Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che la Guardia di Finanza di Siena, con la collaborazione tecnica e operativa dell’Ispettorato Repressione Frodi (ICQRF), ha condotto un’importante operazione che ha permesso di bloccare un traffico di ingente valore economico di falsi vini d’eccellenza, sostituiti con prodotti anonimi di modesta qualità.
Sono stati sequestrati 165.467 litri di falsi vini a DOCG per almeno un milione di euro e 2.350 contrassegni di Stato, documenti di trasporto, fatture e altra documentazione contraffatta.
La contraffazione veniva realizzata aggirando il sistema di tracciabilità posto a garanzia di tali produzioni. L’operazione è scattata a seguito della segnalazione da parte del Consorzio di Tutela del vino Brunello di Montalcino di movimentazioni di cantina fittizie, scoperte nel corso di una verifica dell’organismo di controllo Valoritalia srl, autorizzato alla certificazione del Brunello di Montalcino.
Un ruolo determinante nella sventata truffa è stato ricoperto da un consulente tecnico che si appropriava di documenti e materiali attestanti la DOCG, riproducendoli in modo contraffatto per scortare partite di uve e di vini comuni, che poi rivendeva come vini di qualità.
Inoltre, per completare la copertura fittizia del prodotto falsificato e renderne difficile l’individuazione da parte degli organi di controllo, provvedeva anche all’inserimento di dati falsi nella banca telematica A.R.T.E.A. della Regione Toscana. Il tecnico è stato imputato dei reati di frode in commercio, accesso abusivo a un sistema informatico, appropriazione indebita continuata e aggravata e falsi.
Ulteriori indagini sono ancora in corso per accertare la responsabilità di altri soggetti, operanti con diverse funzioni lungo la filiera di tali vini a DOCG.
“Abbiamo i mezzi giusti per difendere i nostri prodotti d’eccellenza – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – e l’operazione di oggi della Guardia di Finanza in collaborazione con il nostro Ispettorato repressione frodi ne è la conferma. L’azione di contrasto messa in campo testimonia che i livelli di presidio della qualità ci sono e funzionano. Proprio la sinergia operativa tra gli organismi di controllo e gli enti preposti alla certificazione, infatti, ha consentito di impedire che la frode colpisse ancora i consumatori e di porre fine a un’odiosa concorrenza sleale nei confronti dei produttori onesti. Chi vuole operare fuori dalle regole va messo fuori gioco e per questo ritengo importante l’esempio dato dal Consorzio del Brunello nel denunciare movimenti sospetti”.
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martedì 9 settembre 2014
VINO, GDF-ICQRF: BLOCCATA FRODE A DANNO DI VINI TOSCANI DOCG PER 1 MILIONE DI EURO
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venerdì 25 luglio 2014
AGRINSIEME, OLIO D’OLIVA: «CONTRASTARE LE TRIANGOLAZIONI DI PRODOTTO SPAGNOLO, “ITALIANIZZATO” ED ESPORTATO. DANNI ENORMI PER IL SETTORE OLIVICOLO E LA FILIERA»
Fonte: Agrinsieme
L’operazione della Guardia di Finanza, che ha scoperto una maxi truffa in Puglia e Calabria di olio spagnolo importato e fatto diventare, grazie a false fatture, “olio 100% italiano biologico”, dimostra che i sospetti che ha Agrinsieme sono fondati. Fa riflettere – osserva Agrinsieme analizzando i dati Ismea - il fatto che nel primo quadrimestre dell’anno sono quadruplicate le importazioni di olio proveniente dalla Spagna che sono passate in poco tempo da 46 mila a 200 mila tonnellate. «Si è registrato contestualmente - prosegue il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative agroalimentari - anche un notevole incremento di export di olio extravergine italiano (+15% per la categoria extravergine), sicuramente dovuto all’ottimo lavoro che stanno svolgendo i nostri produttori e la filiera; però resta il timore che possano esserci triangolazioni fraudolente, di olio spagnolo importato, “italianizzato” e quindi esportato a prezzi competitivi». L’invito di Agrinsieme alla forze dell’ordine «è di vigilare incessantemente sul prodotto in ingresso e di proseguire con determinazione nella lotta alla contraffazione che - oltre a penalizzare olivicoltori, filiera olearia e consumatori - crea danni enormi per l’immagine del made in Italy nel mondo, rischiando di compromettere mercati promettenti che si stanno conquistando con grande impegno, puntando sulla valorizzazione della qualità del prodotto nazionale».
