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lunedì 18 gennaio 2016

AGRICOLTURA: UE, APERTURA MERCATO USA A MELE E PERE IN 2016

Fonte: Ansa

Il dipartimento dell'agricoltura Usa dovrebbe aprire quest'anno le porte all'export di mele e pere in arrivo dai produttori europei, fra cui l'Italia. Secondo il commissario Ue all'agricoltura, Phil Hogan e il commissario Ue al commercio, Cecilia Malmstrom, "l'apertura del mercato per il raccolto del 2016, a settembre, dovrebbe essere fattibile, se tutte le parti continuano nei loro sforzi". L'annuncio arriva a seguito della pubblicazione, da parte del dipartimento dell'agricoltura Usa, della bozza di nuove regole per semplificare l'import dall'Ue di mele e pere. L'adozione di queste norme "sarà un beneficio significativo per gli agricoltori europei, molti dei quali hanno perso il loro principale mercato di export nel giro di una notte a seguito delle sanzioni russe nel 2014" affermano Hogan e Malmstrom. I paesi interessati in primis sono Polonia e Belgio, che hanno visto dimezzare il loro export a causa dell'embargo, ma anche Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Germania e Olanda. La richiesta di semplificare l'accesso al mercato Usa da parte dell'Ue risale al 2007 e anche se il valore commerciale stimato complessivo è modesto - si parla di circa 10 milioni di euro - rappresenta comunque un'opportunità, per un settore sotto pressione.

lunedì 19 gennaio 2015

MINGUZZI : L’EMBARGO RUSSO PENALIZZA LE MELE, IL KIWI SOFFRE LA CONCORRENZA GRECA

Fonte: Fruitimprese Emilia - Romagna  

“Pesche e nettarine: dopo il disastro 2014 bisogna correre ai ripari riducendo il 30% della produzione, togliendo dal mercato le varietà inaffidabili”

Ai primi di febbraio il mondo dell’ortofrutta italiano sarà come sempre tra i protagonisti di Fruit Logistica a Berlino. Le imprese dell’Emilia Romagna saranno presenti in prima fila con l’impegno di valorizzare le produzioni di eccellenza della regione. In vista di Fruit Logistica Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna e della OP Minguzzi Spa di Alfonsine (RA) fa il punto sulla campagna estiva e su quella autunno-invernale. “Le liquidazioni in particolare di pesche, nettarine e susine della campagna estiva 2014 stanno dando ahimè – dice Minguzzi - i pessimi risultati attesi, infatti le liquidazioni si sono confermate mediamente dai 15 ai 20 centesimi al chilo, con una perdita per ettaro di oltre 4000 euro”. “Dalle crisi, come ho già avuto modo di sottolineare al convegno peschicolo di Ravenna, si devono capire le criticità e velocemente provvedere. Occorre che quel circa 30% di prodotto di scarsa qualità esca urgentemente dal mercato, attraverso un rinnovamento varietale, poiché questo prodotto riduce l'affezione del consumatore e danneggia il prodotto di qualità”. Il perdurare di prezzi insufficienti a coprire i costi di produzione di pesche e nettarine va affrontato sostituendo e programmando la produzione: “Occorre una sterzata decisa che deve partire dalla produzione avendo come obbiettivo la soddisfazione del consumatore”. Si sono invece confermate buone le liquidazioni delle albicocche dove il rinnovamento varietale, attraverso le "carmingo” e similari, fa considerare l'albicocca un frutto di alta qualità. “Buone performance hanno avuto anche quelle varietà di susine che si contraddistinguono con un buon calibro, con un alto grado brix e un'ottima tenuta”. Le pere e le mele estive hanno dato risultati economici medio scarsi, mentre le pere autunnali come l'Abate che erano partite con prezzi in campagna attorno ai 30 centesimi/kg, strada facendo stanno aumentando le quotazioni in modo che le liquidazioni a fine campagna saranno migliori. Le mele invernali hanno avuto produzioni ottime con un più 10% rispetto all'anno precedente, ma l'embargo verso la Russia sta penalizzando gli esportatori. Il kiwi é iniziato con prezzi molto buoni, 60/70 centesimi alla produzione, anche grazie alla mancanza di prodotto dall'Oltremare, ma negli ultimi giorni si sta assistendo a una riduzione della domanda, causata dall'offerta di kiwi dalla Grecia a prezzi più bassi.

FruitImprese Emilia Romagna è l’associazione che riunisce le grandi imprese private commerciali dell’ortofrutta della regione per un fatturato di 900 milioni di euro/anno e il 60% di export

lunedì 22 dicembre 2014

APO - CONERPO: PERE, QUALI TECNICHE PER GARANTIRE LA CONSERVAZIONE?

Fonte: Apo - Conerpo

Fino ad oggi freddo e regimazione gassosa sono stati i metodi più importanti per rallentare l’invecchiamento dei frutti. 

Con la collaborazione di Apo Conerpo avviate prove sperimentali per verificare l’efficacia dei prodotti antiossidanti.

Freddo e regimazione gassosa sono le tecniche più importanti messe a punto nel corso degli anni per rallentare l’invecchiamento dei frutti, che provoca la perdita di acqua e l’ossidazione e finisce per impedire la commercializzazione di questi prodotti, avviati quindi alla distillazione. Questi sistemi consentono ad esempio ai consumatori di mangiare tutto l’anno mele italiane, che si mantengono per mesi all’interno delle celle frigorifere in quanto la loro respirazione e tutti i processi ad essa connessi sono stati fortemente rallentati. “Purtroppo – dichiara Monica Guizzardi, dell’Ufficio Tecnico di Apo Conerpo – questo risultato non è ancora raggiungibile con le pere, danneggiate dal Riscaldo Superficiale, un’alterazione ossidativa che rende i frutti scuri e poco attraenti e contro la quale la tecnologia offre soltanto un aiuto parziale”. “A differenza di quello delle mele – aggiunge Guizzardi – il mercato delle pere è estremamente segmentato e richiede tipologie di prodotto anche molto diverse per aspetto esteriore, grado di maturazione, ecc. Ma gli strumenti per ottenere queste differenze (buccia “cruda” o virata, sfaccettata, polpa soda o morbida, ecc.) sono davvero esigui: possiamo lavorare con il freddo, in parte con le concentrazioni gassose, ma non disponiamo – come la concorrenza estera – di antiossidanti autorizzati. I produttori italiani possono fare affidamento unicamente sullo Smartfresh, fisiofarmaco che riduce il metabolismo respiratorio dei frutti”. La Società che detiene i diritti di questo prodotto negli ultimi anni ha fatto un grosso sforzo (in termini di ricerca ed assistenza tecnica) per mettere a punto l’applicazione sulle principali varietà di pere, in modo da minimizzare l’effetto di blocco della maturazione per la produzione destinata al mercato fresco, ma resta ancora da capire come risolvere il problema di quella destinata all’industria, penalizzata dal minore sviluppo di aroma. “Leggiamo con piacere che la ricerca scientifica comunica di aver trovato la giusta strategia (trattamento con Smartfresh e gestione post-raccolta) per proteggere il prodotto – sottolinea Monica Guizzardi – ma per poter cantare vittoria riteniamo sia più prudente attendere i risultati delle applicazioni su ampia scala realizzate nei nostri magazzini, ove inevitabilmente ci troviamo di fronte a variabili non contemplate nei protocolli di ricerca”. “Sarebbe strategico poter disporre di alternative allo Smartfresh, proprio per realizzare quella segmentazione tanto invocata dal mercato – dichiara il presidente di Apo Conerpo, Davide Vernocchi – e per questo motivo con la collaborazione della nostra Op sono in corso prove di efficacia con prodotti antiossidanti su partite di diverse provenienze”. “Parallelamente – conclude Vernocchi – confidiamo che il progetto N Sure dell’OI pera, finalizzato ad individuare la suscettibilità al Riscaldo, possa raggiungere l’obiettivo prefissato, ossia consentire al produttore di separare le partite in base alla loro sensibilità, in modo da ottimizzare la conservazione e, in ultima analisi, ridurre l’insorgenza del problema”.

