...in onda su Telestense Ferrara e Lepida Tv [digitale terrestre] >> orari
Visualizzazione post con etichetta consumi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta consumi. Mostra tutti i post

lunedì 9 marzo 2015

FRAGOLE 2015: SECONDO LO STUDIO CSO, CALANO LE SUPERFICI COLTIVATE MA I CONSUMI SONO IN NETTA CRESCITA ANCHE GRAZIE ALLA QUALITA’ VARIETALE

Fonte: Cso - Centro Servizi Ortofrutticoli

La produzione di fragola in Italia è in fase di avvio ed entrerà nel pieno dell’offerta tra poche settimane. Si arriva da una stagione molto difficile, che ha visto concentrarsi fattori climatici avversi, elevata produzione, scarsa recettività dei mercati con conseguente drammatico crollo dei prezzi e si registra una prevedibile prudenza negli investimenti produttivi; i dati sui consumi di fragole sono però molto positivi (+4% di acquisti nel 2014 rispetto all’anno precedente) e l’ampliamento del calendario commerciale così come le varietà eccellenti disponibili sui nostri mercati lasciano qualche spiraglio di ottimismo. Le superfici destinate alla coltivazione della fragola in coltura specializzata in Italia a livello nazionale registrano un calo rispetto agli investimenti del 2014. Con circa 3.570 ettari la fragolicoltura specializzata in Italia scende del 4% e si colloca su valori molto simili a quelli del 2011. L’83% della superficie coltivata riguarda impianti in coltura protetta e il rimanente 17% in pieno campo dove il calo risulta più marcato, con il 10% in meno rispetto all’anno precedente, a fronte di un -2% della coltura protetta. La contrazione ha toccato in maniera generalizzata quasi tutti i bacini produttivi più importanti in Italia, con poche eccezioni che riguardano soprattutto le aree meridionali. A fronte di una decisa contrazione in Calabria (-20%), ma anche in Sicilia (-5%), la Campania, che si conferma prima regione di produzione italiana, perde solo l’1% di superfice coltivata. La Basilicata è in controtendenza affermando una buona crescita produttiva del + 9% rispetto al 2014. Nell’ambito delle aree a Nord del paese, il Veneto si conferma regione leader della fragolicoltura italiana, con una particolare concentrazione delle superfici coltivate nel veronese. Una leadership consolidata anche per il 2015 nonostante si registri un calo molto significativo degli ettari coltivati; sono circa 100 gli ettari in meno a fragola nel 2015 rispetto al 2014. In sensibile calo anche la coltivazione in Emilia Romagna con un -6% rispetto all’anno precedente ed anche la provincia di Bolzano appare in forte riduzione, con un - 12%, a cui si va ad affiancare la provincia di Trento, con un -5%. Il Piemonte invece si presenta nel 2015 in controtendenza rispetto alle altre regioni del Nord con un incremento di superfici del 13%. A livello varietale è interessante la sempre maggiore concentrazione di alcune regioni del Sud su alcune varietà: in Basilicata la varietà Candonga rappresenta di gran lunga quella più coltivata, con circa l’80% degli impianti della regione, mentre in Campania è la varietà Sabrina a detenere oltre il 60% degli investimenti. Molto più diversificata la situazione nelle regioni del Nord.

mercoledì 18 febbraio 2015

CONSUMI: COLDIRETTI, BENE IMPEGNO MIPAAF E GDO SU ETICHETTA LATTE

Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna

“E’ un altro grande risultato della nostra mobilitazione l’adesione della grande distribuzione organizzata (GDO) alla proposta del ministero delle Politiche Agricole di garantire al consumatore una maggiore trasparenza sull’origine del latte, attraverso un segno chiaro e omogeneo per l’indicazione della zona di mungitura in etichetta”. E’ quanto afferma il direttore di Coldiretti Emilia Romagna Marco Allaria Olivieri nel commentare i risultati dell’incontro tra il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, e i rappresentanti di tutte le principali sigle della Grande distribuzione organizzata che operano in Italia. “Oggi – ha ricordato Allaria Olivieri – tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero, ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio riportarlo in etichetta, secondo il dossier ‘L’attacco alle stalle italiane’ presentato da Coldiretti in occasione della più grande operazione di mungitura pubblica mai realizzata in Italia e nel mondo con Ministri del Governo, Governatori delle Regioni, Sindaci, politici, esponenti della cultura, dello spettacolo e del mondo economico e sociale nelle stalle allestite nelle principali città italiane per mungere, dare da mangiare e custodire gli animali. “In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero è un primo passo che va completato con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti”, ha concluso il direttore regionale di Coldiretti, Allaria Olivieri.

giovedì 8 gennaio 2015

COLDIRETTI: CONSUMI A TAVOLA AL MINIMO, NEL 2014 AI LIVELLI DI 33 ANNI FA. DEFLAZIONE PER ALIMENTARI FRESCHI.

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Inflazione al minimo anche per il calo dei prodotti alimentari non lavorati, che registrano una ulteriore frenata a dicembre 2014, portando le lancette indietro al 1981, secondo i dati ISTAT. Gli italiani “tagliano” anche sul cibo.

A spingere il tasso d'inflazione medio annuo per il 2014 al minimo dal 1959 è stato il calo dei prezzi dei prodotti alimentari non lavorati come frutta, verdura, carne e pesce fresco che fanno registrare una riduzione dello 0,8 per cento e sono di fatto in deflazione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al mese di dicembre. L’andamento dei prezzi riflette la situazione nei consumi con gli italiani che hanno toccato il fondo nel 2014 e sono tornati indietro di oltre 33 anni sui livelli minimi del 1981, sulla base dell’analisi della Coldiretti sulla base dei consumi finali delle famiglie a valori concatenati dell’Istat. Gli italiani nei primi anni della crisi – sottolinea la Coldiretti - hanno rinunciato soprattutto ad acquistare beni non essenziali, dall’abbigliamento alle calzature, ma poi hanno iniziato a tagliare anche sul cibo riducendo al minimo gli sprechi e orientandosi verso prodotti low cost. Il carrello della spesa degli italiani - conclude la Coldiretti - si è ulteriormente svuotato nel 2014 e pesa lo 0,6 per cento in meno rispetto al 2013, secondo il dati Ismea/Gfk relativa ai primi nove mesi del 2014.

