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lunedì 23 febbraio 2015

LA CONFERENZA STATO-REGIONI APPROVA NUOVO DM DI APPLICAZIONE DELLA PAC. AGRINSIEME DICE NO: “SI INTRODUCONO RESTRIZIONI A DECISIONI GIÀ PRESE”.

Fonte: Agrinsieme

La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al decreto ministeriale di applicazione dei pagamenti diretti Pac per il 2015. Il decreto doveva definire le norme applicative di quanto deciso dall’Italia e notificato a Bruxelles il 1° agosto 2014; in realtà su due aspetti fondamentali va al di là di questo e introduce in modo retroattivo delle forti restrizioni alle decisioni prese lo scorso anno. Infatti, sui premi accoppiati per il latte introduce il criterio secondo cui il pagamento accoppiato è destinato solo “ai produttori per i capi appartenenti ad allevamenti iscritti ai libri genealogici o nel Registro anagrafico e sottoposti ai controlli funzionali, che partoriscono nell’anno…”. Per Agrinsieme si tratta “di una restrizione inaccettabile che penalizza, gli allevamenti andando, tra l’altro, contro la logica dei regolamenti europei sui pagamenti accoppiati, che è quella di sostenere settori in difficoltà”. L’altra restrizione retroattiva, ad avviso del coordinamento tra Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative agroalimentari, riguarda “l’agricoltore attivo”: il DM prevede che tutte le partite Iva attivate “in campo agricolo” dopo il 1° agosto 2014 devono dimostrare di rispettare le condizioni dell’art.13 del Regolamento Ue 639/2014, cioè che l’attività agricola ‘non sia insignificante’”. “Questa nuova versione modifica in modo significativo – commenta Agrinsieme - i deliberati precedenti e crea pesanti oneri burocratici, perché comporta, per gli agricoltori che ricadono in questa condizione, la verifica dei ricavi agricoli ed extra agricoli. Peraltro, i criteri per definire che l’attività agricola sia ‘insignificante’ non sono del tutto definiti dai regolamenti comunitari e quindi permangono margini di incertezza”. Agrinsieme si oppone fortemente a queste misure e sta verificando la possibilità di un’azione in sede comunitaria su un provvedimento che appare “discriminatorio perché crea disuguaglianze tra ‘tipologie’ di agricoltori”.

venerdì 20 febbraio 2015

MIPAAF: CONFERENZA STATO-REGIONI APPROVA NUOVO DECRETO MINISTERIALE SU APPLICAZIONE NUOVA PAC

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che la Conferenza Stato Regioni ha approvato ieri il decreto che completa il quadro normativo nazionale di attuazione della riforma della Politica agricola comune fino al 2020 per i pagamenti diretti, che valgono per l’Italia circa 27 miliardi di euro totali. Il nuovo provvedimento modifica ed integra il decreto del 18 novembre 2014, completando le norme su attività agricola, agricoltore in attività, mantenimento delle superfici agricole, attività minima su quelle naturalmente mantenute, calcolo del valore dei diritti all’aiuto e alcuni adempimenti connessi al greening. “Con questo provvedimento – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – diamo certezze agli agricoltori in un passaggio delicato come quello dell’applicazione della nuova Pac. Non è la riforma che avremmo voluto, ma dobbiamo impiegare al meglio tutte le risorse che abbiamo a disposizione soprattutto per la tutela dei redditi degli agricoltori. Ora siamo al lavoro per semplificare: entro marzo vogliamo essere pronti con la prima domanda per gli aiuti precompilata online. Per 700mila aziende significherà rendere semplice come un click la dichiarazione per i fondi europei, tagliando il peso burocratico e restituendo tempo alle imprese”.

martedì 18 novembre 2014

VADEMECUM PER GLI AGRICOLTORI: TUTTE LE NOVITÀ RELATIVE AI PAGAMENTI DIRETTI PER LA PAC 2015 - 2020

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Sul sito internet del Ministero è stato pubblicato un vademecum per gli agricoltori in cui sono illustrate tutte le novità relative ai Pagamenti diretti che valgono per l'Italia circa 23 miliardi di euro nel periodo 2015-2020.