L’operazione della Guardia di Finanza, che ha scoperto una maxi truffa in Puglia e Calabria di olio spagnolo importato e fatto diventare, grazie a false fatture, “olio 100% italiano biologico”, dimostra che i sospetti che ha Agrinsieme sono fondati. Fa riflettere – osserva Agrinsieme analizzando i dati Ismea - il fatto che nel primo quadrimestre dell’anno sono quadruplicate le importazioni di olio proveniente dalla Spagna che sono passate in poco tempo da 46 mila a 200 mila tonnellate. «Si è registrato contestualmente - prosegue il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative agroalimentari - anche un notevole incremento di export di olio extravergine italiano (+15% per la categoria extravergine), sicuramente dovuto all’ottimo lavoro che stanno svolgendo i nostri produttori e la filiera; però resta il timore che possano esserci triangolazioni fraudolente, di olio spagnolo importato, “italianizzato” e quindi esportato a prezzi competitivi». L’invito di Agrinsieme alla forze dell’ordine «è di vigilare incessantemente sul prodotto in ingresso e di proseguire con determinazione nella lotta alla contraffazione che - oltre a penalizzare olivicoltori, filiera olearia e consumatori - crea danni enormi per l’immagine del made in Italy nel mondo, rischiando di compromettere mercati promettenti che si stanno conquistando con grande impegno, puntando sulla valorizzazione della qualità del prodotto nazionale».
giovedì 24 luglio 2014
OLIO, MIPAAF: 16 ARRESTI E 400 TONNELLATE DI PRODOTTO SEQUESTRATO TRA PUGLIA E CALABRIA
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che nell’ambito di un’operazione antifrode nel settore della commercializzazione dell’olio di oliva sono state sequestrate circa 400 tonnellate di prodotto riconducibile a diverse imprese attive in Puglia e Calabria. Nel corso dell’operazione sono state emanate 16 ordinanze di custodia cautelare e 16 sequestri hanno coinvolto le aziende. L’operazione è stata condotta attraverso una collaborazione tra il Comando Provinciale Guardia di Finanza di Bari - Tenenza di Andria, l’Ispettorato Repressione Frodi del Mipaaf di Roma e Bari e l’Agenzia delle Dogane - Ufficio di Bari. Le imprese fornivano fatture false relative ad approvvigionamenti di olio extravergine di oliva prodotto in Italia, ma in realtà proveniente dalla Spagna. Le indagini hanno confermato che veniva trasformato, mediante sovrapposizione documentale, olio di produzione comunitaria in “olio 100% italiano biologico” con l’intento di veicolarlo nei confronti di altri soggetti partecipi all’organizzazione (confezionatori/commercianti all’ingrosso di olio) al fine di collocarlo sul mercato del consumatore finale, sfruttando il valore aggiunto delle menzioni riservate ai prodotti Made in Italy e biologici. “Voglio ringraziare – ha commentato il Ministro Maurizio Martina – tutto l'Icqrf, il nostro Ispettorato repressione frodi, per il grande lavoro fatto a protezione di un prodotto simbolo del Made in Italy come l'olio d'oliva. L'operazione di oggi, condotta dalla Procura di Trani e in collaborazione con la Guardia di Finanza, dimostra l'efficacia del sistema dei controlli e il concreto rafforzamento del coordinamento che abbiamo voluto con decisione. Azioni di contrasto come quella di oggi si inseriscono in un piano di azione contro l'illegalità, a tutela della sicurezza degli alimenti, della fiducia del consumatore e dei tantissimi produttori che con fatica e passione portano avanti il proprio lavoro rispettando le regole. Proprio sul settore dell'olio – ha concluso il Ministro Martina – stiamo portando avanti un lavoro importante di controlli e di analisi, tanto nella fase d'ingresso dall'estero quanto negli stabilimenti di lavorazione in Italia, per proteggere una filiera che vale quasi un miliardo e mezzo di euro solo di export”.