venerdì 29 agosto 2014

COLDIRETTI: DEFLAZIONE SPINTA DA -7,5% PREZZI FRUTTA. ACQUISTI CROLLATI NEL 2014

Fonte: Coldiretti Ferrara 

Calo dei prezzi per la frutta fresca e per gli alimentari e analcolici, gli italiani hanno tagliato la spesa ai livelli minimi dal 1981, rinunciando sia ai beni non essenziali e ora anche sul cibo, riducendo gli sprechi e cercando il low cost. E’ la frutta fresca a far segnare il maggior crollo dei prezzi a livello nazionale con un calo del 7,5 per cento rispetto allo scorso anno che spinge alla deflazione il settore dell’alimentare e delle bevande analcoliche (-0,5 per cento) con un trend di ben cinque volte superiore al calo medio dell’inflazione dello 0,1 per cento. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi all’inflazione negativa ad agosto che non accadeva dal 1959. Gli effetti negativi della spirale recessiva tra deflazione e consumi si evidenzia nell’ortofrutta con il crollo – sottolinea la Coldiretti - degli acquisti degli italiani che nel 2014 sono sceso addirittura ben al di sotto del chilo al giorno per famiglia, un valore inferiore a quelli raccomandati dal Consiglio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, mettendo a rischio le imprese e la salute consumatori ed il reddito delle imprese. In generale l’andamento dei prezzi riflette - continua la Coldiretti - una situazione difficile sul lato degli acquisti alimentari che nel 2014 hanno toccato il fondo e sono tornati indietro di oltre 33 anni sui livelli minimi del 1981, sulla base di una analisi Coldiretti dei consumi finali delle famiglie a valori concatenati dell’Istat. Gli italiani nei primi anni della crisi – sottolinea la Coldiretti - hanno rinunciato soprattutto ad acquistare beni non essenziali, dall’abbigliamento alle calzature, ma poi hanno iniziato a tagliare anche sul cibo riducendo al minimo gli sprechi e orientandosi verso prodotti low cost. Nel primo semestre del 2014 il carrello della spesa degli italiani – precisa la Coldiretti - si è ulteriormente svuotato con una flessione degli acquisti per latte e formaggi (-5 per cento),e per l'ortofrutta (-2 per cento), nonostante la generale riduzione dei prezzi. In calo addirittura le uova (-3 per cento) che tradizionalmente sostituiscono la carne nei momenti di difficoltà economica. Un segnale di difficoltà che è confermato dal fatto che – conclude la Coldiretti - piu’ di otto italiani su dieci (81 per cento) non buttano il cibo scaduto con una percentuale che è aumentata del 18 per cento dall’inizio del 2014, secondo il rapporto 2014 di Waste watcher knowledge for Expo. Le anticipazioni per il mese di agosto dell’indice dei prezzi al consumo per Ferrara rilevano per il raggruppamento dei prodotti alimentari e bevande analcoliche nessuna variazione complessiva rispetto al mese precedente, pur con l’aumento rispetto a luglio per pesce fresco e surgelato e frutta fresca, compensati dalla riduzione per patate, verdure, succhi di frutta e acque minerali. Rispetto allo scorso anno anche sulla piazza ferrarese si evidenzia il trend a due cifre di riduzione per frutta fresca o refrigerata ( - 13,2%) e patate ( - 16,2%) secondo i dati dell’ufficio statistica del Comune capoluogo, che portano, rispetto allo stesso mese del2013 l’indice a -0,9 per il comparto complessivo (inflazione tendenziale rispetto al 2014 stimata a 0,2%). D’altra parte la riduzione dei prezzi alla produzione per talune produzioni ad alto valore per la nostra provincia è stata ancora più marcata, complice un andamento stagionale che ha depresso ulteriormente i consumi ed inciso sui costi di produzione, specie per cocomeri e meloni, e che si sta riflettendo anche su altre specie frutticole, dalle pesche alle pere. Una situazione di emergenza che incide pesantemente sui redditi delle imprese agricole e che – conclude Coldiretti – richiede interventi urgenti e soprattutto nuove strategie per superare problematiche che ciclicamente ma sempre più spesso, si ripetono nel settore agricolo italiano.

martedì 29 luglio 2014

BIOLOGICO, MIPAAF: NEI PRIMI 5 MESI 2014 CONSUMI +17,3% RISPETTO AL 2013

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stata presentata l’anteprima del rapporto “Bio in cifre 2014”, elaborato dal Sinab - Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica e da Ismea. Secondo lo studio i consumi nel mercato italiano del biologico sono cresciuti del 17,3% nei primi cinque mesi del 2014 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta dell’aumento di consumi nel comparto più elevato dal 2002. Le uova risultano essere il prodotto bio più acquistato, con un’incidenza del 9,5% sulla spesa totale. Gli operatori del settore biologico, al 31 dicembre 2013, risultano essere 52.383, con un aumento complessivo del 5,4% rispetto al 2012. I produttori esclusivi sono 41.513; 6.154 i preparatori esclusivi (comprese le aziende che effettuano attività di vendita al dettaglio); 4.456 che effettuano sia attività di produzione che di preparazione; 260 operatori che effettuano attività di importazione. È in aumento rispetto al 2012 anche la superficie coltivata secondo il metodo biologico, che al 31 dicembre 2013 risulta pari a 1.317.177 ettari (circa il 10% del totale della superficie coltivata nazionale) con un aumento complessivo annuale del 12,8%. I principali orientamenti produttivi sono i pascoli, il foraggio e i cereali. Segue, in ordine di estensione, la superficie investita ad olivicoltura. Per le produzioni animali, distinte sulla base delle principali specie allevate, i dati evidenziano rispetto allo scorso anno un aumento consistente, in particolare per gli equini (+38,7% del numero di capi, che tuttavia registrano in termini assoluti valori naturalmente contenuti) e per la categoria “altri animali” (+31,4% del numero di capi), nella quale rientrano ad esempio i conigli. “Siamo leader in Europa nel settore bio – ha commentato il Ministro Martina – e il trend positivo di crescita del comparto sotto il profilo produttivo e dei consumi ne è la conferma. Parliamo di un settore che vale 3 miliardi di euro nel nostro Paese e che riguarda oltre il 10% della superficie agricola nazionale. Durante il semestre italiano di Presidenza dell’Ue lavoreremo sulla riforma della normativa europea sul biologico, sulla quale già nel primo Consiglio dei Ministri dell’agricoltura a Bruxelles si è aperto un positivo dibattito”. “Il quadro del bio delineato dal Sinab – ha aggiunto il Viceministro Andrea Olivero, che ha la delega all'agricoltura biologica – è positivo e incoraggiante, soprattutto per quella parte di agricoltura ‘green’. La sostenibilità premia: mentre il trend dei consumi alimentari decresce, la domanda del bio risulta in totale controtendenza. Puntare su prodotti eco, innovare i processi produttivi in chiave sostenibile sono i fattori di successo della nostra agricoltura e su questi obiettivi è indirizzata la nostra azione politica”.

Qui il pdf di "Bio in cifre 2014":
http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7871

martedì 22 luglio 2014

COLDIRETTI: CON MALTEMPO DANNI ALLE COLTURE E FRENO AI CONSUMI DI FRUTTA. ESTATE PAZZA E’ GIA’ COSTATA UN MLD DI EURO

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Queste prime settimane d’estate anomala ha visto sconvolte le attività turistiche, agricole e le abitudini alimentari, con incremento delle piogge e tempo incerto che ha tagliato le partenze per gite e vacanze, oltre che provocato danni alle colture agricole.

