Fonte: Ufficio Stampa Terremerse
Utile di € 239.000, al netto di € 1.2 milioni di accantonamenti prudenziali, con un aumento ulteriore di fatturato, che nel consolidato raggiunge € 174,4 milioni. Nell’area ferrarese la Cooperativa conta oltre 1.200 soci
Il Bilancio 2014 di Terremerse (oltre 1.200 soci nell’area ferrarese) e del suo gruppo - con le controllate Semìa (commercializzazione sementi), Terre da Frutta (produzione varietà frutticole), Borgobuono (produzione e commercializzazione carni, salumi e prosciutti) - conferma il trend positivo in atto ormai stabilmente da diversi anni. Il consuntivo 2014 realizza un utile di € 239.000, al netto di € 1.2 milioni di accantonamenti prudenziali, con un aumento ulteriore di fatturato che raggiunge i 166 milioni € (+ 2,8%). Il consolidato a 174,4 milioni € s’incrementa del 5,2% sul precedente.
«La validità del risultato d’esercizio, conseguito in un’annata difficilissima per l’agricoltura, a causa sia delle avversità climatiche sia dagli andamenti del mercato nei comparti dei cereali, dell’ortofrutta e delle carni suine, si deve ai positivi risultati di posizionamento strategico acquisiti dalle principali attività condotte da Terremerse: in primis agroforniture, carni e cereali – commentano l’Amministratore Delegato della Cooperativa, Gilberto Minguzzi, e il Presidente, Marco Casalini - Nel corso del 2015 il prosieguo del lavoro di riposizionamento di tutte le attività governate da Terremerse, secondo le linee guida già delineate nel progetto Terremerse 2020, porterà gradualmente a compimento la messa in valore della sua struttura multibusiness, con una rinnovata capacità di produrre reddito per sé e per i soci».
«Ci preme anche fare una precisazione in merito agli utili realizzati negli ultimi anni – proseguono Minguzzi e Casalini – In sé e per sé, gli utili possono sembrare modesti, però occorre tenere conto dello sforzo sostenuto da Terremerse per accantonare complessivamente 2,5 milioni €, già spesati fiscalmente, che potrebbero servire per coprire integralmente le ragioni di rischio derivanti dal contenzioso legale apertosi per iniziativa della Procura di Bologna il 18 luglio 2012, in riferimento al finanziamento riscosso dalla Cooperativa per la costruzione della cantina a Imola. A questo proposito, vogliamo comunque ricordare che la sentenza di assoluzione pronunciata in aprile dalla Corte d’Appello nei confronti dell’ex Presidente di Terremerse, Giovanni Errani, impone la revisione degli effetti sanzionatori amministrativi connessi al processo. Noi ci auguriamo che in ottobre, quando la nostra Cooperativa dovrà comparire in Tribunale per rispondere di quelle accuse, parlino finalmente i fatti e sia riconosciuta la completa estraneità di Terremerse alle accuse che da anni le vengono contestate. Attendiamo quindi con fiducia che la giustizia faccia il suo corso».
Per le agroforniture l'ottimo risultato conseguito dal settore è frutto dell’ulteriore incremento del grado di penetrazione di Terremerse nel mercato di sede (provincie di Ravenna e Ferrara in particolare), oltreché delle quote aggiuntive di mercato provenienti dai rami d’azienda recentemente acquisiti e dall’avvio di relazioni commerciali con nuovi territori. Si conferma una volta di più che il successo di Terremerse nel comparto è dovuto allo standard qualitativo del servizio agli agricoltori, che consente di farne un soggetto attivo di programmazione e partnership con le multinazionali fornitrici: ciò genera economicità e competitività nella filiera a beneficio di tutti i soggetti che vi operano, a cominciare dagli agricoltori stessi.
Nel comparto cerealproteico, nonostante le avversità climatiche, la campagna di raccolta 2014 ha superato i volumi ritirati nell’annata precedente, passando dalle 137 mila tonnellate alle 144 mila (+5,33%), il secondo miglior risultato degli ultimi 5 anni, con ulteriori 357 nuove aziende che hanno consegnato i cereali a Terremerse. Questo dato, sommato a quello delle due annate precedenti, porta a 948 il numero delle nuove aziende consegnatarie.
Nel comparto carni il 2014 ha segnato un significativo calo di fatturato da doversi ricondurre al calo dei consumi e delle vendite nei nostri canali commerciali consolidati. Si conferma in pieno la validità della scelta effettuata con la costituzione della controllata commerciale Borgobuono, orientata verso l’acquisizione di nuovi mercati in Italia e all’estero, anche attraverso la costruzione del marchio aziendale.
Infine, il comparto ortofrutta è stato duramente colpito dall’andamento di mercato che non ha consentito né agli agricoltori né alla Cooperativa di ripagare i propri costi. Nel 2013 Terremerse decise di abbattere l’incidenza dei costi fissi di lavorazione per armonizzarli alla riduzione dei volumi di attività. I prezzi di mercato del 2014 attestano che l’impegno a contenere i costi deve sposarsi con l’azione volta a recuperare volumi e un mix di prodotto che apporti nuovo valore aggiunto alla Cooperativa e ai suoi soci. I contatti avviati nella prima parte dell’annata in corso, attestano le importanti potenzialità di sviluppo che la Cooperativa riscontra al Sud e al Centro-Nord Italia verso aziende specializzate medio-grandi.
Nella foto: da sx Sabatini Minguzzi Casalini Luppi
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mercoledì 24 giugno 2015
UN BUON BILANCIO 2014 PER TERREMERSE
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venerdì 19 dicembre 2014
TERREMERSE: UN CONSOLIDATO DI 171 MILIONI DI €
Fonte: Ufficio Stampa e Comunicazione Terremerse
Nel ferrarese la Cooperativa ha circa 1.000 soci.
2014: si prospetta un incremento di fatturato del consolidato di 11 milioni di €,comprensivo delle società controllate. In 4 anni il fatturato è aumentato di 40 milioni
Anche quest’anno si chiude un altro anno molto difficile per l’agricoltura. Quasi nessuna coltura si è salvata, vuoi per avversità climatiche (l’eccessiva piovosità, oltre a grandine e bombe d’acqua che hanno colpito le colline del faentino con particolare violenza), vuoi per l’andamento dei mercati. Da ultimo è subentrato anche l’embargo Russo. Nonostante queste tante congiunture negative, per la Cooperativa Terremerse (che nell’area ferrarese conta circa 1.000 soci) si prospetta un incremento complessivo di fatturato del bilancio consolidato - comprendente anche le società controllate Terre da Frutta, Semìa e Borgobuono - che raggiungerà i 171 milioni di €, con un aumento di 11 milioni rispetto al 2013 (pur in presenza della pesante flessione dei prezzi per ortofrutta, cereali e carni), corrispondente circa al 6,8 % di crescita, facendo così registrare un incremento di fatturato di ben 40 milioni di € negli ultimi quattro anni. Il prestito da soci, in costante aumento, raggiunge i 14 milioni di €. Il margine prevedibile, superiore al mezzo milione di €, ricavato dalle attività con clienti non soci che la Cooperativa gestisce nei vari settori delle carni, cereali e agroforniture, verrà destinato ad accantonamenti, che sommati a quelli già effettuati negli anni precedenti, andranno a raggiungere la ragguardevole somma di 2 milioni di €.
Il comparto ortofrutta realizza un importante recupero di volumi di conferimento (+90.000 quintali rispetto al 2013: +23%). La crescita dei volumi dovrà essere accompagnata da un ulteriore impegno di sostegno da parte della Cooperativa, in attesa di realizzare compiutamente il riposizionamento verso nuovi prodotti, intercettando imprese e territori in grado di generare redditi aggiuntivi, così da abbassare ancora i costi dei servizi per gli associati. Le produzioni classiche della Romagna, come le nettarine, hanno bisogno di essere integrate con importanti innovazioni di prodotto. Terremerse sosterrà, con risorse del Piano Operativo, nuovi investimenti per varietà di kiwi rosso e giallo, nuove varietà di mele come la Fujion, ecc. e opererà per dare massima diffusione alle innovazioni tecnologiche e agronomiche, quali reti avvolgenti, diradamento meccanico, ecc. finalizzate a realizzare economie di costo.
Il settore delle agroforniture (commercializzazione prodotti agronomici e zoomangimistici, macchine e attrezzature agricole, impiantistica, irrigazione e drenaggio) mette a segno un ulteriore incremento del fatturato dell’11%, conservando la propria marginalità e configurando la presenza di Terremerse nel settore come uno dei maggiori player di livello nazionale, pronto a compiere nuovi balzi in avanti, attraverso nuove e vantaggiose acquisizioni d’impresa, già allo studio per il budget dell’anno nuovo.
Nel settore carni prosegue con buone potenzialità e primi significativi successi la società controllata Borgobuono, per acquisire nuovi mercati in Italia e all’estero, mentre continua ancora la flessione delle vendite sui canali tradizionali.
Il settore dei cerealproteici mette a segno una raccolta di 143.500 tonnellate, uno dei migliori risultati di sempre, con una forte incidenza di cerealproteici primaverili, nonostante la produzione a regime dei biodigestori che sottrae alla parte alimentare quantitativi importanti. Il pessimo andamento dei mercati, vista l’abbondanza dei raccolti e delle scorte a livello mondiale, ha recuperato soltanto per il grano duro.
Nel ferrarese la Cooperativa ha circa 1.000 soci.
2014: si prospetta un incremento di fatturato del consolidato di 11 milioni di €,comprensivo delle società controllate. In 4 anni il fatturato è aumentato di 40 milioni
Anche quest’anno si chiude un altro anno molto difficile per l’agricoltura. Quasi nessuna coltura si è salvata, vuoi per avversità climatiche (l’eccessiva piovosità, oltre a grandine e bombe d’acqua che hanno colpito le colline del faentino con particolare violenza), vuoi per l’andamento dei mercati. Da ultimo è subentrato anche l’embargo Russo. Nonostante queste tante congiunture negative, per la Cooperativa Terremerse (che nell’area ferrarese conta circa 1.000 soci) si prospetta un incremento complessivo di fatturato del bilancio consolidato - comprendente anche le società controllate Terre da Frutta, Semìa e Borgobuono - che raggiungerà i 171 milioni di €, con un aumento di 11 milioni rispetto al 2013 (pur in presenza della pesante flessione dei prezzi per ortofrutta, cereali e carni), corrispondente circa al 6,8 % di crescita, facendo così registrare un incremento di fatturato di ben 40 milioni di € negli ultimi quattro anni. Il prestito da soci, in costante aumento, raggiunge i 14 milioni di €. Il margine prevedibile, superiore al mezzo milione di €, ricavato dalle attività con clienti non soci che la Cooperativa gestisce nei vari settori delle carni, cereali e agroforniture, verrà destinato ad accantonamenti, che sommati a quelli già effettuati negli anni precedenti, andranno a raggiungere la ragguardevole somma di 2 milioni di €.
Il comparto ortofrutta realizza un importante recupero di volumi di conferimento (+90.000 quintali rispetto al 2013: +23%). La crescita dei volumi dovrà essere accompagnata da un ulteriore impegno di sostegno da parte della Cooperativa, in attesa di realizzare compiutamente il riposizionamento verso nuovi prodotti, intercettando imprese e territori in grado di generare redditi aggiuntivi, così da abbassare ancora i costi dei servizi per gli associati. Le produzioni classiche della Romagna, come le nettarine, hanno bisogno di essere integrate con importanti innovazioni di prodotto. Terremerse sosterrà, con risorse del Piano Operativo, nuovi investimenti per varietà di kiwi rosso e giallo, nuove varietà di mele come la Fujion, ecc. e opererà per dare massima diffusione alle innovazioni tecnologiche e agronomiche, quali reti avvolgenti, diradamento meccanico, ecc. finalizzate a realizzare economie di costo.
Il settore delle agroforniture (commercializzazione prodotti agronomici e zoomangimistici, macchine e attrezzature agricole, impiantistica, irrigazione e drenaggio) mette a segno un ulteriore incremento del fatturato dell’11%, conservando la propria marginalità e configurando la presenza di Terremerse nel settore come uno dei maggiori player di livello nazionale, pronto a compiere nuovi balzi in avanti, attraverso nuove e vantaggiose acquisizioni d’impresa, già allo studio per il budget dell’anno nuovo.
Nel settore carni prosegue con buone potenzialità e primi significativi successi la società controllata Borgobuono, per acquisire nuovi mercati in Italia e all’estero, mentre continua ancora la flessione delle vendite sui canali tradizionali.
Il settore dei cerealproteici mette a segno una raccolta di 143.500 tonnellate, uno dei migliori risultati di sempre, con una forte incidenza di cerealproteici primaverili, nonostante la produzione a regime dei biodigestori che sottrae alla parte alimentare quantitativi importanti. Il pessimo andamento dei mercati, vista l’abbondanza dei raccolti e delle scorte a livello mondiale, ha recuperato soltanto per il grano duro.
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giovedì 4 dicembre 2014
TERREMERSE E APOFRUIT: VIA ALLA GESTIONE CONGIUNTA DI POMODORO E ORTICOLE DA INDUSTRIA
Fonte: Ufficio Stampa Apofruit
Per i prossimi anni si punta ai 3mila ettari di pomodoro da industria e al potenziamento delle coltivazioni bio
L’accordo d’integrazione strategica tra Apofruit e Terremerse, siglato nel novembre dello scorso anno, continua a produrre effetti positivi. Si è infatti realizzata ora l’integrazione della gestione e della commercializzazione nell’O.P. Pempacorer di tutta la produzione di pomodoro e orticole da industria dei soci di Apofruit e di Terremerse. Nel 2014 l’O.P. Pempacorer ha commercializzato complessivamente la produzione di 158 aziende produttrici, con 2.600 ettari di coltivazioni di pomodoro e 200.000 tonnellate di contrattato con l’industria, 18 industrie clienti finali per le regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. A questi si aggiungono 8.258 tonnellate di altre orticole da industria (delle quali 1.478 BIO), ottenuti da circa 750 ettari di coltivazione. Per i prossimi anni, l’integrazione punterà a sviluppare le coltivazioni per raggiungere i 3.000 ettari coltivati a pomodoro da industria, potenziare massimamente la produzione BIO certificata e controllata, raddoppiando la superficie impegnata a colture di altre orticole (escluse patate e cipolle che verranno ancora gestite singolarmente da ciascuna Cooperativa) per raggiungere i 1.500 ettari coltivati, con una significativa estensione di gamma e l’acquisizione di nuovi clienti finali. La crescita dimensionale produrrà importanti vantaggi nell’organizzazione logistica e nella forza dell’offerta commerciale. Si potranno così garantire alle industrie del settore maggiori volumi di approvvigionamento di materia prima. Inoltre, la diversificazione delle coltivazioni su più Provincie e Regioni (coinvolte l’Emilia Romagna, la Lombardia e il Veneto) consentirà di dare maggiori garanzie di fornitura, contenendo il rischio di esposizione ad avversità climatiche o fitopatie; la maggior massa critica organizzata permetterà di diversificare al meglio le epoche di raccolta, consentendo alle industrie il prolungamento della stagione di lavorazione, con un migliore utilizzo degli impianti e una diminuzione dei costi. L’integrazione della gamma di coltivazione tra diverse specie orticole di primo e secondo raccolto e tra destinazione alimentare e/o sementiera, aiuterà le imprese agricole specializzate a disporre di un ciclo completo di rotazioni agronomiche, sia nel segmento delle coltivazioni a produzione integrata, sia nel segmento delle coltivazioni BIO, mentre le sinergie dei partner che concorreranno all’accordo consentiranno di varare nuovi servizi finanziari di Factoring e Reverse Factoring per la liquidazione immediata degli acconti e dei saldi ai soci conferenti che ne facciano richiesta, in ragione dei loro conferimenti in quantità e qualità. L’integrazione in O.P. Pempacorer del comparto orticole da industria delinea così un indirizzo produttivo complementare all’impegno congiunto di Apofruit e Terremerse nella promozione di innovazioni frutticole di prodotto.
