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sabato 21 marzo 2015

NITRATI - CASELLI E GAZZOLO: SÌ A UNA MAGGIORE FLESSIBILITÀ PER FAVORIRE L'UTILIZZO DEGLI EFFLUENTI ZOOTECNICI NELLA FERTILIZZAZIONE ORGANICA DEI SUOLI. PORTEREMO LA PROPOSTA AL "TAVOLO NAZIONALE NITRATI"

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“La Regione Emilia-Romagna è favorevole a una maggiore flessibilità nelle pratiche agronomiche, alla deroga ai carichi di azoto organico nelle zone vulnerabili e ai periodi di divieto a fronte di buone prassi e monitoraggi puntuali. Così da favorire l’uso degli effluenti zootecnici per la fertilizzazione organica dei suoli, razionalizzando l’uso della chimica, una pratica questa che ha anche una valenza ambientale molto importante”. E’ quanto dichiarano Simona Caselli e Paola Gazzolo, assessori regionali all’agricoltura e all’ambiente. “Lo studio Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ndr) sulla contaminazione da nitrati delle acque – spiegano Caselli e Gazzolo - arricchisce le nostre conoscenze in materia, che hanno una tradizione che parte da lontano e ci rafforza in questa posizione che è parte fondamentale della proposta che sottoporremo al ‘Tavolo nazionale nitrati’ non appena verrà convocato. Bene anche un percorso di semplificazione, ovviamente nell’ambito delle regole comunitarie”.

giovedì 19 marzo 2015

FILIERA SUINICOLA, OI GRAN SUINO ITALIANO: “NORME AMBIENTALI CHE SIANO CONDIVISE CON GLI ALLEVATORI E POLITICHE SANITARIE UGUALI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, CHE NON OSTACOLINO L’EXPORT”

Fonte: Organizzazione Interprofessionale del Gran Suino Italiano

“Da anni le aziende agricole pagano un prezzo troppo alto per contenere l’impatto ambientale, ora è necessario che queste norme vengano in primis concertate e condivise con gli allevatori”. E’ l’appello dell’OI Gran Suino italiano rivolto oggi alla Regione Emilia Romagna, durante il convegno “Ambiente e Sanità nella filiera suinicola italiana”. “Occorre inoltre rilanciare – prosegue la prima interprofessionale zootecnica italiana promotrice dell’incontro – le iniziative volte all’utilizzazione dei reflui zootecnici come elemento d’arricchimento della sostanza organica del terreno, proprio per il loro valore fertilizzante”. “Bene lo studio dell’ISPRA che evidenzia il basso impatto della zootecnia in relazione all’inquinamento dei nitrati. Auspichiamo pertanto – rimarca il presidente dell’OI Gran Suino italiano, Guido Zama – che la metodica utilizzata dall’Ispra, passi dalla fase sperimentale alla fase applicativa e diventi lo strumento per monitorare l’inquinamento dei nitrati. L’obiettivo è che tale metodica, venga poi adottata nell’individuazione delle aree vulnerabili. Al contempo le amministrazioni regionali devono tener conto di questi risultati, modificando l’atteggiamento negativo avuto sin d’ora nei confronti delle imprese zootecniche”. Affrontando nel dettaglio la tematica della normativa sanitaria applicata agli allevamenti suinicoli, il presidente dell’OI ha poi osservato: “Gli allevatori si aspettano una maggior semplificazione e un sistema di controllo che sia gestito in maniera meno burocratica. Che non sia inquisitorio bensì collaborativo. In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, è fondamentale instaurare un nuovo modo di confronto tra Asl e allevatori, indirizzato a costruire insieme politiche sanitarie sostenibili e gestibili. Infine, bisogna creare in tutt’Italia quelle condizioni sanitarie indispensabili per poter esportare nei Paesi Terzi, come ha dichiarato anche l’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, Simona Caselli”.