L’estate pazza in questa prima fase è già costata al sistema economico italiano oltre un miliardo di euro per colpa del maltempo che ha sconvolto soprattutto le attività turistiche e quelle agricole ma ha anche cambiato le abitudini stagionali degli italiani a tavola. E’ quanto stima la Coldiretti in occasione dell’arrivo dell’ennesima perturbazione nel sottolineare che il tempo incerto ha ritardato le partenze per le vacanze e tagliato le gite in giornata lasciando più vuoti, nelle principali località turistiche, alberghi, ristoranti, ombrelloni e centri di divertimento ma i temporali, la pioggia e la grandine hanno anche distrutto a macchia di leopardo le campagne e cambiato le abitudini alimentari con unminor consumo di prodotti stagionali, dai gelati alla frutta che registranoquotazioni quasi dimezzate del tutto insostenibili per i produttori agricoli. L’inizio dell’estate è stato segnato - sottolinea la Coldiretti - dal 34% di pioggia in più caduta nel mese di giugno con punte di oltre il +200 per cento in alcune zone anche turistiche del centrosud e del tempo incerto della prima meta di luglio. Il risultato è che, anche considerando le partenze del week end, non più di 6 milioni di italiani - stima la Coldiretti - sono giàpartiti per le vacanze per concedersi almeno un giorno di vacanza fuori casa. Il maltempo che ha lasciato a casa gli italiani ha anche colpito con temporali, bombe d’acqua e grandine le coltivazioni agricole spesso prossime alla raccolta rovinando il lavoro di un intero anno di molte aziende agricole con effettianche sull’occupazione stagionale. Oltre al danno la beffa di una stagione piovosa che ha fatto crollare i consumi di frutta e verdura alimentando unaspirale negativa tra consumi e deflazione che sta mettendo a rischio le imprese e la salute dei consumatori. Gli effetti si fanno sentire anche sulla produzione agricola con i prezzi che all’inizio di luglio, secondo l’Ismea, si sono attestati mediamente sui 43 centesimi al chilo, perdendo oltre il 34% rispetto allo stesso periodo del 2013, mentre va ancor peggio per i prezzi all'origine delle nettarine, scesi mediamente a 0,46 euro al chilo con riduzioni anche del 40 per cento rispetto al valore di luglio dello scorso anno. E la situazione è peggiorata e si è estesa ad altre coltivazioni come le susine, i meloni ed i cocomeri con quotazioni che - denuncia la Coldiretti - non consentono neanche di coprire i costi di raccolta. Gli agricoltori della Coldiretti sono impegnati in una mobilitazione nei confronti dei consumatori per uscire da questa situazione insostenibile e dare a tutti lapossibilità di consumare la componente più importante della dieta estiva degli italiani, in un Paese come l’Italia che è leader europeo nella produzione. Sul piano istituzionale la Coldiretti presenterà al Governo una serie di proposte per interventi che diano al settore migliori prospettive per il futuro: una corretta riconversione varietale; il coordinamento unico per l’immissione del prodotto sul mercato; la regolamentazione del sistema degli sconti e delle vendite sottocosto nella grande distribuzione organizzata; la regolamentazione sul commercio in materia di confezionamento che riduca i costi evitando il moltiplicarsi di formule diverse; lo sviluppo di fondi mutualistici per affrontare le situazioni eccezionali; la progettazione di nuove forme assicurative multirischio che comprendano le situazioni di crisi; l’esclusione della frutta più facilmente deperibile dal sistema del libero servizio nella Grande distribuzione organizzata (Gdo), maggiori controlli sul rispetto delle norme di commercializzazione e sui prodotti diimportazione, troppo frequentemente spacciati per italiani. Per l’immediato, al fine di dare maggiore soddisfazione a chi produce la buona frutta e rilanciare i consumi di più alta qualità e far ripartire mercato e prezzi negli ultimi 60 giorni di campagna, Coldiretti sostiene la richiesta che il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, ha fatto alla Commissione Ue per l’utilizzo di quanto previsto dal Regolamento comunitario 1308/2013 (Ocm Unica), con un intervento straordinario per la frutta estiva (pesche e nettarine, angurie,meloni, ecc.) che riguardi sia soci sia non soci di organizzazioni ortofrutticole.

lunedì 14 luglio 2014

COLDIRETTI: AL VIA “OPERAZIONE FRUTTA FRESCA SULLE SPIAGGE DELLA RIVIERA”. PESCA D’AMARE PER RILANCIO CONSUMI

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Coldiretti lancia le proposte al Governo per sostenere le imprese in difficoltà a causa del prezzo delle pesche in campagna, cinque volte più basso del prezzo di una tazzina di caffè. In tutte le località balneari della regione promozione del consumo di frutta fresca, frenato dal maltempo. In preparazione le iniziative anche sui lidi di Comacchio.

Pronta a partire l’operazione “Pesca d’aMare”, la campagna Coldiretti per promuovere sulla Riviera i consumi di frutta che migliaia di agricoltori stanno raccogliendo nei campi dell’entroterra romagnolo, appena alle spalle della spiagge. L’iniziativa, presentata oggi a Bologna in una conferenza stampa di Coldiretti Emilia Romagna, vuole invertire la tendenza che ha caratterizzato il mercato della frutta estiva, condizionato da un andamento climatico anomalo che ha portato alla sovrapposizione della maturazione di prodotti, che normalmenteavvengono in tempi diversi, e che ha determinato un eccesso di offerta, mentre al contrario i consumi sono risultati in calo a causa delle temperature più basse della media, che non invogliano a consumare la fresca frutta estiva. La campagna – informa Coldiretti regionale – ha già preso il via con il lancio pubblicitario sui mezzi di comunicazione (giornali e radio) e si concretizzerà nelle prossime settimane in collaborazione con i titolari degli stabilimenti balneari delle principali località turistiche (alcuni dei quali presenti oggi alla conferenza stampa) dove Coldiretti regionale farà affluire pesche e nettarine da distribuire al popolo delle vacanze per invitare a consumare la frutta del territorio. Dalprossimo week end, i turisti troveranno negli stabilimenti balneari aderenti centinaia di quintali di pesche appena raccolte. L’operazione culminerà in un vero e proprio sbarco di pesche e nettarine che avverrà sabato 26 e domenica 27 luglio, in occasione delle festività della Madonna del Mare, quando la “Saviolina”, il più antico lancione navigante in Adriatico, tradizionale mezzo da pesca degli uomini di mare delle coste romagnole, di proprietà oggi del Club Nautico di Riccione, sbarcherà sulle spiagge della Riviera cassette di pesche e nettarine. Le manifestazioni della campagna si concretizzeranno già a partire da Bologna, quando la sera del 22 luglio Coldiretti organizza a villa Due Torri (via del Gomito 30) la serata dei profumi e dei sapori, durante la quale, in un tripudio di sculture di frutta realizzate dallo chef/pasticciere/scultore Mirko Gadignani verrà distribuita alla cittadinanza frutta fresca di cui sarà testimonial Andrea Minguzzi, imolese, medaglia d’oro alle olimpiadi di lotta greco-romana, intervenuto oggi alla conferenza stampa. L’obiettivo di Coldiretti è invertire la tendenza in atto, per cui ai produttori viene riconosciuto un prezzo di solo 20 centesimi al chilogrammo. “Si tratta di un prezzo assolutamente insufficiente a ripagare i costi di produzione – commenta il presidente regionale di Coldiretti, Mauro Tonello – e che per di piùrappresenta una beffa non solo per chi produce, ma anche per chi consuma che si trova spesso a pagare un prezzo decuplicato. Pesche e nettarine vengono pagate meno di quattordici anni fa. Nella campagna del lontano 2001, primo anno diapplicazione dell’Euro, l’Osservatorio Agroalimentare di Regione e Unioncamere dell’Emilia Romagna avevano rilevato un prezzo medio di 40 centesimi al chilo, il doppio dei 20 centesimi che i produttori ottengono oggi. Si tratta di unprezzo – rileva Tonello – scandaloso se paragonato ai prezzi di alcuni prodotti di uso corrente: ci vogliono 5,5 Kg di pesche per una tazzina di caffè, 20 Kg per un bitter, 49 Kg per una crema abbronzante”. Nel frattempo Coldiretti presenterà al Governo una serie di proposte per interventi che diano al settore migliori prospettive per il futuro. In particolare Coldiretti chiederà unacorretta riconversione varietale; il coordinamento unico per l’immissione del prodotto sul mercato; la regolamentazione del sistema degli sconti e delle vendite sottocosto nella grande distribuzione organizzata; la regolamentazione sul commercio in materia di confezionamento che riduca i costi evitando il moltiplicarsi di formule diverse; lo sviluppo di fondi mutualistici per affrontare le situazioni eccezionali; la progettazione di nuove forme assicurative multirischio che comprendano le situazioni di crisi; l’esclusione della frutta più facilmente deperibile dal sistema del libero servizio nella Gdo. Per l’immediato, al fine di dare maggiore soddisfazione a chi produce la buona frutta romagnola e rilanciare i consumi di più alta qualità e far ripartire mercato e prezzi negli ultimi 60 giorni di campagna, Coldiretti propone che il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, chieda (in accordo con altri Paesi) alla Commissione Ue l’utilizzo di quanto previsto dal Regolamento comunitario 1308/2013 (Ocm Unica) per un ritiro straordinario di frutta estiva (pesche e nettarine, angurie, meloni, etc.) per due settimane, che riguardi sia soci sia non soci di organizzazioni ortofrutticole. “Anche sul territorio ferrarese – aggiunge Sergio Gulinelli, presidente di Coldiretti Ferrara – stiamo studiando le iniziative per promuovere il consumo di pesche e nettarine che vengono prodotte proprio a pochi kilometri dal mare, e che rappresentano un tipico prodotto estivo, salutare e gustoso. Nei prossimi giorni saranno comunicati gli eventi che si svolgeranno a Ferrara e sui Lidi Comacchiesi a sostegno di questa iniziativa”.