Per i prossimi anni si punta ai 3mila ettari di pomodoro da industria e al potenziamento delle coltivazioni bio
L’accordo d’integrazione strategica tra Apofruit e Terremerse, siglato nel novembre dello scorso anno, continua a produrre effetti positivi. Si è infatti realizzata ora l’integrazione della gestione e della commercializzazione nell’O.P. Pempacorer di tutta la produzione di pomodoro e orticole da industria dei soci di Apofruit e di Terremerse. Nel 2014 l’O.P. Pempacorer ha commercializzato complessivamente la produzione di 158 aziende produttrici, con 2.600 ettari di coltivazioni di pomodoro e 200.000 tonnellate di contrattato con l’industria, 18 industrie clienti finali per le regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. A questi si aggiungono 8.258 tonnellate di altre orticole da industria (delle quali 1.478 BIO), ottenuti da circa 750 ettari di coltivazione. Per i prossimi anni, l’integrazione punterà a sviluppare le coltivazioni per raggiungere i 3.000 ettari coltivati a pomodoro da industria, potenziare massimamente la produzione BIO certificata e controllata, raddoppiando la superficie impegnata a colture di altre orticole (escluse patate e cipolle che verranno ancora gestite singolarmente da ciascuna Cooperativa) per raggiungere i 1.500 ettari coltivati, con una significativa estensione di gamma e l’acquisizione di nuovi clienti finali. La crescita dimensionale produrrà importanti vantaggi nell’organizzazione logistica e nella forza dell’offerta commerciale. Si potranno così garantire alle industrie del settore maggiori volumi di approvvigionamento di materia prima. Inoltre, la diversificazione delle coltivazioni su più Provincie e Regioni (coinvolte l’Emilia Romagna, la Lombardia e il Veneto) consentirà di dare maggiori garanzie di fornitura, contenendo il rischio di esposizione ad avversità climatiche o fitopatie; la maggior massa critica organizzata permetterà di diversificare al meglio le epoche di raccolta, consentendo alle industrie il prolungamento della stagione di lavorazione, con un migliore utilizzo degli impianti e una diminuzione dei costi. L’integrazione della gamma di coltivazione tra diverse specie orticole di primo e secondo raccolto e tra destinazione alimentare e/o sementiera, aiuterà le imprese agricole specializzate a disporre di un ciclo completo di rotazioni agronomiche, sia nel segmento delle coltivazioni a produzione integrata, sia nel segmento delle coltivazioni BIO, mentre le sinergie dei partner che concorreranno all’accordo consentiranno di varare nuovi servizi finanziari di Factoring e Reverse Factoring per la liquidazione immediata degli acconti e dei saldi ai soci conferenti che ne facciano richiesta, in ragione dei loro conferimenti in quantità e qualità. L’integrazione in O.P. Pempacorer del comparto orticole da industria delinea così un indirizzo produttivo complementare all’impegno congiunto di Apofruit e Terremerse nella promozione di innovazioni frutticole di prodotto.
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martedì 24 giugno 2014
ELETTO IL NUOVO C.D.A. DI TERREMERSE: CONFERMATI PRESIDENTE E A.D.; RINNOVATA LA FIDUCIA PER MARCO CASALINI E GILBERTO MINGUZZI AI VERTICI DELLA COOP
Fonte: Ufficio Stampa Terremerse
Nel corso dell’Assemblea Generale dei Soci svoltasi il 23 giugno a Bagnacavallo, oltre all’approvazione del Bilancio 2013 è stato eletto il nuovo Consiglio d’Amministrazione di Terremerse. Nel segno della continuità, visti gli importanti risultati ottenuti dalla Cooperativa in questi ultimi anni, sono stati riconfermati il Presidente Marco Casalini e l’Amministratore Delegato Gilberto Minguzzi, entrambi in carica dal 2010. Confermati anche i Vice Presidente: Alessandro Tedaldi di Anita e Daniele Placci di Faenza. L’elenco completo di tutti i membri del nuovo C.d.A. di Terremerse: Amadori Gianluca di S.P.Vincoli, Baldini Sante (Coop. G.Bellini), Bosi Marino di Faenza, Brui Roberto di Longastrino, Casalini Marco di Faenza (Presidente), Cobianchi Franco di Filo, Graziani Andrea di Conventello, Lippi Omero di Mezzano, Minguzzi Gilberto (rappresentante Soci Sovventori, Amministratore Delegato), Placci Daniele di Faenza (Vice Presidente), Plazzi Daniele di Villanova di Bagnacavallo, Ridolfi Andrea (coop. Terratech), Sanzani Marcello (C.A.B. Ter.RA.), Tampieri Marco di Dozza, Tedaldi Alessandro di Anita di Argenta (Vice Presidente), Tonnini Roberto di Filo, Zaghi Giorgio di Portomaggiore. 41 anni, faentino, Marco Casalini conduce un’azienda agricola a indirizzo frutticolo e viticolo. «Il nuovo mandato che ci apprestiamo ad affrontare per il prossimo triennio deve vederci impegnati sotto una duplice direttrice – spiega Casalini – . Da una parte occorre consolidare quanto di buono e valido ha realizzato Terremerse negli ultimi anni. Dall’altra, abbiamo l’obbligo nei confronti dei nostri Soci di continuare quell’importante percorso di crescita che ha caratterizzato tutte le nostre filiere, studiando, creando e fornendo nuovi servizi e strumenti imprenditoriali di supporto all’impresa agricola e a tutto il territorio sul quale Terremerse opera. Non mi rimane quindi che ringraziare il nuovo C.d.A. per la rinnovata fiducia nei miei confronti, e ovviamente nei confronti dell’A.D. Gilberto Minguzzi. Un grazie particolare mio personale e di tutta la Cooperativa va poi ai Consiglieri uscenti che sono stati fra i pilastri di Terremerse fin dalla fondazione nel 1991: Franco Dalle Vacche e Luigi Monterastelli di Ferrara, Silvano Loreti di Imola e Gian Vincenzo Gambi di Faenza».
Nel corso dell’Assemblea Generale dei Soci svoltasi il 23 giugno a Bagnacavallo, oltre all’approvazione del Bilancio 2013 è stato eletto il nuovo Consiglio d’Amministrazione di Terremerse. Nel segno della continuità, visti gli importanti risultati ottenuti dalla Cooperativa in questi ultimi anni, sono stati riconfermati il Presidente Marco Casalini e l’Amministratore Delegato Gilberto Minguzzi, entrambi in carica dal 2010. Confermati anche i Vice Presidente: Alessandro Tedaldi di Anita e Daniele Placci di Faenza. L’elenco completo di tutti i membri del nuovo C.d.A. di Terremerse: Amadori Gianluca di S.P.Vincoli, Baldini Sante (Coop. G.Bellini), Bosi Marino di Faenza, Brui Roberto di Longastrino, Casalini Marco di Faenza (Presidente), Cobianchi Franco di Filo, Graziani Andrea di Conventello, Lippi Omero di Mezzano, Minguzzi Gilberto (rappresentante Soci Sovventori, Amministratore Delegato), Placci Daniele di Faenza (Vice Presidente), Plazzi Daniele di Villanova di Bagnacavallo, Ridolfi Andrea (coop. Terratech), Sanzani Marcello (C.A.B. Ter.RA.), Tampieri Marco di Dozza, Tedaldi Alessandro di Anita di Argenta (Vice Presidente), Tonnini Roberto di Filo, Zaghi Giorgio di Portomaggiore. 41 anni, faentino, Marco Casalini conduce un’azienda agricola a indirizzo frutticolo e viticolo. «Il nuovo mandato che ci apprestiamo ad affrontare per il prossimo triennio deve vederci impegnati sotto una duplice direttrice – spiega Casalini – . Da una parte occorre consolidare quanto di buono e valido ha realizzato Terremerse negli ultimi anni. Dall’altra, abbiamo l’obbligo nei confronti dei nostri Soci di continuare quell’importante percorso di crescita che ha caratterizzato tutte le nostre filiere, studiando, creando e fornendo nuovi servizi e strumenti imprenditoriali di supporto all’impresa agricola e a tutto il territorio sul quale Terremerse opera. Non mi rimane quindi che ringraziare il nuovo C.d.A. per la rinnovata fiducia nei miei confronti, e ovviamente nei confronti dell’A.D. Gilberto Minguzzi. Un grazie particolare mio personale e di tutta la Cooperativa va poi ai Consiglieri uscenti che sono stati fra i pilastri di Terremerse fin dalla fondazione nel 1991: Franco Dalle Vacche e Luigi Monterastelli di Ferrara, Silvano Loreti di Imola e Gian Vincenzo Gambi di Faenza».
giovedì 12 giugno 2014
TERREMERSE: IL BILANCIO 2013 PRESENTA DATI DI NOTEVOLE POSITIVITÀ
Fonte: Ufficio Stampa Terremerse
Fatturato aumentato a 162 milioni di €, patrimonio netto consolidato oltre i 35 milioni di €, utile netto di 305 mila €
Il bilancio 2013 della Cooperativa Terremerse presenta dati di notevole positività, sia in rapporto al quadro generale dell’economia e della finanza in Italia e in Europa, sia in rapporto alle potenzialità di sviluppo che evidenzia. Terremerse ha fatto segnare un miglioramento deciso in tutti gli indicatori di bilancio, sia economici sia finanziari. Il fatturato è aumentato attestandosi a circa 162 milioni di € (il fatturato consolidato del gruppo supera i 166 milioni di €), il ricorso al credito è diminuito in modo consistente e il patrimonio netto si è consolidato oltre i 35 milioni di € per effetto di un utile netto di 305 mila €, ottenuto in presenza di importanti accantonamenti. Significativo anche l’aumento ulteriore del prestito da soci che si incrementa di 1.5 milioni di € per raggiungere i 13 milioni complessivi, segnale inequivocabile di rinnovata fiducia nella Cooperativa da parte dei soci, ed ancora il recupero sul piano della prevalenza mutualistica, ossia dell’attività svolta con soci rispetto al totale. Molto importante è anche la distribuzione sul territorio del valore legato all’attività 2013 di Terremerse: la valorizzazione dei prodotti agricoli, ossia la remunerazione dei soci conferenti e dei produttori agricoli (cereali, ortofrutta e carni), è stata di quasi 56 milioni di €; la remunerazione del personale quasi 16 milioni di €; la remunerazione dell’azienda, intesa come incremento del patrimonio netto per effetto dell’utile di esercizio e come remunerazione del capitale investito nell’attivo immobilizzato attraverso gli ammortamenti, oltre 2,6 milioni di €; la remunerazione del capitale di credito relativa alle fonti finanziarie degli Istituti di Credito e al Prestito da soci di poco inferiore ai 2 milioni di €; la remunerazione alla Pubblica Amministrazione, imposte e tasse, circa 800 mila €. Per un totale di 77 milioni di €. «Terremerse continua a essere una realtà che mette in portafoglio nuove opportunità di sviluppo a livello nazionale, grazie alla solidità che la Cooperativa ha dimostrato negli anni e al modo di operare che quotidianamente mettiamo in atto – sottolinea il Presidente, Marco Casalini -. La capacità della governance di plasmare l’impresa in base alle esigenze dei mercati e delle aziende agricole è sicuramente uno dei nostri punti di valore, che si traduce in un forte rapporto di fiducia fra Cooperativa e Socio, come possiamo constatare dal numero di nuove aziende che negli ultimi anni si sono associate». Occorre tener conto che l’esercizio 2013 è stato contrastato da pesanti avversità, quali la forte riduzione di offerta frutticola, dovuta a cause climatiche, con l’inevitabile effetto di appesantimento dell’incidenza dei costi fissi; la caduta dei prezzi del mercato cerealicolo e il pesante attacco di concorrenti per l’attività di lavorazione carni. A queste condizioni sfavorevoli Terremerse non avrebbe potuto far fronte se non avesse messo in atto una forte determinazione a ristrutturarsi, adeguandosi alle nuove condizioni competitive. «L’esercizio 2013 realizza l’ultima tappa di una riorganizzazione aziendale di largo respiro che ha inciso in tutti i settori di attività della Cooperativa – afferma l’Amministratore Delegato di Terremerse, Gilberto Minguzzi -. Le ultime novità introdotte sono state l’accordo di integrazione strategica e commerciale con Apofruit, la riorganizzazione dell’attività di lavorazione e confezionamento dell’ortofrutta, con la concentrazione delle lavorazioni nello stabilimento di Lavezzola, la nascita di Fruit Services Coop e con essa l’avvio di una nuova generazione di servizi cooperativi ai produttori frutticoli della zona e infine, nel comparto carni, la nascita di Borgobuono Srl, con una forte vocazione all’export e all’acquisizione di nuovi mercati. Da qui in poi, con il 2014, Terremerse, accelererà il ritmo della propria ulteriore crescita di fatturato e margini, procedendo in particolare per acquisizioni di attività dotate di avviamento commerciale positivo e margini».
Fatturato aumentato a 162 milioni di €, patrimonio netto consolidato oltre i 35 milioni di €, utile netto di 305 mila €
Il bilancio 2013 della Cooperativa Terremerse presenta dati di notevole positività, sia in rapporto al quadro generale dell’economia e della finanza in Italia e in Europa, sia in rapporto alle potenzialità di sviluppo che evidenzia. Terremerse ha fatto segnare un miglioramento deciso in tutti gli indicatori di bilancio, sia economici sia finanziari. Il fatturato è aumentato attestandosi a circa 162 milioni di € (il fatturato consolidato del gruppo supera i 166 milioni di €), il ricorso al credito è diminuito in modo consistente e il patrimonio netto si è consolidato oltre i 35 milioni di € per effetto di un utile netto di 305 mila €, ottenuto in presenza di importanti accantonamenti. Significativo anche l’aumento ulteriore del prestito da soci che si incrementa di 1.5 milioni di € per raggiungere i 13 milioni complessivi, segnale inequivocabile di rinnovata fiducia nella Cooperativa da parte dei soci, ed ancora il recupero sul piano della prevalenza mutualistica, ossia dell’attività svolta con soci rispetto al totale. Molto importante è anche la distribuzione sul territorio del valore legato all’attività 2013 di Terremerse: la valorizzazione dei prodotti agricoli, ossia la remunerazione dei soci conferenti e dei produttori agricoli (cereali, ortofrutta e carni), è stata di quasi 56 milioni di €; la remunerazione del personale quasi 16 milioni di €; la remunerazione dell’azienda, intesa come incremento del patrimonio netto per effetto dell’utile di esercizio e come remunerazione del capitale investito nell’attivo immobilizzato attraverso gli ammortamenti, oltre 2,6 milioni di €; la remunerazione del capitale di credito relativa alle fonti finanziarie degli Istituti di Credito e al Prestito da soci di poco inferiore ai 2 milioni di €; la remunerazione alla Pubblica Amministrazione, imposte e tasse, circa 800 mila €. Per un totale di 77 milioni di €. «Terremerse continua a essere una realtà che mette in portafoglio nuove opportunità di sviluppo a livello nazionale, grazie alla solidità che la Cooperativa ha dimostrato negli anni e al modo di operare che quotidianamente mettiamo in atto – sottolinea il Presidente, Marco Casalini -. La capacità della governance di plasmare l’impresa in base alle esigenze dei mercati e delle aziende agricole è sicuramente uno dei nostri punti di valore, che si traduce in un forte rapporto di fiducia fra Cooperativa e Socio, come possiamo constatare dal numero di nuove aziende che negli ultimi anni si sono associate». Occorre tener conto che l’esercizio 2013 è stato contrastato da pesanti avversità, quali la forte riduzione di offerta frutticola, dovuta a cause climatiche, con l’inevitabile effetto di appesantimento dell’incidenza dei costi fissi; la caduta dei prezzi del mercato cerealicolo e il pesante attacco di concorrenti per l’attività di lavorazione carni. A queste condizioni sfavorevoli Terremerse non avrebbe potuto far fronte se non avesse messo in atto una forte determinazione a ristrutturarsi, adeguandosi alle nuove condizioni competitive. «L’esercizio 2013 realizza l’ultima tappa di una riorganizzazione aziendale di largo respiro che ha inciso in tutti i settori di attività della Cooperativa – afferma l’Amministratore Delegato di Terremerse, Gilberto Minguzzi -. Le ultime novità introdotte sono state l’accordo di integrazione strategica e commerciale con Apofruit, la riorganizzazione dell’attività di lavorazione e confezionamento dell’ortofrutta, con la concentrazione delle lavorazioni nello stabilimento di Lavezzola, la nascita di Fruit Services Coop e con essa l’avvio di una nuova generazione di servizi cooperativi ai produttori frutticoli della zona e infine, nel comparto carni, la nascita di Borgobuono Srl, con una forte vocazione all’export e all’acquisizione di nuovi mercati. Da qui in poi, con il 2014, Terremerse, accelererà il ritmo della propria ulteriore crescita di fatturato e margini, procedendo in particolare per acquisizioni di attività dotate di avviamento commerciale positivo e margini».