Qui tutte le slides: http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/8067

venerdì 22 novembre 2013

SARDEGNA, DE GIROLAMO: CHIESTO DI ACCELERARE PAGAMENTI ANTICIPI E SALDO AIUTI DIRETTI PAC AD AGRICOLTORI COLPITI DALL’ALLUVIONE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Come prima risposta concreta per gli agricoltori colpiti dalla drammatica alluvione in Sardegna, ho dato mandato ai miei uffici di procedere con ogni urgenza alla completa erogazione degli anticipi dei pagamenti diretti, nonché di velocizzare le procedure per il versamento dei relativi saldi di pagamento fin dal 1° dicembre prossimo. A queste misure seguiranno altre azioni, come l’attivazione del Fondo di solidarietà nazionale per le aziende agricole, dopo che sarà stata effettuata la stima dei danni. È fondamentale sostenere il comparto primario e la zootecnia sarda, che rappresentano una parte importante dell’economia di quelle terre”. Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, annuncia le prime azioni in favore degli agricoltori sardi colpiti dalla recente alluvione.

mercoledì 11 settembre 2013

PAGAMENTI DIRETTI, DE GIROLAMO: SODDISFAZIONE PER LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE DI ANTICIPARE CIRCA 2 MILIARDI DI EURO DI PAGAMENTI PER GLI AGRICOLTORI

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

"Questa decisione, che scaturisce dalle richieste di alcuni Stati Membri, in primis dell’Italia, consentirà di alleviare le difficoltà dei produttori agricoli, nel fronteggiare i gravi problemi di liquidità conseguenti, oltre che dalla situazione economica generale, anche dalle avversità climatiche che hanno colpito nei mesi recenti il settore”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, ha commentato la decisione, da parte del competente Comitato di gestione della Commissione europea, di erogare gli anticipi dei pagamenti diretti per il 2013. Il Comitato di gestione “pagamenti diretti”, infatti, ha approvato oggi il regolamento della Commissione che consente agli Stati membri di anticipare, a partire dal 16 ottobre p.v., fino al 50% dei pagamenti diretti dovuti per la domanda unica 2013. L’intera operazione è comunque vincolata al completamento della verifica del rispetto delle condizioni di ammissibilità all’aiuto, affinché sia garantita l’accuratezza della gestione finanziaria dei fondi europei. “Credo che questa decisione, che libera circa 2 miliardi di euro, riuscirà a consolidare la fiducia degli agricoltori e a sostenere una ripresa economica che molti indicatori ci segnalano ormai come imminente”.

lunedì 24 giugno 2013

IL MINISTRO DE GIROLAMO FINO A MARTEDÌ IN LUSSEMBURGO PER IL CONSIGLIO EUROPEO DEI MINISTRI DELL’AGRICOLTURA E PESCA

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

 Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, sarà in Lussemburgo fino a martedì 25 giugno per partecipare al Consiglio europeo dei Ministri dell’Agricoltura e della Pesca. Al centro dei lavori ci sarà la riforma della PAC, con lo scopo di raggiungere un accordo politico in merito alle Proposte di: regolamento orizzontale, Pagamenti Diretti, OCM unica e Sviluppo Rurale.

lunedì 27 maggio 2013

PAC, DE GIROLAMO: APPIATTIMENTO ECCESSIVO DEI PAGAMENTI PENALIZZEREBBE SETTORI AGRICOLI SPECIALIZZATI

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Sulla questione della convergenza interna sono convinta che la proposta del Consiglio e la controproposta del Parlamento europeo vadano nella giusta direzione. Per questo motivo chiediamo alla Commissione di tenerne conto. Credo che un appiattimento eccessivo dei pagamenti erogati ai nostri agricoltori, con l’obiettivo di pervenire a valori uniformi al 2019, penalizzerebbe settori specializzati e che hanno investito molto in termini strutturali e occupazionali”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, intervenendo a Dublino al Consiglio informale dei Ministri dell’agricoltura dell’Unione europea. “Sul tema dei pagamenti accoppiati – ha aggiunto il Ministro De Girolamo – ci troviamo davanti a una questione particolarmente delicata perché essi costituiscono un’opportunità di sostegno per questi settori che hanno problematiche specifiche, in determinate aree geografiche, e che sono prive di alternative produttive e occupazionali”. Il Ministro De Girolamo ha, inoltre, raccomandato sia al Parlamento, che alla Commissione che al Consiglio l’urgenza di un quadro normativo in materia di associazioni e interprofessioni. “È necessario un migliore quadro giuridico – ha spiegato – finalizzato al rafforzamento della figura dell’agricoltore e all’aggregazione dell’offerta” .

giovedì 13 settembre 2012

VENDEMMIA 2012, IN CALO LA QUANTITÀ, MA TIENE LA QUALITÀ. LE PERDITE MAGGIORI NEI TERRITORI COLLINARI E PER LE VARIETÀ PRECOCI.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione  

Rabboni: si annuncia una vendemmia con profili di interesse. Il Lambrusco si conferma leader dell'export tra i vini emiliano-romagnoli. Da Bruxelles l'accordo per il prolungamento a dopo il 2015 dei diritti di impianto, mentre per la prima volta anche i produttori di vino potranno usufruire dei pagamenti diretti.