giovedì 31 ottobre 2013

INFLAZIONE, CONFAGRICOLTURA: DIMINUISCE IL PREZZO DI FRUTTA E VERDURA NEL CARRELLO DELLA SPESA. LA SITUAZIONE DELLE IMPRESE DEL PRIMARIO PERÒ È MOLTO CRITICA

Fonte: Confagricoltura

“Il sensibile calo dei prezzi al consumo della frutta (-3,5%; +0,9% su base annua) e della verdura (-1,5%, -6,8% in termini tendenziali) contribuisce a raffreddare il costo della vita. I prezzi al consumo, nel loro complesso, registrano una diminuzione congiunturale dello 0,3% e un aumento dello 0,7% su base annua, in rallentamento rispetto alla dinamica rilevata a settembre (+0,9%)”. Lo sottolinea Confagricoltura analizzando i dati provvisori dell’inflazione ad ottobre dell’Istat. “A monte c’è la marcata flessione delle quotazioni all’origine che stanno sopportando i prodotti delle campagne – osserva Confagricoltura – Ad agosto, rispetto a luglio, secondo i dati Ismea, si è avuta la diminuzione di oltre il 19% dei prezzi di frutta e verdura”. “Le imprese continuano a dover fronteggiare – conclude Confagricoltura - una situazione estremamente difficile, con cali di redditività critici per la tenuta del sistema e con ripercussioni anche sull’occupazione”.

venerdì 25 ottobre 2013

ISTAT, CONFAGRICOLTURA: “LE FAMIGLIE SPENDONO SOLO PER CIBO DI MEDIA QUALITÀ E CELLULARI”

Fonte: Confagricoltura

“I dati sulle vendite al dettaglio dei primi otto mesi dell’anno (gennaio-agosto), diffusi da Istat, sono un preciso segnale del profondo disagio che avvertono le famiglie, che tendono a risparmiare, stando attenti più a far quadrare i conti che alla qualità. Lo dimostra la scelta della spesa alimentare a basso costo presso i discount”. Lo sottolinea Confagricoltura facendo presente che, negli otto mesi dell’anno in corso, le vendite al dettaglio sono in diminuzione in tutte le tipologie di esercizi tranne che per i discount di alimentari (+1,4%). “Il consumatore – prosegue Confagricoltura - spende solo per i beni di cui non può fare a meno, il cibo (ma non puntando sulla qualità top) ed il cellulare. Per tutto il resto, compreso la spesa farmaceutica, tende a risparmiare” Negli otto mesi – analizza Confagricoltura - le vendite di alimenti sono diminuite dell’ 1,2%, ma ad agosto 2013 (rispetto agosto 2012) si conferma una positiva inversione di tendenza. Gli aumenti più sostenuti si sono avuti proprio per alimentari (+1%) e per informatica-telefonia-telecomunicazioni (+1,8%). “La situazione delle vendite – conclude Confagricoltura - pone in gravi difficoltà le imprese agricole e conferma la validità degli sforzi di internazionalizzazione che pongono in essere; con l’agroalimentare che ora fa da traino a tutto il made in Italy”.

