martedì 3 marzo 2015
EXPORT, CONSERVE ITALIA SIGLA UN ACCORDO CON LA CATENA TEDESCA REWE, PRODOTTI CIRIO A SCAFFALE IN 3.000 NEGOZI
Nuovi investimenti del consorzio cooperativo bolognese in Germania, con apertura di una sede a Francoforte. Le vendite superano i 30 milioni di euro, con buone prospettive di crescita. La strategia commerciale fa leva sul marchio Cirio, uno dei marchi più illustri del made in Italy, che l’anno prossimo festeggerà i 160 anni di vita.
Prosegue spedito il rafforzamento delle strategie commerciali all’estero del gruppo cooperativo Conserve Italia che, dopo gli accordi commerciali con Tesco in Regno Unito e quelli con Nippn in Giappone, ha stretto nuove alleanze in Germania per potenziare le vendite dei suoi brand di punta, Valfrutta e Cirio. “Quello tedesco non è ovviamente un mercato nuovo per le nostre vendite”, spiega Cesare Concilio, Direttore Commerciale Estero del gruppo cooperativo. “Conserve Italia opera da tempo nel sistema distributivo tedesco, dove si è conquistata negli anni una buona quota di mercato come fornitore di prodotti a marca privata. Forti di questa presenza, abbiamo ora deciso di puntare su una penetrazione che fa leva principalmente sul brand Cirio, uno dei marchi più illustri del made in Italy agroalimentare, che l’anno prossimo festeggerà i suoi 160 anni di storia”. È di questi mesi un contratto di fornitura siglato da Conserve Italia con la catena Rewe, una delle principali insegne distributive tedesche, che ha consentito al gruppo cooperativo bolognese di posizionare a scaffale i prodotti Cirio nei 3.000 punti vendita di Rewe. Oggi il giro di affari di Conserve Italia in Germania ha raggiunto i 30 milioni di euro, “un risultato di tutto rispetto – commenta Concilio - se si considera che si tratta di un segmento molto maturo e di un mercato in cui è ancora molto forte la presenza della private label. Le nostre stime prevedono un trend di crescita del +20% nel giro di un anno”. “La Germania è un paese in cui la presenza dei discount è storicamente molto radicata e le scelte di acquisto dei consumatori restano fondamentalmente price-oriented”, continua Concilio, profondo conoscitore del mercato tedesco che da poco ha assunto la carica di Manager director di Conserve Italia Deutschland. “Ciò nonostante, l’appeal del made in Italy e la conoscenza anche del bacino regionale di provenienza è forte: basti pensare che nella categoria dei derivati del pomodoro, il prodotto a marchio più venduto in Germania è Oro di Parma, che guida la classifica da oltre 20 anni”. “A conferma di come la Germania rivesta una valenza strategica nelle politiche di export di Conserve Italia – annuncia il Direttore del gruppo Angel Sanchez – abbiamo messo a punto diversi investimenti nel paese tedesco, a partire dall’apertura di una nuova sede nel centro di Francoforte (prima eravamo a Warburg, in Westfalia) e dall’assunzione di nuovo personale per rafforzare l’ufficio commerciale”.
lunedì 21 maggio 2012
IL TERREMOTO METTE IN GINOCCHIO LE COOPERATIVE EMILIANE
Sono decisamente pesanti i danni provocati alle cooperative associate a Confcooperative Emilia Romagna dal violento terremoto che nella notte tra sabato e domenica ha colpito l’Emilia ed in particolare le zone del Modenese e del Ferrarese. In queste aree, infatti, il sisma ha provocato gravi lesioni a numerosi edifici e strutture produttive di cooperative sociali e di produzione lavoro nonché agli impianti ed ai fabbricati rurali di diverse cooperative agricole. Tra le imprese più colpite in campagna quelle operanti nel settore ortofrutticolo e lattiero-caseario, particolarmente diffuse in provincia di Modena e di Ferrara, come la cooperativa Cappelletta di San Possidonio (Mo), che ha registrato problemi al magazzino dei formaggi ed all’intera partita di Parmigiano-Reggiano in stagionatura (43.000 forme) e la cooperativa ortofrutticola Italfrutta di San Felice sul Panaro (Mo) con crolli strutturali e danni all’impianto fotovoltaico. In ambito sociale, la cooperativa Araba Fenice di Sant’Agostino (Fe), che ha visto crollare buona parte del capannone, e la Cooperativa La Mano sul Berretto di Camposanto (Mo), con capannone e sede inagibili. “Anche se è ancora difficile – sottolinea il presidente di Confcooperative Emilia Romagna, Maurizio Gardini – quantificare esattamente i danni il quadro che sta emergendo evidenzia di ora in ora una situazione sempre più grave per l’intero sistema produttivo regionale di cui Confcooperative è parte integrante”. “Confcooperative – dichiara Gardini – ha chiesto alla Regione Emilia Romagna la dichiarazione dello stato di emergenza e calamità per i territori danneggiati e l’attivazione di provvedimenti tesi alla sospensione almeno fino al 31 dicembre del pagamento delle rate in scadenza dei mutui e degli altri impegni bancari nonché la sospensione degli oneri previdenziali a favore delle imprese cooperative danneggiate”.