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che nell’ambito di un’operazione antifrode nel settore della commercializzazione dell’olio di oliva sono state sequestrate circa 400 tonnellate di prodotto riconducibile a diverse imprese attive in Puglia e Calabria. Nel corso dell’operazione sono state emanate 16 ordinanze di custodia cautelare e 16 sequestri hanno coinvolto le aziende. L’operazione è stata condotta attraverso una collaborazione tra il Comando Provinciale Guardia di Finanza di Bari - Tenenza di Andria, l’Ispettorato Repressione Frodi del Mipaaf di Roma e Bari e l’Agenzia delle Dogane - Ufficio di Bari. Le imprese fornivano fatture false relative ad approvvigionamenti di olio extravergine di oliva prodotto in Italia, ma in realtà proveniente dalla Spagna. Le indagini hanno confermato che veniva trasformato, mediante sovrapposizione documentale, olio di produzione comunitaria in “olio 100% italiano biologico” con l’intento di veicolarlo nei confronti di altri soggetti partecipi all’organizzazione (confezionatori/commercianti all’ingrosso di olio) al fine di collocarlo sul mercato del consumatore finale, sfruttando il valore aggiunto delle menzioni riservate ai prodotti Made in Italy e biologici. “Voglio ringraziare – ha commentato il Ministro Maurizio Martina – tutto l'Icqrf, il nostro Ispettorato repressione frodi, per il grande lavoro fatto a protezione di un prodotto simbolo del Made in Italy come l'olio d'oliva. L'operazione di oggi, condotta dalla Procura di Trani e in collaborazione con la Guardia di Finanza, dimostra l'efficacia del sistema dei controlli e il concreto rafforzamento del coordinamento che abbiamo voluto con decisione. Azioni di contrasto come quella di oggi si inseriscono in un piano di azione contro l'illegalità, a tutela della sicurezza degli alimenti, della fiducia del consumatore e dei tantissimi produttori che con fatica e passione portano avanti il proprio lavoro rispettando le regole. Proprio sul settore dell'olio – ha concluso il Ministro Martina – stiamo portando avanti un lavoro importante di controlli e di analisi, tanto nella fase d'ingresso dall'estero quanto negli stabilimenti di lavorazione in Italia, per proteggere una filiera che vale quasi un miliardo e mezzo di euro solo di export”.
martedì 22 luglio 2014
AGRICOLTURA, OLIVERO: BENE OPERAZIONE ‘MELA STREGATA’
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
"Vorrei esprimere il mio plauso ai controlli che vengono operati dalla repressione frodi del MIPAAF e a tutto il personale impegnato nella Guardia di Finanzia e Ispettorato Repressioni Frodi (ICQRF)". Lo dichiara il senatore Andrea Olivero, vice ministro delle Politiche Agricole alimentari e forestali con delega all'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione delle frodi dei prodotti agroalimentari, in relazione all’operazione dal nome "Mela stregata", che ha portato nei giorni scorsi al sequestro di oltre 65 tonnellate di prodotti nocivi, spacciati per fertilizzanti. "Nell'attuale normativa - prosegue il viceministro - occorre eliminare i varchi all’utilizzo di sostanze come la matrina. La revisione del sistema biologico e della sua regolamentazione è oggetto prioritario della Presidenza italiana del semestre europeo e pertanto casi come quello segnalato devono essere di insegnamento nel modificare il sistema nella maniera corretta".
"Vorrei esprimere il mio plauso ai controlli che vengono operati dalla repressione frodi del MIPAAF e a tutto il personale impegnato nella Guardia di Finanzia e Ispettorato Repressioni Frodi (ICQRF)". Lo dichiara il senatore Andrea Olivero, vice ministro delle Politiche Agricole alimentari e forestali con delega all'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione delle frodi dei prodotti agroalimentari, in relazione all’operazione dal nome "Mela stregata", che ha portato nei giorni scorsi al sequestro di oltre 65 tonnellate di prodotti nocivi, spacciati per fertilizzanti. "Nell'attuale normativa - prosegue il viceministro - occorre eliminare i varchi all’utilizzo di sostanze come la matrina. La revisione del sistema biologico e della sua regolamentazione è oggetto prioritario della Presidenza italiana del semestre europeo e pertanto casi come quello segnalato devono essere di insegnamento nel modificare il sistema nella maniera corretta".