martedì 27 agosto 2013

A GIUGNO LE FAMIGLIE ITALIANE HANNO SPESO 1,4 MILIARDI DI EURO PER FRUTTA E VERDURA

Fonte: Ufficio Stampa Macfrut

Secondo l’Osservatorio dei Consumi ortofrutticoli delle famiglie italiane di MACFRUT, nel mese di giugno 2013 i nuclei familiari del Belpaese hanno speso oltre 1,4 miliardi di Euro per frutta, verdura fresche e ortaggi surgelati, pari a 742.020 tonnellate. Per l’esattezza, 781,3 milioni di Euro per verdura fresca, 635,2 per frutta fresca e 59,8 per ortaggi surgelati. E’ la maggior quantità di soldi spesi –mensilmente- rispetto ai mesi precedenti: si consideri che a maggio per la frutta fresca le famiglie spesero 509 milioni di Euro e ad aprile per la sola verdura (fresca) si toccò appena 616,5 milioni di Euro. «Queste sole cifre –spiega Domenico Scarpellini, Presidente di Macfrut- fanno comprendere la rilevanza dell’Osservatorio che, mensilmente, ci fornisce l’andamento dei consumi sia rispetto ai mesi precedenti che allo stesso periodo dell’anno prima. E’ uno strumento –prosegue Scarpellini- che abbiamo voluto condividere con espositori ed operatori e lo stiamo facendo da oltre un decennio, perché siamo consapevoli che una rassegna non deve essere solo vetrina e luogo di business, ma deve fornire elementi di conoscenza dei mercati e strumenti per affrontare le prospettive del settore». Per esempio, l’Osservatorio di Macfrut –redatto da GFK- permette di registrare che il mercato della frutta fresca presenta a giugno 2013 un calo nel numero delle famiglie acquirenti (su giugno 2012), pari al -3,3%, mentre il volume si riduce del 3,4%, e il valore rimane stabile. (NB - I dati annuali, verranno resi noti in occasione di Macfrut 2013, Cesena 25-27 settembre). L’Osservatorio contiene anche i dati sui canali di acquisto e si nota come anche a giugno prosegua l’ascesa dei Discount, la cui quota –per la frutta- cresce sia a volume (+2,4%), che a valore (+8,5%). Oppure con L’Osservatorio si possono notare le oscillazioni stagionali negli acquisti. Nel trimestre aprile-giugno le arance consumate dalle famiglie italiane sono calate da 86.200 tonnellate a meno di 40mila a giugno, con le mele che sono rimaste pressoché stabili (74.900 tons in aprile e 72.300 in giugno) come le fragole (da 18mila di aprile a 17.900 di giugno). Da considerare un incremento dell’acquisto di banane che a fronte delle 38.700 tons di aprile fanno registrare 45.700 tons in giugno. Per quanto riguarda l’andamento della verdura fresca, l’Osservatorio di Macfrut registra che a giugno 2013 si perde sia a volume (-2,2%), che valore (-0,8%), scende lievemente anche il numero delle famiglie acquirenti, -0,8%, sempre rispetto a maggio 2012. Nelle fonti o canali d’acquisto continua ad aumentare la quota del Discount, che cresce a due cifre sia a volume che a valore. Anche Iper+Super fanno segnare un segno più (+9,6% sia per volume che per valore), in calo, invece, la quota del Fruttivendolo, che fa segnare un -6,1% a volume e un -8,4% a valore. Ancora un paio di curiosità tratte dall’Osservatorio: nel trimestre aprile giugno 2013 le quantità di carciofi sono diminuite dalle 12.900 tonnellate di aprile alle 3.000 di giugno, mentre le patate sono rimaste stabili: 50.000 tons ad aprile e 49.300 a giugno, a differenza dei pomodori che sono passati dalle 64.400 tonnellate di maggio a 68.100 in giugno.

mercoledì 10 luglio 2013

LA CRISI “SPINGE” IL DISCOUNT

Fonte: Ufficio Stampa Macfrut

Il report di maggio 2013 dell’Osservatorio dei Consumi ortofrutticoli delle famiglie italiane di MACFRUT contiene una buona notizia per gli acquirenti: rispetto a maggio 2012 il prezzo medio dei prodotti ortofrutticoli al banco è diminuito del -1,4%. «L’Osservatorio –spiega Domenico Scarpellini, Presidente di Cesena Fiera- è un servizio che Macfrut ha attivato da anni e che consente a produttori, operatori e distribuzione di conoscere mese per mese l’andamento della spesa degli oltre 24 milioni di nuclei familiari, di cui oltre 6 sono single». Durante Macfrut (quest’anno si tiene a Cesena dal 25 al 27 settembre) vengono forniti i dati annuali. Ritornando al report di maggio –redatto da Eurisko GFK per Macfrut- si nota che la crisi e la minor propensione alla spesa incrementano gli acquisti di frutta fresca nei discount che realizzano un +16,3% in quantità su maggio 2012 e un +13,8 in valore, sempre sullo stesso mese dell’anno scorso. Anche il tradizionale negozio del fruttivendolo ha un leggero aumento con un +1,8% in volume su maggio 2012. Da segnalare che in volume il canale di vendita iper e super presentano a maggio un calo del -2,1% su maggio 2012, pur mantenendo la medesima quota in valore. Per comprendere meglio la funzione dell’Osservatorio di Macfrut si può sottolineare che le mele a maggio segnano un -5,8% sul 2012, mentre banane e fragole, crescono a volume (+3,9% e +5,0%), presentando però un calo nel valore (rispettivamente -4,1% e -4,3%), dovuto alla diminuzione del prezzo medio (-7,7% per le banane e -8,9% per le fragole). Anche sul fronte della verdura fresca la spesa al discount aumenta del +12.1% in quantità e del 15% in valore, sempre su maggio 2012. Per i surgelati c’è, invece, un incremento del segmento iper e super con un +5,9% in volume di acquisti (su maggio 2012). Infine, va notato come a maggio 2013 il numero delle famiglie acquirenti di frutta fresca è calato del -3,7, mentre per la verdura del -0,6% e questo sicuramente significa una diversa composizione della spesa su cui analisti ed esperti dovranno riflettere e i cui risultati si avranno a Macfrut.

lunedì 17 giugno 2013

COLDIRETTI, DAL “DECRETO FARE” UN AIUTO AL FLOROVIVAISMO MADE IN ITALY

Fonte: Coldiretti Ferrara

Con il taglio, a partire dal 1 agosto 2013 e sino al 31 dicembre 2015,delle accise sul gasolio per le coltivazioni in serra si dà respiro ad un settore particolarmente colpito dalla crisi. Salvaguardati gli operatori "professionali” che si impegnino alla riduzione dei consumi.

Il taglio dell’accisa sul gasolio salva dall’estinzione un settore da primato del Made in Italy in Europa con oltre 30mila di serre posizionate in tutta Italia (quasi mille quelle dei soci di Coldiretti in Emilia-Romagna e una cinquantina quelle degli associati di Coldiretti Ferrara) che producono fiori e piante ornamentali e ortaggi. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente le disposizioni contenute nel decreto legge per il rilancio economico del Paese approvate in Consiglio dei ministri su indicazione del Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo. “Siamo molto soddisfatti perché dopo anni di richieste disattese, arriva il provvedimento che darà un significativo respiro ad un settore particolarmente toccato dalla crisi” afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “sul piano politico è decisamente positiva la conferma di orientare le poche risorse disponibili a soggetti professionali che lavorano e vivono di agricoltura, che l’Italia sta anche sostenendo anche a livello comunitario. L’esenzione dell’accisa sul gasolio è fondamentale - spiega la Coldiretti - per la competitività delle imprese italiane che si devono confrontare sul mercato con partner comunitari per iquali il costo dell’energia è inferiore e dove vengono erogate agevolazioni per abbattere il costo delle fonti energetiche, per non parlare dei paesi extracomunitari favoriti da un clima più caldo, che praticano dumping sociale e che spesso utilizzano pratiche di coltivazione bandite dall’Unione Europea. La nuova norma - sottolinea la Coldiretti – prevede che “l’accisa sul gasolio per il riscaldamento delle coltivazioni sotto serra, cui attualmente si applica la stessa accisa prevista per tutti i prodotti petroliferi destinati agli usi agricoli, pari al 22 per cento dell'accisa ordinaria, viene ridotta a 25 euro per mille litri, a condizione che i richiedenti siano serricoltori per i quali l’attività imprenditoriale agricola costituisce l’esclusivo o comunque il prevalente fattore produttivo, cioè coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale. La disposizione, che decorrerà dal 1° agosto 2013 e fino al 31 dicembre 2015, intende dare una risposta concreta alla perdita di competitività del settore florovivaistico ed orticolo a causa da un lato, del venir meno delle disposizioni che prevedevano l’esenzione dall’accisa per il gasolio destinato alle serre e, dall’altro, dai continui aumenti dei prezzi dei carburanti con un aggravio dei costi di produzione insostenibili. Il livello di imposizione agevolato sarà applicato sul gasolio per la serricoltura a condizione che le imprese beneficiarie si obblighino a ridurne il consumo, dando così un fattivo contributo al raggiungimento di una maggiore tutela ambientale. “ Si tratta di un intervento opportuno, che viene sia pure parzialmente incontro alle problematiche che le aziende florovivaistiche hanno manifestato nelle scorse settimane – puntualizza il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli – a fronte dell’anomalo andamento climatico che ha interessato nella nostra provincia anche questo tipo di imprese. Oltre alla consistenteriduzione delle vendite per i fiori, hanno subito un rallentamento anche quelle di piantine orticole per gli agricoltori, alle prese con continui rinvii a causa delle piogge e delle basse temperature dei mesi scorsi. Ciò ha anche determinato uno sfasamento produttivo tra le ordinarie commesse di piante per le colture a pieno campo ed anche per i fiori e le piante ornamentali, con aumento di costi, di magazzino invenduto, di problemi nella programmazione delle nuove produzioni per l’autunno. Quindi – conclude Gulinelli – ben venga un provvedimento che riduca un po’ i costi, ma avremo bisogno di ben altro per evitare danni pesanti e problemi a questo tipo di produzioni e di imprese; a questo proposito si stanno valutando possibili interventi più specifici chevedremo nelle prossime settimane, connessi all’andamento climatico dei primi mesi del 2013”.

