Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Bologna - In arrivo nuove risorse per le aziende avicole dell’Emilia-Romagna colpite dagli effetti dell’influenza aviaria che ha interessato l’Emilia-Romagna tra il 14 agosto e il 5 settembre 2013. Si tratta di oltre 17 milioni di euro, ai quali ha dato il via libera la Conferenza Stato-Regioni di ieri.
Il decreto ministeriale (in attuazione del regolamento Ue 1071 del 2014) riguarda i cosiddetti danni indiretti, legati alla mancata movimentazione e dunque commercializzazione degli animali e delle uova, in seguito alle misure di tipo sanitario adottate sul territorio regionale per fronteggiare il virus H7N7. “Si tratta di un risultato importante e non scontato per il quale questa Regione si è impegnata con forza. Queste risorse – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - si aggiungono a quelle già interamente liquidate dalla Regione per i danni diretti: quasi 9 milioni 500 mila euro, che sono andati a 17 allevamenti delle province di Ravenna, Ferrara e Bologna nei quali, nei giorni dell’epidemia, furono abbattuti animali o distrutti uova e mangimi a causa delle presenza di un focolaio e in via preventiva”.
I 17 milioni 529 mila euro saranno interamente liquidati agli allevatori entro il 30 settembre 2015. Termini e modalità per la richiesta dell’indennizzo verranno a breve definiti da Agrea (l’ente pagatore della Regione Emilia-Romagna) attraverso una circolare. Sarà infatti proprio Agrea l’organismo cui dovrà essere inviata la domanda di indennizzo. Le risorse sono stanziate al 50% dello Stato e al 50% dalla Ue.
Potranno presentare domanda le imprese produttrici di uova da cova e pulcini; gli allevamenti di pollo, faraona, anatra, gallina ovaiola, pollastra, pulcino, tacchino; i centri di imballaggio delle uova. Gli indennizzi verranno concessi per i danni indiretti subiti nel periodo compreso tra il 14 agosto 2013 ( data di inizio dell’epidemia) e il 30 giugno del 2014, quando sono terminate le misure di limitazione della movimentazione. Oltre all’Emilia-Romagna il provvedimento interessa , sia pur in misura minore, il territorio della Regione Vento.
Visualizzazione post con etichetta influenza aviaria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta influenza aviaria. Mostra tutti i post
venerdì 19 dicembre 2014
giovedì 5 dicembre 2013
AVIARIA: AL VIA I RISARCIMENTI AGLI ALLEVAMENTI (IN PROVINCIA DI BOLOGNA, FERRARA E RAVENNA) CHE HANNO AVUTO ANIMALI, UOVA E MANGIMI DISTRUTTI. SI TRATTA COMPLESSIVAMENTE DI 9 MILIONI DI EURO.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Lusenti e Rabboni: un primo passo importante. I pagamenti dovrebbero concludersi entro la fine di dicembre. Continua il nostro impegno per ottenere anche il riconoscimento dei danni indiretti
Al via il pagamento degli indennizzi agli allevatori che a causa dell’epidemia di influenza aviaria hanno avuto animali abbattuti, così come uova e mangimi distrutti. I primi mandati di pagamento sono già partiti. Complessivamente si tratta di risorse per oltre 9 milioni di euro e i risarcimenti interessano sia le aziende in cui sono stati riscontrati focolai del virus, sia quelle in cui gli abbattimenti sono stati realizzato solo a scopo precauzionale, per arginare il contagio. “A circa due mesi dalla conclusione dell’emergenza – commentano gli assessori regionali alle politiche della salute Carlo Lusenti e all’agricoltura Tiberio Rabboni - gli uffici regionali competenti stanno lavorando a pieno ritmo per erogare i risarcimenti, che dovrebbero pertanto concludersi entro la fine di dicembre. Come ben sappiamo, l’epidemia di aviaria, oltre all’impatto sanitario, ha avuto gravi ricadute a livello economico. Si tratta di un primo passo importante per sostenere un settore produttivo così significativo, come quello avicolo. Contemporaneamente continua il nostro impegno nei confronti del Governo e della Ue per ottenere il riconoscimento anche dei danni indiretti”. E’ la Regione che in base alla normativa che regola tale tipo di risarcimenti, liquida agli allevatori le risorse, stanziate da Stato e Unione europea. Il calcolo dei danni diretti subiti dagli allevatori viene fatto sulla base dei listini ufficiali indicati dalle disposizioni in materia. Sono invece direttamente a carico del Servizio sanitario regionale i costi, intorno ai 5 milioni di euro, sostenuti dalle Aziende sanitarie per le operazioni di abbattimento e di disinfezione degli allevamenti. Le aziende che riceveranno gli indennizzi sono 19 e sono tutte concentrate tra Ravenna, Ferrare e Bologna. Particolarmente interessata l’area dell’Imolese con ben 10 allevamenti, cui andranno risorse per oltre 6 milioni di euro. Sei invece le aziende in provincia di Ravenna che riceveranno complessivamente 841 mila euro, mentre ai tre allevamenti in provincia di Ferrara andranno 2 milioni e 400 mila euro. Diverso e inevitabilmente più complesso l’iter per il riconoscimento dei cosiddetti danni indiretti, legati alla mancata movimentazione e dunque commercializzazione degli animali e delle uova, esito delle misure precauzionali adottate per contrastare la diffusione del virus H7N7. La stima di tali danni , tra cui il mancato reddito, emersa in seguito alla consultazione delle Associazioni di categoria si aggira intorno ai 15 milioni di euro. Ora tali dati devono essere valutati dal ministero delle Politiche agricole e poi inviati a Bruxelles, cui spetta l’ultima parola. In occasione della precedente epidemia di aviaria che ha colpito l’Emilia-Romagna nel 2006 anche tale tipo di danno ottenne un riconoscimento.
Lusenti e Rabboni: un primo passo importante. I pagamenti dovrebbero concludersi entro la fine di dicembre. Continua il nostro impegno per ottenere anche il riconoscimento dei danni indiretti
Al via il pagamento degli indennizzi agli allevatori che a causa dell’epidemia di influenza aviaria hanno avuto animali abbattuti, così come uova e mangimi distrutti. I primi mandati di pagamento sono già partiti. Complessivamente si tratta di risorse per oltre 9 milioni di euro e i risarcimenti interessano sia le aziende in cui sono stati riscontrati focolai del virus, sia quelle in cui gli abbattimenti sono stati realizzato solo a scopo precauzionale, per arginare il contagio. “A circa due mesi dalla conclusione dell’emergenza – commentano gli assessori regionali alle politiche della salute Carlo Lusenti e all’agricoltura Tiberio Rabboni - gli uffici regionali competenti stanno lavorando a pieno ritmo per erogare i risarcimenti, che dovrebbero pertanto concludersi entro la fine di dicembre. Come ben sappiamo, l’epidemia di aviaria, oltre all’impatto sanitario, ha avuto gravi ricadute a livello economico. Si tratta di un primo passo importante per sostenere un settore produttivo così significativo, come quello avicolo. Contemporaneamente continua il nostro impegno nei confronti del Governo e della Ue per ottenere il riconoscimento anche dei danni indiretti”. E’ la Regione che in base alla normativa che regola tale tipo di risarcimenti, liquida agli allevatori le risorse, stanziate da Stato e Unione europea. Il calcolo dei danni diretti subiti dagli allevatori viene fatto sulla base dei listini ufficiali indicati dalle disposizioni in materia. Sono invece direttamente a carico del Servizio sanitario regionale i costi, intorno ai 5 milioni di euro, sostenuti dalle Aziende sanitarie per le operazioni di abbattimento e di disinfezione degli allevamenti. Le aziende che riceveranno gli indennizzi sono 19 e sono tutte concentrate tra Ravenna, Ferrare e Bologna. Particolarmente interessata l’area dell’Imolese con ben 10 allevamenti, cui andranno risorse per oltre 6 milioni di euro. Sei invece le aziende in provincia di Ravenna che riceveranno complessivamente 841 mila euro, mentre ai tre allevamenti in provincia di Ferrara andranno 2 milioni e 400 mila euro. Diverso e inevitabilmente più complesso l’iter per il riconoscimento dei cosiddetti danni indiretti, legati alla mancata movimentazione e dunque commercializzazione degli animali e delle uova, esito delle misure precauzionali adottate per contrastare la diffusione del virus H7N7. La stima di tali danni , tra cui il mancato reddito, emersa in seguito alla consultazione delle Associazioni di categoria si aggira intorno ai 15 milioni di euro. Ora tali dati devono essere valutati dal ministero delle Politiche agricole e poi inviati a Bruxelles, cui spetta l’ultima parola. In occasione della precedente epidemia di aviaria che ha colpito l’Emilia-Romagna nel 2006 anche tale tipo di danno ottenne un riconoscimento.
mercoledì 11 settembre 2013
AVIARIA: POSITIVO UN TERZO LAVORATORE
Fonte: Regione Emilia - Romagna
http://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/primo-piano/aviaria-positivo-un-terzo-lavoratore
http://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/primo-piano/aviaria-positivo-un-terzo-lavoratore
venerdì 6 settembre 2013
AVIARIA, RABBONI CHIEDE AL MINISTRO DE GIROLAMO MISURE STRAORDINARIE A SOSTEGNO DEL COMPARTO AVICOLO REGIONALE.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Sospensione dei versamenti contributivi, previdenziali e fiscali, oltre che delle rate dei mutui bancari; corresponsione di un’indennità compensativa per il mancato reddito; contributi per il miglioramento degli standard di sicurezza sanitaria degli allevamenti e per la delocalizzazione dei centri di imballaggio delle uova. Sono queste le misure straordinarie a sostegno del comparto avicolo regionale, chieste dall’ assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni al ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo, accanto al riconoscimento della cassa integrazione ordinaria per i lavoratori dipendenti e di quella in deroga per gli avventizi. Le richieste sono contenute in una lettera che Rabboni ha consegnato personalmente al Ministro in occasione del convegno internazionale sul biologico al Sana oggi a Bologna. Nel testo l’Assessore regionale ricorda che misure analoghe furono già riconosciute all’Emilia-Romagna nel 2006 in occasione della precedente crisi dell’aviaria e chiede alla De Girolamo “una tempestiva valutazione delle proposte con i Ministri competenti e con il Presidente del Consiglio anche in funzione di uno specifico provvedimento da sottoporre al vaglio della Commissione europea”.
Sospensione dei versamenti contributivi, previdenziali e fiscali, oltre che delle rate dei mutui bancari; corresponsione di un’indennità compensativa per il mancato reddito; contributi per il miglioramento degli standard di sicurezza sanitaria degli allevamenti e per la delocalizzazione dei centri di imballaggio delle uova. Sono queste le misure straordinarie a sostegno del comparto avicolo regionale, chieste dall’ assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni al ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo, accanto al riconoscimento della cassa integrazione ordinaria per i lavoratori dipendenti e di quella in deroga per gli avventizi. Le richieste sono contenute in una lettera che Rabboni ha consegnato personalmente al Ministro in occasione del convegno internazionale sul biologico al Sana oggi a Bologna. Nel testo l’Assessore regionale ricorda che misure analoghe furono già riconosciute all’Emilia-Romagna nel 2006 in occasione della precedente crisi dell’aviaria e chiede alla De Girolamo “una tempestiva valutazione delle proposte con i Ministri competenti e con il Presidente del Consiglio anche in funzione di uno specifico provvedimento da sottoporre al vaglio della Commissione europea”.