LE COOPERATIVE DANNEGGIATE
Provincia di Modena
CAMA – Mirandola Cappelletta – San Possidonio
CIPOF – San Possidonio
4 Madonne – Camurana di Medolla
Oratorio San Giorgio – Carpi
Italfrutta – San Felice sul Panaro
O. Focherini – Mirandola
Val Cima – San Biagio di Mirandola
Agriverde – Medolla Cantina
Santa Croce – Carpi
Cantina di Sorbara – Bomporto
La Bottega del Sole – Mirandola
La mano sul Berretto – Camposanto
Domus Assistenza – Modena
Cooperativa Muratori – San Felice sul Panaro
Cooperativa Carpigiana Service – Carpi
Pulibel e Cooplar – Concordia
Unioncasa – Modena
Provincia di Ferrara
Cooperativa ortofrutticola Valle del Reno – Cento (Corporeno, Sant’Agostino)
Pasa – Sant’Agostino
Capa – Vigarano Mainarda
Capa – Vigarano Pieve
Araba Fenice – Sant’Agostino
Serena – Bondeno
Il Germoglio – San Giacomo
Acli Coccinelle – Ferrara (Monestirolo)
mercoledì 26 ottobre 2011
ACCORDO SUI RIFIUTI AGRICOLI: PER LA CORRETTA GESTIONE PROVINCIA E CONFCOOPERATIVE RAGGIUNGONO L'INTESA
La gestione dei rifiuti prodotti dalle aziende agricole rappresenta un tema di discussione, dal momento che coinvolge spesso piccole imprese non organizzate. Il problema è riuscire ad ottemperare in modo corretto alle numerose e impegnative incombenze previste dalle norme in vigore.
Per ovviare ai problemi segnalati dagli operatori del settore, la Provincia di Ferrara, insieme con le associazioni di categoria e ai gestori del servizio pubblico, ha da anni adottato accordi specifici che hanno consentito, semplificando in parte gli oneri a carico delle imprese, di raggiungere ottimi risultati in ordine alla quantità di rifiuti raccolti e al numero dei soggetti aderenti.
Le normative però sono in continua evoluzione, tanto che l’accordo per la gestione dei rifiuti agricoli è stato più volte modificato e aggiornato, l’ultima delle quali, nel 2009, ha riassestato l’intero sistema, creando una rete tra i diversi soggetti (produttori, centri di raccolta e smaltitori), che ha funzionato fino alla fine del 2010.
Proprio alla fine dello scorso anno è intervenuta un’ulteriore modifica normativa che ha rivoluzionato la gestione dei rifiuti con il nuovo sistema di tracciabilità informatizzato, abrogando in parte alcune delle semplificazioni amministrative contenute nell’accordo a vantaggio delle aziende agricole. Questo ha portato alla quasi paralisi del sistema, che ha potuto funzionare soltanto in parte e limitatamente ad alcune realtà maggiormente organizzate, creando disservizi diffusi.
Per ovviare, anche se parzialmente ed in modo temporaneo, ai problemi sorti, Confcooperative ha avanzato alla Provincia una proposta che è stata ritenuta positiva e che consiste in una sorta di raccolta “porta a porta” dei rifiuti nelle aziende agricole produttrici, da parte di un’impresa autorizzata, aderente a Confcooperative, che può quindi usufruire di alcune semplificazioni amministrative contemplate dall’accordo.
Una modalità di raccolta non prevista esplicitamente dall’accordo sottoscritto, ma che può essere considerata una forma alternativa al trasporto in conto proprio, quindi in linea con le finalità dell’accordo stesso e rispettosa dei principi normativi.
