Fonte: OI Pera
21 Marzo 2014 - Ferrara: una partenza ufficiale piena di entusiasmo per L’Interprofessione della Pera a Ferrara dove, con una grande partecipazione del settore, si sono tracciate le linee guida per le attività che dovranno essere messe in campo nei prossimi mesi.
Il Presidente dell’OI Gianni Amidei sintetizza gli obiettivi chiave e le prospettive del comparto alla luce degli interventi e delle osservazioni messe in evidenza in occasione del Convegno.“In un contesto di crisi economica come quello attuale – dichiara Gianni Amidei – assistiamo costantemente, e su tutti i comparti, ad un calo dei consumi che riguarda innegabilmente anche la pera. Ed è per questo – rimarca Amidei – che la parola d’ordine per il rilancio del settore è fare sistema al fine di condividere le regole e le strategie per rilanciare il comparto. E’ chiaro – conferma Amidei - che l’OI è uno strumento fondamentale per realizzare questi obiettivi.
“Le attività dell’OI sono molteplici e, da parte della Regione Emilia Romagna, c’è - come evidenziato dall’Assessore Rabboni – grande sostegno e disponibilità .” La Regione – continua Rabboni – si sta attivando nell’ambito del nuovo PSR con importanti novità a sostegno delle Interprofessioni . Secondo il piano della Regione Emilia Romagna che verrà presentato a Bruxelles, l’OI potrà ricevere finanziamenti direttamente dal PSR e potrà farsi promotrice di gruppi operativi per l’innovazione. Aderendo all’OI anche i singoli produttori avranno un incremento di punteggio nella valutazione dei progetti presentati “
Tra le attività dell’OI si annoverano: il miglioramento della conoscenza della produzione e dei mercati; l’orientamento e la programmazione dei nuovi impianti, per migliorare la qualità della produzione di pere e favorire la coltivazione delle varietà più idonee al consumo ; il monitoraggio delle informazioni relative all'attività normativa e legislativa sia a livello nazionale che comunitario; la promozione di iniziative, anche di sistema, per favorire il superamento delle barriere fitosanitarie; la valorizzazione del prodotto pera anche attraverso la partecipazione a fiere, manifestazioni e convegni, nazionali ed internazionali; il sostegno ad attività di ricerca per orientare la produzione verso la qualità del prodotto e la sostenibilità ambientale; la promozione di metodi atti a ottimizzare l'impiego dei fattori di produzione per una maggiore competitività del settore; la definizione di regole di produzione e di commercializzazione; la raccolta e la diffusione nell'ambito della base sociale delle le informazioni
necessarie per attuare strategie comuni.
“Conoscere le produzioni, programmare le attività di promozione dei consumi sia sul mercato nazionale che estero e fare pressione in Europa per armonizzare l’uso dei fitofarmaci tra tutti i Paesi produttori sono tre punti chiave su cui l’intero sistema si sta muovendo e l’OI – conclude Amidei – può svolgere un ruolo importante in tale senso perché associa al suo interno tutte le componenti della filiera, dalla produzione alla Grande Distribuzione Organizzata. E non dimentichiamo – continua il Presidente Gianni Amidei - che se l’OI raggiungerà il 60% della rappresentatività potrà dettare regole che dovranno essere attuate da tutto il comparto e questa sarà una grande opportunità per dare competitività all’intero settore.