mercoledì 11 febbraio 2015

NITRATI: COLDIRETTI E-R, BENE ROAD MAP PER REVISIONE ZONE VULNERABILI

Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna  

TONELLO: CONFERMATA NOSTRA POSIZIONE, SALVO 50% PLV AGRICOLA REGIONALE

Dopo le tante battaglie condotte da Coldiretti Emilia Romagna per dimostrare che la zootecnia non è la fonte di inquinamento dei nitrati nelle falde acquifere, accogliamo positivamente la Road Map per arrivare in tempi brevi alla revisione delle zone vulnerabili ai nitrati. E’ quanto afferma il presidente di Coldiretti Emilia Romagna nel commentare positivamente la proposta congiunta dei ministri dell’Agricoltura, Maurizio Martina e dell’Ambiente, Gianluca Galletti di accelerare i tempi e prevedere la presentazione il 17 marzo prossimo da parte delle Regioni interessate delle proposte per la revisione delle zone vulnerabili, a seguito del confronto tecnico anche con gli assessori all’ambiente delle Regioni. “La metà dei 4.000 milioni di Euro della Plv agricola dell’Emilia Romagna – commenta Tonello – è costituito dagli allevamenti il cui futuro dipende in larga parte dalla Road Map, in particolare per quanto riguarda i prodotti di eccellenza, dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano, dal prosciutto di Parma al culatello di Zibello. Già tre anni fa uno studio dell’Università di Ferrara, svolto nell’ambito del progetto europeo Eu.Water, dimostrava che lo spandimento dei concimi organici non aumenta l’inquinamento da nitrati, ma anzi lo diminuisce, confermando le posizioni di Coldiretti. Ben venga, quindi, lo studio super-partes dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) che scagiona definitivamente l’allevamento e accerta finalmente la responsabilità nell’inquinamento delle acque sotterranee di settori diversi dalla zootecnia”. Coldiretti Emilia Romagna – ha proseguito Tonello – prende atto della volontà di rispettare l’accordo “salva stalle” promosso da Coldiretti con i due Ministri interessati e di chiudere entro due mesi l’istruttoria regionale per portare a termine l’operazione verità nella perimetrazione delle aree vulnerabili. “Ci auguriamo – ha concluso Tonello - è che entro il 17 marzo tutte le regioni interessate, Emilia Romagna in testa, possano portare al tavolo di lavoro convocato in sede congiunta dai ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente una propria proposta supportata da idonei dati tecnici così da consentire immediatamente la discussione a livello europeo della nuova delimitazione”.

TAVOLO NITRATI, CONFAGRICOLTURA: “SERVE PASSO AVANTI PER LA SEMPLIFICAZIONE DEGLI ADEMPIMENTI BUROCRATICI E TECNICI PER IL SETTORE ZOOTECNICO”

Fonte: Confagricoltura

Il tavolo sui nitrati tenutosi ieri, con i ministri Martina e Galletti e le Regioni, al quale ha partecipato anche il vicepresidente di Confagricoltura Ezio Veggia, ha confermato che, in base allo studio dell’ISPRA presentato il 28 gennaio, ci sono le condizioni per fare un ulteriore passo avanti per una semplificazione degli adempimenti burocratici e tecnici per il settore zootecnico. Gli obiettivi indicati – ricorda Confagricoltura - sono quelli di: emanare rapidamente il decreto digestato, che contiene alcune prime semplificazioni nella gestione degli effluenti zootecnici e regola l’utilizzazione agronomica del digestato, su cui a breve verrà fornito il parere della Commissione Europea; rinnovare la richiesta di deroga anche se riguarda un numero limitato di aziende zootecniche; procedere all’aggiornamento delle aree vulnerabili. Rispetto a quest’ultimo punto, i ministri Martina e Galletti hanno fissato a metà marzo la data in cui si procederà alla verifica della documentazione predisposta dalle regioni per ridefinire le aree vulnerabili. Ad avviso di Confagricoltura è indispensabile che la scadenza fissata nella riunione di oggi sia rispettata al fine di poter dare concretamente attuazione a quanto previsto dall’Accordo Stato Regioni del 5 maggio 2011 che, in relazione ai risultati dello studio Ispra, prevede, attraverso la collaborazione dei ministeri competenti e delle regioni, l'aggiornamento delle zone vulnerabili e l'adeguamento dei programmi di azione. Confagricoltura sottolinea inoltre che è sempre più necessario aprire un confronto con l’Unione Europea per rivedere la direttiva nitrati attraverso una maggiore flessibilità delle disposizioni, che diano soprattutto la possibilità agli Stati Membri di stabilire i quantitativi di effluenti zootecnici, acque reflue e digestato utilizzabili per ettaro in relazione alle proprie realtà, superando le attuali rigide disposizioni che stanno mettendo in difficoltà l’interno comparto zootecnico.

