Fonte: Ansa
Il dipartimento dell'agricoltura Usa dovrebbe aprire quest'anno le porte all'export di mele e pere in arrivo dai produttori europei, fra cui l'Italia. Secondo il commissario Ue all'agricoltura, Phil Hogan e il commissario Ue al commercio, Cecilia Malmstrom, "l'apertura del mercato per il raccolto del 2016, a settembre, dovrebbe essere fattibile, se tutte le parti continuano nei loro sforzi". L'annuncio arriva a seguito della pubblicazione, da parte del dipartimento dell'agricoltura Usa, della bozza di nuove regole per semplificare l'import dall'Ue di mele e pere. L'adozione di queste norme "sarà un beneficio significativo per gli agricoltori europei, molti dei quali hanno perso il loro principale mercato di export nel giro di una notte a seguito delle sanzioni russe nel 2014" affermano Hogan e Malmstrom. I paesi interessati in primis sono Polonia e Belgio, che hanno visto dimezzare il loro export a causa dell'embargo, ma anche Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Germania e Olanda. La richiesta di semplificare l'accesso al mercato Usa da parte dell'Ue risale al 2007 e anche se il valore commerciale stimato complessivo è modesto - si parla di circa 10 milioni di euro - rappresenta comunque un'opportunità, per un settore sotto pressione.
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lunedì 18 gennaio 2016
AGRICOLTURA: UE, APERTURA MERCATO USA A MELE E PERE IN 2016
lunedì 19 gennaio 2015
MINGUZZI : L’EMBARGO RUSSO PENALIZZA LE MELE, IL KIWI SOFFRE LA CONCORRENZA GRECA
Fonte: Fruitimprese Emilia - Romagna
“Pesche e nettarine: dopo il disastro 2014 bisogna correre ai ripari riducendo il 30% della produzione, togliendo dal mercato le varietà inaffidabili”
Ai primi di febbraio il mondo dell’ortofrutta italiano sarà come sempre tra i protagonisti di Fruit Logistica a Berlino. Le imprese dell’Emilia Romagna saranno presenti in prima fila con l’impegno di valorizzare le produzioni di eccellenza della regione. In vista di Fruit Logistica Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna e della OP Minguzzi Spa di Alfonsine (RA) fa il punto sulla campagna estiva e su quella autunno-invernale. “Le liquidazioni in particolare di pesche, nettarine e susine della campagna estiva 2014 stanno dando ahimè – dice Minguzzi - i pessimi risultati attesi, infatti le liquidazioni si sono confermate mediamente dai 15 ai 20 centesimi al chilo, con una perdita per ettaro di oltre 4000 euro”. “Dalle crisi, come ho già avuto modo di sottolineare al convegno peschicolo di Ravenna, si devono capire le criticità e velocemente provvedere. Occorre che quel circa 30% di prodotto di scarsa qualità esca urgentemente dal mercato, attraverso un rinnovamento varietale, poiché questo prodotto riduce l'affezione del consumatore e danneggia il prodotto di qualità”. Il perdurare di prezzi insufficienti a coprire i costi di produzione di pesche e nettarine va affrontato sostituendo e programmando la produzione: “Occorre una sterzata decisa che deve partire dalla produzione avendo come obbiettivo la soddisfazione del consumatore”. Si sono invece confermate buone le liquidazioni delle albicocche dove il rinnovamento varietale, attraverso le "carmingo” e similari, fa considerare l'albicocca un frutto di alta qualità. “Buone performance hanno avuto anche quelle varietà di susine che si contraddistinguono con un buon calibro, con un alto grado brix e un'ottima tenuta”. Le pere e le mele estive hanno dato risultati economici medio scarsi, mentre le pere autunnali come l'Abate che erano partite con prezzi in campagna attorno ai 30 centesimi/kg, strada facendo stanno aumentando le quotazioni in modo che le liquidazioni a fine campagna saranno migliori. Le mele invernali hanno avuto produzioni ottime con un più 10% rispetto all'anno precedente, ma l'embargo verso la Russia sta penalizzando gli esportatori. Il kiwi é iniziato con prezzi molto buoni, 60/70 centesimi alla produzione, anche grazie alla mancanza di prodotto dall'Oltremare, ma negli ultimi giorni si sta assistendo a una riduzione della domanda, causata dall'offerta di kiwi dalla Grecia a prezzi più bassi.
FruitImprese Emilia Romagna è l’associazione che riunisce le grandi imprese private commerciali dell’ortofrutta della regione per un fatturato di 900 milioni di euro/anno e il 60% di export
“Pesche e nettarine: dopo il disastro 2014 bisogna correre ai ripari riducendo il 30% della produzione, togliendo dal mercato le varietà inaffidabili”
Ai primi di febbraio il mondo dell’ortofrutta italiano sarà come sempre tra i protagonisti di Fruit Logistica a Berlino. Le imprese dell’Emilia Romagna saranno presenti in prima fila con l’impegno di valorizzare le produzioni di eccellenza della regione. In vista di Fruit Logistica Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna e della OP Minguzzi Spa di Alfonsine (RA) fa il punto sulla campagna estiva e su quella autunno-invernale. “Le liquidazioni in particolare di pesche, nettarine e susine della campagna estiva 2014 stanno dando ahimè – dice Minguzzi - i pessimi risultati attesi, infatti le liquidazioni si sono confermate mediamente dai 15 ai 20 centesimi al chilo, con una perdita per ettaro di oltre 4000 euro”. “Dalle crisi, come ho già avuto modo di sottolineare al convegno peschicolo di Ravenna, si devono capire le criticità e velocemente provvedere. Occorre che quel circa 30% di prodotto di scarsa qualità esca urgentemente dal mercato, attraverso un rinnovamento varietale, poiché questo prodotto riduce l'affezione del consumatore e danneggia il prodotto di qualità”. Il perdurare di prezzi insufficienti a coprire i costi di produzione di pesche e nettarine va affrontato sostituendo e programmando la produzione: “Occorre una sterzata decisa che deve partire dalla produzione avendo come obbiettivo la soddisfazione del consumatore”. Si sono invece confermate buone le liquidazioni delle albicocche dove il rinnovamento varietale, attraverso le "carmingo” e similari, fa considerare l'albicocca un frutto di alta qualità. “Buone performance hanno avuto anche quelle varietà di susine che si contraddistinguono con un buon calibro, con un alto grado brix e un'ottima tenuta”. Le pere e le mele estive hanno dato risultati economici medio scarsi, mentre le pere autunnali come l'Abate che erano partite con prezzi in campagna attorno ai 30 centesimi/kg, strada facendo stanno aumentando le quotazioni in modo che le liquidazioni a fine campagna saranno migliori. Le mele invernali hanno avuto produzioni ottime con un più 10% rispetto all'anno precedente, ma l'embargo verso la Russia sta penalizzando gli esportatori. Il kiwi é iniziato con prezzi molto buoni, 60/70 centesimi alla produzione, anche grazie alla mancanza di prodotto dall'Oltremare, ma negli ultimi giorni si sta assistendo a una riduzione della domanda, causata dall'offerta di kiwi dalla Grecia a prezzi più bassi.