giovedì 10 aprile 2014
OLIO DI OLIVA, ICQRF: CON OPERAZIONE FUENTE SCOPERTA VASTA FRODE NEL SETTORE OLEARIO
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf), insieme alla Guardia di Finanza di Siena, ha condotto un’importante operazione che ha portato alla luce una frode in commercio e riciclaggio merceologico nel settore oleario. L’operazione “Fuente”, grazie a 15 perquisizioni presso importanti aziende e stabilimenti operanti a livello nazionale e internazionale e ad un’attività di monitoraggio degli oli in arrivo dall’estero nei principali porti italiani, ha permesso di scoprire l’introduzione sul territorio nazionale di oli cosiddetti “deodorati”, materia prima di scarsa qualità sottoposta a trattamenti industriali di raffinazione e quindi inutilizzabile per l’ottenimento di oli extravergini. “Il nostro impegno per la tutela della qualità e della sicurezza dell’olio extravergine d’oliva italiano è massimo, come dimostra l’operazione dell’Ispettorato repressione frodi. Siamo primi in Europa per i controlli nel campo dell’agroalimentare, solo nel 2013 sono state fatte più di 130mila operazioni. Dobbiamo continuare su questa strada per mantenere alto il livello qualitativo dei controlli e potenziarne l’efficacia”. Ha commentato così l’operazione il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf), insieme alla Guardia di Finanza di Siena, ha condotto un’importante operazione che ha portato alla luce una frode in commercio e riciclaggio merceologico nel settore oleario. L’operazione “Fuente”, grazie a 15 perquisizioni presso importanti aziende e stabilimenti operanti a livello nazionale e internazionale e ad un’attività di monitoraggio degli oli in arrivo dall’estero nei principali porti italiani, ha permesso di scoprire l’introduzione sul territorio nazionale di oli cosiddetti “deodorati”, materia prima di scarsa qualità sottoposta a trattamenti industriali di raffinazione e quindi inutilizzabile per l’ottenimento di oli extravergini. “Il nostro impegno per la tutela della qualità e della sicurezza dell’olio extravergine d’oliva italiano è massimo, come dimostra l’operazione dell’Ispettorato repressione frodi. Siamo primi in Europa per i controlli nel campo dell’agroalimentare, solo nel 2013 sono state fatte più di 130mila operazioni. Dobbiamo continuare su questa strada per mantenere alto il livello qualitativo dei controlli e potenziarne l’efficacia”. Ha commentato così l’operazione il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina
mercoledì 29 gennaio 2014
OPERAZIONE ICQRF E GDF DI PESARO CONTRO FALSO BIO DA ASIA ED EST EUROPA: SEQUESTRI PREVENTIVI PER 35 MILIONI DI EURO
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Si chiama VERTICAL BIO l’operazione con cui l’Ispettorato Repressione Frodi (ICQRF) e la Guardia di Finanza di Pesaro, con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato (in totale circa 150 uomini impiegati in diverse regioni d’Italia), hanno disarticolato stamane un’associazione per delinquere di carattere internazionale composta da diversi soggetti tra cui operatori inseriti nel settore dei prodotti da agricoltura biologica i quali, avvalendosi di un sistema collaudato di frode, importavano da Paesi terzi (Moldavia, Ucraina, India, ecc.) granaglie destinate al comparto zootecnico e, in taluni casi, all’alimentazione umana (in particolare, soia, mais, grano tenero e lino), falsamente certificate come “bio”, per poi rivenderle nell’ambito della Comunità europea a ignare aziende. L’attività si colloca nel quadro delle azioni di controllo promosse a tutela del made in Italy e della leale concorrenza, attuate per assicurare un adeguato livello qualitativo e di sicurezza delle derrate alimentari, garantendo i consumatori e gli operatori onesti. Nel corso delle indagini durate circa due anni sono stati utilizzati complessi metodi di investigazione tra cui intercettazioni telefoniche e analisi chimico-fisiche dei prodotti nonché ricostruzioni documentali. Tali strumenti hanno consentito di accertare che i responsabili di tale frode - capeggiati da un ultrasettantenne emiliano, chiamato dagli affiliati con il nome in codice di “maestro Joda” - hanno commercializzato prodotti dichiarati come biologici, mentre in realtà in alcuni casi erano stati ottenuti con il contributo di organismi geneticamente modificati (OGM) ovvero contaminati con principi attivi chimici vietati in agricoltura biologica (tra cui un diserbante come il glyphosate e brachizzanti come il clormequat). L’illecito in questione prevedeva addirittura che le società italiane coinvolte controllassero da un punto di vista tecnico e finanziario le realtà imprenditoriali operanti nei suddetti Paesi terzi sia gestendo i metodi di coltivazione dei prodotti che