COLDIRETTI, AVIARIA: PREOCCUPAZIONE PER GLI ALLEVATORI, DANNI PER DECINE DI MILIONI.
Fonte: Coldiretti Ferrara
Occorrono misure urgenti per evitare la chiusura degli allevamenti. Provvedimenti di prevenzione della diffusione dei focolai, ma anche sostegno alle imprese in un comparto che vale quasi 6 miliardi di euro.
A preoccupare gli allevatori sono soprattutto i danni economici che rischiano di far chiudere le aziende e per questo serve intervenire urgentemente con misure eccezionali di sostegno al settore che potrebbe subire perdite per alcune decine di milioni di euro anche a seguito dei numerosi vincoli alla movimentazione dei prodotti avicoli che hanno praticamente bloccato la produzione e il mercato nelle aree delimitate. E’ quanto chiede la Coldiretti nel commentare il sesto focolaio individuato a Bondeno che sulla base dei protocolli operativi per la prevenzione della diffusione del virus rende necessario istituire una nuova zona di protezione e sorveglianza. Si tratta di difendere uno dei pochi comparti in cui l’Italia è praticamente autosufficiente che produce 1,3 milioni di tonnellate di carni avicole e oltre 12 miliardi di uova con fatturato di settore pari a 5,7 miliardi di euro (dati 2012) e circa centomila addetti, tra dipendenti ed indotto. Va ricordato peraltro che - conclude la Coldiretti - in un momento difficile di crisi con un forte calo dei consumi alimentari, l’unica voce ad aumentare nel primo semestre dell’anno è la spesa per le uova (+4 per cento) e per la carne di pollo naturale (+6 per cento) con un consumo annuo di oltre 19 chili di prodotti avicoli a testa che garantisce alle famiglie il necessario apporto proteicoadeguato nell'alimentazione a prezzi piu’ contenuti. Per limitare il diffondersi di focolai dell’infezione, in vista della ripresa dell’attività venatoria la Regione Emilia-Romagna ha disposto il divieto di utilizzo di richiami vivi per la caccia, e riguarda gli uccelli appartenenti agli ordini degli anseriformi e caradriformi. Per quanto riguarda le altre misure che interessano direttamente gli allevamenti e le movimentazione di avicoli, la Regione ha disposto una stretta sorveglianza e provvedimentirelativi alle diverse zone in funzione del rischio potenziale. Individuate zone di protezione (Ostellato e Portomaggiore per la nostra provincia ad oggi), ovvero dove sono stati riscontrati i focolai con l’applicazione dei provvedimenti maggiormente restrittivi (abbattimento dei volatili, divieto di commercializzare partite di pollame vivo, pulcini e uova da cova verso altri Stati); zone di sorveglianza (comuni ferraresi di Argenta, Comacchio, Migliarino, Migliaro, Tresigallo), con misure di prevenzione meno restrittive; zone di sicurezza/controllo temporaneo (per i comuni di Berra, Codigoro, Goro, Jolanda di Savoia, Lagosanto, Massa Fiscaglia, Mesola), con ancora minori vincoli (ad esempio i pulcini e le uova da cova possono essere commercializzate verso Stati membri o Paesi Terzi, a condizione che essi li accettino). Nei comuni della nostra provincia su indicati (ed in tutti gli altri della nostra regione e del Veneto individuati dalle ordinanze regionali e nazionali) è comunque vietato lo spandimento a fini agronomici delle lettiere e polline sono al 22 settembreprossimo, salvo proroga dei termini o individuazione di altri focolai in altre zone. In ogni caso, conclude Coldiretti, il vero pericolo e problema è relativo al pollame delle specie avicole ed allo stato, sulla base di quanto rilevato dalle autorità sanitarie, il ceppo di influenza osservato non è pericoloso per le persone o per altrespecie animali. Peraltro il sistema di sorveglianza sanitario sta reagendo con la necessaria sollecitudine e le misure di prevenzione dell’ulteriore diffondersi del virus sono adeguate a limitare il danno in termini di animali colpiti ed in nessun caso il consumo di uovo e carni avicole può avere conseguenze per le persone.
Occorrono misure urgenti per evitare la chiusura degli allevamenti. Provvedimenti di prevenzione della diffusione dei focolai, ma anche sostegno alle imprese in un comparto che vale quasi 6 miliardi di euro.
A preoccupare gli allevatori sono soprattutto i danni economici che rischiano di far chiudere le aziende e per questo serve intervenire urgentemente con misure eccezionali di sostegno al settore che potrebbe subire perdite per alcune decine di milioni di euro anche a seguito dei numerosi vincoli alla movimentazione dei prodotti avicoli che hanno praticamente bloccato la produzione e il mercato nelle aree delimitate. E’ quanto chiede la Coldiretti nel commentare il sesto focolaio individuato a Bondeno che sulla base dei protocolli operativi per la prevenzione della diffusione del virus rende necessario istituire una nuova zona di protezione e sorveglianza. Si tratta di difendere uno dei pochi comparti in cui l’Italia è praticamente autosufficiente che produce 1,3 milioni di tonnellate di carni avicole e oltre 12 miliardi di uova con fatturato di settore pari a 5,7 miliardi di euro (dati 2012) e circa centomila addetti, tra dipendenti ed indotto. Va ricordato peraltro che - conclude la Coldiretti - in un momento difficile di crisi con un forte calo dei consumi alimentari, l’unica voce ad aumentare nel primo semestre dell’anno è la spesa per le uova (+4 per cento) e per la carne di pollo naturale (+6 per cento) con un consumo annuo di oltre 19 chili di prodotti avicoli a testa che garantisce alle famiglie il necessario apporto proteicoadeguato nell'alimentazione a prezzi piu’ contenuti. Per limitare il diffondersi di focolai dell’infezione, in vista della ripresa dell’attività venatoria la Regione Emilia-Romagna ha disposto il divieto di utilizzo di richiami vivi per la caccia, e riguarda gli uccelli appartenenti agli ordini degli anseriformi e caradriformi. Per quanto riguarda le altre misure che interessano direttamente gli allevamenti e le movimentazione di avicoli, la Regione ha disposto una stretta sorveglianza e provvedimentirelativi alle diverse zone in funzione del rischio potenziale. Individuate zone di protezione (Ostellato e Portomaggiore per la nostra provincia ad oggi), ovvero dove sono stati riscontrati i focolai con l’applicazione dei provvedimenti maggiormente restrittivi (abbattimento dei volatili, divieto di commercializzare partite di pollame vivo, pulcini e uova da cova verso altri Stati); zone di sorveglianza (comuni ferraresi di Argenta, Comacchio, Migliarino, Migliaro, Tresigallo), con misure di prevenzione meno restrittive; zone di sicurezza/controllo temporaneo (per i comuni di Berra, Codigoro, Goro, Jolanda di Savoia, Lagosanto, Massa Fiscaglia, Mesola), con ancora minori vincoli (ad esempio i pulcini e le uova da cova possono essere commercializzate verso Stati membri o Paesi Terzi, a condizione che essi li accettino). Nei comuni della nostra provincia su indicati (ed in tutti gli altri della nostra regione e del Veneto individuati dalle ordinanze regionali e nazionali) è comunque vietato lo spandimento a fini agronomici delle lettiere e polline sono al 22 settembreprossimo, salvo proroga dei termini o individuazione di altri focolai in altre zone. In ogni caso, conclude Coldiretti, il vero pericolo e problema è relativo al pollame delle specie avicole ed allo stato, sulla base di quanto rilevato dalle autorità sanitarie, il ceppo di influenza osservato non è pericoloso per le persone o per altrespecie animali. Peraltro il sistema di sorveglianza sanitario sta reagendo con la necessaria sollecitudine e le misure di prevenzione dell’ulteriore diffondersi del virus sono adeguate a limitare il danno in termini di animali colpiti ed in nessun caso il consumo di uovo e carni avicole può avere conseguenze per le persone.
giovedì 5 settembre 2013
AVIARIA, CONFAGRICOLTURA: INGIUSTIFICATI ALLARMISMI DANNEGGIANO PRODUTTORI E CONSUMATORI
Fonte: Confagricoltura
Confagricoltura sottolinea come l’ottimo lavoro di controllo rapidamente svolto dal nostro Servizio Sanitario Nazionale, (che ha ottenuto anche l’approvazione da parte degli esperti e delle istituzioni comunitari), permetta di tranquillizzare non solo i consumatori, ma anche la filiera avicola nazionale, sulla situazione relativa ai casi di influenza aviaria riscontrati in alcuni allevamenti sul nostro territorio. “La sicurezza del consumatore e della filiera sono l’obiettivo primario”, sottolinea Confagricoltura. Il sindacato degli allevatori ribadisce anche l’importanza economico produttiva che il nostro settore ha a livello europeo, ma anche le sue forti potenzialità e chiede pertanto un maggiore impegno da parte del Governo italiano affinchè finalmente e a giusto diritto il comparto avicolo ottenga il necessario spazio tra le misure di sostegno della nuova Politica Agricola Comune. La Confagricoltura ribadisce, inoltre, la necessità di un maggiore impegno finanziario da parte delle Autorità comunitarie e nazionali per garantire non solo il ristoro completo dei danni diretti ed indiretti agli operatori, ma anche l’adozione di misure che permettano di accertare l’origine e le cause dell’infezione sul territorio. “Questa combinazione di misure permetterà - continua Confagricoltura - di mantenere, rafforzare e rilanciare il comparto avicolo, avendo ben presente che la nostra filiera nazionale garantisce una produzione di oltre 1,2 milioni di tonnellate di carni e circa 13 miliardi di uova ogni anno, per un valore della produzione all’origine di circa 3,8 miliardi di euro. Questo è uno dei pochi settori il cui trend è decisamente in crescita. Infatti, nel primo semestre dell'anno, secondo i dati di Unaitalia, la spesa per le uova ha registrato un +4% e un +6% quella per la carne di pollo, con un consumo pro abitante che supera i 19 chili di prodotti avicoli. Ciò grazie proprio a quell’immagine oramai radicata nei consumatori di un prodotto non solo sano, sicuro e soprattutto fresco, nazionale, ma anche economico”.
Confagricoltura sottolinea come l’ottimo lavoro di controllo rapidamente svolto dal nostro Servizio Sanitario Nazionale, (che ha ottenuto anche l’approvazione da parte degli esperti e delle istituzioni comunitari), permetta di tranquillizzare non solo i consumatori, ma anche la filiera avicola nazionale, sulla situazione relativa ai casi di influenza aviaria riscontrati in alcuni allevamenti sul nostro territorio. “La sicurezza del consumatore e della filiera sono l’obiettivo primario”, sottolinea Confagricoltura. Il sindacato degli allevatori ribadisce anche l’importanza economico produttiva che il nostro settore ha a livello europeo, ma anche le sue forti potenzialità e chiede pertanto un maggiore impegno da parte del Governo italiano affinchè finalmente e a giusto diritto il comparto avicolo ottenga il necessario spazio tra le misure di sostegno della nuova Politica Agricola Comune. La Confagricoltura ribadisce, inoltre, la necessità di un maggiore impegno finanziario da parte delle Autorità comunitarie e nazionali per garantire non solo il ristoro completo dei danni diretti ed indiretti agli operatori, ma anche l’adozione di misure che permettano di accertare l’origine e le cause dell’infezione sul territorio. “Questa combinazione di misure permetterà - continua Confagricoltura - di mantenere, rafforzare e rilanciare il comparto avicolo, avendo ben presente che la nostra filiera nazionale garantisce una produzione di oltre 1,2 milioni di tonnellate di carni e circa 13 miliardi di uova ogni anno, per un valore della produzione all’origine di circa 3,8 miliardi di euro. Questo è uno dei pochi settori il cui trend è decisamente in crescita. Infatti, nel primo semestre dell'anno, secondo i dati di Unaitalia, la spesa per le uova ha registrato un +4% e un +6% quella per la carne di pollo, con un consumo pro abitante che supera i 19 chili di prodotti avicoli. Ciò grazie proprio a quell’immagine oramai radicata nei consumatori di un prodotto non solo sano, sicuro e soprattutto fresco, nazionale, ma anche economico”.