martedì 10 febbraio 2015

NITRATI, MIPAAF: IL 17 MARZO LE REGIONI PRESENTERANNO PROPOSTE PER REVISIONE AREE VULNERABILI

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali 

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si è tenuta presso la sede del Dicastero una riunione del tavolo di lavoro sui nitrati a cui hanno partecipato il Ministro Maurizio Martina, il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, gli assessori all’agricoltura delle Regioni e rappresentanti delle organizzazioni agricole. Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sull’avanzamento dei lavori per decidere i prossimi step operativi, anche alla luce dei risultati dello studio Ispra che è stato presentato lo scorso 28 gennaio. Su proposta del Ministro Martina e del Ministro Galletti si è stabilito che il 17 marzo le Regioni interessate presenteranno proposte per la revisione delle zone vulnerabili, a seguito del confronto tecnico anche con gli assessori all’ambiente delle Regioni. A tale proposito è stato dato mandato al coordinatore degli assessori regionali all’Agricoltura, Fabrizio Nardoni, di informare il coordinatore degli assessori regionali all’Ambiente per procedere in modo rapido nel lavoro.

giovedì 29 gennaio 2015

COLDIRETTI EMILIA - ROMAGNA: AMBIENTE: ISPRA SCAGIONA ALLEVAMENTI DA INQUINAMENTO

Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna  

VIA LIBERA REVISIONE ZONE VULNERABILI A NITRATI

Lo studio completato dall’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) scagiona definitivamente gli alevamenti e accerta finalmente la responsabilità nell’inquinamento delle acque sotterranee di settori diversi e concorrenti dai fanghi di depurazione agli scarichi civili. E’ quanto afferma la Coldiretti Emilia Romagna nel commentare i risultati dello studio dell’Ispra presentati anche al ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina e al ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, sull'applicazione del nuovo modello di analisi isotopico nelle Regioni del Bacino del Po, Emilia Romagna compresa. Fermo restando la necessità di confermare gli obiettivi e gli strumenti di applicazione della direttiva europea in materia di tutela delle acque dall’inquinamento, dallo studio - sottolinea la Coldiretti - emerge un quadro diverso da quello rappresentato storicamente che assegnava alla zootecnia l’unica responsabilità. Dalla ricerca emerge - precisa Coldiretti - che il contributo dell’allevamento non è mai superiore ad un terzo del totale complessivo dell’inquinamento accertato attraverso un piano di monitoraggio diffuso nelle regioni ad alta vocazione come l’Emilia Romagna. “Rispetto alle scelte strategiche di valorizzazione del settore che la nuova riforma della politica agricola comune richiede si tratta, allora, di affrettare l’istruttoria diretta alla revisione del perimetro delle zone vulnerabili a tutela delle migliori produzioni dell’autentico Made in Italy” ha affermato il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello. Ciascun settore - sottolinea Tonello - dovrà farsi carico della propria responsabilità ma sarebbe irresponsabile continuare a chiedere soltanto alla zootecnia di addossarsi oneri e vincoli che dipendono da attività diverse”. “L’operazione verità voluta dalla Coldiretti per salvare gli allevamenti e i salumi e i formaggi made in Italy e viene finalmente confortata da risultati scientifici che abbiamo per anni richiesto. Occorre – ha concluso Tonello - dare atto della compattezza del Governo che attraverso i Ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente ha posto le condizioni per rimuovere i vincoli ingiusti che hanno fino ad ora colpito la zootecnia italiana”.