giovedì 13 novembre 2014

CRESCE L’OTTIMISMO PER LA CAMPAGNA PERA 2014, IL COMITATO DI COORDINAMENTO DELL’OI PERA PRESENTA I PRIMI DATI SULLE GIACENZE

Fonte: Ufficio stampa Oi Pera

La campagna pera 2014 sta mostrando segnali molto positivi, soprattutto in termini di crescita della domanda. E’ quanto è emerso dal Comitato di Coordinamento dell’OI Pera, tenutosi l’11 novembre a Ferrara. Nonostante la maggiore disponibilità iniziale di prodotto, i dati sulle giacenze di Abate al 31 ottobre 2014 evidenziano infatti un – 7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a dimostrazione di una domanda molto vivace da parte del mercato interno ed estero. Da inizio campagna alla fine ottobre è stato venduto il 32% delle pere Abate, contro il 14% dell’anno precedente. La forte domanda di prodotto, che riguarda tutto il comparto pere e non solo l’Abate Fetel, ha determinato una significativa crescita delle quotazioni, attese ancora in aumento. Il Comitato di Coordinamento dell’OI Pera esprime ottimismo sull’andamento futuro della campagna vista la buona qualità del prodotto e i buoni risultati ottenuti già in questi primi mesi, grazie anche all’attività che l’OI stessa ha messo in campo.

giovedì 23 ottobre 2014

LE NUOVE VARIETÀ DI PERE DELL’UNIBO DEBUTTANO IN PUBBLICO

Fonte: Univestità di Bologna

L’Università di Bologna presenta tre nuove varietà di pero in occasione di Interpoma, la fiera internazionale biennale, dedicata alla frutta e alla frutticoltura che prenderà il via a Bolzano il 20 novembre prossimo. Durante la fiera sarà possibile assaggiare direttamente queste nuove pere Unibo in occasione di una presentazione a loro dedicata che si svolgerà il 21 Novembre 2014 alle ore 14:30 presso la sala “St. Pauls” dell’hotel “Four Points by Sheraton” (via Bruno Buozzi, 35, Bolzano). Le nuove varietà si chiamano “Lucy Sweet”, “Early Giulia” e “Debby Green” e sono state sviluppate con la collaborazione del Consorzio Italiano Vivaisti (CIV) di Ferrara. Il programma di perfezionamento genetico è mirato ad ottenere caratteri migliorativi in termini di qualità del frutto e standard di presentazione, resistenza alle malattie ed un ampio calendario di maturazione. L’obiettivo è stato raggiunto e le tre nuove varietà presentano caratteristiche comuni di maturazione precoce, buona o ottima produttività, dolcezza della polpa, buon sapore e buona conservabilità.

Per approfondire:
1) PE1UNIBO* Lucy SweetTM: maturazione precoce (-10 giorni dalla varietà Williams, parametro di riferimento); vigoria medio-elevata, produttività elevata e costante; frutto piriforme e pezzatura media; buccia verde anche a maturazione, leggera rugginosità; polpa dolce, fondente, di ottimo sapore, anche croccante; buona conservabilità (5-6 mesi in frigoconservazione).
2) PE2UNIBO* Early GiuliaTM: maturazione molto precoce (-15 gg da Williams); vigoria medio-elevata, buona produttività; frutto di forma piriforme-tronca e pezzatura medio-grossa; buccia verde chiaro, polpa fondente, dolce-acidula di ottimo sapore; buona conservabilità (5-6 mesi in frigoconservazione);
3) PE3UNIBO* Debby GreenTM: maturazione intermedia (-1 giorno da Williams); vigoria medio-elevata, buona produttività; frutto di aspetto piriforme / piriforme allungata; buccia verde chiaro (anche a maturazione); polpa fondente, leggermente acidula e buon sapore; buona conservabilità (5-6 mesi in frigoconservazione);

Per ulteriori informazioni sull’evento: marco.bertolazzi2@unibo.it , telefono: +39 051 2099417.