sabato 15 giugno 2013

COLDIRETTI, CRISI TAGLIA I CONSUMI. RIDUZIONE ANCHE PER I PRODOTTI DOP E IGP, MENTRE CONTINUANO GLI INGANNI DEL FALSO MADE IN ITALY ANCHE IN EUROPA

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Riduzioni importanti nei consumi dei prodotti a denominazione d’origine in Italia, ma la concorrenza sleale continua ad erodere reddito ai produttori ed inganna i consumatori.

Si riduce il consumo di prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) in Italia dove si registra uncrollo degli acquisti che varia dal -6,8 per cento per il parmigiano reggiano al -5,3 per cento per il grana padano per effetto della crisi, ma soprattutto della concorrenza sleale dei prodotti di imitazione low cost. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Symphony Iri relativi al primo quadrimestre del 2013 in occasione della presentazione dell’Atlante Qualivita. Le importazioni italiane di formaggi duri di latte bovino non Dop, assimilabili a dei similgrana, sono aumente dell’88 per cento in dieci anni e hanno raggiunto – sottolinea la Coldiretti - i 27,3 milioni di chili nel 2012. I similgrana - rileva la Coldiretti - sono arrivati in Italia soprattutto dall’Europa a partire dalla Germania (8,3 milioni di chili) e dalla Repubblica Ceca (8,1 milioni di chili) anche se in forte crescita risulta essere l’Ungheria dalla quale sono giunti ben 2,7 milioni di chili, pari al 10 per cento del totale delle importazioni. Si tratta di formaggi di diversa origine e qualità che non devono rispettare i rigidi disciplinari di produzione approvati dall’Unione Europea per i formaggi Dop. Il rischio è che vengano scambiati dai consumatori come prodotti Made in Italy perché vengono spesso utilizzati nomi, immagini e forme che richiamano all’italianità, ma anche perché appare il bollo Ce con la “IT” di Italia se il formaggio viene semplicemente confezionato in Italia. Un problema analogo - continua la Coldiretti - riguarda i prosciutti che in quattro casi su cinque tra quelli venduti in Italia provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania, Spagna senza che questo venga chiaramente indicato in etichetta e con l'uso di indicazioni fuorvianti come “nostrano” che ingannano il consumatore sulla reale origine. Il problema riguarda sia il prosciutto crudo che quello cotto, per il quale si stima la provenienza straniera del coscio in una percentuale superiore al 90 per cento. Le caratteristiche di questi prodotti sono profondamente diversi da quelli a denominazione di origine come il Parma e il San Daniele che sono ottenuti da allevamenti italiani regolamentati sulla base di rigidi disciplinari di produzione approvati dall’Unione Europea. Nell’Unione Europea è peraltro possibile acquistare pseudo vino ottenuto da polveri miracolose contenute in wine-kit che – sostiene la Coldiretti - promettono in pochi giorni di ottenere le etichette piu’ prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Verdicchio, Lambrusco o Montepulciano. E’ sconvolgente che anche in Europa siano stati addirittura aperti degli stabilimenti di lavorazione come in Svezia dove opera una fabbrica a Lindome, vicino a Goteborg, che produce e distribuisce in tutto il continente, e del tutto indisturbata, oltre 140mila wine kit all’anno dai quali si ottengono circa 4,2 milioni di bottiglie. I wine kit della società Vinland - conclude la Coldiretti vengono venduti con i marchi Cantina e Doc’s che fanno esplicito riferimento alla produzione italiana, ma anche ad un marchio di qualità tutelato dall’Unione Europea, e promettono in soli 5 giorni di ottenere in casa imitazioni dei vini italiani più noti per i quali vengono addirittura fornite le etichette da apporre sulle bottiglie.

martedì 21 maggio 2013

COLDIRETTI: CON AUMENTO IVA CONSUMI K0. VENDITE GIA’ CROLLATE DEL 3,8%. SCONGIURARE NUOVO AUMENTO DELL’ALIQUOTA DA LUGLIO

Fonte: Coldiretti Ferrara  

All’auditorium della musica di Roma, all’Assemblea nazionale di Giovani Impresa Coldiretti, il Presidente Marini lancia l’allarme.

Occorre scongiurare l’aumento dell’aliquota Iva previsto per il primo di luglio 2013 per evitare ulteriori effetti depressivi sulle vendite che al dettaglio sono già crollate del 3,8 per cento nel primo bimestre dell’anno, con un calo del 2,9 per cento per gli alimentari e del 4,3 per cento per i non alimentari. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, all’Assemblea di Giovani Impresa Coldiretti, in riferimento alle dichiarazioni del sottosegretario all'Economia, Pierpaolo Baretta, secondo il quale il Governo avrà “un mese complicato per trovare le risorse che consentano di evitare l'aumento dell'Imposta di valore aggiunto. L'aumento dell’Iva ordinaria dal 21% al 22% scatterà dal primo luglio per alcuni prodotti di base come il vino che - conclude la Coldiretti - deve già fronteggiare un drammatico calo degli acquisti familiari che sono scesi del 7 per cento nel primo trimestre del 2013 dove aver raggiunto nel 2012 il livello di consumi interni piu’ bassodall’Unità d’Italia a 22,6 milioni gli ettolitri nel 2012.

martedì 19 marzo 2013

CROLLANO I CONSUMI DI FRUTTA E VERDURA: I RISULTATI PEGGIORI DI SEMPRE (DAL REPORT 2012 DI CSO)