FruitImprese Emilia Romagna è l’associazione che riunisce le grandi imprese private commerciali dell’ortofrutta della regione per un fatturato di 900 milioni di euro/anno e il 60% di export
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giovedì 9 ottobre 2014
A Pomaria nuove e antiche varietà FEM e focus sulle proprietà salutistiche della mela
Fonte: Fondazione Edmund Mach
In occasione della decima edizione di Pomaria, in programma sabato 11 e domenica 12 ottobre 2014 nell’antico borgo di Casez, in valle di Non, la Fondazione Edmund Edmund Mach di San Michele all’Adige sarà presente con alcune attività di formazione e ricerca sulla mela.
Da un lato gli studenti saranno impegnati nella produzione del succo di mela, dall’altro i ricercatori metteranno in mostra e in degustazione alcune nuove selezioni, frutto dell’attività di miglioramento genetico per incrocio naturale, antiche varietà e selezioni resistenti. Spazio poi ad alcuni momenti di spiegazione e confronto col pubblico relativi agli studi attualmente in corso a San Michele: da quelli nutrizionali per supportare una migliore conoscenza delle proprietà salutistiche della mela a quelli sensoriali per interpretare le preferenze dei consumatori.
In occasione della decima edizione di Pomaria, in programma sabato 11 e domenica 12 ottobre 2014 nell’antico borgo di Casez, in valle di Non, la Fondazione Edmund Edmund Mach di San Michele all’Adige sarà presente con alcune attività di formazione e ricerca sulla mela.
Da un lato gli studenti saranno impegnati nella produzione del succo di mela, dall’altro i ricercatori metteranno in mostra e in degustazione alcune nuove selezioni, frutto dell’attività di miglioramento genetico per incrocio naturale, antiche varietà e selezioni resistenti. Spazio poi ad alcuni momenti di spiegazione e confronto col pubblico relativi agli studi attualmente in corso a San Michele: da quelli nutrizionali per supportare una migliore conoscenza delle proprietà salutistiche della mela a quelli sensoriali per interpretare le preferenze dei consumatori.
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giovedì 18 settembre 2014
AL VIA LA CAMPAGNA COMMERCIALE VERSO GLI USA CON I PRIMI CONTAINER DI MELE
Fonte: Cso - Centro Servizi Ortofrutticoli
Si sono conclusi con successo i controlli fitosanitari da parte degli Ispettori APHIS sulle prime mele destinate agli Stati Uniti che di fatto hanno inaugurato la seconda campagna commerciale per mele e pere. I primi container di mele sono partiti giovedì 11 settembre, in concomitanza con lo svolgimento del corso per abilitare 20 nuovi ispettori fitosanitari per la procedura elettronica del “cold treatment” richiesta dagli USA. Un’ottima sinergia, apprezzata dai partecipanti e dai rappresentanti USDA, che ha permesso di fare la prova pratica in vivo. Questa nuova campagna commerciale ha visto un lavoro preparatorio di Assomela e CSO e di tutte le istituzioni coinvolte, a partire dal Ministero delle Politiche agricole, la nostra Ambasciata a Washington, i servizi fitosanitari delle Regioni e delle Province autonome, che ha portato alcune significative semplificazioni nel piano di lavoro sottoscritto a settembre dello scorso anno. Grazie ai buoni risultati ottenuti con il progetto pilota, APHIS ha avuto modo di comprendere meglio il nostro sistema produttivo e di commercializzazione ed ha accettato di semplificare aspetti come i controlli in campo prima della raccolta, o le fasi di stoccaggio del prodotto. Con il 2014/2015 il programma mele e pere Usa è stato esteso anche ad altre Regioni potenzialmente interessate. Infatti, quest’anno oltre a Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna ha aderito anche il Piemonte. In ogni caso, sempre al fine di mantenere uno standard di lavoro molto elevato, utile per favorire una costante crescita di fiducia da parte della clientela ma anche delle autorità americane, le strutture hanno concordato di inviare solo la regina delle pere, l’Abate Fetel, coltivata per la maggior parte in Emilia Romagna e mele delle varietà Gala, Golden, Granny Smith e Fuji da Trentino Alto Adige e Piemonte, tutte prodotte secondo le regole del Sistema Nazionale Qualità Produzione Integrata. Quest’anno le strutture che hanno aderito al programma sono i Consorzi MELINDA, la TRENTINA, VOG TERLANO (Marlene) e VI.P (Val Venosta), che commercializzano le mele unitariamente attraverso il consorzio FROM e MEZZACORONA per il Trentino Alto Adige. Per l’Emilia Romagna, le strutture abilitate ad andare oltreoceano sono APOFRUIT ITALIA, CIPOF, FRUIT MODENA GROUP, GRANFRUTTA ZANI, ITAL-FRUTTA, MAZZONI, OPERA, OROGEL FRESCO, PATFRUT SCA, SALVI UNACOA e SISTEMA FRUTTA, passando da 6 a 12. In Piemonte effettuerà le prime spedizioni LAGNASCO GROUP. Alessandro Dalpiaz sottolinea l’importanza del gioco di squadra su questo tema, che può diventare un elemento di valore e comunicazione verso i potenziali clienti. Il secondo anno di lavoro, che prevede l’invio di circa 30 container di mele, è prevalentemente finalizzato a valutare più in profondità l’effettiva potenzialità del mercato statunitense, a comprenderne meglio i meccanismi ed i margini di redditività che questo progetto può esprimere. L’obbiettivo di questa campagna commerciale – dichiara Simona Rubbi di CSO - è mantenere uno standard estremamente elevato per non vanificare i risultati ottenuti lo scorso anno, ma anzi migliorarli. Proprio per questo è necessario quanto mai avere una maggior programmazione dei quantitativi e delle partenze anche per semplificare ed ottimizzare i costi dei controlli degli ispettori americani completamente a carico delle strutture partecipanti. Per le pere, le prime ispezioni sono previste per metà ottobre.
