto di riferimento, un garante ed un interlocutore per favorire la ripresa delle attività agricole ed imprenditoriali. Questo è il momento di rimanere uniti per superare in modo puntuale e concreto la ricostruzione e dare una nuova possibilità di sviluppo al settore agricolo del nostro territorio». Per tutte le imprese agricole che volessero informazioni o consulenze legate alla ripresa delle attività dopo il sisma può contattare la Cia di Ferrara allo 0532-978550 oppure inviare una mail a fe.ferrara@cia.it
La Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara fa il punto, insieme alle imprese agricole, per decidere le misure e gli interventi dopo il terremoto che ha colpito la provincia di Ferrara.
Non solo assoluta vicinanza umana e solidarietà ma un supporto concreto per consentire alle imprese agricole colpite dal sisma di riprendere al più presto la propria attività, ripristinando i fabbricati rurali e le strutture necessarie per la produzione. La Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara ha incontrato le imprese agricole associate che hanno subito, in diversa misura, danni alle aziende e alle colture in seguito al sisma che ha colpito duramente la provincia il 20 e 29 maggio. Sono diverse le azioni di supporto immediato che una delle più importanti associazioni di categoria del territorio ha messo in campo per supportare la ripresa dell’attività dei suoi associati. La Cia ha già iniziato, infatti, a raccogliere i dati e le richieste di risarcimento per i danni subiti dalle aziende a prodotti e strutture che saranno inoltrati immediatamente alle istituzioni competenti. In attesa dei fondi che dovrebbero arrivare a livello governativo inoltre, l’associazione ha messo a disposizione delle imprese un servizio di consulenza per il credito finalizzata ad ottenere un finanziamento a tasso agevolato e con garanzie a costo zero. L’accesso al credito è, infatti, uno dei nodi principali in questa situazione di emergenza perché la ricostruzione sarà possibile solo se agli agricoltori verrà concesso di investire, ricostruire e ripartire immediatamente. Rimane sul tavolo – e verrà risolta probabilmente nei prossimi giorni - la questione della Circolare della Protezione Civile emessa il 2 giugno che richiede alle aziende, in sostanza, il certificato anti-sismico per consentire la ripresa dell’attività. Un provvedimento che da un lato è giustamente votato a garantire la sicurezza ai lavoratori ma dall’altro, se dovesse riguardare anche le strutture rurali adibite al ricovero di prodotti o macchinari, ritarderebbe la ripresa del lavoro agricolo. Dal punto di vista della solidarietà, invece, la Cia di Ferrara sta comprando diverse forme di Parmigiano Reggiano da quei produttori modenesi gravemente danneggiati ed impossibilitati a conservare il formaggio nei capannoni crollati. Una atto di vicinanza tra due territori entrambi provati dal terremoto. Per dare un piccolo segnale ai propri associati poi, tutti i dipendenti Cia – anche a livello regionale – devolveranno un’ora del loro stipendio per la ricostruzione ed il ripristino delle imprese agricole. «E’ naturale esprimere la nostra massima solidarietà alle aziende associate - ha spiegato Lorenzo Boldrini, presidente di Cia Ferrara durante l’incontro – ed in generale a tutto il settore agricolo ferrarese. Ma, al di là del giusto supporto umano e professionale, la Cia vuole essere il vero e concreto punto di riferimento per garantire la ripresa del lavoro quotidiano nelle aziende. Stiamo chiedendo da diversi giorni che ci sia lo snellimento delle pratiche burocratiche per la ricostruzione dei fabbricati rurali distrutti e la loro messa in sicurezza. Vorrei inoltre segnalare - ha continuato il presidente Cia – che, insieme ai tetti dei capannoni e dei fabbricati, sono caduti anche molti impianti fotovoltaici, diventati ovviamente improduttivi. Chiediamo quindi che sia autorizzata al più presto la costruzione di tettoie per ricollocarli e salvare così gli investimenti, spesso ingenti, sostenuti dalle imprese nel settore dell’energia pulita. La Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara – ha concluso Boldrini – ha preso atto degli stanziamenti previsti a livello governativo e regionale che sicuramente non saranno sufficienti. Occorre però tenere alto il livello di guardia e attenzione per capire come avverrà la contabilizzazione dei danni e la destinazione delle risorse che dovranno necessariamente riguardare anche le imprese agricole danneggiate dal sisma». A condividere le parole e soprattutto le azioni definite dal presidente Cia anche il direttore dell’associazione ferrarese Cristiano Bulgarelli. «Concordo pienamente su tutta la linea espressa dal presidente – ha detto Bulgarelli – ed al tempo stesso voglio lanciare un monito alla Provincia di Ferrara. Pur essendo consapevole, infatti, dello sforzo e dell’impegno delle istituzioni in questa grave situazione, penso che la Provincia dovrebbe tenere aperto un tavolo tecnico di confronto con le associazioni per definire il quadro dei provvedimenti presi a livello regionale e provinciale. La Provincia dovrebbe diventare il punto di riferimento, un garante ed un interlocutore per favorire la ripresa delle attività agricole ed imprenditoriali. Questo è il momento di rimanere uniti per superare in modo puntuale e concreto la ricostruzione e dare una nuova possibilità di sviluppo al settore agricolo del nostro territorio». Per tutte le imprese agricole che volessero informazioni o consulenze legate alla ripresa delle attività dopo il sisma può contattare la Cia di Ferrara allo 0532-978550 oppure inviare una mail a fe.ferrara@cia.it
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