la certificazione biologica rilasciata dagli organismi di controllo preposti. Pertanto, gli esiti investigativi hanno portato all’esecuzione, in data odierna, di 9 ordinanze di misure cautelari degli arresti domiciliari e alla notifica di 4 misure interdittive del divieto di esercitare attività d’impresa nei confronti dei soggetti appartenenti all’associazione per delinquere. Contestualmente, sono stati eseguiti sequestri preventivi per “equivalente” per un ammontare complessivo di circa 35 milioni di euro corrispondenti all’illecito profitto derivante dall’attività fraudolenta; i sequestri sono stati eseguiti sui beni mobili, immobili, partecipazioni societarie e conti correnti riconducibili a 20 dei soggetti indagati, nonché sui beni aziendali di 6 società. L’accusa contestata è di associazione a delinquere finalizzata alla frode nell’esercizio del commercio, aggravata dalla transnazionalità del reato commesso a danno di un prodotto di qualità regolamentata. L’attività di polizia giudiziaria è stata delegata e coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Pesaro, Dr.ssa Silvia Cecchi
Si chiama VERTICAL BIO l’operazione con cui l’Ispettorato Repressione Frodi (ICQRF) e la Guardia di Finanza di Pesaro, con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato (in totale circa 150 uomini impiegati in diverse regioni d’Italia), hanno disarticolato stamane un’associazione per delinquere di carattere internazionale composta da diversi soggetti tra cui operatori inseriti nel settore dei prodotti da agricoltura biologica i quali, avvalendosi di un sistema collaudato di frode, importavano da Paesi terzi (Moldavia, Ucraina, India, ecc.) granaglie destinate al comparto zootecnico e, in taluni casi, all’alimentazione umana (in particolare, soia, mais, grano tenero e lino), falsamente certificate come “bio”, per poi rivenderle nell’ambito della Comunità europea a ignare aziende. L’attività si colloca nel quadro delle azioni di controllo promosse a tutela del made in Italy e della leale concorrenza, attuate per assicurare un adeguato livello qualitativo e di sicurezza delle derrate alimentari, garantendo i consumatori e gli operatori onesti. Nel corso delle indagini durate circa due anni sono stati utilizzati complessi metodi di investigazione tra cui intercettazioni telefoniche e analisi chimico-fisiche dei prodotti nonché ricostruzioni documentali. Tali strumenti hanno consentito di accertare che i responsabili di tale frode - capeggiati da un ultrasettantenne emiliano, chiamato dagli affiliati con il nome in codice di “maestro Joda” - hanno commercializzato prodotti dichiarati come biologici, mentre in realtà in alcuni casi erano stati ottenuti con il contributo di organismi geneticamente modificati (OGM) ovvero contaminati con principi attivi chimici vietati in agricoltura biologica (tra cui un diserbante come il glyphosate e brachizzanti come il clormequat). L’illecito in questione prevedeva addirittura che le società italiane coinvolte controllassero da un punto di vista tecnico e finanziario le realtà imprenditoriali operanti nei suddetti Paesi terzi sia gestendo i metodi di coltivazione dei prodotti che la certificazione biologica rilasciata dagli organismi di controllo preposti. Pertanto, gli esiti investigativi hanno portato all’esecuzione, in data odierna, di 9 ordinanze di misure cautelari degli arresti domiciliari e alla notifica di 4 misure interdittive del divieto di esercitare attività d’impresa nei confronti dei soggetti appartenenti all’associazione per delinquere. Contestualmente, sono stati eseguiti sequestri preventivi per “equivalente” per un ammontare complessivo di circa 35 milioni di euro corrispondenti all’illecito profitto derivante dall’attività fraudolenta; i sequestri sono stati eseguiti sui beni mobili, immobili, partecipazioni societarie e conti correnti riconducibili a 20 dei soggetti indagati, nonché sui beni aziendali di 6 società. L’accusa contestata è di associazione a delinquere finalizzata alla frode nell’esercizio del commercio, aggravata dalla transnazionalità del reato commesso a danno di un prodotto di qualità regolamentata. L’attività di polizia giudiziaria è stata delegata e coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Pesaro, Dr.ssa Silvia Cecchi
venerdì 9 agosto 2013
AGEA, IL GENERALE DELLA GDF MAINOLFI NOMINATO COMMISSARIO
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
La Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, ha nominato il Generale della Guardia di Finanza, Giovanni Mainolfi, Commissario di Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, ha nominato il Generale della Guardia di Finanza, Giovanni Mainolfi, Commissario di Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura.