Rimane comunque sullo sfondo il tema di un generale aggiornamento e rivisitazione di tutto il sistema.
La proposta di Confcooperative, che prevede il coinvolgimento di tutti i centri di raccolta precedentemente inseriti nell’accordo, può consentire di superare un momento di difficoltà, garantendo la corretta gestione dei rifiuti agricoli, così come ormai sta avvenendo da anni in provincia.
L’auspicio è che tale modalità possa estendersi ad altre associazioni aderenti all’accordo, che hanno già manifestato la volontà di affrontare congiuntamente le difficoltà del momento.
La Provincia è a sua volta impegnata a riscrivere l’accordo sulla base delle nuove norme, proponendo soluzioni organizzative che verranno sottoposte agli operatori del settore quanto prima e con l’impegno che possano essere operative per il prossimo anno.
mercoledì 10 agosto 2011
CRISI ORTOFRUTTA, PER LA COOPERAZIONE “OCCORRONO MISURE URGENTI E INTERVENTI MIRATI CON IL COINVOLGIMENTO DELLE REGIONI”
Le organizzazioni agricole cooperative hanno incontrato oggi il Ministro dell’Agricoltura Romano al quale hanno espresso ringraziamento per la sensibilità politica dimostrata nei confronti del sistema organizzato cooperativo
Roma, 10 agosto 2011 – Poche e chiare le richieste che la cooperazione agricola ed agroalimentare italiana ha rivolto al Ministro delle Politiche Agricole Francesco Saverio Romano in un incontro avuto oggi sulla crisi della frutta estiva a seguito di una lettera inviata la scorsa settimana, le stesse richieste che la cooperazione ha avanzato sin dall'inizio della crisi.
“Aiuti comunitari a sostegno del reddito degli agricoltori nella campagna in corso; aiuti al credito e richiesta di moratoria ABI per le scadenze di credito; maggiore incisività e attenzione alle politiche di settore dell'UE partendo dal ruolo delle OP (organizzazioni di produttori) e della OCM ortofrutta; iniziative legislative per regolamentare i rapporti con la GDO in analogia con quanto avviene in altri paesi europei come la Francia; istituzione infine di un Osservatorio per monitorare il settore e le crisi e per valutare la correttezza dei comportamenti dei competitor, al fine di evitare dumping e governare il mercato”. Sono queste le richieste presentate oggi dal presidente di Fedagri Maurizio Gardini a nome di tutta la cooperazione agroalimentare, intervenendo anche in rappresentanza di Giovanni Luppi, presidente Legacoop Agroalimentare e di Giampaolo Buonfiglio, presidente AGCI-Agrital, nel corso del Tavolo convocato oggi dal Ministro delle Politiche Agricole Romano sulla crisi del settore ortofrutticolo.
Un ringraziamento particolare è stato espresso dalle organizzazioni cooperative agricole italiane al Ministro Romano “per la sensibilità politica dimostrata nei confronti del sistema organizzato cooperativo”.
“La crisi che si sta facendo sentire specie in alcuni territori - ha evidenziato Gardini - richiede il coinvolgimento al Tavolo anche delle Regioni, per concordare in modo sinergico azioni e misure da mettere in atto e per sostenere con forza uno dei comparti di maggior valore della nostra produzione nazionale”.
martedì 19 luglio 2011
ORTOFRUTTA: LA COOPERAZIONE INDICA LA VIA PER USCIRE DALLA CRISI
Il settore sta vivendo una delle campagne più difficili di tutti i tempi con prezzi,
per pesche e nettarine, pari a 0,20-0,25 centesimi di euro al chilo, inferiori alla metà dei costi di produzione
(Ferrara, 19 Luglio 2011). Grande mobilitazione anche degli agricoltori ferraresi di fronte alla grave crisi che sta interessando l’ortofrutta estiva, in particolare pesche, nettarine e susine, ma anche albicocche, angurie e meloni con quotazioni in calo mediamente di oltre il 30% rispetto all’anno scorso.
Per fronteggiare questa situazione decisamente pesante e preoccupante, che rischia tra l’altro di mettere a repentaglio numerosi posti di lavoro, le centrali cooperative dell’Emilia Romagna hanno messo a punto un documento con alcune proposte concrete che sono state presentate questa mattina al Prefetto di Ferrara Dott.ssa Provvidenza Raimondo invitata a rendersi portavoce nei confronti delle autorità nazionali ed europee per superare l’attuale congiuntura negativa in maniera rapida e definitiva.