Si sono conclusi con successo i controlli fitosanitari da parte degli Ispettori APHIS sulle prime mele destinate agli Stati Uniti che di fatto hanno inaugurato la seconda campagna commerciale per mele e pere. I primi container di mele sono partiti giovedì 11 settembre, in concomitanza con lo svolgimento del corso per abilitare 20 nuovi ispettori fitosanitari per la procedura elettronica del “cold treatment” richiesta dagli USA. Un’ottima sinergia, apprezzata dai partecipanti e dai rappresentanti USDA, che ha permesso di fare la prova pratica in vivo. Questa nuova campagna commerciale ha visto un lavoro preparatorio di Assomela e CSO e di tutte le istituzioni coinvolte, a partire dal Ministero delle Politiche agricole, la nostra Ambasciata a Washington, i servizi fitosanitari delle Regioni e delle Province autonome, che ha portato alcune significative semplificazioni nel piano di lavoro sottoscritto a settembre dello scorso anno. Grazie ai buoni risultati ottenuti con il progetto pilota, APHIS ha avuto modo di comprendere meglio il nostro sistema produttivo e di commercializzazione ed ha accettato di semplificare aspetti come i controlli in campo prima della raccolta, o le fasi di stoccaggio del prodotto. Con il 2014/2015 il programma mele e pere Usa è stato esteso anche ad altre Regioni potenzialmente interessate. Infatti, quest’anno oltre a Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna ha aderito anche il Piemonte. In ogni caso, sempre al fine di mantenere uno standard di lavoro molto elevato, utile per favorire una costante crescita di fiducia da parte della clientela ma anche delle autorità americane, le strutture hanno concordato di inviare solo la regina delle pere, l’Abate Fetel, coltivata per la maggior parte in Emilia Romagna e mele delle varietà Gala, Golden, Granny Smith e Fuji da Trentino Alto Adige e Piemonte, tutte prodotte secondo le regole del Sistema Nazionale Qualità Produzione Integrata. Quest’anno le strutture che hanno aderito al programma sono i Consorzi MELINDA, la TRENTINA, VOG TERLANO (Marlene) e VI.P (Val Venosta), che commercializzano le mele unitariamente attraverso il consorzio FROM e MEZZACORONA per il Trentino Alto Adige. Per l’Emilia Romagna, le strutture abilitate ad andare oltreoceano sono APOFRUIT ITALIA, CIPOF, FRUIT MODENA GROUP, GRANFRUTTA ZANI, ITAL-FRUTTA, MAZZONI, OPERA, OROGEL FRESCO, PATFRUT SCA, SALVI UNACOA e SISTEMA FRUTTA, passando da 6 a 12. In Piemonte effettuerà le prime spedizioni LAGNASCO GROUP. Alessandro Dalpiaz sottolinea l’importanza del gioco di squadra su questo tema, che può diventare un elemento di valore e comunicazione verso i potenziali clienti. Il secondo anno di lavoro, che prevede l’invio di circa 30 container di mele, è prevalentemente finalizzato a valutare più in profondità l’effettiva potenzialità del mercato statunitense, a comprenderne meglio i meccanismi ed i margini di redditività che questo progetto può esprimere. L’obbiettivo di questa campagna commerciale – dichiara Simona Rubbi di CSO - è mantenere uno standard estremamente elevato per non vanificare i risultati ottenuti lo scorso anno, ma anzi migliorarli. Proprio per questo è necessario quanto mai avere una maggior programmazione dei quantitativi e delle partenze anche per semplificare ed ottimizzare i costi dei controlli degli ispettori americani completamente a carico delle strutture partecipanti. Per le pere, le prime ispezioni sono previste per metà ottobre.
giovedì 3 luglio 2014
FRUITIMPRESE EMILIA ROMAGNA: PESCHE E NETTARINE SOTTO PRESSIONE, BENE LE ALBICOCCHE. PREVISIONI: FORTE PRODUZIONE DI PERE ABATE, IN CRESCITA ANCHE KIWI E PATATE. IL FERRARESE LUIGI MAZZONI ELETTO VICEPRESIDENTE
Fonte: Fruitimprese Emilia - Romagna
Sotto la presidenza di Giancarlo Minguzzi, si è riunito il primo consiglio di amministrazione di Fruitimprese Emilia Romagna (mandato 2014/2017). All’unanimità il consiglio ha eletto il ferrarese Luigi Mazzoni alla vicepresidenza. Successivamente sono state affrontate alcune tendenze di mercato. Per quanto riguarda pesche e nettarine viene confermato un trend negativo per i prezzi, specialmente per i calibri medio piccoli. Le cause sono molteplici: la concentrazione di offerta proveniente dalla Spagna che in questo momento ha il 20% in più di prodotto rispetto agli ultimi due anni; il Sud Italia in piena produzione soprattutto di pesche; Emilia Romagna e Veneto in anticipo di 12 giorni e le produzioni del Piemonte in imminente arrivo con una produzione del 20% superiore allo scorso anno. Tutti questi fattori stanno facendo scendere i prezzi anche del 40% rispetto al 2013. La produzione di pesche e nettarine , specialmente in Emilia Romagna, con le nuove varietà a colore, si propone di ottima qualità in raccolta e si spera in una preferenza da parte delle catene distributive italiane ed europee. Diverso il mercato delle albicocche che registrano buoni prezzi, soprattutto per le nuove varietà con sovracolore. Per le susine si stanno difendendo le varietà con un buon tenore zuccherino. Per quanto riguarda la campagna autunnale, si delinea a livello europeo una forte produzione di mele. Anche per le pere Abate si delinea un'annata di forte produzione, ma di ottima qualità, mentre rientrano nella norma normali le produzione delle pere Carmen, William e Conference; scarse saranno invece le produzioni di Santa Maria e Kaiser. Le produzioni di kiwi si presentano nella norma, quindi superiori allo scorso anno. Sul fronte patate si prevede una produzione italiana superiore allo scorso anno del 6% e di ottima qualità specialmente in Emilia Romagna.
Sotto la presidenza di Giancarlo Minguzzi, si è riunito il primo consiglio di amministrazione di Fruitimprese Emilia Romagna (mandato 2014/2017). All’unanimità il consiglio ha eletto il ferrarese Luigi Mazzoni alla vicepresidenza. Successivamente sono state affrontate alcune tendenze di mercato. Per quanto riguarda pesche e nettarine viene confermato un trend negativo per i prezzi, specialmente per i calibri medio piccoli. Le cause sono molteplici: la concentrazione di offerta proveniente dalla Spagna che in questo momento ha il 20% in più di prodotto rispetto agli ultimi due anni; il Sud Italia in piena produzione soprattutto di pesche; Emilia Romagna e Veneto in anticipo di 12 giorni e le produzioni del Piemonte in imminente arrivo con una produzione del 20% superiore allo scorso anno. Tutti questi fattori stanno facendo scendere i prezzi anche del 40% rispetto al 2013. La produzione di pesche e nettarine , specialmente in Emilia Romagna, con le nuove varietà a colore, si propone di ottima qualità in raccolta e si spera in una preferenza da parte delle catene distributive italiane ed europee. Diverso il mercato delle albicocche che registrano buoni prezzi, soprattutto per le nuove varietà con sovracolore. Per le susine si stanno difendendo le varietà con un buon tenore zuccherino. Per quanto riguarda la campagna autunnale, si delinea a livello europeo una forte produzione di mele. Anche per le pere Abate si delinea un'annata di forte produzione, ma di ottima qualità, mentre rientrano nella norma normali le produzione delle pere Carmen, William e Conference; scarse saranno invece le produzioni di Santa Maria e Kaiser. Le produzioni di kiwi si presentano nella norma, quindi superiori allo scorso anno. Sul fronte patate si prevede una produzione italiana superiore allo scorso anno del 6% e di ottima qualità specialmente in Emilia Romagna.