giovedì 18 settembre 2014

AL VIA LA CAMPAGNA COMMERCIALE VERSO GLI USA CON I PRIMI CONTAINER DI MELE

Fonte: Cso - Centro Servizi Ortofrutticoli

Si sono conclusi con successo i controlli fitosanitari da parte degli Ispettori APHIS sulle prime mele destinate agli Stati Uniti che di fatto hanno inaugurato la seconda campagna commerciale per mele e pere. I primi container di mele sono partiti giovedì 11 settembre, in concomitanza con lo svolgimento del corso per abilitare 20 nuovi ispettori fitosanitari per la procedura elettronica del “cold treatment” richiesta dagli USA. Un’ottima sinergia, apprezzata dai partecipanti e dai rappresentanti USDA, che ha permesso di fare la prova pratica in vivo. Questa nuova campagna commerciale ha visto un lavoro preparatorio di Assomela e CSO e di tutte le istituzioni coinvolte, a partire dal Ministero delle Politiche agricole, la nostra Ambasciata a Washington, i servizi fitosanitari delle Regioni e delle Province autonome, che ha portato alcune significative semplificazioni nel piano di lavoro sottoscritto a settembre dello scorso anno. Grazie ai buoni risultati ottenuti con il progetto pilota, APHIS ha avuto modo di comprendere meglio il nostro sistema produttivo e di commercializzazione ed ha accettato di semplificare aspetti come i controlli in campo prima della raccolta, o le fasi di stoccaggio del prodotto. Con il 2014/2015 il programma mele e pere Usa è stato esteso anche ad altre Regioni potenzialmente interessate. Infatti, quest’anno oltre a Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna ha aderito anche il Piemonte. In ogni caso, sempre al fine di mantenere uno standard di lavoro molto elevato, utile per favorire una costante crescita di fiducia da parte della clientela ma anche delle autorità americane, le strutture hanno concordato di inviare solo la regina delle pere, l’Abate Fetel, coltivata per la maggior parte in Emilia Romagna e mele delle varietà Gala, Golden, Granny Smith e Fuji da Trentino Alto Adige e Piemonte, tutte prodotte secondo le regole del Sistema Nazionale Qualità Produzione Integrata. Quest’anno le strutture che hanno aderito al programma sono i Consorzi MELINDA, la TRENTINA, VOG TERLANO (Marlene) e VI.P (Val Venosta), che commercializzano le mele unitariamente attraverso il consorzio FROM e MEZZACORONA per il Trentino Alto Adige. Per l’Emilia Romagna, le strutture abilitate ad andare oltreoceano sono APOFRUIT ITALIA, CIPOF, FRUIT MODENA GROUP, GRANFRUTTA ZANI, ITAL-FRUTTA, MAZZONI, OPERA, OROGEL FRESCO, PATFRUT SCA, SALVI UNACOA e SISTEMA FRUTTA, passando da 6 a 12. In Piemonte effettuerà le prime spedizioni LAGNASCO GROUP. Alessandro Dalpiaz sottolinea l’importanza del gioco di squadra su questo tema, che può diventare un elemento di valore e comunicazione verso i potenziali clienti. Il secondo anno di lavoro, che prevede l’invio di circa 30 container di mele, è prevalentemente finalizzato a valutare più in profondità l’effettiva potenzialità del mercato statunitense, a comprenderne meglio i meccanismi ed i margini di redditività che questo progetto può esprimere. L’obbiettivo di questa campagna commerciale – dichiara Simona Rubbi di CSO - è mantenere uno standard estremamente elevato per non vanificare i risultati ottenuti lo scorso anno, ma anzi migliorarli. Proprio per questo è necessario quanto mai avere una maggior programmazione dei quantitativi e delle partenze anche per semplificare ed ottimizzare i costi dei controlli degli ispettori americani completamente a carico delle strutture partecipanti. Per le pere, le prime ispezioni sono previste per metà ottobre.

mercoledì 10 settembre 2014

FRUTTA, TUSINI (CONFAGRICOLTURA): “LA CRISI SI RIPERCUOTE ANCHE SULLE PRODUZIONI AUTUNNALI. ENORMI DANNI ECONOMICI PER GLI IMPRENDITORI”

Fonte: Confagricoltura

“Le aziende frutticole attraversano, da anni, un momento difficile, aggravato in maniera determinante dalla durissima congiuntura di mercato degli ultimi mesi. La crisi, che ha investito il settore della frutta estiva, con quotazioni che sono arrivate anche a 15 centesimi/kg per pesche e nettarine, sta investendo anche le colture autunnali, come le pere, con un preoccupante effetto boomerang”. Lo ha sottolineato il presidente della Federazione nazionale di Prodotto (FNP) della Frutta fresca della Confederazione, Giorgio Tusini, al termine della riunione che ha approfondito le tematiche legate alla difficile situazione del comparto ed alla quale ha partecipato anche il presidente di Confagricoltura Mario Guidi. “Gli squilibri di mercato e la totale perdita del reddito – ha osservato Tusini - sono stati aggravati in maniera determinante dall’embargo imposto dalla Russia da inizio agosto”. “È imprescindibile la dichiarazione di stato di crisi del settore – ha proseguito il rappresentante dei frutticoltori di Confagricoltura – e sollecitiamo adeguati provvedimenti, intervenendo a tutti i livelli, comunitario, nazionale e regionale, a tutela della competitività e della salvaguardia delle imprese. Abbiamo definito un piano di interventi che proporremo alle istituzioni ed alle amministrazioni competenti”. “Non c’è molto tempo per intervenire – ha concluso Giorgio Tusini – a salvaguardia di un settore essenziale della nostra agricoltura, che rappresenta oltre il 20% del valore della produzione agricola ed è rilevante per l’impatto socio-occupazionale sull’economia del nostro Paese”.

mercoledì 30 luglio 2014

COLDIRETTI: LA FRUTTA D’AMARE “MADE IN FE” ARRIVA SABATO 2 AGOSTO AL BAGNO SAYONARA DI LIDO DEGLI ESTENSI (COMACCHIO)

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Pesche, cocomeri, meloni, prugne e pere: sono buone, fanno bene e sono a km zero: sabato 2 agosto, dalle 10 alle 12 al bagno Sayonara di Lido degli Estensi Coldiretti presenta la buona frutta ferrarese. Gulinelli (presidente Coldiretti Ferrara): “la conoscenza dei nostri prodotti è fondamentale per mantenere mercato e reddito”.

Dopo la “pesca d’amare” della riviera romagnola, arriva sui lidi di Comacchio la “frutta d’amare”, l’iniziativa di Coldiretti che in questa pazza estate vuole promuovere la conoscenza ed il consumo dei frutti del territorio. Sabato 2 agosto in collaborazione con il bagno Sayonara di Lido degli Estensi, dalle 10 alle 12, possibilità per tutti di assaggiare la buona frutta di stagione delle campagne ferraresi, offerta in degustazione dai produttori di Coldiretti che ne ricorderanno anche le caratteristiche nutrizionali e salutistiche, oltre che la bontà se scelta al momento giusto di consumo. L’estate “pazza” del 2014 è già costata al sistema economico italiano oltre un miliardo di euro per colpa del maltempo che ha sconvolto soprattutto le attività turistiche e quelle agricole ma ha anche cambiato le abitudini stagionali degli italiani a tavola. E’ uno dei segnali negativi che ha portato anche alla riduzione del consumo di frutta, con un crollo di circa il 30% rispetto agli ultimi 15 anni, con meno di un chilo al giorno per famiglia di ortofrutta, limite minimo consigliato dall’organizzazione mondiale della sanità. “E’ necessario che come produttori facciamo conoscere in ogni occasione i nostri prodotti ed anche le corrette modalità di acquisto e di consumo – evidenzia Sergio Gulinelli, presidente di Coldiretti Ferrara – e per questo dobbiamo svolgere una attività in qualche modo educativa, che consenta di apprezzare la differenza tra i prodotti del territorio, delle nostre campagne, e quelli di incerta origine e scarsa qualità che troppo spesso i consumatori trovano nei punti vendita della distribuzione. La chiara indicazione dell’origine ed una migliore organizzazione commerciale possono avviare un circolo virtuoso per spingere sulla propensione all’acquisto dei consumatori. Naturalmente bisogna offrire prodotti di qualità percepibile e riuscire a farla apprezzare: prodotti sani, gustosi, al giusto grado di maturazione ed ad un prezzo equo per dare redditività agli agricoltori e possibilità di acquisto ai cittadini”. Oltre a queste attività promozionali Coldiretti ha presentato nei giorni scorsi proposte concrete per intervenire sulla crisi del settore: una corretta riconversione varietale; il coordinamento unico per l’immissione del prodotto sul mercato; la regolamentazione del sistema degli sconti e delle vendite sottocosto nella grande distribuzione organizzata; la regolamentazione sul commercio in materia di confezionamento che riduca i costi evitando il moltiplicarsi di formule diverse; lo sviluppo di fondi mutualistici per affrontare le situazioni eccezionali; la progettazione di nuove forme assicurative multirischio che comprendano le situazioni di crisi; l’esclusione della frutta più facilmente deperibile dal sistema del libero servizio nella Grande distribuzione organizzata (Gdo), maggiori controlli sul rispetto delle norme di commercializzazione e sui prodotti di importazione, troppo frequentemente spacciati per italiani. Perl’immediato, al fine di dare maggiore soddisfazione a chi produce la buona frutta e rilanciare i consumi di più alta qualità e far ripartire mercato eprezzi negli ultimi 60 giorni di campagna, Coldiretti sostiene la richiesta che il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, ha fatto alla Commissione Ue per l’utilizzo di quanto previsto dal Regolamento comunitario 1308/2013 (Ocm Unica), con un intervento straordinario per la frutta estiva (pesche e nettarine, angurie, meloni, ecc.) che riguardi sia soci sia non soci di organizzazioni ortofrutticole.