Etichette:
allevatori,
comparto avicolo,
confagricoltura,
indennizzo,
influenza aviaria
martedì 3 settembre 2013
AVIARIA, SOSPESO A SCOPO CAUTELATIVO IN EMILIA-ROMAGNA L'UTILIZZO DI UCCELLI DA RICHIAMO
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Bologna - Sospeso in Emilia-Romagna l’utilizzo di uccelli da richiamo per la caccia. Si tratta di una misura cautelativa per limitare il diffondersi del virus H7N7 dell’influenza aviaria, prevista da un’ordinanza del ministero della Salute in tutti i casi in cui sul territorio nazionale si modificano le condizioni epidemiologiche. Il provvedimento che di fatto diventerà operativo dal 15 settembre, data di apertura della caccia sul territorio regionale, riguarda gli uccelli da richiamo appartenenti agli ordini degli anseriformi e caradriformi.
Bologna - Sospeso in Emilia-Romagna l’utilizzo di uccelli da richiamo per la caccia. Si tratta di una misura cautelativa per limitare il diffondersi del virus H7N7 dell’influenza aviaria, prevista da un’ordinanza del ministero della Salute in tutti i casi in cui sul territorio nazionale si modificano le condizioni epidemiologiche. Il provvedimento che di fatto diventerà operativo dal 15 settembre, data di apertura della caccia sul territorio regionale, riguarda gli uccelli da richiamo appartenenti agli ordini degli anseriformi e caradriformi.
AVIARIA, POTIVO UN DIPENDENTE DELL'ALLEVAMENTO DI MORDANO
Fonte: Regione Emilia - Romagna
Un secondo caso sospetto in fase di accertamento. Confermati ad oggi quattro focolai in Emilia-Romagna
E’ risultata positiva al virus dell’influenza aviaria H7N7 una persona affetta da congiuntivite ed esposta per motivi professionali a volatili malati appartenenti a un allevamento di Mordano, in Emilia-Romagna. Si tratta di un operaio, impiegato con mansione di raccoglitore di uova e pollina. C’è un secondo caso sospetto, in fase di accertamento: è un operaio che lavora sempre nello stesso allevamento. La Regione Emilia-Romagna, in accordo col ministero della Salute, in seguito all’identificazione dei focolai animali, ha adottato immediatamente tutte le procedure necessarie per porre sotto controllo l’infezione. Complessivamente il personale esposto per motivi professionali al rischio di contrarre il virus – e sottoposto a controllo – è di circa 110 unità, tra dipendenti degli allevamenti e operatori attivati per le operazioni di abbattimento. Di questi, 61 lavoratori, tra Ferrara e Mordano, sono sottoposti a sorveglianza sanitaria attiva (cioè a monitoraggio e controllo quotidiano), in quanto esposti prima dell’individuazione del focolaio. “Come ci è stato riconosciuto anche dalla Comunità europea, e alla luce della situazione attuale – sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Carlo Lusenti –, possiamo dire di aver gestito al meglio la situazione dei focolai che si sono sviluppati”. Il virus H7N7 non si trasmette facilmente all’uomo, che può infettarsi solo se viene a trovarsi a contatto diretto con l’animale malato o morto. A differenza di altri virus aviari (per esempio l’H7N9 o l’H5N1), l’H7N7 tende a dare nell’uomo una patologia di lieve entità (come la congiuntivite), come è già stato osservato in un’epidemia verificatasi anni fa in Olanda, dove il 7-8% del personale a stretto contatto con gli animali ha sviluppato una congiuntivite, e circa il 2% una sindrome influenzale. Fatta eccezione per la congiuntivite, la trasmissione da persona a persona è eccezionale, per cui il rischio di comunità è estremamente basso o addirittura irrilevante. Su indicazione dei Dipartimenti di anità pubblica (Dsp) delle due aree interessate, coordinati dal Servizio sanità pubblica regionale, è stata disposta la sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti con indicazione di visita giornaliera da parte del medico competente di tutti i lavoratori per un periodo di 10 giorni dall’ultima esposizione (massimo del periodo di incubazione). I controlli negli allevamenti proseguono senza sosta e allo stato attuale non è emersa nessun altra positività. A oggi si confermano quattro focolai, di cui l’ultimo individuato è quello di Mordano. Le operazioni di abbattimento dei volatili, già terminate in due allevamenti (Ostellato e Portomaggiore), verranno completate e concluse nella serata di mercoledì 4 settembre.
Un secondo caso sospetto in fase di accertamento. Confermati ad oggi quattro focolai in Emilia-Romagna
E’ risultata positiva al virus dell’influenza aviaria H7N7 una persona affetta da congiuntivite ed esposta per motivi professionali a volatili malati appartenenti a un allevamento di Mordano, in Emilia-Romagna. Si tratta di un operaio, impiegato con mansione di raccoglitore di uova e pollina. C’è un secondo caso sospetto, in fase di accertamento: è un operaio che lavora sempre nello stesso allevamento. La Regione Emilia-Romagna, in accordo col ministero della Salute, in seguito all’identificazione dei focolai animali, ha adottato immediatamente tutte le procedure necessarie per porre sotto controllo l’infezione. Complessivamente il personale esposto per motivi professionali al rischio di contrarre il virus – e sottoposto a controllo – è di circa 110 unità, tra dipendenti degli allevamenti e operatori attivati per le operazioni di abbattimento. Di questi, 61 lavoratori, tra Ferrara e Mordano, sono sottoposti a sorveglianza sanitaria attiva (cioè a monitoraggio e controllo quotidiano), in quanto esposti prima dell’individuazione del focolaio. “Come ci è stato riconosciuto anche dalla Comunità europea, e alla luce della situazione attuale – sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Carlo Lusenti –, possiamo dire di aver gestito al meglio la situazione dei focolai che si sono sviluppati”. Il virus H7N7 non si trasmette facilmente all’uomo, che può infettarsi solo se viene a trovarsi a contatto diretto con l’animale malato o morto. A differenza di altri virus aviari (per esempio l’H7N9 o l’H5N1), l’H7N7 tende a dare nell’uomo una patologia di lieve entità (come la congiuntivite), come è già stato osservato in un’epidemia verificatasi anni fa in Olanda, dove il 7-8% del personale a stretto contatto con gli animali ha sviluppato una congiuntivite, e circa il 2% una sindrome influenzale. Fatta eccezione per la congiuntivite, la trasmissione da persona a persona è eccezionale, per cui il rischio di comunità è estremamente basso o addirittura irrilevante. Su indicazione dei Dipartimenti di anità pubblica (Dsp) delle due aree interessate, coordinati dal Servizio sanità pubblica regionale, è stata disposta la sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti con indicazione di visita giornaliera da parte del medico competente di tutti i lavoratori per un periodo di 10 giorni dall’ultima esposizione (massimo del periodo di incubazione). I controlli negli allevamenti proseguono senza sosta e allo stato attuale non è emersa nessun altra positività. A oggi si confermano quattro focolai, di cui l’ultimo individuato è quello di Mordano. Le operazioni di abbattimento dei volatili, già terminate in due allevamenti (Ostellato e Portomaggiore), verranno completate e concluse nella serata di mercoledì 4 settembre.
lunedì 2 settembre 2013
AVIARIA: FACCIAMO IL PUNTO
Fonte: Regione Emilia - Romagna
La situazione in Emilia-Romagna, le attività di prevenzione, sorveglianza e controllo, le faq per saperne di più
Ad oggi sono quattro i focolai di influenza aviaria registrati in Emilia-Romagna. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato individuato il 28 agosto a Mordano, in provincia di Bologna, in un allevamento di 150 mila galline ovaiole di proprietà Eurovo, lo stesso gruppo degli allevamenti del primo focolaio a Ostellato nel ferrarese ( 128 mila animali) e del secondo anche questo a Mordano dove le galline interessate erano 500 mila. Il terzo focolaio è stato individuato in un allevamento di tacchini a Portomaggiore, a pochi chilometri da Ostellato, con 18 mila animali. Il Ministero della Salute ha autorizzato anche l’abbattimento preventivo di altri 65 mila tacchini in un allevamento della stessa zona, pur risultato negativo al virus. La prima conferma del virus dalle analisi si è avuta il 14 agosto. Il ceppo individuato, ad alta patogenicità e appartenente al sottotipo H7N7, è molto virulento per gli animali ma di scarsa trasmissibilità all’uomo. La probabile fonte iniziale di contagio può essere stata rappresentata da un’ anatra o un altro volatile selvatico. Da subito il Ministero della Salute e la Regione Emilia-Romagna hanno insediata una Unità di crisi, ed è stata messa in atto una stretta rete di sorveglianza sanitaria, che prevede, tra l’altro, un Piano straordinario regionale di controllo su tutti gli allevamenti avicoli, con misure aggiuntive rispetto a quelle già previste dal Piano nazionale contro l’influenza aviaria. Nei giorni scorsi, a Bruxelles, la Commissione europea ha approvato le misure adottate. Anche in ragione di questo via libera, la Regione ha chiesto - in una lettera al presidente del Consiglio Enrico Letta - una revisione, in linea con quanto previsto dalla stessa Commissione, delle misure restrittive adottate nell’immediato a carico dell’Emilia-Romagna, che allargano a tutto il territorio regionale, anche laddove non esistono focolai, i vincoli di spostamento degli animali e di commercializzazione dei prodotti, con esclusione per le carni già macellate e le uova imballate. La Regione ha anche chiesto al Governo un provvedimento straordinario a tutela degli occupati del settore avicolo regionale.
Nessun rischio alimentare
Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, le autorità sanitarie confermano che non vi è alcun rischio per l’uomo che possa derivare dal consumo delle carni di tacchino o pollo e delle uova. Il ritiro di quest’ultime è stato disposto esclusivamente come misure di estrema cautela in quanto potenzialmente venute a contatto con il virus. L’eventuale contaminazione non è pericolosa per il consumatore, bensì per il possibile contatto delle uova o dei relativi scarti (gusci) con altri avicoli.