martedì 17 dicembre 2013
FRUTTA: IL BILANCIO DI MINGUZZI. PERE IN SOFFERENZA, MELE E KIWI BEN INTONATI . “MA PER PESCHE E NETTARINE SERVE UN RINNOVO VARIETALE PER RITROVARE COMPETITIVITA’ E PREZZI PIU’ STABILI”
Fonte: Fruitimprese Emilia - Romagna
L’anno dell’ortofrutta si chiude con una inaspettata sofferenza per uno dei prodotti ‘forti’ e più tipici dell’Italia: le pere. “La campagna estivo/autunnale di pere e mele – commenta Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna e della OP Minguzzi Spa di Alfonsine (RA) - era partita discretamente poi specialmente le pere Abate in particolare hanno iniziato già dai primi di novembre ad avere dei cedimenti di prezzo causati in particolare modo da offerte all'estero di pere alternative come la Rocha portoghese e la Conference belgo/olandese a prezzi più bassi. Poi il perdurante calo dei consumi e anche una certa sopravalutazione dei prezzi in campagna hanno spiazzato i nostri commerciali che puntando a certi prezzi poi non trovavano le vendite sperate”. Anche per le mele la campagna era partita ben intonata poi le vendite delle ultime settimane sono state inferiori alle aspettative. “Quindi in gennaio ci troveremo con giacenze superiori a quelle programmate - è l’analisi di Minguzzi - ma i mesi della mela sono soprattutto febbraio e marzo, per cui si può ragionevolmente sperare”. Mercato già da adesso dinamico per il kiwi italiano. “Le quantità raccolte sono state in generale inferiori alle aspettative (-20/25% solo in Emilia-Romagna)ma la qualità è buona e il calibro superiore alla media. Le esportazioni verso l'oltremare fanno ben sperare, anche in considerazione del fatto che nei mesi finali di aprile e maggio non dovrebbe esserci molta concorrenza da parte del Cile, che come noto manca di metà circa di prodotto a causa delle gelate”. L’andamento a consuntivo delle produzioni estive – conclude Minguzzi – ci lascia qualche indicazione per il futuro. Innanzitutto per pesche e nettarine – che hanno registrato una campagna commerciale a due facce: mercato buono da metà maggio a tutto luglio, disastroso in agosto e settembre - s’impone un rapido rinnovo varietale, poiché specialmente all'estero il nostro prodotto in agosto-settembre é riconosciuto come scadente e occorre ritornare ad essere qualitativamente competitivi. Solamente quando potremo offrire più del 50% di prodotto qualitativamente valido ricominceremo ad essere preferiti. I primi mesi estivi invece hanno probabilmente goduto, grazie alla buona qualità, di una Spagna in quei momenti scarsa di qualità e quantità (un po' come il 2012)”. Andamento discreto invece per le susine che hanno visto buone quantità prodotte e di buona qualità anche se il prezzo é stato inferiore alle aspettative. “Ci si aspettava una Spagna quantitativamente più scarsa, ma evidentemente così scarsa poi non era. Mi aspetto in futuro che vi possano essere i mezzi per informazioni più precise sulle produzioni dei paesi europei”.
L’anno dell’ortofrutta si chiude con una inaspettata sofferenza per uno dei prodotti ‘forti’ e più tipici dell’Italia: le pere. “La campagna estivo/autunnale di pere e mele – commenta Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna e della OP Minguzzi Spa di Alfonsine (RA) - era partita discretamente poi specialmente le pere Abate in particolare hanno iniziato già dai primi di novembre ad avere dei cedimenti di prezzo causati in particolare modo da offerte all'estero di pere alternative come la Rocha portoghese e la Conference belgo/olandese a prezzi più bassi. Poi il perdurante calo dei consumi e anche una certa sopravalutazione dei prezzi in campagna hanno spiazzato i nostri commerciali che puntando a certi prezzi poi non trovavano le vendite sperate”. Anche per le mele la campagna era partita ben intonata poi le vendite delle ultime settimane sono state inferiori alle aspettative. “Quindi in gennaio ci troveremo con giacenze superiori a quelle programmate - è l’analisi di Minguzzi - ma i mesi della mela sono soprattutto febbraio e marzo, per cui si può ragionevolmente sperare”. Mercato già da adesso dinamico per il kiwi italiano. “Le quantità raccolte sono state in generale inferiori alle aspettative (-20/25% solo in Emilia-Romagna)ma la qualità è buona e il calibro superiore alla media. Le esportazioni verso l'oltremare fanno ben sperare, anche in considerazione del fatto che nei mesi finali di aprile e maggio non dovrebbe esserci molta concorrenza da parte del Cile, che come noto manca di metà circa di prodotto a causa delle gelate”. L’andamento a consuntivo delle produzioni estive – conclude Minguzzi – ci lascia qualche indicazione per il futuro. Innanzitutto per pesche e nettarine – che hanno registrato una campagna commerciale a due facce: mercato buono da metà maggio a tutto luglio, disastroso in agosto e settembre - s’impone un rapido rinnovo varietale, poiché specialmente all'estero il nostro prodotto in agosto-settembre é riconosciuto come scadente e occorre ritornare ad essere qualitativamente competitivi. Solamente quando potremo offrire più del 50% di prodotto qualitativamente valido ricominceremo ad essere preferiti. I primi mesi estivi invece hanno probabilmente goduto, grazie alla buona qualità, di una Spagna in quei momenti scarsa di qualità e quantità (un po' come il 2012)”. Andamento discreto invece per le susine che hanno visto buone quantità prodotte e di buona qualità anche se il prezzo é stato inferiore alle aspettative. “Ci si aspettava una Spagna quantitativamente più scarsa, ma evidentemente così scarsa poi non era. Mi aspetto in futuro che vi possano essere i mezzi per informazioni più precise sulle produzioni dei paesi europei”.
