Fonte: Confagricoltura Emilia - Romagna
CANALI (CONFAGRICOLTURA EMILIA ROMAGNA): “ESPRIMIAMO GRANDE SODDISFAZIONE PER LA NASCITA DELL’O.I. INTERREGIONALE FILIERA UOVA. IL SUO QUID: RAPPRESENTA QUASI TUTTI I PRODUTTORI ITALIANI, OSSIA OLTRE 35 MILIONI DI GALLINE ALLEVATE SUL TOTALE NAZIONALE CHE SUPERA DI POCO I 40”
Dopo pomodoro da industria, pere e carni suine, la regione Emilia Romagna dà i natali ad una nuova Organizzazione Interprofessionale, pronta a qualificare un comparto importante del Belpaese per la rilevanza economica e occupazionale che riveste, quello delle uova e degli ovoprodotti.
“Esprimiamo grande soddisfazione - ha detto Claudio Canali, vice-presidente di Confagricoltura Emilia Romagna - per la nascita dell’Organizzazione Interprofessionale Interregionale filiera uova. Il suo quid: rappresenta quasi tutti i produttori italiani, ossia oltre 35 milioni di galline allevate sul totale nazionale che supera di poco i 40”
La neo nata O.I. riunisce l’intera filiera dell’uovo in Italia dalla produzione alla vendita: circa 300 aziende sparse un po’ ovunque (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Umbria) e iscritte a Assoavi, la più grande realtà associativa del settore avicunicolo nazionale.
“Ci rallegriamo – ha aggiunto infine Canali – della scelta strategica adottata dal settore delle uova e degli ovoprodotti che segna la svolta e investe nella valorizzazione della produzione italiana attraverso il sistema di filiera. Solo così sarà possibile favorire un miglior equilibrio tra domanda e offerta; condividere politiche comuni e realizzare quella sinergia necessaria per affrontare la competitività sui mercati stranieri”.
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martedì 29 luglio 2014
NASCE IN EMILIA ROMAGNA L’ORGANIZZAZIONE INTERPROFESSIONALE INTERREGIONALE FILIERA UOVA
lunedì 17 marzo 2014
OI DISTRETTO DEL POMODORO DA INDUSTRIA DEL NORD ITALIA: CONSEGNATI 156 CONTRATTI PER LA CAMPAGNA 2014 DATI IN LINEA PER RISPETTARE L’OBIETTIVO DI PRODUZIONE DI 2,4 MILIONI DI TONNELLATE
Fonte: Distretto del Pomodoro da Industria - Nord Italia
Sono 156 i contratti consegnati all’Organizzazione interprofessionale Distretto del Pomodoro da Industria del Nord Italia per la campagna 2014. Un dato che fa emergere la tendenza verso una conferma dell’obiettivo di una produzione 2014 che si dovrebbe attestare intorno ai 2,4 milioni di tonnellate, quantità ritenuta idonea – anche secondo quanto previsto dal contratto quadro d’area sottoscritto lo scorso gennaio – per garantire l’equilibrio tra la domanda e l’offerta. Il raggiungimento dell’obiettivo dei 2,4 milioni di tonnellate permetterebbe un recupero del 20% del prodotto rispetto al consegnato della campagna 2013, archiviata come una delle più difficili degli ultimi dieci anni. I 156 contratti depositati nel mese di febbraio sono stati al centro dell’attenta attività di controllo dell’Oi che nell’analizzarli ha verificato il rispetto di quanto predisposto nel contratto quadro d’area.