La tutela sanitaria: l’Unità di crisi e le misure straordinarie adottate
L’Unità di crisi immediatamente insediata è composta da rappresentanti del Ministero della salute, della Regione Emilia-Romagna, delle Regioni a particolare vocazione avicola Lombardia, come Veneto e Umbria, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, dell’IZS delle Venezie - Centro di Referenza nazionale per l’influenza aviaria - dei Carabinieri per la tutela della salute. La Regione, attraverso quattro diverse ordinanze, ha messo in atto, in collaborazione con il Ministero della Salute, misure straordinarie per la prevenzione della diffusione del virus, così come prevede la normativa sanitaria europea e nazionale, per il contenimento dell’infezione, il monitoraggio degli allevamenti e la tutela della salute pubblica. Le azioni riguardano, oltre all’abbattimento dei capi, l’istituzione di zone di protezione e sorveglianza del territorio in cui risiede l'allevamento, nelle quali sono previsti controlli di tipo virologico e sierologico, con vincoli alla movimentazione delle merci e dei prodotti. Sono poi previsti controlli straordinari su tutto il territorio regionale e la sospensione di fiere e mercati di animali di specie vulnerabili. Per quanto riguarda le operazioni di prevenzione del diffondersi della malattia, il Ministero ha istituito due ampie zone di controllo temporaneo che si estendono anche nel ravennate e nel forlivese, in modo tale da costituire una ampia “zona cuscinetto”, a ridosso degli allevamenti colpiti. Sono anche stati previsti vincoli sulla movimentazione di volatili vivi, come particolari restrizioni agli spostamenti di galline dal territorio regionale, mentre la macellazione dei capi dovrà avvenire preferibilmente nell’ambito dell’Emilia-Romagna, così come la gestione di personale e mezzi.
Le tre zone di vigilanza individuate dalla Commissione europea
La Commissione europea ha espresso apprezzamento per ciò che è stato fatto in Emilia-Romagna, evidenziando la pronta reattività del sistema di vigilanza e di controllo. La Commissione europea, inoltre, ha individuato tre tipi di aree con diverse disposizioni per la prevenzione della diffusione del virus.
Zona di protezione - Sono interessati i comuni di Ostellato, Mordano, Bagnara di Romagna, parte del territorio di Imola e parte dei territorio di Solarolo e Portomaggiore. In queste zone, dove sono stati individuati i focolai del virus, si applicano le misure più restrittive che riguardano la soppressione dei volatili nei focolai e il divieto di commercializzare partite di pollame vivo, pollame pronto da allevare, pulcini di un giorno e uova da cova, verso altri Stati membri e Paesi terzi.
Zona di sorveglianza - Riguarda i comune di Argenta, Comacchio, Migliarino, Migliaro, Portomaggiore, Tresigallo, Castel Bolognese, Castel Guelfo, Conselice, Cotignola, Faenza, , Lugo, Massa Lombarda, Sant'Agata sul Santerno, la parte restante di Solarolo, la parte restante di Imola. Queste zone sono messe sotto attenta osservazione, ma le misure di prevenzione sono meno restrittive rispetto all'area di protezione.
Zona di sicurezza - Riguarda i comune di Alfonsine, Ariano nel Polesine, Bagnacavallo, Berra, Bertinoro, Brisighella, Casola Valsenio, Castrocaro, Cervia, Cesena, Cesenatico, Codigoro, Corbola, Dovadola, Forlimpopoli, Forlì, Fusignano, Gambettola, Gatteo, Goro, Iolanda di Savoia, Lagosanto, Longiano, Massa Fiscaglia, Meldola, Mesola, Modigliana, Papozze, Porto Tolle, Porto Viro, Predappio, Ravenna, Riolo Terme, Russi, San Mauro Pascoli, Savignano sul Rubicone, Taglio di Po. In questa area le autorità italiane possono autorizzare la commercializzazione di partite di pulcini di un giorno e di uova da cova, a condizione che gli Stati membri e i Paesi terzi a cui verranno inviate accettino di riceverle.
I danni economici
Il comparto avicolo in Emilia-Romagna è rappresentato da circa 1100 allevatori, 600 milioni di euro di fatturato e 39 milioni di capi allevati tutti gli anni. A questi numeri occorre aggiungere circa 300 milioni di euro per i mangimifici, 900 milioni stimati per la lavorazione e la trasformazione e circa 1 miliardo per i trasporti e i servizi. Gli occupati, nel settore, ammontano a circa 18 mila unità (6 mila filiera uova e 12 mila filiera carni). Una prima stima dei danni, considerando solo il valore dei capi abbattuti si aggira intorno ai cinque-sei milioni di euro. Ma al conto vanno aggiunte anche le stime sulle uova, i mangimi e generale, sull'impatto economico delle misure restrittive.
Nessun pericolo per gli allevamenti rurali
Le autorità sanitarie precisano che per gli allevamenti avicoli rurali, ossia per chi possiede pollame (galline, anatre, oche e altri volatili) per consumo personale, non esistono pericoli che possano derivare dal consumo delle loro carni o uova. Le precauzioni da adottare sono necessarie ad per evitare il contatto con animali selvatici. Per quanto riguarda la prevenzione della diffusione del virus, la raccomandazione che viene fatta, se si sospetta che sia comparsa la malattia (ad esempio la morte improvvisa e contemporanea di diversi animali), è di contattare il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di riferimento, che provvederà ad effettuare gli accertamenti del caso.
Sull’aviaria vorrei sapere…
Per rispondere alla domande dei cittadini sull’influenza la Regione Emilia-Romagna e le Aziende Usl di Imola e Ferrara hanno raccolto quelle più frequenti arrivate in questi giorni e reso disponibili le relative risposte. Sul sito internet della Regione http://www.saluter.it/influenza-aviaria-le-domande-e-le-risposte-piu-frequenti, sono disponibili, sotto forma di Faq, le risposte alle domande più frequenti.
La situazione in Emilia-Romagna, le attività di prevenzione, sorveglianza e controllo, le faq per saperne di più
Ad oggi sono quattro i focolai di influenza aviaria registrati in Emilia-Romagna. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato individuato il 28 agosto a Mordano, in provincia di Bologna, in un allevamento di 150 mila galline ovaiole di proprietà Eurovo, lo stesso gruppo degli allevamenti del primo focolaio a Ostellato nel ferrarese ( 128 mila animali) e del secondo anche questo a Mordano dove le galline interessate erano 500 mila. Il terzo focolaio è stato individuato in un allevamento di tacchini a Portomaggiore, a pochi chilometri da Ostellato, con 18 mila animali. Il Ministero della Salute ha autorizzato anche l’abbattimento preventivo di altri 65 mila tacchini in un allevamento della stessa zona, pur risultato negativo al virus. La prima conferma del virus dalle analisi si è avuta il 14 agosto. Il ceppo individuato, ad alta patogenicità e appartenente al sottotipo H7N7, è molto virulento per gli animali ma di scarsa trasmissibilità all’uomo. La probabile fonte iniziale di contagio può essere stata rappresentata da un’ anatra o un altro volatile selvatico. Da subito il Ministero della Salute e la Regione Emilia-Romagna hanno insediata una Unità di crisi, ed è stata messa in atto una stretta rete di sorveglianza sanitaria, che prevede, tra l’altro, un Piano straordinario regionale di controllo su tutti gli allevamenti avicoli, con misure aggiuntive rispetto a quelle già previste dal Piano nazionale contro l’influenza aviaria. Nei giorni scorsi, a Bruxelles, la Commissione europea ha approvato le misure adottate. Anche in ragione di questo via libera, la Regione ha chiesto - in una lettera al presidente del Consiglio Enrico Letta - una revisione, in linea con quanto previsto dalla stessa Commissione, delle misure restrittive adottate nell’immediato a carico dell’Emilia-Romagna, che allargano a tutto il territorio regionale, anche laddove non esistono focolai, i vincoli di spostamento degli animali e di commercializzazione dei prodotti, con esclusione per le carni già macellate e le uova imballate. La Regione ha anche chiesto al Governo un provvedimento straordinario a tutela degli occupati del settore avicolo regionale.
Nessun rischio alimentare
Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, le autorità sanitarie confermano che non vi è alcun rischio per l’uomo che possa derivare dal consumo delle carni di tacchino o pollo e delle uova. Il ritiro di quest’ultime è stato disposto esclusivamente come misure di estrema cautela in quanto potenzialmente venute a contatto con il virus. L’eventuale contaminazione non è pericolosa per il consumatore, bensì per il possibile contatto delle uova o dei relativi scarti (gusci) con altri avicoli.
La tutela sanitaria: l’Unità di crisi e le misure straordinarie adottate
L’Unità di crisi immediatamente insediata è composta da rappresentanti del Ministero della salute, della Regione Emilia-Romagna, delle Regioni a particolare vocazione avicola Lombardia, come Veneto e Umbria, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, dell’IZS delle Venezie - Centro di Referenza nazionale per l’influenza aviaria - dei Carabinieri per la tutela della salute. La Regione, attraverso quattro diverse ordinanze, ha messo in atto, in collaborazione con il Ministero della Salute, misure straordinarie per la prevenzione della diffusione del virus, così come prevede la normativa sanitaria europea e nazionale, per il contenimento dell’infezione, il monitoraggio degli allevamenti e la tutela della salute pubblica. Le azioni riguardano, oltre all’abbattimento dei capi, l’istituzione di zone di protezione e sorveglianza del territorio in cui risiede l'allevamento, nelle quali sono previsti controlli di tipo virologico e sierologico, con vincoli alla movimentazione delle merci e dei prodotti. Sono poi previsti controlli straordinari su tutto il territorio regionale e la sospensione di fiere e mercati di animali di specie vulnerabili. Per quanto riguarda le operazioni di prevenzione del diffondersi della malattia, il Ministero ha istituito due ampie zone di controllo temporaneo che si estendono anche nel ravennate e nel forlivese, in modo tale da costituire una ampia “zona cuscinetto”, a ridosso degli allevamenti colpiti. Sono anche stati previsti vincoli sulla movimentazione di volatili vivi, come particolari restrizioni agli spostamenti di galline dal territorio regionale, mentre la macellazione dei capi dovrà avvenire preferibilmente nell’ambito dell’Emilia-Romagna, così come la gestione di personale e mezzi.
Le tre zone di vigilanza individuate dalla Commissione europea
La Commissione europea ha espresso apprezzamento per ciò che è stato fatto in Emilia-Romagna, evidenziando la pronta reattività del sistema di vigilanza e di controllo. La Commissione europea, inoltre, ha individuato tre tipi di aree con diverse disposizioni per la prevenzione della diffusione del virus.
Zona di protezione - Sono interessati i comuni di Ostellato, Mordano, Bagnara di Romagna, parte del territorio di Imola e parte dei territorio di Solarolo e Portomaggiore. In queste zone, dove sono stati individuati i focolai del virus, si applicano le misure più restrittive che riguardano la soppressione dei volatili nei focolai e il divieto di commercializzare partite di pollame vivo, pollame pronto da allevare, pulcini di un giorno e uova da cova, verso altri Stati membri e Paesi terzi.
Zona di sorveglianza - Riguarda i comune di Argenta, Comacchio, Migliarino, Migliaro, Portomaggiore, Tresigallo, Castel Bolognese, Castel Guelfo, Conselice, Cotignola, Faenza, , Lugo, Massa Lombarda, Sant'Agata sul Santerno, la parte restante di Solarolo, la parte restante di Imola. Queste zone sono messe sotto attenta osservazione, ma le misure di prevenzione sono meno restrittive rispetto all'area di protezione.