giovedì 4 luglio 2013
PER LE MELE E LE PERE ITALIANE IL MERCATO USA È OGGI PIÙ VICINO
Fonte: Cso - Centro Servizi Ortofrutticoli
Conclusa con successo la visita dell’ispettore con il coordinamento di CSO e Assomela
Ferrara, 4 Luglio 2013 - Si è conclusa positivamente la visita dell’ispettore americano APHIS nella settimana dal 24 al 28 giugno scorsi. Si tratta di un ulteriore tassello per arrivare alla definizione del piano di lavoro che consentirà, per la prima volta, dopo anni di tentativi, di esportare pere e mele negli USA. Questo importante risultato è il frutto di un bel gioco di squadra tra CSO e Assomela e tutte le Istituzioni coinvolte a partire dal Ministero delle Politiche Agricole, dalle rappresentanze diplomatiche a Roma e Washington, dai Servizi fitosanitari della Regione Emilia Romagna, del Trentino e dell’Alto Adige, dai Centri di Consulenza tecnica nonché da tutti i tecnici delle strutture interessate. Scopo della visita dell'ispettore USA era quello di verificare l’idoneità delle nostre produzioni e delle nostre strutture per il mercato statunitense. A tal fine l’ispettore ha potuto visitare i territori di produzione di pere e mele, nonché le strutture di lavorazione e confezionamento in Emilia Romagna ed in Trentino Alto Adige, fornendo ampie garanzie sulla qualità e sicurezza dei prodotti e dei processi. Le visite hanno consentito di illustrare la capacità produttiva ed organizzativa delle Organizzazioni di Produttori oggi coinvolte ed ha premesso di acquisire ulteriori elementi e dettagli per la definizione del piano di lavoro. Entrando nel merito dell'attività commerciale, che si prospetta possa iniziare già dai primi giorni di ottobre, va innanzitutto specificato che si tratta di un “progetto pilota”, volto a testare tutti i punti, ancora complessi, di controllo ed organizzazione richiesti dalle procedure ufficiali statunitensi. Il progetto interesserà l’Emilia-Romagna per le pere e più specificamente per la varietà Abate e il Trentino alto Adige per le mele, con le varietà Golden Delicious, Gala e Granny Smith, coinvolgendo un ristretto numero di operatori che si sono assunti gli oneri di portare avanti il progetto. L’obiettivo dichiarato dei produttori è infatti la collocazione di un quantitativo limitato di prodotti di alta qualità nelle grandi città della fasci Est degli Stati Uniti d’America. La visita dell'Ispettore Aphis è stata caratterizzata da un clima di grande collaborazione, disponibilità e volontà di portare a termine questo programma. "Ci auguriamo - dichiara Alessandro Dalpiaz Direttore di Assomela - che al più presto venga siglato il piano di lavoro che ci consentirà di iniziare le prime esportazioni. In questo contesto - continua Dalpiaz – l’ispettore stesso ha espresso un grande apprezzamento per l’organizzazione della visita che ha fatto trasparire il lavoro di squadra messo in campo già da molti mesi a questa parte ed il forte impegno italiano per questo progetto. Questa esperienza - rimarca Dalpiaz - mette in evidenza, tra l'altro, anche il ruolo della cooperazione e delle Organizzazioni dei Produttori che rappresentano uno strumento indispensabile per raggiungere obiettivi importanti offrendo così maggiori prospettive ai frutticoltori." "Il lavoro di squadra - dichiara Simona Rubbi, responsabile CSO per l'apertura dei nuovi mercati - è un requisito indispensabile per raggiungere l'obiettivo. In questo caso, proprio attraverso un ampio coinvolgimento tecnico da parte di tutti gli operatori, siamo riusciti con successo, in questo sforzo. Ci auguriamo che il progetto pilota possa dare i primi risultati già in questa campagna commerciale, ma ancor più che possa essere ampliato, con condizioni meno restrittive, a partire dalla successiva".
Conclusa con successo la visita dell’ispettore con il coordinamento di CSO e Assomela
Ferrara, 4 Luglio 2013 - Si è conclusa positivamente la visita dell’ispettore americano APHIS nella settimana dal 24 al 28 giugno scorsi. Si tratta di un ulteriore tassello per arrivare alla definizione del piano di lavoro che consentirà, per la prima volta, dopo anni di tentativi, di esportare pere e mele negli USA. Questo importante risultato è il frutto di un bel gioco di squadra tra CSO e Assomela e tutte le Istituzioni coinvolte a partire dal Ministero delle Politiche Agricole, dalle rappresentanze diplomatiche a Roma e Washington, dai Servizi fitosanitari della Regione Emilia Romagna, del Trentino e dell’Alto Adige, dai Centri di Consulenza tecnica nonché da tutti i tecnici delle strutture interessate. Scopo della visita dell'ispettore USA era quello di verificare l’idoneità delle nostre produzioni e delle nostre strutture per il mercato statunitense. A tal fine l’ispettore ha potuto visitare i territori di produzione di pere e mele, nonché le strutture di lavorazione e confezionamento in Emilia Romagna ed in Trentino Alto Adige, fornendo ampie garanzie sulla qualità e sicurezza dei prodotti e dei processi. Le visite hanno consentito di illustrare la capacità produttiva ed organizzativa delle Organizzazioni di Produttori oggi coinvolte ed ha premesso di acquisire ulteriori elementi e dettagli per la definizione del piano di lavoro. Entrando nel merito dell'attività commerciale, che si prospetta possa iniziare già dai primi giorni di ottobre, va innanzitutto specificato che si tratta di un “progetto pilota”, volto a testare tutti i punti, ancora complessi, di controllo ed organizzazione richiesti dalle procedure ufficiali statunitensi. Il progetto interesserà l’Emilia-Romagna per le pere e più specificamente per la varietà Abate e il Trentino alto Adige per le mele, con le varietà Golden Delicious, Gala e Granny Smith, coinvolgendo un ristretto numero di operatori che si sono assunti gli oneri di portare avanti il progetto. L’obiettivo dichiarato dei produttori è infatti la collocazione di un quantitativo limitato di prodotti di alta qualità nelle grandi città della fasci Est degli Stati Uniti d’America. La visita dell'Ispettore Aphis è stata caratterizzata da un clima di grande collaborazione, disponibilità e volontà di portare a termine questo programma. "Ci auguriamo - dichiara Alessandro Dalpiaz Direttore di Assomela - che al più presto venga siglato il piano di lavoro che ci consentirà di iniziare le prime esportazioni. In questo contesto - continua Dalpiaz – l’ispettore stesso ha espresso un grande apprezzamento per l’organizzazione della visita che ha fatto trasparire il lavoro di squadra messo in campo già da molti mesi a questa parte ed il forte impegno italiano per questo progetto. Questa esperienza - rimarca Dalpiaz - mette in evidenza, tra l'altro, anche il ruolo della cooperazione e delle Organizzazioni dei Produttori che rappresentano uno strumento indispensabile per raggiungere obiettivi importanti offrendo così maggiori prospettive ai frutticoltori." "Il lavoro di squadra - dichiara Simona Rubbi, responsabile CSO per l'apertura dei nuovi mercati - è un requisito indispensabile per raggiungere l'obiettivo. In questo caso, proprio attraverso un ampio coinvolgimento tecnico da parte di tutti gli operatori, siamo riusciti con successo, in questo sforzo. Ci auguriamo che il progetto pilota possa dare i primi risultati già in questa campagna commerciale, ma ancor più che possa essere ampliato, con condizioni meno restrittive, a partire dalla successiva".