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giovedì 6 marzo 2014
TERREMERSE - NOVITÀ NEL SETTORE ORTOFRUTTICOLO: È NATA FRUIT SERVICES COOP
Fonte: Ufficio Stampa Terremerse
La neonata cooperativa rileverà in locazione da Terremerse lo stabilimento di Faenza per svolgervi un’attività di servizio di logistica e lavorazione industriale a imprenditori agricoli
La riorganizzazione attuata da Terremerse nel comparto ortofrutticolo, approdata recentemente all’accordo di integrazione commerciale con Apofruit e alla concentrazione delle lavorazioni industriali nello stabilimento di Lavezzola, si arricchisce con la nascita di un nuovo soggetto: la neocostituita Cooperativa Fruit Services Coop. Fruit Services Coop. rileverà in locazione da Terremerse lo stabilimento di Faenza per svolgervi un’attività di servizio di logistica e lavorazione industriale a imprenditori agricoli, escludendo la raccolta di conferimenti e la successiva commercializzazione. In sostanza, Fruit Services Coop. si rivolge a quell’imprenditoria che ha scelto di non aggregarsi in cooperativa e di gestirsi direttamente la collocazione sul mercato dei propri prodotti. A questa imprenditoria Fruit Services offrirà la possibilità di usufruire di personale qualificato, strutture, celle frigorifere, impianti di lavorazione efficienti, in parte già ammortizzati e dunque con tariffe di servizio competitive. Questo consentirà agli imprenditori che desiderino preservare la propria autonomia, di non doversi sobbarcare l’onere di dotarsi di propri impianti attraverso investimenti ripetitivi per ogni singola azienda. L’adesione a Fruit Services Coop. non comporta vincoli, se non quello di una cauzione proporzionata ai volumi di frigoconservazione e di lavorazione che si vorranno prenotare per ogni singola campagna. Ogni imprenditore attraverso la quota associativa, assolutamente modesta, acquisisce il diritto di usufruire dei servizi nell’annata in cui vorrà goderne, oppure di non utilizzarli nelle annate in cui vorrà organizzarsi con soluzioni alternative. Terremerse affiderà a Fruit Services Coop. la lavorazione del kiwi conferito dai propri soci, oltre che la raccolta e l’organizzazione dei conferimenti dei soci dell’area faentina. Fra i soci vi sono anche Apofruit, che apporterà la lavorazione di una porzione del kiwi conferito dai propri associati, e la multinazionale Univeg, che già da tempo si avvale delle lavorazioni dello stabilimento di Faenza per circa 20.000 quintali di prodotto. Attraverso la nascita di Fruit Services Coop., Terremerse ha potuto sgravarsi di costi fissi importanti, perseguendo la concentrazione delle proprie lavorazioni a Lavezzola e ottenendo un risultato di efficientamento con beneficio per i propri soci, senza penalizzare l’occupazione, che anzi potrà così trovare nuove opportunità di sviluppo.
La neonata cooperativa rileverà in locazione da Terremerse lo stabilimento di Faenza per svolgervi un’attività di servizio di logistica e lavorazione industriale a imprenditori agricoli
La riorganizzazione attuata da Terremerse nel comparto ortofrutticolo, approdata recentemente all’accordo di integrazione commerciale con Apofruit e alla concentrazione delle lavorazioni industriali nello stabilimento di Lavezzola, si arricchisce con la nascita di un nuovo soggetto: la neocostituita Cooperativa Fruit Services Coop. Fruit Services Coop. rileverà in locazione da Terremerse lo stabilimento di Faenza per svolgervi un’attività di servizio di logistica e lavorazione industriale a imprenditori agricoli, escludendo la raccolta di conferimenti e la successiva commercializzazione. In sostanza, Fruit Services Coop. si rivolge a quell’imprenditoria che ha scelto di non aggregarsi in cooperativa e di gestirsi direttamente la collocazione sul mercato dei propri prodotti. A questa imprenditoria Fruit Services offrirà la possibilità di usufruire di personale qualificato, strutture, celle frigorifere, impianti di lavorazione efficienti, in parte già ammortizzati e dunque con tariffe di servizio competitive. Questo consentirà agli imprenditori che desiderino preservare la propria autonomia, di non doversi sobbarcare l’onere di dotarsi di propri impianti attraverso investimenti ripetitivi per ogni singola azienda. L’adesione a Fruit Services Coop. non comporta vincoli, se non quello di una cauzione proporzionata ai volumi di frigoconservazione e di lavorazione che si vorranno prenotare per ogni singola campagna. Ogni imprenditore attraverso la quota associativa, assolutamente modesta, acquisisce il diritto di usufruire dei servizi nell’annata in cui vorrà goderne, oppure di non utilizzarli nelle annate in cui vorrà organizzarsi con soluzioni alternative. Terremerse affiderà a Fruit Services Coop. la lavorazione del kiwi conferito dai propri soci, oltre che la raccolta e l’organizzazione dei conferimenti dei soci dell’area faentina. Fra i soci vi sono anche Apofruit, che apporterà la lavorazione di una porzione del kiwi conferito dai propri associati, e la multinazionale Univeg, che già da tempo si avvale delle lavorazioni dello stabilimento di Faenza per circa 20.000 quintali di prodotto. Attraverso la nascita di Fruit Services Coop., Terremerse ha potuto sgravarsi di costi fissi importanti, perseguendo la concentrazione delle proprie lavorazioni a Lavezzola e ottenendo un risultato di efficientamento con beneficio per i propri soci, senza penalizzare l’occupazione, che anzi potrà così trovare nuove opportunità di sviluppo.
giovedì 23 gennaio 2014
ESERCIZIO 2013 TERREMERSE: RIDUZIONE DEL DEBITO E CRESCITA DEL FATTURATO
Fonte: Ufficio Stampa Terremerse
L'esercizio 2013 di Terremerse, volto all’insegna dell’impegno per il miglioramento dei fondamentali della cooperativa per determinare così le condizioni per uno scatto in avanti dal punto di vista delle potenzialità e della qualità dello sviluppo, si chiude con alcuni risultati molto importanti. «Il risultato economico chiuderà con un leggero utile – evidenzia Gilberto Minguzzi, Amministratore Delegato di Terremerse – ma soprattutto voglio sottolineare lo straordinario risultato finanziario determinato dalla riduzione del debito a soli 30 milioni di Euro, contro i 42 dell'esercizio precedente, in un anno che ha visto crescere ancora il nostro fatturato». «Il debito finanziario citato – precisa l’AD - comprende 13 milioni di prestito da soci, in aumento di 1.6 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente, quindi ottenendo un duplice risultato: l’aumento della fiducia accordataci dai soci e la diminuzione del debito finanziario nei confronti delle banche». Nel 2013 la Cooperativa ha saputo mettere in atto alcune azioni strutturali di governo del proprio capitale circolante, adottando una politica selettiva nell'affidamento dei clienti e nel recupero dei crediti. Ciò ha portato al contenimento delle potenzialità di espansione quantitativa del fatturato, ma ha dato ottimi risultati dal punto di vista della riscossione dei crediti, in un’annata non certo facile da questo punto di vista. Inoltre, sono state fatte alcune operazioni strutturali per quanto riguarda la provvista finanziaria. Fra queste va citata la cartolarizzazione di un volume significativo di crediti che sono stati liquidati pro-soluto, contribuendo in maniera determinante a fare raggiungere a Terremerse gli importanti risultati citati. Risultati che rendono ora possibile materializzare una politica di ulteriore irrobustimento delle risorse proprie dell'azienda, per sostenere uno slancio rinnovato nella crescita e nella qualificazione. Il rafforzamento del capitale proprio della cooperativa verrà perseguito attraverso il rilancio della capacità di accumulazione dell’azienda, combinato con la ricerca del concorso sia d’istituti finanziari del movimento cooperativo, sia di strumenti finanziari di promozione dello sviluppo di carattere pubblico. La crisi economica e finanziaria che tuttora stringe l'economia del paese in una morsa durissima, ha anche come effetto quello di creare sul mercato, per quelle realtà come Terremerse che hanno potuto attraversare la crisi irrobustendosi, straordinarie opportunità di acquisizioni di aziende e di attività in difficoltà, ma dotate di un proprio avviamento commerciale. È questa una componente del profilo aggressivo che intendiamo dare alla nostra azione strategica nel corso del triennio che verrà. Conclude l’Amministratore Delegato Minguzzi: «In modo particolare i settori di attività su cui punteremo per determinare nuove opportunità di crescita continueranno a essere quello delle agroforniture, per il quale si sono determinate ottime opportunità conseguenti all’accordo commerciale con Apofruit e altre se ne determineranno per le acquisizioni che continueremo a perseguire. C’è poi il settore della lavorazione delle carni, sia destinate al mercato nazionale sia estero, valutando anche l'opportunità di adottare nuove architetture societarie per raggiungere i migliori risultati di mercato e di reddito per la Cooperativa e per i suoi soci. Nel settore cerealicolo intendiamo proseguire con la politica di alleanze che abbiamo costituito in questi anni che ci ha consentito di raggiungere un posizionamento di mercato invidiabile. Nel settore ortofrutticolo porteremo a segno la conclusione del progetto di ristrutturazione interno che abbiamo definito nel corso del 2013 e che ci porterà grandi vantaggi competitivi. Contestualmente avvieremo a concreta realizzazione le nuove opportunità di innovazione e d’integrazione con i mercati in Italia e all'estero che ci derivano dall'accordo di partnership commerciale con Apofruit».
L'esercizio 2013 di Terremerse, volto all’insegna dell’impegno per il miglioramento dei fondamentali della cooperativa per determinare così le condizioni per uno scatto in avanti dal punto di vista delle potenzialità e della qualità dello sviluppo, si chiude con alcuni risultati molto importanti. «Il risultato economico chiuderà con un leggero utile – evidenzia Gilberto Minguzzi, Amministratore Delegato di Terremerse – ma soprattutto voglio sottolineare lo straordinario risultato finanziario determinato dalla riduzione del debito a soli 30 milioni di Euro, contro i 42 dell'esercizio precedente, in un anno che ha visto crescere ancora il nostro fatturato». «Il debito finanziario citato – precisa l’AD - comprende 13 milioni di prestito da soci, in aumento di 1.6 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente, quindi ottenendo un duplice risultato: l’aumento della fiducia accordataci dai soci e la diminuzione del debito finanziario nei confronti delle banche». Nel 2013 la Cooperativa ha saputo mettere in atto alcune azioni strutturali di governo del proprio capitale circolante, adottando una politica selettiva nell'affidamento dei clienti e nel recupero dei crediti. Ciò ha portato al contenimento delle potenzialità di espansione quantitativa del fatturato, ma ha dato ottimi risultati dal punto di vista della riscossione dei crediti, in un’annata non certo facile da questo punto di vista. Inoltre, sono state fatte alcune operazioni strutturali per quanto riguarda la provvista finanziaria. Fra queste va citata la cartolarizzazione di un volume significativo di crediti che sono stati liquidati pro-soluto, contribuendo in maniera determinante a fare raggiungere a Terremerse gli importanti risultati citati. Risultati che rendono ora possibile materializzare una politica di ulteriore irrobustimento delle risorse proprie dell'azienda, per sostenere uno slancio rinnovato nella crescita e nella qualificazione. Il rafforzamento del capitale proprio della cooperativa verrà perseguito attraverso il rilancio della capacità di accumulazione dell’azienda, combinato con la ricerca del concorso sia d’istituti finanziari del movimento cooperativo, sia di strumenti finanziari di promozione dello sviluppo di carattere pubblico. La crisi economica e finanziaria che tuttora stringe l'economia del paese in una morsa durissima, ha anche come effetto quello di creare sul mercato, per quelle realtà come Terremerse che hanno potuto attraversare la crisi irrobustendosi, straordinarie opportunità di acquisizioni di aziende e di attività in difficoltà, ma dotate di un proprio avviamento commerciale. È questa una componente del profilo aggressivo che intendiamo dare alla nostra azione strategica nel corso del triennio che verrà. Conclude l’Amministratore Delegato Minguzzi: «In modo particolare i settori di attività su cui punteremo per determinare nuove opportunità di crescita continueranno a essere quello delle agroforniture, per il quale si sono determinate ottime opportunità conseguenti all’accordo commerciale con Apofruit e altre se ne determineranno per le acquisizioni che continueremo a perseguire. C’è poi il settore della lavorazione delle carni, sia destinate al mercato nazionale sia estero, valutando anche l'opportunità di adottare nuove architetture societarie per raggiungere i migliori risultati di mercato e di reddito per la Cooperativa e per i suoi soci. Nel settore cerealicolo intendiamo proseguire con la politica di alleanze che abbiamo costituito in questi anni che ci ha consentito di raggiungere un posizionamento di mercato invidiabile. Nel settore ortofrutticolo porteremo a segno la conclusione del progetto di ristrutturazione interno che abbiamo definito nel corso del 2013 e che ci porterà grandi vantaggi competitivi. Contestualmente avvieremo a concreta realizzazione le nuove opportunità di innovazione e d’integrazione con i mercati in Italia e all'estero che ci derivano dall'accordo di partnership commerciale con Apofruit».