Zona di sicurezza - Riguarda i comune di Alfonsine, Ariano nel Polesine, Bagnacavallo, Berra, Bertinoro, Brisighella, Casola Valsenio, Castrocaro, Cervia, Cesena, Cesenatico, Codigoro, Corbola, Dovadola, Forlimpopoli, Forlì, Fusignano, Gambettola, Gatteo, Goro, Iolanda di Savoia, Lagosanto, Longiano, Massa Fiscaglia, Meldola, Mesola, Modigliana, Papozze, Porto Tolle, Porto Viro, Predappio, Ravenna, Riolo Terme, Russi, San Mauro Pascoli, Savignano sul Rubicone, Taglio di Po. In questa area le autorità italiane possono autorizzare la commercializzazione di partite di pulcini di un giorno e di uova da cova, a condizione che gli Stati membri e i Paesi terzi a cui verranno inviate accettino di riceverle.
I danni economici
Il comparto avicolo in Emilia-Romagna è rappresentato da circa 1100 allevatori, 600 milioni di euro di fatturato e 39 milioni di capi allevati tutti gli anni. A questi numeri occorre aggiungere circa 300 milioni di euro per i mangimifici, 900 milioni stimati per la lavorazione e la trasformazione e circa 1 miliardo per i trasporti e i servizi. Gli occupati, nel settore, ammontano a circa 18 mila unità (6 mila filiera uova e 12 mila filiera carni). Una prima stima dei danni, considerando solo il valore dei capi abbattuti si aggira intorno ai cinque-sei milioni di euro. Ma al conto vanno aggiunte anche le stime sulle uova, i mangimi e generale, sull'impatto economico delle misure restrittive.
Nessun pericolo per gli allevamenti rurali
Le autorità sanitarie precisano che per gli allevamenti avicoli rurali, ossia per chi possiede pollame (galline, anatre, oche e altri volatili) per consumo personale, non esistono pericoli che possano derivare dal consumo delle loro carni o uova. Le precauzioni da adottare sono necessarie ad per evitare il contatto con animali selvatici. Per quanto riguarda la prevenzione della diffusione del virus, la raccomandazione che viene fatta, se si sospetta che sia comparsa la malattia (ad esempio la morte improvvisa e contemporanea di diversi animali), è di contattare il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di riferimento, che provvederà ad effettuare gli accertamenti del caso.
Sull’aviaria vorrei sapere…
Per rispondere alla domande dei cittadini sull’influenza la Regione Emilia-Romagna e le Aziende Usl di Imola e Ferrara hanno raccolto quelle più frequenti arrivate in questi giorni e reso disponibili le relative risposte. Sul sito internet della Regione http://www.saluter.it/influenza-aviaria-le-domande-e-le-risposte-piu-frequenti, sono disponibili, sotto forma di Faq, le risposte alle domande più frequenti.
Etichette:
influenza aviaria,
Regione Emilia - Romagna
mercoledì 28 agosto 2013
AVIARIA: A MORDANO UN NUOVO FOCOLAIO
Fonte: Regione Emilia - Romagna
L'abbattimento dei capi in giornata. Interventi preventivi a Portomaggiore. Preoccupazione anche per gli impatti occupazionali in regione. La vicepresidente Saliera scrive al Governo
Un nuovo focolaio di influenza aviaria a Mordano, sul confine tra le province di Bologna e Ravenna. Il virus è stato individuato a seguito dell’attuazione del Piano di controllo straordinario previsto dalla Regione in un allevamento di galline ovaiole, di proprietà Eurovo, gruppo titolare del primo focolaio di Ostellato (Fe) e dell’altro sito colpito a Mordano. L’accertamento del nuovo focolaio è avvenuto grazie alla stretta rete di sorveglianza sanitaria messa in campo dalla Regione e alla collaborazione delle imprese di settore, proprio per garantire il contenimento del'’infezione all'indomani della scoperta dell'arrivo del virus in regione. Dall'assessorato Politiche per la salute regionale riferiscono che "il diffondersi della malattia era prevedibile perché avvenuto nell'ambito della stessa azienda di produzione e a pochi chilometri dall'altro focolaio”. L'avvio delle operazioni di abbattimento dei circa 150 mila capi è previsto in giornata. La Regione, per fronteggiare il nuovo caso, ha già emanato un'ordinanza per l’attuazione delle misure straordinarie previste dalla normativa sanitaria europea e nazionale. Nel frattempo è giunta anche l’autorizzazione dal Ministero per procedere all’abbattimento preventivo di un allevamento di tacchini situato nelle vicinanze del focolaio di Portomaggiore e Ostellato. Gli animali (65 mila circa) risultano negativi al virus ma l’abbattimento preventivo ha lo scopo di diradare la popolazione avicola sensibile alla malattia, per arginare il diffondersi del virus. Prosegue intanto, in ottemperanza alle direttive assunte già la scorsa settimana, il monitoraggio degli allevamenti sotto il controllo dell’assessorato alle Politiche per la salute e il coordinamento di tutte le iniziative con gli assessorati all'Agricoltura e la vicepresidenza.
La lettera al Governo
Oltre che sul piano della tutela sanitaria, la vicenda aviaria preoccupa anche per i risvolti occupazionali per chi opera nel settore. La vicepresidente della Regione Simonetta Saliera ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Enrico Letta e ai ministri Lorenzin, De Girolamo, Zanonato e Giovannini, in cui esprime soddisfazione per la conferma da parte della Commissione europea delle misure adottate dall'Italia e dalla Regione per controllare i focolai di aviaria e in cui si augura una revisione dei provvedimenti ministeriali, allineandosi a quanto contenuto nella direttiva comunitaria. In conseguenza di ciò, la Regione chiede l’abrogazione dei vincoli restrittivi (che estendono a tutta l’Emilia-Romagna i vincoli di spostamento degli animali e di commercializzazione, con la sola eccezione delle carni e delle uova già imballate per il consumatore finale) sulle zone non interessate dai provvedimenti comunitari. Questo anche in considerazione del fatto che dal momento della conferma del primo focolaio è entrato in vigore un piano straordinario di controllo sugli allevamenti avicoli di tutto il territorio regionale in cui sono previste misure suppletive rispetto a quanto riportato dal piano di nazionale di controllo dell’influenza aviaria. “Se sul fronte sanitario la prospettiva di diffusione della malattia al di fuori della filiera produttiva della specifica impresa coinvolta si può sperare sia contenuta se non arginata - aggiunge Saliera - l’impatto sull’economia regionale, determinato dalle drastiche e corrette misure restrittive sanitarie adottate in fase di emergenza, si sta rivelando sempre più preoccupante”. Da qui la richiesta al Governo di un provvedimento straordinario a tutela degli occupati del settore avicolo regionale gravemente danneggiato dai casi di influenza aviaria. “La gravità della situazione, conclude Saliera - richiede un intervento urgente a tutela del lavoro così come avvenuto anche a fronte dell’emergenza sisma dell’anno scorso, per assicurare a questi lavoratori agricoli una copertura delle giornate non lavorate a causa dell’aviaria”. Un provvedimento analogo al decreto era già stato realizzato nel 2006 dal Ministero del Lavoro per l’allarme aviaria proprio per salvaguardare gli occupati del settore. Saliera scrive infine che la Regione Emilia-Romagna resta a disposizione per continuare la proficua collaborazione sino ad oggi instaurata con le strutture ministeriali e il Centro di referenza nazionale e per valutare eventuali misure di controllo suppletive ritenute utili a fornire garanzie all’intero sistema produttivo nazionale.
L'abbattimento dei capi in giornata. Interventi preventivi a Portomaggiore. Preoccupazione anche per gli impatti occupazionali in regione. La vicepresidente Saliera scrive al Governo
Un nuovo focolaio di influenza aviaria a Mordano, sul confine tra le province di Bologna e Ravenna. Il virus è stato individuato a seguito dell’attuazione del Piano di controllo straordinario previsto dalla Regione in un allevamento di galline ovaiole, di proprietà Eurovo, gruppo titolare del primo focolaio di Ostellato (Fe) e dell’altro sito colpito a Mordano. L’accertamento del nuovo focolaio è avvenuto grazie alla stretta rete di sorveglianza sanitaria messa in campo dalla Regione e alla collaborazione delle imprese di settore, proprio per garantire il contenimento del'’infezione all'indomani della scoperta dell'arrivo del virus in regione. Dall'assessorato Politiche per la salute regionale riferiscono che "il diffondersi della malattia era prevedibile perché avvenuto nell'ambito della stessa azienda di produzione e a pochi chilometri dall'altro focolaio”. L'avvio delle operazioni di abbattimento dei circa 150 mila capi è previsto in giornata. La Regione, per fronteggiare il nuovo caso, ha già emanato un'ordinanza per l’attuazione delle misure straordinarie previste dalla normativa sanitaria europea e nazionale. Nel frattempo è giunta anche l’autorizzazione dal Ministero per procedere all’abbattimento preventivo di un allevamento di tacchini situato nelle vicinanze del focolaio di Portomaggiore e Ostellato. Gli animali (65 mila circa) risultano negativi al virus ma l’abbattimento preventivo ha lo scopo di diradare la popolazione avicola sensibile alla malattia, per arginare il diffondersi del virus. Prosegue intanto, in ottemperanza alle direttive assunte già la scorsa settimana, il monitoraggio degli allevamenti sotto il controllo dell’assessorato alle Politiche per la salute e il coordinamento di tutte le iniziative con gli assessorati all'Agricoltura e la vicepresidenza.
La lettera al Governo
Oltre che sul piano della tutela sanitaria, la vicenda aviaria preoccupa anche per i risvolti occupazionali per chi opera nel settore. La vicepresidente della Regione Simonetta Saliera ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Enrico Letta e ai ministri Lorenzin, De Girolamo, Zanonato e Giovannini, in cui esprime soddisfazione per la conferma da parte della Commissione europea delle misure adottate dall'Italia e dalla Regione per controllare i focolai di aviaria e in cui si augura una revisione dei provvedimenti ministeriali, allineandosi a quanto contenuto nella direttiva comunitaria. In conseguenza di ciò, la Regione chiede l’abrogazione dei vincoli restrittivi (che estendono a tutta l’Emilia-Romagna i vincoli di spostamento degli animali e di commercializzazione, con la sola eccezione delle carni e delle uova già imballate per il consumatore finale) sulle zone non interessate dai provvedimenti comunitari. Questo anche in considerazione del fatto che dal momento della conferma del primo focolaio è entrato in vigore un piano straordinario di controllo sugli allevamenti avicoli di tutto il territorio regionale in cui sono previste misure suppletive rispetto a quanto riportato dal piano di nazionale di controllo dell’influenza aviaria. “Se sul fronte sanitario la prospettiva di diffusione della malattia al di fuori della filiera produttiva della specifica impresa coinvolta si può sperare sia contenuta se non arginata - aggiunge Saliera - l’impatto sull’economia regionale, determinato dalle drastiche e corrette misure restrittive sanitarie adottate in fase di emergenza, si sta rivelando sempre più preoccupante”. Da qui la richiesta al Governo di un provvedimento straordinario a tutela degli occupati del settore avicolo regionale gravemente danneggiato dai casi di influenza aviaria. “La gravità della situazione, conclude Saliera - richiede un intervento urgente a tutela del lavoro così come avvenuto anche a fronte dell’emergenza sisma dell’anno scorso, per assicurare a questi lavoratori agricoli una copertura delle giornate non lavorate a causa dell’aviaria”. Un provvedimento analogo al decreto era già stato realizzato nel 2006 dal Ministero del Lavoro per l’allarme aviaria proprio per salvaguardare gli occupati del settore. Saliera scrive infine che la Regione Emilia-Romagna resta a disposizione per continuare la proficua collaborazione sino ad oggi instaurata con le strutture ministeriali e il Centro di referenza nazionale e per valutare eventuali misure di controllo suppletive ritenute utili a fornire garanzie all’intero sistema produttivo nazionale.