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venerdì 21 giugno 2013
MELE E PERE ITALIANE NEGLI USA: ACCORDO IN DIRITTURA D'ARRIVO
Fonte: www.corriereortofrutticolo.it
Le mele e le pere italiane presto potrebbero avere il semaforo verde per entrare nel mercato degli Stati Uniti. Il condizionale, in questo caso, è d’obbligo, anche se nel settore si respira un’aria di cauto ottimismo in merito alla trattativa in corso. Ne diamo notizia in anteprima nazionale. Il Cso, Centro Servizi ortofrutticoli, per il comparto pere, e Assomela, per le mele, stanno lavorando alacremente per cercare di chiudere positivamente la mediazione con il Paese nordamericano. L’accordo vale molto, moltissimo per il settore ortofrutticolo nazionale che con questa intesa troverebbe uno sbocco commerciale fondamentale per i due prodotti ortofrutticoli, finora bloccati da rigide barriere fitosanitarie. A breve arriverà in Italia un ispettore americano, per analizzare e valutare l’organizzazione della filiera italiana. Quindi si dovrebbe firmare il piano di lavoro per stabilire i criteri attraverso i quali sarà possibile inviare le mele e le pere made in Italy sugli scaffali dei supermercati statunitensi. La prossima settimana sarà fondamentale per capire le concrete possibilità di realizzazione dell’intesa. Se si dovesse chiudere l’accordo rapidamente entro le prossime settimane, i primi quantitativi di mele e pere potrebbero partire alla volta degli Usa già dalla prossima campagna 2013-2014. Una manna dal cielo per gli operatori del settore. Per questa annata quindi si tratterebbe di volumi molto ridotti, si parla di poche migliaia di tonnellate, ma che aprirebbero la via del mercato statunitense, dopo lunghi anni di attese e speranze. Già dalla campagna successiva, 2014-2015, i quantitativi potrebbero infatti aumentare considerevolmente. Cso e Assomela stanno lavorando assiduamente per chiudere l’intesa e rimangono tuttavia molto cauti sull’argomento e non si sbilanciano. “Dall’inizio dell’anno – affermano al Cso – le relazioni tra Italia e Stati Uniti su questo argomento si sono molto rinsaldate e questo grazie anche all’importante lavoro istituzionale portato avanti dal ministero delle Politiche Agricole e in particolare dall’ex ministro Mario Catania che aveva dato una fortissima accelerata per consentire un avanzamento delle trattative”. Sul tema, insomma, la voglia di dialogo tra i due Paesi è assai concreto. Un aiuto per la positiva conclusione dell’accordo potrebbe arrivare anche dall’avvio delle trattative per l’accordo di libero scambio sancito al recente G8 in Irlanda. La partita in gioco per il settore è importantissima. Le premesse per portarla a casa ci sono tutte.
Emanuele Zanini
Le mele e le pere italiane presto potrebbero avere il semaforo verde per entrare nel mercato degli Stati Uniti. Il condizionale, in questo caso, è d’obbligo, anche se nel settore si respira un’aria di cauto ottimismo in merito alla trattativa in corso. Ne diamo notizia in anteprima nazionale. Il Cso, Centro Servizi ortofrutticoli, per il comparto pere, e Assomela, per le mele, stanno lavorando alacremente per cercare di chiudere positivamente la mediazione con il Paese nordamericano. L’accordo vale molto, moltissimo per il settore ortofrutticolo nazionale che con questa intesa troverebbe uno sbocco commerciale fondamentale per i due prodotti ortofrutticoli, finora bloccati da rigide barriere fitosanitarie. A breve arriverà in Italia un ispettore americano, per analizzare e valutare l’organizzazione della filiera italiana. Quindi si dovrebbe firmare il piano di lavoro per stabilire i criteri attraverso i quali sarà possibile inviare le mele e le pere made in Italy sugli scaffali dei supermercati statunitensi. La prossima settimana sarà fondamentale per capire le concrete possibilità di realizzazione dell’intesa. Se si dovesse chiudere l’accordo rapidamente entro le prossime settimane, i primi quantitativi di mele e pere potrebbero partire alla volta degli Usa già dalla prossima campagna 2013-2014. Una manna dal cielo per gli operatori del settore. Per questa annata quindi si tratterebbe di volumi molto ridotti, si parla di poche migliaia di tonnellate, ma che aprirebbero la via del mercato statunitense, dopo lunghi anni di attese e speranze. Già dalla campagna successiva, 2014-2015, i quantitativi potrebbero infatti aumentare considerevolmente. Cso e Assomela stanno lavorando assiduamente per chiudere l’intesa e rimangono tuttavia molto cauti sull’argomento e non si sbilanciano. “Dall’inizio dell’anno – affermano al Cso – le relazioni tra Italia e Stati Uniti su questo argomento si sono molto rinsaldate e questo grazie anche all’importante lavoro istituzionale portato avanti dal ministero delle Politiche Agricole e in particolare dall’ex ministro Mario Catania che aveva dato una fortissima accelerata per consentire un avanzamento delle trattative”. Sul tema, insomma, la voglia di dialogo tra i due Paesi è assai concreto. Un aiuto per la positiva conclusione dell’accordo potrebbe arrivare anche dall’avvio delle trattative per l’accordo di libero scambio sancito al recente G8 in Irlanda. La partita in gioco per il settore è importantissima. Le premesse per portarla a casa ci sono tutte.