giovedì 29 maggio 2014

MINGUZZI (FRUITIMPRESE ER): IMPRESE AGRICOLE E COMMERCIALI SEMPRE PIU’ DEBOLI NEI CONFRONTI DELLA GDO. “IL COMMERCIO DELL’ORTOFRUTTA A UNA SVOLTA EPOCALE”

Fonte: Fruitimprese Emilia - Romagna

Imprese agricole e commerciali dell’ortofrutta sempre più deboli nei confronti della Gdo. Lo dice Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna e della OP Minguzzi Spa di Alfonsine (RA), nella relazione all’assemblea annuale dei soci. “Negli anni Ottanta e Novanta abbiamo assistito all’affermarsi della Grande Distribuzione Organizzata (Gdo) e negli ultimi anni all’evoluzione del suo sistema di distribuzione con un marcato aumento del potere contrattuale e dei margini di profitto. Sono aumentati i livelli di aggregazione tra gli operatori commerciali e si sono sviluppate le centrali d’acquisto con l’obiettivo di rafforzare la posizione contrattuale del settore al fine di ridurre i costi di approvvigionamento. Se questo da un lato ha consentito l’ammodernamento della catena distributiva, dall’altro ha fortemente indebolito il potere e i margini di profitto delle imprese agricole e di quelle di condizionamento e commercializzazione. L’evoluzione del sistema non sembra essersi conclusa. Il nostro orizzonte commerciale sembra stia ancora per cambiare”. Coen Bos, direttore operativo della multinazionale Fyffes, e Sven Heinsohn, amministratore della tedesca Global Fruit Point, in recenti interviste hanno, infatti, evidenziato che il commercio tradizionale sta per essere soppiantato da contratti di appalto di forniture strutturati. “La negoziazione settimanale di prezzi e importi sta lasciando il campo a contratti fissi di fornitura, che garantiscono prezzi e volumi per l'intero anno. Questo sviluppo è iniziato in Inghilterra e si sta diffondendo in tutta Europa. Le ragioni di questo processo sono da ricercarsi nell’attenzione crescente verso le caratteristiche sanitarie dei prodotti (standard di qualità e sicurezza), nell’attenzione alla tradizione-territorio (Dop, Igp, prodotti della tradizione), in valutazioni etiche (ad esempio i prodotti fair trade del commercio equo) e di sostenibilità ambientale (biologico). Dobbiamo prendere atto di questa nuova realtà e cominciare ad organizzarci per tempo”. Commentando la campagna commerciale 2013, Minguzzi si è soffermato in particolare sul mercato delle pere, “caratterizzato da un eccesso di produzione che deve far riflettere gli operatori sulla precaria situazione della nostra pericoltura. Il comparto dovrà rivedere con attenzione le proprie strategie commerciali, sino ad ora rivolte al mercato interno grazie al successo della varietà Abate. Non si registra, però, la stessa affermazione sui mercati esteri”.

venerdì 2 agosto 2013

DALL'OI PERA DELL'EMILIA ROMAGNA ARRIVANO LE PRIME VALUTAZIONI SULLA PROSSIMA CAMPAGNA

Fonte: Cso - Centro Servizi Ortofrutticoli  

Produzioni di ottima qualita' e buoni calibri, in crescita rispetto all'anno scorso ma sotto la media del quadriennio 2008-2011.

 La produzione delle pere in Emilia Romagna ha evidenziato nelle ultime due campagne livelli produttivi eccezionali: il 2012 infatti sarà ricordato come l’anno dalle produzioni più basse, pari a poco oltre le 400.000 tonnellate, mentre al contrario il 2011 è stata la stagione in cui si è raggiunto il record produttivo per la regione pari a poco meno di 645.000 tonnellate. Le previsioni produttive per il 2013 elaborate a metà/fine luglio indicano una crescita produttiva rispetto al deficitario 2012, pari al +20%. Parallelamente i quantitativi attesi per questa stagione si pongono notevolmente al di sotto dell’anno 2011 (-24%). Il livello dell’offerta stimata per il 2013 appare comunque al di sotto della media del quadriennio 2008-2011 (-7%). A questi dati si è giunti anche valutando l’andamento delle superfici produttive che rispetto a qualche anno fa sono in calo più o meno significativo per tutte le varietà, con l’unica eccezione dell’Abate fetel. Se il confronto viene fatto con lo scorso anno l’Abate denota una lieve crescita, pari al +1% degli impianti in piena produzione; sono stimati invece cali che variano dal -10% della Decana, al -9% per Conference , al -4% per William, fino al -2% per Kaiser. Nel confronto con un maggiore arco temporale è chiaro che i cali in termini di superfici diventano più importanti, soprattutto per quanto riguarda la Conference che rispetto alla media 2008-2011 vede diminuire il potenziale produttivo del 26%, così come Decana che invece si colloca sul -29%. Da sottolineare anche la diminuzione degli impianti in piena produzione di William, che sempre rispetto alla media del periodo 2008-2011, registrano un - 12% Relativamente alle altre regioni, si stima un aumento della produzione in Veneto dove l’offerta 2013 potrebbe posizionarsi sul +3% rispetto al 2012, ma inferiore al 2011 di quasi 20 punti percentuali. A livello nazionale la produzione italiana è prevista su poco oltre le 740.000 tonnellate, +14% sul deficitario 2012 e -21% sull’abbondante stagione 2011 e -8% sulla media del periodo 2008-2011. Al momento la qualità del prodotto si presenta buona, con pezzature nettamente migliori rispetto all’anno passato, caratteristiche che associate ad una produzione nella norma dovrebbe agevolare la valorizzazione delle pere.

giovedì 4 luglio 2013

PER LE MELE E LE PERE ITALIANE IL MERCATO USA È OGGI PIÙ VICINO

Fonte: Cso - Centro Servizi Ortofrutticoli  

Conclusa con successo la visita dell’ispettore con il coordinamento di CSO e Assomela