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venerdì 29 novembre 2013
ACCORDO STRATEGICO TRA APOFRUIT E TERREMERSE
Fonte: Uffici Stampa Terremerse e Apofruit
Intesa sulle filiere dell’ortofrutta e delle agroforniture. Le due cooperative rimarranno autonome, ma svilupperanno sinergie e integrazioni sull’area gestionale e commerciale
Che le sfide del mercato globale impongano strategie sinergiche d’attacco è ormai chiaro da molto tempo. Ma è altrettanto evidente che la somma tout court di produzioni e fatturati non ha forza sufficiente per cogliere l’obiettivo inderogabile di creare valore per l’impresa e per i produttori. Di contro l’esperienza evidenzia sempre più i risultati positivi che emergono dal far leva su un’organizzazione di filiera. Solo con una filiera efficiente e specializzata si mettono in gioco le sinergie in grado di competere sullo scenario internazionale. L’accordo strategico tra Apofruit e Terremerse affonda le sue radici proprio nel “fare insieme”. Nell’ottica di una intesa che salvaguarda l’identità attuale dei due gruppi, il patto tra Apofruit e Terremerse, mette “ a valore” in modo specifico i settori dell’ortofrutta e delle agroforniture. Non una fusione di imprese, dunque, ma una integrazione a rete che permetterà di sviluppare le rispettive competenze, di ridurre i costi, di meglio posizionarsi nel mercato per poter creare valore a favore dei rispettivi soci Gli obiettivi dell’accordo mettono in fila almeno cinque punti rilevanti: la politica di marca, quale elemento di distintività dei prodotti verso i consumatori e i clienti; la segmentazione dell’offerta per posizionare al meglio il prodotto nel canale commerciale di riferimento; l’innovazione varietale, elemento chiave per offrire al consumatore un prodotto di qualità più elevata; il biologico come scelta strategica; lo sviluppo dell’export, in particolare verso i nuovi mercati asiatici e i paesi del golfo persico. «Apofruit, negli ultimi anni – dichiara il Direttore Generale di Apofruit Renzo Piraccini – è cresciuta incorporando altre imprese cooperative, razionalizzando i processi produttivi e commerciali. Ora quella fase è finita. Attualmente ci proponiamo di crescere promuovendo la creazione di una rete di imprese specializzate ed efficienti, ognuna autonoma nella propria gestione, che si riconoscano in un progetto commerciale e gestionale condiviso. L’accordo con Terremerse va in questa direzione». Gli fa eco l’Amministratore Delegato di Terremerse Gilberto Minguzzi: «“Territori e mercati in rete” è scritto nel logo della nostra cooperativa: lì dichiariamo la missione che affidiamo alla nostra identità! Solo mettendoci in rete possiamo superare i limiti di ogni singola impresa, per forte che sia, per dare vita ad un nuovo soggetto capace di aprirsi alle dimensioni globali del mercato per coglierne le opportunità. Abbiamo fatto questo in tutti i settori in cui operiamo. L’accordo con Apofruit porterà slancio e innovazione nel comparto dell’ortofrutta». Per quanto riguarda il settore dell’ortofrutta l’accordo tra le due aziende prevede, nello specifico: • adesione di Terremerse a Mediterraneo Group, la società consortile che vede come capofila Apofruit, per la realizzazione di sinergie commerciali sull’export e sui prodotti a marchio; • acquisti centralizzati dei materiali di confezionamento e dei servizi connessi (trasporti, ecc..); • adozione di un modello comune di gestione dei magazzini, uniformando i sistemi informatici e il controllo dei costi; • per i produttori soci, per quanto riguarda il kiwi e i prodotti biologici, le modalità di conferimento e campionatura, i tempi di acconto e le liquidazioni saranno le stesse. • per tutte le altre produzioni, compresi i prodotti ad uso industriale, le procedure gestionali verranno gradualmente armonizzate; • ogni cooperativa manterrà il rapporto nei confronti dei propri soci, anche se le procedure di conferimento, acconto e pagamento verranno gradualmente armonizzate; • accesso per i soci di Terremerse alle novità vegetali, a diffusione regolamentata, che vedono Apofruit come partner distributore. • apertura di un centro di ritiro per i soci Apofruit dell’area, nello stabilimento Terremerse di Faenza; • armonizzazione dei programmi operativi delle rispettive Organizzazioni di Produttori di riferimento : Apofruit e Pempacorer. Dal 2015 si ipotizza di costituire una AOP tra le due OP di riferimento, aperta all’adesione anche di altre OP del settore che vogliano integrarsi commercialmente. Per quanto concerne le agroforniture il partner strategico per Apofruit e i propri soci sarà Terremerse. Tra le due cooperative verranno sviluppate una serie di azioni finalizzate a migliorare l’efficienza e la competitività delle aziende agricole dei produttori associati e in particolare : • armonizzazione delle linee tecniche di difesa • condivisione dell’impiantistica per frutticoltura e orticoltura al servizio delle aziende agricole associate • sinergie nell’area vivaistica • condivisione del know-how e dell’attività di ricerca e sviluppo • pagamento delle agroforniture in conto conferimento.
Intesa sulle filiere dell’ortofrutta e delle agroforniture. Le due cooperative rimarranno autonome, ma svilupperanno sinergie e integrazioni sull’area gestionale e commerciale
Che le sfide del mercato globale impongano strategie sinergiche d’attacco è ormai chiaro da molto tempo. Ma è altrettanto evidente che la somma tout court di produzioni e fatturati non ha forza sufficiente per cogliere l’obiettivo inderogabile di creare valore per l’impresa e per i produttori. Di contro l’esperienza evidenzia sempre più i risultati positivi che emergono dal far leva su un’organizzazione di filiera. Solo con una filiera efficiente e specializzata si mettono in gioco le sinergie in grado di competere sullo scenario internazionale. L’accordo strategico tra Apofruit e Terremerse affonda le sue radici proprio nel “fare insieme”. Nell’ottica di una intesa che salvaguarda l’identità attuale dei due gruppi, il patto tra Apofruit e Terremerse, mette “ a valore” in modo specifico i settori dell’ortofrutta e delle agroforniture. Non una fusione di imprese, dunque, ma una integrazione a rete che permetterà di sviluppare le rispettive competenze, di ridurre i costi, di meglio posizionarsi nel mercato per poter creare valore a favore dei rispettivi soci Gli obiettivi dell’accordo mettono in fila almeno cinque punti rilevanti: la politica di marca, quale elemento di distintività dei prodotti verso i consumatori e i clienti; la segmentazione dell’offerta per posizionare al meglio il prodotto nel canale commerciale di riferimento; l’innovazione varietale, elemento chiave per offrire al consumatore un prodotto di qualità più elevata; il biologico come scelta strategica; lo sviluppo dell’export, in particolare verso i nuovi mercati asiatici e i paesi del golfo persico. «Apofruit, negli ultimi anni – dichiara il Direttore Generale di Apofruit Renzo Piraccini – è cresciuta incorporando altre imprese cooperative, razionalizzando i processi produttivi e commerciali. Ora quella fase è finita. Attualmente ci proponiamo di crescere promuovendo la creazione di una rete di imprese specializzate ed efficienti, ognuna autonoma nella propria gestione, che si riconoscano in un progetto commerciale e gestionale condiviso. L’accordo con Terremerse va in questa direzione». Gli fa eco l’Amministratore Delegato di Terremerse Gilberto Minguzzi: «“Territori e mercati in rete” è scritto nel logo della nostra cooperativa: lì dichiariamo la missione che affidiamo alla nostra identità! Solo mettendoci in rete possiamo superare i limiti di ogni singola impresa, per forte che sia, per dare vita ad un nuovo soggetto capace di aprirsi alle dimensioni globali del mercato per coglierne le opportunità. Abbiamo fatto questo in tutti i settori in cui operiamo. L’accordo con Apofruit porterà slancio e innovazione nel comparto dell’ortofrutta». Per quanto riguarda il settore dell’ortofrutta l’accordo tra le due aziende prevede, nello specifico: • adesione di Terremerse a Mediterraneo Group, la società consortile che vede come capofila Apofruit, per la realizzazione di sinergie commerciali sull’export e sui prodotti a marchio; • acquisti centralizzati dei materiali di confezionamento e dei servizi connessi (trasporti, ecc..); • adozione di un modello comune di gestione dei magazzini, uniformando i sistemi informatici e il controllo dei costi; • per i produttori soci, per quanto riguarda il kiwi e i prodotti biologici, le modalità di conferimento e campionatura, i tempi di acconto e le liquidazioni saranno le stesse. • per tutte le altre produzioni, compresi i prodotti ad uso industriale, le procedure gestionali verranno gradualmente armonizzate; • ogni cooperativa manterrà il rapporto nei confronti dei propri soci, anche se le procedure di conferimento, acconto e pagamento verranno gradualmente armonizzate; • accesso per i soci di Terremerse alle novità vegetali, a diffusione regolamentata, che vedono Apofruit come partner distributore. • apertura di un centro di ritiro per i soci Apofruit dell’area, nello stabilimento Terremerse di Faenza; • armonizzazione dei programmi operativi delle rispettive Organizzazioni di Produttori di riferimento : Apofruit e Pempacorer. Dal 2015 si ipotizza di costituire una AOP tra le due OP di riferimento, aperta all’adesione anche di altre OP del settore che vogliano integrarsi commercialmente. Per quanto concerne le agroforniture il partner strategico per Apofruit e i propri soci sarà Terremerse. Tra le due cooperative verranno sviluppate una serie di azioni finalizzate a migliorare l’efficienza e la competitività delle aziende agricole dei produttori associati e in particolare : • armonizzazione delle linee tecniche di difesa • condivisione dell’impiantistica per frutticoltura e orticoltura al servizio delle aziende agricole associate • sinergie nell’area vivaistica • condivisione del know-how e dell’attività di ricerca e sviluppo • pagamento delle agroforniture in conto conferimento.
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martedì 26 novembre 2013
AZIENDA AGRICOLA DI ARGENTA SI AGGIUDICA IL PRESTIGIOSO “POMODORINO D'ORO” ASSEGNATO DA MUTTI
Fonte: Ufficio Stampa Terremerse
Alessandro Tedaldi premiato con l'Oscar del settore. Al terzo posto un'altra azienda argentana, Tenuta Sciuptina di Leonelli
Nei giorni scorsi al Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore Terme si è svolta la cerimonia di consegna del prestigioso “Pomodorino d’Oro”, il premio conferito ogni anno da Mutti ai migliori produttori di pomodoro, arrivato quest’anno alla sua 14ma edizione. Sono stati ben 8 i produttori di Terremerse e Pempacorer che hanno ricevuto i premi e fra questi anche l’ambito primo posto, aggiudicato all'Azienda Agricola Alessandro Tedaldi di Argenta. E’ la prima volta, dall’inizio di questa manifestazione, che viene assegnato a un'azienda del ferrarese tale riconoscimento, a coronamento di un impegnativo percorso di qualità nel quale hanno sempre creduto sia la Cooperativa sia l’Organizzazione di Produttori. Non è facile produrre qualità in quantità e proprio per questo Mutti investe 150.000 Euro per promuovere le migliori pratiche agricole e premiare quelle aziende che hanno meglio saputo evolversi e distinguersi nel miglioramento della filiera produttiva. Oltre al primo posto di Tedaldi, si segnala anche il meritato terzo gradino del podio per un'altra azienda di Argenta, la Società Agricola Tenuta Sciuptina di Leonelli. Grande pregio anche alle altre aziende socie di Terremerse premiate: Soc. agr. TM di Tedaldi e Montanari (Argenta), Rizzati Mauro (Comacchio), Ravaioli Gabriele - Ridolfi Saura e Figli (Ravenna), Brui Roberto (Argenta), Calderoni Silvano (Alfonsine), Tartarini Riccardo (Ostellato). Il “Pomodorino D'Oro” riconosce la qualità come primo obiettivo di tutte le fasi di vita del pomodoro, dalla coltivazione alla raccolta, fino alla consegna del prodotto finale. L'assegnazione del premio avviene sulla base di rigorosi parametri, fissati dalla Mutti per avere sempre una materia prima al top della qualità, che consenta di avere un prodotto trasformato eccellente. Le valutazioni complessive tengono conto sia delle caratteristiche tecnologiche del pomodoro, sia della qualità di raccolta, compresa la valutazione della raccolta alla giusta epoca di maturazione, per conservare al meglio tutte le caratteristiche organolettiche del pomodoro. Dal 2010, grazie alla partnership con il WWF, Mutti ha introdotto la Menzione Speciale "Idee per l’Acqua", da assegnare agli agricoltori che si sono distinti nell’applicazione di pratiche di coltivazione sostenibili. La commissione - composta da WWF, Mutti e Università della Tuscia - ha valutato i progetti e ha assegnato la Menzione 2013 sempre all’azienda agricola Tedaldi Alessandro, che si è impegnata nell'applicazione di tecnologie per il monitoraggio del fabbisogno idrico delle colture, investendo volontariamente in misure per il risparmio idrico e confermando come i sistemi sperimentati abbiano portato anche un aumento della produzione, oltre a un concreto vantaggio ambientale. La coincidenza dei due premi è un risultato interessante perché sottolinea come la qualità e l’attenzione all’ambiente, a volte visti come aspetti separati, possono e devono coesistere.
Alessandro Tedaldi premiato con l'Oscar del settore. Al terzo posto un'altra azienda argentana, Tenuta Sciuptina di Leonelli
Nei giorni scorsi al Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore Terme si è svolta la cerimonia di consegna del prestigioso “Pomodorino d’Oro”, il premio conferito ogni anno da Mutti ai migliori produttori di pomodoro, arrivato quest’anno alla sua 14ma edizione. Sono stati ben 8 i produttori di Terremerse e Pempacorer che hanno ricevuto i premi e fra questi anche l’ambito primo posto, aggiudicato all'Azienda Agricola Alessandro Tedaldi di Argenta. E’ la prima volta, dall’inizio di questa manifestazione, che viene assegnato a un'azienda del ferrarese tale riconoscimento, a coronamento di un impegnativo percorso di qualità nel quale hanno sempre creduto sia la Cooperativa sia l’Organizzazione di Produttori. Non è facile produrre qualità in quantità e proprio per questo Mutti investe 150.000 Euro per promuovere le migliori pratiche agricole e premiare quelle aziende che hanno meglio saputo evolversi e distinguersi nel miglioramento della filiera produttiva. Oltre al primo posto di Tedaldi, si segnala anche il meritato terzo gradino del podio per un'altra azienda di Argenta, la Società Agricola Tenuta Sciuptina di Leonelli. Grande pregio anche alle altre aziende socie di Terremerse premiate: Soc. agr. TM di Tedaldi e Montanari (Argenta), Rizzati Mauro (Comacchio), Ravaioli Gabriele - Ridolfi Saura e Figli (Ravenna), Brui Roberto (Argenta), Calderoni Silvano (Alfonsine), Tartarini Riccardo (Ostellato). Il “Pomodorino D'Oro” riconosce la qualità come primo obiettivo di tutte le fasi di vita del pomodoro, dalla coltivazione alla raccolta, fino alla consegna del prodotto finale. L'assegnazione del premio avviene sulla base di rigorosi parametri, fissati dalla Mutti per avere sempre una materia prima al top della qualità, che consenta di avere un prodotto trasformato eccellente. Le valutazioni complessive tengono conto sia delle caratteristiche tecnologiche del pomodoro, sia della qualità di raccolta, compresa la valutazione della raccolta alla giusta epoca di maturazione, per conservare al meglio tutte le caratteristiche organolettiche del pomodoro. Dal 2010, grazie alla partnership con il WWF, Mutti ha introdotto la Menzione Speciale "Idee per l’Acqua", da assegnare agli agricoltori che si sono distinti nell’applicazione di pratiche di coltivazione sostenibili. La commissione - composta da WWF, Mutti e Università della Tuscia - ha valutato i progetti e ha assegnato la Menzione 2013 sempre all’azienda agricola Tedaldi Alessandro, che si è impegnata nell'applicazione di tecnologie per il monitoraggio del fabbisogno idrico delle colture, investendo volontariamente in misure per il risparmio idrico e confermando come i sistemi sperimentati abbiano portato anche un aumento della produzione, oltre a un concreto vantaggio ambientale. La coincidenza dei due premi è un risultato interessante perché sottolinea come la qualità e l’attenzione all’ambiente, a volte visti come aspetti separati, possono e devono coesistere.