Emanuele Zanini
giovedì 14 febbraio 2013
MINGUZZI: A BERLINO EMILIA ROMAGNA CUORE DELLA FRUTTICOLTURA “PIU’ SFORZI VERSO LA QUALITA’ E SUL FRONTE DELL’EXPORT” MERCATO PERE E MELE: PREZZI BUONI ALL’ORIGINE MA POCO PRODOTTO
Fonte: Fruitimprese Emilia - Romagna
Giancarlo Minguzzi, presidente dell’omonima società consortile di Alfonsine (RA) e presidente di Fruitimprese Emilia Romagna, associazione che riunisce le grandi imprese private commerciali dell’ortofrutta per un fatturato di 700 milioni di euro/anno e il 60% di export, commenta il recente salone berlinese Fruit Logistica e parla dell’andamento del mercato. “La buona affluenza in particolare negli stand degli operatori emiliano-romagnoli conferma che la regione resta sempre nell’élite dell'ortofrutta. Mi ha colpito che molti buyer stranieri, anche rappresentanti di catene di discount, cercano di inserire nelle loro referenze sempre di più prodotti "premium" a scapito delle "commodities", poiché a prezzi bassi non coprono più certi costi fissi. Questo ci deve incentivare a produrre sempre più qualità (in particolare si parla di albicocche, susine, pesche, nettarine, pere e kiwi ), prodotti che trovano sicuramente nel territorio dell’Emilia Romagna un clima ideale e una vocazione produttiva storica e consolidata. Mettendo a confronto gli stand spagnoli coi nostri - osserva Minguzzi – mi è parso che la differenza di affluenza rispetto agli altri anni é diminuita, a conferma di una ripresa di interesse verso i nostri prodotti. Questi segnali positivi ci devono indurre a moltiplicare gli sforzi sul fronte dell’export: la grande novità dei 23 container di kiwi spediti in Corea deve servire per aprire le frontiere dei nuovi mercati anche ad altri nostri prodotti, favorendo così nuovi importanti sbocchi di export per l’ortofrutta italiana”. Circa l’andamento della campagna autunno-inverno Minguzzi commenta che “la scarsa raccolta di pere autunno-invernali si sta facendo sentire: oggi le Abate quotano in natura decisamente sopra l'euro. Anche le mele di qualità hanno buoni prezzi, ma é anche vero che di buona qualità si é raccolto pochissimo (vedi Fuji). Diversamente si sta comportando il mercato del kiwi che nonostante una produzione inferiore del 15-20%, non riesce a spuntare i prezzi che giravano al momento della raccolta”.
Giancarlo Minguzzi, presidente dell’omonima società consortile di Alfonsine (RA) e presidente di Fruitimprese Emilia Romagna, associazione che riunisce le grandi imprese private commerciali dell’ortofrutta per un fatturato di 700 milioni di euro/anno e il 60% di export, commenta il recente salone berlinese Fruit Logistica e parla dell’andamento del mercato. “La buona affluenza in particolare negli stand degli operatori emiliano-romagnoli conferma che la regione resta sempre nell’élite dell'ortofrutta. Mi ha colpito che molti buyer stranieri, anche rappresentanti di catene di discount, cercano di inserire nelle loro referenze sempre di più prodotti "premium" a scapito delle "commodities", poiché a prezzi bassi non coprono più certi costi fissi. Questo ci deve incentivare a produrre sempre più qualità (in particolare si parla di albicocche, susine, pesche, nettarine, pere e kiwi ), prodotti che trovano sicuramente nel territorio dell’Emilia Romagna un clima ideale e una vocazione produttiva storica e consolidata. Mettendo a confronto gli stand spagnoli coi nostri - osserva Minguzzi – mi è parso che la differenza di affluenza rispetto agli altri anni é diminuita, a conferma di una ripresa di interesse verso i nostri prodotti. Questi segnali positivi ci devono indurre a moltiplicare gli sforzi sul fronte dell’export: la grande novità dei 23 container di kiwi spediti in Corea deve servire per aprire le frontiere dei nuovi mercati anche ad altri nostri prodotti, favorendo così nuovi importanti sbocchi di export per l’ortofrutta italiana”. Circa l’andamento della campagna autunno-inverno Minguzzi commenta che “la scarsa raccolta di pere autunno-invernali si sta facendo sentire: oggi le Abate quotano in natura decisamente sopra l'euro. Anche le mele di qualità hanno buoni prezzi, ma é anche vero che di buona qualità si é raccolto pochissimo (vedi Fuji). Diversamente si sta comportando il mercato del kiwi che nonostante una produzione inferiore del 15-20%, non riesce a spuntare i prezzi che giravano al momento della raccolta”.
lunedì 5 marzo 2012
MALTEMPO, CONFAGRICOLTURA: IN PIEMONTE NUOVO BRUSCO CALO DELLE TEMPERATURE, DOPO ESCURSIONI TERMICHE SINO A 50 GRADI IN UN MESE.
Fonte: Confagricoltura
COMPROMESSA LA PRODUZIONE DI KIWI, A RISCHIO LE ALTRE FRUTTIFERE
Circa 50° di escursione termica in poche settimane: a inizio febbraio le temperature in Piemonte sono state per molti giorni inferiori a -20° e nell’ultimo week end hanno superato +23°. I tecnici di Confagricoltura sono al lavoro per monitorare l’andamento vegetativo delle colture con l’approssimarsi della primavera e dopo un inverno decisamente anomalo.
Nel Cuneese, dove si è verificata l’escursione termica più importante (da -23° a + 27°) e dove la frutticoltura è più sviluppata, la situazione è compromessa. In particolare per il kiwi, la cui produzione – spiegano i tecnici – è danneggiata per il 90%: si tratta di cifre importanti, che peggiorano l’andamento di un’annata già fortemente colpita dalla batteriosi (quella di Cuneo è la seconda provincia d’Italia per produzione di actinidia, con un giro d’affari di circa 120 milioni di euro).
Le altre fruttifere compromesse sono le pesche nettarine, con oltre il 50% distrutto dal gelo, e le susine, sebbene in quest’ultimo caso la produzione piemontese si attesti su quantitativi limitati. Per il melo e il pero occorre attendere ancora qualche settimana.
Da oggi le temperature si sono nuovamente abbassate e le previsioni annunciano neve anche a bassa quota, ma se non si andrà sotto zero non ci saranno ulteriori conseguenze. In molte zone le colture tuttavia rimangono sotto controllo: il gelo potrebbe averle compromesse irreversibilmente e solo in concomitanza con la fioritura ormai prossima sarà possibile verificarne lo sviluppo.
COMPROMESSA LA PRODUZIONE DI KIWI, A RISCHIO LE ALTRE FRUTTIFERE
Circa 50° di escursione termica in poche settimane: a inizio febbraio le temperature in Piemonte sono state per molti giorni inferiori a -20° e nell’ultimo week end hanno superato +23°. I tecnici di Confagricoltura sono al lavoro per monitorare l’andamento vegetativo delle colture con l’approssimarsi della primavera e dopo un inverno decisamente anomalo.