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venerdì 21 marzo 2014
martedì 18 marzo 2014
PERA, AL VIA L'ORGANIZZAZIONE INTERPROFESSIONALE. RABBONI: UN PASSO IMPORTANTE SULLA STRADA DI UN'AGRICOLTURA COMPETITIVA E CAPACE DI FARE REDDITO. AMIDEI: REGOLE E STRATEGIE PER COORDINARE LE SCELTE. PRESENTAZIONE A FERRARA VENERDÌ 21 MARZO.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Più gioco di squadra per promuovere le pere dell’Emilia-Romagna. Dopo avere superato i passaggi previsti dai regolamenti comunitari e aver ottenuto il riconoscimento della Regione Emilia-Romagna, è operativa l’OI della pera, un organismo che riunisce tutti gli anelli della filiera – dalle imprese agricole, all’industria di trasformazione e commercializzazione - di un prodotto che rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’agricoltura dell’Emilia-Romagna, con circa il 65% dell’intera produzione nazionale. "La nuova organizzazione interprofessionale - spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – è la terza che viene realizzata in Emilia-Romagna, dopo quella del pomodoro da industria e quella del comparto suinicolo. Si tratta di un altro passo importante sulla strada di un’agricoltura più organizzata, più competitiva sui mercati e capace di fare reddito. Da oggi sarà possibile programmare meglio la produzione di pere e prevenire o comunque tenere sotto controllo eventuali crisi di mercato. Naturalmente la reale efficacia dell'azione dell'organismo interprofessionale dipenderà esclusivamente dalle decisioni operative che i suoi componenti sapranno assumere ”. Secondo il presidente della OI Gianni Amidei “il riconoscimento dell'Interprofessione Pera e' un importante punto di partenza per determinare insieme delle regole e delle strategie con l'obiettivo di migliorare la competitività del prodotto.” La nuova OI, che sarà al centro di un seminario organizzato da Cso Servizi a Ferrara il prossimo 21 marzo, sviluppa la propria attività in Emilia-Romagna e Veneto, “vale” il 39% della produzione nazionale, per una superficie coltivata di 10.400 ettari e una produzione media di 255 mila tonnellate. Per la parte agricola è costituita da 14 organizzazioni di produttori e dalle organizzazioni professionali agricole Cia Emilia Romagna, Federazione regionale Coldiretti e Federazione regionale agricoltori che rappresentano gli agricoltori non organizzati in Op. Per le industrie di trasformazione aderiscono: Conserve Italia, Aiipa, Fruttagel. La parte commerciale è infine rappresentata dalle principali strutture di commercio all’ingrosso delle pere da consumo fresco, che operano in Emilia-Romagna e Veneto: Alegra, Aop Romandiola, Mazzoni, Naturitalia, Fruitimprese Emilia Romagna, Unacoa, Coferasta, oltre che da Conad. Aderiscono all'Oi anche la Camera di commercio di Ferrara, il Consorzio della pera dell'Emilia Romagna Igp, il Centro ricerche per le produzioni vegetali e la Fondazione per l'agricoltura Fratelli Navarra. La nuova organizzazione interprofessionale, se riuscirà a raggiungere la rappresentatività di almeno il 60% della produzione interessata, potrà essere uno strumento fondamentale per promuovere e valorizzare il settore, limitare gli sbalzi di mercato e favorire un'equa remunerazione del prodotto tenuto conto che avrà la possibilità di operare per il prodotto ”pera”, come sezione territoriale dell'Organizzazione interprofessionale nazionale Ortofrutta Italia. Il piano di lavoro prevede iniziative per migliorare la trasparenza del comparto e ricerche per orientare la produzione ai fabbisogni del mercato e dei consumatori. Tra gli obiettivi anche il monitoraggio e l'aggiornamento dei dati relativi ai costi dei fattori produttivi delle pere, in riferimento alla qualità e alle tecniche di produzione, con particolare attenzione a quelle a basso impatto ambientale.