giovedì 11 aprile 2013
GREEN WAR, CATANIA: ICQRF E GDF SEQUESTRANO 1500 TONNELLATE DI MAIS E 30 DI SOIA INDIANA
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Esprimo tutto il mio apprezzamento per l’operazione congiunta condotta dall’Ispettorato Centrale della Tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari e dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pesaro. Le sinergie che si sviluppano da tali forme di collaborazione assicurano, ancora una volta, la più ampia tutela del consumatore e degli operatori e la difesa dell’interno comparto agroalimentare. Deve essere una assoluta priorità contrastare tali fenomeni di illegalità che vanno a minare un settore fondamentale per l’economia del nostro Paese”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha commentato l’operazione “Green War” effettuata dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari in collaborazione con il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pesaro che ha portato a numerose perquisizioni a carico di operatori del settore dei prodotti da agricoltura biologica che importavano da Paesi terzi limitrofi all’U.E. (Moldavia e Ucraina) granaglie destinate al comparto zootecnico e, in taluni casi, all’alimentazione umana (in particolare, soia, mais, grano tenero e lino) falsamente certificate come ‘bio’ ma in realtà non conforme alla normativa comunitaria e nazionale. In alcuni casi, le produzioni agricole certificate come biologiche erano di fatto ottenute con elevato contenuto di Organismi geneticamente modificati (Ogm) o contaminate da agenti chimici vietati nell’agricoltura biologica. In particolare, le società nazionali, che avevano la gestione finanziaria e il controllo di aziende operanti in Moldavia e Ucraina, per sottrarsi al sistema di controlli, provvedevano allo sdoganamento delle merci a Malta, presso una società gestita da personale italiano, per poi destinarle in Italia. In un’occasione, i prodotti agricoli hanno viaggiato su gomma e sono transitati presso la dogana di Trieste-Fernetti. L’indagine ha posto sotto sequestro 1.500 tonnellate di mais proveniente dall’Ucraina, falsamente certificato come biologico e 30 tonnellate di soia indiana lavorata, verosimilmente contenente prodotti chimici vietati, destinata all’industria mangimistica, per l’alimentazione zootecnica. Le persone indagate sono 23 e una decina sono le società coinvolte.
“Esprimo tutto il mio apprezzamento per l’operazione congiunta condotta dall’Ispettorato Centrale della Tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari e dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pesaro. Le sinergie che si sviluppano da tali forme di collaborazione assicurano, ancora una volta, la più ampia tutela del consumatore e degli operatori e la difesa dell’interno comparto agroalimentare. Deve essere una assoluta priorità contrastare tali fenomeni di illegalità che vanno a minare un settore fondamentale per l’economia del nostro Paese”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha commentato l’operazione “Green War” effettuata dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari in collaborazione con il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pesaro che ha portato a numerose perquisizioni a carico di operatori del settore dei prodotti da agricoltura biologica che importavano da Paesi terzi limitrofi all’U.E. (Moldavia e Ucraina) granaglie destinate al comparto zootecnico e, in taluni casi, all’alimentazione umana (in particolare, soia, mais, grano tenero e lino) falsamente certificate come ‘bio’ ma in realtà non conforme alla normativa comunitaria e nazionale. In alcuni casi, le produzioni agricole certificate come biologiche erano di fatto ottenute con elevato contenuto di Organismi geneticamente modificati (Ogm) o contaminate da agenti chimici vietati nell’agricoltura biologica. In particolare, le società nazionali, che avevano la gestione finanziaria e il controllo di aziende operanti in Moldavia e Ucraina, per sottrarsi al sistema di controlli, provvedevano allo sdoganamento delle merci a Malta, presso una società gestita da personale italiano, per poi destinarle in Italia. In un’occasione, i prodotti agricoli hanno viaggiato su gomma e sono transitati presso la dogana di Trieste-Fernetti. L’indagine ha posto sotto sequestro 1.500 tonnellate di mais proveniente dall’Ucraina, falsamente certificato come biologico e 30 tonnellate di soia indiana lavorata, verosimilmente contenente prodotti chimici vietati, destinata all’industria mangimistica, per l’alimentazione zootecnica. Le persone indagate sono 23 e una decina sono le società coinvolte.
mercoledì 12 dicembre 2012
COLDIRETTI: BENE GUARDIA DI FINANZA A TUTELA TRASPARENZA DEL SETTORE
Fonte: Coldiretti Ferrara
"Totale apprezzamento” per l’azione di Guardia di Finanza e Magistratura contro le ipotesi di corruzione e malversazione all’interno del Ministero delle Politiche Agricole, ribadisce il presidente nazionale Sergio Marini.