All’incontro hanno preso parte il Presidente di Confcooperative di Ferrara Roberto Crosara, il Presidente di Legacoop Ferrara Andrea Benini, il referente per AGCI Agrital Ferrara Giuliano Grandi, la vicepresidente e il direttore di Confagricoltura Ferrara Raffaella Cavicchi e Tiziano Artioli e il Presidente di CIA Ferrara Ferrari Mauro. Erano inoltre presenti Luciano Torreggini Presidente Patfrut, Roberto Cera Presidente Naturitalia, Mauro Grossi Presidente A.F.E. come rappresentanti delle principali cooperative ortofrutticole del territorio ferrarese.
Nel documento consegnato al Prefetto e condiviso anche dalle Organizzazioni Professionali presenti si chiede innanzitutto che l’Unione Europea porti al 10% la percentuale massima della produzione di pesche e nettarine ritirabile dal mercato, incentivando la destinazione del prodotto alla distribuzione gratuita a favore degli indigenti. Parallelamente, occorre anche adeguare i massimali di aiuto previsti dalla normativa comunitaria per questi ritiri. Le attuali misure di prevenzione e gestione delle crisi di mercato si sono infatti dimostrate inadeguate a tutelare i produttori e pertanto appare indispensabile modificare l’Organizzazione Comune di Mercato (OCM). Oltre a cambiare le regole sui ritiri, sarebbe opportuno anche favorire l’istituzione di un fondo destinato ad assicurare crediti derivanti da esportazioni verso Paesi terzi e la costituzione di fondi mutualistici cofinanziati dalle Ue e gestibili direttamente dalle Op o dalle Aop per sostenere i prezzi in caso di crisi, nonché valutare nuove forme assicurative per garantire ai produttori la salvaguardia del reddito. Infine, risulta indispensabile aprire un tavolo di confronto con la Grande Distribuzione che porti all’approvazione di un “codice etico” in grado di tutelare meglio i diversi protagonisti del settore ed in particolare i produttori, che oggi rappresentano l’anello debole della filiera. Tutto ciò attraverso il raggiungimento di obiettivi quali la trasparenza delle pratiche commerciali, la realizzazione di azioni promozionali concordate, la corretta informazione sui prodotti ortofrutticoli proposti nei punti vendita delle diverse catene commerciali.
Questo pacchetto di misure, urgenti ed improcrastinabili, rappresenta, secondo tutti i presenti, la via maestra da seguire per salvare il sistema ortofrutticolo da una gravissima crisi (la quinta in otto anni) in cui ai problemi oramai “storici” della peschicoltura emiliano-romagnola si sommano numerosi fattori congiunturali. Tra questi, innanzitutto la drastica contrazione dei consumi determinata dall’ingiustificato allarme Escherichia Coli che inizialmente ha interessato soltanto i prodotti orticoli, come cetrioli, pomodori e insalate, ma poi si è progressivamente allargato anche a molte produzioni frutticole. Un altro fenomeno alla base dell’attuale crisi dell’ortofrutta è da ricercare nell’anomalo andamento climatico, che da un lato non ha favorito i consumi (diminuiti anche a causa della crisi economica) e dall’altro ha accorciato i tempi di maturazione provocando una imprevedibile sovrapposizione della produzione di diverse aree (nord e sud Italia, Spagna, Francia e Grecia) arrivata contemporaneamente sul mercato. A complicare ulteriormente la già difficile situazione ha contribuito anche la politica commerciale adottata dalla GDO che, come testimonia la mancata firma dell’accordo interprofessionale per le pesche, si è mostrata insensibile alla straordinaria crisi vissuta dal comparto.
giovedì 16 giugno 2011
PRESENTATO L’ULTIMO RAPPORTO DELL’OSSERVATORIO DELLA COOPERAZIONE AGRICOLA ITALIANA.
La cooperazione agricola ha mostrato di avere gli anticorpi per la crisi.
Il settore ha subito una contrazione inferiore a quella registrata da altri comparti produttivi e ha difeso i posti di lavoro.
Il dossier evidenzia l’esistenza di un’Italia a due velocità e la cooperazione lancia il progetto “cooperative-locomotiva” per agganciare la crescita del Mezzogiorno.