sabato 24 agosto 2013
AVIARIA, PER SAPERNE DI PIÙ ATTIVA UNA PAGINA DI FAQ
Fonte: Regione Emilia - Romagna
Disponibile sui siti istituzionali di Regione, Usl e Enti locali e negli URP le principali domande/risposte sul virus
Ci sono problemi a mangiare alimenti che contengono uova crude? Devo usare qualche precauzione per le galline del pollaio domestico? Ma se non ci sono pericoli di contagio, perché vengono sequestrate le uova? Queste sono solo alcune delle domande più frequenti che i cittadini, all’indomani della scoperta di focolai di influenza aviaria in allevamenti nel ferrarese e sul confine tra le province di Bologna e Ravenna, hanno posto agli operatori degli uffici informazione dei Comuni e delle Aziende sanitarie locali. Per rispondere a queste ed ad altre domande, la Regione Emilia-Romagna e le Aziende Usl di Imola e Ferrara hanno raccolto le domande più frequenti arrivate in questi giorni e reso disponibili le relative risposte. Sui siti internet della Regione (www. http://www.saluter.it/influenza-aviaria-le-domande-e-le-risposte-piu-frequenti), della Usl di Imola (http://www.ausl.imola.bo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6415), della Usl di Ferrara (www.ausl.fe.it/home-page/news/allegati-news/2013/aviaria-le-risposte-alle-molte-domande-dei-cittadini) e del Comune di Mordano ( http://mordano.provincia.bologna.it/index.php/influenza-aviaria/) sono disponibili, sotto forma di Faq, le informazioni più richieste, che saranno implementate nei prossimi giorni. Le stesse informazioni, su depliant, sono disponibili anche presso gli Uffici Relazioni con il Pubblico degli stessi Enti. Le autorità sanitarie precisano che per gli allevamenti avicoli rurali, ossia per chi possiede pollame (galline, anatre, oche e altri volatili) per consumo personale, non esistono pericoli che possano derivare dal consumo delle loro carni o uova. Le precauzioni da adottare sono quelle che occorrono per evitare il contatto con animali selvatici, adottando alcuni accorgimenti, come ad esempio evitare che nel recinto scorrano fossi o canali o vi siano stagni. Per quanto riguarda la prevenzione della diffusione del virus, la raccomandazione che viene fatta, se si sospetta che sia comparsa la malattia (ad esempio la morte improvvisa e contemporanea di diversi animali), è di contattare il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di riferimento, che provvederà ad effettuare gli accertamenti del caso. I sanitari ribadiscono, ancora una volta, che non c’è nessun pericolo che possa derivare dal consumo di carni avicole e di uova, e che il ritiro di quest’ultime è stato disposto esclusivamente come misure di estrema cautela in quanto potenzialmente venute a contatto con il virus. L’eventuale contaminazione non è pericolosa per il consumatore, bensì per il possibile contatto delle uova o dei relativi scarti (gusci) con altri avicoli.
Disponibile sui siti istituzionali di Regione, Usl e Enti locali e negli URP le principali domande/risposte sul virus
Ci sono problemi a mangiare alimenti che contengono uova crude? Devo usare qualche precauzione per le galline del pollaio domestico? Ma se non ci sono pericoli di contagio, perché vengono sequestrate le uova? Queste sono solo alcune delle domande più frequenti che i cittadini, all’indomani della scoperta di focolai di influenza aviaria in allevamenti nel ferrarese e sul confine tra le province di Bologna e Ravenna, hanno posto agli operatori degli uffici informazione dei Comuni e delle Aziende sanitarie locali. Per rispondere a queste ed ad altre domande, la Regione Emilia-Romagna e le Aziende Usl di Imola e Ferrara hanno raccolto le domande più frequenti arrivate in questi giorni e reso disponibili le relative risposte. Sui siti internet della Regione (www. http://www.saluter.it/influenza-aviaria-le-domande-e-le-risposte-piu-frequenti), della Usl di Imola (http://www.ausl.imola.bo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6415), della Usl di Ferrara (www.ausl.fe.it/home-page/news/allegati-news/2013/aviaria-le-risposte-alle-molte-domande-dei-cittadini) e del Comune di Mordano ( http://mordano.provincia.bologna.it/index.php/influenza-aviaria/) sono disponibili, sotto forma di Faq, le informazioni più richieste, che saranno implementate nei prossimi giorni. Le stesse informazioni, su depliant, sono disponibili anche presso gli Uffici Relazioni con il Pubblico degli stessi Enti. Le autorità sanitarie precisano che per gli allevamenti avicoli rurali, ossia per chi possiede pollame (galline, anatre, oche e altri volatili) per consumo personale, non esistono pericoli che possano derivare dal consumo delle loro carni o uova. Le precauzioni da adottare sono quelle che occorrono per evitare il contatto con animali selvatici, adottando alcuni accorgimenti, come ad esempio evitare che nel recinto scorrano fossi o canali o vi siano stagni. Per quanto riguarda la prevenzione della diffusione del virus, la raccomandazione che viene fatta, se si sospetta che sia comparsa la malattia (ad esempio la morte improvvisa e contemporanea di diversi animali), è di contattare il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di riferimento, che provvederà ad effettuare gli accertamenti del caso. I sanitari ribadiscono, ancora una volta, che non c’è nessun pericolo che possa derivare dal consumo di carni avicole e di uova, e che il ritiro di quest’ultime è stato disposto esclusivamente come misure di estrema cautela in quanto potenzialmente venute a contatto con il virus. L’eventuale contaminazione non è pericolosa per il consumatore, bensì per il possibile contatto delle uova o dei relativi scarti (gusci) con altri avicoli.
Etichette:
agricoltori,
Ausl,
cittadini,
domande,
Faq,
influenza aviaria,
Provincia di Ferrara,
Regione Emilia - Romagna
AVIARIA, NUOVO CASO DI CONTAGIO IN UN ALLEVAMENTO DI TACCHINI A PORTOMAGGIORE
Fonte: Regione Emilia - Romagna
Il contagio a Portomaggiore (Fe). Scattate le misure di sicurezza. A breve inizieranno gli abbattimenti dei capi
La rete di protezione stesa dalle autorità sanitarie per prevenire la diffusione del virus dell’influenza aviaria ha evidenziato un nuovo focolaio di contagio da aviaria. Si tratta di un allevamento di 18 mila tacchini a Portomaggiore, nel ferrarese, nel quale si era verificata una mortalità anomala dei volatili. L’allevamento si trova non molto distante dal sito di Ostellato, il primo ad essere stato colpito dall’aviaria. Gli esami specialistici condotti dalla sezione di Forlì dell’Istituto zooprofilattico, confermati dal Centro nazionale di riferimento per l’influenza aviaria di Padova, sui campioni prelevati nell’allevamento, hanno confermato la presenza del virus del tipo H7. Per fronteggiare il nuovo caso, la Regione ha già emanato un’ordinanza per l’attuazione delle misure straordinarie previste in questi casi dalla normativa sanitaria europea e nazionale. Il provvedimento comprende, tra le altre, operazioni di abbattimento degli animali presenti nell’allevamento, che inizieranno al più presto. Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, le autorità sanitarie confermano che non vi è alcun rischio per l’uomo derivante dal consumo di carni di tacchino. Per fare il punto della situazione si è svolto nel primo pomeriggio, in Regione, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Bertelli e dell’assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni, un incontro con i rappresentanti delle associazioni del comparto avicolo. Accanto a una forte preoccupazione per le ricadute economiche ed occupazionali dell’epidemia, i presenti hanno tuttavia pienamente condiviso la scelta delle autorità competenti di adottare misure rigorose per isolare i focolai e garantire in questo modo, oltre alla sicurezza sanitaria, anche la più rapida ripresa della produzione.
Il contagio a Portomaggiore (Fe). Scattate le misure di sicurezza. A breve inizieranno gli abbattimenti dei capi
La rete di protezione stesa dalle autorità sanitarie per prevenire la diffusione del virus dell’influenza aviaria ha evidenziato un nuovo focolaio di contagio da aviaria. Si tratta di un allevamento di 18 mila tacchini a Portomaggiore, nel ferrarese, nel quale si era verificata una mortalità anomala dei volatili. L’allevamento si trova non molto distante dal sito di Ostellato, il primo ad essere stato colpito dall’aviaria. Gli esami specialistici condotti dalla sezione di Forlì dell’Istituto zooprofilattico, confermati dal Centro nazionale di riferimento per l’influenza aviaria di Padova, sui campioni prelevati nell’allevamento, hanno confermato la presenza del virus del tipo H7. Per fronteggiare il nuovo caso, la Regione ha già emanato un’ordinanza per l’attuazione delle misure straordinarie previste in questi casi dalla normativa sanitaria europea e nazionale. Il provvedimento comprende, tra le altre, operazioni di abbattimento degli animali presenti nell’allevamento, che inizieranno al più presto. Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, le autorità sanitarie confermano che non vi è alcun rischio per l’uomo derivante dal consumo di carni di tacchino. Per fare il punto della situazione si è svolto nel primo pomeriggio, in Regione, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Bertelli e dell’assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni, un incontro con i rappresentanti delle associazioni del comparto avicolo. Accanto a una forte preoccupazione per le ricadute economiche ed occupazionali dell’epidemia, i presenti hanno tuttavia pienamente condiviso la scelta delle autorità competenti di adottare misure rigorose per isolare i focolai e garantire in questo modo, oltre alla sicurezza sanitaria, anche la più rapida ripresa della produzione.
giovedì 22 agosto 2013
INFLUENZA AVIARIA, NUOVO FOCOLAIO A MORDANO (BO)
Fonte: Regione Emilia - Romagna
L'allevamento è collegato a quello di Ostellato. Già operative tutte le misure sanitarie per il contenimento del fenomeno
Nuovo focolaio di influenza aviaria a Mordano, sul confine tra le province di Bologna e Ravenna. Il virus è stato individuato in un allevamento di galline ovaiole, di proprietà dello stesso Gruppo titolare del sito di Ostellato (Fe), nel quale il fenomeno si era presentato nei giorni scorsi. L’allevamento di Mordano, nel quale la conferma della presenza del virus del tipo H7 è stata fornita oggi dal Centro nazionale di referenza di Padova, è legato dal punto di vista produttivo e industriale al sito di Ostellato. L’accertamento del nuovo focolaio è avvenuto grazie alla stretta rete di sorveglianza sanitaria messa in campo dalla Regione e dalle autorità sanitarie, proprio per garantire il contenimento dell’infezione all’indomani della scoperta del virus nel sito di Ostellato. La Regione, per fronteggiare il nuovo caso di aviaria, ha già emanato un’ordinanza per l’attuazione delle misure straordinarie previste in questi casi dalla normativa sanitaria europea e nazionale. Previste, tra le altre misure, le operazioni di abbattimento dei quasi 500 mila esemplari presenti nell’allevamento. Prosegue intanto, in ottemperanza alle direttive assunte già la scorsa settimana, il monitoraggio degli allevamenti e la tutela della salute pubblica, sotto lo stretto coordinamento degli assessori regionali alle politiche per la salute, Carlo Lusenti, all'agricoltura, Tiberio Rabboni, e della vicepresidente della Regione Simonetta Saliera. Da parte delle Aziende Usl competenti e dai Servizi veterinari della Regione Emilia-Romagna sono state già predisposte tutte le azione utile a isolare il fenomeno. Questo sulla base dei protocolli operativi per la prevenzione della diffusione del virus che prevedono, tra l'altro, l’istituzione di zone di protezione e sorveglianza del territorio in cui risiede l'allevamento, il censimento di tutte le aziende e degli animali presenti, prelievi e accertamenti sierologici da parte dei veterinari, controlli straordinari su tutto il territorio regionale. Nei giorni scorsi l’Unità di crisi, riunita a Bologna per fare il punto della situazione, ha confermato che non vi è alcun rischio collegato al consumo di uova e carni avicole.
