Fonte: Univestità di Bologna
L’Università di Bologna presenta tre nuove varietà di pero in occasione di Interpoma, la fiera internazionale biennale, dedicata alla frutta e alla frutticoltura che prenderà il via a Bolzano il 20 novembre prossimo. Durante la fiera sarà possibile assaggiare direttamente queste nuove pere Unibo in occasione di una presentazione a loro dedicata che si svolgerà il 21 Novembre 2014 alle ore 14:30 presso la sala “St. Pauls” dell’hotel “Four Points by Sheraton” (via Bruno Buozzi, 35, Bolzano).
Le nuove varietà si chiamano “Lucy Sweet”, “Early Giulia” e “Debby Green” e sono state sviluppate con la collaborazione del Consorzio Italiano Vivaisti (CIV) di Ferrara. Il programma di perfezionamento genetico è mirato ad ottenere caratteri migliorativi in termini di qualità del frutto e standard di presentazione, resistenza alle malattie ed un ampio calendario di maturazione.
L’obiettivo è stato raggiunto e le tre nuove varietà presentano caratteristiche comuni di maturazione precoce, buona o ottima produttività, dolcezza della polpa, buon sapore e buona conservabilità.
Per approfondire:
1) PE1UNIBO* Lucy SweetTM: maturazione precoce (-10 giorni dalla varietà Williams, parametro di riferimento); vigoria medio-elevata, produttività elevata e costante; frutto piriforme e pezzatura media; buccia verde anche a maturazione, leggera rugginosità; polpa dolce, fondente, di ottimo sapore, anche croccante; buona conservabilità (5-6 mesi in frigoconservazione).
2) PE2UNIBO* Early GiuliaTM: maturazione molto precoce (-15 gg da Williams); vigoria medio-elevata, buona produttività; frutto di forma piriforme-tronca e pezzatura medio-grossa; buccia verde chiaro, polpa fondente, dolce-acidula di ottimo sapore; buona conservabilità (5-6 mesi in frigoconservazione);
3) PE3UNIBO* Debby GreenTM: maturazione intermedia (-1 giorno da Williams); vigoria medio-elevata, buona produttività; frutto di aspetto piriforme / piriforme allungata; buccia verde chiaro (anche a maturazione); polpa fondente, leggermente acidula e buon sapore; buona conservabilità (5-6 mesi in frigoconservazione);
Per ulteriori informazioni sull’evento:
marco.bertolazzi2@unibo.it , telefono: +39 051 2099417.
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giovedì 23 ottobre 2014
venerdì 5 novembre 2010
BRUNI (COGECA): OK LE NUOVE NORME COMUNITARIE, MA NON METTIAMO A RISCHIO I PRIMATI DEL SETTORE VIVAISTICO ITALIANO
Fonte: Segreteria Paolo Bruni
Al via una nuova stagione per la produzione e la commercializzazione delle piante da frutto
A questo proposito, è necessario uniformare le regole tra i vivaisti europei, favorire gli scambi commerciali con regole uguali ed attuare gli stessi comportamenti di tutela della sanità delle piante
La recente revisione delle norme che regolamentano la produzione e la commercializzazione delle piante da frutto rappresenta senza dubbio una novità importante per aumentare ulteriormente le garanzie sulla sanità delle piante proposte dal settore vivaistico ai produttori agricoli e le garanzie sulla sicurezza alimentare dei frutti offerte ai consumatori finali. Ma la nuova normativa unica europea presenta anche alcuni aspetti che dovrebbero essere, almeno in parte, modificati. Lo ha affermato Paolo Bruni, presidente Cogeca (Confederazione generale delle cooperative agricole dell’Unione Europea) intervenendo alla tavola rotonda organizzata a Bolzano da Civi – Italia nell’ambito di Interpoma, la rassegna internazionale dedicata alla mela.
“Prima di tutto – ha sottolineato Bruni – occorrerebbe uniformare le regole tra i vivaisti europei in quanto la Direttiva Ce 2008/90, dettando linee guida comportamentali, non viene assunta tal quale dagli Stati Membri. E questo può determinare differenti modalità applicative che poi si ripercuotono negativamente fra i produttori dei diversi paesi arrivando anche, in alcuni casi, ad ostacolare gli scambi commerciali del materiale vivaistico”. “Un altro limite della normativa europea, che potrebbe creare confusione tra gli operatori, – ha proseguito Bruni – è la separazione della responsabilità della sanità del materiale vivaistico dalla responsabilità della qualità dello stesso materiale ovvero della corrispondenza varietale. In Italia, invece, i compiti di controllo per gli organismi da quarantena ed i controlli sulla qualità sono svolti da un unico soggetto, vale a dire i Servizi Fitosanitari Regionali. E anche per questo il comparto vivaistico italiano esprime eccellenze di primo piano sia per quanto riguarda il know how sviluppato e offerto al frutticoltore, sia per ciò che concerne i volumi dei materiali di propagazione prodotti annualmente”.
Al via una nuova stagione per la produzione e la commercializzazione delle piante da frutto
A questo proposito, è necessario uniformare le regole tra i vivaisti europei, favorire gli scambi commerciali con regole uguali ed attuare gli stessi comportamenti di tutela della sanità delle piante
La recente revisione delle norme che regolamentano la produzione e la commercializzazione delle piante da frutto rappresenta senza dubbio una novità importante per aumentare ulteriormente le garanzie sulla sanità delle piante proposte dal settore vivaistico ai produttori agricoli e le garanzie sulla sicurezza alimentare dei frutti offerte ai consumatori finali. Ma la nuova normativa unica europea presenta anche alcuni aspetti che dovrebbero essere, almeno in parte, modificati. Lo ha affermato Paolo Bruni, presidente Cogeca (Confederazione generale delle cooperative agricole dell’Unione Europea) intervenendo alla tavola rotonda organizzata a Bolzano da Civi – Italia nell’ambito di Interpoma, la rassegna internazionale dedicata alla mela.
“Prima di tutto – ha sottolineato Bruni – occorrerebbe uniformare le regole tra i vivaisti europei in quanto la Direttiva Ce 2008/90, dettando linee guida comportamentali, non viene assunta tal quale dagli Stati Membri. E questo può determinare differenti modalità applicative che poi si ripercuotono negativamente fra i produttori dei diversi paesi arrivando anche, in alcuni casi, ad ostacolare gli scambi commerciali del materiale vivaistico”. “Un altro limite della normativa europea, che potrebbe creare confusione tra gli operatori, – ha proseguito Bruni – è la separazione della responsabilità della sanità del materiale vivaistico dalla responsabilità della qualità dello stesso materiale ovvero della corrispondenza varietale. In Italia, invece, i compiti di controllo per gli organismi da quarantena ed i controlli sulla qualità sono svolti da un unico soggetto, vale a dire i Servizi Fitosanitari Regionali. E anche per questo il comparto vivaistico italiano esprime eccellenze di primo piano sia per quanto riguarda il know how sviluppato e offerto al frutticoltore, sia per ciò che concerne i volumi dei materiali di propagazione prodotti annualmente”.
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