Più gioco di squadra per promuovere le pere dell’Emilia-Romagna. Dopo avere superato i passaggi previsti dai regolamenti comunitari e aver ottenuto il riconoscimento della Regione Emilia-Romagna, è operativa l’OI della pera, un organismo che riunisce tutti gli anelli della filiera – dalle imprese agricole, all’industria di trasformazione e commercializzazione - di un prodotto che rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’agricoltura dell’Emilia-Romagna, con circa il 65% dell’intera produzione nazionale. "La nuova organizzazione interprofessionale - spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – è la terza che viene realizzata in Emilia-Romagna, dopo quella del pomodoro da industria e quella del comparto suinicolo. Si tratta di un altro passo importante sulla strada di un’agricoltura più organizzata, più competitiva sui mercati e capace di fare reddito. Da oggi sarà possibile programmare meglio la produzione di pere e prevenire o comunque tenere sotto controllo eventuali crisi di mercato. Naturalmente la reale efficacia dell'azione dell'organismo interprofessionale dipenderà esclusivamente dalle decisioni operative che i suoi componenti sapranno assumere ”. Secondo il presidente della OI Gianni Amidei “il riconoscimento dell'Interprofessione Pera e' un importante punto di partenza per determinare insieme delle regole e delle strategie con l'obiettivo di migliorare la competitività del prodotto.” La nuova OI, che sarà al centro di un seminario organizzato da Cso Servizi a Ferrara il prossimo 21 marzo, sviluppa la propria attività in Emilia-Romagna e Veneto, “vale” il 39% della produzione nazionale, per una superficie coltivata di 10.400 ettari e una produzione media di 255 mila tonnellate. Per la parte agricola è costituita da 14 organizzazioni di produttori e dalle organizzazioni professionali agricole Cia Emilia Romagna, Federazione regionale Coldiretti e Federazione regionale agricoltori che rappresentano gli agricoltori non organizzati in Op. Per le industrie di trasformazione aderiscono: Conserve Italia, Aiipa, Fruttagel. La parte commerciale è infine rappresentata dalle principali strutture di commercio all’ingrosso delle pere da consumo fresco, che operano in Emilia-Romagna e Veneto: Alegra, Aop Romandiola, Mazzoni, Naturitalia, Fruitimprese Emilia Romagna, Unacoa, Coferasta, oltre che da Conad. Aderiscono all'Oi anche la Camera di commercio di Ferrara, il Consorzio della pera dell'Emilia Romagna Igp, il Centro ricerche per le produzioni vegetali e la Fondazione per l'agricoltura Fratelli Navarra. La nuova organizzazione interprofessionale, se riuscirà a raggiungere la rappresentatività di almeno il 60% della produzione interessata, potrà essere uno strumento fondamentale per promuovere e valorizzare il settore, limitare gli sbalzi di mercato e favorire un'equa remunerazione del prodotto tenuto conto che avrà la possibilità di operare per il prodotto ”pera”, come sezione territoriale dell'Organizzazione interprofessionale nazionale Ortofrutta Italia. Il piano di lavoro prevede iniziative per migliorare la trasparenza del comparto e ricerche per orientare la produzione ai fabbisogni del mercato e dei consumatori. Tra gli obiettivi anche il monitoraggio e l'aggiornamento dei dati relativi ai costi dei fattori produttivi delle pere, in riferimento alla qualità e alle tecniche di produzione, con particolare attenzione a quelle a basso impatto ambientale.
venerdì 2 agosto 2013
DALL'OI PERA DELL'EMILIA ROMAGNA ARRIVANO LE PRIME VALUTAZIONI SULLA PROSSIMA CAMPAGNA
Fonte: Cso - Centro Servizi Ortofrutticoli
Produzioni di ottima qualita' e buoni calibri, in crescita rispetto all'anno scorso ma sotto la media del quadriennio 2008-2011.
La produzione delle pere in Emilia Romagna ha evidenziato nelle ultime due campagne livelli produttivi eccezionali: il 2012 infatti sarà ricordato come l’anno dalle produzioni più basse, pari a poco oltre le 400.000 tonnellate, mentre al contrario il 2011 è stata la stagione in cui si è raggiunto il record produttivo per la regione pari a poco meno di 645.000 tonnellate. Le previsioni produttive per il 2013 elaborate a metà/fine luglio indicano una crescita produttiva rispetto al deficitario 2012, pari al +20%. Parallelamente i quantitativi attesi per questa stagione si pongono notevolmente al di sotto dell’anno 2011 (-24%). Il livello dell’offerta stimata per il 2013 appare comunque al di sotto della media del quadriennio 2008-2011 (-7%). A questi dati si è giunti anche valutando l’andamento delle superfici produttive che rispetto a qualche anno fa sono in calo più o meno significativo per tutte le varietà, con l’unica eccezione dell’Abate fetel. Se il confronto viene fatto con lo scorso anno l’Abate denota una lieve crescita, pari al +1% degli impianti in piena produzione; sono stimati invece cali che variano dal -10% della Decana, al -9% per Conference , al -4% per William, fino al -2% per Kaiser. Nel confronto con un maggiore arco temporale è chiaro che i cali in termini di superfici diventano più importanti, soprattutto per quanto riguarda la Conference che rispetto alla media 2008-2011 vede diminuire il potenziale produttivo del 26%, così come Decana che invece si colloca sul -29%. Da sottolineare anche la diminuzione degli impianti in piena produzione di William, che sempre rispetto alla media del periodo 2008-2011, registrano un - 12% Relativamente alle altre regioni, si stima un aumento della produzione in Veneto dove l’offerta 2013 potrebbe posizionarsi sul +3% rispetto al 2012, ma inferiore al 2011 di quasi 20 punti percentuali. A livello nazionale la produzione italiana è prevista su poco oltre le 740.000 tonnellate, +14% sul deficitario 2012 e -21% sull’abbondante stagione 2011 e -8% sulla media del periodo 2008-2011. Al momento la qualità del prodotto si presenta buona, con pezzature nettamente migliori rispetto all’anno passato, caratteristiche che associate ad una produzione nella norma dovrebbe agevolare la valorizzazione delle pere.