Ferrara, 4 Luglio 2013 - Si è conclusa positivamente la visita dell’ispettore americano APHIS nella settimana dal 24 al 28 giugno scorsi. Si tratta di un ulteriore tassello per arrivare alla definizione del piano di lavoro che consentirà, per la prima volta, dopo anni di tentativi, di esportare pere e mele negli USA. Questo importante risultato è il frutto di un bel gioco di squadra tra CSO e Assomela e tutte le Istituzioni coinvolte a partire dal Ministero delle Politiche Agricole, dalle rappresentanze diplomatiche a Roma e Washington, dai Servizi fitosanitari della Regione Emilia Romagna, del Trentino e dell’Alto Adige, dai Centri di Consulenza tecnica nonché da tutti i tecnici delle strutture interessate. Scopo della visita dell'ispettore USA era quello di verificare l’idoneità delle nostre produzioni e delle nostre strutture per il mercato statunitense. A tal fine l’ispettore ha potuto visitare i territori di produzione di pere e mele, nonché le strutture di lavorazione e confezionamento in Emilia Romagna ed in Trentino Alto Adige, fornendo ampie garanzie sulla qualità e sicurezza dei prodotti e dei processi. Le visite hanno consentito di illustrare la capacità produttiva ed organizzativa delle Organizzazioni di Produttori oggi coinvolte ed ha premesso di acquisire ulteriori elementi e dettagli per la definizione del piano di lavoro. Entrando nel merito dell'attività commerciale, che si prospetta possa iniziare già dai primi giorni di ottobre, va innanzitutto specificato che si tratta di un “progetto pilota”, volto a testare tutti i punti, ancora complessi, di controllo ed organizzazione richiesti dalle procedure ufficiali statunitensi. Il progetto interesserà l’Emilia-Romagna per le pere e più specificamente per la varietà Abate e il Trentino alto Adige per le mele, con le varietà Golden Delicious, Gala e Granny Smith, coinvolgendo un ristretto numero di operatori che si sono assunti gli oneri di portare avanti il progetto. L’obiettivo dichiarato dei produttori è infatti la collocazione di un quantitativo limitato di prodotti di alta qualità nelle grandi città della fasci Est degli Stati Uniti d’America. La visita dell'Ispettore Aphis è stata caratterizzata da un clima di grande collaborazione, disponibilità e volontà di portare a termine questo programma. "Ci auguriamo - dichiara Alessandro Dalpiaz Direttore di Assomela - che al più presto venga siglato il piano di lavoro che ci consentirà di iniziare le prime esportazioni. In questo contesto - continua Dalpiaz – l’ispettore stesso ha espresso un grande apprezzamento per l’organizzazione della visita che ha fatto trasparire il lavoro di squadra messo in campo già da molti mesi a questa parte ed il forte impegno italiano per questo progetto. Questa esperienza - rimarca Dalpiaz - mette in evidenza, tra l'altro, anche il ruolo della cooperazione e delle Organizzazioni dei Produttori che rappresentano uno strumento indispensabile per raggiungere obiettivi importanti offrendo così maggiori prospettive ai frutticoltori." "Il lavoro di squadra - dichiara Simona Rubbi, responsabile CSO per l'apertura dei nuovi mercati - è un requisito indispensabile per raggiungere l'obiettivo. In questo caso, proprio attraverso un ampio coinvolgimento tecnico da parte di tutti gli operatori, siamo riusciti con successo, in questo sforzo. Ci auguriamo che il progetto pilota possa dare i primi risultati già in questa campagna commerciale, ma ancor più che possa essere ampliato, con condizioni meno restrittive, a partire dalla successiva".

venerdì 21 giugno 2013

MELE E PERE ITALIANE NEGLI USA: ACCORDO IN DIRITTURA D'ARRIVO

Fonte: www.corriereortofrutticolo.it

Le mele e le pere italiane presto potrebbero avere il semaforo verde per entrare nel mercato degli Stati Uniti. Il condizionale, in questo caso, è d’obbligo, anche se nel settore si respira un’aria di cauto ottimismo in merito alla trattativa in corso. Ne diamo notizia in anteprima nazionale. Il Cso, Centro Servizi ortofrutticoli, per il comparto pere, e Assomela, per le mele, stanno lavorando alacremente per cercare di chiudere positivamente la mediazione con il Paese nordamericano. L’accordo vale molto, moltissimo per il settore ortofrutticolo nazionale che con questa intesa troverebbe uno sbocco commerciale fondamentale per i due prodotti ortofrutticoli, finora bloccati da rigide barriere fitosanitarie. A breve arriverà in Italia un ispettore americano, per analizzare e valutare l’organizzazione della filiera italiana. Quindi si dovrebbe firmare il piano di lavoro per stabilire i criteri attraverso i quali sarà possibile inviare le mele e le pere made in Italy sugli scaffali dei supermercati statunitensi. La prossima settimana sarà fondamentale per capire le concrete possibilità di realizzazione dell’intesa. Se si dovesse chiudere l’accordo rapidamente entro le prossime settimane, i primi quantitativi di mele e pere potrebbero partire alla volta degli Usa già dalla prossima campagna 2013-2014. Una manna dal cielo per gli operatori del settore. Per questa annata quindi si tratterebbe di volumi molto ridotti, si parla di poche migliaia di tonnellate, ma che aprirebbero la via del mercato statunitense, dopo lunghi anni di attese e speranze. Già dalla campagna successiva, 2014-2015, i quantitativi potrebbero infatti aumentare considerevolmente. Cso e Assomela stanno lavorando assiduamente per chiudere l’intesa e rimangono tuttavia molto cauti sull’argomento e non si sbilanciano. “Dall’inizio dell’anno – affermano al Cso – le relazioni tra Italia e Stati Uniti su questo argomento si sono molto rinsaldate e questo grazie anche all’importante lavoro istituzionale portato avanti dal ministero delle Politiche Agricole e in particolare dall’ex ministro Mario Catania che aveva dato una fortissima accelerata per consentire un avanzamento delle trattative”. Sul tema, insomma, la voglia di dialogo tra i due Paesi è assai concreto. Un aiuto per la positiva conclusione dell’accordo potrebbe arrivare anche dall’avvio delle trattative per l’accordo di libero scambio sancito al recente G8 in Irlanda. La partita in gioco per il settore è importantissima. Le premesse per portarla a casa ci sono tutte.