Fonte: Cso - Centro Servizi Ortofrutticoli

Il report annuale sugli acquisti di ortofrutta domestica delle famiglie italiane, elaborato da CSO su rilevazioni GFK, evidenzia un dato estremamente preoccupante: dieci anni fa si acquistavano in totale 417 Kg annui di ortofrutta per famiglia ed oggi siamo a 331 kg. 86 Kg in meno per nucleo famigliare, una tendenza pericolosa anche per la salute, se si considera che, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, lo scarso consumo di frutta e verdura è una delle prime cause di malattia in Occidente. Nel 2012 i consumi domestici delle famiglie italiane sono stati pari a 8 milioni di tonnellate, inferiori del 2% rispetto all’anno precedente e paragonabili a quelli del 2005, anno nel quale si registrò il minimo assoluto. Il comparto frutticolo è quello che maggiormente incide in questo ribasso (-2,3% con 4.3 milioni di tonnellate); gli ortaggi, anch’essi in calo, contengono le perdite (-1,6% a 3,7 milioni di tonnellate). Nel dettaglio delle singole specie frutticole si evidenzia un calo abbastanza generalizzato, variabile dal -4% al -1%; fanno eccezione solo fragole, in lieve ripresa e prugne e pompelmi, stabili. Se dal 2006 al 2011 i consumi di ortofrutta tutto sommato risultavano abbastanza stabili, variabili attorno a 8.2 milioni di tonnellate, il segno negativo del 2012 rappresenta, senza dubbio, la mancata ripresa e un ritorno al periodo più buio. La frutta, in particolare, scende a livelli mai toccati negli ultimi 10 anni; gli ortaggi, invece, mantengono un livello di poco al di sotto della media del decennio. Se si confrontano gli acquisti del 2012 delle singole specie con quelli di dieci anni prima emergono delle differenze sostanziali fra di esse. Mele, pere e arance calano tutte del 15%; l'uva da tavola registra un -18%, i mandarini -30%. Abbastanza stabili le pesche mentre risultano in crescita le nettarine (+11%), crescono le clementine (+15%) e i kiwi (+36%) anche se nell'ultimo anno si registra una lieve frenata. Stabili le albicocche, in crescita importante i meloni (+19%) e le susine (+17%). In fortissima crescita (+ 102%) la frutta esotica (ananas + altra frutta esotica). Per quanto riguarda gli acquisti di verdure sempre nel lungo periodo si evidenzia il crollo di patate (-14%), pomodori (-19%), carote (-10%), cipolle (-30%), melanzane (-10%), carciofi (-61%), bietole e fagiolini con cali a due cifre. Interessante, al contrario, la crescita delle insalate (+12%) e dei radicchi, in forte incremento i cetrioli (+31%), asparagi (+13%), fagioli (+69%) e piselli (+16%). Va evidenziato che il prezzo medio di acquisto di frutta e verdura per famiglia nel 2012 è stato pari a 1,5 euro al giorno, un dato che certo non giustifica il calo dei consumi. La Grande Distribuzione Organizzata concentra il 57% dei volumi degli acquisti; perde quota il dettaglio tradizionale con i mercati rionali e ambulanti, mentre crescono i discount. E' interessante notare come Sud e Isole rappresentino oggi un'area in cui i consumi di ortofrutta sono ancora elevati e non erano mai scesi sotto i 3 milioni di tonnellate tranne nel 2012 con 2,9 milioni di tonnellate.

mercoledì 31 ottobre 2012

COLDIRETTI: PER HALLOWEEN -10% DI ZUCCHE, CON LA CRISI FINISCONO IN CUCINA



FONTE: COLDIRETTI

Per le difficoltà economiche il business della “notte delle streghe” scende a 300 milioni di euro (-15%) e le zucche finiscono nei cappellacci o nel risotto. Soprattutto quelle ferraresi, le violine e le delica, rinomate pergusto e compattezza.
   
Anche la zucca di halloween si adegua al tempo di crisi e dalle finestre e dai balconi sopra i quali viene esposta per celebrare, intagliata e spesso illuminata, la notte delle streghe finisce in padella per insaporire il risotto o per riempire i celebri tortelli. E’ quanto rileva la Coldiretti nel sottolineare che in Italia sono circa 13 milioni le persone che festeggiano la notte delle streghe per una spesa di circa 300 milioni di euro, il 15 per cento in meno rispetto allo scorso anno, tra zucche spettrali, teschi, scheletri, scherzetti o dolcetti.

In Italia - sottolinea la Coldiretti - quasi un chilo di zucca a testa viene consumato soprattutto inquesto periodo dell’anno per preparare gustosi banchetti, piuttosto che per decorare le case, anche se l'affermarsi della notte delle streghe ha aperto il nuovo “mercato” delle zucche intagliate con le quali si cimentano un numero crescente di italiani. Quest’anno la produzione di zucche Made in italy  è in flessione di un 10% rispetto allo scorso anno, in parte a causa delle avverse vicende climatiche, ma anche per i minori investimenti dovuti al prezzo poco interessante delle scorse annate. Il raccolto, comunque - informa la Coldiretti -  è di buona qualità e si dovrebbe attestare intorno ai 50milioni di chili, con prezzi in leggero aumento rispetto allo scorso anno, superiori all’euro per chilo di zucca al consumo.

In occasione dellatradizionale ricorrenza di halloween originaria del Nord America che si staaffermando anche in Italia dove la coltivazione nazionale di zucche copre complessivamente una superficie di circa duemila ettari di terreno localizzati sopratutto in Lombardia (Mantova, Cremona, Brescia), Emilia-Romagna (Ferrara), Veneto (Venezia) e Campania. Si tratta per la quasi totalità di prodotti destinati al consumo alimentare anche se cresce la coltivazione di varietà di zucche a scopi ornamentali o da “competizione” con esemplari che possono arrivare anche a 400 chili di peso. Accanto a varietà internazionali molti imprenditori agricoli in Italia - continua la Coldiretti - sono impegnati nella conservazione di quelle tradizionali come la zucca marina di Chioggia del Veneto, la zucca violina di Ferrara, la zucca di Castellazzo bormiola in Piemonte e la zucca lardaia di Siena. La zucca - sottolinea la Coldiretti - è uno dei prodotti più versatili della cucina italiana e può essere utilizzata sia per le preparazioni salate che per quelle dolci ma anche abbinata a pasta, carne, formaggi e torte. Le specialità alimentari a base di zucca infatti - spiega la Coldiretti - sono tantissime. Dai tortelli preparati scegliendo una zucca dolce, compatta e un po' farinosa da unire ad ingredienti speciali come mostarda, amaretti e cioccolata fondente, oppure ai nostri “cappellacci” ferraresi (i caplaz) dove la qualità della zucca (violina o delica) è fondamentale per la buona riuscita al pari della bravura della sfoglina, al risotto ormai apprezzato da nord a sud del paese ma anche la zucca fritta o al forno, la crostata di zucca, la torta di zucca e infine come leccornia i suoi semi tostati e salati (le tradizionali “brustoline” che ci accompagnavano nelle serate al cinema).