STUDIO ISPRA SUI NITRATI, CONFAGRICOLTURA: “IMPATTO DELLA ZOOTECNIA LIMITATO”

Fonte: Confagricoltura

“Finalmente è stato presentato lo studio di Ispra previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 5 maggio 2011, sulla contaminazione dei nitrati delle acque e sulle diverse sorgenti di contaminazione. Dai dati forniti si ricava che l’apporto della zootecnica è sicuramente più limitato rispetto a quanto finora considerato e non è mai significativamente prevalente rispetto alle altre fonti interessate”. Lo ha posto in evidenza il vicepresidente di Confagricoltura Ezio Veggia che ha partecipato al seminario illustrativo. Nel sottolineare l’importanza del lavoro svolto fino ad ora dai ministri dell’Agricoltura Martina e dell’Ambiente Galletti e dalle Regioni, attraverso iniziative concertate e coordinate, il vicepresidente di Confagricoltura ha auspicato che al ‘Tavolo Nitrati” del 10 febbraio si possano definire “le ulteriori azioni necessarie per dare risposte puntuali al settore zootecnico”. Difatti, è sempre più necessario intervenire, ed occorre farlo tempestivamente, se non si vuole continuare ad assistere ad un forte ridimensionamento di un settore che contribuisce alla maggior parte delle produzioni di qualità italiane. Ad avviso di Confagricoltura l’evoluzione della normativa comunitaria sulla tutela delle acque e sulla prevenzione dell’inquinamento atmosferico, a fronte di una legislazione sui nitrati oramai datata, impone un approccio integrato degli interventi che, nel rispetto della tutela dell’ambiente, non ostacoli lo sviluppo della zootecnica italiana e non limiti la sua competitività nel contesto internazionale, con le conseguenti pesanti ripercussioni negative riguardo alla produzione agricola, all’occupazione ed alla tutela del territorio. “In tale contesto – ha posto in evidenza Veggia - occorre procedere ad una rapida pubblicazione del decreto effluenti che definisce una semplificazione degli adempimenti ed una maggiore flessibilità nei periodi di utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici e che fornisce un quadro normativo certo sull’utilizzazione agronomica del digestato”. Il digestato insieme agli effluenti zootecnici – ha poi ricordato il rappresentante di Confagricoltura - contribuisce al ripristino della sostanza organica dei suoli e dà la possibilità di diminuire l’utilizzo dei fertilizzanti chimici, fornendo risposte ad alcune criticità evidenziate dallo studio Ispra. Il vicepresidente di Confagricoltura ha infine sollecitato che, “in relazione alla vicina scadenza fissata per le Regioni per la definizione dei nuovi programmi di azione, si proceda, nelle aree in cui i dati dell’Ispra hanno evidenziato un limitato peso della zootecnica alla contaminazione dai nitrati, alla riperimetrazione delle zone vulnerabili”.

NITRATI, MARTINA: BISOGNA INCIDERE SULLE VERE FONTI DI INQUINAMENTO E NON SCARICARE COLPE SOLO SULLA ZOOTECNIA. IL 10 FEBBRAIO RIUNIONE PER NUOVE AZIONI OPERATIVE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il Ministro Maurizio Martina ha partecipato ieri mattina al convegno “La contaminazione da nitrati delle acque: applicazione di un modello isotopico nelle regioni del Bacino del Po, della Pianura Veneta e del Friuli Venezia Giulia” che si è tenuto presso la sede Unicef a Roma. Nel corso del convegno è stato presentato lo studio realizzato da Ispra su incarico del Mipaaf, finalizzato all’individuazione delle diverse fonti di inquinamento da nitrati nelle acque. Lo studio ha evidenziato la prevalenza della fonte di inquinamento da fertilizzanti minerali, rispetto a quella zootecnica, erroneamente considerata sino ad oggi la principale causa della contaminazione da nitrati e la prevalenza delle sorgenti di inquinamento multiple, vale a dire quelle in cui concorrono il settore civile/industriale, i fertilizzanti minerali utilizzati in agricoltura ed il settore zootecnico. La metodologia messa a punto da Ispra e i risultati raggiunti consentono l’apertura di un dibattito scientifico, da portare anche a livello comunitario, in modo da affrontare il problema della direttiva nitrati in maniera da incidere sulle reali fonti di inquinamento delle acque. “Sul tema nitrati – ha spiegato il Ministro Martina – stiamo lavorando con una forte collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e i risultati dello studio dell’Ispra aprono nuove possibilità d’intervento. In questi anni è stato troppo forte il carico di responsabilità addossato all’agricoltura e alla zootecnia rispetto all’inquinamento da nitrati. È ora di riequilibrare. Le analisi dell’Ispra ci aiutano a riconoscere effettivamente meglio le fonti principali da cui partire per gestire la questione sui nitrati e aggiornarla. Sulla contaminazione delle acque, infatti, bisogna comprendere che la zootecnia non può essere l’unico settore sulla quale incide pesantemente una direttiva comunitaria risalente a vent’anni fa. L’esigenza di tutelare risorse come acqua e terra è una priorità, così come dobbiamo salvaguardare la produzione agricola. Abbiamo firmato il decreto sugli effluenti, che si aspettava da molti anni, e che ci rende credibili nel dire che in Italia è avviato un percorso per la riduzione dell’impatto ambientale. Il prossimo 10 febbraio riuniremo il tavolo di lavoro con il Ministro Galletti, le Regioni interessate e le organizzazioni per decidere i prossimi step operativi anche in ambito europeo”.