venerdì 22 novembre 2013
TERREMERSE: POSITIVO IL PRECONSUNTIVO 2013 LA PROIEZIONE OTTENUTA SUL CONSUNTIVO AL 30 SETTEMBRE PROSPETTA UN UTILE D’ESERCIZIO CON UN CONSOLIDAMENTO DEL FATTURATO A 157 MILIONI DI €
Fonte: Ufficio Stampa Terremerse
Il preconsuntivo 2013 della Cooperativa Terremerse presenta dati di notevole positività, sia in rapporto al quadro generale dell’economia e della finanza in Italia e in Europa, sia in rapporto alle potenzialità di sviluppo che evidenzia. La proiezione ottenuta sul consuntivo al 30 settembre prospetta un utile d’esercizio, con un consolidamento del fatturato complessivo a 157 milioni di € e un leggero, ma significativo, recupero sul piano della prevalenza mutualistica, ossia dell’attività svolta con soci rispetto al totale. L’esercizio 2013, in via di conclusione con un saldo attivo, sarà l’ultimo prima di una riorganizzazione aziendale di largo respiro che, a partire dal 2014, rilancerà ulteriormente la competitività e la capacità di fare accumulazione della Cooperativa, focalizzando il ruolo di Terremerse nella logistica avanzata e nel marketing per i mercati nazionali e per l’internazionalizzazione. Nella composizione del fatturato le agroforniture spiccano un ulteriore balzo in avanti, passando dai 53 ai 60 milioni di € (+13%), con il consolidamento del margine acquisito. L’incremento più significativo si deve ai settori dei fitofarmaci (+25%) e dell’impiantistica e irrigazione (+35%). Il settore cerealicolo realizza il record assoluto di volumi ritirati, in un’annata caratterizzata da rese modeste dei cereali a paglia e dalla fortissima concorrenza di 50 impianti per biogas tra Ravenna e Ferrara, che sottraggono ogni anno molto mais alla destinazione mangimistica e alimentare, con il sostegno di determinanti provvidenze pubbliche. Le consegne hanno raggiunto quota 133mila tonnellate contro le 115mila del 2012 (+15,65%). Anche quest’anno, oltre 300 nuove aziende hanno consegnato a Terremerse, gratificandoci con la loro fiducia. Un risultato che premia la qualità del nostro servizio e l’apertura dimostrata nella costruzione di alleanze con il Consorzio Italiana Stoccaggi e con SADA/ANB. L’ottimo risultato conseguito nella raccolta purtroppo non viene altrettanto premiato dall’attuale andamento del mercato, sempre volatile e complessivamente in flessione. Il settore carni realizza una buona performance, conseguendo un risultato di budget superiore alle aspettative, dopo la perdita di tutto il fatturato di carni macinate per Unicoop, che contribuiva a determinare l’utile di gestione fino al 2011. Il lavoro fatto nella gestione del salumificio, per acquisire maggiore convenienza di prezzo senza intaccare la qualità dell’offerta, ci premia assorbendo le persistenti difficoltà del prosciuttificio a remunerare i propri costi e prospettando importanti successi in nuovi mercati in Italia e all’estero. Il settore macchine subisce una pesante flessione di fatturato e di margini, pur spuntando la migliore performance di vendite rispetto alle concessionarie Same Deutz Fahr del mercato nazionale: un segno inequivocabile delle difficoltà del settore, in assenza di provvedimenti di sostegno, pur ripetutamente annunciati. Infine, il comparto dell’ortofrutta segna un calo di volumi conseguente alle avversità climatiche dell’anno, che deprime il valore degli sforzi effettuati in ordine all’ottimizzazione della produttività e del contenimento dei costi variabili. L’utilizzo solo parziale degli stabilimenti di lavorazione accresce l’incidenza dei costi fissi, rafforzando l’opportunità delle scelte di ristrutturazione messe a punto negli scorsi mesi: la concentrazione delle lavorazioni, la ricerca di partner con cui condividere sinergie per realizzare congiuntamente il completamento di gamma e l’accesso all’innovazione di prodotto, da cui dipende la possibilità di rilanciare la capacità del settore di produrre reddito per i soci e per le strutture cooperative.
Il preconsuntivo 2013 della Cooperativa Terremerse presenta dati di notevole positività, sia in rapporto al quadro generale dell’economia e della finanza in Italia e in Europa, sia in rapporto alle potenzialità di sviluppo che evidenzia. La proiezione ottenuta sul consuntivo al 30 settembre prospetta un utile d’esercizio, con un consolidamento del fatturato complessivo a 157 milioni di € e un leggero, ma significativo, recupero sul piano della prevalenza mutualistica, ossia dell’attività svolta con soci rispetto al totale. L’esercizio 2013, in via di conclusione con un saldo attivo, sarà l’ultimo prima di una riorganizzazione aziendale di largo respiro che, a partire dal 2014, rilancerà ulteriormente la competitività e la capacità di fare accumulazione della Cooperativa, focalizzando il ruolo di Terremerse nella logistica avanzata e nel marketing per i mercati nazionali e per l’internazionalizzazione. Nella composizione del fatturato le agroforniture spiccano un ulteriore balzo in avanti, passando dai 53 ai 60 milioni di € (+13%), con il consolidamento del margine acquisito. L’incremento più significativo si deve ai settori dei fitofarmaci (+25%) e dell’impiantistica e irrigazione (+35%). Il settore cerealicolo realizza il record assoluto di volumi ritirati, in un’annata caratterizzata da rese modeste dei cereali a paglia e dalla fortissima concorrenza di 50 impianti per biogas tra Ravenna e Ferrara, che sottraggono ogni anno molto mais alla destinazione mangimistica e alimentare, con il sostegno di determinanti provvidenze pubbliche. Le consegne hanno raggiunto quota 133mila tonnellate contro le 115mila del 2012 (+15,65%). Anche quest’anno, oltre 300 nuove aziende hanno consegnato a Terremerse, gratificandoci con la loro fiducia. Un risultato che premia la qualità del nostro servizio e l’apertura dimostrata nella costruzione di alleanze con il Consorzio Italiana Stoccaggi e con SADA/ANB. L’ottimo risultato conseguito nella raccolta purtroppo non viene altrettanto premiato dall’attuale andamento del mercato, sempre volatile e complessivamente in flessione. Il settore carni realizza una buona performance, conseguendo un risultato di budget superiore alle aspettative, dopo la perdita di tutto il fatturato di carni macinate per Unicoop, che contribuiva a determinare l’utile di gestione fino al 2011. Il lavoro fatto nella gestione del salumificio, per acquisire maggiore convenienza di prezzo senza intaccare la qualità dell’offerta, ci premia assorbendo le persistenti difficoltà del prosciuttificio a remunerare i propri costi e prospettando importanti successi in nuovi mercati in Italia e all’estero. Il settore macchine subisce una pesante flessione di fatturato e di margini, pur spuntando la migliore performance di vendite rispetto alle concessionarie Same Deutz Fahr del mercato nazionale: un segno inequivocabile delle difficoltà del settore, in assenza di provvedimenti di sostegno, pur ripetutamente annunciati. Infine, il comparto dell’ortofrutta segna un calo di volumi conseguente alle avversità climatiche dell’anno, che deprime il valore degli sforzi effettuati in ordine all’ottimizzazione della produttività e del contenimento dei costi variabili. L’utilizzo solo parziale degli stabilimenti di lavorazione accresce l’incidenza dei costi fissi, rafforzando l’opportunità delle scelte di ristrutturazione messe a punto negli scorsi mesi: la concentrazione delle lavorazioni, la ricerca di partner con cui condividere sinergie per realizzare congiuntamente il completamento di gamma e l’accesso all’innovazione di prodotto, da cui dipende la possibilità di rilanciare la capacità del settore di produrre reddito per i soci e per le strutture cooperative.
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lunedì 13 maggio 2013
TERREMERSE: BILANCIO 2012: AUMENTO DI FATTURATO E RIDUZIONE DEI COSTI IN UN’ANNATA DIFFICILE A CAUSA DELLA CRISI FINANZIARIA GLOBALE E DELLA STRAORDINARIA SICCITÀ
Fonte: Ufficio Stampa e Comunicazione Terremerse
Il bilancio 2012 di Terremerse ha dovuto fronteggiare difficoltà straordinarie. Le cause: da un lato gli effetti della crisi finanziaria, che ha fatto impennare i rischi commerciali e i rischi d’insolvenza anche di clienti che in condizioni normali sarebbero stati di assoluta affidabilità; dall’altro versante gli effetti dell’eccezionale siccità, che ha arrecato danni pesanti a tutte le attività di cui si occupa la Cooperativa. Tuttavia Terremerse ha saputo reagire, mettendo a segno un aumento di fatturato, una riduzione dei costi di struttura e un recupero di marginalità. Il risultato finale: 157 milioni di € di fatturato complessivo, con un sostanziale pareggio, ottenuto non ricorrendo ad alcuna azione surrettizia di bilancio, né all’utilizzo di accantonamenti pur disponibili, ma attestando semplicemente il risultato della gestione caratteristica. Più in specifico vi è da segnalare il risultato nelle Agroforniture, che accrescono ancora il fatturato raggiungendo i 52 milioni di €, contro i 48 del 2011. Va considerato che i primi mesi del 2012, caratterizzati dal prolungarsi della stagione invernale, hanno segnato il fermo assoluto dell’attività agricola e dei relativi consumi, allo stesso modo ha giocato la siccità estiva. La crescita del fatturato proviene da un mix di vendite nel quale i fertilizzanti, un prodotto povero di valore aggiunto, hanno prodotto l’incremento maggiore, ciò che di per sé comporterebbe una riduzione di marginalità. Vi è poi da considerare che il settore ha assorbito, nel corso dell’anno, costi di rete provenienti da altre filiere e dalla struttura generale di Terremerse. Il fatto che il margine contributivo della filiera cresca ancora in cifra assoluta, dimostra che la crescita del fatturato non è andata a scapito del consolidamento della marginalità, anzi. Nel settore Cerealproteico la siccità ha compromesso i volumi di prodotto normalmente ritirati dalla Cooperativa, con la perdita di oltre 10.000 ton. sui volumi previsti in base all’andamento delle semine. Il mancato afflusso di prodotto è stato parzialmente recuperato dal prodotto di 250 nuove aziende che tra Ravenna e Ferrara hanno scelto Terremerse per la commercializzazione della loro produzione cerealicola, segno inequivocabile di competitività della Cooperativa nei confronti dei suoi competitors. Oltre alla siccità, si è aggiunta l’emergenza aflatossine sul mais, che ha comportato maggiori costi di analisi e rischi commerciali ingenti, con danni conseguenti anche sul reddito del servizio di essiccazione. Per far fronte a questa emergenza, fin dall’avvio della campagna di raccolta del mais, Terremerse ha deciso di attivare in via precauzionale su tutti i centri di ritiro della Cooperativa il proprio sistema di autocontrollo, confermando la trasparenza del proprio comportamento nei confronti degli agricoltori consegnatari. Tutta la produzione analizzata è stata divisa fin da subito in lotti con livelli diversi di contaminazione; questo ha premiato la prassi di Terremerse di separare le partite sulla base delle specifiche caratteristiche. Nel complesso, comunque, la Cooperativa ha adottato una politica commerciale che ha accresciuto i volumi in vendita, utilizzando in pieno le rimanenze del 2011 e sacrificando in parte le rimanenze finali per il 2013. Tutto questo ha consentito di chiudere l’esercizio con un margine contributivo di settore positivo e con liquidazioni ai soci competitive. Il settore della Lavorazione delle carni ha subito nei primi mesi del 2012 la perdita della lavorazione del macinato di carne bovina, che aveva consentito buoni margini nelle ultime due annate. Poi la siccità ha comportato l’impennata dei costi di alimentazione del bestiame e l’aumento del costo delle materie prime nei mesi dell’estate/autunno. La contestuale difficoltà a scaricare sul mercato di sbocco l’aumento dei costi, ha comportato una flessione nel risultato d’esercizio della filiera. Già dai primi mesi del 2013 è stata messa in atto un’azione di recupero di marginalità e di conquista di nuovi mercati redditivi. Ci si attendono risultati importanti dall’adesione di Terremerse alla rete di promozione dell’export Romagna Coopfood. Anche sul mercato nazionale Terremerse ha messo in atto azioni, con la propria rete di agenti, finalizzate al recupero di spazi di mercato e margini. Nell’Ortofrutta la siccità ha comportato una contrazione nei volumi consegnati dai soci. Si è realizzato così il risultato in volume più basso degli ultimi anni, con la conseguente enfatizzazione di costi fissi, che segnano negativamente il risultato d’esercizio della Cooperativa nel comparto. All’inizio del 2012 Terremerse aveva condiviso con i soci la necessità di puntare alla migliore qualità nella produzione in campagna, scegliendo di non sostenere con risorse interne le produzioni non in grado di riscuotere l’apprezzamento del mercato al consumo, ma di concentrare il proprio impegno nella promozione delle componenti della propria offerta più in linea con la domanda di consumo. Ad oggi è in atto la predisposizione di un programma di marketing orientato alla valorizzazione della qualità prodotta in campagna e alla massima freschezza dell’offerta, con il ricorso alle migliori innovazioni nella logistica e la ricerca di nuovi sbocchi commerciali, premianti la qualità e la convenienza prodotta. I risultati conseguiti fin qui sono stati ottenuti con il contributo determinante della base sociale, del management e dei dipendenti tutti, con quella coesione d’impresa che ha consentito a Terremerse di costruire alleanze e far fronte così anche ai momenti più difficili. Tutto questo permetterà alla Cooperativa di affrontare le criticità e i rischi commerciali del 2013, apportando le correzioni necessarie a implementare la conquista di nuovi spazi di mercato e l’ottenimento di margini d’esercizio, che consolidino ulteriormente la sostenibilità economico-finanziaria delle nostre attività.