Un totale apprezzamento all’ azione della Guardia di Finanza e della Magistratura con l’auspicio che si vada fino in fondo nel fare pienamente luce su una situazione che, se confermata, danneggia gravemente l’interesse e l’immagine di imprese, cittadini e di un intero sistema produttivo. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini in riferimento all’operazione della Guardia di Finanza che ha eseguito una serie di arresti nei confronti di funzionari pubblici e dirigenti del ministero delle Politiche Agricole e di imprenditori per reati contro la pubblica amministrazione. Abbiamo sempre sostenuto e continuiamo a sostenere con forza che - sottolinea Marini - il futuro della nostra agricoltura e dell’intero Paese è legato all’affermazione continua della verità e della trasparenza, alla correttezza e all’etica dei comportamenti. Questo - conclude Marini - vale per tutti, dalle imprese alla pubblica amministrazione che deve rappresentare, più di ogni altro, un esempio di credibile presidio istituzionale.
"Totale apprezzamento” per l’azione di Guardia di Finanza e Magistratura contro le ipotesi di corruzione e malversazione all’interno del Ministero delle Politiche Agricole, ribadisce il presidente nazionale Sergio Marini.
Un totale apprezzamento all’ azione della Guardia di Finanza e della Magistratura con l’auspicio che si vada fino in fondo nel fare pienamente luce su una situazione che, se confermata, danneggia gravemente l’interesse e l’immagine di imprese, cittadini e di un intero sistema produttivo. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini in riferimento all’operazione della Guardia di Finanza che ha eseguito una serie di arresti nei confronti di funzionari pubblici e dirigenti del ministero delle Politiche Agricole e di imprenditori per reati contro la pubblica amministrazione. Abbiamo sempre sostenuto e continuiamo a sostenere con forza che - sottolinea Marini - il futuro della nostra agricoltura e dell’intero Paese è legato all’affermazione continua della verità e della trasparenza, alla correttezza e all’etica dei comportamenti. Questo - conclude Marini - vale per tutti, dalle imprese alla pubblica amministrazione che deve rappresentare, più di ogni altro, un esempio di credibile presidio istituzionale.
CORRUZIONE, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “SCONCERTO PER LE IPOTESI DI REATO. ABBIAMO FIDUCIA CHE SI FACCIA TOTALE CHIAREZZA”
Fonte: Confagricoltura
“Siamo sconcertati da quanto emerso dalle notizie stampa sull’inchiesta che riguarda funzionari pubblici, dirigenti del ministero delle Politiche Agricole e imprenditori per supposti reati contro la Pubblica Amministrazione”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, che ha aggiunto “Abbiamo piena fiducia nell’operato della Guardia di Finanza e della Magistratura, che ci auguriamo faccia presto piena chiarezza”.
“Siamo sconcertati da quanto emerso dalle notizie stampa sull’inchiesta che riguarda funzionari pubblici, dirigenti del ministero delle Politiche Agricole e imprenditori per supposti reati contro la Pubblica Amministrazione”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, che ha aggiunto “Abbiamo piena fiducia nell’operato della Guardia di Finanza e della Magistratura, che ci auguriamo faccia presto piena chiarezza”.
martedì 26 giugno 2012
OLIO, CONFAGRICOLTURA: “EVITATA L’ENNESIMA TRUFFA A DANNO DEI CONSUMATORI E DEI PRODUTTORI”. BENE I CONTROLLI.
Fonte: Confagricoltura
L’indagine della Procura della Repubblica di Siena che, con un’azione congiunta tra ICQRF e Guardia di Finanza, ha portato all’accertamento dell’ennesima frode nel settore oleario, evitando una colossale truffa a danno dei consumatori e dei produttori.”
E’ questo il commento di Confagricoltura al sequestro, reso noto oggi, che ha interessato oltre 80 mila quintali di falso olio extravergine d’oliva, di cui più di 43.000 di extravergine ottenuto dalla miscelazione con materie prime di categoria inferiore, oli di oliva lampanti e vergini in particolare e oltre 38.000 quintali di olio extravergine di oliva dichiarato 100% italiano, ottenuto dalla miscelazione di prodotti di origine spagnola e greca, venduto a numerose ditte imbottigliatrici.
“E’ una chiara dimostrazione - sostiene Confagricoltura - dell’importanza dei controlli effettuati su tutto il territorio a difesa di una delle produzioni più rappresentative della qualità della produzione agroalimentare italiana.”