mercoledì 3 dicembre 2014

COLDIRETTI: ACCORDO CON GOVERNO PER LA RIDEFINIZIONE DELLE ZONE VULNERABILI AI NITRATI

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Un piano congiunto tra Coldiretti ed i Ministeri dell’agricoltura e dell’ambiente per scongiurare la chiusura di allevamenti e le penalizzazioni per le aree definite vulnerabili senza una effettiva analisi puntuale della loro natura e caratteristiche. “Bene la riconsiderazione anche delle altre fonti di inquinamento non agricole – sottolinea il presidente di Coldiretti Ferrara, Gulinelli – che risultano ben più incidenti rispetto ad allevamenti e coltivazioni”.

È stato sottoscritto a Milano, nei giorni scorsi, nell’ambito del forum “Made in Italy dopo Expo 2015” , il protocollo che rivede la definizione delle zone vulnerabili ai nitrati dal presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e dai ministri all’Agricoltura, Maurizio Martina, e all’Ambiente, Gian Luca Galletti. Il piano, che scongiura la chiusura di migliaia di allevamenti, prevede che entro 45 giorni il Governo emetta un decreto per la ridefinizione delle zone vulnerabili, dopo il quale le Regioni avranno 30 giorni per disegnare la nuova mappa di gestione degli effluenti da allevamento. Nella nuova classificazione si terrà conto dei carichi derivanti da eventuali fonti di pressione di origine non agricola che possono concorrere a determinare o ad attenuare lo stato di contaminazione. “Un passo determinante per salvare gli allevamenti italiani e continuare ad assicurare la produzione di salumi e formaggi Made in Italy - ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo -, giustificato dagli studi recenti dell’Ispra che hanno chiarito come il coinvolgimento della fonte zootecnica nelle problematiche ambientali sia del tutto trascurabile o minimo mentre assume un forte rilevanza il contributo di altre sorgenti in particolari minerali”. “Secondo questi dati – evidenzia Sergio Gulinelli, presidente di Coldiretti Ferrara - l’agricoltura ha un impatto di appena il 10 per cento sulle falde, tutto il resto deriva da scarichi industriali e residenziali che si sono moltiplicati per l’espansione urbanistica. Si tratta di una conferma a livello di bacino ancora più ampio, di quanto rilevato anche dagli studi di pochi anni fa della nostra Università nei riguardi dei terreni ferraresi, indistintamente classificati come vulnerabali anche se di diversa tipologia fisico chimica e quindi non omogenei sua così vasta scala. Anzi in quello studio si rilevava un miglioramento della qualità delle acqua in uscita dagli scoli aziendali rispetto ai parametri di immissione, conclamando un effetto filtro dei terreni a beneficio dell’ambiente” In fase di ridefinizione delle zone vulnerabili si esamineranno anche il livello di inquinamento esistente, la tipologia e la consistenza delle attività svolte nelle aree che risultano compromesse, le possibili fonti di inquinamento, comprese quelle naturali, il rapporto di causa ed effetto tra i diversi fattori, vale a dire, l’individuazione di quanto ciascuno degli elementi (naturali o antropici) incide sull’inquinamento esistente o rischia di aggravarlo e, quindi, la tipologia ed il livello di inquinamento che ogni fonte di pressione è in grado di causare. Le zone vulnerabili da nitrati – inizialmente designate dalle Regioni per fronteggiare la procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea per l’incompleto recepimento della direttiva comunitaria – risultano pari a circa 4 milioni di ettari che si concentrano nelle aree di pianura e rappresentano quasi il 31,8 per cento della superficie agricola utilizzabile secondo una mappa vecchia di oltre 20 anni che rischiava di mettere in ginocchio gli allevamenti del nord Italia (Veneto, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna) con migliaia di aziende destinate a chiudere e la conseguente perdita di posti di lavoro, oltre che penalizzare le aziende agricole costrette a ridurre gli apporti di nutrienti alle colture in modo indiscriminato, ovvero scollegato dalla effettiva condizione aziendale dei terreni e delle coltivazioni.