Il bilancio 2012 di Terremerse ha dovuto fronteggiare difficoltà straordinarie. Le cause: da un lato gli effetti della crisi finanziaria, che ha fatto impennare i rischi commerciali e i rischi d’insolvenza anche di clienti che in condizioni normali sarebbero stati di assoluta affidabilità; dall’altro versante gli effetti dell’eccezionale siccità, che ha arrecato danni pesanti a tutte le attività di cui si occupa la Cooperativa. Tuttavia Terremerse ha saputo reagire, mettendo a segno un aumento di fatturato, una riduzione dei costi di struttura e un recupero di marginalità. Il risultato finale: 157 milioni di € di fatturato complessivo, con un sostanziale pareggio, ottenuto non ricorrendo ad alcuna azione surrettizia di bilancio, né all’utilizzo di accantonamenti pur disponibili, ma attestando semplicemente il risultato della gestione caratteristica. Più in specifico vi è da segnalare il risultato nelle Agroforniture, che accrescono ancora il fatturato raggiungendo i 52 milioni di €, contro i 48 del 2011. Va considerato che i primi mesi del 2012, caratterizzati dal prolungarsi della stagione invernale, hanno segnato il fermo assoluto dell’attività agricola e dei relativi consumi, allo stesso modo ha giocato la siccità estiva. La crescita del fatturato proviene da un mix di vendite nel quale i fertilizzanti, un prodotto povero di valore aggiunto, hanno prodotto l’incremento maggiore, ciò che di per sé comporterebbe una riduzione di marginalità. Vi è poi da considerare che il settore ha assorbito, nel corso dell’anno, costi di rete provenienti da altre filiere e dalla struttura generale di Terremerse. Il fatto che il margine contributivo della filiera cresca ancora in cifra assoluta, dimostra che la crescita del fatturato non è andata a scapito del consolidamento della marginalità, anzi. Nel settore Cerealproteico la siccità ha compromesso i volumi di prodotto normalmente ritirati dalla Cooperativa, con la perdita di oltre 10.000 ton. sui volumi previsti in base all’andamento delle semine. Il mancato afflusso di prodotto è stato parzialmente recuperato dal prodotto di 250 nuove aziende che tra Ravenna e Ferrara hanno scelto Terremerse per la commercializzazione della loro produzione cerealicola, segno inequivocabile di competitività della Cooperativa nei confronti dei suoi competitors. Oltre alla siccità, si è aggiunta l’emergenza aflatossine sul mais, che ha comportato maggiori costi di analisi e rischi commerciali ingenti, con danni conseguenti anche sul reddito del servizio di essiccazione. Per far fronte a questa emergenza, fin dall’avvio della campagna di raccolta del mais, Terremerse ha deciso di attivare in via precauzionale su tutti i centri di ritiro della Cooperativa il proprio sistema di autocontrollo, confermando la trasparenza del proprio comportamento nei confronti degli agricoltori consegnatari. Tutta la produzione analizzata è stata divisa fin da subito in lotti con livelli diversi di contaminazione; questo ha premiato la prassi di Terremerse di separare le partite sulla base delle specifiche caratteristiche. Nel complesso, comunque, la Cooperativa ha adottato una politica commerciale che ha accresciuto i volumi in vendita, utilizzando in pieno le rimanenze del 2011 e sacrificando in parte le rimanenze finali per il 2013. Tutto questo ha consentito di chiudere l’esercizio con un margine contributivo di settore positivo e con liquidazioni ai soci competitive. Il settore della Lavorazione delle carni ha subito nei primi mesi del 2012 la perdita della lavorazione del macinato di carne bovina, che aveva consentito buoni margini nelle ultime due annate. Poi la siccità ha comportato l’impennata dei costi di alimentazione del bestiame e l’aumento del costo delle materie prime nei mesi dell’estate/autunno. La contestuale difficoltà a scaricare sul mercato di sbocco l’aumento dei costi, ha comportato una flessione nel risultato d’esercizio della filiera. Già dai primi mesi del 2013 è stata messa in atto un’azione di recupero di marginalità e di conquista di nuovi mercati redditivi. Ci si attendono risultati importanti dall’adesione di Terremerse alla rete di promozione dell’export Romagna Coopfood. Anche sul mercato nazionale Terremerse ha messo in atto azioni, con la propria rete di agenti, finalizzate al recupero di spazi di mercato e margini. Nell’Ortofrutta la siccità ha comportato una contrazione nei volumi consegnati dai soci. Si è realizzato così il risultato in volume più basso degli ultimi anni, con la conseguente enfatizzazione di costi fissi, che segnano negativamente il risultato d’esercizio della Cooperativa nel comparto. All’inizio del 2012 Terremerse aveva condiviso con i soci la necessità di puntare alla migliore qualità nella produzione in campagna, scegliendo di non sostenere con risorse interne le produzioni non in grado di riscuotere l’apprezzamento del mercato al consumo, ma di concentrare il proprio impegno nella promozione delle componenti della propria offerta più in linea con la domanda di consumo. Ad oggi è in atto la predisposizione di un programma di marketing orientato alla valorizzazione della qualità prodotta in campagna e alla massima freschezza dell’offerta, con il ricorso alle migliori innovazioni nella logistica e la ricerca di nuovi sbocchi commerciali, premianti la qualità e la convenienza prodotta. I risultati conseguiti fin qui sono stati ottenuti con il contributo determinante della base sociale, del management e dei dipendenti tutti, con quella coesione d’impresa che ha consentito a Terremerse di costruire alleanze e far fronte così anche ai momenti più difficili. Tutto questo permetterà alla Cooperativa di affrontare le criticità e i rischi commerciali del 2013, apportando le correzioni necessarie a implementare la conquista di nuovi spazi di mercato e l’ottenimento di margini d’esercizio, che consolidino ulteriormente la sostenibilità economico-finanziaria delle nostre attività.
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giovedì 18 aprile 2013
POSITIVA LA CAMPAGNA DELL’ORTOFRUTTA AUTUNNALE DI TERREMERSE
Fonte: Ufficio Stampa Terremerse
La Cooperativa ha liquidato oltre 43 mila ql. di prodotto fra susine Angeleno, kaki, pere William e zucche, per un totale di € 1.445.000 erogato ai Soci
Con la liquidazione ai Soci conferenti si e conclusa la campagna di commercializzazione dell’ortofrutta autunnale (susine Angeleno, kaki, pere William e zucche) di Terremerse «che possiamo valutare complessivamente in maniera positiva e con un andamento migliore rispetto alla produzione di ortofrutta estiva» dichiara Egidio Mordenti, Direttore Ortofrutta della Cooperativa. «Terremerse ha liquidato 20.749 ql. di pere William, 11.569 ql. di susine Angeleno, 8.696 ql. di kaki e 2.350 ql. di zucche, per un totale complessivo di 43.364 ql. di ortofrutta autunnale. La liquidazione complessiva erogata ai Soci e stata pari a € 1.445.000 – precisa Mordenti - Le produzioni sono state influenzate dall’andamento anomalo dell’estate che ha causato molte difficoltà nell’assicurare idonei apporti idrici alle colture.» Le susine Angeleno hanno registrato un aumento del 35% di quantità conferita rispetto al 2011 e la media di liquidazione della prima (calibro 40 +) e stata pari a € 0,42/Kg. Per il prodotto integrato e € 1,00/Kg. per il prodotto biologico. L’andamento stagionale e stato avverso in pre-raccolta per le abbondanti e prolungate piogge di inizio settembre e questo aveva creato timori per la tenuta del prodotto nella campagna commerciale. Tuttavia i risultati finali si possono considerare soddisfacenti. Le pere William hanno registrato un calo produttivo del 35% e questo ha sicuramente aiutato l’andamento di mercato che e stato buono per il prodotto da fresco e sufficiente per la destinazione industriale. Il prezzo medio di liquidazione del prodotto di I° per il mercato fresco è stato pari a € 0,53/Kg. per il prodotto integrato e di € 0,88/Kg. per il prodotto biologico. I kaki hanno registrato un calo di produzione del 35% e l’andamento commerciale e stato buono per il kako tipo (Loto di Romagna) e sufficiente (comunque inferiore alle attese) per il Rojo Brillante. Il kako tipo ha avuto un prezzo medio di liquidazione per la prima 22 oltre di € 0,52/Kg. per il prodotto integrato e di € 0,68/Kg. per il prodotto biologico. Il Rojo Brillante ha avuto un prezzo medio di liquidazione per la prima 22 oltre di € 0,46/Kg. per il prodotto integrato e di € 0,62/Kg. per il prodotto biologico. Gli ettari seminati a zucche sono diminuiti del 35% rispetto al 2011 e di conseguenza sono diminuite anche le quantità conferite. La Cooperativa commercializza un prodotto prevalentemente destinato alla trasformazione industriale e quindi i prezzi non si discostano di molto nel corso degli anni. Nel 2012 il prezzo medio liquidato per le zucche Violine e stato pari a € 0,14/Kg per il prodotto integrato e € 0,32 per il prodotto biologico. E zucche di varieta Delica sono state liquidate a € 0,25 per il prodotto integrato e € 0,42 per il prodotto biologico. Questo andamento dei prezzi e stato superiore di circa il 20/30% rispetto alle medie degli ultimi anni.
La Cooperativa ha liquidato oltre 43 mila ql. di prodotto fra susine Angeleno, kaki, pere William e zucche, per un totale di € 1.445.000 erogato ai Soci
Con la liquidazione ai Soci conferenti si e conclusa la campagna di commercializzazione dell’ortofrutta autunnale (susine Angeleno, kaki, pere William e zucche) di Terremerse «che possiamo valutare complessivamente in maniera positiva e con un andamento migliore rispetto alla produzione di ortofrutta estiva» dichiara Egidio Mordenti, Direttore Ortofrutta della Cooperativa. «Terremerse ha liquidato 20.749 ql. di pere William, 11.569 ql. di susine Angeleno, 8.696 ql. di kaki e 2.350 ql. di zucche, per un totale complessivo di 43.364 ql. di ortofrutta autunnale. La liquidazione complessiva erogata ai Soci e stata pari a € 1.445.000 – precisa Mordenti - Le produzioni sono state influenzate dall’andamento anomalo dell’estate che ha causato molte difficoltà nell’assicurare idonei apporti idrici alle colture.» Le susine Angeleno hanno registrato un aumento del 35% di quantità conferita rispetto al 2011 e la media di liquidazione della prima (calibro 40 +) e stata pari a € 0,42/Kg. Per il prodotto integrato e € 1,00/Kg. per il prodotto biologico. L’andamento stagionale e stato avverso in pre-raccolta per le abbondanti e prolungate piogge di inizio settembre e questo aveva creato timori per la tenuta del prodotto nella campagna commerciale. Tuttavia i risultati finali si possono considerare soddisfacenti. Le pere William hanno registrato un calo produttivo del 35% e questo ha sicuramente aiutato l’andamento di mercato che e stato buono per il prodotto da fresco e sufficiente per la destinazione industriale. Il prezzo medio di liquidazione del prodotto di I° per il mercato fresco è stato pari a € 0,53/Kg. per il prodotto integrato e di € 0,88/Kg. per il prodotto biologico. I kaki hanno registrato un calo di produzione del 35% e l’andamento commerciale e stato buono per il kako tipo (Loto di Romagna) e sufficiente (comunque inferiore alle attese) per il Rojo Brillante. Il kako tipo ha avuto un prezzo medio di liquidazione per la prima 22 oltre di € 0,52/Kg. per il prodotto integrato e di € 0,68/Kg. per il prodotto biologico. Il Rojo Brillante ha avuto un prezzo medio di liquidazione per la prima 22 oltre di € 0,46/Kg. per il prodotto integrato e di € 0,62/Kg. per il prodotto biologico. Gli ettari seminati a zucche sono diminuiti del 35% rispetto al 2011 e di conseguenza sono diminuite anche le quantità conferite. La Cooperativa commercializza un prodotto prevalentemente destinato alla trasformazione industriale e quindi i prezzi non si discostano di molto nel corso degli anni. Nel 2012 il prezzo medio liquidato per le zucche Violine e stato pari a € 0,14/Kg per il prodotto integrato e € 0,32 per il prodotto biologico. E zucche di varieta Delica sono state liquidate a € 0,25 per il prodotto integrato e € 0,42 per il prodotto biologico. Questo andamento dei prezzi e stato superiore di circa il 20/30% rispetto alle medie degli ultimi anni.
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martedì 19 giugno 2012
Previsioni delle produzioni peschicole per il 2012: selezionare verso il top della qualità
FONTE: TERREMERESE
L’Ad di
Terremerse, Gilberto Minguzzi, fa il punto sul settore
Le previsioni di produzione Europea di pesche e nettarine si
presentano abbondanti anche per la prossima estate, con le inevitabili
conseguenze di mercato, a meno che non intervengano robuste azioni correttive
di governo dell’offerta. Terremerse è impegnata, unitamente ad altre
cooperative di Romagna, ad attivare misure di prevenzione del rischio e di riduzione
del danno derivante da una nuova crisi.
L’Amministratore delegato di Terremerse, Gilberto Minguzzi,
fa il punto sul settore.
«La brusca frenata dello sviluppo in Europa, che crea
disoccupazione e ondate di allarme sui mercati finanziari non poteva non
incidere sulla domanda di beni alimentari. Sono stati penalizzati i beni non di
prima necessità e, soprattutto in mercati Europei di riferimento, come
l’Inghilterra e la Germania, si sono spostate ulteriori quote di mercato dal
segmento della qualità verso quello della pura convenienza di costo. Il nostro
export ne ha risentito pesantemente e la riduzione dei nostri spazi di mercato
all’estero ha poi determinato l’inflazione dell’offerta su quelli ancora
disponibili.
A questi problemi bisogna dare risposte di programmazione.
Molto si sta facendo da parte di Organizzazioni di Produttori, Governi
regionali e nazionali. Sono importanti le azioni intraprese per inserire nella
PAC e nell’OCM nuovi strumenti di protezione del reddito dei produttori, anche
se queste giuste rivendicazioni impattano con la situazione assai critica della
finanza europea. Il recente pronunciamento dell’Organismo di Interprofessione
che dispone la sottrazione dal mercato delle partite di prodotto più scadenti
(non immettere sul mercato la seconda categoria, ammettere i calibri D solo
fino al 1 giugno e il C solo fino alla cultivar Amiga per le nettarine e Summer
Rich per le pesche) compie un passo decisivo nella direzione giusta. Ora il
pronunciamento dell’OI dev’essere ratificato dal Governo per assumere forza di
legge e disporre i necessari controlli.
Il nodo principale da sciogliere è quello delle regole
dell’offerta. La misura principe da mettere in campo sarebbe un programma di
selezione e qualificazione dell’offerta, articolato in abbattimenti mirati
delle varietà obsolete e reimpianti con varietà innovative, con quote definite
per ciascun Stato membro, ad evitare che gli abbattimenti penalizzino un solo
territorio.
Per consentire ai produttori di riscuotere un minimo di
reddito, le strutture cooperative sostengono le liquidazioni dei prodotti
conferiti, compreso anche quella parte di prodotto che non avrà mai riscontro
di gradimento al consumo. Il risultato è che i mercati si ingolfano di prodotto
scadente, non si remunerano i produttori e si creano perdite anche per le
gestioni cooperative.
Noi riteniamo invece che se sarà necessario utilizzare
risorse in funzione di sostegno, bisognerà farlo solo per quei segmenti di
produzione che vale la pena promuovere, perché possono incontrare il favore dei
consumatori e domani potranno sostenersi sul mercato con le proprie gambe.
La scelta della nostra cooperativa di posizionarsi sulle
produzioni d’eccellenza, spingerà i soci ad adottare standard di potatura,
diradamento, nutrizione e difesa, improntati al raggiungimento della miglior
qualità. Questo comporterà una parziale riduzione di volumi d’offerta sul
mercato, con una minore dispersione di costi su segmenti incapaci di generare
valore.
Insomma si tratta di agire sia sul tasto della deterrenza
verso le produzioni scadenti, sia su quello della promozione della qualità, per
restituire forza all’azione di marketing delle OP, adottando una strategia che
tenda a spostare la competizione verso i livelli alti di gamma, gli unici dove
si può tentare di ricomporre la forbice fra bisogni di reddito dei produttori e
delle loro strutture associate e bisogni del consumatore, riattivando un
circolo virtuoso.
Sia chiaro: non ci illudiamo di poter dare da soli una
risposta definitiva, “fatta in casa”, alla crisi della frutticoltura. Per
superare quella ci vuole il concorso di strumenti pubblici di programmazione e
di aiuti. Ma con i poteri già disponibili alle OP si possono finalizzare
correttamente i costi, in modo da sostenerne solo in corrispondenza di
produzioni apprezzabili dal mercato, tagliando tutti quelli che ancora oggi si
generano sulla scia di produzioni che non hanno alcuna prospettiva di mercato».
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mercoledì 23 maggio 2012
BILANCIO 2011 TERREMERSE
L’esercizio 2011 di Terremerse si
è concluso con risultati particolarmente lusinghieri:
·
il fatturato ha avuto un incremento del 18%, passando
da 131 a 155,6 milioni di euro;
·
il Cash flow è stato di 8,2 milioni di euro;
·
sono stati realizzati accantonamenti prudenziali, pro
rischi commerciali e di mercato, per 1,5 milioni di euro;
·
il volume degli accantonamenti realizzati comprime
l’Ebit, il reddito operativo, che si attesta a 2,5 milioni di euro;
·
all’assemblea dei soci (in programma nel mese di
giugno) verrà proposto di portare a riserva un utile di 500.000 euro; importo
già al netto del sostegno dato ai soci in una congiuntura di mercato difficile,
delle liquidazioni per i conferimenti e dei prezzi di cessione di
agroforniture, corrispondenti alla mission di valorizzazione mutualistica
propria della cooperativa;
·
con l’accantonamento a riserva dell’utile citato e
l’importante contrazione del debito finanziario (da 40 milioni di euro del 2010
a 35 milioni di euro del 2011), il patrimonio netto di Terremerse eguaglierà
l’indebitamento finanziario, chiudendo così una fase storica difficile, di
insufficiente dotazione di mezzi propri a fronte del ritmo di crescita
sostenuto che la società ha realizzato negli ultimi anni.