Produzioni di ottima qualita' e buoni calibri, in crescita rispetto all'anno scorso ma sotto la media del quadriennio 2008-2011.
La produzione delle pere in Emilia Romagna ha evidenziato nelle ultime due campagne livelli produttivi eccezionali: il 2012 infatti sarà ricordato come l’anno dalle produzioni più basse, pari a poco oltre le 400.000 tonnellate, mentre al contrario il 2011 è stata la stagione in cui si è raggiunto il record produttivo per la regione pari a poco meno di 645.000 tonnellate. Le previsioni produttive per il 2013 elaborate a metà/fine luglio indicano una crescita produttiva rispetto al deficitario 2012, pari al +20%. Parallelamente i quantitativi attesi per questa stagione si pongono notevolmente al di sotto dell’anno 2011 (-24%). Il livello dell’offerta stimata per il 2013 appare comunque al di sotto della media del quadriennio 2008-2011 (-7%). A questi dati si è giunti anche valutando l’andamento delle superfici produttive che rispetto a qualche anno fa sono in calo più o meno significativo per tutte le varietà, con l’unica eccezione dell’Abate fetel. Se il confronto viene fatto con lo scorso anno l’Abate denota una lieve crescita, pari al +1% degli impianti in piena produzione; sono stimati invece cali che variano dal -10% della Decana, al -9% per Conference , al -4% per William, fino al -2% per Kaiser. Nel confronto con un maggiore arco temporale è chiaro che i cali in termini di superfici diventano più importanti, soprattutto per quanto riguarda la Conference che rispetto alla media 2008-2011 vede diminuire il potenziale produttivo del 26%, così come Decana che invece si colloca sul -29%. Da sottolineare anche la diminuzione degli impianti in piena produzione di William, che sempre rispetto alla media del periodo 2008-2011, registrano un - 12% Relativamente alle altre regioni, si stima un aumento della produzione in Veneto dove l’offerta 2013 potrebbe posizionarsi sul +3% rispetto al 2012, ma inferiore al 2011 di quasi 20 punti percentuali. A livello nazionale la produzione italiana è prevista su poco oltre le 740.000 tonnellate, +14% sul deficitario 2012 e -21% sull’abbondante stagione 2011 e -8% sulla media del periodo 2008-2011. Al momento la qualità del prodotto si presenta buona, con pezzature nettamente migliori rispetto all’anno passato, caratteristiche che associate ad una produzione nella norma dovrebbe agevolare la valorizzazione delle pere.