Per intagliare un’autentica zucca di halloween invece - suggerisce la Coldiretti - occorre innanzituttoscegliere una bella zucca dal peso compreso tra i cinque e i dieci chili, rotonda e senza imperfezioni perché, più liscia è la superficie, più facile è intagliarla. Con uno scalpello a forma di V poi bisogna tracciare le linee sul volto della zucca e con un coltello da cucina ben affilato e non troppo flessibile occorre scavare per intagliare i tratti del "volto" in modo da ricavare dei fori da dove fuoriesca la luce. Per inserire al suo interno una candela accesa è sufficiente scavare un buco sul fondo della zucca per ricavare una via d'entrata senza rovinare "l'opera d'arte". Per chi volesse conservare a lungo il ricordo della magica notte delle streghe - continua la Coldiretti - deve una volta alla settimana passare sulla parte esterna un po' di olio vegetale con un panno morbido e lasciarla in un luogo fresco e asciutto. Successivamente ogni 4-5 giorni immergerla in acqua fresca. In caso di aria particolarmente secca, in casa, di notte è consigliabile - conclude la Coldiretti - coprire la zucca con un panno umido.

giovedì 25 ottobre 2012

CONSUMI, CONFAGRICOLTURA: “LE FAMIGLIE DIMINUISCONO ANCHE LE SPESE OBBLIGATE, COME QUELLE PER IL CIBO”

Fonte: Confagricoltura

 “La crisi economica fa sentire i suoi effetti sulla spesa delle famiglie, che tendono a risparmiare rinunciando anche al cibo, e privilegiano per gli acquisti i discount. La situazione si va deteriorando e cresce la sfiducia”. Lo sottolinea Confagricoltura analizzando i dati diffusi oggi da Istat sulle vendite al dettaglio, e dal Censis-Confcommercio sul clima di fiducia e sulle aspettative delle famiglie. In base alle rilevazioni Istat – osserva Confagricoltura - le vendite degli alimentari nei primi otto mesi dell’anno non crescono, confermandosi anche ad agosto il clima recessivo. Per gli acquisti i consumatori privilegiano i discount alimentari (+1,7% negli otto mesi, in base ai dati Istat), a dimostrazione che, anche per le spese obbligate come quelle per gli alimenti si tende a risparmiare, spesso rinunciando alla qualità. Come rileva l’Osservatorio Censis-Confcommercio la situazione economica delle famiglie si va aggravando, con il Pil previsto in calo del 2,3% nel 2012 e dello 0,8% nel 2013, mentre aumenta la pressione fiscale su imprese e famiglie del 45,5%. “In questa situazione – conclude Confagricoltura - è inevitabile che i consumatori riducano drasticamente gli acquisti (-3,3% nel 2012, -0,9% nel 2013) e peggiori il clima di fiducia. Anche nelle campagne la situazione è estremamente difficile, con le imprese che non riescono a far quadrare i conti per la pressione fiscale ed i costi in crescita, in primo luogo per il gasolio”.

martedì 23 ottobre 2012

LEGGE STABILITÀ, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “L’AUMENTO DELL’IVA RIDURRA’ ULTERIORMENTE I CONSUMI GIA’ AL MINIMO STORICO”

Fonte: Confagricoltura

 “L’aumento dell’Iva previsto dalla legge Stabilità deprimerà ancor più i consumi e genererà problemi in modo particolare al settore agroalimentare dove si assiste, per la prima volta, ad una riduzione dei consumi di oltre il 6%. Un dato veramente preoccupante che non è controbilanciato dalla riduzione della pressione fiscale”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi in relazione alle osservazioni odierne del presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, secondo il quale l'incremento dell'Iva interesserà l'80% della spesa per i beni di consumo delle famiglie. “Giovannini – ha proseguito il presidente di Confagricoltura – ha evidenziato che la riduzione d'imposta media per famiglia, previsto dalla legge Stabilità, è di circa 240 euro. Troppo poco per generare una ripresa dei consumi. Viene da dire che il gioco non vale la candela. Converrebbe, forse, rimandare la riduzione fiscale a quando ce la potremo permettere, reintroducendo le agevolazioni che sono state abrogate”. “Non colgo segnali di ripresa a breve termine – ha concluso Mario Guidi - camminando tra la gente si percepisce ancora una gravissima difficoltà e soprattutto un timore, perché anche gli elementi introdotti dal disegno di legge di stabilità generano nella società civile dei dubbi, e il timore non è il veicolo giusto per una ripresa economica. Solo quando si riuscirà a ricreare un clima di fiducia si potrà parlare di ripresa”.

giovedì 20 settembre 2012

COLDIRETTI: LA CRISI SVUOTA IL CARRELLO DELLA SPESA. DA -7% LATTE A -5% OLIO

Fonte: Coldiretti Ferrara

“Fuga da Alca Tass”, i costi aggravano la crisi e crollano i consumi anche di alimentari.

La crisi svuota il carrello della spesa con il crollo degli acquisti di latte del 7 per cento e di olio del 5 per cento, ma anche di pesce (-4 per cento), carne di maiale e vino (-2 per cento), frutta, pasta e carne di manzo (-1 per cento). E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti su dati Ismea relativi al primo semestre 2012, in occasione della manifestazione ''2012: Fuga da AlcaTass'' con Coldiretti e consumatori (Codacons, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, Assoutenti, Confconsumatori, Codici, Associazione Consumatori Utenti, Altroconsumo, Comitas, Consumer Law), assieme davanti a Montecitorio, a Roma, per manifestare contro l’aumento dei costi burocratici e fiscali che aggravano la crisi e tagliano i consumi, dalla benzina ai generi alimentari. Costi – sottolinea Coldiretti - che hanno ridotto la capacità di acquisto dei cittadini con la spesa mensile per carburanti delle famiglie italiane che è stata pari a 120 euro e ha superato quella per l’acquisto di carne (110 euro), frutta e ortaggi (83 euro) o pane e cereali (79 euro). L’aumento vertiginoso dei costi – sottolinea la Coldiretti - ha scombussolato i budget delle famiglie, facendo crollare i consumi nonostante i prezzi degli alimentari abbiano fatto registrare una riduzione ad agosto dello 0,1 per cento rispetto al mese precedente, in controtendenza rispetto all’andamento generale dell’inflazione. D’altra parte con il nuovo record un litro di benzina viene a costare - continua la Coldiretti - come un chilo di pesche, ma il prezzo ha superato del 40 per cento il chilo di pasta e del 50 per cento il un litro di latte. Un rapporto di cambio che - conclude la Coldiretti - non è eticamente ed economicamente sostenibile e che mette a rischio la ripresa del paese.

LA CRISI SVUOTA IL CARRELLO DELLA SPESA:
www.agrestetv.it/documenti/COLDIRETTI_CARRELLOSPESA.doc


giovedì 5 luglio 2012

CONSUMI, CONFAGRICOLTURA: “PER RESISTERE ALLA CADUTA DEL MERCATO INTERNO L’AGROALIMENTARE DEVE PUNTARE SULL’EXPORT”

Fonte: Confagricoltura

 Il 35,8% delle famiglie nel 2011 ha diminuito la quantità e la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto al 2010. Lo sottolinea Confagricoltura analizzando il report Istat sui consumi delle famiglie nel 2011. “Siamo preoccupati perché la situazione in atto ha pesanti ricadute sul fatturato delle imprese agricole - osserva Confagricoltura -. Se si aggiunge che i circuiti di vendita privilegiati dai consumatori sono gli hard discount è facile anche prevedere come i margini di guadagno siano destinati ulteriormente a diminuire”. “Visto che la situazione dei consumi interni non offre spiragli di sensibile miglioramento a breve termine – rileva Confagricoltura – l’unica soluzione possibile per le imprese agricole nazionali è accentuare il processo di integrazione e di internazionalizzazione per riuscire a compensare, con l’export, la caduta del mercato nazionale. E’ chiaro però che, per aumentare la presenza all’estero, sono necessarie adeguate politiche di accompagnamento.