L'allevamento è collegato a quello di Ostellato. Già operative tutte le misure sanitarie per il contenimento del fenomeno
Nuovo focolaio di influenza aviaria a Mordano, sul confine tra le province di Bologna e Ravenna. Il virus è stato individuato in un allevamento di galline ovaiole, di proprietà dello stesso Gruppo titolare del sito di Ostellato (Fe), nel quale il fenomeno si era presentato nei giorni scorsi. L’allevamento di Mordano, nel quale la conferma della presenza del virus del tipo H7 è stata fornita oggi dal Centro nazionale di referenza di Padova, è legato dal punto di vista produttivo e industriale al sito di Ostellato. L’accertamento del nuovo focolaio è avvenuto grazie alla stretta rete di sorveglianza sanitaria messa in campo dalla Regione e dalle autorità sanitarie, proprio per garantire il contenimento dell’infezione all’indomani della scoperta del virus nel sito di Ostellato. La Regione, per fronteggiare il nuovo caso di aviaria, ha già emanato un’ordinanza per l’attuazione delle misure straordinarie previste in questi casi dalla normativa sanitaria europea e nazionale. Previste, tra le altre misure, le operazioni di abbattimento dei quasi 500 mila esemplari presenti nell’allevamento. Prosegue intanto, in ottemperanza alle direttive assunte già la scorsa settimana, il monitoraggio degli allevamenti e la tutela della salute pubblica, sotto lo stretto coordinamento degli assessori regionali alle politiche per la salute, Carlo Lusenti, all'agricoltura, Tiberio Rabboni, e della vicepresidente della Regione Simonetta Saliera. Da parte delle Aziende Usl competenti e dai Servizi veterinari della Regione Emilia-Romagna sono state già predisposte tutte le azione utile a isolare il fenomeno. Questo sulla base dei protocolli operativi per la prevenzione della diffusione del virus che prevedono, tra l'altro, l’istituzione di zone di protezione e sorveglianza del territorio in cui risiede l'allevamento, il censimento di tutte le aziende e degli animali presenti, prelievi e accertamenti sierologici da parte dei veterinari, controlli straordinari su tutto il territorio regionale. Nei giorni scorsi l’Unità di crisi, riunita a Bologna per fare il punto della situazione, ha confermato che non vi è alcun rischio collegato al consumo di uova e carni avicole.
martedì 20 agosto 2013
ORDINANZA DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE SULL'INFLUENZA AVIARIA
Fonte: Provincia di Ferrara
A questo indirizzo è possibile visionare l'Ordinanza del presidente della Giunta della Regione Emilia - Romagna con le misure di contenimento dell'influenza aviaria sul territorio regionale:
www.agrestetv.it/documenti/Ordinanza_aviaria.pdf
A questo indirizzo è possibile visionare l'Ordinanza del presidente della Giunta della Regione Emilia - Romagna con le misure di contenimento dell'influenza aviaria sul territorio regionale:
www.agrestetv.it/documenti/Ordinanza_aviaria.pdf
lunedì 19 agosto 2013
FOCOLAIO AVIARIA, A BOLOGNA L'UNITÀ DI CRISI FA IL PUNTO DELLA SITUAZIONE
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Bologna - Sono in fase di completamento le operazioni di chiusura del focolaio di influenza aviaria riscontrato in un allevamento avicolo a Ostellato in provincia di Ferrara, l’unico confermato sul territorio nazionale. Il punto della situazione è stato fatto oggi a Bologna, presso la sede della Regione, nel corso di una riunione dell’Unità di crisi, cui hanno partecipato rappresentanti del Ministero della salute, della Regione Emilia-Romagna, delle Regioni, a particolare vocazione avicola Lombardia, Veneto e Umbria, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, dell’ IZS delle Venezie - Centro di Referenza nazionale per l’influenza aviaria - dei Carabinieri per la tutela della salute, con lo scopo di aggiornare e rafforzare le misure sanitarie in corso. All’incontro hanno preso parte anche la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Simonetta Saliera e il sindaco di Ostellato Andrea Marchi. “La Regione Emilia-Romagna - ha detto Saliera - continua nel suo impegno sul territorio di costante monitoraggio e di adozione di tutte le misure precauzionali necessarie a circoscrivere il focolaio e ad evitare danni ad altri allevamenti avicoli, secondo le indicazioni del Ministero della Salute e della Unione europea”. Anche se al momento tutti i controlli effettuati su altri allevamenti hanno dato esito negativo, l’Unità di crisi ha deciso a scopo precauzionale di estendere le zone sottoposte a controllo sanitario anche all’alto Ferrarese e al basso Polesine e di rafforzare la vigilanza veterinaria negli allevamenti nonché le misure di biosicurezza. E’ stato ribadito che verranno erogati gli indennizzi sulla base della normativa nazionale e comunitaria. Si conferma anche che non vi è alcun rischio collegato al consumo di uova e carni avicole. L’Unità di crisi resterà attiva per monitorare l’applicazione delle misure sanitarie concordate, valutare l’eventuale evoluzione della situazione epidemiologica e fornire alla cittadinanza un’informazione costante e tempestiva. Il ministro della salute Beatrice Lorenzin segue l’evolversi della situazione per assicurare ogni cura a protezione del patrimonio avicolo nazionale e una rapida valutazione per il ristoro dei danni subiti attraverso la corresponsione dei previsti indennizzi.
Info: Comune di Ostellato (www.comune.ostellato.fe.it), Azienda Usl di Ferrara (www.ausl.fe.it), Regione Emilia-Romagna (www.regione.emilia-romagna.it).
Bologna - Sono in fase di completamento le operazioni di chiusura del focolaio di influenza aviaria riscontrato in un allevamento avicolo a Ostellato in provincia di Ferrara, l’unico confermato sul territorio nazionale. Il punto della situazione è stato fatto oggi a Bologna, presso la sede della Regione, nel corso di una riunione dell’Unità di crisi, cui hanno partecipato rappresentanti del Ministero della salute, della Regione Emilia-Romagna, delle Regioni, a particolare vocazione avicola Lombardia, Veneto e Umbria, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, dell’ IZS delle Venezie - Centro di Referenza nazionale per l’influenza aviaria - dei Carabinieri per la tutela della salute, con lo scopo di aggiornare e rafforzare le misure sanitarie in corso. All’incontro hanno preso parte anche la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Simonetta Saliera e il sindaco di Ostellato Andrea Marchi. “La Regione Emilia-Romagna - ha detto Saliera - continua nel suo impegno sul territorio di costante monitoraggio e di adozione di tutte le misure precauzionali necessarie a circoscrivere il focolaio e ad evitare danni ad altri allevamenti avicoli, secondo le indicazioni del Ministero della Salute e della Unione europea”. Anche se al momento tutti i controlli effettuati su altri allevamenti hanno dato esito negativo, l’Unità di crisi ha deciso a scopo precauzionale di estendere le zone sottoposte a controllo sanitario anche all’alto Ferrarese e al basso Polesine e di rafforzare la vigilanza veterinaria negli allevamenti nonché le misure di biosicurezza. E’ stato ribadito che verranno erogati gli indennizzi sulla base della normativa nazionale e comunitaria. Si conferma anche che non vi è alcun rischio collegato al consumo di uova e carni avicole. L’Unità di crisi resterà attiva per monitorare l’applicazione delle misure sanitarie concordate, valutare l’eventuale evoluzione della situazione epidemiologica e fornire alla cittadinanza un’informazione costante e tempestiva. Il ministro della salute Beatrice Lorenzin segue l’evolversi della situazione per assicurare ogni cura a protezione del patrimonio avicolo nazionale e una rapida valutazione per il ristoro dei danni subiti attraverso la corresponsione dei previsti indennizzi.
Info: Comune di Ostellato (www.comune.ostellato.fe.it), Azienda Usl di Ferrara (www.ausl.fe.it), Regione Emilia-Romagna (www.regione.emilia-romagna.it).
Etichette:
allevamento,
focolaio,
galline ovaiole,
influenza aviaria,
Ostellato,
Regione Emilia - Romagna
venerdì 16 agosto 2013
FOCOLAIO AVIARIA NEL FERRARESE, SETTE GIORNI PER LE OPERAZIONI DI ABBATTIMENTO
Fonte: Regione Emilia - Romagna
Riunita stamattina l'unità di crisi regionale. Attive le disposizioni straordinarie urgenti previste dall'ordinanza emanata dalla Regione
Focolaio di aviaria in un allevamento di Ostellato (Fe): continua con regolarità l’abbattimento degli animali, la durata delle operazioni è ipotizzabile intorno ai sette giorni. Il personale dipendente addetto all'impianto e i loro familiari sono stati fin da subito sottoposti a sorveglianza sanitaria. Questa mattina nella sede del Comune di Ostellato si è riunita l’unità di crisi costituita per l'emergenza, presenti il sindaco Andrea Marchi, la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Simonetta Saliera, il direttore generale dell'Ausl di Ferrara Paolo Saltari e altri funzionari e tecnici della sanità pubblica. L'abbattimento viene svolto secondo le normative comunitarie in materia di protezione animale, alla presenza costante di veterinari ufficiali dell'Azienda Usl di Ferrara. Le carcasse animali e materiali potenzialmente infetti vengono distrutti presso una ditta specializzata in tale attività sita in Emilia Romagna e autorizzata dalla Regione. Secondo la vigente normativa l'azienda interessata, che non ha contatti con altri allevamenti rurali della zona, verrà indennizzata per i danni subiti in conseguenza del focolaio. Non esistendo evidenze di trasmissione del virus alle persone attraverso il consumo di uova e carne non sono state disposte restrizioni al consumo di alimenti.
Riunita stamattina l'unità di crisi regionale. Attive le disposizioni straordinarie urgenti previste dall'ordinanza emanata dalla Regione
Focolaio di aviaria in un allevamento di Ostellato (Fe): continua con regolarità l’abbattimento degli animali, la durata delle operazioni è ipotizzabile intorno ai sette giorni. Il personale dipendente addetto all'impianto e i loro familiari sono stati fin da subito sottoposti a sorveglianza sanitaria. Questa mattina nella sede del Comune di Ostellato si è riunita l’unità di crisi costituita per l'emergenza, presenti il sindaco Andrea Marchi, la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Simonetta Saliera, il direttore generale dell'Ausl di Ferrara Paolo Saltari e altri funzionari e tecnici della sanità pubblica. L'abbattimento viene svolto secondo le normative comunitarie in materia di protezione animale, alla presenza costante di veterinari ufficiali dell'Azienda Usl di Ferrara. Le carcasse animali e materiali potenzialmente infetti vengono distrutti presso una ditta specializzata in tale attività sita in Emilia Romagna e autorizzata dalla Regione. Secondo la vigente normativa l'azienda interessata, che non ha contatti con altri allevamenti rurali della zona, verrà indennizzata per i danni subiti in conseguenza del focolaio. Non esistendo evidenze di trasmissione del virus alle persone attraverso il consumo di uova e carne non sono state disposte restrizioni al consumo di alimenti.