" Allo stato attuale – il commento del presidente dell’Oi Pier Luigi Ferrari –
possiamo dire di essere perfettamente in linea con le aspettative e con la
programmazione più volte auspicata dall’Oi. Ricordato che il 97% della materia
prima contrattata dalle imprese di trasformazione proviene dalle OP associate,
si può affermare che allo stato attuale prevediamo il rispetto di una produzione
programmata di 2,4 milioni di tonnellate. E’ un ottimo segnale che giunge dalla
filiera. Dopo la sottoscrizione a gennaio del nuovo contratto d’area con cui si
è stabilito il prezzo medio di riferimento del pomodoro per il 2014 con una
tempistica che ha permesso una programmazione con buon anticipo della prossima
campagna, anche la fase di consegna dei contratti si è svolta senza intoppi. In
questo quadro si valorizza e si rafforza ulteriormente il ruolo dell’Oi Pomodoro
da Industria del Nord Italia attribuendole un compito importante nella raccolta
dei dati relativi alle quantità contrattate e al mantenimento degli impegni
presi in contrattazione".
Sono 156 i contratti consegnati all’Organizzazione interprofessionale Distretto del Pomodoro da Industria del Nord Italia per la campagna 2014. Un dato che fa emergere la tendenza verso una conferma dell’obiettivo di una produzione 2014 che si dovrebbe attestare intorno ai 2,4 milioni di tonnellate, quantità ritenuta idonea – anche secondo quanto previsto dal contratto quadro d’area sottoscritto lo scorso gennaio – per garantire l’equilibrio tra la domanda e l’offerta. Il raggiungimento dell’obiettivo dei 2,4 milioni di tonnellate permetterebbe un recupero del 20% del prodotto rispetto al consegnato della campagna 2013, archiviata come una delle più difficili degli ultimi dieci anni. I 156 contratti depositati nel mese di febbraio sono stati al centro dell’attenta attività di controllo dell’Oi che nell’analizzarli ha verificato il rispetto di quanto predisposto nel contratto quadro d’area.
mercoledì 11 luglio 2012
COLDIRETTI: AL VIA GLI INCONTRI CON I SOCI PER DISCUTERE DELL’ORGANISMO INTERPROFESSIONALE DELLA PERA
Fonte: Coldiretti Ferrara
Il presidente Tonello: “siamo arrivati al punto in cui è necessario che i produttori sappiano cosa è stato fatto sino ad ora e che cosa ancora rimane da fare per organizzare concretamente il settore delle pere. E’ necessario decidere dopo aver ascoltato i soci, per noi è un passaggio fondamentale, senza il quale non sottoscriviamo impegni in bianco”. Si parte lunedì 16 luglio alle 21 da Copparo.
Lo scorso 27 giugno è stata sottoscritta in Regione Emilia-Romagna la manifestazione di interesse per l’adesione al progetto di riorganizzazione e rilancio del comparto delle pere in Emilia-Romagna, con la costituzione del Comitato Promotore, che ha raccolto le firme dei principali protagonisti della filiera che dovrà portare alla costituzione di un Organismo Interprofessionale. Coldiretti ha seguito nei mesi scorsi con attenzione l’evoluzione del progetto, partecipando ai gruppi di lavoro e stimolando i percorsi che tenessero in conto le aspettative e le necessità dei propri associati, in particolare della nostra provincia, che è il punto di riferimento per la produzione pericola, in particolare della varietà Abate, prodotto di eccellenza che purtroppo nella scorsa annata ha subito un tracollo delle quotazioni che ha messo in crisi moltissime aziende. “Dopo una serie di approfondimenti, necessari per evitare di costruire qualcosa di frettoloso ed inefficace a difendere gli interessi degli agricoltori – ricorda il presidente di Coldiretti Ferrara, Mauro Tonello – crediamo si sia arrivati ad un documento sul quale poter avviare un confronto con i produttori e, con il loro conforto, poter procedere all’adesione o sollecitare ulteriori affinamenti. L’importanza di questa coltura per tante aziende ferraresi è risaputa, non possiamo permetterci di confezionare qualcosa che non sia concreto o che, peggio, non dia risposte positive alle imprese agricole. Il lavoro predisposto dai tavoli tecnici va fatto conoscere e va condiviso proprio con i diretti interessati, ecco perché come Coldiretti diamo il via ad una serie di incontri con i nostri frutticoltori nel territorio, ritenendo che il loro giudizio sia la premessa alla partecipazione all’Organismo Interprofessionale che vedrà rappresentati tutti i comparti della filiera, compresi commercianti ed industriali”. I soci frutticoltori produttori di pere sono quindi invitati a partecipare ai cinque incontri zonali programmati secondo il seguente calendario:
LUNEDI’ 16 LUGLIO, Sala Torre di Copparo, ore 21;
MARTEDI’ 17 LUGLIO, Sala Conferenze sede Coldiretti, Chiesuol del Fosso, ore 21;
VENERDI’ 20 LUGLIO, Sala Conferenze sede Coldiretti, Chiesuol del Fosso, ore 21;
LUNEDI’ 23 LUGLIO, Aula Magna del Polo Scolastico di Portomaggiore, ore 21;
MARTEDì 24 LUGLIO, Centro Civico di Vigarano Pieve, ore 21.