Lo sviluppo realizzato, a parità di risorse umane
impiegate, viene a ottimizzare l’efficacia e la produttività del lavoro e
permette di spalmare i costi fissi di struttura su un volume di attività più
ampio, rilanciando la capacità dell’azienda di fare accumulazione.
L’utile ricavato nasce dallo
sviluppo di attività a mercato nei settori delle agroforniture, dei cereali e
di trasformazione industriale nel ramo carni.
Questo mix di mutualità, mercato,
imprenditorialità, fa di Terremerse un modello dinamico, flessibile, orientato
verso la crescita e lo sviluppo.
Forte dei risultati conseguiti nel
2011, Terremerse sta ora ritarando gli obiettivi del Piano Triennale,
rilanciando l’impegno alla crescita sia della mutualità verso soci, sia
dell’attività a mercato sul territorio nazionale, nonché accentuando l’impegno
allo sviluppo dell’internazionalizzazione.
In tale
contesto di risultati economici positivi, si inserisce l’attuale indagine in
corso da parte della Magistratura sul finanziamento ottenuto nel 2006 da
Terremerse per la costruzione della cantina di Imola.
«Riteniamo
doveroso ribadire che la realizzazione della nuova cantina di Imola corrispose
al preciso dovere mutualistico della Cooperativa verso i soci produttori di
uve, che non avrebbero più potuto usufruire del vecchio stabilimento enologico
di via Cesena.
Terremerse
affronterà i procedimenti in corso, ferma nella convinzione delle proprie
ragioni e fiduciosa nella capacità della Magistratura di addivenire a un rapido
accertamento dei fatti, garantendo stabilità e serenità al lavoro dei
dipendenti e ai soci, nella certezza che l’interesse dei soci e lo
sviluppo della cooperativa hanno costituito e continueranno a rappresentare il
fine ultimo dell’azione dei nostri amministratori, in ogni nostra attività
passata, presente e futura».
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lunedì 5 marzo 2012
TERREMERSE ORGANIZZA A BAGNACAVALLO UN INCONTRO PER PARLARE DELLA NUOVA PAC
Fonte: Terremerse
Obiettivo: avviare un confronto tra i diversi soggetti protagonisti del sistema agroalimentare
Il 12 Ottobre 2011, la Commissione Europea ha presentato le proposte di Regolamenti relativi alla riforma della Politica Agricola Comune nel periodo 2014-2020. Questi documenti sono molto importanti perché definiscono quanto la Commissione europea aveva già preannunciato nel 2010 sul futuro della PAC con la pubblicazione del documento “Europa 2020: una strategia per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva” e con le successive Comunicazioni sul futuro delle politiche comunitarie e sul bilancio 2014-2020. Di fatto, con la pubblicazione delle proposte legislative costituite da ben sette Regolamenti, il dibattito è entrato nel vivo, per trovare una sua conclusione agli inizi del 2013 con l’approvazione della nuova PAC e la sua entrata in vigore dal 1° gennaio 2014.
I contenuti di questa riforma sono molteplici, estremamente complessi e meritano tutti un’approfondita conoscenza, analisi e valutazione dei possibili impatti sulla nostra agricoltura in termini organizzativi, economici e sociali.
Con l’obiettivo di avviare un confronto tra i diversi soggetti protagonisti del nostro sistema agroalimentare, la Cooperativa Terremerse organizza un incontro di approfondimento dal titolo: “Le imprese agricole davanti alla Pac post 2013”.
L’appuntamento è fissato per martedì 6 marzo alle ore 17 a Bagnacavallo (sala convegni Terremerse, Via Cà del Vento 21). Interverranno: Marco Casalini, Presidente di Terremerse, Angelo Frascarelli, Professore di Economia Agroalimentare alla Facoltà di Agraria dell’Università di Perugia, Tiberio Rabboni, Assessore alle Politiche Agricole della Regione Emilia-Romagna. Coordina l’incontro il giornalista Lorenzo Frassoldati.
Per informazioni: Segreteria Organizzativa: tel. 0545 68101 segreteria@terremerse.it
Obiettivo: avviare un confronto tra i diversi soggetti protagonisti del sistema agroalimentare
Il 12 Ottobre 2011, la Commissione Europea ha presentato le proposte di Regolamenti relativi alla riforma della Politica Agricola Comune nel periodo 2014-2020. Questi documenti sono molto importanti perché definiscono quanto la Commissione europea aveva già preannunciato nel 2010 sul futuro della PAC con la pubblicazione del documento “Europa 2020: una strategia per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva” e con le successive Comunicazioni sul futuro delle politiche comunitarie e sul bilancio 2014-2020. Di fatto, con la pubblicazione delle proposte legislative costituite da ben sette Regolamenti, il dibattito è entrato nel vivo, per trovare una sua conclusione agli inizi del 2013 con l’approvazione della nuova PAC e la sua entrata in vigore dal 1° gennaio 2014.
I contenuti di questa riforma sono molteplici, estremamente complessi e meritano tutti un’approfondita conoscenza, analisi e valutazione dei possibili impatti sulla nostra agricoltura in termini organizzativi, economici e sociali.
Con l’obiettivo di avviare un confronto tra i diversi soggetti protagonisti del nostro sistema agroalimentare, la Cooperativa Terremerse organizza un incontro di approfondimento dal titolo: “Le imprese agricole davanti alla Pac post 2013”.
L’appuntamento è fissato per martedì 6 marzo alle ore 17 a Bagnacavallo (sala convegni Terremerse, Via Cà del Vento 21). Interverranno: Marco Casalini, Presidente di Terremerse, Angelo Frascarelli, Professore di Economia Agroalimentare alla Facoltà di Agraria dell’Università di Perugia, Tiberio Rabboni, Assessore alle Politiche Agricole della Regione Emilia-Romagna. Coordina l’incontro il giornalista Lorenzo Frassoldati.
Per informazioni: Segreteria Organizzativa: tel. 0545 68101 segreteria@terremerse.it
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martedì 7 febbraio 2012
TERREMERSE ALLO STAND PEMPACORER, IN FIERA A BERLINO
Fonte: Terremerse
Dall’8 al 10 febbraio “Fruit Logistica” 2012, l’appuntamento internazionale più importante del settore ortofrutticolo
“Fruit Logistica”, in programma a Berlino dall’8 al 10 febbraio, è la fiera internazionale più importante per il marketing ortofrutticolo. Un appuntamento cui Terremerse non può mancare. La cooperativa bagnacavallese, infatti, ha nell’ortofrutta di qualità - commercializzata dall’O.P. Pempacorer - uno dei suoi settori principali.
Oltre 56.000 operatori provenienti da 130 Paesi sono attesi all’evento tedesco, che ospiterà 2.400 espositori in rappresentanza di 80 Paesi. “Fruit Logistica” offre ai rappresentanti del commercio ortofrutticolo, a importatori, esportatori e ai produttori ortofrutticoli, eccellenti opportunità di creare nuovi contatti commerciali e di avere una panoramica completa di mercato. Un mercato sempre più competitivo e globalizzato, dove Terremerse e O.P. Pempacorer hanno deciso di investire soprattutto in qualità. Una qualità distribuita lungo tutta la propria filiera, dalle scelte colturali e agronomiche nei campi fino al consumatore finale.
Contemporaneamente alla parte espositiva, “Fruit Logistica” propone anche un programma convegnistico di alto livello, che informerà su questioni d’attualità, sfide e trend dell’intero settore.
Dall’8 al 10 febbraio “Fruit Logistica” 2012, l’appuntamento internazionale più importante del settore ortofrutticolo
“Fruit Logistica”, in programma a Berlino dall’8 al 10 febbraio, è la fiera internazionale più importante per il marketing ortofrutticolo. Un appuntamento cui Terremerse non può mancare. La cooperativa bagnacavallese, infatti, ha nell’ortofrutta di qualità - commercializzata dall’O.P. Pempacorer - uno dei suoi settori principali.
Oltre 56.000 operatori provenienti da 130 Paesi sono attesi all’evento tedesco, che ospiterà 2.400 espositori in rappresentanza di 80 Paesi. “Fruit Logistica” offre ai rappresentanti del commercio ortofrutticolo, a importatori, esportatori e ai produttori ortofrutticoli, eccellenti opportunità di creare nuovi contatti commerciali e di avere una panoramica completa di mercato. Un mercato sempre più competitivo e globalizzato, dove Terremerse e O.P. Pempacorer hanno deciso di investire soprattutto in qualità. Una qualità distribuita lungo tutta la propria filiera, dalle scelte colturali e agronomiche nei campi fino al consumatore finale.
Contemporaneamente alla parte espositiva, “Fruit Logistica” propone anche un programma convegnistico di alto livello, che informerà su questioni d’attualità, sfide e trend dell’intero settore.
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martedì 6 dicembre 2011
Un gremito Pala De Andrè per il doppio anniversario di Terremerse
FONTE: TERREMERSE
Più di 500 persone hanno partecipato all’evento che si è svolto il 5 dicembre a Ravenna. Presentato un libro-ricerca che ripercorre 100 anni di cooperazione
In un clima di grande festa e di coinvolgente partecipazione, lunedì 5 dicembre in un gremito Pala De Andrè di Ravenna è stato celebrato il ventennale della Cooperativa Terremerse.
Alla presenza di oltre cinquecento persone tra soci, collaboratori, rappresentanti delle istituzioni, clienti e amici, hanno portato i loro contributi: Giuliano Poletti, Presidente Legacoop Nazionale, Jean-Marc Dubois, Presidente Axcereal, Fabrizio Matteucci, Sindaco di Ravenna, e Laura Rossi, Sindaco di Bagnacavallo. A fare gli onori di casa sono stati il Presidente di Terremerse, Marco Casalini, e l’Amministratore Delegato, Gilberto Minguzzi.
Il 2011 rappresenta un anno doppiamente importante per la storia di Terremerse. Infatti, oltre al ventennale ricorre anche il centenario della “Cooperativa coloni, piccoli affittuari e mezzadri di Massalombarda”, da considerare a tutti gli effetti la società capostipite di Terremerse che, attraverso una serie di progressive fusioni, è arrivata oggi a vantare un secolo di vita.
Proprio per ripercorrere la storia di questa secolare cooperativa, che si intreccia in maniera indissolubile con la storia di un intero territorio e delle sue genti, nel corso della serata è stato presentato dal Prof. Tito Menzani, dell’Università di Bologna, Dipartimento di Scienze Economiche,
il volume “Cent’anni di trasformazioni. Le radici di Terremerse nella storia della cooperazione agroalimentare ravennate, ferrarese e imolese (1911-2011)”, frutto di un’attenta e rigorosa ricerca storica durata circa un anno.
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lunedì 5 dicembre 2011
Doppio anniversario per Terremerse
FONTE: TERREMERSE
Il 5 dicembre al Pala De Andrè di Ravenna si festeggiano il ventesimo anno d’attività e i cento anni dalla fondazione della Cooperativa capostipite
Il 2011 rappresenta un anno importante per la storia di Terremerse. Quest’anno, infatti, ricorre il 20° anniversario della Cooperativa e per festeggiare questo traguardo è stata promossa un’importante ricerca che ripercorre un Secolo di storia della cooperazione del nostro territorio. Infatti, cento anni fa nasceva la “Cooperativa coloni, piccoli affittuari e mezzadri di Massalombarda”, da considerare a tutti gli effetti la società capostipite di Terremerse che, attraverso una serie di progressive fusioni, è arrivata oggi a vantare un secolo di vita.
Per celebrare e festeggiare questo duplice importante anniversario, lunedì 5 dicembre verrà presentato il volume “Cent’anni di trasformazioni. Le radici di Terremerse nella storia della cooperazione agroalimentare ravennate, ferrarese e imolese (1911-2011)”, frutto di un’attenta e rigorosa ricerca storica, durata circa un anno, effettuata dal Prof. Tito Menzani, dell’Università di Bologna, Dipartimento di Scienze Economiche. Un libro che recupera una parte fondamentale della storia della cooperazione agroalimentare, che si intreccia in maniera indissolubile con la storia di un intero territorio e delle sue genti.
Nel corso della giornata, che avrà inizio alle ore 16, interverranno, tra gli altri: Giuliano Poletti, Presidente Legacoop Nazionale, Roberto Fiammenghi, direttore Food di Coop Italia, Giovanni Luppi, Presidente Legacoop Agroalimentare Nazionale, Jean-Marc Dubois, Presidente Axcereal. Porteranno i loro saluti anche i Sindaci di Ravenna, Fabrizio Matteucci, e di Bagnacavallo, Laura Rossi. A fare gli onori di casa saranno ovviamente il Presidente di Terremerse, Marco Casalini, e l’Amministratore Delegato, Gilberto Minguzzi.
Nel contesto delle difficoltà generali del momento, il modello cooperativo ha saputo dimostrare tutta la propria validità e una grande capacità di fornire risposte concrete ai propri soci e a tutto il territorio nel quale si trova ad operare quotidianamente – commenta Casalini - In cento anni di storia lo strumento cooperativo ha saputo migliorarsi, plasmarsi, trasformarsi per rispondere alle esigenze contingenti. E questo grazie ai tanti soci che, ogni qual volta se ne è riscontrata la necessità, sono intervenuti anche economicamente a rafforzare il valore della cooperativa. Oggi come allora, quello cooperativo rappresenta un modello che, se ben governato, ha tutte le potenzialità per affrontare il futuro. Un futuro che vedrà sempre di più protagonista il socio che, attraverso la propria partecipazione sociale ed economica, ricoprirà un ruolo fondamentale e strategico nella cooperazione del nuovo millennio».
«In un periodo economico e sociale difficile come quello in cui ci troviamo – prosegue l’Ad Minguzzi - si sta allargando la forbice tra le occasioni concrete di sviluppo che la nostra Cooperativa ha davanti a sé e le sfavorevoli condizioni generali di mercato e della finanza. Da un lato ci sono i ritmi sostenuti di crescita che Terremerse sta realizzando, che comportano nuovi rischi commerciali e finanziari, dall’altro la crisi dell’Eurozona, che minaccia di far collassare i canali tradizionali del credito bancario. A questi problemi risponderemo adottando un atteggiamento molto selettivo verso le opportunità di crescita, che debbono portare non solo risultati di gestione economica
favorevoli, ma anche finanza, liquidità, per alimentare il ciclo dell’attività. Ma vogliamo anche tenere viva la lezione della crescita cooperativa negli anni ’60: lo sviluppo delle alleanze sociali, l’organizzazione di risposte cooperative giuste a bisogni di popolo, libera risorse!».
Conclude Minguzzi: «Con 43mila imprese rappresentate, un milione centomila persone occupate, un fatturato di 127 miliardi di euro e oltre 12 milioni di soci, il Movimento Cooperativo Italiano, guidato oggi dall’Alleanza delle Cooperative, ha un enorme potenziale di creazione di opportunità di sviluppo e di affermazione di valori che diano qualità nuova e nuove motivazioni etiche alla ripresa dello sviluppo. Credo che ancora una volta la Cooperazione si presenti come il veicolo più adatto per dare anima a una nuova stagione di crescita economica, sociale e civile. Siamo più che mai convinti che per far fronte ai pericoli e alle minacce della crisi finanziaria che investe il nostro Paese con particolare violenza, non basti la riproposizione di modelli di crescita quantitativa che appartengono al passato, ma che occorrano nuove motivazioni etiche e nuove scelte di qualità. In un mercato che tende a banalizzare il valore delle materie prime, per premiare invece i servizi al consumo e alla distribuzione stessa, la capacità di una cooperativa come Terremerse di imprimere innovazione di processo e di prodotto alla produzione degli alimenti, orientandosi alla sicurezza e alla qualità, è il principale fattore di creazione di valore».