Gardini: “Non possiamo permetterci di lasciare indietro un pezzo importante del Paese. Senza il Sud si perdono 15,8 miliardi di euro di valore della produzione agricola”
Leggi il comunicato stampa con tutti i dati a questo link
martedì 31 maggio 2011
Il Ministro Saverio Romano incontra per la prima volta l’Ortofrutta ferrarese
(Ferrara, 26 maggio 2011) Il Ministro dell’Agricoltura Saverio Romano in occasione della sua visita a Ferrara, ha voluto prendere contatto diretto anche con l’ortofrutta che tanta importanza riveste all’interno della economia agricola del territorio. –
L’incontro, organizzato dalla Patfrut di Monestirolo ( FE) ,è stato una occasione importante per gli operatori ferraresi per mettere in luce le esigenze del settore.
Paolo Bruni – Presidente di Cogeca, l’associazione delle cooperative agricole europee e promotore dell’iniziativa ha fatto gli onori di casa mettendo in evidenza anche l’esigenza di guardare lontano, ampliando gli orizzonti territoriali.
“ L’ortofrutta italiana – dichiara Paolo Bruni – è una miniera straordinaria di specialità territoriali che sono uniche e irripetibili come la nostra pera Abate, ad esempio, ma avremo ancora più forza, anzi saremo imbattibili se sapremo fare sinergia costruendo un sistema che possa competere su tutti i mercati. Penso ad un sistema Italia che si presenta unito nelle occasioni importanti, quando conta la coesione, cito ad esempio la presenza dell’ortofrutta italiana a Fruitlogistica di Berlino, dove sarebbe strategico partecipare con un padiglione tutto italiano. E penso – continua Bruni – alle nostre forze unite per aprire nuovi mercati abbattendo quelle barriere fitosanitarie e doganali che sono strumentali ma che si possono abbattere con una azione corale, di sistema appunto ,per poter esportare la nostra frutta migliore in nuovi mercati dove potremmo senz’altro trarre una redditività importante per i nostri produttori.”
Luciano Torreggiani, presidente di Patfrut, il colosso cooperativo con oltre 1000 soci e una produzione commercializzata di circa 160.000 tonnellate di ortofrutta – rafforza le dichiarazioni di Bruni .
“ E’ la frammentazione dell’offerta – dichiara Torreggiani – che indebolisce il sistema; quest’anno ad esempio chiudiamo una annata che poteva essere molto migliore per le nostre produzioni tipiche come pere e patate se non avessimo avuto il problema anche della disaggregazione dell’offerta.”
Il Ministro Romano – accoglie le sollecitazioni e conclude la visita a Patfrut rimarcando l’esigenza di sinergia non solo nel mondo produttivo ma anche e soprattutto con la Grande Distribuzione.
“ E’ anche grazie ad una reale filiera corta con la Distribuzione che potremo ottenere risultati importanti – dichiara Romano – per aumentare i redditi agricoli che quest’anno in Italia hanno segnato il – 3% rispetto al 2009”.
venerdì 11 giugno 2010
FEDAGRI/CONFCOOPERATIVE INAUGURA A CERVIA IL PRIMO NEGOZIO "QUI DA NOI – COOPERATIVE AGRICOLE"
L’obiettivo è diffondere il consumo di prodotti agroalimentari cooperativi
di alta qualità anche nelle aree ad elevata vocazione turistica
(Ravenna, 11 Giugno 2010). I prodotti agroalimentari cooperativi “sbarcano” sulla Riviera romagnola: nel centro storico di Cervia (Ra) apre infatti il primo negozio “QUI DA NOI - Cooperative Agricole” con l’obiettivo di diffondere il consumo dei prodotti di alta qualità made in Italy anche nelle aree ad elevata vocazione turistica. Al progetto, promosso da Fedagri/Confcooperative che costituisce l’organizzazione leader della cooperazione agricola ed agroalimentare italiana, aderiscono alcune tra le principali cooperative dell’entroterra romagnolo: Agrintesa, Agricoop, Clai, Cab di Brisighella, Caviro e Cantina Sociale di Faenza che, insieme, hanno costituito la società “Sapori Cooperativi” a cui spetterà il compito di gestire il negozio di Cervia.