“Fatti come questo – continua l’Organizzazione agricola – che falsano il rapporto tra qualità e prezzo, non giovano al settore e vanificano gli sforzi profusi dalle aziende virtuose, che investono in qualità e promozione, e che subiscono la concorrenza di operatori senza scrupoli, che distruggono anni di lavoro e l’immagine dell’intera produzione agroalimentare italiana.
giovedì 14 giugno 2012
FALSO BIO, CONFAGRICOLTURA: IL VUOTO NORMATIVO EUROPEO FAVORISCE LE FRODI SUL PRODOTTO EXTRA-UE
Fonte: Confagricoltura
Confagricoltura plaude all’operazione della Guardia di Finanza che ha sequestrato, in varie città italiane, 1700 tonnellate di soia falsamente biologica, proveniente da Paesi dell’Est extra-Ue attraverso il porto di Ravenna. “La Commissione – ha sollecitato Confagricoltura – deve approvare i codici doganali specifici per il bio, da troppo tempo rinviati, e sospendere il regime di equivalenza ai paesi extra UE da cui è pervenuto il prodotto fraudolento”. “In più occasioni abbiamo denunciato come entri in Europa e nel nostro Paese prodotto pseudo-bio perché manca il codice doganale specifico per il bio extra-Ue – ha commentato Confagricoltura -. Basta un certificato falso e un prodotto convenzionale passa come biologico e non si ha la possibilità di tracciarlo. I sistemi di certificazione sui prodotti non comunitari sfuggono totalmente al controllo rigidissimo dell’Ente Europeo per l’Accreditamento (EA), a cui sono sottoposti invece quelli europei ed italiani”.
Confagricoltura plaude all’operazione della Guardia di Finanza che ha sequestrato, in varie città italiane, 1700 tonnellate di soia falsamente biologica, proveniente da Paesi dell’Est extra-Ue attraverso il porto di Ravenna. “La Commissione – ha sollecitato Confagricoltura – deve approvare i codici doganali specifici per il bio, da troppo tempo rinviati, e sospendere il regime di equivalenza ai paesi extra UE da cui è pervenuto il prodotto fraudolento”. “In più occasioni abbiamo denunciato come entri in Europa e nel nostro Paese prodotto pseudo-bio perché manca il codice doganale specifico per il bio extra-Ue – ha commentato Confagricoltura -. Basta un certificato falso e un prodotto convenzionale passa come biologico e non si ha la possibilità di tracciarlo. I sistemi di certificazione sui prodotti non comunitari sfuggono totalmente al controllo rigidissimo dell’Ente Europeo per l’Accreditamento (EA), a cui sono sottoposti invece quelli europei ed italiani”.
mercoledì 7 dicembre 2011
BRUNI (COGECA): "MAGGIORI CONTROLLI SU PRODOTTI BIOLOGICI PER PRESERVARE SETTORE IN CRESCITA"
Fonte: Segreteria Paolo Bruni
6 dicembre 2011: "Il maxi sequestro di falsi prodotti biologici effettuato questa mattina in varie regioni italiane, conferma la necessità di intensificare i controlli lungo tale filiera per difendere dalle speculazioni un settore in graduale ma costante crescita" lo ha dichiarato Paolo Bruni, presidente di Cogeca, commentando l'operazione "Gatto con gli stivali" condotta oggi dalla Guardia di Finanza.
"Il comparto del bio - ha aggiunto Bruni - ha mostrato la capacità in questi anni di conquistare un numero sempre maggiore di consumatori sul mercato nazionale ed europeo ed e' pertanto sempre più spesso oggetto di attenzione da parte di operatori spregiudicati i cui comportamenti criminali rischiano di vanificare lo sforzo delle numerose aziende agricole e cooperative che hanno effettuato importanti investimenti per valorizzare tali produzioni: è pertanto indispensabile proseguire sulla strada dei controlli capillari, in particolare sull'import di materie prime" ha concluso Bruni.
6 dicembre 2011: "Il maxi sequestro di falsi prodotti biologici effettuato questa mattina in varie regioni italiane, conferma la necessità di intensificare i controlli lungo tale filiera per difendere dalle speculazioni un settore in graduale ma costante crescita" lo ha dichiarato Paolo Bruni, presidente di Cogeca, commentando l'operazione "Gatto con gli stivali" condotta oggi dalla Guardia di Finanza.
"Il comparto del bio - ha aggiunto Bruni - ha mostrato la capacità in questi anni di conquistare un numero sempre maggiore di consumatori sul mercato nazionale ed europeo ed e' pertanto sempre più spesso oggetto di attenzione da parte di operatori spregiudicati i cui comportamenti criminali rischiano di vanificare lo sforzo delle numerose aziende agricole e cooperative che hanno effettuato importanti investimenti per valorizzare tali produzioni: è pertanto indispensabile proseguire sulla strada dei controlli capillari, in particolare sull'import di materie prime" ha concluso Bruni.
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