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mercoledì 19 ottobre 2011
TERREMERSE, POSITIVO IL PRECONSUNTIVO SEMESTRALE 2011
Fonte: Terremerse
La Cooperativa ha presentato un progetto di contratto di sviluppo di oltre 10 milioni di euro per il quadriennio 2012-2015
Il preconsuntivo semestrale al 30 giugno scorso di Terremerse ha fatto registrare un incremento del fatturato pari al 33% rispetto allo stesso arco temporale del 2010. I report mensili di luglio e agosto confermano la positività del trend in atto, accreditando una proiezione sulla conclusione dell’esercizio in corso a quota 150 milioni € di fatturato. Un dato importante è rappresentato dal fatto che il fabbisogno di risorse finanziarie esterne, necessarie a sostenere l’incremento di fatturato, non è aumentato in proporzione del maggiore valore della produzione realizzato.
Spiega Gilberto Minguzzi, Amministratore Delegato di Terremerse: «In sintesi, è aumentata la capacità della Cooperativa di produrre mezzi propri e non è peggiorato il rapporto tra tempi di pagamento e tempi di riscossione dei crediti, come invece ci si sarebbe potuto aspettare dal decadimento generale dello scenario economico e finanziario».
I margini di contribuzione delle attività industriale e commerciale svolta da Terremerse con clienti nel comparto dei cereali, delle agroforniture e della lavorazione delle carni, in parallelo alla normale attività di mutualità con i soci, conducono a una previsione di chiusura in attivo dell’esercizio 2011, al netto dei maggiori costi degli oneri finanziari dovuti all’aumento del costo del denaro, di alcune voci di costo extra-budget e delle perdite prevedibili nel comparto frutta.
In questo ultimo settore i prezzi di mercato non basteranno a coprire i costi di produzione delle aziende agricole, ma neanche i costi fissi sostenuti dalla Cooperativa.
«A novembre vedremo i dati dell’ultimo preconsuntivo dell’annata e verificheremo le conferme o gli scostamenti rispetto alla previsioni accennate – commenta Minguzzi - Si sono comunque create le condizioni per un consolidamento della spinta in avanti che avevamo ipotizzato con l’adozione delle linee strategiche del Piano Triennale. L’emanazione del bando per la presentazione di progetti di Contratti di Sviluppo è un’opportunità da non disperdere e ci stiamo attrezzando per presentarci preparati».
Il comparto dell’ortofrutta presenterà un programma impegnativo di investimenti, volti ad accrescere la produttività e la competitività, attraverso: l’acquisizione di nuovi impianti e tecnologie per le lavorazioni, l’incremento della capacità frigorifera, l’innovazione nel sistema gestionale informatico, ecc. «È questa la prova che Terremerse non intende arretrare nel suo impegno nel comparto, nonostante le difficoltà di mercato incontrate con le pesche e nettarine – sottolinea l’A.D - Mettiamo in conto che il futuro possa riservarci altri problemi da dover affrontare, ma non vogliamo tornare a imbatterci con le stesse criticità che abbiamo dovuto fronteggiare quest’anno. Bisogna tener presente che il consumo sta decretando l’obsolescenza di una componente significativa dell’offerta di pesche e nettarine. Bisogna altresì prendere atto che il drastico calo dei consumi sposta in basso la soglia dei volumi di offerta assorbibili dal mercato. Occorre quindi orientarsi verso una riduzione selettiva e una diversificazione di specie e varietà che incontrino il gusto e l’apprezzamento dei consumatori. E serve poter disporre di frutta i grado di raggiungere mercati nuovi, anche lontani. Con i tempi che corrono non ha senso traguardarsi al ritiro di grandi volumi indifferenziati, con percentuali risicate di prodotto valorizzabile: meglio contenere i volumi, ma fissare gli standard qualitativi al top, così da poter supportare l’acquisizione di relazioni con i migliori canali commerciali».
Nelle carni il successo ottenuto con la ristrutturazione del 2010 consente a Terremerse di essere in condizione di guardare a nuovi e più ampi mercati, tornando ad investire anche in impianti volti allo sviluppo della capacità di lavorazione, dopo anni di stagnazione.
Nei cereali i buoni margini ottenuti, sia nel realizzo delle liquidazioni ai soci, sia nell’attività commerciale sviluppata dalla Cooperativa con i clienti, confermano che la strada intrapresa da Terremerse è quella giusta. «Il posizionamento e il sistema di relazioni che abbiamo costruito ci consentono di cogliere maggiori opportunità sui mercati di sbocco, costituendo un indubbio vantaggio competitivo per i nostri soci – illustra l’A.D. Minguzzi - Coerentemente con questa strategia, avanzano piani d’investimento e relazioni con produttori in nuove regioni d’Italia e all’estero, in particolare in Serbia e in Romania, mentre si delineano più nettamente i contorni dei programmi d’investimento del Consorzio Italiana Stoccaggi, partecipato da Terremerse e da privati».
Nelle agroforniture l’originale modello organizzativo di Terremerse, che ha mantenuto il proprio insediamento nell’area delle piccole imprese, senza alienarsi la possibilità di crescere con le maggiori, ha consentito risultati positivi di sostenibilità di una struttura di servizio fortemente diffusa sul territorio e di convenienza per i soci (soprattutto nel rapporto fra costi ed efficacia dei risultati di produzione ottenuti).
Questo modello organizzativo si dimostra, alla luce dei dati di incremento realizzati, capace di generare nello stesso tempo margini per la Cooperativa,vantaggi per i fornitori e convenienza per i soci. Gli investimenti futuri riguarderanno la realizzazione di nuovi punti vendita nei territori di più recente espansione, oltre alla manutenzione straordinaria di quelli di più antico insediamento e allo sviluppo delle reti all’estero.
«Naturalmente ci sentiremmo assai meno preoccupati se i macroscenari intorno a noi non continuassero a parlare di crisi del debito in diversi paesi dell’Eurozona e di misure di taglio della spesa pubblica – conclude l’Amministratore Delegato di Terremerse - Notizie che finiscono inevitabilmente per avvitare la spirale della recessione nei consumi e per accrescere la difficoltà ad accedere al credito per le piccole e medie imprese. I nostri sforzi di cooperatori, oltretutto offesi dal recente aumento della tassazione sugli utili portati a riserva, potrebbero dimostrarsi assai fragili se non si imboccasse presto la strada del sostegno allo sviluppo su scala europea. Comunque sia non lasceremo nulla di intentato per fare fino in fondo la nostra parte»
La Cooperativa ha presentato un progetto di contratto di sviluppo di oltre 10 milioni di euro per il quadriennio 2012-2015
Il preconsuntivo semestrale al 30 giugno scorso di Terremerse ha fatto registrare un incremento del fatturato pari al 33% rispetto allo stesso arco temporale del 2010. I report mensili di luglio e agosto confermano la positività del trend in atto, accreditando una proiezione sulla conclusione dell’esercizio in corso a quota 150 milioni € di fatturato. Un dato importante è rappresentato dal fatto che il fabbisogno di risorse finanziarie esterne, necessarie a sostenere l’incremento di fatturato, non è aumentato in proporzione del maggiore valore della produzione realizzato.
Spiega Gilberto Minguzzi, Amministratore Delegato di Terremerse: «In sintesi, è aumentata la capacità della Cooperativa di produrre mezzi propri e non è peggiorato il rapporto tra tempi di pagamento e tempi di riscossione dei crediti, come invece ci si sarebbe potuto aspettare dal decadimento generale dello scenario economico e finanziario».
I margini di contribuzione delle attività industriale e commerciale svolta da Terremerse con clienti nel comparto dei cereali, delle agroforniture e della lavorazione delle carni, in parallelo alla normale attività di mutualità con i soci, conducono a una previsione di chiusura in attivo dell’esercizio 2011, al netto dei maggiori costi degli oneri finanziari dovuti all’aumento del costo del denaro, di alcune voci di costo extra-budget e delle perdite prevedibili nel comparto frutta.
In questo ultimo settore i prezzi di mercato non basteranno a coprire i costi di produzione delle aziende agricole, ma neanche i costi fissi sostenuti dalla Cooperativa.
«A novembre vedremo i dati dell’ultimo preconsuntivo dell’annata e verificheremo le conferme o gli scostamenti rispetto alla previsioni accennate – commenta Minguzzi - Si sono comunque create le condizioni per un consolidamento della spinta in avanti che avevamo ipotizzato con l’adozione delle linee strategiche del Piano Triennale. L’emanazione del bando per la presentazione di progetti di Contratti di Sviluppo è un’opportunità da non disperdere e ci stiamo attrezzando per presentarci preparati».
Il comparto dell’ortofrutta presenterà un programma impegnativo di investimenti, volti ad accrescere la produttività e la competitività, attraverso: l’acquisizione di nuovi impianti e tecnologie per le lavorazioni, l’incremento della capacità frigorifera, l’innovazione nel sistema gestionale informatico, ecc. «È questa la prova che Terremerse non intende arretrare nel suo impegno nel comparto, nonostante le difficoltà di mercato incontrate con le pesche e nettarine – sottolinea l’A.D - Mettiamo in conto che il futuro possa riservarci altri problemi da dover affrontare, ma non vogliamo tornare a imbatterci con le stesse criticità che abbiamo dovuto fronteggiare quest’anno. Bisogna tener presente che il consumo sta decretando l’obsolescenza di una componente significativa dell’offerta di pesche e nettarine. Bisogna altresì prendere atto che il drastico calo dei consumi sposta in basso la soglia dei volumi di offerta assorbibili dal mercato. Occorre quindi orientarsi verso una riduzione selettiva e una diversificazione di specie e varietà che incontrino il gusto e l’apprezzamento dei consumatori. E serve poter disporre di frutta i grado di raggiungere mercati nuovi, anche lontani. Con i tempi che corrono non ha senso traguardarsi al ritiro di grandi volumi indifferenziati, con percentuali risicate di prodotto valorizzabile: meglio contenere i volumi, ma fissare gli standard qualitativi al top, così da poter supportare l’acquisizione di relazioni con i migliori canali commerciali».
Nelle carni il successo ottenuto con la ristrutturazione del 2010 consente a Terremerse di essere in condizione di guardare a nuovi e più ampi mercati, tornando ad investire anche in impianti volti allo sviluppo della capacità di lavorazione, dopo anni di stagnazione.
Nei cereali i buoni margini ottenuti, sia nel realizzo delle liquidazioni ai soci, sia nell’attività commerciale sviluppata dalla Cooperativa con i clienti, confermano che la strada intrapresa da Terremerse è quella giusta. «Il posizionamento e il sistema di relazioni che abbiamo costruito ci consentono di cogliere maggiori opportunità sui mercati di sbocco, costituendo un indubbio vantaggio competitivo per i nostri soci – illustra l’A.D. Minguzzi - Coerentemente con questa strategia, avanzano piani d’investimento e relazioni con produttori in nuove regioni d’Italia e all’estero, in particolare in Serbia e in Romania, mentre si delineano più nettamente i contorni dei programmi d’investimento del Consorzio Italiana Stoccaggi, partecipato da Terremerse e da privati».
Nelle agroforniture l’originale modello organizzativo di Terremerse, che ha mantenuto il proprio insediamento nell’area delle piccole imprese, senza alienarsi la possibilità di crescere con le maggiori, ha consentito risultati positivi di sostenibilità di una struttura di servizio fortemente diffusa sul territorio e di convenienza per i soci (soprattutto nel rapporto fra costi ed efficacia dei risultati di produzione ottenuti).
Questo modello organizzativo si dimostra, alla luce dei dati di incremento realizzati, capace di generare nello stesso tempo margini per la Cooperativa,vantaggi per i fornitori e convenienza per i soci. Gli investimenti futuri riguarderanno la realizzazione di nuovi punti vendita nei territori di più recente espansione, oltre alla manutenzione straordinaria di quelli di più antico insediamento e allo sviluppo delle reti all’estero.
«Naturalmente ci sentiremmo assai meno preoccupati se i macroscenari intorno a noi non continuassero a parlare di crisi del debito in diversi paesi dell’Eurozona e di misure di taglio della spesa pubblica – conclude l’Amministratore Delegato di Terremerse - Notizie che finiscono inevitabilmente per avvitare la spirale della recessione nei consumi e per accrescere la difficoltà ad accedere al credito per le piccole e medie imprese. I nostri sforzi di cooperatori, oltretutto offesi dal recente aumento della tassazione sugli utili portati a riserva, potrebbero dimostrarsi assai fragili se non si imboccasse presto la strada del sostegno allo sviluppo su scala europea. Comunque sia non lasceremo nulla di intentato per fare fino in fondo la nostra parte»
martedì 23 agosto 2011
TERREMERSE INVESTE SUL FOTOVOLTAICO: A VOLTANA E MASSA FISCAGLIA DUE NUOVI IMPIANTI PER UNA SUPERFICIE TOTALE DI 1.600 MQ
Fonte: Terremerse
Lo sviluppo sostenibile è il valore aggiunto per il futuro. Terremerse promuove produzioni che minimizzino l’impatto ambientale attraverso un minor impiego di agrofarmaci (disciplinari di produzione integrata, biologico), un miglior impiego delle risorse idriche, l’utilizzo di energie da fonti rinnovabili anche in funzione della riqualificazione delle strutture di stoccaggio e di lavorazione in un’ottica sempre più ecocompatibile. E proprio su questo ultimo fattore la Cooperativa ha recentemente investito importanti risorse, circa 800.000 euro, per realizzare nei Centri di Massa Fiscaglia (Fe) e di Voltana (Ra) due impianti fotovoltaici di ultima generazione che consentiranno un considerevole risparmio di combustibile fossile senza generare emissioni inquinanti. Gli impianti sono composti da oltre 1.100 pannelli solari, per una superficie totale di 1.600 mq.
L’impianto di Massa Fiscaglia è posto su una struttura destinata allo stoccaggio dei cereali e ricopre una superficie totale di oltre 1.000 mq, composta da ben 792 pannelli in silicio policristallino. L’impianto è in grado di produrre un’energia totale annua di circa 150.000 kwh, con una potenza di 142,56 Kwp, che garantirà al Centro di essere indipendente energeticamente per i 2/3 del proprio fabbisogno.
L’impianto di Voltana, realizzato sul tetto del Centro Lavorazioni Carni, è costituito da 348 pannelli di silicio policristallino, per una superficie totale di quasi 600 mq. L’energia totale annua si attesterà sugli 83.000 Kwh, con una potenza di 74,28 Kwp.
Lo sviluppo sostenibile è il valore aggiunto per il futuro. Terremerse promuove produzioni che minimizzino l’impatto ambientale attraverso un minor impiego di agrofarmaci (disciplinari di produzione integrata, biologico), un miglior impiego delle risorse idriche, l’utilizzo di energie da fonti rinnovabili anche in funzione della riqualificazione delle strutture di stoccaggio e di lavorazione in un’ottica sempre più ecocompatibile. E proprio su questo ultimo fattore la Cooperativa ha recentemente investito importanti risorse, circa 800.000 euro, per realizzare nei Centri di Massa Fiscaglia (Fe) e di Voltana (Ra) due impianti fotovoltaici di ultima generazione che consentiranno un considerevole risparmio di combustibile fossile senza generare emissioni inquinanti. Gli impianti sono composti da oltre 1.100 pannelli solari, per una superficie totale di 1.600 mq.
L’impianto di Massa Fiscaglia è posto su una struttura destinata allo stoccaggio dei cereali e ricopre una superficie totale di oltre 1.000 mq, composta da ben 792 pannelli in silicio policristallino. L’impianto è in grado di produrre un’energia totale annua di circa 150.000 kwh, con una potenza di 142,56 Kwp, che garantirà al Centro di essere indipendente energeticamente per i 2/3 del proprio fabbisogno.
L’impianto di Voltana, realizzato sul tetto del Centro Lavorazioni Carni, è costituito da 348 pannelli di silicio policristallino, per una superficie totale di quasi 600 mq. L’energia totale annua si attesterà sugli 83.000 Kwh, con una potenza di 74,28 Kwp.
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