Sugli scaffali del nuovo punto vendita queste importanti realtà dell’agroalimentare proporranno ai consumatori un’ampia gamma delle migliori eccellenze dell’Emilia Romagna: frutta e verdura di stagione, vini, salumi, olii e formaggi. Tutti prodotti caratterizzati da un rapporto qualità/prezzo assolutamente conveniente e dalla massima genuinità garantita direttamente dalle cooperative, che sono espressione di quasi 22.000 soci produttori agricoli attivi in Emilia Romagna ed in altre regioni italiane tra le più vocate per i prodotti di qualità.
“La vendita diretta presso gli spacci aziendali delle cooperative agricole ed agroalimentari – spiega il presidente di Fedagri/Confcooperative, Maurizio Gardini – è una pratica che non scopriamo oggi ma che viene svolta dalle nostre cooperative, in alcuni casi, da più di cento anni. Il progetto di raccoglierli tutti sotto l’unico brand ‘QUI DA NOI - Cooperative Agricole’ nasce dalla volontà di rendere meglio identificabili al vasto pubblico i prodotti cooperativi che esprimono valori tangibili come la genuinità, la tracciabilità, la qualità e la freschezza, ma anche valori intangibili quali il legame con il territorio, la tutela dell’ambiente, le persone, la cultura e le tradizioni”.
“Complessivamente – prosegue Gardini – le cooperative agroalimentari associate a Fedagri che oggi dispongono di propri punti vendita sono più di 1.950 per un volume di affari di 1,9 miliardi di euro l’anno. Nel solo 2009, attraverso la vendita diretta, le cooperative di Fedagri hanno raggiunto oltre 700.000 consumatori tra famiglie, turisti e operatori del settore (HORECA e Gruppi di Acquisto Solidali). Numeri importanti che sono il frutto di una lunga tradizione di rapporti diretti tra le cooperative ed il territorio in cui esse operano, ma che a nostro avviso presentano ancora potenzialità non del tutto espresse e che con il progetto ‘QUI DA NOI’ intendiamo sviluppare, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo”.
“La scelta di Cervia quale località dalla forte vocazione turistica – spiega Raffaele Gordini, presidente Confcooperative Ravenna – consentirà di aumentare la diffusione dei prodotti delle cooperative socie già apprezzati dai consumatori negli oltre 35 negozi delle singole cooperative distribuiti nell’entroterra emiliano-romagnolo. Con il nuovo punto vendita, infatti, il bacino d’utenza verrà ampliato grazie anche all’importante flusso turistico presente nella zona durante i mesi estivi e questo potrà senza dubbio portare ulteriori benefici a tutti i nostri soci produttori che hanno creduto nell’iniziativa”.
“L’apertura di questo negozio – conclude Gardini – testimonia il ruolo determinante svolto dalla cooperazione agroalimentare nell’accorciare la filiera avvicinando il produttore al consumatore e garantendo origine, qualità e sicurezza dei prodotti. Tutto ciò a vantaggio dei clienti che sugli scaffali del nuovo punto vendita troveranno il massimo della freschezza e della salubrità ad un prezzo decisamente competitivo”.
venerdì 14 maggio 2010
VADIS PAESANTI CONFERMATO ALLA PRESIDENZA DI FEDERCOOPESCA/CONFCOOPERATIVE EMILIA ROMAGNA
Rafforzare la concertazione del “Tavolo Unico delle Marinerie dell’Alto Adriatico”
e favorire l’aggregazione dell’offerta sono gli obiettivi prioritari
(Ferrara, 14 Maggio 2010). Di fronte all’attuale scenario economico negativo, è sempre più necessario adottare strategie condivise per garantire un futuro ed un reddito agli operatori del settore della Pesca: lo ha dichiarato Vadis Paesanti, confermato all’unanimità alla presidenza di Federcoopesca/Confcooperative Emilia Romagna fino al 2014 dall’Assemblea della Federazione, che raggruppa 22 cooperative e 727 soci e conta un fatturato complessivo di oltre 35 milioni di euro.
“In quest’ottica – ha sottolineato Paesanti – è innanzitutto necessario rafforzare la concertazione del ‘Tavolo Unitario delle Marinerie dell’Alto Adriatico’, che riunisce i presidenti delle Federazioni Regionali della Pesca dell’Alto Adriatico (Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia) e i presidenti delle cooperative associate (circa 400) in rappresentanza delle Marinerie di Comacchio-Portogaribaldi, Goro, Scardovari, Pila, Rosolina, Chioggia, Pellestrina, Burano, Caorle, Marano Lagunare e Grado, per un totale di oltre 5.000 addetti”.