venerdì 27 luglio 2012
LUNEDI’ 30 A FERRARA INCONTRO DIVULGATIVO DI CONFAGRICOLTURA SULL’OI PERA
Fonte: Confagricoltura Ferrara
Parteciperà il Presidente nazionale Mario Guidi
L’Emilia Romagna rappresenta oltre il 65% della produzione nazionale di pere; Ferrara assume in questo ambito una posizione di assoluto rilievo, rappresentando oltre il 43%. Nel 2011 gli investimenti a pereto in provincia sono stati pari a 10.030 ettari, con una produzione complessiva di 2.916.000 quintali. Stante l’andamento meteorologico anomalo, per il 2012 si prevede una minor produzione, in particolare per Abate Fetel e Kaiser. “Questi pochi dati – osserva il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi – testimoniano l’importanza che per l’economia provinciale, agricola in particolare, assume tale coltura. Per questo la nostra Organizzazione è stata in prima fila, se non primo attore, nel portare avanti il progetto di costituzione dell’Organismo Interprofessionale Pera, con particolare riferimento alla Pera Abate, concretizzatosi in questi giorni con la nomina del Comitato Promotore che vede tra i suoi componenti i rappresentanti delle Organizzazioni professionali agricole, le più importanti Organizzazioni dei produttori, le Organizzazioni di rappresentanza del commercio privato, dei mercati generali e della distribuzione, l’industria privata di trasformazione privata e cooperativa e diverse aziende”. “Il compito primario del Comitato Promotore, che tra i suoi componenti vede per Confagricoltura Emilia Romagna la presenza del ferrarese Albano Bergami, sarà quello di affrontare alcuni aspetti operativi urgenti, in particolare l’analisi delle previsioni di produzione e le indicazioni per la raccolta 2012 nonché tracciare il percorso per le fasi operative dell’OI Pera, previsto per il prossimo autunno – evidenzia il Presidente. Una volta avviato l’Organismo è nostra opinione che questo potrà far fare un salto di qualità a tutta la pericoltura ferrarese dal momento che sarà costituito il catasto delle produzioni, elemento essenziale per concentrare poi gli sforzi mirando alla creazione di politiche commerciali comuni in relazione agli andamenti della domanda, promozione, ricerca e sviluppo di nuovi sbocchi di mercato, nonché lo studio più approfondito dei costi di produzione”. Al fine di condividere ed approfondire il percorso intrapreso con i Soci produttori, Confagricoltura Emilia Romagna, d’intesa con la sede ferrarese, ha promosso per lunedì 30 luglio prossimo, alle ore 10, presso la Sala Riunioni di Confagricoltura Ferrara a Chiesuol del Fosso. Parteciperanno il Presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, il Presidente regionale, Guglielmo Garagnani ed il Coordinatore del Comitato, Mario Tamanti. I lavori saranno aperti dal Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi.
Parteciperà il Presidente nazionale Mario Guidi
L’Emilia Romagna rappresenta oltre il 65% della produzione nazionale di pere; Ferrara assume in questo ambito una posizione di assoluto rilievo, rappresentando oltre il 43%. Nel 2011 gli investimenti a pereto in provincia sono stati pari a 10.030 ettari, con una produzione complessiva di 2.916.000 quintali. Stante l’andamento meteorologico anomalo, per il 2012 si prevede una minor produzione, in particolare per Abate Fetel e Kaiser. “Questi pochi dati – osserva il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi – testimoniano l’importanza che per l’economia provinciale, agricola in particolare, assume tale coltura. Per questo la nostra Organizzazione è stata in prima fila, se non primo attore, nel portare avanti il progetto di costituzione dell’Organismo Interprofessionale Pera, con particolare riferimento alla Pera Abate, concretizzatosi in questi giorni con la nomina del Comitato Promotore che vede tra i suoi componenti i rappresentanti delle Organizzazioni professionali agricole, le più importanti Organizzazioni dei produttori, le Organizzazioni di rappresentanza del commercio privato, dei mercati generali e della distribuzione, l’industria privata di trasformazione privata e cooperativa e diverse aziende”. “Il compito primario del Comitato Promotore, che tra i suoi componenti vede per Confagricoltura Emilia Romagna la presenza del ferrarese Albano Bergami, sarà quello di affrontare alcuni aspetti operativi urgenti, in particolare l’analisi delle previsioni di produzione e le indicazioni per la raccolta 2012 nonché tracciare il percorso per le fasi operative dell’OI Pera, previsto per il prossimo autunno – evidenzia il Presidente. Una volta avviato l’Organismo è nostra opinione che questo potrà far fare un salto di qualità a tutta la pericoltura ferrarese dal momento che sarà costituito il catasto delle produzioni, elemento essenziale per concentrare poi gli sforzi mirando alla creazione di politiche commerciali comuni in relazione agli andamenti della domanda, promozione, ricerca e sviluppo di nuovi sbocchi di mercato, nonché lo studio più approfondito dei costi di produzione”. Al fine di condividere ed approfondire il percorso intrapreso con i Soci produttori, Confagricoltura Emilia Romagna, d’intesa con la sede ferrarese, ha promosso per lunedì 30 luglio prossimo, alle ore 10, presso la Sala Riunioni di Confagricoltura Ferrara a Chiesuol del Fosso. Parteciperanno il Presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, il Presidente regionale, Guglielmo Garagnani ed il Coordinatore del Comitato, Mario Tamanti. I lavori saranno aperti dal Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi.