Bologna - Cala la quantità, ma non la qualità, che si preannuncia decisamente buona specialmente per i rossi e le varietà a maturazione più tardiva. E’ questo il dato più significativo della vendemmia 2012, ormai in corso specialmente per i vini bianchi, su tutto il territorio regionale e che sconta gli effetti, per quanto riguarda rese dei mosti e quantità di uva raccolta, di un’estate caldissima e siccitosa, che è andata a sommarsi alle gelate tardive del mese di aprile. Tuttavia, se le quantità si preannunciano tra le più basse degli ultimi anni, la qualità non dovrebbe destare preoccupazioni, grazie a un mese di settembre decisamente più favorevole, sia sotto il profilo delle precipitazioni che delle temperature, mentre proprio le alte temperature e l’assenza di piogge estive hanno contribuito a una forte concentrazione zuccherina e a una totale assenza di parassiti e muffe. “Si annuncia una vendemmia che, al netto del calo di produzione, presenta profili interessanti, anche sotto il profilo dei prezzi – ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni che oggi a Sorbara (Mo) ha visitato la Cantina Paltrinieri– in particolare per il Lambrusco che conferma il suo ruolo di leader dell’export di vini emiliano-romagnoli. Questa fase positiva ha dietro il lavoro di rinnovamento commerciale e produttivo delle aziende, ma anche l’impegno della Regione. Dal 2007 a oggi le risorse pubbliche per il settore vitivinicolo sono state superiori ai 190 milioni di euro e sono andate essenzialmente al rinnovo dei vigneti, alla modernizzazione delle cantine e alla promozione. Oggi in Emilia-Romagna ci sono 4.300 ettari di nuovi vigneti, mentre ne sono stati estirpati 3 mila non più produttivi." Rabboni ha anche annunciato tre “buone notizie per il comparto vitivinicolo” in arrivo da Bruxelles nell’ambito della riforma della Pac. Si tratta della possibilità per i produttori di vino di usufruire per la prima volta dei pagamenti diretti; del raggiunto accordo sul “greening” che esonera i viticoltori dall’obbligo di destinare il 7% del loro territorio aziendale alle pratiche ambientali e dell’orientamento ormai prevalente tra i diversi stati di prorogare i diritti di impianto a dopo il 2015. Per il 2012 la produzione di vino in Emilia-Romagna dovrebbe attestarsi – secondo le stime di Assoenologi - intorno ai 6 milioni 130 mila ettolitri contro i 6 milioni 455 mila ettolitri del 2011. Una riduzione del 5%, che potrebbe raggiungere il 10% in Emilia. La situazione comunque non è omogenea sul territorio regionale. A subire gli effetti dell’anomalo andamento meteo-climatico sono stati infatti soprattutto i territori collinari, non serviti da impianti di irrigazione e le varietà più precoci raccolte già ad agosto. Decisamente migliore la situazione per i vigneti di pianura, soccorsi da adeguate irrigazioni, e per le varietà più tardive, che proprio in questi giorni possono completare regolarmente la maturazione, Lambrusco e Sangiovese in testa.

In crescita l’export del 15,8%. Il Lambrusco “re” dell’export emiliano-romagnolo. La Regione sostiene la proposta di disciplinare IGT “Emilia”
 Ammontano a oltre 7 milioni di euro le risorse stanziate nel 2012 dalla Regione Emilia-Romagna per sostenere la promozione sui mercati esteri e la vendita diretta dal produttore al consumatore. A fronte di un costante calo dei consumi interni, acuito anche dalla difficile congiuntura economica nazionale, l’export costituisce un canale fondamentale, in crescita anche nel 2011 del 15,8% (contro un dato nazionale del 12,4%) per un fatturato di oltre 306 milioni di euro. Tra i vini più apprezzati sui mercati esteri vi è sicuramente il Lambrusco che copre tra il 60 e il 70% in valore del totale delle esportazioni di vini regionali. Un dato di per sé indicativo del crescente successo di questo vino, che negli ultimi ha visto un notevole miglioramento qualitativo grazie al rinnovamento dei vigneti e all’innovazione tecnologica e che può vantare un ottimo rapporto-qualità prezzo. Oggi uno dei problemi del Lambrusco, a fronte di numerosi casi di contraffazione, è quello di garantire l'autenticità e la tipicità di un vino che deve derivare, almeno per l'85%, da uve della stessa Igt, compresa la fase di dolcificazione. Proprio per questo il Consorzio per la tutela vini dell’Emilia, con il forte sostegno della Regione Emilia-Romagna, ha rinnovato al Comitato nazionale vini, dopo una prima bocciatura, la proposta di disciplinare IGT “Emilia”, che prevede l’obbligo, da gennaio 2013, di produrre il Lambrusco IGT nelle Province dove sono prodotte le uve (ovvero tutto il territorio della Regione Emilia – Romagna con l’esclusione della Provincia di Rimini e le province lombarde di Mantova e Cremona). Una prima risposta è attesa per il 18 settembre quando si riunirà la Commissione tecnico normativa del Comitato nazionale.