Contemporaneamente, sempre nell’ottica di una maggiore condivisione delle linee strategiche del comparto Acquacoltura, secondo Paesanti occorre proseguire con decisione nel processo di costituzione di due nuove Organizzazioni dei Produttori per favorire l’aggregazione delle diverse Marinerie così da raggiungere una ulteriore concentrazione e qualificazione dell’offerta. Tutto ciò con l’auspicio di arrivare, in tempi brevi, alla creazione di un tavolo di Op che possa offrire maggiori garanzie ai cooperatori impegnati nella pesca delle vongole veraci.
Durante l’Assemblea della Federazione, svoltasi a Goro (Ferrara), Paesanti si è poi soffermato su altri temi importanti, quali i rapporti con le Amministrazioni, provinciale e regionale, le mutate competenze della Regione Emilia Romagna e il suo futuro assetto (nella nuova Giunta la competenza del settore della Pesca è passata dall’Assessorato alle Attività Produttive all’Assessorato all’Agricoltura).
Ai lavori è intervenuto anche il presidente nazionale di Federcoopesca, Massimo Coccia, che ha definito positive le rassicurazioni ottenute dal Governo sulla dotazione finanziaria disponibile per indennizzare le situazioni di inattività forzata della pesca nei casi in cui è necessario ricorrere alla cassa integrazione: sono stati infatti assegnati i 10 milioni di euro messi a disposizione nell’annualità 2008/2009 e altri 10 milioni potranno essere utilizzati per il 2010.
mercoledì 3 marzo 2010
GIOVANNI BETTINI CONFERMATO ALLA PRESIDENZA DI FEDAGRI/CONFCOOPERATIVE EMILIA ROMAGNA.
Giovanni Bettini confermato alla presidenza di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna. Di fronte alla pesante crisi economica generale prosegue l’impegno della Federazione per garantire sviluppo al settore agricolo.
Nonostante la pesante crisi generale che ha colpito tutti i principali settori economici, nel 2009 le cooperative agricole ed agroalimentari aderenti a Fedagri/Confcooperative dell’Emilia Romagna hanno mostrato una sostanziale tenuta. Le 512 imprese associate hanno infatti sviluppato un fatturato di 8,1 miliardi di euro, con una contrazione dell’1,9% sull’anno precedente ed un aumento di oltre il 26% rispetto all’ultimo quinquennio. Gli addetti hanno sfiorato le 18.000 unità con una crescita del 6% sul 2008 e del 18% rispetto al periodo 2004/2009; sempre in questo quinquennio i soci di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna sono diminuiti di quasi il 10% passando da 88.000 a circa 75.000 unità. Sono questi i dati principali emersi dall’Assemblea annuale della Federazione.
“A fronte della sostanziale tenuta delle imprese cooperative – ha affermato Giovanni Bettini, confermato alla presidenza di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna – non bisogna però dimenticare le difficoltà incontrate negli ultimi tempi dalle aziende agricole, anche socie di cooperative, nel fare reddito. Sono sotto gli occhi di tutti le notevoli fluttuazioni e gli aumenti dei costi dei fattori produttivi e l’altissima volatilità dei prezzi delle materie prime sui mercati internazionali che in molti casi non consentono alle aziende agricole di coprire nemmeno i costi di produzione”. “In questo contesto – ha proseguito Bettini – la cooperazione agroalimentare, con i propri uomini e le proprie strutture, vuole continuare a svolgere un ruolo di primaria importanza nella realtà produttiva emiliano-romagnola. Un ruolo testimoniato dalla rilevante percentuale di prodotto controllato, pari a circa il 50% dell’intera produzione regionale nel comparto dell’ortofrutta, ad oltre il 55% nel settore vitivinicolo e ad oltre il 60% nel settore lattiero caseario in particolare per quanto riguarda le produzioni Dop Parmigiano-Reggiano e Grana Padano. Primati decisamente importanti che dovranno essere mantenuti e ulteriormente rafforzati, attraverso politiche e strategie adeguate, per affrontare e vincere la sfida di un mercato globale sempre più aperto e competitivo”.