Come sempre gli incontri sono aperti a quanti interessati.
Il presidente Tonello: “siamo arrivati al punto in cui è necessario che i produttori sappiano cosa è stato fatto sino ad ora e che cosa ancora rimane da fare per organizzare concretamente il settore delle pere. E’ necessario decidere dopo aver ascoltato i soci, per noi è un passaggio fondamentale, senza il quale non sottoscriviamo impegni in bianco”. Si parte lunedì 16 luglio alle 21 da Copparo.
Lo scorso 27 giugno è stata sottoscritta in Regione Emilia-Romagna la manifestazione di interesse per l’adesione al progetto di riorganizzazione e rilancio del comparto delle pere in Emilia-Romagna, con la costituzione del Comitato Promotore, che ha raccolto le firme dei principali protagonisti della filiera che dovrà portare alla costituzione di un Organismo Interprofessionale. Coldiretti ha seguito nei mesi scorsi con attenzione l’evoluzione del progetto, partecipando ai gruppi di lavoro e stimolando i percorsi che tenessero in conto le aspettative e le necessità dei propri associati, in particolare della nostra provincia, che è il punto di riferimento per la produzione pericola, in particolare della varietà Abate, prodotto di eccellenza che purtroppo nella scorsa annata ha subito un tracollo delle quotazioni che ha messo in crisi moltissime aziende. “Dopo una serie di approfondimenti, necessari per evitare di costruire qualcosa di frettoloso ed inefficace a difendere gli interessi degli agricoltori – ricorda il presidente di Coldiretti Ferrara, Mauro Tonello – crediamo si sia arrivati ad un documento sul quale poter avviare un confronto con i produttori e, con il loro conforto, poter procedere all’adesione o sollecitare ulteriori affinamenti. L’importanza di questa coltura per tante aziende ferraresi è risaputa, non possiamo permetterci di confezionare qualcosa che non sia concreto o che, peggio, non dia risposte positive alle imprese agricole. Il lavoro predisposto dai tavoli tecnici va fatto conoscere e va condiviso proprio con i diretti interessati, ecco perché come Coldiretti diamo il via ad una serie di incontri con i nostri frutticoltori nel territorio, ritenendo che il loro giudizio sia la premessa alla partecipazione all’Organismo Interprofessionale che vedrà rappresentati tutti i comparti della filiera, compresi commercianti ed industriali”. I soci frutticoltori produttori di pere sono quindi invitati a partecipare ai cinque incontri zonali programmati secondo il seguente calendario:
LUNEDI’ 16 LUGLIO, Sala Torre di Copparo, ore 21;
MARTEDI’ 17 LUGLIO, Sala Conferenze sede Coldiretti, Chiesuol del Fosso, ore 21;
VENERDI’ 20 LUGLIO, Sala Conferenze sede Coldiretti, Chiesuol del Fosso, ore 21;
LUNEDI’ 23 LUGLIO, Aula Magna del Polo Scolastico di Portomaggiore, ore 21;
MARTEDì 24 LUGLIO, Centro Civico di Vigarano Pieve, ore 21.