Emanuele Zanini

giovedì 14 febbraio 2013

MINGUZZI: A BERLINO EMILIA ROMAGNA CUORE DELLA FRUTTICOLTURA “PIU’ SFORZI VERSO LA QUALITA’ E SUL FRONTE DELL’EXPORT” MERCATO PERE E MELE: PREZZI BUONI ALL’ORIGINE MA POCO PRODOTTO

Fonte: Fruitimprese Emilia - Romagna

Giancarlo Minguzzi, presidente dell’omonima società consortile di Alfonsine (RA) e presidente di Fruitimprese Emilia Romagna, associazione che riunisce le grandi imprese private commerciali dell’ortofrutta per un fatturato di 700 milioni di euro/anno e il 60% di export, commenta il recente salone berlinese Fruit Logistica e parla dell’andamento del mercato. “La buona affluenza in particolare negli stand degli operatori emiliano-romagnoli conferma che la regione resta sempre nell’élite dell'ortofrutta. Mi ha colpito che molti buyer stranieri, anche rappresentanti di catene di discount, cercano di inserire nelle loro referenze sempre di più prodotti "premium" a scapito delle "commodities", poiché a prezzi bassi non coprono più certi costi fissi. Questo ci deve incentivare a produrre sempre più qualità (in particolare si parla di albicocche, susine, pesche, nettarine, pere e kiwi ), prodotti che trovano sicuramente nel territorio dell’Emilia Romagna un clima ideale e una vocazione produttiva storica e consolidata. Mettendo a confronto gli stand spagnoli coi nostri - osserva Minguzzi – mi è parso che la differenza di affluenza rispetto agli altri anni é diminuita, a conferma di una ripresa di interesse verso i nostri prodotti. Questi segnali positivi ci devono indurre a moltiplicare gli sforzi sul fronte dell’export: la grande novità dei 23 container di kiwi spediti in Corea deve servire per aprire le frontiere dei nuovi mercati anche ad altri nostri prodotti, favorendo così nuovi importanti sbocchi di export per l’ortofrutta italiana”. Circa l’andamento della campagna autunno-inverno Minguzzi commenta che “la scarsa raccolta di pere autunno-invernali si sta facendo sentire: oggi le Abate quotano in natura decisamente sopra l'euro. Anche le mele di qualità hanno buoni prezzi, ma é anche vero che di buona qualità si é raccolto pochissimo (vedi Fuji). Diversamente si sta comportando il mercato del kiwi che nonostante una produzione inferiore del 15-20%, non riesce a spuntare i prezzi che giravano al momento della raccolta”.

lunedì 1 ottobre 2012

MINGUZZI: ROMAGNA CUORE DELLA FRUTTICOLTURA. MERCATO BUONO (PER ORA) DELLE PERE AUTUNNO-INVERNALI

Fonte: Fruitimprese Emilia - Romagna

Giancarlo Minguzzi, presidente dell’omonima società consortile di Alfonsine (RA) e presidente di Fruitimprese Emilia Romagna, associazione che riunisce le grandi imprese private commerciali dell’ortofrutta per un fatturato di 700 milioni di euro/anno e il 60% di export, commenta il recente Macfrut e parla dell’andamento del mercato. “L'impressione che ho avuto del Macfrut 2012 é stato positivo sia in termini di affluenza che di incontri commerciali soprattutto da parte dei buyer italiani, meno di quelli stranieri. La presenza poi del ministro Catania per ben 2 giorni consecutivi ha confermato che vi é molto interesse da parte delle istituzioni e che la Romagna é il fulcro della frutticoltura italiana. In generale si può dire che si é invertito il trend negativo degli ultimi anni facendo nuovamente decollare questa fiera”. Quanto all’attuale tendenza del mercato Minguzzi giudica “positiva un po' per tutti i prodotti la campagna estiva appena conclusa; a livello di liquidazioni di pesche e nettarine vedremo differenze marcate per i calibri più grossi e per le varietà più colorite. Quanto alle produzioni autunnali la raccolta di pere, mele e kiwi si presenta inferiore nelle quantità rispetto all’anno scorso, di conseguenza i prezzi, in particolare per le pere autunno-invernali, sono buoni. Occorrerà però fare i conti con la crisi e il calo dei consumi che attanagliano l'Europa e l'Italia in particolare, per capire se i prezzi terranno”.

venerdì 21 settembre 2012

APO CONERPO: BUONE PROSPETTIVE PER LE PERE ITALIANE



Fonte: Apo Conerpo

La campagna 2012 si presenta favorevole grazie alla scarsità dell’offerta e all’elevato livello qualitativo dei frutti

Dopo un’annata decisamente difficile, con domanda e quotazioni in sensibile diminuzione, sono buone le aspettative per la campagna 2012 delle pere italiane. È quanto afferma Davide Vernocchi, presidente di Apo Conerpo, organizzazione leader nell’ortofrutta fresca con una produzione di pere superiore alle 200.000 tonnellate, pari al 25% dell’intero raccolto nazionale.
“Tra le principali ragioni di questo cauto ottimismo – prosegue Vernocchi – il buon livello qualitativo del prodotto e la forte contrazione dell’offerta rispetto al 2011, che raggiunge addirittura il 30% per varietà come le Williams la cui raccolta si è conclusa da alcune settimane”. La grande siccità che ha caratterizzato l’estate 2012 ha infatti provocato una diminuzione delle rese ed anche dei calibri medi dei frutti. “Il livello qualitativo del prodotto – dichiara Danilo Pirani, direttore generale della cooperativa Patfrut – si presenta comunque decisamente buono ed appare in grado di soddisfare pienamente le aspettative dei consumatori più esigenti”.
“Anche per quanto riguarda l’Abate, vera e propria ‘regina’ della pericoltura italiana – ricorda Pirani – la produzione 2012 mostra una sensibile contrazione. Giunti ormai alle battute conclusive della raccolta, le stime indicano  per questa varietà una produzione di oltre il 40% più bassa rispetto a quella estremamente abbondante del 2011, attestatasi sulle 400.000 tonnellate, ma anche leggermente inferiore (-5%) a quella del 2010, collocatasi sulle 240.000 tonnellate”.
Per la pericoltura italiana il 2012 si conferma quindi come una annata di scarsa produzione non solo rispetto al 2011, ma anche nel confronto con la media produttiva delle stagioni precedenti.
Se questa è la situazione sul mercato italiano, anche gli altri principali produttori europei mostrano un andamento simile: a causa delle basse temperature che hanno caratterizzato l’inverno 2011/2012, infatti, in Francia e nei Paesi Bassi la produzione di pere sarà decisamente inferiore rispetto all’anno scorso.
“L’auspicio – conclude Vernocchi – è che nei prossimi mesi il mercato sappia rispondere positivamente assorbendo buoni quantitativi di pere così da poter garantire ai produttori una remunerazione soddisfacente”.

giovedì 30 agosto 2012

COLDIRETTI: CON CAMPAGNA AMICA UNA DOMENICA PEDALANDO TRA ARTI E ORTI ALLA SCOPERTA DELLE PERE DI FERRARA

Fonte: Coldiretti Ferrara

Domenica 2 settembre alle 10,30 nuovo appuntamento con la ciclopasseggiata alla scoperta dei luoghi di Ferrara con degustazione in fattoria. Sotto i riflettori le pere con sosta gustosa all’azienda Castellina.