mercoledì 6 agosto 2014

TAVOLO NITRATI, MIPAAF: RAGGIUNTO ACCORDO SULL’UTILIZZO AGRONOMICO DEL DIGESTATO

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che, alla presenza del Ministro Maurizio Martina e del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, si è svolta ieri la riunione del tavolo di lavoro sui nitrati, cui hanno preso parte anche i rappresentanti delle Regioni maggiormente interessate all’attuazione della direttiva nitrati e delle organizzazioni di categoria. Durante l’incontro è stata presa in esame l’ultima versione del decreto interministeriale “Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue, nonché per la produzione e l’utilizzazione agronomica del digestato”. L’analisi si è in particolare soffermata su alcuni aspetti di particolare rilevanza, quali: la suddivisione del digestato in agrozootecnico e agroindustriale; le condizioni per la sua assimilazione ai fertilizzanti di origine chimica; l’uso delle produzioni agricole dedicate da immettere negli impianti di digestione anaerobica; la possibilità di utilizzare metodi alternativi al limite di spandimento di 340 kg/ha di azoto nelle zone non vulnerabili. Alla fine dell’incontro, il Ministro Martina, ringraziando il Ministro Galletti per la sensibilità dimostrata di fronte ad una problematica rimasta irrisolta da anni, si è impegnato a trasmettere al Ministero dell’Ambiente l’ultima versione del decreto “effluenti di allevamento-digestato”, sulla base delle intese raggiunte ieri, affinché possa essere condiviso ed inviato al più presto all’esame della Conferenza Stato Regioni per il previsto parere.

martedì 22 ottobre 2013

NITRATI, RABBONI CHIEDE AI MINISTRI DE GIROLAMO E ORLANDO UNA RAPIDA CONCLUSIONE DEL PROGETTO DI RICERCA DELL'ISPRA PER L'EVENTUALE REVISIONE DELLE ZONE VULNERABILI

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

L’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni sollecita la rapida conclusione del progetto di ricerca dell’Ispra per verificare l’effettivo contributo delle attività agricole alla produzione di nitrati e, nel frattempo, la convocazione del “tavolo” tecnico-istituzionale che deve valutarne lo stato di avanzamento. In una lettera ai ministri Nunzia De Girolamo delle politiche agricole e Andrea Orlando dell’ambiente, Rabboni sottolinea “l’urgenza evidenziata anche dal mondo produttivo di poter disporre di dati scientifici incontrovertibili, sia sull’origine degli inquinanti, sia sull’opportunità ed efficacia delle prescrizioni che gli agricoltori delle Regioni del bacino del fiume Po sono chiamati da vent’anni ad applicare”. L’ultimo incontro del tavolo tecnico-istituzionale si è svolto nel mese di giugno e da allora non sono ancora “pervenute – sottolinea Rabboni – precise indicazioni sui tempi di realizzazione delle diverse attività concordate”, mentre in base alla convenzione tra Ministero delle politiche agricole e Ispra il programma di ricerca dovrebbe comunque concludersi entro il 31 dicembre 2013. La conclusione di tale studio rappresenta un passaggio fondamentale per poi procedere a un’eventuale proposta di revisione delle zone vulnerabili, così come previsto dalla stessa Direttiva Nitrati.