Come sempre gli incontri sono aperti a quanti interessati.
giovedì 28 giugno 2012
PERA, FIRMATA L'INTESA PER L'ORGANIZZAZIONE INTERPROFESSIONALE CHE NASCERÀ A SETTEMBRE. RABBONI: UN'INIZIATIVA IMPORTANTE A VANTAGGIO DI TUTTA LA FILIERA, CHE CI PERMETTERÀ DI VALORIZZARE LA PRODUZIONE E PREVENIRE FUTURE CRISI DI MERCATO.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Bologna - Si è insediato ieri in Regione il Comitato promotore ed stata firmata l’intesa per la nascita dell’Organizzazione interprofessionale della pera, prevista per il prossimo settembre. Hanno dato l’adesione al progetto le organizzazioni professionali agricole Coldiretti, Confagricoltura e CIA, le più importanti Organizzazioni dei Produttori, diverse realtà produttive e le organizzazioni di rappresentanza del commercio privato, dei mercati generali e della distribuzione, oltre all’industria di trasformazione privata e cooperativa. “Dopo le gravi difficoltà dell’ultima campagna e i recenti eventi sismici che hanno colpito il cuore del bacino produttivo della pera, in pochi mesi si sono poste le basi per una svolta attesa da anni – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - con l'interprofessione sarà finalmente possibile programmare la produzione in relazione agli andamenti della domanda ed autoregolamentare l'immissione del prodotto sul mercato. Si potranno così prevenire o comunque contenere le crisi di mercato e valorizzare ulteriormente la qualità del prodotto sia in Italia che all'estero. Il nostro obiettivo insomma è quello di avviare una fase di positiva stabilizzazione a vantaggio di tutta la filiera, offrendo un esempio di agricoltura contrattualizzata valido per tutti i comparti agricoli regionali e nazionali." L’organismo interprofessionale della pera, il secondo che vede la luce in Emilia-Romagna dopo quello del pomodoro da industria, permetterà di condividere le regole di funzionamento dell’intera filiera e di dare in questo modo una risposta efficace alle difficoltà comuni a tutto il comparto ortofrutticolo e dovute essenzialmente a un eccessivo squilibrio tra un’offerta troppo parcellizzata e una domanda organizzata in pochi grandi gruppi d’acquisto. Tra i punti sostanziali dell’intesa, che è stata raggiunta con il supporto tecnico della Regione e del CSO, le iniziative di conoscenza della produzione, attraverso la realizzazione di un catasto delle superfici coltivate a pero e lo studio più approfondito dei costi di produzione; la definizione di regole condivise di produzione e di immissione sul mercato per migliorare il livello qualitativo e rendere più aderente l’offerta alla domanda; azioni di studio e supporto per fronteggiare le problematiche fitosanitarie, ma soprattutto per favorire l’eliminazione delle barriere di carattere fitosanitario all’export e l’armonizzazione delle normative sui residui di fitofarmaci. E’ previsto inoltre un forte impegno sulle attività di informazione, divulgazione e promozione per lo sviluppo di nuovi mercati. “L’Emilia-Romagna rappresenta oltre il 60% della produzione nazionale di pere, seguita a ruota dalla regione Veneto, e in quote minori da Lombardia e Piemonte. La nostra iniziativa – ha concluso Rabboni - è aperta anche agli operatori di quelle regioni. Sono certo che come istituzioni dobbiamo favorire un miglior funzionamento della filiera, in una logica di equilibrio tra le diverse componenti, per salvaguardare il valore che si crea sui nostri territori. Mi complimento con tutte le rappresentanze che hanno partecipato alla definizione del progetto, facendo prevalere la capacità di coesione e di innovazione. Un ringraziamento infine al consigliere delegato del Centro servizi ortofrutticoli Mario Tamanti che con particolare competenza ed impegno ha coordinato i lavori fino al risultato finale.” Il Comitato promotore che è stato istituito, è composto da 21 rappresentanti, 7 per ciascuna fase produttiva (produzione agricola, industria e commercio) che, in attesa della formale costituzione dell’organismo interprofessionale, fin dalla prossima settimana cominceranno a lavorare sugli obiettivi condivisi, per mettere a punto già sulla campagna in corso le prime azioni.