Il nuovo appuntamento del primo week-end di settembre di “Benvenuti a Ferrara, Terra delle Biciclette”, il cartellone di ciclo-eventi promosso da Casoa Fenailp Tour e BiciDeltaPo con il patrocinio dei Comuni di Ferrara, Bondeno e Ro ed il supporto di Carisbo-Intesa SanPaolo, propone un appuntamento tematico per chi ama la bicicletta ed i buoni prodotti della nostra terra. Con ritrovo e partenza alle 10,30 di domenica 2 settembre, in concomitanza con il Mercato Contadino di Ferrara e la collaborazione di Campagna Amica Coldiretti, per “Pedalando fra Arti & Orti”, la ciclopasseggiata guidata – nove chilometri complessivi e circa due ore e mezza di durata – ci porterà alla scoperta dell’arte e dei luoghi rurali di Ferrara, e delle produzioni ortofrutticole più tipiche e stagionali del nostro territorio che, in questo mese, è dedicato a uno dei più gustosi e caratteristici frutti ‘made in Fe’: la pera. Nel corso della ciclopasseggiata, oltre a scoprire angoli nascosti della città di Ferrara e della sua storia con la collaborazione di una guida turistica, sarà possibile raggiungere il punto vendita di Campagna Amica nei pressi del Parco Urbano Bacchelli, qualche pedalata fuori le mura, e qui degustare un assaggio di prodotti a base di pera, uno dei prodotti più tipici del territorio ferrarese, dove vengono coltivate le principali varietà che si fregiano anche del marchio comunitario IGP, e che rappresentano una delle principali colture del ferrarese. Largo dunque a confetture, succhi, crostate e altre specialità per apprezzare al meglio la sosta in una vera e propria azienda agricola (La Castellina), dove si coltivano prodotti agricoli che si trovano anche nel punto vendita, arricchito dalle produzioni dei soci della cooperativa Orto Amico, e di altre aziende agricole. Il programma completo dei ‘cicloeventi’, che proseguono fino al 4 novembre, si può consultare e scaricare dal sito www.bicideltapo.it. Le ciclopasseggiate si svolgono qualunque sia il numero di partecipanti. La prenotazione, seppur non obbligatoria, è comunque gradita (tel. 0532 742661 oppure info@bicideltapo.it) Costo, con bici propria (per singola ciclopasseggiata): adulti 8 euro. Ragazzi 11/16 anni, soci Fenalca/Fenailp e Coldiretti, correntisti Intesa-Sanpaolo Carisbo, ospiti di strutture ricettive aderenti al circuito BiciDeltaPo: 6 euro. Gratis per bambini caricati su seggiolino. Offerta Speciale Famiglia (due adulti + due ragazzi 11/16 anni, con bici proprie): 20 euro – pagamento in loco. Eventuale noleggio biciclette (da richiedere a info@bicideltapo.it): citybike adulto 7 euro; bicibimbo 6 euro; seggiolino 5 euro. In caso di maltempo la ciclopasseggiata non si svolge, ma sarà possibile partecipare ad un tour guidato di due ore, a piedi, nel centro della città di Ferrara.

mercoledì 11 luglio 2012

COLDIRETTI: AL VIA GLI INCONTRI CON I SOCI PER DISCUTERE DELL’ORGANISMO INTERPROFESSIONALE DELLA PERA

Fonte: Coldiretti Ferrara

Il presidente Tonello: “siamo arrivati al punto in cui è necessario che i produttori sappiano cosa è stato fatto sino ad ora e che cosa ancora rimane da fare per organizzare concretamente il settore delle pere. E’ necessario decidere dopo aver ascoltato i soci, per noi è un passaggio fondamentale, senza il quale non sottoscriviamo impegni in bianco”. Si parte lunedì 16 luglio alle 21 da Copparo.

Lo scorso 27 giugno è stata sottoscritta in Regione Emilia-Romagna la manifestazione di interesse per l’adesione al progetto di riorganizzazione e rilancio del comparto delle pere in Emilia-Romagna, con la costituzione del Comitato Promotore, che ha raccolto le firme dei principali protagonisti della filiera che dovrà portare alla costituzione di un Organismo Interprofessionale. Coldiretti ha seguito nei mesi scorsi con attenzione l’evoluzione del progetto, partecipando ai gruppi di lavoro e stimolando i percorsi che tenessero in conto le aspettative e le necessità dei propri associati, in particolare della nostra provincia, che è il punto di riferimento per la produzione pericola, in particolare della varietà Abate, prodotto di eccellenza che purtroppo nella scorsa annata ha subito un tracollo delle quotazioni che ha messo in crisi moltissime aziende. “Dopo una serie di approfondimenti, necessari per evitare di costruire qualcosa di frettoloso ed inefficace a difendere gli interessi degli agricoltori – ricorda il presidente di Coldiretti Ferrara, Mauro Tonello – crediamo si sia arrivati ad un documento sul quale poter avviare un confronto con i produttori e, con il loro conforto, poter procedere all’adesione o sollecitare ulteriori affinamenti. L’importanza di questa coltura per tante aziende ferraresi è risaputa, non possiamo permetterci di confezionare qualcosa che non sia concreto o che, peggio, non dia risposte positive alle imprese agricole. Il lavoro predisposto dai tavoli tecnici va fatto conoscere e va condiviso proprio con i diretti interessati, ecco perché come Coldiretti diamo il via ad una serie di incontri con i nostri frutticoltori nel territorio, ritenendo che il loro giudizio sia la premessa alla partecipazione all’Organismo Interprofessionale che vedrà rappresentati tutti i comparti della filiera, compresi commercianti ed industriali”. I soci frutticoltori produttori di pere sono quindi invitati a partecipare ai cinque incontri zonali programmati secondo il seguente calendario:
LUNEDI’ 16 LUGLIO, Sala Torre di Copparo, ore 21;
MARTEDI’ 17 LUGLIO, Sala Conferenze sede Coldiretti, Chiesuol del Fosso, ore 21;
VENERDI’ 20 LUGLIO, Sala Conferenze sede Coldiretti, Chiesuol del Fosso, ore 21;
LUNEDI’ 23 LUGLIO, Aula Magna del Polo Scolastico di Portomaggiore, ore 21;
MARTEDì 24 LUGLIO, Centro Civico di Vigarano Pieve, ore 21.
Come sempre gli incontri sono aperti a quanti interessati.