giovedì 28 febbraio 2013

NITRATI, CONFAGRICOLTURA: “LA NORMA ITALIANA NON PIACE A BRUXELLES. PESANTI LE RIPERCUSSIONI SUL MONDO AGRICOLO”

FONTE: CONFAGRICOLTURA

Confagricoltura è preoccupata per la presa di posizione della Commissione Europea sull'attuazione della direttiva nitrati da parte dell'Italia a seguito delle modifiche introdotte dall’art. 36 della legge 221/12 che ha previsto l'applicazione di disposizioni meno vincolanti nelle aree vulnerabili dai nitrati di origine agricola, in attesa dell'aggiornamento delle stesse da parte delle Regioni.

Da quanto risulta – osserva Confagricoltura -  se non verranno fornite dalle Autorità italiane idonee precisazioni entro 15 giorni dal ricevimento della lettera del Commissario all'Ambiente la questione sarà esaminata dalla Corte di giustizia europea con l'inevitabile condanna del nostro Paese al pagamento di pesanti sanzioni. Inoltre, ci potrebbero essere ripercussioni anche per gli agricoltori per il mancato rispetto di una delle misure di condizionalità previste dalla PAC, con possibile revoca dei contributi e richiesta di restituzione di quelli già erogati.

“È indispensabile che i ministeri competenti e le Regioni individuino una strategia comune affinché venga superata questa difficile fase, evitando peraltro che si creino situazioni disomogenee sul territorio nazionale”.

Ad avviso di Confagricoltura “l'obiettivo di aggiornare la delimitazione delle aree vulnerabili, previsto dalla legge di stabilità, deve essere rapidamente perseguito, evitando però di inseguire ‘scorciatoie apparentemente facili’ che finirebbero esclusivamente con il mettere ancor più in difficoltà un settore già in crisi. Ed occorre dare risposte puntuali alle esigenze delle imprese zootecniche che stanno riscontrando notevoli difficoltà ad applicare i numerosi adempimenti previsti dalla normativa sui nitrati di origine agricola anche a causa degli elevati costi di adeguamento”.

Per tale motivo Confagricoltura auspica “che possa essere concluso rapidamente lo studio previsto dall’Accordo Stato Regioni del 5 maggio 2011 finalizzato ad aggiornare la delimitazione delle aree vulnerabili, anche sulla base del ruolo effettivo sull’inquinamento delle acque esercitato anche dalle sorgenti extra-agricole, così da poter presentare alla Commissione Europea, in conformità con quanto previsto dalla direttiva nitrati, una richiesta supportata da adeguate basi scientifiche”.

giovedì 7 febbraio 2013

COLDIRETTI: DA MINISTRO CLINI ARROGANZA POLITICA SUI NITRATI.

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Il presidente nazionale ribadisce che Coldiretti è pronta ad agire in ogni sede per tutelare i propri soci di fronte alla negazione della realtà sul problema dell’inquinamento da nitrati, le cui fonti a qualcuno non interessa far emergere chiaramente e preferisce accusare l’agricoltura.