Bologna - Si è insediato ieri in Regione il Comitato promotore ed stata firmata l’intesa per la nascita dell’Organizzazione interprofessionale della pera, prevista per il prossimo settembre. Hanno dato l’adesione al progetto le organizzazioni professionali agricole Coldiretti, Confagricoltura e CIA, le più importanti Organizzazioni dei Produttori, diverse realtà produttive e le organizzazioni di rappresentanza del commercio privato, dei mercati generali e della distribuzione, oltre all’industria di trasformazione privata e cooperativa. “Dopo le gravi difficoltà dell’ultima campagna e i recenti eventi sismici che hanno colpito il cuore del bacino produttivo della pera, in pochi mesi si sono poste le basi per una svolta attesa da anni – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - con l'interprofessione sarà finalmente possibile programmare la produzione in relazione agli andamenti della domanda ed autoregolamentare l'immissione del prodotto sul mercato. Si potranno così prevenire o comunque contenere le crisi di mercato e valorizzare ulteriormente la qualità del prodotto sia in Italia che all'estero. Il nostro obiettivo insomma è quello di avviare una fase di positiva stabilizzazione a vantaggio di tutta la filiera, offrendo un esempio di agricoltura contrattualizzata valido per tutti i comparti agricoli regionali e nazionali." L’organismo interprofessionale della pera, il secondo che vede la luce in Emilia-Romagna dopo quello del pomodoro da industria, permetterà di condividere le regole di funzionamento dell’intera filiera e di dare in questo modo una risposta efficace alle difficoltà comuni a tutto il comparto ortofrutticolo e dovute essenzialmente a un eccessivo squilibrio tra un’offerta troppo parcellizzata e una domanda organizzata in pochi grandi gruppi d’acquisto. Tra i punti sostanziali dell’intesa, che è stata raggiunta con il supporto tecnico della Regione e del CSO, le iniziative di conoscenza della produzione, attraverso la realizzazione di un catasto delle superfici coltivate a pero e lo studio più approfondito dei costi di produzione; la definizione di regole condivise di produzione e di immissione sul mercato per migliorare il livello qualitativo e rendere più aderente l’offerta alla domanda; azioni di studio e supporto per fronteggiare le problematiche fitosanitarie, ma soprattutto per favorire l’eliminazione delle barriere di carattere fitosanitario all’export e l’armonizzazione delle normative sui residui di fitofarmaci. E’ previsto inoltre un forte impegno sulle attività di informazione, divulgazione e promozione per lo sviluppo di nuovi mercati. “L’Emilia-Romagna rappresenta oltre il 60% della produzione nazionale di pere, seguita a ruota dalla regione Veneto, e in quote minori da Lombardia e Piemonte. La nostra iniziativa – ha concluso Rabboni - è aperta anche agli operatori di quelle regioni. Sono certo che come istituzioni dobbiamo favorire un miglior funzionamento della filiera, in una logica di equilibrio tra le diverse componenti, per salvaguardare il valore che si crea sui nostri territori. Mi complimento con tutte le rappresentanze che hanno partecipato alla definizione del progetto, facendo prevalere la capacità di coesione e di innovazione. Un ringraziamento infine al consigliere delegato del Centro servizi ortofrutticoli Mario Tamanti che con particolare competenza ed impegno ha coordinato i lavori fino al risultato finale.” Il Comitato promotore che è stato istituito, è composto da 21 rappresentanti, 7 per ciascuna fase produttiva (produzione agricola, industria e commercio) che, in attesa della formale costituzione dell’organismo interprofessionale, fin dalla prossima settimana cominceranno a lavorare sugli obiettivi condivisi, per mettere a punto già sulla campagna in corso le prime azioni.
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