La vendemmia 2012 in Emilia
In Provincia di Piacenza le uve destinate alle basi spumanti sono state raccolte con un leggero anticipo rispetto alla normalità. Le uve bianche in particolare hanno subito una perdita di peso, che si attesta, secondo le stime, intorno al 15%, dovuta esclusivamente al gran caldo che ha caratterizzato i mesi di luglio ed agosto. Più contenuto il calo previsto per le uve rosse – Barbera e Bonarda - che dovrebbero beneficiare delle migliori condizioni meteo climatiche di settembre. La vendemmia del 2012 è iniziata a Parma circa a metà agosto con le uve Chardonnay che hanno dato una resa in vigna buona, ma con rese basse alla spremitura per lo scarso contenuto di acqua provocato dal gran caldo. Rese in vigna basse (-20%) anche per Moscato e Sauvignon. In cantina la qualità è buona. Nel Reggiano per l’Ancellotta è previsto un calo produttivo del 15 - 20%, mentre per le uve Lambrusco si dovrebbero invece confermare i volumi della scorsa vendemmia. Per quanto attiene i vini bianchi di collina, sono già pressoché ultimate le operazioni di vendemmia per Spergola, Chardonnay e Pinot; si stima una riduzione della produzione di uva attorno al 20 – 25% rispetto al 2011 ed un calo della resa di trasformazione in vino del 5 - 8 %. Simile la situazione in provincia di Modena, con cali della produzione intorno al 5-10% ma con una qualità decisamente buona. La vendemmia del Pignoletto è praticamente terminata; le uve si presentano in buono stato in quanto la quasi totalità dei vigneti è dotata di impianti di irrigazione a goccia. Per i Lambruschi l’equilibrio dei costituenti appare ottimale per ottenere un vino ricco di profumi, grazie anche alle piogge di inizio settembre e al calo delle temperature che permetteranno un ottimale completamento della maturazione. Nel Bolognese si riferiscono cali quantitativi anche del 30-50%, con difficoltà particolari per le uve destinate alla spumantizzazione. Le piogge settembrine hanno dato sollievo ai vigneti e riequilibrato la situazione in particolare per i vigneti a bacca rossa.

In calo la superficie complessiva, ma aumenta quella media aziendale. In aumento le richieste per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti
Al 31 agosto 2012 erano presenti in regione 23.238 aziende con vigneti per una superficie complessiva di 51.652 ettari. Si tratta di un dato complessivamente in calo (nel 2010 la coltura della vite sfiorava i 56 mila ettari, nel 2000 i 60 mila) anche per gli incentivi all’ estirpazione dei vigneti concessi dalla UE. Va tuttavia notato che il settore presenta negli ultimi anni caratteristiche di grande dinamicità, con una spiccata propensione agli investimenti e all’ammodernamento aziendale. Significativo è ad esempio il fatto che la superficie media aziendale coltivata a vite sia in 10 anni (dal 2000 al 2010) passata da 1,35 a 2,21 ettari e che nel 2012 abbiano fatto registrare un significativo aumento le domande per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti: 989 in totale per una superficie interessata di 1.437 ettari e un contributo complessivo di oltre 12 milioni 250 mila euro. Risorse queste che sono andate pressoché integralmente a interventi per la meccanizzazione del vigneto in pianura. Dal 2009 la riconversione e la ristrutturazione dei vigneti ha interessato circa 4.335 ettari.



Le superfici vitate in Emilia Romagna: 
www.agrestetv.it/documenti/Le superfici vitate in Emilia.doc