“A tale proposito – ha ricordato il presidente di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna – sarà indispensabile individuare o potenziare strumenti in grado di supportare adeguatamente il sistema produttivo. Innanzitutto, le risorse dovranno essere destinate alla crescita competitiva delle imprese agricole ed agroalimentari, poi a livello comunitario per le Organizzazioni dei produttori e i Consorzi di tutela dovranno essere definite modalità di programmazione cogente; inoltre, occorrerà potenziare le azioni più indicate per intervenire in modo efficace nelle situazioni di gravi crisi di mercato ed incentivare l’utilizzo di soluzioni assicurative per risarcire i danni provocati da calamità naturali ma anche per garantire un reddito alle aziende agricole colpite da crisi di mercato”. “Contemporaneamente – ha aggiunto Bettini – al fine di aumentare il potere contrattuale dei fornitori agroalimentari nei confronti della Grande Distribuzione Organizzata, sarà necessario definire in ambito europeo appositi codici di comportamento in grado di regolare gli aspetti contrattuali assicurando la pari dignità dei soggetti coinvolti con l’obiettivo di raggiungere una equa ridistribuzione del valore aggiunto”.
Intervenendo all’Assemblea regionale, il presidente nazionale di Fedagri, Maurizio Gardini, ha affermato che “in presenza di una crisi dell’agricoltura così pesante è ora di interrompere corse solitarie per battaglie che non sono strategiche per il futuro dell’agroalimentare. Le Organizzazioni agricole devono piuttosto riuscire a trovare una condivisione su alcune tematiche fondamentali per il futuro del settore. Solo presentando alcune semplici proposte comuni, saremo in grado di riuscire a dialogare in maniera efficace con le istituzioni nazionali ed europee”.
“Oggi – ha concluso Gardini – è finito il tempo delle analisi e abbiamo un solo vero problema che è il reddito dei produttori: l’agricoltura ha bisogno di risposte concrete che possono arrivare solo se riusciamo a adottare una strategia economica efficace”. Tra le questioni più urgenti sulle quali Gardini ha auspicato convergenza, il rapporto con la Grande distribuzione organizzata, la diminuzione della burocrazia, la competitività delle imprese sul mercato nazionale e internazionale, l’aggregazione dell’offerta, il problema del dimensionamento delle imprese, la reciprocità del sistema di regole tra i diversi paesi produttori extra UE.
Sono poi intervenuti il prof. Andrea Segré, preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, che ha ricordato come la cooperazione possa fornire un valido contributo al superamento della crisi dell’agricoltura anche attraverso la spinta all’integrazione, e Don Ottorino Rizzi, delegato regionale per la Pastorale del Lavoro, che ha sottolineato l’importante ruolo della cooperazione nel raggiungimento di uno sviluppo economico più umano.
L’Assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia Romagna, Tiberio Rabboni, ha sottolineato come per garantire un futuro alla nostra agricoltura sia necessario un cambio di passo che coinvolga la Ue, lo Stato italiano, la Regione e le Associazioni agricole. “A questo proposito – ha ricordato Rabboni – occorre puntare in particolare su alcuni punti, quali la stabilizzazione dei prezzi agricoli, l’adozione di un codice etico volontario in grado di regolamentare i rapporti con la Grande Distribuzione Organizzata, la radicale diminuzione della burocrazia.
Contemporaneamente, la nuova Politica Agricola Comunitaria dovrà confermare l’impegno europeo a garantire le risorse necessarie per la modernizzazione e la competitivtà delle aziende agricole”.
lunedì 1 marzo 2010
FEDAGRI/CONFCOOPERATIVE EMILIA ROMAGNA IN ASSEMBLEA
FONTE: FEDAGRI
In programma domani, martedì 2 marzo, a Bologna presso la Sala Auditorium della Regione
Valori, azioni, opportunità condivise: il ruolo della cooperazione agroalimentare. Questo il tema al centro dei lavori dell’Assemblea regionale delle cooperative agricole ed agroalimentari di Confcooperative Emilia Romagna in programma domani martedì 2 marzo, alle ore 10.00, a Bologna presso la Sala Auditorium della Regione Emilia Romagna, in via Aldo Moro 18.
Oltre ai numerosi delegati eletti dalle Assemblee provinciali, parteciparanno all’incontro l’Assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni; il preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, Andrea Segré; il Delegato regionale per la Pastorale del Lavoro, Don Ottorino Rizzi; il presidente di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna, Giovanni Bettini; il presidente nazionale di Fedagri, Maurizio Gardini.