Nel Cuneese, dove si è verificata l’escursione termica più importante (da -23° a + 27°) e dove la frutticoltura è più sviluppata, la situazione è compromessa. In particolare per il kiwi, la cui produzione – spiegano i tecnici – è danneggiata per il 90%: si tratta di cifre importanti, che peggiorano l’andamento di un’annata già fortemente colpita dalla batteriosi (quella di Cuneo è la seconda provincia d’Italia per produzione di actinidia, con un giro d’affari di circa 120 milioni di euro).
Le altre fruttifere compromesse sono le pesche nettarine, con oltre il 50% distrutto dal gelo, e le susine, sebbene in quest’ultimo caso la produzione piemontese si attesti su quantitativi limitati. Per il melo e il pero occorre attendere ancora qualche settimana.
Da oggi le temperature si sono nuovamente abbassate e le previsioni annunciano neve anche a bassa quota, ma se non si andrà sotto zero non ci saranno ulteriori conseguenze. In molte zone le colture tuttavia rimangono sotto controllo: il gelo potrebbe averle compromesse irreversibilmente e solo in concomitanza con la fioritura ormai prossima sarà possibile verificarne lo sviluppo.
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lunedì 9 agosto 2010
Le previsioni di produzione di pere e mele
Presentate nei giorni scorsi a Kiew – Ucraina stimano nell’Unione Europea la raccolta più bassa di pere degli ultimi 10 anni.

FONTE: COGECA
Paolo Bruni, nel suo ruolo di Presidente della COGECA (la Confederazione che rappresenta 40.000 cooperative dell’UE) commenta le previsioni di produzione per la prossima raccolta di pere e mele : “ I vari momenti negativi sul piano climatico sia invernale (con minime a meno 20/25 gradi in diversi paesi del centro Europa) che primaverile (freddo e pioggia in quel periodo) hanno inciso pesantemente sulla produzione che nel caso delle pere sarà la più bassa degli ultimi 10 anni”
Nel dettaglio questa la sintesi per le due varietà:
PERO
Produzione totale prevista in campo in Europa per il 2010: 2.155.000 tonnellate, alla quale va aggiunta quella stimata per Austria, Slovenia, Cipro e Lussemburgo, per un totale complessivo di 2.332.050. Una percentuale di -17,8% rispetto allo scorso anno. Produzione (anche se stimata) che porterebbe la quantità al livello più basso degli ultimi 10 anni. Si pone al di sotto della media del periodo 2007/2009 di 12 punti percentuali.
Solamente la Spagna, tra i maggiori paesi produttori, prevede una produzione maggiore con +3%.
Emergono al contrario elevate riduzioni in rapporto alla scorsa campagna in particolare in Italia (-24%), Portogallo (-40%), Belgio (-26%) ed in misura minore in Francia (-14%) ed Olanda (-11%).
MELO
A livello comunitario la produzione di mele si posiziona su circa 9.800.000 tonnellate, inferiore dell’ 11% nel confronto con il 2009 ed inferiore del 7% sulla produzione media del triennio 2007/2009.
Tutti i principali Paesi produttori flettono rispetto alla precedente annata, il calo è particolarmente rilevante soprattutto in Polonia con –24% rispetto al 2009, il Belgio scende del 27%, la Germania del 17%, mentre un calo più lieve si nota in Italia e Francia che flettono rispettivamente -3% e -4% con una produzione appena sotto la media del periodo.
Guardando i numeri, i problemi maggiori sono stati subiti dalla Polonia che da diverso tempo rappresenta il primo produttore Europeo.
In controtendenza la produzione spagnola attesa in rafforzamento di 7 punti percentuali rispetto al deficitario 2009.
Concludendo Bruni sottolinea: “Oltre alla scarsa produzione va ricordato che i produttori europei hanno compiuto enormi sforzi imprenditoriali ed economici per garantire al consumatore frutti sani con la massima sicurezza alimentare e prodotti con tecniche a basso impatto ambientale. Per quanto riguarda l’Italia che rimane leader nell’ortofrutta in Europa, ciò è stato confermato anche dai dati recentemente presentati dal Ministero della Salute dai quali emerge che su 4595 campioni esaminati il 99,2% è risultato regolare”.
FONTE: COGECA
Paolo Bruni, nel suo ruolo di Presidente della COGECA (la Confederazione che rappresenta 40.000 cooperative dell’UE) commenta le previsioni di produzione per la prossima raccolta di pere e mele : “ I vari momenti negativi sul piano climatico sia invernale (con minime a meno 20/25 gradi in diversi paesi del centro Europa) che primaverile (freddo e pioggia in quel periodo) hanno inciso pesantemente sulla produzione che nel caso delle pere sarà la più bassa degli ultimi 10 anni”
Nel dettaglio questa la sintesi per le due varietà:
PERO
Produzione totale prevista in campo in Europa per il 2010: 2.155.000 tonnellate, alla quale va aggiunta quella stimata per Austria, Slovenia, Cipro e Lussemburgo, per un totale complessivo di 2.332.050. Una percentuale di -17,8% rispetto allo scorso anno. Produzione (anche se stimata) che porterebbe la quantità al livello più basso degli ultimi 10 anni. Si pone al di sotto della media del periodo 2007/2009 di 12 punti percentuali.
Solamente la Spagna, tra i maggiori paesi produttori, prevede una produzione maggiore con +3%.
Emergono al contrario elevate riduzioni in rapporto alla scorsa campagna in particolare in Italia (-24%), Portogallo (-40%), Belgio (-26%) ed in misura minore in Francia (-14%) ed Olanda (-11%).
MELO
A livello comunitario la produzione di mele si posiziona su circa 9.800.000 tonnellate, inferiore dell’ 11% nel confronto con il 2009 ed inferiore del 7% sulla produzione media del triennio 2007/2009.
Tutti i principali Paesi produttori flettono rispetto alla precedente annata, il calo è particolarmente rilevante soprattutto in Polonia con –24% rispetto al 2009, il Belgio scende del 27%, la Germania del 17%, mentre un calo più lieve si nota in Italia e Francia che flettono rispettivamente -3% e -4% con una produzione appena sotto la media del periodo.
Guardando i numeri, i problemi maggiori sono stati subiti dalla Polonia che da diverso tempo rappresenta il primo produttore Europeo.
In controtendenza la produzione spagnola attesa in rafforzamento di 7 punti percentuali rispetto al deficitario 2009.
Concludendo Bruni sottolinea: “Oltre alla scarsa produzione va ricordato che i produttori europei hanno compiuto enormi sforzi imprenditoriali ed economici per garantire al consumatore frutti sani con la massima sicurezza alimentare e prodotti con tecniche a basso impatto ambientale. Per quanto riguarda l’Italia che rimane leader nell’ortofrutta in Europa, ciò è stato confermato anche dai dati recentemente presentati dal Ministero della Salute dai quali emerge che su 4595 campioni esaminati il 99,2% è risultato regolare”.
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