venerdì 29 giugno 2012
MINGUZZI (FRUITIMPRESE E.R.): “L’OI PERA GRANDE RISULTATO. ADESSO AVANTI CON UN CATASTO ATTENDIBILE E CON PROMOZIONI UNITARIE SUI NUOVI MERCATI”
FONTE: FruitImprese
Emilia Romagna
La nascita dell’Organizzazione Interprofessionale
della pera (OI) è davvero “una svolta attesa da anni dal comparto frutticolo
dell’Emilia Romagna, come ha detto l’assessore regionale Rabboni”. Così
Giancarlo Minguzzi, presidente di FruitImprese Emilia Romagna, l’associazione
che riunisce le imprese private dell’ortofrutta (1milione di tonnellate
di prodotto lavorato all’anno, 700 milioni di fatturato e 60% di export)
commenta l’insediamento del Comitato
promotore e la firma dell’intesa
per la nascita dell'OI Pera,
prevista per il prossimo settembre. Di particolare rilievo – aggiunge Minguzzi
– “l’adesione al progetto di praticamente tutta la filiera, dalle
Organizzazioni professionali agricole alle più importanti Op (Organizzazioni
Produttori), dal mondo produttivo privato alle organizzazioni di rappresentanza
dei mercati generali e della distribuzione, oltre che dell’industria di
trasformazione privata e cooperativa”.
FruitImprese
Emilia Romagna evidenzia due aspetti: l’OI dovrà fare chiarezza sulle superfici
coltivate e quindi sulle quantità prodotte. “Sembra incredibile, ma nonostante
la diffusione esponenziale di tecnologie informatiche, non disponiamo di un
catasto realistico del comparto pera, dell’Abate in particolare. Questa è
davvero una priorità da raggiungere nel minor tempo possibile. Poi l’OI Pera
dovrà favorire importanti concentrazioni di prodotto in offerta per avere la
possibilità, attraverso promozioni unitarie, di fare conoscere le pere Abate
nei paesi Oltremare, dove si aprono mercati promettenti. Resto comunque convinto
che il vero salto di qualità si farà solo quando si strutturerà un efficiente
coordinamento commerciale che potrà interloquire ad armi pari con la Gdo”. Il
nostro apprezzamento va all’impegno dell’assessore regionale Rabboni e del coordinatore del Tavolo Pera, Mario
Tamanti, per i risultati conseguiti con forza e determinazione in tempi relativamente
brevi.
Usciamo da una campagna pere 2011 davvero penalizzante per una delle eccellenze della nostra frutticoltura. “L’OI Pera non si occupa di prezzi e di scelte commerciali – conclude Minguzzi - però è uno strumento importante per dare alla filiera un unico tavolo di confronto e consentire decisioni condivise in ordine alla programmazione della produzione e l’autoregolamentazione dell’immissione del prodotto sul mercato. Da qui può decollare una nuova più incisiva fase di valorizzazione della pera Abate sia in Italia che all'estero”.
Usciamo da una campagna pere 2011 davvero penalizzante per una delle eccellenze della nostra frutticoltura. “L’OI Pera non si occupa di prezzi e di scelte commerciali – conclude Minguzzi - però è uno strumento importante per dare alla filiera un unico tavolo di confronto e consentire decisioni condivise in ordine alla programmazione della produzione e l’autoregolamentazione dell’immissione del prodotto sul mercato. Da qui può decollare una nuova più incisiva fase di valorizzazione della pera Abate sia in Italia che all'estero”.
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