FOCOLAIO AVIARIA IN ALLEVAMENTO DEL FERRARESE
Fonte: Regione Emilia - Romagna
Colpito un allevamento in provincia di Ferarra. Ordinanza della Regione per l'attuazione delle immediate misure sanitarie
Colpito un allevamento di galline ovaiole dal virus dell’influenza aviaria. Le analisi sono state effettuate dal Centro nazionale di referenza di Padova. Si tratta di un ceppo ad alta virulenza del tipo H7. L’allevamento colpito composto da 128.000 galline si trova a Ostellato in provincia di Ferrara. L'azienda dal 13 agosto, quando si è manifestato il sospetto della malattia, è stata immediatamente isolata e sono state già predisposte da parte della Azienda USL di Ferrara e dai Servizi Veterinari della Regione Emilia- Romagna le operazioni di abbattimento sono iniziate giovedì 15 agosto. La Regione ha emanato un’ordinanza per l’attuazione di misure straordinarie previste dalla normativa sanitaria europea e nazionale per il contenimento dell’infezione, il monitoraggio degli allevamenti, per la tutela della salute pubblica, sotto lo stretto coordinamento dell’assessore alle politiche per la salute Carlo Lusenti, dell'assessore all'agricoltura Tiberio Rabboni e della vicepresidente Simonetta Saliera. Le misure volte alla prevenzione della diffusione del virus prevedono tra l'altro l’istituzione di zone di protezione e sorveglianza dell’area colpita, il censimento di tutte le aziende e degli animali presenti, prelievi e accertamenti sierologici da parte dei veterinari, controlli straordinari su tutto il territorio regionale e la sospensione di fiere e mercati di animali di specie vulnerabili.
Colpito un allevamento in provincia di Ferarra. Ordinanza della Regione per l'attuazione delle immediate misure sanitarie
Colpito un allevamento di galline ovaiole dal virus dell’influenza aviaria. Le analisi sono state effettuate dal Centro nazionale di referenza di Padova. Si tratta di un ceppo ad alta virulenza del tipo H7. L’allevamento colpito composto da 128.000 galline si trova a Ostellato in provincia di Ferrara. L'azienda dal 13 agosto, quando si è manifestato il sospetto della malattia, è stata immediatamente isolata e sono state già predisposte da parte della Azienda USL di Ferrara e dai Servizi Veterinari della Regione Emilia- Romagna le operazioni di abbattimento sono iniziate giovedì 15 agosto. La Regione ha emanato un’ordinanza per l’attuazione di misure straordinarie previste dalla normativa sanitaria europea e nazionale per il contenimento dell’infezione, il monitoraggio degli allevamenti, per la tutela della salute pubblica, sotto lo stretto coordinamento dell’assessore alle politiche per la salute Carlo Lusenti, dell'assessore all'agricoltura Tiberio Rabboni e della vicepresidente Simonetta Saliera. Le misure volte alla prevenzione della diffusione del virus prevedono tra l'altro l’istituzione di zone di protezione e sorveglianza dell’area colpita, il censimento di tutte le aziende e degli animali presenti, prelievi e accertamenti sierologici da parte dei veterinari, controlli straordinari su tutto il territorio regionale e la sospensione di fiere e mercati di animali di specie vulnerabili.
giovedì 21 giugno 2012
CATANIA: BENE SOSTEGNO UE A PRODUTTORI DANNEGGIATI DA AVIARIA (1999-2003)
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Voglio esprimere la mia soddisfazione per l’approvazione, da parte del Comitato di Gestione OCM unica, di un progetto di regolamento che prevede un sostegno per i produttori italiani danneggiati dall’influenza aviaria tra il 1999 e il 2003. Una decisione che pone fine a un errore compiuto dalla Commissione Ue a danno del nostro Paese”. Lo ha dichiarato il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, commentando l’esito del Comitato di Gestione OCM unica che si è tenuto oggi. La misura approvata prevede un cofinanziamento per un ammontare complessivo di 3.412.176 euro. La Commissione europea ha dovuto predisporre il provvedimento a seguito della sentenza della Corte di giustizia emessa lo scorso 17 gennaio. Il governo italiano si era, infatti, rivolto alla Corte per porre fine alla violazione del principio di non discriminazione commesso dalla Commissione a danno dell’Italia per aver accolto parzialmente le richieste di sostegno del nostro mercato, accogliendo favorevolmente soltanto quelle relative al settore delle uova ed ignorando quelle riguardanti il settore del pollame.
“Voglio esprimere la mia soddisfazione per l’approvazione, da parte del Comitato di Gestione OCM unica, di un progetto di regolamento che prevede un sostegno per i produttori italiani danneggiati dall’influenza aviaria tra il 1999 e il 2003. Una decisione che pone fine a un errore compiuto dalla Commissione Ue a danno del nostro Paese”. Lo ha dichiarato il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, commentando l’esito del Comitato di Gestione OCM unica che si è tenuto oggi. La misura approvata prevede un cofinanziamento per un ammontare complessivo di 3.412.176 euro. La Commissione europea ha dovuto predisporre il provvedimento a seguito della sentenza della Corte di giustizia emessa lo scorso 17 gennaio. Il governo italiano si era, infatti, rivolto alla Corte per porre fine alla violazione del principio di non discriminazione commesso dalla Commissione a danno dell’Italia per aver accolto parzialmente le richieste di sostegno del nostro mercato, accogliendo favorevolmente soltanto quelle relative al settore delle uova ed ignorando quelle riguardanti il settore del pollame.
martedì 17 gennaio 2012
AVIARIA, CONFAGRICOLTURA: “L’UNIONE EUROPEA DA’ FINALMENTE RAGIONE ALL’ITALIA: I NOSTRI PRODUTTORI VANNO RISARCITI”
Fonte: Confagricoltura
Confagricoltura esprime viva soddisfazione per la sentenza della Corte di Giustizia europea che dà ragione, finalmente, ai nostri avicoltori. L’Italia aveva presentato un ricorso perché era stata esclusa dalle misure eccezionali a sostegno del mercato nel settore del pollame, a seguito dei danni da influenza aviaria subiti dagli allevatori negli anni 1999-2003.
Confagricoltura è grata al ministro Catania che si è impegnato per il risarcimento degli ingenti danni subiti dal settore avicolo italiano, a causa della crisi commerciale prodotta dall’allarme mediatico a seguito dell’influenza aviaria. All’indomani dell’emergenza, infatti, furono varate misure comunitarie per sostenere esclusivamente gli allevatori dei Paesi Bassi e del Belgio. L’Italia fu ammessa per il solo comparto delle uova e i produttori di polli furono esclusi da qualsiasi intervento.
A questo punto, a parere di Confagricoltura, al di là della soddisfazione per il riconoscimento del principio di “non discriminazione”, che ha riconosciuto il diritto dei nostri produttori danneggiati, è necessario portare avanti in fretta e fino in fondo l’operazione per la definizione, lo stanziamento e l’erogazione dell’indennizzo del maggior numero possibile di quelle aziende che furono duramente colpite dalla crisi.
Confagricoltura esprime viva soddisfazione per la sentenza della Corte di Giustizia europea che dà ragione, finalmente, ai nostri avicoltori. L’Italia aveva presentato un ricorso perché era stata esclusa dalle misure eccezionali a sostegno del mercato nel settore del pollame, a seguito dei danni da influenza aviaria subiti dagli allevatori negli anni 1999-2003.
Confagricoltura è grata al ministro Catania che si è impegnato per il risarcimento degli ingenti danni subiti dal settore avicolo italiano, a causa della crisi commerciale prodotta dall’allarme mediatico a seguito dell’influenza aviaria. All’indomani dell’emergenza, infatti, furono varate misure comunitarie per sostenere esclusivamente gli allevatori dei Paesi Bassi e del Belgio. L’Italia fu ammessa per il solo comparto delle uova e i produttori di polli furono esclusi da qualsiasi intervento.
A questo punto, a parere di Confagricoltura, al di là della soddisfazione per il riconoscimento del principio di “non discriminazione”, che ha riconosciuto il diritto dei nostri produttori danneggiati, è necessario portare avanti in fretta e fino in fondo l’operazione per la definizione, lo stanziamento e l’erogazione dell’indennizzo del maggior numero possibile di quelle aziende che furono duramente colpite dalla crisi.
Etichette:
avicoltori,
confagricoltura,
Corte di Giustizia,
influenza aviaria,
Unione Europea
CATANIA, CORTE DI GIUSTIZIA UE DÀ RAGIONE AL NOSTRO PAESE E AI NOSTRI ALLEVATORI
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“La sentenza della Corte di Giustizia che dà ragione al nostro Paese e ai nostri allevatori è una buona notizia per l’agroalimentare italiano. Ritengo che si tratti di una decisione molto importante, soprattutto se si considerano gli ingenti danni subiti dal settore del pollame a causa delle stato di allarme provocato in quel periodo dall’influenza aviaria”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, commenta la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha accolto il ricorso presentato dal Governo italiano nel marzo 2005 contro la Commissione UE per l’omessa adozione di misure eccezionali a sostegno del mercato italiano nel settore del pollame, a seguito dei danni da influenza aviaria subiti dagli allevatori negli anni 1999-2003.
Il contenzioso era sorto a seguito dal varo del Regolamento (CE) n. 2102/2004 del 9 dicembre 2004 col quale la Commissione, dopo aver adottato analoghe misure per i Paesi Bassi e per il Belgio, aveva concesso anche all’Italia misure eccezionali a sostegno del mercato. Tali misure riguardavano però soltanto il settore delle uova, non considerando la richiesta italiana per la concessione del sostegno anche per i produttori di pulcini da carne. Il Governo italiano, dopo aver avviato le procedure per il ricorso nei confronti della Commissione UE, ha visto accolte le proprie istanze contro la violazione del principio di non discriminazione a danno dell'Italia.
“La sentenza della Corte di Giustizia che dà ragione al nostro Paese e ai nostri allevatori è una buona notizia per l’agroalimentare italiano. Ritengo che si tratti di una decisione molto importante, soprattutto se si considerano gli ingenti danni subiti dal settore del pollame a causa delle stato di allarme provocato in quel periodo dall’influenza aviaria”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, commenta la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha accolto il ricorso presentato dal Governo italiano nel marzo 2005 contro la Commissione UE per l’omessa adozione di misure eccezionali a sostegno del mercato italiano nel settore del pollame, a seguito dei danni da influenza aviaria subiti dagli allevatori negli anni 1999-2003.
Il contenzioso era sorto a seguito dal varo del Regolamento (CE) n. 2102/2004 del 9 dicembre 2004 col quale la Commissione, dopo aver adottato analoghe misure per i Paesi Bassi e per il Belgio, aveva concesso anche all’Italia misure eccezionali a sostegno del mercato. Tali misure riguardavano però soltanto il settore delle uova, non considerando la richiesta italiana per la concessione del sostegno anche per i produttori di pulcini da carne. Il Governo italiano, dopo aver avviato le procedure per il ricorso nei confronti della Commissione UE, ha visto accolte le proprie istanze contro la violazione del principio di non discriminazione a danno dell'Italia.
Iscriviti a:
Post (Atom)