Siamo di fronte ad un grave atto di arroganza politica del Ministero dell’Ambiente verso le leggi approvate dal Parlamento. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti, Sergio Marini nel commentare la lettera con cui il Ministero dell’Ambiente guidato da Corrado Clini, in violazione della disciplina recentemente approvata in materia di tutela delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati, ha chiesto alle Regioni di impegnarsi “a confermare, nel più breve tempo possibile le attuali designazioni” “secondo la linea di condotta già adottata dalla regione Emilia Romagna.” In sostanza, in vista della Conferenza Stato Regioni di giovedì 7 febbraio, si chiede alla Regioni di compiere un atto illegittimo con la conferma dell’attuale perimetro delle zone così dette vulnerabili a prescindere dai nuovi e diversi criteri fissati dalla legge. A questo proposito l’istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA) ha elaborato i parametri per l’analisi dell’impatto di tutte le pressioni sullo stato delle acque, dagli scarichi dei depuratori urbani ai fanghi di depurazione fino alla valutazione degli insediamenti industriali. Le Regioni devono assumere precise responsabilità rigettando le indebite e illegittime pressioni del Ministero dell’Ambiente. E’ evidente che la Coldiretti è pronta ad agire a tutela dei propri soci in tutte le sedi e forme, si tratta infatti di ristabilire la verità e se necessario - ha concluso Marini - attiveremo una task force per monitorare le vere fonti di inquinamento che evidentemente si ha interesse a non fare emergere.

venerdì 25 gennaio 2013

Nitrati: a rischio i premi Pac per le aziende agricole.

FONTE: REGIONE EMILIA - ROMAGNA

Le Regioni della pianura Padana scrivono al Governo e al Ministro Catania: chiarire la compatibilità con il diritto comunitario dei nuovi limiti previsti dal Decreto Sviluppo e completare gli studi propedeutici alla riperimetrazione delle zone vulnerabili. Rabboni: una posizione chiara e unanime
Bologna - Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte hanno comunicato al Governo l’intenzione di non applicare i nuovi limiti sui nitrati previsti dal Decreto Sviluppo fino a quando non sarà stata chiarita la compatibilità della norma con il diritto comunitario e sollecitano il completamento degli studi propedeutici alla richiesta di riperimetrazione delle zone vulnerabili.
In una lettera inviata oggi al Dipartimento delle Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’agricoltura Catania, gli Assessori all’agricoltura delle quattro regioni della pianura Padana hanno chiesto anche di essere attivamente coinvolti nella predisposizione delle risposte che il Governo dovrà dare alla Commissione Europea, oltre che un incontro urgente con il Ministro all’Agricoltura e con il Ministro dell’Ambiente.
Due in particolare le preoccupazioni espresse circa i nuovi limiti sui nitrati previsti dal Decreto Sviluppo in deroga alla normativa comunitaria per le aree classificate come vulnerabili: quella di un danno all’erario in conseguenza di una possibile procedura di infrazione e soprattutto per le aziende agricole il rischio di restituzione dei premi PAC ricevuti. 
Segnali precisi e non equivoci  - sottolineano gli Assessori regionali - sono già arrivati da parte della Commissione Europea, prima con una lettera molto dura a firma del Commissario Europeo all’Ambiente e nei giorni scorsi con l’avvio formale di una procedura informativa pre infrazione.
“La posizione delle Regioni dell’area padana – sottolinea l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – è unanime e chiara: una cosa è la necessità più volte ribadita dalle stesse Regioni di una revisione dell’attuale perimetro delle zone vulnerabili, un’altra porsi in una condizione di infrazione nei confronti dell’Unione europea”.
La riperimetrazione delle zone vulnerabili ai nitrati  - l’attuale risale a molti anni fa  - è una necessità condivisa dalle Regioni padane, oltre che una  possibilità prevista e descritta dalla medesima Direttiva Nitrati. Tra gli studi sul tema quello commissionato a ISPRA dal Ministero dell'Agricoltura e le ricerche prodotte dalle stesse Regioni.
Ben diversa è la previsione, contenuta nel comma 7 quater dell’art. 36 della Legge 221/2012 (Legge di conversione del Decreto Sviluppo), che in attesa di tale riperimetrazione, vengano applicati alle aree vulnerabili gli stessi limiti, molto meno impegnativi, previsti per le aree non vulnerabili. Questa possibilità – spiegano gli Assessori regionali - non è prevista dalla Direttiva Europea, dovrebbe essere approvata dalla Commissione per evitare una possibile procedura di infrazione e, qualora fosse giudicata non conforme al diritto comunitario, comporterebbe l’obbligo, da parte delle aziende agricole che intendessero avvalersene, di restituire i premi comunitari percepiti.