giovedì 28 giugno 2012

PERA, FIRMATA L'INTESA PER L'ORGANIZZAZIONE INTERPROFESSIONALE CHE NASCERÀ A SETTEMBRE. RABBONI: UN'INIZIATIVA IMPORTANTE A VANTAGGIO DI TUTTA LA FILIERA, CHE CI PERMETTERÀ DI VALORIZZARE LA PRODUZIONE E PREVENIRE FUTURE CRISI DI MERCATO.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Bologna - Si è insediato ieri in Regione il Comitato promotore ed stata firmata l’intesa per la nascita dell’Organizzazione interprofessionale della pera, prevista per il prossimo settembre. Hanno dato l’adesione al progetto le organizzazioni professionali agricole Coldiretti, Confagricoltura e CIA, le più importanti Organizzazioni dei Produttori, diverse realtà produttive e le organizzazioni di rappresentanza del commercio privato, dei mercati generali e della distribuzione, oltre all’industria di trasformazione privata e cooperativa. “Dopo le gravi difficoltà dell’ultima campagna e i recenti eventi sismici che hanno colpito il cuore del bacino produttivo della pera, in pochi mesi si sono poste le basi per una svolta attesa da anni – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - con l'interprofessione sarà finalmente possibile programmare la produzione in relazione agli andamenti della domanda ed autoregolamentare l'immissione del prodotto sul mercato. Si potranno così prevenire o comunque contenere le crisi di mercato e valorizzare ulteriormente la qualità del prodotto sia in Italia che all'estero. Il nostro obiettivo insomma è quello di avviare una fase di positiva stabilizzazione a vantaggio di tutta la filiera, offrendo un esempio di agricoltura contrattualizzata valido per tutti i comparti agricoli regionali e nazionali." L’organismo interprofessionale della pera, il secondo che vede la luce in Emilia-Romagna dopo quello del pomodoro da industria, permetterà di condividere le regole di funzionamento dell’intera filiera e di dare in questo modo una risposta efficace alle difficoltà comuni a tutto il comparto ortofrutticolo e dovute essenzialmente a un eccessivo squilibrio tra un’offerta troppo parcellizzata e una domanda organizzata in pochi grandi gruppi d’acquisto. Tra i punti sostanziali dell’intesa, che è stata raggiunta con il supporto tecnico della Regione e del CSO, le iniziative di conoscenza della produzione, attraverso la realizzazione di un catasto delle superfici coltivate a pero e lo studio più approfondito dei costi di produzione; la definizione di regole condivise di produzione e di immissione sul mercato per migliorare il livello qualitativo e rendere più aderente l’offerta alla domanda; azioni di studio e supporto per fronteggiare le problematiche fitosanitarie, ma soprattutto per favorire l’eliminazione delle barriere di carattere fitosanitario all’export e l’armonizzazione delle normative sui residui di fitofarmaci. E’ previsto inoltre un forte impegno sulle attività di informazione, divulgazione e promozione per lo sviluppo di nuovi mercati. “L’Emilia-Romagna rappresenta oltre il 60% della produzione nazionale di pere, seguita a ruota dalla regione Veneto, e in quote minori da Lombardia e Piemonte. La nostra iniziativa – ha concluso Rabboni - è aperta anche agli operatori di quelle regioni. Sono certo che come istituzioni dobbiamo favorire un miglior funzionamento della filiera, in una logica di equilibrio tra le diverse componenti, per salvaguardare il valore che si crea sui nostri territori. Mi complimento con tutte le rappresentanze che hanno partecipato alla definizione del progetto, facendo prevalere la capacità di coesione e di innovazione. Un ringraziamento infine al consigliere delegato del Centro servizi ortofrutticoli Mario Tamanti che con particolare competenza ed impegno ha coordinato i lavori fino al risultato finale.” Il Comitato promotore che è stato istituito, è composto da 21 rappresentanti, 7 per ciascuna fase produttiva (produzione agricola, industria e commercio) che, in attesa della formale costituzione dell’organismo interprofessionale, fin dalla prossima settimana cominceranno a lavorare sugli obiettivi condivisi, per mettere a punto già sulla campagna in corso le prime azioni.

lunedì 5 marzo 2012

MALTEMPO, CONFAGRICOLTURA: IN PIEMONTE NUOVO BRUSCO CALO DELLE TEMPERATURE, DOPO ESCURSIONI TERMICHE SINO A 50 GRADI IN UN MESE.

Fonte: Confagricoltura

COMPROMESSA LA PRODUZIONE DI KIWI, A RISCHIO LE ALTRE FRUTTIFERE


Circa 50° di escursione termica in poche settimane: a inizio febbraio le temperature in Piemonte sono state per molti giorni inferiori a -20° e nell’ultimo week end hanno superato +23°. I tecnici di Confagricoltura sono al lavoro per monitorare l’andamento vegetativo delle colture con l’approssimarsi della primavera e dopo un inverno decisamente anomalo.
Nel Cuneese, dove si è verificata l’escursione termica più importante (da -23° a + 27°) e dove la frutticoltura è più sviluppata, la situazione è compromessa. In particolare per il kiwi, la cui produzione – spiegano i tecnici – è danneggiata per il 90%: si tratta di cifre importanti, che peggiorano l’andamento di un’annata già fortemente colpita dalla batteriosi (quella di Cuneo è la seconda provincia d’Italia per produzione di actinidia, con un giro d’affari di circa 120 milioni di euro).
Le altre fruttifere compromesse sono le pesche nettarine, con oltre il 50% distrutto dal gelo, e le susine, sebbene in quest’ultimo caso la produzione piemontese si attesti su quantitativi limitati. Per il melo e il pero occorre attendere ancora qualche settimana.
Da oggi le temperature si sono nuovamente abbassate e le previsioni annunciano neve anche a bassa quota, ma se non si andrà sotto zero non ci saranno ulteriori conseguenze. In molte zone le colture tuttavia rimangono sotto controllo: il gelo potrebbe averle compromesse irreversibilmente e solo in concomitanza con la fioritura ormai prossima sarà possibile verificarne lo sviluppo.

mercoledì 15 febbraio 2012

MALTEMPO, CONFAGRICOLTURA: “LE QUOTAZIONI DEI KIWI -13%, QUELLE DELLE PERE -43,3% MENTRE AL CONSUMO L’ORTOFRUTTA RINCARA”.

Fonte: Confagricoltura

DOMANI L’INCONTRO CON “MISTER PREZZI”

“Non è giustificabile l’aumento dei prezzi al consumo dei prodotti agricoli, frutta e verdura in testa. Dopo la logistica in panne, le vendite ferme, i costi di smaltimento dei prodotti deperibili rimasti nei depositi e le gelate eccezionali, si è aperto anche il fronte dei rincari incontrollati di cui certo non beneficiano i produttori agricoli”. Lo ribadisce Confagricoltura alla vigilia dell’incontro in programma domani con “Mister Prezzi”.

Confagricoltura sottolinea che gli aumenti in campo, dove si rileva, è nell’ordine di pochi centesimi. “Si tratta solo di 2-4 centesimi per l’indivia, i finocchi, la lattuga e i cavolfiori, mentre per i peperoni o per il radicchio si arriva fino ai 10-12 centesimi. Invece, per la frutta è comunque il fermo totale, si registrano addirittura diminuzioni che vanno, dal quasi - 13% nel caso dei kiwi alla punta del - 43,3% per le pere. A questo punto – sottolinea Confagricoltura, - è francamente ovvio che i rincari al consumo sono frutto di fattori speculativi esterni alle aziende agricole, non certo dell’aumento dei prezzi all’origine”.

“Gli imprenditori agricoli - conclude l’Organizzazione presieduta da Mario Guidi - mostrano grande senso di responsabilità, nonostante la situazione particolarmente pesante, segnata dai forti aumenti dei costi di produzione e dal caro-gasolio”.